GIUSTIZIA E LIBERTA' PER I CINQUE EROI CUBANI.Questo spazio e 'dedicato alla lotta e al sostegno per la giustizia e la libertà dei 5 Patrioti antiterroristi cubani,di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labanino ingiustamente incarcerati negli USA da oltre 12 anni, con la sola colpa di essersi penetrati nei gruppi terroristi di Miami col fine di difendere preventivamente il popolo cubano e non solo da attentati e criminali aggressioni progettate della mafia cubana di Miami sempre sostetunute dai suoi complici nel governo USA. 10 ,100, 1000,..blog's a sostegno dei Cinque e della rivoluzione Cubana. Blog di Maurizio (alias Sandino )- gruppo amici di Cuba Piombino/isola d'Elba/alta Maremma Toscana |
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martedì, 24 gennaio 12 13:57
Ufficio ONU diritti umani segue il caso dei Cinque cubani /Procuratore venezuelana cerca appoggio..LINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it
Ufficio ONU dei diritti umani segue il caso dei Cinque cubani L'Avana, 20 gen (Prensa Latina) L'Ufficio dell'Alto Delegato delle Nazioni Unite per i diritti umani continuerà osservando da vicino la situazione dei Cinque cubani condannati a lunghe pene negli Stati Uniti, come informa una lettera divulgata dalla Cancelleria. Il Ministero degli Affari Esteri dell'isola pubblicò la risposta di questa entità dell'ONU ad un documento inviato dal rappresentante permanente di Cuba davanti alle Nazioni Unite a Ginevra, sul caso di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez. Nella risposta dell’alta commissaria per i diritti umani, Navanethem Pillay, si riflette inoltre il compromesso di seguire la situazione particolare di Renè, che per obbligo delle autorità statunitensi deve rimanere tre anni in più nella nazione settentrionale sotto il regime di libertà vigilata dopo essere stato scarcerato in ottobre e nonostante il suo desiderio espresso di tornare a Cuba con la sua famiglia. “Continuerò anche insistendo personalmente davanti alle autorità statunitensi ed a beneficio delle mogli di Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez affinché sia permesso loro visitare i rispettivi mariti”, ha aggregato Pillay. Washington ha negato in maniera reiterata alle mogli di questi antiterroristi il visto affinché possano visitarli, posizione denunciata da attivisti ed organizzazioni nei quattro confini del pianeta. L’alta commissaria ringrazia nella sua missiva la lettera del 22 novembre su I Cinque e la Dichiarazione finale del VII Colloquio Internazionale per la loro liberazione, forum sviluppato alla fine dell'anno scorso nell'orientale provincia cubana di Holguin con delegati di quasi mezzo centinaio di paesi. Più di una decina di premi Nobel, diverse organizzazioni ed una quantità crescente di persone nel pianeta reclamano agli Stati Uniti la fine di quello che qualificano un’norme ingiustizia. Messaggi e cartoline inviate al presidente Barack Obama, l'uso delle reti sociali e la collocazione di cartelli in zone centrali in varie nazioni sono alcuni dei metodi per esprimere l'appoggio alla causa dei Cinque. Ig/wmr Procuratore generale venezuelana cerca appoggio per la liberazione dei Cinque cubani L'Avana, 23 gen (Prensa Latina) La Procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega, annunciò che inviterà altri colleghi dell'America Latina e della Spagna per sommarsi alle richieste per la liberazione dei Cinque cubani condannati negli Stati Uniti. Ortega ha detto che esorterà altri procuratori generali ad inviare lettere al segretario statunitense di Giustizia, Eric Holder, col proposito di fare pressione al mandatario Barack Obama affinché permetta il ritorno a Cuba dei cinque uomini, detenuti dal 1998. In un incontro a L'Avana con familiari dei Cinque cubani la rappresentante pubblica venezuelana annunciò la remissione di un articolo sul tema al periodico The New York Times. L'idea è generare una matrice di opinione tenendo in conto la poca diffusione del caso sulla stampa di questo paese, ha detto una notizia del telegiornale informativo. Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez (questo ultimo in libertà vigilata dall’ottobre scorso) furono condannati a pene di carcere che includono il doppio ergastolo. Quando furono arrestati nel settembre del 1998 in Miami stavano monitorando alcune azioni di gruppi violenti di esiliati nel sud della Florida. Ig/ro
mercoledì, 18 gennaio 12 15:30
Cancelleria cubana divulga la replica ignorata per le accuse del Washington PostLINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it Cancelleria cubana divulga la replica ignorata per le accuse del Washington Post L'Avana, 17 gen (Prensa Latina) La Cancelleria di Cuba ha divulgato una lettera-replica ignorata da The Washington Post in risposta ad un editoriale pubblicato da questo giornale statunitense che tergiversa fatti relazionati con i Cinque cubani. Si annette lettera (versione integra) in risposta all’editoriale del 31 dicembre. La lettera, firmata dal Secondo Capo di Missione ed inviata in versione riassunta, non è mai stata pubblicata da questo quotidiano, segnala la nota. The Washington Post discusse in un editoriale la sanzione imposta al cittadino statunitense Alan Gross, condannato per aver violato le leggi cubane. “Desideriamo mettere in chiaro che l'accusato non è stato giudicato e condannato per un supposto lavoro umanitario consociato ad aiutare la comunità ebrea in Cuba per collegarsi ad internet, perché le sinagoghe avevano accesso alla rete molto prima del suo arrivo”, spiega la Sezione di Interessi de L'Avana a Washington. Il signore Gross - aggiunge nel testo – ha violato le leggi cubane e si dedicava ad attività segrete, perché il Governo degli Stati Uniti lo contrattò per sviluppare programmi federali che attentavano all'ordine costituzionale del nostro paese. Inoltre, la lettera divulgata dalla Cancelleria dell'isola critica la parte dell'articolo che cerca di giustificare la reclusione di Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, Cinque cubani condannati per essersi infiltrati nei gruppi violenti che in Miami operano con impunità contro il loro popolo. La Sezione di Interessi di Cuba mette in chiaro che si stanno ingannando i lettori quando i Cinque cubani imprigionati negli Stati Uniti vengono presentati come spie infiltrate in installazioni militari del Sud Florida invece che antiterrosti infiltrati per tentare di evitare attacchi terroristi contro Cuba. Nella missiva inviata a questo giornale, si ricorda inoltre che la liberazione dei Cinque è stata chiesta da 11 premi Nobel e varie organizzazioni internazionali dalla loro cattura nel 1998. “Sollecito The Washington Post a tenere in considerazione gli argomenti esposti ogni volta che si pronunci su questi temi”, conclude la Sezione di Interessi di Cuba nella replica ignorata.
Ig/wmr sabato, 14 gennaio 12 10:10
Antonio Guerrero, uno dei Cinque, è stato trasferito di prigione /Esposizione di dipinti di TonyLINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani, è stato trasferito di prigione Washington, 13 gen (Prensa Latina) Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani confermò che uno dei lottatori antiterrorista condannati negli Stati Uniti, Antonio Guerrero, è stato trasferito nella prigione di Marianna, in Florida. Riceviamo un messaggio di Antonio con la sua nuova direzione carceraria. Finalmente è stato trasferito da Florence, in Colorado, alla prigione Federale di Marianna, in Florida, precisa un comunicato del gruppo solidale con Cuba. Antonio vuole fare sapere a tutti gli amici che è stato sempre accompagnato dalla solidarietà in questi giorni di isolamento. La lotta per la libertà di Antonio ed i suoi quattro fratelli di causa continuerà fino all'unico destino che accetteremo: il ritorno a Cuba, aggrega la nota pubblica. Ieri si è inaugurata a Seattle un’esposizione di pitture di Antonio, nella Galleria M. Rosetta Hunter, situata nel centro di Seattle nel campus principale del Seattle Community College, 1701 Broadway. La mostra resterà aperta fino al 10 febbraio. Ken Matsudaira, direttore e curatore della galleria, ha lavorato diligentemente per preparare l’esposizione. Lui dice, “siamo molto entusiasmati di potere essere anfitrioni dell’arte di Antonio per arrivare alla comunità col poderoso messaggio delle sue pitture e raccontare la storia dei Cinque Cubani. Ci sentiamo privilegiati di accogliere la sua arte”. Inoltre, Matsudaira ha risaltato alcuni dei poemi di Antonio nell’esposizione. John Martinez, organizzatore dell’esposizione e membro del Comitato dei diritti umani e Civili della Federazione Americana dei Maestri, dice, “la nostra speranza è che una volta che i nostri membri della facoltà, personale, studenti e pubblico in generale siano coscienti della storia di Antonio, come quella degli altri, cerchino tutti i modi di aiutare i Cinque Cubani a vincere l’ingiustizia.” Esposizione di dipinti di Tony Guerrero Luis René Brizuela Brínguez La Federazione Americana dei Maestri di Seattle, Stato di Washington, ha auspicato un’esposizione di dipinti di Antonio Guerriero - Tony - uno dei cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti. La mostra "Desde mi Altura" è esposta nella galleria M. Rosetta Hunter situata nel campus principale del Seattle Community College, e resterà aperta sino al 10 febbraio. La notizia è stata accompagnata da un’amplia divulgazione nei quattro campus dell’ università e si effettueranno vari programmi nella galleria, dice un comunicato dell’organizzazione. La sezione locale del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque ha distribuito volantini durante l’inaugurazione e il Consiglio Centrale del Lavoro ‘Martin Luther King’ che rappresenta 130 sindacati locali, ha informato i suoi circa 75.000 iscritti sull’esposizione. “Questa mostra è una maniera di rompere la censura che i media della comunicazione mantengono sulla causa dei Cinque Patrioti cubani, e siamo molto contenti d’essere gli anfitrioni dell’arte di Tony, per giungere alla comunità con il forte messaggio dei suoi dipinti e di raccontare la storia dei Cinque cubani”, ha detto Ken Matsudaira, direttore della galleria e curatore della mostra. Alcuni giorni prima del suo attuale trasferimento in un carcere di transito, in attesa della sua nuova e ancora sconosciuta destinazione, Tony ha ringraziato per l’appoggio dato a Cuba e per l’attenzione e il patrocinio ai suoi dipinti. lunedì, 09 gennaio 12 22:36
Negli USA denunciate bugie sul caso dei CinqueLINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it
Negli USA denunciate bugie sul caso dei Cinque Washington, 9 gen (Prensa Latina) Il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque Cubani, catturati negli Stati Uniti nel 1998, ha denunciato oggi un editoriale del quotidiano The Washington Post, che mente sul lavoro che realizzavano i lottatori antiterroristi in questo paese settentrionale. Nel suo sito web, l'organizzazione ha criticato un articolo divulgato dal giornale il 31 dicembre scorso, nel quale si cerca di giustificare l'ingiusta punizione applicata contro i Cinque, cioè Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez. Come hanno spiegato, l’editoriale disistima l'appoggio mondiale verso la causa dei cinque cubani, quattro dei quali affrontano ingiuste condanne, mentre Renè, il primo nel compiere la pena, dovrà rimanere in territorio settentrionale, altri tre anni, sotto libertà vigilata. Inoltre hanno precisato che The Washington Post invalida l'opinione degli artisti, intellettuali, Premi Nobel e perfino quella dell'ex presidente Jimmy Carter, che patrocinano per la libertà dei Cinque. Antonio, Renè, Fernando, Ramon e Gerardo furono imprigionati più di 13 anni fa per monitorare i lavori dei gruppi terroristi che pianificavano atti contro i popoli di Miami, cubani e statunitensi. Eccetto Renè che ha già compiuto la sua punizione, il resto affronta lunghe condanne di perfino due ergastoli più 15 anni, come è il caso di Gerardo Hernandez. Tra i Premi Nobel che appoggiano la causa ci sono Wole Soyinka, Nadine Gordimer, Desmond Tutú, Rigoberta Menchú, Adolfo Perez Esquivel, Josè Saramago, Harold Pinter, Zhores Alfiorov, e Günter Grass. Alla domanda di libertà si unirono migliaia di intellettuali, come Noam Chomsky, Oscar Niemeyer, Mario Benedetti, Harry Belafonte, Pablo Gonzalez Casanova, Ernesto Cardenal, Thiago de Mello, Danny Glover, Eduardo Galeano, Alice Walker, Manu Chao, Atilio Boron, Ignacio Ramonet, Gianni Minà, Frei Betto e Miguel Bonasso.
Ig/sc
sabato, 07 gennaio 12 11:38
Paraguay chiede a Obama la libertà per i 5- Epifania Sit in per i 5 a Roma in P.zza Navona
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Lettera dal Paraguay chiede ad Obama di liberare gli antiterroristi cubani Asuncion, 6 gen (Prensa Latina) La titolare del Comitato per la Liberazione dei Cinque in Paraguay inviò una lettera al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in richiesta della libertà dei Cinque antiterroristi cubani condannati e catturati negli Stati Uniti da più di 13 anni. Il documento, firmato da Ligia Prieto, si somma al clamore mondiale in solidarietà con Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez. Inoltre, Renè Gonzalez uscì da prigione dopo aver compiuto con la sua ingiusta condanna il passato ottobre, ma da allora rimane in libertà vigilata, per decisione di una giudice di Miami. Il testo menziona il Preambolo della Dichiarazione Universale dei diritti umani ed esorta Obama a concedere quello che è sollecitato nella lettera, con grande spirito umanitario. Prieto chiede al mandatario statunitense che in uso delle sue attribuzioni, prenda l'umana e fraterna decisione di liberare i Cinque cittadini cubani affinché possano ritornare in seno delle loro famiglie. La presidentessa del Comitato per la Liberazione dei Cinque invoca i sogni di Abraham Lincoln per il ritorno degli eroi caraibici alla loro patria, dove li aspettano con speranza le loro famiglie, il popolo cubano e dai nostri paesi i popoli del mondo. Ricorda nella sua lettera l'articolo tre della Dichiarazione Universale dei diritti umani, che segnala che “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della sua persona”. “Dalla vostra eccellenza dipende il compimento di questo supremo mandato, glielo chiediamo dal Paraguay”, si sottolinea nella missiva. Ig/jcd
Il 5 per i Cinque Sit-in con volantinaggio a Piazza Navona, a Roma Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ha riaperto in Italia la Campagna Internazionale il 5 per i Cinque Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque riavvia per il 2012 in Italia la Campagna Internazionale “Il 5 per i Cinque”, con un’iniziativa di lotta e d’informazione a Piazza Navona, a Roma, luogo di grande afflusso di cittadini per la tradizionale festa dell’Epifania. Con la partecipazione di decine di compagni dell’associazione e della rivista Nuestra America, del circolo d’Italia –Cuba di Roma ‘A. Mella, e di Radio Città Aperta, è stato fatto nell’affollatissima piazza un sit-in con un volantinaggio, dando dettagliate notizie ai tanti presenti sul caso dei 5 agenti dell’antiterrorismo cubano detenuti ingiustamente da oltre 13 anni nelle carceri statunitensi, e quella che il governo di Washington,vorrebbe far passare per una " buona azione ", cioè gli arresti domiciliari per tre anni dati a Renè Gonzáles, da scontare nella città di Miami, conoscendo perfettamente i rischi che corre vivendo nella città della mafia cubano- americana. Tanti cittadini hanno chiesto informazioni su tale annosa e sconcertante vicenda dimostrando interesse partecipato, e calorosa è stata la solidarietà avuta dai compagni dello stand palestinese. I tanti partecipanti all’iniziativa si sono poi diretti verso la vicina piazza con la famosa statua di Pasquino, dove hanno voluto simbolicamente apporre la poesia di seguito riportata in solidarietà ai 5 fratelli cubani: Anvedi che viavai ner giorno de la vecchia co’ la carza, e ner periodo de li guai… tutti ne ‘sta piazza! a Navona oggi ce stanno puro certi che vonno l’attenzione: sui Cinque lo striscione c’hanno aperto, e ner core la cubana Rivoluzione. Se fanno la foto coi compagni de la Palestina e de la militanza, perché co’ quelli che ce magni ce condividi la sostanza! e a ‘sto punto, pe annà a chiude, je lo dico ar più, quello tipo santo: “a Papa, so’ Pasquino, nun me delude! libertà e giustizia nun se ponno buttà ar vento!” Il muro di silenzio che era stato tirato su Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, Gerardo Hernández, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero, come tutti i muri sta crollando e in tutte le parti del mondo cresce la solidarietà attorno a loro, chiaro simbolo d’integrità umana ed esempio delle crescenti lotte dei movimenti della sinistra di classe nel mondo. Abbiamo partecipato nel novembre scorso al VII Convegno Internazionale per la liberazione dei Cinque Eroi e contro il terrorismo, congiuntamente a 413 delegati, provenienti da 50 paesi del mondo, e da tutti si è levato un grido: liberateli! Sempre in prima fila con iniziative di informazione e di lotta! Liberateli ! Comitato Italiano Giustizia per i 5, con la partecipazione dell’Associazione e rivista Nuestra America, del circolo di Italia –Cuba di Roma ‘A. Mella’ e di Radio Città Aperta. Ancora auguri dall’Italia In questa data, che celebra il 53° anniversario del trionfo della Rivoluzione Cubana, vi giungano i nostri più cari auguri, riaffermando una volta ancora, la nostra volontà di difendere la Rivoluzione Cubana e di batterci per la liberazione dei Cinque cubani detenuti ingiustamente negli Stati Uniti. Per il Circolo di Roma dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Il segretario Marco Papacci.
giovedì, 05 gennaio 12 21:28
Antonio Guerrero sarà trasferitoLINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it
Antonio Guerrero sarà trasferito USA, 5 gen (Prensa Latina) Uno dei Cinque cubani, prigionieri politici dell’impero, Antonio Guerrero sarà trasferito di prigione; non si conosce ancora il suo destino finale, oggi stesso volerà verso Oklahoma. Di seguito pubblichiamo la lettera che lui stesso inviò ai militanti della solidarietà, che lottiamo senza paura e senza vacillare per la libertà dei Cinque cubani: “Cari amici: Oggi ho inviato le mie appartenenze, senza grandi contrattempi. È possibile che domani cominci il mio viaggio verso il destino finale, che nonostante ignoro. Irrimediabilmente, avrò un soggiorno nel Centro di Transito dell’Oklahoma. Non so se mi facciano lo stesso ricevimento delle volte anteriori, dove mi hanno ubicato in “un luogo di ritiro”. Magari, almeno, possa vedere la ragazza che distribuisce le medicine. Comunque, vi porto nel mio cuore e non appena avrò un momento di tempo ritornerò a scrivervi. So che ci sarà domani in tutto il mondo un 5 per i 5 come un grosso sforzo per la nostra libertà. In ciò starò pensando specialmente se mi tocca “andare sulle nuvole”, cosa che non mi piace, ma saprò vincerla, soprattutto pensando al vostro amore. Cinque abbracci. Vinceremo! Tony 4 gennaio 2012 FCI Florence
lunedì, 02 gennaio 12 13:38
I 5 sulle cime delle Ande-Più vicino che mai il momento in cui Tony Guerrero ballerà con MirtaLINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it
Libertà per i Cinque, già! Il Caso dei Cinque sulle cime delle Ande Nella Cordigliera Centrale delle Ande, in Perù - a 4.880 metri sul livello del mare – è stata posta una bandiera con un cartellone che chiede giustizia dal presidente Obama per il caso dei Cinque cubani antiterroristi, prigionieri negli Stati Uniti I 7 camminanti che hanno collocato la bandiera, hanno scalato la montagna per 4 giorni, per giungere in questo punto tra le cime innevate del Perù, con l’obiettivo d’esigere il definitivo ritorno in Patria di René, Fernando, Antonio, Ramón e Gerardo. Gustavo Espinoza, presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà con i Cinque, ha ringraziato e si è complimentato con i camminanti per la loro prodezza ed ha aggiunto che loro “sono motivo d’orgoglio in Perù, per il loro gesto di solidarietà con una lotta che è diventata una causa per il mondo intero. Per coronare la loro meta, i camminanti hanno percorso nell’ultima giornata 42 chilometri in cinque ore, dalla città mineraria di La Oroya. (Traduzione Granma Int.).
Sorella Di Tony Guerrero sempre impegnata sulla causa de cinque al VII coloquio di Holguin Più vicino che mai il momento in cui Tony Guerrero ballerà con Mirta L’Avana, 30 dic (Prensa Latina) Mirta sta per celebrare il suo 80° compleanno. Il regalo col quale ha sognato durante gli ultimi anni è che suo figlio Tony stesse in libertà per questa occasione, e l'accompagnasse come compagno di ballo quel giorno. Confessa che Tony è un buon ballerino, benché non abbia potuto esercitarlo durante i 13 anni di ingiusta e dura reclusione nelle carceri nordamericane. “Sono sicura che non mi defrauderebbe se l'invito ad un tango, che lui sa che è il mio forte”, afferma. Anche lui si è preparato per accompagnare la sua cara madre nei suoi 80 anni, stia o no al suo fianco fisicamente, quel giorno. Benché difficilmente qualcosa possa impedire che le loro anime quel giorno stiano abbracciate, nonostante i cancelli siano molto lati, dure le sbarre e distanti le prigioni sotterranee dove si sono dati gli ultimi baci ed abbracci, vigilati e controllati fino alla sazietà, specialmente Mirta che atterrisce i carcerieri con la sua carica di amore e resistenza, che non ha un'altra paura che non sia quella di non poter avere la forza, o magari la vita, per il momento in cui suo figlio potrà dedicargli in libertà il prossimo ballo. Se Tony cantò con tutti i cubani il 2 dicembre, più vicino che mai è il momento in cui ballerà con Mirta e con Cuba. Ig/www.cubadebate.cu
Madre e sorella di Tony Guerrero a Buaguano nel VII coloquio de Holguin giovedì, 29 dicembre 11 14:04
Antonio Guerrero: dieci anni faLINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it Antonio Guerrero: dieci anni fa USA, 28 dic (Prensa Latina) Di seguito pubblichiamo un’emotiva lettera scritta da uno dei Cinque cubani, Antonio Guerrero, che ricorda il giorno in cui gli dettarono l’ingiusta sentenza che lo rendeva colpevole di accuse inventate, trasformandolo in un prigioniero politico dell’impero più assassino che il genero umano abbia conosciuto. “Cari amici: è passata esattamente una decade da quando in una sala della Corte di Miami la giudice Lenard mi impose una sentenza di vita erronea. Quante cose erronee sono successe fino ad arrivare a quel giorno in quella sala?, mi domando. Erroneo fu cercare lì una giuria imparziale dove non avrebbe potuto esserci mai. Erroneo fu non permetterci di avere accesso alle nostre prove, classificandole come documenti segreti e rinchiudendoli in un secondo buco, dove poche volte abbiamo potuto leggerle coi nostri avvocati. Erroneo fu decidere che solo una parte di queste prove, quella che determinò il governo, fosse quella che si potesse usare in quella sala. Erroneo fu ostacolare che usassimo la fondamentata teoria di necessità che dimostrava le ragioni che ci portarono a fare la nostra attività senza registrarci. Erroneo fu permettere impunemente tutti gli atti di una condotta corrotta dei pubblici ministeri e di molti dei suoi testimoni. Erronea fu ogni condanna imposta ai miei fratelli, che ebbi l'onore di vedere ergersi nelle loro parole sincere e degne, e ricevere con interezza le maggiori e più enormi condanne. Erroneo, infine, fu avere fatto il “giudizio” più lungo che si sia visto in quei Parlamenti, dove non potremmo ricevere mai giustizia, dopo averci negato un cambiamento di sede ad una città che si trova a poche ore di lì. Quell'errore lo corroborò un pannello di tre giudici dell'Undicesimo Circuito di Appello di Atlanta, in forma unanime, dopo tre anni di analisi di tutti gli argomenti del nostro appello diretto, e dare il suo verdetto nel 2005. Lì, in mezzo al temporale perfetto, in quella Sala della Corte di Miami, è la nostra ultima risorsa legale, l’Habeas Corpus, nelle mani di quella stessa giudice Lenard che ci ha fatto stare, per un suo errore, in uno dei più violenti penitenziari di questo paese per otto anni e mezzo. Ci sono cose che uno è capace di vincere, ma mai di dimenticare, benché non albergassimo mai nei nostri cuori un apice di rancore. Con l'amore e l'amicizia, Vinceremo! Cinque abbracci. Antonio Guerrero Rodriguez 27 dicembre 2011 FCI FLORENCE Ig lunedì, 26 dicembre 11 21:57
In Salvador esigonoâNon più Natale senza i Cinqueâ
In Salvador esigono“Non più Natale senza i Cinque” San Salvador, 26 dic (Prensa Latina) Comunità ecclesiali di base, sacerdoti, invalidi di guerra ed organizzazioni solidali salvadoregne hanno reclamato ieri agli Stati Uniti l'immediata libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani condannati in questo paese da più di 13 anni. La richiesta è stata presentata nella messa “Non più Natale senza i Cinque”, celebrata nella monumentale cripta dove riposano i resti dell'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero, contigua alla Cattedrale di San Salvador. L'eucaristia è stata celebrata dal sacerdote Pedro Decler che ricordò che questi Cinque fratelli, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, stavano tentando solo di evitare il terrorismo. Il padre Decler ha affermato che la celebrazione era anche dedicata per ringraziare della tanta solidarietà di Cuba, un paese – ha sottolineato - che da più di 50 anni è la speranza dei poveri del continente. È un grazie di Dio. Alla messa hanno assistito centinaia di persone che hanna riempito il gran salone della cripta, costruita nel 1996 per iniziativa della comunità ecclesiale di base per la canonizzazione di quello che chiamano San Romero dell'America, assassinato dagli squadroni della morte nel 1980. Il sacerdote ha chiesto ai fedeli di firmare una lettera diretta al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per sollecitarle la libertà degli antiterroristi. Liberandoli rimarrà nelle sue mani il diritto di essere ricordato nella storia per fare una vera giustizia, esprime nel testo, che ricorda che Obama ha visitato la tomba di Romero, dove ha acceso una candela il 23 marzo di questo anno. Immediatamente si sono formate file di decine di persone per sottoscrivere la missiva, in vari luoghi improvvisati dai presenti nella messa. L'ambasciatore di Cuba, Pedro Pablo Prada, ha ringraziato gli organizzatori della messa e le centinaia di partecipanti e per la solidarietà col suo paese ed il loro permanente appoggio alla causa della libertà dei Cinque. Ha ricordato che contro di loro si è accanito tutto l'odio dell'impero statunitense per tutta l'opera di giustizia della Rivoluzione cubana, in vigilia di compiere il 53° anniversario del suo trionfo. Ig/rl sabato, 17 dicembre 11 21:12
à cresciuta la solidarietà mondiale con Cuba nel 2011-Gruppo USA dialoga con familiari dei 5LINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it
È cresciuta la solidarietà mondiale con Cuba nel 2011 16 dicembre '11 - Martha Andrés www.granma.cu Il 2011 è stato un anno di rafforzamento della solidarietà mondiale con Cuba e il suo processo rivoluzionario, ha affermato la presidentessa dell’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli, Kenia Serrano. L’appoggio internazionale si esprime nell’appoggio alla lotta contro il blocco statunitense e per la liberazione dei Cinque combattenti antiterroristi cubani, prigionieri politici negli Stati Uniti dal 1998. “Nonostante gli ostacoli imposti dalla giustizia statunitense, esprimiamo in numerosi scenari la volontà di Cuba di continuare la campagna per il ritorno di Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González, Ramón Labañino e René González”, ha detto. In questo senso dobbiamo segnalare l’adesione alla causa dei Cinque di figure importanti, come 10 Premi Nobel e l' ex presidente statunitense James Carter, che ci ha visitati nel mese di marzo scorso. “Durante questo periodo sono venute a Cuba 13 brigate di solidarietà che hanno partecipato con noi ad avvenimenti importanti per la vita del paese, in mezzo al processo d’attualizzazione del modello economico”, ha sottolineato. Un fatto significativo è stata la partecipazione di 1100 amici di 43 paesi, allo svolgimento del VI Congresso del Partito Comunista, realizzato dal 16 al 19 aprile e per il Primo Maggio. Un altro momento importante è stato il VII Colloquio Internazionale per la Liberazione dei Cinque, nel quale abbiamo visto la presenza di 300 delegati di 50 paesi e sono state proposte nuove iniziative per far conoscere la realtà del caso al popolo statunitense. Un altro avvenimento importante nell’anno che finisce è stata la realizzazione del VI Incontro Continentale di Solidarietà con Cuba, al quale hanno partecipato delegati di 28 paesi, includendo Stati Uniti, Portorico e Canada. “I cubani hanno manifestato la loro solidarietà con i popoli fratelli”, ha detto Kenia Serrano, che ha ricordato l’appoggio dell’isola per la creazione dello Stato palestinese, la liberazione di Portorico e il rispetto dei diritti del popolo saharaui. “Chi dà e riceve solidarietà ha il diritto di sentirsi orgoglioso in questo 2011 Cuba può essere contenta per le mostre d’appoggio degli amici in tutto il mondo, che continueranno a moltiplicarsi nel prossimo anno”, ha considerato ancora. Gruppo statunitense dialoga con familiari dei Cinque L'Avana, 16 dic (Prensa Latina) Il gruppo statunitense Educatori di Chicago, diretto dall'attivista sindacale Harold Rogers, ha dialogato con familiari dei Cinque antiterroristi cubani condannati ingiustamente negli Stati Uniti. Nell’incontro, organizzato dall'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, la delegazione ha conosciuto i dati sul caso di questi Eroi che sono stati sottomessi a durissime condanne per controllare le organizzazioni terroriste della Florida e mettere in allerta sui loro piani terroristi contro Cuba. A nome dei parenti degli eroi cubani, Elizabeth Palmeiro, moglie di Ramon Labañino, enfatizzò nella disinformazione della società nordamericana, dovuto alla manipolazione della stampa ufficiale di questa nazione ed ha insistito sulla necessità che si conosca la verità sul caso. Nel suo dialogo, Palmeiro esortò al gruppo affinché contatti i congressisti del paese settentrionale, al fine di divulgare la realtà dell'ingiusto processo al quale furono sottomessi i Cinque. I membri della delegazione manifestarono la loro disposizione di ampliare il lavoro educativo col popolo degli USA, per rompere il muro di silenzio esistente nella loro nazione intorno a questa realtà. Hanno affermato, inoltre, la loro gratitudine alla famiglia degli antiterroristi cubani per il colloquio sostenuto, che costituì –hanno detto - l'occasione propizia per capire ed imparare da questa terribile situazione. Nel momento conclusivo dell'incontro, Magali Llort, madre di Fernando Gonzalez, ha sottolineato l'importanza dei gruppi di solidarietà e la mobilitazione dell'opinione pubblica degli Stati Uniti rispetto al caso dei Cinque. Ig/ www.ain.cu
venerdì, 16 dicembre 11 10:18
5EROI : LâAss.ne e rivistaâNuestra Americaâchiude con una Tavola Rotonda la Campagna 2011LINK NUOVO BLOG PARALLELO http://5eroicubani.over-blog.it
5EROI CUBANI: L’Associazione e rivista “Nuestra America” chiude con una Tavola Rotonda la Campagna 2011 “Il 5 per i 5” nelle parrocchie e comunità cattoliche di base Ieri all’udienza con Papa Benedetto XVI è stato consegnato materiale informativo e una lettera del Prof. Vasapollo sul caso dei Cinque agenti antiterroristi cubani: “i nostri Cinque fratelli soffrono ingiustamente detenuti da 13 anni nelle carceri statunitensi per aver difeso Cuba dal terrorismo” Radio Città Aperta 15/12/2011 - Si è conclusa con la Tavola Rotonda di oggi, alla Parrocchia San Luca Evangelista di Roma, la Campagna 2011 “Il 5 per i 5”, tenuta in varie parrocchie di Roma e altre città italiane dall’Associazione e rivista “Nuestra America” con il fine di sensibilizzare la società civile del nostro paese sul tema dei cinque agenti cubani ingiustamente detenuti nelle carceri statunitensi da oltre 13 anni. All’iniziativa, introdotta e coordinata dal prof. Luciano Vasapollo, dell’Università La Sapienza di Roma, Direttore di Nuestra America e vice Presidente del comitato italiano giustizia per i 5, hanno partecipato Padre Antonio Tarzia, Direttore della rivista Jesus, il Prof. Furio Pesci, dell’Università La Sapienza di Roma, il Dott. Vladimir Perez, consigliere politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia, Don Carlo Villano, parroco di S. Luca Evangelista di Vincaturo a Giuliano (Napoli), il Dott. Pino Baldassarri, dell’Associazione Maurizio Polverari, Mons. Remo Botola, parroco di S. Luca Evangelista. La scelta di portare la questione dei Cinque antiterroristi cubani all’interno della comunità cattolica e delle parrocchie è la risposta all’esigenza, “espressa anche dai familiari dei Cinque durante un nostro recente viaggio a Cuba – ha spiegato il Prof. Vasapollo – di lavorare per sensibilizzare l’intera società civile per la soluzione di un caso politico che ha forti risvolti sul piano giuridico, sociale ed umano; un coinvolgimento che ha riscontrato un’attenzione particolarmente impegnata proprio nel mondo cattolico di base, come ha dimostrato l’intensa partecipazione di molti parrocchiani alle nostre iniziative durante tutto l’anno, che a loro volta hanno potuto informare tanti loro parenti, amici e aderenti alle loro comunità”. La chiusura del processo “kafkiano”, come lo ha definito il Prof. Furio Pesci, che ha portato a pesantissime condanne per i Cinque agenti Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, ha consegnato la sorte dei Cinque alla procedura straordinaria dell’ Habeas Corpus, un’opportunità che viene offerta, solo una volta, ai condannati dopo aver esaurito, senza successo, tutti i ricorsi d’appello. Rimane aperta in ogni caso la strada di una decisione favorevole alla loro liberazione che resta di piena facoltà del Presidente degli Stati Uniti. E’ in tale contesto che assume una particolare importanza il passo compiuto il 14 dicembre, quando l’Associazione “Cassiodoro”, presieduta da Padre Antonio Tarzia, con la presenza del Prof. Luciano Vasapollo ha partecipato all’udienza con Papa Benedetto XVI. Come ha voluto ricordare con passione Padre Tarzia, in una intervista che ci ha concesso e durante la tavola rotonda, alla fine dell’ udienza il Papa ha incontrato soltanto alcune ristrette delegazioni, tra cui quella dell’Associazione “Cassiodoro” che gli ha donato una targa commemorativa e alcuni libri, ed inoltre ha consegnato materiale informativo sui Cinque e una lettera del Prof. Vasapollo in cui tra l’altro si sottolinea “la lunga battaglia di solidarietà per la liberazione dei Cinque fratelli cubani che soffrono ingiustamente detenuti da 13 anni nelle carceri statunitensi per aver difeso il proprio Paese dal terrorismo”, con la rispettosa richiesta di “una preghiera di Sua Santità per porre fine alla sofferenza dei Cinque fratelli cubani e dei loro familiari”. Proprio ieri il Granma dava la notizia che nei prossimi mesi, tra fine marzo e i primi di aprile, Papa Benedetto XVI andrà in visita in Messico e poi a Cuba. Una visita che – come ha detto il Prof. Vasapollo “si auspica possa aprire un serio spiraglio alla soluzione di questo caso dei Cinque che oltre a rappresentare una palese aggressione politica contro la sovranità di Cuba, è un incredibile esempio di ingiustizia giuridica, sociale e umana, giustificata solamente da quelle stesse oppressive ragioni politiche che da 50 anni i diversi governi statunitensi utilizzano come risposta al giusto percorso di autodeterminazione del popolo cubano”. Ha concluso l’incontro il consigliere politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia, Vladimir Perez, che ha ricordato che il caso dei Cinque “è ormai tutto nelle mani del Presidente USA e Premio Nobel per la Pace Barack Obama”. http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1
immagini inserite ada amici di cuba gruppo Italo Calvino Piombino mercoledì, 14 dicembre 11 23:24
Danny Glover e Saul Landau visitano Gerardo in prigione Questo blog ormai non è più funzionante è in stato di abbandono da parte dello staff di Leonardo, perciò ne verrà realizzato uno parallelo in cui per un certo periodo verranno inseriti gli stessi post, presto comunicheremo il link, ringraziamo Leonardo di averci dato lo spazio per lavorare fino ad oggi. LINK NUOVO BLOG
![]() Danny Glover e Saul Landau visitano Gerardo in prigione USA, 14 dic (Prensa Latina) Da Alameda, in California, il cineasta e professore Saul Landau narrò telefonicamente al programma Mesa Redonda Informativa della Televisione Cubana la visita che realizzò insieme all'attore statunitense Danny Glover a Gerardo Hernandez, uno dei Cinque, il sabato scorso. Sono stati con lui per tre ore e mezza: “L’abbiamo visto pieno di entusiasmo ed allegria. Ci ha ricevuto con un sorriso e ci ha salutato alla fine con un gesto trionfale”, espresse il direttore di “Che il vero terrorista si alzi in piedi”, un documentario dedicato ai Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti.
La visita si è svolta sabato scorso: “Abbiamo guidato un'ora dall'Ontario (California), nel sud dello Stato, verso il deserto dove si trova la città di Victorville, sede della prigione di massima sicurezza dove si trova prigioniero Gerardo. Arrivando, il rituale è stato il solito. Ci hanno fatti passare in primo luogo attraverso una macchina a Raggi X, una guardia ci ha controllati, dopo, manualmente, e non possiamo avere con noi nient'altro che alcune monete per usarle nelle macchine di alimenti -in realtà di “veleno” (cibo spazzatura) -”, ha aggiunto Landau. Abbiamo incontrato Gerardo, condannato a due ergastoli più 15 anni, “pieno di entusiasmo, energia, molto felice di incontrarci. Ci sediamo di fronte al “cibo spazzatura” e passiamo tre ore e mezza. Parliamo di molti temi, in questione del caso e della possibilità che si possa effettuare un gesto umanitario. In questo momento esiste la possibilità di un cambio con il caso del nordamericano Alan Gross, accusato in Cuba e condannato a 15 anni.” “Che ironia che Gerardo e gli altri stanno in prigione per combattere il terrorismo, mentre Luis Posada Carriles sta cenando nei ristoranti più eleganti a Miami, e tra le sue visite al proctologo, cospira coi suoi soci terroristi!”, ha detto Landau. Ricordò l'appello presentato a favore di Gerardo e come l'Agenzia di Sicurezza Nazionale degli USA non si decide ancora a consegnare i documenti che dimostrano dove è accaduto realmente l'incidente tra i Mig Cubani e gli Aerei da turismo di Hermanos al Rescate, il 24 febbraio 1996 che hanno invaso lo spazio aereo di Cuba, fatto per il quale falsamente si incolpa l'antiterrorista. Dicono che non li consegnano per “questioni di sicurezza nazionale”, come se fosse una frase della Bibbia, commentò Landau. Saul ha detto che durante la visita lui e Danny Glover hanno fatto una foto con Gerardo, prima che la guardia avvisasse che era già finito il tempo e tutti dovevano uscire. “Gerardo ci salutò in una maniera trionfale, e noi ci siamo sentiti molto afflitti. Per strada mi domandavo: ‘perché Gerardo è tanto pieno di energia, e perché Danny Glover ed io ci sentiamo tanto depressi quando usciamo alla libertà?” Ig/www.cubadebate.cu martedì, 13 dicembre 11 23:50
Libertà per i Cinque, già !-Consegneranno a Obama un testo solidale con i Cinque Questo blog ormai non è più funzionante è in stato di abbandono da parte dello staff di Leonardo, perciò ne verrà realizzato uno parallelo in cui per un certo periodo verranno inseriti gli stessi post, presto comunicheremo il link, ringraziamo Leonardo di averci dato lo spazio per lavorare fino ad oggi. Libertà per i Cinque, già! Consegneranno a Obama un testo solidale con i Cinque Un testo che reclama la libertà immediata e senza condizioni per i Cinque antiterroristi cubani, scritto nella città messicana di Tijuana, sarà consegnato nell’ufficio del presidente degli USA, Barack Obama, e nell’ambasciata nordamericana in Messico. Il documento, approvato da sindacalisti degli Stati Uniti, Messico, Brasile, Uruguay e Cuba, che hanno partecipato al recentemente concluso Corso Politico Sindacale, auspicato dall’Incontro Sindacale Nuestra America, condanna l’ingiustizia commessa contro i Cinque Eroi cubani, ha pubblicato il settimanale di Cuba, Trabajadores. I sindacalisti denunciano le false accuse, il processo giudiziario manipolato e le sentenze abnormi imposte ai patrioti cubani, che svolgevano attività nel suolo degli Stati Uniti, indirizzate ad ostacolare le azioni di terrorismo pianificate contro Cuba dalla Florida. La dichiarazione responsabilizza il Governo di Washington per qualsiasi azione che ponga in pericolo la sicurezza e la salute di René González, che non può ritornare a vivere con la sua famiglia a Cuba, dopo aver scontato totalmente la sua ingiusta condanna, perchè è stato obbligato a tre anni di libertà vigilata da passare nel territorio del Distretto Sud della Florida. (Traduzione Granm Int.) Il Governo degli USA ha respinto gli appelli di Fernando e Ramón Il 6 dicembre del 2011, il governo degli Stati Uniti ha chiesto alla Corte del Distretto Sud della Florida di respingere gli appelli collaterali di Ramón Labañino e Fernando González, sostenendo che gli argomenti presentati da tutti e due mancano di meriti legali per essere considerati dalla Corte. Nella risposta presentata presso la Corte, il Governo sostiene che l’argomento del pagamento da parte del Governo a giornalisti locali di Miami prima e dopo il processo contro i Cinque, per creare un clima di ostilità contro di loro e manipolare la giuria-argomento presente nei due appelli-, “non costituisce una violazione del debito processo”. Ugualmente sono stati esclusi gli altri argomenti ed è stato chiesto alla giudice di respingerli. La mozione del Governo risponde agli appelli presentati dagli avvocati della difesa di Ramón Labañino e Fernando González, l’8 agosto e il 12 settembre del 2011 rispettivamente. Corrisponde adesso alla difesa presentare la replica a questa mozione, come avverrà agli inizi del prossimo anno e con la quale si concluderà il processo di documentazione degli appelli presso la Corte. Resterà pendente la decisione da adottare da parte della Giudice Jueza, che non ha limiti di tempo specifici per farlo. (Cubadebate / Traduzione Granma Int.) Sollecitazioni a respingere gli appelli dei Cinque cubani negli USA L’Avana,12 dic (Prensa Latina) Il governo statunitense ha sollecitato alla Corte del Distretto Meridionale della Florida che respinga gli appelli collaterali di Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, due dei Cinque cubani incarcerati in questo paese dal 1998. La petizione -realizzata il passato 6 dicembre - allega che gli argomenti branditi da entrambi non hanno meriti legali per essere considerati da questa corte. Il governo ha affermato che l'argomento sul pagamento governativo ai giornalisti locali di Miami prima e durante il giudizio contro i Cinque per creare un clima di ostilità contro di loro e pregiudicare la giuria -presente in entrambi gli appelli -, non costituisce una violazione del dovuto processo. Altrettanto -precisa il sito antiterroristas.cu - obiettarono i restanti argomenti ed hanno chiesto alla giudice che li disistimi. La mozione del governo risponde agli appelli presentati dagli avvocati della difesa di Ramon Labañino e Fernando Gonzalez l’8 agosto ed il 12 settembre 2011 rispettivamente, precisa la nota. Corrisponde ora alla difesa presentare la sua replica a questa mozione, cosa che dovrà prodursi agli inizi del prossimo anno e col quale finirà il processo di documentazione degli appelli davanti alla Corte. Rimarrà in attesa la decisione da adottare dalla giudice che non ha un termine specifico di tempo per farlo, puntualizza il testo. Labañino e Gonzalez insieme a Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez sono stati condannati in maniera severa per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio nordamericano. Il passato 7 ottobre Renè Gonzalez ottenne la libertà condizionale e la decisione di una giudice di Miami lo forza a rimanere tre anni vigilato negli Stati Uniti dopo compiere la sua condanna. Tale situazione mette la sua vita a rischio e costituisce una punizione addizionale per lui ed i suoi famigliari. Secondo la giudice, Renè Gonzalez dovrà rispettare la condizione speciale di non avvicinarsi a luoghi frequentati da conosciuti terroristi. Tra i terroristi che passeggiano liberamente per le strade degli Stati Uniti c’è Luis Posada Carriles. Posada Carriles -tra gli altri fatti di sangue - è autore intellettuale dell'esplosione in plenum volo di un'imbarcazione di Cubana di Aviazione nel 1976 di fronte alle coste delle Barbados, dove persero la vita 73 civili. Ig/joe Artisti bulgari appoggiano i Cinque cubani Sofia, 13 dic (Prensa Latina) L'esposizione “Passeggiata per L'Avana ieri, oggi e sempre” è stata inaugurata nella capitale bulgara in appoggio ai Cinque cubani, prigionieri politici negli USA per combattere il terrorismo. Nel Giornale dei Lavoratori, organo del Comitato Centrale del Partito Comunista di questo paese europeo, la giornalista Krasi Venkova realizzò una rassegna dell'esposizione ed ha letto un poema dedicato a Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero e Renè Gonzalez, gesto che ha emozionato l'auditorium
domenica, 11 dicembre 11 09:51
Solidarietà nel mondo per la libertà dei Cinque cubani - Notizie della stampa sui cinque.... Questo blog ormai non è più funzionante è in stato di abbandono da parte dello staff di Leonardo, perciò ne verrà realizzato uno parallelo in cui per un certo periodo verranno inseriti gli stessi post, presto comunicheremo il link, ringraziamo Leonardo di averci dato lo spazio per lavorare fino ad oggi. ![]() momento del VII Coloquio di Holguin 2011 Solidarietà nel mondo per la libertà dei Cinque cubani
Lianet Arias Sosa* E’ da più di 13 anni che Cinque cubani sono stati severamente condannati negli Stati Uniti per il solo crimine di infiltrarsi nei gruppi dei reazionari che dagli USA operano contro l’isola. Dal trionfo della Rivoluzione nel 1959 si sono avviate tante azioni ostili contro Cuba come sabotaggi ad istituzioni economiche e sociali, attacchi alle coste con mitragliatrici da motoscafi, esplosione di una nave francese nominata La Coubre e tante altre. I cubani non dimenticano l’attentato che durante il volo è stato perpetrato ad un aereo della nazione caraibica nel 1976, che causò la morte di 73 persone e si ricorda fino ad oggi come l’aereo di Barbados. “Mio padre è stato ucciso sull’aereo da Posada Carriles”, ha affermato recentemente Odalys Perez, figlia di Wilfredo Perez, capitano dell’aeronave, in una denuncia contro l’autore intellettuale di questo crimine. Il terrorista è libero da qualsiasi stato d’accusa, rispetto a questo fatto, nello Stato nordamericano della Florida, dove il governo statunitense gli ha permesso progettare e convocare ancora più azioni di questo tipo. L’unica forma che ha avuto Cuba di affrontare il terrorismo sono stati il monitoraggio e la ricerca d’informazione su dove, quando e da chi si sarebbero perpetrate queste azioni per poter neutralizzarle, ha spiegato Rosa Aurora Freijanes, moglie di Fernando Gonzalez. Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez compiono condanne che arrivano perfino ad un doppio ergastolo più 15 anni di carcere per informare su questi progetti criminali dei gruppi anticubani localizzati nella Florida. Renè Gozalez, incarcerato insieme ai suoi compagni nel 1998, deve compiere ancora, dopo la sua recente scarcerazione, tre anni di libertà vigilata nella nazione nordamericana. Più di 40 rappresentanti di 50 paesi hanno partecipato nel VII Colloquio Internazionale per la liberazione di questi uomini e contro il terrorismo, che si è realizzato dal 16 al 19 novembre in questa provincia orientale, a 750 chilometri da L’Avana. In un messaggio inviato a questo incontro, il Presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, ha denunciato la politica d’occultamento dei fatti promossa da Washington nei confronti di questo caso ed ha anche denunciato la campagna ostile della stampa di Miami durante il processo giudiziale. Nel panello “I popoli del mondo accusano Posada Carriles”, i partecipanti nel Colloquio hanno presenziato la testimonianza dei parenti delle vittime del terrorismo, tra di loro, quella di Giustino di Celmo. Durante gli anni 90, una catena d’attentati contro le istallazioni turistiche dell’isola ha provocato la morte del figlio di Giustino, Fabio di Celmo, come conseguenza di un sabotaggio ad un albergo de L’Avana. Inoltre, hanno espresso le loro denunce le sorelle venezuelane Brenda e Marlene Esquivel, torturate nel loro paese dallo stesso criminale, che allora si faceva chiamare Commissario Basilio. I delegati hanno anche assistito all’inaugurazione, nel paesino costiero di Boca de Samà, del gruppo scultorio chiamato “Denuncia”, che include tre blocchi di marmo con colpi di pallottole, alludendo all’attacco contro questa località costiera nel 1971. Una marcia di migliaia di donne per la strada nominata “Ai liberatori” ed una manifestazione di fronte al monumento del lottatore argentino Ernesto Che Guevara, ha reclamato nell’ultima giornata dell’incontro il ritorno dei Cinque antiterroristi al loro paese. In uno dei momenti più emotivi del Colloquio, la pacifista nordamericana Cindy Sheehan ha consegnato alle madri di due dei Cinque una catena che le ha regalato suo figlio Casey, che è morto durante la guerra degli Stati Uniti contro Irak. Questa catena dice: “Per la mia mamma, con amore”. “Voglio che la teniate voi, è il mio avere più caro. Mi piacerebbe che stia nelle vostre mani fino a quando i vostri figli ritorneranno a casa e dopo potrei ricuperarla di nuovo”, ha detto Sheehan a Mirta Rodriguez, madre di Antonio, ed a Magali Llort, madre di Fernando. La dichiarazione finale dell’incontro è stata indirizzata soprattutto alla necessità di intensificare le azioni per la causa dei Cinque, fondamentalmente negli Stati Uniti, così come la divulgazione tramite i mass media e l’impiego dei blog e delle reti sociali. *giornalista della redazione nazionale di Prensa Latina
Familiari dei 5 eroi cubani con Giustino padre di Fabio di Celmo Creato a Brasilia un Comitato di Solidarietà con i Cinque Un Comitato per la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri nelgi stati Uniti è stato creato a Brasilia, capitale del Brasile, durante una cerimonia alla quale hanno partecipato più di 150 rappresentanti di partiti politici, sindacati, movimenti sociali e popolari e organizzazioni studentesche e solidali del paese. La cerimonia si è svolta nella la sede del Sindacato dei Lavoratori delle Banche, con la presenza di rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati del Brasile e del Gruppo Parlamentare Brasile-Cuba. Helio Doyle, coordinatore del Comitato, ha riferito che l’obiettivo del gruppo è realizzare azioni politiche per ottenere la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani René e Fernando González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Gerardo Hernández. Militanti di forze politiche come il Partito Socialismo e Libertà, i partiti Comunisti del Brasile, Socialista del Brasile, Patria Livre e Dei Lavoratori, hanno dato la loro adesione al Comitato. (Traduzione Granma Int.)
la pacifista nordamericana Cindy Sheehan ELIAN:Sarò pienamente felice quando i Cinque torneranno Matanzas, Cuba, 7 dic (Prensa Latina) Sarò completamente felice il giorno in cui possa celebrare il mio compleanno insieme alla mia famiglia ed ad i Cinque, ha detto Elian Gonzalez, terminando l'abituale marcia per la libertà degli antiterroristi cubani. Elian ha detto che Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Renè Gonzalez erano prigionieri durante la lotta del popolo per il suo ritorno a Cuba, e non hanno potuto partecipare a questo appello, lui, invece, oggi con orgoglio, alza la sua voce per la libertà e la verità di questa causa. Come è abituale, ogni 6 dicembre le donne della chiamata Città Bandiera, Cardenas, a nome di tutte le cubane, escono sulle strade con bandiere e striscioni per esigere al governo degli Stati Uniti il diritto dei famigliari dei Cinque di riabbracciare i loro cari. Di fronte al museo della Battaglia di Idee, Rosa Aurora Freijanes, moglie di Fernando, ringraziò le donne per questo gesto che incominciò nell'anno 1999 per il ritorno di Elian, allora sequestrato per l'estrema destra di Miami, e continuò in solidarietà con la causa dei Cinque. Irma Sehweret, madre di Renè, ha affermato che suo figlio continua prigioniero, perché la giudice Lenard non lo lascia ritornare a casa, con la sua famiglia e persiste l'ingiustizia, inoltre, perché le autorità nordamericane negano continuamente il permesso ad Olga Salanueva, sua moglie, affinché possa visitarlo negli Stati Uniti. La giornata di questo martedì incominciò a Cardenas con un mattutino speciale nella scuola elementare Marcelo Salado dove arrivò il leader della Rivoluzione Cubana Fidel Castro, 12 anni fa e di fronte al banco vuoto dal bambino Elian, assicurò che la verità avrebbe percorso il mondo ed il piccolo sarebbe ritornato alla Patria.
Comitato italiano Giustizia per i Cinque Il 4 dicembre presso il Centro Culturale Affabulazione di Ostia, serata di solidarietà per Cuba dedicata alla liberazione dei Cinque Eroi cubani da 13 anni ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti. Nel teatro di Affabulazione, gremito di giovani e famiglie, uno striscione di 5 metri con le immagini di Gerardo, René, Ramón, Fernando, Antonio, e la scritta a caratteri cubitali LIBERATELI. Ha preso la parola il consigliere politico della Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, illustrando ad un pubblico attento ed interessato il caso dei Cinque cubani da tredici anni ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti, sollecitando tutte le donne e gli uomini di buona volontà ad inviare messaggi al Presidente Barack Obama per la loro liberazione. Subito dopo, Franco Forconi, Segretario del Circolo Itala-Cuba di Roma “Julio Antonio Mella” e Vicepresidente del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, da pochi giorni rientrato dal VII° Convegno Internazionale per la liberazione dei Cinque che si è tenuto ad Holguín (Cuba), ha sottolineato la importanza della data del 5 di ogni mese giornata dedicata in tutto il mondo alla liberazione dei Cinque Eroi cubani. Un ricordo particolare di grande significato è il 2 dicembre, 55° anniversario dello storico sbarco del GRANMA con gli 85 partecipanti, comandati da Fidel Castro e tra i quali il partigiano italiano Gino Donè che dette il via alla Rivoluzione cubana conclusa vittoriosamente all’Avana il 1° gennaio del 1959. Nel successivo dibattito, in una interessante conversazione con i partecipanti, sono intervenuti il Presidente di Affabulazione, Filippo Lange e lo scrittore Roberto Fraschetti, che all’inizio della serata ha presentato il suo libro Tabacco, che, attraverso le avventure di un personaggio in fuga dalla Spagna, descrive la storia di Cuba nell’arco di quasi due secoli. Maddalena Celano nel suo intervento sulla situazione delle donne a Cuba ha letto un articolo della giornalista Gioia Minuti, redattrice del Granma in Italiano, sulla giornata internazionale sulla violenza contro la donne del 25 novembre 2011. La serata si è conclusa con un arrivederci a presto per la presentazione del libro L’economia cubana non è una scienza triste dell’economista Luciano Vasapollo, professore dell’Università “La Sapienza” di Roma. “Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.”
Compagni internazionalisti di oltre 50 paesi a Holguin al VII coloquio para la liberacion de los Cinco y contra el terrorismo 2011 martedì, 06 dicembre 11 22:38
Celebrata conferenza sui Cinque a Miami -âLa casa come un alberoâ, unâattività culturale...
Celebrata conferenza sui Cinque a Miami USA, 6 dic (Prensa Latina) Circa un centinaio di persone sono state presenti ad una conferenza sui Cinque che ha avuto luogo domenica 4 dicembre a Miami. L'atto è stato auspicato dalle organizzazioni dell'emigrazione cubana che integrano in questa città la coalizione Alleanza Martiana: la Brigata Antonio Maceo, l'Alleanza Martiana -come organizzazione individuale -, l'Associazione Josè Martì, l'ATC, il Circolo Bolivariano e l'Associazione di Donne Cristiane in Difesa della Famiglia. La conferenza ha trattato sull'aggiornamento del processo di appello straordinario, di Habeas Corpus, di Gerardo, Ramon, Antonio e Fernando presentato al Tribunale Federale di Distretto -come corrisponde - dagli avvocati della difesa nel decorso del presente anno. Precisamente in questi giorni deve presentare la Procura la sua risposta all'appello dei casi di Ramon, Antonio e Fernando. Originalmente la Procura avrebbe dovuto avere presentato la sua risposta il 21 novembre scorso ma ha chiesto una proroga al Tribunale. Petizione che le è stata concessa. Si è trattato anche della situazione attuale di nostro fratello Renè Gonzalez che vive in un luogo nel sud della Florida sotto i termini della sua condanna chiamata libertà vigilata, con tutti i rischi che questa situazione comporta, da quando è terminata la sua condanna di tredici ingiusti ed arbitrari anni in prigione nell’ottobre scorso. Nella conferenza si sono trattati anche altri temi, come per esempio, quelli relazionati all'immobilità che attualmente esiste nel Congresso federale sui temi riguardanti le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba. L'atto è stato dedicato ai membri delle differenti organizzazioni che integrano l'Alleanza Martiana che sono deceduti durante gli ultimi dodici mesi. Gli oratori nella conferenza sono stati Elena Freyre, presidentessa della Fondazione pro Normalizzazione delle Relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti [Fornorm], ed Andres Gomez, Coordinatore Nazionale della Brigata Antonio Maceo. “La casa come un albero”, un’attività culturale per i Cinque cubani Santa Clara, 5 dic (Prensa Latina) Sotto l'auspicio dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli e la Direzione Provinciale di Cultura di Villa Clara, oggi, giorno 5, alle 5.00 pm si inaugurerà l’attività culturale “La casa come un albero” che avrà come sede lo stesso locale dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli. Prendendo come nome una frase del riconosciuto intellettuale Josè Lezama Lima; “La casa come un albero” si realizzerà mensilmente, tutti i giorni 5, alle 5:00 p.m. per i 5. Questo progetto è un'azione in più per contribuire all'immediata liberazione dei nostri 5 fratelli che oltre ad essere eroi del nostro paese sono Cinque intellettuali e Cinque artisti cubani. Ogni edizione avrà una sua propria personalità ed estetica, offrendo sempre differenti proposte artistiche, senza esclusione di nessun genere.
Quest’attività è concepita come continuità dell'azione culturale “Vertigine continua per la liberazione dei Cinque” realizzata il passato 20 ottobre, che è sorta come un'espressione dell'avanguardia artistica di Santa Clara per compromettersi con questa causa, e continuerà ad includere tutti quegli artisti interessati ad esprimere la loro solidarietà, per mantenersi al tanto di questa lotta e contribuire nella misura delle loro possibilità. Il copione, la produzione, la conduzione e la direzione generale sarà a carico dell'artista Eliot Porta, che ha previsto per la prima occasione la partecipazione dell'Orchestra di Chitarre, del trovatore Leonardo Garcia, la compagnia di danza “Balla Cuba”, lo scrittore Jorge Angel Hernandez Perez ed il conosciuto cantautore Gerardo Alfonso.
venerdì, 02 dicembre 11 20:23
Convocata conferenza sui 5 cubani a Miami-Occupiamo le Reti Sociali con il caso dei 5eroi![]() Occupiamo le Reti Sociali con il caso dei Cinque cubani
L’Avana, 1° dic (Prensa Latina) Intervento di Aylin Labañino, figlia maggiore di Ramon Labañino (uno dei Cinque cubani incarcerati negli USA), nel Taller “I mezzi alternativi e le reti sociali, nuovi scenari della comunicazione politica nell'ambito digitale “, celebrato il 29 e 30 novembre nel Palazzo delle Convenzioni, de L’Avana. “Comincio ringraziando a nome di mio papà, i miei quattro zii ed i parenti per aver avuto l'opportunità di questo spazio. Spazio che consideriamo come uno dei più importanti, perché il maggiore ostacolo di questa campagna per il ritorno dei Cinque è stata la censura del tema da parte dei mass media. Tutti i cubani stiamo combattendo questo ostacolo, più di 2000 associazioni di amicizia con Cuba in 152 paesi, 343 comitati di solidarietà coi Cinque in 113 paesi ed alcune personalità che si sono pronunciate al riguardo. In questi 13 anni e 2 mesi si sono realizzati molti eventi e lavori coi mass media. Dei quali molti non si pubblicheranno mai. E d'altra parte bisogna ringraziare per la solidarietà che ha raccolto 45 mila dollari per potere pubblicare un articolo nel 2005 sul New York Times. Oggi si sta riscuotendo un'altra quantità per arrivare alla cifra di 62 mila dollari per pubblicare un altro articolo sul tema del Washington Post. Esempio che si possono rompere certi muri mediatici è stato quando Gerardo Hernandez condannato a due vite e 15 anni, è stato messo nel buco senza giustificazione alcuna. Abbiamo fatto un appello internazionale attraverso gli e-mail, ed arrivarono migliaia di messaggi all'Ufficio delle Prigioni degli Stati Uniti. E’ stato restituito quasi immediatamente alla popolazione penale. Ma… è ancora in carcere! Allora…. È sufficiente quello che facciamo con le nuove tecnologie? La stiamo approfittando al massimo? Abbiamo una quantità di pagine web che parlano del tema di Cuba, la lotta contro il bloqueo ed i Cinque. Esempio di ciò antiterrorista.cu e Free the Five. Ci siamo proposti di alzare la voce all'unisono il giorno 5 di ogni mese realizzando diverse attività e questo si convoca attraverso gli e-mail, pagine web ed altri mass media. Nell'Istituto Superiore Josè Antonio Echeverria, conosciuta questa Università come la CUJAE, ha “La Rete dei Cinque” che il suo lavoro è inviare agli e-mail di un gruppo notizie aggiornate del caso, informare sugli eventi realizzati o che si pianifichino nella campagna per i Cinque. Questi ed altre iniziative si realizzano ma non è sufficiente. Ora!!! Dove sono i Cinque? Stiamo arrivando all’udito dal popolo nordamericano? Questo popolo che conobbe l'ingiustizia commessa col bambino Elian e si unì ai cubani ed altri solidali per il ritorno del piccolo a casa sua. Ma sarebbe ridicolo per l'amministrazione del paese che dice che “lotta contro il terrorismo” pubblicare sul caso dei Cinque antiterroristi malgrado il giudizio sia uno dei più lunghi nella storia giudiziale nordamericana fino ad oggi, dal 2001. Per ciò come possiamo arrivare a questo popolo? Come possiamo arrivare a più persone nel mondo col caso di mio papà e dei miei zii? A metà del 2010 uno studio arrivò alla seguente conclusione: internet ha 1 730 milioni di utenti nel mondo; esistono 126 milioni di utenti di blog, dei quali l’84% sono donne che sicuramente si sensibilizzerebbero con la campagna per i visti di Olga ed Adriana per visitare rispettivamente i loro mariti Renè e Gerardo; si conoscono di 27,3 milioni di tweet al giorno, dei quali il 57% degli utenti sono degli USA; 350 milioni utenti di Facebook ed il 50% si collega tutti i giorni. Quanti pensiamo verrebbero a sapere del caso attraverso le reti sociali? È ora una sfida lavorare in base a ciò. Sarebbe interessante dibattere con voi alcune delle vostre esperienze che potrebbero estendersi ed applicarsi in questo caso. Ig/www.cubadebate.cu Convocata conferenza sui Cinque cubani a Miami Washington, 2 dic (Prensa Latina) Organizzazioni dell'emigrazione cubana a Miami hanno convocato alla realizzazione di una conferenza sui Cinque cubani prigionieri politici del governo degli Stati Uniti, informò un comunicato della coalizione Alleanza Martiana. La conferenza avrà luogo domenica 4 dicembre, in ore del pomeriggio, in un centrico hotel di questa città del meridionale stato della Florida, aggrega l'annuncio. L'evento tratterà la situazione del processo di appello di Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, come lo sviluppo della situazione di Renè Gonzalez sotto le condizioni della sua libertà condizionale, ha aggiunto. Il 18 settembre scorso, l'Alleanza Martiana convocò ad una conferenza simile a Miami nella quale hanno partecipato un centinaio di persone. Tra gli oratori c’erano Elena Freyre, presidentessa della Fondazione pro Normalizzazione delle Relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba; Max Lesnik, direttore di Radio Miami e dirigente dell'Alleanza Martiana, ed Andres Gomez, Coordinatore Nazionale della Brigata Antonio Maceo. Alleanza Martiana, con sede a Miami, è integrata da un insieme di organizzazioni che esigono la libertà dei Cinque cubani e si oppone alla politica di terrorismo di Stato mantenuta dal governo degli Stati Uniti contro Cuba. Ig/lr
Compagni internazionalisti di oltre 50 paesi a Holguin al VII coloquio para la liberacion de los Cinco y contra el terrorismo 2011
mercoledì, 30 novembre 11 20:30
NEWS :Il mondo chiede la fine dell'ingiustizia USa contro i cinque eroi Cubani
Leader religioso statunitense condanna la prigione dei Cinque cubani L'Avana, 30 nov (Prensa Latina) Il leader religioso nordamericano Michael Kinnamon sviluppa oggi un'ampia agenda in questa capitale che include un incontro con i familiari dei Cinque antiterroristi cubani condannati a lunghe pene negli Stati Uniti. A proposito del caso di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez - condannati dopo avere infiltrato gruppi violenti che operano con impunità contro Cuba da Miami - il segretario generale del Consiglio delle Chiese di Cristo del paese settentrionale lo considerò un tema maggiore nel quale si sente molto compromesso. La vigilia, in uno scambio con i giornalisti nel suo percorso nella Scuola Latinoamericana di Medicina, ha espresso il suo disaccordo con le condanne imposte agli antiterroristi. Inoltre, Kinnamon e la delegazione che l'accompagna nella visita all'isola hanno previsto oggi di partecipare ad un culto ecumenico. Ig/wmr Continua l’esigenza mondiale per la liberazione dei Cinque cubani L’Avana, 29 nov (Prensa Latina) Le esigenze per la liberazione dei Cinque cubani condannati ingiustamente negli Stati Uniti per combattere il terrorismo continuano in differenti paesi del mondo, informarono mezzi di stampa. La Piazza della Bastiglia di Parigi servì da scenario alla manifestazione mensile che organizza in Francia la Coordinatrice in Difesa della Rivoluzione a beneficio della causa dei Cinque antiterroristi cubani, vittime di un imbrogliato processo giudiziale nella nazione settentrionale, sottolineò il portone digitale Cubaminrex. Esposero i manifestanti che devono cessare le ingiuste punizioni contro Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, e Gerardo Hernandez, affinché possano ritornare alla loro patria. Jacques Milhas, dirigente dell'organizzazione, spiegò il pericolo che corre Renè Gonzalez su cui pesa la punizione addizionale di rimanere più tre anni negli USA, sotto libertà vigilata, dopo aver compiuto già una condanna di 13 anni di prigione. Ugualmente, nel famoso stabilimento balneare francese Etretat membri dello Spazio Che Guevara ondeggiarono una gran bandiera con immagini dei Cinque cubani. Anteriormente, movimenti russi si pronunciarono per ampliare, moltiplicare e diversificare le loro azioni affinchè si faccia giustizia con questi eroi cubani, ha affermato Cubaminrex. Elena Loshkina, coordinatrice del Comitato Nazionale, ha ricordato le azioni che hanno sviluppato i membri dal gruppo Vinceremo, l'Associazione russa di Amicizia con Cuba, il Movimento Internazionale Euroasiatico, il canale di televisione alternativo Krasnoe TV e l'Università Operaia, col fine di appoggiare la causa di questi lottatori. Loshkina raccontò che attualmente, questo movimento costituisce uno dei più progressisti dell'orbe, mentre il mondo capitalista usa le guerre come via per risolvere la sua crisi. Intellettuali presenti nella manifestazione realizzarono proposte per evidenziare la causa dei Cinque in Internet, la televisione e le pubblicazioni. Inoltre, Leonid Savin, editore della rivista Geopolitica, ha proposto di creare la brigata di lavoro euro-asiatico Ernesto Che Guevara, allo stile di altre simili di carattere internazionalista. Ig/AIN Realizzeranno a Londra azioni a beneficio dei Cinque cubani L'Avana, 28 nov (Prensa Latina) Il movimento di solidarietà nel Regno Unito coi Cinque antiterroristi cubani condannati a lunghe pene negli Stati Uniti realizzerà nei prossimi mesi varie azioni a beneficio della sua causa, annunciò qui l'attivista Geoffrey Bottoms. Secondo il sacerdote cattolico e coordinatore del movimento, di visita sull'isola, per il 1°dicembre è organizzato un veglione di fronte all'ambasciata di Washington a Londra, dove è prevista la presenza dei familiari di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez. Nel 2012 monteremo un'esposizione con opere di artisti cubani, includendo quelle di Gerardo ed Antonio, aggregò in un'intervista concessa al quotidiano Trabajadores. A proposito della situazione degli antiterroristi, condannati dopo che si sono infiltrati nei gruppi violenti che operano con impunità contro Cuba da Miami, Bottoms assicurò che mantengono la loro fermezza. Il sacerdote, che ha visitato in prigione Ramon, Gerardo e Fernando, commentò che nel Regno Unito sviluppa varie attività per divulgare il caso dei Cinque e rompere il muro di silenzio intorno allo stesso, tra queste le anticipate nella sua chiesa. Ricordò anche il rifiuto del Governo statunitense di permettergli una visita con Antonio e la situazione di Renè, antiterrorista sotto libertà vigilata, ma con la proibizione di ritrovarsi con i suoi parenti a Cuba. Ig/wmr Deputati europei e latino americani esigono la libertà dei Cinque 26.11.11 - Amilcar Morales Garcia www.granma.cu I deputati di sinistra dell’Europa e dell’America Latina hanno reclamato, a Bruxelles, che gli Stati Uniti liberino senza condizioni e immediatamente i Cinque antiterroristi cubani ingiustamente prigionieri in questo paese. In un comunicato emesso in occasione dell’Assemblea Parlamentare Euro Latinoamericana – Eurolat - i legislatori hanno denunciato la situazione di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero Fernando González, che scontano severissime condanne per aver allertato il loro popolo sulle azioni criminali della mafia di Miami. I deputati hanno dichiarato che Washington è responsabile della sicurezza di René González, uno dei Cinque, scarcerato il 7 ottobre ma obbligato a rimanere per tre anni a Miami, dove agiscono impunemente i gruppi anticubani. In un’intervista concessa a Prensa Latina, il presidente del capitolo Venezuela del Parlamento Latinoamericano, Rodrigo Cabezas, ha detto che il testo esprime anche la solidarietà con Cuba di fronte al blocco mantenuto dagli Stati Uniti da 50 anni. I legislatori hanno salutato i passi avanti registrati in America Latina e in Europa, tra i quali il governo in Perù del presidente Ollanta Humala e la rielezione in Argentina e Nicaragua di Cristina Fernández e Daniel Ortega, rispettivamente. Inoltre hanno segnalato il risultato favorevole della sinistra spagnola nelle recentissime elezioni, che ha quintuplicato la sua presenza nel parlamento di questo paese, ha precisato Cabezas Durante l’incontro tra i rappresentanti europei e latinoamericani, è stata controllata la situazione economica nell’Eurozona, colpita dalla crisi finanziaria del debito sovrano e dai problemi dei bilanci di alcuni paesi. “Questa turbolenze hanno colpito anche formalità burocratiche, imponendo in Italia e in Grecia governi che non sono stati eletti dai popoli”, ha detto Cabezas, che è membro della Commissione Permanente d’Economia di Eurolat. A proposito delle conseguenze dalla crisi per l’America Latina e i Caraibi, ha assicurato che una recessione prolungata nelle potenze economiche provocherà inevitabilmente una riduzione delle esportazioni in questa regione ed ha messo in risalto l’importanza di alcune iniziative d’integrazione, come la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi - CELAC - che sarà proclamata a Caracas il 2 e 3 dicembre. Inoltre Cabezas ha parlato della necessità di un nuovo modello finanziario regionale, le cui radici si trovano in meccanismi come l’Alleanza bolivariana per i Popoli di Nuestra America, e l’Unione delle Nazioni sudamericane e Petrocaribe. “Di fronte alla crisi l’America Latina deve vaccinarsi con più integrazione e con un’architettura finanziaria propria”, ha assicurato il parlamentare venezuelano
martedì, 29 novembre 11 20:56
E' di obbligo ripartire da Holguin- Dichiarazione Finale
compagni internazionalisti manifestano per la libertà dei 5 al monumento del Che di Holguin E' DI OBBLIGO RIPARTIRE DAL DOPO HOLGUIN Oggi riprendono l'attività i blog's a sostegno dei cinque eroi cubani ,della rivoluzione cubana e altre importanti cause internazionaliste, partecipare al “VII incontro internazionale per la liberazione dei cinque eroi cubani e contro il terrorismo”svoltosi a Holguin dal 16 al 19 novembre” è stata una esperienza indimenticabile, paragonabile solo all'incontro con Fidel Castro che ho avuto la fortuna di avere nel novembre 1996 presso l'hotel Holiday Inn di Roma in occasione della sua visita dal Papa in Vaticano . Portare la solidarietà della sinistra comunista di Piombino - Val di Cornia alta Maremma come:
Amici di Cuba gruppo Italo Calvino Piombino Val Di Cornia (LI )Toscana - Italia CSIAM Centro Solidarietà internazionalista alta Maremma Follonica GR Toscana - Italia Partito rifondazione Comunista Piombino-Isola d'Elba-Val di Cornia (LI) Toscana - Italia PCL partito comunista dei lavoratori sez. Grosseto (GR) Toscana – Italia … L' essere stato presente ad assemblee e iniziative che hanno visto la partecipazione di oltre 300 delegati in rappresentanza di oltre 50 paesi è stato un onore e incredibilmente culturale, tutti gli internazionalisti hanno avuto la possibiltà di parlare e portare il proprio contributo, da parte di Cuba erano presenti importanti cariche politiche di governo, i familari dei Cinque Eroi, Giustino di Celmo padre di Fabio, gli agenti cubani che negli ultimi anni sono stati infiltrati nell'Intelligence USA, i familiari delle persone che hanno perso la vita negli attentati terroristici che nel corso degli ultimi 50 anni sono stati organizzati e finanziati dall'Impero USA,..... Importante è stata la presenza di internazionalisti degli USA a cominciare dalla pacifista Cindy Sheehan che con tutti i mezzi sta lottando nel ventre del mostro USA per rompere il silenzio sui cinque eroi cubani e sui prigionieri rinchiusi nella base di Navale USA di Guantanamo che per la maggior parte sono innocenti. Un serpentone di sei pullman,riempito di compagni internazionalisti dagli Usa alla Palestina, al Libano, al Canada, all' Argentina, alla Bolivia, al Venezuela,... si spostava da un municipio all'altro per incontrare sindaci e intere popolazioni che ci hanno accolto con vero amore e con iniziative culturali e spettacoli di varia natura. Nel salone expo di Holguin di fronte alla tenda per la pace organizzata dagli studenti,oltre alle quotidiane assemblee venivano proiettati video, organizzate mostre, diffusi documenti e materiali. Indimenticabile è stato vivere da dentro la vivacità della manifestazione - marcia delle oltre 5000 donne holguirenas che si è conclusa alla tribuna aperta presso il monumento del “CHE” di Holguin Il prossimo anno spero vivamente che una delegazione più ampia del nostro territorio sia partecipe a tale iniziativa e che magari veda la partecipazione dei Cinque finalmente liberi dall' ingiustizia, come tutti ci siamo augurati a conclusione dell'incontro. Credo che i compagni internazionalisti di questo nostro territorio (che non sono pochi) si dovranno incontrare per organizzare iniziative, per essere parte integrante del comitato italiano per i Cinque e partecipi nel comitato internazionale. Hasta la victoria Siempre Maurizio Cerboneschi (Sandino) DICHIARAZIONE ICAP HOLGUIN Il VII Colloquio Internazionale per la Liberazione dei Cinque Eroi e contro il Terrorismo ha ottenuto uno straordinario risultato politico, per la presenza di 413 delegati provenienti da 50 paesi, per gli scambi di esperienze tra delegazioni, per le nuove iniziative sorte e per l’impegno delle delegazioni partecipanti a incrementare il lavoro sul tema dell’urgente ritorno dei Cinque in patria. Sono state giornate di meditazione, di combattimento, di richiesta di giustizia e di denuncia del terrorismo e delle ingiustizie. Le testimonianze di molti dei presenti lo hanno dimostrato. Aggiunto a questo mio messaggio la dichiarazione finale approvata nell’evento. “Impegnarsi in qualcosa di sterile, quando si può essere utili, occuparsi delle cose facili, quando sii ha sufficiente brio per affrontare il difficile, è come togliere dignità al talento” José Martí Un abbraccio, Amaury
Esposto nella mostra all'Expo di Holguin Dichiarazione finale del VII Colloquio. Holguín 16-19 novembre 2011. Per la settima volta gli amici solidali provenienti dal mondo intero si sono dati appuntamento al Colloquio di Holguín per dibattere le proprie esperienze e il lavoro da fare in questa dura battaglia per la verità, la giustizia e per la libertà dei Cinque. Dopo 13 anni di ingiusto carcere, la situazione dei nostri Cinque fratelli continua ad essere cruciale. René González ha scontato la sua condanna il passato 7 ottobre, però invece di essere stato restituito a Cuba, ha ricevuto un nuovo castigo: è obbligato a rimanere nel territorio degli Stati Uniti per altri 3 anni sotto libertà vigilata, senza poter ricevere la visita di sua moglie Olga Salanueva, alla quale fino ad oggi è stato sempre negato il diritto di visita, rimanendo esposto così ai gruppi terroristi, che lo stesso René e i suoi quattro fratelli di causa avevano denunciato. Per questo la vita di René è messa a rischio a causa dei possibili attentati di questi gruppi. La situazione di Gerardo Hernández continua ad essere la più grave dei Cinque, con due ergastoli più altri 15 anni di prigione e il sistematico divieto di ricevere la visita di sua moglie Adriana Pérez. Le condanne di Ramón, Antonio e Fernando raggiungono complessivamente i 70 anni di prigione. Stiamo ancora aspettando la risposta ai ricorsi di Hábeas Corpus presentati dalla difesa dei Cinque, però siamo coscienti dell’esaurimento delle vie legali. Mentre gli antiterroristi sono sotto ingiusta prigione, Luis Posada Carriles, responsabile della morte di migliaia di esseri innocenti, è stato portato a una parodia di giudizio dove non è stato giudicato con l’accusa di terrorismo. Posada Carriles continua a ricevere protezione materiale e benefici ripudiabili da parte del Governo degli Stati Uniti, si continua a celebrare i suoi crimini e lo stesso Posada Carriles continua ad fare dichiarazioni senza il minimo pentimento. Continua a non ricevere risposta la richiesta di estradizione presentata orami sei anni fa dal governo della fraterna Repubblica Bolivariana del Venezuela. L’impunità offerta dalle diverse amministrazioni nordamericane a Posada Carriles e l’ingiusto carcere inflitto ai Cinque, mette a nudo la doppia morale del Governo degli Stati Uniti nella sua falsa lotta contro il terrorismo. Di fronte alla gravità di questa situazione, diventa imprescindibile moltiplicare il lavoro e la necessità di creare i meccanismi che possano articolare, coordinare e dare seguito alle azioni che porteremo avanti, sfruttando al meglio l’enorme energia e l’arduo compito dei comitati a faovre dei Cinque sparsi in tutto il mondo. Linee Generali di Lavoro. I 413 delegati dei 50 paesi presenti al VII Colloquio Internazionale per la Libertà dei Cinque e contro il Terrorismo invitano a: 1) Intensificare le azioni negli Stati Uniti e in tutti gli altri paesi, realizzare un ampia giornata di denuncia permanente e la mobilizzazione dei differenti settori, tra i quali quello dei giuristi, universitari, studenti, mezzi di comunicazione. Generalizzare e sistematizzare le esperienze positive, mettere in risalto il lavoro a favore della pace e contro il terrorismo. In questo senso, realizzare conferenze con intellettuali nordamericani e della Rete in Difesa dell’Umanità (Red en Defensa de la Humanidad). Presentare documentari e video sul caso dei Cinque e del terrorismo contro Cuba in spazi aperti, parchi e piazze. Collocare cartelli pubblici sui Cinque. Realizzare manifestazioni di fronte alla Casa Bianca, al Dipartimento della Giustizia, alla Corte Suprema e in altri luoghi d’interesse pubblico con una forte presenza di persone. Insistere con i nostri governi perché conoscano, prendano a cuore il tema e chiedano così la libertà dei Cinque al governo degli Stati Uniti. Far visitare i congressisti e i rappresentanti USA da parte dei loro omologhi di altri paesi. Chiedere a coloro che non possano viaggiare a Washington di inviare comunicazioni ai loro pari nel Campidoglio, chiedendo la libertà dei Cinque. Realizzare una campagna d’invio massiccio di lettere al Presidente Obama da tutto il mondo. Mobilizzare le istituzioni religiose, nordamericane e straniere, perché si aggiungano alle attività. Invitare altri gruppi difensori delle giuste cause, per unire le forze nella richiesta di libertà dei prigionieri politici e la denuncia del sistema legale nordamericano nel suo complesso. Dichiarare il giorno 8 di giugno, anniversario dell’ingiusto verdetto della giuria sulla colpevolezza dei Cinque per le giornate di denuncia e di mobilizzazione permanente. 2) Incrementare le giornate del “5 per i Cinque”. Moltiplicare in questo giorno le azioni in tutto il mondo e le consegne di lettere che chiedano la libertà dei Cinque di fronte alle Ambasciate degli Stati Uniti. Mobilizzarsi di fronte alle Ambasciate degli Stati Uniti con Sit-in, chiamate telefoniche alla Casa Bianca, messaggi al sito web, invio di fax o telegrammi a Obama. 3) Potenziare negli Stati Uniti la richiesta di rispetto al diritto di visita per Olga Salanueva e per Adriana Pérez. Riprendere il lavoro realizzato dalla Commissione per il Diritto di Visita Familiare. 4) Intensificare il lavoro con i parlamentari, sindacalisti, religiosi, personalità e movimenti sociali, indirizzandoli verso i loro omologhi negli Stati Uniti. 5) Convocare i giovani di tutto il mondo per realizzare concerti durante la Giornata Internazionale della Solidarietà del 12 Settembre (anniversario dell’arresto dei Cinque) e del 6 di Ottobre “Giornata delle Vittime del Terrorismo”. 6) Richiedere ad artisti e intellettuali noti, l’appoggio per la realizzazione di documentari, video e messaggi pubblici che chiedano la libertà dei Cinque. 7) Incrementare l’utilizzo delle reti sociali, twitter, facebook, blog e Internet, per divulgare e denunciare il caso e intensificare le possibilità offerte dai mezzi di comunicazione alternativi. 8) Continuare ad appellarsi alla creatività e alla cultura per denunciare il caso, come ad esempio hanno fatto magistralmente i bambini cubani della Colmenita (Gruppo teatrale infantile) con la loro eccellente opera di teatro “Abracadabra”. Utilizzare i supporti digitali per riprodurre la grafica dei Cinque, le opere di Tony (Guerrero) e le caricature di Gerardo (Hernández) per la realizzazione di materiale pubblicitario e esposizioni. 9) Esigere lo smantellamento delle organizzazioni terririste con sede a Miami e il giudizio e la condanna degli assassini dei nostri popoli. 10) Continuare la diffusione della serie “Razones de Cuba” (Ragioni di Cuba) sul terrorismo e le azioni destabilizzatrici degli USA verso Cuba e i nostri popoli. La solidarietà internazionale e l’unità di azione delle donne e degli uomini onesti del mondo sarà la chiave per vincere questa colossale ingiustizia. Per René, Gerardo, Ramón, Antonio e Fernando Esigiamo: Libertà Adesso! Holguín. Cuba 19 novembre 2011 “Anno 53 della Rivoluzione”
Maurizio Cerboneschi Amici Di Cuba Piombino e CSIAM con la hermana di Antonio Guerrero a Bàguano giovedì, 03 novembre 11 00:29
Documento dal territorio Piombino-Elba-Val di Cornia-alta Maremma in occassione del VII colloquio ..
Documento dal territorio Piombino - Elba - Val di Cornia - alta Maremma in occassione del VII colloquio internazionale in solidarietà con i cinque e contro il terrorismo a Holguin - Cuba 16-20 novembre 2011 Piombino 27 ottobre 2011 Sono passati più di 13 anni dalla detenzione di cinque cittadini cubani che nell'area di Miami-sud Florida monitoravano le azioni eversive e terroristiche contro Cuba pianificate da note organizzazioni fascio-mafio-terroriste lì radicate. La Commissione Detenzioni Arbitrarie dell’ONU, come Amnesty International hanno riconosciuto come ingiusto e non valido il processo con cui i cinque cubani sono stati condannati a pene incredibilmente esagerate . A due di loro oltre alla pena fu imposta anche l'aggiuntiva di non poter vedere la propria moglie , Adriana, consorte di Gerardo Hernández, ed Olga, consorte di René González, due donne di carattere che non si sono mai date per vinte e puntualmente ogni anno hanno chiesto un sempre negato visto di entrata negli USA. Anche su questa violazione dei diritti umani, si è interessato il Parlamento Europeo e si è mossa Amnesty International, petizioni e lettere da tutta Europa e non solo sono state inviate a Michelle Obama e Obama, rinnovando un loro intervento. Quei cinque giovani hanno sacrificato la propria vita tranquilla per difendere il popolo cubano, ma anche quello statunitense, in nome dei principi della Carta delle Nazioni Unite: il diritto all’autodeterminazione, il diritto alla difesa dall’aggressione, il diritto a vivere in pace. Il terrorismo è un’arma ricattatoria che colpisce “indiscriminatamente”. Non può essere classificato come “buono” o “cattivo” secondo gli interessi geopolitici di un qualsiasi Stato. Non è possibile proclamarsi difensori dei diritti umani e poi dimenticarlo quando non fa comodo. E' da condannare con forza la vergognosa misura applicata a René González che il 7 ottobre è stato liberato con la condizione di soggiorno obbligato per altri tre anni nella stessa città USA, la giudice “consevatrice” che gli ha inflitto tale aggiuntiva di fatto lo ha messo alla mercè dei terroristi e mercenari che da sempre a Miami operano indisturbati contro Cuba e America Latina , protetti dalle autorità (tutte). Gli amici di Cuba “gruppo Italo Calvino”Piombino Val di Cornia (LI), Il CSIAM (Centro solidarietà internazionalista alta Maremma) (LI-GR) Rifondazione comunista Piombino-Elba-Val di Cornia (LI) PCL Sez.di Grosseto. Con un loro rappresentante territoriale al “VII colloquio internazionale per la libertà dei Cinque e contro il terrorismo “ vogliono dimostrare la loro solidarietà e denunciare al mondo una causa che in tutti questi anni è stata offuscata e mantenuta sotto silenzio dai media, altresì vogliono unire la loro voce alle innumerevoli organizzazioni mondiali, parlamentari, intellettuali, artisti, 10 premi Nobel,.... che sollecitano l’indulto da parte del Presidente Barack Obama , ..Presidente che purtroppo fino ad oggi si è dimostrato uno dei più aggressivi nei confronti di Cuba e dei paesei non omologati all'Impero che lui rappresenta , è succube dei congressisti fascistoidi del partito repubblicano e attraverso organizzazioni governative come USAID, NED, ...create a misura dalla CIA, continua a finanziare barbarie atte a destabilizzare Cuba, che , come detto all'inizio sono preparate e pianificate dai poteri controrivoluzionari e mafiosi anticubani.
lunedì, 31 ottobre 11 22:20
Il Messaggio dei Cinque alla Delegazione Cubana nei Giochi Panamericani![]() Il Messaggio dei Cinque alla Delegazione Cubana nei Giochi Panamericani
Antonio Guerrero, a nome dei Cinque Eroi, ingiustamente condannati negli Stati Uniti per aver combattuto il terrorismo, sostiene in un messaggio per gli atleti, che Cuba è sempre un esempio nello sport. Nel messaggio, pubblicato da Cubadebate, Tony sostiene che “La Rivoluzione continua dimostrare la grandezza della sua opera, nonostante un blocco che s’impegna a strangolarla e che è mondialmente condannato. Questo è il testo integro: “Cari amici, In questa mattina abbastanza fredda a Florence, mi è giunta la gradevole notizia che i nostri atleti hanno già vinto 52 medaglie d’oro nei Giochi Panamericani e si ubicano nel medagliere con sette altre medaglie più del Brasile, al secondo posto di queste gare sportive che, come si sa, riuniscono tutti i paesi del nostro continente americano e che si stanno svolgendo in Messico, a Guadalajara. I grandi media della stampa degli Stati Uniti, che occupano il primo posto nel medagliere dei Giochi Panamericani con un ampio margine, non parlano per niente di questi giochi. Amici solidali mi hanno abbonato a vari giornalai e ne ricevo uno tra i più importanti di questo paese, il The New York Times. Controllo ogni giorno, nella sezione sportiva, e in questa i Giochi Panamericani non esistono! I canali di televisione in spagnolo, nei commenti sportivi, hanno zittito l’esistenza di queste gare, le più importanti della nostra regione. È inconcepibile! Ho cercato di vedere se passa qualcosa nei canali sportivi e miracolosamente ho visto solo una partita di pallavolo delle nostre ‘criollitas’ contro le statunitensi, nella semifinale. E non è che non si parla di sports, ma solo di quelli che muovono il denaro: gli altri sono tutti secondari. In questi giorni ha avuto un’ampia copertura la mal chiamata Serie Mondiale del baseball, che non è altra cosa che la finale della Lega dei Professionisti, terminata ieri. Il giocatore più capace della squadra che ha vinto, ‘I Cardinali di San Luis’, Albert Pujols, che ha giocato per 11 anni con questa squadra, è restato libero per la prossima stagione. Non ha deciso cosa fare e andrà nella squadra che gli offrirà il miglior contratto, ossia più denaro. Ovviamente non manca la constante trasmissione delle partite di calcio americano, un gioco quasi sconosciuto al di fuori di questo paese. Qui ci sono un torneo maggiore e uno universitario e le scommesse sono milionarie. Ogni fine settimana è un affare redditizio che funziona anche nelle prigioni. Due settimane fa doveva cominciare il fiammante torneo della NBA, la pallacanestro dei professionisti che, come il baseball, compra a prezzi inimmaginabili gli atleti nel mondo. Ma pare che padroni dell’affare non si mettono d’accordo con i giocatori nella ripartizione del denaro. Quelli che sudano giocando vogliono più della fetta che offre quest’altro affare. Costantemente si parla di questa disputa. Sembra uno scandalo da commedia, e tutto indica che è un modo per attrarre di più il pubblico, cioè vendere più biglietti e sicuramente giungeranno ad un accordo sul malloppo. Ringrazio gli amici che mi inviano le notizie dei Giochi Panamericani. Cuba continua ad essere un esempio. La Rivoluzione continua a dimostrare la grandezza della sua opera, nonostante un blocco che s’impegna a strangolarla e che è mondialmente condannato. Reitero: “Vinceremo!” Antonio Guerrero Rodríguez 29 ottobre del 2011 FCI Florence. ( Traduzione Granma Int.)
sabato, 29 ottobre 11 18:57
La figlia di René Gonzà¡lez parla dellâincontro con suo padre
La figlia di René González parla dell’incontro con suo padre Lianet Leandro López Irma González Salanueva, figlia di René González, uno dei Cinque Eroi prigionieri ingiustamente negli Stati Uniti, ha raccontato durante la trasmissione televisiva Tavola Rotonda alcuni dettagli della scarcerazione di suo padre e sull’incontro con lui. Per lei e per sua sorella Ivette sono stati momenti molto commoventi, anche perchè nei 13 anni di reclusione di René lo avevano visto solo in alcune visite nella prigione. La libertà vigilata è una condanna addizionale da scontare a Miami, soprattutto per sua madre che non vede il marito dai giorni del processo manipolato, perchè gli Stati Uniti le negano il visto per entrare nel territorio statunitense e per ora le speranze di riunione della famiglia sono state frustrate. Irmita, come la conosce il popolo di Cuba, ha detto anche che per la sua famiglia è impossibile essere davvero felice sino a che Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González rimarranno reclusi. Nella Tavola Rotonda a metà settimana sono intervenuti anche Philiph Horowitz e Richard Klugh, avvocati del gruppo di difesa dei Cinque che considerano che il rifiuto della giudice Joan Lenard di concedere il ritorno a Cuba di René, è un’altra manovra politica contro l’Isola. Horowitz ha detto che attualmente l’ubicazione di René è segreta e la conosce solo l’ufficiale della libertà vigilata, per evitare possibili i rischi che corre in un paese dove la mafia cubano-americana accusa i Cinque d’essere spie e terroristi. Sul caso di Gerardo, Klugh ha precisato che i nuovi argomenti della difesa si basano sul reclamo ai servizi d’intelligenza degli USA, perchè facciano conoscere le immagini del satellite in cui si mostra l’ubicazione degli aerei degli Hermanos al Rescate, abbattuti nel 1996 mentre violavano lo spazio aereo cubano. Una presunta relazione di questo fatto è costata a Gerardo l’accusa di cospirazione per commettere assassinio, e un ergastolo. (Traduzione Granma Int.)
sabato, 29 ottobre 11 18:51
La moglie di Fernando Gonzales chiede pubblicamente lâindulto a Barack Obama
![]() Moglie di uno dei Cinque chiede pubblicamente l’indulto a Barack Obama Lima, 28 ott (Prensa Latina) Rosa Freijanes, moglie di Fernando Gonzalez, uno dei Cinque cubani prigionieri politici negli Stati Uniti, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che conceda loro l’indulto affinché possano ritornare al loro paese. In un’intervista concessa a EFE, (agenzia di stampa spagnola non esattamente progressista), Rosa afferma che sarebbe un bel gesto degli Stati Uniti quello di lasciare ritornare questi cinque uomini a Cuba perché 13 anni di prigione sono già troppi. La sposa di Fernando visita Lima in occasione dell’incontro solidale con Cuba ed approfittò per affermare che i parenti dei Cinque stanno sollecitando l'indulto. “Glielo chiediamo pubblicamente, non abbiamo presentato nessun documento, ma se Obama legge la stampa lo sa”, aggregò. Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez sono fermati nel 1998 in Florida ed un tribunale federale di Miami li dichiarò colpevoli, nel 2001, assegnando loro assurde e spropositate condanne. Dei Cinque, Renè Gonzalez, ha compiuto la sua condanna ed abbandonò la prigione il 7 ottobre scorso, ma deve ancora compiere tre anni libertà vigilata e non può abbandonare il territorio nordamericano. Per Freijanes, l'appoggio del Governo cubano è stato vitale per i parenti dei Cinque cubani, in questi 13 lunghi anni di sofferenza. “Raul Castro, il nostro attuale presidente, lo ha detto in Brasile, quando ha affermato che ci restituiscano i nostri Cinque eroi ed il Governo cubano è disposto ad ascoltare, sullo stesso piano, gli Stati Uniti”, ha affermato. “Esiste un doppio discorso del Governo degli Stati Uniti. Da una parte afferma che lotta contro il terrorismo ed a sua volta imprigiona Cinque cubani antiterroristi che solo monitoravano i gruppi terroristi che operano contro Cuba da territorio nordamericano”, così Rosa ha concluso l’intervista a EFE.
Ida Garberi giovedì, 27 ottobre 11 21:45
Fondazione terrorista contro Cuba dietro la testimonianza contro Gerardo Hernandez![]() Fondazione terrorista contro Cuba dietro la testimonianza contro Gerardo Hernandez USA, 27 ott (Prensa Latina) Il principale testimone del Pubblico Ministero contro l'eroe antiterrorista cubano Gerardo Hernandez Nordelo era primo ufficiale di una nave da crociera nordamericana, i cui padroni erano legati alla Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA). Hernandez è stato condannato a due ergastoli più 15 anni di prigione all'essere relazionato con l’abbattimento di due aerei da turismo di un'organizzazione controrivoluzionaria di Miami che sorvolavano il territorio cubano il 24 febbraio 1996, nonostante le avvertenze, e che la Procura sostenne —senza prove—che erano stati abbattuti in acque internazionali. Il testimone utilizzato per falsificare la verità dell'incidente successo nello spazio aereo cubano, è stato il norvegese-statunitense Bjorn Johansen, primo ufficiale della nave Majesty of the Seas, proprietà della Royal Caribbean Cruises. Denuncia questo giovedì Granma che questa entità contribuì con 25 000 dollari per la creazione della Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA), organizzazione il cui comitato paramilitare ha spinto, organizzò e finanziò attività terroristiche contro Cuba. La nota pubblicata riferisce che Johansen aveva come secondo, quando è accaduto l’abbattimento degli aerei da turismo, Pedro G. Whelpton, che si presentò come membro della FNCA e di una chiamata Commissione per lo Sviluppo Economico e la Ricostruzione di Cuba, conosciuta per i suoi attacchi contro l'Isola. Sottolinea che queste informazioni sono fornite da Fernando Morais, autore del libro sui Cinque: Gli Ultimi Soldati della Guerra Fredda che commentò recentemente questi fatti durante il lancio della sua opera in Brasile. In una serie di articoli pubblicati dal The New York Times nel 1995, il presidente della Fondazione Nazionale Cubano-Americana in quel momento, Josè Francisco Pepe Hernandez Calvo, include la Royal Caribbean Cruises, tra le 40 imprese che contribuirono con 25 000 dollari per creare la sua organizzazione. Il fatto più assurdo del caso —precisa—è che nel maggio del 2001, in mezzo ai procedimenti, gli stessi rappresentanti della Procura nel giudizio dei Cinque cubani confessarono che le prove disponibili contro Hernandez nell’accusa tre relativa agli aeroplani, non permettevano di ottenere la sua condanna e sollecitarono ritirarlo. Tuttavia, la giudice Joan Lenard, deliberatamente ostile ai Cinque, si rifiutò di ricevere il sollecito, ed allora la Procura presentò una ricorso straordinario con questo stesso proposito alla Corte di Appello di Atlanta, che lo ha ugualmente respinto. È stato così che la giuria, diretta da un funzionario dello Stato, si orientò contro l'accusato Gerardo Hernandez, per credere nella testimonianza del marinaio norvegese-statunitense, connesso con la Fondazione Nazionale Cubano-Americana. La Procura sostiene che gli aeroplani sono stati abbattuti in acque internazionali nel caso di Gerardo Hernandez, ma gli Stati Uniti si sono rifiutati ripetutamente di consegnare i registri di osservazione satellitare per paura di confermare la certezza delle affermazioni delle autorità dell'Isola, che il loro abbattimento è accaduto nelle acque giurisdizionali cubane. Ig/AIN
mercoledì, 26 ottobre 11 22:51
Le Eroine del Lavoro reclamano giustizia per i Cinque
Le Eroine del Lavoro reclamano giustizia per i Cinque 26.10.11 - Ariel Soler Costafreda www.granma.cu Le Eroine del Lavoro della Repubblica di Cuba nella provincia de Guantánamo hanno reclamato la liberazione dei Cinque antiterroristi dell’Isola, ingiustamente reclusi nelle carceri degli Stati Uniti. Enma Gago Pérez, Elvira Guerra Cardona, Petronila Neyra Sánchez e Iveris Olivares Rivera, che hanno ricevuto questo titolo onorifico, hanno firmato la lettera inviata alcuni giorni fa dalla Federazione delle Donne Cubane (FMC) alle statunitensi Michelle Obama, prima dama, e Hillary Clinton, segretaria di Stato degli USA. La lettera chiede d’intercedere perchè si faccia giustizia nel caso di questi Cinque patrioti, quattro di loro ancora ingiustamente rinchiusi nelle prigioni nordamericane - dal 1998 – e perchè si permetta di tornare a casa al quinto, René González. René ha terminato il suo periodo d’ingiusta condanna il 7 ottobre ultimo, ma è stato condannato a rimanere negli Stati Uniti altri tre anni, in ‘libertà vigilata’ Il documento approvato da 190600 federate della provincia di Guantánamo nelle loro riunioni nelle città e montagne, indica che Michelle ed Hillary, come madri, sorelle e mogli possono intercedere per evitare le terribili conseguenze dell’ingiustizia contro questi Eroi. Le guantanamere, come tutte le donne cubane, fanno appello allo stretto vincolo di queste figure statunitensi con Barack Obama, perchè siano mediatrici per la scarcerazione dei Cinque. Hanno firmato il documento personalità come Graziella Pogolotti, Premio Nazionale di Letteratura; Omara Portuondo, Premio Nacional della Musica; la prima ballerina assoluta Alicia Alonso; Mireya Luis, campionessa olimpica di pallavolo, y Ofelia Ortega Suárez, presidentessa del Consiglio Mondiale delle Chiese per l’area dell’America Latina e dei Caraibi, tra le varie migliaia.
mercoledì, 26 ottobre 11 22:48
Il clamore internazionale sarà la chiave affinché il caso dei Cinque sia riconsiderato.
Il clamore internazionale sarà la chiave affinché il caso dei Cinque sia riconsiderato Madrid, 26 ott (Prensa Latina) L'avvocato Josè Pertierra reiterò ieri sera la denuncia che mantengono esperti e comitati per la liberazione dei Cinque dalla recente scarcerazione dell'antiterrorista cubano Renè Gonzalez che è stato obbligato a rimanere nel sud della Florida, territorio strapieno dai rappresentanti dell'estrema destra anticubana, nonostante il suo desiderio di ritornare all'isola. Lo specialista in diritto internazionale ha affermato che qualunque attuazione contro Renè ricadrà sulla coscienza di coloro che hanno imposto la sua ritenzione negli Stati Uniti. Durante la sua conferenza nel Club degli Amici dell'UNESCO a Madrid, Pertierra condannò la scalata di sabotaggi che sono costati la vita a due mila 478 cubani, tra loro i passeggeri e l’equipaggio del volo di Cubana di Aviazione che nel 1976 è caduto alle Barbados come conseguenza dell'attentato terrorista ordito da Luis Posada Carriles da territorio venezuelano. Il governo bolivariano del Venezuela incaricò Josè Pertierra per il processo di estradizione di Posada Carriles, residente a Miami ed anche responsabile della collocazione di bombe in centri turistici de L'Avana durante la decade degli anni 90. Davanti all'impunità con cui si perpetrarono tali atti i Cinque cubani hanno compiuto la missione di apportare informazioni sui piani terroristi contro Cuba progettati dagli Stati Uniti. Le prove documentali sono sttae consegnate dalle autorità dell'isola all’FBI, esecutore dell'operazione che ha scatenato il processo piagato di irregolarità e di sentenze abusive, indotte dal clima di tensione di gruppi estremisti radicati nella Florida. L'avvocato Josè Pertierra ha affermato che il caso dei Cinque e quello di Luis Posada Carriles -ancora in libertà - colpisce la nazione degli Stati Uniti per l'ingiustizia del suo governo e della doppia morale della sua politica di stato sul terrorismo. “Denunciare questi fatti e reclamare la coscienza sociale è l'aiuto che necessitiamo affinché rimangano in libertà”, ha argomentato Josè Pertierra davanti ad un numeroso gruppo di attivisti spagnoli a beneficio dei Cinque, di rappresentanti dei collettivi di solidarietà con Cuba e di integranti di forum sociali. Ig/www.cubadebate.cu lunedì, 24 ottobre 11 22:32
Avvocato statunitense considera crudele la sanzione ad antiterrorista cubano
Avvocato statunitense considera crudele la sanzione ad antiterrorista cubano Madrid, 24 ott (Prensa Latina) L'avvocato Josè Pertierra ha considerato oggi qui una punizione addizionale la libertà vigilata imposta a Renè Gonzalez, primo dei cinque antiterroristi cubani incarcerati ad uscire dalla sua ingiusta reclusione di più di 13 anni. In una conferenza dettata nell'Università Complutense di Madrid, il riconosciuto giurista considerò una crudeltà la decisione della giustizia nordamericana di mantenere Renè, che è stato scarcerato dopo aver compiuto la sua sentenza ed ha esteriorizzato il suo desiderio di ritornare a Cuba. È una bestialità irresponsabile del Governo degli Stati Uniti obbligarlo a rimanere sotto libertà vigilata giusto dove convivono in maniera impune conosciuti terroristi ed esiste un odio viscerale verso l'isola, ha denunciato Pertierra in allusione al Sud della Florida. Con vari riconoscimenti internazionali per il suo lavoro a beneficio dei diritti umani, l'avvocato impartì questo lunedì un colloquio nel Complutense sui processi giudiziali e politici contro il terrorismo negli Stati Uniti. Davanti a studenti della facoltà di Scienze Politiche di questo centro di alti studi, Pertierra contrastò il processo del connotato terrorista internazionale Luis Posada Carriles con quello dei Cinque lottatori della maggiore delle Antille. A suo giudizio, quello di Posada Carriles è il caso più emblematico del terrorismo di Stato applicato contro la nazione antillana durante più di mezzo secolo, per trattarsi dell'autore dell'esplosione di un aeroplano con 73 passeggeri a bordo nel 1976. “Potete immaginare l'orrore che si è prodotto in quell'aeronave quando esplosero due bombe in plenum volo”, ha enfatizzato il giurista, che ricordò che non sono mai stati recuperati i corpi di 58 delle vittime di quell'orrendo crimine. Pertierra che rappresentò il Venezuela nel processo contro Posada Carriles, si riferì, inoltre, alla collocazione delle bombe negli hotel cubani durante la decade del 1990 del secolo scorso, dove la mano di Posada Carriles è stata la responsabile che contrattò i mercenari salvadoregni e guatemaltechi. Precisamente, la missione di Renè, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez era frenare questa campagna di terrore, mediante la loro infiltrazione in organizzazioni terroriste collocate a Miami, in Florida, sottolineò. Secondo l'avvocato, questi gruppi godono di totale impunità negli Stati Uniti e per ciò l'isola caraibica si vide obbligata ad inviare i Cinque. Il lavoro dei Cinque era accumulare evidenze su questi piani violenti per proteggere il loro paese e per questo motivo sono sttai condannati, mentre Posada Carriles continua libero, ha sottolineato Pertierra, che rappresenta il Venezuela nel caso dell'estradizione di questo criminale confesso. All'atto nel Complutense, convocato, tra le altre, dalla Piattaforma Bolivariana di Solidarietà con Venezuela e la Coordinatrice Statale di Solidarietà con Cuba, ha assistito qui l'ambasciatore di Caracas in Madrid, Bernardo Alvarez, e diplomatici della missione de L'Avana. Ig/edu
venerdì, 21 ottobre 11 09:46
Olga Salanueva: âSe succede qualcosa a Renè, la responsabilità sarà del governo degli USAâ
Olga Salanueva: “Se succede qualcosa a Renè, la responsabilità sarà del governo degli Stati Uniti” Dailén Vega - Jorge Legañoa Olga Salanueva, la moglie di René Gonzalez, ha detto a L’Avana che se succederà qualcosa a suo marito la responsabilità cadrà sugli USA. “(René) uscito di prigione il 7 ottobre per tre anni deve stare in regime di semi libertà nel sud della Florida, è solo e si si trova in grave pericolo, le ragazze sono già tornate (...) , “Esigiamo dal governo degli USA che ha mezzi e risorse di uomini disponibili che vegli per l'integrità fisica di Renè ,cosa che sino ad oggi non ha fatto. Olga ha detto di non conoscere i dettagli delle condizioni del regime di libertà vigilata imposte a Rene ma ha segnalato che non può stabilire contatti con i suoi compagni ne per telefono ne per lettera e deve continuare a ricevere informazioni su come stanno d (Ramón, Gerardo, Fernando y Tony) attraverso i familiari. Non puole portare armi di nessun tipo e se qualcuno viene ad aggredirlo non può difendersi. In questo momento Renè è con suo padre, anche la madre spera di vederlo presto “.... Olga ha sottolineato che è convinta che René che in qualunque posto dove si trovi continuerà a lottare perché si aprano le grate delle prigioni dove stanno i suoi quattro fratelli e che possano ritornare I Cinque in Cuba."
venerdì, 21 ottobre 11 09:12
La Rete in Difesa dellâUmanità reclama giustizia in difesa dei Cinque cubani La Rete in Difesa dell’Umanità reclama giustizia in difesa dei Cinque cubani L’Avana, 20 ott (Prensa Latina) Famosi intellettuali, artisti e personalità del mondo intero, hanno chiesto al governo degli Stati Uniti “l'immediato ritorno di Renè Gonzalez (in libertà vigilata da alcuni giorni) al suo paese e la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez”. La dichiarazione, promossa per la Rete delle Reti in Difesa dell'Umanità è aperta alla firma di tutte e tutti quelli che desiderino sommarsi. Di seguito riportiamo il testo integrale della dichiarazione e riportiamo il link per potere aderire alla campagna: “Appoggiamo Cuba nel suo appello alla giustizia Gli atti terroristi contro Cuba, hanno riscosso più di tre mila vite ed hanno causato lesioni e handicap a oltre due mila persone innocenti. Famosi criminali, autori di attentati, assassinati e sabotaggi, sono liberi oggi in Florida. Cinque giovani cubani che vigilavano in difesa del loro paese le organizzazioni terroriste più aggressive che sono venute operando con assoluta impunità in territorio statunitense, sono stati catturati a Miami nel 1998 e condannati ad estese pene di carcere in questa città, attraverso un processo imbrogliato e sotto la pressione e l'ostilità dei mas media pagati con denaro federale. Renè Gonzalez, il primo dei Cinque che ha compiuto la sua ingiusta condanna, deve rimanere per tre anni in regime di libertà vigilata in territorio statunitense, invece di ritornare alla sua Patria ed alla sua famiglia. I sotto firmatari esigiamo al Governo degli Stati Uniti l'immediato ritorno di Renè Gonzalez al suo paese e la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.
Firme iniziali:
Adolfo Pérez Esquivel, Elfriede Jelinek, Zhores Alfiorov, Nadine Gordimer, Rigoberta Menchú, Noam Chomsky, Oscar Niemeyer, Eduardo Galeano, Danny Glover, Alfonso Sastre, Alice Walker, Pablo González Casanova, Roberto Fernández Retamar, Rafael Cancel Miranda, Enrique Herrera, Ignacio Ramonet, Frei Betto, Gianni Miná, Samir Amin, Tariq Ali, Istvan Meszaros, Ramsey Clark, Yeicdkol Polevnsky Gurwitz, Fina García Marruz, Armand Mattelart, Luis Britto García, Cindy Sheehan, Dennis Banks, Thiago de Mello, Cynthia McKinney, Tomás Borge, Miguel Barnet, Miguel D'Escoto, Manu Chao, Saul Landau, Oscar González, Silvio Rodríguez, Luis Eduardo Aute, Daniel Viglietti, Francois Houtart, Vijay Prashad, Graziella Pogolotti, Miguel Bonasso, Domenico Losurdo, Atilio Borón, Noah Gimbel, Alfredo Guevara, Fernando Morais, Walter Salles, Marcelino dos Santos, Paul Estrade, Esperanza Martínez,Martin Almada, Belén Gopegui, Ariel Dorfman, Ernesto Cardenal, Elmar Altvater, William Blum, Jorge Fons, Omara Portuondo, Federico Mayor Zaragoza, Piero Gleijeses, Eric Toussaint, Ernest Pépin, Paul Leduc, Jorge Sanjinés, Leo Brower, Stella Calloni, Juan Bañuelos, Frank Fernández, Constantino Bértolo, Tato Pavlovsky, Víctor Flores Olea, Pascual Serrano, Theotonio dos Santos, Isaac Rosa, César Portillo de la Luz, Manuel Cabieses, Marjorie Cohn, Magdalena Gómez, Guillermo Toledo Monsalve, Víctor Heredia, Héctor Díaz-Polanco, Santiago Alba Rico, Richard Gott, Amiri Baraka, Amina Baraka, Hildebrando Pérez Grande, Poli Délano, Setsuko Ono, Carlos Fernández Liria, Andy Spahn, Luisa Vicioso, Pedro Lemebel, Keith Ellis, Franz Hinkelammert, Marco A. Gandásegui,Antoine Blanca, Frida Modak, Michele Matterlart, Carlos Fernández Liria, Juan Segarra Palmer, Luis Rosa Pérez, Roberto Montoya, Norman Girvan, Juan Madrid, Carlo Frabetti, Irene Amador, Jane Franklin, Danny Rivera, Pablo Marcano García, Farruco Sesto, Emir Sader, Keorapetse Kgositsile, Gilberto López y Rivas, Coriún Aharoniam, Brian Becker, Raúl Pérez Torres, James Cockcroft, Luciano Vasapollo, Ana Esther Ceceña, Carmen Bohórquez, Hugo Móldiz, Franck Gaudichaud, Adamos Katsantonis, Alicia Hermida, Jaime Losada, Bernard Cassen, Michael Parenti, Vicente Romano, Mitchel Cohen, Digna Guerra, Pablo Armando Fernández, Carilda Oliver Labra, Antonio Preciado, José Steinsleger, Peter Bohmer, Vicente Battista, Susú Pecoraro, Isabel Parra, Ramón Chao, César López, Jaime Sarusky, Reynaldo González, Antón Arrufat, Alfredo Vera Arrata, Pablo Guayasamín, Jaime Caycedo, Fernando Buen Abad, Higinio Polo, Marcos Roitman, Joao Pedro Stedile, Juan Carlos Camaño, Arturo Corcuera, Boris Kagarlitsky, Sandra Levinson, Carlos Fazio, Salim Lamrani, Javier Couso, Maribel Pemuy, Fernando Rendón, Montserrat Ponsa, Ana Rossetti, Shailja Patel, Jorge Bocannera, Red Ronnie, Lasse Söderberg, Hans-Otto Dill, Hernando Calvo Ospina, Iraida Malberti, Carlos A. Cremata, Juan Carlos Cremata, Winston Orrillo, Sergio Vitier, Guido López Gavilán, Martha E. Valdés, Sara González, Rogelio Martínez Furé, Andrés Sorel, Maurice Lemoine, Heidi Boghosian, Ramón Akal, Richard Becker, Gloria la Riva, Zolani Mkiva, Víctor Ego Ducrot, Beth Carvalho, Raly Barrionuevo, Yamandú Acosta, Luis Arizmendi, Javier Corcuera, Jorge Beinstein, Miguel Urbano, Beatriz Stolowicz, Sargento García, Arnoldo Mora, Gioconda Belli, Pepe Escobar, Robinson Salazar, Electo Silva, María Teresa Linares, Luis Carbonell, , Elma Beatriz Rosado, Rosa Meneses Albizu-Campos, Faride Zerán, Gilberto Maringoni, William Osuna, Nils Castro, Antoine Chao, Cecilia Todd, Pablo Romo, John Gerassi, Roy Brown, Jack Hirschman, Edmundo Aray, Aram Aharonian, Margarita Zapata, Horacio González, Claudia Gómez Haro, Osvaldo León, Medea Benjamin, Roberto Valera, Jesús Ortega, Enrique Bonne, Wilfredo S. Naranjo, Félix Hernández Gamundi, Alejandro Moreano, Satchid Anandan, Carlos Alberto Almeida, Arnold August, Juan Antonio Hormigón, Marielle Nicolas, Rita Martufi, Paulo Nakatani, Claudio Katz, James Early, Plinio de A. Sampaio Jr., Julio García Espinosa, José Villa Soberón, Omar Valiño, Magda González, Rudy Mora, Senel Paz, David Couso, Carlos Martínez, Luis Bilbao, Blanca Chancosa, Michael Avery, Ricardo Flecha, Luis Morlote Rivas, Francisco Villa, José Pertierra, Ivette Viant, Eslinda Nuñez, Nancy Morejón, Carlos Padron, Lesbia Vent Dumois, Walter Martínez Alvez,Ana Ramos, Alessandra Riccio, Susana Oviedo Rosales, Claribel Alegría, Maricarmen Montes, Rachid Boudjedra, Ángel Guerra, Adelaida de Juan, Flora Fong, José Fuster, José A. Choy, Manuel López Oliva, Alejandro Torres Rivera, Cesar Lazo, Reynaldo Naranjo, Rosina Valcárcel, Marcela Pérez Silva, Saskia Guayasamín, Verenice Guayasamín, Milagros Rivera, Marta Harnecker, Michael Lebowitz, Carlos Prigollini, César Seco, Lil Rodríguez, G. Arturo Limón, Gaetano Longo, Cassimiro de Britto, Claudia Camba, Daniel del Solar, Margarita Favela Gavia, Fanny Palacios, Pádraig Ó Cíobháin, Luis Martin Cabrera, Gabriel Rosenstock, Álvaro Miranda, Bruno Portuguez, Jotamario Arbeláez, Sara Rosenberg, Etna Velarde, Federico García, Antonio Gaztambide-Géigel, Israel Shamir, Reinaldo Montesinos, Gerardo Alfonso, Alberto Faya, María Felicia Pérez, Roberto Chorens, Juan Piñera, Caridad Diez, Omar Felipe Mauri, Aida Bahr, Raúl Alzaga, Ángeles Maestro, Pilar Roca, Ivana Jinkings, Chiara Varese, Francisco Adrianzén, Eva Björklund, Pepe Viñoles, Gustavo Espinoza, Antonio Maira, Arturo Arango, Marilyn Bobes, Marta Rojas, Eduardo Heras León, Gabriel Impaglione, Enrique Molina, Verónica Lynn, Daisy Granados, Juan Carlos Monedero, Tanita Temoche, Claudia Korol, Juano Vilafañe, Gerardo Fulleda León, Alden Knight, Nieves Riovalles, María Elena Molinet, René de la Nuez, Humberto Hernández, Agneta Falk, Joseba Macías, Roberto Sánchez, Beatriz Rajland, Juan Diego García, Cristina Prigollini, Steffen Prigollini, Marco Velázquez, Luciano Alzaga, Marisa Rosado, María Toledano, Miguel Mirra, Susana Moreira, Alicia Jrapko, Jacobo Rauskin, Nayar López Castellanos, Manuel de la Rica, Harald Neuber, Ángel Juárez, José Rivera, Pedro Pablo Oliva, Ángel Alderete, Roberto Chile, Mauricio Hernández, Germán Ojeda, Hiram Guadalupe Pérez, Rebeca Chávez, Xiomara Blanco, Aitana Alberti, Alex Pausides, Salah Ahmine, Tito Alvarado, Giovanna Mulas, Raúl Delgado Wise, Lina de Feria, José Luis Fariñas, Juana García Abás, Jaime Gómez Triana, Matías Bosch, Javier Maqua Lara, Gloria Berrocal, Marcio Alfonso Vargas Aguilar, Adnan Ozer, Euphrase Kezilahabi, Carmen Rosa Balbi, Agnar Artúvertin, Enrique Colina, Rolando Pérez Betancourt, José Ramón Artigas, Alberto Luberta, Caridad Martínez, Laura Albizu-Campos Meneses, Jaime Chao, María Cristina Meneses Albizu-Campos, Liudmila Quincoses, Carlos Rodríguez Almaguer, Simón Zavala Guzmán, Rolando Revagliatti, Nery R. Toledo Álvarez, Flor Joglar, Patricia Barba, Eddy Rafael Pérez, Ricardo Luis Plaul, Eduardo Gómez, Carlos Carbone, Miguel Marquez, Antonio Trujillo, Luis Alberto Crespo, Pedro Ruiz, Leonardo G. Ruiz, Sol Linares, Ana María Oviedo Palomares, Julio Borromé, Inés Ruiz, Luis Emilio Romero, Jesús Trejo, Nelson Montiel, Yarisma Unda, Arnaldo Erazzo,Naylet Sierra, Arnulfo Quintero, Dory Rojas, Esmeralda Torres, Raday Ojeda, Yuri Patiño, Jose Gregorio González, Ana Carolina Saavedra, Andrés Mejía, Eduardo Mariño, Franklin Ledezma Candanedo, Daniel Vilá, Julio Bepré, Fabricio Estrada, José Rubens Mascarenhas de Almeida, Paul Fortis, Gustavo Díaz, Gil Zu, Victor Nogal, Felipe Rivas, Gabriel Jaime Franco, Carlos Andrés Sepúlveda, Agustin di Palma, Italo S. Bertoni, Rafael Quiroz, José Manuel Flanders, Jairo Guzmán, Adriana Vega, Annalisa Melandri, Andrea Herrán Pintos, Rafael Patiño, Edhit Muños Campana, Pilar Zumel Montes, Rebeca Becera, Jean Ortiz, Víctor Manuel Ramos, Gloria Chvatal, Jesús Cabrera, Luciano D. Castillo, José Massip, Rosa María Ahumada, Rosa Carlota Vargas Forona, Patricio Díaz Almirón, Silvina Delgado, Barón Hidrovo Solórzano, Mario Abel Cepeda, Rogelio Di Marco, Cristian O. Berlangha, Oscar Morán Toledo, Sebastián C. Oberti, Clara Muñoz, Irina González, Lázaro Elizardo Castillo Pérez, Esneider Gutiérrez, Leonardo García Rodríguez, Ernesto Rivera Rodríguez, Iriám Olivares Anglodes, Isaily Pérez González, Antonio E. González Rojas, Michel Pérez Abreu, Annielis Pérez Dieppa, Osmany González Vargas, Alcides C. González Díaz, Carelsy Falcón Calzadilla, Luvel García, Jorge Enrique Rodríguez, Silvio Alejandro Rodríguez, Irak Sáenz Horta, Carmela Núñez Linares, Leovaldo Díaz Fernández, Eric Méndez, Marihue Fong, Susana Haug, Rewell Altunaga, Naivy Pérez, Yoel Rivero, Israel Domínguez, Karel Ducasse, Legna Rodríguez, Daer Pozo Ramírez, Miguel Sotomayor, Natacha Santiago, Sergio Leyva, Juan Saxe, Asociación de Trabajadores del Carare, Red Nacional de Escritoras y Escritores Socialistas de Venezuela, Coalición Tendencia Clasista, El Movimiento Urbano Popular-Frente Nacional del Movimiento Urbano Popular (MUP-FNAMUP), Comité Amigos de Puerto Rico, Brigada político-literaria Roberto Obregón, del FRENTE POPULAR de Guatemala, Frente Cultural Esther María Osses, Comisión Coordinadora del Movimiento de Solidaridad Nuestra America”.
Ida Garberi
venerdì, 21 ottobre 11 09:06
Morais rende onore a Renè![]() Morais rende onore a Renè Alejandro Gomez* A Renè Gonzalez, uno dei Cinque eroi antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti da più di 13 anni, lo scrittore brasiliano Fernando Morais dedica il primo capitolo del suo libro “Gli ultimi soldati della Guerra Fredda”. Nel suo libro presentato in Brasile il 23 agosto scorso, Morais racconta sul lavoro realizzato dai Cinque eroi nella loro lotta contro il terrorismo per inserirsi nei gruppi estremisti stabiliti in Florida, negli Stati Uniti, con lo scopo di informare Cuba sulle azioni violente di questi gruppi indirizzate contro l’isola dei Caraibi.
Morais rivela che Cuba ha bisogno di proteggersi dalle azioni terroriste di questi gruppi. Lui svolge il suo lavoro prendendo come fonti documenti ufficiali, oltre a 40 interviste che ha realizzato durante due anni di ricerca. Una di queste interviste è stata fatta allo stesso Renè, l’unico tra i Cinque, che ha intervistato tramite la posta elettronica. Renè è libero dopo aver compiuto la sua condanna, però la giudice del caso ha rifiutato la mozione che gli avrebbe permesso di ritornare a Cuba e dovrà rimanere tre anni in più nel territorio nordamericano, cosa che metterà a rischio la sua integrità fisica per essere, questo territorio, il rifugio dei gruppi estremisti anticubani. Nel capitolo intitolato “Veterano della guerra in Angola” Morais racconta che Renè Gonzalez è nato a Chicago, negli Stati Uniti, nel 1956, dall’unione di suo padre, Candido con sua madre Irma Sehwerert, nipote di tedeschi e figlia di cubani emigrati, unione della quale è anche frutto Roberto, nato anche a Chicago, nel 1958. Nel 1961 la famiglia ritorna a Cuba e nel 1983 Renè conosce Olga, tre anni più giovane di lui. Allora René aveva 27 anni ed era già un veterano della guerra di Angola ed era stato decorato dal governo cubano con la medaglia di combattente internazionalista. Morais indica e aggiunge che questo non era qualcosa di eccezionale a Cuba perché a quell’epoca mezzo milione di cittadini dell’isola avevano già compiuto una missione del genere in diverse parti del mondo. Lo scrittore brasiliano indica che Renè, poi, rubò un aereo dalla base dove lavorava e che ha abbandonato Cuba l’8 dicembre 1990 per atterrare a Miami, dove è stato accolto come un eroe e dove ha dovuto svolgere le più diverse azioni per mantenersi, fino a quando è riuscito ad inserirsi nell’organizzazione “Hermanos al Rescate”. Racconta che l’associazione essendo stata creata da Josè Basulto, un agente della CIA degli Stati Uniti e contando con una bella flotta di aeronavi, Hermanos al Rescate, è diventata una delle associazioni che ha fatto più provocazioni a Cuba e che in diverse occasioni ha violentato lo spazio aereo cubano con l’obiettivo di lanciare della pubblicità contro il governo e perfino delle medaglie con l’immagine della madonna Caridad Del Cobre, patrona dell’isola dei Caraibi. Dopo guadagnarsi la fiducia di Basulto, Renè ha partecipato in numerosi voli illegali sulla capitale cubana, in compagnia del capo di Hermanos al Rescate o insieme a giornalisti di diversi canali televisivi di Miami, i cui articoli costituivano uno stimolo perché nuovi avventurieri si facessero coraggio per attraversare lo stretto della Florida non solo in cerca di una nuova vita, ma disposti a inserirsi in questi gruppi d’aggressione contro Cuba. Durante la presentazione in Brasilia del libro “Gli ultimi soldati della Guerra Fredda” il 15 settembre scorso, Morais si è rifiutato di considerare un’azione di spionaggio, quella di Renè e del resto del gruppo di cubani che si sono inseriti in questi gruppi estremisti di Miami, con lo scopo di informare anticipatamente sugli atti terroristi che preparavano contro l’isola. Ha anche ricordato che in marzo scorso era a Cuba quando l’ex presidente statunitense James Carter ha offerto una conferenza stampa nella quale ha affermato che l’incarcerazione dei Cinque cubani non ha nessun senso.
Ha aggiunto che appena sarebbe arrivato a Washington, avrebbe chiesto al presidente Barack Obama di indultare i Cinque cubani perché sono stati vittime di un errore giudiziale. Per Morais le eccessive condanne ed il processo giudiziale contro i Cinque ha costituito una crudeltà giuridica. Adesso, ha sottolineato, speriamo che Obama ponga fine a questa ingiustizia e li indulti se realmente vuole uscire dalla presidenza avendo fatto una bella figura. Lo scrittore brasiliano ha considerato inoltre che Obama oggi ha anche la possibilità di mettere fine a quell’altra crudeltà che è il bloqueo economico contro Cuba, che dura da più di mezzo secolo. *corrispondente di Prensa Latina in Brasile ![]() giovedì, 20 ottobre 11 13:23
Inchiesta britannica rivela lâinnocenza degli antiterroristi cubani Inchiesta britannica rivela l’innocenza degli antiterroristi cubani Londra, 17 ott (Prensa Latina) Un 96% dell'opinione pubblica considerò in maniera categorica in un'inchiesta del settimanale britannico The Economist che le condanne ai Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti sono state ingiuste. Renè Gonzalez, uno dei Cinque cubani infiltrati nei gruppi di esiliati a Miami, è stato recentemente liberato di prigione. Le condanne al gruppo sono state da 15 anni a due ergastoli. Lei pensa che sono state giuste?, ha interrogato The Economist i suoi lettori. Dopo scrutarsi circa 4445 voti, l'indagine del giornale di Regno Unito che aprì le sue votazioni l’11 ottobre ed ha terminato il 17 ottobre, registrò un opprimente appoggio (96%) all'innocenza degli antiterroristi dello Stato caraibico. Cuba ha sofferto più di 3000 morti causate da terroristi rifugiati in suolo statunitense e di loro, Luis Posada Carriles, autore intellettuale dell'esplosione di un aeroplano civile cubano nel 1976, è considerato un eroe a Miami. Posada Carriles non è stato mai giudicato per i suoi crimini, denunciò uno degli intervistati giustificando il suo voto. I Cinque hanno allertato sulle attività di gruppi terroristi di Miami per evitare attacchi a civili e turisti in Cuba. Al governo degli Stati Uniti non importa tutto ciò e perfino peggio: coopera coi terroristi, ha aggiunto. Ig/jha venerdì, 14 ottobre 11 21:25
Il messaggio di René Gonzà¡lez al popolo di Cuba![]() Il messaggio di René González al popolo di Cuba Queste parole sono per il mio popolo al quale le debbo dal giorno in cui sono uscito dal carcere e che non ho potuto inviare per le circostanze che costituivano la necessità di fare un viaggio sicuro prima di poterle inviare. È difficile realmente dirigersi ad un popolo che si ama tanto e del quale uno si sente parte, attraverso un video, ma sentivo la necessità di comunicare con voi e dirvi quanta gratitudine sentiamo per tutto quello che avete fatto, spiegare che ci siamo sentiti molto accompagnati dalle migliaia di messaggi, le lettere dei bambini, di tutti i collettivi di lavoro e di studio che da Cuba ci hanno inviato i loro messaggi, l’appoggio che non ci è mai mancato e che ci ha alimentato in questi anni d’ingiustizia, che sono già troppi. Per me questo momento di felicità che condividiamo è semplicemente una parentesi in una storia di abusi nella quale non è ancora stato fatto un apice di giustizia. Il fatto che io adesso sia fuori dal carcere significa solamente che è terminata una strada di abusi ai quali sono stato sottoposto, ma abbiamo quattro fratelli che dobbiamo riscattare, perchè necessitiamo che stiano insieme a noi e con i loro familiari, che stiano tra di voi, dando il meglio di sè, e non in questi luoghi dove stanno, dove si alzano, si svegliano ogni giorno, vanno a una mensa dove non devono mangiare, stanno tra gente tra la quale non devono stare, e realmente necessitiamo continuare questa lotta per farli uscire, presto. Per me questa è solo una trincea, un nuovo luogo nel quale continuerò a lottare per che si faccia giustizia e come i Cinque si possa ritornate assieme a voi. Voglio mandare un saluto speciale ai familiari degli altri quattro fratelli che davvero mi hanno commosso con la loro allegria, realmente giunge nel profondo quando uno parla per telefono con una persona che sa che ha un figlio in carcere, un marito in carcere e riceve la mia libertà come fosse la libertà di uno dei suoi. A me, davvero, questo mi commuove e m’impegna e dobbiamo continuare a fare questa lotta perchè loro non meritano di stare dove sono. A tutto il mio popolo, a tutti coloro che in tutti questi anni ci hanno accompagnato in tutto il mondo, che sono stati migliaia, con i quali siamo riusciti poco a poco a rompere questo blocco dell’ informazione, rompere il silenzio che le grandi corporazioni della stampa hanno costruito attorno al caso, estendo da parte dei Cinque il mio profondo ringraziamento, e il mio impegno di continuare a rappresentarvi come meritate, che in definitiva è quello che stiamo facendo, i Cinque, perchè non siamo solamente Cinque, ma siamo un popolo completo che ha resistito per 50 anni. È grazie a questo che noi stiamo resistendo ancora perchè ci ispiriamo a voi, perchè sappiamo che vi rappresentiamo e non vi tradiremo mai, e saremo sempre all’altezza che vi meritate.
Un abbraccio per tutti. I Cinque vi vogliono bene in qualsiasi luogo si trovino. (Versione stenografica del Consiglio di Stato(Traduzione Gioia Minuti)
giovedì, 13 ottobre 11 21:41
Premio Nobel reclama libertà piena di antiterrorista cubano UN TEMPO IL PREMIO NOBEL PER LA PACE VENIVA DATO A PERSONE CHE CON UMANITA', PRINCIPI,VALORI ... LOTTAVANO PER UN MONDO MIGLIORE, OGGI SI E' TRASFORMATO IN PREMIO IGNOBEL E VIENE DATO A GUERRAFONDAI IMPERIALISTI, ANTICOMUNISTI .(By Sandino) Premio Nobel reclama libertà piena di antiterrorista cubano Buenos Aires, 13 ott (Prensa Latina) Il Premio Nobel della Pace Adolfo Perez Esquivel ha chiesto oggi qui la libertà piena ed il ritorno a Cuba di Renè Gonzalez e la scarcerazione dei suoi quattro compatrioti che rimangono ingiustamente carcerati negli Stati Uniti. Speriamo che il Congresso, il popolo ed il presidente nordamericano, Barack Obama, abbiano la grandezza di agire con dignità in favore della Verità e della Giustizia ed il diritto dei popoli, sottolineò il distaccato lottatore per i diritti umani. In un messaggio, il presidente del Servizio Pace e Giustizia (Serpaj) in Argentina enfatizzò che la liberazione di Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez è il clamore dei popoli che lottano per un mondo più giusto e fraterno. A nome dei diritti umani, aggrega, il governo di questa nazione li viola sistematicamente nel loro paese ed all'estero provocando distruzione e morte, ed a nome della democrazia si persegue a coloro che reclamano rispetto ai loro diritti. Denuncia ugualmente che a nome della lotta contro il terrorismo, gli USA esercitano il terrorismo di Stato, invadono gli altri paesi, torturano, assassinano, violano il diritto delle persone ed i popoli ed a nome della stessa libertà, si restringe ed impone la paura alla libertà. A nome della giustizia -continua - si commettono ingiustizie, come quella applicata ai Cinque cubani prigionieri politici negli USA, che non possono essere visitati dalle loro mogli e figli, negando loro i visti per anni, nonostante gli appelli umanitari nel mondo. Con relazione al caso di Renè Gonzalez, che è uscito dal carcere la settimana scorsa ma dovrà compiere tre anni di libertà vigilata, segnala che costituisce un'immoralità mantenerlo alla mercè di coloro che vogliono distruggerlo, violando i suoi diritti di ritornare a Cuba e potere riunirsi con la sua famiglia ed il suo popolo. I Cinque cubani sono rimasti durante più di 13 anni in prigioni statunitensi dove compiono condanne che arrivano fino a due ergastoli più 15 anni di privazione di libertà. Ig/mpm
mercoledì, 12 ottobre 11 23:01
UN MONDO DI SOLIDARIETA' INTORNO A RENE'
Sono pronto a continuare la lotta, sino alla mia morte” Ha affermato René uscendo dalla prigione dopo aver passato la notte confinato nel buco Leandro Maceo Leyva “Sono pronto a continuare la lotta, sino alla mia morte”, sono state le prime parole dette da René González dopo aver abbracciato e baciato le figlie, Ivette e Irmita, che hanno filmato il commovente incontro all’uscita dalla prigione di Marianna, in Florida, all’alba di venerdì 7, dove lo aspettavano anche Candido e Roberto, padre e fratello dell’Eroe. René con sua figlia Irmita e suo padre Candido, all’uscita dalla prigione. La Tavola rotonda della televisione cubana ha trasmesso il video riprodotto anche dal sito web Cubadebate. “Amore, tesoro mio, come stai ? (... ) dicono che sto davvero bene. Qui c’è tua figlia maggiore che mi filma... sono bellissime tutte e due” ha detto per telefono a sua moglie Olga Salanueva che non ha avuto –come su madre Irma- il permesso degli Stati Uniti di viaggiare e stare al suo fianco. La sera prima dell’uscita dal carcere è stato confinato nel ‘buco’, la cella di castigo, dalle autorità carcerarie. “Ho passato il resto della notte nel ‘buco’, ma ho dormito bene e quando mi hanno aperto ho fatto un salto come un redivivo. Tutto è stato rapidissimo: da quando hanno aperto li ‘buco’ all’uscita, 10 minuti”, ha raccontato. René lo si vede nel video mentre canta ‘El Mayor’, la canzone di Silvio Rodríguez, mentre va con le figlie e suo fratello nell’automobile che lo porta al luogo in cui risiederà in Florida, per scontare questa nuova condanna imposta dalla giudice Joan Lenard. L’Eroe cubano si è presentato martedì 11, accompagnato dal suo avvocato Philip Horowitz, all’ufficiale di controllo della Corte Federale della Florida, dando inizio formalmente al suo regime di libertà vigilata.
(Traduzione Granma Int) USA: noti artisti reclamano la completa libertà per Renè Jorge V. Jaime Un gruppo di artisti degli Stati Uniti ha inviato una lettera al presidente Barack Obama, esigendo la completa libertà di movimento dell’antiterrorista cubano René González. La notizia proviene dal Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque Cubani che ha redatto il comunicato, nel quale dice che la lettera forma parte della campagna Attori e Artisti Uniti per la Libertà dei Cinque Cubani e reclama dal democratico Obama il ritorno immediato di González a Cuba riunito con la moglie, le figlie e il resto della sua famiglia. Tra le personalità che hanno firmato il messaggio ci sono Edward Asner, Jackson Browne, Peter Coyote, Héctor Elizondo, Mike Farrell, Richard Foos, Danny Glover, Elliott Gould, Greg Landau, Francisco Letelier, Esai Morales, Michael O'Keefe, Bonnie Raitt, Susan Sarandon, Pete Seeger, Andy Spahn e Haskell Wexler. René González, arrestato nel 1998 e condannato nel 2001 a 15 anni per cospirazione è stato liberato il 7 ottobre dopo aver scontato la condanna, ma una giudice della Florida gli ha negato il permesso per viaggiare e riunirsi con la famiglia in Cuba. Non solo l’ordine che passi tre anni addizionali in libertà vigilata negli Stati Uniti è straordinariamente punitivo, ma costituisce un insulto gratuito che aggrava sempre più le deteriorate relazioni tra i due paesi, sottolinea la lettera. La decisione è causa di maggior dolore per la famiglia di quest’uomo, perchpe prolunga la separazione per altri tre anni, aggiunge la nota citata dal Comitato Internazionale, da Oakland, in California. Per 13 anni il governo di Washington ha negato a Olga, la moglie di René, il visto per andare a visitarlo, ha ricordato l’Associazione di solidarietà con il popolo cubano. La lettera per Obama segnala che la vita di René è in pericolo se resta negli USA, di fronte all’aggressività delle organizzazioni violente nemiche di Cuba, che risiedono soprattutto a Miami. Gli attori e gli artisti chiedono al presidente Obama come si garantirà l’integrità fisica di González in mezzo ad un ambiente che genera insicurezza.
Il presidente Obama recentemente ha dichiarato d’essere disponibile a nuove relazioni con Cuba Ora ha l’opportunità di permettere a Gonzalez di riunirsi con la moglie e la famiglia in Cuba e questo gesto potrebbe aprire queste nuove relazioni, affermano i firmatari. L’ attore Mike Farrell ha aggiunto: “Io prego perchè il presidente Obama intenda l’ingiustizia commessa contro René González e gli altri del gruppo dei Cinque cubani, in nome di giochi politici”. “González ha scontato la sua ingiusta condanna ed ora gli si deve permettere di riunirsi con la sua famiglia”, ha detto ancora Farrel. “La vita dell’antiterrorista cubano René González corre gravi rischi se le autorità federali insistono nella decisione di fargli scontare un castigo di ‘libertà vigilata’ a Miami” ha avvisato anche il direttore delle rivista Areito, Andrés Gómez. (Traduzione Granma Int.). Dichiarazione del Parlamento di Cuba per denunciare la nuova ingiustizia contro René González e chiamare alla solidarietà con i Cinque Lo scorso 7 ottobre è stato liberato dalla prigione di Marianna, nel nord della Florida, negli Stati Uniti, il combattente antiterrorista cubano René González Sehwerert, che ha scontato 13 lunghi anni d’ingiusta reclusione. Dal suo arresto avvenuto nel settembre del 1998, René González Sehwerert con i suoi compagni Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, e Fernando González Llort ha sofferto crudeli e degradanti condizioni di reclusione ed ha sopportato ogni genere di pressione e abuso, includendo la separazione dalle famiglie. Tutto l’odio di cui sono stati vittime non è riuscito a scalfire le loro convinzioni e con singolare stoicismo e ammirabile rettitudine hanno mantenuto sempre una condotta esemplare come reclusi. Questo degno e coraggioso atteggiamento dei nostri Cinque compagni che non hanno rinunciato ai loro principi in nessuna circostanza, assieme alle motivazioni di vendetta politica che hanno caratterizzato i processi giudiziari con i quali i Cinque sono stati condannati, ha portato la giudice Joan Lenard ad imporre una nuova ed ingiustificata condanna a Renè, respingendo lo scorso 16 settembre, una mozione per far sì che, uscendo di prigione, potesse ritornare a Cuba, nel seno della sua famiglia e tra il suo popolo. La decisione della giudice, che reitera il requisito speciale e addizionale di “proibirgli, dopo l’uscita dal carcere, di associarsi e/o visitare luoghi specifici dove si sa che stanno e sono frequentati da individui o da gruppi tali come terroristi”, incluso nella sentenza e imposto su petizione specifica del Governo, è la prova inappellabile che i terroristi nemici di Cuba continuano a godere di totale impunità e dell’appoggio delle autorità nordamericane. Per circa 50 anni le successive amministrazioni di questo paese hanno protetto il terrorismo contro Cuba ed hanno dato protezione ad individui e organizzazioni di terroristi nel loro stesso territorio. Lì vivono in completa normalità, con accesso prioritario nei media di diffusione e con totale impunità per organizzare e promuovere il terrorismo contro il nostro paese, i responsabili di tanta morte e tanto dolore. Il solo riconoscimento di questa realtà da parte della giudice e del Governo, ratifica lo Stato di Necessità che ha obbligato a penetrare nei gruppi dei terroristi e dimostra che le severe sanzioni dei Cinque avevano l’obiettivo di proteggere i veri terroristi che, come Luis Posada Carriles, vivono tranquillamente in Florida. Non ci sono dubbi che il governo degli Stati Uniti sa perfettamente che il fatto che René debba risiedere nel territorio di questo paese costituisce una seria minaccia per la sua vita e la sua integrità fisica. Le autorità nordamericane saranno responsabili di quello che potrà accadere. La causa dei Cinque è sempre più conosciuta nel mondo. Migliaia di uomini e donne di ogni latitudine e di tutti gli strati sociali si sono sommati alla lotta per la loro liberazione, includendo numerosi parlamentari e organi legislativi. Ringraziamo tutte e tutti a nome dei Cinque e delle loro famiglie, vittime a loro volta dell’ ingiustizia e per l’appoggio dato per ottenere la loro libertà. Non è stato e non è un cammino facile per l’opposizione del revanscismo, l’odio e la cecità che esiste negli Stati Uniti in relazione a Cuba, per non essere riusciti a piegare il nostro popolo. Inoltre si oppone luna ferrea censura di questo caso nei mezzi di comunicazione che solo in pochissime occasioni hanno fatto allusione a questa ingiustizia. Crediamo fermamente che la solidarietà può tutto e che le cause giuste trionfano sempre sulla menzogna e l’ingiustizia. Per questo chiamiamo tutti i Parlamenti e i membri di questi, le forze e i gruppi politici e sociali impegnati con la verità e la giustizia, tutte le donne e gli uomini degni del pianeta, ad esercitare tutta l’influenza per far sì che il presidente Obama faccia quello che deve fare: permettere il ritorno immediato di René in seno alla sua famiglia e porre in libertà i suoi quattro compagni di lotta e di prigionia. Rendiamo possibile che tra tutti si faccia giustizia!
Commissione delle Relazioni Internazionali
Assemblea Nazionale del Potere Popolare
L’Avana, 11 ottobre del 2011
(Traduzione Gioia Minuti)
lunedì, 10 ottobre 11 21:11
Olga Salanueva:-La nostra nuova battaglia è per far tornare a casa René- Gloria La Riva......
Olga Salanueva: “La nostra nuova battaglia è per far tornare a casa René” Dailén Vega - Jorge Legañoa “Mi ha telefonato e la prima frase è stata: “Mi amor, sono già qui con le bambine, stiamo bene... ci sono stati, baci, abbracci e lacrime (…) René stava cantando canzoni di Silvio. Si sono mesi a cantare e ha abbracciato suo fratello e suo padre...” Così Olga Salanueva, moglie di René González, ha descritto i primi minuti di libertà vigilata di uno dei Cinque Eroi antiterroristi cubani, che il 7 ottobre è uscito dalla prigione di Marianna, nel nord della Florida, negli USA. “Fisicamente sta bene, per la fortuna di tutti noi. Ha buona salute”, ha sottolineato, ed ha aggiunto: “Questo martirio è finito. René è libero ma il ciclo non è terminato ancora, perchè così avverrà quando tornerà a casa sua. Non in un domicilio che deve cercare per restare là. Questo non è la casa. La sua casa è qui. Per questo noi lottiamo adesso. La nostra nuova battaglia è per far tornare a casa René”. “Non capisco perchè un uomo che ha già scontato la crudele condanna imposta, non possa vedere sua moglie! Perchè io non ho potuto stare con lui quando è uscito dal carcere, o visitarlo perlomeno! Dobbiamo lottare per il riavvicinamento familiare totale”. Olga ha ricordato il pericolo che pende sulla vita di René. “Fino a quando rimarrà negli Stati Uniti vicino ai terroristi nemici di Cuba, che radicano lì e sono protetti dal governo nordamericano. Se non ci fossero organizzazioni terroristiche nel territorio nordamericano i Cinque non avrebbero mai dovuto abbandonare la Patria, la famiglia, la casa e andare là. Non avevano niente da cercare là, se non prevenire le azioni dei terroristi. (Traduzione Granma Int.). Gloria La Riva denuncia una sporca campagna contro antiterrorista cubano Caracas, 10 ott (Prensa Latina) L'attivista sociale Gloria la Riva, coordinatrice del Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque cubani, antiterroristi carcerati negli Stati Uniti, denunciò oggi la campagna sporca che i mezzi di stampa di Miami aumentano contro questi lottatori. In questione, ha detto la patrocinatrice di questa causa, ora si scagliano contro Renè Gonzalez, che dopo passare ingiustamente 13 anni imprigionato in questo paese, è punito con tre anni in più di libertà vigilata. La Riva ricordò che durante l'arbitrario processo giudiziario contro i Cinque decine di giornalisti di origine cubana radicati in questa meridionale città statunitense, hanno fatto una campagna con la quale hanno manipolato l'informazione del caso. Ha assicurato, in un dialogo con Telesur, rete televisiva multinazionale con sede a Caracas, che stavano nell'elenco di pagamento del governo e guadagnarono quasi 500mila dollari per questo lavoro di disinformazione. In questi momenti, la stampa di Miami presenta la stessa ostilità ed isteria di quando si realizzava il giudizio contro Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez. Ha denunciato le dichiarazioni della congressista dell'estrema destra statunitense Ileana Ros-Lehtinen, con le quali incita alla violenza dei gruppi terroristi radicati in quella città contro Renè Gonzalez. Ha messo in allerta che il lottatore cubano corre un grave pericolo in questo paese, particolarmente nella stessa Miami. L'attivista nordamericana ha sottolineato che in questi momenti si moltiplicano le petizioni che esigono il ritorno di Renè Gonzalez a Cuba, dove sta la sua famiglia, e la libertà definitiva dei suoi quattro compagni che rimangono in prigione purgando smisurate condanne. Il passato giorno 7, quando Gonzalez uscì dal carcere, il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque ha emesso una dichiarazione nella quale calcò che il governo di questa nazione insiste nel punirlo ancora di più, lui e la sua famiglia, esigendogli di rimanere in Florida durante i tre anni della sua libertà condizionale. Ha fatto notare che la sua vita corre pericolo e questo pericolo non può essere sottovalutato. Al rispetto, il gruppo solidale ricordò che la congressista per la Florida, Ros-Lehtinen, citata dal Miami Herald del lunedì scorso, ha considerato Renè come un nemico dell'America, con sangue americano nelle sue mani. Queste accuse completamente false costituiscono un chiaro incitamento alla violenza, e dimostrano molto chiaramente l’imperiosa necessità che sia dato il permesso a René per ritornare immediatamente a Cuba, condannò il comitato. Ig/otf
sabato, 08 ottobre 11 19:43
Alarcà³n ha denunciato che la sicurezza di René è in pericolo negli USA. Alarcón ha denunciato che la sicurezza di René è in pericolo negli USA’. Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale di Cuba, ha affermato che la sicurezza dell’antiterrorista René González, al quale s’impedisce il ritorno nell’Isola, è in pericolo in territorio statunitense. Alarcón saluta Antonio del Conde ‘el Cuate’, collaboratore di Fidel durante il suo soggiorno in México, e nei preparativi della spedizione dello yacth Granma. Parlando nella prima giornata del VI Incontro Continentale di Solidarietà con Cuba, che si sta svolgendo nella capitale messicana, Alarcón ha denunciato le recenti dichiarazioni della congressista statunitense Ileana Ross-Lehtinen che incitano alla violenza contro l’ Eroe cubano ed ha commentato che questa legislatrice è sempre stata alleata dei terroristi nemici di Cuba che, come Luis Posada Carriles, ancora oggi continuano a godere del favore dei governanti nordamericani. “Se a René succedesse qualcosa, la responsabilità sarà del Governo degli Stati Uniti”, ha affermato. “Dobbiamo chiedere al presidente Obama se continuerà a proteggere i terroristi o cambierà questa politica. Lui può permettere che René lasci questo luogo ostile e torni nel suo paese”, ha continuato. “Inoltre tra le limitazioni gli si proibisce di avvicinarsi ai terroristi, in un chiaro riconoscimento dell’esistenza di costoro in suolo statunitense. Durante il suo intervento, Alarcón ha anche parlato delle tante arbitrarietà commesse nel processo giudiziario e nelle prigioni, contro i Cinque ed ha criticato la forma in cui le autorità nordamericane li hanno trattati senza rispettare il loro diritti di esseri umani, impedendo i contatti con l’esterno per 17 mesi in cui lo posero in isolamento. “L’assenza di prove per incolparli, a questo punto, dopo 13 anni, quando stiamo all’ ultimo capitolo possibile del sistema anche se si continua ad impedire alla difesa la possibilità d’accedere ai documenti, perchè gli Stati Uniti negano di offrirli, fa dichiarare nulla e senza valore la farsa giudiziaria realizzata a Miami dove sono stati condannati”. Il politico cubano ha spiegato che: “I Cinque sono colpevoli solo di non aver dichiarato alle autorità nordamericane che in realtà erano rivoluzionari cubani e che erano là per compiere la difficilissima missione di vigilare i gruppi di terroristi e cercare di scoprire i loro piani contro il nostro, i nostri popoli o contro gli USA, com’è avvenuto in varie occasioni”. “La forma in cui sono stati trattati i compagni per far sì che non possano agire contro i terroristi, è la prova migliore che Cuba ha avuto la Necessità di Difendersi, di fronte a un terrorismo che non è mai terminato”, ha sottolineato, in relazione al diritti alla pace, la vita e la sicurezza personale. Poi ha ricordato che il 16 settembre del 2011: “La stessa giudice federale di Miami, accedendo alla petizione governativa ha deciso di negare la richiesta di René di poter tornare a Cuba immediatamente e non dover passare a Miami il periodo di libertà vigilata di tre anni”. “Per ognuno dei Cinque la Procura ha chiesto la condanna più lunga e tutte le misure dopo la loro uscita dal carcere per far sì che queste persone non possano mettere in pericolo le attività dei gruppi di terroristi nella Florida2, ha detto Alarcón risaltando che esiste un elemento comune, la campagna sferrata dai mezzi d’informazione di Miami, che fece sì che la Corte d’Appello la descrivesse come ‘una tormenta perfetta’ di pregiudizi e ostilità, che rendevano impossibile un processo imparziale per i Cinque e che per questo aveva dichiarato nullo il processo, ordinandone uno da svolgere in un altro luogo. Le irregolarità del processo giudiziario ai Cinque sono avvenute perchè il Governo le ha accompagnate sempre all’obbedienza dei detti mezzi d’informazione, per i quali non è stato motivo di scandalo quella vera degradazione della stampa di Miami con i terroristi, ed inoltre e al colmo, con il Governo del loro paese” ha denunciato. Nelle sue parole finali ha chiesto ai delegati dell’incontro di solidarietà di perseverare nella lotta per la causa dei Cinque antiterroristi che simbolizzano l’essenza della resistenza cubana contro la politica d’ingerenza dei governo degli Stati Uniti. (Telesur/PL/ Traduzione Granma Int.
sabato, 08 ottobre 11 00:28
Antonio Guerrero invia una lettera di saluto a Renè Gonzalez![]() Antonio Guerrero invia una lettera di saluto a Renè Gonzalez
Usa, 7 ott (Prensa Latina) Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’impero ha inviato una lettera a Renè Gonzalez, un altro dei Cinque che è stato liberato oggi dalla prigione di Marianna, in Florida, che però dovrà continuare negli Stati Uniti e precisamente a Miami, per tre anni, in libertà vigilata. Di seguito Prensa Latina riporta il testo del messaggio di Antonio: “Cari amici: Molte volte ho pensato in questo giorno, nel quale Renè finirebbe la sua ingiusta condanna ed uscirebbe in libertà. Soprattutto, in quei lunghi 8 anni in cui sopportava sulle mie spalle l'enorme erronea sentenza di un ergastolo, che mi era stato imposto, però sempre vedeva una luce, sempre avevo un motivo di allegria pensando all'arrivo di questo giorno. Penso che i miei fratelli hanno sentito la stessa cosa. Non tutto sarà come avremmo voluto. Non si potrà mai riparare il danno. Non sappiamo come vincere l'ingiustizia. Ma in fondo siamo stati sempre uomini liberi ed a partire da questo 7 ottobre lo saremo di più. Ho appena scritto questi versi che condivido con voi.
UN'ALTRA BREVE LETTERA A RENE Fratello: Finalmente la lunga attesa si fece giorno col peso di tutto il tempo andato, con le luci di un caldo suono spegnendo la voce dell'ombra ombrosa. Ti immagino attraversando il mezzogiorno lentamente, come un bambino perso percorrendo un posto sconosciuto che trasmette il pianto e l'allegria. Ti immagino di ritorno a quel mondo dove la vita esala la sua fragranza pieno di pace, di sogni e di fede. Ti immagino, con il tuo sguardo profondo guardandoci da vicino nella distanza, assaggiando un pò di caffé. Cinque abbracci. Venceremos! Antonio Guerrero Rodriguez 6 ottobre 2011 FCI FLORENCE Ig
venerdì, 07 ottobre 11 23:17
Alle 4:30 AM del 7 ottobre è stato liberato Renè Gonzalez -Dichiarazione del Comitato degli USA...
Alle 4:30 AM del 7 ottobre è stato liberato Renè Gonzalez Usa, 7 ott (Prensa Latina) Alla 4:30 dell'alba di oggi è stato liberato Renè Gonzalez del carcere di Marianna, in Florida, benché dovesse rimanere negli Stati Uniti sotto il regime di libertà vigilata per tre anni. All'uscita della prigione l'aspettavano le sue due figlie, Irma ed Ivette, suo fratello, Roberto, ed il padre, Candido, oltre al suo avvocato, Philip Horowitz, informò l'inviata speciale di TeleSUR, Aissa Garcia. “Il giorno di oggi Renè Gonzalez si è trasformato nel primo dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti ad essere liberato, a mettere i piedi fuori dal carcere”, ha riportato la giornalista da Marianna. Il cubano è stato liberato all’alba di questo venerdì e si trova con la sua famiglia, come informò a teleSUR il suo avvocato Phillip Horowitz. Il giurista ha detto all'inviata speciale che Renè Gonzalez si trova in buono stato di salute dopo essere stato visitato alla sua uscita dal carcere. Gonzalez nonostante sia uscito di prigione, non potrà ritornare a Cuba dovuto ad un ordine giudiziale che l'obbliga a stare tre anni in più in libertà vigilata. Il cubano si è riunito con le sue figlie Ivette ed Irmita, suo padre e suo fratello Roberto. Tuttavia, non può vedere sua madre, Irma Sehweret, né a sua moglie, Olga Salanueva poiché il Governo degli Stati Uniti non ha concesso loro il visto per aspettarlo all'uscita. A Cuba la corresponsabile di teleSUR informò che il pomeriggio di questo venerdì “tutte le religioni si riuniranno e faranno un proclama appoggiando la solidarietà nel caso dei Cinque”. “Nel proclama religioso di questo pomeriggio si esigerà inoltre l’estradizione di Posada Carriles” ha aggiunto. Renè Gonzalez è uno dei Cinque eroi cubani condannati negli Stati Uniti per vigilare organizzazioni terroristiche di origine cubano-americana con sede a Miami. Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, ed Antonio Guerrero si trovano attualmente nelle carceri degli Stati Uniti, come prigionieri politici dal 12 settembre 1998. La loro detenzione ha scatenato numerose proteste in diverse parti del mondo dove da intellettuali, familiari, politici ed altri settori della società civile, hanno esatto la loro liberazione. Ig/www.cubabebate.cu
Dichiarazione del Comitato degli Stati Uniti per la Libertà dei Cinque, sull’uscita dal carcere di René González René González, uno dei cinque uomini noti come i Cinque Cubani, uscirà oggi dalla prigione federale di Marianna, in Florida. René uscirà a fronte alta, dopo 13 anni passati in prigione, scontando con assoluta dignità un’ingiusta condanna. È stato un prigioniero modello, nonostante la sofferenza e le vessazioni d’essere in modo disumano privato delle visite di sua moglie da 11 anni. Il Governo degli USA invece di permettere a René anche la piccola vittoria della sua liberazione, insiste nel tormentare lui e la sua famiglia sempre più, obbligandolo a restare in Florida per altri tre anni di ‘libertà vigilata’, anche se René non ha famiglia in Florida. La sua vita sarà in pericolo per via dei gruppi di veri terroristi in cui lui era infiltrato. Questo pericolo non va sottovalutato. La congressista per la Florida, Ileana Ros-Lehtinen, è stata citata dal Miami Herald di lunedì, chiamando René “nemico dell’America”, “con sangue americano sulle mani”. Queste accuse assolutamente false costituiscono un chiaro incitamento alla violenza e dimostrano molto chiaramente la necessità di permettere a René di tornare immediatamente a Cuba. Il fatto che da un uomo che il governo chiamò ‘spia’ e ‘minaccia per la sicurezza nazionale’ si esiga di restare negli Stati Uniti invece di deportarlo immediatamente, dimostra in forma sufficientemente chiara il perchè delle accuse e della persecuzione. Il Governo degli USA, mai, nemmeno per un minuto, ha pensato che René e i suoi fratelli erano spie e minacce per la sicurezza nazionale. Se così fosse stato avrebbero imbarcato René diretto a Cuba nel primo aereo che partiva. Invece la persecuzione contro René e i suoi fratelli era indirizzata a proteggere i terroristi, che sono al servizio degli interessi del governo degli USA, tentando di destabilizzare il Governo cubano e di far cadere la Rivoluzione dell’Isola. Cuba ha sofferto attacchi terroristici non solo dall’11 settembre del 2001, ma per più di 50 anni. Un’aggressione che nel trascorso di questo periodo ha ucciso almeno 3478 persone, la maggioranza cubani, ma anche di molti altri paesi, includendo 11 guianesi e 5 nordcoreani, assassinati nel 1976 per l’esplosione delle bombe a bordo del volo 455 della Cubana de Aviación, e l’italiano Fabio di Celmo, assassinato dall’esplosione di una bomba in un hotel, nel 1997. Migliaia di persone sono state ferite gravemente dai terroristi. René e i suoi fratelli Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero e Ramón Labañino possono essere orgogliosi di quello che erano andati a fare negli Stati Uniti, disarmati e rischiando le proprie vite per combattere questo flagello, infiltrandosi nei gruppi dell’estrema destra con le basi a Miami, che sono responsabili di questo terrorismo, rivelando i complotti che erano in preparazione. Il Governo degli Stati Uniti ha aiutato a finanziare e dirigere le azioni di questi gruppi di terroristi sin dal principio e li ha protetti dalle conseguenze delle loro azioni. Il Governo ha continuato la sua collaborazione e protezione, arrestando René e gli altri e continua questa protezione con le ingiuste condanne contro René e i suoi fratelli. Lo stesso Governo continua oggi ad opporsi alla valida richiesta del Venezuela di estradizione del più conosciuto di tutti i terroristi, Luis Posada Carriles, responsabile non solo dell’esplosione dell’aereo che nel 1976 spense le vite di 73 persone, ma anche della tortura di molti venezuelani, quando formava parte della polizia segreta di questo paese. Se il Governo degli USA vuole continuare a proclamare che è impegnato in una guerra contro il terrore, può sostenere questa dichiarazione con alcune azioni molto semplici: permettere a René González di ritornare a Cuba immediatamente, liberare il resto dei Cinque Cubani e permettere anche loro di tornare a Cuba. Estradare Luis Posada Carriles in Venezuela, e arrestare gli altri noti terroristi a Miami. Sino a che queste azioni non saranno realizzate, tutte le proclamazioni di lotta contro il terrorismo del Governo degli Stati Uniti continueranno a suonare false.
lunedì, 03 ottobre 11 08:44
"Manteniamo viva la speranza che ritornino" (Intervista a Adriana Pérez, moglie di Gerardo)
"Manteniamo viva la speranza che ritornino" Intervista a Adriana Pérez, moglie di Gerardo Hernández di Guillermo Nova La República/Rebelión La vita di suo marito Gerardo Hernández, ha tutte le caratteristiche di un film. Ha lasciato la sua famiglia ed il suo lavoro, e sotto falsa identità si è infiltrato nei gruppi terroristici per impedire azioni violente contro la popolazione cubana; un premio Nobel, Gabriel García Márquez, ha consegnato al presidente Clinton una lettera di Fidel Castro con la quale lo avvertiva di queste attività provenienti dalla Florida. Informato del caso, l'FBI ha deciso di arrestare cinque cubani che raccoglievano informazione sui gruppi anticastristi come il gruppo Hermanos al Rescate, e Gerardo fu condannato da una giuria di Miami a due ergastoli. Ma il suo caso non è un film; è reale come la vita e Adriana è fermamente decisa a spiegare il caso, ma le trema la voce quando ricorda l'uomo che sta dietro l'eroe e salutandoci mi dice sorridendo, se mandi questa intervista ad un media statunitense, credi che la pubblichino? Pensi che le sentenze emesse contro i vostri mariti siano un premio che hanno voluto dare alla colonia anticastrista della Florida? Ne siamo assolutamente sicuri, poichè negli Stati Uniti per le spie addirittura confesse, hanno rivisto le pene, sono state espulse dal territorio o hanno scontato condanne molto inferiori a quelle che hanno dato ai Cinque. Le loro condanne sono state inflitte per soddisfare la richiesta dei congressisti cubano americani della Florida che da sempre sono stati accanto a queste organizzazioni che chiedono sangue e che vogliono che il governo degli Stati Uniti metta in atto qualche forma si rappresaglia. Perché questa differenza di trattamento nei loro confronti? Perché questo è chiaramente un processo politico per il fatto di essere cubani, hanno subito un processo a Miami, è stato chiesto il cambiamento di sede ma non è stato permesso, il che ti dà la misura del fatto che questa detenzione è stato messa in atto per soddisfare tutte le pressioni messe in atto dalla comunità di Miami. Se viene considerato un processo politico, credete che la via d’uscita dovrebbe essere politica? All'inizio confidavamo che da qualche parte il sistema giudiziario americano avrebbe potuto fare giustizia, ma per tredici anni abbiamo visto accuse senza prove, giurati sotto pressione, mezzi di informazione pagati per manipolare l’informazione, e tra le altre cose, dopo tredici anni abbiamo esaurito tutti i passi legali. La difesa di Gerardo Hernandez ha sollecitato un "Habeas Corpus", per chiedere cosa esattamente? Consideriamo una nuova prova il pagamento da parte del governo americano ai giornalisti che hanno seguito il caso, per scrivere contro i Cinque, avvelenare l'ambiente e condizionare la giuria, cosa peraltro denunciata nel 2006 dal New York Times. Inoltre la difesa di Gerardo non ha avuto tutti gli elementi tecnici, come i tracciati dei radar degli Stati Uniti, in grado di dimostrare che non ha avuto nulla a che fare con l'abbattimento degli aerei dei Hermanos al Rescate, avvenuto nello spazio aereo cubano nel 1996 dopo che Cuba in 26 note diplomatiche avvisava il governo degli Stati Uniti che questa organizzazione stava violando il nostro territorio. Come è stata la gestione del caso con i diversi governi statunitensi? Si sono susseguite tre amministrazioni, quella di Clinton fu quella che avrebbe potuto espellerli dal loro territorio, poi è arrivato Bush con il quale i rapporti sono peggiorati da un punto di vista sia legale che politico senza nessun tipo di avvicinamento nelle posizioni, ora l’amministrazione Obama non ha fornito alcuna soluzione al problema. In questi tredici anni hai potuto vedere suo marito ? Durante tutti questi anni, il governo USA ha reiteratamente negato il visto di entrata per poterli visitare sia ad Olga, moglie di René González, che a me, cosa di cui per la legge avremmo diritto ogni mese, come per qualsiasi altro familiare di qualsiasi carcerato, e noi continuiamo a richiedere questo nostro diritto che ci spetta. Dagli Stati Uniti accusano il governo di Cuba di usare il caso dei Cinque per alimentare il conflitto bilaterale o nascondere i problemi interni Il conflitto tra Cuba e gli Stati Uniti ha più di cinquanta anni, per questa ragione abbiamo fatto una rivoluzione, perché avevamo già un conflitto con loro, ma sia chiaro che il caso non è stato politicizzato da noi cubani, ma dalla stampa statunitense e dalla sua giurisprudenza. Noi non aggrediamo gli Stati Uniti, non li sottoponiamo ad un blocco, non prendiamo misure contro il suo popolo, quindi chi fa campagna politica? Noi che vogliamo soltanto vivere in pace? Tuo marito è considerato un eroe per il popolo di Cuba, cosa significa essere la moglie di un eroe? La parte personale è la più difficile per noi, da un punto di vista privato sono gli eroi della nostra vita, per me Gerardo è un uomo dalle molte virtù e valori, del quale mi sono innamorata e che amo, che stimo profondamente per ciò che ha fatto, ma nella nostra quotidianità abbiamo la ferita aperta, perché stare nel mezzo di una situazione come questa è durissimo, con momenti di grande disperazione che ti debilitano, anche se non vacilliamo. Da dove prendi forza? Non posso dirti che le forze vengano fuori come da una fontana, ma se pensiamo a loro, se hanno resistito alle dure condizioni del carcere, non esserci potuti vedere per anni, se sopportano tutte le pressioni, se hanno perso parte della loro giovinezza, come si fa non andare avanti? Inoltre c'è un equilibrio tra l'amore e l’impegno, non banale o superficiale, ma che si condivide con ciò che hanno fatto, perché non sono diversi dagli altri cubani, qui potremmo criticare ciò che non ci piace, ma al momento di dimostrare il valore questo popolo tira la cinghia. Pensi a come sarà la vita quando starete di nuovo insieme? Te lo dico senza mentire, perché viviamo nella speranza, in modo da mantenere l'illusione in vita, abbiamo tanti progetti, in primo luogo cercare di dimenticare tutto ciò che abbiamo vissuto, sanare e chiudere le ferite, abbiamo imparato a dare valore ad altre cose e sappiamo che non siamo soli, quello che abbiamo fatto ha avuto un costo elevato per le nostre vite, ma ne valeva la pena. Manteniamo viva la speranza che ritornino, perché non possono rubarci la possibilità di sognare un futuro migliore, non possono toglierci il nostro desiderio di felicità. Per questo lottiamo ogni giorno.
domenica, 02 ottobre 11 18:27
Unâaltra scandalosa situazione del processo contro i Cinque, la petizione dâemergenza presentata![]() Un’altra scandalosa situazione del processo contro i Cinque, la petizione d’emergenza presentata dalla Procura Generale alla Corte d’Appello di Atlanta In questa petizione si riconosceva che non esistevano prove per sostenere le accuse contro Gerardo Hernández Nordelo, per l’accusa di ‘cospirazione per commettere assassinio di primo grado’ e fu chiesto all’ultima ora di ritirarla. Senza dubbio, Gerardo è stato dichiarato colpevole e gli è stata imposta l’irrazionale condanna di due ergastoli più 15 anni per un presunto crimine che lo stesso accusatore ha riconosciuto impossibile da provare. Un’altra scandalosa situazione nel processo giudiziario dei Cinque spiegata più volte da Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’ Assemblea Nazionale, la costituisce "la petizione d’emergenza presentata alla Corte d’Appello di Atlanta dal Governo degli Stati Uniti alla fine di maggio del 2001, nella quale la Procura riconosce che: “Gli Stati Uniti presentano questa petizione totalmente coscienti dei numerosi ostacoli che si dovranno superare”. Dopo l’inizio della causa, la Procura aveva presentato come principale accusa contro Gerardo Hernández Nordelo la "cospirazione per commettere assassinio di primo grado" che si è poi trasformato nell’asse attorno al quale è girato il processo a Miami, contro i Cinque antiterroristi cubani, il processo più lungo della storia nordamericana ed anche il più ignorato e silenziato. Il 25 maggio del 2001 la giudice a Miami aveva terminato le sue istruzioni strettamente aggiustate all’Atto d’Accusa della Procura, e cinque giorni dopo, attuando con stupefacente rapidità, i Pubblici Ministeri presentarono alla Corte d’Appello di Atlanta questo raro e urgente appello, nel quale riconoscevano che mancavano di prove per sostenere la loro accusa contro Gerardo, e chiesero di ritirarla. Il Governo riconosceva drammaticamente il suo fallimento nel dimostrare la falsa accusa con queste parole: “Alla luce delle prove presentate nel processo, questo costituisce un ostacolo insuperabile per gli Stati Uniti in questo caso e probabilmente risulterà dal fallimento dell’accusa in questa voce”. Come ha segnalato il compagno Alarcón, la Procura in questo appello va anche più in là: “Questo caso può stabilire un precedente devastante... il pregiudizio per il Governo sarà irrimediabile e il danno duraturo, e ripete, e impone una barriera insuperabile a questa accusa”. La Corte d’Appello di Atlanta non ha accettato la petizione del governo. Anche se la procura aveva riconosciuto di non avere prove per sostenere la sua accusa contro Gerardo e aveva chiesto di ritirarla, la giudice di Miami cambiò le sue istruzioni alla giuria e sostenne la colpevolezza. Il 6 giugno del 2001 Gerardo fu dichiarato colpevole e gli fu imposta l’irrazionale condanna di due ergastoli più 15 anni, con l’accusa di un presunto crimine che lo stesso accusatore aveva riconosciuto impossibile da sostenere. Come spiegare quello che accadde? Prima di tutto perchè il processo si è svolto a Miami, nido di gruppi di terroristi che lui aveva combattuto eroicamente e dove era stato già condannato, con una campagna di odio e di calunnie della stampa locale, pagata dal Governo Federale, come si è saputo successivamente. ( Traduzione Granma Int.).
domenica, 02 ottobre 11 08:41
La PM che sequestra René a Miami è la vedova di un ex ufficiale ideatore dell'operazione Peter Pan
La PM che sequestra René a Miami è la vedova di un ex ufficiale dell’Intelligence militare, che ha dato il nome all'operazione CIA Peter Pan J.G.Allard www.granma.cubaweb.cu Caroline Heck Miller, la PM che nega a René González il diritto di ritornare a Cuba e che ha rifiutato di perseguire Luis Posada Carriles per terrorismo, è la vedova di Gene Miller, un ex ufficiale dell’intelligence militare nella guerra di Corea, viscerale anti comunista, che, successivamente, il Miami Herald ha reclutato e che diede il nome di Peter Pan all’operazione CIA di rapimento di bambini cubani. Il legame di Carolina Heck con Miller spiega gran parte del suo comportamento apparentemente ossessivo contro René ed i suoi compagni detenuti da più di un decennio nel sistema carcerario degli Stati Uniti, di tanta cattiva reputazione. Eugene "Gene" Miller è nato il 16 settembre 1920 a Evansville, nell'Indiana, e ha studiato giornalismo all'università di quello stato. Appena ha avuto la possibilità di sedersi nella redazione del Journal Gazette di Fort Wayne, nel 1950, cambiò i suoi piani e si arruolò nell'esercito che lo assegnava - senza dubbio per le sue facoltà di redattore – al cosiddetto Counter Intelligence Corps (CIC). Di sinistra fama, questa Gestapo militare si dedicava a cercare ed eliminare i "comunista" tanto in territorio coreano che nelle stesse file dell’Esercito USA. Miller entrò nei CCC mentre conoscevano una folgorante espansione, non solo per la guerra ma per il virulento anti comunismo che animava la chiamata comunità d’intelligence. Anni dopo, nel 1988, un rapporto ufficiale ha rivelato che i CIC, negli anni del dopoguerra, reclutarono massicciamente criminali di guerra e collaboratori nazisti. Il distinto ricercatore e professor Christopher Pyle denunciò poi, al Congresso federale, come mentre si trovava nell'esercito seppe che i CIC disponevano di 1500 agenti segreti che erano impegnati, nel territorio degli Stati Uniti, ad osservare e riferire nel dettaglio "ogni protesta di più di 20 persone in tutto il paese". Solo tre anni dopo aver lasciato l'esercito, Miller è stato assunto dal Miami Herald che, ovviamente, allora conosceva la sua carriera nella polizia segreta dell'esercito. La verità è che Miller godeva di tanta fiducia nel giornale noto per le sue affinità con i boss più recalcitranti della mafia cubano americana terrorista, che era uno dei pochi individui che entrava nell'ufficio del titolare, Jack Knight, senza bussare. Non sorprende, Knight era stato collegamento dei servizi militari di intelligence e di censura durante la Seconda Guerra Mondiale. Così conservatore che si auto qualificava dinosauro Di posizioni ultra-conservatrice, si qualificava come "dinosauro". Nel corso della sua carriera, le sue credenziali fecero sì che fosse assegnato a una serie di attività "sensibili", dall'assassinio di John F. Kennedy a Dallas, in cui è stato dimostrato che furono complici cubano-americani di Miami, la criminale sparatoria di Kent State University, il rapimento della ereditiera Patty Hearst... È così che ha incontrato il dossier dell'operazione con cui la CIA "tirò fuori" da Cuba più di 14000 bambini, dopo una feroce campagna di disinformazione e di terrorismo propagandistico che fece credere ai genitori cubani che sarebbero stati spogliati della Patria Potestà e che i loro figli sarebbero stati mandati nei campi di lavoro in Unione Sovietica e avrebbero potuto ritornare trasformati in sapone e carne in scatola. Nei primi anni sessanta, la CIA aveva preso il pieno controllo di Miami, per creare in questa città la sua stazione JM/WAVE, la più grande del mondo con budget illimitato, con l'unico scopo di attaccare e distruggere la Rivoluzione cubana con tutti i mezzi. La CIA chiamò l’infame operazione Programma di Bambini Cubani Non Accompagnati, ma è stato Miller, in un articolo scritto nel 1962, che lo ha chiamato con evidente cinismo con il nome di Peter Pan, il bambino della fiaba infantile che volava e non aveva genitori. Il ruolo chiave della vedova dell’agente segreto Nel 1998, lo stesso anno in cui l'FBI arrestò i Cinque cubani su richiesta dei boss della mafia cubano americana, si sposa con la Procuratrice federale Caroline Heck, una laureata di Harvard e madre di un bambino. Gene Miller si ritirò dal Miami Herald nel 2001 e visse con Heck nella sua casa di South Miami fino alla sua morte il venerdì 17 giugno 2005, a 76 anni di età. Caroline Heck Miller, moglie di un'ex ufficiale d’intelligence che si dedicò a "marcare", perseguire e imprigionare "comunisti" reali o immaginari, è il procuratore anticomunista che ha insistito per portare il caso dei Cinque a processo, oltre ad essere quella che negò il trasferimento del processo fuori da Miami e che ha svolto un ruolo chiave perché i cubani fossero ingiustamente condannati a lunghe pene, totalmente fuori dalle norme. Come se non fosse sufficiente, questa donna che usa la sua professione per adempiere alle orientazioni dell’intelligence, con zelo d’agente, è stato colei che ha preso la decisione, nonostante le richieste da parte dei colleghi del Dipartimento di Giustizia, di non sporgere denuncia penale, nell’agosto 2005, contro Posada Carriles, che confessa e ripete di non sentire alcun rimorso per i suoi crimini terroristici. La mancanza di etica della Heck-Miller e l’assenza di imparzialità e rigore richiesto dalla sua professione così come la sua ossessione perché si applichi contro i Cinque cubani detenuti negli Stati Uniti un castigo ingiusto ed inumano, sono caratteristiche di una attivista anticubana e corrispondono agli interessi dei servizi segreti. Così è questa funzionaria che è ossessionata dal sequestrare nel più grande santuario terrorista del continente René González, la cui famiglia chiede, scontando il 7 ottobre l’ingiusta condanna inflittagli, la sua presenza nella sua casa de L'Avana. ![]() USA con ISRAELE sono gli intoccabili Finanziatori di terrorismo internazionale,piani criminali, genocidi.. immagini da internet inserite da amici di Cuba gruppo "Italo Calvino" Piombino
venerdì, 30 settembre 11 23:01
Perchè il Governo USA rifiuta di consegnare le immagini del satellite del 24 febbraio del 1996? Perchè il Governo degli Stati Uniti rifiuta di consegnare le immagini del satellite del 24 febbraio del 1996? Perchè i mezzi di comunicazione nordamericani tacciono di fronte a un fatto così scandaloso? Gerardo Hernández Nordelo, uno dei Cinque cubani prigionieri negli USA, ha presentato la sua richiesta di Habeas corpus, sulla base di nuove prove. Il caso di Gerardo, condannato a due ergastoli più 15 anni di prigione è mette in luce significativamente il forte impegno dei distinti governi nordamericani di dimostrare che non sono disposti a rivedere quello che è stato giudicato, anche se esistono molteplici prove che sono stati usati metodi illegali per condannare i detenuti. Richard Klugh, membro del gruppo di difesa dei Cinque, ha denunciato che il governo nordamericano rifiuta comunque di presentare le prove che si reclamano, con le quali si potrebbe conoscere chiaramente quello che è accaduto esattamente con gli aerei abbattuti il 24 febbraio del 1996, e impedisce una via per una difesa corretta di Gerardo. In una recente conferenza, Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale, ha spiegato che il governo degli Stati Uniti ha mantenuto invisibili le immagini del satellite che custodisce gelosamente a proposito dell’incidente del 24 febbraio del 1996 e non ha permesso che le vedessero 15 anni fa gli investigatori dell’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale; non ha permesso che le vedessero nel Tribunale di Miami, ed anche ora rifiuta di mostrarle di fronte alla richiesta di Gerardo. È ovvio e molto sospetto l’atteggiamento d’impedire che altri vedano le prove che solo Washington conosce e che nel dilatato allegato di 123 pagine e tra annessi contro Gerardo appena alludono al tema, in un ritorto paragrafo di cinque righe. Alarcón, che fu il rappresentante di Cuba nella riunione della OACI nel 1996, ha ricordato che nessun tribunale degli Stati Uniti aveva giurisdizione sull’incidente del 24 febbraio di quell’anno, a meno che fosse avvenuto nello spazio internazionale. L’investigazione realizzata dalla OACI rivelò una cosa sorprendente: anche se erano state avvisate con anticipo, le stazioni radar nordamericane o non registrarono i fatti, o offersero dati contraddittori o distrussero i dati. La sola “prova” apportata dalle autorità degli USA è la testimonianza del capitano di una nave che opera “casualmente” a Miami e secondo nuovi dati, i padroni della nave sono vincolati come contribuenti finanziari della Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA). Da lì l’interesse, prima della OACI e poi della difesa di Gerardo per le immagini satellitari. Il governo nordamericano non ha mai negato l’esistenza delle immagini e ammette d’averle, ma da quindici anni ne proibisce la visione. Perchè il governo degli Stati Uniti rifiuta di consegnare queste immagini del satellite? Perchè i mezzi di comunicazione nordamericani tacciono su un fatto tanto scandaloso? (Traduzione Granma Int.)
mercoledì, 28 settembre 11 22:45
Nuova ingiustizia degli Stati Uniti contro i Cinque Eroi
Nuova ingiustizia degli Stati Uniti contro i Cinque Eroi René González Sehwerert, uno dei Cinque Eroi antiterroristi cubani, uscirà di prigione il prossimo 7 ottobre, dopo aver passato e sofferto nella sua totalità la brutale e ingiusta sentenza carceraria che gli fu imposta. Lo scorso 16 settembre, la giudice Joan A. Lenard, del Distretto Sud della Florida, ha respinto la Mozione presentata da René il 16 febbraio del 2011, che chiedeva di permettergli di ritornare a Cuba e riunirsi con la moglie, le figlie e i genitori. Lo si obbliga ingiustamente a rimanere negli Stati Uniti per altri tre anni, in un ‘regime di libertà vigilata’. Questa decisone dopo 13 anni di reclusione costituisce una rappresaglia addizionale deliberata, fomentata dalle stesse motivazioni di vendetta politica che hanno caratterizzato i processi giudiziari manipolati con cui sono stati condannati i Cinque Eroi nel 2001. Dietro questa decisione c’è il Governo degli Stati Uniti che per anni ha protetto il terrorismo contro Cuba e protetto individui e organizzazioni terroristiche che radicano nel suo territorio, responsabili d’aver provocato la morte, il dolore e la sofferenza di migliaia di cubani. Dal 1998, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González sono stati sottoposti a trattamenti notoriamente crudeli e degradanti. Hanno sopportato tutte le pressioni gli abusi senza la minima concessione nelle loro convinzioni, nel loro carattere e nella loro condotta esemplare come reclusi. La risposta della giudice non ha giustificazioni nè senso alcuno. Si pretende che René rimanga negli Stati Uniti, dove si sa che la sua vita può correre pericoli, dove si sa che radicano le persone e le organizzazioni più importanti del terrorismo anticubano. Nella riposta, la giudice cita la sentenza imposta a René ne 2001 che include l’assurdo requisito speciale e addizionale di proibirgli, dopo l’uscita dal carcere di “ associarsi e/o visitare luoghi specifici dove si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi tali come terroristi...”, e ci si chiede com’e possibile rispettare questo requisito se si obbliga René a risiedere precisamente nel territorio dove si sa che ci sono o che lo frequentano individui o gruppi tali come terroristi”. Ci si deve chiedere, anche se si conosce la risposta, che cosa motiva il Governo degli Stati Uniti e il suo sistema legale a stipulare in una sentenza giudiziaria la protezione di individui o gruppi tali come terroristi, che radicano nel suo territorio. Anche se è impossibile riparare l’ingiustizia già consumata di tanti danni d’indebita reclusione e maltrattamento politico, la unica azione minimamente decorosa del Governo degli Stati Uniti, a questa punto, è di permettere l’immediato ritorno di René a Cuba e di porre fine alle sentenze di vendetta contro Gerardo, Ramón, Antonio e Fernando, e permettere il ritorno definitivo di tutti loro in Patria. La causa dei Cinque Eroi cubani è nota nel mondo intero e le informazioni sono molte, come gli argomenti e la documentazione legale, che dimostrano la natura arbitraria del processo che li ha portati in prigione. Inoltre si conosce il trattamento particolarmente abusivo che accompagna le lunghe condanne contro questi uomini innocenti, le prolungate reclusioni in isolamento, gli estesi periodi senza comunicazioni e la tortura psicologica, l’ingiustificata separazione familiare, gli ostacoli al contatto con i rappresentanti legali, la privazione a madri, mogli e figli di interattuare con gli esseri più cari. Il popolo di cuba ringrazia profondamente tutte quelle persone e gruppi che hanno sommato le loro voci al reclamo che si ponga fine a tanta ingiustizia, ai capi di Stato o di Governo, alti funzionari di governo e note personalità che, in forma pubblica o privata, hanno chiesto la libertà dei Cinque. Va domandato con tutta l’energia che non si aggiunga un’altra ingiustizia, che non si insista in una castigo addizionale a quello già consumato, che non si ponga in pericolo la vita di René, che non si continui a proibire alla moglie di vederlo e alle figlie del contatto naturale con il padre, che non si prenda il cammino opportunista di proteggere sempre più i terroristi e di non aggravare la complicità che ha macchiato il Governo degli Stati Uniti. La causa di Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René è la causa irrinunciabile della nazione cubana. È l’impegno di un popolo intero contro l’ingiustizia che stanno soffrendo, la lealtà verso coloro che hanno saputo difendere la Patria con grande coraggio e sacrificio. Non avrà fine sino a quando non li vedremo tutti nella loro terra, assieme ai loro cari e al loro popolo.
(Traduzione Granma Int.)
mercoledì, 28 settembre 11 20:02
Alarcà³n: âRelazioni normali con gli USA senza la liberazione dei Cinque? Inimmaginabili!![]() Alarcón: “Relazioni normali con gli USA senza la liberazione dei Cinque? Inimmaginabili! 27.09.11 - Javier Rodriguez Roque www.granma.cu “Una relazione normale con gli Stati Uniti è inimmaginabile senza la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani reclusi in questo paese”, ha detto Ricardo Alarcón, presidente del Parlamento di Cuba. In un’intervista esclusiva concessa al primo numero del quotidiano in inglese The Havana Reporter, pubblicato da Prensa Latina, Alarcón ha sottolineato che mantenere in prigione questi cubani significa la continuazione dell’appoggio di Washington al terrorismo contro l’Isola. Gerardo Hernàndez, René González, Ramón Labañino, Fernando González e Antonio Guerrero sono stati condannati a reclusioni smisurate per aver cercato d’evitare nuovi attacchi contro Cuba, in un processo politico e manipolato, secondo gli esperti legali. Nell’intervista, Alarcón ha fatto riferimento al rifiuto della giudice Lenard, che non permetterà a René González di ritornare nel suo paese dopo la sua liberazione, che avverrà il prossimo 7 ottobre, perchè la condanna prevede tre anni addizionali di libertà vigilata. “Obbligarlo a passare questo periodo lontano dalla sua famiglia è una punizione addizionale (dopo l’illegittima e crudele proibizione di vedere sua moglie, dal giorno dell’arresto), carente di ogni logica. Forzarlo a rimanere nel sud della Florida significa sottoporlo a rischi e pericoli evidenti”, ha detto ancora Alarcón. Il dirigente parlamentare ha ricordato al Presidente Barack Obama che esistono le possibilità legali di risolvere questa ingiustizia liberando immediatamente i Cinque prigionieri senza escludere nessuno e senza condizioni. “Il presidente Obama ha questa facoltà!”, ha sottolineato ancora Alarcon.
mercoledì, 28 settembre 11 19:54
Prove inconfutabili della complicità di Washington con i terroristi. Prove inconfutabili della complicità di Washington con i terroristi 27.09.11 - parole di R.Alarcon nella giornata di solidarietà con i Cinque, il 12.09, www.granma.cu Per Rene si apre un periodo di tre anni di cosiddetta "libertà vigilata" che costituisce un rischio certo per il nostro compagno e un'addizionale ingiusta sanzione per lui e la sua famiglia. Ma significa anche una sfida per l'amministrazione Obama che, speriamo, la sappia affrontare con saggezza e buon senso. Da quel giorno saremo di fronte ad uno degli aspetti più rivelatori, e quindi più taciuti, del sordido processo a cui sono stati sottoposti i nostri compagni. Ho detto prima che il caso dei Cinque è la prova inconfutabile della complicità di Washington con i terroristi. Credetemi, non esageravo. Ciò lo mostrano gli atti ed altri documenti del processo di Miami. La Procura ha richiesto che agli accusati fossero imposte le condanne più dure ed esagerate ma, inoltre, ha insistito su ciò, che per Washington, era qualcosa di così importante come la massima pena carceraria. Quel qualcosa - che hanno chiamato "incapacitare" - consiste nel prendere provvedimenti in modo che, al termine delle loro pene detentive, nessuno degli imputati potesse essere in grado di tentare qualsiasi cosa contro i terroristi e i loro piani. Nella sentenza contro René questa esigenza si é espressa con queste parole: "Come una condizione speciale aggiuntiva della libertà vigilata si proibisce all'accusato d'avvicinarsi e/o visitare luoghi specifici in cui si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi terroristi". Ciò è stato proclamato da una corte federale degli Stati Uniti nel dicembre del 2001, appena tre mesi dopo l'abominevole atto terroristico dell'11 settembre e lo ha fatto su espressa e formale richiesta degli impostori che hanno scatenato una cosiddetta "guerra contro il terrorismo", fondata sulla menzogna e l'illegalità, che ha causato la morte e la sofferenza a innumerevoli innocenti in molte parti del mondo. Mentre si lanciava a tale impresa, tanto crudele quanto ipocrita, il regime di Bush riconosceva che nel sud della Florida ci sono individui e gruppi terroristici; che sa dove sono e dove si muovono. Ma invece di catturarli e processarli come é suo dovere sfacciatamente li protegge ed esige che né René né nessuno altro li possa disturbare. Che farà ora l'attuale governo? Chiedergli di annullare la sanzione contro René e che si azzardi a mandare i suoi agenti ad arrestare i terroristi che loro conoscono, nei luoghi dove "si sa che ci sono o o che sono frequentati", forse sarebbe chiedere troppo. Ha, tuttavia, la possibilità di evitare il problema, lasciando che René ritorni a Cuba ora, alla sua casa e famiglia. Se si obbliga René a permanere là un solo giorno dopo il 7 ottobre il presidente Obama dovrà scegliere da che parte stare nella lotta contro il terrorismo
![]() lunedì, 26 settembre 11 22:21
L'ordine abusivo della giudice Joan Lenard
L'ordine abusivo della giudice Joan Lenard 25.09.11 - Andres Gomez www.cubadebate.cu Nonostante che a questa fase del procedimento giudiziario portato avanti dal governo degli Stati Uniti contro i Cinque, da quasi undici anni, nulla ci dovrebbe sorprende, ancora una volta, nel corso di tutti questi anni, non è stato così. La decisione della giudice Joan Lenard della Tribunale Federale del Distretto del sud della Florida, con sede a Miami, emesso lo scorso venerdì 16 settembre, in relazione alle condizioni della fase di "libertà" vigilata di tre anni che è parte della condanna originale di René González, uno dei Cinque, imposta nel dicembre 2001 da questa stessa giudice, è caratterizzata nel suo ordine e ragionamento dal suo dispotismo e più profondo cinismo. René è stato dichiarato colpevole del reato di non essersi registrato come agente di un governo straniero nello scandaloso processo ai Cinque celebrato a Miami, processo caratterizzato da innumerevoli violazioni processuali fondamentali. La condanna ordinata dalla giudice Lenard contro René fu di 15 anni più 3 anni di libertà vigilata. Fu la più bassa pena inflitta ai Cinque. Nel terrificante ambiente creato a Miami dalla stampa in questa città, dalla procura federale, dai tribunali e dalle organizzazioni dei cubano-americani di estrema destra, dall'inizio e in tutti questi lunghi e dolorosi anni in relazione al caso dei Cinque - la tempesta perfetta come l'ha caratterizzata l'esemplare decisione dell' Undicesima Corte d'Appello nell'agosto 2005 - chiunque potrebbe associare il delitto di essere "agente di un governo straniero" con l'idea che la persona accusata è qualcuno di male intenzionato, in questo caso ed in questa città, per esempio, essere una spia del governo cubano. Ma non è così. Ai sensi della Legge sulla Registrazione di Agenti Stranieri, del 1938, un agente straniero è semplicemente una persona che rappresenta gli interessi di una potenza straniera. Niente di più. Nella immensa maggioranza dei casi ha a che fare con attività di relazioni pubbliche o di lobbying. Dal 1966 raramente si é processata una persona o un'organizzazione per questo reato. E mai prima di René e Fernando (un altro dei cinque anch'egli riconosciuto colpevole dello stesso reato) una persona era stata condannata a tale eccessiva pena per tale reato. Se ingiusta ed eccessiva è stata la condanna originale di René, ancora più terribile, perché si verifica dopo che René ha compiuto la totalità della sua condanna d'ingiusta detenzione, scontata, inoltre, con una condotta esemplare e senza che gli fosse permesso, per tutto il tempo, vedere sua moglie è la recente decisione della giudice Lenard in relazione alla fase di libertà vigilata. René, cittadino statunitense per nascita, aveva chiesto il permesso, per dopo il 7 ottobre data in cui termina la sua pena di 15 anni di carcere, di tornare a Cuba - René è anche cittadino cubano - per stare nuovamente con la moglie e le figlie, piuttosto che permanere nei restanti 3 anni di libertà vigilata negli Stati Uniti. Non solo la giudice Lenard ha rifiutato che René torni a Cuba per stare con la sua famiglia, ma ha deciso che René farà questi 3 anni di libertà vigilata a Miami. A Miami, dove vivono e cospirano, liberamente e impunemente, i terroristi della estrema destra cubano americana nelle cui organizzazioni René si erano infiltrato per conoscere i loro piani criminali ed impedire che potessero essere attuati. Non possiamo dimenticare che questa e non altra è stata la missione dei Cinque a Miami: impedire che si commettessero atti terroristi. Ora, René, per la durata di 3 anni di libertà vigilata, sarà alla mercé di questi terroristi colpevoli di molti crimini efferati, alcuni dei quali sono stati commessi proprio qui. Chi garantirà la sua sicurezza e la sua vita come la legge richiede? La polizia di Miami? l'FBI? Queste sono le stesse autorità che garantiscono l'impunità ai terroristi. Oppure saranno altre autorità del governo federale? Governo che non ha mai perseguito terroristi colpevoli di crimini efferati, come per esempio, quelli colpevoli dell'assassinio di Carlos Muñiz Varela, membro della Brigata Antonio Maceo, crimine che, dopo più di 30 anni, rimane impunito. Sono queste le autorità che dovranno garantire, a Miami, la sicurezza e la vita di René durante i 3 anni della sua fase carceraria in libertà vigilata?
domenica, 25 settembre 11 18:05
Passi legali nel caso di René Gonzà¡lez-Il ministro degli esteri di Cuba ha ringraziato...![]() Passi legali nel caso di René González Deisy Francis Mexidor La Difesa di René González, uno dei Cinque antiterroristi reclusi negli Stati Uniti sta valutando le possibilità legali dopo la negazione da parte di una giudice di Miami di permettere che lui vada a Cuba al termine della sua condanna. "Valutiamo attualmente se sollecitare alla giudice Joan Lenard che riconsideri la sua decisione o se appellarci ad una corte superiore” ha affermato in un’intervista con Prensa Latina l’avvocato di González, Philip Horowitz. Il 16 settembre la giudice Lenard, del Distretto Sud della Florida, ha respinto la mozione presentata da René González, nella quale sollecitava il permesso di andare a Cuba e risiedervi con la sua famiglia, invece di passare i tre anni di libertà vigilata in territorio nordamericano. "Ci sono molti argomenti, soprattutto umanitari”, ha segnalato Horowitz, aggiungendo che la richiesta del suo cliente è di passare la libertà vigilata ordinata dalla giudice, fuori dagli USA. “Sino ad ora non c’è il permesso di ritornare in forma permanente a L’Avana e René dovrà seguire le norme e le condizioni speciali di una libertà vigilata, dato che è nato negli USA, come ha disposto la magistrata nel suo verdetto del 13 dicembre del 2001”. Horowitz ha spiegato che la motivazione della richiesta era esattamente modificare la libertà vigilata per permettere al suo cliente di risiedere fuori dagli Stati Uniti con la sua famiglia, ed ha chiarito che si tratta di un procedimento normale e di routine, anche con persone senza cittadinanza, che sono deportate ai loro paesi, pur essendo tecnicamente sotto libertà vigilata. “Non li si obbliga a rimanere, insomma, ha detto, in questa nazione”. Gli esperti hanno definito questa misura ‘una decisione senza precedenti, mentra la solidarietà internazionale ha chiamato ad una mobilitazione di fronte al nuovo castigo contro l’antiterrorista cubano, a cui il governo di Washington ha negato per tredici anni il diritto delle visite di sua moglie, Olga Salanueva. René, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González sono stati dichiarati colpevoli senza prove e condannati a pene smisurate "Faccio parte del gruppo di difesa dei Cinque dal 1998, quando furono arrestati; René è una persona molto forte e prova rimorso perchè lui uscirà di prigione, mentre i suoi compagni di lotta sono ancora ingiustamente reclusi”, ha sottolineato Horowitz. ( Traduzione Granma Int.) Criticata la decisione della giudice degli Stati Uniti nel caso dei Cinque cubani Washington, 23 set (Prensa Latina) “Critichiamo per il suo dispotismo e cinismo la decisione della giudice Joan Lenard della Corte Federale del Distretto del sud della Florida, in merito al caso di uno dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti”, ha segnalato oggi Andres Gomez, un giornalista cubano residente a Miami. In dichiarazioni a cui ha avuto accesso Prensa Latina, Gomez ha parlato del verdetto della Lenard, emesso lo scorso venerdì 16 settembre, relativo alle condizioni di libertà sorvegliata per tre anni di Renè Gonzalez, uno dei patrioti noti a livello internazionale come i Cinque Eroi. “Questa giudice si caratterizza nelle sue sentenze e nelle sue dichiarazioni per il dispotismo e per il cinismo profondo”, ha sottolineato il fondatore della Brigata Antonio Maceo, composto da cubani che vivono negli Usa. “Anche se in questa fase del processo giudiziario presentato dal governo degli Stati Uniti contro i Cinque da circa 11 anni nulla dovrebbe sorprenderci, ancora una volta ci ha lasciato senza parole”, ha dichiarato l'attivista. “Gonzalez è stato condannato per il reato di non registrarsi come un agente di un governo straniero nello scandaloso processo eseguito contro i Cinque a Miami, un processo caratterizzato da numerose violazioni delle procedure fondamentali”, ha detto Gomez. Gomez, che è anche direttore della Revista Areito, ha fatto notare che “se ingiusta ed eccessiva è stata la sentenza originale a Renè, ancora più terribile (...) è la recente decisione della giudice Lenard in merito alla fase di libertà sorvegliata”. Gonzalez, un cittadino americano per nascita, aveva chiesto il permesso, dopo il 7 ottobre, –la data in cui finisce la sua pena di 15 anni– per tornare a Cuba con sua moglie e le sue figlie, invece di restare altri tre anni di libertà sorvegliata negli Usa. La giudice Lenard ha scartato la possibilità che Renè tornasse a Cuba per stare con la sua famiglia e ha deciso che Renè compia questi tre anni di libertà sorvegliata a Miami. “A Miami vivono e cospirano liberamente e impunemente terroristi della destra cubano-americana, appartenenti alle organizzazioni che Renè aveva infiltrato (...) Ora, per la durata di tre anni di libertà sorvegliata, sarà alla mercè di questi terroristi colpevoli di molti orrendi crimini”, ha affermato Gomez. Il giornalista cubano si interroga: Chi garantirà la sua sicurezza e la sua vita, come la legge richiede? La polizia di Miami? L'Ufficio Federale d'Investigazioni (FBI)? Queste sono le stesse autorità che garantiscono l'impunità ai terroristi. Oppure saranno altre autorità del governo federale? Aggiunge che si tratta dello stesso governo (Usa) che non ha mai perseguito terroristi colpevoli di orribili crimini, come per esempio, i colpevoli dell'omicidio di Carlos Muñiz Varela, un membro della Brigata Antonio Maceo, un crimine che rimane impunito da oltre 30 anni. In precedenza, Cristina Vazquez, leader del sindacato dei Lavoratori Uniti in California, aveva dichiarato l'impegno a combattere per liberare i Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti, affinché possano ricongiungersi al più presto con i loro cari. “Saremo la voce del popolo cubano qui negli Usa”, ha detto Vazquez a Los Angeles, in occasione dei 13 anni di reclusione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez. La dirigente del Workers United (nome inglese del sindacato), è ecuadoriana, e vive nel paese del nord dal 1971, ha dedicato la sua vita a difendere gli immigrati, i lavoratori e il ricongiungimento delle famiglie. “Questa ingiustizia nei confronti dei Cinque colpisce notevolmente le loro famiglie. È doloroso che i bambini non possano vivere con i loro genitori e che una madre non possa vedere suo figlio. È una cosa disumana che non possiamo permettere”, commenta nel far riferimento al caso dei Cinque. Ig/crg/jvj ![]() Il ministro degli esteri di Cuba ha ringraziato la solidarietà degli statunitensi ed ha comunicato un saluto di Fidel Castro. Bruno Rodríguez, ministro degli Esteri di Cuba, ha ringraziato a New York la solidarietà dei settori della società statunitense nella lotta dell’Isola per la pace e la giustizia, si legge nella pagina digitale del MINREX. Durante una cerimonia ecumenica por la guarigione del Presidente del Venezuela, Hugo Chávez, nella chiesa Riverside del quariere di Harlem, il diplomatico ha trasmesso un saluto del leader della Rivoluzione ción Cubana, Fidel Castro, ad una chiesa emblematica, che sta vicino a Dio e lontano da Wall Street. Come parte della sua agenda, a proposito del 66º periodo di sessioni 66 dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, Rodríguez ha assistito alla cerimonia religiosa, ed è intervenuto rendendo omaggio ai simboli della battaglia sociale per i diritti civili negli USA, come Martin Luther King e Malcolm X. Una nota del sito digitale www.cubaminrex.cu indica che inoltre il Ministro ha ricordato Lucius Walker, la sua lotta contro il blocco a Cuba e per la libertà dei Cinque Eroi antiterroristi dell’ Isola, prigionieri politici nell’impero. “René González, Ramón Labañino, Gerardo Hernández, Antonio Guerrero e Fernando González hanno messo in pericolo le proprie vite per proteggere il loro popolo e quello degli Stati Uniti”, ha sottolineato il ministro cubano. Questi patrioti sono stati detenuti a Miami nel 1998, sottoposti ad un processo manipolato e politicizzato e condannati nel 2001 a pene tra i 15 anni e due ergastoli più 15 anni, per aver tenuto sotto controllo i gruppi estremisti nemici di Cuba, che contano sulla protezione di Washington nel sud del Florida. (Traduzione Granma Int.)
giovedì, 22 settembre 11 23:25
Renè: Caso dei Cinque, giustizia o accanimento?![]() Renè: Caso dei Cinque, giustizia o accanimento?
L’Avana, 22 set (Prensa Latina) Un altra unghiata tipo Usa cade sui Cinque cubani antiterroristi, ingiustamente imprigionati negli Stati Uniti, con condanne arbitrarie e senza evidenze, in un processo pieno di soprusi e totalmente senza rispetto delle norme del Diritto Internazionale. Questa volta il peso dell'irriverente fatto cade su Renè Gonzalez, che uscirà di prigione il prossimo 7 ottobre e la giudice Joan. A. Lenard, del distretto Meridionale della Florida, ha appena respinto la sua mozione per modificare le condizioni di libertà vigilata che registra il suo espediente. La notizia non profuma di giustizia né di imparzialità di nessuna classe. Solo puzza ad impero ed ad accanimento smisurato di cui sono stati vittime durante lunghi e tortuosi anni Renè, Gerardo, Antonio, Ramon e Fernando. Gli viene negata la richiesta di viaggiare a Cuba e risiedere nella Patria dove sta il suo popolo e la sua famiglia. Ma quello che chiama l'attenzione -leggi intenzione - è che i tre anni di libertà vigilata abbiano intrinseci degli aspetti speciali che ostacolano Renè, affinché non si avvicini o visiti luoghi specifici dove si sa che stanno o frequentano individui o gruppi terroristi. Sarà che la Lenard, la Corte e tutti gli altri stanno insinuando che Cuba è piena di terroristi ed è un paese terrorista? Sarà un messaggio subliminale od un racconto di gnomi e fate? Attenzione, che nelle loro liste nere potrebbero resuscitare Bin Laden. Sono tanto comuni gli eccessi del mostro! La cosa certa è che Renè torna ad essere maltrattato dalla giustizia e la malvagità del governo nordamericano, ed il Sud della Florida, un'altra volta, tira fuori la sua mano negra contro i cubani. In che cosa pensava la giudice Lenard quando considerò che era prematura la mozione di René, allegando che la tappa di libertà vigilata non incomincia fino a che questo prigioniero politico non esce dalla prigione e passa un tempo, affinché la Corte possa analizzare in maniera corretta le sue caratteristiche? Per caso questi ingiusti anni di false accuse e la grande solidarietà a livello mondiale non le hanno dimostrato chi è Renè Gonzalez? L'umanità deve stare all'erta. Cuba seguirà con la sua pupilla insonne. Ig/Graciela Guerriero Garay
mercoledì, 21 settembre 11 23:56
Libertà per i Cinque,già !Perchè si conosca la verità di René Gonzà¡lez e si faccia giustizia![]() Libertà per i Cinque, già! Perchè si conosca la verità di René González Sehwerert e si faccia giustizia Nella sentenza imposta a René è sta aggiunto questo requisito inaudito: “Come condizione speciale e addizionale della libertà vigilata, si proibisce all’accusato d’avvicinarsi e/o visitare luoghi specifici in cui si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi terroristi”. In una recente intervista a Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular, a Trabajadores, in occasione dei 13 anni di ingiusta reclusione dei Cinque antiterroristi cubani nelle carceri degli Stati Uniti, il giornalista Rafael Hojas Martínez, gli ha fatto delle domande sulla libertà vigilata che si pretende di far scontare a René González Sehwerert nel sud della Florida e sull’enorme pericolo che questo significa per la sua vita. Granma riproduce questo frammento. “Si sa che René González sarà liberato il prossimo 7 ottobre, se si applica il beneficio per buona condotta e a partire da questo momento comincerà il periodo di libertà vigilata. Ma chi vigilerà i terroristi di Miami per far sì che René non sia vittima di un’azione criminale e possa tornare sano e salvo nella sua Patria? René corre un enorme pericolo! Va chiarito che René non uscirà dalla prigione il 7 ottobre per buona condotta o perchè riceve un beneficio. Questa è esattamente la data stabilita nell’ingiusta sentenza imposta. Il suo avvocato difensore ha chiesto alla giudice Lenard che gli permetta di ritornare a Cuba immediatamente, dove sta la sua famiglia. Obbligarlo a rimanere là altri tre anni significa prolungare un castigo immeritato e ovviamente sarebbe una situazione di pericolo per lui. L’uscita dal carcere colloca l’amministrazione Obama in una situazione per lo meno scomoda e la cosa migliore per i governanti attuali sarebbe far sì che René torni rapidamente a Cuba. Va ricordato che per insistenza del regime di W. Bush, nella sentenza imposta a René avevano incluso questo requisito inaudito: “Come condizione speciale e addizionale della libertà vigilata, si proibisce all’accusato d’avvicinarsi e/o visitare luoghi specifici in cui si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi terroristi”. Questa proibizione è la prova più scandalosa della complicità di quel regime con i peggiori terroristi che sicuramente abbondano a Miami. Il presidente Obama deve decidere adesso se anche lui si preoccuperà ‘di proteggere’ i terroristi da René, come ha fatto W. Bush!”. (Traduzione Granma Int.)
mercoledì, 21 settembre 11 23:41
LâAlleanza Martiana esige la libertà dei Cinque cubani a Miami, in Florida -Lettera a Obama....
L’Alleanza Martiana esige la libertà dei Cinque cubani a Miami, in Florida Miami, 20 set (Prensa Latina) Un importante successo risultò essere la conferenza sulla presente situazione dei Cinque: Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè che ha avuto luogo domenica, 18 settembre, e che è stata convocata dalle organizzazioni che integrano l'Alleanza Martiana. I partecipanti hanno superato di poco il centinaio. Gli oratori sono stati: Elena Freyre, presidentessa della Fondazione pro Normalizzazione delle Relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba (FORNORM), Max Lesnik, direttore di Radio Miami e dirigente dell'Alleanza Martiana ed Andres Gomez, Coordinatore Nazionale della Brigata Maceo. Ricardo Alarcon, Presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba, si diresse alla conferenza per via telefonica per uno spazio di 15 minuti e trattò il tema della decisione della giudice Joan Lenard, del Tribunale di Distretto del Sud della Florida sulle condizioni della libertà vigilata di tre anni di durata di Renè Gonzalez, uno dei Cinque che terminerà la sua condanna in prigione il prossimo 7 ottobre. La giudice ha rifiutato di cancellare la libertà vigilata e permettere il ritorno a Renè alla sua vera patria, dal momento che l’antiterrorista è nato negli USA. Tra i temi trattati dagli altri oratori c’erano: un aggiornamento del presente processo straordinario di appello di Gerardo, Antonio e Ramon; la necessità di continuare la campagna politica a livello mondiale per ottenere la libertà dei Cinque attraverso un perdono presidenziale; altri aspetti legali del caso giudiziale e la presente situazione nel Congresso di misure relazionate ai viaggi a Cuba ed altri aspetti del presente stato delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba. Ig/Andres Gomez
![]() Lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti d’America Il Sindaco di Perugina, Vladimiro Boccali, ha scritto al signor Barack Obama Il giorno 12 settembre si sono compiuti 13 anni dalla detenzione a Miami di cinque cittadini cubani che in quell’area monitoravano le azioni eversive e terroristiche contro Cuba pianificate da note organizzazioni lì basate. Sia la Commissione Detenzioni Arbitrarie dell’ONU che Amnesty International hanno riconosciuto come ingiusto e nullo il processo con cui i cinque cubani sono stati condannati e, in più, colpiti da pene spropositate. A due di loro si sta imponendo la pena aggiuntiva di non poter vedere la propria moglie: Adriana, consorte di Gerardo Hernández, ed Olga, consorte di René González, chiedono inutilmente ogni anno il visto di entrata negli USA. Sappiamo che anche su questo aspetto è stato interessato il Parlamento Europeo, si è mossa Amnesty International e lettere da tutta Europa sono state inviate a Michelle Obama, chiedendole di intervenire. Quei cinque giovani hanno sacrificato la propria vita tranquilla per la difesa del popolo cubano, ma anche degli statunitensi, in nome dei principi della Carta delle Nazioni Unite: il diritto all’autodeterminazione, il diritto alla difesa dall’aggressione, il diritto a vivere in pace. Il terrorismo è un’arma ricattatoria che colpisce indiscriminatamente. Non può essere classificato come “buono” o “cattivo” secondo gli interessi geopolitici di un qualsiasi Stato. E non possiamo proclamarci difensori dei diritti umani per poi dimenticarcene all’occorrenza. Da una Città e da una Regione conosciuta nel mondo come simbolo di PACE, vogliamo unire la nostra voce a quanti nel mondo –Parlamentari, intellettuali, artisti, religiosi, 10 Premi Nobel…- sollecitano l’indulto da parte del Presidente Barack Obama, ultima possibilità che resta agli USA per metter fine a questa ingiustizia. Il Sindaco, Vladimiro Boccali. - Le Attività intorno al 12 settembre - 2011 Comunicato stampa a firma “Comitato Umbro” (Ass.Amicizia I-C, Circolo Terni + AsicubaUmbria). Volantinaggio e passeggiata “uomini-sandwich” davanti al Palazzo dei Priori, sede del Municipio–lunedì 12 settembre, ore 16, quando sarà in corso una sessione del Consiglio Comunale. Appello alla stampa nazionale e locale sulla non copertura della notizia dei Cinque (in contrapposizione con la copertura data dai media al processo per omicidio in corso qui a Perugia contro una cittadina statunitense). Affissione manifestini con le facce dei Cinque : “Tu non sai chi sono io”, in città e lungo il percorso della prossima Marcia della Pace Perugia-Assisi (25 settembre). Affissione grandi manifesti (6 metri per 8) in città i primi di ottobre, per 15 giorni e lungo il percorso della prossima Marcia della Pace Perugia-Assisi (25 settembre). Realizzazione di un murale, per il quale abbiamo già la licenza da parte del Municipio, ma stiamo aspettando l’assegnazione in esclusiva di uno spazio preciso. Lettera aperta a firma del Sindaco di Perugia e del vice presidente del Consiglio Regione Umbria (entrambi testimonial nella campagna “Io con i Cinque, e tu?”).
mercoledì, 21 settembre 11 23:26
CINQUE:-mobilitarsi contro la nuova pena per René-Maradona incita Obama di liberare i Cinque
Mobilitarsi contro la nuova pena per René Il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti, ha convocato ad una mobilitazione mondiale di fronte alla nuova pena contro René González. In un comunicato diffuso lunedì 19 , il gruppo avverte che il governo degli USA pretende d’impedire a González l’immediato ritorno a Cuba e la possibilità di riunirsi con la sua famiglia dopo aver scontato la sua condanna, il 7 ottobre prossimo. René ha questo diritto, sottolinea il testo, dopo aver saldato sino all’ultimo giorno la sua ingiusta condanna e senza aver ricevuto benefici di sorta o di risentenza. Nel dicembre del 2001 la giuria di Miami lo aveva condannato a 15 anni di prigione, che ha scontato in un carcere di Marianna, in Florida. Il Comitato invita gli amici solidali a denunciare questo nuovo castigo e chiama alla mobilitazione della volontà mondiale, per evitare che Renè non possa riunirsi con la sua famiglia quando sarà posto in libertà. A González sono stati imposto tre anni di libertà vigilata per essere nato negli Stati Uniti. Il gruppo ricorda che sette mesi fa il suo avvocato aveva presentato una mozione sollecitando la modifica delle condizioni di libertà vigilata, perchè al termine della condanna gli si permettesse di ritornare a Cuba per riunirsi con la moglie, le figlie e la famiglia, per ragioni umanitarie. Il 25 marzo, la Pubblico Ministero Caroline Heck Miller chiese alla giudice di non accettare la mozione e il 16 settembre la giudice del distretto, Joan Lenard, ha respinto la petizione della Difesa, sostenendo che, tra le altre questioni, la Corte di Miami necessita tempo per valutare la condotta di González, una volta posto in libertà. Inoltre vogliono verificare che René ‘non significhi un pericolo per gli Stati Uniti’, sottolinea il testo, diffuso con il titolo ‘agite ora, un nuovo castigo contro René González’. Il Comitato reitera che Heck Miller è la stessa Pubblico Ministero che rifiutò di giudicare Luis Posada Carriles come criminale ed è la stessa giudice che ha incluso negli atti della sentenza di René una condizione speciale una volta posto in libertà, condizione che “gli proibisce d’avvicinarsi e o visitare luoghi specifici dove si sa che ci sono o che sono frequentati da gruppi di terroristi. Così è stato stabilito (...) il riconoscimento vergognoso dell’impunità dato ai terroristi di Miami con la proibizione espressa di molestarli e la volontà di punire coloro che come Renè e i suoi quattro fratelli oserebbero denunciarli, avverte il comunicato. Obbligarlo a passare tre anni di libertà vigilata in Florida, una tana di terroristi internazionali (...) significa porre in serio pericolo la sua vita e la sua integrità fisica, sottolinea ancora la nota. (PL/ Traduzione Granma Int.
Maradona incita Obama di liberare i Cinque Il miglior calciatore argentino di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, ha incitato il presidente Barack Obama a liberare i Cinque combattenti antiterroristi cubani, reclusi negli Stati Uniti del 1998, hanno informato fonti diplomatiche. In una lettera indirizzata al presidente degli USA, l’ex direttore della selezione argentina gli ha ricordato che lui, Obama, ha l’opportunità di cambiare la storia delle relazioni tra il suo paese e la Repubblica di Cuba. Riferendosi alla necessità di porre fine all’ingiustizia imposta a Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, Maradona ha aggiunto che “Tutta Latinoamerica la osserva e spera che lei comprenda la gravità di questi fatti”. Maradona si è unito al clamore internazionale, quando si sono compiuti ben 13 anni di ingiusta reclusione dei Cinque, condannati senza prove dopo un processo manipolato e politico, ha comunicato l’ambasciata cubana a Buenos Aires. Il reclamo di libertà per gli antiterroristi cubani è stato espresso in Argentina dal Premio Nobel della Pace, Adolfo Pérez Esquivel; da Hebe de Bonafini, presidentessa dell’ Associazione Madri di Plaza de Mayo, e da Estela de Carlotto, titulare di Nonne di Plaza de Mayo e inoltre da por Leandro Despouy, auditore generale della Nazione, e da decine di deputati, senatori, dirigenti di organizzazioni politiche, sindacali, sociali e universitarie, tra le tante. I Cinque sono stati ingiustamente condannati per aver impedito la realizzazione di azioni terroristiche contro Cuba, perpetrate dai gruppi criminali che radicano nella Florida. (Traduzione Granma Int.)
martedì, 20 settembre 11 09:42
-La censura di un tema cubano -di Ricardo Alarcon La censura di un tema cubano da El Universal, de México Ricardo Alarcón www.cubadebate.cu
Quando il 25 aprile il governo degli Stati Uniti si é opposto alla richiesta di Habeas Corpus di Gerardo Hernandez, lo fece in modo molto categorico. Washington vuole che il tribunale di Miami dichiari inammissibile questa petizione e che lo faccia sommariamente, senza convocare un’udienza per esaminare le motivazioni, senza ascoltare Gerardo e senza presentare le evidenze che nasconde. Così risponde all'ultima risorsa di un uomo condannato a due ergastoli più quindici anni. Allo stesso modo Washington ha chiesto che sia respinto l'appello di Antonio Guerrero e René González. Questi tre cubani, insieme a Ramón Labañino e Fernando González, sono stati arrestati il ââ12 settembre 1998 a Miami, mentre monitoravano le attività terroristiche che contro Cuba si organizzavano da quel territorio. Oltre un secolo fa John Swinton, che per un lungo periodo fu redattore capo del The New York Times disse: "Se pubblicassi le mie opinioni oneste sul mio giornale prima di 24 ore sarei disoccupato. Il lavoro dei giornalisti è quello di distruggere la verità, mentire apertamente, pervertire, diffamare, adulare ai piedi del dio denaro ... voi lo sapete ed io lo so ... Siamo gli strumenti e i vassalli degli uomini ricchi che comandano dietro le quinte. Siamo le marionette, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità e le nostre vite sono proprietà di altri uomini. Siamo prostitute intellettuali". Nel tempo trascorso dopo che Swinton fece la sua memorabile denuncia la situazione si è evoluta in senso ancora più sfavorevole per la libertà. E nel caso dei nostri compatrioti il silenzio dei media è stato totale. Perché questo silenzio? E' che Cuba, la sua Rivoluzione, i suoi problemi sono stati temi di scarso interesse per questi media? Cuba ha ricevuto e riceve un'attenzione incomparabilmente maggiore di altri paesi del continente; ci si analizza giorno e notte sotto potenti riflettori e potenti lenti d'ingrandimento che cercano, quasi sempre distorcendo, i più diversi aspetti della nostra realtà. Allora perché non hanno quasi mai detto nulla su questo caso? Se i Cinque avessero commesso qualche crimine, se qualcuno di loro avesse fatto o tentato di fare qualcosa contro il popolo nord americano qualcuno il minimo dubbio che sarebbe stato tema costante nella stampa degli Stati Uniti? Questo è un caso di cui quasi nulla si é saputo al di là di Miami. Le grandi corporazioni hanno imposto il silenzio totale verso l'esterno, mentre i loro corrispondenti in questa città si unirono ai media locali di dubbiosa reputazione per scatenare una virulenta campagna nei confronti degli imputati che ha contribuito a formare quello che la Corte d'Appello ha descritto come una "tempesta perfetta" di pregiudizi e ostilità. Nel 2006 si è appreso che questi "giornalisti" erano stati pagati pagati dal governo degli Stati Uniti. Da allora numerose organizzazioni tra cui il Partnership for Civil Justice Fund, chiede a Washington - sulla base del Freedom of Information Act (FOIA) - che fornisca le informazioni su questi pagamenti. Neppure questo ha trovato riscontro sulla stampa, quindi non é risultato difficile al governo mantenere la sua ostinata posizione e continuare ad imporre il segreto. Né ha incontrato ostacoli per mantenere invisibili le immagini satellitari, che custodisce gelosamente, sull'incidente del 24 febbraio 1996. Non ha permesso che le vedessero, 15 anni fa, gli investigatori della Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile, si rifiutò di sottoporle alla Corte di Miami e ora ribadisce il suo rifiuto. Quel giorno la Forza Aerea cubana, nel compimento del suo dovere e dopo numerosi avvertimenti alle autorità statunitensi, interruppero il volo di due cesna dell'organizzazione terroristica "Hermanos al Rescate" che erano penetrati nello spazio aereo cubano, violando la nostra sovranità e ponendo in pericolo la popolazione de L'Avana,ciò che aveva fatto prima in numerose occasioni. Gerardo Hernandez Nordelo è stato incolpato, senza prove, in modo rozzo e capriccioso per quell'incidente. Nessun tribunale USA aveva giurisdizione su questo fatto, salvo si fosse verificato nello spazio aereo internazionale. L'investigazione condotta dall'OACI ha rivelato qualcosa di sorprendente. Nonostante siano state avvertite in anticipo dal loro governo le stazioni radar nord americane o non hanno registrato l'evento oppure hanno offerto dati contraddittori o distruto i dati. Da qui l'interesse, prima dell'OACI e dopo della difesa di Gerardo per le immagini satellitari. Il governo USA non ha mai negato l'esistenza di queste immagini, ha ammesso di averle ma da quindici anni vieta che qualcuno possa vederle. Come spiegare che siano riusciti a nasconderle con successo per così tanto tempo? Semplicemente perché il suo rivelatore comportamento mai è diventato notizia. Gerardo Hernandez Nordelo non ebbe assolutamente nulla a che vedere con quello che è successo il 24 febbraio 1996. Lo stesso governo USA, quello di W. Bush, ha riconosciuto di non disporre di prove per sostenere la sua accusa contro Gerardo e chiese, all'ultimo momento, di ritirarla. Lo ha fatto in un documento ufficiale dal titolo "Petizione di emergenza" e che, secondo loro stessi, costituiva un'azione senza precedenti nella storia di quel paese. Il documento, datato 25 maggio 2001, ha più di dieci anni, ma non esiste per coloro che si fanno chiamare "mezzi d'informazione". Dai miei antenati andalusi ho ereditato una certa tendenza all’ostinazione e per questo lo riprendo di volta in volta, perchè i gitani credono anche nell’azzardo. Non si mai. Forse un giorno qualcuno scoprirà che questo documento esiste. La verità è che i Cinque sono completamente innocenti. Questa verità consiste in documenti ufficiali del governo degli Stati Uniti e dei suoi tribunali. Che la loro missione era quella di cercare di scoprire i piani terroristici contro Cuba è a chiare lettere in numerosi scritti, dall'Atto di accusa iniziale formulato contro di loro ed in varie mozioni della procura all'inizio del processo e lungo tutto il suo sviluppo sino alla sentenza che alla fine fu loro imposta. Nel processo di Norimberga un procuratore segnalò che quelli che erano allora sul banco degli imputati non erano i solo colpevoli. Lo erano anche coloro che non li denunciarono, chi sapeva e tacque. L'assenza della questione dei Cinque cubani nei media non riflette l'incapacità professionale dei giornalisti, ma obbedisce ad una decisione politica di porlo sotto silenzio. Il caso è una sfida per coloro che cercano di essere la coscienza critica della società contemporanea.
immagini da internet inserite da amici di Cuba gruppo Italo Calvino Piombino
martedì, 20 settembre 11 00:22
Dichiarazione CTC per i Cinque
![]() Dichiarazione CTC per i Cinque 19.09.11 - www.granma.cu La Centrale dei Lavoratori di Cuba, e i sindacati continueranno a diffondere in ogni angolo la verità sui Cinque, per rompere il muro di silenzio imposto con le campagne mediatiche controllate dall’impero. Sono trascorsi 13 anni di crudele reclusione per Gerardo Hernández Nordelo, René González Sehwerert, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez e Fernando González Llort. Il caso dei nostri Cinque fratelli è un’altra mostra dell’ingiusto sistema giudiziario nordamericano, che ha straziato la vita di persone innocenti con il falso e mai provato argomento di ‘mettere in pericolo la sicurezza nazionale’. Ancora una volta il Governo degli Stati Uniti mostra il suo disprezzo al mondo, approfittando del suo dominio dei grandi media di comunicazione manipolando le informazioni, con un assoluto silenzio o tergiversando la vera storia dei nostri Cinque connazionali, per evitare che nuove voci di giustizia e solidarietà si uniscano al richiamo mondiale che domanda la loro immediata scarcerazione. Anche se è stato provato e determinato che i Cinque non costituivano un pericolo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti da parte del Comitato d’Appello della Corte dell’11º Circuito d’Atlanta, i nostri fratelli sono ancora rinchiusi nelle prigioni di questo paese. Il prossimo 7 ottobre René González uscirà di prigione, dopo aver scontato la sua ingiusta condanna. Il suo avvocato ha chiesto a una giudice federale di Miami che permetta il suo ritorno a Cuba, per far sì che passi qui i tre anni di libertà vigilata, ma i pubblici ministeri si sono opposti ed hanno (NdT. come la giudice) stabilito che René dovrà passare il tempo della libertà vigilata in Florida, ponendo in evidente pericolo la vita di nostro fratello, per l’ambiente di odio e la criminale intolleranza che vi regnano. È vergognoso accusare di terrorismo i nostri fratelli, con la certezza della doppia morale della giustizia dell’impero, perchè Luis Posada Carriles, noto terrorista internazionale senza scrupoli, non è stato consegnato alla giustizia venezuelana che reclama la sua estradizione per processarlo per numerosi crimini, come accade ugualmente con altri, protetti dalla mafia cubano-americana di Miami. La Centrale dei Lavoratori di Cuba e i sindacati continueranno a diffondere in tutti gli angoli la verità sui Cinque, per rompere il muro di silenzio imposto dalle campagne mediatiche controllate dall’impero, e porteremo avanti questa lotta, presentando la nostra causa in ogni tribuna di qualsiasi luogo, per far sì che il mondo alzi la voce ed esiga giustizia ed il ritorno immediato in Patria dei suoi Cinque degni figli. Consiglio Nazionale della CTC 17 settembre del 2011.
venerdì, 16 settembre 11 22:19
Il messaggio dei Cinque a Giustino Di Celmo![]() Il messaggio dei Cinque a Giustino Di Celmo Acela Caner Román Come ogni anno, il 4 settembre, dal 1997, Giustino Di Celmo ritorna nell’Hotel Copacabana, cammina per i suoi saloni, saluta i dipendenti, abbraccia gli amici. Nel lobby, Giustino da un bacio alla sua amano e lo deposita e poi accarezza la targa di bronzo con il viso di Fabio, vittima innocente di un crimine. La famiglia dei Di Celmo, schiacciata dal dolore, non ha mai smesso d’esigere giustizia e di reclamare la fine della azioni di terrorismo contro Cuba. Nel pomeriggio dello stesso giorno, i familiari dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, la direzione dell’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli (ICAP), la segreteria del Partito nel municipio Playa e i lavoratori del Copacabana, hanno colmato le installazioni dell’hotel per rendere omaggio a Fabio Di Celmo e a suo padre, instancabile combattente per la liberazione dei Cinque. Magaly Llort, madre di Fernando González, ha portato una targa di legno con un messaggio firmato da Gerardo Fernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, René González Schwerert, Fernando González Llort e Antonio Guerrero Rodríguez per il padre di Fabio Di Celmo. Con le sue parole, la madre dell’Eroe ha sottolineato che, dagli inizi del movimento per il ritorno dei Cinque, Giustino Di Celmo ha promesso che la sua famiglia avrebbe fatto sua la causa di questi uomini ingiustamente reclusi. E così è stato: il padre di Fabio e il fratello Livio, hanno mantenuto la promessa. Nonostante la sua età avanzata, Giustino realizza molteplici azioni per far sì che tutti conoscano i fatti vincolati all’assassinio di Fabio, come prova indiscutibile dello ‘stato di necessità’ che ha il popolo cubano di cercare informazioni nei gruppuscoli di terroristi per evitare nuovi crimini. Giustino è instancabile. Poi Magaly Llort ha letto il testo Della targa che teneva tra le mani: Per Giustino Di Celmo Con profonda gratitudine per l’appoggio alla nostra lotta per la giustizia Giustino ha ringraziato per questo omaggio. “Nessun dolore può essere più grande che la morte di un figlio e ancora di più quando è provocata da un’azione violenta e crudele”, ha detto molto emozionato. “Fa male pensare a tutte le azioni terroristiche contro Cuba! Fa male pensare che Luis Posada Carriles, assassino provato e confesso della morte di mio figlio e di molteplici altri crimini, cammina libero per le strade di Miami, mentre questi uomini, giovani che lottavano perchè non avvenissero più azioni di terrorismo contro Cuba sono rinchiusi in prigione.” “Io voglio chiedere a tutte le persone di buona volontà che divulghino questa grande verità e che scrivano al presidente degli Stati Uniti, che liberi i Cinque cubani antiterroristi. Loro sono uomini giusti e la giustizia non può essere carcerata. Se il mio Fabio fosse vivo, sò che avrebbe scritto una lettera a Obama reclamando la loro libertà immediata”. Le poesie di Antonio Guerrero, il reclamo di Cintio Vitier per la liberazione dei nostri Cinque fratelli sono giunti nelle voci di Carlos Ruiz de la Tejera e Jesús del Valle (Tatica). María Elena Pena ha cantato ‘Lontano da Genova’ del compositore Manuel Agudín. L’incontro è terminato con la lettura della poesia che Giustino Di Celmo scrisse dopo quel disgraziato giorno in cui il più piccolo dei suoi figli lo lasciò per sempre: A Fabio: mio figlio Stavi ancora/nel ventre di tua madre/e d’allegria/ io ho pianto. Eri un bambino e/per le tue febbri/e le tue cadute/io ho pianto. Eri un giovane e/per il timore e l’angoscia/alle decisioni della vita/ io ho pianto. Da quando la bomba assassina/ha spento la tua giovane vita/ non ho più/lacrime per piangere. (Traduzione Gioia Minuti) mercoledì, 14 settembre 11 22:23
Dopo 13 anni dallâingiusta reclusione far cadere il muro di silenzio è la cosa più importante Liberta per i Cinque, già Dopo 13 anni dall’ingiusta reclusione far cadere il muro di silenzio è la cosa più importante Leandro Maceo Leyva Rappresentazioni delle organizzazioni politiche e di massa del popolo di Cuba hanno assistito ad uno spettacolo artistico - politico e di denuncia per il 13º anniversario dell’ingiusta detenzione dei Cinque. Erano presenti i loro familiari e molti amici a questo incontro convocato dall’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli (ICAP), il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, e la Società Culturale José Martí. Lo spettacolo ha invitato dall’arte, a moltiplicare la solidarietà per ottenere l’immediata liberazione di Gerardo, Antonio, Ramón, René e Fernando. Ricardo Alarcón de Quesada, membro del Burò Politico e presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ha ricordato che in tutti questi anni i Cinque hanno sofferto per un trattamento crudele che è giunto a limiti estremi e disumani, ed ha denunciato il "silenzio totale che impone la tirannia mediatica per spegnere la solidarietà che loro meritano e nascondere la grande verità. Per questo si deve abbattere il muro di silenzio e oggi questa è la cosa più importante”, ha detto. “Il caso dei Cinque è una prova lampante della complicità di Washington con i terroristi", ha affermato ed ha spiegato che l’attuale amministrazione nordamericana dovrà affrontare il dilemma se continuare o meno con l’immorale cinismo dei predecessori. Alarcón ha segnalato che il prossimo 7 ottobre uscirà di prigione René González, dopo aver scontato sino all’ultimo giorno della sua ingiusta detenzione. Hanno assistito allo spettacolo Lázara Mercedes López Acea, membro del Burò Politico e prima segretaria del Partito a L’Avana; José Ramón Balaguer Cabrera, membro della segreteria del Comitato Centrale del Partito; Liudmila Álamo Dueñas, prima segretaria della UJC; Yolanda Ferrer, segretaria generale de la FMC; Bruno Rodríguez Parrilla, ministro degli Esteri; Abel Prieto, ministro di Cultura, Kenia Serrano, presidentessa del ICAP e i membri del Comitato Centrale, Armando Hart e Faure Chomón, tra le molte personalità. (Traduzione Granma Int.)
martedì, 13 settembre 11 19:40
La verità sequestrata di Ricardo Alarcon![]() La verità sequestrata Ricardo Alarcón Il tema che mi è stato assegnato per questo seminario si intitola “Situazione attuale del caso dei nostri Cinque Eroi”. Comincerò dicendo che dal punto di vista giuridico già è terminato il corso normale degli eventi. Assistiamo adesso ad un processo straordinario, il cosiddetto Habeas Corpus, che è un’opportunità che si offre per una sola volta ai condannati dopo che sono passati, senza successo, per tutti i relativi appelli. Se si considerano i precedenti, sono molto remote le possibilità, per questa via, di ottenere la liberazione dei nostri compagni. Tuttavia, diamo questo passo, per due ragioni fondamentali. La prima è una questione di principio : dobbiamo combattere questa battaglia su tutti i terreni possibili, perchè si tratta di cinque innocenti che stanno soffrendo una giusta e crudele prigionia. La seconda ragione, è che soltanto mediante il pronunciamento delle sentenze giuridiche, si è potuto superare, anche se soltanto in parte, la ferrea censura che i grandi mezzi di comunicazione hanno imposto a questo caso. Avrei potuto iniziare questo intervento dicendo che la situazione attuale dei Cinque è la stessa che li caratterizza da tredici anni. Su di loro non si hanno informazioni. Stanno soffrendo un duplice regime carcerario, da parte dei loro carcerieri, ma allo stesso tempo da parte dei giornalisti. La prima riflessione che andrebbe fatta è sulle ragioni di un tale silenzio mediatico. Forse Cuba, la sua Rivoluzione, i suoi problemi, sono temi di scarso interesse per questi mezzi di informazione? Tutti voi sapete che è sicuramente vero il contrario. La nostra Patria ha sempre ricevuto, e continua a ricevere un’attenzione incomparabilmente maggiore rispetto a qualsiasi altro paese del Continente; siamo costantemente posti, giorno e notte, sotto la luce di potenti riflettori, sotto lenti di ingrandimento, con lo scopo di trattare, quasi sempre in maniera distorta, i più diversi aspetti della nostra realtà. Perchè allora, quasi mai nessuno, ha speso una parola su questo caso? Se i Cinque fossero responsabili di qualche crimine, se qualcuno di loro avesse fatto, o soltanto provato a fare qualcosa contro il popolo nordamericano, qualcuno di voi ha forse il minimo dubbio che sarebbero stati oggetto costante della propaganda anticubana? La verità è che i Cinque sono completamente innocenti, e sono letteralmente, senza voler fare alcuna esagerazione, degli eroi che hanno sacrificato le loro vite per salvare le nostre, fornendo una prova di insuperabile altruismo. Non sto facendo un esercizio di retorica. Questa verità è testimoniata dai documenti officiali del Governo degli Stati Uniti e dei suoi tribunali. Il fatto che la loro missione era quella di provare a scoprire i piani terroristi contro Cuba, appare scritto a chiare lettere in numerosi documenti, nell’Atto d’accusa iniziale formulato contro di loro, ed in numerose mozioni degli avvocati dall’apertura del processo e per tutta la sua durata, fino alle sentenze conclusive che furono imputate loro. Che il proposito del Governo nordamericano fosse quello di proteggere i terroristi, anche questo è ben testimoniato in questi documenti e nei ripetuti interventi degli avvocati che sono tutti stati registrati negli atti del tribunale. Il grande problema che ci tocca affrontare, è che l’Impero è riuscito ad impedire che queste informazioni arrivassero alla gente. Il suo successo è stato notevole. Sono riusciti a sequestrare impunemente la verità. Non sto parlando di testi secretati o confidenziali. Mi sto riferendo a documenti che sono stati, e sono tuttora disponibili, per chiunque acceda al sito ufficiale del Tribunale Federale del Sud della Florida e cerchi il caso “Stati Uniti versus Gerardo Hernandez et al.” Ma questo lo fanno solo pochi specialisti o persone particolarmente interessate. La gran parte del pubblico viene a conoscenza di quello che accade nelle aule di tribunale, per la versione che vogliono dare i cosiddetti “mezzi di informazione”. E di questa causa, la più lunga nella storia di un paese, che inoltre può contare su numerosi canali televisivi e altre pubblicazioni dedicate esclusivamente a questioni giuridiche, nulla è stato detto al di fuori della città di Miami. Mi tocca insistere su questo punto. Come vi ho precedentemente detto, siamo in questo momento, alle prese con la presentazione dei ricorsi del Habeas Corpus. Il caso più complicato è quello di Gerardo, al quale mi dedicherò più avanti. Ma esiste un elemento comune a tutti i diversi appelli, che va riferito alla gestione del caso da parte della stampa. Mentre veniva completamente ignorata nel mondo intero, la causa aveva avuto a Miami un’incredibile e stridente copertura da parte dei mezzi di informazione locali, che contribuirono a creare un clima di odio contro gli accusati, minacciando e provocando il giudice, gli avvocati e i testimoni. La stessa giuria aveva protestato più volte contro lo stesso governo, chiedendo che si mettesse fine ad una situazione che chiaramente violava le norme del processo in atto. Questa è una delle principali motivazioni che spinse nel 2005, la Corte d´Appello, a prendere la decisione unanime di annullare quella farsa e d’ esigere un novo processo, una giusta decisione, successivamente revocata per le pressioni del governo di Bush. L´anno successivo, nel 2006, si è saputo che questi “giornalisti” di Miami venivano pagati dal Governo per realizzare il loro spregevole lavoro. Da cinque anni, gruppi della società civile nordamericana, reclamano contro le autorità, affinché rivelino tutto ciò che ancora rimane nascosto circa i bilanci di quest’operazione milionaria – quanto pagarono, a chi pagarono e perchè – nell’ambito di una congiura, la cui scoperta, dovrebbe essere più che sufficiente per dichiarare nullo, e senza valore alcuno, tutto il processo svolto contro i nostri compagni. Nei confronti di Gerardo, è stata mossa un’ulteriore accusa, una calunnia infame, che è la ragione per cui, contro di lui sono già stati emesse due condanne ad ergastolo. Lo hanno accusato di “cospirazione in assassinio di primo grado”. Eppure, qui con me ho questo documento, datato 30 maggio del 2001. Appartiene al Procuratore Generale degli Stati Uniti. Qui viene detto che non erano in grado di provare una tale accusa e per questo fu chiesto che venisse ritirata all’ultimo momento. Nonostante ciò, Gerardo fu dichiarato colpevole d’un crimine che non aveva mai commesso, che era impossibile provare, e questo è il colmo, da parte di coloro che già non lo accusavano più. Ma a che serve un tale documento se nessuno ne parla? Si accusava ingiustamente Gerardo d’aver partecipato a una cosa con cui non aveva avuto assolutamente nulla a che fare : l´abbattimento, nel febbraio del 1996, in acque cubane, di due aerei appartenenti ad un gruppo terrorista che si dedicava sistematicamente a violare il territorio cubano, annunciando e propagandando, senza alcun pudore, ogni loro atto di violazione attraverso i mezzi di informazione di Miami. Indipendentemente dal fatto che questo documento costituisce una prova inconfutabile del fatto che l’accusa formulata fosse insostenibile, c’è un altro dato, molto importante, che ci mostra il grado di prevaricazione delle autorità nordamericane.
Per reclamare la propria giurisdizione nei riguardi dell’incidente, gli Stati Uniti dovevano dimostrare che lo stesso era avvenuto al di fuori del territorio cubano. I radar cubani registrarono l’accaduto all’interno delle acque cubane, in prossimità della capitale, L´Avana. I radar nordamericani al contrario, hanno fornito dati confusi e contraddittori. Le indagini operate dalla Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale (OACI) hanno esplicitamente fatto richiesta delle immagini registrate dai satelliti degli Stati Uniti, ma Washington non ha voluto mostrarle. Durante il processo di Miami, la difesa ha riformulato questa richiesta, ma il governo l’ha nuovamente rifiutata. Ora Gerardo le ha nuovamente reclamate nel suo Habeas Corpus ma Washington, ancora una volta, non ha concesso a nessuno l’accesso a queste immagini. Sono ormai più di quindici anni, che va avanti un continuo e sistematico occultamento di prove, che dimostra una volta in più, il carattere fraudolento delle accuse statunitensi. Ma Washington è riuscita ad ottenere che nessuno ne abbia fatto denuncia, riuscendo in questo modo a continuare ad ingannare i più. L’informazione è una questione chiave per ottenere la libertà di Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort y René Gonzalez Sehwerert. Per vincere questa battaglia, dobbiamo mobilizzare molta gente, milioni di persone, ed essere in grado di spiegare un movimento di solidarietà che sia realmente amplio ed effettivo. Qualsiasi considerazione a riguardo, se ha un minimo d’obiettività, deve riconoscere che siamo ancora molto lontani da questa meta. È provato, che i grandi mezzi d’informazione hanno imposto un silenzio assoluto su questo caso, particolarmente rigoroso negli Stati Uniti, dove l’immensa maggioranza della popolazione lo ignora completamente. La totale assenza di questo tema da tali mezzi di informazione, non è un riflesso dell’incapacità professionale dei giornalisti, ma di un disegno che obbedisce ad istruzioni precise, alla volontà politica d’occultarlo che proviene dai più alti livelli di Washington. Aspettarsi che questi censori cambiano la loro attitudine, è un’illusione senza senso, equivale a volersi ingannare da soli. Denunciare attraverso tali mezzi, più e più volte, è corretto, ma insufficiente perchè per questa via le nostre continue denunce hanno una minima ripercussione. È molto di più, moltissimo di più, quello che possiamo e che dobbiamo fare. Prima di tutto dobbiamo considerare, obiettivamente, il livello raggiunto, oggi giorno, da quella che dobbiamo iniziare a chiamare con il suo vero nome: ‘La tirannia mediatica globale’. Non sto parlando solo di ciò che dicono o non dicono i giornalisti famosi, le grandi catene televisive o le agenzie di stampa che scelgono le notizie da trasmettere in tutto il mondo, ma di tutto questo nello stesso tempo, unificato in un enorme monopolio, che controlla e manipola le informazioni, estendendo il proprio controllo addirittura su chi vuole essere alternativo a questa dittatura globale, includendo perfino i mezzi d’ informazione che si autodefiniscono rivoluzionario alternativi. C’è tanta gente nel mondo che si sforza per poter parlare e poter farsi ascoltare con risorse molto limitate, riuscendo in alcune occasioni a penetrare la muraglia della disinformazione e dell’inganno. Le nostre possibilità sono molto maggiori, quelle delle Università cubane, dei loro professori e dei loro studenti. Facciamo come i bambini de La Colmenita e domandiamoci sinceramente che cosa possiamo fare di più. (Intervento presso l’Università di Scienze Informatiche/ Traduzione Granma Int.)
Un altro articolo che si trova in questo blog porta lo stesso titolo ma sono due pezzi ben distinti.
lunedì, 12 settembre 11 23:15
Cubani antiterroristi compiono 13 anni carcerati negli Stati Uniti
![]() Cubani antiterroristi compiono 13 anni carcerati negli Stati Uniti L'Avana, 12 sett (Prensa Latina) I Cinque cubani antiterroristi carcerati negli Stati Uniti compiono oggi 13 anni di reclusione in carceri di quel paese per allertare attività di organizzazioni violente contro Cuba. Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González sono stati arrestati in settembre del 1998 per le autorità nordamericane ed immediatamente li hanno isolato in celle di punizione per 17 mesi prima del giudizio. Accusati del carico di cospirazione contro gli Stati Uniti, a Gerardo, Ramón ed Antonio, gli è stato addizionata l'accusa di cospirazione per commettere spionaggio, benché non gli occupassero nessun documento classificato. Il caso dei Cinque -come sono conosciuti i lottatori nella campagna internazionale per la sua liberazione - si è portato a giudizio a Miami, ambiente che una corte federale di appelli descriverebbe come un “temporale perfetto” di pregiudizi. Quel processo ha durato più di sei mesi, il più lungo negli Stati Uniti fino a quel momento, e si hanno presentato attestazioni di tre generali ritirati dell'esercito, i quali hanno coinciso in che non esisteva evidenza di spionaggio. Sette mesi dopo all'accusa iniziale gliele è addizionato un nuovo carico a Gerardo Hernández: cospirazione per commettere assassinio, come risultato di una campagna pubblica con l'intenzione di vendicare la maceria da parte della Forza Aerea Cubana di due aerei di turismo di un gruppo estremista nel 1996. Gli aerei di turismo appartenevano ad un'organizzazione che nei 20 mesi anteriori alla maceria aveva penetrato lo spazio aereo cubano 25 volte, oggetto di proteste reiterate di Cuba. Alla fine del giudizio, il governo nordamericano ha riconosciuto per iscritto che era fallito in provare il carico di cospirazione per commettere assassinio imposto a Hernández. Tuttavia, la giuria ha trovato colpevole, tanto a Gerardo come ai suoi compagni, di tutti i carichi dopo essere stati messi sotto un'intensa pressione da parte dei mezzi di stampa locali.
lunedì, 12 settembre 11 23:08
Da oggi la âGiornata di solidarietà con i Cinque
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Da oggi la ‘Giornata di solidarietà con i Cinque La giornata di solidarietà che da oggi inizia in Cuba ha l’obiettivo di reclamare la scarcerazione dei Cinque cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti. Il giornale Joventud Rebelde ha segnalato che sino al 6 ottobre, in tutta l’Isola, i giovani parteciperanno attivamente a un gruppo d’azioni per sostenere la causa di Gerardo Hernández, René González, Fernando González, Ramón Labañino e Antonio Guerrero. Quando si compiono 13 anni d’ingiustizia, i Cinque sono presenti nei distinti spazi di quest’Isola, per la quale hanno sacrificato buona parte della loro vita e sono presenti anche in altri paesi, ha aggiunto la fonte. Le persone solidali, qui e altrove, li faranno uscire dalle loro prigioni a forza d’iniziative con cui si esige dal governo degli Stati Uniti, ancora una volta, la libertà immediata di questi uomini innocenti. Canti, scalate, conversazioni, un tribunale antimperialista, presentazioni di libri ed ogni genere di attività scuoteranno ogni angolo di Cuba, per far sì che il reclamo di libertà giunga sino alla Casa Bianca. L’esposizione di Antonio Guerrero, “Uccelli endemici”, percorrerà tutto il paese in questi giorni, dando l’opportunità unica d’apprezzare la sensibilità di uno dei Cinque antiterroristi, ed inoltre sarà un’occasione per divulgare tutti i dettagli di una troppo lunga ingiustizia. Inoltre oggi, al compiersi di 13 anni di detenzione ingiusta di Gerardo, René, Antonio, Fernando e Ramón, sono stati realizzati mattutini in tutti i centri di lavoro e di studio, guidati dai comitati di base della UJC. Da oggi la battaglia quotidiana per coloro che non avrebbero mai dovuto essere reclusi crescerà e le voci si alzeranno necessariamente sempre più; le organizzazioni degli studenti e i movimenti giovanili, come sempre saranno avanguardia di questi tempi. Gerardo, René, Ramón, Fernando e Tony furono detenuti il 12 settembre del 1998 e condannati dopo un processo manipolato, svolto nella città di Miami, a pene che vanno dai 15 anni a due ergastoli più 15 anni. (Traduzione Granma Int.).
- MIAMI 5
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La SINA gestisce migliaia di dollari per le Dame in Bianco![]() Commissaria dell’ONU viene informata sul caso dei Cinque cubani Ginevra, 9 set (Prensa Latina) La Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navy Pillay, ha ricevuto oggi informazione aggiornata sulla situazione giuridica di cinque lottatori antiterroristi cubani prigionieri politici nelle carceri statunitensi. Il Rappresentante Permanente di Cuba a Ginevra, ambasciatore Rodolfo Reyes, inviò alla signora Pillay una lettera rispetto all'espediente di Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez. I Cinque si trovano nelle carceri nordamericane da 13 anni, dopo un ingiusto processo giudiziale, piagato di violazioni ed arbitri per i loro lavori di prevenzione agli atti terroristici contro il loro paese. Questi ed altri dettagli appaiono nel contenuto della missiva del diplomatico, nella quale si riferì in particolare a Gerardo Hernandez, attualmente in un processo di appello Habeas Corpus. Reyes ha citato l'Opinione No.19/2005 del Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria del Consiglio di diritti umani (CDH) dell'ONU che ha condannato alla detenzione di Antonio, Gerardo, Fernando, Ramon e Renè. Ha inoltre enfatizzato i nuovi elementi del caso conosciuti negli ultimi tempi, come il pagamento del governo statunitense a giornalisti di Miami affinché sviluppassero una campagna propagandistica contro i Cinque. Ugualmente, denunciò il rifiuto dei visti, in più di 10 occasioni, da parte di Washington, che ha ostacolato ad Olga Salanueva ed Adriana Perez di visitare i loro mariti, Renè e Gerardo, rispettivamente. Una copia del documentario “Per favore, che il vero terrorista, si alzi in piedi”, del direttore statunitense Saul Landau, è stato anche consegnato alla Commissaria. Inoltre, Reyes ha spedito alcune lettere a vari titolari dei procedimenti speciali del CDH, tra loro i relatori speciali sull’indipendenza di giudici ed avvocati, Tortura ed altri trattamenti crudeli, ed il Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria. Ig/ft
giovedì, 08 settembre 11 23:28
La verità sequestrata (Il caso dimenticato dei cinque cubani detenuti negli Stati Uniti)![]() La verità sequestrata Il caso dimenticato dei cinque cubani detenuti negli Stati Uniti di Andrea Necciai E’ notizia di qualche settimana che il Dipartimento di Stato USA ha inserito Cuba - per la trentesima volta - nella sua particolare lista nera degli “Stati patrocinatori del terrorismo internazionale”.
Per tutta risposta, le autorità cubane rimandando le accuse al mittente hanno sottolineato a più riprese come il governo degli Stati Uniti, “che storicamente ha praticato il terrorismo di Stato, le esecuzioni extragiudiziali, i sequestri di persona, gli assassini con aerei non pilotati, la tortura e le detenzioni illegali, che ha stabilito carceri segrete, che è responsabile della morte di centinaia di migliaia di civili innocenti come risultato delle sue guerre di occupazione e di conquista in Iraq e in Afghanistan […]”, non possieda la minima autorità morale per giudicare un paese come Cuba, che è stato ripetutamente vittima di aggressioni illegali e che ha sempre seguito un percorso irreprensibile nella lotta al terrorismo internazionale. Da parte nordamericana l’obiettivo (mai dichiarato) è sempre lo stesso: giustificare l’anacronistico blocco economico e le politiche restrittive contro Cuba diffondendo false accuse, come la solita “bufala” del terrorismo internazionale, oppure aggrappandosi a pretesti assurdi nel tentativo di gettare discredito sul governo cubano. Per quest’ultimo, la prova più evidente della doppia morale degli USA è rappresentata dal caso giudiziario dei “Los Cinco”: i cinque informatori cubani condannati per spionaggio e cospirazione, rinchiusi dal 1998 nelle carceri di massima sicurezza dello Zio Sam. L’accusa. Dal 1959, anno dell’insediamento della Revolución, ad oggi Cuba ha subito numerosissimi atti terroristici per mano di gruppi paramilitari eversivi - come “Alpha 66” e “Omega 7” - che operano indisturbati in Florida e che notoriamente sono finanziati dalle lobbies anticastriste e dalla Cia. Nel settembre del 1998, al momento del loro arresto, i cinque agenti dell’intelligence cubana Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labaniño e René Gonzalez stavano operando in territorio statunitense come infiltrati per scoprire i piani contro Cuba, messi a punto dai gruppi anticastristi di stanza a Miami. L’arresto, eseguito dal FBI, avvenne poco tempo dopo l’abbattimento di due velivoli di “Hermanos al rescate” (un’organizzazione eversiva composta da esiliati cubani con base a Miami) da parte dell’aviazione militare cubana. I due aerei, che secondo fonti cubane stavano sorvolando lo spazio aereo dell’isola senza essere autorizzati, poterono essere intercettati grazie alle informazioni passate dai cinque agenti cubani. E per questo il principale accusato, Gerardo Hernandez, è stato giudicato direttamente responsabile dell’abbattimento dei due aerei e condannato a due ergastoli. Il governo degli Stati Uniti accusò prontamente tutti e cinque gli agenti di “spionaggio e cospirazione per conto di una nazione straniera” - in realtà, i capi d’accusa contestati ai cinque furono, in tutto, ben 24 -, mentre quello cubano si difese sostenendo di aver inviato negli Usa i cinque unicamente con l’ordine di infiltrarsi tra le file dei gruppi terroristici anticubani, allo scopo di ottenere informazioni utili circa le loro attività terroristiche. Il giudizio. Il processo contro i Cinque Cubani, cominciato a Miami nell’autunno del 2000, si concluse nel giugno 2001 dopo 7 lunghi mesi di dibattimento. Nelle udienze sono comparsi più di 70 testimoni e sono stati presi in esame più di un centinaio di dossier contenenti trascrizioni e documenti probatori, compresi 15 volumi con le narrazioni dei fatti. Alla fine, la condanna più pesante (due ergastoli) toccò a Gerardo Hernandez; Guerrero e Labaniño ricevettero anche loro l’ergastolo, mentre Fernando e René Gonzalez furono condannati rispettivamente a 19 e a 15 anni. In tutti e cinque i casi fu inflitta la massima pena per quel genere di reati. In seguito alle vibranti proteste giunte non solo da parte cubana ma anche da numerosi ambienti politico-culturali e dell’opinione pubblica internazionale, nell’agosto 2005 l’undicesimo tribunale della Corte d’Appello di Atlanta sospese le condanne, ordinando l’esecuzione di un nuovo processo. Ma appena un anno dopo - a sorpresa - la stessa Corte, sovvertendo la decisione della precedente sentenza, confermò tutte le condanne della Corte di Miami e mise il sigillo finale a questo singolare caso giudiziario, nonostante l’aperta opposizione di due dei suoi membri, i giudici Byrch e Kravitch, secondo i quali “si è trattato di un caso d’eccezione nel quale si doveva imporre un cambio di sede [il trasferimento del processo dalla sede di Miami, ndr], dovuto al pregiudizio latente nella comunità di Miami che rende impossibile la composizione di una giuria imparziale” *. Le conclusioni. In spregio alle garanzie legali sancite dal diritto statunitense e da quello internazionale, i cinque cubani sono stati sottoposti ad un processo iniquo ed imparziale nella città dove impera la mafia d’origine cubana, la stessa che ha avuto buon gioco “nello scatenare una violenta e fallace campagna propagandistica per manipolare l’opinione pubblica di Miami e la giuria del tribunale, cosa che è stata ripetutamente denunciata dagli avvocati della difesa”.** Dalla data del loro arresto sono passati più di dodici anni, e tuttavia i “Cinque Cubani” godono attualmente del sostegno di innumerevoli associazioni e di gruppi di solidarietà in tutto il mondo: tra le personalità più influenti c’è il presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, Miguel D’Escoto, che ha sempre denunciato la loro detenzione come “ingiusta ed illegale”. L’ultima voce levatasi a difesa dei cinque informatori è quella del Senato belga che, in seguito all’infaticabile opera di sensibilizzazione del “Comitato belga per la liberazione dei Cinque”, ha recentemente approvato una risoluzione che esige dal governo statunitense “un intervento immediato per ottenere la scarcerazione dei cinque detenuti cubani”. Note: * es.wikipedia.org/Los cinco cubanos presos en los Estados Unidos. ** www.freeforfive.org/es/thefive. giovedì, 08 settembre 11 10:51
Legislatori ecuadoriani chiedono la libertà dei Cinque Legislatori ecuadoriani chiedono la libertà dei Cinque Quito, 7 set (Prensa Latina) Silvia Salgado membro dell'assemblea ecuadoriana a nome del Gruppo Parlamentare di Amicizia con Cuba, ha chiesto oggi al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, la libertà dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli USA da quasi 13 anni. In una conferenza stampa, il membro dell'assemblea, che è anche presidente della commissione legislativa di Fiscalizzazione e Controllo Politico, è stata accompagnata dall'ambasciatore di Cuba, Jorge Rodriguez, numerosi membri dell'assemblea e dirigenti del Comitato ecuadoriano per la libertà dei Cinque. Salgado ha annunciato la circolazione di un progetto per l’approvazione da parte di tutto il plenum legislativo in domanda della libertà di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez. Ha assicurato che già 60 dei 120 legislatori hanno espresso il loro appoggio al progetto, ed ha affermato che sperano di passare ampiamente dei 63 voti richiesti per la sua approvazione la prossima settimana nel plenum. Ha ricordato alcune delle illegalità nel processo di questi cinque cubani, prigionieri politici dal 1998 per mettere in allerta il loro paese da azioni che forgiano i terroristi di origine cubana da Miami. Ha denunciato davanti a numerosi mezzi di stampa i 17 mesi che i Cinque sono stati in celle di punizione, fermati 33 mesi prima di cominciare il giudizio e la proibizione per due di loro di ricevere visite dalle rispettive mogli, in violazione dei diritti carcerari. L'ambasciatore Rodriguez ha sottolineato il carattere politico di queste cinque ingiustizie, e denunciato la contraddizione degli Stati Uniti che bombardano la Libia ed invadono paesi arabi a nome della lotta contro il terrorismo, mentre mantiene prigionieri a questi Cinque lottatori antiterroristi nel loro stesso paese. Hernan Rivadeneira, presidente del Comitato Ecuadoriano per la libertà dei Cinque, ha annunciato le attività che si realizzeranno nel paese all’interno di una giornata mondiale per mettere fine all'ingiusta prigione. Ig/prl
giovedì, 08 settembre 11 10:31
La situazione attuale degli antiterroristi cubani negli Stati Uniti- Roma reclamata la liberazione.. La situazione attuale degli antiterroristi cubani negli Stati Uniti Yudith Diaz Gazán Richard Klugh, membro del gruppo della difesa dei Cinque cubani antiterroristi prigionieri negli Stati Uniti da 13 anni, ha attualizzato la situazione che vivono oggi i Cinque patrioti. In un’intervista diffusa da Radio Habana Cuba, Klugh ha specificato che uno dei Cinque (come sono conosciuti nelle campagne internazionali per la loro scarcerazione), Gerardo Hernández, ha presentato la sua richiesta di Hábeas Corpus nel mese di marzo sulla base di una nuova prova, ma il governo nordamericano si è opposto alla sua richiesta lo scorso 25 aprile. Gerardo Hernández, con Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, è recluso dal 12 settembre del 1998 per aver avvisato Cuba dei piani sovversivi perpetrati dal sud della Florida contro l’Isola. L’avvocato ha spiegato che il gruppo legale di Hernández ha presentato un’esaustiva replica, memorandum e affidavits addizionali come risposta all’opposizione di Washington alla sua petizione di Hábeas Corpus. Nella sua risposta la difesa stima d’aver risposto agli argomenti esposti dal governo, oltre a presentare un affidavit di Hernández ed un altro, addizionale, del suo precedente avvocato, Paul McKenna, che appoggia gli allegati fondamentali esposti nella richiesta. Klugh sostiene che il gruppo degli avvocati considera d’aver fatto grandi progressi nella presentazione delle prove dell’innocenza dell’antiterrorista cubano e che tutte sono bene argomentate. Rispetto ad Antonio Guerrero, ha detto che anche lui ha presentato una replica alla risposta del governo, nella quale si mette a fuoco l’uso dei dipendenti di Radio e TV Martí pagati per pubblicare testi contro i Cinque durante il processo, che si svolse a Miami. “La replica di Guerrero contiene affidavits che indicano come le evidenze sono apparse gradualmente e dimostra che gli Stati Uniti hanno cercato di pregiudicare i Cinque cubani durante il processo, con la pubblicazione di articoli che incitavano l’ostilità contro di loro. I documenti presentati da Hernández e Guerrero si applicano anche per René González, mentre per Ramón Labañino e Fernando González non è ancora giunto il momento di sollecitare il loro Hábeas Corpus”. “Loro presenteranno le proprie mozioni prossimamente e in queste si presenteranno alcuni degli stessi punti, in appoggio alle richieste”, ha spiegato il membro del gruppo di difesa dei Cinque. Sappiamo che siamo giunti ad un momento in cui le prove sono schiaccianti e dimostrano l’ambiente reale e intenzionalmente ostile creato durante il processo contro i Patrioti cubani. “La mancata ammissione da parte del Governo USA di tutto quello che si fece per avvelenare l’atmosfera contro i Cinque è una violazione fondamentale dei loro diritti”, ha denunciato Klugh. I difensori inoltre sostengono che gli argomenti allegati specificatamente su Gerardo Hernández, stabiliscono la sua innocenza e dimostrano l’ingiustizia delle condanne, perchè si è giunti a un livello convincente di prove, che non può più essere ignorato. (Traduzione Granma Int.)
Roma: reclamata la liberazione immediata dei Cinque patrioti antiterroristi cubani Nell’ambito della Campagna Internazionale “ il 5 per i 5”, attuata con iniziative politico-culturali e di lotta realizzate il 5 di ogni mese per la liberazione dei Cinque agenti dell’antiterrorismo cubani , per questo mese di settembre, in cui ricorrono i 13 anni di infame detenzione negli USA dei 5 agenti cubani dell’antiterrorismo, il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ha deciso di dare forte rilevanza alla propria iniziativa di lotta aderendo allo sciopero generale indetto per il 6 settembre e partecipando attivamente alla manifestazione di Roma dell’UNIONE SINDACALE DI BASE con lo striscione “LIBERATELI”, diffondendo, con i compagni di Nuestra America, Radio Città Aperta e il circolo A. Mella dell’Associazione Italia -Cuba, tra le svariate migliaia di lavoratori, un volantino che illustra le ragioni politiche, giudiziarie e umanitarie dei Cinque ,barbaramente privati della libertà per aver difeso il loro paese dagli attacchi terroristici provenienti e sostenuti dall’imperialismo statunitense. Una giornata di vera solidarietà e lotta che ha unito la battaglia per la difesa del mondo del lavoro sotto attacco del governo Berlusconi e dei potentati dell’Europolo imperialista alla lotta contro l’imperialismo USA per la liberazione immediata dei nostri 5 fratelli cubani. Comitato Italiano Giustizia per i Cinque sabato, 03 settembre 11 10:13
Libertà per i Cinque, ORA! :Una questione cubana di cui la stampa non parla .![]() Libertà per i Cinque, ORA! Una questione cubana di cui la stampa non parla
1.09.11 - Silvia Garcia Tabío, consigliere dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba La Jornada www.cubadebate.cu Nel settembre 1998, Cinque cubani, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González sono stati arrestati a Miami dall'FBI e isolati in celle di punizione per 17 mesi prima che il loro caso fosse portato in tribunale. La loro missione negli Stati Uniti era il monitoraggio delle attività delle organizzazioni terroristiche contro Cuba. Tutti sono stati accusati del nebuloso reato di cospirazione contro gli Stati Uniti. A tre di loro, Gerardo, Ramón e Antonio, fu aggiunta l'accusa di cospirazione per commettere spionaggio. Il governo USA non li ha accusati di spionaggio reale, né ha detto che ciò era avvenuto. Non gli hanno sequestrato nessun documento classificato. Nonostante le forti obiezioni della difesa, il caso fu giudicato in un tribunale di Miami, una comunità che ospita oltre mezzo milione di esiliati cubani con una lunga storia di ostilità verso il governo cubano, ambiente che una corte federale di appello degli Stati Uniti avrebbe poi descritto come una "tempesta perfetta" di pregiudizi che ha impedito la realizzazione di un equo processo. Il processo è durato più di sei mesi, il più lungo, fino ad ora, negli Stati Uniti, e in esso hanno testimoniato tre generali dell'esercito in pensione, un ammiraglio in pensione, l’ex consigliere del presidente Clinton per gli affari cubani, i quali hanno convenuto che non c'erano prove di spionaggio. Sette mesi dopo l’accusa iniziale è stata aggiunta una nuova imputazione contro Gerardo Hernández: cospirazione per commettere omicidio, come conseguenza di una intensa campagna pubblica destinata a vendicare l'abbattimento, da parte della Forza Aerea Cubana, di due aerei di un gruppo anticastrista e la morte dei quattro occupanti, eventi che hanno avuto luogo nel 1996. Gli aerei - appartenenti ad una organizzazione anticastrista - nei 20 mesi precedenti l’abbattimento erano penetrati nello spazio aereo cubano 25 volte, oggetto di ripetute proteste da parte del governo di Cuba. Alla fine del processo, quando il caso stava per essere presentato alla giuria per la sua valutazione, il governo ha riconosciuto, per iscritto, che non era riuscito a dimostrare l'accusa di cospirazione per commettere omicidio imposta contro Gerardo Hernández, sostenendo che "alla luce delle prove presentate al processo, questo costituisce un ostacolo insormontabile per gli Stati Uniti in questo caso e probabilmente porterà al fallimento dell’accusa su questa imputazione". La giuria, invece, ha riconosciuto colpevole, sia Gerardo sia i suoi compagni, di tutte le accuse dopo essere stata messa sotto forte pressione da parte dei media locali. I Cinque sono stati condannati ad un totale di quattro ergastoli più 77 anni, facendo diventare tre di loro le prime persone, negli Stati Uniti, a ricevere l'ergastolo in casi di spionaggio, in cui non vi era alcuna prova di ottenimento e trasmissione di un solo documento segreto. Sono stati confinati in cinque differenti prigioni di massima sicurezza, distanti tra loro e senza alcuna comunicazione tra loro. L'appello è durato 9 anni Il 9 agosto 2005, un panel di tre giudici della Corte d'Appello revoca i verdetti di colpevolezza considerando che non hanno avuto un giusto processo a Miami. Con un'azione che di regola solo si esercita nei casi in cui sono in gioco i principi costituzionali, il governo chiede ai dodici giudici della Corte d'Appello di rivedere la decisione del panel, in una procedura chiamata in banc. Un anno dopo il plenum della Corte revoca, a maggioranza, la sentenza unanime dei tre giudici originali. Il 27 maggio 2005, il Gruppo di Lavoro dell’ONU sulle Detenzione Arbitrarie dopo aver esaminato le argomentazioni presentate tanto dalla famiglia dei Cinque come da parte del governo degli Stati Uniti ha determinato che la loro detenzione era arbitraria e ha esortato Washington ad adottare le misure necessarie per porre rimedio a questa arbitrarietà. Il 2 settembre 2008 la Corte d'Appello d’Atlanta ha ratificato le condanne dei Cinque. Ratificato le sentenze di Gerardo Hernández (2 ergastoli più 15 anni) e René González (15 anni), ed ha annullato le sentenze di Antonio Guerrero (ergastolo più 10 anni), Fernando González (19 anni) e Ramón Labañino (ergastolo più 18 anni), per considerarle non corrette, rinviando nuovamente alla Corte Distrettuale di Miami i casi di questi ultimi tre per essere ri-processati. La Corte ha pienamente riconosciuto che non vi era alcuna prova che avessero ottenuto né trasmesso informazioni segrete o di difesa nazionale nel caso degli accusati di cospirazione per commettere spionaggio. Mesi dopo Antonio era ricondannato a 21 anni e 10 mesi di carcere più 5 anni di libertà vigilata, Fernando a 17 anni e 9 mesi di carcere e Ramon a 30 anni di prigione. Il 15 giugno 2009 la Corte Suprema USA ha annunciato, senza ulteriori spiegazioni, la sua decisione di non rivedere il caso dei Cinque, nonostante i solidi argomenti della difesa per le evidenti e molteplici violazioni legali commesse durante tutto il processo. Hanno anche ignorato l'universale appoggio a questa petizione e ai Cinque, espresso in una cifra di 12 documenti di "amici della Corte" numero che costituisce un fatto senza precedenti poiché rappresenta il maggior numero di amicus che si sia presentato alla Corte Suprema USA per la revisione di un processo penale. Dieci Premi Nobel tra cui il Presidente di Timor Est, José Ramos Horta, Adolfo Perez Esquivel, Rigoberta Menchu, José Saramago, Wole Soyinka, Zhores Alferov, Nadine Gordimer, Günter Grass, Dario Fo e Mairead Maguire; l’intero Senato del Messico , l'Assemblea Nazionale di Panama, Mary Robinson, presidente dell'Irlanda (1992-97) e l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (1997-2002) e l’ ex Direttore Generale dell'UNESCO, Federico Mayor tra altri hanno sottoscritto l'amicus. Dal punto di vista giuridico questo caso ha ora completato il suo corso normale. Ora i cinque sono nel bel mezzo di una procedura straordinaria, chiamata Habeas Corpus, che è un'opportunità che viene offerta, solo una volta, ai condannati dopo aver esaurito, senza successo, tutti i ricorsi d'appello. Nell’ottobre 2010 Amnesty International ha pubblicato un Rapporto sul caso in cui che si conclude: "Se il processo legale di appello non fornirà un adeguato risarcimento, e data la durata delle pene detentive imposte e il tempo già trascorso dai condannati, Amnesty International sosterrà la richiesta che le autorità giudiziarie statunitensi riesamino il caso attraverso il procedimento di indulto o altri mezzi appropriati". ![]() domenica, 28 agosto 11 13:49
Miguel D'Escoto: il caso dei Cinque è un paradigma di ipocrisia antiterrorista degli USA Miguel D'Escoto: il caso dei Cinque è un paradigma di ipocrisia antiterrorista degli USA Managua, 26 ago (Prensa Latina) La reclusione negli Stati Uniti dei Cinque è il caso più emblematico per dimostrare il cinismo e l’ipocrisia dell'impero in quello che si riferisce al terrorismo, ha assicurato oggi il padre Miguel D´Escoto. Per l'ex cancelliere nicaraguense, ci sono prove sufficienti per domostrare che Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, sono state vittime di “un processo imbrogliato, anti-giuridico ed illegale e di una grossolana cospirazione mediatico-giudiziale.” Loro, ha illustrato, sono stati accusati di un delitto inesistente, che non ha una qualifica per la legislazione statunitense né di altri paesi, sotto la supposta figura di “intenzione per appropriarsi di documentazione classificata del governo degli Stati Uniti.” Tuttavia, ha stimato, la verità finirà per imporsi: loro si incaricavano di dare seguito ai piani terroristi dei contro-rivoluzionari cubani a Miami, e per questa ragione sono stati catturati. In altre parole, il governo degli Stati Uniti è responsabile diretto della mostruosità giuridica contro i Cinque, agendo in forma dolosa, occultando la realtà, pretendendo di trasformare un lavoro di solidarietà contro il terrorismo in un caso di spionaggio. L'attuale presidente nordamericano, Barack Obama, senza necessità di andare in nessun tribunale, può correggere immediatamente l'aberrazione giuridica commessa contro i Cinque, ma “tutte le sue promesse elettorali so risultate solo demagogia”, ha detto D´Escoto. In Nicaragua, ha commentato , c'è un proverbio popolare che dice che “ad ogni maiale gli arriva il suo sabato” e questo succederà anche con l'impero, compromesso sempre di più con guerre di aggressione. Li vediamo tutti i giorni, gli attacchi ad Iraq ed Afghanistan ed ora “l'impudica ed assassina aggressione contro la sorella repubblica della Libia”,ha segnalato il religioso. D´Escoto ha dissertato a Managua sul tema in un atto di solidarietà organizzato come parte del IV Incontro Sindacale della Nostra America. Ig/www.cubadebate.cu
venerdì, 26 agosto 11 22:59
Cresce la solidarietà dell'America Centrale con i Cinque cubani
![]() Cresce la solidarietà dell'America Centrale con i Cinque cubani Managua, 25 ago (Prensa Latina) Le organizzazioni di solidarietà con Cuba in America Centrale incrementano la loro partecipazione nella lotta per liberare Cinque antiterroristi di questa nazione antillana incarcerati negli Stati Uniti, ha detto una funzionaria dell’Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP), Katy Paez. In dichiarazioni a Prensa Latina, Katy ha assicurato che gruppi femminili, studenteschi, sindacali, di contadini e religiosi esigono sempre di più la libertà dei Cinque cubani. È una reazione unanime ed in aumento, nella stessa misura che la Casa Bianca mette ostacoli e tenta di tacere l'ingiustizia, osservò la specialista. Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, stanno in prigione dal 1998 per aver allertato Cuba sui piani terroristici organizzati nel della Florida. I gruppi di solidarietà sanno che siamo in un momento speciale nella battaglia per la scarcerazione di questi prigionieri politici, ha osservato Paez. A Gerardo Hernandez, ha illustrato, le autorità statunitensi ostacolano l'accesso a documenti relazionati col suo caso, e fra poco tempo, scade il termine per presentare il ricorso in appello straordinario (Habeas Corpus). Questa opportunità si concede una sola volta ai condannati dopo l'esaurirsi senza successo tutte le risorse legali ed ora tentano di ostacolare questo diritto a Hernandez, condannato a due ergastoli più 15 anni, ha spiegato. Nel caso di Renè Gonzalez, ha precisato, la battaglia fondamentale è ottenere che sia restituito a Cuba una volta dichiarata la sua sentenza il prossimo 7 ottobre. La funzionaria dell'ICAP e la madre di Renè Gonzalez (Irma Sehwerert) sono a Managua per partecipare ad una giornata di solidarietà per i Cinque antiterroristi, come parte dell'IV Incontro Sindacale della Nostra America. Ig/mjm sabato, 20 agosto 11 10:43
Libertà per i 5,già !:Giovani solidali del mondo alzano la voce per la libertà dei 5/ Cresce la...![]() Libertà per i Cinque, Già! Giovani solidali del mondo alzano la voce per la libertà dei Cinque Leandro Maceo Leyva Integranti della 3ª Brigata Internazionale degli Studenti Stranieri, rappresentanti del Comitato Internazionale di Solidarietà con i Cinque e alcuni dei loro familiari, hanno festeggiato il 48º compleanno di Fernando González, uno dei Cinque Eroi cubani reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti per aver difeso la loro Patria dagli artigli del terrorismo perpetrato da questo paese. Giovani solidali con i Cinque hanno festeggiato il 48º compleanno di Fernando. Magalis Llort, madre de Fernando, ha ringraziato per la presenza ‘di questa quantità di giovani’ ed ha letto il messaggio del figlio che le ha confessato: “Mi sento onorato che persone di differente nazionalità si diano appuntamento per festeggiare il mio compleanno”. La madre dell’Eroe ha detto che Fernando ha dichiarato di sentire speranza sapendo che esistono tanti giovani nel mondo che scommettono sulla solidarietà e lottano per la giustizia. Balli, poesie e testimonianze da parte degli studenti di differenti università della capitale cubana hanno completato l’incontro, nel quale è stata reclamata la libertà dei Cinque in molte lingue differenti. I partecipanti, riuniti nell’accampamento internazionale Julio Antonio Mella, nel municipio Caimito, in provincia di Artemisa, hanno ascolta le ultime notizie sull’ingiusto e manipolato processo giudiziario di cui sono stati vittime Fernando, Antonio Guerrero, Ramón Labañino, René González e Gerardo Hernández. Graciela Ramírez, coordinatrice del Comitato Internazionale di Solidarietà ha partecipato all’incontro organizzato dall’ICAP. “Sapere che un tribunale del mio paese non ha operato con giustizia, ci pone come cittadini nella stessa condizione, ossia domani potremmo dover affrontare una situazione simile, potremmo subire la stessa sorte... e quindi è necessario che questo cambi”, ha dichiarato David Lavender, un giovane statunitense. "Noi sappiamo che loro soffrono, perchè abbiamo più di 10.000 compagni reclusi e continuiamo a sostenere questa lotta che è per una causa giusta e sta nelle mani della solidarietà e nell’unità delle nostre forze per ottenerla”, ha affermato Mohamed Abu Srour, rappresentante palestinese.
(Traduzione Gramna Int.) ![]()
Cresce solidarietà mondiale coi Cinque Cubani prigionieri politici negli USA L’Avana, 19 ago (Prensa Latina) In più di un centinaio di nazioni del mondo esistono circa 330 Comitati per la liberazione dei Cinque cubani prigionieri politici negli Stati Uniti da quasi 13 anni, sottomessi a smisurate condanne per contribuire ad evitare azioni terroristiche contro l'Isola, forgiate nella nazione settentrionale, come informa l'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli. Le mobilitazioni dedicate ai Cinque dei gruppi pro-liberazione dei valorosi compatrioti cubani, censurano la difficile situazione alla quale sono sottomessi Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino. Protagonizzato dai bambini, nell'occidentale provincia di Pinar del Rio si sviluppa lo spazio di creatività “gessetti sull’asfalto” che integra la giornata di solidarietà a beneficio della scarcerazione degli eroi. Esigere un'altra volta la liberazione di Renè, Gerardo, Antonio, Fernando e Ramon, è obiettivo delle azioni convocate dall'Unione dei Giovani Comunisti in questo territorio occidentale dell'Isola. La giornata include lo sviluppo di forum dibattito sulla lotta per la pace, il disarmo e la politica guerrafondaia dell'imperialismo nordamericano, percorsi lungo luoghi vincolati alle epopee rivoluzionarie e camminate in posti celebri vincolati al processo di liberazione nazionale. I Cinque sono stati fermati nel 1998 negli Stati Uniti, accusati essenzialmente di cospirazione per spiare, e compiono condanne che vanno da un doppio ergastolo a 15 anni di prigione, dopo un imbrogliato giudizio celebrato a Miami. La sua unica missione in questo paese consisteva in raccogliere informazioni su organizzazioni estremiste di origine cubana radicate nel sud della Florida e con un voluminoso espediente di atti terroristici commessi contro l'Isola, che hanno lasciato migliaia di morti e mutilati.
giovedì, 18 agosto 11 21:21
Cinque eroi cubani :La giustizia giungerà
La giustizia giungerà Ana María Domínguez Cruz Come ogni 18 agosto degli ultimi 12 anni, la lontananza impedisce a Fernando González Llort di festeggiare felicemente il suo compleanno. L’ingiustizia e l’odio del governo nordamericano sono i principali colpevoli del fatto che questo cubano non può condividere un momento così speciale della sua vita con la famiglia, gli amici ed il suo popolo. Le sbarre del carcere di massima sicurezza di Oxford, negli Stati Uniti e quelle mentali che lo circondano bloccano questo diritto, ma non possono bloccare i suoi sogni. Fernando, uno dei Cinque combattenti antiterroristi cubani reclusi nelle prigioni dell’ impero per aver difeso Cuba, sa che migliaia di voci qui in Cuba e in ogni parte del mondo gli fanno gli auguri, oggi 18 agosto, e sarà con tanta forza, allegria e armonia che gli giungeranno come un impulso necessario per continuare, nonostante le violazioni, le arbitrarietà, l’odio, il silenzio e la lontananza. Fernando —come René, Ramón, Gerardo e Antonio— è un uomo straordinario. Sono cubani con uno spirito verticale, che per amore dei loro popolo hanno dato tutto. La giustizia s’imporrà. Oggi non avrà le sue 48 candeline e non potrà esprimere un desiderio, ma lo farà sicuramente quando starà a Cuba con la sua famiglia, con Rosa Aurora e con tutti, perchè la libertà per lui e per i suoi compagni “GIUNGERÀ”! Tanti auguri Fernando!
![]() giovedì, 18 agosto 11 00:19
Esigono di mettere fine al trattamento illegale contro Gerardo-Brasile:libro dedicato ai Cinque![]() Esigono di mettere fine al trattamento illegale contro Gerardo Hernandez L'Avana, 17 ago (Prensa Latina) La Comunità Internazionale esige al governo degli Stati Uniti che metta fine al trattamento illegale ed arbitrario contro Gerardo Hernandez Nordelo, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dal 1998 negli USA. In un comunicato del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque si sollecita l'invio di telegrammi, fax ed e-mail alla Casa Bianca ed ambasciate statunitensi nelle differenti capitali del mondo. Questa settimana scade il termine per la presentazione dell’habeas corpus interposto da Hernandez Nordelo, condannato senza prove a due ergastoli ed a chi Washington segue negando il suo diritto elementare di essere ascoltato davanti alla giustizia, ricorda il Comitato. Il passato 25 aprile, la pubblico ministero Caroline Heck Miller, a nome del governo nordamericano, ha sollecitato al tribunale federale di Miami il rifiuto del suo appello straordinario. Recentemente il Comitato Nazionale “Free the Five” negli USA ha denunciato la manipolazione del processo da parte della Casa Bianca, che ha pagato ad alcuni giornalisti di Miami centinaia di migliaia di dollari affinché demonizzassero i Cinque e predisponessero in anticipo la giuria della loro colpevolezza. Questo costituisce una prevaricazione da parte del governo degli Stati Uniti ed è uno degli argomenti che Gerardo reclama davanti alla giustizia. Pochi giorni fa l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba ha denunciato l'arbitrio degli Stati Uniti contro Gerardo, che è privato dell'accesso ai documenti legali relazionati col suo caso. Ig
Brasile: libro dedicato ai Cinque cubani sarà presentato da Fernando Morais Brasile, 16 ago (Prensa Latina) Dedicato ai Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti, il libro “Gli ultimi soldati della Guerra Fredda” dello scrittore brasiliano Fernando Morais sarà presentato il prossimo 23 agosto a Sao Paulo dalla casa editrice Companhia das Letras. “Organizzazioni criminali internazionali, avventure di cappa e spada, travestimenti perfetti, emissari segreti, conquiste: il nuovo libro di Fernando Morais ha tutti gli elementi di suspence di un romanzo di spionaggio”, dice la nota di presentazione della casa editrice. Tuttavia, la nuova opera di Morais, autore anche del celebre romanzo “Olga”, non contiene una sola goccia di finzione. “A partire della saga della Rete Avispa, un scelto gruppo di agenti segreti cubani che si infiltrarono in organizzazioni anticastriste a Miami, l'autore ci porta all'incredibile mondo di alcuni James Bond tropicali che a differenza dell'agente segreto inglese, si confrontano con una profonda scarsità di risorse - tecniche e finanziarie - ad un lavoro pericoloso e solitario.” La nota sulla copertina del libro aggiunge che “la ragione di questa operazione era raccogliere informazioni col fine di prevenire attacchi terroristici in territorio cubano. In realtà, alcune di queste organizzazioni di Miami, presentate come ‘umanitarie’, partecipano ad attività come inviare malattie esotiche contro le coltivazioni nell'Isola, interferire con le trasmissioni della torre di controllo dell'aeroporto de L'Avana, realizzare attentati con bombe nei migliori hotel del paese e perfino sparare con mitragliatrici contro le navi di passeggeri cubani e turisti stranieri”. “Gli ultimi soldati della Guerra Fredda”, dice la casa editrice, conta l'incredibile avventura di questi agenti cubani di Cuba in territorio statunitense e rivela i tentacoli di una rete terroristica con base nella Florida ed uffici in America Centrale che gode con l'appoggio tacito di congressisti nordamericani e la sottomissione di alcuni membri dei poteri esecutivo e giudiziale in USA”. “Scrivendo una storia piena di avventure degne dei migliori romanzi di spionaggio, Fernando Morais un'altra volta dimostra la forma di fare un giornalismo di qualità, con rigore investigativo, imparzialità ed una narrativa letteraria sofisticata”, dice Companhia das Letras. Fernando Morais è giornalista e lavorò nel Jornal da Tarde, la rivista Veja e molte altre pubblicazioni della stampa brasiliana. Ha ricevuto tre volte il Premio Esso e quattro volte il Premio Aprile di Giornalismo. Pubblicò, con la Companhia das Letras, il suo romanzo più famoso, “Olga”. Ig/CubaDebate
lunedì, 15 agosto 11 20:02
Gloria La Riva: câè ancora molto da fare e dobbiamo fare di più per i Cinque cubani
![]() Gloria La Riva: c’è ancora molto da fare e dobbiamo fare di più per i Cinque cubani L'Avana, 12 ago (Prensa Latina)“Commemorare una data, benché siano trascorsi molti anni, non avrebbe senso se la data che si ricorda non è stata salvaguardata nelle idee e nel cuore del popolo” Fidel Castro in questi ultimi 20 giorni ci sono molti anniversari da ricordare e festeggiare per noi rivoluzionari irriducibili, amanti di Cuba: il 26 luglio, l’attacco alla caserma Moncada e la fondazione negli Stati Uniti del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque cubani, di cui Gloria La Riva è la coordinatrice; il 13 agosto, il compleanno di tre persone che considero come paradigmi emancipatori, Fidel Castro (l’uomo del secolo XX che continua ad illuminarci con la sua sapienza nel secolo XXI), René Gonzalez (un eroe imprigionato che ci ha insegnato con i suoi quattro fratelli che non possiamo arrenderci mai) e Gloria La Riva (lottatrice sociale nordamericana, con un cuore ed una resistenza enorme); il 18 agosto, compleanno di un altro eroe che con i suoi quattro fratelli è parte della storia di Cuba, Fernando Gonzalez. In questa occasione, approfitto per fare gli auguri a tutti i festeggiati e per ricordare un chiacchierata molto interessante che ho fatto con Gloria La Riva, l’ultima volta che è stata a Cuba, agli inizi del mese di maggio. Lei ha partecipato in molte attività, anche se la più importante, secondo me, è stata quella del 2 maggio, dove le è stata consegnata la Medaglia dell’Amicizia, concessa dal Consiglio di Stato, su proposta dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli. E come non riconoscere ufficialmente il lavoro incessante per Cuba di questa donna? Gloria è molto sensibile e modesta e sull’argomento, sorridendo, mi dice che è lei la riconoscente, per la generosità della popolazione della maggiore delle Antille, “se non fosse per il popolo cubano non avremmo potuto imparare come si lotta per la giustizia con tanta Resistenza, fino alla vittoria”. C’è un argomento che a Gloria interessa molto sottolineare, ed è la recente pubblicazione di 2200 pagine che comprovano che il processo dei Cinque cubani si è svolto in un ambiente totalmente ostile, dentro “una tempesta perfetta”, creata dal governo nordamericano per poter condannare 5 innocenti. “Quando noi del Comitato Nazionale riusciamo a raccontare agli statunitensi quello che è accaduto in Miami durante il processo dei Cinque, il popolo si arrabbia e rifiuta totalmente il fatto che al sistema nordamericano non abbia mai interessato la giustizia e l’innocenza, che abbia permesso che una minoranza fascista potesse manipolare, spaventare e minacciare la corte”. Questa minoranza fascista di Miami, che pubblicamente appoggia la collocazione di bombe a L’Avana per danneggiare il turismo in Cuba sono un gruppo di giornalisti de El Nuevo Herald, Diario Las Americas, Radio e Televisione Martì, che pagati dal Buró de Gobernadores de Transmisiones (BBG) e dalla sua Oficina de Transmisiones hacia Cuba (OCB), durante il processo dei Cinque hanno creato un ambiente totalmente ostile agli imputati, pubblicando spazzatura giornalistica, fantastica ed esagerata su di loro. Il BBG è stato creato dopo la seconda guerra mondiale per amministrare il presupposto dell’agenzie di informazione statunitensi, che si dedicavano e si dedicano a destabilizzare governi progressisti e socialisti: chi dirige questi uffici è la segretaria di stato in persona, Hillary Clinton. Radio e Tele Martì fanno parte di queste agenzie di informazione, sono state create sotto il governo di Reagan con sede a Washington e spostate poi a Miami nel 1997: sono parte della diplomazia pubblica del governo nordamericano, quella che contrattò in grande segreto i supposti giornalisti indipendenti affinché attaccassero i Cinque cubani. Il Comitato Nazionale è da tempo che in nome della trasparenza sull’utilizzo dei soldi dei contribuenti, si appellava al Freedom Of Informacion Act (FOIA) per conoscere quali giornalisti di Miami erano stati pagati dagli uffici di governo e quanto avevano incassato per spargere il terrore contro i Cinque. Solo ultimamente, grazie anche all’appoggio dell’Organizzazione legale dei diritti civili, la Società per la Fondazione della Giustizia Civile ed il giornale Liberacion, gli uffici statali hanno deciso di dare via libera alla pubblicazione delle prove che sono stati pagati più di 25 giornalisti con decine di migliaia di milioni di dollari. “Questa scoperta è stata molto importante perché ha permesso di offrire un argomento forte per appellare ed esigere l’immediata libertà dei cubani, o almeno richiedere l’annullamento del processo dei Cinque, che non sono stati giudicati in un ambiente giusto ed imparziale. Oltretutto, secondo la legge che regola la diplomazia pubblica negli USA, è vietato da parte del governo finanziare attività che hanno come fine la destabilizzazione di governi stranieri”, mi dice Gloria animandosi. “Ad esempio, nell’affidavit di Gerardo Hernandez, lui dichiara che non c’entrava nulla con l’abbattimento degli aerei del gruppo terroristico Hermanos al Rescate, in quel momento si trovava a Miami. E proprio per questo, Gerardo esige che si cancelli l’imputazione 3, cioè la cospirazione per commettere un assassinato”. Gloria mi ricorda che Gerardo non aveva presentato prima questo appello perché non conosceva la possibilità di scindere le diverse accuse della sentenza, il suo avvocato di ufficio non lo aveva avvisato; e comunque forse non c’erano neanche le condizioni attuali, dove lo stato nordamericano è ulteriormente sotto pressione dalla scoperta di questi pagamenti illeciti ai giornalisti resi pubblici. “Un ulteriore passo potrebbe essere la celebrazione di un’udienza per esporre tutte le prove di nuovo, ascoltare nuove testimonianze e poi decidere il da farsi con gli appelli presentati che richiedono l’annullamento del processo. Gerardo infatti non è l’unico a richiedere un appello, lo seguiranno anche gli altri e quello di Antonio Guerrero è già stato consegnato”. “Voglio mettere in chiaro che nel caso peggiore che non accettino l’appello non dobbiamo scoraggiarci, la lotta continuerà in tutte le parti del mondo. E la lotta della solidarietà resta fondamentale ed indispensabile, non dobbiamo sottovalutare nessun possibile cammino per la libertà dei Cinque, infatti anche la soluzione politica non è assolutamente da scartare. Il lavoro importantissimo da svolgere negli USA è la denuncia dei pagamenti illeciti ai giornalisti, dobbiamo fare di tutto per rompere il muro di silenzio e far comprendere al popolo come i mass media possono pregiudicare il giusto svolgimento dei processi legali”, continua Gloria. “Io mi appassiono molto, troppo quando parlo dei Cinque cubani perché sento come se il mio cuore fosse richiuso in una cella con loro, non riesco ad immaginare quasi 13 anni stando sequestrata in una carcere senza quasi potere vedere la mia famiglia, gli alberi, gli uccelli, la natura, senza potere percepire un alito di vento sulla pelle; immedesimandomi nelle loro condizioni sento come un’esigenza irrinunciabile il fatto di investire tutto il tempo che ho per reclamare la loro liberazione”, conclude Gloria. Ed io, apportando il mio granello di arena alla lotta, voglio desiderare con tutta me stessa e dedicare tutte le mie forze affinché il regalo per il prossimo compleanno di Gloria e del Comandante in Capo siano finalmente cinque abbracci reali dei miei Cinque fratelli prigionieri politici dell’impero e non più solo il loro grande amore virtuale che sanno trasmetterci periodicamente nei loro messaggi di Resistenza infinita. Ida Garberi giovedì, 11 agosto 11 20:40
Libertà per i Cinque, già ! Scoperta lâoperazione di propaganda finanziata da Washington Libertà per i Cinque, già! Scoperta l’operazione di propaganda finanziata da Washington Documenti ottenuti attraverso una petizione della Legge di Libertà d’Informazione (FOIA), dimostrano il vincolo esistente tra i giornalisti pagati dal Governo degli Stati Uniti e l’aggressiva campagna di menzogne contro i Cinque durante il loro processo manipolato, ha informato PL . Più di 2000 pagine di contratti tra giornalisti di Miami e di Radio e Tv Martí sono state ottenute grazie ad una domanda formulata dal Comitato Nazionale statunitense per la Libertà dei Cinque cubani, dalla Fondazione dell’Associazione per la Giustizia civile (PCJF) e dal quotidiano Liberation. Fatture dei pagamenti del governo statunitense riportano i nomi di giornalisti di The Miami Herald, El Nuevo Herald, Diario Las Américas, e di emittenti di radio e televisione di Miami, quando le autorità nordamericane giudicavano i cubani. I documenti dimostrano che durante il processo, il governo degli USA attraverso la sua agenzia ufficiale, il Burò dei Governatori delle Trasmissioni, (BBG), pagava segretamente i migliori giornalisti di Miami che saturavano i media con articoli altamente provocatori e pieni di pregiudizi sui Cinque, aggiunge il sito Cubaminrex. La nota dell’organizzazione solidale statunitense, dice che sono pendenti nuovi appelli al governo da parte del Comitato Nazionale statunitense per la Libertà dei Cinque cubani e dalla Fondazione PCJF, per ottenere altri documenti e poter esporre la politica illegale di Washington. Un esempio mostrato pubblicamente nel sito digitale ‘reportersforHire.org’ è quello di Enrique Encinosa, che ha difeso gli attacchi con le bombe perpetrati contro gli alberghi di Cuba. Encinosa era stato assunto dal Governo degli USA mentre lavorava come ‘direttore indipendente’ di notizie in una stazione radio in lingua spagnola ultra reazionaria di Miami. In accordo con la nota, Encinosa ha anche dichiarato in un’intervista radiofonica in Internet d’essere stato coinvolto nei gruppi paramilitari contro la Rivoluzione cubana ed ha ricevuto, ha detto il FOIA, circa 10400 dollari per presentare un programma settimanale in Radio Martí dal 1º ottobre del 2000 sino al 30 settembre del 2001, quando si svolgeva il processo contro i Cinque, che durò dal 27 novembre del 2000 al 8 giugno del 2001. Le presenza dei giornalisti di Miami -che pretendevano di farsi passare come reporter della stampa indipendente - nelle fatture dei pagamenti da parte del Governo degli Stati Uniti, è una prova ulteriore dell’ingiusta condanna dei Cinque che non solo sono stati vittime d’una accusa per cause politiche, ma anche di un’operazione di propaganda realizzata dallo stesso governo di Washington. (Traduzione Granma Int.)
martedì, 09 agosto 11 19:57
Venezuela:Comunisti in tribuna antimperialista per i 5-Perù: Sit in per i 5 davanti ambasciata USA.![]() Comunisti venezuelani in tribuna antimperialista per i Cinque Juana Carrasco Martín - inviata speciale di Granma CARACAS: Per tutto il pomeriggio di sabato 6, centinaia di venezuelani si sono dati appuntamento in Piazza Bolívar, per condannare la politica imperialista che continua a tenere imprigionati combattenti rivoluzionari, come i Cinque patrioti cubani Gerardo, Ramón, René, Antonio y Fernando, segregati nelle carceri statunitensi da più di 12 anni, e come le migliaia di uomini e donne del popolo palestinese imprigionati nelle carceri israeliane. Nella giornata di lotta e canto, organizzata come Tribuna Antimperialista dal Partito Comunista del Venezuela, all’interno dei lavori del suo XIV Congresso, in associazione con il Movimento di Amicizia e Solidarietà Mutua Venezuela-Cuba, è stato possibile ascoltare la voce dei combattenti storici del popolo venezuelano come il capitano della marina, ora ritiratosi, Víctor Hugo Morales. Hanno preso la parola anche gli ambasciatori di Vietnam e Siria, e vari delegati internazionali al Congresso dei comunisti venezuelani, in rappresentanza di Spagna, Portogallo, Grecia e Colombia, così come Rosalinda Chanagá, rappresentante del movimento di solidarietà. Il consigliere dell’Ambasciata cubana in Venezuela, Jorge Ferrera, ha espresso il ringraziamento in nome di Cuba, per le parole di solidarietà con i Cinque e la Rivoluzione, evidenziando l’importanza storica dell’evento per i comunisti venezuelani, in virtù del carattere unitario espresso al momento di proclamare la candidatura di Hugo Chávez Frías como loro candidato alle elezioni presidenziali del 2012 e della decisione di entrare a far parte della coalizione del Polo Patriottico con la volontà di lottare per il consolidamento della Rivoluzione Bolivariana. I deputati all’Assemblea Nazionale Braulio Álvarez, distaccato dirigente della lotta campesina, Yul Jbour y Ramón Méndez, legislatori dello stato di Guárico, e Jesús Farías, eletto in uno dei più popolosi quartieri del centro di Caracas, erano presenti all’iniziativa popolare, con la quale sono state raccolte numerosissime firme per esigere la liberazione dei Cinque da parte del governo degli Stati Uniti. Il XIV Congresso del PCV, si è aperto giovedì scorso alla presenza di 526 delegati nazionali e 43 rappresentanti di 31 organizzazioni provenienti da 28 paesi diversi, con l’obiettivo di attualizzare il programma politico e lo statuto, e la prima giornata dei lavori ha visto la partecipazione telefonica del presidente Chávez, che ha salutato la platea ¨Gallo Rosso¨, alleato politico del PSUV nella lotta per il rafforzamento della Rivoluzione Bolivariana. (Traduzione Granma Int.)
Libertà dei Cinque cubani reclamata davanti all'ambasciata USA in Perù Lima, 8 ago (Prensa Latina) Una combattiva e pacifica manifestazione ha reclamato davanti all'Ambasciata degli Stati Uniti in Perù la libertà dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti. La mobilitazione è stata considerata un successo dagli organizzatori, dai membri del Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque, dal loro braccio giovanile e del Nucleo di Intellettuali per i Cinque. La protesta iha incluso manifestazioni culturali in omaggio ai Cinque cubani incarcerati da quasi 13 anni per raccogliere informazioni sulla preparazione di attentati terroristi contro l'isola. Ci sono state canzoni e poemi di Antonio Guerrero, uno dei prigionieri, e sono state lanciate al cielo colombe con messaggi solidali, mentre cinque giovani camminavano con maschere dei visi dei carcerati Renè, Fernando, Ramon, Antonio e Gerardo. Un forte dispositivo di sicurezza ha circondanto l'ambasciata statunitense ed ha osservato permanentemente l'attività, senza che si registrassero incidenti. Tra i partecipanti va sottolineata la presenza del poeta Hildebrando Perez, Premio Casa de Las Americas, e la presidentessa del Comitato Giovanile di Solidarietà coi Cinque, Cynthia Fernandez Hanno partecipato poeti, pittori, giornalisti, maestri universitari ed altre personalità che sottoscrivono la causa della libertà dei Cinque cubani. Il presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque, Gustavo Espinoza, ha detto che l'entusiasmo della marcia ed il suo successo sono il riflesso dello scenario che comincia ad imperare nella nostra patria. Ig/mrs
lunedì, 08 agosto 11 18:23
Libertà per i Cinque,già ! Italia:la Solidarietà con i 5 antiterroristi cubani non va in vacanza![]() Libertà per i Cinque, già! Italia: la Solidarietà con i Cinque antiterroristi cubani non va in vacanza Nell'ambito della campagna internazionale, il 5 di ogni mese per i Cinque, lanciata dal Comitato Internazionale per la Liberazione dei Cinque cubani ingiustamente detenuti da 13 anni nelle prigioni degli Stati Uniti, nel Pontile di Ostia, località balneare della capitale italiana,militanti dei circoli di Roma dell'Ass.ne Nazionale di Amicizia Italia-Cuba e militanti dell'Ass.ne Rivista Nuestra America e del Comitato Italiano Giustiza per i Cinque, hanno dato luogo ad un volantinaggio chiedendo la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri nei penitenziari degli USA. Con questa azione in un'altro punto focale della capitale italiana, i militanti del movimento per la liberazione dei Cinque cubani, hanno voluto ricordare alla cittadinanza romana l'importanza di rompere il muro di silenzio che circonda questo caso e che realmente si può fare giustizia, però non quella che impone il governo di Washington
sabato, 06 agosto 11 11:04
Dal Belgio e dal Mali chiedono la liberazione dei Cinque cubani![]() Dal Belgio e dal Mali chiedono la liberazione dei Cinque cubani L'Avana, 4 ago (Prensa Latina) La Commissione di Relazioni Esterne e di Difesa del Senato del Belgio e l'Assemblea Nazionale del Mali hanno chiesto a Washington la liberazione immediata dei Cinque cubani prigionieri politici negli Stati Uniti. Nelle due risoluzioni, consegnate oggi alla stampa dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba, le parti protestano contro la detenzione arbitraria alla quale sono sottomessi Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero e Ramon Labañino. I Cinque rimangono imprigionati da quasi tredici anni per mettere in allerta su piani sovversivi forgiati contro il loro paese dal sud della Florida. Il Senato belga ha spiegato che i lottatori soffrono pene severe, a causa di un processo che è stato aspramente criticato da Amnesty International, il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite e numerose organizzazioni non governative. L'Assemblea Nazionale del Mali ha inviato al Parlamento cubano il suo appoggio alla causa, in un testo firmato dal presidente di detto organo legislativo, Dioncounda Traoré. Nella nota si fa un appello al governo del Mali per esprimere il suo appoggio alla lotta di Cuba davanti alla necessità di porre fine alla reclusione dei Cinque. Esigono al mandatario statunitense, Barack Obama, di fare uso delle sue facoltà costituzionali e disporre la scarcerazione degli antiterroristi cubani. Ig/ydg
giovedì, 04 agosto 11 18:15
Giuristi dell'India si pronunciarono a beneficio dei Cinque cubani
Giuristi dell'India si pronunciarono a beneficio dei Cinque cubani L'Avana, 3 ago (Prensa Latina) L'Unione di Avvocati dell'India si è pronunciato per la scarcerazione dei Cinque Eroi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti da quasi 13 anni. Questa istituzione ha scritto una lettera aperta al Presidente statunitense Barack Obama, nella quale chiedono faccia uso dei suoi poteri per liberare questi patrioti, missiva che è stata consegnata a Rigoberto Zarza, funzionario dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP). Un'importante rappresentazione di questa organizzazione che raggruppa a oltre 40 mila avvocati del vasto paese asiatico, ha assistito ad un atto di solidarietà con la Maggiore delle Antille, recensisce il sito digitale del Ministero degli Affari Esteri dell'Isola, www.cubaminrex.cu. Nel testo, gli avvocati ricordano ad Obama che la reclusione dei Cinque contraddice l'osservanza dei diritti umani negli Stati Uniti, oltre alla promessa di miglioramento delle relazioni con Cuba, realizzata durante la sua campagna elettorale. I firmatari hanno chiesto, in forma diretta, l'immediata liberazione dei patrioti “nell'interesse dell'umanità e della giustizia.” Vari avvocati hanno fatto uso della parola per rinforzare questo messaggio, così come per testimoniare il loro appoggio alla lotta e resistenza del popolo cubano ed evidenziare il loro continuato appoggio e solidarietà con la Patria di Josè Martì. IG
mercoledì, 03 agosto 11 09:53
Accordo dellâAssemblea Nazionale poder popular sui Cinque
![]() Accordo dell’Assemblea Nazionale sui Cinque Si esige che le autorità nordamericane pongano fine immediatamente al trattamento ingiusto ed illegale contro Gerardo Hernández Nordelo L’estate per molti è tempo di vacanze, ma senza dubbio dobbiamo intensificare anche adesso un lavoro sistematico e conseguente per mettere in pratica gli accordi del VI Congresso del Partito e le decisioni di questa Assemblea e del Governo, per attualizzare e perfezionare. Ugualmente dobbiamo portare ad un livello superiore la lotta per la liberazione di Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González. È l’ora di moltiplicare senza riposo le azioni per demolire il muro di silenzio che permette a Washington di perpetuare l’ingiustizia. Dobbiamo esigere che consegnino le informazioni che nascondono sulla congiura dei detti giornalisti di Miami, che calunniarono i nostri compagni e inoltre provocarono e minacciarono i membri del Tribunale, nonostante le proteste della stessa giudice; dobbiamo esigere che si mostrino le immagini del satellite tenute nascoste da 15 anni, sicuramente perchè celano la menzogna nordamericana sull’ubicazione dell’incidente del 24 febbraio del 1996. Dobbiamo reclamare un’altra volta che i detti mezzi d’informazione eliminino la censura che hanno imposto al documento in cui Washington ammetteva, dieci anni fa, che le era impossibile sostenere la sua principale accusa contro Gerardo. Le prossime settimane saranno decisive per la conclusione del processo di Habeas Corpus di Gerardo e com’è avvenuto in occasioni precedenti, lui affronta nuovi e gravi ostacoli che si aggregano alla sua difficilissima situazione carceraria e che costituiscono una chiara violazione dei suoi diritti e delle stesse norme nordamericane. In questa tappa cruciale gli sono state create difficoltà addizionali per la comunicazione con i suoi avvocati e con i funzionari consolari cubani; hanno ristretto e impediscono l’accesso alla corrispondenza, anche quella di carattere legale relazionata al suo caso. L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare esige che le autorità nordamericane pongano fine immediatamente al trattamento ingiusto ed illegale contro Gerardo Hernández Nordelo e richiama alla più ampia solidarietà tutti i parlamentari e le persone oneste per conseguire la libertà dei Cinque patrioti cubani ed il loro ritorno, immediato e senza condizioni, in Patria. Impegniamoci in questa lotta senza perdere un solo giorno! Hasta la victoria, sempre! L’Avana, 1º agosto del 2011 Assemblea Nazionale del Potere Popolare. (Traduzione Granma Int)
domenica, 31 luglio 11 18:21
La libertà vigilata sarà un pericolo per René![]() La libertà vigilata sarà un pericolo per René www.granma.cu Irma Sehwerert, madre dell’antiterrorista cubano recluso negli Stati Uniti, René González, ha espresso la sua preoccupazione per la probabile libertà vigilata di suo figlio a Miami, una volta scontata la condanna negli USA. “René correrà un maggior pericolo per le strade di Miami che nel carcere”, ha detto sua madre durante una conversazione con i membri della 22ª Carovana d’ Amicizia Stati Uniti-Cuba, che si trova nell’Isola. “Immagínatevi René per tre anni a Miami. Non staremmo tranquilli neanche un minuto”, ha dichiarato riferendosi alla situazione legale di uno dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici dell’impero dal 1998. “Per questo la sua libertà dopo 15 anni di reclusione, è una preoccupazione per i cubani”, ha detto ancora Irma, che ha segnalato gli sforzi degli avvocati per far sì che suo figlio ritorni in Cuba quando uscirà di prigione. “Se non sarà così v’informeremo, ha detto ai carovanisti, per vedere quali azioni si potranno organizzare per proteggerlo”, ha precisato parlando in compagnia di altri tre familiari dei Cinque, come sono conosciuti nella campagna internazionale per la loro liberazione. “Noi speriamo che torni per unirsi alla battaglia per la liberazione dei suoi quattro fratelli, perchè là a Miami ben poco potrebbe fare per loro!”, ha aggiunto. I dirigenti della Carovana hanno conversato a lungo, riuniti con Irma e altri tre parenti stretti di Ramón Labañino e Fernando González, che con Gerardo Hernández e Antonio Guerrero scontano condanne assurdamente pesanti che comprendono due ergastoli. I familiari dei Cinque hanno ringraziato il gruppo dei visitatori per la divulgazione della causa di René, Ramón, Fernando, Gerardo e Antonio tra lo stesso popolo degli Stati Uniti. “Voi siete una speranza, perchè portate poco a poco la verità a questo popolo”, ha segnalato Irma, che ha espresso parole d’elogio per Lucius Walker, il leader delle Carovane che iniziarono nel 1992, per combattere l’illegittimo blocco di Washington contro L’Avana.
domenica, 24 luglio 11 18:21
Sindacalisti appoggiano i Cinque cubani incarcerati negli USA![]() Sindacalisti appoggiano i Cinque cubani incarcerati negli USA Washington, 22 lug (Prensa Latina) Rappresentanti del movimento sindacale degli Stati Uniti e del Regno Unito si riuniranno nella città californiana di Los Angeles, in solidarietà con la causa dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri in questo paese. L'evento coinciderà col compleanno di Renè Gonzalez, uno di questi lottatori, il prossimo 13 agosto, secondo un comunicato del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque. Nell'incontro parteciperanno, tra gli altri, Tony Woodley, ex presidente di “Unite”, il gruppo operaio del Regno Uniti e leader del movimento di appoggio ai Cinque nei sindacati britannici. Inoltre, Cristina R. Vazquez, di Lavoratori Uniti e membro della Giunta Direttiva degli Stati della Regione Occidentale, ed Alicia Jrapko, coordinatrice del Comitato in territorio statunitense. Durante l'incontro rimarrà aperta al pubblico una mostra di caricature politiche di Gerardo Hernandez, condannato a due ergastoli più 15 anni. “Umorismo dalla Reclusione”, è il nome dell'esposizione che ha percorso già altre città statunitensi. Si proietterà anche un video dell'attore Danny Glover sui Cinque, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez. Loro sono figli, mariti, fratelli, poeti, piloti, laureati universitari ed artisti. Per 11 milioni di cubani, loro sono considerati Eroi, afferma la nota del gruppo solidale. Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè sono stati arrestati il 12 settembre 1998 a Miami. La loro missione era infiltrare e monitorare le attività di gruppi violenti dentro l'esilio responsabili della morte di circa tre mila 500 cubani dal 1959, ricorda il Comitato. Ig/dfm
venerdì, 22 luglio 11 21:27
A New York intensificata la solidarietà con i Cinque cubani![]() A New York intensificata la solidarietà con i Cinque cubani Pinar del Rio, Cuba, 21 lug (Prensa Latina) Il coordinatore a New York di un progetto per la liberazione dei Cinque cubani, Benjamin Ramos, ha assicurato oggi che nel suo paese si intensifica la solidarietà con questa causa, appoggiata in vari continenti. Il popolo di Cuba deve sapere che non è solo nella lotta per il ritorno di Antonio Guerriero, Ramon Labañino, Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez e Fernando Gonzalez, imprigionati da settembre del 1998 negli Stati Uniti, sottolineò in dichiarazioni a Prensa Latina. Spiegò che a New York si ampliano le campagne per esigere la libertà dei Cinque, che prevennero il popolo cubano di piani violenti forgiati contro di lui da Miami. Il programma che coordina Ramos, creato circa sei anni fa, si sostenta nell'educazione popolare mediante l'ampliamento delle azioni di divulgazione in comunità, sindacati, chiese e scuole di questo stato, nel quale convergono cittadini di differenti nazionalità. Ogni volta sommammo più persone a questo impegno, le iniziative crescono, sono ottimista ma non soddisfatto, rimane ancora molto da fare, enfatizzò. Commentò che il bloqueo contro Cuba imposto dagli Stati Uniti durante quasi mezzo secolo, abbraccia anche i mezzi di comunicazione, per questa ragione -aggiunse - molti ignorano ancora quello che succede coi Cinque e gli sforzi per ottenere la loro libertà. La verità del caso non è entrata in tutte le case degli USA, perché è ignorata od omessa dalla stampa, ha detto deluso. Il giovane, integrante della brigata di solidarietà Venceremos, manifestò che il progetto pretende di fortificare l’appoggio a Ramon, Renè, Antonio, Fernando e Gerardo dalla propria radice della società. Ogni visita a Cuba risulta ispiratrice ed essenziale per continuare le azioni di fratellanza ed avvicinamento tra i due paesi, a questa idea si sommano uomini e donne di differenti tendenze politiche amanti della giustizia ed alleati di Cuba, affermò. I 37 membri del contingente arrivarono questo giovedì a Pinar del Rios, dove dialogheranno con studenti e lavoratori in centri educativi e della salute. Qui conosceranno gli sviluppi del territorio in entrambi i settori e dettagli del mondo del tabacco in un percorso per la principale industria del sigaro in questa provincia occidentale. Nella sede del governo provinciale, i brigatisti riceverono una conferenza sulle caratteristiche della regione, colpita frequentemente dagli uragani. Ig/ap
lunedì, 18 luglio 11 19:43
5 eroi cubani:âUna nuova visita a Gerardoâ/Europa:cresce campagna per la libertà dei 5........
Cinque eroi cubani :”Una nuova visita a Gerardo” 6:50 L’aereo parte dall’aeroporto di Oakland, California. 8:05 L’aereo atterra ad Ontario, in California; aspettiamo l’autobus del noleggio e la macchina noleggiata per il viaggio a nordest verso Las Vegas. (Come spiegare in un altro modo tutto il traffico d’una domenica mattina?) 9:30 Scendiamo dall’auto noleggiata con l’aria condizionata, sotto il sole rovente del deserto di Mojave, il paesaggio del complesso correzionale degli USA di Victorville, in California. La guardia all’entrata ci consegna dei formulari; dobbiamo riempirli e aspettare con varie donne nella sala d’attesa. Manca un cartello nella sala di metallo grigio: “ Senza amicizia.” 10:30. Saul domanda alla guardia dell’entrata quanto dovremo aspettare ancora. Stanno contando i prigionieri, risponde. 11:30 Una guardia dice il nostro numero. Passiamo per il detector dei metalli e il controllo personale Una guardia ci timbra un avambraccio. Ci permettono di portare in tasca solo monete da 25 centesimi e nient’altro, perchè le macchine con i cibi schifosi nella sala delle visite accettano solo queste monete.
Una porta senza maniglia si apre. Danny, Saul e cinque donne entrano in un’altra stanza. Una guardia invisibile dentro un ufficio, separato da uno spesso vetro, chiude elettronicamente la pesante porta di metallo. Un’altra guardia passa uno strumento a luce ultravioletta sul timbro invisibile dei nostri avambracci. Aspettiamo. Alcuni momenti dopo la guardia invisibile apre un’altra solida porta di metallo. I visitatori stanno in piedi in un nudo corridoio all’aria aperta, tra bunkers di cemento grigio e sufficiente filo spinato per chiudere le frontiere nazionali. Il sole del deserto, bollente, ci fa notare l’ambiente e il contrasto tra quello che l’architetto della prigione ha fatto e il paesaggio nel quale sono stati costruiti gli immensi bunkers di cemento armato: inquietanti montagne, deserto, cactus e ossa non viste di morti, pionieri e indios. Poi attraverso una stanza chiusa elettronicamente, entriamo nella sala d’aspetto. MEZZOGIORNO Ci sediamo in sedie di plastica in miniatura che nemmeno Kmart venderebbe. Si apre una porta: Gerardo Hernández emerge. Nel decennio degli anni ’90, l’intelligenza cubana lo inviò a dirigere un gruppo d’infiltrazione nel sud della Florida. Le bombe negli Hotels non attraggono davvero i turisti e l’economia di Cuba dipendeva dall’espansione del suo settore turistico. Nel 1997, per fermare l’ondata di attentati con bombe negli alberghi e nei ristoranti de L’Avana, il gruppo di Gerardo penetrò nei gruppi violenti dell’esilio. I predecessori di Gerardo avevano cominciato ad infiltrarsi in quei gruppi prima che lui nascesse. Nel 1959 gli ex ufficiali di Batista ed altri esiliati controrivoluzionari cominciarono i loro attacchi aerei contro Cuba dalla Florida. Cuba si lamentò a Washington. Il presidente Eisenhower disse burlone: “E perchè i cubani non abbattono gli aerei”? Ma Washington non fermò quei voli. Tre decenni dopo, José Basulto formò ‘Hermanos al Rescate’ per segnalare i balseros nel mare tra Cuba e la Florida. Poi, gli accordi migratori del 1994-96 eliminarono quella necessità e Basulto cambiò la sua missione: convinse i ricchi esiliati più reazionari a finanziare ‘Los Hermanos’ per entrare nello spazio aereo cubani e lanciare volantini provocatori. Gli infiltrati cubani avevano scoperto che Basulto aveva alcune armi che pensava di lanciare. Gerardo, l’agente di controllo de L’Avana aiutò un agente a fuggire da Miami. Di ritorno a Cuba, Roque diede una conferenza stampa e rivelò che lui stesso era stato un informatore del FBI, e come testimone offerse dettagli sui piani violenti di Basulto contro Cuba.
Questo coraggioso giovane pilota aveva ingannato ‘Hermanos al Rescate’ e il FBI. Era divenuto anche il prediletto della congressista di estrema destra, Ileana Ros-Lehtinen (una foto la mostra davvero molto interessata a Roque). Poco dopo la conferenza di Roque, Basulto annunciò la sua intenzione di sorvolare il territorio cubano; un funzionario della Casa Bianca e la FAA (Autorità Federale dell’Aviazione) conoscevano quei piani, ma il governo alla fine accusò Gerardo, come fonte de L’Avana, dei piani di volo di Basulto - tre aerei- che permisero ai MIGs cubani di abbatterne due il 24 febbraio del 2009. L’aereo di Basulto tornò a Miami. Dopo che Roque rivelò la sua vera identità, i giornalisti della radio di destra di Miami cominciarono ad assicurare che Castro si era impadronito del FBI. Nel 1998, in parte per eliminare quell’immagine, crede Gerardo, il FBI lo arrestò e con lui altri agenti cubani: i Cinque di Cuba. Anche se loro stessi avevano rivelato al FBI i dettagli degli esplosivi nascosti e dei nascondigli di armi, con altre informazioni rilevanti per l’eliminazione del terrorismo, le accuse degli Stati Uniti si basarono nella supposizione che i MIGs avevano sparato missili nello spazio aereo internazionale, mentre i vettori cubani indicano che l’azione avvenne nello spazio aereo di Cuba. Il governo nordamericano non ha mai mostrato le immagini dei satelliti “per ragioni di sicurezza nazionale” … L’avvocato di Gerardo non le richiese come prove per la difesa. “Perchè?”, ha chiesto Gerardo, il governo degli Stati Uniti non mostra quelle immagini, se dimostrano la tesi del Pubblico ministero? Se l’abbattimento è avvenuto nello spazio cubano non esisterebbe il delitto, un appello pendente, una mozione per eliminare la condanna”, dirà su questo punto.
Durante il processo gli esiliati estremisti hanno fotografato la patente dei membri della giuria: una dichiarazione d’innocenza, temevano i giurati, avrebbe avuto come risultato il rogo del loro case o anche peggio!
La giuria prestò poca attenzione a fatti come che Gerardo non conosceva il piano di volo di Hermanos al Rescate, nè aveva accesso alle decisioni di Fidel d’abbattere gli aerei che violavano lo spazio cubano. Un caso Dreyfus nordamericano, ha detto un avvocato nel processo contro i Cinque di Cuba. 14:54 Le altoparlanti annunciano che l’ora di visita è terminata. Un prigioniero si complimenta con Danny per il suo lavoro come attore. Danny ha girato la testa per ringraziarlo. Una guardia è apparsa. Mi spiace signore, ma non è permesso che lei si giri e parli con altri prigionieri. Gerardo si stringe nelle spalle. Un cartello in una stanza sigillata dice che la prigione di Victorville è un’istituzione umanitaria e correttiva. Almeno il cartello non dice che i maiali volano... Gerardo vorrebbe vedere il nuovo filmato di Saul “Per favore che il vero terrorista si alzi in piedi”. La voce di Gerardo, registrata durante una conversazione telefonica, si sente nel documentario, come quella di Danny. Ma la prigione non gli permette di ricevere DVD. Lui può vedere quelli della biblioteca della prigione, e non è probabile che lo compri. Tutti i giorni le guardie vanno a casa loro. Gerardo resta li. Il sole si pone tra le montagne nel deserto e le montagne di cemento armato, acciaio e filo spinato. Danny e Saul sospirano. Gerardo sorridente alza il suo pugno in un saluto trionfale! Danny Glover è un attivista e attore. Il film di Saul Landau: “Per favore, che il vero terrorista si alzi in piedi”, verrà presentato per la prima volta nel Monica 4-Plex de Laemmle, Calle 2da. No. 1332., Santa Monica, il 26 di Luglio alle 19.00, e nel Cinema West End (23 y M, NW) a Washington, alle 19:30. (Traduzione Granma Int.)
Europa: cresce campagna per la libertà dei Cinque cubani Madrid, 14 lug (Prensa Latina) La campagna internazionale “Un milione di firme per la libertà dei Cinque” cresce oggi in Spagna, dove si effettuò una nuova concentrazione nella Porta del Sole per esigere la scarcerazione degli antiterroristi cubani. Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez stanno in carcere da quasi 13 anni negli Stati Uniti per mettere in allerta Cuba dagli atti terroristi organizzati dalla mafia di Miami. Durante la concentrazione a Madrid vari manifestanti trasportarono cartelli e striscioni col viso di questi cubani, condannati a delle pene che vanno da 15 anni di carcere fino a due ergastoli più 15 anni. Nell'atto, convocato dal Comitato di Madrid per la Liberazione dei Cinque, sono state raccolte firme per esigere al presidente statunitense, Barack Obama, la liberazione dei lottatori antiterroristi. Questa settimana i riconosciuti artisti Willy Toledo, Alicia Hermida e Juan Diego Botto realizzarono un video intitolate Cinque ragioni per firmare per la libertà dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti. Sul caso di questi giovani esiste un manto di silenzio ed a due di loro non sono permesse le visite delle loro mogli, denunciarono gli intellettuali. Ig/car
Antiterrorista cubano invia messaggio di appoggio agli universitari L'Avana, 15 lug (Prensa Latina) Più di due mila laureati dell’educazione superiore nell'occidentale provincia di Matanzas hanno ricevuto un messaggio di compromesso da parte dell'antiterrorista cubano Antonio Guerrero. Il lottatore, incarcerato dal 1998 negli Stati Uniti insieme a Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez per mettere in allerta Cuba sui piani sovversivi forgiati dal sud della Florida, esortò i laureati a perfezionare le loro conoscenze. Secondo una nota dell'Agenzia di Informazione Nazionale, Guerrero risaltò il lavoro del blog La Joven Cuba, formato nell'università Camilo Cienfuegos di Matanzas per reclamare la solidarietà tra uomini di buona volontà ed amanti della pace. La verità difesa in questo sito web è arrivata dove la bugia non può raggiungerla, ha espresso Guerrero nel suo messaggio, e ha sollecitato i giovani a continuare collaborando dai loro nuovi posti per lo sviluppo del paese. Guerrero ha inviato Cinque abbracci ai nuovi professionisti di pedagogia, medicina, ingegnerie ed altre lauree, addetti di proteggere le conquiste della Rivoluzione e costruire il futuro. Ig/
mercoledì, 13 luglio 11 22:50
Eurodeputati esigono giustizia per i Cinque
![]() Eurodeputati esigono giustizia per i Cinque Eurodeputati di differenti paesi, guidati dagli spagnoli Miguel Ángel Martínez y Willy Meyer, hanno chiesto giustizia per i Cinque combattenti antiterroristi cubani che sono prigionieri negli Stati Uniti, con una lettera inviata al presidente statunitense, Barack Obama, che ricorda che non è la prima volta che integranti del Parlamento Europeo (PE) chiedono che si faccia giustizia nel caso dei Cinque, come sono noti internazionalmente Antonio Guerrero, René González, Ramón Labañino, Gerardo Hernández y Fernando González (i Cinque), che sono stati condannati a lunghissime reclusioni in suolo nordamericano per aver prevenuto sulle attività terroristiche organizzate contro Cuba dalla Florida. Il documento incita Obama ad usare le sue prerogative presidenziali per porre fine alla ingiustizia e di liberare i Cinque Patrioti cubani che hanno già sofferto 12 anni di reclusione nelle prigioni nordamericane. Martínez, socialista e presidente del Gruppo d’Amicizia con Cuba nella Eurocamera e Meyer, vice presidente dello stesso gruppo e membro della Sinistra Unitaria Europea/ Sinistra Verde Nordica, hanno fatto riferimento anche al problema delle visite familiari in prigione. Assieme ad altri 15 parlamentari hanno citato le arbitrarietà commesse da Washingon, che nega i visti per permettere a due delle mogli di questi Cinque reclusi di incontrarli nei penitenziari in cui sono rinchiusi: si tratta di Olga e Adriana, le mogli di Gerardo e di Renè, che non vedono i loro mariti dal giorno dell’arresto, quasi 13 anni fa. Il testo inoltre mette in risalto la campagna internazionale attorno a questo caso nella quale si sommano importanti organizzazioni, 10 premi Nobel ed anche l’ex presidente degli Stati Uniti James Carter.
mercoledì, 06 luglio 11 18:00
Il Partito Comunista della Catalogna premia i Cinco per la solidarietà![]() Il Partito Comunista della Catalogna premia i Cinco per la solidarietà
Il Partito Comunista della Catalogna ha assegnato il Premio Alvar Badia alla Solidarietà Internazionalista ai Cinque antiterroristi cubani, ingiustamente reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti dal 1998. Gerardo Hernández, René González, Antonio Guerrero, Fernando González e Ramón Labañino hanno ricevuto la massima distinzione dell’organizzazione catalana alla solidarietà, durante la Festa Avant 2011, il Festival annuale del giornale comunista. "Questo premio è un riconoscimento al valore, alla fermezza e ai principi difesi dai nostri Cinque Eroi in rappresentazione di tutto un popolo", ha detto la console di Cuba a Barcellona, Iraida Guerrero. Ringraziando del gesto e per l’appoggio alla causa per la liberazione dei Cinque, la diplomática lo ha definito ‘ anche un riconoscimento al lavoro solidale che realizzano le organizzazioni amiche dell’Isola in Catalogna’. Presieduto dal segretario generale del Partito Comunista Catalano, Joan Josep Nueti Pujals, nell’incontro è stata reclamata l’immediata liberazione dei Cinque antiterroristi cubani ed è stato riaffermato il sostegno alla Rivoluzione cubana da parte del Gruppo di Izquierda Unida e Alternativa al Parlamento catalano. (PL/ Traduzione Granma Int.)
domenica, 26 giugno 11 21:20
I Cinque e la libertà di stampa negli Stati Uniti/in vari paesi dellâEuropa lottano per i 5/...![]() I Cinque e la libertà di stampa negli Stati Uniti Dopo varie domande da parte di una giornalista locale della catena di Televisione CNN, fatte agli organizzatori dell ‘esposizone d’arte “Humor desde el Encierro” (Umorismo dal carcere), era stato fissato un appuntamento per un’intervista. È stata una gradita sorpresa sapere che una giornalista della CNN era interessata a coprire la notizia dell’esposizione. Il 3 giugno la giornalista, accompagnata dal cameraman è giunta alla Galleria, genuinamente interessata all’esposizione ed ha realizzato una lunga intervista in spagnolo e in inglese ai membri del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque ed inoltre ha intervistato la direttrice esecutiva di SPARC, Debra Padilla. Noi non sapevamo se la giornalista conosceva il caso dei Cinque cubani, ma 3 ore dopo l’intervista sì che sapevamo che era informata su Gerardo, che è un caricaturista di grande talento e che come i suoi quattro fratelli di causa è recluso da circa 13 anni per aver difeso il suo paese, Cuba, dalle azioni di terrorismo. Abbiamo chiesto alla giornalista quando ci avrebbe detto se avrebbero trasmesso l’intervista e lei disse che non lo sapeva, ma aggiunse che sicuramente avrebbero cercato qualcuno con un punto di vista differente ‘per bilanciare la notizia’. Negli Stati Uniti questo concetto è un mito, perchè i media della corporazione mostrano sempre una parte della storia, cioè lo stesso punto di vista, ma come dice sempre uno dei Cinque ‘è meglio una cattiva copertura che nessuna copertura’. La nostra sorpresa è cresciuta quando abbiamo saputo che il segmento della notizia bilanciata sarebbe andato in onda in un programma della CNN in spagnolo, chiamato “Encuentro”, mercoledì 15 giugno alle 14.00. Contenti, abbiamo avvisato gli amici perchè si sintonizzassero e potessero vedere con i propri occhi che finalmente la CNN, dopo 13 anni di silenzio, aveva deciso di coprire il caso dei Cinque. Purtroppo non è successo. La miglior risposta che abbiamo ottenuto è stato che un esecutivo aveva deciso di non mostrare l’intervista. Tante volte sentiamo dire che gli Stati Uniti sono un paese libero, con pieno diritto alla libertà d’espressione per tutti i suoi cittadini. Le persone che occupano posti dirigenti nei grandi media di comunicazione probabilmente sono persone che credono fermamente in questo concetto: perlomeno dovrebbe essere così. Ci piacerebbe chiedere loro: dove finisce la libertà di stampa quando si tratta di coprire il caso dei 5 cubani? (Traduzione Granma Int.)
Libertà per i Cinque, già! Reclamano la liberazione dei Cinque in vari paesi dell’Europa Amici di Cuba in vari paesi europei, hanno coinciso nel reclamo di libertà per i Cinque Eroi antiterroristi dell’Isola, prigionieri politici degli Stati Uniti dal 1998. La Campagna di Solidarietà con la Patria di Martì nel Regno Unito e il Sindacato RMT, dei lavoratori ferroviari marittimi e del trasporto di questa nazione, hanno reclamato che Washington liberi di questi 5 patrioti, ha riferito l’agenzia di stampa Prensa latina Bob Crow e Len McCluskey, segretari generali dei sindacati RMT e UNITE, rispettivamente; John McDonnell, membro del Parlamento, e Gerry Kelly, dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord per il Partido Sinn Fein, hanno ratificato il loro appoggio alla causa dei Cinque, riferendo che raddoppieranno le azioni per la liberazione di Antonio Guerrero, Gerardo Hernández, Fernando González, Ramón Labañino e René González, condannati ingiustamente nel 2001 a Miami, con pene che vanno dai 15 anni di reclusione ai due ergastoli, per aver controllato i gruppi anticubani e terroristi che operano dalla Florida. Nella città di Cacak, in Serbia, è stato dedicato ai Cinque il concerto di chiusura per i Giorni di Cuba, realizzato nella pazza centrale della città, di fronte a più di 1500 persone. riferisce ilsito digitale www.cubaminrex.cu A Madrid è aperta un’esposizione di quadri intitolata ‘Messaggi’, con la quale vari artisti cubani omaggiamo i loro connazionali ingiustamente reclusi nelle prigioni dell’impero. Auspicata dall’ambasciata di Cuba in Spagna e dall’Associazione Culturale Yemayá, la mostra è formata da 36 opere, 13 delle quali s’ispirano a poesia scritte da Tony e pubblicate nel suo libro ‘Desde mi altura’.
I creatori hanno anche interpretato le poesie di questo Eroe, raffigurandole con la tecnica del patchwork. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino alla fine di giugno nella sede dell’Associazione Culturale Yemayá, considerata un punto d’incontro degli intellettuali dei Cuba che passano da Madrid. (Traduzione Granma I
Isola della Gioventù inaugura forum per Cinque cubani L'Avana, 24 giu (Prensa Latina) L’Isola della Gioventù è scenario, a partire da oggi, di un forum interattivo in solidarietà con la causa dei Cinque antiterroristi cubani, prigionieri negli Stati Uniti da quasi 13 anni. L'iniziativa, promossa dall'Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC) in questo municipio speciale, si unisce agli sforzi del crescente movimento di appoggio alla causa di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez. Durante questo venerdì e sabato, nel Forum Interattivo “Non più ingiustizia, liberateli già”, gli internauti del mondo, uniti con lo slogan “Si combatte quando si dice la verità”, penseranno e rischiareranno dubbi sull'ingiusta condanna che compiono i Cinque. Il portale della Radio Cubana in Internet (www.radiocubana.cu) sarà la piattaforma per effettuare l'udienza che si svilupperà come parte della celebrazione della VII edizione del Fronte Comune delle Idee. Il Forum denuncerà anche che mentre Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè continuano in prigione, Luis Posada Carriles, terrorista confesso, è libero senza accuse a Miami. Posada Carriles, latitante della giustizia venezuelana, è il responsabile dell'esplosione di un aeroplano civile cubano nel 1976 sul quale viaggiavano 73 persone; inoltre è il cervello dell'onda di attentati ad installazioni turistiche de L'Avana nel 1997 che causarono una vittima fatale, il giovane italiano Fabio di Celmo. I Cinque sono stati arrestati durante un operativo dell’FBI all'alba del 12 settembre 1998 a Miami. In circostanze differenti si incorporarono alla missione per infiltrare le principali organizzazioni criminali di origine cubana collocate in questa città del sud della Florida per mettere in allerta Cuba dei suoi piani. Ognuno aveva il suo compito specifico, e precisamente hanno seguito le attività di Posada Carriles ed altri terroristi come Orlando Bosch, Rodolfo Frometa, Josè Basulto e Guillermo Novo, di ampio avallo nelle sue azioni criminali contro il popolo cubano. Tuttavia, le grandi multinazionali dell'informazione continuano censurando il caso dei Cinque che dovrebbe occupare grandi titolari, come ha reiterato Ricardo Alarcon, presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare. Ig/dfm
sabato, 18 giugno 11 22:10
IL MESSAGGIO DEI CINQUE A CHAVEZ
![]() IL MESSAGGIO DEI CINQUE A CHAVEZ Caro compagno Hugo Chávez: Le notizie delle sue condizioni mediche sono giunte sino alle nostre celle, nelle viscere dell’impero. Le auguriamo un rapida guarigione, per ritornare pienamente ai suoi compiti, ai quali si dedica con tanta passione, e sforzo e dedizione e speriamo che con lo stesso entusiasmo ore si dedichi al recupero della sua salute. Nuestra América e l’umanità la necessitiamo per molti anni, vibrante e pieno d’energia, per sferrare assieme a tutti le nuove battaglie contro un mondo assurdo, in pericolo d’auto immolazione, nelle mani di un pugno di fanatici del capitale. Non si consumi. È importante la sua energia vitale per impedire che loro ci consumino. Un abbraccio di Patria o Morte. Hasta la Victoria Siempre. Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort, René González Sehwerert. (Traduzione Granma Int.).
sabato, 11 giugno 11 21:42
Nuove azioni del Comitato per la Libertà dei Cinque/Ucraina raccoglie firme per libertà dei 5![]() Nuove azioni del Comitato per la Libertà dei Cinque Il Comitato Nazionale statunitense per la Libertà dei Cinque, ha annunciato la prossima pubblicazione di una pagina completa del Washington Post con questo testo: “Presidente Obama, liberi a i Cinque Cubani SUBITO!” In un messaggio digitale dell’entità solidale guidato da Gloria la Riva, lei spiega la sua felicità per essere molto vicini alla realizzazione della meta di un annuncio a tutta pagina nell’importante quotidiano The Washington Post, pere esigere l’immediata liberazione dei Cinque Patrioti Cubani.
Precisa che l’8 giugno, nel decimo anniversario dell’ingiusta condanna dei Cinque Eroi cubani, hanno stabilito come meta la pubblicazione dell’annuncio nel mese di settembre, con il sostegno di molte persone e di molte organizzazioni. La nota denuncia che si compie un decennio di oltraggio politico e giudiziario commesso contro i Cinque antiterroristi cubani, da quando una giuria di Miami li condannò dopo accuse per motivi politici fatte dal Governo degli Stati Uniti. I Cinque sono stati arrestati a Miami il 12 settembre del 1998, poi posti illegalmente in isolamento per 17 mesi prima dell’inizio del processo nel novembre del 2000. Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González sono stati arrestati e isolati nel mezzo dell’isteria scatenata dai media della stampa di Miami, la città dalla fama peggiore negli USA, che ospita i terroristi nemici di Cuba che operano con l’impunità che il governo di Washington concede loro, sostiene la nota del Comitato. Dopo i processo si è scoperto che molti giornalisti a Miami ricevevano denaro segretamente, come portavoce del Governo nelle emittenti di propaganda governativa, Radio e TV Martí. Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani ha lavorato fortemente durante due anni circa in un’importante investigazione, per scoprire il ruolo del Governo statunitense nella manipolazione dei media a danno del caso dei Cinque. “Noi che siamo coinvolti nella lotta per la liberazione di questi Cinque cubani siamo coscienti dell’ardua battaglia che dobbiamo combattere nel sistema legale degli Stati Uniti, perchè non si tratta di un sistema con un tribunale basato nella giustizia, dice la nota del Comitato. Nel marzo del 2004, il Comitato Nazionale pubblicò un annuncio a pagina completa nel The New York Times per domandare la liberazione di Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René, che rappresentò una forte passo avanti per combattere la censura praticata dai media “Siamo sicuri che questo è il momento per un annuncio a pagina completa, assicura la nota del Comitato, che inoltre sostiene che i gruppi di solidarietà con Cuba, le organizzazioni e le persone che appoggiano i Cinque cubani, hanno generosamente donato i fondi per la campagna. (Traduzione Granma Int.).
Ucraina raccoglie firme per liberazione dei Cinque cubani Kiev, 9 giu (Prensa Latina) Rappresentanti di diverse organizzazioni politiche e sociali dell’Ucraina consegnarono oggi all'ambasciatore cubano Felix Leon Carballo, 40 mila firme raccolte nella campagna europea “Un milione di firme per la libertà dei Cinque”. In una cerimonia solenne, sotto al busto dell'Eroe Nazionale cubano Josè Martì, situato nei giardini della missione cubana in Ucraina, hanno partecipato anche attivisti della solidarietà con Cuba e del Comitato Nazionale per la libertà dei Cinque. I presenti esposero le loro ragioni per aver dato la loro firma ed esigere al presidente statunitense, Barack Obama, la liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero. I Cinque compiono dal 1998 severe sanzioni nelle carceri degli Stati Uniti per mettere in allerta il loro paese da azioni violente forgiate in territorio nordamericano. Inoltre, l'occasione è stata propizia affinché Manuel Lopez, Coordinatore del Comitato Nazionale per i Cinque, spiegasse la marcia della campagna europea e denunciasse un'altra volta l'ingiusta ed immorale prigione che soffrono i lottatori antiterroristi. Lopez reiterò l’esigenza di mettere in libertà i Cinque al governo nordamericano, smascherò il cinismo e la politica di doppia facciata di Washington. Ciò si evidenziò un'altra volta con l'assoluzione del terrorista internazionale Luis Posada Carriles a El Paso, in Texas, il passato 8 aprile, ha denunciato Lopez. Inoltre, il coordinatore del comitato per i Cinque ha fatto un appello ai presenti a raddoppiare gli sforzi mentre quasi sono già 13 anni di reclusione il prossimo 12 settembre. Gli attivisti più distaccati in questa prima fase della campagna hanno ricevuto un diploma di riconoscimento a nome del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque. Ig/to
giovedì, 09 giugno 11 20:44
In Russia chiedono la liberazione dei Cinque cubani /Ramà³n compie 48 anni In Russia chiedono la liberazione dei Cinque cubani Mosca, 8 giu (Prensa Latina) Organizzazioni russe di solidarietà con Cuba chiesero al presidente statunitense, Barack Obama, la liberazione dei Cinque cubani ed il termine del bloqueo nordamericano, informarono oggi fonti diplomatiche. Una missiva consegnata nell'ambasciata degli Stati Uniti in questa capitale reitera la richiesta ad Obama di liberare Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, ingiustamente imprigionati da più di 12 anni in questo paese. Nella lettera, il movimento Vinceremo, il Comitato Nazionale russo per la liberazione dei Cinque, la filiale moscovita del Partito Comunista della Federazione Russa, il canale digitale KTV, ed altre organizzazioni di sinistra chiedono anche un giudizio serio contro il terrorista Luis Posada Carriles. Il documento denuncia la doppia facciata applicata da Washington nella sua politica antiterrorista, quando mantiene incarcerati a Cinque eroi cubani che lottarono contro questo flagello, mentre libera Posada Carriles, dopo una farsa giudiziaria a El Paso, in Texas. Inoltre, denuncia la riapparizione di posizioni di estrema destra nel comitato di Relazioni Internazionali della Camera dei Rappresentanti, dopo l'arrivo alla sua direzione di Ileana Ros-Lehtinen. Gli Stati Uniti si trasformano in sede di riunioni degli elementi più ultraconservatori dell'emisfero occidentale che spingono apertamente al terrore ed all'aggressione contro Cuba ed altre nazioni scomode, denuncia la dichiarazione. La missiva emerge che le decisioni promosse nel VI Congresso del Partito Comunista di Cuba per aggiornare il suo sistema socialista parlano della mancanza di prospettiva nell’isolare la nazione caraibica e nel tentare di rompere la sua stabilità interna. Il documento esige, inoltre, il permesso affinché Olga Salanueva ed Adriana Perez visitino i loro coniugi, imprigionati per evitare atti terroristi da parte di gruppi di estrema destra a Miami contro Cuba e gli stessi Stati Uniti. Inoltre, la lettera inviata ad Obama esige annullare la legge extra territoriale Helms-Burton ed altre legislazioni che contraddicano gli obblighi internazionali assunti dagli Stati Uniti. Ig/to
Ramón compie 48 anni Leandro Maceo Leyva Oggi 9 giugno, Ramón Labañino compie 48 anni d’età e come negli ultimi 12 compleanni trascorrerà la giornata dietro le sbarre dell’ingiustizia. All’altro lato delle sbarre non mancano donne e uomini che reclamano la sua libertà e quella dei suoi quattro compagni. I Cinque, anche se sono fisicamente lontani dalla loro Patria, conoscono ogni giorno, ogni azione, ogni idea e ogni successo che si realizza per ottenere finalmente la loro liberazione. Familiari, amici e il popolo in generale di quest’Isola, mantengono i Cinque sempre presenti e sentono come proprio il loro dolore, e conoscono la grandezza del loro spirito e della loro dedizione. Ramón oggi non conoscerà un caldo risveglio o il calore familiare, ma non si sveglierà nemmeno solo ed è molto cosciente di questo. Nel bacio e nell’abbraccio desiderati, che non potrà ricevere da suoi cari, e nella Patria che lo contempla orgogliosa, continua crescere l’Eroe (Traduzione Granma Int.).
mercoledì, 08 giugno 11 20:00
Lâirrefrenabile movimento internazionale per la libertà dei 5 / 5 cubani,uomini di amore infinito![]() L’irrefrenabile movimento internazionale per la libertà dei Cinque
Il movimento internazionale d’appoggio alla causa dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti avanza irrefrenabile, come dimostrano le attività che si sono svolte in Bielorussia e in vari paesi europei. I bielorussi si sono uniti alla campagna europea "Un milione di firme per la libertà dei Cinque", ha informato un dispaccio di Prensa Latina. In questo paese, hanno firmato il documento i membri dell’organizzazione d’amicizia con l’Isola, dei sindacati del paese, studenti e membri dell’Associazione dei Cubani Residenti. Più di 80.000 europei hanno già dato il loro sostegno a questa campana, per rompere il muro di silenzio che vuole censurare l’ingiustizia commessa contro Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González, e René González. Questi patrioti cubani scontano ingiuste ed inammissibili condanne negli Stati Uniti per aver investigato in questa nazione le azioni dei gruppi terroristici che attentavano contro la loro Patria. Lunedì 6 il giornale Trabajadores, di Cuba, ha pubblicato le dichiarazioni di Gloria la Riva, coordinatrice del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque, negli Stati Uniti, che ha reiterato la sua denuncia sulla manipolazione mediatica del governo di Washington contro i Cinque patrioti cubani.
![]() Cinque cubani, uomini di amore infinito L’Avana, 7 giu (Prensa Latina) Non risulta facile descrivere in poche parole la dimensione di interezza, principi e valori che distinguono i Cinque cubani prigionieri politici nelle carceri statunitensi, per combattere il terrorismo che si organizza contro Cuba da quel paese. In esclusiva per Tribuna de L'Avana, Adriana Perez, moglie di Gerardo Hernandez, uno dei Cinque cubani, ha avuto la gentilezza di accedere ad una breve intervista, nella sede dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, ICAP. “Adriana, precisamente questo 4 giugno è la data del compleanno di Gerardo, e conosciamo che come parte della violazione dei suoi diritti umani da parte del governo degli Stati Uniti, non le è permesso di visitarlo alla penitenziaria dove l'hanno recluso. Come sta Gerardo dal punto di vista emozionale e psichico?” “Il suo stato emozionale ed il suo spirito di resistenza seguono fortificandosi, mantiene molta fiducia e piena convinzione che la sua causa sia giusta, e la solidarietà internazionale ogni giorno gli dà più forza. Benché siano difficili le condizioni per accedere alla sua corrispondenza, sempre tratta di mantenersi informato su quello che accade a Cuba ed il movimento internazionale che si sviluppa in favore della sua liberazione e quella dei restanti quattro compagni di lotta, Renè, Antonio, Ramon e Fernando. Gerardo ha molte qualità che lo fortificano, è un uomo pieno di dettagli, ha sempre presente qualunque evento e fatto che lo meriti, e questo l'aiuta a resistere le dure condizioni del carcere”. “Neanche per ragioni umanitarie lei può telefonarle in un'occasione tanto speciale come l'anniversario del suo compleanno?” “No, esistono regolazioni negli Stati Uniti che l'ostacolano, dipende da quando l'autorizzino a realizzare la chiamata telefonica, altrimenti, non possiamo comunicarci”. Adriana coglie l'occasione, ed a nome di Gerardo e dei suoi fratelli prigionieri, ringrazia il popolo cubano e gli amici ed i movimenti di solidarietà che si pronunciano oggi nel mondo, per la liberazione dei Cinque. Ig
martedì, 07 giugno 11 12:58
Vari atti per la libertà dei Cinque cubani in Salvador Vari atti per la libertà dei Cinque cubani in Salvador San Salvador, 6 giu (Prensa Latina) Atti in richiesta della libertà dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti ebbero oggi luogo in tre città del Salvador come parte della giornata mondiale “Il 5 per i Cinque”. Le manifestazioni sono state celebrate nel popoloso municipio di San Marcos, nel sudest di San Salvador, Chalchaupa, nell'ovest del paese, e nell'orientale San Vicente, constatò Prensa Latina. A San Marcos, nella messa domenicale, il sacerdote William Iraheta pregò per l'immediata liberazione dei Cinque fratelli che sono prigionieri politici negli Stati Uniti. All'uscita del tempio, attivisti del comitato della Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà per Cuba, distribuirono volantini di denuncia dell'ingiustizia commessa contro questi lottatori, imprigionati più di 12 anni fa. Nel testo ricordano che mentre gli Stati Uniti condannano Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, protegge terroristi come Luis Posada Carriles. In un atto posteriore, il segretario generale del Fronte Farabundo Martì per la Liberazione Nazionale (FMLN), Jaime Alvarado, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l'immediata libertà degli antiterroristi. L'ambasciatore di Cuba, Pedro Pablo Prada, spiegò gli arbitri commessi contro questi lottatori durante il giudizio che qualificò come una vergogna per il sistema di giustizia statunitense. A Chalchuapa, a circa 80 chilometri all'ovest di San Salvador, attivisti del comitato di solidarietà distribuirono volantini con informazione sul caso dei Cinque. I testi furono distribuiti a centinaia di persone all'uscita della messa, nel parco centrale, il mercato popolare e nel centro turistico di Tozumal, dove esistono alcune rovine delle culture aborigene. A San Vicente, circa 60 chilometri all'oriente della capitale, vari comitati del dipartimento omonimo realizzarono un atto per la libertà degli antiterroristi nella centrica Piazza El Pilar. Il coordinatore del comitato a San Vicente, Edgardo Chavaria, condannò la politica di aggressione degli Stati Uniti contro Cuba e riaffermò che le azioni a beneficio dei Cinque continueranno senza riposo. L'ambasciatore Prada ringraziò per l’appoggio dei salvadoregni al popolo cubano e la sua rivoluzione, come la calda accoglienza ad una brigata medica che lavorò a San Vicente dal novembre del 2009 a settembre del 2010 per aiutare la popolazione dopo il passaggio del ciclone Ida. Ig/rl sabato, 04 giugno 11 22:00
III Incontro Giovanile Internazionale di Solidarietà con i 5 Libertà adesso,fine dellâingiustizi
III Incontro Giovanile Internazionale di Solidarietà con i Cinque Libertà adesso, fine dell’ingiustizia. Liberiamoli già!
Gioia Minuti
Il III Incontro Giovanile Internazionale di Solidarietà con i Cinque Eroi antiterroristi prigionieri politici degli Stati Uniti si svolgerà dal l’11 al 13 giugno ed hanno confermato al loro partecipazione giovani di 35 paesi esteri Saranno almeno 180 i partecipanti al foro presenti a L’Avana e tra questi il portoghese Tiago Vieira, presidente della Federazione Mondiale delle Gioventù Democraticheas, e Alejo Ramírez, argentino, segretario generale dell’ Organizzazione Ispanoamericana della Gioventù. Leira Sánchez Valdivia, del Burò Nazionale dell’Unione dei Giovani Comunisti di Cuba ha detto che la loro presenza dimostra il sempre maggior interesse dalla gioventù di tutti i paesi del mondo alla causa di Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino René González, durante una conferenza stampa per presentare il programma dell’incontro che si svolgerà in seminari di dibattito, con al centro la volontà comune di reclamare al presidente Barack Obama che ponga fine a questa enorme ingiustizia che dura da quasi 13 anni. La sede principale dell’incontro internazionale sarà la Scuola Nazionale della UJC Julio Antonio Mella, ma altre attività si svolgeranno nella capitale, nel Pabellón Cuba, la sede centrale della Hermanos Sais, il cui presidente Luis Morlote ha partecipato alla conferenza stampa. È stata sottolineata l’importanza che hanno le nuove tecnologie dell’ informazione e delle comunicazioni e non solo per rompere il miro di silenzio voluto dai grandi media multi nazionali, ma per la diffusione generale di una protesta che reclama giustizia. Il seminario ‘Umorismo Ribelle’ di fatto già iniziato vede René de la Nuez, Arístides Esteban Hernández (Ares) e altri disegnatori, utilizzare come fa Gerardo, questa arma in modo efficace a favore delle cause giuste dei popoli. La gallería ‘DeDeTe con Gerardo’, che si visita nella versione digitale di Juventud Rebelde, mostra disegni, vignette e caricature inviate come omaggio a Gerardo nel suo 46º compleanno. Il gruppo teatrale La Colmenita, ambasciatore di pace della Unesco diretto da Carlos cremata, nella sala Covarrubias del Teatro Nacional, domenica 12 presenterà Abracadabra, come momento culturale dell’incontro. Inoltre è organizzata una visita a Jaimanitas, sulla costa ovest della capitale dove il noto artista pittore e scultore José Antonio Rodríguez Fúster realizza un progetto comunitario con l’Olimpo dei Cinque. Il 13 de junio, alle 9.00, dal sito http://www.foros.cubava.cu , inizierà il foro interattivo "Libertà adesso, fine dell’ingiustizia. Liberiamoli già!", mentre molti blogs e altri spazi delle reti sociali copriranno l’incontro ininterrottamente e assicureranno la presenza on line nella rete delle reti, è stato aggiunto. - In nome di tutta Cuba Omaggi per Gerardo che compie 46 anni venerdì, 03 giugno 11 19:13
I Cinque saranno liberati :Lo afferma lâex Procuratore Generale degli USA
I Cinque saranno liberati Lo afferma l’ex Procuratore Generale degli USA Lino Luben Pérez Ramsey Clark, ex Procuratore Generale degli Stati Uniti ha reiterato la sua fiducia nella liberazione dei Cinque antiterroristi cubani reclusi per ingiuste condanne da più di 12 anni in questo paese. Clark ha partecipato, mercoledì 1º giugno, alla trasmissione televisiva e radiofonico d’informazione quotidiana Tavola Rotonda Informativa ‘Il mondo a metà della settimana’, ed ha ripetuto che Antonio Guerrero, Fernando González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González, non hanno commesso delitti di sorta contro la sicurezza e l’interesse degli Stati Uniti. “ Sono smpre stato optimista e spero che qustsi cinque valorsi uomini sinao liberatai e ritornino a cuba ha affermato lex procuratore generale nosrdamericnao durante il goevrno del presidente Lyndon Baines Johnson. Inoltre ha assicurato che i Cinque, come sono noti internazionalmente, ritorneranno a casa e potranno trascorrere la loro vita come Eroi della storia di lotta per i diritti dell’umanità. Ha riferito la situazione imbrogliata del sistema giudiziario statunitense nel caso dei Cinque ed ha ricordato la farsa montata a El Paso, in Texas, dov’è stato assolto il terrorista Luis Posada Carriles, responsabile nel 1976 del sabotaggio ad un aereo costato la vita a 73 persone. Clark ha sempre lottato a favore della giustizia e contro i crimini imperialisti in tutto il mondo, e in questo senso ha sottolineato che se non fosse per il blocco degli Stati Uniti, la collaborazione internazionale sarebbe maggiore con Cuba. Ha detto d’aver visitato gli ospedali cubani, nei quali è evidente l’impegno del popolo e del suo governo nel dotarli di risorse materiali per il loro funzionamento, nonostante il blocco, che dura già da mezzo secolo. La sua prima visita a L’Avana fu nel 1946, ma non aveva mai visto i passi avanti sperimentati da Cuba dopo il trionfo della Rivoluzione nel 1959, ha ricordato, riferendosi ai programmi socio-economici a beneficio popolare. (Traduzione Granma Int.) mercoledì, 01 giugno 11 21:23
Tomas Borge Leader FSLN ambasciatore nicaraguense in Perù chiede maggiore solidarietà con i 5
Ambasciatore nicaraguense chiede maggiore solidarietà con i Cinque cubani Lima, 31 mag (Prensa Latina) Il dirigente storico sandinista Tomas Borge salutò qui i pronunciamenti internazionali solidali con i Cinque lottatori antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti e chiese azioni più contundenti per ottenere la loro libertà. Borge, ambasciatore del Nicaragua in Perù, ha fatto l’appello basandosi su un messaggio del Foro di Sao Paulo e della Conferenza dei Partiti Politici dell'America Latina ed i Caraibi (COPPAL) i cui appelli di libertà per Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez salutò come il compimento di “un sacro compromesso”. Il testo segnala che “è necessario fare una colossale denuncia di questa tragedia, assumere una condotta solidale, pratica, nella ricerca di risultati esatti”. “Non bastano le dichiarazioni formali. È necessario trasformare la nostra volontà solidale in un'immensa giuria dei nostri popoli per rompere i timpani all'impero ed a Barak Obama, il sospettoso premio Nobel della Pace, obbligandoli a mettere fine ad un simile oltraggio”, segnala Borge. “I prigionieri cubani, chiamati eroi con piena giustizia, sono isolati tra loro, in celle solitarie, oscure, deprimenti, con aspetto di sepolcri. Solo Satana è capace di una crudeltà simile”, ha aggiunto. Dice inoltre che i Cinque prigionieri sono condannati a larghissime pene, uno di loro a due ergastoli, più 15 anni, e sono da 13 anni isolati ed alloggiati in torturanti prigioni. “La crudeltà è stata insolita e bestiale. Le condanne sono palesemente ingiuste, sproporzionate, una profanazione dei diritti umani” ed è comprovata l'innocenza dei cubani, catturati mentre raccoglievano informazioni su progetti di attentati di gruppi terroristici contro il loro paese. Borge risalta la dignità e fermezza dei Cinque prigionieri e considera che “può essere solo spiegata per l'eredità dell'eroismo martiano e per l'esempio di Fidel Castro”. “Se otteniamo la libertà di questi uomini, il popolo di Cuba e Fidel saranno felici, e è il nostro obbligo conceder loro questa fortuna, per elementare reciprocità alla solidarietà illimitata di Cuba e di Fidel con tutti i popoli del mondo”, ha concluso. Ig/mrs domenica, 29 maggio 11 23:28
In Europa e America Latina reclamano la liberazione dei Cinque
In Europa e America Latina reclamano la liberazione dei Cinque Francesi, peruviani e cileni hanno esortato gli Stati Uniti a far terminare l’ingiusta detenzione di Cinque antiterroristi cubani. Autorità di Longueau, una regione distante 150 Km. da Parigi, hanno espresso il loro appoggio a Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González. La dichiarazione è stata realizzata durante un incontro con Orlando Requeijo Gual ed Ernesto Rey Pino, ambasciatore e primo segretario della missione statale dell’Isola in Francia, rispettivamente, come informa il sito digitale cubaminrex.cu. Il Congresso della Repubblica del Perù, ha approvato una mozione che chiede la revisione del caso dei Cinque combattenti, per far terminare le enormi condanne sentenziate quasi 13 anni fa a Miami, incompatibili con l’amministrazione di giustizia e reclama che ricevano un trattamento degno compatibile coni diritti umanai e ricevano visite periodiche dei loro familiari, così come prescrivono le norme del Diritto Penale Umanitario. Un incontro culturale di solidarietà con i Cinque Eroi si è svolto a Coyhaique, ed ha riunito musicisti, attori e rappresentanti dei media d’informazione di questo municipio cileno. Tutti i presenti hanno ricevuto un disco con materiali attualizzati sul caso degli anti terroristi cubani. Tutte queste attività fanno parte della campagna internazionale per la libertà di questi uomini che furono arrestati negli Stati Uniti nel settembre del 1998, giudicati e condannati nel 2001 a pene enormi, che vanno dai 15 anni a due ergastoli, per aver controllato le attività dei gruppi di terroristi che agiscono dallo Stato della Florida contro Cuba ( Traduzione Granma Int.).
mercoledì, 18 maggio 11 23:45
Più forte la campagna internazionale per i Cinque /Giornalisti bielorussi in sostegno dei 5 cubani![]() Più forte la campagna internazionale per i Cinque La campagna di solidarietà e per la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri ingiustamente negli Stati Uniti sta crescendo con impeto e lo dimostrano le attività incessanti e internazionali. In Messico, a Merida, il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcón, ha consegnato al direttore del giornale POR ESTO!, Mario Renato Menéndez Rodríguez, una lettera firmata dai Cinque patrioti, nella quale ringraziano per il lavoro di questa pubblicazione in appoggio alla loro causa. Alarcón inoltre ha offerto una scultura in legno che identifica la causa dei Cinque, intagliata da Gerardo Hernández, che come Ramón Labañino, Antonio Guerrerro, Fernando González y René González, è recluso da 13 anni per essersi infiltrato nei gruppi dei terroristi che attentano contro Cuba dalla Florida. Un’esposizione di caricature realizzate da Gerardo è stata aperta in Maryland, negli USA, in una casa che alloggiava e proteggeva i centro americani perseguitati nei loro paesi, dove, all’inaugurazione hanno partecipato, tra i tanti, molti giovani latini che non conoscevano il caso dei Cinque, le terribili e ingiuste condanne che hanno ricevuto e la mancanza di giustizia che vige con la loro causa negli Stati Uniti. Nella città di Nizhni Novgorod, gli integranti della Società Russa d’Amicizia con Cuba, hanno analizzato nuove vie per esprimere il loro sostegno ai Cinque Cubani, ha segnalato il sito digitale cubaminrex. Prensa Latina ha riferito che i partecipanti al Iº Congresso Latinoamericano della Salute, con sede a Montevideo, in Uruguay, hanno firmato una lettera che esige dal presidente statunitense Barack Obama, la liberazione immediata di Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René. Lontano da lì, in Ghana -Africa- si è conclusa l’ultima giornata della Campagna Nazionale di raccolta del firme a favore della liberazione di questi Cinque rivoluzionari. In Iran, i media della stampa hanno pubblicato un’intervista all’ambasciatore cubano, William Carbó, che si è riferito al caso dei Cinque.
(Traduzione Granma Int.)
Giornalisti bielorussi appoggiano la causa dei Cinque cubani Minsk, 17 mag (Prensa Latina) Il presidente dell'Unione dei Giornalisti della Bielorussia (UPB), Anatolij Lemeshenok, si interessò oggi sul caso dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati nelle carceri statunitensi. Lemeshenok ha espresso l'appoggio dei mezzi e comunicatori bielorussi alla lotta per la totale liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino. Il presidente dell'UPB ha ricevuto l'ambasciatore cubano in Bielorussia, Alfredo Nieves Portuondo, che informò sul lavoro giornaliero per spiegare la verità sui Cinque antiterroristi. Lemeshenok ha affermato che è necessario raddoppiare le forze solidali affinché il governo degli Stati Uniti metta fine a questa ingiustizia ed i Cinque prigionieri siano liberati. Il diplomatico cubano risaltò nell'incontro che i Cinque evitarono azioni terroristiche pianificate da esiliati cubani a Miami contro l’isola caraibica. Nieves Portuondo sottolineò che davanti alla fermezza e lealtà dei Cinque cubani, Washington scarica su di loro tutto il suo odio e vendetta.
martedì, 17 maggio 11 00:44
âDesde mi alturaâ: L'Arte e la Poesia di Antonio Guerrero![]() “Desde mi altura”: L'Arte e la Poesia di Antonio Guerrero San Diego, USA, 16 mag (Prensa Latina) Più di 150 persone riempirono lo storico Centro Culturale della Razza a San Diego, in California, la notte del venerdì 6 maggio, per assistere all'accogliente inaugurazione dell'esposizione di uno dei Cinque Cubani, “Desde mi altura”: L'Arte e la Poesia di Antonio Guerrero. L'evento fu patrocinato dal Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani e gli Amici di Cuba di San Diego. Inoltre, molte organizzazioni promossero ed appoggiarono l'inaugurazione. La notte è stata piena di cultura, solidarietà ed, fatto più importante, del movimento per la libertà dei Cinque Cubani. La prima oratrice sul tema centrale dell'evento è stata Marjorie Cohn, l'ultima ex - presidentessa dell'Associazione Nazionale degli Avvocati (National Lawyers Guild). La Cohn fece un gran lavoro spiegando la difesa legale che appoggia il caso e la ragione per cui i Cinque devono essere liberati dalla prigione. L'artista locale Tema Quiñones partecipò interpretando con la sua meravigliosa voce la canzone “Sol Redondo”, dedicata alla gente povera e lavoratrice. Più avanti cantò, in un abbagliante assolo, “Omaggio al Comandante”. Di seguito si presentò un'altra oratrice sul tema centrale, Gloria La Riva, coordinatrice del Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani. La Riva è ritornata recentemente da Cuba, dove partecipò alla celebrazione del 1° Maggio ed ha ricevuto la Medaglia dell'Amicizia di Cuba che è concessa a persone straniere che hanno lavorato senza riposo per appoggiare la Rivoluzione cubana. Dopo le dichiarazioni di solidarietà di varie organizzazioni locali, includendo il Partito per il Socialismo e la Liberazione, Unione del Quartiere, Amici di Cuba ed il Centro di Azione Internazionale, il programma si è concluso con una foto solidale che si invierà ai Cinque Cubani, col fine di mantenere alto il loro spirito, e che sappiano che la comunità di San Diego sta lottando duramente per la loro liberazione ed in difesa di Cuba. L'esposizione continuerà aperta fino al 28 maggio, quando si trasferirà a Houston, in Texas, nel suo percorso per gli Stati Uniti, con l'obiettivo di aumentare la conoscenza sulla lotta per liberare i Cinque. Il giorno 27 maggio è programmata una festa di chiusura, nella quale avrà luogo un'asta di opere d'arte per riscuotere fondi. Il prossimo luogo per l'esposizione: Houston, in Texas, sabato, 4 giugno Ig/ Abel Macias
lunedì, 16 maggio 11 13:04
¡LIBERTAD AHORA! :VII colloquio internazionale per la liberazione dei 5 eroi antiterroristi![]() ¡LIBERTAD AHORA! VII COLOQUIO INTERNACIONAL POR LA LIBERACIÓN DE LOS CINCO HÉROES & CONTRA EL TERRORISMO Holguín, del 16 al 20 de noviembre del 2011 El Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos (ICAP) convoca a todos los amigos y amigas de Cuba a participar en el VII Coloquio Internacional por la liberación de nuestros Cinco Héroes prisioneros del imperio, y contra el terrorismo. Esta VII edición tendrá lugar del 16 al 20 de noviembre, en la provincia de Holguín, y será una nueva oportunidad para que todas las personas amantes de la justicia unan voluntades y esfuerzos, en la lucha por la liberación de nuestros hermanos presos injustamente por más de 12 años. Programa de Actividades:
Día 15-11-2011 06:00 am Salida de los Delegados que arriban por La Habana hacia la provincia de Holguìn. Lugar: Sede del ICAP Nacional.
Día 16-11-2011 09:00 am Bicicletada por los Cinco. Lugar: Sede del ICAP Holguín - Monumento al Che.
10:00 am Inicio de la Copa Ciclística 51 aniversarios del ICAP. Lugar: Monumento al Che.
03:00 pm Reunion de Información y explicación del programa. Lugar: EXPOHOLGUIN 06:30 pm Inauguración de la carpas por la Paz. Lugar: Áreas exteriores de EXPOHOLGUIN
Dia 17-11-2011 09:00 am Apertura del VII Coloquio, información de la composición de las delegaciones. Lugar: Salón plenario EXPOHOLGUIN
09:15 am Intercambio de las delegaciones extranjeras con los familiares de los Cinco, información del cumplimiento de los acuerdos del VI Coloquio. Lugar: Salón plenario EXPOHOLGUIN
02:00 pm Intercambio de experiencias por Áreas Geográficas. Lugar: Salas especializadas de EXPOHOLGUIN
04:30 pm Reunion del Comité Internacional y de la Comisión Nacional del Trabajo por los Cinco del ICAP con los representantes de las organizaciones de Solidaridad. Lugar: Teatro de EXPOHOLGUIN (Sala A)
Dia 18-11-2011
09:00 am Encuentro en los municipios de la provincia. Lugar: Municipios designados.
09:15 am Audiencia contra el Terrorismo en Boca de Samá. Lugar: Boca de Samá.
03:00 pm Proyección de materiales audiovisuales sobre la causa de los Cinco Héroes. Lugar: Sala A EXPOHOLGUIN
08:30 pm Audiencia pública en los CDR, Los pueblos del mundo acusan a Posada Carriles. Lugar: CDR Designados.
Dia 19-11-2011
08:00 am Tribuna abierta y de Solidaridad con los Cinco. Lugar: Monumento al CHE
10:00 am Sección Plenaria de clausura y aprobación de la Declaración Final. Lugar: Salón plenario EXPOHOLGUIN
08:30 pm Gala Cultural Lugar: Teatro “Eddy Suñol”.
Día 20-11-2011.
06:00 am Regreso de las Delegaciones.
ELEMENTOS ORGANIZATIVOS DEL EVENTO: Nombre del Evento: VII Coloquio Internacional por la Liberación de los Cinco Héroes & contra el Terrorismo. Temática: Solidaridad Fechas: Del 16 al 20 de noviembre del 2011 Sede: EXPOHOLGUIN Inscripción: $ 15.00 CUC
Comité Organizador: Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos (ICAP) Delegado del ICAP: Amaury Torno González Dirección: Calle San Carlos Nº 27, Reparto Peralta, Holguín CP80100. Cuba. Teléfono: (53-24) 461 914; (53-24) 424 376 E-Mail: icaphlg@icap.cu, icaphlg.politico@icap.cu
Agencia Receptiva Oficial: AMISTUR CUBA S.A Gerente Comercial: Lic. Argelio F. Martínez Domínguez. Dirección: Paseo Nº 406 e/17 y 19, Vedado, Ciudad de La Habana. Cuba. Teléfono: (53-7) 830 1220; (53-7) 833 2374; (53-7) 834 4544 E-Mail: comercial@amistur.cu PRECIOS
SUPLEMENTO DE CENA CON LÍQUIDO $10.00 CUC POR PAX
NOTAS ACLARATORIAS:
domenica, 15 maggio 11 09:59
LIBERTà PER I CINQUE,GIA' !:Il movimento spagnolo esige da Obama la liberazione dei Cinque
LIBERTÀ PER I CINQUE, GIÀ! Il movimento solidale spagnolo esige da Obama la liberazione dei Cinque Il movimento spagnolo di solidarietà con Cuba ha reclamato a Madrid, che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ordini l’immediata scarcerazione dei Cinque anti terroristi dell’Isola, reclusi dal 1998 per aver prevenuto il loro popolo sulle azioni violente organizzate dai nemici della Rivoluzione. La Porta del Sol è stata lo scenario di una forte concentrazione, durante la quale diverse organizzazioni hanno chiesto a Obama di liberare Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González, Ramón Labañino e René González. Nella manifestazione organizzata dal Comitato di Madrid per la liberazione dei Cinque prigionieri politici, sventolavano molte bandire cubane ed i partecpanti hanno portato cartelloni con le foto dei patrioti dell’Isola. Inoltre sono state distribuite migliaia di volantini con una breve spiegazione del processo manipolato che 13 anni fa si è svolto a Miami, e con il quale i Cinque sono stati sentenziati a condanne smisurate come due ergastoli più 15 anni. Cinque membri del Comitato si sono vestiti con le tute arancio dei reclusi per rappresentare i Cinque antiterroristi e interessare al caso i passanti, ai quali è stato consegnato uno scritto che spiega la situazione attuale dei Cinque cubani. Il movimento d’amicizia con Cuba ha anche denunciato la doppia e falsa morale del governo di Washington, che mantiene reclusi cinque antiterroristi e protegge un criminale terrorista confesso come Luis Posada Carriles. Nell’occasione sono state raccolte firme per arrivare ad un totale di un milione, che il movimento solidale dell’Europa ha previsto di raccogliere nei proissimi mesi in una campagna iniziata il 12 marzo e che terminerà il 1 settembre. Durante un incontro che si è svolto nell’ Ateneo di Madrid, l’ambasciatore cubano in Spagna, Alejandro González, ha affermato di recente che, lontano dall’essere un’azione minore, la crociata ha una straordinaria importanza in questa lotta che dura da circa 13 anni. (Traduzione Granma Int.)
venerdì, 13 maggio 11 21:43
Obama esortato a liberare mediante indulto i Cinque cubani
Obama esortato a liberare mediante indulto i Cinque cubani USA, 12 mag (Prensa Latina) Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque, attraverso una lettera, esortò il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a liberare i Cinque eroi cubani imprigionati in questo paese. Nel testo, si legge che il mandatario statunitense ha nelle sue mani la potestà di dare compimento all'Articolo 2, Sezione 2 della Costituzione degli Stati Uniti, e scarcerare, mediante un indulto, i Cinque eroi cubani che prevennero atti terroristici contro Cuba dei gruppi con sede a Miami. Così l'informò l'attivista statunitense, Gloria La Riva, che ha sottolineato che l'indulto per i Cinque eroi cubani è una richiesta giusta. Recentemente il comitato ha pubblicato delle informazioni sui giornalisti di Miami che coprivano il caso dei Cinque, e stavano ricevendo pagamenti segreti del governo per mezzo di Radio e TV Martì col fine di avere influenza sull'opinione pubblica. Questo viola il diritto di questi uomini di avere un giudizio giusto. Il presidente Obama deve prendere immediatamente in considerazione questa situazione, segnalò La Riva. Ugualmente, si dispiacque che criminali come Luis Posada Carriles stiano vivendo sempre di più come eroi. Questo dimostra che la politica di Washington appoggia il terrorismo ed i tentativi di destabilizzazione contro paesi sovrani, ha concluso. Ig/Radio Nacional de Venezuela LIBERTÀ PER I CINQUE, GIÀ! Obama deve liberare gli antiterroristi cubani Deisy Francis Mexidor “Esorto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a liberare i Cinque antiterroristi cubani prigionieri in questo paese, per il bene della giustizia”. Così si legge in una lettera inviata a Obama dall’ex giurista tedesco Günter Belchaus, integrante del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, come sono identificati Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González. Nel suo reclamo il Consigliere Ministeriale in pensione, afferma che il presidente degli USA ha nelle sue mani la facoltà per - a tenore con l’Articolo 2º della Costituzione degli Stati Uniti - scarcerare mediante un indulto i Cinque che, con le loro azioni hanno ostacolato l’esecuzione di azioni terroristiche. “Ancora una volta la esorto a usare questo potere per il bene della giustizia, per il bene dell’umanità e per rispettare i diritti umani con il fine di giustificare le speranze di tante persone in tutto il mondo”, sottolinea. “Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René sono "cinque cubani coraggiosi, sono innocenti e dopo quasi 13 anni di prigionia sono sempre detenuti ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti”, ha aggiunto. Membro del comitato tedesco ‘Basta Ya’, Belchaus ratifica al Presidente, nella sua lettera mandata in copia a Prensa Latina, che si faccia giustizia nel caso del terrorista Luis Posada Carriles, che è sempre vivo e si gode la vita libero a Miami, dove ha un rifugio sicuro. Inoltre ricorda che Posada Carriles fu uno degli autori del criminale attentato ad un aereo civile in volo nel cielo di Barbados, nel quale morirono 73 persone innocenti, nel 1976, e denuncia che il governo degli USA ha commesso un’esecuzione extragiudiziaria con Osama bin Laden, morto all’alba di lunedì 2 maggio, dopo un’operazione ordinata da Obama e realizzata da commandos scelti del Pentagono in Paquistan. “Il presidente ha proclamato che è stata fatta giustizia, ma io preferisco dire che è stata eseguita un’esecuzione extragiudiziaria”, ha puntualizzato Belchaus. L’iniziativa di Belchaus fa parte delle azioni del Comitato Internazionale a favore di una causa che nonostante l’appoggio che riceve in numerosissimi paesi, è fatta tacere dai grandi media della stampa internazionale e soprattutto negli Stati Uniti. (Traduzione Granma Int.)
domenica, 08 maggio 11 10:13
In Bolivia, Venezuela, Salvador,....manifestazioni per la libertà dei Cinque
Bolivia: una marcia per chiedere la libertà dei Cinque antiterroristi cubani I rappresentanti dell’Associazione dei Cubani Residenti a La Paz hanno marciato nella capitale della Bolivia per esigere la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti. La presidentessa di questa organizzazione, Yana Fernández, ha detto l’iniziativa risponde ad un accordo adottato a L’Avana nell’ambito dell’Incontro Internazionale dei Residenti Cubani all’ Estero, effettuato nel 2010. Yana Fernández ha precisato che in quell’occasione si è determinato di realizzare queste manifestazioni ogni 5 maggio alle 5 e 55. Il presidente del Movimento Boliviano di Solidarietà con Cuba, Mario Salinas, segnalò che è ora che il presidente statunitense, Barack Obama, prenda coscienza e faccia uso della sua prerogative come presidente per liberare i Cinque. La segretaria alle relazioni di questa organizzazione, Magalis Zambrana, ha parlato delle attività che si organizzano per far conoscere il caso al popolo della Bolivia: 200 incontri con i compagni delle brigate mediche cubane, con i quali si svolgono dibattiti, Inoltre si distribuiscono volantini per far conoscer la verità sul caso. Magalis Zambrana ha aggiunto che inoltre si raccolgono firme e di riempiono cartoline da inviare a Obama per reclamare la libertà dei 5 patrioti cubani. La marcia è partita dalla Piazza Isabella la Cattolica ed ha raggiunto l’ambasciata degli Stati Uniti. Vi hanno partecipato i membri dell’Associazione dei Cubani Residenti a La Paz e dei movimenti di solidarietà con Cuba. Antonio Guerrero, René González, Gerardo Hernández, Fernando González e Ramón Labañino furono arrestati nel 1998, e processati a Miami nel 2001 per aver ostacolato le azioni criminali delle organizzazioni terroristiche nemiche di Cuba, che operano impunemente dalla Florida. Nel mondo si critica molto il silenzio mediatico imposto ai grandi media della comunicazione da Washington, che non vuole che si diffonda la verità su questi antiterroristi. ( Traduzione Granma Int.)
Libertà per i Cinque, già! I venezuelani reclamano la liberazione dei 5 Più di settemila cartoline postali firmate da venezuelani sono state inviate a Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, per reclamare la libertà dei Cinque Eroi antiterroristi cubani, prigionieri politici in questo paese dal 1998. Rosalinda Chanagá, coordinatrice del Movimento di Solidarietà Mutua Cuba-Venezuela, ha detto che le cartoline sono state spedite il 5, Giorno Mondiale per i Cinque, dalla sede principale dell’Istituto Postale Telegrafico, a Caracas, come ha informato l’agenzia di notizie Prensa Latina. I coordinamenti regionali di solidarietà, a loro volta, hanno svolto altre azioni, come la collocazione di un enorme pannello sulla strada più centrale di Maracaibo, La Limpia, nello stato di Zulia. Un comunicato del Comitato, diffuso martedì 3, domanda a Obama che ponga fine alla colossale ingiustizia, facendo uso delle sue facoltà, conferitegli dalla Costituzione degli Stati Uniti. La Giornata è stata segnata dagli ultimi elementi del caso, poichè nell’aprile scorso il governo di Washington ha chiesto alla Corte Federale di Miami di respingere le richieste di habeas corpus di Gerardo Hernández, condannato a due ergastoli e 15 anni, e di Antonio Guerrero, che ugualmente ha presentato habeas corpus e che nell’agosto del 2009 è stato risentenziato con una condanna - ridotta - a 21 anni e 10 mesi di prigione. Gerardo e Antonio, con Fernando González, Ramón Labañino René González furono arrestati nel settembre del 1998 e processati a Miami, nel 2001, per essersi infiltrati per ostacolare le azioni criminali delle organizzazioni terroristiche anticubane radicate in Florida, che godono del consenso di Washington. Esiste una campagna mondiale convocata dal Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, per - nel quinto giorno di ogni mese- alzare la voce di migliaia di persone nel pianeta per reclamare la libertà di questi Cinque patrioti cubani. (Traduzione Granma Int.)
In Salvador chiedono ad Obamala libertà degli antiterroristi cubani San Salvador, 6 mag (Prensa Latina) Organizzazioni solidali e politiche del Salvador hanno chiesto oggi al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l'immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati nella nazione settentrionale. L'esigenza è stata reiterata in un atto popolare nel parco centrale del municipio di Apopa, nella periferia nord della capitale, organizzato dal comitato locale della Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà per Cuba. Nidia Diaz, della Commissione Politica del Fronte Farabundo Martì per la Liberazione Nazionale (FMLN), denunciò la doppio morale degli Stati Uniti in relazione col terrorismo, proteggendo criminali ed imprigionare lottatori contro questo flagello. Ha aggiunto che l'ingiusto incarceramento di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, contrasta con la protezione negli Stati Uniti del terrorista Luis Posada Carriles. L'ambasciatore di Cuba, Pedro Pablo Prada, ringraziando per la solidarietà col suo paese, ha affermato che l'atto è una pietra miliare che si va trasformando in tradizione di ogni giorno 5, quando i salvadoregni si pronunciano per la libertà dei Cinque. Ricordò che atti simili si sono realizzati in altri municipi di questa nazione, da quando cominciò l'anno. Il giorno 5, del mese 5, per i Cinque, espressero gli organizzatori dell'atto che distribuirono nella zona centinaia di volantini con dettagli dell'ingiustizia commessa contro questi lottatori. Il coordinatore generale dell'organizzazione solidale, Raul Martinez, ha risaltato in questo senso l'unità dei salvadoregni nella lotta per la libertà degli antiterroristi e nell’appoggio a Cuba. La Diaz, deputata al Parlamento Centroamericano, qualificò come una vergogna morale che gli Stati Uniti imprigionino questi lottatori contro il terrorismo e liberi un autore confesso di questi crimini come Posada Carriles. È una vergogna che (Posada Carriles) abbia utilizzato il nostro territorio per aggredire il popolo cubano che ha dato solo bontà al nostro popolo, ha affermato. Durante l'atto si presentarono anche canzoni sociali e del cantautore cubano Silvio Rodriguez il trovatore Fernando Araniva ed il gruppo musicale Mahucutá, della Casa della Gioventù del Comune di Apopa. Ig/rl
In Cuba condannata l’ipocrisia militarista statunitense Guantanamo, Cuba, 6 mag (Prensa Latina) Attivisti per la pace mondiale condannarono la grande ipocrisia militarista degli Stati Uniti, responsabile della morte di migliaia di persone e di abbondanti danni materiali nella guerra dell'Iraq e dell’Afghanistan. Con i suoi chiamati interventi umanitari, promuovono aggressioni che colpiscono principalmente la popolazione civile, precisa il progetto della dichiarazione finale del II Seminario di Pace per l'abolizione delle basi militari straniere. I firmatari criticarono la doppia morale del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che non compie il compromesso elettorale di chiudere il centro di internazionale di tortura stabilito nell'illegittima base navale di Guantanamo, nell’estremo orientale cubano. Condannarono la presenza delle basi militari straniere disseminate nella geografia mondiale, e le ingerenze nei temi interni delle nazioni. In questo senso, la presidentessa del Consiglio Mondiale per la Pace, la brasiliana María Soccorro Gomez ripudiò durante l'appuntamento la presenza di queste installazioni nordamericane nel Salvador, Honduras, Panama, Costa Rica e Colombia. Gomez sottolineò che questa politica fa parte della riconquista dell'America Latina, spinta dall'amministrazione del presidente, Barack Obama. I delegati esigerono a Washington l'immediata liberazione dei Cinque antiterroristi incarcerati nelle prigioni del paese settentrionale dal 1998. Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, compiono severe condanne per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi con base nel territorio nordamericano. Ripudiarono anche l'aggressione militare contro la Libia, che viola i principi del diritto internazionale. Ig/joe
mercoledì, 04 maggio 11 23:44
Nuova giornata mondiale, questo giovedì 5 maggio, per i Cinque /Radio Habana Cuba ha...
Nuova giornata mondiale, questo giovedì 5 maggio, per i Cinque 04.05.11 - www.granma.cu Il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti, ha convocato a realizzare, giovedì 5 maggio, una nuova giornata mondiale a favore della scarcerazione di questi patrioti.Il giorno 5 di ogni mese, una quantità sempre maggiore di persone invia messaggi di posta elettronica , fax e telegrammi al presidente nordamericano Barack Obama, per esigere che li liberi, segnala un comunicato del gruppo.Domandiamo a Obama che, facendo uso delle facoltà che gli conferisce la Costituzione degli Stati Uniti, ponga fine a questa colossale ingiustizia, dice il testo. In questa nuova giornata ci saranno due nuovi elementi, dato che il 25 aprile ultimo il Governo di Washington ha sollecitato alla corte Federale di Miami di respingere la richiesta di hábeas corpus de Gerardo Hernández http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/gerardo/index.html condannato a due ergastoli più 15 anni. Inoltre ha fatto la stessa petizione, tre giorni dopo, per il caso di Antonio Guerrero Rodríguez http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/gerardo/index.html che ha presentato a sua volta hábeas corpus. Nel processo di risentenza, nell’agosto del 2009, ha ricevuto una condanna di 21 anni e 10 mesi di prigione. Gerardo y Antonio, con Ramón Labañino http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/ramon/index.html Fernando González http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/fernando/index.html e René González http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/rene/index.html furono arrestati il 12 settembre del 1998 e processati a Miami, nel 2001, per aver ostacolato le azioni delle organizzazioni terroristiche anticubane che operano dalla Florida e contano sul consenso di Washington. Radio Habana Cuba ha ricevuto gli auguri dei Cinque Antonio Guerriero, a nome dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, ha inviato ai lavoratori di Radio Habana Cuba un messaggio d’auguri per i cinquant'anni di vita di questa emittente. Nel suo messaggio Tony ricorda quel 16 aprile, quando Fidel dichiarò il carattere socialista della Rivoluzione e la nuova emittente trasmetteva al mondo la notizia, allora come onda sperimentale, e poi il 1º maggio di quell’anno, quando fu fondata la stazione. Questa emittente, scrive Tony, da cinquant'anni diffonde la verità sull’opera rivoluzionaria in tutto il pianeta e la sua voce non sarà mai spenta, come sarà indistruttibile per sempre il socialismo nel nostro paese. Il messaggio d’auguri dei Cinque Eroi per i cinque decenni di trasmissioni, si conclude sostenendo che nelle cinque prigioni dove scontano le loro ingiuste condanne è presente anche Radio Habana Cuba. ![]() martedì, 03 maggio 11 09:30
Antonio Guerrero: un messaggio rivoluzionario del 1°maggio sotto la neve
Antonio Guerrero: un messaggio rivoluzionario del 1°maggio sotto la neve Florence, USA, 1°mag (Prensa Latina) Di seguito pubblichiamo il messaggio di Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’impero, scritto proprio per salutare il suo popolo nella giornata di festa dedicata al lavoratori: “Cari amici: Al momento di redigere queste righe per le strade della nostra patria il popolo unito torna a dimostrare al mondo la sua fedeltà alla Rivoluzione, a Fidel ed a Raul. E’ il Primo Maggio!, e mi congratulo pensando alla fratellanza che c'unisce ed in quello che valgono, per il mondo migliore che sappiamo possibile. Florence ha albeggiato tutta bianca, la poca primavera che era nata è rimasta seppellita sotto la neve, ma un'altra volta rinascerà. Cinque abbracci. Vinceremo! Tony FCI FLORENCE 1° maggio 2011 Ig
martedì, 03 maggio 11 09:23
5 eroi cubani :Ricardo Alarcon nella Riunione del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale per a P![]() 5 eroi cubani :Parole di Ricardo Alarcon De Quesada nella Riunione del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale per a Pace
Compagne/i: Ci onora che qua si riunisca il Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale per la Pace, istituzione che si adopera per la convivenza armoniosa tra le nazioni ed il rispetto dei diritti dei popoli, e lo ha sempre fatto, senza vacillare, fin dalla sua fondazione quando si iniziava la cosiddetta Guerra Fredda. Furono continue le sue lotte per evitare lo scontro militare tra i due blocchi in cui allora era diviso il mondo. Quella guerra mai scoppiò anche se sì ripeterono le aggressione imperiali contro popoli che cercavano di liberarsi dominazione coloniale. In quei giorni si prometteva che al superarsi la guerra fredda si sarebbe raggiunto il disarmo generale e completo e le abbondanti risorse, così liberate, sarebbero servite per finanziare lo sviluppo dei paesi del terzo Mondo. Non si è raggiunto né l'uno né l'altro. Terminò la guerra fredda, ma si intensifica la corsa agli armamenti, ora non esiste il Patto di Varsavia, ma la NATO aumenta i suoi membri ed estende la sua azione militare fuori del suo ambito originale, prima invadendo l'Afghanistan e ora bombardando e massacrando, in Libia, la popolazione che dice cinicamente di proteggere. Si fa più profondo il divario tra ricchi e poveri e già quasi nessuno ricorda le vecchie promesse di cooperazione internazionale per lo sviluppo. Sono ogni volta più evidenti i segni di crisi ambientale che minaccia di annientare la specie umana e la fame colpisce centinaia di milioni in tutto il pianeta. Giungete a L'Avana poco dopo la conclusione del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba che ha mobilitato tutta la società per esaminare i nostri problemi principali e approvare i cambi indispensabili al nostro progetto economico e sociale. E'stato un Congresso in cui è uscita rafforzata l'unità patriottica della nazione. Tutte e tutti noi ci impegneremo a costruire una società migliore in cui fiorisca il nostro socialismo, il socialismo possibile a Cuba, oggi. Sono grandi le sfide di fronte al nostro popolo. Resistiamo ad una guerra economica che dura ormai da oltre mezzo secolo, il genocidio più lungo della storia. Affrontiamo altre forme di aggressione compreso il terrorismo che ha ucciso o ha gravemente colpito migliaia di nostri connazionali. Sono sei anni che Luis Posada Carriles, assassino confesso, sfrutta una protezione ufficiale e dal territorio USA annuncia futuri crimini in totale impunità. Per cercare di impedire tali attacchi sono stati ingiustamente condannati e soffrono crudele prigionia i Cinque compatrioti a cui voi avete fatto un riconoscimento molto speciale. Apprezziamo profondamente la vostra solidarietà. I Cinque sono la prova inconfutabile che Washington pratica il terrorismo contro il popolo cubano. Non è storia del passato. Continua a farlo tuttora. Perciò il lunedì 25 aprile di quest'anno, appena cinque giorni fa, la Procura ha chiesto che sia respinta sommariamente, senza udienza né considerazione alcuna, la petizione di Habeas Corpus a favore di Gerardo Hernandez Nordelo. Stessa reazione è stata successivamente rispetto alla mozione simile di Antonio Guerrero e di René González. Washington vuole che il tribunale di Miami respinga i ricorsi senza discuterli, senza riesaminare le prove, senza ascoltare nemmeno un accusato su cui pesa una non comune condanna a due ergastoli più quindici anni. Essi vogliono, in segreto, perpetuare una brutale ingiustizia. È lo stile di coloro che hanno creato carceri clandestine ed hanno legalizzato le torture. Pensano di poterlo fare impunemente perché contano sulla complicità dei cosiddetti media che occultano la verità ed impediscono al popolo nordamericano di conoscerla. E'urgente convocare la solidarietà di tutte le persone oneste. Bisogna moltiplicare ovunque azioni come quella che voi realizzate e che meritano la nostra gratitudine. Solo così possiamo sconfiggere la dittatura dei media che è il principale strumento dell'Impero ed colpevole anche per le sue infamie. Che si erga in tutto il mondo l’appello al Presidente Obama perché liberi i Cinque, tutti e ciascuno di loro, senza eccezione né condizione alcuna.
lunedì, 02 maggio 11 16:14
COMITATO ITALIANO GIUSTIZIA PER I CINQUE :-IL CINQUE PER I CINQUE-COMITATO ITALIANO GIUSTIZIA PER I CINQUE
Parrocchia della Chiesa Cattolica di S. Luca Evangelista, Varcaturo – Giugliano (Napoli): incontro di sensibilizzazione per i cinque agenti dell’antiterrorismo cubani detenuti da oltre 12 anni nelle carceri degli Stati Uniti. La Rivista e Associazione Nuestra América ha l’autorizzazione e il piacere di pubblicare una nota del Parroco Don Carlo Villano della Parrocchia di San Luca Evangelista.
Sentirsi impegnati nei confronti dell’ingiustizia, sentirsi chiamati a comprenderla, ad affrontarla e – se possibile – a porvi rimedio, nello spirito dell’autentica fratellanza, è un appello cui un cristiano non può non rispondere. A meno che egli non abbia dimenticato le parole e i gesti del Vangelo, quelle che ci ricordano la vicinanza ai fratelli, soprattutto nelle circostanze della difficoltà più estrema, nella miseria e nella cattiva sorte. “Ero prigioniero e siete venuti a visitarmi”, ha detto Gesù ai suoi discepoli, per sintetizzare in un azione lo spirito della carità cristiana E così, nello spirito della sequela delle parole del Vangelo, mercoledì 27 febbraio 2011 abbiamo idealmente fatto visita ai cinque cittadini cubani detenuti da circa dodici anni nelle carceri degli Stati Uniti, lontani dalla famiglia, privati sostanzialmente del conforto dell’amicizia e delle sue sollecitudini, privati della difesa dovuta ad ogni cittadino di qualsiasi paese e finanche dell’orizzonte della speranza in un futuro possibile. Presso la parrocchia di San Luca Evangelista, in località Varcaturo di Giugliano in Campania,la sera del 27 Aprile2011 si sono riuniti i fedeli che partecipano agli incontri dell’Azione Cattolica adulti. Un gruppo motivato e compatto, teso nella ricerca del senso autentico della vita cristiana, disponibile all’incontro anche con realtà apparentemente lontane dalla loro esperienza quotidiana di fede. Alla serata era presente il professor Luciano Vasapollo, docente dell’Università “La Sapienza” di Roma,direttore della rivista Nuestra América e Vicepresidente del “Comitato Italiano Giustizia per i 5”, e il dottor Vladimir Pérez, Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia. Ad accompagnarli nell’introdurre l’incontro, oltre al sottoscritto, c’era Paolo Graziano per l’Osservatorio Meridionale di Cestes-Proteo. Essi hanno raccontato ai presenti la storia di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, i cinque agenti dell’antiterrorismo cubano che, a causa di una controversia internazionale, trascorrono da oltre dodici anni la loro esistenza in carcere, con una terribile ipoteca sulle spalle, che spaventa anche il più coraggioso, probo e motivato degli uomini: la vicenda ha catturato l’attenzione dei presenti, che hanno desiderato approfondire le cause e i criteri con cui un’ingiustizia così macroscopica, che ha potuto travestirsi da legalità adoperando le motivazioni della sicurezza nazionale, della difesa dal terrorismo: in fin dei conti, della “ragion di Stato”. Ma se la “ragion di Stato” può apparire criterio sufficiente a tollerare la soppressione del diritto e la disumanità del trattamento riservato a poche persone, in nome di un presunto vantaggio superiore, essa non può essere accettata da un cristiano come motivo per tacere di fronte a ciò che ci appare come una soppressione del diritto individuale, della dignità umana, dello spirito che abita in ogni uomo e che viene offeso dall’esercizio della prevaricazione, della prigionia, della privazione dei beni essenziali. Per questo, l’auspicio di tutti i presenti è stato quello che si giunga presto ad una soluzione positiva del caso dei cinque, a una considerazione dell’umanità di questi fratelli sofferenti che possa riportarli quanto prima tra le loro famiglie. Le vite degli uomini non sono un mezzo per la risoluzione o la perpetuazione dei contenziosi tra Stati. Nel corso dell’incontro due sono state le domande fondamentali degli intervenuti: la prima è l’interrogativo relativo al sacrificio: come è possibile pensare di sacrificare la vita di un uomo a una presunta ragione più alta? Nel messaggio cristiano, e ancor prima in quello derivante dal mondo giudaico, la vita di ciascuno vale quanto l’esistenza dell’universo intero e nessuna offesa arrecata alla dignità dell’uomo può essere giustificata. È un principio recepito anche nella tradizione filosofica, a dimostrazione del fatto che si tratta di un valore riconosciuto come universale. Il secondo interrogativo riguarda la presenza dello spirito nella vicenda di sofferenza e sacrificio che caratterizza la lunga e penosa detenzione dei cinque. Al di là degli orizzonti ideologici, dovunque viene patita un’ingiustizia e dovunque si lavora insieme per superarla, soffia lo spirito cristiano. E, cristianamente, l’ingiustizia si combatte non con le armi della rivalsa o, peggio, della vendetta, ma con la comunione che si esprime nella preghiera, nella condivisione, nell’esercizio concreto della fratellanza, nella passione che ci lega a questi 5 fratelli sofferenti e che ci spinge, come cristiani, a non rinunciare più alla giustizia, finché non la vedremo realizzata ai nostri occhi, con le nostre mani. Il Parroco Don Carlo Villano e i componenti dell’Azione Cattolica adulti
da archiviocubano sabato, 30 aprile 11 12:57
Familiari dei Cinque cubani incontrano la Brigata Primo di Maggio![]() Familiari dei Cinque cubani incontrano la Brigata Primo di Maggio L'Avana, 28 apr (Prensa Latina) Familiari dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti sostennero un incontro coi più di 200 membri di 27 paesi che conformano la VI Brigata Internazionale Primo di Maggio nell'Accampamento Julio Antonio Mella di Caimito. Durante lo scambio, i brigatisti conobbero molto di più circa l'ingiustizia a cui stanno sottomessi Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez e si impegnarono a continuare lottando per la libertà dei Cinque cubani ed a diffondere la verità sul caso di questi degni difensori della pace. Per lo statunitense Benjamin Smith di 23 anni, che appena culminò i suoi studi universitari come analista di sistemi informatici, è molto importante che si conosca sui Cinque nel suo paese. “Là nessuno parla di loro, nessuno conosce il caso”, ha affermato. “Dobbiamo fare delle campagne, per esempio, attraverso l'Internet. Possiamo usare Facebook ed altre reti sociali. Posso parlare anche personalmente ai miei amici di quello che sta succedendo con questi Cinque cubani nel nostro paese e cercare altre iniziative”, concluse. Inoltre, è stata inaugurata l'esposizione “Martì nei Cinque Eroi” del foto reporter Roberto Busto, che riflette attraverso circa 60 immagini come ha influenza il pensiero del Maestro su questi valorosi uomini, al tempo che evidenzia l'arbitrio nel processo giudiziario e le condanne che gli sono state imposte. La VI Brigata Internazionale Primo di Maggio prevede nel suo programma di questo venerdì alcuni lavori agricoli in aree vicine all'Accampamento e la visita al Museo della Rivoluzione. Ugualmente, potranno godere dell'opera “Abracadabra” dal gruppo La Colmenita nel teatro del Convento di San Francisco di Assisi a L'Avana. Come il nome della Brigata ci dimostra, il piatto forte sarà il Primo di Maggio, data in cui condivideranno i festeggiamenti per il Giorno Internazionale dei Lavoratori insieme al popolo cubano nella storica Piazza della Rivoluzione Josè Martì. Dopo la sfilata, il 2 maggio, un gruppo partirà per Guantanamo con l'obiettivo di partecipare al Secondo Seminario contro le Basi Militari che si svolgerà i giorni 4 e 5 del mese prossimo, mentre il resto rimarrà a L'Avana per assistere all'Incontro di Solidarietà con Cuba nel Palazzo delle Convenzioni. Ig/Radio Rebelde
mercoledì, 27 aprile 11 00:30
GRAVISSIMOâ- governo USA respinge Habeas Corpus di Gerardo![]() GRAVISSIMO - governo USA respinge Habeas Corpus di Gerardo il Governo USA chiede che sia respinta la richiesta di Habeas Corpus presentata da Gerardo Hernández Nordelo e che non gli si conceda un'udienza per analizzare le sue argomentazioni e le supposte prove presentate contro di lui. Questa posizione ufficiale è contenuta in un documento di 123 pagine e tre allegati, consegnato oggi al tribunale federale di Miami dal procuratore Caroline Heck Miller, che è il principale accusatore di Gerardo, nonchè colei che si rifiutò, nel 2005, di incriminare il terrorista Luis Posada Carriles. A breve la difesa di Gerardo dará la sua risposta e la giudice Joan Lenard prenderà la sua decisione.
Ricordiamo le parole di Leonard Weinglass: “il peggio che può capitare a chi si trova nel sistema di giustizia nordamericano è essere solo. La solidarietà è necessaria per indicare che il mondo è vigile e che la legge deve essere rispettata.”
martedì, 26 aprile 11 20:14
Libertà per i cinque e gia'!:L'ipocrisia degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo
LIBERTÀ PER I CINQUE, GIÀ! L’ipocrisia degli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo Deisy Francis Mexidor L’intellettuale statunitense Saul Landau ha reiterato il suo duro biasimo per l’ipocrisia del suo paese nella lotta contro il terrorismo, dato che negli USA è stato assolto un criminale come Luis Posada Carriles. "I terroristi sono liberi mentre gli antiterroristi sono reclusi", ha affermato Landau, rispondendo alle domande degli spettatori di una presentazione nel cinema Brava di San Francisco, del suo documentario “Per favore che il vero terrorista si alzi in piedi”. Posada Carriles, autore dell’attentato contro un aereo civile cubano, nel quale morirono 73 persone nel 1976, è stato assolto l’8 aprile in un tribunale di El Paso, in Texas, da 11 accuse relazionate solo con frode migratoria. Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González invece scontano durissime e arbitrarie sanzioni nelle prigioni dell’impero. I Cinque, come li si conosce a livello internazionale, allarmavano sui piani estremisti organizzati e finanziati nel sud della Florida. Il film di Landau permette di scoprire le profonde ragioni che avevano i Cinque cubani per proteggere il loro paese contro il terrorismo, segnala una nata del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, diffuso mercoledì 20. Dopo 1 ora e 20 minuti di proiezione, si sono accese le luci e l’attore e attivista Danny Glover, è andato sul palcoscenico. Glover ha detto che con Saul Landau, ha visitato Gerardo Hernández in tre occasioni, ed ha sottolineati le qualità del cubano che ha definito ‘un esempio di quello che significa l’essere umano nel più alto senso della parola’. Alicia Jrapko, del Comitato Internazionale, ha detto che il documentario di Landau è un importante strumento per spiegare le motivazioni dei Cinque, e perchè stavano negli Stati Uniti. Hanno assistito alla proiezione del filmato anche Gayle McLaughlin, sindachessa di Richmond; il presidente del Partito Democratico della California, John Burton, e Tony González, direttore del Movimento Indio Americano dell’Ovest.
(Traduzione Granma Int.) venerdì, 22 aprile 11 09:41
UCRAINA : LIBERTA' PER I CINQUE UCRAINA : LIBERTA' PER I CINQUE Ucraina, 21 apr (Prensa Latina) Il lunedì, 18 aprile, quando Cuba e tutta l'umanità progressista celebravano il 50° anniversario della vittoria del popolo cubano a Playa Giron, ed a L'Avana trascorrevano le sessioni del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, Andres Samarskiy e Manuel Lopez, coordinatori del Comitato Nazionale Ucraino “Per la Libertà dei Cinque Eroi Cubani”, visitarono la città di Dnipropetrovsk. Qui, nella cornice della Campagna europea “Un milione di firme per la libertà dei Cinque”, si portarono a termine vari incontri con le organizzazioni politiche e sociali ed istituzioni di educazione della città. Il lavoro dei coordinatori del comitato non fu semplicemente il raccogliere firme, bensì fondamentalmente creare una solida rete locale di organizzazioni amiche ed attivisti che lavorano energicamente nella raccolta di firme, e contemporaneamente attrarre nuovi militanti alla nostra lotta. Dopo una visita di mattina alla scuola numero 9 dove i bambini studiano con profondità le lingue straniere, compreso lo spagnolo, alle 10:00 am i coordinatori del Comitato per la libertà dei Cinque si riunirono con l'attivo Partito Socialista Progressista di Ucraina in Dnipropetrovsk, dove parlò anche la deputata Vera Kuprichenko, la quale chiese ai partecipanti di lavorare senza tregua nella campagna di raccolta di firme per la libertà dei Cinque. Alle 11:30 della mattina cominciò l'incontro con gli studenti e professori di spagnoli della facoltà di linguistica dell'Università di Economia e Diritto, intestati per i professori Oleg Nesterenko e Demian Nepilko che negli anni 70 anni aiutarono il popolo cubano a costruire fabbriche per la produzione di nichel in Moa e Niquero. Lì si mostrò il documentario cubano “Missione contro il terrore” che narra sull'ingiustizia dei processi legali contro Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè. Alle 02:00 del pomeriggio ha dato inizio la riunione coi rappresentanti dell'Associazione di Amicizia Ucraina-Cuba e l'Associazione di combattenti internazionalisti (cubani) in Ucraina, dove si parlò del caso dei Cinque, e la situazione attuale di Cuba. Inoltre, si mostrò il documentario Sfida, che parla di come il popolo cubano, diretto dal suo governo, superò le difficoltà del “periodo speciale”, quando dopo il collasso del suo principale alleato, l'URSS, il governo degli USA ha reso più duro il bloqueo ed i suoi attacchi contro l'Isola della Libertà. Alle 04:00 pm i coordinatori del Comitato erano già riuniti con l'attivo del Comitato Regionale del Partito Comunista. Serguey Jrapov, deputato e primo segretario del comitato regionale di Dnipropetrovsk, assicurò che i comunisti porteranno a termine una profonda campagna di raccolta di firme in appoggio ai Cinque. Il giorno culminò con un emotivo incontro coi cubani residenti in Dnepropetrovsk ed i loro amici che ha avuto luogo nel Centro Culturale Cubano che esattamente un anno fa è stato organizzato dal cantante cubano Miguel Angel Vega. Dnirpopetrovsk è solo un esempio. In realtà, in Ucraina, ci sono centinaia di città, dove vivono molti amici di Cuba che sono disposti a formare file nella lotta per la libertà dei Cinque Eroi cubani. Ig/Comitato Ucraino per la Liberazione dei Cinque cubani
monumento per i cinque di Varadero (foto sandino)
martedì, 19 aprile 11 22:37
VI Congreso del PCC :-Messaggio dei Cinque-
VI Congreso del PCC I Cinque Eroi hanno inviato i loro messaggi al VI Congresso del Partito, che simbolizziamo con la pubblicazione di questo disegno inviato da Gerardo.
domenica, 17 aprile 11 18:33
Presentato un libro di Antonio Guerrero a Playa Girà³n/Monumento ai 5 Eroi ad Artemisa Presentato un libro di Antonio Guerrero a Playa Girón 15.04.11 - Barbara Vasallo Vasallo www.granma.cu La presentazione del libro "Un lugar de retiro", di Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani antiterroristi ingiustamente reclusi negli Stati Uniti è divenuta un reclamo di libertà immediata e una mostra di solidarietà con questi Eroi. Il museo di Playa Girón, in questo luogo storico, è divenuto uno scenario per denunciare ancora una volta l’ingiustizia e la manipolazione nella causa di Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González. Con la presenza di Mirtha Rodríguez e María Eugenia Guerrero, madre e sorella di Antonio; di Rosa Aurora Freijanes, moglie di Fernando, il testo è stato presentato da Luis Octavio Hernández, presidente a Matanzas dell’Associazione Cubana degli Artigiani Artisti (ACCA). "Un lugar de retiro", pubblicato dalla Editrice Matanzas, include 18 poesie, come un diario che descrivono i giorni passati dall’autore nel Centro di Transito Federale dell’Oklahoma, in totale isolamento nel chiamato "buco". Nella breve prefazione, Antonio narra come con poca carta e alcuni pezzettini di matita ha potuto descrivere le sue giornate in assoluta solitudine. Editore del testo è Alfredo Zaldívar, con il disegno originale di Johann Trujillo. Mirtha Rodríguez, ha detto di sentirsi onorata di stare nel museo di Playa Girón, che raccoglie la storia dell’epopea dell’aprile di 50 anni fa, e la soddisfazione di appartenere ad un popolo che ha inflitto la prima sconfitta all’imperialismo in America Latina. Ha raccontato la sua recente visita al figlio, nella prigione del Colorado, l’ottimismo e la fermezza di Tony, ed ha segnalato che i Cinque, vittime dell’ingiustizia di un processo politico, vivono orgogliosi di fare parte della storia, del momento che tocca loro vivere e dell’onore che sentono. Gerardo, René, Ramón, Antonio e Fernando sono prigionieri da più di 12 anni nelle carceri degli Stati Uniti, dopo un processo giudiziario illegale e manipolato dalla destra cubano-americana e dai grandi mezzi di comunicazione del paese. Rosa Aurora Freijanes, ha chiamato ad unire sempre più voci per reclamare la libertà immediata per i Cinque, perché a quest’altezza, dopo l’incredibile assoluzione del noto terrorista confesso Luis Posada Carilles in un tribunale di El Paso, in Texas, non si sa di che giustizia si sta parlando, ha sottolineato riferendosi al sistema giudiziario nordamericano. Monumento ai Cinque Eroi ad Artemisa 14.04 - Nel municipio di Guanajay, una delle 11 località della nuova provincia di Artemisa, è stato inaugurato il primo monumento creato nel paese come reclamo della libertà per i Cinque Eroi ingiustamente reclusi nelle prigioni nordamericane, per aver difeso il popolo di Cuba dalle azioni criminali perpetrate dagli Stati Uniti. L’opera è stata costruita nella rotonda centrale del luogo dove vive una popolazione di circa 29.000 abitanti ed è stato disegnato dall’ artista Bruno Roberto Vega, che ha utilizzato una tecnica d’assemblaggio. Da una stella fusa in cemento si alza maestosa un’asta di tredici metri sulla quale ondeggia la bandiera cubana in tempesta, simbolo della resistenza di René, Ramón, Fernando, Gerardo e Antonio. Dalle cinque punte si elevano piedestalli fusi in cemento armato, che rompono le sbarre della prigione, come mostra della forza ideologica dei coraggiosi cubani, mentre una bussola indica la rotta del nord brutale e turbolento, come lo definirebbe l’Apostolo dell’indipendenza di Cuba, José Martí. Valutata circa ventimila pesos in moneta nazionale, l’opera è stata donata dall’autore alla popolazione di Guanajay, località nota come l’Atene di Cuba, terra nativa dalla cantautrice Maria Teresa Vera. Questo luogo fa sentire l’eco dei figli di questa città fondata nel 1650, che alzano le voci per esigere giustizia per i Cinque coraggiosi patrioti
monumento per i cinque di Varadero giovedì, 14 aprile 11 23:08
Artisti degli USA appoggiano la proposta di James (Jimmy)Carter per liberare i Cinque
Artisti degli USA appoggiano la proposta di James Carter per liberare i Cinque Importanti personalità statunitensi della cultura hanno espresso la loro soddisfazione per il richiamo fatto dall’ex presidente James Carter per la libertà dei Cinque antiterroristi prigionieri negli Stati Uniti. Un comunicato emesso a Los Angeles e diffuso in Internet dal “Comitato Internazionale per la Libertà dei 5 Cubani” cita Danny Glover, Susan Sarandon, Jackson Browne, Martin Sheen, Bonnie Rait, Pete Seeger, Elliot Gould e Oliver Stone tra i firmatari della dichiarazione d’appoggio al richiamo dell’ex presidente nordamericano. Gli Attori e Artisti degli Stati Uniti per la libertà dei Cinque, come si sono denominati, hanno anche ringraziato per il desiderio espresso da Carter per un miglioramento delle relazioni con Cuba. In un messaggio che hanno inviato all’ex presidente nordamericano, sabato 9, i 20 firmatari hanno sottolineato quello che ha dichiarato, dicendo: “Credo che la reclusione dei Cinque cubani non abbia senso. Ci sono stati dubbi nei tribunali statunitensi e anche tra le organizzazioni dei diritti umani nel mondo. Adesso loro sono gia stati in prigione 12 anni ed io spero che in un vicino futuro siano liberati, perchè tornino alle loro case”. Gli Attori e Artisti hanno espresso i loro ringraziamenti per la visita di Carter ed hanno appoggiato future riunioni tra lui, il presidente Obama e la segretaria di Stato Hillary Clinton, perchè si possa porre rimedio a questa ingiusta situazione. Danny Glover ha detto: La sua saggezza e il suo coraggio nel fare un richiamo per la libertà dei Cinque cubani, offre un aiuto al presidente Obama per correggere questa ingiustizia e applicare una Clemenza Esecutiva per far sì che possano ritornare a vivere con le loro famiglie.
lunedì, 11 aprile 11 21:17
I messaggi di Tony e Ramà³n dopo il processo di El Paso:âQuesto verdetto è una vergognaâ![]() I messaggi di Tony e Ramón dopo il processo di El Paso: “Questo verdetto è una vergogna” Il messaggio di Antonio Guerriero: “Cari amici, di sicuro siate già a conoscenza che in una Corte a El Paso, in Texas, una giuria ha dichiarato Luis Posada Carriles assolto da tutte le accuse di cui era imputato in un processo teatrale, per aver mentito alle autorità dell’immigrazione. I Cinque sappiamo bene quello che è un processo davanti ad una Giuria di 12 persone in questo paese. Il nostro durò più di 7 mesi e non posso negare che in quella sala sentimmo con grande forza che non era possibile che quella giuria ci giudicasse colpevoli di delitti che non avevamo mai commesso. Eravamo molto innocenti in tutto il senso della parola. Abbiamo visto sfilare testimoni della difesa e dell’accusa, e tutti, in un modo o in altro, terminarono con dare forza ai nostri solidi argomenti, che nessuno di noi aveva mai commesso attività di spionaggio contro questo paese e che Gerardo non aveva nulla che vedere con l’incidente dell’ abbattimento degli aerei. Ma quella giuria era là non per ascoltare nè per deliberare: quella giuria aveva un pregiudizio formato da anni, vivendo in una città nella quale parlare bene di Cuba è quasi un delitto o una condanna, che fa perdere il lavoro o soffrire un attacco fisico. Quella giuria, nonostante le istruzioni date, tornava a casa dove i familiari avevano letto e visto le notizie che giornalisti pagati dal governo elaboravano per creare uno stato d’opinione contro di noi. Quella giuria non poteva essere lontana da quella “tormenta perfetta” che in 93 pagine, tre giudici descrissero, dopo aver analizzato il nostro primo appello diretto, di anni, e che chiesero di annullare il nostro processo. Appellerà il Governo degli USA la decisione della giuria che non è contro un bugiardo ma contro un terrorista? Farà funzionare la sua forza per rovesciare questo verdetto, come lo ha fatto nel nostro caso per rovesciare quella decisione unanime della Corte di Atlanta? Dove andrà tutto quello che è stato dimostrato, anche se molto limitatamente, sulla complicità di Posada Carriles nelle operazioni terroristiche contro Cuba, in cui Fabio ha perso la vita? Le conclusioni di Pertierra vanno lette, come tutto quello che è stato scritto nei giorni di questo vergognoso processo. Le domande possono essere molte. Commentando brevemente, ieri, con mia madre, questo insolito verdetto, quando abbiamo parlato qualche minuto per telefono, lei mi ha detto con l’intelligenza che la caratterizza: “Quest’uomo sa molte cose”... Il 9 giugno del 2001, data annunciata, dopo che fummo dichiarati colpevoli di tutte le accuse, tornando nella mia cella, scrissi questi versi che seguono. “La ragione è come un braccio colossale, che alza la giustizia dove non possono raggiungerla le grettezze degli uomini.” José Martí. NELLA MIA VERITÀ Dove sta la ragione? Se lo sono chiesto. Ma tra timori e altre cose indegne si perse la chiave e la ragione restò dietro la porta, e io resta chiuso dall’altro lato, in questo mondo, che non è quello che amo. E anche se rapido il cielo si coprì di ombre, sappiano i tanto felici della loro ultima ingiustizia che nella mia audacia il terrore non funziona, che nel mio onore l’ignominia non lavora, che la mia virtù, la grettezza non l’impressiona, che nella mia verità, la dignità coabita, che nel mio amore giunge sempre l’allegria. L’allegria di sapere che la solidarietà di migliaia e migliaia di amici di tutto il mondo ci accompagnerà sino al ritorno. L’allegria di vedere il nostro popolo difendere le sue conquiste, di sapere che i nostri pionieri hanno svolto un Congresso molto positivo, dove hanno ratificato la loro decisione di non tradire mai la nostra Storia, Fidel e Raúl. L’allegria con cui ho terminato di dipingdre la prima farfalla endemica della nostra bella Isola. Cinque abbracci.
Vinceremo!
Tony - FCI Florence
9 aprile del 2011
Il MESSAGGIO DI RAMÓN Fratello mio,: Ho appena letto l’ultimo di Pertierra su El Paso. Grazie! Questo verdetto è semplicemente una vergogna e una nuova macchia sul sistema giudiziario di questo paese. Sono questi errori storici quelli che creano i mostri come Posada e tutti i suoi accoliti, demoralizzano il governo di questo paese e fanno cadere come una spada di Damocle un peso enorme sulle persone decorose e onorate che vi vivono. Confidiamo sempre nel meglio e non nel peggio dell’essere umano e siamo convinti che questo episodio passerà ad ingrossare le fila dell’infamia, come con Sacco e Vanzetti, i Rosenberg e tanti altri casi similari al nostro. Ma alla fine la luce della verità vincerà sempre al disopra dell’odio e dell’ignoranza di alcuni. A Pertierra, il nostro abbraccio fraterno e fermo, che questo fatto ci da più forza per continuare ad esigere giustizia e castigo per i terroristi e per tutti quelli che disprezzano e ammazzano i popoli. Ogni volta mi sento più onorato di stare esattamente nel lato opposto di questa Storia; ogni volta mi sento più onorato di stare precisamente dal lato opposto di questa storia assieme ai mie quattro fratelli, a lato di tutto il nostro popolo e di tutta la dignità dell’ universo. Cinque abbracci Ramón (Traduzione Gioia Minuti)
domenica, 10 aprile 11 18:02
Il Presidente dellâEcuador Rafael Correa,ha criticato il silenzio sui 5/Libertà per i Cinque,già![]() Il Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha criticato il silenzio sui cinque e la doppia morale che cerca di occultare l’ingiusta detenzione dei Cinque antiterroristi prigionieri politici degli Stati Uniti. “Lì tengono Cinque cubani prigionieri contro ogni logica, senza comunicazione con le famiglie, reclusi non per aver spiato per Cuba ma per aver eviatato attentati contro Cuba da parte dei terroristi della comunità cubana di Miami”, ha commentato Correa durante un’intervista ad una radio. “Il mondo tace e questa morale fa vergogna! Si deve guardare bene dove si attenta ai diritti umani!”, ha detto ancora il presidente ecuadoriano. (Notimex/ Traduzione Granma Int.)
Libertà per i Cinque, già • La chiedono i professionisti del diritto di molti paesi • Olga Mesa, presidentessa della Società Cubana di Diritto Civile e della Famiglia, ha affermato a L’Avana che il caso di Cinque Eroi prigionieri politici degli Stati Uniti, dimostra innumerevoli violazioni della legislazione internazionale. In esclusiva per la AIN, la dottoressa in Scienze Giuridiche ha fatto riferimento alle illegalità commesse nel processo giudiziario contro Antonio Guerrero, Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino e Fernando González, reclusi per aver avvisato il loro paese delle azioni criminali organizzate dai gruppi anticubani radicati nella Florida. Olga Mesa ha spiegato che le autorità nordamericane hanno impedito o ostacolato le visite dei familiari ai Cinque, senza giustificazione legale alcuna, e questo è una violazione ai principi della Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino e a quelli del Codice di Famiglia. L’esperta ha fatto queste dichiarazioni al termine della prima metà delle sessioni della VI Conferenza Internazionale del Diritto di Famiglia, che termina oggi nell’Hotel Nazionale e nella sede dell’Unione Nazionale dei Giuristi di Cuba, UNJC. L’argentina Marisa Herrera ha offerto la conferenza ‘Autonomia della volontà e ordine pubblico nel diritto della famiglia contemporanea: Nuovi dilemmi o vecchie tensioni da una prospettiva rinnovata’. Successivamente le è stato conferito il titolo di Membro d’Onore della Società cubana del Diritto Civile e di Famiglia, della UNJC. Partecipano all’incontro professionisti del paese anfitrione e di Brasile, Costa Rica, Colombia, Spagna, Messico e Argentina. (Traduzione Granma Int.). • -MIAMI 5
venerdì, 08 aprile 11 12:28
Richard Klugh: il caso dei Cinque richiede un finale favorevole
Richard Klugh: il caso dei Cinque richiede un finale favorevole
6.04.11 - www.granma.cu (ain) L’avvocato statunitense Richard Klugh, integrante dello staff della difesa dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, ha detto che questa ingiustizia richiede una soluzione favorevole. In una dichiarazione pubblicata dal settimanale Trabajadores, Klugh ha detto che all’inizio di quest’anno ha lavorato a L’Avana con l’avvocato Leonard Weinglass - recentemente scomparso - al miglioramento di una presentazione per il processo giudiziario di questi Patrioti, riferendosi ai riassunti legali negli habeas corpus degli appelli presentati da Antonio Guerrero e Gerardo Hernández che, con Ramón Labañino, Fernando González e René González, sono reclusi ingiustamente da più di dodici anni. “Gli argomenti, ha commentato, si basano su aspetti tali come la manipolazione delle prove del Pubblico Ministero, sullo sforzo di pregiudicare i Cinque con false accuse attraverso la stampa, con pagamenti segreti ai giornalisti; l’assenza di una base legale per le condanne e gli errori legali in tutto il processo. Queste considerazioni sono state presentate in un riassunto di 40.000 parole in maniera dettagliata e indiscutibile, che stabilisce la necessità di revocare le condanne”. “Questa è l’unica opportunità legale che abbiamo di andare davanti alla Corte Federale di Miami e dimostrare le violazioni fondamentali dei Diritti dei Cinque da parte del Pubblico Ministero ed anche la loro innocenza per le accuse più gravi, compresa l’ingiusta accusa contro Gerardo, per l’abbattimento di due aerei, nel 1996. Questo è l’ultimo passo del processo federale negli Stati Uniti e dobbiamo utilizzalo per rivelare i fatti che assolvono Gerardo e mostrano l’ingiustizia che è avvenuta a Miami”. Poi Klugh ha precisato che la combinazione d’innocenza dei Cinque, con tante violazioni dei loro diritti di base, è un fatto che il mondo non può ignorare. “Utilizzeremo tutti i mezzi legali con la speranza di finalmente convincere gli interessi politici sull’ingiustizia delle condanne e delle sentenze inflitte ai Cinque. Non abbandoneremo mai questa battaglia e se la Corte non valuta adeguatamente le necessità della legge, ci appelleremo anche alla Corte Suprema”, ha sottolineato. Le missioni che i cinque realizzavano in territorio nordamericano hanno permesso di conoscere in anticipo e d’ostacolare i propositi dei gruppi dei terroristi nemici di Cuba, e di neutralizzarli, evitando nuovi lutti nella famiglie cubane - ed anche in quelle nordamericane - dopo le migliaia di vittime provocate dai criminali piani orditi.
mercoledì, 06 aprile 11 13:18
Il 5 per i Cinque![]() Il 5 per i Cinque
“Continuando nell’impegno di sensibilizzare cittadini impegnati in realtà ecclesiali e/o in difesa dei diritti sociali e della tutela della dignità della persona alla drammatica vicenda di cinque agenti cubani Ig/rob
martedì, 05 aprile 11 11:39
cinque eroi cubani:Intervista di Annalisa Melandri a Olga Salanueva e Adriana Pérez![]() Olga(izquierda) y Adriana (derecha) con sus esposos en una fotografía de hace 12 años Olga Salanueva e Adriana Pérez: chiediamo a tutto il mondo di intensificare la campagna per la liberazione dei 5 cubani. Si può vivere dodici anni per la libertà della persona amata detenuta ingiustamente? Si può vivere dodici anni lottando con la stessa forza fin dal primo giorno? Adriana Pérez e Olga Salanueva, mogli rispettivamente di Gerardo Hernández e di René Gonzáles, due dei cinque cubani detenuti negli Stati Uniti dal 1998, ci raccontano in questa intervista (realizzata durante un loro viaggio in Italia nella primavera scorsa) le loro vite, le difficoltà, i desideri, le lotte. Una chiacchierata tra donne più che un’intervista, esplorando delicati sentimenti di affetto e amore ma sempre accompagnati da una forza e una determinazione ammirevoli. Non ci sono dubbi che i cinque cubani , Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Fernando González y Antonio Guerrero, i quali, ricordiamo, furono arrestati a Miami (dove stavano svolgendo indagini sui gruppi anticastristi che progettavano attentati terroristi a Cuba) e i loro familiari, siano veri uomini e donne di pace, per star sacrificando le loro vite e la loro libertà per la sicurezza del popolo cubano. Adriana e Olga non vedono i propri mariti da dodici anni. Le autorità statunitensi hanno negato loro il visto e quindi la possibilità di visitarli, circa una decina di volte con argomenti diversi, come il fatto che si tratti di possibili immigranti o che rappresentano una “minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Olga ha potuto visitare René in carcere soltanto i primi due anni di detenzione, poi è stata deportata dagli Stati Uniti come forma di ricatto perché lui non voleva ammettere l’infame accusa secondo la quale stava spiando il governo statunitense. Olga e Adriana sono due donne tenere e innamorate, ma soprattutto determinate, che da dodici anni percorrono il mondo denunciando la prigionia ingiusta dei loro mariti da parte di un governo arrogante e prepotente. Un governo che lascia passeggiare tranquillamente per le strade di Miami il terrorista cubano Luis Posada Carriles reo confesso di vari attentati contro Cuba (tra i quali quello che costò la vita al nostro Fabio Di Celmo). Lo stesso Posada Carriles sul quale stavano indagando a Miami i 5 cubani e che per questo furono arrestati. A.M.: Olga e Adriana, che condanne stanno scontando Rene e Gerardo? OLGA: René è stato condannato a 15 anni di carcere e Gerardo, che ha la condanna più dura, deve scontare due ergastoli più 15 anni. Sono detenuti entrambi dal 12 settembre 1998. AM. : Che tipo di contatti avete con loro? OLGA : Abbiamo dei contatti tramite le telefonate che possono essere fatte esclusivamente dal carcere verso l’esterno. Hanno a disposizione una certa quantità di minuti che devono utilizzare per parlare con gli avvocati, con i funzionari del governo cubano che sono quelli che trasmettono tramite il consolato le notizie dei familiari e con le proprie famiglie. Alla fine rimane veramente poco tempo per parlare con noi. L’altro modo è tramite la posta ma questa forma di comunicazione è compromessa dalla censura del carcere così come accade anche per le telefonate. Queste sono registrate tutto il tempo e anche la posta è controllata. Tuttavia non è importante, la cosa importante è il tempo che impiega una lettera ad uscire o a entrare in carcere, specialmente nel caso di Gerardo che sconta la pena più dura e al quale ostacolano anche maggiormente la corrispondenza: una lettera indirizzata a lui può impiegare anche più di due mesi per arrivare; nel suo caso inoltre è anche violata la legge sulla corrispondenza. Questo molte volte ha interferito in alcuni momenti importanti del processo rispetto ai dibattimenti. Non ha potuto avere e controllare tutta la documentazione che si doveva presentare alla Corte Suprema, nonostante fosse il più coinvolto nel caso. Quindi la comunicazione con loro è minima, cerchiamo di approfittare al massimo; il maggior tesoro che abbiamo sono quei due o tre minuti di telefonate, a volte perfino 15, ma a volte quei pochi minuti devono essere condivisi. Per noi sono molto più importanti le telefonate perché attraverso la posta, sebbene puoi esprimere tutti i tuoi sentimenti, questa impiega troppo tempo per arrivare. Inoltre ultimamente nelle carceri federali è stata approvata la posta elettronica, ma in due casi, quello di Fernando e di Gerardo loro hanno la proibizione assoluta di usare la posta elettronica e anche per gli altri tre ai quali è stata autorizzata, può essere che una mail gli arrivi dopo due, tre giorni, o quattro giorni. AM.: Avete figli? ADRIANA: No, Gerardo ed io non ne abbiamo. OLGA: René ed io abbiamo due bambine che non sono più tanto bambine, la maggiore compie 26 anni e la più piccola 12. Noi siamo sposati da 27 anni, siamo i più grandi del gruppo. A.M.: Avevate nutrito in qualche momento delle speranze con l’elezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti? ADRIANA: Sappiamo che ogni amministrazione ha una posizione ben definita rispetto a Cuba, ma l’ingiustizia verso i 5 è evidente, loro hanno trascorso già troppi anni in prigione. Quello che è certo è che abbiamo fiducia nella pressione che da ogni parte del mondo si può esercitare verso l’amministrazione di Obama, tenendo presente che si tratta di una amministrazione un po’ più ricettiva ai reclami internazionali delle precedenti. Ciò nonostante è passato già un anno e mezzo dalla sua elezione e non abbiamo avuto nemmeno il gesto di buona volontà della concessione del visto. Ovviamente abbiamo molta più fiducia nelle iniziative che la gente può intraprendere per spingere Obama e la sua amministrazione a prendere una decisione. In questo modo si potrebbe dimostrare che la decisione che lui prende non è solo una sua decisione personale ma è frutto di una richiesta internazionale, che si sappia cioè che a livello internazionale c’è attenzione rispetto a questo governo e alla giustizia. E’ proprio per questo che facciamo una richiesta a tutto il mondo, e cioè che si intensifichi la campagna di liberazione per i 5. E’ il momento di dimostrare agli Stati Uniti che il loro operato è osservato da tutto il mondo. Sappiamo anche che Obama non agirà mai volontariamente e spontaneamente, per questo bisogna fare pressioni e non con azioni isolate, ma cercando di fare in modo che ogni giorno gli arrivino i messaggi, che arrivino le informazioni, che arrivino le richieste, per ottenere che si metta fine a questa ingiustizia e che non si ottenga per vie legali ma tramite pressione internazionale. A.M.: Avete provato ad ottenere un incontro con Obama? OLGA: Magari potessimo avere l’opportunità di incontrarci personalmente con lui! Abbiamo cercato di arrivare a lui in modi diversi, attraverso personalità, attraverso persone solidali in Parlamento… Non possiamo vedere Obama perché lui non va a Cuba e noi non possiamo andare negli Stati Uniti. I familiari, ai quali sono consentite le visite, ottengono i visti con condizioni molto specifiche. Rispetto al luogo di accesso, cioè per dove devono entrare, rispetto alla città dove devono stare, che deve essere quella dove si trovano i detenuti, inoltre hanno proibizione assoluta di accesso a qualsiasi incontro, a qualsiasi intervista, non possono avvicinare nessuna personalità nel momento in cui hanno il visto in territorio statunitense. Questo gli viene concesso solo ed esclusivamente per recarsi in carcere ed effettuare la visita di quel mese e fare ritorno, quindi se non possono vedere un giornalista, molto meno nessuno di noi potrà avere accesso alla Presidenza. Come diceva Adriana la cosa più importante adesso è il lavoro delle persone solidali che ci permettono in forma indiretta di arrivare all’amministrazione Obama. Evidentemente le voci dei 5 non sono ascoltate, non sono ascoltate le voci dei familiari e nemmeno del popolo di Cuba e del governo cubano che si è espresso apertamente a favore della liberazione dei 5. A.M. : Uno sguardo femminile e rivoluzionario alle vostre vite… OLGA: Noi, le mogli e le madri, la parte femminile della famiglia, viviamo la maggior parte del tempo in attesa. Rimangono solamente tre madri, le altre sono morte, quella di Gerardo recentemente. Quelle che sono ancora in vita vivono con gli altri figli, soffrendo giorno dopo giorno in attesa della liberazione di quelli in prigione. Rispetto alle mogli, due coppie non hanno figli, Adriana e Gerardo e Rosa Aurora e Fernando. Loro vivono sole nelle loro case aspettando i loro mariti. Economicamente siamo tutte indipendenti, siamo professioniste, in diversi settori. L’aspetto economico non è quello più importate, godiamo come tutti i cubani della sicurezza sociale, della tranquillità cittadina, ma ci manca la cosa fondamentale. Io e Gerardo e Ramón e sua moglie abbiamo figli. Ramón ha una figlia maggiore da un altro matrimonio che vive con la madre e con Elizabeth ha due figlie, una bambina di 13 anni e una ragazza di 17 ed io ho le due di cui ti ho parlato. E’ molto difficile… non ti nego che è molto difficile, giorno dopo giorno, perché non si tratta né di due mesi e nemmeno di due anni, sono 12 anni trascorsi con la tristezza di non avere nostro marito in casa. I nostri matrimoni sono stati matrimoni d’amore e ogni coppia quando si forma fa dei progetti per vivere insieme, per trascorrere la vita insieme, per avere figli, per fare piani futuri. Tutto questo un giorno si è paralizzato, ma dobbiamo andare avanti, dobbiamo passare sopra a tutto questo perché dobbiamo vivere per avere la forza di continuare a lottare, affinché loro possano tornare a casa prima di quando il governo degli Stati Uniti abbia programmato, che nel caso di Gerardo è mai più. Quindi è molto difficile stare sole, tornare a casa la sera e chiudersi la porta alle spalle. Nel caso per esempio di quelle che non hanno figli lo è ancora di più, senza nemmeno la confusione dei figli in casa, perché quella confusione ti aiuta a riprendere le forze non solo per te stessa, ma anche per loro e il tempo passa più velocemente. Nel caso di quelle che sono sole è difficile restarlo un giorno in più e poi un altro e poi un altro ancora, le speranze a volte si affievoliscono, come quando vediamo che da un punto di vista giuridico non ci sono sviluppi. Per questo la famiglia è così importante, le persone invecchiamo, perdi i tuoi affetti, questo aspetto è veramente difficile. Noi pensiamo sempre prima a loro, se noi siamo sole, se tutto questo è molto difficile da un punto di vista affettivo, che cosa staranno passando loro chiusi in celle d’isolamento per tanti mesi? Cosa staranno passando con tanto tempo senza comunicare, mentre cercano di impedirgli anche di ricevere una lettera, vedendo che non ci sono speranze di uscire presto. Questo ci dà la forza perché noi dobbiamo essere le loro voci, la loro possibilità di muoversi, di avere amici, di cercare voci… questo siamo noi, perché loro non possono. Quindi la lotta per la loro libertà diventa il cardine dei nostri giorni, tutti i giorni lottiamo per questo, ma quando torniamo nelle nostre case dopo il lavoro, quando cuciniamo, puliamo la casa, andiamo dormire, in quel momento la nostra mente ritorna lì, non riposa, non riposiamo mai. Ricordiamo anche che loro si trovano in quel luogo per difendere la vita e che questo ha colpito il popolo cubano da vicino: sono molte le famiglie che vanno a dormire la sera pensando alle persone care che hanno perso negli attentati terroristi. Allora ci diciamo che loro si trovano lì per avvertire il nostro popolo del pericolo e dobbiamo fare di tutto perché escano per continuare a difendere la vita. di Annalisa Melandri
venerdì, 01 aprile 11 15:16
L'Ex Presidente USA Jimmy Carter chiede la fine del bloqueo e la liberazione dei Cinque cubani L'Ex Presidente USA Jimmy Carter chiede la fine del bloqueo e la liberazione dei Cinque cubani L'Avana (Prensa Latina) L'ex presidente USA Jimmy Carter si è pronunciato per il fine del bloqueo degli Stati Uniti contro Cuba e per la liberazione dei Cinque cubani incarcerati da più di 12 anni nelle carceri nordamericane. In una conferenza stampa nel Palazzo delle Convenzioni di questa capitale, prima di finire la sua visita sull'Isola, Carter patrocinò per l'eliminazione della legge Helms-Burton, testo che codifica il bloqueo economico, commerciale e finanziario di Washington. Secondo la sua opinione, il giudizio a Miami ai lottatori antiterrorista, (più tardi si è riunito con i familiari), è stato criticato per il suo carattere confuso, perfino dagli stessi giudici e per questo ha fatto un appello affinché fossero liberati. Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez compiono pene che vanno da 15 anni fino a doppio ergastolo più 15 anni, per penetrare organizzazioni terroristiche che agiscono contro Cuba dagli Stati Uniti. Nelle sue dichiarazioni, Carter ha ricordato la riunione sostenuta durante questa visita col presidente Raul Castro, come con vecchi amici, e lo stesso con il leader della Rivoluzione, Fidel Castro. L'ex mandatario nordamericano ricordò come durante il suo governo si è trattato di mantenere delle buone relazioni, con la creazione degli uffici di interessi di entrambi i paesi per facilitare i vincoli ed il sollevamento di restrizioni ai viaggi. Allo stesso tempo, si pronunciò per l'eliminazione di Cuba della lista statunitense di nazioni che promuovono il terrorismo, all'essere riconosciuta la cooperazione tra i servizi di intelligenza dei due paesi contro attività terroristiche nella regione. Carter ammise che in incontri con ambasciatori di nazioni latinoamericane qui accreditati l'espressero le difficoltà per il trasferimento di fondi di cooperazione verso Cuba per le restrizioni bancarie che Washington mantiene, accresciute nei due anni di governo di Barack Obama. Pronunciandosi a beneficio di un miglioramento nelle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba, l'ex presidente patrocinò per eliminare tutte le restrizioni per i viaggi dei nordamericani verso l'Isola. Carter ha manifestato che ha ricevuto delle informazioni sui preparativi del Congresso del Partito Comunista di Cuba e di migliaia di suggerimenti fatti dalla popolazione per essere incorporate ai documenti ed agli accordi di questo evento. La vigilia, l'ex mandatario è stato ricevuto dal presidente Raul Castro con chi scambiò sull'attualità internazionale e le relazioni tra entrambe le nazioni. Carter e la delegazione che l'accompagna percorsero questo lunedì il Patronato della Comunità Ebraica, dove dialogarono con Adela Dworin, presidentessa di questa Comunità a Cuba, e Hella Eskenazi, la sua segretaria esecutiva. Posteriormente, si riunì per poco più di un’ora a porte chiuse col Cardinale Jaime Ortega, arcivescovo de L'Avana. Ig/jrr/et Questo blog non è un giornale ,viene aggiornato con documenti e articolo tratti da altri blog's , considerazioni dell'autori, siti web. Pertanto, non puo' essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001. martedì, 29 marzo 11 23:59
Cinque eroi cubani :Sono andato a Miami per porre fine alla violenza contro il mio paese![]() Sono andato a Miami per porre fine alla violenza contro il mio paese Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti Distretto sud della Florida Caso n. 10-21957-Civ-Lenard Criminal Caso n. 98-721-Cr-Lenard Gerardo Hernández, Richiedente Gli Stati Uniti, Sollecitato Io, Gerardo Hernandez, dichiaro, sotto la pena di commettere spergiuro, che: 1. Io sono il richiedente sopra riportato e rilascio questa dichiarazione giurata a sostegno della mozione per interrompere, annullare o correggere il processo e la condanna del 28 USC 2255, depositata il 14 giugno 2010. 2. Al processo sono stato rappresentato da Paul A. McKenna, un avvocato nominato dal Tribunale, che esercita a Miami, in Florida. Non l'avevo conosciuto prima. Non ricordo se il signor McKenna ed io avessimo avuto una conversazione prima del processo relativamente al tema della separazione dei processi. 3. Quello che però ricordo è che non mi ha mai spiegato che era possibile avere un processo separato per il III capo di imputazione , nel quale io avrei avuto il diritto di testimoniare a mio nome in relazione all'accusa di cospirazione a commettere omicidio, senza pregiudizi per altre accuse , ed altri imputati. Se avessi saputo questo, avrei insistito per esercitare il mio diritto di testimoniare in mia difesa nel processo per di cospirazione a commettere assassinio, per mostrare che sono state erronee le interpretazioni delle prove fatte dal pubblico ministero, e per dare alla giuria la conoscenza della verità. 4. Il signor McKenna non mi ha mai spiegato che in un processo separato io avrei potuto garantire la deposizione di uno o più degli altri testimoni senza che loro dovessero scegliere tra l’auto incriminazione o il rifiuto a fornire rilevanti prove pertinenti al mio processo per cospirazione a commettere assassinio . 5. Ciò che non ho mai capito, perché non mi era stato mai spiegato finora, è che, secondo la legge degli Stati Uniti, io avrei potuto chiedere un processo separato in relazione all'accusa di cospirazione a commettere omicidio, per avere la possibilità di testimoniare e presentare prove rilevanti in mia difesa. Io non ho mai avuto alcuna esperienza precedente del sistema giudiziario degli Stati Uniti, e non ero consapevole del fatto che uno stralcio avrebbe consentito una simile possibilità. Se lo avessi saputo, avrei insistito affinchè il mio avvocato facesse di tutto per garantire il processo separato per tale capo di imputazione. Se il III capo di imputazione fosse stato giudicato separatamente, avrei testimoniato a difesa della mia innocenza. 6. Se avessi saputo di poter avere un processo separato per il III capo di imputazione, al mio processo avrei testimoniato, in sostanza, quanto segue: A. Prima degli eventi del 24 febbraio 1996, e fino ad oggi, io non sapevo nulla di un presunto complotto per abbattere un aereo degli Hermanos al Rescate ( Fratelli al Riscatto ndt ). B. Nessuna delle missioni a cui ho partecipato prima del 24 febbraio 1996 erano destinate a far parte di un presunto piano, nè ero consapevole del fatto che alcune delle mie azioni potessero contribuire alla realizzazione di qualche presunto piano, semprechè esistesse. C. Dal momento che non sapevo nulla di qualsiasi presunto complotto per abbattere qualsiasi aereo, men che meno ho tentato di contribuire, né avevo alcuna conoscenza di nessun presunto piano, che si proponesse di abbattere un velivolo nello spazio aereo internazionale o nella giurisdizione marittima e territoriale degli Stati Uniti, come si presume nel III capo di imputazione. D. Durante il periodo passato in vacanza a Cuba, dall'inizio del novembre 1995 fino al mio ritorno a Miami il 26 gennaio 1996, non ho ricevuto alcuna informazione da nessuna fonte riguardo il presunto complotto per abbattere aerei, o di alcun tentativo di minacciare , avvertire o di combatterli militarmente, ma mi resi conto dalle dichiarazioni pubbliche rilasciate dal governo cubano, che non sarebbero state più tollerate ulteriori violazioni della sovranità cubana da parte degli aerei degli Hermanos al Rescate, come quelle avvenute dal 9 al 13 gennaio 1996. E. Avrei testimoniato che in nessun riferimento o appunto, che io ho potuto fare nella relazione di bilancio, può essere letto di aver mai ricevuto fondi dal "Quartier Generale" o dal "MX", come ha suggerito il governo o che io sia mai stato presente ad alcun incontro nel centro di comando. F. Io avrei spiegato alla giuria che, dal momento che ero un agente sotto copertura, mi era stato severamente vietato di entrare in qualsiasi struttura collegata ai servizi segreti, perché tale comportamento avrebbe potuto rivelare la mia vera attività e mettere a repentaglio la mia missione. Questo era così anche a Cuba, dove sapevamo che gli Stati Uniti avevano agenti del controspionaggio. G. Avrei anche testimoniato che mi è stato illustrato un piano chiamato "Operazione Venezia", ââche fu progettato con l’obiettivo di "neutralizzare le azioni controrivoluzionarie degli Hermanos al Rescate”, concepito dalla Direzione di Intelligence all’inizio del dicembre 1995. Vedere l'Appendice B allegata Memorandum 2255. Il suo scopo era quello di "richiamare l'attenzione nazionale e dell'opinione pubblica internazionale" mediante il ritorno a Cuba di Germain ( Roque ) ed una successiva denuncia pubblica nei confronti delle attività degli Hermanos al Rescate che continuavano a violare la sovranità di Cuba e le leggi del diritto internazionale. H. Io sono stato incaricato di lavorare per garantire il suo ritorno "a fine febbraio o agli inizi del marzo 1996." I. Avrei spiegato che in nessun momento, né durante il mio soggiorno a Cuba, nè prima e nè dopo, ci sia mai stata alcuna menzione di nessun piano per abbattere aerei degli Hermanos al Rescate in nessun luogo, nè qualsiasi altra forma di comunicazione che mi consentisse credere o sospettare l'esistenza di un tale piano. Nessuno mi espresse in nessun momento alcuna preoccupazione in relazione alle attività degli Hermanos al Rescate, , laddove volassero nello spazio aereo internazionale. Tuttavia, si produssero alcune inquietudini per le dichiarazioni pubbliche rilasciate degli Hermanos al Rescate secondo le quali avrebbero tentato di continuare a condurre operazioni nello spazio aereo cubano, in violazione della sovranità cubana. J. Se avessi avuto la possibilità di testimoniare, avrei spiegato alla giuria che, durante i mesi trascorsi fuori da Miami, il mio lavoro fu portato avanti da un altro agente, il A-4 (a me noto solo come A-4 o Miguel. Io non conosco il suo vero nome.). Si trasferì nel mio appartamento a North Miami e gli consegnai il mio dischetto di decodifica, il quale conteneva un programma che permetteva all'utente di decodificare i messaggi da e verso Cuba. Ognuno aveva il proprio computer portatile. Io portai con me il mio quando andai a Cuba. Anche se questi portatili non potevano inviare o ricevere messaggi, avevano la capacità di elaborare una serie di numeri ricevuti da segnali radio ad alta frequenza, e potevano trasformarli in un messaggio coerente, ma solo con l'ausilio di un dischetto contenente il programma di decriptazione . C’era soltanto un dischetto nell’appartamento ed io glielo lasciai ad A-4 quando andai in vacanza a Cuba. K. Quando ritornai nel mia dimora a North Miami, alla fine del gennaio 1996, A-4 rimase e continuò ad utilizzare il floppy per la decodifica. Lui era il comandante, dal momento che io ero solo un tenente e mi superava in grado. Per diversi mesi, fino alla sua partenza, il dischetto rimase nelle sue mani utilizzandolo per inviare e ricevere messaggi. I messaggi furono inviati con un codice che era comune ad entrambi, ma in quel periodo solo A-4 ha avuto la capacità di decifrare i messaggi utilizzando il dischetto. Anche se avevo accesso al floppy, principalmente rimase in suo possesso. Ai primi di marzo 1996 A-4 ricevette l’ordine di restituirmi il software per la decodifica. L. Io non ricordo di avere mai ricevuto un messaggio relativo all'operazione Scorpion. Data l'occasione, avrei dichiarato che non scrissi né inviai il messaggio del 12 febbraio 1996, classificato nel corso del processo come DG104, che fu indirizzato a "Iselin", con l’avvertenza che nessun agente sarebbe dovuto volare sugli aerei degli Hermanos al Rescate per il fine settimana dal 24 al 27 febbraio 1996. Io non ho mai parlato di quell’ agente con quel nome, dal momento che preferivo utilizzare l’altro suo nome in codice, "Castor", come viene evidenziato da molte altre prove. (Durante il processo il governo ha sostenuto che "Castor", era René González). Non so perché il mio nome è stato inserito come firmatario di quel documento. Tra le centinaia di rapporti che facevano parte dei documenti sequestrati, questo, per quanto ne sappia, era l'unico teoricamente firmato da due agenti. M. Avrei voluto dire alla giuria che, dal momento che conoscevo il lungo elenco delle provocazioni degli Hermanos al Rescate, e di che tipo di risposta avevano ricevuto fino a quella data, qualsiasi conflitto pensato al di fuori dello spazio aereo territoriale cubano, era qualcosa di cui io non avrei mai potuto immaginare, anche perché conoscevo lo sforzo che le autorità cubane stavano facendo per evitare qualsiasi azione che potesse provocare una risposta militare degli Stati Uniti e le sue terribili conseguenze. La teoria che Cuba avrebbe sviluppato un piano per affrontare gli aerei in acque internazionali è stata per me – ed è ancora - assurda ed irrazionale. N. Io avrei spiegato che non vi era alcuna base razionale per credere che né Roque nè Castor avevano la possibilità di volare con gli Hermanos al Rescate quel fine settimana. Roque non avrebbe potuto volare con gli Hermanos al Rescate quel fine settimana perché lui a quel tempo era già sulla via del ritorno a Cuba, mentre Castor era da più di un anno che non più volava con gli Hermanos al Rescate, e non faceva più parte dei loro piloti. O. In ogni caso avrei informato la giuria di vicende che avrebbero contraddetto la tesi della pubblica accusa secondo cui in qualche modo io avrei avvisato L'Avana che nessuno avrebbe partecipato ai voli e che questa informazione avrebbe quindi consentito l’abbattimento dell’aereo. In un processo separato per il III capo di imputazione, avrei testimoniato che non avevo mai scritto o comunicato in nessun modo che Roque e Castor non avrebbero volato quel fine settimana, o che erano stati avvertiti di non farlo. P. L’ Operazione Venezia fu un grande sforzo della direzione di Intelligence per denunciare l’ organizzazione Hermanos al Rescate, sia a livello locale sia internazionale, per le loro illecite violazioni della sovranità di Cuba, con l'intenzione di fermare le loro continue violazioni dello spazio aereo cubano. Se avessi avuto l'opportunità di testimoniare, avrei spiegato che questo progetto ha coinvolto molto di più del semplice ritorno di un agente (Roque) a Cuba, come emerso dal processo. L’incarico di occuparmi di tirarlo fuori da Miami, fu particolarmente complicato. Roque era un pilota di MIG cubani che disertò Cuba per andare negli Stati Uniti. A Miami è stato subito salutato come un eroe. Fu scritto un libro sulle sue imprese pubblicato e ampiamente diffuso dalla Fondazione Nazionale Cubano Americana. Fu stato assediato da gruppi e organizzazioni della comunità di Miami per tenere delle conferenze. Era pertanto una figura pubblica. Ma era anche un uomo sposato, e la sua scomparsa sarebbe stata subito notata. E la cosa più importante è che noi sospettavamo che lui potesse essere controllato dalla contro intelligenza. Lavorare con lui, incontrarci e prendere accordi per il suo ritorno a Cuba, ho esposto me e gli altri ad essere identificati. Farlo uscire da Miami e farlo tornare a Cuba ha richiesto uno grande sforzo, e fu necessario concentrare la mia attenzione e le mie risorse per garantire la riuscita della sua partenza e del viaggio attraverso un paese terzo. Ho anche ricevuto pericolosi ordini dell'ultimo minuto, come quello di registrare alcuni video mentre usciva dagli uffici della FNCA di Miami. Q. Il ritorno di Roque a Cuba e la conferenza stampa produssero importanti risultati. Lui rese pubblici i nomi ed i numeri di telefono degli agenti dell'FBI con i quali si era incontrato, così come fotografie e altro materiale che dimostrano che egli era profondamente vincolato alle organizzazioni della società civile e della comunità di Miami. Ma le cose più importanti sono state le sue rivelazioni sulla natura criminale degli Hermanos al Rescate e la loro intenzione di condurre le attività terroristiche contro il popolo cubano. Queste rivelazioni sono state, naturalmente, oscurate dai tragici eventi del 24 febbraio. AA. I messaggi ad alta frequenza intercettati e presentati al processo, hanno rivelato che il mio ruolo fu riconosciuto e ricevetti una menzione speciale dal quartiere generale per il successo dell’Operazione Venezia, e che Roque aveva ricevuto un'attenzione speciale da parte del Comandante in Capo con il quale si incontrò due volte. In nessun momento mi fu dato un simile riconoscimento per l’Operazione Scorpion. BB. Durante il processo, il governo ha impugnato la mia risposta al riconoscimento che ho ricevuto, quando riferendomi al nostro lavoro dissi di “averlo terminato con successo”, il che è stato interpretato come se io stessi relazionando in merito all’abbattimento degli aerei e non dell’Operazione Venezia. Niente è più distante dalla verità. Come ho già menzionato, è molto chiaro a partire dalle relazioni e dallo specifico contesto, che il riconoscimento mi era stato dato per il mio ruolo svolto nell’Operazione Venezia. CC. Avrei voluto anche testimoniare per correggere l'errata interpretazione del linguaggio utilizzato per motivare questo riconoscimento che descrive che nel mio lavoro affrontavo "le provocazioni messe in atto dal governo degli Stati Uniti lo scorso 24 febbraio" come se si trattasse di un riferimento al presunto complotto per abbattere gli aerei degli Hermanos al Rescate. In realtà si riferiva al mio sforzo sostenuto in seguito all'abbattimento dei velivoli al fine di determinare se per quel giorno, e per alcuni giorni successivi, l'indignazione pubblica di Miami che reclamava un possibile attacco contro Cuba e le provocatorie dichiarazioni pubbliche di alcuni membri del governo degli Stati Uniti, potessero essere considerati segnali di reale pericolo per il mio paese. DD. Immediatamente dopo gli eventi del 24 febbraio, lavorai per diversi giorni, praticamente senza dormire, raccogliendo informazioni, monitorando la TV, ascoltando la radio e leggendo molti giornali. Fortunatamente, gli Stati Uniti non risposero militarmente, però mi fu riconosciuto il merito di aver contribuito a determinare se si stava sviluppando una situazione potenzialmente pericolosa. EE. Ed infine, il governo ha distorto le ragioni della mia promozione a capitano, il 6 giugno 1996, sostenendo che era frutto del mio presunto lavoro che permise l’abbattimento degli aerei. Se fossi stato in grado di testimoniare, avrei potuto spiegare che in realtà, a quei tempi, ero stato un tenente per quattro anni, e fui promosso in occasione dell'anniversario della fondazione del Ministero degli Interni, insieme ad altri tenenti che avevano servito impeccabilmente per quattro anni, tra cui Nilo Hernandez, un altro imputato che non ha avuto nulla a che fare con l’Operazione Scorpion, ma aveva anche lui servito per quattro anni. A Cuba, questo è il periodo di servizio, che permette di essere promosso ed io ho ottenuto la mia promozione solo su queste basi. Sono consapevole che testimoniare al processo comporterebbe il fatto di essere sottoposto ad un controinterrogatorio. Data la mia innocenza per le accuse relative al III capo di imputazione, sarei stato disposto a sottopormi durante un processo separato per queste accuse. Sono venuto in Florida per prestare un servizio al mio paese, disarmato, per contribuire a porre fine alla violenza contro il mio popolo e, quindi, per salvare vite umane. Il fatto di essere stato accusato di cospirazione a commettere omicidi è la cosa più estranea al mio pensiero ed alla mia realtà. Ho la speranza che questo documento possa aiutare la Corte nello sforzo per trovare la verità e ristabilire la giustizia. Gerardo Hernández Ha giurato e firmato di fronte a me 16 marzo 2011 (Traduzione Resistenze)
sabato, 26 marzo 11 14:12
Cinque eroi Cubani :messaggio di Tony Guerrero in memoria di Leonard Weinglass![]() Messaggio di Tony Guerrero in memoria di Leonard Weinglass
Usa, 25 mar (Prensa Latina) Di seguito Prensa Latina pubblica il testo completo del messaggio inviato da Tony Guerrero, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’impero, nell’occasione della triste scomparsa del suo avvocato, Leonard Weinglass: “Cari amici: Ieri nella notte è scomparso il nostro avvocato e caro amico Leonard Weinglass. La notizia mi arrivò questa mattina attraverso vari messaggi di amici e dei miei parenti. Questa è una di quelle occasioni nelle quali non ci sono parole per esprimere il profondo dolore che si sente per la perdita di un compagno di lotta tanto indispensabile. Nulla potrebbe prepararci per questo momento. Come il proprio Len mi insegnò molte volte, sempre nel mio pensiero ho mantenuto una speranza, la speranza che avrebbe vinto una malattia tanto rapida. Oggi ho evocato molti momenti condivisi con lui. Uno di questi, è stato il giorno della mia nuova sentenza nella Corte di Miami, dove Weinglass sperava che tutto fosse una questione di tramite e che io riuscissi ad ottenere la minore sentenza possibile, per la quale aveva lavorato senza riposo. Tutti conosciamo alla fine quello che è accaduto. Ma ci fu un momento molto critico, quando la giudice richiamò la pubblico ministero sulle cose che lei aveva argomentato per chiedermi 8 anni come sentenza in cotrapposizione all’ergastolo che mi fu imposto nel 2001. Io che stava di fianco a Len, potei vedere la sua reazione di disturbo e stupore, e mi guardò esclamando: “Che cosa è questo? “E io gli dissi: “Non si preoccupi, gli dica tutto quello che voglia, io mi fido pienamente di lei. E Len trovò le parole precise, perché nel suo cuore solo si albergava la forza della giustizia e la purezza della verità. Stiamo nel bel mezzo di quello che si considera la nostra ultima risorsa legale, il habeas corpus. Con una volontà di acciaio Len scrisse in questi duri giorni a letto un memorandum che fortifica i nostri irrefutabili argomenti. È difficile pensare che non starà più fisicamente con noi, ma Len starà accompagnandoci per sempre. Il suo lavoro ed il suo esempio serviranno sempre come guida e stimolo per tutti gli avvocati che ci seguiranno a difendere degnamente e per tutti gli amici che conformano l'indetenibile solidarietà che ci porterà di ritorno a casa. Pensare a Weinglass mi conduce a Martí: “La morte non è verità quando si ha realizzato bene l'opera della vita...” “Perfino da morti, certi uomini ci regalano una luce dell’aurora”.
Cinque abbracci.
Vinceremo!
Tony
FCI FLORENCE
24 marzo 2011 Ig
venerdì, 25 marzo 11 12:52
In memoria di Leonard Weinglass /Antiterroristi cubani incarcerati in USA con documenti chiave![]() In memoria di Leonard Weinglass
L’Avana, 24 mar (Prensa Latina) Pubblichiamo il testo completo che ha scritto Gerardo Hernandez, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’impero, come ultimo saluto all’amico ed avvocato Leonard Weinglass, che ci ha purtroppo abbandonato ieri, il giorno che avrebbe compiuto 78 anni. Da un’altra trincera, sono sicura che continua a seguirci nella dura lotta per la liberazione dei miei Cinque fratelli, infondendoci idee, animo, forza, come un angelo protettore contro l’ingiustizia. Leonard, grazie….Hasta la victoria sempre! “Non molto tempo fa è venuto a visitarmi. Abbiamo lavorato per varie ore preparando i prossimi passi dell'appello. Mi è sembrato un poco stanco. Mi preoccupò che con la sua avanzata età stesse guidando solo, dopo un lungo viaggio da New York e col brutto tempo di quei giorni, per le strade pericolose montagnose che rinchiudono Victorville. Gli ho fatto l'osservazione, ma non ha prestato importanza. Così era lui, niente lo fermava. Ogni volta che ci trovavamo pensavo la stessa cosa: in alcun momento della conversazione, ascoltandolo, la mia mente si allontanava dalle sue parole per mettersi a fuoco sulla persona, nel grande uomo, nel tremendo avvocato, nella leggenda che avevo di fronte. Qualche volta gli commentai che avevo visto le sue immagini in documentari della televisione dedicati ad importanti casi legali nei quali ha partecipato fin da giovane, e che con orgoglio ho detto ad alcuni carcerati qui: questo è l'avvocato dei Cinque. Ma non importa quanto abbia letto o ascoltato, so che, per la sua umiltà e la sua modestia, mi rimane molto da scoprire su questa vita dedicata totalmente alla parte più nobile della sua professione. Sempre ha insistito sul fatto che il nostro caso, come altri dei quali si occupó, è essenzialmente politico, e ci ha messo in allerta che la lotta sarebbe stata lunga ed ardua. Così le sue esperienze col sistema lo indicavano. Da parte nostra, oltre alla relazione professionale, lo abbiamo sempre visto come un compagno nella battaglia per la giustizia. E’ scomparso in un momento molto importante, ma ci ha lasciato tracciata la strada. In più di un'opportunità mi ha espresso la sua ammirazione e rispetto per gli altri avvocati della nostra squadra legale, e penso che è andato via fiducioso che il lavoro sia rimasto in buone mani. Come altre persone che c'accompagnarono nella lotta per fare prevalere la verità e la ragione da anni, non potrà vedere il giorno nel quale trionfi la giustizia. Ma questo giorno arriverà, ed a lui, come agli altri, bisognerà fargli un immenso tributo nella nostra patria. A nome dei Cinque, dei nostri parenti, ed a nome di milioni di cubani e fratelli del mondo che si fidarono di lui e l'ammirarono, arrivino le più sentite condoglianze ai suoi parenti ed amici. Leonard Weinglass, Presente!
Gerardo Hernandez Nordelo
Prigione Federale di Victorville. California.
23 Marzo, 2011 Ida Garberi
Antiterroristi cubani incarcerati negli USA presentano documenti chiave Washington, 22 mar (Prensa Latina) I recenti documenti presentati da due dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti dimostrano la manipolazione del giudizio e la loro innocenza, ha affermato oggi l'attivista Gloria La Riva. In un’intervista telefonica con Prensa Latina, la membro del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque ha sottolineato che la dichiarazione giurata pubblicata da Gerardo Hernandez alla corte federale di Miami dimostra la verità irrefutabile della sua innocenza per una delle accuse contro di lui. La Riva ha dettagliato che nel testo, Hernandez spiega per la prima volta con le sue stesse parole la sua innocenza totale relativa alle accuse false ed alla condanna ingiusta per cospirazione per commettere assassinio. In questo documento dettaglia e chiarisce fatti e dati sull'accusa per l’abbattimento degli aerei da turismo dell'organizzazione terrorista Hermanos al Rescate, nel 1996, ha sottolineato. Da parte sua, ha precisato La Riva, il riassunto legale presentato da Antonio Guerrero è un memorandum a sostegno della revoca della condanna che colpisce i Cinque cubani. L'attivista commentò che il testo, di circa 25 pagine, si concentra principalmente sulla recente scoperta di una campagna mediatica contro di loro, orchestrata dal governo statunitense e dai giornalisti di Miami. Vari influenti comunicatori di quella città della Florida hanno ricevuto decine di migliaia di dollari dall'amministrazione federale per attaccare gli antiterroristi in Radio e TV Martì, canali di propaganda contro Cuba, ed altre stazioni radio e quotidiani, ha sottolineato. I mezzi di comunicazione ed il governo avevano una relazione molto stretta per condannarli, ha enfatizzato. Davanti a questa situazione, La Riva segnalò che nella conferenza stampa di questo martedì gli avvocati dei cubani antiterroristi dimostrano che è stato un processo politico contro l'Isola e che queste persone difendevano il loro paese. Ci mobilitiamo per diffondere questi documenti tra politici, comunicatori, sindacalisti ed altri settori nel mondo affinché conoscano la verità di come la Casa Bianca continua la sua ostilità contro Cuba, ha ricordato. Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e René Gonzalez sono stati arrestati nel 1998 per informare sulle azioni di organizzazioni terroristiche anticubane radicate a Miami. Ig/rob
mercoledì, 16 marzo 11 23:41
Aerei da turismo esigono libertà per i Cinque cubani su Carnevale di Miami /![]() Quotidiano francese sottolinea un battesimo dedicato ai Cinque cubani Parigi, 16 mar (Prensa Latina) Il quotidiano francese La Marsigliese ha sottolineato in un ampio spazio il battesimo di un bambino, nel comune di Carnoules, dedicato ai Cinque cubani che sono prigionieri politici negli Stati Uniti da più di 12 anni. Nella rassegna del quotidiano della seconda città di questo paese europeo, sottolinea il singolare battesimo di Leandro Epitalon, figlio di Eric Epitalon, presidente dell'associazione di Amicizia Francia-Cuba di Var, e di sua moglie Maria. Indica che il sindaco comunista di Carnoules, nel dipartimento di Var e la regione conosciuta come PACA (Provence-Alpi-Costa Azzurra), Henri Ceze, ha presidiato la cerimonia di battesimo repubblicano consacrato questa volta ai Cinque cubani. Il giornale ha risaltato che si tratta di Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, condannati ingiustamente negli Stati Uniti per prevenire attività terroristiche contro Cuba. Leandro ha altri padrini, ha precisato Ceze sottolineando l'assenza dei Cinque, incarcerati per avere dato prova di gran coraggio e valore, che ha permesso loro di guadagnare il riconoscimento ed il rispetto di milioni di progressisti nel mondo. Inoltre, La Marsigliese ha riferito le parole e la partecipazione del presidente di Francia-Cuba nel paese, Andrè Minier, il titolare della stessa organizzazione nei Paesi Baschi francesi, e della console di Cuba in Francia, Ana Maria Chongo. Ig/ft
Aerei da turismo esigono libertà per i Cinque cubani su Carnevale di Miami L’Avana, 15 mar (Prensa Latina) Testimoni che partecipavano domenica nel carnevale di Miami confermarono avere visto a vari aerei da turismo, dai quali pendeva uno striscione che esigeva la libertà per i Cinque Eroi cubani incarcerati negli Stati Uniti, sorvolare l'evento che riunisce oltre ad un milione di cittadini della Florida nella centrica Calle 8. Mentre alcuni blogs hanno dato già la notizia, i grandi mezzi di questa città - leggasi il giornale della mafia anticubana Il Nuovo Herald, magari per il “weekend” - rimangono in silenzio. Allo stesso modo, fino ad ora nessuna organizzazione di quelle che difendono Cuba in quella comunità si è accreditata l'organizzazione del volo degli aerei da turismo che, a bassa quota, sollecitavano la libertà dei patrioti cubani sulla Calle 8, dove tradizionalmente la destra organizza il Carnevale. Ig/preso da M. H. Lagarde “Cambios en Cuba"
Questo blog non è un giornale ,viene aggiornato con documenti e articolo tratti da altri blog's , considerazioni dell'autori, siti web.Pertanto, non puo' essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
lunedì, 14 marzo 11 12:56
Lo âstranoâ caso dei cinque cubani![]() Lo “strano” caso dei cinque cubani
- F.Marcelli www.ilfattoquotidiano.it
Nel corso degli anni gli attentati terroristici contro Cuba hanno prodotto oltre duemila morti, un numero impreciso di mutilati a vita e danni materiali ingenti. Responsabili confessi di questi attentati, personaggi come Bosch e Posada Carriles, che operano dal territorio degli Stati Uniti, con base a Miami, capitale storica dell’emigrazione anticastrista. Vittime cittadini cubani, come l’intera squadra di scherma femminile, perita nell’attentato a un aereo della Cubana de Aviacción nel 1976, insieme all’equipaggio e agli altri passeggeri, ma anche stranieri, come l’italiano Fabio Di Celmo, ucciso da una bomba esplosa nel bar dell’albergo nel quale si trovava, nel 1996. Per prevenire queste operazioni terroristiche, il governo cubano ha infiltrato le organizzazioni che le mettevano in atto, ottenendo importanti informazioni che hanno consentito, fra l’altro, di prevenire ulteriori stragi. Nel 1998, con la mediazione dello scrittore colombiano García Márquez, il presidente Clinton acconsentì allo svolgimento di una riunione all’Avana cui parteciparono esponenti del Dipartimento di Stato e dell’FBI. In tale occasione, il governo cubano presentò le prove delle attività terroristiche condotte a partire dal territorio statunitense. Ma, pochi mesi dopo, anziché porre fine alle attività terroristiche, l’FBI arrestò cinque degli agenti cubani a Miami. Era il settembre del 1998. Nel dicembre 2001 furono condannati a pesantissime pene detentive. Oggi sono ancora in carcere, dopo più di dodici anni. Per quale crimine? Spionaggio aggravato, per aver raccolto notizie intorno alle attività di questi gruppi anticastristi, attentando in tal modo alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Omicidio, per uno dei Cinque, per aver, secondo l’accusa, contribuito all’abbattimento di un aereo di una di queste organizzazioni che sorvolava Cuba senza permesso, nonostante ripetuti avvertimenti delle autorità cubane. Si tratta con tutta evidenza di un processo e di condanne di natura esclusivamente politica. I cinque patrioti o eroi, noti in tal modo a Cuba e nel mondo, hanno agito per impedire il terrorismo, e sono in carcere da oltre dodici anni nel Paese che ha dichiarato la guerra al terrorismo. Paradossi del diritto e della politica internazionale. Il premio Nobel per la pace Obama, purtroppo, non si è finora discostato dalla linea dei suoi predecessori, rimanendo ostaggio di una dottrina politica che vede l’esistenza di Cuba come una minaccia alla “sicurezza nazionale” degli Stati Uniti. Sarebbe invece necessario un approccio ben diverso. E la grazia ai cinque agenti potrebbe costituirne un segnale significativo. Ne parleremo martedì 5 aprile alle 9.30, alla Sala Mercede della Camera dei Deputati, con Gianni Minà, Leoluca Orlando, Luciano Vasapollo, il professore di procedura penale Vittorio Fanchiotti e il giovane regista Alberto Dandolo, autore di un film sulle mogli dei Cinque.
http://www.cubainforma.it/2011/5eroi/strano.htm
mercoledì, 09 marzo 11 09:11
Ginevra:Cuba reclama libertà per i 5 al CDH ONU/ I 5 hanno inviato auguri alle donne nel mondo![]() Cuba reclama una volta di più l’ingiusta detenzione dei Cinque cubani Ginevra, 8 mar (Prensa Latina) Cuba ha sottolineato davanti al Consiglio dei diritti umani (CDH) delle Nazioni Unite, la detenzione arbitraria dei Cinque lottatori antiterroristi incarcerati nelle prigioni statunitensi da più di 12 anni. In un intervento nel dibattito interattivo del Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria e l'addetto delle Sparizioni Forzate, il delegato cubano Juan Antonio Quintanilla ha nuovamente toccato il tema. Il diplomatico ha sottolineato il seguito offerto dal Gruppo alla sua opinione 19/2005, riferita al caso dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti, la cui detenzione è stata qualificata arbitraria. Quintanilla ha segnalato che lontano da rispettare la considerazione, Washington ha mantenuto le sue azioni di manipolazione politica. “Ora allegano che il tribunale di appello era giunto alla conclusione che gli accusati potevano essere stati sottomessi ad un giudizio imparziale a Miami ed, in realtà, è esattamente quello che è accaduto”, ha affermato. “E’ stato un processo piagato di irregolarità ed arbitri”, ha sentenziato. Al rispetto, sottolineò che questi argomenti non si reggono. Questo è stato un giudizio politicamente animato in una sede completamente ostile agli accusati a chi è stato negato l'accesso all’80% della documentazione utilizzata per incolparli, ed i contatti regolari con gli avvocati della difesa, ha aggiunto. Il delegato cubano ricordò che tre prestigiosi giudici della Corte di Atlanta, addetti di esaminare il caso, sollecitarono il 9 agosto 2005 l'annullamento del giudizio e la revoca delle condanne. Esattamente un anno più tardi, il plenum di quella stessa Corte, in votazione divisa, revocò questa decisione ratificando le condanne, negò la realizzazione di un nuovo giudizio ed ordinò inviare nuovamente il caso al pannello per considerare i restanti aspetti, spiegò. Questa insolita decisione, conferma che il processo giudiziario contro i Cinque non è stato assunto da una prospettiva di diritto. Loro (...) sono prigionieri politici fermati arbitrariamente e soggetti a crudeli ed ingiuste condizioni di prigione, annotò. Quintanilla argomentò che i processi di re-sentenza a tre dei Cinque, esposti per il Governo degli Stati Uniti nelle sue risposte al Gruppo di Lavoro, rappresentano una soluzione truccata ad una realtà non occultabile. L'unica re-sentenza corretta sarebbe l'immediata libertà dei Cinque che sono innocenti, precisò. Ha fatto notare inoltre che il Governo degli Stati Uniti chiede ora che il Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria disistimi il tema e l'elimini dalla sua lista. Cuba respinge tale possibilità. Le autorità statunitensi non hanno adottato le misure necessarie per mettere fine alla situazione che determinò la conclusione 19/2005 del Gruppo, ha concluso. Ig/ft
Antiterroristi incarcerati negli USA Hanno fatto gli auguri alle donne del mondo L'Avana, 8 mar (Prensa Latina) I Cinque antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti dal 1998 hanno fatto gli auguri oggi alle donne dell'isola caraibica e del mondo con motivo del Giorno Internazionale della Donna. Antonio Guerrero, a nome dei suoi compagni Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, ha ringraziato per le dimostrazioni di affetto, appoggio, amore ed aiuto che loro brindano in maniera permanente. “Innanzitutto voi siete nei nostri cuori tutti i giorni, e con voi resistiamo, siamo forti e sempre ottimisti” ha affermato Guerrero in una lettera divulgata nell'emissione vespertina del Telegiornale. “Riconosco –ha aggiunto - che siete voi quelle di maggiore partecipazione nella battaglia per la nostra liberazione, ed ogni giorno pensate nuove azioni ed iniziative”. “Voi siete quelle che più ci scrivono per tutte le vie da qualunque angolo del pianeta, ed esprimono un infinito amore ed un'indistruttibile fratellanza”, ha puntualizzato il lottatore antiterrorista. Guerrero ha assicurato che le donne “ci fanno vedere con più chiarezza che un mondo migliore sì è possibile”, e citò l'Eroe Nazionale di Cuba, José Martí, che ha affermato che “quando la donna trema ed aiuta, quando la donna colta e virtuosa unge l'opera col miele del suo affetto, l'opera è invincibile Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez compiono severe condanne per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristici con sede in territorio nordamericano Ig/joe
martedì, 08 marzo 11 23:39
Convocato il colloquio per la libertà dei Cinque cubani![]() Convocato il colloquio per la libertà dei Cinque cubani
Holguin, 7 mar (Prensa Latina) Gli organizzatori del VII Colloquio internazionale per la libertà dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti hanno convocato oggi alla realizzazione di questo evento nel novembre prossimo. Il programma di questo incontro, con sede dal 2005 nell'orientale provincia di Holguin, si presentò in uno dei suoi municipi: Calixto Garcia, precisò un ufficio dell'Agenzia di Informazione Nazionale. Inoltre, si conobbe il poster del nuovo colloquio ed il videoclip che l'identificherà, con la canzone “Volveran”, della paternità del giornalista Giraldo Leyva, di Radio Juvenil. Nella giornata è stato divulgato il contenuto di una lettera inviata dall'antiterrorista Gerardo Hernandez alla studentessa di giornalista Yanelis Martinez, nella quale espone la gratitudine dei Cinque per la solidarietà ricevuta in Holguin, a Cuba ed il mondo. Gerardo, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez sono stati arrestati il 12 settembre 1998 quando monitoravano le azioni dei gruppi anticubani in Florida, nel sud statunitense. Mirtha Rodriguez, madre di Antonio, Ha ringraziato in comunicazione telefonica l'appoggio degli abitanti di Holguin e risaltò l'importanza dell'evento a beneficio dello sforzo mondiale per la liberazione degli antiterroristi. Ig/dsa
sabato, 05 marzo 11 21:04
Frei Betto esige la liberazione dei Cinque cubani
Frei Betto esige la liberazione dei Cinque cubani Santa Clara, 4 mar (Prensa Latina) Il teologo brasiliano Frei Betto patrocinò in questa città, per fortificare il movimento solidale in favore dell'immediata liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti. “Deve continuare questo compromesso di amore con questi eroi che hanno dedicato la loro esistenza per salvare vite, affinché la forte pressione obblighi al governo nordamericano a scarcerarli”, ha affermato uno dei maggiori propulsori della Teologia della Liberazione in America Latina. Invitato alla Fiera Internazionale del Libro, Frei Betto realizzò la sua prima visita a Santa Clara, dove rese omaggio al Comandante Ernesto Guevara nel mausoleo che conserva i suoi resti e quelli dei suoi compagni nella guerriglia di Bolivia. In un incontro celebrato nella Sala Caturla della Biblioteca Provinciale Martì, lo scrittore presentò la sua trascendentale opera “Fidel e la Religione”, volume che è stato pubblicato in una trentina di paesi e tradotto in oltre 20 lingue. Ha ricordato passaggi della storica intervista col leader della Rivoluzione Cubana e del gran impatto che ebbe nell'Isola la prima pubblicazione del testo. Betto mise a disposizione dei lettori altre delle sue creazioni, come L'opera dell'artista, Un uomo chiamato Gesù, e La Mosca azzurra. Questo frate domenicano, nato in Belo Horizonte, autore di 51 libri, pubblicati in Brasile ed altri paesi, studiò giornalismo, antropologia, filosofia e teologia. Ig/AIN Ig mercoledì, 02 marzo 11 23:27
Nella rivista mensile di CUBAPON diffondono il caso dei Cinque in Giappone![]() Nella rivista mensile di CUBAPON diffondono il caso dei Cinque in Giappone Giappone, 1°mar (Prensa Latina) Il numero corrispondente a febbraio della rivista CUBAPON, pubblicato dal gruppo di amicizia con Cuba, include un articolo che sottolinea le principali attività realizzate nella provincia di Holguin, in Cuba, con motivo della celebrazione del VI Colloquio di Solidarietà coi Cinque. La signora Murakami, partecipante giapponese che ha integrato un pannello insieme alla sorella di Antonio Guerrero, ha sottolineato in questo articolo il lavoro di tutte le forze ed i gruppi che internazionalmente lottano a beneficio di questa causa. Il lavoro ha incluso poemi dell'eroe cubano. Ricevendo formalmente il numero della rivista, il Consigliere Politico dell'Ambasciata di Cuba in Giappone, Andres Gonzalez Ballester, ringraziò il direttivo di CUBAPON per l'importante lavoro che realizza questa organizzazione, emergendo inoltre che la pubblicazione contribuisce al necessario lavoro di diffondere la verità sull'ingiustizia che si commette contro Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè. Il Consigliere ha sottolineato la necessità di continuare a denunciare la manipolazione mediatica orchestrata a Miami nel momento del giudizio contro i Cinque, utilizzando perfino fondi provenienti del presupposto federale degli Stati Uniti. Il diplomatico cubano ha ricordato che la battaglia decisiva bisogna liberarla negli Stati Uniti dove molto poco si sa del caso, esortando i dirigenti a compromettersi con questo compito. La rivista di CUBAPON informa i lettori giapponesi e li sensibilizza rispetto a questa causa affinché per differenti vie e mezzi trasmettano alle autorità statunitensi ed alle loro amicizie una visione giusta di questo caso. Ig/Cubaminrex-Embacuba Japon
martedì, 01 marzo 11 23:29
Francia: libertà per i Cinque cubani e Playa Giron in settimana anticoloniale![]() Francia: libertà per i Cinque cubani e Playa Giron in settimana anticoloniale
Parigi, 28 feb (Prensa Latina) La lotta per la scarcerazione dei Cinque cubani prigionieri politici nordamericani e la vittoria cubana nell'invasione organizzata dal governo statunitense a Playa Giron sono stati evocati durante la settimana anticoloniale in Francia. In un veglione effettuato nel municipio del distretto XIV di questa capitale, si ricordò la battaglia che si sta dando per la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez. Il sindaco della circoscrizione Pascal Cherki sottolineò l'importanza del libro Cinque cubani di Miami del giornalista e scrittore francese Maurice Lemoine e reiterò il suo appoggio a questa offensiva del paese ed i parenti dei lottatori antiterroristi. Da parte sua, l'ambasciatore dell'isola in Francia, Orlando Requeijo, ha aggiornato sulla situazione di Gerardo, Antonio, Ramon, Fernando e Renè, e reiterò la necessità di non cessare nella lotta per la loro libertà immediata. Questo evento, organizzato dall'associazione di amicizia con l'America Latina, “El otro correo”, ha incluso la raccolta di firme di appoggio alla campagna per la loro scarcerazione e la presentazione del film El Benny, tra le altre attività. La settimana anticoloniale in Francia contò su un momento speciale con la presentazione del documentario cubano “66 horas”, dove si narrano tutti gli eventi che segnarono la prima sconfitta dell'imperialismo in America Latina. Patrick Farbiaz, membro del consiglio nazionale del Partito francese dei Verdi emerse il fatto storico come un esempio della capacità dei popoli di resistere e vincere le aggressioni statunitensi. Ricordò che la vittoria accadde quando si sviluppava un'offensiva contro i processi rivoluzionari in Africa per l'assassinio di Patrizio Lumumba, e si effettuavano interventi militari contro movimenti di liberazione nazionale ed anticoloniali in Asia. Farbiaz condannò inoltre il bloqueo economico e commerciale contro Cuba e la presenza della base militare di Guantanamo ed ha esatto la liberazione dei Cinque cubani. Ig/mbz
domenica, 27 febbraio 11 22:04
Arte per i Cinque :âLa più importante donazione ricevuta da Cuba nellâultimo decennio"![]() Arte per i Cinque ‘La più importante donazione ricevuta da Cuba nell’ultimo decennio’ Due importantissime esposizioni di opere donate dalla Fondazione Brownstone, sono state inaugurate, una nel Museo Nazionale delle Belle Arti e la seconda nel Centro d’Arte Contemporanea Wifredo Lam , tutte e due dedicate ai Cinque antiterroristi cubaniPrigionieri politici degli Stati Uniti. Gilbert Brownstone, presidente della Fondazione, ha sottolineato che questo nobile gesto è stato dedicato a Gerardo Hernández, René González, Antonio Guerrero, Fernando González e Ramón Labañino, reclusi per aver ostacolato le azioni violente organizzate dai gruppi terroristici anticubani, che sono stabiliti nella Florida, per aver allarmato sugli attentati contro l’Isola. Intitolate Il mio amore per l’arte, il mio amore per Cuba, compongono la collezione 108 opere grafiche dei più noti artisti contemporanei del XX secolo, come Pablo Ruiz Picasso, Miró, Duchamp, Pizarro, Brucke, Keinholz, Lichtenstein, André Masson, Andy Warhol, Roberto Matta e Antoni Tapies, tra i tanti. Gilbert Brownstone, presidente dell’istituzione francese, ha segnalato che crede sinceramente che il popolo di Cuba ha fatto, fa e continuerà a fare molto per la sua felicità e che spera che le opere donate contribuiscano modestamente d’aprire maggiori spazi di conoscenza e cultura Inoltre ha ricordato che, essendo lui direttore del Museo Picasso d’Antibes, Jacqueline, la vedova dell’artista, gli ha regalato tutte le opere di questo maestro che oggi fanno parte della collezione, e che anche molte altre sono giunte in suo potere grazie alla sua amicizia con gli artisti. Brownstone si dichiara umanista e confessa d’aver vissuto e viaggiato a sufficienza per poter dire, senza timore di sbagliarsi, che il popolo cubano è uno dei più preparati del mondo per apprezzare qualsiasi forma d’arte. Moraima Clavijo, direttrice del Museo Nazionale delle Belle Arti, ha detto che questa è la più importante donazione ricevuta da Cuba nell’ultimo decennio, ed ha elogiato la generosità ed il disinteresse della Fondazione Brownstone.( Traduzione Granma Int.).
giovedì, 24 febbraio 11 23:56
Alla fiera del libro di Villa Clara presentato un multimedia sui Cinque![]() Presentano in Fiera del Libro di Villa Clara una multimedia sui Cinque cubani
Villa Clara, 23 feb (Prensa Latina) L'iniziativa del gruppo provinciale in solidarietà con la causa di Gerardo, Fernando, Renè, Antonio e Ramon è stato catalogato da Iris Menendez, delegata dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP) nel territorio, come uno strumento di lavoro per la lotta, perché contribuirà a continuare a divulgare la verità su questo tema, taciuto nei grandi mezzi di stampa del mondo. Gloria Martinez Garcia, insegnante della Scuola del Partito Carlos Baliño nel territorio, insieme a Linnet Aquino Martinez ed Adrian Rodriguez Perez, giovani appena laureati in Informatica, sono gli autori del prodotto comunicativo che si potrà aggiornare costantemente, a partire dalle notizie intorno al caso. Come parte del programma interattivo di questa festa della cultura, la sala di navigazione della Biblioteca Provinciale ha dedicato la prima giornata all’appello per la libertà dei Cinque Eroi cubani, con un dibattito on line e la partecipazione nella rete delle reti, oltre ad accedere alla Multimedia presentata. Nel progetto si aggiunsero i dettagli del processo dal punto di vista giuridico, le azioni di solidarietà, articoli del Presidente del Parlamento cubano Ricardo Alarcon, come la storia del terrorismo contro l'Isola. Inoltre, rassegne di alcuni dei libri scritti sul tema, lettere familiari, audio, video, fotografie, e parole del leader della Rivoluzione Cubana Fidel Castro. Ig/cmhw.cu
lunedì, 21 febbraio 11 13:02
I Cinque cubani: La Historia que me ha tocado vivir![]() I Cinque cubani: La Historia que me ha tocado vivir
L’Avana, feb (Prensa Latina) Come un esempio di giornalismo rivoluzionario e di opera che si allontana dalla schematicità e dalla superficialità, è stato catalogato da Ricardo Alarcon, presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, il libro “La Historia que me ha tocado vivir”. Alarcon ha affermato che il libro colloca i Cinque cubani dove devono stare, cioè dentro il loro popolo. Il testo, dei giornalisti Ana Margarita Gonzalez e Rafael Hojas, presentato giovedì nel Memorial José Martí, tratta sulla profonda ferita che l'ingiusto incarceramento dei Cinque lottatori cubani, ha lasciato nelle loro famiglie. Alarcon ha sottolineato che il libro, inoltre, ci permette di apprezzare la vera condizione umana di Gerardo, René, Antonio, Fernando, Ramon ed i loro parenti. Ana Margarita ha detto che questa era un'opera imperfetta perché in lei mancano le attestazioni dei suoi protagonisti, ai quali non è potuta arrivare per gli ostacoli posti dall'amministrazione statunitense, ma è profondamente umana perché si sono sforzati per riflettere i sentimenti e le passioni degli intervistati. Rafael Hojas si è riferito alle interviste coi parenti, definendole molto dolorose, ed a volte infinite lacrime hanno abbondato sui visi dei famigliari; ha inoltre elogiato la fermezza ed l’umanità imperante tra coloro che difendono la causa di questi Cinque paradigmi della vita e dell'amore. Ig giovedì, 17 febbraio 11 20:16
Campagna europea: un milione di firme per la libertà dei Cinque cubani![]() Campagna europea: un milione di firme per la libertà dei Cinque cubani
Europa, 16 feb (Prensa Latina) È in funzione una campagna europea per raccogliere delle firme che chiedono la liberazione dei Cinque Cubani prigionieri politici negli USA da più di 12 anni. Secondo l'organizzazione dell'iniziativa, il presidente degli Stati Uniti può e deve ordinare la liberazione dei detenuti. La lettera per il presidente Obama, cita in un passaggio: “Dopo 12 anni di una difesa indistruttibile delle loro convinzioni, i Cinque cubani hanno guadagnato un riconoscimento globale come lottatori contro il terrorismo che si sta dirigendo contro Cuba. Il suo unico crimine è aver informato su azioni terroriste che alcune persone stavano pianificando in suolo statunitense contro il popolo cubano, e che denunciarono situazioni nelle quali gli stessi terroristi contro Cuba e le loro organizzazioni mettevano lo stesso popolo statunitense in pericolo”. Ig/Adital mercoledì, 16 febbraio 11 20:34
Peruviani chiedono a Ban Ki-moon che interceda per i Cinque cubani![]() Peruviani chiedono a Ban Ki-moon che interceda per i Cinque cubani Lima, 15 feb (Prensa Latina) Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, chi visita il Perù, ha ricevuto oggi due richieste affinché interceda per la libertà dei Cinque lottatori cubani imprigionati negli Stati Uniti. La petizione è stata fatta con delle lettere fatte arrivare dall'alto funzionario internazionale per il Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque e la Lega Parlamentare di Amicizia Perù-Cuba che integrano legislatori di diverse tendenze politiche. Il comitato segnala che i Cinque eroi cubani stanno in carcere da più di 12 anni e sono stati condannati a pene infamanti per dei delitti che non hanno mai commesso. Aggiunge che i prigionieri, Renè Gonzales, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Fernando Gonzales, sono “valorosi combattenti antiterroristi che hanno dedicato le loro vite a lottare contro questo flagello che sfinisce la società del nostro tempo”. Espone inoltre che l'indignazione del mondo ha fatto in modo che la causa dei Cinque fossero riviste, ma questo procedimento non ha ottenuto la loro libertà. I Cinque cubani, prosegue, “sono vittime dell'odio dei grandi poteri che governano gli Stati Uniti, che hanno imposto il brutale bloqueo contro Cuba che ha compiuto cinquanta anni, e che è stato sistematicamente condannato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite”. Il pronunciamento, firmato dal presidente del Comitato, Gustavo Espinoza, considera che l'incarceramento dei lottatori cubani è una rappresaglia per il ripudio mondiale al bloqueo ed una forma di punire Cuba. Per tutto ciò, chiede a Ban Ki-moon che, nella sua condizione di massimo conduttore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, interceda per la libertà dei Cinque cubani. La lettera della Lega Parlamentare di Amicizia Perù-Cuba sollecita anche che il segretario generale dell'ONU interceda per la libertà dei Cinque “valorosi lottatori condannati a pene inique”, libertà che è stata chiesta anche dal parlamento peruviano. La Lega esorta inoltre a Ban Ki-moon a che “contribuisca in maniera decisiva al compito di concludere il brutale bloqueo nordamericano contro Cuba che dura da più di 50 anni, come non è mai successo nella storia umana”. Deve farlo, aggiunge, “in onore della pace mondiale, l'intendimento tra i popoli e le nazioni e la coesistenza pacifica intesi come la necessità di avvicinare i cittadini indipendentemente dalle loro opinioni ed idee”. Ig/mrs lunedì, 14 febbraio 11 23:05
Giorno di San Valentino: messaggio di Antonio Guerrero![]() Giorno di San Valentino: messaggio di Antonio Guerrero USA, 14 feb (Prensa Latina) Uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’imperio, Antonio Guerrero, manda il suo messaggio di amore e amicizia dall’oscura prigione dove è ingiustamente detenuto, come sempre pieno di amore e di luce: “Cari amici: In Cuba chiamiamo il Giorno di San Valentino, Giorno degli Innamorati. Qui ed in altri paesi dicono che è il Giorno dell'Amore e dell'Amicizia. È, senza dubbio, un giorno speciale, di riunione familiare e di piccoli dettagli per la persona amata. Io stavo pensando di condividere con voi qualche poema. Diventa molto difficile selezionare un poema d’amore. Chi è il poeta che non ha scritto all'amore? Sarebbe giusto dire che la poesia è impossibile scriverla senza un'alta dose di amore all'amore. Qui vi invio un mio poema, che ho trovato tra alcuni fogli vecchi con più di dieci anni.
AMARE
Come calmare la mia sete. Tutto è inutile. C'è voglia di ritornare, di reclamare un bacio dove alcune dolci labbra si inchiodarono in me.
C'è voglia di sentire, di contemplare un corpo come un viaggio infinito tra inverni e stelle. C'è voglia di un combattimento di fuoco, di ardere, di riversare il miele ardente del desiderio.
Io ti ho amato, e rimane nascosta in me la luce della tua pelle infiammando le mie mani ed i miei occhi.
Ed ora comprendo meglio che ho potuto amarti solo di una forma, in un modo in cui si mischiano tutte le cose eterne e pure: tanto eterne che ascolto la tua voce in ogni stella, tanto pure che scrivo con la tua anima i miei versi.
6 giugno 1999
Auguro a tutti l'amore dei Cinque. Cinque abbracci.
Venceremos! Tony 13 febbraio 2011 FCI FLORENCE Ig
domenica, 13 febbraio 11 18:45
Libertà per i Cinque, già ! : " La Casa dei Cinque"Libertà per i Cinque, già! La Casa d ei Cinque Olga Lidia Ruiz Battezzato come La Casa dei Cinque, il portale della Rete delle Università di Cuba, organizzato con la partecipazione di centri stranieri d’alti studi e mezzi di stampa, tra le altre istituzioni, è servito come strumento per reclamare nuovamente la liberazione di Antonio, Fernando, Ramón, René e Gerardo, Cinque Eroi ingiustamente reclusi negli Stati Uniti. Il portale, diretto dall’Istituto Superiore Politecnico José Antonio Echeverría (ISPJAE), è stato presentato nella quarta giornata di dibattito teorico, che si è svolta nella cornice della XIV Convenzione Internazionale Informatica 2011. La Rete, composta da molti attivisti di tutto il mondo, collabora con la diffusione internazionale della verità sul caso dei combattenti antiterroristi cubani, e domanda la loro immediata liberazione e un rapido ritorno in Patria. Inoltre i loro integranti hanno avvisato che questi obiettivi non si realizzeranno solo attraverso i meccanismi legali del sistema giudiziario, ma anche attraverso la solidarietà mondiale. Un progetto per una maggior integrazione L’Impresa di Telecomunicazioni dell’ALBA (ALBATEL S.A.) ha fatto conoscere una serie di progetti attualmente in sviluppo che promuovono una maggior integrazione e complementarità tra i paesi dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América, nel 2º Foro Imprenditoriale delle tecnologie dell’informazione e la comunicazione (TIC), che si è svolta come parte della XIV Convenzione e Fiera Internazionale Informatica 2011. Tra i progetti esposti dal presidente di ALBATEL S.A., l’ingegnere Jesús Mago, ha segnalato l’installazione di una Stazione Terrena Satellitare in Bolivia, che permetterà la posta in operazione della banda Ku-Sur del satellite Simón Bolívar e offrirà servizi alla Bolivia, al Paraguay e al nord dell’Argentina. Questo progetto permettirà a questa nazione delle Ande di evitare l’uso dei satelliti privati passando al Simón Bolívar, lanciato nel 2009 e che copre tre bande (C, Ku y Ka). Il satellite, di proprietà del Venezuela, sviluppato nelle sue componenti spaziali dalla Cina, con la partecipazione attiva della nazione sudamericana, ha l’obiettivo d’appoggiare programmi sociali implementati dai paesi dell’ALBA, oltre a dare servizi satellitari tra e per enti governativi di queste nazioni. Il presidente di ALBATEL S.A. ha puntualizzato che questa impresa è incaricata di controllare il satellite e dare priorità all’uso internazionale e fondamentalmente per i paesi dell’ALBA. Un altro progetto in sviluppo, fatto conoscere, è stato la Rete dedicata ai paesi dell’ ALBA, il cui obiettivo è coadiuvare le comunicazioni tra i governi dei paesi che integrano questo blocco. Hanno partecipato alla presentazione Daniel Peña, gerente delle Operazioni Commerciali e dei Temi Governativi e Daniel Cejas, gerente d’Ingegneria e Specializzazione. (Lilliam Riera / Traduzione Granma Int.) sabato, 12 febbraio 11 00:00
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 12 febbraio)
![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro"
Cruzando el corazón del azul insondable, confuso de rutas, mas, acompañado de esperanzas insignificantes pero ciertas, miro la callada geografía sumergida en un fulgor de nieve, territorio de lo indefinido, espejismos de la libertad. Hay cansancio, pero no me rindo. Hay cortaduras, pero no sangro. Tanta fatiga, tantos dolores calmo con el amor de mis sueños hecho de una materia invencible que no reconocen los guardianes.
Viernes, 12 de febrero de 2010
Nell'attraversare il cuore dell'azzurro insondabile, in un groviglio di rotte, ma accompagnato da speranze insignificanti però certe, osservo la geografia silente sommersa in un fulgore di neve, territorio dell'indefinito, miraggio della libertà. Stanco, non mi arrendo. Ferito, non sanguino. Tanta fatica, tanti dolori: li calmo con l'amore dei miei sogni, materia invincibile che i guardiani non sanno riconoscere.
venerdì, 11 febbraio 11 12:49
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 11 febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro" Desde mi niñez de hogar y escuela, en mi juventud de sitio en sitio, toda mi vida, y hasta en mis sueños, tú has habitado en mi corazón. Isla de soles que a todos brindas palmas y playas, aves y frutos, aquel verano abrasador que amo, aquel árbol libre en la campiña, dispuesta a diario a cuidar la flor indispensable de la esperanza en mí tu alientas siempre la paz. Tu amor me impulsa, tu amor me colma de luz, ¡oh, patria!, vendrá el regreso y el beso tuyo que nos espera.
Jueves, 11 de febrero de 2010
Sin dalla mia infanzia tra casa e scuola, nella mia gioventù da un posto all'altro, per tutta la mia vita, e persino nei sogni, hai abitato nel mio cuore. Isola di sole che offri a tutti palme e spiagge, uccelli e frutti, quell'estate rovente che amo, quell'albero campagnolo e libero, disposta ogni giorno a prendersi cura del fiore indispensabile della speranza mi alimenti sempre un anelito di pace. Il tuo amore mi sprona, il tuo amore mi colma di luce, patria !, arriverà il ritorno e il tuo bacio che ci aspetta.
giovedì, 10 febbraio 11 12:34
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 10 febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi
Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro"
Seguro, en medio del temporal, me imagino andando por el mundo como si caminaran conmigo hombro a hombro brazos invencibles. Pasaran con sus alas oscuras otras tantas gélidas noches sin poder aniquilar la aurora del día final de la injusticia. Hermanos y hermanas de la lucha solidaria que se multiplica cual las hojas en la primavera: ¡Ustedes nos darán la victoria, ustedes estarán con nosotros en la gran jornada del regreso!
Miércoles, 10 de febrero de 2010
Sicuro, nella tempesta, mi immagino in giro per il mondo come se con me camminassero spalla a spalla braccia invincibili. Passeranno con le loro ali scure tante altre gelide notti senza riuscire ad annullare l'aurora dell'ultimo giorno dell'ingiustizia. Sorelle e fratelli della lotta solidale che si moltiplica come foglie in primavera: ci darete la vittoria, sarete con noi nella grandiosa giornata del ritorno!
mercoledì, 09 febbraio 11 12:53
Intense giornate per i Cinque in Francia/ Solidarietà coi Cinque su un vulcano di Panama/...
Intense giornate per i Cinque in Francia Parigi, 8 feb (Prensa Latina) Rappresentanti di organizzazioni politiche della Francia ed associazioni di solidarietà hanno spinto negli ultimi giorni diverse azioni in appello per la liberazione dei Cinque lottatori cubani. Il Gruppo Comunista del comune di Parigi ed il gruppo di solidarietà Cuba Sì France ha realizzato una manifestazione convocata attraverso il periodico “L’Humanitè” per esigere la messa in libertà dei Cinque cubani. Numerose persone si sono date appuntamento nella Piazza Denfert-Rochereau di Parigi per denunciare il caso di Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e René Gonzalez, che sono da più di 12 anni prigionieri politici nelle carceri statunitensi. Nel comunicato pubblicato da “L’Humanitè”, organo del Partito Comunista Francese, si sottolineò che l'unica colpa dei Cinque è stata d’essere infiltrati a Miami in gruppi di origine cubana per ostacolare atti terroristi contro la nazione caraibica. Ha aggiunto che queste organizzazioni dell'esilio hanno commesso azioni che sono costate la vita a oltre tre mila 478 persone, lasciando a oltre due mila 99 inabili. Durante l'atto in Denfert-Rocheareau hanno usato la parola Aline Arroze, per gli eletti del Fronte di Sinistra di Parigi, Leon Landini, del Polo di Rinascimento Comunista, ed Eduardo Meneses, del Partito di Sinistra. Inoltre, l'associazione Francia-Cuba Herault, nel sud del paese, ed il circolo Joseph Lazare, si mobilitarono per analizzare la situazione dei Cinque cubani, accompagnati dalla partecipazione di Annie Arroyo, responsabile nazionale della campagna per la liberazione dei Cinque cubani. In Arras, nel nord francese, l'Unione Locale della Confederazione Generale dei Lavoratori (CGT), Cuba Sì France, Cuba-cooperazione e Francia-Cuba, ugualmente effettuarono una marcia per i Cinque. Ig/ft
Omaggio ad Ana Betancourt de Mora Le Federate esigono la liberazione dei Cinque Eroi Miguel Febles Hernández Le donne di questa storica terra, Guáimaro, in provincia di Camagüey culla della Costituzione, hanno reclamato a nome di tutte le cubane, la liberazione dei Cinque Eroi ingiustamente reclusi nelle carceri degli Stati Uniti, convinte che solo la più ferme solidarietà internazionale renderà possibile il loro ritorno in Patria. La decisione di non tralasciare la battaglia per la giustizia e la ragione ha assunto un forte simbolismo, nella commemorazione del 101º anniversario della morte di Ana Betancourt de Mora (1832-1901), insigne patriota che oltre a combattere contro il giogo coloniale, spagnolo, anticipò l’emancipazione sociale della donna. Proprio nel luogo in cui riposano i suoi resti e nello steso scenario in cui fu protagonista della trascendentale azione rivendicatrice dei diritti della donna, si è svolto l’omaggio del popolo guaimaregno, rappresentando tutta Cuba, alla cubana esemplare che precorse il suo tempo. Yolanda Ferrer Gómez, membro del Consiglio di Stato e segretaria generale della FMC, e Julio César García Rodríguez, primo segretario del Partito a Camagüey, hanno collocato una corna di fiori davanti al monumento eretti alla sua memoria, che si è riempito di fiori offerti dalle donne più dedite della località, tra le quali María Antonia Giraldo Femenías, Yolexis Guerra Gómez, Tamara Castillo Martín, María de los Ángeles Rodríguez y Ofelia González Cepeda, che hanno ricevuto un riconoscimento speciale della Federazione delle Donne Cubane, per il loro eccellente disimpegno in diversi settori della vita economica e sociale del territorio. (Traduzione Granma Int.)
Solidarietà coi Cinque cubani su un vulcano del Panama Panama, 7 feb (Prensa Latina) La solidarietà trova oggi spazio sul vulcano Barù, il punto più elevato del Panama, dove un gruppo di giovani porta l’appello di liberazione per gli antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni nordamericane. Il deputato Hugo Moreno, presidente del Gruppo di Amicizia con Cuba nel parlamento panamense, ha manifestato a Prensa Latina l'importanza di questa iniziativa a carico della gioventù. Con lei, ha detto il legislatore, ratifichiamo l’appoggio del popolo panamense alla causa per la liberazione dei Cinque antiterroristi prigionieri politici negli USA. Il vulcano Barù, ha aggiunto, è la cima più rappresentativa del paese -con tre mila 475 metri sul livello del mare - ed è ora un elemento in più nella solidarietà del nostro paese con la maggiore delle Antille. Da parte sua, Julio Moreno, coordinatore di questo Capitolo Chiriqui del Movimento di Solidarietà con Cuba, ha indicato che questa azione fa parte degli sforzi a beneficio della libertà dei patrioti dell'isola. Dal punto di vista logistico, aggiunse, si prevede la collocazione di un cartello allusivo alla causa di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e René Gonzalez. Con ciò, ha detto, apportiamo il nostro granello di sabbia al movimento che reclama a Washington la sospensione dell'ingiustizia rispetto ad i Cinque. Ugualmente si aggiungono le petizioni al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, affinché utilizzi le prerogative alla sua portata come mandatario e proceda alla liberazione dei cubani. Ig/mem
mercoledì, 09 febbraio 11 12:12
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 9 febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE. "luogo di ritiro/un lugar de retiro" En mi soledad digo tu nombre y sus letras son un sol naciente entre las nubes de la alborada donde con lumbre se abren las flores. Al andar lo digo en las esquinas que forja y deshace el pensamiento y en mi soliloquio con tu nombre ni luces ni sombras distingo. Lo digo sin que nadie me escuche en una voz de intima emoción que apenas hiere el aire y el silencio. A las preguntas del firmamento respondo, levantando la vista hasta la eternidad de tu nombre. Martes, 9 de febrero de 2010 Nella mia solitudine dico il tuo nome e le sue lettere sono un sole nascente tra le nuvole dell'alba dove alla luce s'aprono fiori. Nell'andare lo dico negli angoli che il pensiero forgia e disfa e col tuo nome nel mio soliloquio non luci né ombre distinguo. Lo pronunzio senza che nessuno possa ascoltarmi in una voce intima di emozione che ferisce appena l'aria ed il silenzio. Alle domande del firmamento rispondo, alzando lo sguardo fino all'eternità del tuo nome.
martedì, 08 febbraio 11 12:41
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 8 febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi
Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro"
Anoche, cuando un hosco silencio como el manto de la oscuridad me cubría, y la incertidumbre de crudas nevascas me embriagaba, el amor provoco un ramalazo en las fibras de mi corazón, punzadas de perpetuas ausencias. Por un buen tiempo estuve despierto. Anoche, frente a la soledad resonante de ayeres me dije: Todos los desvelos de mi vida han desbrozado esta larga senda por donde los peligros de muerte no han podido malograr la luz.
Lunes, 8 de febrero de 2010
Stanotte, quando un fosco silenzio come il manto dell'oscurità mi copriva, e l'incertezza di crudi nevaschi mi ubriacava, l'amore ha provocato uno strappo nelle fibre del mio cuore, spillate di assenze perpetue. Sono stato sveglio un bel po'. Stanotte, di fronte alla solitudine risuonante di giorni passati mi sono detto: tutte le veglie della mia vita hanno sfrondato questo lungo sentiero dove i pericoli di morte non hanno potuto distruggere la luce. lunedì, 07 febbraio 11 12:41
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 7 febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE. "luogo di ritiro/un lugar de retiro" Oggi ho scritto a varie amicizie, a nessuna racconto il rosario delle vicissitudini passate (più di quelle che si possano immaginare). Nelle mie frasi faccio sapere che questa cella, senza niente e nessuno, per me è luogo di ritiro dove libero le mie catene. Come altri della mia vita, questo buco, senza fretta, lo riempio di luce affinché dalla sua vacuità affiori splendore che converta il mio cuore in zampillare d'amore, di questo amore con cui scrivo a tutti.
Domingo, 7 de febrero de 2010
Hoy he escrito a varias amistades, a ninguna le narro el rosario de vicisitudes que he pasado (más que las que todos imaginan). En mis líneas les hago saber que esta celda, sin nada y sin nadie, para mí es un lugar de retiro donde me libro de mis cadenas. Como otros de mi vida, este hueco, sin prisa lo relleno de luz para que de su oquedad aflore el resplandor que a mi corazón convierte en surtidor del amor, de este amor con que a todos escribo.
domenica, 06 febbraio 11 17:49
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 6 febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi
Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro"
Ti infrangi nel mio pensare come sulle spiagge il mareggiare; penetri all'improvviso le mie sabbie, e ancora torni al mare. Così sei tu, mareggiata indocile, vai e vieni incessante delle acque dove il mio cuore affoga raccontando il tuo corpo ad ogni onda. Sai già che tornerò, ma non il tuo nome e nemmeno che ricordo i tuoi baci. Forse, un giorno, quando la tua pelle avrà distrutto questo castello di assenze ti aprirò la trama dei miei versi.
Sábado, 6 de febrero de 2010
Mujer, rompes en mi pensamiento como los oleajes en las playas; entras de repente en mis arenas, luego al mar regresas otra vez. Así eres tu, marejada indócil, vaivén incesante de las aguas donde se ahoga mi corazón contando tu cuerpo ola a ola. Ya conoces que regresare, sin embargo, no sabes tu nombre ni sabes que recuerdo tus besos. Tal vez, un dístia cuando tu piel destruya este callo de ausencias te abriré la trama de mis versos.
sabato, 05 febbraio 11 11:14
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 5 febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi
Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro"
Il silenzio si fa verde, all'improvviso, il mio cuore fertile, lentamente abituato a cose naturali, veste di foglie verdi il desiderio. Ricordi del bosco e della pioggia emergono con il loro effluvio nascosto e sento di nuovo in gola un ardore di sangue e gelsomini. Senza sosta, il mio cuore evoca sguardi fedeli all'amor puro, baci nell'abbraccio della notte, carezze che hanno dato pace all'anima. Però, dove saranno i suoi occhi, dove le sue labbra, soavi sue le mani così pure?
Viernes, 5 de febrero de 2010
El silencio es verde, de improviso, mi corazón fértil, lentamente habituado a cosas naturales, viste de hojas verdes del deseo. Recuerdos del bosque y de la lluvia emergen con su aliento escondido y siento otra vez en mi garganta un ardor de jazmines y sangre. Sin parar, mi corazón evoca miradas fieles al amor puro, besos al abrazo de la noche, caricias que dieron paz al alma. Pero, por dónde andarán sus ojos, sus labios, sus suaves manos puras?
venerdì, 04 febbraio 11 21:06
Ricardo Alarcon sui Cinque:"La totale innocenza dei nostri compagni"![]() Proponiamo di nuovo un intervento sui Cinque dell'inizio di gennaio di Ricardo Alarcon
La totale innocenza dei nostri compagni RICARDO ALARCÓN DE QUESADA Saluto l’iniziativa di dedicare ai nostri Cinque Eroi una sessione della Terza Conferenza Ispanoamericana degli Storiografi e di Storia delle Università che si sta svolgendo in questa Università, la Hermanos Saíz Montes de Oca. Nulla di più pertinente, perchè tra le altre cose, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, sono stati cinque universitari che hanno forgiato il loro eroismo nelle nostre aule e che, con il loro esemplare sacrificio, hanno innalzato a cime insuperabili la storia rivoluzionaria degli studenti cubani. Loro sono Cinque fratelli che amano, come Luis e Sergio Saíz Montes de Oca, amarono la giustizia e la libertà e furono capaci di creare e coltivare l’arte, la poesia e il pensiero, di fonte alla tirannia e al terrore, illuminando le ombre della clandestinità e della reclusione. Gli uni e gli altri, i martiri di San Juan y Martínez mezzo secolo fa e i Cinque combattenti antiterroristi del Terzo Millennio, integrano una tradizione d’eroismo giovanile che ha accompagnato la Patria dal primo giorno. Le loro vite devono servire alle nuove e future generazioni di studenti cubani, per garantire lo sviluppo di una Rivoluzione che ha sempre avuto e avrà sempre nella gioventù la sua protagonista principale. Studiare il caso dei Cinque, divulgarlo e promuovere una solidarietà efficace sino ad ottenere la loro immediata liberazione è inoltre un compito d’urgenza immediata. È anche d’importanza decisiva per decifrare chiavi indispensabili e scoprire il mondo di oggi. Nei paesi sviluppati dell’ Occidente e soprattutto negli Stati Uniti sono pochissime le persone che conoscono la verità sull’ingiusto processo contro i nostri Cinque compagni. In realtà la stragrande maggioranza lo ignora in assoluto. Si tratta di un caso che, per un’infinità di ragioni, doveva essere una notizia di copertina: il processo più lungo della storia nordamericana, il primo in cui principalmente si trattavano le azioni di terrorismo apertamente realizzate negli USA, davanti a un tribunale che ha sentito le testimonianze di generali, ammiragli e assessori della Casa Bianca, ed anche terroristi confessi, tutto in un processo che terminò poco dopo il crollo delle Torri Gemelle, quando, per i grandi mezzi di comunicazione il terrorismo era il tema che sembrava avere la massima priorità. Indubbiamente il processo ai Cinque fu completamente censurato al di fuori di Miami e continua ancora oggi la stessa ferrea censura. Questa apparente contraddizione rivela l’assenza della detta “libertà d’espressione” e della “libertà di stampa” che presumibilmente dovrebbero esistere nella società nordamericana. Le grandi corporazioni che monopolizzano l’informazione hanno taciuto il processo contro i Cinque, perchè lo ha stabilito così il governo degli Stati Uniti, e lo ha fatto perchè questo processo prova in maniera indiscutibile due cose che Washington vuole nascondere disperatamente: l’assoluta innocenza dei nostri compagni ed il carattere terrorista della politica nordamericana.
Facciamo una necessaria riflessione. Questi media hanno dedicato e dedicano uno straordinario interesse per tutto quello che è vincolato con Cuba e la sua Rivoluzione. Da cinquant’anni siamo oggetto di un’attenzione smisurata, non paragonabile a quella che prestano agli altri paesi dell’America Latina. Milioni di ore di radio e televisione e tonnellate di commenti e “informazioni”, nelle quali abbondano la distorsione e la menzogna, ci hanno perseguitato sempre come un tornado mediatico. Dei Cinque, al contrario, nemmeno un secondo, una parola. Perchè? Se i nostri compagni avessero commesso delle mancanze, se avessero fatto qualcosa a danno degli Stati Uniti o del loro popolo, qualcuno può pensare che l’enorme macchina propagandistica dell’impero non lo avrebbe sfruttato scandalosamente? Questo silenzio duro e impenetrabile, è una prova addizionale della totale innocenza dei nostri compagni e della piena giustificazione dell’ eroica missione antiterrorista che hanno compiuto(…) Il ruolo dei media nel caso dei Cinque, il loro utilizzo come strumento di pressione e terrore per assicurare l’irrimediabile condanna degli innocenti e nello stesso tempo, come barriera insuperabile per garantire l’impunità dei criminali e dei loro patrocinatori, dovrebbe essere oggetto d’analisi e riflessione per gli universitari. È difficile incontrare un altro esempio che offra più prove per delucidare un aspetto della realtà che è essenziale per comprendere il mondo in cui viviamo(…) Come riconobbe Brzezinski nel 1969, la funzione principale dei media è preservare l’ordine imperiale. Come promuovere la solidarietà in queste condizioni? Dobbiamo valerci di tutti i medie e le vie alternative e usare le possibilità che offrono le nuove tecnologie della comunicazione. Questo è un compito dell’avanguardia più giovane, degli studenti, degli intellettuali. Affrontiamolo con spirito creativo e rinnovatore e senza lasciare spazi alla stanchezza o alla routine. Il Presidente Obama può e deve ordinare che i Cinque siano posti in libertà immediatamente, senza condizioni di nessun tipo. Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René, tutti loro senza eccezione alcuna. Questa esigenza lo deve perseguitare giorno e notte come una maledizione gitana. Facciamo rispettando il legato del testamento di Luis e Sergio Saíz, con la tenace fede di coloro che si dedicano senza esitazioni alla fiducia di un’opera giusta del dovere irrinunciabile. (Università Hermanos Saíz Montes de Oca, Pinar del Río - (Traduzione Granma Int.)
venerdì, 04 febbraio 11 14:01
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 4 febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi
Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro"
Vissuti e vocaboli che cercano risposte al nulla o all'accaduto, arrivano al recinto del presente come api all'alveare. Il loro battere d'ali inonda l'aria con fiamme trepidanti ed un miele cristallino avvolge l'eco della parola amore. Con appassionata sete di luce, di aromi, di voci e di forme, l'anima va oltre l'invisibile e vede solamente il volto di giorni andati che volteggia fino a scomparire in lente spirali di fumo.
Jueves, 4 de febrero de 2010
Vivencias y vocablos buscando respuestas a la nada y al suceso, vienen al recinto del presente como las abejas al panal. El batir de sus alas inunda el aire de trepidantes llamas y una cristalina miel envuelve el eco de la palabra amor. Con apasionada sed de luz, de aromas, de voces y de formas, tras lo invisible se me va el alma y sólo ve la faz de un ayer girando hasta que desaparece en lentas espirales de humo.
giovedì, 03 febbraio 11 13:54
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi (3° febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi
Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro" La ragazza che dà le pastiglie ai tossicodipendenti i calmanti ha un faccino d'angelo, mi ricorda una mia fidanzata del tempo passato. Ogni sera fa il suo giro di ronda, la sua voce va rompendo il silenzio ed io lascio lì quel che sto facendo per vederla passare, un istante. Lei non mi guarda mai negli occhi dove molto nascosti conservo tanti volti di epoche e mondi, tante notti di stelle senza nome, tanti effluvi di andate e ritorni … , la ragazza che dà le pastiglie.
Miércoles, 3 de febrero de 2010
La muchacha que da las pastillas a los adictos a los calmantes tiene cara de ángel, me recuerda a una novia de tiempos pasados. Ella cada noche hace una ronda, con su voz va rompiendo el silencio y yo abandono lo que hago entonces para verla pasar, un instante. Ella nunca me mira a los ojos en los que muy escondidos guardo tantos rostros de edades y mundos, tantas noches de estrellas sin nombre, tantas rachas de idas y venidas..., la muchacha que da las pastillas.
mercoledì, 02 febbraio 11 10:35
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi (2° febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.
"luogo di ritiro/un lugar de retiro"
Notte seduttrice che mi chiami dagli abissi del silenzio. Notte magnanima e magnetica, sposa dell'ozio e non ancora violata! Notte errante, incantatrice e occhi color d'arcobaleno. Notte pazza, piena del biancore che aggiunge insonnia all'affanno. Notte nuda sulla terra, prima di andare verso l'altra riva senza nome abbracciami, guardami e lasciami toccare il tuo corpo per sentire il mareggiare sulle amate spiagge così nascoste nell'oscurità.
Martes, 2 de febrero de 2010
Noche seductora que me llamas desde los abismos del silencio. !Ah, noche magnánima y magnética, novia del ocio aun inviolada!. Noche errante, hechicera de ojos que tienen el color del alcoiris. Noche loca, llena de blancura para al afán añadir insomnio. Noche desnuda sobre la tierra, antes de ir a otra orilla sin nombre abrázame, mírame y permíteme tocar tu cuerpo para sentir el oleaje de queridas playas tan ocultas en la oscuridad. martedì, 01 febbraio 11 15:45
Libertà per i Cinque, già ! :Il messaggio di Tony Guerrero al Foro di Pedagogia![]() Libertà per i Cinque, già! Il messaggio di Tony Guerrero al Foro di Pedagogia José Armando Fernández Salaz Un messaggio d’omaggio a José Martí, scritto da Antonio Guerrero, uno dei Cinque Eroi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, è circolato tra i delegati, l’ultimo giorno del Congresso Internazionale Pedagogia 2011. Tony spiega che al conoscere i preparativi dell’omaggio della gioventù cubana all’Eroe Nazionale, gli sono tornati in mente momenti di felicità vissuti con i figli, che mantiene sempre presenti grazie a poesie come Sobre mi hombro, dal libro che, nel 1882, l’Apostolo dedicò a suo figlio. Nella sua nota, Tony descrive l’allegria che ha provato contattando suo figlio maggiore dopo vari giorni d’isolamento per una punizione imposta nella prigione dov’è recluso, a Florence, in Colorado. Dalle poesie di Martí, vengono le mie, confessa il combattente cubano che - con Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González e René González- è ingiustamente recluso dal 1998, per aver ostacolato le azioni delle reti dei terroristi che operano contro l’Isola dalla Florida. Nel suo messaggio, Tony dice che le idee di Martí sono sempre presenti nell’opera rivoluzionaria del popolo cubano, che in tutti questi anni ha sempre trovato in loro una fonte di luce e la forza per vincere i maggiori ostacoli. Il testo del messaggio è stato presentato da Graciela Ramírez, presidentessa del Comitato Internazionale di Solidarietà con i Cinque, organizzazione che ha sviluppato molte azioni di divulgazione su questo caso, anche durante le sessioni di lavoro di questo Congresso Internazionale di Pedagogia. In una dichiarazione alla AIN, Graciela Ramírez ha detto che questo incontro appena terminato, ha permesso d’incrementare il contatto con persone di varie parti del mondo, che hanno dimostrato molto interesse nella cooperazione e alla lotta per la liberazione di René, Ramón, Fernando, Gerardo y Antonio. (Traduzione Granma Int.).
martedì, 01 febbraio 11 14:37
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi (1° febbraio)![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi
Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE. Chi vuole diffonda il poema di Antonio
"luogo di ritiro/un lugar de retiro"
Ho detto no alla muffa della quiete. Mi bloccai sul suolo nudo ma poi il primo passo, poi il secondo, poco a poco diventavo pioggia. All'inizio, lo scetticismo e poi la dipendenza. Più avanti l'antitesi e con essa il liberarsi. Ho cominciato a girare nelle ore con ritmo e spirito impellenti e nell'etere guizzanti. Accerchiato da un tedio senza tregua, nella piazza del mio cuore mi sono visto felice, cantando e ballando.
Lunes, 1 de febrero de 2010
Dije no a la quietud mohosa. Me paré sobre el suelo desnudo, di el primer paso, luego el segundo, poco a poco me volvía lluvia. Al inicio, fue el escepticismo y después vino la dependencia. Más adelante apareció la antítesis y con ella el desenvolvimiento. Comencé a girar por las horas con espíritu y ritmo que impelen y a través del éter se deslizan. Cercado por un tedio sin tregua, en la plaza de mi corazón me vi feliz, cantando y bailando.
lunedì, 31 gennaio 11 18:15
CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero. Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco” Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE."luogo di ritiro/un lugar de retiro" Che non mi lascino guardare la luna e nemmeno l'albero rinsecchito del lento inverno, che mi proibiscano di accendere il fuoco e di giocare a sognare con la cenere non significa che è perduto quell'amore puro che con i miei occhi e con le mie mani forgio ed ho forgiato per altri occhi, per altre mani. L'amore che spira non è amore. Il vero amore appartiene a tutto il tempo, a tutta la terra, senza timore affronta tempeste, resiste perfino al filo della morte ed è, come la natura, eterno Domingo, 31 de enero de 2010
Que no me dejen mirar la luna ni el árbol seco del lento invierno, que me prohíban prender el fuego, jugar al sueño con la ceniza, no significa que esta perdido ese amor puro que con mis ojos y con mis manos forjo y forje para otros ojos, para otras manos. El amor que expira no es amor. El verdadero amor pertenece a todo el tiempo, a la tierra toda, sin temor enfrenta tempestades, resiste hasta el filo de la muerte y, como la natura, es eterno.
sabato, 22 gennaio 11 18:04
Pubblico Ministero che ha condannato i Cinque cubani ha difeso Posada Carriles Pubblico Ministero che ha condannato i Cinque cubani ha difeso Posada Carriles L'Avana, 21 gen (Prensa Latina) Il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, ha qualificato oggi come una rivelazione importante che la pubblico ministero statunitense Carolina Heck Millar, si sia rifiutata di processare Luis Posada Carriles mentre condannava ingiustamente Cinque cubani. Nel processo che si svolge a El Paso contro Posada Carriles per falsa testimonianza una funzionaria del Dipartimento di Sicurezza ha confessato il suo sollecito alla pubblico ministero Caroline Heck Millar che lo processasse per le sue attività criminali e lei si è rifiutata di farlo. Questo è accaduto nell’agosto del 2005 mentre, contemporaneamente, la Corte di Appello di Atlanta aveva deciso di annullare precisamente il giudizio che ha condannato a Miami i Cinque cubani, accusati dalla signora Heck Millar, ha sottolineato Alarcon. Alarcon ha ricordato che, nella sua storica sentenza, la Corte ha riportato la lunga lista di crimini di Posada ed altri terroristi, che i Cinque tentarono di evitare ed ha descritto il giudizio di Miami come “una tempesta perfetta di pregiudizi ed ostilità contro gli accusati”. Si è chiesto come sarà l'opinione dei giudici di Atlanta conoscendo che il pubblico ministero reclamante le peggiori punizioni per Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez ha impedito che Posada fosse giudicato per i suoi crimini. Alarcon ha osservato che lo stesso 18 gennaio 2011 la signora Heck Miller riapparve a Miami e casualmente, questo giorno la pubblico ministero chiese una nuova proroga per rispondere al habeas corpus presentato in favore di Gerardo Hernandez Nordelo. La sua preoccupazione è comprensibile. L'accusa contro i Cinque, arbitraria ed ingiusta, ebbe come unico proposito di difendere il terrorismo anticubano, che, come compito favorito dei pubblici ministeri di Miami, si è confermato, un'altra volta, a El Paso, ha ripetuto Alarcon. Infine, il presidente dell’Assemblea del Potere Popolare di Cuba ha esposto che là stavano, sicuramente, i rappresentanti dei chiamati mezzi di informazione che, come sempre, hanno conservato disciplinato silenzio. Ig/jrr
sabato, 22 gennaio 11 12:42
Cinque eroi cubani, Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi![]() Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi L’Avana, 21 gen (Prensa Latina) “La mia permanenza nel Centro di Transito Federale in Oklahoma è stata lunga. Diciotto giorni, isolato, in una cella del cosiddetto “buco”, giorni che mi sono sembrati un'eternità”. “Con pochissima carta e piccolissime matitine, mi misi a scrivere il diario di quelle giornate, così come un gruppo di lettere personali e molto speciali, nate in quella solitudine, dove, parafrasando i versi di Juan Ramon Jimenez, direi: ‘Sei dio del tuo petto, sei solo Universo, sei uno al tuo centro’”. “Solamente una parte di quel diario e una delle nove lettere scritte arrivarono a destinazione. Per me fu un gran dolore quello che era potuto succedere, e feci ricorso alla poesia per rivivere i momenti di quell'isolamento e, in qualche modo, rimediare all'irreparabile perdita. Dal 3 al 16 marzo, ormai di nuovo a Florence, sono nate queste poesie, in forma di diario, che suggerisco di leggere come un solo poema (come si dice si debbano leggere i famosi sonetti di Shakespeare, facendo salva la gran differenza tra quell'opera classica e questa modesta creazione). Per questo “poemario” decisi di scrivere versi decasillabi con rima libera, nella quantità di versi tipica del sonetto. Il mio obiettivo non è la ricerca della bellezza ritmica o della perfezione della strofa, e nemmeno di creare qualcosa di nuovo. La mia pretesa è di portare il lettore fino agli angoli più segreti della mia anima in quei giorni di ingiusto e totale isolamento, anche se, come direbbe Dario: ‘la mia protesta resta scritta’ contro il trattamento e la inusuale perdita”. Così ci parla Antonio Guerrero Rodriguez, il nostro Tony, uno dei Cinque, i prigionieri cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti, di uno dei suoi “poemari” più dolorosamente concepito: parliamo di “Un lugar de retiro”, che è stato pubblicato l’anno scorso, grazie ad un'iniziativa della Casa Editrice Vigia della città di Matanzas a Cuba. Commosso dalla grandezza umana che emanano questi versi, Silvano, un amico di Cuba e dei Cinque, ha avuto la felice idea di dare vita all'iniziativa di pubblicare in Internet – nel maggior numero di siti e tradotti nel maggior numero di lingue possibili – le poesie che Tony ha scritto riferendosi ad un periodo di diciotto giorni trascorsi in una cella di isolamento e che in seguito avrebbero prodotto il libro “Un lugar de retiro”. La proposta è di pubblicare ogni giorno per diciotto giorni, a partire dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio 2011, su blogs, facebook, siti internet o di inoltrare tramite liste di distribuzione e altro, il poema corrispondente a quel giorno, scritto da Tony un anno prima, cioè fra il 26 gennaio e il 12 febbraio 2010. In italiano, inglese, francese, portoghese e persino in russo e bulgaro, le poesie di Tony solcheranno il cyberspazio, demolendo muri di silenzio. Possa essere questo un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE. Vi diciamo con le parole di Tony: “Stanco, non mi arrendo. Ferito, non sanguino. Tanta fatica, tanti dolori: li calmo con l'amore dei miei sogni, materia invincibile che i guardiani non sanno riconoscere”. Vi invitiamo a partecipare a questa nuova azione poetica. “Poesie per rompere silenzi”' in solidarietà con i Cinque e, in maniera particolare, in omaggio a Tony Guerrero, un uomo che nelle più terribili circostanze non ha mai perso il suo coraggio ed il suo sorriso. Se volete richiedere e ricevere le traduzioni in una o più lingue tramite posta elettronica per aderire alla campagna, potete scrivere a POEMAS TONY tonyunlugarderetiro@gmail.com , ricordando che a partire dal 26 gennaio si dovrà cominciare a pubblicare le poesie. Ig/La Pollilla Cubana
giovedì, 20 gennaio 11 21:44
A Miami carovana per chiedere la libertà dei 5 cubani ed il carcere per i veri terroristi![]() A Miami carovana per chiedere la libertà dei Cinque cubani ed il carcere per i veri terroristi
Usa, 19 gen (Prensa Latina) Le organizzazioni che integrano l'Alleanza Martiana: la Brigada Antonio Maceo, l'Alleanza Martiana (come organizzazione individuale), l'ATC, l'Associazione Josè Martì, il Circolo Bolivariano di Miami e l'Associazione delle Donne Cristiane in Difesa della Famiglia, convocano tutte le persone di buona volontà delle nostre comunità ad una prossima carovana questo sabato, 22 gennaio. Questa mobilitazzione contro il terrorismo sarà per esigere che i terroristi dell'estrema destra cubano-americana, come la legge stabilisce, siano processati per i loro mostruosi crimini e per reclamare l'immediata libertà dei Cinque cubani. Questo prossimo sabato i partecipanti cominceranno a riunirsi a partire dalle 10:30 della mattina nel parcheggio dello Youth Fair, all'entrata che si trova al semaforo del Avenida 112 e Coral Way. Più tardi nella mattina la carovana percorrerà importanti strade del Westchester. Bisogna continuare la lotta dopo l’installazione del cartellone che reclamava la libertà dei Cinque cubani, che per l'intolleranza ed il soggiogamento da parte dell'estrema destra della nostra comunità è stato permesso per solo 24 ore. Non mancare, diffondi questa notizia, ora più che mai, bisogna denunciare i terroristi ed i suoi odiosi crimini e reclamare che si faccia giustizia esigendo l'immediata libertà dei Cinque cubani, che infiltrarono le organizzazioni fasciste di Miami per sapere i loro mostruosi piani. Ig/ Alleanza Martiana
Il caso dei Cinque Il pubblico Ministero che ha processato i Cinque patrioti cubani a Miami, Caroline Heck-Miller, si rifiuta di presentare accuse penali contro Luis Posada Carriles, nonostante una petizione del Dipartimento di Sicurezza, come ha ammesso nella Corte un’altra Pubblico Ministero, Gina Garrett-Jackson. Rispondendo alle domande dell’avvocato di Posada Carriles, l’avvocatessa che ha diretto il caso d’asilo di Posada nel 2005, ha detto d’averlo chiesto a Caroline Heck-Miller prima di procedere con la richiesta d’asilo. “Ho chiesto alla Heck-Miller di considerare di processare penalmente Posada. Senza dubbio lei non è interessata a questo e quindi io ho smesso di chiederglielo”. I Cinque sono stati condannati a Miami a smisurate sentenze per cospirazione per commettere spionaggio, nonostante un’assoluta mancanza di prove. Uno di loro, Gerardo Hernández Nordelo, è stato condannato anche per cospirazione per commettere omicidio, in relazione con l’abbattimento di due piccoli aerei di Hermanos al Rescate, anche se manca qualsiasi prova sul fatto che lui avesse informazioni sul presunto piano d’abbattere i due velivoli, che avevano violato decine di volte lo spazio aereo cubano, quando furono abbattuti. Heck-Miller è la Pubblico Ministero che insistette per portare il caso dei Cinque a giudizio, che ha negato il trasferimento da Miami e che ha giocato un ruolo chiave per farli ingiustamente sentenziare con esorbitanti condanne. È incredibile, ma è vero, che è proprio lei che prese la decisione di non presentare accuse penali nel 2005 contro Posada Carriles, l’uomo che ha diretto la campagna terroristica contro Cuba, la stessa campagna che i Cinque cercavano di ostacolare per salvare vite umane nell’Isola. Queste sono alcune delle verità occulte in questo processo legale contro Posada Carriles e vanno rivelate e diffuse. (Traduzione Granma Int.).
venerdì, 14 gennaio 11 13:32
In Spagna chiedono la scarcerazione di antiterroristi cubani![]() In Spagna chiedono la scarcerazione di antiterroristi cubani Madrid, 13 gen (Prensa Latina) Raggruppamenti spagnoli solidali con Cuba hanno chiesto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l'immediata scarcerazione dei cinque antiterroristi dell’isola carcerati dal 1998 per prevenire al suo paese di azioni violente. In una nutrita concentrazione celebrata ieri sera, diverse organizzazioni hanno chiesto al governante nordamericano che liberi Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González, Ramón Labañino e René González. Durante il veglione, organizzato per il Comitato di Madrid per la Liberazione di quei prigionieri politici, si sono impennate bandiere cubane e si hanno esibito striscioni con le foto dei Cinque, come sono conosciuti quei giovani nelle campagne mondiali al suo favore. Si hanno spartito anche ai transitori centinaia di volantini con una breve spiegazione dell'imbrogliato processo che in questi più di 12 anni hano dovuto sopportare quei lottatori contro il terrorismo, su chi pesano smesurate condanne, perfino varie ergastoli. Davanti a centinaia di persone che transitavano per un centrico posto della capitale spagnola, cinque membri del citato comitato hanno vestito gli abiti di colore arancia che normalmente portano i prigionieri per personificare agli antiterrorista Della nazione caraibica ingiustamente carcerati. Il movimento di amicizia con Cuba ha denunciato il doppio morale del Governo statunitense per mantenere tra grate ai Cinque e, contemporaneamente, proteggere terroristi confessi come Luis Posada Carriles ed Orlando Bosch. I raggruppamenti solidali con l'isola e con questa causa si sono impegnati a moltiplicare le azioni e continuare a diffondere il caso di Gerardo, Antonio, René, Ramón e Fernando fino a riuscire la sua scarcerazione e ritorno a casa. is/ edu
giovedì, 13 gennaio 11 23:41
Le belve di Miami,la città dell'odio,fanno togliere il cartellone che chiedeva la libertà per i 5![]() Ritirato il cartellone dedicato ai Cinque Miami, la città dell’odio e l’intolleranza. Max Lesnick Miami: aria di tolleranza e libertà d’espressione. Ma non per molto tempo. L’Alleanza Martiana, un’organizzazione integrata da cubani e latinoamericani che propugnano relazioni d’amicizia e rispetto mutuo tra gli Stati Uniti e i popoli liberi d’America, esercitando il diritto alla libertà d’opinione, ha preteso ieri di portare un messaggio di solidarietà ed un reclamo di libertà per i Cinque cubani antiterroristi, ingiustamente reclusi nelle prigioni nordamericane. Un cartellone pubblicitario con le fotografie dei Cinque Patrioti anti-terroristi, avvolti in una bella bandiera cubana e reclamando la loro libertà, era stato installato nella centrale Avenida 37, a sudovest della città di Miami, senz’altra intenzione che quella di chiedere quella giustizia che è stata negata loro in una Corte Federale del sud della Florida. Il testo diceva solo in inglese : “Free the cuban five”. “libertà per i Cinque, detto in spagnolo. La responsabilità legale del messaggio in appoggio alla scarcerazione dei Cinque cubani antiterroristi- indicata nello stesso cartellone, era della Alianza Martiana che aveva pagato 1500 dollari per un mese, in accordo con il contratto firmato con la compagnia “Clear Chanel”, una nota impresa che si occupa di sistemare i cartelloni pubblicitari nei luoghi centrali della città di Miami. Appena installato il cartellone della Alianza Martiana, che reclama la scarcerazione dei Cinque, sono arrivati i militanti dell’odio di sempre, esigendo di ritirare quel reclamo di libertà, in un linguaggio brutale, gridando minacce in un modo più adatto a belve feroci che ad esseri umani. Il cartellone è stato ritirato e sostituito da un annuncio commerciale, violando il contratto legale firmato dalla Alianza Martiana con la compagnia ”Clear Chanel”. Di nuovo sono stati imposti l’odio e l’intolleranza. L’ingiusto processo nel quale sono stati condannati i Cinque cubani antiterroristi, si ripete di nuovo a Miami. Giustizia e libertà: dove sono che non le vedo? Con l’odio e con la rabbia nelle sue viscere, Miami non cambia e tutto continua uguale ( Traduzione Granma Int.).
giovedì, 13 gennaio 11 12:15
UN ENORME STRISCIONE SUI CINQUE NEL CUORE DI MIAMI![]() UN ENORME STRISCIONE SUI CINQUE NEL CUORE DI MIAMI In 37ª avenida e Calle Cuatro,del North West, nello stesso cuore della Piccola “Habana di Miami”, esattamente davanti all’ entrata del Casino de los Perros, è apparso uno striscione con i volti dei 5 cubani antiterroristi ingiustamente reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti: Gerardo, Antonio , Fernando, Ramón e René , prigionieri politici da più di dodici anni, per aver ostacolato le azioni terroristiche contro il loro paese.
Il messaggio in inglese dice: "Free the cuban Five" (Libertà per i Cinque), ed è firmato dalla Alianza Martiana, riporta Radio Miami. ( Traduzione Granma Int.)
venerdì, 07 gennaio 11 10:11
Evidenziata l'importanza della solidarietà con i 5 nella provincia Cubana/solidarietà da Sto Domin![]() Sottolineata l’importanza della solidarietà con i Cinque cubani nella provincia Pinar del Rio, Cuba, 6 gen (Prensa Latina) La presidentessa dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, Kenya Serrano, ha sottolineato oggi qui l’importanza dell’appoggio internazionale per la liberazione dei Cinque cubani, prigionieri politici negli Stati Uniti. In dichiarazioni a Prensa Latina ha sottolineato che come parte della battaglia per la scarcerazione di Ramon Labañino, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Fernando Gonzalez si organizzerà questo anno un forum che avrà come sede Washington. La funzionaria ha assicurato che in distinte regioni del mondo si fortificheranno le azioni di solidarietà con I Cinque cubani durante il decorso del 2011, anno che ha considerato cruciale per ottenere il loro ritorno alla nazione antillana. “Siamo in un momento decisivo dopo la presentazione della petizione di habeas corpus come ultima risorsa legale a beneficio di Gerardo, condannato a due ergastoli”, ha detto. La Serrano ha affermato che numerosi paesi pianificano iniziative di appoggio alla causa degli antiterroristi, che hanno difeso l'isola da azioni violente cospirate da territorio nordamericano. Oggi, ha aggiunto, uomini e donne di distinte nazionalità si sommano alla campagna per esigere la libertà dei Cinque, con l'impiego dei mezzi di comunicazione di massa ed altre alternative come l'invio di lettere al presidente statunitense, Barack Obama. Ig/ap
Solidarietà con i Cinque dal Pico Duarte, in Dominicana Ecologisti dominicani esigeranno dal Pico Duarte, la montagna più alta delle Antille, l’immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti. In un comunicato stampa, gli ecologisti hanno informato che durante la camminata, che si dovrebbe concludere oggi, giovedì 6, stanno realizzando attività sportivo-ricreative come pallavolo, domino e softbol, e partecipano anche ad un corso di soccorso nella montagna, come informa il sito digitale cubaminrex.cu. Dalle più alte cime, già molti giovani hanno reiterato l’innocenza dei Cinque ed hanno reclamato la libertà ed il ritorno in Patria di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, reclusi da più di 12 anni per aver ostacolato le azioni criminali che i gruppi di terroristi controrivoluzionari radicati in Florida ordiscono contro Cuba. L’anno scorso tre argentini hanno espresso questi reclami dall’Aconcagua, il tetto dell’America; gli ecuadoriani hanno scalato il Chimborazo ed il Cayambe, nella cordigliera delle Ande; i libanesi da el Qornet el-Sawda, la cima più alta del Medio Oriente hanno reclamato l’immediata liberazione dei Cinque Eroi cubani. Messaggi solidali per questi Cinque Patrioti sono stati inviati anche da Milesovka, una montagnola della Repubblica Ceca, da vari residenti di questa nazione europea, così come dal Pico Turquino, da integranti di molte organizzazioni e gruppi, cubani e stranieri ( Traduzione Granma Int.).
martedì, 04 gennaio 11 09:47
Antiterroristi cubani incarcerati negli USA fanno gli auguri al loro popolo![]() Antiterroristi cubani incarcerati negli USA fanno gli auguri al loro popolo (Prensa Latina) I Cinque antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti dal 1998 hanno fatto gli auguri al popolo dell'isola caraibica per il nuovo anniversario del Trionfo della Rivoluzione. Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e René Gonzalez compiono severe condanne per informare sui piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio statunitense. “Riceviamo un nuovo anno accompagnando le vostre lotte ed aspirazioni da cinque lontane prigioni, in tempi di straordinaria risonanza per il futuro della patria nel cui costruzione, oggi più che mai, vorremmo stare fisicamente tra di voi”, ha sottolineato Renè Gonzalez in un messaggio divulgato oggi dal quotidiano Granma. “Per un mondo che chiede alternative, la sorte di tutta l'umanità è legata oggi più che mai a quella della nostra piccola isola”, ha indicato Gonzalez. “La ricerca del socialismo cubano di questo secolo rimbalza oltre la nostra geografia, alimentando le speranze di molti e mettendo in allerta gli istinti predatori dei pochi privilegiati”, ha puntualizzato. “La sfida che affrontiamo è enorme, perché l'imperialismo -in riferimento agli Stati Uniti - rinunzierà a strangolarci solo se claudichiamo o se una volta per tutte costruiamo con i nostri propri sforzi la società invulnerabile alle sue aggressioni”, ha detto. Antonio Guerriero, che ha inviato un poema molto sentito, ha desiderato successi al popolo negli inevitabili e vitali compiti che devono compiersi nel paese in difesa dell'opera socialista costruita con tanto amore, eroismo e sacrificio. Da parte sua, Fernando Gonzalez, nella sua missiva di auguri, ha affermato che il 2011 saranno un anno di rinvigorimento, dopo essere discussi recentemente le linee guida della politica del nuovo ordinamento socioeconomico nel Parlamento, per poi proseguire la sua analisi nel VI Congresso del Partito Comunista di Cuba (PCC). Nella sua lettera, Ramon Labañino ha espresso che nell'unità esiste la forza, come via per continuare vincendo le battaglie, al tempo che ha anticipato che il VI Congresso del PCC sarà un altro importante trionfo del socialismo. “Da parte nostra, in questo anno che è terminato abbiamo ottenuto una piccola ed ingiusta riduzione delle condanne per alcuni di noi, mentre ci mantengono in un’infame prigionia e, specialmente, a nostro fratello Gerardo, con cui la malvagità è diventata feroce”. “Noi continueremo a lottare fino a vincere ed essere liberi, con l'appoggio determinante del nostro amato popolo e di tutti i popoli dell'orbe”, ha condannato Labañino. Ig/joe La cosa migliore per gli USA è liberare i Cinque Deisy Francis Mexidor Nuove prove continuano a venire alla luce sulle aggressioni criminali perpetrate contro Cuba da mercenari d’origine centroamericana nel decennio dei ’90 del secolo scorso, finanziate e organizzate da terroristi e gruppi anticubani, che ancora oggi ricevono protezione negli Stati Uniti. L’arresto nel luglio scorso del salvadoregno Francisco Chavez Abarca, nell’aeroporto venezuelano di Maiquetia e il suo successivo trasferimento a L’Avana, trasferito in all’allarme rosso dall’INTERPOL, ha messo in evidenza i fili di una rete che cercò di creare il caos e provocò la morte del giovane italiano Fabio Di Celmo nel 1997. Questo nuovo fatto dovrebbe far ricordare all’amministrazione statunitense che uno dei criminali che protegge, Posada Carriles, è evaso dalla giustizia del Venezuela, ed è uno dei principali responsabili di quelle azioni delittuose. Se Francisco Chavez Abarca sta dicendo la verità, sarà la fine di Posada Carriles, ha indicato in una dichiarazione esclusiva a Prensa Latina, Lawrence Wilkerson, colonnello in pensione dell’Esercito nordamericano, ex capo del gabinetto del segretario di Stato Colin Powell tra il 2002 e il 2005. Wilkerson è nato nel giugno del 1945 nella Carolina del Sud. Si autodefinisce “un soldato ed un cittadino, ma prima di tutto un cittadino”. Veterano della guerra del Vietnam e d’estradizione repubblicana, l’ex colonnello ha detto che esistono ragioni sufficienti perché Posada Carriles possa “essere estradato o processato negli Stati Uniti per tutti i crimini commessi”. Tra pochi giorni Posada sarà giudicato da un tribunale nordamericano per cause minori del suo stato migratorio e la sua vita trascorre nella città di Miami, dove non ha mai smesso di fomentare azioni terroristiche contro Cuba. La richiesta della sua estradizione è un giusto reclamo del governo della Repubblica Bolivariana di Venezuela, presentato da cinque anni, un diritto che, nello stesso modo corrisponderebbe anche a L’Avana. Forse molti ignorano che tra gli Stati Uniti e Cuba esistono due accordi di estradizione, uno firmato nel 1904 e l’altro nel 1926, anche se l’Isola, in questo caso, ha dichiarato pubblicamente che cede questo diritto a favore del Venezuela. Il 7 gennaio del 1959, a pochi giorni dal trionfo della Rivoluzione, le autorità cubane chiesero a quelle statunitensi l’estradizione di noti assassini e torturatori della sconfitta dittatura di Fulgencio Batista, che erano fuggiti a Miami. Il sud della Florida divenne da allora e sino ad oggi il rifugio preferito di criminali ricercati in vari paesi perché si garantisce loro impunità. La Casa Bianca non ha mai rispettato gli accordi firmati. È a Miami dove i Posada Carriles e gli Orlando Bosch, responsabili intellettuali dell’esplosione di un aereo civile cubano, nel 1976, continuano a trovare ospitalità. “Secondo me questi uomini sono veri terroristi, come tanti altri che vengono chiamati così nel resto del mondo. Loro terrorizzarono e ammazzarono civili innocenti per uno scopo politico”, ha affermato Wilkerson. Ma gli Stati Uniti, il paese che più aggredisce, quest’anno ha nuovamente inserito Cuba, il paese più aggredito, in una lista di presunti patrocinatori del terrorismo internazionale. L’ex capo del gabinetto di Powell, riferendosi a questo tema ha detto che è si tratta di un altro elemento di una politica estera poco responsabile dei successivi governi statunitensi “Nel periodo in cui ho esercitato il mio incarico nel governo ho potuto vedere diversi dossier sui diritti umani, sulla corruzione o sugli stati patrocinatori del terrorismo, che si compilavano e venivano pubblicati per ragioni politiche o per le ragioni spiegate nell’introduzione dei testi”. Spesso non erano realmente motivi politici, ma forme adatte a soddisfare i gruppi di speciale interesse dei politici. “Penso che l’inserimento di Cuba nella lista del terrorismo sia un esempio evidente di questo tipo di documento” ha detto, ed ha aggiunto: “ In diverse occasioni mi sono vergognato per certi documenti del mio paese, nei quali non includeva sé stesso come aggressore. Questo atteggiamento mi è sempre sembrato ipocrita e arrogante”. I dati offerti dal ricercatore Josè Luis Mendez indicano che durante 40 anni, tra il 1960 e il 2000, sono stati sequestrati a Cuba e trasferiti negli Stati Uniti, 49 aerei, 37 dei quali erano civili, ossia sono stati registrati 54 atti di pirateria, e su 49 aerei rubati solo 16 sono stati restituiti all’Isola, cioè il 34%. Interrogato sulla situazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez, prigionieri politici nelle carceri federali statunitensi, Lawrence Wilkerson ha dichiarato il suo appoggio alla battaglia per la loro liberazione. Ha spiegato d’aver sentito parlare per la prima volta dell’indole dei loro delitti, del loro processo, delle sentenze rigorosissime imposte e delle azioni del tribunale d’Atlanta, in una conferenza nella Howard University di Washington, DC. Da allora ha continuato a seguire il caso, come credo che dovrebbe fare ogni nordamericano che s’interessa alla giustizia. “Chiunque tra noi potrebbe essere vittima di un’ingiustizia del genere”, ha sottolineato. “La causa dei Cinque, come sono conosciuti internazionalmente i combattenti cubani antiterroristi, ha creato precedenti inquietanti”, ha dichiarato l’ex ufficiale del Pentagono. La storia della giustizia degli Stati Uniti è segnata da diversi fatti dolorosi nei quali ha primeggiato qualsiasi cosa, tranne la giustizia, come per esempio la decisione del Tribunale Supremo nel caso di Dred Scott, nei confronti della schiavitù”. Il caso Dred Scott fuuna denuncia, che incise la storia degli Stati Uniti, risolta ingiustamente dalla Corte Suprema nel 1857. Dred Scott (1795-1858) avevo un causa aperta difendendo il suo diritto di uomo libero. La Corte Suprema sentenziò contro di lui, cercando d’approfittare del caso per imporre la schiavitù in tutto il territorio dell’Unione e creando un serio problema tra gli abolizionisti, con conseguenze molto gravi. In nome del tribunale, Scott fu arrestato con la motivazione che, essendo di razza negra non era considerato cittadino degli Stati Uniti e quindi non aveva nessun diritto federale. Nel caso dei Cinque Cubani il semplice fatto di non concedere lo spostamento della sede per il processo giudiziale costituisce una flagrante violazione”, ha aggiunto Wilkerson. Riferendo che il pagamento segreto a giornalisti e ad altri agenti per garantire opinioni di colpevolezza contro i Cinque, ha dimostrato un atteggiamento disonesto da parte di diversi funzionari del governo degli Stati Uniti”. Wilkerson è certo che la cosa migliore che si possa fare è conquistare la libertà di Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e René, perché in qualsiasi luogo dove si commette un’ingiustizia flagrante, la lotta per contrastarla sarà sempre giusta. (Traduzione Granma Int.)
sabato, 01 gennaio 11 14:00
Cresce solidarietà verso gli antiterroristi cubani incarcerati negli USA![]() Cresce solidarietà verso gli antiterroristi cubani incarcerati negli USA
L'Avana, 31 dic (Prensa Latina) I membri della 53° Brigata Nordica di Solidarietà con Cuba e della 18° della Croce del Sud (Nuova Zelanda ed Australia) hanno chiesto la liberazione dei Cinque antiterroristi dell’isola incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti dal 1998. Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, compiono severe condanne per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio statunitense. In un incontro con una rappresentazione dei parenti dei Cinque, i brigatisti ratificarono la sua disposizione di intensificare le azioni a beneficio della scarcerazione dei patrioti cubani. Entrambe i contingenti sono alloggiati nell'Accampamento Internazionale Julio Antonio Mella, al sudovest di questa capitale, dove lavorano in compiti agricoli e sostengono incontri con organizzazioni politiche, sociali e di massa. La Brigata Nordica e Croce del Sud partecipano ai festeggiamenti per il 50° Anniversario dell’ Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP). Ig/joe
giovedì, 30 dicembre 10 19:43
Antiterroristi prigionieri negli USA sottolineano la solidarietà di Cuba ![]() Antiterroristi prigionieri negli USA sottolineano la solidarietà di Cuba L'Avana, 29 dic (Prensa Latina) I cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti dal 1998 hanno sottolineato oggi la vocazione universale, solidale ed internazionalista del processo rivoluzionario iniziato nell'isola caraibica nel 1959. Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez compiono severe condanne per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio nordamericano. In un messaggio di augurio inviato per il 50° Anniversario dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP), Renè Gonzalez -a nome dei suoi compagni – ha sottolineato che per cinque decadi l'ente ha lavorato per la pace globale e la fraternità di tutti gli esseri umani, premessa principale per costruire l'unico mondo possibile. “Attraverso la vostra opera si è rotta la maledizione che hanno significato le politiche di seminare ignoranza nell'umanità, applicate per l'impero mediante tutti i suoi mezzi, ed è arrivato ad ogni angolo dal pianeta l'alito di un paese in rivoluzione, sempre fresco, rinnovato ed affettuoso”, sottolinea la lettera. “Oggi l’ICAP, creato per dare fraternità, si trasforma in recettore della solidarietà mondiale verso di noi, i Cinque cubani”, ha risaltato. Da parte sua, Antonio Guerrero ha definito straordinaria la battaglia che libera l'istituzione per ottenere la liberazione dei Cinque attraverso la divulgazione della verità sul caso davanti al mondo ed unendo forze per il loro rapido ritorno, al tempo che ha ringraziato per l'appoggio ai loro famigliari. In un atto con motivo del 50° Anniversario dell'ICAP, il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, ha segnalato che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, può e deve liberare i Cinque in maniera immediata e senza condizioni. Ora, quando si avvicina il giorno in cui gli Stati Uniti dovranno rispondere alla petizione di habeas corpus a beneficio di Gerardo Hernandez, la nostra ultima risorsa legale, alcuni mezzi di Miami lo calunniano e tentano di deviare l'attenzione per confondere il movimento solidale, ha detto. Indipendentemente del diritto irrinunciabile di Cuba a difendere la sua sovranità, nel giudizio seguito contro Gerardo ed i suoi compagni a Miami non è stata presentata nessuna evidenza che lo vincolasse col deplorevole incidente del 24 febbraio 1996, ha ricordato Alarcon. In questa ora decisiva vogliono farci dimenticare che nel maggio del 2001, in una drammatica ed urgente domanda davanti alla Corte di Appello, la stessa Procura ha riconosciuto che non aveva prove ed ha sollecitato di modificare l'accusa originalmente presentata contro il nostro compagno, ha puntualizzato. A dispetto di ciò –ha sottolineato Alarcon – è stato condannato con brutale dismisura per un supposto crimine che non è esistito e col quale, in qualsiasi caso, Gerardo non aveva assolutamente niente a che vedere. È impossibile trovare un esempio simile di ingiustizia. Washington sa che lui è innocente e che ci non sono mai state prove per accusarlo. Bisogna esigere che lo metta in libertà, come i suoi compagni, ha enfatizzato. Ig/joe Ig/joe
mercoledì, 29 dicembre 10 00:08
Trinidad,Tobago, esigono la libertà dei Cinque/Danimarca pubblicata lettera di Antonio guerrero![]() Rompiamo il silenzio sui Cinque! A Trinidad e Tobago esigono la libertà dei Cinque cubani L'Avana, 28 dic (Prensa Latina) L'organizzazione Cuba Solidarity di Trinidad e Tobago ha denunciato gli Stati Uniti per l'ingiusto incarceramento dei Cinque antiterroristi della nazione caraibica, distribuendo materiali che spiegano l'assurdo confino al quale sono stati sottomessi. Per la seconda occasione nel mese di dicembre questo gruppo di solidarietà realizza a Porto Spagna attività in favore della liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez. Ig/Radio Habana Cuba Una rivista danese ha pubblicato una lettera di Antonio Guerrero La rivista Cubabladet, della Danimarca, ha pubblicato una lettera di Antonio Guerrero, uno dei Cinque Eroi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti, inviata all’Associazione di Amicizia di questo paese con Cuba. Nella lettera, pubblicata nell’edizione del mese di dicembre, Antonio Guerrero esprime i ringraziamenti suoi e dei suoi compagni per il sostegno ricevuto dal movimento di solidarietà in questa nazione europea, informa il sito digitale www.cubaminrex.cu. Molti danesi si sono sommati alla campagna internazionale per l’immediata liberazione di Antonio, Gerardo Hernández, Fernando González, Ramón Labañino e René González, ed hanno inviato messaggi al presidente statunitense Barack Obama perchè usi le sue facoltà e li liberi. Inoltre sono stati distribuiti volantini ed altri documenti che denunciano l’arbitrario processo giudiziario svolto a Miami, che ha condannato ingiustamente questi cinque patrioti. Le missioni che i Cinque realizzavano in territorio nordamericano hanno permesso di conoscere anticipatamente i propositi dei gruppi terroristi che operano dalla Florida e neutralizzarli, evitando ulteriori lutti in Cuba ed anche tra i nordamericani, per l’esecuzione di sordidi piani perpetrati dai nemici dell’Isola. (Traduzione Granma Int.) giovedì, 23 dicembre 10 19:48
Parlamentari peruviani esigono la libertà dei Cinque cubani![]() Parlamentari peruviani esigono la libertà dei Cinque Cubani Lima, 22 dic (Prensa Latina) La Lega Parlamentare di Amicizia Perù-Cuba ha chiesto oggi al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, la libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani prigionieri politici dell’impero. La richiesta è stata fatta in un comunicato pubblico della Lega che raggruppa legislatori di diverse tendenze, ed esorta ad Obama affinché, facendo onore al Premio Nobel che ostenta, disponga ciò che è pertinente affinché i Cinque patrioti cubani ritornino alla loro Patria. Segnala che urge incrementare la solidarietà con la causa dei Cinque, simbolo della lotta per la dignità e la giustizia, ed annota che ci sono fatti nuovi che impongono una revisione giudiziale del caso. I parlamentari peruviani annotano al riguardo che la stessa stampa statunitense ha riconosciuto che i testimoni che hanno dichiarato contro i cubani davanti ad una corte della Florida hanno ricevuto pagamenti illegali da funzionari dell'amministrazione nordamericana. Questi elementi nuovi, aggiungono, dovrebbero interessare al governo degli Stati Uniti ed indurlo a rivedere la causa e lasciare senza seguito il procedimento giudiziale contro i Cinque cubani. Ig/mrs mercoledì, 22 dicembre 10 14:53
Salvadoregni negli USA chiedono la libertà dei Cinque cubani![]() Salvadoregni negli USA chiedono la libertà dei Cinque cubani San Salvador, 21 dic (Prensa Latina) L'Associazione Nazionale dei Salvadoregni Americani (SANA), con sede negli Stati Uniti, ha reclamato in questa capitale l'immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati in questo paese dal 1998. Appoggiamo qualunque azione che porti alla libertà dei Cinque compagni cubani, ha detto a Prensa Latina Sofia Cortes, uno dei leader del SANA. Cortes ha aggiunto che se il presidente statunitense, Barack Obama, volesse essere meritevole del premio Nobel della Pace che ha ricevuto l’anno scorso, un passo importante sarebbe mettere fine all'ingiustizia contro questi lottatori. Ha osservato che inoltre Obama dovrebbe intraprendere delle misure che mettano termine al bloqueo imposto a Cuba da circa mezzo secolo. Cortes ed altri attivisti dell'Associazione hanno partecipato il 17 scorso in una marcia e veglia in San Salvador per la libertà di Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Ramon Labañino. Le manifestazioni sono state convocate dalla Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà con Cuba, le comunità ecclesiastiche di base, associazioni dei veterani di guerra e degli studenti universitari. Cortes ha informato che SANA difende anche i diritti dei salvadoregni emigrati negli Stati Uniti, dove costituiscono già la quarta comunità latinoamericana. Ha indicato che durante quest’anno hanno presentato davanti al congresso statunitense delle iniziative che propizino non solo la legalizzazione degli status migratori di coloro che procedono dal Salvador ma bensì anche di altre nazioni. Ig/rl martedì, 21 dicembre 10 14:20
Un Antiterrorista cubano ha inviato un messaggio ai giovani del mondo/ 25 ambasciatori.....![]() Ramon Labanino Un Antiterrorista cubano ha inviato un messaggio ai giovani del mondo Diony Sanabia Abadia L’antiterrorista cubano Ramón Labañino, ingiustamente recluso negli Stati Uniti da più di 12 anni, ha inviato un messaggio al Tribunale Antimperialista che svolge le sue sessioni come parte del XVII Festival Mondiale della Gioventù e gli Studenti. “L’umanità affronta una delle più importanti battaglie per la sua sopravvivenza e nelle nostre mani ci sono le generazioni presenti e future che possono salvare il mondo dal disastro”, ha segnalato nella comunicazione, letta dalla sua figlia maggiore, Ailí Labaniño. “Questo ordine sociale internazionale si basa sulla disuguaglianza, le guerre, la disoccupazione, il danno al clima, il furto delle nostre risorse, la fame, le malattie e distruzioni di ogni tipo”, segnala il testo. “Tutti sappiamo che il problema è l’imperialismo”, sottolinea il messaggio, nel quale Ramón esprime il suo ottimismo nei cambi che si devono realizzare per cambiare il mondo. “Possiamo costruire una società nuova in cui l’essere umano e non il capitale o il denaro siano al centro di tutto. Siamo sicuri che tutti noi uniti possiamo marcare la differenza”, dichiara l’Eroe antiterrorista cubano. “Quando tornerete al vostro paese, ha suggerito ai delegati al Festival, ricordate che noi siamo la speranza del futuro e necessitiamo fare del pianeta Terra un luogo pacifico, affascinante e bello per tutti”. Dopo la lettura del messaggio Ailí ha consegnato al presidente della Federazione Mondiale delle Gioventù Democratiche, Tiago Vieira, una targa eseguita per il Festival da Gerardo Hernández, un’altro dei Cinque antiterroristi. I due menzionati con René González, Antonio Guerrero e Fernando González furono detenuti il 12 settembre del 1998 quando, infiltrati, cercavano di controllate le azioni criminali organizzate dai gruppi nemici di Cuba, radicati nel sud della Florida. Numerose prove giudiziarie e la testimonianza di alti capi militari nordamericani indicano che i Cinque, come sono uniti internazionalmente, non hanno mai agito contro la sicurezza degli USA. Il Festival che si conclude martedì 21, riunisce 15.000 delegati di 140 nazioni ed ha la parola d’ordine: Per un mondo di pace, solidarietà e trasformazioni sociali, sconfiggiamo l’imperialismo!”. (Traduzione Granma Int.)
Libertà per i Cinque già! Gli ambasciatori di 25 paesi hanno chiesto agli USA i visti per le mogli di due dei Cinque Gli ambasciatori di 25 nazioni accreditate a Cuba hanno chiesto nella sede diplomatica nordamericana a L’Avana, i visti per le mogli di due dei Cinque cubani prigionieri negli Stati Uniti dal 1998, condannati con enormi ed ingiustificate sentenze a Miami. Una lettera, consegnata dai diplomatici alla Sezione d’Interesse statunitense nella capitale cubana, sollecita l’intercessione del presidente Barack Obama, a favore di Olga Salanueva e Adriana Pérez, per far sì che possano visitare i loro rispettivi mariti, René González y Gerardo Hernández, che non vedono da più di dodici anni. Nella lettera si specifica che privare questi prigionieri delle visite delle mogli è un castigo estremo e non abituale, ha segnalato CubaDebate, con un’informazione ANSA. Hernández sconta due ergastoli e González una pena de 15 anni. Sono detenuti in prigioni lontane, da più di dodici anni. La lettera è stata consegnata dagli ambasciatori di Nicaragua, Venezuela, Ecuador, San Vicente y las Granadinas e dall’incaricato al commercio della Bolivia, tutti paesi membri dell’ALBA, Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América (ALBA), organo regionale fondato nel 2004. Inoltre hanno approvato il documento Congo, Libia, Ucrania, Sudafrica, Paraguay, Cipro, Iran, con El Salvador. Gli altri tre antiterroristi cubani reclusi dal 12 settembre del 1998 sono Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González. (Traduzione Granma Int.) Collocano bandiera per la Libertà dei Cinque in cima al vulcano Cayambe Quito, 20 dic (Prensa Latina) Giovani ecuadoriani hanno collocato una bandiera sulla cima del vulcano Cayambe, in richiamo della Libertà dei Cinque patrioti cubani prigionieri ingiustamente da 12 anni negli Stati Uniti per difendere il loro popolo dal terrorismo. La richiesta a beneficio di Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, è stata di nuovo il motivo per ascendere questa cima, esigendo il più alto stato fisico e tecnico specifico per l’alta montagna. Si tratta della seconda occasione nella quale integranti del Movimento Cultura Ribelle (MCR) sono saliti in cima a questa montagna delle Ande ecuadoriane, a cinque mila 790 metri sul livello del mare nella cordigliera orientale della provincia di Pichincha, che prende il suo nome da questo vulcano. Il MCR è stata l'organizzazione che a nome del paese e della gioventù bolivariana ed ecuadoriana hanno promosso in aprile e maggio di questo anno la salita sui vulcani Chimborazo e Cayambe, per ondeggiare la bandiera per la libertà dei cinque patrioti cubani. La spedizione che ha portato sul Cayambe questa fine settimana è stata composta da cinque persone, includendo quelli che l'avevano scalato anteriormente, Fabian Paredes, suo fratello Manuel ed altri attivisti sociali e sportivi di alta montagna Ig/prl
sabato, 18 dicembre 10 13:21
Manifestazioni do solidarietà per i cinque antiterroristi cubani in Portogallo e Salvador![]() Solidarietà con i Cinque antiterroristi L'Associazione d’Amicizia Portogallo-Cuba ha confermato la sua solidarietà con la causa dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti da più di 12 anni per aver protetto il loro paese da vari attentati, durante un incontro che si è svolto a Moita, alla periferia di Lisbona. Il movimento portoghese ha rinnovato il suo impegno con la Rivoluzione cubana e con la causa della libertà dei Cinque in questa manifestazione che faceva parte della campagna “Cinque giorni per i Cinque”, annunciata in coincidenza con il Giorno Internazionale dei Diritti Umani (DD.HH.). Promossa dal Comitato Internazionale per la Libertà di questi prigionieri politici, la crociata ha l’obiettivo di denunciare all’opinione internazionale l'illegale detenzione - che dura dal 1998 - di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez. Le violazioni dei Diritti Umani sofferte dai Cinque sono state ricordate da Angelo Alves, del Partito Comunista Portoghese, Antonio Figueiredo, dell'Associazione d’Amicizia, Rui Garcia, vicepresidente del governo locale e Ivette Garcia, prima segretaria dell'ambasciata de L'Avana a Lisbona. Figueiredo, dirigente del movimento solidale con Cuba a Moita, ha sottolineato la condizione di Eroi di questi combattenti e gli storici vincoli che uniscono migliaia di portoghesi con la Rivoluzione cubana. Alves ha parlato dell'esperienza della costruzione del socialismo nell’isola ed il impegno dei comunisti portoghesi con il processo rivoluzionario, stabilito nel gennaio del 1959. Il dirigente ha esaltato le capacità del popolo cubano per ottenere risultati positivi in molte aree socio-economiche, nonostante il ferreo e prolungato blocco imposto dagli Stati Uniti. In occasione del 62° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il Comitato Portoghese per la Liberazione dei Cinque (CPLC) ha chiesto al presidente nordamericano, Barack Obama, che liberi Gerardo, Antonio, Ramon, Renè e Fernando. In una lettera consegnata al governante, il CPLC domanda che Obama faccia uso delle prerogative che gli conferisce la Costituzione statunitense e che ordini la scarcerazione dei Cinque. Tutto il mondo sa, e il Presidente degli Stati Uniti ha accesso ad abbondanti prove che lo confermano, che questi cittadini sono innocenti e che liberarli costituisce il più elementare atto di giustizia, afferma il messaggio. (Traduzione Granma Int.)
Marcia in Salvador per la libertà degli antiterroristi cubani San Salvador, 17 dic (Prensa Latina) Una marcia ed una veglia realizzeranno oggi nella capitale del Salvador varie organizzazioni per esigere l'immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti. Gli organizzatori delle manifestazioni hanno spiegato a Prensa Latina che raccoglieranno anche firme per una lettera al presidente di questo paese, Barack Obama, per sollecitare che metta fine all'ingiustizia. L'immediata libertà dei Cinque cubani è esatta da tutti i paesi del mondo, accompagnati dai loro governi, e dalle personalità delle arti, delle scienze, del diritto, politici e religiosi, sottolinea il testo. Nella marcia prenderanno parte i membri delle comunità ecclesiali di base, associazioni di veterani di guerra e della Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà con Cuba. Il presidente di questa ultima organizzazione, l'avvocato Raul Martinez, ha informato che i manifestanti si concentreranno sul parco Cuscatlan a partire dalle 18:00, ora locale. All'interno di questa installazione si trova il Museo della Memoria Storica, dove in mattonelle di marmo sono iscritti i nomi di 30 mila vittime della repressione durante il conflitto armato (1980-1992). Posteriormente andranno verso il monumento al Divino Salvatore del Mondo, una piazza centrica dominata da una statua monumentale di Gesù Cristo, che è il principale simbolo della capitale. In uno degli estremi del luogo, ai piedi di una statua dedicata all'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero, assassinato dagli squadroni della morte il 24 marzo 1980, sarà realizzata una cerimonia religiosa. Nello stesso posto rimarranno in veglia per la libertà dei Cinque fino a domani sabato. Martinez ha spiegato che i manifestanti trasporteranno foto degli antiterroristi Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Ramon Labañino, come di monsignore Romero. Ha aggiunto che durante la marcia e la veglia saranno ripartiti volantini col testo della lettera al presidente statunitense ed altri di solidarietà con Cuba e per la liberazione di questi lottatori. Ig/rl venerdì, 17 dicembre 10 13:09
Azioni per la libertà dei 5 eroi/Organizzazione femminile chiede ad Obama la libertà dei cinque![]() Ancora più azioni per la libertà dei Cinque antiterroristi cubani
L’Avana, 16 dic (Prensa Latina) La VII Conferenza Lavorativa dei Sindacalisti degli Stati Uniti, Cuba, Venezuela, America Latina effettuata a Tijuana, in Messico, si è pronunciata per intensificare ingiustamente la promozione nel paese nordamericano sulla verità dei Cinque cubani incarcerati nella nazione settentrionale. Alicia Jrapko, coordinatrice del Comitato Internazionale per la liberazione dei Cinque cubani negli Stati Uniti, ha affermato che la battaglia definitiva per questa causa si vincerà definitivamente con l'appoggio della società statunitense. Nella VII Conferenza Lavorativa Stati Uniti-America Latina che ha contato sulla presenza dei familiari dei Cinque, sindacalisti del Nicaragua, Honduras e Costa Rica hanno deciso di avere influenza sulle organizzazioni omologhe degli Stati Uniti a beneficio degli antiterroristi cubani. Tra le attività dell'incontro c’erano l'esposizione delle caricature politiche di Gerardo Hernandez nella prigione di massima sicurezza e la dimostrazione di un breve video sui Cinque di Dolores Huerta co-fondatrice, insieme a Cesar Rodriguez del Sindacato dei Lavoratori di Proprietà Unite in Messico. Ig/Radio Guantanamo
Organizzazione femminile chiede ad Obama la libertà dei Cinque cubani Quito, (Prensa Latina) La Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM) ha inviato una lettera pubblica al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per sommarsi alla domanda di indulto per i Cinque cubani antiterroristi prigionieri politici da più di 12 anni. La FDIM chiede l'immediata libertà di Gerardo Hernandez Nordelo, Ramon Labañino Salazar, Renè Gonzalez Sehwerert, Fernando Gonzalez Llort, Antonio Guerrero Rodriguez, prigionieri per difendere il loro popolo dal terrorismo. Funzionarie di nove paesi, riunite in questa capitale per celebrare i 65 anni dell'organizzazione che articola centinaia di organizzazioni ed esprime la voce e la volontà di migliaia di donne del mondo, hanno emesso questa lettera pubblica ad Obama. Con questa missiva ricorrono alla sensibilità del mondo affinché permetta il congiungimento di queste cinque famiglie, massimo obiettivo del Diritto Umanitario che previene il benessere di genitori-madri, figli, mogli e fratelli gravemente colpiti da questa situazione. L'incarceramento dei Cinque cubani, aggrega la lettera, ha colpito la sensibilità dell'umanità intera. Ricorrono ad Obama, sicure della sua favorevole accoglienza a questa petizione che invoca un atto di giustizia, legittima lo stato di diritto e distingue i sistemi democratici moderni. Sottoscrivono la lettera a nome della FDIM, la sua Presidentessa, la brasiliana Marcia Campos; Maria Ines Brassesco, dell'Argentina, come Vicepresidente; Ligia Prieto e Carlota Villagra, del Paraguay; Nora Castañeda ed Isabel Tortosa, del Venezuela. Inoltre, le dirigenti Lorena Peña Mendoza e Maria Delia Cornejo, del Salvador; Leticia Montes, del Messico; Teresa Quiroga, della Bolivia; Susana Maranhao, del Brasile; Walda Barrios, della Guatemala; Helia Valencia, del Cile; ed Emma Ortega, dell'Ecuador. Ig/prl giovedì, 16 dicembre 10 09:59
URUGUAY:"Presentato un libro di Alarcà³n sugli antiterroristi cubani"![]() URUGUAY Il libro "Gli Eroi proibiti. La storia non raccontata dei Cinque", di Ricardo Alarcón, Presidente del Parlamento cubano, è stato presentato dall’Ambasciatrice di Cuba in Uruguay, Carmen Zilia Pérez Mazón. Nella località La Paloma, del dipartimento di Rocha, si è svolta la presentazione dell’opera, una raccolta di articoli scritti dal dirigente cubano, sulla causa dei Cinque combattenti antiterroristi dell’Isola, reclusi da più di 12 anni negli Stati Uniti. Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González furono detenuti il 12 settembre del 1998, quando controllavano le azioni dei gruppi dei terroristi anticubani ch operano dalla Florida, nel sud degli Stati Uniti. I Cinque come sono noti nel mondo, stanno scontando ingiuste condanne anche se con le loro azioni non hanno mai attentato la sicurezza degli USA. Carmen Zilia Pérez Mazón ha detto che il Giorno Internazionale dei Diritti Umani ha avuto un significato speciale per il loro paese, perchè è stato dedicato al reclamo di liberazione dei Cinque. L’incontro ha fatto parte di una visita di scambio della rappresentante diplomatica nella regione rochense, a 210 chilometri a est di Montevideo, dov’è stata ricevuta dall’ Intendente municipale, Antigas Barrios. Durante l’incontro con Barrios e i dirigenti del Dipartimento di questa istituzione, la Pérez Mazón ha segnalato i vincoli di amicizia tra i popoli di Cuba e dell’Uruguay ed ha segnalato l’importanza d’approfondire gli scambi culturali per una conoscenza mutua migliore. Dopo aver ringraziato le mostre d’amicizia ricevuta dagli anfitrioni, ha commentato i risultati della votazione dello scorso 26 ottobre, nell’Assemblea Generale della ONU, quando 187 paesi hanno votato contro la criminale politica degli Stati Uniti, e la campagna mediatica nordamericana contro Cuba. Barrios ha sottolineato la solidarietà del popolo cubano dagli inizi della Rivoluzione e lo svolgimento del programma dell’Operazione Miracolo, in Uruguay, che ha permesso di operare in forma gratuita più di 20.000 pazienti di cataratta. Inoltre ha ringraziato Cuba, che permette ai giovani uruguayani di formarsi come medici, e che molti di loro lavorano già nel dipartimento di Rocha. (Traduzione Granma Int.). sabato, 11 dicembre 10 18:09
Foro della Società Civile Cubana per la Liberazione dei 5 /telefonate,scrivete ...a Obama![]() Foro della Società Civile Cubana per la Liberazione dei Cinque
Dichiarazione finale Riuniti a L’Avana, Cuba, il 10 dicembre del 2010, Giorno dei Diritti Umani,115 delegati di 74 organizzazioni della società civile cubana, e 5 organizzazioni regionali ed internazionali con sede in Cuba, partecipanti al Foro della Società Civile Cubana per la Liberazione dei Cinque, accordano d’esporre quanto segue: 1. Gli integranti del gruppo incaricato hanno offerto al Foro un’amplia e attuale informazione sulla situazione dei Cinque antiterroristi cubani, privati della libertà da 12 anni, reclusi nelle carceri degli Stati Uniti: Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, René González, Ramón Labañino e Fernando González, che rivela obiettivamente le violazioni della legalità realizzate durante il processo penale eseguito contro di loro da parte delle autorità dei tribunali attuanti nel caso. 2. Condanniamo le violazioni dei diritti umani fatte a questi prigionieri, perpetrate dal momento della loro detenzione, in tutto il processo giudiziario e durante il tempo della reclusione, nel trascorrere delle ingiuste condanne imposte, evidentemente illegali. 3. Il caso dei Cinque è assolutamente politico. È stato il processo più lungo negli Stati Uniti, taciuto dalla grande stampa complice, nonostante le evidenti violazioni delle leggi e l’ingiustizia del processo giudiziario eseguito contro di loro. Mentre i Cinque scontano l’ingiusta prigionia, terroristi internazionali come Orlando Bosh Avila e Luis Posada Carriles passeggiano liberamente per le strade di Miami e ricevono omaggi in un’Università di questa città. 4. È necessario diffondere la verità sul caso dei Cinque. Questi cubani riuscirono ad infiltrarsi nelle reti terroristiche anticubane a Miami. Il loro operato era solamente prevenire sulle azioni terroristiche contro Cuba, dato che tutti sanno bene che a Miami radicano e attuano impunemente gruppi di terroristi che hanno seminato la morte di persone innocenti nel nostro paese ed in altri paesi, che hanno pianificato centinaia di progetti ed eseguito assassinii e sabotaggi per distruggere la nostra economia, trasmettere malattie tra la popolazione e attentare in altri modi contro la pace, la stabilità e lo sviluppo di Cuba. 5. Sono stati accusati, tra gli altri delitti, di realizzare spionaggio. Lo svolgimento di un processo manipolato nello stesso della Florida dove radicano quei gruppi, nonostante la mancanza di prove che dimostrino che hanno commesso azioni o cercato informazioni su questioni della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, sono stati condannati ad ingiuste reclusioni. Anche se tre dei Cinque sono stati nuovamente sentenziati, e si è riusciti a far cancellare gli ergastoli imposti a Ramón e ad Antonio, ugualmente le nuove sentenze risultano ingiuste. Gerardo è stato condannato a due ergastoli e 15 anni di reclusione ed è rinchiuso in prigioni di massima sicurezza. Cuba ritiene responsabile il governo nordamericano per la mancanza di assistenza sanitaria, di fronte alla grave situazione di salute che ha sofferto. 6. Gli abusi a cui sono stati sottoposti i Cinque Eroi cubani durante la prigionia, costituiscono ugualmente una violazione flagrante dei diritti umani e dei Patti, Accordi e Convenzioni internazionali che stabiliscono il Diritto Umanitario. Durante il lungo periodo di reclusione, questi Cinque cubani hanno affrontato i più grandi ostacoli per esercitare i loro diritti e sono stati sottoposti a crudeli castighi, includendo lunghi periodi d’isolamento e la proibizione de ricevere le visite delle mogli, nei casi di Gerardo e René. Inviando Gerardo nel “buco”, il governo nordamericano ha ostacolato la preparazione del processo d’appello, impedendogli ogni comunicazione con i suoi avvocati. 7. È illustrativo che dal 27 maggio del 2005 il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della allora Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha dichiarato ARBITRARIE le detenzioni di questi Cinque cubani ed ha incitato il Governo degli Stati Uniti ad adottare immediatamente le misure necessarie per dare una soluzione alla situazione. Questa decisione costituisce la prima accusa di questo gruppo mai effettuata prima su un processo svolto negli Stati Uniti. 8. La lotta per la libertà dei Cinque costituisce già un reclamo della comunità internazionale. Si sono sommate a questa domanda organizzazioni sociali, politiche, di professionisti, governi, parlamenti, personalità della cultura, della scienza, Premi Nobel, giuristi, istituzioni della società civile ed altre, in un gesto solidale e nella difesa di questa causa giusta. Le organizzazioni della società civile cubana presenti in questo Foro, alziamo le nostre voci per esigere giustizia a favore della liberazione dei Cinque Eroi cubani. Facciamo un appello a tutte le persone e organizzazioni amanti della giustizia e dei più alti sentimenti umani ad unirsi a questo nostro reclamo. È necessario che tutti i presenti informiamo sul caso dei Cinque attraverso la posta elettronica o con altre vie gli integranti delle nostre reti, gli amici e le famiglie, sollecitando le loro azioni solidali consistenti nell’invio di messaggi o la realizzazione di telefonate all’ufficio del presidente degli Stati Uniti, sollecitando che i Cinque siano liberati mediante l’uso delle sue facoltà legali e costituzionali per decretare la loro libertà. 9. Facciamo un appello alla solidarietà internazionale e specialmente al popolo degli Stati Uniti, perchè sostengano la domanda del popolo cubano che sia rettificata questa ingiustizia da parte del Presidente di questo paese, Barack Obama. Solo la solidarietà internazionale potrà ottenere il loro ritorno nella Patria e nelle famiglie! In questo Giorno dei Diritti Umani onoriamo l’atteggiamento eroico di Gerardo, Fernando, Ramón, René e Antonio che sono simboli della decisione del nostro popolo di difendere la Patria e i valori di giustizia, libertà e solidarietà che loro eroicamente rappresentano. Inoltre, appoggiamo la condotta degna e coraggiosa dei loro familiari che ammiriamo ed ai quali ratifichiamo che continueremo al loro fianco questa battaglia per la verità, denunciando l’ingiustizia e la crudeltà di cui sono vittime i loro cari.. IMPORTANTE !!!!!!!!!! FINO 14 DICEMBRE INTASATE LE LINEE TELEFONICHE DELLA CASA BIANCA, INVIATE E MAIL, SPEDITE TELEGRAMMI, FAX...CHIEDETE LA LIBERTA' DEI CINQUE DA 12 ANNI INGIUSTAMENTE RECLUSI NELLE CARCERI DELL'IMPERO. |
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L'Avana. 13 Febbraio2009 |
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Più di 500 famosi intellettuali e personalità del mondo intero hanno firmato una lettera indirizzata al presidente statunitense, Barack Obama, per sollecitare l'immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani reclusi ingiustamente negli Stati Uniti. La lettera è stata redatta da intellettuali, membri del Capitolo Peruviano della Rete delle Reti In Difesa dell'Umanità ed è stata firmata attraverso Internet dal Premio Nobel di Letteratura, Wole Soyinka, da Noam Chomsky, prestigioso intellettuale nordamericano, da Frai Betto, teologo brasiliano, da Fatima Cleide, senatrice brasiliana, Cesar Brito, presidente dell'Ordine degli Avvocati del Brasile, Danny Rivera, famoso artista portoricano e Jean Marie Binoche, famosa attrice del teatro francese, tra gli altri. La lettera reitera che i Cinque cubani reclusi da 10 anni nell’impero sono innocenti e che cercavano solo di ottenere informazioni destinate a prevenire ed ostacolare azioni terroristiche contro la loro Patria, preservando anche la vita di cittadini degli Stati Uniti. Renè Gonzalez, Gerardo Hernsndez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González sono vittime di sentenze molto crudeli che sommano anche due ergastoli, per delitti che non hanno commesso, segnala il testo. “I firmatari di questa lettera, signor Presidente, rinnovano il loro reclamo, coscienti dello scenario internazionale acuito oggigiorno da profonde crisi economiche e sociali, perchè si metta fine al blocco ingiustificato contro Cuba e s’impartiscano gli ordini per mettere in immediata libertà i Cinque patrioti cubani, afferma il documento (Traduzione Granma. Int.). | |
Un abbraccio virtuale dei Cinque cubani a Pinar del Rio
Ida Garberi *
Questo sabato 11 ottobre 2008 è stato per me un’esperienza davvero unica, dal momento che ho avuto l’onore di accompagnare un gruppo dei famigliari dei Cinque cubani prigionieri politici degli USA da più di dieci anni, che portavano un grande abbraccio virtuale agli abitanti della provincia di Pinar del Rio.
Rosa Aurora Freijanes, sposa di Fernando Gonzalez, Mirta Rodriguez, madre di Antonio Guerrero e Tonito, figlio di Antonio Guerrero si sono recati a San Cristobal, un municipio della provincia di Pinar del Rio per consegnare un piccolo contributo materiale di appoggio alle persone colpite dai due tremendi uragani che hanno attraversato Cuba il mese scorso, lasciando specialmente in questa provincia, distruzione e grandi necessità.
Ad accompagnarli in questo gesto d’amore, c’eravamo anche noi, un gruppo del Comitato Internazionale per la libertà dei Cinque cubani a L’Avana.
Siamo un gruppo eterogeneo, che proveniamo da diversi paesi del mondo e vivendo nella capitale cubana mettiamo il nostro piccolo granello di sabbia facendo da ponte con i gruppi di solidarietà con i Cinque nei nostri rispettivi paesi.
Proveniamo dall’Italia, Perù, Argentina, Palestina, Stati Uniti, Bolivia, Santo Domingo, Cile, Colombia ed anche dalla stessa Cuba.
Devo dire che il piccolo contributo materiale che abbiamo potuto regalare rappresenta solo qualcosa di simbolico, lo sappiamo, ma quello che invece ha scaldato i cuori ed ha fatto sorridere gli abitanti della provincia di Pinar del Rio è stato il messaggio di amore dei loro Cinque fratelli prigionieri dell’impero, che anche se sono chiusi dietro le sbarre, il loro pensiero viaggia libero e preoccupato per il loro popolo.
Sono stati proprio loro a chiederci questo favore, che fossimo i loro messaggeri di solidarietà, per infondere coraggio ed ottimismo nel domani a coloro che, in certi casi, hanno perso tutto.
Effettivamente il paesaggio che abbiamo visto è desolante, però grazie alla Rivoluzione Cubana oggi già si possono notare alcune ricostruzioni delle case o delle scuole, dei capannoni per l’allevamento avicolo o delle strutture di uno zuccherificio.
I rappresentanti del governo si sono dimostrati molto soddisfatti di questo gesto umanitario e ci hanno ringraziato a nome della popolazione, che abbiamo incontrato poi ricostruendo una scuola elementare del municipio di San Cristobal.
Questo momento è stato davvero caloroso, al lato dei cubani lavorano un gruppo di venezuelani di una brigata volontaria, la Missione Ribas, che nel loro paese sta aiutando a migliorare il livello di scrittura e lettura dei meno fortunati.
Un giovane venezuelano molto gioviale a cui domando come ha fatto a sapere di questo appello di aiuto ai colpiti del ciclone, mi risponde sorridendo che il suo Comandante, Hugo Chavez, ha fatto un comunicato alla televisione e lui subito ha cercato il modulo da compilare per venire a Cuba.
“Come posso abbandonare i miei fratelli cubani nel momento del bisogno? Con che coscienza posso voltare loro le spalle quando si sono occupati da sempre della nostra salute e della nostra educazione inviandoci medici e professori?”.
Non so cosa rispondere, mi ha scaldato il cuore con il suo sorriso e senza parole le regalo la mia spilla del Comitato dei Cinque, sono sicura che Gerardo, Antonio, Renè, Fernando e Ramon sarebbero orgogliosi che la loro effige risplendesse su questo petto giovane tanto generoso.
I venezuelani abbandonano il lavoro per un momento e ci regalano slogan e canzoni rivoluzionarie come saluto e benvenuto, per alcuni minuti risuonano nell’aria i nomi di Fidel, Raul, Chavez, il Che Guevara, Morales, Correa…..tutti quegli uomini che hanno reso possibile questa stupenda America Latina, che oggi si sta unendo e marciando nel socialismo del secolo XXI.
E’ un momento magico, il sorriso è nato su tutti i visi, anche su quelli delle maestre che sono rimaste senza scuola, che però sanno che ben presto questo socialismo internazionalista gliela potrà restituire, integra, nelle loro mani, ancora più forte e solida perché le fondamenta sono impregnate dalla solidarietà latinoamericana.
Un’altra fermata del nostro autobus è stata la località di Taco Taco, dove per un momento sento la desolazione gelarmi l’anima: quasi tutte le case sono rimaste distrutte o senza tetto, alcuni vicini hanno dovuto farsi carico di quelli meno fortunati e le ultime piogge inclementi hanno lasciato delle pozzanghere fangose un po’ dappertutto.
La mia attenzione improvvisamente è catturata da un grande uomo negro, che abbandona per un momento la costruzione della sua casa per correrci incontro, è Reynaldo Fuente, un compagno della guerra d’Angola di Renè Gonzalez, uno di Cinque cubani.
La vita è così, a volte emozionante ed imprevedibile, questo uomo forte e serio si commuove osservando la madre di Antonio e ci mostra l’articolo di un giornale locale dove è stata pubblicata un’intervista che gli hanno fatto per sapere di più di un René Gonzalez soldato in Africa.
Mentre Reynaldo ci insegna il ritaglio di giornale ci confessa che ha perso praticamente tutto con l’uragano, ma questo pezzo di carta, che adesso vuole regalare a Mirta, la madre di un suo fratello prigioniero politico negli Usa, lo ha preservato senza nessun dubbio, come una delle poche cose che la pioggia e il vento non poteva assolutamente portagli via, insieme ai suoi cari ricordi al lato di René.
Un’altra volta il cuore si stringe forte forte e mi fa riflettere su quello che è importante nella vita, su come tutto è relativo…..per gli uomini del primo mondo da dove io provengo sicuramente il ritaglio di giornale non era una priorità……però per fortuna per Reynaldo sì, grazie a persone come lui possiamo continuare a sognare che il pianeta ha qualche speranza di sopravvivere alla crisi mondiale ed alle pazzie guerrafondaie degli Stati Uniti.
E come non commuoversi davanti ai carcerati che partecipano alla ricostruzione, a persone che si sono offerte per aiutare i propri connazionali a rifondare delle case che non abiteranno mai?
La giornata è davvero intensa ed emozionante e termina con il gesto d’amore più tenero di tutti: quando l’autobus arriva alla sede del Comitato, squilla il telefono di Rosa e dall’altra parte un Fernando preoccupato la sta rimproverando perché aveva incontrato il telefono senza linea, mentre stavamo nelle campagne di Pinar del Rio.
La osservo mentre si allontana per cercare un po’ di privacy e spiegarle con dolcezza quello che era successo e che stavamo proprio compiendo la missione che loro, i Cinque ci avevano chiesto.
Dopo dieci anni sembra che il tempo non li abbia divisi, neanche un istante, Rosa e Fernando continuano uniti, a lottare perché queste ingiustizie orribili che sono le sentenze dei Cinque cubani vengano cancellate.
Di una cosa possono essere più che certi, adesso non sono più soli, la solidarietà mondiale sta lottando accanto a loro.
*l’autrice è responsabile della pagina in italiano di Prensa Latina , che anche se sono chiusi dietro le sbarre, il loro pensiero viaggia libero e preoccupato per il loro popolo.

Roma manifestazione 11/10/08 “Cuba in alto nel cielo sfida la storia” foto Maurizio- Sandino Piombino 
Mercoledi 8 ottobre nella giornata che ricorda la cattura e l'assassinio di Ernesto Che Guevara,una piazza centrale della capitale piena di gente e soprattutto di giovani ha visto alternarsi per molte ore attivisti della solidarietà politica con Cuba e cantanti e gruppi musicali con lo stesso obiettivo: far sapere e far capire il significato della campagna internazionale per la liberazione dei cinque agenti cubani dell'antiterrorismo prigionieri innocentemente nelle carceri USA ormai da dieci anni.
La scelta di portare in piazza e con una manifestazione-spettacolo la battaglia per la libertà dei cinque è la conferma che la mobilitazione al fianco di Cuba, del suo popolo, del suo governo, della sua rivoluzione, è un messaggio che deve essere rafforzato senza timidezza tra la gente nei diversi ambiti della società. La manifestazione-spettacolo di piazza dell'8 ottobre, che ha visto la partecipazione di almeno duemila persone, conclude questo mese di mobilitazione politica italiana nell'ambito della campagna internazionale per la libertà dei cinque prigionieri cubani, realizzata a partire da un riuscito sit-in di lotta sotto l' Ambasciata USA il 12 settembre,seguito da tanti incontri-dibattito in varie città italiane, e da una importante conferenza con docenti e giuristi nell'Università Sapienza di Roma che ha visto lo scorso 2 Ottobre la partecipazione di moltissimi giovani.
Adesso diventa decisivo consolidare la capacità unitaria che ha realizzato questo grande risultato politico e raggiungere strati sempre piu ampi di società con il coinvolgimento attivo di settori più vasti di lavoratori e studenti,a partire da una battaglia politica che sappia imporre la fine del blocco economico USA contro Cuba, e piu in generale sappia misurarsi con gli obiettivi imposti dalla sfida tra le aspirazioni e le conquiste sociali e politiche di Cuba, dei governi rivoluzionari e progressisti e dei movimenti sociali dell'America Latina contro un sistema imperialista sempre piu avvitato dentro la sua stessa crisi.
UN'ALTERNATIVA E' POSSIBILE, ADESSO!
LIBERTA' IMMEDIATA PER I CINQUE,
PER ESSERE TUTTI NOI PIU' LIBERI!
Associazione “La Villetta”, Nuestra Amèrica, CDR/Roma, Comitato “Fabio di Celmo”
Partito della Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, le Villette di tutta Italia, ANPI, Tele Ambiente, Radio Città Aperta, Comitato “Palestina nel Cuore”, Centro di Iniziativa Popolare, AGTI Agenzia Giornalistica, Zona Rossa, Angolo Cubano, Centro studi Cestes, Centro Ricerca Cric Internazionale, PromoCaraibi, Società Sportiva Tor di Quinto,, AIASP, Comitato “Roma–Provincia Habana”, SiporCuba, Rivista Proteo, Artiglio calcio, Comunità Montana dell’Aniene, Casa dei popoli “Antonio Capuano”, Punto Cubano, Associazione Itaca, Associazione “Vecchio Mattatoio”, Comitè internazionalista Camilo Cienfuegos, Polisportiva Roma 6 Villa Gordiani, CSOA La Strada, U.S.I./RdB Ricerca/ Wolf-soluzioni digitali/Ass, Culturale Narramondo, Lega Missionaria Studenti Cattolici, Mezza Luna Rossa Palestinese
Proseguono in tutta Italia le iniziativa di solidarietà per Cuba, la giustizia e la libertà dei cinque eroi cubani.

IL POPOLO CUBANO NON DIMENTICA E LOTTA PER LA LIBERAZIONE DEI CINQUE
SOLIDARIETA' INTERNAZIONALISTA AL POPOLO CUBANO E LIBERTA' PER I CINQUE
Cuba e' stata vittima, per quasi mezzo secolo, di atti terroristici organizzati da gruppi di origine cubana radicati in Miami, appoggiati e foraggiati dai diversi governi U.S.A.
Questi atti hanno provocato 3.478 morti, 2.099 feriti e milioni di dollari in perdite economiche che hanno danneggiato e danneggiano anche i cubani non coinvolti nell'atto.
Tra gli uccisi anche un giovane italiano di 32 anni, Fabio di Celmo, assassinato il 4 settembre '97, con una bomba fatta esplodere in un Hotel dell'Avana. Fabio aveva deciso d'investire il proprio denaro nella Cuba del periodo speciale. I governi italiani non hanno mai insistito per l'estradizione del terrorista responsabile, Posada Carriles, cittadino libero negli Stati Uniti grazie alla tutela dei governi di quel paese.
Contro questo terrorismo hanno lottato e per questo sono detenuti dal 12 settembre '98 i Cinque: Antonio Guerrero Rodríguez e' stato condannato all'ergastolo piu' 10 anni, Fernando Gonzalez Llort a 19 anni di prigione, Rene' Gonzalez Sechewerert a 15 anni, Gerardo Hernandez Nordelo a due ergastoli piu' 15 anni, Ramon Labanino Salazar all'ergastolo piu' 18 anni.
Da allora continua la lotta per la loro liberazione.
Il 27 maggio '05, il Gruppo di lavoro sulle detenzioni arbitrarie della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni unite ha dichiarato arbitraria la loro detenzione. Piu' di 6 mila intellettuali, inclusi diversi premi Nobel, hanno firmato una petizione internazionale, 187 membri del Parlamento Europeo hanno sottoscritto una dichiarazione chiedendo il rispetto dei diritti umani e Amnesty Internacional ha denunciato alle autorita' U.S.A. le irregolarita' del processo.
VENERDÌ 3 OTTOBRE ORE 21.15
presso saletta Leopolda
piazza Guerrazzi, Pisa
PARTECIPA ALL'INCONTRO
INSERITO NELLA CAMPAGNA
PER LA LIBERAZIONE DEI 5 EROI CUBANI
Proiezione del video " 10 ANNI DI INGIUSTIZIA" La storia dei 5 Agenti Cubani
Saranno presenti:
TECLA FARANDA - Avvocato dell'Associazione Nazionale Giuristi Democratici
ENZO DI BRANGO - Direttore di redazione Rivista Nuestra America
Iniziativa promossa da:
Associazione Italia-Cuba, Circolo Camilo Cienfuegos di Pisa – Rivista Nuestra America
L'Avana. 25 Settembre 2008
FIDEL RENDON
La consegna di opuscoli in inglese sul caso dei Cinque, è uno dei sistemi che utilizza il Movimento di Solidarietà con Cuba nelle città brasiliane, per far conoscere all’opinione pubblica nordamericana la verità sulla causa di questi Eroi.
Con il titolo "Puoi essere arrestato per lottare contro il terrorismo? Si, basta opporsi al terrorismo a Miami", particolarmente a Rio de Janeiro, circolano questi opuscoli nelle spiagge e gli hotel di Copacabana e nelle zone turistiche vicine, con l’obiettivo di raggiungere gli statunitensi che visitano il luogo.
Durante la Giornata Mondiale a favore di questa causa, in modo speciale, a Salvador de Bahia, gli amici di Cuba hanno distribuito gli opuscoli all’entrata del locale aeroporto, ai turisti nordamericani di ritorno al loro paese, sottolinea un messaggio inviato dalla Casa Brasile-Cuba.
"Cinque cubani sono ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti dal 1998, sono stati vittime di un processo penale illegale e pieno di irregolarità", spiega il documento.
Spiega che Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero, René González e Gerardo Hernández sono stati arrestati e condannati senza avere prove nei loro confronti.
La giuria ha agito in modo parziale, nonostante "i testimoni della difesa come i nordamericani Eugene Carrol, Contrammiraglio della Marina Militare, ed Edward Breed Atkeson, Generale di Divisione dell’Esercito, abbiano affermato che i Cinque non avevano praticato spionaggio né avevano attentato contro la sicurezza degli Stati Uniti", sottolinea.
"Nonostante sia uno dei maggiori e più lunghi processi di tutta la storia giudiziaria statunitense, fino ad oggi il caso non è in sostanza conosciuto dallo stesso popolo degli Stati Uniti", segnala l’opuscolo distribuito in Brasile.
Precisa che, nel frattempo, il terrorista Luis Posada Carriles, un criminale reo confesso, evaso da una prigione venezuelana, continua a circolare liberamente per le strade di Miami.
"Facciamo appello alla generosità del popolo nordamericano nel senso di solidarizzarsi con tutti quelli che lottano per la liberazione dei Cinque prigionieri cubani, affinché si faccia giustizia e possano ritornare liberamente al loro popolo, alle loro famiglie ed al loro paese", conclude il documento.
Granma Internacional Digital: http://www.granma.cu/
http://granmai.cubaweb.com/
http://www.granmai.cubasi.cu/
Le notizie che ci giungono in questi ultimi mesi dall'America Latina ci parlano di una situazione di scontro frontale tra l'imperialismo USA e i popoli di questo continente.
In Colombia l'intervento nordamericano è sempre più palese anche se mascherato con il paravento della lotta al narcotraffico, lo stato fascista guidato dal presidente Uribe sta portando un attacco senza precedenti alle forze popolari, uccisioni sommarie di sindacalisti e dirigenti popolari, attacchi militari e bombardamenti aerei contro la guerriglia, provocazioni militari contro l'Ecuador ed il Venezuela.
In Bolivia e Venezuela l'imperialismo sta tramando per rovesciare con la forza i governi di Morales e di Chavez, è di questi giorni la notizia della rottura delle relazioni diplomatiche tra questi due paesi e gli USA.
La Rivoluzione Cubana è sempre vittima del criminale embargo economico imposto dagli USA che non si sono fermati neanche davanti all'emergenza umanitaria per gli uragani che hanno colpito l'isola in quet'ultimo mese, Guantanamo continua ad essere una ferita aperta che grida vendetta, negli USA dopo un processo farsa.
Noi proponiamo a tutte quelle realtà impegnate nella lotta antimperialista, nella solidarietà ai popoli, di costruire insieme giovedi 9 ottobre dalle ore 17:00 alle ore 19:00, in occasione dell'anniversario della morte del Comandante Ernesto Che Guevara, un presidio sotto il consolato statunitense di firenze per ribadire con forza alcuni concetti:
-Contro l'imperialismo nordamericano
-Solidarietà alla Rivoluzione Cubana, ai popoli di Bolivia, Venezuela, Ecuador, Nicaragua, Haiti.
-Per l'immediata la giustizia e la libertà dei 5 cubani detenuti nelle carceri USA
PCL FIRENZE
Alle 17.30 del 12 settembre 2008 davanti l’ambasciata degli Stati Uniti a Roma si è svolto un SIT IN di protesta per la giustizia e la libertà dei cinque eroi cubani da 10 anni detenuti senza ragione nelle carceri dell’impero yankee, decine e decine di persone sono arrivate con bandiere cubane e striscioni per dire basta alla vergogna e all’ingiustizia USA.
Microfono alla mano via via hanno preso la parola esponenti del variegato mondo della sinistra comunista italiana : Luciano Iacovino (Villetta), Luciano Vasapollo (Nuestra America), Sergio Cararo (Contropiano), Amato (PRC), Jacopo Venier (PDCI),……. Mordenti, Carbonelli, Marcelli,….., tutti oltre a parlare della questione dei cinque eroi, hanno speso dure parole
contro il criminale embargo USA che dura ormai da 50 anni e per difendere l’autodeterminazione dei popoli latino americani come Bolivia, Venezuela,…e non solo.. che ricevono ingerenze dagli USA che finanziano organismi per destabilizzare nazioni che si sono liberate appunto dal giogo imperialista.
La manifestazione ha avuto solo un momento di “ tensione” verso le 18.30, quando sono arrivati i compagni dell’ala più dura del movimento antagonista comunista CDR - CSOA che in un attimo hanno realizzato e esposto uno striscione anti USA, in un attimo si è notato subito il cambio di atteggiamento di Polizia e carabinieri, la cosa più comica e sconcertante però è stata quella di vedere subito un cordone di poliziotti a ridosso dello striscione (quasi dentro), sicuramente per non permettere la lettura dello slogan scritto (Vedi foto), sia dalle finestre dell’ambasciata USA, sia dai mezzi in transito e passanti .
La villetta Per Cuba C.lo Piombino
CAMPAGNA INTERNAZIONALE DI LOTTA E MOBILITAZIONI PER LA LIBERTA’
DEI 5 PATRIOTI ANTITERRORISTI CUBANI
…UN GIORNO NON CI BASTA!
con Cuba sempre, senza se e senza ma!
Il 12 settembre dalle ore17.00 si è tenuto un
SIT-IN DI LOTTA DI FRONTE ALL’AMBASCIATA USA
Il 12 settembre si è tenuto a Roma di fronte all’Ambasciata USA un grande sit in di lotta per chiedere la liberazione immediata dei cinque patrioti cubani; a questa importante manifestazione nazionale, che ha aperto in Italia la mobilitazione nell’ambito del mese di campagna internazionale, hanno partecipato oltre 300 compagni in rappresentanza dei comitati e associazioni organizzatrici, dei movimenti sociali, dei sindacati di base, di collettivi studenteschi, di intellettuali, artisti, ecc.
Tantissimi sono stati gli interventi e tra gli altri hanno preso la parola, oltre ai promotori anche rappresentanti dei movimenti sociali e dei sindacati di base e del Partito della Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, Partito dei Comunisti Italiani e tanti altri; tutti hanno sottolineato la necessità di continuare la campagna politica di mobilitazione internazionale per la libertà immediata dei 5 patrioti antiterroristi cubani, esprimendo al contempo il pieno appoggio politico e la solidarietà ai popoli e governi della Bolivia e del Venezuela aggrediti dall’imperialismo USA.
Con questo sit in è iniziato il mese di mobilitazione in favore della liberazione dei 5 patrioti cubani che vedrà, oltre a varie altre iniziative politiche e culturali in varie città italiane, anche altre due manifestazioni nazionali:
· Una conferenza internazionale con la partecipazione di giuristi internazionali impegnati nella battaglia per la libertà dei 5 da tenersi all’Università La Sapienza di Roma il 2 ottobre
· Una grande manifestazione/spettacolo di piazza, nazionale e di massa, l’8 ottobre a Roma per la chiusura della campagna internazionale.
La solidarietà per Cuba non si consuma in un giorno ma si rinnova nella continuità di una partecipazione plurale e unitaria fatta di lavoratori, studenti, associazioni e partiti. Cuba va aiutata con la solidarietà di tutti, con la partecipazione la consapevolezza di una giustizia vera per i 5 cubani ancora prigionieri del governo imperialista USA. Facciamo appello, agli intellettuali, agli artisti, alle associazioni, ai movimenti sociali di base ed ai sindacati di base affinché intraprendano con noi questo percorso per la dignità e la giustizia.
LIBERTA’ IMMEDIATA PER I 5, SOLIDARIETA’ POLITICA CON CUBA, BOLIVIA, VENEZUELA E TUTTI I POPOLI AGGREDITI DALL’IMPERIALISMO USA
Per adesioni e informazioni: info@associazionelavillettapercuba.org - nuestramerica@libero.it
Promuovono: L’Associazione “La Villetta”, Nuestra Amèrica, CDR/Roma, Comitato “Fabio di Celmo”
Organizzano e aderiscono: Partito della Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, le Villette di tutta Italia, ANPI, Tele Amviente, Radio Città Aperta, Comitato “Palestina nel Cuore”, AGTI Agenzia Giornalistica, Zona Rossa, Angolo Cubano, Centro studi Cestes, Centro Ricerca Cric Internazionale, PromoCaraibi, Centro di Iniziativa Popolare, Società Sportiva Tor di Quinto,, AIASP, Comitato “Roma–Provincia Habana”, SiporCuba, Rivista Proteo, Artiglio calcio, Comunità Montana dell’Aniene, Casa dei popoli “Antonio Capuano”, Punto Cubano, Associazione Itaca, Associazione “Vecchio Mattatoio”, Comitè internazionalista Camilo Cienfuegos, Polisportiva Roma 6 Villa Gordiani, CSOA La Strada, U.S.I./RdB Ricerca/ Wolf-soluzioni digitali/Ass, Culturale Narramondo.

LETTERA APERTA :
Cari compagni, possibile che neanche una tematica extra Italia come CUBA o il dramma dei CINQUE EROI CUBANI unisca i comunisti ?
Come militante comunista (dal 1970), trovo doloroso e vergognoso vedere associazioni, movimenti,…. singole persone della sinistra comunista, rompersi, dividersi fino ad organizzare iniziative separate su una causa internazionalista come quella della lotta per la giustizia e la libertà dei cinque eroi cubani da 10 anni rinchiusi senza alcuna ragione nelle carceri dell’impero USA, carceri dove hanno dovuto subire soprusi, angherie, violazioni dei diritti umani.
L’associazione e i compagni che hanno voluto dividere il movimento vicino a Cuba , si rendono conto o no dell’esempio negativo che “abbiamo” dato all’autorità cubane, ai cinque e non solo ?
Chiunque siano i responsabili almeno in questa circostanza internazionalista potevano lasciare da una parte il loro ego, il loro voler apparire ad ogni costo i migliori… …... no così non va!
A mio modesto parere credo che con tali atteggiamenti si vada poco lontano.
Con questi presupposti come si può pensare di risalire la china e sviluppare un movimento di lotta antagonista a Berlusconi ? Come si può pensare di contrastare l’escalation neofascista in atto ?
Compagni ; “ ci siamo accorti o no che non ci sono più piedistalli”?
Compagni :“ ci siamo accorti o no che il nostro culo è per terra” ?
Compagni : “ ci siamo accorti o no che nessuno è meglio dell’altro, che l’egoismo non paga”?
……………………….
Solo se con umiltà recuperiamo le nostre radici, la nostra memoria storica e per un momento mettiamo da parte i nostri contrasti interni si potrà ripartire uniti verso :” la RESISTENZA al presente” ,alzare il tiro verso il nemico vero,…… questa è l’unica strada percorribile per tornare a sperare di riconquistare la credibilità delle fasce sociali più deboli,…………. lavoratori, studenti, pensionati, immigrati…..
Utopia?
No, à solo la speranza di un comunista cresciuto sui valori del “Che” Guevara,
di Camillo Torres, Malcom X , Fidel,....
Hasta la victoria siempre
Maurizio (sandino)
(La Villetta per Cuba Piombino)

Fotocronaca della manifestazion Già on line in :
http://associazionecubarriva.leonardo.it/blog

LA VILLETTA
Nazionale
Roma via Degli Armatori 3
INVITA
Tutte Le Villette d’Italia a partecipare
Al Sit-in di fronte all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma il 12 settembre 2008
alle ore 17,30
Un giorno non ci basta
Ancora siamo quelli del
28 giugno 2003 a piazza Farnese a Roma della bandiera cubana sopra l’ambasciata USA. Le manifestazioni antimperialiste per il socialismo.
Per la libertà dei 5 e contro il Bloqueo. Siamo quelli della solidarietà politica con Cuba.
Attivo nazionale il 3 settembre 2008 presso
La Villetta in via degli Armatori 3 Roma
Sono invitate tutte le Villette d’Italia e le associazioni amiche di cuba
Samir Kuntar, uno dei prigionieri libanesi liberati la settimana scorsa nello scambio tra Israele e Hezbollah, ha dichiarato da Beirut il suo appoggio a Cuba, Fidel Castro e ai Cinque cubani incarcerati degli USA per lottare contro il terrorismo.
Kuntar, che scontava una condanna dal 1979 in un carcere israeliano, ha avuto contatti epistolari con Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, prigionieri da 10 anni nelle carceri nordamericane.
Kuntar, nel corso di una visita all’ambasciata cubana a Beirut, ha reso noto il suo desiderio di lavorare a favore della liberazione dei Cinque e di tutti i prigionieri arabi che ancora sono nelle carceri israeliane, riferisce il sito digitale del Ministero degli Esteri di Cuba.
Maria Isabel Velazquez de Urra, addetta commerciale dell’ambasciata di Cuba in Libano, ha ringraziato per il gesto di solidarietà di Kuntar.
Cuba ha appoggiato la campagna per la liberazione di Samir Kuntar, che fino allo scorso 16 luglio era il prigioniero libanese da maggior tempo detenuto nelle carceri d’Israele, dove scontava una condanna a 542 anni.
E’ stato liberato grazie ad un accordo tra Tel Aviv ed il gruppo sciita libanese Hezbollah, per cui Israele ha liberato cinque prigionieri libanesi, tra cui Samir Kuntar. (AIN – Traduzione Granma Int.)
SONO INNOCENTI !!!! BUSH VERGOGNA!!!!!
Continua la dura risposta unitaria alle presenza di Bush in Italia e alle infamanti condanne verso i 5.
A Roma in una manifestazione di 15.000 persone, indetta dalle Associazioni e dai Sindacati di Base, si è formato uno spezzone Antimperialista di varie migliaia di persone dove è prevalsa, con moltissime bandiere di Cuba, la presenza delle Associazioni di solidarietà con Cuba e per la difesa dei 5 Patrioti Cubani e dalle Associazioni di solidarietà con la Palestina presenti con una grande bandiera Palestinese.
Non sarà l’ultima iniziativa, continuerà la vigilanza e la mobilitazione
Contro Bush e contro le vergognose condanne ai 5,sin da ora diamo appuntamento, per i primi giorni di Settembre, per un grande attivo generale unitario di tutte le associazioni di solidarietà con Cuba a
“La Villetta”.

Le sottoscritte Associazioni riunitesi in un attivo generale Domenica 8 Giugno promuovono :
--- Sit-in di fronte l’Ambasciata U.S.A. Lunedì 09 Giugno alle ore 17,30
come prima risposta alla vergognosa sentenza del nuovo processo contro i 5 Patrioti Cubani.
--- partecipazione alla manifestazione anti-bush a Roma di Mercoledì 11 Giugno
con uno spezzone a favore della libertà dei 5 e con carattere Antimperialista.
Ribadiscono la necessità di una forte mobilitazione, nell’ambito delle iniziative internazionali, che rivendichi GIUSTIZIA e LIBERTA’ per i 5 e appoggi i processi di costruzione del Socialismo del XXI° secolo in atto in America Latina.
Assoc.”La Villette per Cuba”, Nuestra America,C.D.R. Roma,Radio Città Aperta, Collett. Gruppo di Ricerca e Studio sull'America Latina-Sapienza, Angulo Cubano, Zona Rossa, Forum Palestina, Promocaraibi, Assoc. Provincia Habana ,Assoc. Italia-Cuba circolo Juan Antonio Mella, Assoc. Italia-Cuba circolo Roma ,Coord. Regionale Italia-Cuba, Centro studi CESTES, Coord. Regionale “Le Villette”, Comitato Di Celmo, Comitato con la Palestina nel cuore,AIASP, S.S. Tor di Quinto, Essere Comunisti, Rete Comunisti, Giovani Comunisti Roma, Sez. PdCI “Antonio Capuano”,,


L'Avana. 3 Giugno 2008
SPAGNA
La manipolazione dell'informazione sui Cinque Eroi
Il silenzio di gran parte della stampa spagnola sul caso dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti e sulle recenti denunce di Cuba contro Washington è stato denunciato nella città di Alicante.
La scarsa diffusione di notizie su questi temi ha occupato lo spazio d’una conferenza intitolata “I mezzi di disinformazione contro Cuba”, tenuta dallo scrittore e giornalista spagnolo Manuel Talens per un centinaio di ascoltatori. Nella sua esposizione, il collaboratore dei siti digitali Rebelion e Cubadebate, autore del libro “Cuba nel cuore” ha condannato i circoli di potere che controllano i mezzi di diffusione e l'opinione pubblica a beneficio dei propri interessi personali.
Inoltre ha definito perverse, bugiarde e malintenzionate quasi tutte le informazioni che si pubblicano nella stampa spagnola a proposito dell’Isola ed ha affermato che “si tenta d’occultare e manipolare la realtà di Cuba”.
Talens ha denunciato il silenzio che questi mezzi mantengono sul caso dei Cinque cubani reclusi da quasi 10 anni negli Stati Uniti, per aver ostacolato le attività terroristiche anticubane della destra reazionaria della Florida.
L’attivista ha riferito le recenti denunce del governo cubano sulla partecipazione dell'Ufficio di Interessi di Washington a L'Avana nel trasferimento di denaro tra i terroristi radicati negli USA e i controrivoluzionari nell'Isola.
Nella sua conferenza, organizzata dall' “Associazione di Amicizia con Cuba Miguel Hernandez”, di Alicante, Talens ha incitato a contrastare il monopolio informativo della grande stampa con le informazioni pubblicate dai mezzi alternativi.
L'Avana. 2 Giugno 2008
GUATEMALA
La mostra cinematografica
dedicata ai Cinque eroi
La giornata cinematografica dedicata ai Cinque Eroi cubani reclusi negli Stati Uniti si è svolta a Città del Guatemala durante l'ultima settimana del mese, com’e già abituale.
In questo mese di maggio è stato presentato un documentario basato in un'intervista della BBC di Londra a Gerardo Hernandez, che sta scontando la condanna di un doppio ergastolo, per aver ostacolato l’esecuzione di azioni terroristiche, organizzate dai gruppi reazionari della Florida contro Cuba.
Il documentario rivela le manipolazioni e i brogli avvenuti nel processo contro i Cinque e mostra le immagini dell’addestramento che praticano negli Stati Uniti i controrivoluzionari, responsabili di migliaia di aggressioni contro l’Isola.
Inoltre mette in chiaro la doppia morale della politica nordamericana che ha condannato a severe pene questi cubani, mentre lascia in libertà il terrorista Luis Posada Carriles, autore dell'esplosione di un aereo nel cielo di Barbados, che costò la vita a 73 persone innocenti.
Oltre a questo documentario, è stato presentato il film guatemalteco “VIP l'altra casa”, realizzato da Elias Jimenez e Rafael Rosal, due laureati nella scuola di cinema di San Antonio de los Baños, a Cuba.
Questo film denuncia la dura realtà delle prigioni in Guatemala ed il fenomeno della corruzione, uno dei mali sociali più gravi in questo paese.(Traduzione Granma int.)
Direttore Generale: Lázaro Barredo Medina / Direttore Editoriale: Gabriel Molina Franchossi
HOSPEDAJE: Teledatos Cubaweb. La Habana
Granma Internacional Digital: http://www.granma.cu/
http://granmai.cubaweb.com/
http://www.granmai.cubasi.cu/
L'Avana. 22 Maggio 2008
• La denuncia del Comitato spagnolo per la Liberazione dei Cinque
Il Comitato di Madrid per la liberazione dei Cinque Eroi cubani prigionieri politici degli Stati Uniti ha denunciato che il presidente nordamericano, George W. Bush, ha iniziato una nuova campagna d’aggressione contro Cuba, con l'obiettivo d’obbligare l'Unione Europea (UE) a mantenere una posizione ostile verso l'Isola.
Questa campagna è iniziata proprio mentre si nota un avvicinamento favorevole dell'UE a L'Avana.
Washington vede come un pericolo l’eliminazione delle sanzioni applicate contro il popolo cubano, che sono sospese temporaneamente e vuole evitare ad ogni costo che l'Europa assuma a poco a poco un'eventuale politica indipendente, liberandosi, dai suoi orientamenti aggressivi, afferma il comunicato.
Il Comitato per la libertà dei Cinque, noti a Cuba come “I Cinque Eroi”, ha chiesto alla UE che si faccia ricattare dal Governo di Washington e che non applichi più sanzioni ad un paese che non ha colpe ed è solidale con tutti i popoli che hanno necessità del suo aiuto.
Inoltre il documento esige dal Governo Bush che: si eliminino il blocco criminale e gli attacchi contro Cuba; che si liberino immediatamente i Cinque cubani che in settembre avranno contato ben 10 anni di reclusione in prigioni d’alta sicurezza degli Stati Uniti per aver lottato contro il terrorismo; che si restituisca la base navale di Guantanamo, utilizzata come carcere clandestino, centro di torture e simbolo mondiale della violazione dei diritti umani e civili. (antiterroristas.cu/Traduzione Granma Int.)
L’oltraggio ai diritti umani dei Cinque e dei loro familiari
Olga Salanueva e Adriana Perez a Ginevra hanno incontrato i rappresentanti delle Nazioni Unite. Queste due donne cubane sono mogli di due dei Cinque antiterroristi cubani, prigionieri politici degli Stati Uniti da quasi 10 anni. Adriana Perez e Olga Salanueva, mogli di Gerardo Hernandez e René Gonzalez, stanno tenendo colloquio con rappresentanti della Santa Sede, del Consiglio Mondiale delle Chiese e con i gruppi di solidarietà.
Il loro programma ha incluso anche un incontro col delegato di Amnesty International a Ginevra ed una conferenze stampa coi media accreditati nella sede alterna della ONU, a Ginevra.
Adriana Perez e Olga Salanueva denunciano in ogni sede la costante violazione dei loro diritti umani perpetrata degli Stati Uniti che negano i visti per visitare i loro mariti. Inoltre aggiornano sulla situazione dei Cinque, che scontano ingiuste e lunghe condanne aver ostacolato l’organizzazione di azioni criminali contro Cuba, che i gruppi di terroristi, con sede a Miami, realizzano da cinque decenni contro il popolo dell'Isola.
Le due cubane hanno conversato con Leila Zerruogui, presidentessa del Gruppo di Lavoro della ONU sulle Detenzioni Arbitrarie, e con i membri della direzione dell'America Latina dell'Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, con il Nunzio Apostolico Silvano Tomassi, osservatore permanente della Santa Sede a Ginevra e con Carlos Ham, Referente del Consiglio Mondiale delle Chiese. |
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LETTERA AI CINQUE EROI
Cari Compagni,
prigionieri e ostaggi della politica imperialista americana,
sentiamo, in questo nuovo anno, il bisogno di rinnovare con più forza la solidarietà con Cuba, e la libertà per i cinque. E che il governo italiano intervenga ora e subito.
A voce più alta chiediamo l'immediata scarcerazione dei Patrioti Cubani ostaggi dell’ingiustizia americana.
La vostra solitudine, nelle galere americane, é motivo per noi compagni di Roma per promuovere giornate di lotta con sit-in davanti all'ambasciata USA a Roma. Il tempo passa e siamo sempre di più a manifestare per la vostra libertà con tutti gli strumenti del dialogo democratico coinvolgendo intellettuali, giornalisti, artisti e politici sensibili ai diritti umani. Una lotta anche di notizie sempre aggiornate e veritiere che fanno storia e ragione della rivoluzione cubana.
L'Ambasciata di Cuba a Roma vicina a noi, nel promuovere e aiutare, tramite i suoi addetti culturali, le giornate di cultura cubana: a Marzo 2007, un mese dedicato al cinema cubano, con proiezioni e incontri a La Villetta, hanno offerto un'altra occasione per dire alla città quale dura storia sia la vostra di uomini imprigionati per una passione di amore, verità, e giustizia per la propria terra. Abbiamo promosso una campagna di mobilitazione per esservi più vicini con la stampa di cartoline da inviare e così sensibilizzare gente, amici, compagni con un gesto se pure piccolo pieno di passione e fratellanza. Un gesto che è andato oltre le nostre previsioni circa trentaduemila cartoline sono state richieste e inviate con il grido di Volveran, richieste da giovani, da adulti, da chi non conosceva la vostra storia da chi vuole ancora pensare che si possa cambiare un mondo ingiusto fatto di un potere politico economico di sopraffazione, che non più deve gestire, le storie dei popoli.
Antonio, Luis, René, Gerardo, Ruben, continuiamo a chiedere giustizia con voi, contro il terrorismo del governo americano, contro l’americanismo economico guerrafondaio. In questi nuovi giorni ritroviamo i sogni di sempre: il diritto dell'uomo alla pace, a quella vera, non creata dalle armi o dalla politica ipocrita dei governi. La vostra solitudine é anche quella delle vostre mogli e figli e fratelli che non possono vedervi e incontrare, ostaggi anche loro delle aberrazioni del potere americano. Noi lo abbiamo visto sentito nelle parole di Adriana Perez O'Connor, moglie di Gerardo, intervenuta in un incontro voluto e organizzato dal compagno Luciano Iacovino presidente de La Villetta Associazione Culturale per Cuba.
Ancora un altro incontro con l'Avvocato Roberto Gerardo, che ha illustrato la vicenda giuridica della vostra storia di uomini innocenti e ancora chiusi e isolati.
Il nostro impegno, più quello delle Villette di tutta Italia è di tenerci in contatto continuo con l’avvocato Roberto e di essere presenti a nuovi sviluppi giuridici. Seguire la vostra causa. In questi ultimi due mesi i compagni de La Villetta hanno patito momenti di ansia per il proprio presidente, che una brutta malattia, lo ha tenuto lontano dalla sua passione per Cuba, ma Luciano, è tornato al suo posto con forza e tenacia, anche se la brutta malattia lo obbliga a continue cure-terapeutiche. Il compagno presidente, instancabile promotore di Con Cuba per Cuba senza Se senza Ma continua a tenere insieme donne e uomini, associazioni e iniziative politiche per raggiungere le sensibilità di tutti e fare proprie le cause di giustizia per Cuba contro l’ignobile embargo americano.
Un abbraccio a ciascuno di voi vi siamo vicini e vi ringraziamo per la vostra lotta, noi continuiamo a mobilitarci perché sicuri della vittoria e per il vostro ritorno a Cuba.
Tutta la nostra Associazione vi è vicino. Viva Cuba, Viva Fidel, Viva Raul.
Un saluto a pugno chiuso. Hasta la victoria siempre. Libertad para los cinco.
I Compagni de La Villetta La Presidenza de La Villetta

Documenti e storia sui cinque continua con:
UN SOLE CHE NON SI SPEGNE
Dal sito Web www.siporcuba.it
del Compagno amico Aldo
All’alba del giorno 12 settembre del 1998 il FBI (Ufficio Federale di Investigazione) informò Ileana Ross- Lehtinen e Lincoln Díaz Balart, due leader della mafia reazionaria e terrorista di Miami che erano appena stati arrestate cinque supposte “spie” lì residenti.La delegazione del Congresso della Florida è composta da 25 individui, ma nessun altro dei componenti ricevette la notizia anticipata. Il FBI in quel momento non conosceva ancora l’identità di tre dei detenuti e gli altri due avevano cittadinanza statunitense. I legislatori menzionati non occupano posizioni nel Congresso che abbiano relazione con la sicurezza e il controspionaggio: perchè vennero privilegiati? Perchè vennero messi al corrente di un’investigazione ancora segreta? Le accuse formali sarebbero state pronunciate solamente quattro giorni dopo, ma sin dal primo istante era già chiaro che si trattava di un’operazione di carattere politico – repressivo, la cui finalità era solamente favorire il settore più aggressivo e violento formato da coloro che hanno convertito la Florida nella base principale della guerra contro Cuba. I gruppuscoli controrivoluzionari, politici e funzionari strettamente vincolati a tutto questo, scatenarono immediatamente una frenetica e isterica campagna per stigmatizzare i cinque giovani arrestati. Lì dove quasi tutti i mezzi di comunicazione e di stampa vengono controllati dalla mafia e operano sotto minacce costanti, non ci fu un giorno nel quale non venne pubblicato almeno un articolo o una nota informativa, con dichiarazioni di funzionari ufficiali, per calunniare e denigrare i cinque, presentandoli come pericolosi nemici della società.
Si nascondeva la vera ragione di quegli ingiusti arresti. Non è mai stata pubblicata nemmeno una parola sulla limpida e nobile esistenza di tutti loro, sia a Cuba che negli Stati Uniti, come studenti, lavoratori, padri di famiglia o cittadini; la loro vita esemplare si è svolta sviluppando il generoso e ammirabile sacrificio per salvare la Patria e il popolo di Cuba. Non è mai stata scritta una parola nemmeno su tutto ciò che accadde dopo la mattina di quel 12 settembre, sulle brutali condizioni alle quali vennero sottoposti in uno dei peggiori regimi carcerari che l’uomo ha mai immaginato.
Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González sono vittime di un’abominevole ingiustizia e di un trattamento crudele e degradante che oltraggia brutalmente i diritti umani e che è prova irrefutabile dell’arbitrarietà e dell’illegittimità dei processi ai quali vennero sottoposti.
Dal giorno dell’arresto sino al 3 febbraio del 2000, per 17 mesi, sono rimasti in totale isolamento, senza vedersi tra di loro e senza vedere altri prigionieri. Sono rimasti tutto il tempo isolati, nel “buco”: questa parola cerca di spiegare l’infame trattamento che in questo paese viene riservato a una parte dei detenuti. Il lavoro dei loro avvocati fu tenace per riuscire ad ottenere che perlomeno ottenessero un trattamento carcerario “normale”. Il fatto di aver ottenuto questo non cancella però le ingiustificabili atrocità commesse sui cinque giovani uomini, violando gli stessi regolamenti statunitensi che ammettono l’isolamento solo come castigo per infrazioni commesse nelle prigioni. Il limite massimo sono 60 giorni per i casi più gravi, come l’omicidio. Ovviamente prima di entrare in prigione non avevano trasgredito nessuna norma carceraria e non avevano mai ucciso nessuno...
Senza dubbio però per loro l’isolamento - vale la pena ripeterlo - durò nientemeno che 17 mesi. Durante quel lungo periodo non riuscirono a mantenere una relazione costante con i loro avvocati e non poterono preparare la propria difesa con le garanzie necessarie e minime per il processo. Se a Miami esistesse qualcosa di simile alla giustizia, solo per questo fatto il Tribunale avrebbe dovuto metterli in libertà e obbligare il Governo a compiere le pertinenti riparazioni. Ma a Miami - per tutto quello che riguarda Cuba - non esiste nulla che, nemmeno di lontano, rassomigli alla giustizia. Va segnalato l’encomiabile operato realizzato dalla difesa, nonostante tutte le difficoltà. I cinque accusati non avevano avvocati propri e nemmeno le risorse finanziarie sufficienti per assumerli: hanno avuto difensori pubblici, di ufficio, con i quali non avevano relazioni. Questi avvocati, quando li conobbero, seppero apprezzare l’onestà delle loro motivazioni, la nobiltà e l’eroismo della loro condotta e nonostante le profonde differenze ideologiche che li separavano - e che segnarono sicuramente il processo – si convinsero dell’assoluta innocenza dei loro difesi. Questa convinzione si riflesse nell’impegno personale posto, assieme a una grande qualità professionale nella difesa. Mentre i cinque eroi resistevano isolati e nell’ombra i loro vigliacchi nemici occupavano giorno e notte le televisioni, i microfoni, le rotative, per sputare su di loro, per minacciare le loro famiglie e i loro amici e... anche per amministrare la “giustizia nello stile di Miami”. Fu così che si lessero nei libelli stampati in questa città i dettagli sul cosiddetto processo giudiziario, includendo nuove accuse che il Pubblico Ministero avrebbe formulato solo parecchi mesi dopo. In questo modo, per esempio, si conobbe la più assurda, aberrante e falsa tra le accuse: la “cospirazione per assassinio” presentata per la prima volta nel maggio del 1999, quando i prigionieri erano isolati in carcere da otto mesi. Dopo una vergognosa operazione di stampa della mafia e una serie di riunioni pubbliche e private tra giudici e mafiosi vennero esposti apertamente i piani per formulare le nuove false accuse.
Era impensabile realizzare un processo che potesse avare uno svolgimento legale normale. Che era impossibile lo si era constatato pienamente anche prima della selezione della giuria; le reiterate richieste dei difensori per trasferire in un’altra città il processo vennero respinte da Joan Lenard, la Sig. Giudice federale di Miami alla quale venne assegnato il caso.
Parallelamente avvenne qualcosa che ebbe molta notorietà nella stampa internazionale: preoccupati dalle minacce di azioni violente che si annunciavano senza mezzi termini, i giurati del premio Granmi Latino decisero di trasferire la manifestazione a Los Angeles e non più a Miami, dove non è possibile nemmeno selezionate i migliori artisti cubani che si esibiscono nei concerti, senza che costoro corrano gravi rischi. Come si poteva pensare di svolgere un processo limpido e imparziale in questa città, giudicando persone oggetto della più feroce campagna denigratoria, presentati come pericolosi “Agenti della Rivoluzione cubana?”
Joan Lenard non diede motivazioni : il processo si sarebbe svolto a Miami e in nessun altro luogo... però disse alla stampa qualcosa che poteva far intendere la sua cocciutaggine: “Questo processo sarà più interessante di qualsiasi programma televisivo!” annunciò dotta e severa il 16 marzo del 2000. La televisione locale sicuramente era imprescindibile per “capire” il processo. Gli avvocati della difesa non vennero rinchiusi nel “buco” come i loro difesi e a differenza di quelli potevano leggere i giornali o ascoltare la radio, ma va rilevato però che era con questi mezzi che la difesa poteva conoscere le notizie sui passi che avrebbe compiuto l’accusa... così giungevano “le comunicazioni ufficiali” e le prove che dichiarava di possedere, i carichi da imputare e persino le mozioni che dovevano presentare nell’ostinato sforzo di introdurre un’ombra di legalità nel bel mezzo dell’arbitrarietà e la frode. Come se tutto ciò fosse poco nelle sessioni in tribunale vennero dimostrate diverse violazioni nei procedimenti che viziavano un processo illegittimo e nullo sin dalla sua origine. Gli avvocati difensori non ebbero accesso alla totalità delle “evidenze” che portava l’accusa, che vennero amministrate esclusivamente dal Pubblico Ministero, che in diverse occasioni, nonostante le forti proteste, presentò improvvisamente centinaia di pagine di “nuove prove” o impedì l’esame completo delle documentazioni.
La difesa chiese inutilmente che venissero considerate prove i documenti ufficiali che erano fondamentali per il chiarimento delle imputazioni. Alcuni testimoni vennero apertamente minacciati dall’accusa e dalla stessa Sig. Giudice Lenard nell’aula del tribunale. Ella minacciò di accusarli se rivelavano alcune informazioni, il tribunale consegnò ai portavoce della controrivoluzione più di 1400 pagine di documenti selezionati dalle autorità che, manipolate volgarmente dalla stampa locale, alimentarono la loro incessante e vergognosa propaganda per demonizzare gli accusati. I mezzi di comunicazione e i terroristi di Miami organizzarono manifestazioni pubbliche per esercitare pressioni sui giurati e sulla stessa giudice Lenard. La mafia si preoccupò vivamente per il risultato di questo processo. Cosciente dall’assoluta falsità di tutte le accuse temeva che il verdetto sarebbe stato sfavorevole ai propositi dei controrivoluzionari... la mafia era allarmata soprattutto dall’operato degli avvocati difensori che davano mostra di capacità e di elevata professionalità. I difensori stavano smascherando le sporche manovre dei fiscali e stavano collocando la mafia sul banco degli accusati.
Le prove, gli argomenti presentati dalla difesa furono schiaccianti e dimostrarono che le attività terroristiche contro Cuba si realizzavano da Miami e la tolleranza complice dell’autorità rendeva necessaria e indispensabile una difesa da parte del popolo cubano che poteva contare sullo sforzo eroico di uomini come quei cinque accusati.
Venne messo in chiaro che gli accusati non avevano cercato informazioni che potessero danneggiare il contro spionaggio statunitense, che non avevano mai provocato danni di sorta. Ufficiali dello stesso FBI e del Comando Sud testimoniarono in questo senso, come altri capi militari che avevano svolto importanti responsabilità nelle forze armate degli Stati Uniti, come il Generale Charles Wilhelm, ex comandante in capo del Comando Sury; Edward Atkinson, ex vice capo di stato maggiore dell’esercito per il controspionaggio; l’ammiraglio Eugene Carrol, ex vice capo delle operazioni navali; il colonnello George Buckner del comando per il sistema di difesa aerea del nord - America e persino il Generale James Clapper, ex direttore della DIA, l’agenzia di controspionaggio del Pentagono parlò durante il processo come esperto per l’accusa e riconobbe che gli accusati non avevano compiuto atti di spionaggio contro gli Stati Uniti. Dopo cinque mesi di battaglia verbale in condizioni molto difficili e ostili, nella sala del tribunale l’innocenza di Gerardo, Ramón, René, Fernando e Antonio era molto evidente, com’era evidente la colpevolezza di chi li accusava.
Gli accusati non avevano mai esercitato attività di spionaggio, non avevano mai cercato o ottenuto informazioni relazionate con la sicurezza, la difesa o altro interesse degli Stati Uniti. Non avevano mai causato danni a quel paese o ai suoi cittadini. Non venne presentata alcuna prova contro di loro. Non apparvero testimoni che potessero sostenere le accuse. Il loro lavoro si era concentrato solamente ed esclusivamente nel tentativo di infiltrarsi nei gruppi terroristi, informando le autorità cubane dei piani aggressivi che si organizzavano. Non lo hanno mai negato. Nel processo venne provato in maniera dettagliata che dalla Florida si organizzano molte azioni terroristiche contro Cuba e che le autorità degli Stati Uniti non fanno nulla per contrastarle. Cuba è obbligata a difendersi di fronte ad attività che, come è stato dimostrato, hanno provocato perdite di vite e gravi danni anche alla popolazione degli Stati Uniti.
L’accusa più grave formulata contro Gerardo Hernández: “cospirazione per assassinare” relativa all’incidente del 24 febbraio del 1996 è un’infamia colossale e una inaudita scemenza. Sono anche troppi i precedenti di violazioni ripetute del territorio aereo cubano da parte di piccoli aerei che partono da Miami e che hanno perpetrato numerosi crimini da quaranta anni, includendo attacchi armati, sabotaggi, lanci di sostanze chimiche e batteriologiche. Tutto ciò venne ampiamente dimostrato durante il processo. Prima di quel 24 febbraio Cuba aveva avvertito che non avrebbe mai più tollerato incursioni illegali sopra il suo territorio. L’azione difensiva cubana davanti a coloro che ancora una volta violarono i confini dello spazio aereo, esattamente davanti alla capitale dell’Isola, erano in completo accordo con i diritti internazionali.
Indipendentemente da tutti i fatti anteriori Gerardo non aveva nulla a che spartire con la decisione presa dalle forze aere cubane, non partecipò in nessuna forma a quanto accade quel giorno. Accusarlo di omicidio di primo grado e imporre un secondo ergastolo è il colmo dell’infamia e della stupidità! Mai prima era stato condannato qualcuno così, senza testimoni, senza una sola prova, senza nemmeno allegare un’evidenza circostanziale.
La mafia terrorista e disperata riconobbe pubblicamente la sua sconfitta ma intensificò la sua virulenta e stridente campagna per intimidire il tribunale, mentre si avvicinava il termine del processo. In quell’ambiente la giuria pronunciò il verdetto.
Dopo aver annunciato con una rara precisione il giorno e il minuto esatto nel quale sarebbe stato pronunciato il verdetto, con incredibile rapidità, in poche ore, senza una domanda o un chiarimento, senza dubbi di sorta, il verdetto fu unanime i cinque vennero dichiarati colpevoli per tutti e per ognuno dei carichi pendenti.
Si deve aprire una parentesi rispetto alla giuria.
Dal momento del processo di selezione degli integranti la giuria subì le pressioni e le manovre che formano quell’ambiente di degrado presente in una città carente di legalità. Nemmeno i portavoce della controrivoluzione cercano di nasconderlo. Il 2 dicembre del 2000, per esempio, il Nuevo Herald, in un articolo intitolato “La paura di fare il giurato nel processo alle spie”, affermava: “La paura di una reazione violenta da parte del detto esilio cubano se un giurato decide di assolvere i cinque uomini accusati di essere spie per il regime dell’Isola, ha portato molti potenziali giurati a chiedere alla Sig. Lenard di esimerli dal dovere civico.” Si citava uno di questi cittadini che aveva dichiarato: ”Si! Ho paura per la mia sicurezza se il verdetto non piace alla comunità dei cubani americani...”
La paura non era infondata e i membri della giuria vivevano in una comunità che aveva vissuto poco tempo prima mesi di violenza e di disordini per colpa del gruppo di delinquenti che aveva sequestrato pubblicamente Elian González, un bambino di sei anni, sfidando con le armi le autorità federali, pestando sotto i piedi la bandiera degli Stati Uniti, distruggendo proprietà, portando il caos nelle strade, minacciando di bruciare la città... e nessuno era stato arrestato o portato in un tribunale. Si sapeva degli attacchi fisici e verbali, dalle minacce alle esplosioni di bombe contro coloro che avevano osato opinare in maniera differente da quelli che controllano il detto esilio. Tutto quello avvenne alla luce del sole, davanti alla telecamere del mondo intero. Quali cose potevano fare privatamente per ricattare e sottomettere una dozzina di persone terrorizzate?
La festa dopo il verdetto cominciò nella stessa sala del tribunale: baci, abbracci tra giudici e mafiosi, tutti insieme con gli ufficiali del FBI, terroristi, andarono nei bar e nelle cantine, nei locali delle organizzazioni controrivoluzionarie, inondarono le emittenti coi loro comunicati e, sempre tutti insieme, con le loro vergognose dichiarazioni e minacce contro tutti quelli che a Miami si oppongono alle loro ignobile posizione contro Cuba. Lo steso capo locale del FBI ricevette un omaggio pubblico da parte delle emittenti della “radio cubana” che ogni giorno invita apertamente ad atti di guerra e di terrorismo, in un perfetto coro con i più noti criminali.
Dal 26 giugno sino al 13 di agosto i cinque vennero nuovamente rinchiusi nel buco Non avevano commesso atti riprovevoli di sorta, nulla giustificava quella nuova violazione ai loro diritti e alla norme carcerarie: era solo un atto di stupida vendetta per castigare la loro fermezza, ma era anche una forma di tortura con il deliberato proposito di sfinirli e di impedire loro di prepararsi per affrontare l’ultima fase, quella finale del processo, la dichiarazione dei verdetti. I 17 mesi di isolamento iniziale dovevano rendere impossibile l’organizzazione della difesa; i 48 giorni di nuovo isolamento volevano impedire che i cinque si preparassero adeguatamente per la sola opportunità che avrebbero avuto di parlare direttamente in tribunale, davanti alla giuria. Per questo, quando dopo molti e insistenti reclami degli avvocati della difesa, vennero riportati in celle regolamentari le autorità non permisero loro di avere comunicazioni telefoniche, ritirarono quasi tutto ciò che loro apparteneva e i cinque ebbero solamente a disposizione una matita per scrivere. Cercarono di rendere loro impossibile la difesa e non volevano che venissero denunciati i crimini che si stavano commettendo contro quei cinque uomini.Originalmente la Giudice Lenard voleva sentenziare nel mese di settembre, ma avvenne il terribili attacco alle torri gemelle il giorno 11 e forse il suo fiuto la convinse ad allontanare da quella data quell’omaggio che persino lei, giudice residente a Miami avrebbe reso comunque ai veri terroristi. Si sentenziò in dicembre. I cinque uomini vennero condannati alle pene più severe possibili, non vennero considerate le attenuanti possibili suggerite, ma vennero accolte tutte le aggravanti proposte dall’accusa; l’eco dell’odio e i pregiudizi contro Cuba che avevano avvelenato tutto il processo vennero espressi chiaramente nelle parole pronunciate e nelle pene imposte. Gerardo Hernández: due condanne all’ergastolo più 15 anni.Ramon Labañino:unergasto più 18 anni.Fernando González:19 anni René González: 15 anni Antonio Guerrero: un ergastolo più 10 anni.
Le loro voci però non riuscirono a spegnerle. Il lungo, brutale e profondamente ingiusto periodo di isolamento non li indebolì. Nemmeno la tortura, le pressioni psicologiche, l’assenza dei familiari e degli amici: nulla spezzò il loro spirito indomabile. Carenti dei mezzi più elementari per organizzare le idee e per ordinarle, scrivendole, furono capaci di alzarsi al di sopra di tutta quella spazzatura che cercava di schiacciarli e pronunciarono queste formidabili dichiarazioni, racchiuse in questo libro. I cinque giovani, assai lontani da quella filistea tradizione degli USA che offre questa opportunità finale agli accusati affinché possano elemosinare con il pentimento la clemenza dei giudici, denunciarono e smascherarono i loro accusatori, misero in luce tutte le falsità e l’arbitrarietà di un processo manipolato sin dal principio e riaffermarono la loro assoluta fedeltà alla Patria, al popolo cubani, ai loro ideali. Gerardo è stato inviato nella prigione di Lampoc in California; Ramón a Beaumont, in Texas; Fernando a Oxford in Wisconsin; René a Loreto, in Pennsylvania e Antonio a Florence, in Colorado. Se si guarda la mappa degli Stati Uniti si comprende che sono stati selezionati cinque punti molto lontani e dispersi nella geografia di quel paese, per evitare ogni possibile comunicazione tra di loro, per rendere molto difficili le comunicazioni con le famiglie che risiedono a Cuba e con i diplomatici cubani che stando alle norme internazionali possono visitarli, ma che devono anche obbedire a limitazioni precise per i loro movimenti. Queste prigioni sono di massima severità e vi si inviano le persone che hanno commesso i peggiori crimini. Conoscendo la brutalità della quale sono capaci le autorità in luoghi come i centri federali di detenzione dove erano stati rinchiusi con altri detenuti in attesa di giudizio, è facile immaginare le crudeltà che devono sopportare nelle più dure prigioni degli USA. È particolarmente indignante e si deve denunciare con la massima energia il fatto che Washington, ignorando principi, norme e pratiche universalmente accettate, non riconosce lo status di prigionieri politici a questi cinque Eroi della Repubblica di Cuba. La scandalosa perfidia delle autorità statunitensi in questo caso pone in luce la loro autentica attitudine davanti a fatti di terrorismo e la totale ipocrisia dimostrata dopo l’l1 di settembre. I cinque eroici giovani cubani sono stati castigati esattamente perchè, al prezzo delle loro vite, avevano lottato contro il terrorismo. Coloro che li hanno privati della libertà li umiliano e li denigrano proprio perché i cinque hanno avuto il coraggio di affrontare noti criminali, creati e ancora protetti dalle stesse autorità. Ogni ora che trascorrono prigionieri in quell’inferno è un insulto alla memoria di coloro che perdettero la vita quell’11 settembre, vittime del terrorismo. È anche un’offesa per tutti coloro che credono nella dignità, nella decenza umana. Il popolo cubano non smetterà di lottare un solo istante sino a che i cinque verranno liberati e potranno ritornare alle loro case, nella loro Patria. Per ottenere questo è indispensabile la solidarietà di uomini e donne di buona volontà di tutto il mondo. I cinque discorsi riuniti in questo libro daranno al lettore un’idea dell’abnegazione, della nobiltà d’animo e dell’idealismo di Gerardo, Antonio, Ramón, Fernando e René. Sono discorsi che supereranno la prova del tempo. Milioni e milioni di persone leggeranno tutto ciò con emozione e gratitudine. Al di sopra dei rilevanti meriti di forma e contenuto, indubbiamente presentano (e divengono così più ammirabili) i ricordi delle terribili circostanze nelle quali vennero concepiti. In questi discorsi si trova la parte migliore dell’uomo, di ogni essere umano. Sono come un sole che nemmeno la nebbia più fitta può coprire.
Un sole che mai si spegnerà.
RICARDO ALARCÓN DE QUESADA
Presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular della Repubblica di Cuba
La Habana - 11 febbraio 2002
Per aver agito con dedizione esemplare, con dignità e fermezza il sacro dovere di difendere la Patria, di proteggerla dal terrorismo correndo grandi rischi per la propria vita, sopportando enormi sacrifici, nel luogo più ostile, aggressivo e corrotto, il 29 dicembre del 2001, in sessione straordinaria l’Assemblea Nazionale del Poder Popular ha deciso, su proposta del Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, di consegnare il titolo onorifico di Eroi della Repubblica di Cuba
a
Gerardo Hernández Nordelo - Ramón Labañino Salazar - Fernando González Llort
René González Sehwerert - Antonio Guerrero Rodríguez.
“Fate passare coloro che non temono la luce!”
Per approfondimenti sui 5 visitare www.SiporCuba.it

No. 58733-004 FCI TERRE
Cinque Eroi: La causa di un popolo
Di Alfredo Boada*
Considerati eroi per coloro che furono salvati dalla morte in attentati e sabotaggi organizzati contro Cuba, i cinque antiterroristi cubani incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti otto anni fa, rappresentano tutto un popolo.
Per i cubani, la causa dei cinque lottatori antiterroristi sostenta il diritto che hanno di difendersi dai multipli attacchi terroristi organizzati dagli Stati Uniti contro il loro paese.
Dal trionfo rivoluzionario del 1959, Washington promosse tutti i tipi di attività per abbattere la Rivoluzione cubana. Invasioni, blocco economico, finanziario e commerciale, sabotaggi, incendi, assassini, guerra chimica e batteriologica ed isolamento diplomatico.
Per organizzare la sua difesa, Cuba ebbe bisogno di conoscere i piani dei suoi nemici ed anticipare i propositi aggressivi contro di lei. I Cinque, come sono conosciuti dalla campagna internazionale che reclama la loro liberazione -Fernando González, René González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Gerardo Hernández-, furono condannati in un giudizio truccato, celebrato nella città di Miami.
Erano stati catturati dalle autorità nordamericane il 12 settembre 1998 perché infiltrarono ed intorpidirono azioni terroristiche dei controrivoluzionari di origine cubana, che vivono a Miami, causanti della morte di più di tre mila persone in 47 anni.
Gli antiterroristi cubani furono sanzionati duramente in un processo illegittimo e carente di obiettività e garanzie, in un luogo dove è impossibile selezionare una giuria imparziale per qualunque caso vincolato col popolo di Cuba.
Hernández ha ricevuto due ergastoli, Guerrero e Labañino un ergastolo ognuno, mentre Fernando e René Gonzalez furono condannati a 19 e 15 anni, rispettivamente. Sui Cinque fu versato tutto l'odio irrazionale della controrivoluzione cubano-americana di Miami e del Governo degli Stati Uniti contro Cuba.
Furono separati e posizionati in carceri di alta sicurezza. A due di loro è negata la visita delle mogli, in detrimento delle leggi nordamericane e delle norme internazionali. Nelle carceri nordamericane, i Cinque hanno sofferto condizioni carcerarie inumane, perfino certi tipi di celle di punizione, che violavano gli accordi internazionali.
Loro rimangono imprigionati negli Stati Uniti, nonostante il 9 agosto 2005 un pannello della Corte di Appello dell'Undicesimo Circuito di Atlanta decise all'unanimità di revocare le condanne. Nella sua decisione, la Corte ammise le prove presentate dalla difesa, rispetto ad azioni terroriste realizzate contro l'Isola.
Questi fatti si sommarono ad una dichiarazione previa del Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dei diritti umani dell'ONU, che fustigò l'illegale incarceramento ed ha esatto la liberazione immediata.
In virtù di tali pronunciamenti, le autorità cubane sostengono che i Cinque antiterroristi rimangono sequestrati da Washington, che prolunga un processo giudiziale assurdo. La Casa Bianca, discorde con la disposizione iniziale della Corte di Appello, sollecitò la riconsiderazione di questa sentenza unanime per il plenum di 12 magistrati di quell'istanza.
Giusto ad un anno della decisione unanime che annullò il giudizio e revocò le condanne imposte ai Cinque, la Corte di Atlanta riconsiderò la sentenza emessa il 9 agosto 2005, in una decisione considerata dagli esperti della giurisprudenza come infame ed insolita.
Il caso dei cinque cubani incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti per combattere il terrorismo contro Cuba ed altri paesi continua come un tema di taglio politico per l'amministrazione nordamericana.
*L’autore è giornalista di Prensa Latina

53 Parlamentari svizzeri reclamano la libertà dei Cinque cubani al governo degli Stati Uniti
Prensa Latina) 53 parlamentari del Parlamento Svizzero e di tutti i Partiti hanno firmato una lettera diretta all'Ambasciatore degli USA in Svizzera, nella quale si esige che gli dia dettagliate informazioni sui Cinque cubani incarcerati negli USA, perché si realizzi un giusto processo e che si applichino tanto le leggi nordamericane come quelle internazionali.
Di seguito riportiamo il testo completo:
“Sua Eccellenza, Stimato Sig. Ambasciatore Peter R. Conewaz, Gli USA si trovano tra i più importanti soci commerciali della Svizzera. Congiuntamente portiamo a termine un importante scambio nel campo della scienza. Per molti svizzeri, gli USA sono ancora il paese delle possibilità illimitate, perché gli USA si presentano davanti al mondo come la nazione della libertà e della democrazia.
Noi, membri del Parlamento Svizzero abbiamo ricevuto l'informazione che nel vostro paese si trovano Cinque cubani in prigione, e che fino ad ora non hanno avuto un processo che risponda allo standard internazionale.
Si tratta dei seguenti cittadini cubani:
Antonio Guerrero
Gerardo Hernandez
Rene Gonzalez
Fernando Gonzales
Ramón Labañino
Brevemente sulla loro storia:
In giugno del 1998, le Autorità Cubane trasmisero all’FBI l'informazione fornita dai Cinque cubani, con l'obiettivo che gli fosse dato un seguito penale. I Cinque riuscirono ad evitare più di 170 attentati. Invece di procedere contro i terroristi negli USA, le Autorità degli USA procederono contro i Cinque cubani che furono catturati il 12 settembre e processuali davanti ad un Tribunale a Miami.
Dopo essere stati in dure condizioni di isolamento, i Cinque cubani si trovano attualmente in cinque carceri differenti negli USA.
I loro famigliari, specialmente, le loro mogli non hanno ricevuto fino al momento il diritto alle visite. Il procedimento futuro dopo i giudizi di appello non è per niente chiaro.
Per noi è incomprensibile perché gli USA non hanno applicato a questi cinque carcerati né le proprie leggi nordamericane, né le leggi internazionali in materia di diritti umani.
Le nostre domande critiche si basano, tra le altre, sui seguenti dati:
Il Gruppo di Lavoro dell'ONU sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dei diritti umani a Ginevra pubblicò il 27 maggio 2005 la sua sentenza in relazione coi Cinque cubani. Nella sua relazione No. 19/2005 dice: “La detenzione dei Cinque carcerati cubani è “una violazione dell'articolo 14 della Convenzione Internazionale su Diritti Civili e Politici e risponde secondo l’investigazione del caso al Gruppo di Lavoro Categoria III delle categorie applicate.”
Inoltre, abbiamo saputo l'opinione dell'anteriore collaboratore del Generale Colin Powell, Lawrence Wilkerson che parla di numerose ingiustizie nel caso dei Cinque cubani.
Quindi, chiediamo al Governo degli USA che offra il suo criterio su quanto espresso e ci dica perché non si applica la legge.
Inoltre chiediamo che il Governo degli USA e la sua giustizia si preoccupi per il destino di questi Cinque carcerati e gli faciliti un processo corretto. Speriamo in una rapida risposta.
Distintamente e saluti cordiali
Rappresentanti del Parlamento Svizzero

ANTONIO GUERRERO RODRÍGUEZ ANTONIO
No 58741-004 Indirizzo USP FLORENCE PO BOX 7500 5880
State HWY 67 South Florence, CO 81226
Telf.: 719-784-9454 Fax: 719-784-5157

FERNANDO GONZÁLEZ LLORT (RUBÉN CAMPA)
No. 58733-004 FCI TERRE HAUTE
P.O. BOX 33 TERRE HAUTE, IN 47808

GERARDO HERNÁNDEZ NORDELO (MANUEL VIRAMONTES)
No 58739-004 Indirizo USP Victorville PO BOX 5400
13777 Air Expressway Road Adelanto, CA 92394
Telf: 760-530-5000

RAMÓN LABAÑINO SALAZAR (LUIS MEDINA)
No 58734-004 Indirizzo usp beaumont PO BOX 26035
Beaumont TX 77720,
Telf.: 409-727- 8188 Fax: 409-626-3700

RENÉ GONZÁLEZ SEHWERERT
No 58738-004 Indirizzo FCI Edgefield PO BOX 725,
Edgefield, South Carolina 29824