GIUSTIZIA E LIBERTA' PER I CINQUE EROI CUBANI.

Questo spazio e 'dedicato alla lotta e al sostegno per la giustizia e la libertà  dei 5 Patrioti antiterroristi cubani,di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labanino ingiustamente incarcerati negli USA da oltre 12 anni, con la sola colpa di essersi penetrati nei gruppi terroristi di Miami col fine di difendere preventivamente il popolo cubano e non solo da attentati e criminali aggressioni progettate della mafia cubana di Miami sempre sostetunute dai suoi complici nel governo USA. 10 ,100, 1000,..blog's a sostegno dei Cinque e della rivoluzione Cubana. Blog di Maurizio (alias Sandino )- gruppo amici di Cuba Piombino/isola d'Elba/alta Maremma Toscana

Ufficio ONU diritti umani segue il caso dei Cinque cubani /Procuratore venezuelana cerca appoggio..

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Ufficio ONU dei diritti umani segue il caso dei Cinque cubani

L'Avana, 20 gen (Prensa Latina) L'Ufficio dell'Alto Delegato delle Nazioni Unite per i diritti umani continuerà osservando da vicino la situazione dei Cinque cubani condannati a lunghe pene negli Stati Uniti, come informa una lettera divulgata dalla Cancelleria. Il Ministero degli Affari Esteri dell'isola pubblicò la risposta di questa entità dell'ONU ad un documento inviato dal rappresentante permanente di Cuba davanti alle Nazioni Unite a Ginevra, sul caso di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.

Nella risposta dell’alta commissaria per i diritti umani, Navanethem Pillay, si riflette inoltre il compromesso di seguire la situazione particolare di Renè, che per obbligo delle autorità statunitensi deve rimanere tre anni in più nella nazione settentrionale sotto il regime di libertà vigilata dopo essere stato scarcerato in ottobre e nonostante il suo desiderio espresso di tornare a Cuba con la sua famiglia.

Continuerò anche insistendo personalmente davanti alle autorità statunitensi ed a beneficio delle mogli di Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez affinché sia permesso loro visitare i rispettivi mariti”, ha aggregato Pillay.

Washington ha negato in maniera reiterata alle mogli di questi antiterroristi il visto affinché possano visitarli, posizione denunciata da attivisti ed organizzazioni nei quattro confini del pianeta.

L’alta commissaria ringrazia nella sua missiva la lettera del 22 novembre su I Cinque e la Dichiarazione finale del VII Colloquio Internazionale per la loro liberazione, forum sviluppato alla fine dell'anno scorso nell'orientale provincia cubana di Holguin con delegati di quasi mezzo centinaio di paesi.

Più di una decina di premi Nobel, diverse organizzazioni ed una quantità crescente di persone nel pianeta reclamano agli Stati Uniti la fine di quello che qualificano un’norme ingiustizia.

Messaggi e cartoline inviate al presidente Barack Obama, l'uso delle reti sociali e la collocazione di cartelli in zone centrali in varie nazioni sono alcuni dei metodi per esprimere l'appoggio alla causa dei Cinque.

Ig/wmr

Procuratore generale venezuelana cerca appoggio per la liberazione dei Cinque cubani

L'Avana, 23 gen (Prensa Latina) La Procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega, annunciò che inviterà altri colleghi dell'America Latina e della Spagna per sommarsi alle richieste per la liberazione dei Cinque cubani condannati negli Stati Uniti. Ortega ha detto che esorterà altri procuratori generali ad inviare lettere al segretario statunitense di Giustizia, Eric Holder, col proposito di fare pressione al mandatario Barack Obama affinché permetta il ritorno a Cuba dei cinque uomini, detenuti dal 1998.

In un incontro a L'Avana con familiari dei Cinque cubani la rappresentante pubblica venezuelana annunciò la remissione di un articolo sul tema al periodico The New York Times.

L'idea è generare una matrice di opinione tenendo in conto la poca diffusione del caso sulla stampa di questo paese, ha detto una notizia del telegiornale informativo.

Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez (questo ultimo in libertà vigilata dall’ottobre scorso) furono condannati a pene di carcere che includono il doppio ergastolo.

Quando furono arrestati nel settembre del 1998 in Miami stavano monitorando alcune azioni di gruppi violenti di esiliati nel sud della Florida.

Ig/ro

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Cancelleria cubana divulga la replica ignorata per le accuse del Washington Post

 

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Cancelleria cubana divulga la replica ignorata per le accuse del Washington Post

L'Avana, 17 gen (Prensa Latina) La Cancelleria di Cuba ha divulgato una lettera-replica ignorata da The Washington Post in risposta ad un editoriale pubblicato da questo giornale statunitense che tergiversa fatti relazionati con i Cinque cubani. Si annette lettera (versione integra) in risposta all’editoriale del 31 dicembre. La lettera, firmata dal Secondo Capo di Missione ed inviata in versione riassunta, non è mai stata pubblicata da questo quotidiano, segnala la nota.

The Washington Post discusse in un editoriale la sanzione imposta al cittadino statunitense Alan Gross, condannato per aver violato le leggi cubane.

Desideriamo mettere in chiaro che l'accusato non è stato giudicato e condannato per un supposto lavoro umanitario consociato ad aiutare la comunità ebrea in Cuba per collegarsi ad internet, perché le sinagoghe avevano accesso alla rete molto prima del suo arrivo”, spiega la Sezione di Interessi de L'Avana a Washington.

Il signore Gross - aggiunge nel testo – ha violato le leggi cubane e si dedicava ad attività segrete, perché il Governo degli Stati Uniti lo contrattò per sviluppare programmi federali che attentavano all'ordine costituzionale del nostro paese.

Inoltre, la lettera divulgata dalla Cancelleria dell'isola critica la parte dell'articolo che cerca di giustificare la reclusione di Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, Cinque cubani condannati per essersi infiltrati nei gruppi violenti che in Miami operano con impunità contro il loro popolo.

La Sezione di Interessi di Cuba mette in chiaro che si stanno ingannando i lettori quando i Cinque cubani imprigionati negli Stati Uniti vengono presentati come spie infiltrate in installazioni militari del Sud Florida invece che antiterrosti infiltrati per tentare di evitare attacchi terroristi contro Cuba.

Nella missiva inviata a questo giornale, si ricorda inoltre che la liberazione dei Cinque è stata chiesta da 11 premi Nobel e varie organizzazioni internazionali dalla loro cattura nel 1998.

Sollecito The Washington Post a tenere in considerazione gli argomenti esposti ogni volta che si pronunci su questi temi”, conclude la Sezione di Interessi di Cuba nella replica ignorata.

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Ig/wmr

Antonio Guerrero, uno dei Cinque, è stato trasferito di prigione /Esposizione di dipinti di Tony

 

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Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani, è stato trasferito di prigione

Washington, 13 gen (Prensa Latina) Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani confermò che uno dei lottatori antiterrorista condannati negli Stati Uniti, Antonio Guerrero, è stato trasferito nella prigione di Marianna, in Florida. Riceviamo un messaggio di Antonio con la sua nuova direzione carceraria. Finalmente è stato trasferito da Florence, in Colorado, alla prigione Federale di Marianna, in Florida, precisa un comunicato del gruppo solidale con Cuba.

Antonio vuole fare sapere a tutti gli amici che è stato sempre accompagnato dalla solidarietà in questi giorni di isolamento. La lotta per la libertà di Antonio ed i suoi quattro fratelli di causa continuerà fino all'unico destino che accetteremo: il ritorno a Cuba, aggrega la nota pubblica.

Ieri si è inaugurata a Seattle un’esposizione di pitture di Antonio, nella Galleria M. Rosetta Hunter, situata nel centro di Seattle nel campus principale del Seattle Community College, 1701 Broadway. La mostra resterà aperta fino al 10 febbraio.

Ken Matsudaira, direttore e curatore della galleria, ha lavorato diligentemente per preparare l’esposizione. Lui dice, “siamo molto entusiasmati di potere essere anfitrioni dell’arte di Antonio per arrivare alla comunità col poderoso messaggio delle sue pitture e raccontare la storia dei Cinque Cubani. Ci sentiamo privilegiati di accogliere la sua arte”. Inoltre, Matsudaira ha risaltato alcuni dei poemi di Antonio nell’esposizione.

John Martinez, organizzatore dell’esposizione e membro del Comitato dei diritti umani e Civili della Federazione Americana dei Maestri, dice, “la nostra speranza è che una volta che i nostri membri della facoltà, personale, studenti e pubblico in generale siano coscienti della storia di Antonio, come quella degli altri, cerchino tutti i modi di aiutare i Cinque Cubani a vincere l’ingiustizia.”

Esposizione di dipinti di Tony Guerrero

Luis René Brizuela Brínguez

La Federazione Americana dei Maestri di Seattle, Stato di Washington, ha auspicato un’esposizione di dipinti di Antonio Guerriero - Tony - uno dei cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti.

La mostra "Desde mi Altura" è esposta nella galleria M. Rosetta Hunter situata nel campus principale del Seattle Community College, e resterà aperta sino al 10 febbraio.

La notizia è stata accompagnata da un’amplia divulgazione nei quattro campus dell’ università e si effettueranno vari programmi nella galleria, dice un comunicato dell’organizzazione.

La sezione locale del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque ha distribuito volantini durante l’inaugurazione e il Consiglio Centrale del Lavoro ‘Martin Luther King’ che rappresenta 130 sindacati locali, ha informato i suoi circa 75.000 iscritti sull’esposizione.

Questa mostra è una maniera di rompere la censura che i media della comunicazione mantengono sulla causa dei Cinque Patrioti cubani, e siamo molto contenti d’essere gli anfitrioni dell’arte di Tony, per giungere alla comunità con il forte messaggio dei suoi dipinti e di raccontare la storia dei Cinque cubani”, ha detto Ken Matsudaira, direttore della galleria e curatore della mostra.

Alcuni giorni prima del suo attuale trasferimento in un carcere di transito, in attesa della sua nuova e ancora sconosciuta destinazione, Tony ha ringraziato per l’appoggio dato a Cuba e per l’attenzione e il patrocinio ai suoi dipinti.

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Negli USA denunciate bugie sul caso dei Cinque

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Negli USA denunciate bugie sul caso dei Cinque

Washington, 9 gen (Prensa Latina) Il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque Cubani, catturati negli Stati Uniti nel 1998, ha denunciato oggi un editoriale del quotidiano The Washington Post, che mente sul lavoro che realizzavano i lottatori antiterroristi in questo paese settentrionale. Nel suo sito web, l'organizzazione  ha criticato un articolo divulgato dal giornale il 31 dicembre scorso, nel quale si cerca di giustificare l'ingiusta punizione applicata contro i Cinque, cioè Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez.

Come hanno spiegato, l’editoriale disistima l'appoggio mondiale verso la causa dei cinque cubani, quattro dei quali affrontano ingiuste condanne, mentre Renè, il primo nel compiere la pena, dovrà rimanere in territorio settentrionale, altri tre anni, sotto libertà vigilata.

Inoltre hanno precisato che The Washington Post invalida l'opinione degli artisti, intellettuali, Premi Nobel e perfino quella dell'ex presidente Jimmy Carter, che patrocinano per la libertà dei Cinque.

Antonio, Renè, Fernando, Ramon e Gerardo furono imprigionati più di 13 anni fa per monitorare i lavori dei gruppi terroristi che pianificavano atti contro i popoli di Miami, cubani e statunitensi.

Eccetto Renè che ha già compiuto la sua punizione, il resto affronta lunghe condanne di perfino due ergastoli più 15 anni, come è il caso di Gerardo Hernandez.

Tra i Premi Nobel che appoggiano la causa ci sono Wole Soyinka, Nadine Gordimer, Desmond Tutú, Rigoberta Menchú, Adolfo Perez Esquivel, Josè Saramago, Harold Pinter, Zhores Alfiorov, e Günter Grass.

Alla domanda di libertà si unirono migliaia di intellettuali, come Noam Chomsky, Oscar Niemeyer, Mario Benedetti, Harry Belafonte, Pablo Gonzalez Casanova, Ernesto Cardenal, Thiago de Mello, Danny Glover, Eduardo Galeano, Alice Walker, Manu Chao, Atilio Boron, Ignacio Ramonet, Gianni Minà, Frei Betto e Miguel Bonasso.

 

Ig/sc

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Paraguay chiede a Obama la libertà  per i 5- Epifania Sit in per i 5 a Roma in P.zza Navona

 

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Lettera dal Paraguay chiede ad Obama di liberare gli antiterroristi cubani

Asuncion, 6 gen (Prensa Latina) La titolare del Comitato per la Liberazione dei Cinque in Paraguay inviò una lettera al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in richiesta della libertà dei Cinque antiterroristi cubani condannati e catturati negli Stati Uniti da più di 13 anni. Il documento, firmato da Ligia Prieto, si somma al clamore mondiale in solidarietà con Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.

Inoltre, Renè Gonzalez uscì da prigione dopo aver compiuto con la sua ingiusta condanna il passato ottobre, ma da allora rimane in libertà vigilata, per decisione di una giudice di Miami.

Il testo menziona il Preambolo della Dichiarazione Universale dei diritti umani ed esorta Obama a concedere quello che è sollecitato nella lettera, con grande spirito umanitario.

Prieto chiede al mandatario statunitense che in uso delle sue attribuzioni, prenda l'umana e fraterna decisione di liberare i Cinque cittadini cubani affinché possano ritornare in seno delle loro famiglie.

La presidentessa del Comitato per la Liberazione dei Cinque invoca i sogni di Abraham Lincoln per il ritorno degli eroi caraibici alla loro patria, dove li aspettano con speranza le loro famiglie, il popolo cubano e dai nostri paesi i popoli del mondo.

Ricorda nella sua lettera l'articolo tre della Dichiarazione Universale dei diritti umani, che segnala che “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della sua persona”.

Dalla vostra eccellenza dipende il compimento di questo supremo mandato, glielo chiediamo dal Paraguay”, si sottolinea nella missiva.

Ig/jcd

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Il 5 per i Cinque

Sit-in con volantinaggio a Piazza Navona, a Roma

Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ha riaperto in Italia la Campagna Internazionale il 5 per i Cinque

Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque riavvia per il 2012 in Italia la Campagna Internazionale “Il 5 per i Cinque”, con un’iniziativa di lotta e d’informazione a Piazza Navona, a Roma, luogo di grande afflusso di cittadini per la tradizionale festa dell’Epifania.

Con la partecipazione di decine di compagni dell’associazione e della rivista Nuestra America, del circolo d’Italia –Cuba di Roma ‘A. Mella, e di Radio Città Aperta, è stato fatto nell’affollatissima piazza un sit-in con un volantinaggio, dando dettagliate notizie ai tanti presenti sul caso dei 5 agenti dell’antiterrorismo cubano detenuti ingiustamente da oltre 13 anni nelle carceri statunitensi, e quella che il governo di Washington,vorrebbe far passare per una " buona azione ", cioè gli arresti domiciliari per tre anni dati a Renè Gonzáles, da scontare nella città di Miami, conoscendo perfettamente i rischi che corre vivendo nella città della mafia cubano- americana.

Tanti cittadini hanno chiesto informazioni su tale annosa e sconcertante vicenda dimostrando interesse partecipato, e calorosa è stata la solidarietà avuta dai compagni dello stand palestinese.

I tanti partecipanti all’iniziativa si sono poi diretti verso la vicina piazza con la famosa statua di Pasquino, dove hanno voluto simbolicamente apporre la poesia di seguito riportata in solidarietà ai 5 fratelli cubani:

Anvedi che viavai

ner giorno de la vecchia co’ la carza,

e ner periodo de li guai…

tutti ne ‘sta piazza!

a Navona oggi ce stanno puro certi

che vonno l’attenzione:

sui Cinque lo striscione c’hanno aperto,

e ner core la cubana Rivoluzione.

Se fanno la foto coi compagni

de la Palestina e de la militanza,

perché co’ quelli che ce magni

ce condividi la sostanza!

e a ‘sto punto, pe annà a chiude,

je lo dico ar più, quello tipo santo:

a Papa, so’ Pasquino, nun me delude!

libertà e giustizia nun se ponno buttà ar vento!”

Il muro di silenzio che era stato tirato su Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, Gerardo Hernández, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero, come tutti i muri sta crollando e in tutte le parti del mondo cresce la solidarietà attorno a loro, chiaro simbolo d’integrità umana ed esempio delle crescenti lotte dei movimenti della sinistra di classe nel mondo. Abbiamo partecipato nel novembre scorso al VII Convegno Internazionale per la liberazione dei Cinque Eroi e contro il terrorismo, congiuntamente a 413 delegati,

provenienti da 50 paesi del mondo, e da tutti si è levato un grido: liberateli!

Sempre in prima fila con iniziative di informazione e di lotta!

Liberateli !

Comitato Italiano Giustizia per i 5, con la partecipazione dell’Associazione e rivista Nuestra America, del circolo di Italia –Cuba di Roma ‘A. Mella’ e di Radio Città Aperta.

Ancora auguri dall’Italia

In questa data, che celebra il 53° anniversario del trionfo della Rivoluzione Cubana, vi giungano i nostri più cari auguri, riaffermando una volta ancora, la nostra volontà di difendere la Rivoluzione Cubana e di batterci per la liberazione dei Cinque cubani detenuti ingiustamente negli Stati Uniti.

Per il Circolo di Roma dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Il segretario

Marco Papacci.

 

Antonio Guerrero sarà  trasferito

 

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Antonio Guerrero sarà trasferito

USA, 5 gen (Prensa Latina) Uno dei Cinque cubani, prigionieri politici dell’impero, Antonio Guerrero sarà trasferito di prigione; non si conosce ancora il suo destino finale, oggi stesso volerà verso Oklahoma. Di seguito pubblichiamo la lettera che lui stesso inviò ai militanti della solidarietà, che lottiamo senza paura e senza vacillare per la libertà dei Cinque cubani: “Cari amici:

Oggi ho inviato le mie appartenenze, senza grandi contrattempi.

È possibile che domani cominci il mio viaggio verso il destino finale, che nonostante ignoro.

Irrimediabilmente, avrò un soggiorno nel Centro di Transito dell’Oklahoma. Non so se mi facciano lo stesso ricevimento delle volte anteriori, dove mi hanno ubicato in “un luogo di ritiro”. Magari, almeno, possa vedere la ragazza che distribuisce le medicine.

Comunque, vi porto nel mio cuore e non appena avrò un momento di tempo ritornerò a scrivervi.

So che ci sarà domani in tutto il mondo un 5 per i 5 come un grosso sforzo per la nostra libertà. In ciò starò pensando specialmente se mi tocca “andare sulle nuvole”, cosa che non mi piace, ma saprò vincerla, soprattutto pensando al vostro amore.

Cinque abbracci.

Vinceremo!

Tony

4 gennaio 2012

FCI Florence

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I 5 sulle cime delle Ande-Più vicino che mai il momento in cui Tony Guerrero ballerà  con Mirta

 

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Libertà per i Cinque, già!

Il Caso dei Cinque sulle cime delle Ande

Nella Cordigliera Centrale delle Ande, in Perù - a 4.880 metri sul livello del mare – è stata posta una bandiera con un cartellone che chiede giustizia dal presidente Obama per il caso dei Cinque cubani antiterroristi, prigionieri negli Stati Uniti

I 7 camminanti che hanno collocato la bandiera, hanno scalato la montagna per 4 giorni, per giungere in questo punto tra le cime innevate del Perù, con l’obiettivo d’esigere il definitivo ritorno in Patria di René, Fernando, Antonio, Ramón e Gerardo.

Gustavo Espinoza, presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà con i Cinque, ha ringraziato e si è complimentato con i camminanti per la loro prodezza ed ha aggiunto che loro “sono motivo d’orgoglio in Perù, per il loro gesto di solidarietà con una lotta che è diventata una causa per il mondo intero.

Per coronare la loro meta, i camminanti hanno percorso nell’ultima giornata 42 chilometri in cinque ore, dalla città mineraria di La Oroya. (Traduzione Granma Int.).

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Sorella Di Tony Guerrero sempre impegnata sulla causa de cinque al VII coloquio di Holguin

Più vicino che mai il momento in cui Tony Guerrero ballerà con Mirta

L’Avana, 30 dic (Prensa Latina) Mirta sta per celebrare il suo 80° compleanno. Il regalo col quale ha sognato durante gli ultimi anni è che suo figlio Tony stesse in libertà per questa occasione, e l'accompagnasse come compagno di ballo quel giorno. Confessa che Tony è un buon ballerino, benché non abbia potuto esercitarlo durante i 13 anni di ingiusta e dura reclusione nelle carceri nordamericane.

Sono sicura che non mi defrauderebbe se l'invito ad un tango, che lui sa che è il mio forte”, afferma.

Anche lui si è preparato per accompagnare la sua cara madre nei suoi 80 anni, stia o no al suo fianco fisicamente, quel giorno. Benché difficilmente qualcosa possa impedire che le loro anime quel giorno stiano abbracciate, nonostante i cancelli siano molto lati, dure le sbarre e distanti le prigioni sotterranee dove si sono dati gli ultimi baci ed abbracci, vigilati e controllati fino alla sazietà, specialmente Mirta che atterrisce i carcerieri con la sua carica di amore e resistenza, che non ha un'altra paura che non sia quella di non poter avere la forza, o magari la vita, per il momento in cui suo figlio potrà dedicargli in libertà il prossimo ballo.

Se Tony cantò con tutti i cubani il 2 dicembre, più vicino che mai è il momento in cui ballerà con Mirta e con Cuba.

Ig/www.cubadebate.cu

 

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Madre e sorella di Tony  Guerrero a Buaguano nel VII coloquio de Holguin

Antonio Guerrero: dieci anni fa

 

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Antonio Guerrero: dieci anni fa

USA, 28 dic (Prensa Latina) Di seguito pubblichiamo un’emotiva lettera scritta da uno dei Cinque cubani, Antonio Guerrero, che ricorda il giorno in cui gli dettarono l’ingiusta sentenza che lo rendeva colpevole di accuse inventate, trasformandolo in un prigioniero politico dell’impero più assassino che il genero umano abbia conosciuto. “Cari amici:

è passata esattamente una decade da quando in una sala della Corte di Miami la giudice Lenard mi impose una sentenza di vita erronea.

Quante cose erronee sono successe fino ad arrivare a quel giorno in quella sala?, mi domando.

Erroneo fu cercare lì una giuria imparziale dove non avrebbe potuto esserci mai.

Erroneo fu non permetterci di avere accesso alle nostre prove, classificandole come documenti segreti e rinchiudendoli in un secondo buco, dove poche volte abbiamo potuto leggerle coi nostri avvocati.

Erroneo fu decidere che solo una parte di queste prove, quella che determinò il governo, fosse quella che si potesse usare in quella sala.

Erroneo fu ostacolare che usassimo la fondamentata teoria di necessità che dimostrava le ragioni che ci portarono a fare la nostra attività senza registrarci.

Erroneo fu permettere impunemente tutti gli atti di una condotta corrotta dei pubblici ministeri e di molti dei suoi testimoni.

Erronea fu ogni condanna imposta ai miei fratelli, che ebbi l'onore di vedere ergersi nelle loro parole sincere e degne, e ricevere con interezza le maggiori e più enormi condanne.

Erroneo, infine, fu avere fatto il “giudizio” più lungo che si sia visto in quei Parlamenti, dove non potremmo ricevere mai giustizia, dopo averci negato un cambiamento di sede ad una città che si trova a poche ore di lì.

Quell'errore lo corroborò un pannello di tre giudici dell'Undicesimo Circuito di Appello di Atlanta, in forma unanime, dopo tre anni di analisi di tutti gli argomenti del nostro appello diretto, e dare il suo verdetto nel 2005.

Lì, in mezzo al temporale perfetto, in quella Sala della Corte di Miami, è la nostra ultima risorsa legale, l’Habeas Corpus, nelle mani di quella stessa giudice Lenard che ci ha fatto stare, per un suo errore, in uno dei più violenti penitenziari di questo paese per otto anni e mezzo.

Ci sono cose che uno è capace di vincere, ma mai di dimenticare, benché non albergassimo mai nei nostri cuori un apice di rancore.

Con l'amore e l'amicizia, Vinceremo!

Cinque abbracci.

Antonio Guerrero Rodriguez

27 dicembre 2011

FCI FLORENCE

Ig

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In Salvador esigono“Non più Natale senza i Cinque”

 

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In Salvador esigono“Non più Natale senza i Cinque” 

San Salvador, 26 dic (Prensa Latina) Comunità ecclesiali di base, sacerdoti, invalidi di guerra ed organizzazioni solidali salvadoregne hanno reclamato ieri agli Stati Uniti l'immediata libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani condannati in questo paese da più di 13 anni. La richiesta è stata presentata nella messa “Non più Natale senza i Cinque”, celebrata nella monumentale cripta dove riposano i resti dell'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero, contigua alla Cattedrale di San Salvador.

L'eucaristia è stata celebrata dal sacerdote Pedro Decler che ricordò che questi Cinque fratelli, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, stavano tentando solo di evitare il terrorismo.

Il padre Decler ha affermato che la celebrazione era anche dedicata per ringraziare della tanta solidarietà di Cuba, un paese – ha sottolineato - che da più di 50 anni è la speranza dei poveri del continente. È un grazie di Dio.

Alla messa hanno assistito centinaia di persone che hanna riempito il gran salone della cripta, costruita nel 1996 per iniziativa della comunità ecclesiale di base per la canonizzazione di quello che chiamano San Romero dell'America, assassinato dagli squadroni della morte nel 1980.

Il sacerdote ha chiesto ai fedeli di firmare una lettera diretta al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per sollecitarle la libertà degli antiterroristi.

Liberandoli rimarrà nelle sue mani il diritto di essere ricordato nella storia per fare una vera giustizia, esprime nel testo, che ricorda che Obama ha visitato la tomba di Romero, dove ha acceso una candela il 23 marzo di questo anno.

Immediatamente si sono formate file di decine di persone per sottoscrivere la missiva, in vari luoghi improvvisati dai presenti nella messa.

L'ambasciatore di Cuba, Pedro Pablo Prada, ha ringraziato gli organizzatori della messa e le centinaia di partecipanti e per la solidarietà col suo paese ed il loro permanente appoggio alla causa della libertà dei Cinque.

Ha ricordato che contro di loro si è accanito tutto l'odio dell'impero statunitense per tutta l'opera di giustizia della Rivoluzione cubana, in vigilia di compiere il 53° anniversario del suo trionfo.

Ig/rl

àˆ cresciuta la solidarietà  mondiale con Cuba nel 2011-Gruppo USA dialoga con familiari dei 5

 

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È cresciuta la solidarietà mondiale con Cuba nel 2011

16 dicembre '11 - Martha Andrés www.granma.cu

Il 2011 è stato un anno di rafforzamento della solidarietà mondiale con Cuba e il suo processo rivoluzionario, ha affermato la presidentessa dell’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli, Kenia Serrano.

L’appoggio internazionale si esprime nell’appoggio alla lotta contro il blocco statunitense e per la liberazione dei Cinque combattenti antiterroristi cubani, prigionieri politici negli Stati Uniti dal 1998.

Nonostante gli ostacoli imposti dalla giustizia statunitense, esprimiamo in numerosi scenari la volontà di Cuba di continuare la campagna per il ritorno di Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González, Ramón Labañino e René González”, ha detto.

In questo senso dobbiamo segnalare l’adesione alla causa dei Cinque di figure importanti, come 10 Premi Nobel e l' ex presidente statunitense James Carter, che ci ha visitati nel mese di marzo scorso.

Durante questo periodo sono venute a Cuba 13 brigate di solidarietà che hanno partecipato con noi ad avvenimenti importanti per la vita del paese, in mezzo al processo d’attualizzazione del modello economico”, ha sottolineato.

Un fatto significativo è stata la partecipazione di 1100 amici di 43 paesi, allo svolgimento del VI Congresso del Partito Comunista, realizzato dal 16 al 19 aprile e per il Primo Maggio.

Un altro momento importante è stato il VII Colloquio Internazionale per la Liberazione dei Cinque, nel quale abbiamo visto la presenza di 300 delegati di 50 paesi e sono state proposte nuove iniziative per far conoscere la realtà del caso al popolo statunitense.

Un altro avvenimento importante nell’anno che finisce è stata la realizzazione del VI Incontro Continentale di Solidarietà con Cuba, al quale hanno partecipato delegati di 28 paesi, includendo Stati Uniti, Portorico e Canada.

I cubani hanno manifestato la loro solidarietà con i popoli fratelli”, ha detto Kenia Serrano, che ha ricordato l’appoggio dell’isola per la creazione dello Stato palestinese, la liberazione di Portorico e il rispetto dei diritti del popolo saharaui.

Chi dà e riceve solidarietà ha il diritto di sentirsi orgoglioso in questo 2011 Cuba può essere contenta per le mostre d’appoggio degli amici in tutto il mondo, che continueranno a moltiplicarsi nel prossimo anno”, ha considerato ancora. 

Gruppo statunitense dialoga con familiari dei Cinque

L'Avana, 16 dic (Prensa Latina) Il gruppo statunitense Educatori di Chicago, diretto dall'attivista sindacale Harold Rogers, ha dialogato con familiari dei Cinque antiterroristi cubani condannati ingiustamente negli Stati Uniti. Nell’incontro, organizzato dall'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, la delegazione ha conosciuto i dati sul caso di questi Eroi che sono stati sottomessi a durissime condanne per controllare le organizzazioni terroriste della Florida e mettere in allerta sui loro piani terroristi contro Cuba.

A nome dei parenti degli eroi cubani, Elizabeth Palmeiro, moglie di Ramon Labañino, enfatizzò nella disinformazione della società nordamericana, dovuto alla manipolazione della stampa ufficiale di questa nazione ed ha insistito sulla necessità che si conosca la verità sul caso.

Nel suo dialogo, Palmeiro esortò al gruppo affinché contatti i congressisti del paese settentrionale, al fine di divulgare la realtà dell'ingiusto processo al quale furono sottomessi i Cinque.

I membri della delegazione manifestarono la loro disposizione di ampliare il lavoro educativo col popolo degli USA, per rompere il muro di silenzio esistente nella loro nazione intorno a questa realtà.

Hanno affermato, inoltre, la loro gratitudine alla famiglia degli antiterroristi cubani per il colloquio sostenuto, che costituì –hanno detto - l'occasione propizia per capire ed imparare da questa terribile situazione.

Nel momento conclusivo dell'incontro, Magali Llort, madre di Fernando Gonzalez, ha sottolineato l'importanza dei gruppi di solidarietà e la mobilitazione dell'opinione pubblica degli Stati Uniti rispetto al caso dei Cinque.

Ig/ www.ain.cu

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5EROI : L’Ass.ne e rivista“Nuestra America”chiude con una Tavola Rotonda la Campagna 2011

 

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5EROI CUBANI: L’Associazione e rivista “Nuestra America” chiude con una Tavola Rotonda la Campagna 2011

Il 5 per i 5” nelle parrocchie e comunità cattoliche di base

Ieri all’udienza con Papa Benedetto XVI è stato consegnato materiale informativo e una lettera del Prof. Vasapollo sul caso dei Cinque agenti antiterroristi cubani: “i nostri Cinque fratelli soffrono ingiustamente detenuti da 13 anni nelle carceri statunitensi per aver difeso Cuba dal terrorismo”

Radio Città Aperta

15/12/2011 - Si è conclusa con la Tavola Rotonda di oggi, alla Parrocchia San Luca Evangelista di Roma, la Campagna 2011 “Il 5 per i 5”, tenuta in varie parrocchie di Roma e altre città italiane dall’Associazione e rivista “Nuestra America” con il fine di sensibilizzare la società civile del nostro paese sul tema dei cinque agenti cubani ingiustamente detenuti nelle carceri statunitensi da oltre 13 anni. All’iniziativa, introdotta e coordinata dal prof. Luciano Vasapollo, dell’Università La Sapienza di Roma, Direttore di Nuestra America e vice Presidente del comitato italiano giustizia per i 5, hanno partecipato Padre Antonio Tarzia, Direttore della rivista Jesus, il Prof. Furio Pesci, dell’Università La Sapienza di Roma, il Dott. Vladimir Perez, consigliere politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia, Don Carlo Villano, parroco di S. Luca Evangelista di Vincaturo a Giuliano (Napoli), il Dott. Pino Baldassarri, dell’Associazione Maurizio Polverari, Mons. Remo Botola, parroco di S. Luca Evangelista.

La scelta di portare la questione dei Cinque antiterroristi cubani all’interno della comunità cattolica e delle parrocchie è la risposta all’esigenza, “espressa anche dai familiari dei Cinque durante un nostro recente viaggio a Cuba – ha spiegato il Prof. Vasapollo – di lavorare per sensibilizzare l’intera società civile per la soluzione di un caso politico che ha forti risvolti sul piano giuridico, sociale ed umano; un coinvolgimento che ha riscontrato un’attenzione particolarmente impegnata proprio nel mondo cattolico di base, come ha dimostrato l’intensa partecipazione di molti parrocchiani alle nostre iniziative durante tutto l’anno, che a loro volta hanno potuto informare tanti loro parenti, amici e aderenti alle loro comunità”.

La chiusura del processo “kafkiano”, come lo ha definito il Prof. Furio Pesci, che ha portato a pesantissime condanne per i Cinque agenti Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, ha consegnato la sorte dei Cinque alla procedura straordinaria dell’ Habeas Corpus, un’opportunità che viene offerta, solo una volta, ai condannati dopo aver esaurito, senza successo, tutti i ricorsi d’appello. Rimane aperta in ogni caso la strada di una decisione favorevole alla loro liberazione che resta di piena facoltà del Presidente degli Stati Uniti.

E’ in tale contesto che assume una particolare importanza il passo compiuto il 14 dicembre, quando l’Associazione “Cassiodoro”, presieduta da Padre Antonio Tarzia, con la presenza del Prof. Luciano Vasapollo ha partecipato all’udienza con Papa Benedetto XVI. Come ha voluto ricordare con passione Padre Tarzia, in una intervista che ci ha concesso e durante la tavola rotonda, alla fine dell’ udienza il Papa ha incontrato soltanto alcune ristrette delegazioni, tra cui quella dell’Associazione “Cassiodoro” che gli ha donato una targa commemorativa e alcuni libri, ed inoltre ha consegnato materiale informativo sui Cinque e una lettera del Prof. Vasapollo in cui tra l’altro si sottolinea “la lunga battaglia di solidarietà per la liberazione dei Cinque fratelli cubani che soffrono ingiustamente detenuti da 13 anni nelle carceri statunitensi per aver difeso il proprio Paese dal terrorismo”, con la rispettosa richiesta di “una preghiera di Sua Santità per porre fine alla sofferenza dei Cinque fratelli cubani e dei loro familiari”.

Proprio ieri il Granma dava la notizia che nei prossimi mesi, tra fine marzo e i primi di aprile, Papa Benedetto XVI andrà in visita in Messico e poi a Cuba. Una visita che – come ha detto il Prof. Vasapollo “si auspica possa aprire un serio spiraglio alla soluzione di questo caso dei Cinque che oltre a rappresentare una palese aggressione politica contro la sovranità di Cuba, è un incredibile esempio di ingiustizia giuridica, sociale e umana, giustificata solamente da quelle stesse oppressive ragioni politiche che da 50 anni i diversi governi statunitensi utilizzano come risposta al giusto percorso di autodeterminazione del popolo cubano”.

Ha concluso l’incontro il consigliere politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia, Vladimir Perez, che ha ricordato che il caso dei Cinque “è ormai tutto nelle mani del Presidente USA e Premio Nobel per la Pace Barack Obama”.

http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1

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immagini inserite ada amici di cuba gruppo Italo Calvino Piombino

Danny Glover e Saul Landau visitano Gerardo in prigione

 
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Danny Glover e Saul Landau visitano Gerardo in prigione

USA, 14 dic (Prensa Latina) Da Alameda, in California, il cineasta e professore Saul Landau narrò telefonicamente al programma Mesa Redonda Informativa della Televisione Cubana la visita che realizzò insieme all'attore statunitense Danny Glover a Gerardo Hernandez, uno dei Cinque, il sabato scorso. Sono stati con lui per tre ore e mezza: “L’abbiamo visto pieno di entusiasmo ed allegria. Ci ha ricevuto con un sorriso e ci ha salutato alla fine con un gesto trionfale”, espresse il direttore di “Che il vero terrorista si alzi in piedi”, un documentario dedicato ai Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti.

 

La visita si è svolta sabato scorso: “Abbiamo guidato un'ora dall'Ontario (California), nel sud dello Stato, verso il deserto dove si trova la città di Victorville, sede della prigione di massima sicurezza dove si trova prigioniero Gerardo. Arrivando, il rituale è stato il solito. Ci hanno fatti passare in primo luogo attraverso una macchina a Raggi X, una guardia ci ha controllati, dopo, manualmente, e non possiamo avere con noi nient'altro che alcune monete per usarle nelle macchine di alimenti -in realtà di “veleno” (cibo spazzatura) -”, ha aggiunto Landau.

Abbiamo incontrato Gerardo, condannato a due ergastoli più 15 anni, “pieno di entusiasmo, energia, molto felice di incontrarci. Ci sediamo di fronte al “cibo spazzatura” e passiamo tre ore e mezza. Parliamo di molti temi, in questione del caso e della possibilità che si possa effettuare un gesto umanitario. In questo momento esiste la possibilità di un cambio con il caso del nordamericano Alan Gross, accusato in Cuba e condannato a 15 anni.”

Che ironia che Gerardo e gli altri stanno in prigione per combattere il terrorismo, mentre Luis Posada Carriles sta cenando nei ristoranti più eleganti a Miami, e tra le sue visite al proctologo, cospira coi suoi soci terroristi!”, ha detto Landau.

Ricordò l'appello presentato a favore di Gerardo e come l'Agenzia di Sicurezza Nazionale degli USA non si decide ancora a consegnare i documenti che dimostrano dove è accaduto realmente l'incidente tra i Mig Cubani e gli Aerei da turismo di Hermanos al Rescate, il 24 febbraio 1996 che hanno invaso lo spazio aereo di Cuba, fatto per il quale falsamente si incolpa l'antiterrorista.

Dicono che non li consegnano per “questioni di sicurezza nazionale”, come se fosse una frase della Bibbia, commentò Landau.

Saul ha detto che durante la visita lui e Danny Glover hanno fatto una foto con Gerardo, prima che la guardia avvisasse che era già finito il tempo e tutti dovevano uscire. “Gerardo ci salutò in una maniera trionfale, e noi ci siamo sentiti molto afflitti. Per strada mi domandavo: ‘perché Gerardo è tanto pieno di energia, e perché Danny Glover ed io ci sentiamo tanto depressi quando usciamo alla libertà?”

Ig/www.cubadebate.cu

Libertà  per i Cinque, già !-Consegneranno a Obama un testo solidale con i Cinque

 
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Libertà per i Cinque, già!

Consegneranno a Obama un testo solidale con i Cinque

Un testo che reclama la libertà immediata e senza condizioni per i Cinque antiterroristi cubani, scritto nella città messicana di Tijuana, sarà consegnato nell’ufficio del presidente degli USA, Barack Obama, e nell’ambasciata nordamericana in Messico.

Il documento, approvato da sindacalisti degli Stati Uniti, Messico, Brasile, Uruguay e Cuba, che hanno partecipato al recentemente concluso Corso Politico Sindacale, auspicato dall’Incontro Sindacale Nuestra America, condanna l’ingiustizia commessa contro i Cinque Eroi cubani, ha pubblicato il settimanale di Cuba, Trabajadores.

I sindacalisti denunciano le false accuse, il processo giudiziario manipolato e le sentenze abnormi imposte ai patrioti cubani, che svolgevano attività nel suolo degli Stati Uniti, indirizzate ad ostacolare le azioni di terrorismo pianificate contro Cuba dalla Florida.

La dichiarazione responsabilizza il Governo di Washington per qualsiasi azione che ponga in pericolo la sicurezza e la salute di René González, che non può ritornare a vivere con la sua famiglia a Cuba, dopo aver scontato totalmente la sua ingiusta condanna, perchè è stato obbligato a tre anni di libertà vigilata da passare nel territorio del Distretto Sud della Florida.

(Traduzione Granm Int.)

Il Governo degli USA ha respinto gli appelli di Fernando e Ramón

Il 6 dicembre del 2011, il governo degli Stati Uniti ha chiesto alla Corte del Distretto Sud della Florida di respingere gli appelli collaterali di Ramón Labañino e Fernando González, sostenendo che gli argomenti presentati da tutti e due mancano di meriti legali per essere considerati dalla Corte.

Nella risposta presentata presso la Corte, il Governo sostiene che l’argomento del pagamento da parte del Governo a giornalisti locali di Miami prima e dopo il processo contro i Cinque, per creare un clima di ostilità contro di loro e manipolare la giuria-argomento presente nei due appelli-, “non costituisce una violazione del debito processo”.

Ugualmente sono stati esclusi gli altri argomenti ed è stato chiesto alla giudice di respingerli.

La mozione del Governo risponde agli appelli presentati dagli avvocati della difesa di Ramón Labañino e Fernando González, l’8 agosto e il 12 settembre del 2011 rispettivamente.

Corrisponde adesso alla difesa presentare la replica a questa mozione, come avverrà agli inizi del prossimo anno e con la quale si concluderà il processo di documentazione degli appelli presso la Corte.

Resterà pendente la decisione da adottare da parte della Giudice Jueza, che non ha limiti di tempo specifici per farlo.

(Cubadebate / Traduzione Granma Int.)

Sollecitazioni a respingere gli appelli dei Cinque cubani negli USA

L’Avana,12 dic (Prensa Latina) Il governo statunitense ha sollecitato alla Corte del Distretto Meridionale della Florida che respinga gli appelli collaterali di Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, due dei Cinque cubani incarcerati in questo paese dal 1998. La petizione -realizzata il passato 6 dicembre - allega che gli argomenti branditi da entrambi non hanno meriti legali per essere considerati da questa corte.

Il governo ha affermato che l'argomento sul pagamento governativo ai giornalisti locali di Miami prima e durante il giudizio contro i Cinque per creare un clima di ostilità contro di loro e pregiudicare la giuria -presente in entrambi gli appelli -, non costituisce una violazione del dovuto processo.

Altrettanto -precisa il sito antiterroristas.cu - obiettarono i restanti argomenti ed hanno chiesto alla giudice che li disistimi.

La mozione del governo risponde agli appelli presentati dagli avvocati della difesa di Ramon Labañino e Fernando Gonzalez l’8 agosto ed il 12 settembre 2011 rispettivamente, precisa la nota.

Corrisponde ora alla difesa presentare la sua replica a questa mozione, cosa che dovrà prodursi agli inizi del prossimo anno e col quale finirà il processo di documentazione degli appelli davanti alla Corte.

Rimarrà in attesa la decisione da adottare dalla giudice che non ha un termine specifico di tempo per farlo, puntualizza il testo.

Labañino e Gonzalez insieme a Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez sono stati condannati in maniera severa per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio nordamericano.

Il passato 7 ottobre Renè Gonzalez ottenne la libertà condizionale e la decisione di una giudice di Miami lo forza a rimanere tre anni vigilato negli Stati Uniti dopo compiere la sua condanna.

Tale situazione mette la sua vita a rischio e costituisce una punizione addizionale per lui ed i suoi famigliari.

Secondo la giudice, Renè Gonzalez dovrà rispettare la condizione speciale di non avvicinarsi a luoghi frequentati da conosciuti terroristi.

Tra i terroristi che passeggiano liberamente per le strade degli Stati Uniti c’è Luis Posada Carriles.

Posada Carriles -tra gli altri fatti di sangue - è autore intellettuale dell'esplosione in plenum volo di un'imbarcazione di Cubana di Aviazione nel 1976 di fronte alle coste delle Barbados, dove persero la vita 73 civili.

Ig/joe

Artisti bulgari appoggiano i Cinque cubani

Sofia, 13 dic (Prensa Latina) L'esposizione “Passeggiata per L'Avana ieri, oggi e sempre” è stata inaugurata nella capitale bulgara in appoggio ai Cinque cubani, prigionieri politici negli USA per combattere il terrorismo. Nel Giornale dei Lavoratori, organo del Comitato Centrale del Partito Comunista di questo paese europeo, la giornalista Krasi Venkova realizzò una rassegna dell'esposizione ed ha letto un poema dedicato a Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero e Renè Gonzalez, gesto che ha emozionato l'auditorium

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Solidarietà  nel mondo per la libertà  dei Cinque cubani - Notizie della stampa sui cinque....

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momento del VII Coloquio di Holguin 2011
  Solidarietà nel mondo per la libertà dei Cinque cubani

Lianet Arias Sosa*

E’ da più di 13 anni che Cinque cubani sono stati severamente condannati negli Stati Uniti per il solo crimine di infiltrarsi nei gruppi dei reazionari che dagli USA operano contro l’isola. Dal trionfo della Rivoluzione nel 1959 si sono avviate tante azioni ostili contro Cuba come sabotaggi ad istituzioni economiche e sociali, attacchi alle coste con mitragliatrici da motoscafi, esplosione di una nave francese nominata La Coubre e tante altre. I cubani non dimenticano l’attentato che durante il volo è stato perpetrato ad un aereo della nazione caraibica nel 1976, che causò la morte di 73 persone e si ricorda fino ad oggi come l’aereo di Barbados.

Mio padre è stato ucciso sull’aereo da Posada Carriles”, ha affermato recentemente Odalys Perez, figlia di Wilfredo Perez, capitano dell’aeronave, in una denuncia contro l’autore intellettuale di questo crimine.

Il terrorista è libero da qualsiasi stato d’accusa, rispetto a questo fatto, nello Stato nordamericano della Florida, dove il governo statunitense gli ha permesso progettare e convocare ancora più azioni di questo tipo.

L’unica forma che ha avuto Cuba di affrontare il terrorismo sono stati il monitoraggio e la ricerca d’informazione su dove, quando e da chi si sarebbero perpetrate queste azioni per poter neutralizzarle, ha spiegato Rosa Aurora Freijanes, moglie di Fernando Gonzalez.

Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez compiono condanne che arrivano perfino ad un doppio ergastolo più 15 anni di carcere per informare su questi progetti criminali dei gruppi anticubani localizzati nella Florida.

Renè Gozalez, incarcerato insieme ai suoi compagni nel 1998, deve compiere ancora, dopo la sua recente scarcerazione, tre anni di libertà vigilata nella nazione nordamericana. Più di 40 rappresentanti di 50 paesi hanno partecipato nel VII Colloquio Internazionale per la liberazione di questi uomini e contro il terrorismo, che si è realizzato dal 16 al 19 novembre in questa provincia orientale, a 750 chilometri da L’Avana.

In un messaggio inviato a questo incontro, il Presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, ha denunciato la politica d’occultamento dei fatti promossa da Washington nei confronti di questo caso ed ha anche denunciato la campagna ostile della stampa di Miami durante il processo giudiziale.

Nel panello “I popoli del mondo accusano Posada Carriles”, i partecipanti nel Colloquio hanno presenziato la testimonianza dei parenti delle vittime del terrorismo, tra di loro, quella di Giustino di Celmo.

Durante gli anni 90, una catena d’attentati contro le istallazioni turistiche dell’isola ha provocato la morte del figlio di Giustino, Fabio di Celmo, come conseguenza di un sabotaggio ad un albergo de L’Avana.

Inoltre, hanno espresso le loro denunce le sorelle venezuelane Brenda e Marlene Esquivel, torturate nel loro paese dallo stesso criminale, che allora si faceva chiamare Commissario Basilio.

I delegati hanno anche assistito all’inaugurazione, nel paesino costiero di Boca de Samà, del gruppo scultorio chiamato “Denuncia”, che include tre blocchi di marmo con colpi di pallottole, alludendo all’attacco contro questa località costiera nel 1971.

Una marcia di migliaia di donne per la strada nominata “Ai liberatori” ed una manifestazione di fronte al monumento del lottatore argentino Ernesto Che Guevara, ha reclamato nell’ultima giornata dell’incontro il ritorno dei Cinque antiterroristi al loro paese.

In uno dei momenti più emotivi del Colloquio, la pacifista nordamericana Cindy Sheehan ha consegnato alle madri di due dei Cinque una catena che le ha regalato suo figlio Casey, che è morto durante la guerra degli Stati Uniti contro Irak.

Questa catena dice: “Per la mia mamma, con amore”. “Voglio che la teniate voi, è il mio avere più caro. Mi piacerebbe che stia nelle vostre mani fino a quando i vostri figli ritorneranno a casa e dopo potrei ricuperarla di nuovo”, ha detto Sheehan a Mirta Rodriguez, madre di Antonio, ed a Magali Llort, madre di Fernando.

La dichiarazione finale dell’incontro è stata indirizzata soprattutto alla necessità di intensificare le azioni per la causa dei Cinque, fondamentalmente negli Stati Uniti, così come la divulgazione tramite i mass media e l’impiego dei blog e delle reti sociali.

*giornalista della redazione nazionale di Prensa Latina

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 Familiari dei 5 eroi cubani con Giustino padre di Fabio di Celmo

Creato a Brasilia un Comitato di Solidarietà con i Cinque

Un Comitato per la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri nelgi stati Uniti è stato creato a Brasilia, capitale del Brasile, durante una cerimonia alla quale hanno partecipato più di 150 rappresentanti di partiti politici, sindacati, movimenti sociali e popolari e organizzazioni studentesche e solidali del paese.

La cerimonia si è svolta nella la sede del Sindacato dei Lavoratori delle Banche, con la presenza di rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati del Brasile e del Gruppo Parlamentare Brasile-Cuba.

Helio Doyle, coordinatore del Comitato, ha riferito che l’obiettivo del gruppo è realizzare azioni politiche per ottenere la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani René e Fernando González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Gerardo Hernández.

Militanti di forze politiche come il Partito Socialismo e Libertà, i partiti Comunisti del Brasile, Socialista del Brasile, Patria Livre e Dei Lavoratori, hanno dato la loro adesione al Comitato.

(Traduzione Granma Int.)

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la pacifista nordamericana Cindy Sheehan

ELIAN:Sarò pienamente felice quando i Cinque torneranno

Matanzas, Cuba, 7 dic (Prensa Latina) Sarò completamente felice il giorno in cui possa celebrare il mio compleanno insieme alla mia famiglia ed ad i Cinque, ha detto Elian Gonzalez, terminando l'abituale marcia per la libertà degli antiterroristi cubani. Elian ha detto che Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Renè Gonzalez erano prigionieri durante la lotta del popolo per il suo ritorno a Cuba, e non hanno potuto partecipare a questo appello, lui, invece, oggi con orgoglio, alza la sua voce per la libertà e la verità di questa causa.

Come è abituale, ogni 6 dicembre le donne della chiamata Città Bandiera, Cardenas, a nome di tutte le cubane, escono sulle strade con bandiere e striscioni per esigere al governo degli Stati Uniti il diritto dei famigliari dei Cinque di riabbracciare i loro cari.

Di fronte al museo della Battaglia di Idee, Rosa Aurora Freijanes, moglie di Fernando, ringraziò le donne per questo gesto che incominciò nell'anno 1999 per il ritorno di Elian, allora sequestrato per l'estrema destra di Miami, e continuò in solidarietà con la causa dei Cinque.

Irma Sehweret, madre di Renè, ha affermato che suo figlio continua prigioniero, perché la giudice Lenard non lo lascia ritornare a casa, con la sua famiglia e persiste l'ingiustizia, inoltre, perché le autorità nordamericane negano continuamente il permesso ad Olga Salanueva, sua moglie, affinché possa visitarlo negli Stati Uniti.

La giornata di questo martedì incominciò a Cardenas con un mattutino speciale nella scuola elementare Marcelo Salado dove arrivò il leader della Rivoluzione Cubana Fidel Castro, 12 anni fa e di fronte al banco vuoto dal bambino Elian, assicurò che la verità avrebbe percorso il mondo ed il piccolo sarebbe ritornato alla Patria.

Ig/ www.cubadebate.cu

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Foto Elian  

Comitato italiano Giustizia per i Cinque

Il 4 dicembre presso il Centro Culturale Affabulazione di Ostia, serata di solidarietà per Cuba dedicata alla liberazione dei Cinque Eroi cubani da 13 anni ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti.

Nel teatro di Affabulazione, gremito di giovani e famiglie, uno striscione di 5 metri con le immagini di Gerardo, René, Ramón, Fernando, Antonio, e la scritta a caratteri cubitali LIBERATELI.

Ha preso la parola il consigliere politico della Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, illustrando ad un pubblico attento ed interessato il caso dei Cinque cubani da tredici anni ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti, sollecitando tutte le donne e gli uomini di buona volontà ad inviare messaggi al Presidente Barack Obama per la loro liberazione.

Subito dopo, Franco Forconi, Segretario del Circolo Itala-Cuba di Roma “Julio Antonio Mella” e Vicepresidente del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, da pochi giorni rientrato dal VII° Convegno Internazionale per la liberazione dei Cinque che si è tenuto ad Holguín (Cuba), ha sottolineato la importanza della data del 5 di ogni mese giornata dedicata in tutto il mondo alla liberazione dei Cinque Eroi cubani.

Un ricordo particolare di grande significato è il 2 dicembre, 55° anniversario dello storico sbarco del GRANMA con gli 85 partecipanti, comandati da Fidel Castro e tra i quali il partigiano italiano Gino Donè che dette il via alla Rivoluzione cubana conclusa vittoriosamente all’Avana il 1° gennaio del 1959.

Nel successivo dibattito, in una interessante conversazione con i partecipanti, sono intervenuti il Presidente di Affabulazione, Filippo Lange e lo scrittore Roberto Fraschetti, che all’inizio della serata ha presentato il suo libro Tabacco, che, attraverso le avventure di un personaggio in fuga dalla Spagna, descrive la storia di Cuba nell’arco di quasi due secoli.

Maddalena Celano nel suo intervento sulla situazione delle donne a Cuba ha letto un articolo della giornalista Gioia Minuti, redattrice del Granma in Italiano, sulla giornata internazionale sulla violenza contro la donne del 25 novembre 2011.

La serata si è conclusa con un arrivederci a presto per la presentazione del libro L’economia cubana non è una scienza triste dell’economista Luciano Vasapollo, professore dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.”

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Compagni internazionalisti di oltre 50 paesi a Holguin al VII coloquio para la liberacion de los Cinco y contra el terrorismo 2011

Celebrata conferenza sui Cinque a Miami -“La casa come un albero”, un’attività  culturale...

 

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Celebrata conferenza sui Cinque a Miami

USA, 6 dic (Prensa Latina) Circa un centinaio di persone sono state presenti ad una conferenza sui Cinque che ha avuto luogo domenica 4 dicembre a Miami. L'atto è stato auspicato dalle organizzazioni dell'emigrazione cubana che integrano in questa città la coalizione Alleanza Martiana: la Brigata Antonio Maceo, l'Alleanza Martiana -come organizzazione individuale -, l'Associazione Josè Martì, l'ATC, il Circolo Bolivariano e l'Associazione di Donne Cristiane in Difesa della Famiglia. La conferenza ha trattato sull'aggiornamento del processo di appello straordinario, di Habeas Corpus, di Gerardo, Ramon, Antonio e Fernando presentato al Tribunale Federale di Distretto -come corrisponde - dagli avvocati della difesa nel decorso del presente anno. Precisamente in questi giorni deve presentare la Procura la sua risposta all'appello dei casi di Ramon, Antonio e Fernando. Originalmente la Procura avrebbe dovuto avere presentato la sua risposta il 21 novembre scorso ma ha chiesto una proroga al Tribunale. Petizione che le è stata concessa.

Si è trattato anche della situazione attuale di nostro fratello Renè Gonzalez che vive in un luogo nel sud della Florida sotto i termini della sua condanna chiamata libertà vigilata, con tutti i rischi che questa situazione comporta, da quando è terminata la sua condanna di tredici ingiusti ed arbitrari anni in prigione nell’ottobre scorso.

Nella conferenza si sono trattati anche altri temi, come per esempio, quelli relazionati all'immobilità che attualmente esiste nel Congresso federale sui temi riguardanti le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba.

L'atto è stato dedicato ai membri delle differenti organizzazioni che integrano l'Alleanza Martiana che sono deceduti durante gli ultimi dodici mesi.

Gli oratori nella conferenza sono stati Elena Freyre, presidentessa della Fondazione pro Normalizzazione delle Relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti [Fornorm], ed Andres Gomez, Coordinatore Nazionale della Brigata Antonio Maceo.

La casa come un albero”, un’attività culturale per i Cinque cubani

Santa Clara, 5 dic (Prensa Latina) Sotto l'auspicio dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli e la Direzione Provinciale di Cultura di Villa Clara, oggi, giorno 5, alle 5.00 pm si inaugurerà l’attività culturale “La casa come un albero” che avrà come sede lo stesso locale dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli. Prendendo come nome una frase del riconosciuto intellettuale Josè Lezama Lima;

La casa come un albero” si realizzerà mensilmente, tutti i giorni 5, alle 5:00 p.m. per i 5. Questo progetto è un'azione in più per contribuire all'immediata liberazione dei nostri 5 fratelli che oltre ad essere eroi del nostro paese sono Cinque intellettuali e Cinque artisti cubani. Ogni edizione avrà una sua propria personalità ed estetica, offrendo sempre differenti proposte artistiche, senza esclusione di nessun genere.

 

Quest’attività è concepita come continuità dell'azione culturale “Vertigine continua per la liberazione dei Cinque” realizzata il passato 20 ottobre, che è sorta come un'espressione dell'avanguardia artistica di Santa Clara per compromettersi con questa causa, e continuerà ad includere tutti quegli artisti interessati ad esprimere la loro solidarietà, per mantenersi al tanto di questa lotta e contribuire nella misura delle loro possibilità.

Il copione, la produzione, la conduzione e la direzione generale sarà a carico dell'artista Eliot Porta, che ha previsto per la prima occasione la partecipazione dell'Orchestra di Chitarre, del trovatore Leonardo Garcia, la compagnia di danza “Balla Cuba”, lo scrittore Jorge Angel Hernandez Perez ed il conosciuto cantautore Gerardo Alfonso.

Ig/ www.cenit.cult.cu

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Convocata conferenza sui 5 cubani a Miami-Occupiamo le Reti Sociali con il caso dei 5eroi

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 Occupiamo le Reti Sociali con il caso dei Cinque cubani

L’Avana, 1° dic (Prensa Latina) Intervento di Aylin Labañino, figlia maggiore di Ramon Labañino (uno dei Cinque cubani incarcerati negli USA), nel Taller “I mezzi alternativi e le reti sociali, nuovi scenari della comunicazione politica nell'ambito digitale “, celebrato il 29 e 30 novembre nel Palazzo delle Convenzioni, de L’Avana. “Comincio ringraziando a nome di mio papà, i miei quattro zii ed i parenti per aver avuto l'opportunità di questo spazio. Spazio che consideriamo come uno dei più importanti, perché il maggiore ostacolo di questa campagna per il ritorno dei Cinque è stata la censura del tema da parte dei mass media. Tutti i cubani stiamo combattendo questo ostacolo, più di 2000 associazioni di amicizia con Cuba in 152 paesi, 343 comitati di solidarietà coi Cinque in 113 paesi ed alcune personalità che si sono pronunciate al riguardo.

In questi 13 anni e 2 mesi si sono realizzati molti eventi e lavori coi mass media. Dei quali molti non si pubblicheranno mai. E d'altra parte bisogna ringraziare per la solidarietà che ha raccolto 45 mila dollari per potere pubblicare un articolo nel 2005 sul New York Times. Oggi si sta riscuotendo un'altra quantità per arrivare alla cifra di 62 mila dollari per pubblicare un altro articolo sul tema del Washington Post.

Esempio che si possono rompere certi muri mediatici è stato quando Gerardo Hernandez condannato a due vite e 15 anni, è stato messo nel buco senza giustificazione alcuna. Abbiamo fatto un appello internazionale attraverso gli e-mail, ed arrivarono migliaia di messaggi all'Ufficio delle Prigioni degli Stati Uniti. E’ stato restituito quasi immediatamente alla popolazione penale. Ma… è ancora in carcere! Allora…. È sufficiente quello che facciamo con le nuove tecnologie? La stiamo approfittando al massimo?

Abbiamo una quantità di pagine web che parlano del tema di Cuba, la lotta contro il bloqueo ed i Cinque. Esempio di ciò antiterrorista.cu e Free the Five. Ci siamo proposti di alzare la voce all'unisono il giorno 5 di ogni mese realizzando diverse attività e questo si convoca attraverso gli e-mail, pagine web ed altri mass media.

Nell'Istituto Superiore Josè Antonio Echeverria, conosciuta questa Università come la CUJAE, ha “La Rete dei Cinque” che il suo lavoro è inviare agli e-mail di un gruppo notizie aggiornate del caso, informare sugli eventi realizzati o che si pianifichino nella campagna per i Cinque. Questi ed altre iniziative si realizzano ma non è sufficiente.

Ora!!! Dove sono i Cinque? Stiamo arrivando all’udito dal popolo nordamericano?

Questo popolo che conobbe l'ingiustizia commessa col bambino Elian e si unì ai cubani ed altri solidali per il ritorno del piccolo a casa sua.

Ma sarebbe ridicolo per l'amministrazione del paese che dice che “lotta contro il terrorismo” pubblicare sul caso dei Cinque antiterroristi malgrado il giudizio sia uno dei più lunghi nella storia giudiziale nordamericana fino ad oggi, dal 2001.

Per ciò come possiamo arrivare a questo popolo? Come possiamo arrivare a più persone nel mondo col caso di mio papà e dei miei zii?

A metà del 2010 uno studio arrivò alla seguente conclusione: internet ha 1 730 milioni di utenti nel mondo; esistono 126 milioni di utenti di blog, dei quali l’84% sono donne che sicuramente si sensibilizzerebbero con la campagna per i visti di Olga ed Adriana per visitare rispettivamente i loro mariti Renè e Gerardo; si conoscono di 27,3 milioni di tweet al giorno, dei quali il 57% degli utenti sono degli USA; 350 milioni utenti di Facebook ed il 50% si collega tutti i giorni.

Quanti pensiamo verrebbero a sapere del caso attraverso le reti sociali? È ora una sfida lavorare in base a ciò. Sarebbe interessante dibattere con voi alcune delle vostre esperienze che potrebbero estendersi ed applicarsi in questo caso.

Ig/www.cubadebate.cu

Convocata conferenza sui Cinque cubani a Miami

Washington, 2 dic (Prensa Latina) Organizzazioni dell'emigrazione cubana a Miami hanno convocato alla realizzazione di una conferenza sui Cinque cubani prigionieri politici del governo degli Stati Uniti, informò un comunicato della coalizione Alleanza Martiana. La conferenza avrà luogo domenica 4 dicembre, in ore del pomeriggio, in un centrico hotel di questa città del meridionale stato della Florida, aggrega l'annuncio.

L'evento tratterà la situazione del processo di appello di Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, come lo sviluppo della situazione di Renè Gonzalez sotto le condizioni della sua libertà condizionale, ha aggiunto.

Il 18 settembre scorso, l'Alleanza Martiana convocò ad una conferenza simile a Miami nella quale hanno partecipato un centinaio di persone.

Tra gli oratori c’erano Elena Freyre, presidentessa della Fondazione pro Normalizzazione delle Relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba; Max Lesnik, direttore di Radio Miami e dirigente dell'Alleanza Martiana, ed Andres Gomez, Coordinatore Nazionale della Brigata Antonio Maceo.

Alleanza Martiana, con sede a Miami, è integrata da un insieme di organizzazioni che esigono la libertà dei Cinque cubani e si oppone alla politica di terrorismo di Stato mantenuta dal governo degli Stati Uniti contro Cuba.

Ig/lr  

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Compagni internazionalisti di oltre 50 paesi a Holguin al VII coloquio para la liberacion de los Cinco y contra el terrorismo 2011

 

NEWS :Il mondo chiede la fine dell'ingiustizia USa contro i cinque eroi Cubani

 

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Leader religioso statunitense condanna la prigione dei Cinque cubani

L'Avana, 30 nov (Prensa Latina) Il leader religioso nordamericano Michael Kinnamon sviluppa oggi un'ampia agenda in questa capitale che include un incontro con i familiari dei Cinque antiterroristi cubani condannati a lunghe pene negli Stati Uniti. A proposito del caso di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez - condannati dopo avere infiltrato gruppi violenti che operano con impunità contro Cuba da Miami - il segretario generale del Consiglio delle Chiese di Cristo del paese settentrionale lo considerò un tema maggiore nel quale si sente molto compromesso.

La vigilia, in uno scambio con i giornalisti nel suo percorso nella Scuola Latinoamericana di Medicina, ha espresso il suo disaccordo con le condanne imposte agli antiterroristi.

Inoltre, Kinnamon e la delegazione che l'accompagna nella visita all'isola hanno previsto oggi di partecipare ad un culto ecumenico.

Ig/wmr

Continua l’esigenza mondiale per la liberazione dei Cinque cubani

L’Avana, 29 nov (Prensa Latina) Le esigenze per la liberazione dei Cinque cubani condannati ingiustamente negli Stati Uniti per combattere il terrorismo continuano in differenti paesi del mondo, informarono mezzi di stampa. La Piazza della Bastiglia di Parigi servì da scenario alla manifestazione mensile che organizza in Francia la Coordinatrice in Difesa della Rivoluzione a beneficio della causa dei Cinque antiterroristi cubani, vittime di un imbrogliato processo giudiziale nella nazione settentrionale, sottolineò il portone digitale Cubaminrex.

Esposero i manifestanti che devono cessare le ingiuste punizioni contro Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, e Gerardo Hernandez, affinché possano ritornare alla loro patria.

Jacques Milhas, dirigente dell'organizzazione, spiegò il pericolo che corre Renè Gonzalez su cui pesa la punizione addizionale di rimanere più tre anni negli USA, sotto libertà vigilata, dopo aver compiuto già una condanna di 13 anni di prigione.

Ugualmente, nel famoso stabilimento balneare francese Etretat membri dello Spazio Che Guevara ondeggiarono una gran bandiera con immagini dei Cinque cubani.

Anteriormente, movimenti russi si pronunciarono per ampliare, moltiplicare e diversificare le loro azioni affinchè si faccia giustizia con questi eroi cubani, ha affermato Cubaminrex.

Elena Loshkina, coordinatrice del Comitato Nazionale, ha ricordato le azioni che hanno sviluppato i membri dal gruppo Vinceremo, l'Associazione russa di Amicizia con Cuba, il Movimento Internazionale Euroasiatico, il canale di televisione alternativo Krasnoe TV e l'Università Operaia, col fine di appoggiare la causa di questi lottatori.

Loshkina raccontò che attualmente, questo movimento costituisce uno dei più progressisti dell'orbe, mentre il mondo capitalista usa le guerre come via per risolvere la sua crisi.

Intellettuali presenti nella manifestazione realizzarono proposte per evidenziare la causa dei Cinque in Internet, la televisione e le pubblicazioni.

Inoltre, Leonid Savin, editore della rivista Geopolitica, ha proposto di creare la brigata di lavoro euro-asiatico Ernesto Che Guevara, allo stile di altre simili di carattere internazionalista.

Ig/AIN

Realizzeranno a Londra azioni a beneficio dei Cinque cubani

L'Avana, 28 nov (Prensa Latina) Il movimento di solidarietà nel Regno Unito coi Cinque antiterroristi cubani condannati a lunghe pene negli Stati Uniti realizzerà nei prossimi mesi varie azioni a beneficio della sua causa, annunciò qui l'attivista Geoffrey Bottoms. Secondo il sacerdote cattolico e coordinatore del movimento, di visita sull'isola, per il 1°dicembre è organizzato un veglione di fronte all'ambasciata di Washington a Londra, dove è prevista la presenza dei familiari di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.

Nel 2012 monteremo un'esposizione con opere di artisti cubani, includendo quelle di Gerardo ed Antonio, aggregò in un'intervista concessa al quotidiano Trabajadores.

A proposito della situazione degli antiterroristi, condannati dopo che si sono infiltrati nei gruppi violenti che operano con impunità contro Cuba da Miami, Bottoms assicurò che mantengono la loro fermezza.

Il sacerdote, che ha visitato in prigione Ramon, Gerardo e Fernando, commentò che nel Regno Unito sviluppa varie attività per divulgare il caso dei Cinque e rompere il muro di silenzio intorno allo stesso, tra queste le anticipate nella sua chiesa.

Ricordò anche il rifiuto del Governo statunitense di permettergli una visita con Antonio e la situazione di Renè, antiterrorista sotto libertà vigilata, ma con la proibizione di ritrovarsi con i suoi parenti a Cuba.

Ig/wmr

Deputati europei e latino americani esigono la libertà dei Cinque

26.11.11 - Amilcar Morales Garcia www.granma.cu

I deputati di sinistra dell’Europa e dell’America Latina hanno reclamato, a Bruxelles, che gli Stati Uniti liberino senza condizioni e immediatamente i Cinque antiterroristi cubani ingiustamente prigionieri in questo paese.

In un comunicato emesso in occasione dell’Assemblea Parlamentare Euro Latinoamericana – Eurolat - i legislatori hanno denunciato la situazione di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero Fernando González, che scontano severissime condanne per aver allertato il loro popolo sulle azioni criminali della mafia di Miami.

I deputati hanno dichiarato che Washington è responsabile della sicurezza di René González, uno dei Cinque, scarcerato il 7 ottobre ma obbligato a rimanere per tre anni a Miami, dove agiscono impunemente i gruppi anticubani.

In un’intervista concessa a Prensa Latina, il presidente del capitolo Venezuela del Parlamento Latinoamericano, Rodrigo Cabezas, ha detto che il testo esprime anche la solidarietà con Cuba di fronte al blocco mantenuto dagli Stati Uniti da 50 anni.

I legislatori hanno salutato i passi avanti registrati in America Latina e in Europa, tra i quali il governo in Perù del presidente Ollanta Humala e la rielezione in Argentina e Nicaragua di Cristina Fernández e Daniel Ortega, rispettivamente.

Inoltre hanno segnalato il risultato favorevole della sinistra spagnola nelle recentissime elezioni, che ha quintuplicato la sua presenza nel parlamento di questo paese, ha precisato Cabezas

Durante l’incontro tra i rappresentanti europei e latinoamericani, è stata controllata la situazione economica nell’Eurozona, colpita dalla crisi finanziaria del debito sovrano e dai problemi dei bilanci di alcuni paesi.

Questa turbolenze hanno colpito anche formalità burocratiche, imponendo in Italia e in Grecia governi che non sono stati eletti dai popoli”, ha detto Cabezas, che è membro della Commissione Permanente d’Economia di Eurolat.

A proposito delle conseguenze dalla crisi per l’America Latina e i Caraibi, ha assicurato che una recessione prolungata nelle potenze economiche provocherà inevitabilmente una riduzione delle esportazioni in questa regione ed ha messo in risalto l’importanza di alcune iniziative d’integrazione, come la Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi - CELAC - che sarà proclamata a Caracas il 2 e 3 dicembre.

Inoltre Cabezas ha parlato della necessità di un nuovo modello finanziario regionale, le cui radici si trovano in meccanismi come l’Alleanza bolivariana per i Popoli di Nuestra America, e l’Unione delle Nazioni sudamericane e Petrocaribe.

Di fronte alla crisi l’America Latina deve vaccinarsi con più integrazione e con un’architettura finanziaria propria”, ha assicurato il parlamentare venezuelano

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E' di obbligo ripartire da Holguin- Dichiarazione Finale

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compagni internazionalisti manifestano per la libertà dei  5  al monumento del Che di Holguin

E' DI OBBLIGO RIPARTIRE DAL DOPO HOLGUIN

Oggi riprendono l'attività i blog's a sostegno dei cinque eroi cubani ,della rivoluzione cubana e altre importanti cause internazionaliste, partecipare al “VII incontro internazionale per la liberazione dei cinque eroi cubani e contro il terrorismo”svoltosi a Holguin dal 16 al 19 novembre” è stata una esperienza indimenticabile, paragonabile solo all'incontro con Fidel Castro che ho avuto la fortuna di avere nel novembre 1996 presso l'hotel Holiday Inn di Roma in occasione della sua visita dal Papa in Vaticano .

Portare la solidarietà della sinistra comunista di Piombino - Val di Cornia alta Maremma come:

 

Amici di Cuba gruppo Italo Calvino Piombino Val Di Cornia (LI )Toscana - Italia

CSIAM Centro Solidarietà internazionalista alta Maremma Follonica GR Toscana - Italia

Partito rifondazione Comunista Piombino-Isola d'Elba-Val di Cornia (LI) Toscana - Italia

PCL partito comunista dei lavoratori sez. Grosseto (GR) Toscana – Italia …

L' essere stato presente ad assemblee e iniziative che hanno visto la partecipazione di oltre 300 delegati in rappresentanza di oltre 50 paesi è stato un onore e incredibilmente culturale, tutti gli internazionalisti hanno avuto la possibiltà di parlare e portare il proprio contributo, da parte di Cuba erano presenti importanti cariche politiche di governo, i familari dei Cinque Eroi, Giustino di Celmo padre di Fabio, gli agenti cubani che negli ultimi anni sono stati infiltrati nell'Intelligence USA, i familiari delle persone che hanno perso la vita negli attentati terroristici che nel corso degli ultimi 50 anni sono stati organizzati e finanziati dall'Impero USA,.....

Importante è stata la presenza di internazionalisti degli USA a cominciare dalla pacifista Cindy Sheehan che con tutti i mezzi sta lottando nel ventre del mostro USA per rompere il silenzio sui cinque eroi cubani e sui prigionieri rinchiusi nella base di Navale USA di Guantanamo che per la maggior parte sono innocenti.

Un serpentone di sei pullman,riempito di compagni internazionalisti dagli Usa alla Palestina, al Libano, al Canada, all' Argentina, alla Bolivia, al Venezuela,... si spostava da un municipio all'altro per incontrare sindaci e intere popolazioni che ci hanno accolto con vero amore e con iniziative culturali e spettacoli di varia natura.

Nel salone expo di Holguin di fronte alla tenda per la pace organizzata dagli studenti,oltre alle quotidiane assemblee venivano proiettati video, organizzate mostre, diffusi documenti e materiali.

Indimenticabile è stato vivere da dentro la vivacità della manifestazione - marcia delle oltre 5000 donne holguirenas che si è conclusa alla tribuna aperta presso il monumento del “CHE” di Holguin

Il prossimo anno spero vivamente che una delegazione più ampia del nostro territorio sia partecipe a tale iniziativa e che magari veda la partecipazione dei Cinque finalmente liberi dall' ingiustizia, come tutti ci siamo augurati a conclusione dell'incontro.

Credo che i compagni internazionalisti di questo nostro territorio (che non sono pochi) si dovranno incontrare

per organizzare iniziative, per essere parte integrante del comitato italiano per i Cinque e partecipi nel comitato internazionale.

Hasta la victoria Siempre

Maurizio Cerboneschi (Sandino)

DICHIARAZIONE ICAP HOLGUIN

Il VII Colloquio Internazionale per la Liberazione dei Cinque Eroi e contro il Terrorismo ha ottenuto uno straordinario risultato politico, per la presenza di 413 delegati provenienti da 50 paesi, per gli scambi di esperienze tra delegazioni, per le nuove iniziative sorte e per l’impegno delle delegazioni partecipanti a incrementare il lavoro sul tema dell’urgente ritorno dei Cinque in patria.

Sono state giornate di meditazione, di combattimento, di richiesta di giustizia e di denuncia del terrorismo e delle ingiustizie. Le testimonianze di molti dei presenti lo hanno dimostrato.

Aggiunto a questo mio messaggio la dichiarazione finale approvata nell’evento.

Impegnarsi in qualcosa di sterile, quando si può essere utili, occuparsi delle cose facili, quando sii ha sufficiente brio per affrontare il difficile, è come togliere dignità al talento”

José Martí

Un abbraccio,

Amaury

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Esposto nella mostra all'Expo di Holguin

Dichiarazione finale del VII Colloquio. Holguín 16-19 novembre 2011.

Per la settima volta gli amici solidali provenienti dal mondo intero si sono dati appuntamento al Colloquio di Holguín per dibattere le proprie esperienze e il lavoro da fare in questa dura battaglia per la verità, la giustizia e per la libertà dei Cinque.

Dopo 13 anni di ingiusto carcere, la situazione dei nostri Cinque fratelli continua ad essere cruciale. René González ha scontato la sua condanna il passato 7 ottobre, però invece di essere stato restituito a Cuba, ha ricevuto un nuovo castigo: è obbligato a rimanere nel territorio degli Stati Uniti per altri 3 anni sotto libertà vigilata, senza poter ricevere la visita di sua moglie Olga Salanueva, alla quale fino ad oggi è stato sempre negato il diritto di visita, rimanendo esposto così ai gruppi terroristi, che lo stesso René e i suoi quattro fratelli di causa avevano denunciato. Per questo la vita di René è messa a rischio a causa dei possibili attentati di questi gruppi.

La situazione di Gerardo Hernández continua ad essere la più grave dei Cinque, con due ergastoli più altri 15 anni di prigione e il sistematico divieto di ricevere la visita di sua moglie Adriana Pérez.

Le condanne di Ramón, Antonio e Fernando raggiungono complessivamente i 70 anni di prigione. Stiamo ancora aspettando la risposta ai ricorsi di Hábeas Corpus presentati dalla difesa dei Cinque, però siamo coscienti dell’esaurimento delle vie legali.

Mentre gli antiterroristi sono sotto ingiusta prigione, Luis Posada Carriles, responsabile della morte di migliaia di esseri innocenti, è stato portato a una parodia di giudizio dove non è stato giudicato con l’accusa di terrorismo. Posada Carriles continua a ricevere protezione materiale e benefici ripudiabili da parte del Governo degli Stati Uniti, si continua a celebrare i suoi crimini e lo stesso Posada Carriles continua ad fare dichiarazioni senza il minimo pentimento.

Continua a non ricevere risposta la richiesta di estradizione presentata orami sei anni fa dal governo della fraterna Repubblica Bolivariana del Venezuela. L’impunità offerta dalle diverse amministrazioni nordamericane a Posada Carriles e l’ingiusto carcere inflitto ai Cinque, mette a nudo la doppia morale del Governo degli Stati Uniti nella sua falsa lotta contro il terrorismo.

Di fronte alla gravità di questa situazione, diventa imprescindibile moltiplicare il lavoro e la necessità di creare i meccanismi che possano articolare, coordinare e dare seguito alle azioni che porteremo avanti, sfruttando al meglio l’enorme energia e l’arduo compito dei comitati a faovre dei Cinque sparsi in tutto il mondo.

Linee Generali di Lavoro.

I 413 delegati dei 50 paesi presenti al VII Colloquio Internazionale per la Libertà dei Cinque e contro il Terrorismo invitano a:

1) Intensificare le azioni negli Stati Uniti e in tutti gli altri paesi, realizzare un ampia giornata di denuncia permanente e la mobilizzazione dei differenti settori, tra i quali quello dei giuristi, universitari, studenti, mezzi di comunicazione. Generalizzare e sistematizzare le esperienze positive, mettere in risalto il lavoro a favore della pace e contro il terrorismo.

In questo senso, realizzare conferenze con intellettuali nordamericani e della Rete in Difesa dell’Umanità (Red en Defensa de la Humanidad). Presentare documentari e video sul caso dei Cinque e del terrorismo contro Cuba in spazi aperti, parchi e piazze. Collocare cartelli pubblici sui Cinque. Realizzare manifestazioni di fronte alla Casa Bianca, al Dipartimento della Giustizia, alla Corte Suprema e in altri luoghi d’interesse pubblico con una forte presenza di persone.

Insistere con i nostri governi perché conoscano, prendano a cuore il tema e chiedano così la libertà dei Cinque al governo degli Stati Uniti.

Far visitare i congressisti e i rappresentanti USA da parte dei loro omologhi di altri paesi. Chiedere a coloro che non possano viaggiare a Washington di inviare comunicazioni ai loro pari nel Campidoglio, chiedendo la libertà dei Cinque.

Realizzare una campagna d’invio massiccio di lettere al Presidente Obama da tutto il mondo. Mobilizzare le istituzioni religiose, nordamericane e straniere, perché si aggiungano alle attività. Invitare altri gruppi difensori delle giuste cause, per unire le forze nella richiesta di libertà dei prigionieri politici e la denuncia del sistema legale nordamericano nel suo complesso.

Dichiarare il giorno 8 di giugno, anniversario dell’ingiusto verdetto della giuria sulla colpevolezza dei Cinque per le giornate di denuncia e di mobilizzazione permanente.

2) Incrementare le giornate del “5 per i Cinque”. Moltiplicare in questo giorno le azioni in tutto il mondo e le consegne di lettere che chiedano la libertà dei Cinque di fronte alle Ambasciate degli Stati Uniti. Mobilizzarsi di fronte alle Ambasciate degli Stati Uniti con Sit-in, chiamate telefoniche alla Casa Bianca, messaggi al sito web, invio di fax o telegrammi a Obama.

3) Potenziare negli Stati Uniti la richiesta di rispetto al diritto di visita per Olga Salanueva e per Adriana Pérez. Riprendere il lavoro realizzato dalla Commissione per il Diritto di Visita Familiare.

4) Intensificare il lavoro con i parlamentari, sindacalisti, religiosi, personalità e movimenti sociali, indirizzandoli verso i loro omologhi negli Stati Uniti.

5) Convocare i giovani di tutto il mondo per realizzare concerti durante la Giornata Internazionale della Solidarietà del 12 Settembre (anniversario dell’arresto dei Cinque) e del 6 di Ottobre “Giornata delle Vittime del Terrorismo”.

6) Richiedere ad artisti e intellettuali noti, l’appoggio per la realizzazione di documentari, video e messaggi pubblici che chiedano la libertà dei Cinque.

7) Incrementare l’utilizzo delle reti sociali, twitter, facebook, blog e Internet, per divulgare e denunciare il caso e intensificare le possibilità offerte dai mezzi di comunicazione alternativi.

8) Continuare ad appellarsi alla creatività e alla cultura per denunciare il caso, come ad esempio hanno fatto magistralmente i bambini cubani della Colmenita (Gruppo teatrale infantile) con la loro eccellente opera di teatro “Abracadabra”. Utilizzare i supporti digitali per riprodurre la grafica dei Cinque, le opere di Tony (Guerrero) e le caricature di Gerardo (Hernández) per la realizzazione di materiale pubblicitario e esposizioni.

9) Esigere lo smantellamento delle organizzazioni terririste con sede a Miami e il giudizio e la condanna degli assassini dei nostri popoli.

10) Continuare la diffusione della serie “Razones de Cuba” (Ragioni di Cuba) sul terrorismo e le azioni destabilizzatrici degli USA verso Cuba e i nostri popoli.

La solidarietà internazionale e l’unità di azione delle donne e degli uomini onesti del mondo sarà la chiave per vincere questa colossale ingiustizia.

Per René, Gerardo, Ramón, Antonio e Fernando

Esigiamo: Libertà Adesso!

Holguín. Cuba

19 novembre 2011

Anno 53 della Rivoluzione”

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Maurizio Cerboneschi Amici Di Cuba Piombino e CSIAM con la hermana di Antonio Guerrero a Bàguano

Documento dal territorio Piombino-Elba-Val di Cornia-alta Maremma in occassione del VII colloquio ..

 

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Documento dal territorio Piombino - Elba - Val di Cornia - alta Maremma in occassione del VII colloquio internazionale in solidarietà con i cinque e contro il terrorismo a Holguin - Cuba 16-20 novembre 2011

Piombino 27 ottobre 2011

Sono passati più di 13 anni dalla detenzione di cinque cittadini cubani che nell'area di Miami-sud Florida monitoravano le azioni eversive e terroristiche contro Cuba pianificate da note organizzazioni fascio-mafio-terroriste lì radicate.

La Commissione Detenzioni Arbitrarie dell’ONU, come Amnesty International hanno riconosciuto come ingiusto e non valido il processo con cui i cinque cubani sono stati condannati a pene incredibilmente esagerate . A due di loro oltre alla pena fu imposta anche l'aggiuntiva di non poter vedere la propria moglie , Adriana, consorte di Gerardo Hernández, ed Olga, consorte di René González, due donne di carattere che non si sono mai date per vinte e puntualmente ogni anno hanno chiesto un sempre negato visto di entrata negli USA. Anche su questa violazione dei diritti umani, si è interessato il Parlamento Europeo e si è mossa Amnesty International, petizioni e lettere da tutta Europa e non solo sono state inviate a Michelle Obama e Obama, rinnovando un loro intervento.

Quei cinque giovani hanno sacrificato la propria vita tranquilla per difendere il popolo cubano, ma anche quello statunitense, in nome dei principi della Carta delle Nazioni Unite: il diritto all’autodeterminazione, il diritto alla difesa dall’aggressione, il diritto a vivere in pace.

Il terrorismo è un’arma ricattatoria che colpisce “indiscriminatamente”. Non può essere classificato come “buono” o “cattivo” secondo gli interessi geopolitici di un qualsiasi Stato. Non è possibile proclamarsi difensori dei diritti umani e poi dimenticarlo quando non fa comodo.

E' da condannare con forza la vergognosa misura applicata a René González che il 7 ottobre è stato liberato con la condizione di soggiorno obbligato per altri tre anni nella stessa città USA, la giudice “consevatrice” che gli ha inflitto tale aggiuntiva di fatto lo ha messo alla mercè dei terroristi e mercenari che da sempre a Miami operano indisturbati contro Cuba e America Latina , protetti dalle autorità (tutte).

Gli amici di Cuba “gruppo Italo Calvino”Piombino Val di Cornia (LI),

Il CSIAM (Centro solidarietà internazionalista alta Maremma) (LI-GR)

Rifondazione comunista Piombino-Elba-Val di Cornia (LI)

PCL Sez.di Grosseto.

Con un loro rappresentante territoriale al “VII colloquio internazionale per la libertà dei Cinque e contro il terrorismo “ vogliono dimostrare la loro solidarietà e denunciare al mondo una causa che in tutti questi anni è stata offuscata e mantenuta sotto silenzio dai media, altresì vogliono unire la loro voce alle innumerevoli organizzazioni mondiali, parlamentari, intellettuali, artisti, 10 premi Nobel,.... che sollecitano l’indulto da parte del Presidente Barack Obama , ..Presidente che purtroppo fino ad oggi si è dimostrato uno dei più aggressivi nei confronti di Cuba e dei paesei non omologati all'Impero che lui rappresenta , è succube dei congressisti fascistoidi del partito repubblicano e attraverso organizzazioni governative come USAID, NED, ...create a misura dalla CIA, continua a finanziare barbarie atte a destabilizzare Cuba, che , come detto all'inizio sono preparate e pianificate dai poteri controrivoluzionari e mafiosi anticubani.

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Il Messaggio dei Cinque alla Delegazione Cubana nei Giochi Panamericani

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 Il Messaggio dei Cinque alla Delegazione Cubana nei Giochi Panamericani

Antonio Guerrero, a nome dei Cinque Eroi, ingiustamente condannati negli Stati Uniti per aver combattuto il terrorismo, sostiene in un messaggio per gli atleti, che Cuba è sempre un esempio nello sport.

Nel messaggio, pubblicato da Cubadebate, Tony sostiene che “La Rivoluzione continua dimostrare la grandezza della sua opera, nonostante un blocco che s’impegna a strangolarla e che è mondialmente condannato.

Questo è il testo integro:

Cari amici,

In questa mattina abbastanza fredda a Florence, mi è giunta la gradevole notizia che i nostri atleti hanno già vinto 52 medaglie d’oro nei Giochi Panamericani e si ubicano nel medagliere con sette altre medaglie più del Brasile, al secondo posto di queste gare sportive che, come si sa, riuniscono tutti i paesi del nostro continente americano e che si stanno svolgendo in Messico, a Guadalajara.

I grandi media della stampa degli Stati Uniti, che occupano il primo posto nel medagliere dei Giochi Panamericani con un ampio margine, non parlano per niente di questi giochi.

Amici solidali mi hanno abbonato a vari giornalai e ne ricevo uno tra i più importanti di questo paese, il The New York Times. Controllo ogni giorno, nella sezione sportiva, e in questa i Giochi Panamericani non esistono!

I canali di televisione in spagnolo, nei commenti sportivi, hanno zittito l’esistenza di queste gare, le più importanti della nostra regione. È inconcepibile!

Ho cercato di vedere se passa qualcosa nei canali sportivi e miracolosamente ho visto solo una partita di pallavolo delle nostre ‘criollitas’ contro le statunitensi, nella semifinale.

E non è che non si parla di sports, ma solo di quelli che muovono il denaro: gli altri sono tutti secondari.

In questi giorni ha avuto un’ampia copertura la mal chiamata Serie Mondiale del baseball, che non è altra cosa che la finale della Lega dei Professionisti, terminata ieri.

Il giocatore più capace della squadra che ha vinto, ‘I Cardinali di San Luis’, Albert Pujols, che ha giocato per 11 anni con questa squadra, è restato libero per la prossima stagione. Non ha deciso cosa fare e andrà nella squadra che gli offrirà il miglior contratto, ossia più denaro.

Ovviamente non manca la constante trasmissione delle partite di calcio americano, un gioco quasi sconosciuto al di fuori di questo paese.

Qui ci sono un torneo maggiore e uno universitario e le scommesse sono milionarie. Ogni fine settimana è un affare redditizio che funziona anche nelle prigioni.

Due settimane fa doveva cominciare il fiammante torneo della NBA, la pallacanestro dei professionisti che, come il baseball, compra a prezzi inimmaginabili gli atleti nel mondo. Ma pare che padroni dell’affare non si mettono d’accordo con i giocatori nella ripartizione del denaro. Quelli che sudano giocando vogliono più della fetta che offre quest’altro affare. Costantemente si parla di questa disputa. Sembra uno scandalo da commedia, e tutto indica che è un modo per attrarre di più il pubblico, cioè vendere più biglietti e sicuramente giungeranno ad un accordo sul malloppo.

Ringrazio gli amici che mi inviano le notizie dei Giochi Panamericani.

Cuba continua ad essere un esempio. La Rivoluzione continua a dimostrare la grandezza della sua opera, nonostante un blocco che s’impegna a strangolarla e che è mondialmente condannato.

Reitero: “Vinceremo!”

Antonio Guerrero Rodríguez

29 ottobre del 2011

FCI Florence.

( Traduzione Granma Int.)

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La figlia di René Gonzà¡lez parla dell’incontro con suo padre

 

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La figlia di René González parla dell’incontro con suo padre

Lianet Leandro López

Irma González Salanueva, figlia di René González, uno dei Cinque Eroi prigionieri ingiustamente negli Stati Uniti, ha raccontato durante la trasmissione televisiva Tavola Rotonda alcuni dettagli della scarcerazione di suo padre e sull’incontro con lui.

Per lei e per sua sorella Ivette sono stati momenti molto commoventi, anche perchè nei 13 anni di reclusione di René lo avevano visto solo in alcune visite nella prigione.

La libertà vigilata è una condanna addizionale da scontare a Miami, soprattutto per sua madre che non vede il marito dai giorni del processo manipolato, perchè gli Stati Uniti le negano il visto per entrare nel territorio statunitense e per ora le speranze di riunione della famiglia sono state frustrate.

Irmita, come la conosce il popolo di Cuba, ha detto anche che per la sua famiglia è impossibile essere davvero felice sino a che Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González rimarranno reclusi.

Nella Tavola Rotonda a metà settimana sono intervenuti anche Philiph Horowitz e Richard Klugh, avvocati del gruppo di difesa dei Cinque che considerano che il rifiuto della giudice Joan Lenard di concedere il ritorno a Cuba di René, è un’altra manovra politica contro l’Isola.

Horowitz ha detto che attualmente l’ubicazione di René è segreta e la conosce solo l’ufficiale della libertà vigilata, per evitare possibili i rischi che corre in un paese dove la mafia cubano-americana accusa i Cinque d’essere spie e terroristi.

Sul caso di Gerardo, Klugh ha precisato che i nuovi argomenti della difesa si basano sul reclamo ai servizi d’intelligenza degli USA, perchè facciano conoscere le immagini del satellite in cui si mostra l’ubicazione degli aerei degli Hermanos al Rescate, abbattuti nel 1996 mentre violavano lo spazio aereo cubano.

Una presunta relazione di questo fatto è costata a Gerardo l’accusa di cospirazione per commettere assassinio, e un ergastolo.

(Traduzione Granma Int.)

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La moglie di Fernando Gonzales chiede pubblicamente l’indulto a Barack Obama

 

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Moglie di uno dei Cinque chiede pubblicamente l’indulto a Barack Obama

Lima, 28 ott (Prensa Latina) Rosa Freijanes, moglie di Fernando Gonzalez, uno dei Cinque cubani prigionieri politici negli Stati Uniti, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che conceda loro l’indulto affinché possano ritornare al loro paese.

In un’intervista concessa a EFE, (agenzia di stampa spagnola non esattamente progressista), Rosa afferma che sarebbe un bel gesto degli Stati Uniti quello di lasciare ritornare questi cinque uomini a Cuba perché 13 anni di prigione sono già troppi.

La sposa di Fernando visita Lima in occasione dell’incontro solidale con Cuba ed approfittò per affermare che i parenti dei Cinque stanno sollecitando l'indulto.

Glielo chiediamo pubblicamente, non abbiamo presentato nessun documento, ma se Obama legge la stampa lo sa”, aggregò.

Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez sono fermati nel 1998 in Florida ed un tribunale federale di Miami li dichiarò colpevoli, nel 2001, assegnando loro assurde e spropositate condanne.

Dei Cinque, Renè Gonzalez, ha compiuto la sua condanna ed abbandonò la prigione il 7 ottobre scorso, ma deve ancora compiere tre anni libertà vigilata e non può abbandonare il territorio nordamericano.

Per Freijanes, l'appoggio del Governo cubano è stato vitale per i parenti dei Cinque cubani, in questi 13 lunghi anni di sofferenza.

Raul Castro, il nostro attuale presidente, lo ha detto in Brasile, quando ha affermato che ci restituiscano i nostri Cinque eroi ed il Governo cubano è disposto ad ascoltare, sullo stesso piano, gli Stati Uniti”, ha affermato.

Esiste un doppio discorso del Governo degli Stati Uniti. Da una parte afferma che lotta contro il terrorismo ed a sua volta imprigiona Cinque cubani antiterroristi che solo monitoravano i gruppi terroristi che operano contro Cuba da territorio nordamericano”, così Rosa ha concluso l’intervista a EFE.

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Ida Garberi

Fondazione terrorista contro Cuba dietro la testimonianza contro Gerardo Hernandez

 
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Fondazione terrorista contro Cuba dietro la testimonianza contro Gerardo Hernandez

USA, 27 ott (Prensa Latina) Il principale testimone del Pubblico Ministero contro l'eroe antiterrorista cubano Gerardo Hernandez Nordelo era primo ufficiale di una nave da crociera nordamericana, i cui padroni erano legati alla Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA). Hernandez è stato condannato a due ergastoli più 15 anni di prigione all'essere relazionato con l’abbattimento di due aerei da turismo di un'organizzazione controrivoluzionaria di Miami che sorvolavano il territorio cubano il 24 febbraio 1996, nonostante le avvertenze, e che la Procura sostenne —senza prove—che erano stati abbattuti in acque internazionali.

Il testimone utilizzato per falsificare la verità dell'incidente successo nello spazio aereo cubano, è stato il norvegese-statunitense Bjorn Johansen, primo ufficiale della nave Majesty of the Seas, proprietà della Royal Caribbean Cruises.

Denuncia questo giovedì Granma che questa entità contribuì con 25 000 dollari per la creazione della Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA), organizzazione il cui comitato paramilitare ha spinto, organizzò e finanziò attività terroristiche contro Cuba.

La nota pubblicata riferisce che Johansen aveva come secondo, quando è accaduto l’abbattimento degli aerei da turismo, Pedro G. Whelpton, che si presentò come membro della FNCA e di una chiamata Commissione per lo Sviluppo Economico e la Ricostruzione di Cuba, conosciuta per i suoi attacchi contro l'Isola.

Sottolinea che queste informazioni sono fornite da Fernando Morais, autore del libro sui Cinque: Gli Ultimi Soldati della Guerra Fredda che commentò recentemente questi fatti durante il lancio della sua opera in Brasile.

In una serie di articoli pubblicati dal The New York Times nel 1995, il presidente della Fondazione Nazionale Cubano-Americana in quel momento, Josè Francisco Pepe Hernandez Calvo, include la Royal Caribbean Cruises, tra le 40 imprese che contribuirono con 25 000 dollari per creare la sua organizzazione.

Il fatto più assurdo del caso —precisa—è che nel maggio del 2001, in mezzo ai procedimenti, gli stessi rappresentanti della Procura nel giudizio dei Cinque cubani confessarono che le prove disponibili contro Hernandez nell’accusa tre relativa agli aeroplani, non permettevano di ottenere la sua condanna e sollecitarono ritirarlo.

Tuttavia, la giudice Joan Lenard, deliberatamente ostile ai Cinque, si rifiutò di ricevere il sollecito, ed allora la Procura presentò una ricorso straordinario con questo stesso proposito alla Corte di Appello di Atlanta, che lo ha ugualmente respinto.

È stato così che la giuria, diretta da un funzionario dello Stato, si orientò contro l'accusato Gerardo Hernandez, per credere nella testimonianza del marinaio norvegese-statunitense, connesso con la Fondazione Nazionale Cubano-Americana.

La Procura sostiene che gli aeroplani sono stati abbattuti in acque internazionali nel caso di Gerardo Hernandez, ma gli Stati Uniti si sono rifiutati ripetutamente di consegnare i registri di osservazione satellitare per paura di confermare la certezza delle affermazioni delle autorità dell'Isola, che il loro abbattimento è accaduto nelle acque giurisdizionali cubane.

Ig/AIN

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Le Eroine del Lavoro reclamano giustizia per i Cinque

 

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Le Eroine del Lavoro reclamano giustizia per i Cinque

26.10.11 - Ariel Soler Costafreda www.granma.cu

Le Eroine del Lavoro della Repubblica di Cuba nella provincia de Guantánamo hanno reclamato la liberazione dei Cinque antiterroristi dell’Isola, ingiustamente reclusi nelle carceri degli Stati Uniti.

Enma Gago Pérez, Elvira Guerra Cardona, Petronila Neyra Sánchez e Iveris Olivares Rivera, che hanno ricevuto questo titolo onorifico, hanno firmato la lettera inviata alcuni giorni fa dalla Federazione delle Donne Cubane (FMC) alle statunitensi Michelle Obama, prima dama, e Hillary Clinton, segretaria di Stato degli USA.

La lettera chiede d’intercedere perchè si faccia giustizia nel caso di questi Cinque patrioti, quattro di loro ancora ingiustamente rinchiusi nelle prigioni nordamericane - dal 1998 – e perchè si permetta di tornare a casa al quinto, René González.

René ha terminato il suo periodo d’ingiusta condanna il 7 ottobre ultimo, ma è stato condannato a rimanere negli Stati Uniti altri tre anni, in ‘libertà vigilata’

Il documento approvato da 190600 federate della provincia di Guantánamo nelle loro riunioni nelle città e montagne, indica che Michelle ed Hillary, come madri, sorelle e mogli possono intercedere per evitare le terribili conseguenze dell’ingiustizia contro questi Eroi.

Le guantanamere, come tutte le donne cubane, fanno appello allo stretto vincolo di queste figure statunitensi con Barack Obama, perchè siano mediatrici per la scarcerazione dei Cinque.

Hanno firmato il documento personalità come Graziella Pogolotti, Premio Nazionale di Letteratura; Omara Portuondo, Premio Nacional della Musica; la prima ballerina assoluta Alicia Alonso; Mireya Luis, campionessa olimpica di pallavolo, y Ofelia Ortega Suárez, presidentessa del Consiglio Mondiale delle Chiese per l’area dell’America Latina e dei Caraibi, tra le varie migliaia.

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Il clamore internazionale sarà  la chiave affinché il caso dei Cinque sia riconsiderato.

 

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Il clamore internazionale sarà la chiave affinché il caso dei Cinque sia riconsiderato

Madrid, 26 ott (Prensa Latina) L'avvocato Josè Pertierra reiterò ieri sera la denuncia che mantengono esperti e comitati per la liberazione dei Cinque dalla recente scarcerazione dell'antiterrorista cubano Renè Gonzalez che è stato obbligato a rimanere nel sud della Florida, territorio strapieno dai rappresentanti dell'estrema destra anticubana, nonostante il suo desiderio di ritornare all'isola. Lo specialista in diritto internazionale ha affermato che qualunque attuazione contro Renè ricadrà sulla coscienza di coloro che hanno imposto la sua ritenzione negli Stati Uniti.

Durante la sua conferenza nel Club degli Amici dell'UNESCO a Madrid, Pertierra condannò la scalata di sabotaggi che sono costati la vita a due mila 478 cubani, tra loro i passeggeri e l’equipaggio del volo di Cubana di Aviazione che nel 1976 è caduto alle Barbados come conseguenza dell'attentato terrorista ordito da Luis Posada Carriles da territorio venezuelano.

Il governo bolivariano del Venezuela incaricò Josè Pertierra per il processo di estradizione di Posada Carriles, residente a Miami ed anche responsabile della collocazione di bombe in centri turistici de L'Avana durante la decade degli anni 90.

Davanti all'impunità con cui si perpetrarono tali atti i Cinque cubani hanno compiuto la missione di apportare informazioni sui piani terroristi contro Cuba progettati dagli Stati Uniti. Le prove documentali sono sttae consegnate dalle autorità dell'isola all’FBI, esecutore dell'operazione che ha scatenato il processo piagato di irregolarità e di sentenze abusive, indotte dal clima di tensione di gruppi estremisti radicati nella Florida.

L'avvocato Josè Pertierra ha affermato che il caso dei Cinque e quello di Luis Posada Carriles -ancora in libertà - colpisce la nazione degli Stati Uniti per l'ingiustizia del suo governo e della doppia morale della sua politica di stato sul terrorismo.

Denunciare questi fatti e reclamare la coscienza sociale è l'aiuto che necessitiamo affinché rimangano in libertà”, ha argomentato Josè Pertierra davanti ad un numeroso gruppo di attivisti spagnoli a beneficio dei Cinque, di rappresentanti dei collettivi di solidarietà con Cuba e di integranti di forum sociali.

Ig/www.cubadebate.cu

Avvocato statunitense considera crudele la sanzione ad antiterrorista cubano

 

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Avvocato statunitense considera crudele la sanzione ad antiterrorista cubano

Madrid, 24 ott (Prensa Latina) L'avvocato Josè Pertierra ha considerato oggi qui una punizione addizionale la libertà vigilata imposta a Renè Gonzalez, primo dei cinque antiterroristi cubani incarcerati ad uscire dalla sua ingiusta reclusione di più di 13 anni. In una conferenza dettata nell'Università Complutense di Madrid, il riconosciuto giurista considerò una crudeltà la decisione della giustizia nordamericana di mantenere Renè, che è stato scarcerato dopo aver compiuto la sua sentenza ed ha esteriorizzato il suo desiderio di ritornare a Cuba.

È una bestialità irresponsabile del Governo degli Stati Uniti obbligarlo a rimanere sotto libertà vigilata giusto dove convivono in maniera impune conosciuti terroristi ed esiste un odio viscerale verso l'isola, ha denunciato Pertierra in allusione al Sud della Florida.

Con vari riconoscimenti internazionali per il suo lavoro a beneficio dei diritti umani, l'avvocato impartì questo lunedì un colloquio nel Complutense sui processi giudiziali e politici contro il terrorismo negli Stati Uniti.

Davanti a studenti della facoltà di Scienze Politiche di questo centro di alti studi, Pertierra contrastò il processo del connotato terrorista internazionale Luis Posada Carriles con quello dei Cinque lottatori della maggiore delle Antille.

A suo giudizio, quello di Posada Carriles è il caso più emblematico del terrorismo di Stato applicato contro la nazione antillana durante più di mezzo secolo, per trattarsi dell'autore dell'esplosione di un aeroplano con 73 passeggeri a bordo nel 1976.

Potete immaginare l'orrore che si è prodotto in quell'aeronave quando esplosero due bombe in plenum volo”, ha enfatizzato il giurista, che ricordò che non sono mai stati recuperati i corpi di 58 delle vittime di quell'orrendo crimine.

Pertierra che rappresentò il Venezuela nel processo contro Posada Carriles, si riferì, inoltre, alla collocazione delle bombe negli hotel cubani durante la decade del 1990 del secolo scorso, dove la mano di Posada Carriles è stata la responsabile che contrattò i mercenari salvadoregni e guatemaltechi.

Precisamente, la missione di Renè, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez era frenare questa campagna di terrore, mediante la loro infiltrazione in organizzazioni terroriste collocate a Miami, in Florida, sottolineò.

Secondo l'avvocato, questi gruppi godono di totale impunità negli Stati Uniti e per ciò l'isola caraibica si vide obbligata ad inviare i Cinque.

Il lavoro dei Cinque era accumulare evidenze su questi piani violenti per proteggere il loro paese e per questo motivo sono sttai condannati, mentre Posada Carriles continua libero, ha sottolineato Pertierra, che rappresenta il Venezuela nel caso dell'estradizione di questo criminale confesso.

All'atto nel Complutense, convocato, tra le altre, dalla Piattaforma Bolivariana di Solidarietà con Venezuela e la Coordinatrice Statale di Solidarietà con Cuba, ha assistito qui l'ambasciatore di Caracas in Madrid, Bernardo Alvarez, e diplomatici della missione de L'Avana.

Ig/edu

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Olga Salanueva: “Se succede qualcosa a Renè, la responsabilità  sarà  del governo degli USA”

 

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Olga Salanueva: “Se succede qualcosa a Renè, la responsabilità sarà del governo degli Stati Uniti”

Dailén Vega - Jorge Legañoa

Olga Salanueva, la moglie di René Gonzalez, ha detto a L’Avana che se succederà qualcosa a suo marito la responsabilità cadrà sugli USA.

(René) uscito di prigione il 7 ottobre per tre anni deve stare in regime di semi libertà nel sud della Florida, è solo e si si trova in grave pericolo, le ragazze sono già tornate (...) ,

Esigiamo dal governo degli USA che ha mezzi e risorse di uomini disponibili che vegli per l'integrità fisica di Renè ,cosa che sino ad oggi non ha fatto.

Olga ha detto di non conoscere i dettagli delle condizioni del regime di libertà vigilata imposte a Rene ma ha segnalato che non può stabilire contatti con i suoi compagni ne per telefono ne per lettera e deve continuare a ricevere informazioni su come stanno d (Ramón, Gerardo, Fernando y Tony) attraverso i familiari. Non puole portare armi di nessun tipo e se qualcuno viene ad aggredirlo non può difendersi.

In questo momento Renè è con suo padre, anche la madre spera di vederlo presto “....

Olga ha sottolineato che è convinta che René che in qualunque posto dove si trovi continuerà a lottare perché si aprano le grate delle prigioni dove stanno i suoi quattro fratelli e che possano ritornare I Cinque in Cuba."

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La Rete in Difesa dell’Umanità  reclama giustizia in difesa dei Cinque cubani

 

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La Rete in Difesa dell’Umanità reclama giustizia in difesa dei Cinque cubani

L’Avana, 20 ott (Prensa Latina) Famosi intellettuali, artisti e personalità del mondo intero, hanno chiesto al governo degli Stati Uniti “l'immediato ritorno di Renè Gonzalez (in libertà vigilata da alcuni giorni) al suo paese e la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez”. La dichiarazione, promossa per la Rete delle Reti in Difesa dell'Umanità è aperta alla firma di tutte e tutti quelli che desiderino sommarsi. Di seguito riportiamo il testo integrale della dichiarazione e riportiamo il link per potere aderire alla campagna:

Appoggiamo Cuba nel suo appello alla giustizia

Gli atti terroristi contro Cuba, hanno riscosso più di tre mila vite ed hanno causato lesioni e handicap a oltre due mila persone innocenti. Famosi criminali, autori di attentati, assassinati e sabotaggi, sono liberi oggi in Florida.

Cinque giovani cubani che vigilavano in difesa del loro paese le organizzazioni terroriste più aggressive che sono venute operando con assoluta impunità in territorio statunitense, sono stati catturati a Miami nel 1998 e condannati ad estese pene di carcere in questa città, attraverso un processo imbrogliato e sotto la pressione e l'ostilità dei mas media pagati con denaro federale.

Renè Gonzalez, il primo dei Cinque che ha compiuto la sua ingiusta condanna, deve rimanere per tre anni in regime di libertà vigilata in territorio statunitense, invece di ritornare alla sua Patria ed alla sua famiglia.

I sotto firmatari esigiamo al Governo degli Stati Uniti l'immediato ritorno di Renè Gonzalez al suo paese e la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.

 

Firme iniziali:

 

Adolfo Pérez Esquivel, Elfriede Jelinek, Zhores Alfiorov, Nadine Gordimer, Rigoberta Menchú, Noam Chomsky, Oscar Niemeyer, Eduardo Galeano, Danny Glover, Alfonso Sastre, Alice Walker, Pablo González Casanova, Roberto Fernández Retamar, Rafael Cancel Miranda, Enrique Herrera, Ignacio Ramonet, Frei Betto, Gianni Miná, Samir Amin, Tariq Ali, Istvan Meszaros, Ramsey Clark, Yeicdkol Polevnsky Gurwitz, Fina García Marruz, Armand Mattelart, Luis Britto García, Cindy Sheehan, Dennis Banks, Thiago de Mello, Cynthia McKinney, Tomás Borge, Miguel Barnet, Miguel D'Escoto, Manu Chao, Saul Landau, Oscar González, Silvio Rodríguez, Luis Eduardo Aute, Daniel Viglietti, Francois Houtart, Vijay Prashad, Graziella Pogolotti, Miguel Bonasso, Domenico Losurdo, Atilio Borón, Noah Gimbel, Alfredo Guevara, Fernando Morais, Walter Salles, Marcelino dos Santos, Paul Estrade, Esperanza Martínez,Martin Almada, Belén Gopegui, Ariel Dorfman, Ernesto Cardenal, Elmar Altvater, William Blum, Jorge Fons, Omara Portuondo, Federico Mayor Zaragoza, Piero Gleijeses, Eric Toussaint, Ernest Pépin, Paul Leduc, Jorge Sanjinés, Leo Brower, Stella Calloni, Juan Bañuelos, Frank Fernández, Constantino Bértolo, Tato Pavlovsky, Víctor Flores Olea, Pascual Serrano, Theotonio dos Santos, Isaac Rosa, César Portillo de la Luz, Manuel Cabieses, Marjorie Cohn, Magdalena Gómez, Guillermo Toledo Monsalve, Víctor Heredia, Héctor Díaz-Polanco, Santiago Alba Rico, Richard Gott, Amiri Baraka, Amina Baraka, Hildebrando Pérez Grande, Poli Délano, Setsuko Ono, Carlos Fernández Liria, Andy Spahn, Luisa Vicioso, Pedro Lemebel, Keith Ellis, Franz Hinkelammert, Marco A. Gandásegui,Antoine Blanca, Frida Modak, Michele Matterlart, Carlos Fernández Liria, Juan Segarra Palmer, Luis Rosa Pérez, Roberto Montoya, Norman Girvan, Juan Madrid, Carlo Frabetti, Irene Amador, Jane Franklin, Danny Rivera, Pablo Marcano García, Farruco Sesto, Emir Sader, Keorapetse Kgositsile, Gilberto López y Rivas, Coriún Aharoniam, Brian Becker, Raúl Pérez Torres, James Cockcroft, Luciano Vasapollo, Ana Esther Ceceña, Carmen Bohórquez, Hugo Móldiz, Franck Gaudichaud, Adamos Katsantonis, Alicia Hermida, Jaime Losada, Bernard Cassen, Michael Parenti, Vicente Romano, Mitchel Cohen, Digna Guerra, Pablo Armando Fernández, Carilda Oliver Labra, Antonio Preciado, José Steinsleger, Peter Bohmer, Vicente Battista, Susú Pecoraro, Isabel Parra, Ramón Chao, César López, Jaime Sarusky, Reynaldo González, Antón Arrufat, Alfredo Vera Arrata, Pablo Guayasamín, Jaime Caycedo, Fernando Buen Abad, Higinio Polo, Marcos Roitman, Joao Pedro Stedile, Juan Carlos Camaño, Arturo Corcuera, Boris Kagarlitsky, Sandra Levinson, Carlos Fazio, Salim Lamrani, Javier Couso, Maribel Pemuy, Fernando Rendón, Montserrat Ponsa, Ana Rossetti, Shailja Patel, Jorge Bocannera, Red Ronnie, Lasse Söderberg, Hans-Otto Dill, Hernando Calvo Ospina, Iraida Malberti, Carlos A. Cremata, Juan Carlos Cremata, Winston Orrillo, Sergio Vitier, Guido López Gavilán, Martha E. Valdés, Sara González, Rogelio Martínez Furé, Andrés Sorel, Maurice Lemoine, Heidi Boghosian, Ramón Akal, Richard Becker, Gloria la Riva, Zolani Mkiva, Víctor Ego Ducrot, Beth Carvalho, Raly Barrionuevo, Yamandú Acosta, Luis Arizmendi, Javier Corcuera, Jorge Beinstein, Miguel Urbano, Beatriz Stolowicz, Sargento García, Arnoldo Mora, Gioconda Belli, Pepe Escobar, Robinson Salazar, Electo Silva, María Teresa Linares, Luis Carbonell, , Elma Beatriz Rosado, Rosa Meneses Albizu-Campos, Faride Zerán, Gilberto Maringoni, William Osuna, Nils Castro, Antoine Chao, Cecilia Todd, Pablo Romo, John Gerassi, Roy Brown, Jack Hirschman, Edmundo Aray, Aram Aharonian, Margarita Zapata, Horacio González, Claudia Gómez Haro, Osvaldo León, Medea Benjamin, Roberto Valera, Jesús Ortega, Enrique Bonne, Wilfredo S. Naranjo, Félix Hernández Gamundi, Alejandro Moreano, Satchid Anandan, Carlos Alberto Almeida, Arnold August, Juan Antonio Hormigón, Marielle Nicolas, Rita Martufi, Paulo Nakatani, Claudio Katz, James Early, Plinio de A. Sampaio Jr., Julio García Espinosa, José Villa Soberón, Omar Valiño, Magda González, Rudy Mora, Senel Paz, David Couso, Carlos Martínez, Luis Bilbao, Blanca Chancosa, Michael Avery, Ricardo Flecha, Luis Morlote Rivas, Francisco Villa, José Pertierra, Ivette Viant, Eslinda Nuñez, Nancy Morejón, Carlos Padron, Lesbia Vent Dumois, Walter Martínez Alvez,Ana Ramos, Alessandra Riccio, Susana Oviedo Rosales, Claribel Alegría, Maricarmen Montes, Rachid Boudjedra, Ángel Guerra, Adelaida de Juan, Flora Fong, José Fuster, José A. Choy, Manuel López Oliva, Alejandro Torres Rivera, Cesar Lazo, Reynaldo Naranjo, Rosina Valcárcel, Marcela Pérez Silva, Saskia Guayasamín, Verenice Guayasamín, Milagros Rivera, Marta Harnecker, Michael Lebowitz, Carlos Prigollini, César Seco, Lil Rodríguez, G. Arturo Limón, Gaetano Longo, Cassimiro de Britto, Claudia Camba, Daniel del Solar, Margarita Favela Gavia, Fanny Palacios, Pádraig Ó Cíobháin, Luis Martin Cabrera, Gabriel Rosenstock, Álvaro Miranda, Bruno Portuguez, Jotamario Arbeláez, Sara Rosenberg, Etna Velarde, Federico García, Antonio Gaztambide-Géigel, Israel Shamir, Reinaldo Montesinos, Gerardo Alfonso, Alberto Faya, María Felicia Pérez, Roberto Chorens, Juan Piñera, Caridad Diez, Omar Felipe Mauri, Aida Bahr, Raúl Alzaga, Ángeles Maestro, Pilar Roca, Ivana Jinkings, Chiara Varese, Francisco Adrianzén, Eva Björklund, Pepe Viñoles, Gustavo Espinoza, Antonio Maira, Arturo Arango, Marilyn Bobes, Marta Rojas, Eduardo Heras León, Gabriel Impaglione, Enrique Molina, Verónica Lynn, Daisy Granados, Juan Carlos Monedero, Tanita Temoche, Claudia Korol, Juano Vilafañe, Gerardo Fulleda León, Alden Knight, Nieves Riovalles, María Elena Molinet, René de la Nuez, Humberto Hernández, Agneta Falk, Joseba Macías, Roberto Sánchez, Beatriz Rajland, Juan Diego García, Cristina Prigollini, Steffen Prigollini, Marco Velázquez, Luciano Alzaga, Marisa Rosado, María Toledano, Miguel Mirra, Susana Moreira, Alicia Jrapko, Jacobo Rauskin, Nayar López Castellanos, Manuel de la Rica, Harald Neuber, Ángel Juárez, José Rivera, Pedro Pablo Oliva, Ángel Alderete, Roberto Chile, Mauricio Hernández, Germán Ojeda, Hiram Guadalupe Pérez, Rebeca Chávez, Xiomara Blanco, Aitana Alberti, Alex Pausides, Salah Ahmine, Tito Alvarado, Giovanna Mulas, Raúl Delgado Wise, Lina de Feria, José Luis Fariñas, Juana García Abás, Jaime Gómez Triana, Matías Bosch, Javier Maqua Lara, Gloria Berrocal, Marcio Alfonso Vargas Aguilar, Adnan Ozer, Euphrase Kezilahabi, Carmen Rosa Balbi, Agnar Artúvertin, Enrique Colina, Rolando Pérez Betancourt, José Ramón Artigas, Alberto Luberta, Caridad Martínez, Laura Albizu-Campos Meneses, Jaime Chao, María Cristina Meneses Albizu-Campos, Liudmila Quincoses, Carlos Rodríguez Almaguer, Simón Zavala Guzmán, Rolando Revagliatti, Nery R. Toledo Álvarez, Flor Joglar, Patricia Barba, Eddy Rafael Pérez, Ricardo Luis Plaul, Eduardo Gómez, Carlos Carbone, Miguel Marquez, Antonio Trujillo, Luis Alberto Crespo, Pedro Ruiz, Leonardo G. Ruiz, Sol Linares, Ana María Oviedo Palomares, Julio Borromé, Inés Ruiz, Luis Emilio Romero, Jesús Trejo, Nelson Montiel, Yarisma Unda, Arnaldo Erazzo,Naylet Sierra, Arnulfo Quintero, Dory Rojas, Esmeralda Torres, Raday Ojeda, Yuri Patiño, Jose Gregorio González, Ana Carolina Saavedra, Andrés Mejía, Eduardo Mariño, Franklin Ledezma Candanedo, Daniel Vilá, Julio Bepré, Fabricio Estrada, José Rubens Mascarenhas de Almeida, Paul Fortis, Gustavo Díaz, Gil Zu, Victor Nogal, Felipe Rivas, Gabriel Jaime Franco, Carlos Andrés Sepúlveda, Agustin di Palma, Italo S. Bertoni, Rafael Quiroz, José Manuel Flanders, Jairo Guzmán, Adriana Vega, Annalisa Melandri, Andrea Herrán Pintos, Rafael Patiño, Edhit Muños Campana, Pilar Zumel Montes, Rebeca Becera, Jean Ortiz, Víctor Manuel Ramos, Gloria Chvatal, Jesús Cabrera, Luciano D. Castillo, José Massip, Rosa María Ahumada, Rosa Carlota Vargas Forona, Patricio Díaz Almirón, Silvina Delgado, Barón Hidrovo Solórzano, Mario Abel Cepeda, Rogelio Di Marco, Cristian O. Berlangha, Oscar Morán Toledo, Sebastián C. Oberti, Clara Muñoz, Irina González, Lázaro Elizardo Castillo Pérez, Esneider Gutiérrez, Leonardo García Rodríguez, Ernesto Rivera Rodríguez, Iriám Olivares Anglodes, Isaily Pérez González, Antonio E. González Rojas, Michel Pérez Abreu, Annielis Pérez Dieppa, Osmany González Vargas, Alcides C. González Díaz, Carelsy Falcón Calzadilla, Luvel García, Jorge Enrique Rodríguez, Silvio Alejandro Rodríguez, Irak Sáenz Horta, Carmela Núñez Linares, Leovaldo Díaz Fernández, Eric Méndez, Marihue Fong, Susana Haug, Rewell Altunaga, Naivy Pérez, Yoel Rivero, Israel Domínguez, Karel Ducasse, Legna Rodríguez, Daer Pozo Ramírez, Miguel Sotomayor, Natacha Santiago, Sergio Leyva, Juan Saxe, Asociación de Trabajadores del Carare, Red Nacional de Escritoras y Escritores Socialistas de Venezuela, Coalición Tendencia Clasista, El Movimiento Urbano Popular-Frente Nacional del Movimiento Urbano Popular (MUP-FNAMUP), Comité Amigos de Puerto Rico, Brigada político-literaria Roberto Obregón, del FRENTE POPULAR de Guatemala, Frente Cultural Esther María Osses, Comisión Coordinadora del Movimiento de Solidaridad Nuestra America”.

 

Ida Garberi

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Morais rende onore a Renè

 
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Morais rende onore a Renè

Alejandro Gomez*

A Renè Gonzalez, uno dei Cinque eroi antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti da più di 13 anni, lo scrittore brasiliano Fernando Morais dedica il primo capitolo del suo libro “Gli ultimi soldati della Guerra Fredda”. Nel suo libro presentato in Brasile il 23 agosto scorso, Morais racconta sul lavoro realizzato dai Cinque eroi nella loro lotta contro il terrorismo per inserirsi nei gruppi estremisti stabiliti in Florida, negli Stati Uniti, con lo scopo di informare Cuba sulle azioni violente di questi gruppi indirizzate contro l’isola dei Caraibi.

 

Morais rivela che Cuba ha bisogno di proteggersi dalle azioni terroriste di questi gruppi. Lui svolge il suo lavoro prendendo come fonti documenti ufficiali, oltre a 40 interviste che ha realizzato durante due anni di ricerca. Una di queste interviste è stata fatta allo stesso Renè, l’unico tra i Cinque, che ha intervistato tramite la posta elettronica.

Renè è libero dopo aver compiuto la sua condanna, però la giudice del caso ha rifiutato la mozione che gli avrebbe permesso di ritornare a Cuba e dovrà rimanere tre anni in più nel territorio nordamericano, cosa che metterà a rischio la sua integrità fisica per essere, questo territorio, il rifugio dei gruppi estremisti anticubani.

Nel capitolo intitolato “Veterano della guerra in Angola” Morais racconta che Renè Gonzalez è nato a Chicago, negli Stati Uniti, nel 1956, dall’unione di suo padre, Candido con sua madre Irma Sehwerert, nipote di tedeschi e figlia di cubani emigrati, unione della quale è anche frutto Roberto, nato anche a Chicago, nel 1958.

Nel 1961 la famiglia ritorna a Cuba e nel 1983 Renè conosce Olga, tre anni più giovane di lui. Allora René aveva 27 anni ed era già un veterano della guerra di Angola ed era stato decorato dal governo cubano con la medaglia di combattente internazionalista. Morais indica e aggiunge che questo non era qualcosa di eccezionale a Cuba perché a quell’epoca mezzo milione di cittadini dell’isola avevano già compiuto una missione del genere in diverse parti del mondo.

Lo scrittore brasiliano indica che Renè, poi, rubò un aereo dalla base dove lavorava e che ha abbandonato Cuba l’8 dicembre 1990 per atterrare a Miami, dove è stato accolto come un eroe e dove ha dovuto svolgere le più diverse azioni per mantenersi, fino a quando è riuscito ad inserirsi nell’organizzazione “Hermanos al Rescate”.

Racconta che l’associazione essendo stata creata da Josè Basulto, un agente della CIA degli Stati Uniti e contando con una bella flotta di aeronavi, Hermanos al Rescate, è diventata una delle associazioni che ha fatto più provocazioni a Cuba e che in diverse occasioni ha violentato lo spazio aereo cubano con l’obiettivo di lanciare della pubblicità contro il governo e perfino delle medaglie con l’immagine della madonna Caridad Del Cobre, patrona dell’isola dei Caraibi.

Dopo guadagnarsi la fiducia di Basulto, Renè ha partecipato in numerosi voli illegali sulla capitale cubana, in compagnia del capo di Hermanos al Rescate o insieme a giornalisti di diversi canali televisivi di Miami, i cui articoli costituivano uno stimolo perché nuovi avventurieri si facessero coraggio per attraversare lo stretto della Florida non solo in cerca di una nuova vita, ma disposti a inserirsi in questi gruppi d’aggressione contro Cuba.

Durante la presentazione in Brasilia del libro “Gli ultimi soldati della Guerra Fredda” il 15 settembre scorso, Morais si è rifiutato di considerare un’azione di spionaggio, quella di Renè e del resto del gruppo di cubani che si sono inseriti in questi gruppi estremisti di Miami, con lo scopo di informare anticipatamente sugli atti terroristi che preparavano contro l’isola.

Ha anche ricordato che in marzo scorso era a Cuba quando l’ex presidente statunitense James Carter ha offerto una conferenza stampa nella quale ha affermato che l’incarcerazione dei Cinque cubani non ha nessun senso.

 

Ha aggiunto che appena sarebbe arrivato a Washington, avrebbe chiesto al presidente Barack Obama di indultare i Cinque cubani perché sono stati vittime di un errore giudiziale.

Per Morais le eccessive condanne ed il processo giudiziale contro i Cinque ha costituito una crudeltà giuridica. Adesso, ha sottolineato, speriamo che Obama ponga fine a questa ingiustizia e li indulti se realmente vuole uscire dalla presidenza avendo fatto una bella figura.

Lo scrittore brasiliano ha considerato inoltre che Obama oggi ha anche la possibilità di mettere fine a quell’altra crudeltà che è il bloqueo economico contro Cuba, che dura da più di mezzo secolo.

*corrispondente di Prensa Latina in Brasile

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Inchiesta britannica rivela l’innocenza degli antiterroristi cubani

 
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Inchiesta britannica rivela l’innocenza degli antiterroristi cubani

Londra, 17 ott (Prensa Latina) Un 96% dell'opinione pubblica considerò in maniera categorica in un'inchiesta del settimanale britannico The Economist che le condanne ai Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti sono state ingiuste. Renè Gonzalez, uno dei Cinque cubani infiltrati nei gruppi di esiliati a Miami, è stato recentemente liberato di prigione. Le condanne al gruppo sono state da 15 anni a due ergastoli. Lei pensa che sono state giuste?, ha interrogato The Economist i suoi lettori.

Dopo scrutarsi circa 4445 voti, l'indagine del giornale di Regno Unito che aprì le sue votazioni l’11 ottobre ed ha terminato il 17 ottobre, registrò un opprimente appoggio (96%) all'innocenza degli antiterroristi dello Stato caraibico.

Cuba ha sofferto più di 3000 morti causate da terroristi rifugiati in suolo statunitense e di loro, Luis Posada Carriles, autore intellettuale dell'esplosione di un aeroplano civile cubano nel 1976, è considerato un eroe a Miami.

Posada Carriles non è stato mai giudicato per i suoi crimini, denunciò uno degli intervistati giustificando il suo voto.

I Cinque hanno allertato sulle attività di gruppi terroristi di Miami per evitare attacchi a civili e turisti in Cuba. Al governo degli Stati Uniti non importa tutto ciò e perfino peggio: coopera coi terroristi, ha aggiunto.

Ig/jha

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Il messaggio di René Gonzà¡lez al popolo di Cuba

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Il messaggio di René González al popolo di Cuba

Queste parole sono per il mio popolo al quale le debbo dal giorno in cui sono uscito dal carcere e che non ho potuto inviare per le circostanze che costituivano la necessità di fare un viaggio sicuro prima di poterle inviare.

È difficile realmente dirigersi ad un popolo che si ama tanto e del quale uno si sente parte, attraverso un video, ma sentivo la necessità di comunicare con voi e dirvi quanta gratitudine sentiamo per tutto quello che avete fatto, spiegare che ci siamo sentiti molto accompagnati dalle migliaia di messaggi, le lettere dei bambini, di tutti i collettivi di lavoro e di studio che da Cuba ci hanno inviato i loro messaggi, l’appoggio che non ci è mai mancato e che ci ha alimentato in questi anni d’ingiustizia, che sono già troppi.

Per me questo momento di felicità che condividiamo è semplicemente una parentesi in una storia di abusi nella quale non è ancora stato fatto un apice di giustizia. Il fatto che io adesso sia fuori dal carcere significa solamente che è terminata una strada di abusi ai quali sono stato sottoposto, ma abbiamo quattro fratelli che dobbiamo riscattare, perchè necessitiamo che stiano insieme a noi e con i loro familiari, che stiano tra di voi, dando il meglio di sè, e non in questi luoghi dove stanno, dove si alzano, si svegliano ogni giorno, vanno a una mensa dove non devono mangiare, stanno tra gente tra la quale non devono stare, e realmente necessitiamo continuare questa lotta per farli uscire, presto.

Per me questa è solo una trincea, un nuovo luogo nel quale continuerò a lottare per che si faccia giustizia e come i Cinque si possa ritornate assieme a voi.

Voglio mandare un saluto speciale ai familiari degli altri quattro fratelli che davvero mi hanno commosso con la loro allegria, realmente giunge nel profondo quando uno parla per telefono con una persona che sa che ha un figlio in carcere, un marito in carcere e riceve la mia libertà come fosse la libertà di uno dei suoi.

A me, davvero, questo mi commuove e m’impegna e dobbiamo continuare a fare questa lotta perchè loro non meritano di stare dove sono.

A tutto il mio popolo, a tutti coloro che in tutti questi anni ci hanno accompagnato in tutto il mondo, che sono stati migliaia, con i quali siamo riusciti poco a poco a rompere questo blocco dell’ informazione, rompere il silenzio che le grandi corporazioni della stampa hanno costruito attorno al caso, estendo da parte dei Cinque il mio profondo ringraziamento, e il mio impegno di continuare a rappresentarvi come meritate, che in definitiva è quello che stiamo facendo, i Cinque, perchè non siamo solamente Cinque, ma siamo un popolo completo che ha resistito per 50 anni.

È grazie a questo che noi stiamo resistendo ancora perchè ci ispiriamo a voi, perchè sappiamo che vi rappresentiamo e non vi tradiremo mai, e saremo sempre all’altezza che vi meritate.

 

Un abbraccio per tutti.

I Cinque vi vogliono bene in qualsiasi luogo si trovino.

(Versione stenografica del Consiglio di Stato(Traduzione Gioia Minuti)

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Premio Nobel reclama libertà  piena di antiterrorista cubano

 
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UN TEMPO IL PREMIO NOBEL PER LA PACE VENIVA DATO A PERSONE CHE CON UMANITA', PRINCIPI,VALORI ... LOTTAVANO PER UN MONDO MIGLIORE, OGGI SI E' TRASFORMATO IN PREMIO IGNOBEL E VIENE DATO A GUERRAFONDAI IMPERIALISTI, ANTICOMUNISTI .(By Sandino)

 

Premio Nobel reclama libertà piena di antiterrorista cubano

Buenos Aires, 13 ott (Prensa Latina) Il Premio Nobel della Pace Adolfo Perez Esquivel ha chiesto oggi qui la libertà piena ed il ritorno a Cuba di Renè Gonzalez e la scarcerazione dei suoi quattro compatrioti che rimangono ingiustamente carcerati negli Stati Uniti. Speriamo che il Congresso, il popolo ed il presidente nordamericano, Barack Obama, abbiano la grandezza di agire con dignità in favore della Verità e della Giustizia ed il diritto dei popoli, sottolineò il distaccato lottatore per i diritti umani.

In un messaggio, il presidente del Servizio Pace e Giustizia (Serpaj) in Argentina enfatizzò che la liberazione di Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez è il clamore dei popoli che lottano per un mondo più giusto e fraterno.

A nome dei diritti umani, aggrega, il governo di questa nazione li viola sistematicamente nel loro paese ed all'estero provocando distruzione e morte, ed a nome della democrazia si persegue a coloro che reclamano rispetto ai loro diritti.

Denuncia ugualmente che a nome della lotta contro il terrorismo, gli USA esercitano il terrorismo di Stato, invadono gli altri paesi, torturano, assassinano, violano il diritto delle persone ed i popoli ed a nome della stessa libertà, si restringe ed impone la paura alla libertà.

A nome della giustizia -continua - si commettono ingiustizie, come quella applicata ai Cinque cubani prigionieri politici negli USA, che non possono essere visitati dalle loro mogli e figli, negando loro i visti per anni, nonostante gli appelli umanitari nel mondo.

Con relazione al caso di Renè Gonzalez, che è uscito dal carcere la settimana scorsa ma dovrà compiere tre anni di libertà vigilata, segnala che costituisce un'immoralità mantenerlo alla mercè di coloro che vogliono distruggerlo, violando i suoi diritti di ritornare a Cuba e potere riunirsi con la sua famiglia ed il suo popolo.

I Cinque cubani sono rimasti durante più di 13 anni in prigioni statunitensi dove compiono condanne che arrivano fino a due ergastoli più 15 anni di privazione di libertà.

Ig/mpm

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UN MONDO DI SOLIDARIETA' INTORNO A RENE'

 

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Sono pronto a continuare la lotta, sino alla mia morte” Ha affermato René uscendo dalla prigione dopo aver passato la notte confinato nel buco

Leandro Maceo Leyva

Sono pronto a continuare la lotta, sino alla mia morte”, sono state le prime parole dette da René González dopo aver abbracciato e baciato le figlie, Ivette e Irmita, che hanno filmato il commovente incontro all’uscita dalla prigione di Marianna, in Florida, all’alba di venerdì 7, dove lo aspettavano anche Candido e Roberto, padre e fratello dell’Eroe.

René con sua figlia Irmita e suo padre Candido, all’uscita dalla prigione.

La Tavola rotonda della televisione cubana ha trasmesso il video riprodotto anche dal sito web Cubadebate.

Amore, tesoro mio, come stai ? (... ) dicono che sto davvero bene. Qui c’è tua figlia maggiore che mi filma... sono bellissime tutte e due” ha detto per telefono a sua moglie Olga Salanueva che non ha avuto –come su madre Irma- il permesso degli Stati Uniti di viaggiare e stare al suo fianco.

La sera prima dell’uscita dal carcere è stato confinato nel ‘buco’, la cella di castigo, dalle autorità carcerarie.

Ho passato il resto della notte nel ‘buco’, ma ho dormito bene e quando mi hanno aperto ho fatto un salto come un redivivo. Tutto è stato rapidissimo: da quando hanno aperto li ‘buco’ all’uscita, 10 minuti”, ha raccontato.

René lo si vede nel video mentre canta ‘El Mayor’, la canzone di Silvio Rodríguez, mentre va con le figlie e suo fratello nell’automobile che lo porta al luogo in cui risiederà in Florida, per scontare questa nuova condanna imposta dalla giudice Joan Lenard.

L’Eroe cubano si è presentato martedì 11, accompagnato dal suo avvocato Philip Horowitz, all’ufficiale di controllo della Corte Federale della Florida, dando inizio formalmente al suo regime di libertà vigilata.

 

(Traduzione Granma Int)

USA: noti artisti reclamano la completa libertà per Renè

Jorge V. Jaime

Un gruppo di artisti degli Stati Uniti ha inviato una lettera al presidente Barack Obama, esigendo la completa libertà di movimento dell’antiterrorista cubano René González. La notizia proviene dal Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque Cubani che ha redatto il comunicato, nel quale dice che la lettera forma parte della campagna Attori e Artisti Uniti per la Libertà dei Cinque Cubani e reclama dal democratico Obama il ritorno immediato di González a Cuba riunito con la moglie, le figlie e il resto della sua famiglia.

Tra le personalità che hanno firmato il messaggio ci sono Edward Asner, Jackson Browne, Peter Coyote, Héctor Elizondo, Mike Farrell, Richard Foos, Danny Glover, Elliott Gould, Greg Landau, Francisco Letelier, Esai Morales, Michael O'Keefe, Bonnie Raitt, Susan Sarandon, Pete Seeger, Andy Spahn e Haskell Wexler.

René González, arrestato nel 1998 e condannato nel 2001 a 15 anni per cospirazione è stato liberato il 7 ottobre dopo aver scontato la condanna, ma una giudice della Florida gli ha negato il permesso per viaggiare e riunirsi con la famiglia in Cuba.

Non solo l’ordine che passi tre anni addizionali in libertà vigilata negli Stati Uniti è straordinariamente punitivo, ma costituisce un insulto gratuito che aggrava sempre più le deteriorate relazioni tra i due paesi, sottolinea la lettera.

La decisione è causa di maggior dolore per la famiglia di quest’uomo, perchpe prolunga la separazione per altri tre anni, aggiunge la nota citata dal Comitato Internazionale, da Oakland, in California.

Per 13 anni il governo di Washington ha negato a Olga, la moglie di René, il visto per andare a visitarlo, ha ricordato l’Associazione di solidarietà con il popolo cubano.

La lettera per Obama segnala che la vita di René è in pericolo se resta negli USA, di fronte all’aggressività delle organizzazioni violente nemiche di Cuba, che risiedono soprattutto a Miami.

Gli attori e gli artisti chiedono al presidente Obama come si garantirà l’integrità fisica di González in mezzo ad un ambiente che genera insicurezza.

 

Il presidente Obama recentemente ha dichiarato d’essere disponibile a nuove relazioni con Cuba Ora ha l’opportunità di permettere a Gonzalez di riunirsi con la moglie e la famiglia in Cuba e questo gesto potrebbe aprire queste nuove relazioni, affermano i firmatari.

L’ attore Mike Farrell ha aggiunto: “Io prego perchè il presidente Obama intenda l’ingiustizia commessa contro René González e gli altri del gruppo dei Cinque cubani, in nome di giochi politici”.

González ha scontato la sua ingiusta condanna ed ora gli si deve permettere di riunirsi con la sua famiglia”, ha detto ancora Farrel.

La vita dell’antiterrorista cubano René González corre gravi rischi se le autorità federali insistono nella decisione di fargli scontare un castigo di ‘libertà vigilata’ a Miami” ha avvisato anche il direttore delle rivista Areito, Andrés Gómez.

(Traduzione Granma Int.).

Dichiarazione del Parlamento di Cuba per denunciare la nuova ingiustizia contro René González e chiamare alla solidarietà con i Cinque

Lo scorso 7 ottobre è stato liberato dalla prigione di Marianna, nel nord della Florida, negli Stati Uniti, il combattente antiterrorista cubano René González Sehwerert, che ha scontato 13 lunghi anni d’ingiusta reclusione.

Dal suo arresto avvenuto nel settembre del 1998, René González Sehwerert con i suoi compagni Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, e Fernando González Llort ha sofferto crudeli e degradanti condizioni di reclusione ed ha sopportato ogni genere di pressione e abuso, includendo la separazione dalle famiglie.

Tutto l’odio di cui sono stati vittime non è riuscito a scalfire le loro convinzioni e con singolare stoicismo e ammirabile rettitudine hanno mantenuto sempre una condotta esemplare come reclusi.

Questo degno e coraggioso atteggiamento dei nostri Cinque compagni che non hanno rinunciato ai loro principi in nessuna circostanza, assieme alle motivazioni di vendetta politica che hanno caratterizzato i processi giudiziari con i quali i Cinque sono stati condannati, ha portato la giudice Joan Lenard ad imporre una nuova ed ingiustificata condanna a Renè, respingendo lo scorso 16 settembre, una mozione per far sì che, uscendo di prigione, potesse ritornare a Cuba, nel seno della sua famiglia e tra il suo popolo.

La decisione della giudice, che reitera il requisito speciale e addizionale di “proibirgli, dopo l’uscita dal carcere, di associarsi e/o visitare luoghi specifici dove si sa che stanno e sono frequentati da individui o da gruppi tali come terroristi”, incluso nella sentenza e imposto su petizione specifica del Governo, è la prova inappellabile che i terroristi nemici di Cuba continuano a godere di totale impunità e dell’appoggio delle autorità nordamericane.

Per circa 50 anni le successive amministrazioni di questo paese hanno protetto il terrorismo contro Cuba ed hanno dato protezione ad individui e organizzazioni di terroristi nel loro stesso territorio. Lì vivono in completa normalità, con accesso prioritario nei media di diffusione e con totale impunità per organizzare e promuovere il terrorismo contro il nostro paese, i responsabili di tanta morte e tanto dolore.

Il solo riconoscimento di questa realtà da parte della giudice e del Governo, ratifica lo Stato di Necessità che ha obbligato a penetrare nei gruppi dei terroristi e dimostra che le severe sanzioni dei Cinque avevano l’obiettivo di proteggere i veri terroristi che, come Luis Posada Carriles, vivono tranquillamente in Florida.

Non ci sono dubbi che il governo degli Stati Uniti sa perfettamente che il fatto che René debba risiedere nel territorio di questo paese costituisce una seria minaccia per la sua vita e la sua integrità fisica. Le autorità nordamericane saranno responsabili di quello che potrà accadere.

La causa dei Cinque è sempre più conosciuta nel mondo.

Migliaia di uomini e donne di ogni latitudine e di tutti gli strati sociali si sono sommati alla lotta per la loro liberazione, includendo numerosi parlamentari e organi legislativi.

Ringraziamo tutte e tutti a nome dei Cinque e delle loro famiglie, vittime a loro volta dell’ ingiustizia e per l’appoggio dato per ottenere la loro libertà.

Non è stato e non è un cammino facile per l’opposizione del revanscismo, l’odio e la cecità che esiste negli Stati Uniti in relazione a Cuba, per non essere riusciti a piegare il nostro popolo. Inoltre si oppone luna ferrea censura di questo caso nei mezzi di comunicazione che solo in pochissime occasioni hanno fatto allusione a questa ingiustizia.

Crediamo fermamente che la solidarietà può tutto e che le cause giuste trionfano sempre sulla menzogna e l’ingiustizia.

Per questo chiamiamo tutti i Parlamenti e i membri di questi, le forze e i gruppi politici e sociali impegnati con la verità e la giustizia, tutte le donne e gli uomini degni del pianeta, ad esercitare tutta l’influenza per far sì che il presidente Obama faccia quello che deve fare: permettere il ritorno immediato di René in seno alla sua famiglia e porre in libertà i suoi quattro compagni di lotta e di prigionia.

Rendiamo possibile che tra tutti si faccia giustizia!

 

Commissione delle Relazioni Internazionali

 

Assemblea Nazionale del Potere Popolare

 

L’Avana, 11 ottobre del 2011

 

(Traduzione Gioia Minuti)

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Olga Salanueva:-La nostra nuova battaglia è per far tornare a casa René- Gloria La Riva......

 

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Olga Salanueva: “La nostra nuova battaglia è per far tornare a casa René”

Dailén Vega - Jorge Legañoa

Mi ha telefonato e la prima frase è stata: “Mi amor, sono già qui con le bambine, stiamo bene... ci sono stati, baci, abbracci e lacrime (…) René stava cantando canzoni di Silvio. Si sono mesi a cantare e ha abbracciato suo fratello e suo padre...”

Così Olga Salanueva, moglie di René González, ha descritto i primi minuti di libertà vigilata di uno dei Cinque Eroi antiterroristi cubani, che il 7 ottobre è uscito dalla prigione di Marianna, nel nord della Florida, negli USA.

Fisicamente sta bene, per la fortuna di tutti noi. Ha buona salute”, ha sottolineato, ed ha aggiunto: “Questo martirio è finito. René è libero ma il ciclo non è terminato ancora, perchè così avverrà quando tornerà a casa sua. Non in un domicilio che deve cercare per restare là. Questo non è la casa. La sua casa è qui. Per questo noi lottiamo adesso. La nostra nuova battaglia è per far tornare a casa René”.

Non capisco perchè un uomo che ha già scontato la crudele condanna imposta, non possa vedere sua moglie! Perchè io non ho potuto stare con lui quando è uscito dal carcere, o visitarlo perlomeno! Dobbiamo lottare per il riavvicinamento familiare totale”.

Olga ha ricordato il pericolo che pende sulla vita di René. “Fino a quando rimarrà negli Stati Uniti vicino ai terroristi nemici di Cuba, che radicano lì e sono protetti dal governo nordamericano. Se non ci fossero organizzazioni terroristiche nel territorio nordamericano i Cinque non avrebbero mai dovuto abbandonare la Patria, la famiglia, la casa e andare là. Non avevano niente da cercare là, se non prevenire le azioni dei terroristi. (Traduzione Granma Int.).

Gloria La Riva denuncia una sporca campagna contro antiterrorista cubano

Caracas, 10 ott (Prensa Latina) L'attivista sociale Gloria la Riva, coordinatrice del Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque cubani, antiterroristi carcerati negli Stati Uniti, denunciò oggi la campagna sporca che i mezzi di stampa di Miami aumentano contro questi lottatori. In questione, ha detto la patrocinatrice di questa causa, ora si scagliano contro Renè Gonzalez, che dopo passare ingiustamente 13 anni imprigionato in questo paese, è punito con tre anni in più di libertà vigilata.

La Riva ricordò che durante l'arbitrario processo giudiziario contro i Cinque decine di giornalisti di origine cubana radicati in questa meridionale città statunitense, hanno fatto una campagna con la quale hanno manipolato l'informazione del caso.

Ha assicurato, in un dialogo con Telesur, rete televisiva multinazionale con sede a Caracas, che stavano nell'elenco di pagamento del governo e guadagnarono quasi 500mila dollari per questo lavoro di disinformazione.

In questi momenti, la stampa di Miami presenta la stessa ostilità ed isteria di quando si realizzava il giudizio contro Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez.

Ha denunciato le dichiarazioni della congressista dell'estrema destra statunitense Ileana Ros-Lehtinen, con le quali incita alla violenza dei gruppi terroristi radicati in quella città contro Renè Gonzalez.

Ha messo in allerta che il lottatore cubano corre un grave pericolo in questo paese, particolarmente nella stessa Miami.

L'attivista nordamericana ha sottolineato che in questi momenti si moltiplicano le petizioni che esigono il ritorno di Renè Gonzalez a Cuba, dove sta la sua famiglia, e la libertà definitiva dei suoi quattro compagni che rimangono in prigione purgando smisurate condanne.

Il passato giorno 7, quando Gonzalez uscì dal carcere, il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque ha emesso una dichiarazione nella quale calcò che il governo di questa nazione insiste nel punirlo ancora di più, lui e la sua famiglia, esigendogli di rimanere in Florida durante i tre anni della sua libertà condizionale.

Ha fatto notare che la sua vita corre pericolo e questo pericolo non può essere sottovalutato.

Al rispetto, il gruppo solidale ricordò che la congressista per la Florida, Ros-Lehtinen, citata dal Miami Herald del lunedì scorso, ha considerato Renè come un nemico dell'America, con sangue americano nelle sue mani.

Queste accuse completamente false costituiscono un chiaro incitamento alla violenza, e dimostrano molto chiaramente l’imperiosa necessità che sia dato il permesso a René per ritornare immediatamente a Cuba, condannò il comitato.

Ig/otf

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Alarcà³n ha denunciato che la sicurezza di René è in pericolo negli USA.

 
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Alarcón ha denunciato che la sicurezza di René è in pericolo negli USA’.

Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale di Cuba, ha affermato che la sicurezza dell’antiterrorista René González, al quale s’impedisce il ritorno nell’Isola, è in pericolo in territorio statunitense.

Alarcón saluta Antonio del Conde ‘el Cuate’, collaboratore di Fidel durante il suo soggiorno in México, e nei preparativi della spedizione dello yacth Granma.

Parlando nella prima giornata del VI Incontro Continentale di Solidarietà con Cuba, che si sta svolgendo nella capitale messicana, Alarcón ha denunciato le recenti dichiarazioni della congressista statunitense Ileana Ross-Lehtinen che incitano alla violenza contro l’ Eroe cubano ed ha commentato che questa legislatrice è sempre stata alleata dei terroristi nemici di Cuba che, come Luis Posada Carriles, ancora oggi continuano a godere del favore dei governanti nordamericani.

Se a René succedesse qualcosa, la responsabilità sarà del Governo degli Stati Uniti”, ha affermato.

Dobbiamo chiedere al presidente Obama se continuerà a proteggere i terroristi o cambierà questa politica. Lui può permettere che René lasci questo luogo ostile e torni nel suo paese”, ha continuato. “Inoltre tra le limitazioni gli si proibisce di avvicinarsi ai terroristi, in un chiaro riconoscimento dell’esistenza di costoro in suolo statunitense.

Durante il suo intervento, Alarcón ha anche parlato delle tante arbitrarietà commesse nel processo giudiziario e nelle prigioni, contro i Cinque ed ha criticato la forma in cui le autorità nordamericane li hanno trattati senza rispettare il loro diritti di esseri umani, impedendo i contatti con l’esterno per 17 mesi in cui lo posero in isolamento.

L’assenza di prove per incolparli, a questo punto, dopo 13 anni, quando stiamo all’ ultimo capitolo possibile del sistema anche se si continua ad impedire alla difesa la possibilità d’accedere ai documenti, perchè gli Stati Uniti negano di offrirli, fa dichiarare nulla e senza valore la farsa giudiziaria realizzata a Miami dove sono stati condannati”.

Il politico cubano ha spiegato che: “I Cinque sono colpevoli solo di non aver dichiarato alle autorità nordamericane che in realtà erano rivoluzionari cubani e che erano là per compiere la difficilissima missione di vigilare i gruppi di terroristi e cercare di scoprire i loro piani contro il nostro, i nostri popoli o contro gli USA, com’è avvenuto in varie occasioni”.

La forma in cui sono stati trattati i compagni per far sì che non possano agire contro i terroristi, è la prova migliore che Cuba ha avuto la Necessità di Difendersi, di fronte a un terrorismo che non è mai terminato”, ha sottolineato, in relazione al diritti alla pace, la vita e la sicurezza personale.

Poi ha ricordato che il 16 settembre del 2011: “La stessa giudice federale di Miami, accedendo alla petizione governativa ha deciso di negare la richiesta di René di poter tornare a Cuba immediatamente e non dover passare a Miami il periodo di libertà vigilata di tre anni”.

Per ognuno dei Cinque la Procura ha chiesto la condanna più lunga e tutte le misure dopo la loro uscita dal carcere per far sì che queste persone non possano mettere in pericolo le attività dei gruppi di terroristi nella Florida2, ha detto Alarcón risaltando che esiste un elemento comune, la campagna sferrata dai mezzi d’informazione di Miami, che fece sì che la Corte d’Appello la descrivesse come ‘una tormenta perfetta’ di pregiudizi e ostilità, che rendevano impossibile un processo imparziale per i Cinque e che per questo aveva dichiarato nullo il processo, ordinandone uno da svolgere in un altro luogo.

Le irregolarità del processo giudiziario ai Cinque sono avvenute perchè il Governo le ha accompagnate sempre all’obbedienza dei detti mezzi d’informazione, per i quali non è stato motivo di scandalo quella vera degradazione della stampa di Miami con i terroristi, ed inoltre e al colmo, con il Governo del loro paese” ha denunciato.

Nelle sue parole finali ha chiesto ai delegati dell’incontro di solidarietà di perseverare nella lotta per la causa dei Cinque antiterroristi che simbolizzano l’essenza della resistenza cubana contro la politica d’ingerenza dei governo degli Stati Uniti. (Telesur/PL/ Traduzione Granma Int.

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Antonio Guerrero invia una lettera di saluto a Renè Gonzalez

 
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 Antonio Guerrero invia una lettera di saluto a Renè Gonzalez

Usa, 7 ott (Prensa Latina) Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’impero ha inviato una lettera a Renè Gonzalez, un altro dei Cinque che è stato liberato oggi dalla prigione di Marianna, in Florida, che però dovrà continuare negli Stati Uniti e precisamente a Miami, per tre anni, in libertà vigilata. Di seguito Prensa Latina riporta il testo del messaggio di Antonio:

Cari amici:

Molte volte ho pensato in questo giorno, nel quale Renè finirebbe la sua ingiusta condanna ed uscirebbe in libertà. Soprattutto, in quei lunghi 8 anni in cui sopportava sulle mie spalle l'enorme erronea sentenza di un ergastolo, che mi era stato imposto, però sempre vedeva una luce, sempre avevo un motivo di allegria pensando all'arrivo di questo giorno. Penso che i miei fratelli hanno sentito la stessa cosa. Non tutto sarà come avremmo voluto. Non si potrà mai riparare il danno. Non sappiamo come vincere l'ingiustizia. Ma in fondo siamo stati sempre uomini liberi ed a partire da questo 7 ottobre lo saremo di più.

Ho appena scritto questi versi che condivido con voi.

 

UN'ALTRA BREVE LETTERA A RENE

Fratello:

Finalmente la lunga attesa si fece giorno

col peso di tutto il tempo andato,

con le luci di un caldo suono

spegnendo la voce dell'ombra ombrosa.

Ti immagino attraversando il mezzogiorno

lentamente, come un bambino perso

percorrendo un posto sconosciuto

che trasmette il pianto e l'allegria.

Ti immagino di ritorno a quel mondo

dove la vita esala la sua fragranza

pieno di pace, di sogni e di fede.

Ti immagino, con il tuo sguardo profondo

guardandoci da vicino nella distanza,

assaggiando un pò di caffé.

Cinque abbracci.

Venceremos!

Antonio Guerrero Rodriguez

6 ottobre 2011

FCI FLORENCE

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Alle 4:30 AM del 7 ottobre è stato liberato Renè Gonzalez -Dichiarazione del Comitato degli USA...

 

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Alle 4:30 AM del 7 ottobre è stato liberato Renè Gonzalez

Usa, 7 ott (Prensa Latina) Alla 4:30 dell'alba di oggi è stato liberato Renè Gonzalez del carcere di Marianna, in Florida, benché dovesse rimanere negli Stati Uniti sotto il regime di libertà vigilata per tre anni. All'uscita della prigione l'aspettavano le sue due figlie, Irma ed Ivette, suo fratello, Roberto, ed il padre, Candido, oltre al suo avvocato, Philip Horowitz, informò l'inviata speciale di TeleSUR, Aissa Garcia. “Il giorno di oggi Renè Gonzalez si è trasformato nel primo dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti ad essere liberato, a mettere i piedi fuori dal carcere”, ha riportato la giornalista da Marianna.

Il cubano è stato liberato all’alba di questo venerdì e si trova con la sua famiglia, come informò a teleSUR il suo avvocato Phillip Horowitz.

Il giurista ha detto all'inviata speciale che Renè Gonzalez si trova in buono stato di salute dopo essere stato visitato alla sua uscita dal carcere.

Gonzalez nonostante sia uscito di prigione, non potrà ritornare a Cuba dovuto ad un ordine giudiziale che l'obbliga a stare tre anni in più in libertà vigilata.

Il cubano si è riunito con le sue figlie Ivette ed Irmita, suo padre e suo fratello Roberto. Tuttavia, non può vedere sua madre, Irma Sehweret, né a sua moglie, Olga Salanueva poiché il Governo degli Stati Uniti non ha concesso loro il visto per aspettarlo all'uscita.

A Cuba la corresponsabile di teleSUR informò che il pomeriggio di questo venerdì “tutte le religioni si riuniranno e faranno un proclama appoggiando la solidarietà nel caso dei Cinque”.

Nel proclama religioso di questo pomeriggio si esigerà inoltre l’estradizione di Posada Carriles” ha aggiunto. Renè Gonzalez è uno dei Cinque eroi cubani condannati negli Stati Uniti per vigilare organizzazioni terroristiche di origine cubano-americana con sede a Miami.

Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, ed Antonio Guerrero si trovano attualmente nelle carceri degli Stati Uniti, come prigionieri politici dal 12 settembre 1998.

La loro detenzione ha scatenato numerose proteste in diverse parti del mondo dove da intellettuali, familiari, politici ed altri settori della società civile, hanno esatto la loro liberazione.

Ig/www.cubabebate.cu

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Dichiarazione del Comitato degli Stati Uniti per la Libertà dei Cinque, sull’uscita dal carcere di René González

René González, uno dei cinque uomini noti come i Cinque Cubani, uscirà oggi dalla prigione federale di Marianna, in Florida. René uscirà a fronte alta, dopo 13 anni passati in prigione, scontando con assoluta dignità un’ingiusta condanna. È stato un prigioniero modello, nonostante la sofferenza e le vessazioni d’essere in modo disumano privato delle visite di sua moglie da 11 anni.

Il Governo degli USA invece di permettere a René anche la piccola vittoria della sua liberazione, insiste nel tormentare lui e la sua famiglia sempre più, obbligandolo a restare in Florida per altri tre anni di ‘libertà vigilata’, anche se René non ha famiglia in Florida. La sua vita sarà in pericolo per via dei gruppi di veri terroristi in cui lui era infiltrato.

Questo pericolo non va sottovalutato. La congressista per la Florida, Ileana Ros-Lehtinen, è stata citata dal Miami Herald di lunedì, chiamando René “nemico dell’America”, “con sangue americano sulle mani”. Queste accuse assolutamente false costituiscono un chiaro incitamento alla violenza e dimostrano molto chiaramente la necessità di permettere a René di tornare immediatamente a Cuba.

Il fatto che da un uomo che il governo chiamò ‘spia’ e ‘minaccia per la sicurezza nazionale’ si esiga di restare negli Stati Uniti invece di deportarlo immediatamente, dimostra in forma sufficientemente chiara il perchè delle accuse e della persecuzione.

Il Governo degli USA, mai, nemmeno per un minuto, ha pensato che René e i suoi fratelli erano spie e minacce per la sicurezza nazionale. Se così fosse stato avrebbero imbarcato René diretto a Cuba nel primo aereo che partiva. Invece la persecuzione contro René e i suoi fratelli era indirizzata a proteggere i terroristi, che sono al servizio degli interessi del governo degli USA, tentando di destabilizzare il Governo cubano e di far cadere la Rivoluzione dell’Isola.

Cuba ha sofferto attacchi terroristici non solo dall’11 settembre del 2001, ma per più di 50 anni. Un’aggressione che nel trascorso di questo periodo ha ucciso almeno 3478 persone, la maggioranza cubani, ma anche di molti altri paesi, includendo 11 guianesi e 5 nordcoreani, assassinati nel 1976 per l’esplosione delle bombe a bordo del volo 455 della Cubana de Aviación, e l’italiano Fabio di Celmo, assassinato dall’esplosione di una bomba in un hotel, nel 1997. Migliaia di persone sono state ferite gravemente dai terroristi.

René e i suoi fratelli Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero e Ramón Labañino possono essere orgogliosi di quello che erano andati a fare negli Stati Uniti, disarmati e rischiando le proprie vite per combattere questo flagello, infiltrandosi nei gruppi dell’estrema destra con le basi a Miami, che sono responsabili di questo terrorismo, rivelando i complotti che erano in preparazione.

Il Governo degli Stati Uniti ha aiutato a finanziare e dirigere le azioni di questi gruppi di terroristi sin dal principio e li ha protetti dalle conseguenze delle loro azioni.

Il Governo ha continuato la sua collaborazione e protezione, arrestando René e gli altri e continua questa protezione con le ingiuste condanne contro René e i suoi fratelli.

Lo stesso Governo continua oggi ad opporsi alla valida richiesta del Venezuela di estradizione del più conosciuto di tutti i terroristi, Luis Posada Carriles, responsabile non solo dell’esplosione dell’aereo che nel 1976 spense le vite di 73 persone, ma anche della tortura di molti venezuelani, quando formava parte della polizia segreta di questo paese.

Se il Governo degli USA vuole continuare a proclamare che è impegnato in una guerra contro il terrore, può sostenere questa dichiarazione con alcune azioni molto semplici: permettere a René González di ritornare a Cuba immediatamente, liberare il resto dei Cinque Cubani e permettere anche loro di tornare a Cuba. Estradare Luis Posada Carriles in Venezuela, e arrestare gli altri noti terroristi a Miami.

Sino a che queste azioni non saranno realizzate, tutte le proclamazioni di lotta contro il terrorismo del Governo degli Stati Uniti continueranno a suonare false.

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"Manteniamo viva la speranza che ritornino" (Intervista a Adriana Pérez, moglie di Gerardo)

 

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"Manteniamo viva la speranza che ritornino"

Intervista a Adriana Pérez, moglie di Gerardo Hernández

di Guillermo Nova

La República/Rebelión  

La vita di suo marito Gerardo Hernández, ha tutte le caratteristiche di un film. Ha lasciato la sua famiglia ed il suo lavoro, e sotto falsa identità si è infiltrato nei gruppi terroristici per impedire azioni violente contro la popolazione cubana; un premio Nobel, Gabriel García Márquez, ha consegnato al presidente Clinton una lettera di Fidel Castro con la quale lo avvertiva di queste attività provenienti dalla Florida. Informato del caso, l'FBI ha deciso di arrestare cinque cubani che raccoglievano informazione sui gruppi anticastristi come il gruppo Hermanos al Rescate, e Gerardo fu condannato da una giuria di Miami a due ergastoli.

Ma il suo caso non è un film; è reale come la vita e Adriana è fermamente decisa a spiegare il caso, ma le trema la voce quando ricorda l'uomo che sta dietro l'eroe e salutandoci mi dice sorridendo, se mandi questa intervista ad un media statunitense, credi che la pubblichino?

Pensi che le sentenze emesse contro i vostri mariti siano un premio che hanno voluto dare alla colonia anticastrista della Florida?

Ne siamo assolutamente sicuri, poichè negli Stati Uniti per le spie addirittura confesse, hanno rivisto le pene, sono state espulse dal territorio o hanno scontato condanne molto inferiori a quelle che hanno dato ai Cinque. Le loro condanne sono state inflitte per soddisfare la richiesta dei congressisti cubano americani della Florida che da sempre sono stati accanto a queste organizzazioni che chiedono sangue e che vogliono che il governo degli Stati Uniti metta in atto qualche forma si rappresaglia.

Perché questa differenza di trattamento nei loro confronti?

Perché questo è chiaramente un processo politico per il fatto di essere cubani, hanno subito un processo a Miami, è stato chiesto il cambiamento di sede ma non è stato permesso, il che ti dà la misura del fatto che questa detenzione è stato messa in atto per soddisfare tutte le pressioni messe in atto dalla comunità di Miami.

Se viene considerato un processo politico, credete che la via d’uscita dovrebbe essere politica?

All'inizio confidavamo che da qualche parte il sistema giudiziario americano avrebbe potuto fare giustizia, ma per tredici anni abbiamo visto accuse senza prove, giurati sotto pressione, mezzi di informazione pagati per manipolare l’informazione, e tra le altre cose, dopo tredici anni abbiamo esaurito tutti i passi legali.

La difesa di Gerardo Hernandez ha sollecitato un "Habeas Corpus", per chiedere cosa esattamente?

Consideriamo una nuova prova il pagamento da parte del governo americano ai giornalisti che hanno seguito il caso, per scrivere contro i Cinque, avvelenare l'ambiente e condizionare la giuria, cosa peraltro denunciata nel 2006 dal New York Times. Inoltre la difesa di Gerardo non ha avuto tutti gli elementi tecnici, come i tracciati dei radar degli Stati Uniti, in grado di dimostrare che non ha avuto nulla a che fare con l'abbattimento degli aerei dei Hermanos al Rescate, avvenuto nello spazio aereo cubano nel 1996 dopo che Cuba in 26 note diplomatiche avvisava il governo degli Stati Uniti che questa organizzazione stava violando il nostro territorio.

Come è stata la gestione del caso con i diversi governi statunitensi?

Si sono susseguite tre amministrazioni, quella di Clinton fu quella che avrebbe potuto espellerli dal loro territorio, poi è arrivato Bush con il quale i rapporti sono peggiorati da un punto di vista sia legale che politico senza nessun tipo di avvicinamento nelle posizioni, ora l’amministrazione Obama non ha fornito alcuna soluzione al problema.

In questi tredici anni hai potuto vedere suo marito ?

Durante tutti questi anni, il governo USA ha reiteratamente negato il visto di entrata per poterli visitare sia ad Olga, moglie di René González, che a me, cosa di cui per la legge avremmo diritto ogni mese, come per qualsiasi altro familiare di qualsiasi carcerato, e noi continuiamo a richiedere questo nostro diritto che ci spetta.

Dagli Stati Uniti accusano il governo di Cuba di usare il caso dei Cinque per alimentare il conflitto bilaterale o nascondere i problemi interni

Il conflitto tra Cuba e gli Stati Uniti ha più di cinquanta anni, per questa ragione abbiamo fatto una rivoluzione, perché avevamo già un conflitto con loro, ma sia chiaro che il caso non è stato politicizzato da noi cubani, ma dalla stampa statunitense e dalla sua giurisprudenza. Noi non aggrediamo gli Stati Uniti, non li sottoponiamo ad un blocco, non prendiamo misure contro il suo popolo, quindi chi fa campagna politica? Noi che vogliamo soltanto vivere in pace?

Tuo marito è considerato un eroe per il popolo di Cuba, cosa significa essere la moglie di un eroe?

La parte personale è la più difficile per noi, da un punto di vista privato sono gli eroi della nostra vita, per me Gerardo è un uomo dalle molte virtù e valori, del quale mi sono innamorata e che amo, che stimo profondamente per ciò che ha fatto, ma nella nostra quotidianità abbiamo la ferita aperta, perché stare nel mezzo di una situazione come questa è durissimo, con momenti di grande disperazione che ti debilitano, anche se non vacilliamo.

Da dove prendi forza?

Non posso dirti che le forze vengano fuori come da una fontana, ma se pensiamo a loro, se hanno resistito alle dure condizioni del carcere, non esserci potuti vedere per anni, se sopportano tutte le pressioni, se hanno perso parte della loro giovinezza, come si fa non andare avanti? Inoltre c'è un equilibrio tra l'amore e l’impegno, non banale o superficiale, ma che si condivide con ciò che hanno fatto, perché non sono diversi dagli altri cubani, qui potremmo criticare ciò che non ci piace, ma al momento di dimostrare il valore questo popolo tira la cinghia.

Pensi a come sarà la vita quando starete di nuovo insieme?

Te lo dico senza mentire, perché viviamo nella speranza, in modo da mantenere l'illusione in vita, abbiamo tanti progetti, in primo luogo cercare di dimenticare tutto ciò che abbiamo vissuto, sanare e chiudere le ferite, abbiamo imparato a dare valore ad altre cose e sappiamo che non siamo soli, quello che abbiamo fatto ha avuto un costo elevato per le nostre vite, ma ne valeva la pena.

Manteniamo viva la speranza che ritornino, perché non possono rubarci la possibilità di sognare un futuro migliore, non possono toglierci il nostro desiderio di felicità. Per questo lottiamo ogni giorno.

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Un’altra scandalosa situazione del processo contro i Cinque, la petizione d’emergenza presentata

 
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Un’altra scandalosa situazione del processo contro i Cinque, la petizione d’emergenza presentata dalla Procura Generale alla Corte d’Appello di Atlanta

In questa petizione si riconosceva che non esistevano prove per sostenere le accuse contro Gerardo Hernández Nordelo, per l’accusa di ‘cospirazione per commettere assassinio di primo grado’ e fu chiesto all’ultima ora di ritirarla. Senza dubbio, Gerardo è stato dichiarato colpevole e gli è stata imposta l’irrazionale condanna di due ergastoli più 15 anni per un presunto crimine che lo stesso accusatore ha riconosciuto impossibile da provare.

Un’altra scandalosa situazione nel processo giudiziario dei Cinque spiegata più volte da Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’ Assemblea Nazionale, la costituisce "la petizione d’emergenza presentata alla Corte d’Appello di Atlanta dal Governo degli Stati Uniti alla fine di maggio del 2001, nella quale la Procura riconosce che: “Gli Stati Uniti presentano questa petizione totalmente coscienti dei numerosi ostacoli che si dovranno superare”.

Dopo l’inizio della causa, la Procura aveva presentato come principale accusa contro Gerardo Hernández Nordelo la "cospirazione per commettere assassinio di primo grado" che si è poi trasformato nell’asse attorno al quale è girato il processo a Miami, contro i Cinque antiterroristi cubani, il processo più lungo della storia nordamericana ed anche il più ignorato e silenziato.

Il 25 maggio del 2001 la giudice a Miami aveva terminato le sue istruzioni strettamente aggiustate all’Atto d’Accusa della Procura, e cinque giorni dopo, attuando con stupefacente rapidità, i Pubblici Ministeri presentarono alla Corte d’Appello di Atlanta questo raro e urgente appello, nel quale riconoscevano che mancavano di prove per sostenere la loro accusa contro Gerardo, e chiesero di ritirarla.

Il Governo riconosceva drammaticamente il suo fallimento nel dimostrare la falsa accusa con queste parole: “Alla luce delle prove presentate nel processo, questo costituisce un ostacolo insuperabile per gli Stati Uniti in questo caso e probabilmente risulterà dal fallimento dell’accusa in questa voce”.

Come ha segnalato il compagno Alarcón, la Procura in questo appello va anche più in là:

Questo caso può stabilire un precedente devastante... il pregiudizio per il Governo sarà irrimediabile e il danno duraturo, e ripete, e impone una barriera insuperabile a questa accusa”.

La Corte d’Appello di Atlanta non ha accettato la petizione del governo.

Anche se la procura aveva riconosciuto di non avere prove per sostenere la sua accusa contro Gerardo e aveva chiesto di ritirarla, la giudice di Miami cambiò le sue istruzioni alla giuria e sostenne la colpevolezza. Il 6 giugno del 2001 Gerardo fu dichiarato colpevole e gli fu imposta l’irrazionale condanna di due ergastoli più 15 anni, con l’accusa di un presunto crimine che lo stesso accusatore aveva riconosciuto impossibile da sostenere.

Come spiegare quello che accadde?

Prima di tutto perchè il processo si è svolto a Miami, nido di gruppi di terroristi che lui aveva combattuto eroicamente e dove era stato già condannato, con una campagna di odio e di calunnie della stampa locale, pagata dal Governo Federale, come si è saputo successivamente. ( Traduzione Granma Int.).

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La PM che sequestra René a Miami è la vedova di un ex ufficiale ideatore dell'operazione Peter Pan

 

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La PM che sequestra René a Miami è la vedova di un ex ufficiale dell’Intelligence militare, che ha dato il nome all'operazione CIA Peter Pan

J.G.Allard www.granma.cubaweb.cu

Caroline Heck Miller, la PM che nega a René González il diritto di ritornare a Cuba e che ha rifiutato di perseguire Luis Posada Carriles per terrorismo, è la vedova di Gene Miller, un ex ufficiale dell’intelligence militare nella guerra di Corea, viscerale anti comunista, che, successivamente, il Miami Herald ha reclutato e che diede il nome di Peter Pan all’operazione CIA di rapimento di bambini cubani.

Il legame di Carolina Heck con Miller spiega gran parte del suo comportamento apparentemente ossessivo contro René ed i suoi compagni detenuti da più di un decennio nel sistema carcerario degli Stati Uniti, di tanta cattiva reputazione.

Eugene "Gene" Miller è nato il 16 settembre 1920 a Evansville, nell'Indiana, e ha studiato giornalismo all'università di quello stato.

Appena ha avuto la possibilità di sedersi nella redazione del Journal Gazette di Fort Wayne, nel 1950, cambiò i suoi piani e si arruolò nell'esercito che lo assegnava - senza dubbio per le sue facoltà di redattore – al cosiddetto Counter Intelligence Corps (CIC). Di sinistra fama, questa Gestapo militare si dedicava a cercare ed eliminare i "comunista" tanto in territorio coreano che nelle stesse file dell’Esercito USA.

Miller entrò nei CCC mentre conoscevano una folgorante espansione, non solo per la guerra ma per il virulento anti comunismo che animava la chiamata comunità d’intelligence.

Anni dopo, nel 1988, un rapporto ufficiale ha rivelato che i CIC, negli anni del dopoguerra, reclutarono massicciamente criminali di guerra e collaboratori nazisti.

Il distinto ricercatore e professor Christopher Pyle denunciò poi, al Congresso federale, come mentre si trovava nell'esercito seppe che i CIC disponevano di 1500 agenti segreti che erano impegnati, nel territorio degli Stati Uniti, ad osservare e riferire nel dettaglio "ogni protesta di più di 20 persone in tutto il paese".

Solo tre anni dopo aver lasciato l'esercito, Miller è stato assunto dal Miami Herald che, ovviamente, allora conosceva la sua carriera nella polizia segreta dell'esercito.

La verità è che Miller godeva di tanta fiducia nel giornale noto per le sue affinità con i boss più recalcitranti della mafia cubano americana terrorista, che era uno dei pochi individui che entrava nell'ufficio del titolare, Jack Knight, senza bussare. Non sorprende, Knight era stato collegamento dei servizi militari di intelligence e di censura durante la Seconda Guerra Mondiale.

Così conservatore che si auto qualificava dinosauro

Di posizioni ultra-conservatrice, si qualificava come "dinosauro". Nel corso della sua carriera, le sue credenziali fecero sì che fosse assegnato a una serie di attività "sensibili", dall'assassinio di John F. Kennedy a Dallas, in cui è stato dimostrato che furono complici cubano-americani di Miami, la criminale sparatoria di Kent State University, il rapimento della ereditiera Patty Hearst...

È così che ha incontrato il dossier dell'operazione con cui la CIA "tirò fuori" da Cuba più di 14000 bambini, dopo una feroce campagna di disinformazione e di terrorismo propagandistico che fece credere ai genitori cubani che sarebbero stati spogliati della Patria Potestà e che i loro figli sarebbero stati mandati nei campi di lavoro in Unione Sovietica e avrebbero potuto ritornare trasformati in sapone e carne in scatola.

Nei primi anni sessanta, la CIA aveva preso il pieno controllo di Miami, per creare in questa città la sua stazione JM/WAVE, la più grande del mondo con budget illimitato, con l'unico scopo di attaccare e distruggere la Rivoluzione cubana con tutti i mezzi.

La CIA chiamò l’infame operazione Programma di Bambini Cubani Non Accompagnati, ma è stato Miller, in un articolo scritto nel 1962, che lo ha chiamato con evidente cinismo con il nome di Peter Pan, il bambino della fiaba infantile che volava e non aveva genitori.

Il ruolo chiave della vedova dell’agente segreto

Nel 1998, lo stesso anno in cui l'FBI arrestò i Cinque cubani su richiesta dei boss della mafia cubano americana, si sposa con la Procuratrice federale Caroline Heck, una laureata di Harvard e madre di un bambino.

Gene Miller si ritirò dal Miami Herald nel 2001 e visse con Heck nella sua casa di South Miami fino alla sua morte il venerdì 17 giugno 2005, a 76 anni di età.

Caroline Heck Miller, moglie di un'ex ufficiale d’intelligence che si dedicò a "marcare", perseguire e imprigionare "comunisti" reali o immaginari, è il procuratore anticomunista che ha insistito per portare il caso dei Cinque a processo, oltre ad essere quella che negò il trasferimento del processo fuori da Miami e che ha svolto un ruolo chiave perché i cubani fossero ingiustamente condannati a lunghe pene, totalmente fuori dalle norme.

Come se non fosse sufficiente, questa donna che usa la sua professione per adempiere alle orientazioni dell’intelligence, con zelo d’agente, è stato colei che ha preso la decisione, nonostante le richieste da parte dei colleghi del Dipartimento di Giustizia, di non sporgere denuncia penale, nell’agosto 2005, contro Posada Carriles, che confessa e ripete di non sentire alcun rimorso per i suoi crimini terroristici.

La mancanza di etica della Heck-Miller e l’assenza di imparzialità e rigore richiesto dalla sua professione così come la sua ossessione perché si applichi contro i Cinque cubani detenuti negli Stati Uniti un castigo ingiusto ed inumano, sono caratteristiche di una attivista anticubana e corrispondono agli interessi dei servizi segreti.

Così è questa funzionaria che è ossessionata dal sequestrare nel più grande santuario terrorista del continente René González, la cui famiglia chiede, scontando il 7 ottobre l’ingiusta condanna inflittagli, la sua presenza nella sua casa de L'Avana.

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USA con  ISRAELE sono gli intoccabili  Finanziatori di terrorismo internazionale,piani criminali, genocidi..
immagini da internet inserite da amici di Cuba gruppo "Italo Calvino" Piombino

Perchè il Governo USA rifiuta di consegnare le immagini del satellite del 24 febbraio del 1996?

 

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Perchè il Governo degli Stati Uniti rifiuta di consegnare le immagini del satellite del 24 febbraio del 1996?

Perchè i mezzi di comunicazione nordamericani tacciono di fronte a un fatto così scandaloso?

Gerardo Hernández Nordelo, uno dei Cinque cubani prigionieri negli USA, ha presentato la sua richiesta di Habeas corpus, sulla base di nuove prove.

Il caso di Gerardo, condannato a due ergastoli più 15 anni di prigione è mette in luce significativamente il forte impegno dei distinti governi nordamericani di dimostrare che non sono disposti a rivedere quello che è stato giudicato, anche se esistono molteplici prove che sono stati usati metodi illegali per condannare i detenuti.

Richard Klugh, membro del gruppo di difesa dei Cinque, ha denunciato che il governo nordamericano rifiuta comunque di presentare le prove che si reclamano, con le quali si potrebbe conoscere chiaramente quello che è accaduto esattamente con gli aerei abbattuti il 24 febbraio del 1996, e impedisce una via per una difesa corretta di Gerardo.

In una recente conferenza, Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale, ha spiegato che il governo degli Stati Uniti ha mantenuto invisibili le immagini del satellite che custodisce gelosamente a proposito dell’incidente del 24 febbraio del 1996 e non ha permesso che le vedessero 15 anni fa gli investigatori dell’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale; non ha permesso che le vedessero nel Tribunale di Miami, ed anche ora rifiuta di mostrarle di fronte alla richiesta di Gerardo.

È ovvio e molto sospetto l’atteggiamento d’impedire che altri vedano le prove che solo Washington conosce e che nel dilatato allegato di 123 pagine e tra annessi contro Gerardo appena alludono al tema, in un ritorto paragrafo di cinque righe.

Alarcón, che fu il rappresentante di Cuba nella riunione della OACI nel 1996, ha ricordato che nessun tribunale degli Stati Uniti aveva giurisdizione sull’incidente del 24 febbraio di quell’anno, a meno che fosse avvenuto nello spazio internazionale.

L’investigazione realizzata dalla OACI rivelò una cosa sorprendente: anche se erano state avvisate con anticipo, le stazioni radar nordamericane o non registrarono i fatti, o offersero dati contraddittori o distrussero i dati.

La sola “prova” apportata dalle autorità degli USA è la testimonianza del capitano di una nave che opera “casualmente” a Miami e secondo nuovi dati, i padroni della nave sono vincolati come contribuenti finanziari della Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA).

Da lì l’interesse, prima della OACI e poi della difesa di Gerardo per le immagini satellitari. Il governo nordamericano non ha mai negato l’esistenza delle immagini e ammette d’averle, ma da quindici anni ne proibisce la visione.

Perchè il governo degli Stati Uniti rifiuta di consegnare queste immagini del satellite? Perchè i mezzi di comunicazione nordamericani tacciono su un fatto tanto scandaloso?

(Traduzione Granma Int.)

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Nuova ingiustizia degli Stati Uniti contro i Cinque Eroi

 

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Nuova ingiustizia degli Stati Uniti contro i Cinque Eroi

René González Sehwerert, uno dei Cinque Eroi antiterroristi cubani, uscirà di prigione il prossimo 7 ottobre, dopo aver passato e sofferto nella sua totalità la brutale e ingiusta sentenza carceraria che gli fu imposta.

Lo scorso 16 settembre, la giudice Joan A. Lenard, del Distretto Sud della Florida, ha respinto la Mozione presentata da René il 16 febbraio del 2011, che chiedeva di permettergli di ritornare a Cuba e riunirsi con la moglie, le figlie e i genitori. Lo si obbliga ingiustamente a rimanere negli Stati Uniti per altri tre anni, in un ‘regime di libertà vigilata’.

Questa decisone dopo 13 anni di reclusione costituisce una rappresaglia addizionale deliberata, fomentata dalle stesse motivazioni di vendetta politica che hanno caratterizzato i processi giudiziari manipolati con cui sono stati condannati i Cinque Eroi nel 2001. Dietro questa decisione c’è il Governo degli Stati Uniti che per anni ha protetto il terrorismo contro Cuba e protetto individui e organizzazioni terroristiche che radicano nel suo territorio, responsabili d’aver provocato la morte, il dolore e la sofferenza di migliaia di cubani.

Dal 1998, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González sono stati sottoposti a trattamenti notoriamente crudeli e degradanti. Hanno sopportato tutte le pressioni gli abusi senza la minima concessione nelle loro convinzioni, nel loro carattere e nella loro condotta esemplare come reclusi.

La risposta della giudice non ha giustificazioni nè senso alcuno. Si pretende che René rimanga negli Stati Uniti, dove si sa che la sua vita può correre pericoli, dove si sa che radicano le persone e le organizzazioni più importanti del terrorismo anticubano.

Nella riposta, la giudice cita la sentenza imposta a René ne 2001 che include l’assurdo requisito speciale e addizionale di proibirgli, dopo l’uscita dal carcere di “ associarsi e/o visitare luoghi specifici dove si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi tali come terroristi...”, e ci si chiede com’e possibile rispettare questo requisito se si obbliga René a risiedere precisamente nel territorio dove si sa che ci sono o che lo frequentano individui o gruppi tali come terroristi”.

Ci si deve chiedere, anche se si conosce la risposta, che cosa motiva il Governo degli Stati Uniti e il suo sistema legale a stipulare in una sentenza giudiziaria la protezione di individui o gruppi tali come terroristi, che radicano nel suo territorio.

Anche se è impossibile riparare l’ingiustizia già consumata di tanti danni d’indebita reclusione e maltrattamento politico, la unica azione minimamente decorosa del Governo degli Stati Uniti, a questa punto, è di permettere l’immediato ritorno di René a Cuba e di porre fine alle sentenze di vendetta contro Gerardo, Ramón, Antonio e Fernando, e permettere il ritorno definitivo di tutti loro in Patria.

La causa dei Cinque Eroi cubani è nota nel mondo intero e le informazioni sono molte, come gli argomenti e la documentazione legale, che dimostrano la natura arbitraria del processo che li ha portati in prigione.

Inoltre si conosce il trattamento particolarmente abusivo che accompagna le lunghe condanne contro questi uomini innocenti, le prolungate reclusioni in isolamento, gli estesi periodi senza comunicazioni e la tortura psicologica, l’ingiustificata separazione familiare, gli ostacoli al contatto con i rappresentanti legali, la privazione a madri, mogli e figli di interattuare con gli esseri più cari.

Il popolo di cuba ringrazia profondamente tutte quelle persone e gruppi che hanno sommato le loro voci al reclamo che si ponga fine a tanta ingiustizia, ai capi di Stato o di Governo, alti funzionari di governo e note personalità che, in forma pubblica o privata, hanno chiesto la libertà dei Cinque.

Va domandato con tutta l’energia che non si aggiunga un’altra ingiustizia, che non si insista in una castigo addizionale a quello già consumato, che non si ponga in pericolo la vita di René, che non si continui a proibire alla moglie di vederlo e alle figlie del contatto naturale con il padre, che non si prenda il cammino opportunista di proteggere sempre più i terroristi e di non aggravare la complicità che ha macchiato il Governo degli Stati Uniti.

La causa di Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René è la causa irrinunciabile della nazione cubana. È l’impegno di un popolo intero contro l’ingiustizia che stanno soffrendo, la lealtà verso coloro che hanno saputo difendere la Patria con grande coraggio e sacrificio. Non avrà fine sino a quando non li vedremo tutti nella loro terra, assieme ai loro cari e al loro popolo.

 

(Traduzione Granma Int.)

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Alarcà³n: “Relazioni normali con gli USA senza la liberazione dei Cinque? Inimmaginabili!

 
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Alarcón: “Relazioni normali con gli USA senza la liberazione dei Cinque? Inimmaginabili!

27.09.11 - Javier Rodriguez Roque www.granma.cu

Una relazione normale con gli Stati Uniti è inimmaginabile senza la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani reclusi in questo paese”,

ha detto Ricardo Alarcón, presidente del Parlamento di Cuba.

In un’intervista esclusiva concessa al primo numero del quotidiano in inglese The Havana Reporter, pubblicato da Prensa Latina, Alarcón ha sottolineato che mantenere in prigione questi cubani significa la continuazione dell’appoggio di Washington al terrorismo contro l’Isola.

Gerardo Hernàndez, René González, Ramón Labañino, Fernando González e Antonio Guerrero sono stati condannati a reclusioni smisurate per aver cercato d’evitare nuovi attacchi contro Cuba, in un processo politico e manipolato, secondo gli esperti legali.

Nell’intervista, Alarcón ha fatto riferimento al rifiuto della giudice Lenard, che non permetterà a René González di ritornare nel suo paese dopo la sua liberazione, che avverrà il prossimo 7 ottobre, perchè la condanna prevede tre anni addizionali di libertà vigilata.

Obbligarlo a passare questo periodo lontano dalla sua famiglia è una punizione addizionale (dopo l’illegittima e crudele proibizione di vedere sua moglie, dal giorno dell’arresto), carente di ogni logica. Forzarlo a rimanere nel sud della Florida significa sottoporlo a rischi e pericoli evidenti”, ha detto ancora Alarcón.

Il dirigente parlamentare ha ricordato al Presidente Barack Obama che esistono le possibilità legali di risolvere questa ingiustizia liberando immediatamente i Cinque prigionieri senza escludere nessuno e senza condizioni.

Il presidente Obama ha questa facoltà!”, ha sottolineato ancora Alarcon.

 

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Prove inconfutabili della complicità  di Washington con i terroristi.

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Prove inconfutabili della complicità di Washington con i terroristi

27.09.11 - parole di R.Alarcon nella giornata di solidarietà con i Cinque, il 12.09, www.granma.cu

Per Rene si apre un periodo di tre anni di cosiddetta "libertà vigilata" che costituisce un rischio certo per il nostro compagno e un'addizionale ingiusta sanzione per lui e la sua famiglia. Ma significa anche una sfida per l'amministrazione Obama che, speriamo, la sappia affrontare con saggezza e buon senso. Da quel giorno saremo di fronte ad uno degli aspetti più rivelatori, e quindi più taciuti, del sordido processo a cui sono stati sottoposti i nostri compagni.

Ho detto prima che il caso dei Cinque è la prova inconfutabile della complicità di Washington con i terroristi. Credetemi, non esageravo. Ciò lo mostrano gli atti ed altri documenti del processo di Miami. La Procura ha richiesto che agli accusati fossero imposte le condanne più dure ed esagerate ma, inoltre, ha insistito su ciò, che per Washington, era qualcosa di così importante come la massima pena carceraria. Quel qualcosa - che hanno chiamato "incapacitare" - consiste nel prendere provvedimenti in modo che, al termine delle loro pene detentive, nessuno degli imputati potesse essere in grado di tentare qualsiasi cosa contro i terroristi e i loro piani.

Nella sentenza contro René questa esigenza si é espressa con queste parole: "Come una condizione speciale aggiuntiva della libertà vigilata si proibisce all'accusato d'avvicinarsi e/o visitare luoghi specifici in cui si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi terroristi".

Ciò è stato proclamato da una corte federale degli Stati Uniti nel dicembre del 2001, appena tre mesi dopo l'abominevole atto terroristico dell'11 settembre e lo ha fatto su espressa e formale richiesta degli impostori che hanno scatenato una cosiddetta "guerra contro il terrorismo", fondata sulla menzogna e l'illegalità, che ha causato la morte e la sofferenza a innumerevoli innocenti in molte parti del mondo.

Mentre si lanciava a tale impresa, tanto crudele quanto ipocrita, il regime di Bush riconosceva che nel sud della Florida ci sono individui e gruppi terroristici; che sa dove sono e dove si muovono. Ma invece di catturarli e processarli come é suo dovere sfacciatamente li protegge ed esige che né René né nessuno altro li possa disturbare.

Che farà ora l'attuale governo? Chiedergli di annullare la sanzione contro René e che si azzardi a mandare i suoi agenti ad arrestare i terroristi che loro conoscono, nei luoghi dove "si sa che ci sono o o che sono frequentati", forse sarebbe chiedere troppo. Ha, tuttavia, la possibilità di evitare il problema, lasciando che René ritorni a Cuba ora, alla sua casa e famiglia. Se si obbliga René a permanere là un solo giorno dopo il 7 ottobre il presidente Obama dovrà scegliere da che parte stare nella lotta contro il terrorismo

 

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L'ordine abusivo della giudice Joan Lenard

 

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L'ordine abusivo della giudice Joan Lenard

25.09.11 - Andres Gomez www.cubadebate.cu

Nonostante che a questa fase del procedimento giudiziario portato avanti dal governo degli Stati Uniti contro i Cinque, da quasi undici anni, nulla ci dovrebbe sorprende, ancora una volta, nel corso di tutti questi anni, non è stato così.

La decisione della giudice Joan Lenard della Tribunale Federale del Distretto del sud della Florida, con sede a Miami, emesso lo scorso venerdì 16 settembre, in relazione alle condizioni della fase di "libertà" vigilata di tre anni che è parte della condanna originale di René González, uno dei Cinque, imposta nel dicembre 2001 da questa stessa giudice, è caratterizzata nel suo ordine e ragionamento dal suo dispotismo e più profondo cinismo.

René è stato dichiarato colpevole del reato di non essersi registrato come agente di un governo straniero nello scandaloso processo ai Cinque celebrato a Miami, processo caratterizzato da innumerevoli violazioni processuali fondamentali. La condanna ordinata dalla giudice Lenard contro René fu di 15 anni più 3 anni di libertà vigilata. Fu la più bassa pena inflitta ai Cinque.

Nel terrificante ambiente creato a Miami dalla stampa in questa città, dalla procura federale, dai tribunali e dalle organizzazioni dei cubano-americani di estrema destra, dall'inizio e in tutti questi lunghi e dolorosi anni in relazione al caso dei Cinque - la tempesta perfetta come l'ha caratterizzata l'esemplare decisione dell' Undicesima Corte d'Appello nell'agosto 2005 - chiunque potrebbe associare il delitto di essere "agente di un governo straniero" con l'idea che la persona accusata è qualcuno di male intenzionato, in questo caso ed in questa città, per esempio, essere una spia del governo cubano. Ma non è così.

Ai sensi della Legge sulla Registrazione di Agenti Stranieri, del 1938, un agente straniero è semplicemente una persona che rappresenta gli interessi di una potenza straniera. Niente di più. Nella immensa maggioranza dei casi ha a che fare con attività di relazioni pubbliche o di lobbying. Dal 1966 raramente si é processata una persona o un'organizzazione per questo reato. E mai prima di René e Fernando (un altro dei cinque anch'egli riconosciuto colpevole dello stesso reato) una persona era stata condannata a tale eccessiva pena per tale reato.

Se ingiusta ed eccessiva è stata la condanna originale di René, ancora più terribile, perché si verifica dopo che René ha compiuto la totalità della sua condanna d'ingiusta detenzione, scontata, inoltre, con una condotta esemplare e senza che gli fosse permesso, per tutto il tempo, vedere sua moglie è la recente decisione della giudice Lenard in relazione alla fase di libertà vigilata.

René, cittadino statunitense per nascita, aveva chiesto il permesso, per dopo il 7 ottobre data in cui termina la sua pena di 15 anni di carcere, di tornare a Cuba - René è anche cittadino cubano - per stare nuovamente con la moglie e le figlie, piuttosto che permanere nei restanti 3 anni di libertà vigilata negli Stati Uniti.

Non solo la giudice Lenard ha rifiutato che René torni a Cuba per stare con la sua famiglia, ma ha deciso che René farà questi 3 anni di libertà vigilata a Miami.

A Miami, dove vivono e cospirano, liberamente e impunemente, i terroristi della estrema destra cubano americana nelle cui organizzazioni René si erano infiltrato per conoscere i loro piani criminali ed impedire che potessero essere attuati. Non possiamo dimenticare che questa e non altra è stata la missione dei Cinque a Miami: impedire che si commettessero atti terroristi.

Ora, René, per la durata di 3 anni di libertà vigilata, sarà alla mercé di questi terroristi colpevoli di molti crimini efferati, alcuni dei quali sono stati commessi proprio qui.

Chi garantirà la sua sicurezza e la sua vita come la legge richiede? La polizia di Miami? l'FBI? Queste sono le stesse autorità che garantiscono l'impunità ai terroristi. Oppure saranno altre autorità del governo federale? Governo che non ha mai perseguito terroristi colpevoli di crimini efferati, come per esempio, quelli colpevoli dell'assassinio di Carlos Muñiz Varela, membro della Brigata Antonio Maceo, crimine che, dopo più di 30 anni, rimane impunito.

Sono queste le autorità che dovranno garantire, a Miami, la sicurezza e la vita di René durante i 3 anni della sua fase carceraria in libertà vigilata?

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Passi legali nel caso di René Gonzà¡lez-Il ministro degli esteri di Cuba ha ringraziato...

 
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Passi legali nel caso di René González

Deisy Francis Mexidor

La Difesa di René González, uno dei Cinque antiterroristi reclusi negli Stati Uniti sta valutando le possibilità legali dopo la negazione da parte di una giudice di Miami di permettere che lui vada a Cuba al termine della sua condanna.

"Valutiamo attualmente se sollecitare alla giudice Joan Lenard che riconsideri la sua decisione o se appellarci ad una corte superiore” ha affermato in un’intervista con Prensa Latina l’avvocato di González, Philip Horowitz.

Il 16 settembre la giudice Lenard, del Distretto Sud della Florida, ha respinto la mozione presentata da René González, nella quale sollecitava il permesso di andare a Cuba e risiedervi con la sua famiglia, invece di passare i tre anni di libertà vigilata in territorio nordamericano.

"Ci sono molti argomenti, soprattutto umanitari”, ha segnalato Horowitz, aggiungendo che la richiesta del suo cliente è di passare la libertà vigilata ordinata dalla giudice, fuori dagli USA. “Sino ad ora non c’è il permesso di ritornare in forma permanente a L’Avana e René dovrà seguire le norme e le condizioni speciali di una libertà vigilata, dato che è nato negli USA, come ha disposto la magistrata nel suo verdetto del 13 dicembre del 2001”.

Horowitz ha spiegato che la motivazione della richiesta era esattamente modificare la libertà vigilata per permettere al suo cliente di risiedere fuori dagli Stati Uniti con la sua famiglia, ed ha chiarito che si tratta di un procedimento normale e di routine, anche con persone senza cittadinanza, che sono deportate ai loro paesi, pur essendo tecnicamente sotto libertà vigilata. “Non li si obbliga a rimanere, insomma, ha detto, in questa nazione”.

Gli esperti hanno definito questa misura ‘una decisione senza precedenti, mentra la solidarietà internazionale ha chiamato ad una mobilitazione di fronte al nuovo castigo contro l’antiterrorista cubano, a cui il governo di Washington ha negato per tredici anni il diritto delle visite di sua moglie, Olga Salanueva.

René, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González sono stati dichiarati colpevoli senza prove e condannati a pene smisurate "Faccio parte del gruppo di difesa dei Cinque dal 1998, quando furono arrestati; René è una persona molto forte e prova rimorso perchè lui uscirà di prigione, mentre i suoi compagni di lotta sono ancora ingiustamente reclusi”, ha sottolineato Horowitz.

( Traduzione Granma Int.)

 Criticata la decisione della giudice degli Stati Uniti nel caso dei Cinque cubani

Washington, 23 set (Prensa Latina) “Critichiamo per il suo dispotismo e cinismo la decisione della giudice Joan Lenard della Corte Federale del Distretto del sud della Florida, in merito al caso di uno dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti”, ha segnalato oggi Andres Gomez, un giornalista cubano residente a Miami. In dichiarazioni a cui ha avuto accesso Prensa Latina, Gomez ha parlato del verdetto della Lenard, emesso lo scorso venerdì 16 settembre, relativo alle condizioni di libertà sorvegliata per tre anni di Renè Gonzalez, uno dei patrioti noti a livello internazionale come i Cinque Eroi.

Questa giudice si caratterizza nelle sue sentenze e nelle sue dichiarazioni per il dispotismo e per il cinismo profondo”, ha sottolineato il fondatore della Brigata Antonio Maceo, composto da cubani che vivono negli Usa.

Anche se in questa fase del processo giudiziario presentato dal governo degli Stati Uniti contro i Cinque da circa 11 anni nulla dovrebbe sorprenderci, ancora una volta ci ha lasciato senza parole”, ha dichiarato l'attivista.

Gonzalez è stato condannato per il reato di non registrarsi come un agente di un governo straniero nello scandaloso processo eseguito contro i Cinque a Miami, un processo caratterizzato da numerose violazioni delle procedure fondamentali”, ha detto Gomez.

Gomez, che è anche direttore della Revista Areito, ha fatto notare che “se ingiusta ed eccessiva è stata la sentenza originale a Renè, ancora più terribile (...) è la recente decisione della giudice Lenard in merito alla fase di libertà sorvegliata”.

Gonzalez, un cittadino americano per nascita, aveva chiesto il permesso, dopo il 7 ottobre, –la data in cui finisce la sua pena di 15 anni– per tornare a Cuba con sua moglie e le sue figlie, invece di restare altri tre anni di libertà sorvegliata negli Usa.

La giudice Lenard ha scartato la possibilità che Renè tornasse a Cuba per stare con la sua famiglia e ha deciso che Renè compia questi tre anni di libertà sorvegliata a Miami.

A Miami vivono e cospirano liberamente e impunemente terroristi della destra cubano-americana, appartenenti alle organizzazioni che Renè aveva infiltrato (...) Ora, per la durata di tre anni di libertà sorvegliata, sarà alla mercè di questi terroristi colpevoli di molti orrendi crimini”, ha affermato Gomez.

Il giornalista cubano si interroga: Chi garantirà la sua sicurezza e la sua vita, come la legge richiede? La polizia di Miami? L'Ufficio Federale d'Investigazioni (FBI)? Queste sono le stesse autorità che garantiscono l'impunità ai terroristi. Oppure saranno altre autorità del governo federale?

Aggiunge che si tratta dello stesso governo (Usa) che non ha mai perseguito terroristi colpevoli di orribili crimini, come per esempio, i colpevoli dell'omicidio di Carlos Muñiz Varela, un membro della Brigata Antonio Maceo, un crimine che rimane impunito da oltre 30 anni.

In precedenza, Cristina Vazquez, leader del sindacato dei Lavoratori Uniti in California, aveva dichiarato l'impegno a combattere per liberare i Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti, affinché possano ricongiungersi al più presto con i loro cari.

Saremo la voce del popolo cubano qui negli Usa”, ha detto Vazquez a Los Angeles, in occasione dei 13 anni di reclusione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.

La dirigente del Workers United (nome inglese del sindacato), è ecuadoriana, e vive nel paese del nord dal 1971, ha dedicato la sua vita a difendere gli immigrati, i lavoratori e il ricongiungimento delle famiglie.

Questa ingiustizia nei confronti dei Cinque colpisce notevolmente le loro famiglie. È doloroso che i bambini non possano vivere con i loro genitori e che una madre non possa vedere suo figlio. È una cosa disumana che non possiamo permettere”, commenta nel far riferimento al caso dei Cinque.

Ig/crg/jvj

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Il ministro degli esteri di Cuba ha ringraziato la solidarietà degli statunitensi ed ha comunicato un saluto di Fidel Castro.

Bruno Rodríguez, ministro degli Esteri di Cuba, ha ringraziato a New York la solidarietà dei settori della società statunitense nella lotta dell’Isola per la pace e la giustizia, si legge nella pagina digitale del MINREX.

Durante una cerimonia ecumenica por la guarigione del Presidente del Venezuela, Hugo Chávez, nella chiesa Riverside del quariere di Harlem, il diplomatico ha trasmesso un saluto del leader della Rivoluzione ción Cubana, Fidel Castro, ad una chiesa emblematica, che sta vicino a Dio e lontano da Wall Street.

Come parte della sua agenda, a proposito del 66º periodo di sessioni 66 dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni

Unite, Rodríguez ha assistito alla cerimonia religiosa, ed è intervenuto rendendo omaggio ai simboli della battaglia sociale per i diritti civili negli USA, come Martin Luther King e Malcolm X.

Una nota del sito digitale www.cubaminrex.cu indica che inoltre il Ministro ha ricordato Lucius Walker, la sua lotta contro il blocco a Cuba e per la libertà dei Cinque Eroi antiterroristi dell’ Isola, prigionieri politici nell’impero.

René González, Ramón Labañino, Gerardo Hernández, Antonio Guerrero e Fernando González hanno messo in pericolo le proprie vite per proteggere il loro popolo e quello degli Stati Uniti”, ha sottolineato il ministro cubano.

Questi patrioti sono stati detenuti a Miami nel 1998, sottoposti ad un processo manipolato e politicizzato e condannati nel 2001 a pene tra i 15 anni e due ergastoli più 15 anni, per aver tenuto sotto controllo i gruppi estremisti nemici di Cuba, che contano sulla protezione di Washington nel sud del Florida.

(Traduzione Granma Int.)

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Renè: Caso dei Cinque, giustizia o accanimento?

 
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 Renè: Caso dei Cinque, giustizia o accanimento?

L’Avana, 22 set (Prensa Latina) Un altra unghiata tipo Usa cade sui Cinque cubani antiterroristi, ingiustamente imprigionati negli Stati Uniti, con condanne arbitrarie e senza evidenze, in un processo pieno di soprusi e totalmente senza rispetto delle norme del Diritto Internazionale. Questa volta il peso dell'irriverente fatto cade su Renè Gonzalez, che uscirà di prigione il prossimo 7 ottobre e la giudice Joan. A. Lenard, del distretto Meridionale della Florida, ha appena respinto la sua mozione per modificare le condizioni di libertà vigilata che registra il suo espediente.

La notizia non profuma di giustizia né di imparzialità di nessuna classe. Solo puzza ad impero ed ad accanimento smisurato di cui sono stati vittime durante lunghi e tortuosi anni Renè, Gerardo, Antonio, Ramon e Fernando. Gli viene negata la richiesta di viaggiare a Cuba e risiedere nella Patria dove sta il suo popolo e la sua famiglia.

Ma quello che chiama l'attenzione -leggi intenzione - è che i tre anni di libertà vigilata abbiano intrinseci degli aspetti speciali che ostacolano Renè, affinché non si avvicini o visiti luoghi specifici dove si sa che stanno o frequentano individui o gruppi terroristi. Sarà che la Lenard, la Corte e tutti gli altri stanno insinuando che Cuba è piena di terroristi ed è un paese terrorista? Sarà un messaggio subliminale od un racconto di gnomi e fate?

Attenzione, che nelle loro liste nere potrebbero resuscitare Bin Laden. Sono tanto comuni gli eccessi del mostro! La cosa certa è che Renè torna ad essere maltrattato dalla giustizia e la malvagità del governo nordamericano, ed il Sud della Florida, un'altra volta, tira fuori la sua mano negra contro i cubani.

In che cosa pensava la giudice Lenard quando considerò che era prematura la mozione di René, allegando che la tappa di libertà vigilata non incomincia fino a che questo prigioniero politico non esce dalla prigione e passa un tempo, affinché la Corte possa analizzare in maniera corretta le sue caratteristiche? Per caso questi ingiusti anni di false accuse e la grande solidarietà a livello mondiale non le hanno dimostrato chi è Renè Gonzalez? L'umanità deve stare all'erta. Cuba seguirà con la sua pupilla insonne.

Ig/Graciela Guerriero Garay

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Libertà  per i Cinque,già !Perchè si conosca la verità  di René Gonzà¡lez e si faccia giustizia

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Libertà per i Cinque, già!

Perchè si conosca la verità di René González Sehwerert e si faccia giustizia

Nella sentenza imposta a René è sta aggiunto questo requisito inaudito: “Come condizione speciale e addizionale della libertà vigilata, si proibisce all’accusato d’avvicinarsi e/o visitare luoghi specifici in cui si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi terroristi”.

In una recente intervista a Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular, a Trabajadores, in occasione dei 13 anni di ingiusta reclusione dei Cinque antiterroristi cubani nelle carceri degli Stati Uniti, il giornalista Rafael Hojas Martínez, gli ha fatto delle domande sulla libertà vigilata che si pretende di far scontare a René González Sehwerert nel sud della Florida e sull’enorme pericolo che questo significa per la sua vita. Granma riproduce questo frammento.

Si sa che René González sarà liberato il prossimo 7 ottobre, se si applica il beneficio per buona condotta e a partire da questo momento comincerà il periodo di libertà vigilata. Ma chi vigilerà i terroristi di Miami per far sì che René non sia vittima di un’azione criminale e possa tornare sano e salvo nella sua Patria? René corre un enorme pericolo!

Va chiarito che René non uscirà dalla prigione il 7 ottobre per buona condotta o perchè riceve un beneficio. Questa è esattamente la data stabilita nell’ingiusta sentenza imposta. Il suo avvocato difensore ha chiesto alla giudice Lenard che gli permetta di ritornare a Cuba immediatamente, dove sta la sua famiglia. Obbligarlo a rimanere là altri tre anni significa prolungare un castigo immeritato e ovviamente sarebbe una situazione di pericolo per lui.

L’uscita dal carcere colloca l’amministrazione Obama in una situazione per lo meno scomoda e la cosa migliore per i governanti attuali sarebbe far sì che René torni rapidamente a Cuba. Va ricordato che per insistenza del regime di W. Bush, nella sentenza imposta a René avevano incluso questo requisito inaudito: “Come condizione speciale e addizionale della libertà vigilata, si proibisce all’accusato d’avvicinarsi e/o visitare luoghi specifici in cui si sa che ci sono o che sono frequentati da individui o gruppi terroristi”.

Questa proibizione è la prova più scandalosa della complicità di quel regime con i peggiori terroristi che sicuramente abbondano a Miami.

Il presidente Obama deve decidere adesso se anche lui si preoccuperà ‘di proteggere’ i terroristi da René, come ha fatto W. Bush!”.

(Traduzione Granma Int.)

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L’Alleanza Martiana esige la libertà  dei Cinque cubani a Miami, in Florida -Lettera a Obama....

 

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L’Alleanza Martiana esige la libertà dei Cinque cubani a Miami, in Florida

Miami, 20 set (Prensa Latina) Un importante successo risultò essere la conferenza sulla presente situazione dei Cinque: Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè che ha avuto luogo domenica, 18 settembre, e che è stata convocata dalle organizzazioni che integrano l'Alleanza Martiana. I partecipanti hanno superato di poco il centinaio. Gli oratori sono stati: Elena Freyre, presidentessa della Fondazione pro Normalizzazione delle Relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba (FORNORM), Max Lesnik, direttore di Radio Miami e dirigente dell'Alleanza Martiana ed Andres Gomez, Coordinatore Nazionale della Brigata Maceo. Ricardo Alarcon, Presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba, si diresse alla conferenza per via telefonica per uno spazio di 15 minuti e trattò il tema della decisione della giudice Joan Lenard, del Tribunale di Distretto del Sud della Florida sulle condizioni della libertà vigilata di tre anni di durata di Renè Gonzalez, uno dei Cinque che terminerà la sua condanna in prigione il prossimo 7 ottobre. La giudice ha rifiutato di cancellare la libertà vigilata e permettere il ritorno a Renè alla sua vera patria, dal momento che l’antiterrorista è nato negli USA.

Tra i temi trattati dagli altri oratori c’erano: un aggiornamento del presente processo straordinario di appello di Gerardo, Antonio e Ramon; la necessità di continuare la campagna politica a livello mondiale per ottenere la libertà dei Cinque attraverso un perdono presidenziale; altri aspetti legali del caso giudiziale e la presente situazione nel Congresso di misure relazionate ai viaggi a Cuba ed altri aspetti del presente stato delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba.

Ig/Andres Gomez

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Lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti d’America

Il Sindaco di Perugina, Vladimiro Boccali, ha scritto al signor Barack Obama

Il giorno 12 settembre si sono compiuti 13 anni dalla detenzione a Miami di cinque cittadini cubani che in quell’area monitoravano le azioni eversive e terroristiche contro Cuba pianificate da note organizzazioni lì basate.

Sia la Commissione Detenzioni Arbitrarie dell’ONU che Amnesty International hanno riconosciuto come ingiusto e nullo il processo con cui i cinque cubani sono stati condannati e, in più, colpiti da pene spropositate. A due di loro si sta imponendo la pena aggiuntiva di non poter vedere la propria moglie: Adriana, consorte di Gerardo Hernández, ed Olga, consorte di René González, chiedono inutilmente ogni anno il visto di entrata negli USA. Sappiamo che anche su questo aspetto è stato interessato il Parlamento Europeo, si è mossa Amnesty International e lettere da tutta Europa sono state inviate a Michelle Obama, chiedendole di intervenire.

Quei cinque giovani hanno sacrificato la propria vita tranquilla per la difesa del popolo cubano, ma anche degli statunitensi, in nome dei principi della Carta delle Nazioni Unite: il diritto all’autodeterminazione, il diritto alla difesa dall’aggressione, il diritto a vivere in pace.

Il terrorismo è un’arma ricattatoria che colpisce indiscriminatamente. Non può essere classificato come “buono” o “cattivo” secondo gli interessi geopolitici di un qualsiasi Stato. E non possiamo proclamarci difensori dei diritti umani per poi dimenticarcene all’occorrenza.

Da una Città e da una Regione conosciuta nel mondo come simbolo di PACE, vogliamo unire la nostra voce a quanti nel mondo –Parlamentari, intellettuali, artisti, religiosi, 10 Premi Nobel…- sollecitano l’indulto da parte del Presidente Barack Obama, ultima possibilità che resta agli USA per metter fine a questa ingiustizia.

Il Sindaco, Vladimiro Boccali.

- Le Attività intorno al 12 settembre - 2011

Comunicato stampa a firma “Comitato Umbro” (Ass.Amicizia I-C, Circolo Terni + AsicubaUmbria).

Volantinaggio e passeggiata “uomini-sandwich” davanti al Palazzo dei Priori, sede del Municipio–lunedì 12 settembre, ore 16, quando sarà in corso una sessione del Consiglio Comunale.

Appello alla stampa nazionale e locale sulla non copertura della notizia dei Cinque (in contrapposizione con la copertura data dai media al processo per omicidio in corso qui a Perugia contro una cittadina statunitense).

Affissione manifestini con le facce dei Cinque : “Tu non sai chi sono io”, in città e lungo il percorso della prossima Marcia della Pace Perugia-Assisi (25 settembre).

Affissione grandi manifesti (6 metri per 8) in città i primi di ottobre, per 15 giorni e lungo il percorso della prossima Marcia della Pace Perugia-Assisi (25 settembre).

Realizzazione di un murale, per il quale abbiamo già la licenza da parte del Municipio, ma stiamo aspettando l’assegnazione in esclusiva di uno spazio preciso.

Lettera aperta a firma del Sindaco di Perugia e del vice presidente del Consiglio Regione Umbria (entrambi testimonial nella campagna “Io con i Cinque, e tu?”).

 

CINQUE:-mobilitarsi contro la nuova pena per René-Maradona incita Obama di liberare i Cinque

 

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Mobilitarsi contro la nuova pena per René

Il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti, ha convocato ad una mobilitazione mondiale di fronte alla nuova pena contro René González.

In un comunicato diffuso lunedì 19 , il gruppo avverte che il governo degli USA pretende d’impedire a González l’immediato ritorno a Cuba e la possibilità di riunirsi con la sua famiglia dopo aver scontato la sua condanna, il 7 ottobre prossimo.

René ha questo diritto, sottolinea il testo, dopo aver saldato sino all’ultimo giorno la sua ingiusta condanna e senza aver ricevuto benefici di sorta o di risentenza.

Nel dicembre del 2001 la giuria di Miami lo aveva condannato a 15 anni di prigione, che ha scontato in un carcere di Marianna, in Florida.

Il Comitato invita gli amici solidali a denunciare questo nuovo castigo e chiama alla mobilitazione della volontà mondiale, per evitare che Renè non possa riunirsi con la sua famiglia quando sarà posto in libertà.

A González sono stati imposto tre anni di libertà vigilata per essere nato negli Stati Uniti.

Il gruppo ricorda che sette mesi fa il suo avvocato aveva presentato una mozione sollecitando la modifica delle condizioni di libertà vigilata, perchè al termine della condanna gli si permettesse di ritornare a Cuba per riunirsi con la moglie, le figlie e la famiglia, per ragioni umanitarie.

Il 25 marzo, la Pubblico Ministero Caroline Heck Miller chiese alla giudice di non accettare la mozione e il 16 settembre la giudice del distretto, Joan Lenard, ha respinto la petizione della Difesa, sostenendo che, tra le altre questioni, la Corte di Miami necessita tempo per valutare la condotta di González, una volta posto in libertà.

Inoltre vogliono verificare che René ‘non significhi un pericolo per gli Stati Uniti’, sottolinea il testo, diffuso con il titolo ‘agite ora, un nuovo castigo contro René González’.

Il Comitato reitera che Heck Miller è la stessa Pubblico Ministero che rifiutò di giudicare Luis Posada Carriles come criminale ed è la stessa giudice che ha incluso negli atti della sentenza di René una condizione speciale una volta posto in libertà, condizione che “gli proibisce d’avvicinarsi e o visitare luoghi specifici dove si sa che ci sono o che sono frequentati da gruppi di terroristi.

Così è stato stabilito (...) il riconoscimento vergognoso dell’impunità dato ai terroristi di Miami con la proibizione espressa di molestarli e la volontà di punire coloro che come Renè e i suoi quattro fratelli oserebbero denunciarli, avverte il comunicato.

Obbligarlo a passare tre anni di libertà vigilata in Florida, una tana di terroristi internazionali (...) significa porre in serio pericolo la sua vita e la sua integrità fisica, sottolinea ancora la nota.

(PL/ Traduzione Granma Int.

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Maradona incita Obama di liberare i Cinque

Il miglior calciatore argentino di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, ha incitato il presidente Barack Obama a liberare i Cinque combattenti antiterroristi cubani, reclusi negli Stati Uniti del 1998, hanno informato fonti diplomatiche.

In una lettera indirizzata al presidente degli USA, l’ex direttore della selezione argentina gli ha ricordato che lui, Obama, ha l’opportunità di cambiare la storia delle relazioni tra il suo paese e la Repubblica di Cuba.

Riferendosi alla necessità di porre fine all’ingiustizia imposta a Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, Maradona ha aggiunto che “Tutta Latinoamerica la osserva e spera che lei comprenda la gravità di questi fatti”.

Maradona si è unito al clamore internazionale, quando si sono compiuti ben 13 anni di ingiusta reclusione dei Cinque, condannati senza prove dopo un processo manipolato e politico, ha comunicato l’ambasciata cubana a Buenos Aires.

Il reclamo di libertà per gli antiterroristi cubani è stato espresso in Argentina dal Premio Nobel della Pace, Adolfo Pérez Esquivel; da Hebe de Bonafini, presidentessa dell’ Associazione Madri di Plaza de Mayo, e da Estela de Carlotto, titulare di Nonne di Plaza de Mayo e inoltre da por Leandro Despouy, auditore generale della Nazione, e da decine di deputati, senatori, dirigenti di organizzazioni politiche, sindacali, sociali e universitarie, tra le tante.

I Cinque sono stati ingiustamente condannati per aver impedito la realizzazione di azioni terroristiche contro Cuba, perpetrate dai gruppi criminali che radicano nella Florida.

(Traduzione Granma Int.)

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-La censura di un tema cubano -di Ricardo Alarcon

 

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La censura di un tema cubano

da El Universal, de México Ricardo Alarcón www.cubadebate.cu

 

Quando il 25 aprile il governo degli Stati Uniti si é opposto alla richiesta di Habeas Corpus di Gerardo Hernandez, lo fece in modo molto categorico. Washington vuole che il tribunale di Miami dichiari inammissibile questa petizione e che lo faccia sommariamente, senza convocare un’udienza per esaminare le motivazioni, senza ascoltare Gerardo e senza presentare le evidenze che nasconde. Così risponde all'ultima risorsa di un uomo condannato a due ergastoli più quindici anni.

Allo stesso modo Washington ha chiesto che sia respinto l'appello di Antonio Guerrero e René González. Questi tre cubani, insieme a Ramón Labañino e Fernando González, sono stati arrestati il ​​12 settembre 1998 a Miami, mentre monitoravano le attività terroristiche che contro Cuba si organizzavano da quel territorio.

Oltre un secolo fa John Swinton, che per un lungo periodo fu redattore capo del The New York Times disse: "Se pubblicassi le mie opinioni oneste sul mio giornale prima di 24 ore sarei disoccupato. Il lavoro dei giornalisti è quello di distruggere la verità, mentire apertamente, pervertire, diffamare, adulare ai piedi del dio denaro ... voi lo sapete ed io lo so ... Siamo gli strumenti e i vassalli degli uomini ricchi che comandano dietro le quinte. Siamo le marionette, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità e le nostre vite sono proprietà di altri uomini. Siamo prostitute intellettuali".

Nel tempo trascorso dopo che Swinton fece la sua memorabile denuncia la situazione si è evoluta in senso ancora più sfavorevole per la libertà. E nel caso dei nostri compatrioti il silenzio dei media è stato totale.

Perché questo silenzio? E' che Cuba, la sua Rivoluzione, i suoi problemi sono stati temi di scarso interesse per questi media? Cuba ha ricevuto e riceve un'attenzione incomparabilmente maggiore di altri paesi del continente; ci si analizza giorno e notte sotto potenti riflettori e potenti lenti d'ingrandimento che cercano, quasi sempre distorcendo, i più diversi aspetti della nostra realtà. Allora perché non hanno quasi mai detto nulla su questo caso? Se i Cinque avessero commesso qualche crimine, se qualcuno di loro avesse fatto o tentato di fare qualcosa contro il popolo nord americano qualcuno il minimo dubbio che sarebbe stato tema costante nella stampa degli Stati Uniti?

Questo è un caso di cui quasi nulla si é saputo al di là di Miami. Le grandi corporazioni hanno imposto il silenzio totale verso l'esterno, mentre i loro corrispondenti in questa città si unirono ai media locali di dubbiosa reputazione per scatenare una virulenta campagna nei confronti degli imputati che ha contribuito a formare quello che la Corte d'Appello ha descritto come una "tempesta perfetta" di pregiudizi e ostilità.

Nel 2006 si è appreso che questi "giornalisti" erano stati pagati pagati dal governo degli Stati Uniti. Da allora numerose organizzazioni tra cui il Partnership for Civil Justice Fund, chiede a Washington - sulla base del Freedom of Information Act (FOIA) - che fornisca le informazioni su questi pagamenti.

Neppure questo ha trovato riscontro sulla stampa, quindi non é risultato difficile al governo mantenere la sua ostinata posizione e continuare ad imporre il segreto.

Né ha incontrato ostacoli per mantenere invisibili le immagini satellitari, che custodisce gelosamente, sull'incidente del 24 febbraio 1996. Non ha permesso che le vedessero, 15 anni fa, gli investigatori della Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile, si rifiutò di sottoporle alla Corte di Miami e ora ribadisce il suo rifiuto.

Quel giorno la Forza Aerea cubana, nel compimento del suo dovere e dopo numerosi avvertimenti alle autorità statunitensi, interruppero il volo di due cesna dell'organizzazione terroristica "Hermanos al Rescate" che erano penetrati nello spazio aereo cubano, violando la nostra sovranità e ponendo in pericolo la popolazione de L'Avana,ciò che aveva fatto prima in numerose occasioni. Gerardo Hernandez Nordelo è stato incolpato, senza prove, in modo rozzo e capriccioso per quell'incidente.

Nessun tribunale USA aveva giurisdizione su questo fatto, salvo si fosse verificato nello spazio aereo internazionale. L'investigazione condotta dall'OACI ha rivelato qualcosa di sorprendente. Nonostante siano state avvertite in anticipo dal loro governo le stazioni radar nord americane o non hanno registrato l'evento oppure hanno offerto dati contraddittori o distruto i dati.

Da qui l'interesse, prima dell'OACI e dopo della difesa di Gerardo per le immagini satellitari. Il governo USA non ha mai negato l'esistenza di queste immagini, ha ammesso di averle ma da quindici anni vieta che qualcuno possa vederle.

Come spiegare che siano riusciti a nasconderle con successo per così tanto tempo? Semplicemente perché il suo rivelatore comportamento mai è diventato notizia.

Gerardo Hernandez Nordelo non ebbe assolutamente nulla a che vedere con quello che è successo il 24 febbraio 1996. Lo stesso governo USA, quello di W. Bush, ha riconosciuto di non disporre di prove per sostenere la sua accusa contro Gerardo e chiese, all'ultimo momento, di ritirarla. Lo ha fatto in un documento ufficiale dal titolo "Petizione di emergenza" e che, secondo loro stessi, costituiva un'azione senza precedenti nella storia di quel paese.

Il documento, datato 25 maggio 2001, ha più di dieci anni, ma non esiste per coloro che si fanno chiamare "mezzi d'informazione".

Dai miei antenati andalusi ho ereditato una certa tendenza all’ostinazione e per questo lo riprendo di volta in volta, perchè i gitani credono anche nell’azzardo. Non si mai. Forse un giorno qualcuno scoprirà che questo documento esiste.

La verità è che i Cinque sono completamente innocenti. Questa verità consiste in documenti ufficiali del governo degli Stati Uniti e dei suoi tribunali. Che la loro missione era quella di cercare di scoprire i piani terroristici contro Cuba è a chiare lettere in numerosi scritti, dall'Atto di accusa iniziale formulato contro di loro ed in varie mozioni della procura all'inizio del processo e lungo tutto il suo sviluppo sino alla sentenza che alla fine fu loro imposta.

Nel processo di Norimberga un procuratore segnalò che quelli che erano allora sul banco degli imputati non erano i solo colpevoli. Lo erano anche coloro che non li denunciarono, chi sapeva e tacque.

L'assenza della questione dei Cinque cubani nei media non riflette l'incapacità professionale dei giornalisti, ma obbedisce ad una decisione politica di porlo sotto silenzio. Il caso è una sfida per coloro che cercano di essere la coscienza critica della società contemporanea.

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immagini da internet inserite da amici di Cuba gruppo Italo Calvino Piombino

Dichiarazione CTC per i Cinque

 

 

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Dichiarazione CTC per i Cinque

19.09.11 - www.granma.cu

La Centrale dei Lavoratori di Cuba, e i sindacati continueranno a diffondere in ogni angolo la verità sui Cinque, per rompere il muro di silenzio imposto con le campagne mediatiche controllate dall’impero.

Sono trascorsi 13 anni di crudele reclusione per Gerardo Hernández Nordelo, René González Sehwerert, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez e Fernando González Llort.

Il caso dei nostri Cinque fratelli è un’altra mostra dell’ingiusto sistema giudiziario nordamericano, che ha straziato la vita di persone innocenti con il falso e mai provato argomento di ‘mettere in pericolo la sicurezza nazionale’.

Ancora una volta il Governo degli Stati Uniti mostra il suo disprezzo al mondo, approfittando del suo dominio dei grandi media di comunicazione manipolando le informazioni, con un assoluto silenzio o tergiversando la vera storia dei nostri Cinque connazionali, per evitare che nuove voci di giustizia e solidarietà si uniscano al richiamo mondiale che domanda la loro immediata scarcerazione.

Anche se è stato provato e determinato che i Cinque non costituivano un pericolo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti da parte del Comitato d’Appello della Corte dell’11º Circuito d’Atlanta, i nostri fratelli sono ancora rinchiusi nelle prigioni di questo paese.

Il prossimo 7 ottobre René González uscirà di prigione, dopo aver scontato la sua ingiusta condanna. Il suo avvocato ha chiesto a una giudice federale di Miami che permetta il suo ritorno a Cuba, per far sì che passi qui i tre anni di libertà vigilata, ma i pubblici ministeri si sono opposti ed hanno (NdT. come la giudice) stabilito che René dovrà passare il tempo della libertà vigilata in Florida, ponendo in evidente pericolo la vita di nostro fratello, per l’ambiente di odio e la criminale intolleranza che vi regnano.

È vergognoso accusare di terrorismo i nostri fratelli, con la certezza della doppia morale della giustizia dell’impero, perchè Luis Posada Carriles, noto terrorista internazionale senza scrupoli, non è stato consegnato alla giustizia venezuelana che reclama la sua estradizione per processarlo per numerosi crimini, come accade ugualmente con altri, protetti dalla mafia cubano-americana di Miami.

La Centrale dei Lavoratori di Cuba e i sindacati continueranno a diffondere in tutti gli angoli la verità sui Cinque, per rompere il muro di silenzio imposto dalle campagne mediatiche controllate dall’impero, e porteremo avanti questa lotta, presentando la nostra causa in ogni tribuna di qualsiasi luogo, per far sì che il mondo alzi la voce ed esiga giustizia ed il ritorno immediato in Patria dei suoi Cinque degni figli.

Consiglio Nazionale della CTC

17 settembre del 2011.

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Il messaggio dei Cinque a Giustino Di Celmo

 
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Il messaggio dei Cinque a Giustino Di Celmo

Acela Caner Román

Come ogni anno, il 4 settembre, dal 1997, Giustino Di Celmo ritorna nell’Hotel Copacabana, cammina per i suoi saloni, saluta i dipendenti, abbraccia gli amici. Nel lobby, Giustino da un bacio alla sua amano e lo deposita e poi accarezza la targa di bronzo con il viso di Fabio, vittima innocente di un crimine.

La famiglia dei Di Celmo, schiacciata dal dolore, non ha mai smesso d’esigere giustizia e di reclamare la fine della azioni di terrorismo contro Cuba.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, i familiari dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, la direzione dell’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli (ICAP), la segreteria del Partito nel municipio Playa e i lavoratori del Copacabana, hanno colmato le installazioni dell’hotel per rendere omaggio a Fabio Di Celmo e a suo padre, instancabile combattente per la liberazione dei Cinque.

Magaly Llort, madre di Fernando González, ha portato una targa di legno con un messaggio firmato da Gerardo Fernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, René González Schwerert, Fernando González Llort e Antonio Guerrero Rodríguez per il padre di Fabio Di Celmo.

Con le sue parole, la madre dell’Eroe ha sottolineato che, dagli inizi del movimento per il ritorno dei Cinque, Giustino Di Celmo ha promesso che la sua famiglia avrebbe fatto sua la causa di questi uomini ingiustamente reclusi.

E così è stato: il padre di Fabio e il fratello Livio, hanno mantenuto la promessa.

Nonostante la sua età avanzata, Giustino realizza molteplici azioni per far sì che tutti conoscano i fatti vincolati all’assassinio di Fabio, come prova indiscutibile dello ‘stato di necessità’ che ha il popolo cubano di cercare informazioni nei gruppuscoli di terroristi per evitare nuovi crimini.

Giustino è instancabile.

Poi Magaly Llort ha letto il testo Della targa che teneva tra le mani:

Per Giustino Di Celmo

Con profonda gratitudine per l’appoggio alla nostra lotta per la giustizia

Giustino ha ringraziato per questo omaggio. “Nessun dolore può essere più grande che la morte di un figlio e ancora di più quando è provocata da un’azione violenta e crudele”, ha detto molto emozionato.

Fa male pensare a tutte le azioni terroristiche contro Cuba! Fa male pensare che Luis Posada Carriles, assassino provato e confesso della morte di mio figlio e di molteplici altri crimini, cammina libero per le strade di Miami, mentre questi uomini, giovani che lottavano perchè non avvenissero più azioni di terrorismo contro Cuba sono rinchiusi in prigione.”

Io voglio chiedere a tutte le persone di buona volontà che divulghino questa grande verità e che scrivano al presidente degli Stati Uniti, che liberi i Cinque cubani antiterroristi. Loro sono uomini giusti e la giustizia non può essere carcerata. Se il mio Fabio fosse vivo, sò che avrebbe scritto una lettera a Obama reclamando la loro libertà immediata”.

Le poesie di Antonio Guerrero, il reclamo di Cintio Vitier per la liberazione dei nostri Cinque fratelli sono giunti nelle voci di Carlos Ruiz de la Tejera e Jesús del Valle (Tatica). María Elena Pena ha cantato ‘Lontano da Genova’ del compositore Manuel Agudín.

L’incontro è terminato con la lettura della poesia che Giustino Di Celmo scrisse dopo quel disgraziato giorno in cui il più piccolo dei suoi figli lo lasciò per sempre:

A Fabio: mio figlio

Stavi ancora/nel ventre di tua madre/e d’allegria/ io ho pianto.

Eri un bambino e/per le tue febbri/e le tue cadute/io ho pianto.

Eri un giovane e/per il timore e l’angoscia/alle decisioni della vita/ io ho pianto.

Da quando la bomba assassina/ha spento la tua giovane vita/

non ho più/lacrime per piangere.

(Traduzione Gioia Minuti)

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Dopo 13 anni dall’ingiusta reclusione far cadere il muro di silenzio è la cosa più importante

 

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Liberta per i Cinque, già

Dopo 13 anni dall’ingiusta reclusione far cadere il muro di silenzio è la cosa più importante

Leandro Maceo Leyva

Rappresentazioni delle organizzazioni politiche e di massa del popolo di Cuba hanno assistito ad uno spettacolo artistico - politico e di denuncia per il 13º anniversario dell’ingiusta detenzione dei Cinque. Erano presenti i loro familiari e molti amici a questo incontro convocato dall’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli (ICAP), il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, e la Società Culturale José Martí.

Lo spettacolo ha invitato dall’arte, a moltiplicare la solidarietà per ottenere l’immediata liberazione di Gerardo, Antonio, Ramón, René e Fernando.

Ricardo Alarcón de Quesada, membro del Burò Politico e presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ha ricordato che in tutti questi anni i Cinque hanno sofferto per un trattamento crudele che è giunto a limiti estremi e disumani, ed ha denunciato il "silenzio totale che impone la tirannia mediatica per spegnere la solidarietà che loro meritano e nascondere la grande verità. Per questo si deve abbattere il muro di silenzio e oggi questa è la cosa più importante”, ha detto.

Il caso dei Cinque è una prova lampante della complicità di Washington con i terroristi", ha affermato ed ha spiegato che l’attuale amministrazione nordamericana dovrà affrontare il dilemma se continuare o meno con l’immorale cinismo dei predecessori.

Alarcón ha segnalato che il prossimo 7 ottobre uscirà di prigione René González, dopo aver scontato sino all’ultimo giorno della sua ingiusta detenzione.

Hanno assistito allo spettacolo Lázara Mercedes López Acea, membro del Burò Politico e prima segretaria del Partito a L’Avana; José Ramón Balaguer Cabrera, membro della segreteria del Comitato Centrale del Partito; Liudmila Álamo Dueñas, prima segretaria della UJC; Yolanda Ferrer, segretaria generale de la FMC; Bruno Rodríguez Parrilla, ministro degli Esteri; Abel Prieto, ministro di Cultura, Kenia Serrano, presidentessa del ICAP e i membri del Comitato Centrale, Armando Hart e Faure Chomón, tra le molte personalità.

(Traduzione Granma Int.)

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La verità  sequestrata di Ricardo Alarcon

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La verità sequestrata

Ricardo Alarcón

Il tema che mi è stato assegnato per questo seminario si intitola “Situazione attuale del caso dei nostri Cinque Eroi”.

Comincerò dicendo che dal punto di vista giuridico già è terminato il corso normale degli eventi. Assistiamo adesso ad un processo straordinario, il cosiddetto Habeas Corpus, che è un’opportunità che si offre per una sola volta ai condannati dopo che sono passati, senza successo, per tutti i relativi appelli.

Se si considerano i precedenti, sono molto remote le possibilità, per questa via, di ottenere la liberazione dei nostri compagni.

Tuttavia, diamo questo passo, per due ragioni fondamentali. La prima è una questione di principio : dobbiamo combattere questa battaglia su tutti i terreni possibili, perchè si tratta di cinque innocenti che stanno soffrendo una giusta e crudele prigionia.

La seconda ragione, è che soltanto mediante il pronunciamento delle sentenze giuridiche, si è potuto superare, anche se soltanto in parte, la ferrea censura che i grandi mezzi di comunicazione hanno imposto a questo caso.

Avrei potuto iniziare questo intervento dicendo che la situazione attuale dei Cinque è la stessa che li caratterizza da tredici anni. Su di loro non si hanno informazioni.

Stanno soffrendo un duplice regime carcerario, da parte dei loro carcerieri, ma allo stesso tempo da parte dei giornalisti.

La prima riflessione che andrebbe fatta è sulle ragioni di un tale silenzio mediatico.

Forse Cuba, la sua Rivoluzione, i suoi problemi, sono temi di scarso interesse per questi mezzi di informazione? Tutti voi sapete che è sicuramente vero il contrario. La nostra Patria ha sempre ricevuto, e continua a ricevere un’attenzione incomparabilmente maggiore rispetto a qualsiasi altro paese del Continente; siamo costantemente posti, giorno e notte, sotto la luce di potenti riflettori, sotto lenti di ingrandimento, con lo scopo di trattare, quasi sempre in maniera distorta, i più diversi aspetti della nostra realtà. Perchè allora, quasi mai nessuno, ha speso una parola su questo caso?

Se i Cinque fossero responsabili di qualche crimine, se qualcuno di loro avesse fatto, o soltanto provato a fare qualcosa contro il popolo nordamericano, qualcuno di voi ha forse il minimo dubbio che sarebbero stati oggetto costante della propaganda anticubana?

La verità è che i Cinque sono completamente innocenti, e sono letteralmente, senza voler fare alcuna esagerazione, degli eroi che hanno sacrificato le loro vite per salvare le nostre, fornendo una prova di insuperabile altruismo.

Non sto facendo un esercizio di retorica. Questa verità è testimoniata dai documenti officiali del Governo degli Stati Uniti e dei suoi tribunali. Il fatto che la loro missione era quella di provare a scoprire i piani terroristi contro Cuba, appare scritto a chiare lettere in numerosi documenti, nell’Atto d’accusa iniziale formulato contro di loro, ed in numerose mozioni degli avvocati dall’apertura del processo e per tutta la sua durata, fino alle sentenze conclusive che furono imputate loro.

Che il proposito del Governo nordamericano fosse quello di proteggere i terroristi, anche questo è ben testimoniato in questi documenti e nei ripetuti interventi degli avvocati che sono tutti stati registrati negli atti del tribunale. Il grande problema che ci tocca affrontare, è che l’Impero è riuscito ad impedire che queste informazioni arrivassero alla gente. Il suo successo è stato notevole.

Sono riusciti a sequestrare impunemente la verità. Non sto parlando di testi secretati o confidenziali. Mi sto riferendo a documenti che sono stati, e sono tuttora disponibili, per chiunque acceda al sito ufficiale del Tribunale Federale del Sud della Florida e cerchi il caso “Stati Uniti versus Gerardo Hernandez et al.”

Ma questo lo fanno solo pochi specialisti o persone particolarmente interessate.

La gran parte del pubblico viene a conoscenza di quello che accade nelle aule di tribunale, per la versione che vogliono dare i cosiddetti “mezzi di informazione”. E di questa causa, la più lunga nella storia di un paese, che inoltre può contare su numerosi canali televisivi e altre pubblicazioni dedicate esclusivamente a questioni giuridiche, nulla è stato detto al di fuori della città di Miami. Mi tocca insistere su questo punto.

Come vi ho precedentemente detto, siamo in questo momento, alle prese con la presentazione dei ricorsi del Habeas Corpus.

Il caso più complicato è quello di Gerardo, al quale mi dedicherò più avanti. Ma esiste un elemento comune a tutti i diversi appelli, che va riferito alla gestione del caso da parte della stampa.

Mentre veniva completamente ignorata nel mondo intero, la causa aveva avuto a Miami un’incredibile e stridente copertura da parte dei mezzi di informazione locali, che contribuirono a creare un clima di odio contro gli accusati, minacciando e provocando il giudice, gli avvocati e i testimoni. La stessa giuria aveva protestato più volte contro lo stesso governo, chiedendo che si mettesse fine ad una situazione che chiaramente violava le norme del processo in atto. Questa è una delle principali motivazioni che spinse nel 2005, la Corte d´Appello, a prendere la decisione unanime di annullare quella farsa e d’ esigere un novo processo, una giusta decisione, successivamente revocata per le pressioni del governo di Bush. L´anno successivo, nel 2006, si è saputo che questi “giornalisti” di Miami venivano pagati dal Governo per realizzare il loro spregevole lavoro.

Da cinque anni, gruppi della società civile nordamericana, reclamano contro le autorità, affinché rivelino tutto ciò che ancora rimane nascosto circa i bilanci di quest’operazione milionaria – quanto pagarono, a chi pagarono e perchè – nell’ambito di una congiura, la cui scoperta, dovrebbe essere più che sufficiente per dichiarare nullo, e senza valore alcuno, tutto il processo svolto contro i nostri compagni.

Nei confronti di Gerardo, è stata mossa un’ulteriore accusa, una calunnia infame, che è la ragione per cui, contro di lui sono già stati emesse due condanne ad ergastolo.

Lo hanno accusato di “cospirazione in assassinio di primo grado”.

Eppure, qui con me ho questo documento, datato 30 maggio del 2001. Appartiene al Procuratore Generale degli Stati Uniti. Qui viene detto che non erano in grado di provare una tale accusa e per questo fu chiesto che venisse ritirata all’ultimo momento.

Nonostante ciò, Gerardo fu dichiarato colpevole d’un crimine che non aveva mai commesso, che era impossibile provare, e questo è il colmo, da parte di coloro che già non lo accusavano più.

Ma a che serve un tale documento se nessuno ne parla?

Si accusava ingiustamente Gerardo d’aver partecipato a una cosa con cui non aveva avuto assolutamente nulla a che fare : l´abbattimento, nel febbraio del 1996, in acque cubane, di due aerei appartenenti ad un gruppo terrorista che si dedicava sistematicamente a violare il territorio cubano, annunciando e propagandando, senza alcun pudore, ogni loro atto di violazione attraverso i mezzi di informazione di Miami.

Indipendentemente dal fatto che questo documento costituisce una prova inconfutabile del fatto che l’accusa formulata fosse insostenibile, c’è un altro dato, molto importante, che ci mostra il grado di prevaricazione delle autorità nordamericane.

 

Per reclamare la propria giurisdizione nei riguardi dell’incidente, gli Stati Uniti dovevano dimostrare che lo stesso era avvenuto al di fuori del territorio cubano.

I radar cubani registrarono l’accaduto all’interno delle acque cubane, in prossimità della capitale, L´Avana.

I radar nordamericani al contrario, hanno fornito dati confusi e contraddittori. Le indagini operate dalla Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale (OACI) hanno esplicitamente fatto richiesta delle immagini registrate dai satelliti degli Stati Uniti, ma Washington non ha voluto mostrarle. Durante il processo di Miami, la difesa ha riformulato questa richiesta, ma il governo l’ha nuovamente rifiutata.

Ora Gerardo le ha nuovamente reclamate nel suo Habeas Corpus ma Washington, ancora una volta, non ha concesso a nessuno l’accesso a queste immagini.

Sono ormai più di quindici anni, che va avanti un continuo e sistematico occultamento di prove, che dimostra una volta in più, il carattere fraudolento delle accuse statunitensi.

Ma Washington è riuscita ad ottenere che nessuno ne abbia fatto denuncia, riuscendo in questo modo a continuare ad ingannare i più.

L’informazione è una questione chiave per ottenere la libertà di Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort y René Gonzalez Sehwerert.

Per vincere questa battaglia, dobbiamo mobilizzare molta gente, milioni di persone, ed essere in grado di spiegare un movimento di solidarietà che sia realmente amplio ed effettivo. Qualsiasi considerazione a riguardo, se ha un minimo d’obiettività, deve riconoscere che siamo ancora molto lontani da questa meta.

È provato, che i grandi mezzi d’informazione hanno imposto un silenzio assoluto su questo caso, particolarmente rigoroso negli Stati Uniti, dove l’immensa maggioranza della popolazione lo ignora completamente. La totale assenza di questo tema da tali mezzi di informazione, non è un riflesso dell’incapacità professionale dei giornalisti, ma di un disegno che obbedisce ad istruzioni precise, alla volontà politica d’occultarlo che proviene dai più alti livelli di Washington.

Aspettarsi che questi censori cambiano la loro attitudine, è un’illusione senza senso, equivale a volersi ingannare da soli. Denunciare attraverso tali mezzi, più e più volte, è corretto, ma insufficiente perchè per questa via le nostre continue denunce hanno una minima ripercussione.

È molto di più, moltissimo di più, quello che possiamo e che dobbiamo fare.

Prima di tutto dobbiamo considerare, obiettivamente, il livello raggiunto, oggi giorno, da quella che dobbiamo iniziare a chiamare con il suo vero nome: ‘La tirannia mediatica globale’. Non sto parlando solo di ciò che dicono o non dicono i giornalisti famosi, le grandi catene televisive o le agenzie di stampa che scelgono le notizie da trasmettere in tutto il mondo, ma di tutto questo nello stesso tempo, unificato in un enorme monopolio, che controlla e manipola le informazioni, estendendo il proprio controllo addirittura su chi vuole essere alternativo a questa dittatura globale, includendo perfino i mezzi d’ informazione che si autodefiniscono rivoluzionario alternativi.

C’è tanta gente nel mondo che si sforza per poter parlare e poter farsi ascoltare con risorse molto limitate, riuscendo in alcune occasioni a penetrare la muraglia della disinformazione e dell’inganno.

Le nostre possibilità sono molto maggiori, quelle delle Università cubane, dei loro professori e dei loro studenti. Facciamo come i bambini de La Colmenita e domandiamoci sinceramente che cosa possiamo fare di più.

(Intervento presso l’Università di Scienze Informatiche/ Traduzione Granma Int.)

 

Un altro articolo che si trova in questo blog porta lo stesso titolo ma sono due pezzi ben distinti.

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Cubani antiterroristi compiono 13 anni carcerati negli Stati Uniti

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Cubani antiterroristi compiono 13 anni carcerati negli Stati Uniti

L'Avana, 12 sett (Prensa Latina) I Cinque cubani antiterroristi carcerati negli Stati Uniti compiono oggi 13 anni di reclusione in carceri di quel paese per allertare attività di organizzazioni violente contro Cuba. Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González sono stati arrestati in settembre del 1998 per le autorità nordamericane ed immediatamente li hanno isolato in celle di punizione per 17 mesi prima del giudizio.

Accusati del carico di cospirazione contro gli Stati Uniti, a Gerardo, Ramón ed Antonio, gli è stato addizionata l'accusa di cospirazione per commettere spionaggio, benché non gli occupassero nessun documento classificato.

Il caso dei Cinque -come sono conosciuti i lottatori nella campagna internazionale per la sua liberazione - si è portato a giudizio a Miami, ambiente che una corte federale di appelli descriverebbe come un “temporale perfetto” di pregiudizi.

Quel processo ha durato più di sei mesi, il più lungo negli Stati Uniti fino a quel momento, e si hanno presentato attestazioni di tre generali ritirati dell'esercito, i quali hanno coinciso in che non esisteva evidenza di spionaggio.

Sette mesi dopo all'accusa iniziale gliele è addizionato un nuovo carico a Gerardo Hernández: cospirazione per commettere assassinio, come risultato di una campagna pubblica con l'intenzione di vendicare la maceria da parte della Forza Aerea Cubana di due aerei di turismo di un gruppo estremista nel 1996.

Gli aerei di turismo appartenevano ad un'organizzazione che nei 20 mesi anteriori alla maceria aveva penetrato lo spazio aereo cubano 25 volte, oggetto di proteste reiterate di Cuba.

Alla fine del giudizio, il governo nordamericano ha riconosciuto per iscritto che era fallito in provare il carico di cospirazione per commettere assassinio imposto a Hernández.

Tuttavia, la giuria ha trovato colpevole, tanto a Gerardo come ai suoi compagni, di tutti i carichi dopo essere stati messi sotto un'intensa pressione da parte dei mezzi di stampa locali.

 

Da oggi la ‘Giornata di solidarietà  con i Cinque

 

 

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Da oggi la ‘Giornata di solidarietà con i Cinque

La giornata di solidarietà che da oggi inizia in Cuba ha l’obiettivo di reclamare la scarcerazione dei Cinque cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti.

Il giornale Joventud Rebelde ha segnalato che sino al 6 ottobre, in tutta l’Isola, i giovani parteciperanno attivamente a un gruppo d’azioni per sostenere la causa di Gerardo Hernández, René González, Fernando González, Ramón Labañino e Antonio Guerrero.

Quando si compiono 13 anni d’ingiustizia, i Cinque sono presenti nei distinti spazi di quest’Isola, per la quale hanno sacrificato buona parte della loro vita e sono presenti anche in altri paesi, ha aggiunto la fonte.

Le persone solidali, qui e altrove, li faranno uscire dalle loro prigioni a forza d’iniziative con cui si esige dal governo degli Stati Uniti, ancora una volta, la libertà immediata di questi uomini innocenti.

Canti, scalate, conversazioni, un tribunale antimperialista, presentazioni di libri ed ogni genere di attività scuoteranno ogni angolo di Cuba, per far sì che il reclamo di libertà giunga sino alla Casa Bianca.

L’esposizione di Antonio Guerrero, “Uccelli endemici”, percorrerà tutto il paese in questi giorni, dando l’opportunità unica d’apprezzare la sensibilità di uno dei Cinque

antiterroristi, ed inoltre sarà un’occasione per divulgare tutti i dettagli di una troppo lunga ingiustizia.

Inoltre oggi, al compiersi di 13 anni di detenzione ingiusta di Gerardo, René, Antonio, Fernando e Ramón, sono stati realizzati mattutini in tutti i centri di lavoro e di studio, guidati dai comitati di base della UJC.

Da oggi la battaglia quotidiana per coloro che non avrebbero mai dovuto essere reclusi crescerà e le voci si alzeranno necessariamente sempre più; le organizzazioni degli studenti e i movimenti giovanili, come sempre saranno avanguardia di questi tempi.

Gerardo, René, Ramón, Fernando e Tony furono detenuti il 12 settembre del 1998 e condannati dopo un processo manipolato, svolto nella città di Miami, a pene che vanno dai 15 anni a due ergastoli più 15 anni. (Traduzione Granma Int.).

 

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La SINA gestisce migliaia di dollari per le Dame in Bianco

 
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Commissaria dell’ONU viene informata sul caso dei Cinque cubani

Ginevra, 9 set (Prensa Latina) La Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navy Pillay, ha ricevuto oggi informazione aggiornata sulla situazione giuridica di cinque lottatori antiterroristi cubani prigionieri politici nelle carceri statunitensi. Il Rappresentante Permanente di Cuba a Ginevra, ambasciatore Rodolfo Reyes, inviò alla signora Pillay una lettera rispetto all'espediente di Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez.

I Cinque si trovano nelle carceri nordamericane da 13 anni, dopo un ingiusto processo giudiziale, piagato di violazioni ed arbitri per i loro lavori di prevenzione agli atti terroristici contro il loro paese.

Questi ed altri dettagli appaiono nel contenuto della missiva del diplomatico, nella quale si riferì in particolare a Gerardo Hernandez, attualmente in un processo di appello Habeas Corpus.

Reyes ha citato l'Opinione No.19/2005 del Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria del Consiglio di diritti umani (CDH) dell'ONU che ha condannato alla detenzione di Antonio, Gerardo, Fernando, Ramon e Renè.

Ha inoltre enfatizzato i nuovi elementi del caso conosciuti negli ultimi tempi, come il pagamento del governo statunitense a giornalisti di Miami affinché sviluppassero una campagna propagandistica contro i Cinque.

Ugualmente, denunciò il rifiuto dei visti, in più di 10 occasioni, da parte di Washington, che ha ostacolato ad Olga Salanueva ed Adriana Perez di visitare i loro mariti, Renè e Gerardo, rispettivamente.

Una copia del documentario “Per favore, che il vero terrorista, si alzi in piedi”, del direttore statunitense Saul Landau, è stato anche consegnato alla Commissaria.

Inoltre, Reyes ha spedito alcune lettere a vari titolari dei procedimenti speciali del CDH, tra loro i relatori speciali sull’indipendenza di giudici ed avvocati, Tortura ed altri trattamenti crudeli, ed il Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria.

Ig/ft

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La verità  sequestrata (Il caso dimenticato dei cinque cubani detenuti negli Stati Uniti)

 
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La verità sequestrata

Il caso dimenticato dei cinque cubani detenuti negli Stati Uniti

di Andrea Necciai

E’ notizia di qualche settimana che il Dipartimento di Stato USA ha inserito Cuba - per la trentesima volta - nella sua particolare lista nera degli “Stati patrocinatori del terrorismo internazionale”.

 

Per tutta risposta, le autorità cubane rimandando le accuse al mittente hanno sottolineato a più riprese come il governo degli Stati Uniti, “che storicamente ha praticato il terrorismo di Stato, le esecuzioni extragiudiziali, i sequestri di persona, gli assassini con aerei non pilotati, la tortura e le detenzioni illegali, che ha stabilito carceri segrete, che è responsabile della morte di centinaia di migliaia di civili innocenti come risultato delle sue guerre di occupazione e di conquista in Iraq e in Afghanistan […]”, non possieda la minima autorità morale per giudicare un paese come Cuba, che è stato ripetutamente vittima di aggressioni illegali e che ha sempre seguito un percorso irreprensibile nella lotta al terrorismo internazionale.

Da parte nordamericana l’obiettivo (mai dichiarato) è sempre lo stesso: giustificare l’anacronistico blocco economico e le politiche restrittive contro Cuba diffondendo false accuse, come la solita “bufala” del terrorismo internazionale, oppure aggrappandosi a pretesti assurdi nel tentativo di gettare discredito sul governo cubano.

Per quest’ultimo, la prova più evidente della doppia morale degli USA è rappresentata dal caso giudiziario dei “Los Cinco”: i cinque informatori cubani condannati per spionaggio e cospirazione, rinchiusi dal 1998 nelle carceri di massima sicurezza dello Zio Sam.

L’accusa.

Dal 1959, anno dell’insediamento della Revolución, ad oggi Cuba ha subito numerosissimi atti terroristici per mano di gruppi paramilitari eversivi - come “Alpha 66” e “Omega 7” - che operano indisturbati in Florida e che notoriamente sono finanziati dalle lobbies anticastriste e dalla Cia.

Nel settembre del 1998, al momento del loro arresto, i cinque agenti dell’intelligence cubana Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labaniño e René Gonzalez stavano operando in territorio statunitense come infiltrati per scoprire i piani contro Cuba, messi a punto dai gruppi anticastristi di stanza a Miami.

L’arresto, eseguito dal FBI, avvenne poco tempo dopo l’abbattimento di due velivoli di “Hermanos al rescate” (un’organizzazione eversiva composta da esiliati cubani con base a Miami) da parte dell’aviazione militare cubana. I due aerei, che secondo fonti cubane stavano sorvolando lo spazio aereo dell’isola senza essere autorizzati, poterono essere intercettati grazie alle informazioni passate dai cinque agenti cubani. E per questo il principale accusato, Gerardo Hernandez, è stato giudicato direttamente responsabile dell’abbattimento dei due aerei e condannato a due ergastoli.

Il governo degli Stati Uniti accusò prontamente tutti e cinque gli agenti di “spionaggio e cospirazione per conto di una nazione straniera” - in realtà, i capi d’accusa contestati ai cinque furono, in tutto, ben 24 -, mentre quello cubano si difese sostenendo di aver inviato negli Usa i cinque unicamente con l’ordine di infiltrarsi tra le file dei gruppi terroristici anticubani, allo scopo di ottenere informazioni utili circa le loro attività terroristiche.

Il giudizio.

Il processo contro i Cinque Cubani, cominciato a Miami nell’autunno del 2000, si concluse nel giugno 2001 dopo 7 lunghi mesi di dibattimento. Nelle udienze sono comparsi più di 70 testimoni e sono stati presi in esame più di un centinaio di dossier contenenti trascrizioni e documenti probatori, compresi 15 volumi con le narrazioni dei fatti.

Alla fine, la condanna più pesante (due ergastoli) toccò a Gerardo Hernandez; Guerrero e Labaniño ricevettero anche loro l’ergastolo, mentre Fernando e René Gonzalez furono condannati rispettivamente a 19 e a 15 anni. In tutti e cinque i casi fu inflitta la massima pena per quel genere di reati.

In seguito alle vibranti proteste giunte non solo da parte cubana ma anche da numerosi ambienti politico-culturali e dell’opinione pubblica internazionale, nell’agosto 2005 l’undicesimo tribunale della Corte d’Appello di Atlanta sospese le condanne, ordinando l’esecuzione di un nuovo processo.

Ma appena un anno dopo - a sorpresa - la stessa Corte, sovvertendo la decisione della precedente sentenza, confermò tutte le condanne della Corte di Miami e mise il sigillo finale a questo singolare caso giudiziario, nonostante l’aperta opposizione di due dei suoi membri, i giudici Byrch e Kravitch, secondo i quali “si è trattato di un caso d’eccezione nel quale si doveva imporre un cambio di sede [il trasferimento del processo dalla sede di Miami, ndr], dovuto al pregiudizio latente nella comunità di Miami che rende impossibile la composizione di una giuria imparziale” *.

Le conclusioni.

In spregio alle garanzie legali sancite dal diritto statunitense e da quello internazionale, i cinque cubani sono stati sottoposti ad un processo iniquo ed imparziale nella città dove impera la mafia d’origine cubana, la stessa che ha avuto buon gioco “nello scatenare una violenta e fallace campagna propagandistica per manipolare l’opinione pubblica di Miami e la giuria del tribunale, cosa che è stata ripetutamente denunciata dagli avvocati della difesa”.**

Dalla data del loro arresto sono passati più di dodici anni, e tuttavia i “Cinque Cubani” godono attualmente del sostegno di innumerevoli associazioni e di gruppi di solidarietà in tutto il mondo: tra le personalità più influenti c’è il presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, Miguel D’Escoto, che ha sempre denunciato la loro detenzione come “ingiusta ed illegale”.

L’ultima voce levatasi a difesa dei cinque informatori è quella del Senato belga che, in seguito all’infaticabile opera di sensibilizzazione del “Comitato belga per la liberazione dei Cinque”, ha recentemente approvato una risoluzione che esige dal governo statunitense “un intervento immediato per ottenere la scarcerazione dei cinque detenuti cubani”.

Note:

* es.wikipedia.org/Los cinco cubanos presos en los Estados Unidos.

** www.freeforfive.org/es/thefive.

www.resistenze.org

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Legislatori ecuadoriani chiedono la libertà  dei Cinque

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Legislatori ecuadoriani chiedono la libertà dei Cinque

Quito, 7 set (Prensa Latina) Silvia Salgado membro dell'assemblea ecuadoriana a nome del Gruppo Parlamentare di Amicizia con Cuba, ha chiesto oggi al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, la libertà dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli USA da quasi 13 anni. In una conferenza stampa, il membro dell'assemblea, che è anche presidente della commissione legislativa di Fiscalizzazione e Controllo Politico, è stata accompagnata dall'ambasciatore di Cuba, Jorge Rodriguez, numerosi membri dell'assemblea e dirigenti del Comitato ecuadoriano per la libertà dei Cinque.

Salgado ha annunciato la circolazione di un progetto per l’approvazione da parte di tutto il plenum legislativo in domanda della libertà di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.

Ha assicurato che già 60 dei 120 legislatori hanno espresso il loro appoggio al progetto, ed ha affermato che sperano di passare ampiamente dei 63 voti richiesti per la sua approvazione la prossima settimana nel plenum.

Ha ricordato alcune delle illegalità nel processo di questi cinque cubani, prigionieri politici dal 1998 per mettere in allerta il loro paese da azioni che forgiano i terroristi di origine cubana da Miami.

Ha denunciato davanti a numerosi mezzi di stampa i 17 mesi che i Cinque sono stati in celle di punizione, fermati 33 mesi prima di cominciare il giudizio e la proibizione per due di loro di ricevere visite dalle rispettive mogli, in violazione dei diritti carcerari.

L'ambasciatore Rodriguez ha sottolineato il carattere politico di queste cinque ingiustizie, e denunciato la contraddizione degli Stati Uniti che bombardano la Libia ed invadono paesi arabi a nome della lotta contro il terrorismo, mentre mantiene prigionieri a questi Cinque lottatori antiterroristi nel loro stesso paese.

Hernan Rivadeneira, presidente del Comitato Ecuadoriano per la libertà dei Cinque, ha annunciato le attività che si realizzeranno nel paese all’interno di una giornata mondiale per mettere fine all'ingiusta prigione.

Ig/prl

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La situazione attuale degli antiterroristi cubani negli Stati Uniti- Roma reclamata la liberazione..

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La situazione attuale degli antiterroristi cubani negli Stati Uniti

Yudith Diaz Gazán

Richard Klugh, membro del gruppo della difesa dei Cinque cubani antiterroristi prigionieri negli Stati Uniti da 13 anni, ha attualizzato la situazione che vivono oggi i Cinque patrioti.

In un’intervista diffusa da Radio Habana Cuba, Klugh ha specificato che uno dei Cinque (come sono conosciuti nelle campagne internazionali per la loro scarcerazione), Gerardo Hernández, ha presentato la sua richiesta di Hábeas Corpus nel mese di marzo sulla base di una nuova prova, ma il governo nordamericano si è opposto alla sua richiesta lo scorso 25 aprile.

Gerardo Hernández, con Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, è recluso dal 12 settembre del 1998 per aver avvisato Cuba dei piani sovversivi perpetrati dal sud della Florida contro l’Isola.

L’avvocato ha spiegato che il gruppo legale di Hernández ha presentato un’esaustiva replica, memorandum e affidavits addizionali come risposta all’opposizione di Washington alla sua petizione di Hábeas Corpus.

Nella sua risposta la difesa stima d’aver risposto agli argomenti esposti dal governo, oltre a presentare un affidavit di Hernández ed un altro, addizionale, del suo precedente avvocato, Paul McKenna, che appoggia gli allegati fondamentali esposti nella richiesta.

Klugh sostiene che il gruppo degli avvocati considera d’aver fatto grandi progressi nella presentazione delle prove dell’innocenza dell’antiterrorista cubano e che tutte sono bene argomentate.

Rispetto ad Antonio Guerrero, ha detto che anche lui ha presentato una replica alla risposta del governo, nella quale si mette a fuoco l’uso dei dipendenti di Radio e TV Martí pagati per pubblicare testi contro i Cinque durante il processo, che si svolse a Miami.

La replica di Guerrero contiene affidavits che indicano come le evidenze sono apparse gradualmente e dimostra che gli Stati Uniti hanno cercato di pregiudicare i Cinque cubani durante il processo, con la pubblicazione di articoli che incitavano l’ostilità contro di loro.

I documenti presentati da Hernández e Guerrero si applicano anche per René González, mentre per Ramón Labañino e Fernando González non è ancora giunto il momento di sollecitare il loro Hábeas Corpus”.

Loro presenteranno le proprie mozioni prossimamente e in queste si presenteranno alcuni degli stessi punti, in appoggio alle richieste”, ha spiegato il membro del gruppo di difesa dei Cinque.

Sappiamo che siamo giunti ad un momento in cui le prove sono schiaccianti e dimostrano l’ambiente reale e intenzionalmente ostile creato durante il processo contro i Patrioti cubani.

La mancata ammissione da parte del Governo USA di tutto quello che si fece per avvelenare l’atmosfera contro i Cinque è una violazione fondamentale dei loro diritti”, ha denunciato Klugh.

I difensori inoltre sostengono che gli argomenti allegati specificatamente su Gerardo Hernández, stabiliscono la sua innocenza e dimostrano l’ingiustizia delle condanne, perchè si è giunti a un livello convincente di prove, che non può più essere ignorato.

(Traduzione Granma Int.)

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Roma: reclamata la liberazione immediata dei Cinque patrioti antiterroristi cubani

Nell’ambito della Campagna Internazionale “ il 5 per i 5”, attuata con iniziative politico-culturali e di lotta realizzate il 5 di ogni mese per la liberazione dei Cinque agenti dell’antiterrorismo cubani , per questo mese di settembre, in cui ricorrono i 13 anni di infame detenzione negli USA dei 5 agenti cubani dell’antiterrorismo, il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ha deciso di dare forte rilevanza alla propria iniziativa di lotta aderendo allo sciopero generale indetto per il 6 settembre e partecipando attivamente alla manifestazione di Roma dell’UNIONE SINDACALE DI BASE con lo striscione “LIBERATELI”, diffondendo, con i compagni di Nuestra America, Radio Città Aperta e il circolo A. Mella dell’Associazione Italia -Cuba, tra le svariate migliaia di lavoratori, un volantino che illustra le ragioni politiche, giudiziarie e umanitarie dei Cinque ,barbaramente privati della libertà per aver difeso il loro paese dagli attacchi terroristici provenienti e sostenuti dall’imperialismo statunitense.

Una giornata di vera solidarietà e lotta che ha unito la battaglia per la difesa del mondo del lavoro sotto attacco del governo Berlusconi e dei potentati dell’Europolo imperialista alla lotta contro l’imperialismo USA per la liberazione immediata dei nostri 5 fratelli cubani.

Comitato Italiano Giustizia per i Cinque

Libertà  per i Cinque, ORA! :Una questione cubana di cui la stampa non parla .

 
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Libertà per i Cinque, ORA!

Una questione cubana di cui la stampa non parla

 

1.09.11 - Silvia Garcia Tabío, consigliere dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba

La Jornada www.cubadebate.cu

Nel settembre 1998, Cinque cubani, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González sono stati arrestati a Miami dall'FBI e isolati in celle di punizione per 17 mesi prima che il loro caso fosse portato in tribunale. La loro missione negli Stati Uniti era il monitoraggio delle attività delle organizzazioni terroristiche contro Cuba.

Tutti sono stati accusati del nebuloso reato di cospirazione contro gli Stati Uniti. A tre di loro, Gerardo, Ramón e Antonio, fu aggiunta l'accusa di cospirazione per commettere spionaggio. Il governo USA non li ha accusati di spionaggio reale, né ha detto che ciò era avvenuto. Non gli hanno sequestrato nessun documento classificato.

Nonostante le forti obiezioni della difesa, il caso fu giudicato in un tribunale di Miami, una comunità che ospita oltre mezzo milione di esiliati cubani con una lunga storia di ostilità verso il governo cubano, ambiente che una corte federale di appello degli Stati Uniti avrebbe poi descritto come una "tempesta perfetta" di pregiudizi che ha impedito la realizzazione di un equo processo.

Il processo è durato più di sei mesi, il più lungo, fino ad ora, negli Stati Uniti, e in esso hanno testimoniato tre generali dell'esercito in pensione, un ammiraglio in pensione, l’ex consigliere del presidente Clinton per gli affari cubani, i quali hanno convenuto che non c'erano prove di spionaggio.

Sette mesi dopo l’accusa iniziale è stata aggiunta una nuova imputazione contro Gerardo Hernández: cospirazione per commettere omicidio, come conseguenza di una intensa campagna pubblica destinata a vendicare l'abbattimento, da parte della Forza Aerea Cubana, di due aerei di un gruppo anticastrista e la morte dei quattro occupanti, eventi che hanno avuto luogo nel 1996. Gli aerei - appartenenti ad una organizzazione anticastrista - nei 20 mesi precedenti l’abbattimento erano penetrati nello spazio aereo cubano 25 volte, oggetto di ripetute proteste da parte del governo di Cuba.

Alla fine del processo, quando il caso stava per essere presentato alla giuria per la sua valutazione, il governo ha riconosciuto, per iscritto, che non era riuscito a dimostrare l'accusa di cospirazione per commettere omicidio imposta contro Gerardo Hernández, sostenendo che "alla luce delle prove presentate al processo, questo costituisce un ostacolo insormontabile per gli Stati Uniti in questo caso e probabilmente porterà al fallimento dell’accusa su questa imputazione".

La giuria, invece, ha riconosciuto colpevole, sia Gerardo sia i suoi compagni, di tutte le accuse dopo essere stata messa sotto forte pressione da parte dei media locali.

I Cinque sono stati condannati ad un totale di quattro ergastoli più 77 anni, facendo diventare tre di loro le prime persone, negli Stati Uniti, a ricevere l'ergastolo in casi di spionaggio, in cui non vi era alcuna prova di ottenimento e trasmissione di un solo documento segreto. Sono stati confinati in cinque differenti prigioni di massima sicurezza, distanti tra loro e senza alcuna comunicazione tra loro.

L'appello è durato 9 anni

Il 9 agosto 2005, un panel di tre giudici della Corte d'Appello revoca i verdetti di colpevolezza considerando che non hanno avuto un giusto processo a Miami. Con un'azione che di regola solo si esercita nei casi in cui sono in gioco i principi costituzionali, il governo chiede ai dodici giudici della Corte d'Appello di rivedere la decisione del panel, in una procedura chiamata in banc. Un anno dopo il plenum della Corte revoca, a maggioranza, la sentenza unanime dei tre giudici originali.

Il 27 maggio 2005, il Gruppo di Lavoro dell’ONU sulle Detenzione Arbitrarie dopo aver esaminato le argomentazioni presentate tanto dalla famiglia dei Cinque come da parte del governo degli Stati Uniti ha determinato che la loro detenzione era arbitraria e ha esortato Washington ad adottare le misure necessarie per porre rimedio a questa arbitrarietà.

Il 2 settembre 2008 la Corte d'Appello d’Atlanta ha ratificato le condanne dei Cinque. Ratificato le sentenze di Gerardo Hernández (2 ergastoli più 15 anni) e René González (15 anni), ed ha annullato le sentenze di Antonio Guerrero (ergastolo più 10 anni), Fernando González (19 anni) e Ramón Labañino (ergastolo più 18 anni), per considerarle non corrette, rinviando nuovamente alla Corte Distrettuale di Miami i casi di questi ultimi tre per essere ri-processati. La Corte ha pienamente riconosciuto che non vi era alcuna prova che avessero ottenuto né trasmesso informazioni segrete o di difesa nazionale nel caso degli accusati di cospirazione per commettere spionaggio.

Mesi dopo Antonio era ricondannato a 21 anni e 10 mesi di carcere più 5 anni di libertà vigilata, Fernando a 17 anni e 9 mesi di carcere e Ramon a 30 anni di prigione.

Il 15 giugno 2009 la Corte Suprema USA ha annunciato, senza ulteriori spiegazioni, la sua decisione di non rivedere il caso dei Cinque, nonostante i solidi argomenti della difesa per le evidenti e molteplici violazioni legali commesse durante tutto il processo.

Hanno anche ignorato l'universale appoggio a questa petizione e ai Cinque, espresso in una cifra di 12 documenti di "amici della Corte" numero che costituisce un fatto senza precedenti poiché rappresenta il maggior numero di amicus che si sia presentato alla Corte Suprema USA per la revisione di un processo penale.

Dieci Premi Nobel tra cui il Presidente di Timor Est, José Ramos Horta, Adolfo Perez Esquivel, Rigoberta Menchu, José Saramago, Wole Soyinka, Zhores Alferov, Nadine Gordimer, Günter Grass, Dario Fo e Mairead Maguire; l’intero Senato del Messico , l'Assemblea Nazionale di Panama, Mary Robinson, presidente dell'Irlanda (1992-97) e l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (1997-2002) e l’ ex Direttore Generale dell'UNESCO, Federico Mayor tra altri hanno sottoscritto l'amicus.

Dal punto di vista giuridico questo caso ha ora completato il suo corso normale. Ora i cinque sono nel bel mezzo di una procedura straordinaria, chiamata Habeas Corpus, che è un'opportunità che viene offerta, solo una volta, ai condannati dopo aver esaurito, senza successo, tutti i ricorsi d'appello.

Nell’ottobre 2010 Amnesty International ha pubblicato un Rapporto sul caso in cui che si conclude: "Se il processo legale di appello non fornirà un adeguato risarcimento, e data la durata delle pene detentive imposte e il tempo già trascorso dai condannati, Amnesty International sosterrà la richiesta che le autorità giudiziarie statunitensi riesamino il caso attraverso il procedimento di indulto o altri mezzi appropriati".

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Miguel D'Escoto: il caso dei Cinque è un paradigma di ipocrisia antiterrorista degli USA

 

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Miguel D'Escoto: il caso dei Cinque è un paradigma di ipocrisia antiterrorista degli USA

Managua, 26 ago (Prensa Latina) La reclusione negli Stati Uniti dei Cinque è il caso più emblematico per dimostrare il cinismo e l’ipocrisia dell'impero in quello che si riferisce al terrorismo, ha assicurato oggi il padre Miguel D´Escoto. Per l'ex cancelliere nicaraguense, ci sono prove sufficienti per domostrare che Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, sono state vittime di “un processo imbrogliato, anti-giuridico ed illegale e di una grossolana cospirazione mediatico-giudiziale.” Loro, ha illustrato, sono stati accusati di un delitto inesistente, che non ha una qualifica per la legislazione statunitense né di altri paesi, sotto la supposta figura di “intenzione per appropriarsi di documentazione classificata del governo degli Stati Uniti.”

Tuttavia, ha stimato, la verità finirà per imporsi: loro si incaricavano di dare seguito ai piani terroristi dei contro-rivoluzionari cubani a Miami, e per questa ragione sono stati catturati.

In altre parole, il governo degli Stati Uniti è responsabile diretto della mostruosità giuridica contro i Cinque, agendo in forma dolosa, occultando la realtà, pretendendo di trasformare un lavoro di solidarietà contro il terrorismo in un caso di spionaggio.

L'attuale presidente nordamericano, Barack Obama, senza necessità di andare in nessun tribunale, può correggere immediatamente l'aberrazione giuridica commessa contro i Cinque, ma “tutte le sue promesse elettorali so risultate solo demagogia”, ha detto D´Escoto.

In Nicaragua, ha commentato , c'è un proverbio popolare che dice che “ad ogni maiale gli arriva il suo sabato” e questo succederà anche con l'impero, compromesso sempre di più con guerre di aggressione. Li vediamo tutti i giorni, gli attacchi ad Iraq ed Afghanistan ed ora “l'impudica ed assassina aggressione contro la sorella repubblica della Libia”,ha segnalato il religioso.

D´Escoto ha dissertato a Managua sul tema in un atto di solidarietà organizzato come parte del IV Incontro Sindacale della Nostra America.

Ig/www.cubadebate.cu

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Cresce la solidarietà  dell'America Centrale con i Cinque cubani

 

 

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Cresce la solidarietà dell'America Centrale con i Cinque cubani

Managua, 25 ago (Prensa Latina) Le organizzazioni di solidarietà con Cuba in America Centrale incrementano la loro partecipazione nella lotta per liberare Cinque antiterroristi di questa nazione antillana incarcerati negli Stati Uniti, ha detto una funzionaria dell’Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP), Katy Paez. In dichiarazioni a Prensa Latina, Katy ha assicurato che gruppi femminili, studenteschi, sindacali, di contadini e religiosi esigono sempre di più la libertà dei Cinque cubani.

È una reazione unanime ed in aumento, nella stessa misura che la Casa Bianca mette ostacoli e tenta di tacere l'ingiustizia, osservò la specialista.

Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, stanno in prigione dal 1998 per aver allertato Cuba sui piani terroristici organizzati nel della Florida.

I gruppi di solidarietà sanno che siamo in un momento speciale nella battaglia per la scarcerazione di questi prigionieri politici, ha osservato Paez.

A Gerardo Hernandez, ha illustrato, le autorità statunitensi ostacolano l'accesso a documenti relazionati col suo caso, e fra poco tempo, scade il termine per presentare il ricorso in appello straordinario (Habeas Corpus).

Questa opportunità si concede una sola volta ai condannati dopo l'esaurirsi senza successo tutte le risorse legali ed ora tentano di ostacolare questo diritto a Hernandez, condannato a due ergastoli più 15 anni, ha spiegato.

Nel caso di Renè Gonzalez, ha precisato, la battaglia fondamentale è ottenere che sia restituito a Cuba una volta dichiarata la sua sentenza il prossimo 7 ottobre.

La funzionaria dell'ICAP e la madre di Renè Gonzalez (Irma Sehwerert) sono a Managua per partecipare ad una giornata di solidarietà per i Cinque antiterroristi, come parte dell'IV Incontro Sindacale della Nostra America.

Ig/mjm

 

Libertà  per i 5,già !:Giovani solidali del mondo alzano la voce per la libertà  dei 5/ Cresce la...

 
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Libertà per i Cinque, Già!

Giovani solidali del mondo alzano la voce per la libertà dei Cinque

Leandro Maceo Leyva

Integranti della 3ª Brigata Internazionale degli Studenti Stranieri, rappresentanti del Comitato Internazionale di Solidarietà con i Cinque e alcuni dei loro familiari, hanno festeggiato il 48º compleanno di Fernando González, uno dei Cinque Eroi cubani reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti per aver difeso la loro Patria dagli artigli del terrorismo perpetrato da questo paese.

Giovani solidali con i Cinque hanno festeggiato il 48º compleanno di Fernando.

Magalis Llort, madre de Fernando, ha ringraziato per la presenza ‘di questa quantità di giovani’ ed ha letto il messaggio del figlio che le ha confessato: “Mi sento onorato che persone di differente nazionalità si diano appuntamento per festeggiare il mio compleanno”.

La madre dell’Eroe ha detto che Fernando ha dichiarato di sentire speranza sapendo che esistono tanti giovani nel mondo che scommettono sulla solidarietà e lottano per la giustizia.

Balli, poesie e testimonianze da parte degli studenti di differenti università della capitale cubana hanno completato l’incontro, nel quale è stata reclamata la libertà dei Cinque in molte lingue differenti.

I partecipanti, riuniti nell’accampamento internazionale Julio Antonio Mella, nel municipio Caimito, in provincia di Artemisa, hanno ascolta le ultime notizie sull’ingiusto e manipolato processo giudiziario di cui sono stati vittime Fernando, Antonio Guerrero, Ramón Labañino, René González e Gerardo Hernández.

Graciela Ramírez, coordinatrice del Comitato Internazionale di Solidarietà ha partecipato all’incontro organizzato dall’ICAP.

Sapere che un tribunale del mio paese non ha operato con giustizia, ci pone come cittadini nella stessa condizione, ossia domani potremmo dover affrontare una situazione simile, potremmo subire la stessa sorte... e quindi è necessario che questo cambi”, ha dichiarato David Lavender, un giovane statunitense.

"Noi sappiamo che loro soffrono, perchè abbiamo più di 10.000 compagni reclusi e continuiamo a sostenere questa lotta che è per una causa giusta e sta nelle mani della solidarietà e nell’unità delle nostre forze per ottenerla”, ha affermato Mohamed Abu Srour, rappresentante palestinese.

 

(Traduzione Gramna Int.)

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Cresce solidarietà mondiale coi Cinque Cubani prigionieri politici negli USA

L’Avana, 19 ago (Prensa Latina) In più di un centinaio di nazioni del mondo esistono circa 330 Comitati per la liberazione dei Cinque cubani prigionieri politici negli Stati Uniti da quasi 13 anni, sottomessi a smisurate condanne per contribuire ad evitare azioni terroristiche contro l'Isola, forgiate nella nazione settentrionale, come informa l'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli. Le mobilitazioni dedicate ai Cinque dei gruppi pro-liberazione dei valorosi compatrioti cubani, censurano la difficile situazione alla quale sono sottomessi Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino.

Protagonizzato dai bambini, nell'occidentale provincia di Pinar del Rio si sviluppa lo spazio di creatività “gessetti sull’asfalto” che integra la giornata di solidarietà a beneficio della scarcerazione degli eroi.

Esigere un'altra volta la liberazione di Renè, Gerardo, Antonio, Fernando e Ramon, è obiettivo delle azioni convocate dall'Unione dei Giovani Comunisti in questo territorio occidentale dell'Isola.

La giornata include lo sviluppo di forum dibattito sulla lotta per la pace, il disarmo e la politica guerrafondaia dell'imperialismo nordamericano, percorsi lungo luoghi vincolati alle epopee rivoluzionarie e camminate in posti celebri vincolati al processo di liberazione nazionale.

I Cinque sono stati fermati nel 1998 negli Stati Uniti, accusati essenzialmente di cospirazione per spiare, e compiono condanne che vanno da un doppio ergastolo a 15 anni di prigione, dopo un imbrogliato giudizio celebrato a Miami.

La sua unica missione in questo paese consisteva in raccogliere informazioni su organizzazioni estremiste di origine cubana radicate nel sud della Florida e con un voluminoso espediente di atti terroristici commessi contro l'Isola, che hanno lasciato migliaia di morti e mutilati.

Ig/  www.radiocubana.cu

 

Cinque eroi cubani :La giustizia giungerà 

 

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La giustizia giungerà

Ana María Domínguez Cruz

Come ogni 18 agosto degli ultimi 12 anni, la lontananza impedisce a Fernando González Llort di festeggiare felicemente il suo compleanno.

L’ingiustizia e l’odio del governo nordamericano sono i principali colpevoli del fatto che questo cubano non può condividere un momento così speciale della sua vita con la famiglia, gli amici ed il suo popolo.

Le sbarre del carcere di massima sicurezza di Oxford, negli Stati Uniti e quelle mentali che lo circondano bloccano questo diritto, ma non possono bloccare i suoi sogni.

Fernando, uno dei Cinque combattenti antiterroristi cubani reclusi nelle prigioni dell’ impero per aver difeso Cuba, sa che migliaia di voci qui in Cuba e in ogni parte del mondo gli fanno gli auguri, oggi 18 agosto, e sarà con tanta forza, allegria e armonia che gli giungeranno come un impulso necessario per continuare, nonostante le violazioni, le arbitrarietà, l’odio, il silenzio e la lontananza.

Fernando —come René, Ramón, Gerardo e Antonio— è un uomo straordinario. Sono cubani con uno spirito verticale, che per amore dei loro popolo hanno dato tutto.

La giustizia s’imporrà.

Oggi non avrà le sue 48 candeline e non potrà esprimere un desiderio, ma lo farà sicuramente quando starà a Cuba con la sua famiglia, con Rosa Aurora e con tutti, perchè la libertà per lui e per i suoi compagni “GIUNGERÀ”!

Tanti auguri Fernando!

 

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Esigono di mettere fine al trattamento illegale contro Gerardo-Brasile:libro dedicato ai Cinque

 
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Esigono di mettere fine al trattamento illegale contro Gerardo Hernandez

L'Avana, 17 ago (Prensa Latina) La Comunità Internazionale esige al governo degli Stati Uniti che metta fine al trattamento illegale ed arbitrario contro Gerardo Hernandez Nordelo, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dal 1998 negli USA. In un comunicato del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque si sollecita l'invio di telegrammi, fax ed e-mail alla Casa Bianca ed ambasciate statunitensi nelle differenti capitali del mondo.

Questa settimana scade il termine per la presentazione dell’habeas corpus interposto da Hernandez Nordelo, condannato senza prove a due ergastoli ed a chi Washington segue negando il suo diritto elementare di essere ascoltato davanti alla giustizia, ricorda il Comitato.

Il passato 25 aprile, la pubblico ministero Caroline Heck Miller, a nome del governo nordamericano, ha sollecitato al tribunale federale di Miami il rifiuto del suo appello straordinario.

Recentemente il Comitato Nazionale “Free the Five” negli USA ha denunciato la manipolazione del processo da parte della Casa Bianca, che ha pagato ad alcuni giornalisti di Miami centinaia di migliaia di dollari affinché demonizzassero i Cinque e predisponessero in anticipo la giuria della loro colpevolezza.

Questo costituisce una prevaricazione da parte del governo degli Stati Uniti ed è uno degli argomenti che Gerardo reclama davanti alla giustizia.

Pochi giorni fa l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba ha denunciato l'arbitrio degli Stati Uniti contro Gerardo, che è privato dell'accesso ai documenti legali relazionati col suo caso.

Ig

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Brasile: libro dedicato ai Cinque cubani sarà presentato da Fernando Morais

Brasile, 16 ago (Prensa Latina) Dedicato ai Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti, il libro “Gli ultimi soldati della Guerra Fredda” dello scrittore brasiliano Fernando Morais sarà presentato il prossimo 23 agosto a Sao Paulo dalla casa editrice Companhia das Letras. “Organizzazioni criminali internazionali, avventure di cappa e spada, travestimenti perfetti, emissari segreti, conquiste: il nuovo libro di Fernando Morais ha tutti gli elementi di suspence di un romanzo di spionaggio”, dice la nota di presentazione della casa editrice.

Tuttavia, la nuova opera di Morais, autore anche del celebre romanzo “Olga”, non contiene una sola goccia di finzione. “A partire della saga della Rete Avispa, un scelto gruppo di agenti segreti cubani che si infiltrarono in organizzazioni anticastriste a Miami, l'autore ci porta all'incredibile mondo di alcuni James Bond tropicali che a differenza dell'agente segreto inglese, si confrontano con una profonda scarsità di risorse - tecniche e finanziarie - ad un lavoro pericoloso e solitario.”

La nota sulla copertina del libro aggiunge che “la ragione di questa operazione era raccogliere informazioni col fine di prevenire attacchi terroristici in territorio cubano. In realtà, alcune di queste organizzazioni di Miami, presentate come ‘umanitarie’, partecipano ad attività come inviare malattie esotiche contro le coltivazioni nell'Isola, interferire con le trasmissioni della torre di controllo dell'aeroporto de L'Avana, realizzare attentati con bombe nei migliori hotel del paese e perfino sparare con mitragliatrici contro le navi di passeggeri cubani e turisti stranieri”.

Gli ultimi soldati della Guerra Fredda”, dice la casa editrice, conta l'incredibile avventura di questi agenti cubani di Cuba in territorio statunitense e rivela i tentacoli di una rete terroristica con base nella Florida ed uffici in America Centrale che gode con l'appoggio tacito di congressisti nordamericani e la sottomissione di alcuni membri dei poteri esecutivo e giudiziale in USA”.

Scrivendo una storia piena di avventure degne dei migliori romanzi di spionaggio, Fernando Morais un'altra volta dimostra la forma di fare un giornalismo di qualità, con rigore investigativo, imparzialità ed una narrativa letteraria sofisticata”, dice Companhia das Letras.

Fernando Morais è giornalista e lavorò nel Jornal da Tarde, la rivista Veja e molte altre pubblicazioni della stampa brasiliana. Ha ricevuto tre volte il Premio Esso e quattro volte il Premio Aprile di Giornalismo. Pubblicò, con la Companhia das Letras, il suo romanzo più famoso, “Olga”.

Ig/CubaDebate

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Gloria La Riva: c’è ancora molto da fare e dobbiamo fare di più per i Cinque cubani

 

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Gloria La Riva: c’è ancora molto da fare e dobbiamo fare di più per i Cinque cubani

L'Avana, 12 ago (Prensa Latina)“Commemorare una data, benché siano trascorsi molti anni, non avrebbe senso se la data che si ricorda non è stata salvaguardata nelle idee e nel cuore del popolo”

Fidel Castro in questi ultimi 20 giorni ci sono molti anniversari da ricordare e festeggiare per noi rivoluzionari irriducibili, amanti di Cuba: il 26 luglio, l’attacco alla caserma Moncada e la fondazione negli Stati Uniti del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque cubani, di cui Gloria La Riva è la coordinatrice; il 13 agosto, il compleanno di tre persone che considero come paradigmi emancipatori, Fidel Castro (l’uomo del secolo XX che continua ad illuminarci con la sua sapienza nel secolo XXI), René Gonzalez (un eroe imprigionato che ci ha insegnato con i suoi quattro fratelli che non possiamo arrenderci mai) e Gloria La Riva (lottatrice sociale nordamericana, con un cuore ed una resistenza enorme); il 18 agosto, compleanno di un altro eroe che con i suoi quattro fratelli è parte della storia di Cuba, Fernando Gonzalez.

In questa occasione, approfitto per fare gli auguri a tutti i festeggiati e per ricordare un chiacchierata molto interessante che ho fatto con Gloria La Riva, l’ultima volta che è stata a Cuba, agli inizi del mese di maggio. Lei ha partecipato in molte attività, anche se la più importante, secondo me, è stata quella del 2 maggio, dove le è stata consegnata la Medaglia dell’Amicizia, concessa dal Consiglio di Stato, su proposta dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli. E come non riconoscere ufficialmente il lavoro incessante per Cuba di questa donna? Gloria è molto sensibile e modesta e sull’argomento, sorridendo, mi dice che è lei la riconoscente, per la generosità della popolazione della maggiore delle Antille, “se non fosse per il popolo cubano non avremmo potuto imparare come si lotta per la giustizia con tanta Resistenza, fino alla vittoria”.

C’è un argomento che a Gloria interessa molto sottolineare, ed è la recente pubblicazione di 2200 pagine che comprovano che il processo dei Cinque cubani si è svolto in un ambiente totalmente ostile, dentro “una tempesta perfetta”, creata dal governo nordamericano per poter condannare 5 innocenti.

Quando noi del Comitato Nazionale riusciamo a raccontare agli statunitensi quello che è accaduto in Miami durante il processo dei Cinque, il popolo si arrabbia e rifiuta totalmente il fatto che al sistema nordamericano non abbia mai interessato la giustizia e l’innocenza, che abbia permesso che una minoranza fascista potesse manipolare, spaventare e minacciare la corte”.

Questa minoranza fascista di Miami, che pubblicamente appoggia la collocazione di bombe a L’Avana per danneggiare il turismo in Cuba sono un gruppo di giornalisti de El Nuevo Herald, Diario Las Americas, Radio e Televisione Martì, che pagati dal Buró de Gobernadores de Transmisiones (BBG) e dalla sua Oficina de Transmisiones hacia Cuba (OCB), durante il processo dei Cinque hanno creato un ambiente totalmente ostile agli imputati, pubblicando spazzatura giornalistica, fantastica ed esagerata su di loro.

Il BBG è stato creato dopo la seconda guerra mondiale per amministrare il presupposto dell’agenzie di informazione statunitensi, che si dedicavano e si dedicano a destabilizzare governi progressisti e socialisti: chi dirige questi uffici è la segretaria di stato in persona, Hillary Clinton.

Radio e Tele Martì fanno parte di queste agenzie di informazione, sono state create sotto il governo di Reagan con sede a Washington e spostate poi a Miami nel 1997: sono parte della diplomazia pubblica del governo nordamericano, quella che contrattò in grande segreto i supposti giornalisti indipendenti affinché attaccassero i Cinque cubani. Il Comitato Nazionale è da tempo che in nome della trasparenza sull’utilizzo dei soldi dei contribuenti, si appellava al Freedom Of Informacion Act (FOIA) per conoscere quali giornalisti di Miami erano stati pagati dagli uffici di governo e quanto avevano incassato per spargere il terrore contro i Cinque. Solo ultimamente, grazie anche all’appoggio dell’Organizzazione legale dei diritti civili, la Società per la Fondazione della Giustizia Civile ed il giornale Liberacion, gli uffici statali hanno deciso di dare via libera alla pubblicazione delle prove che sono stati pagati più di 25 giornalisti con decine di migliaia di milioni di dollari.

Questa scoperta è stata molto importante perché ha permesso di offrire un argomento forte per appellare ed esigere l’immediata libertà dei cubani, o almeno richiedere l’annullamento del processo dei Cinque, che non sono stati giudicati in un ambiente giusto ed imparziale. Oltretutto, secondo la legge che regola la diplomazia pubblica negli USA, è vietato da parte del governo finanziare attività che hanno come fine la destabilizzazione di governi stranieri”, mi dice Gloria animandosi.

Ad esempio, nell’affidavit di Gerardo Hernandez, lui dichiara che non c’entrava nulla con l’abbattimento degli aerei del gruppo terroristico Hermanos al Rescate, in quel momento si trovava a Miami. E proprio per questo, Gerardo esige che si cancelli l’imputazione 3, cioè la cospirazione per commettere un assassinato”.

Gloria mi ricorda che Gerardo non aveva presentato prima questo appello perché non conosceva la possibilità di scindere le diverse accuse della sentenza, il suo avvocato di ufficio non lo aveva avvisato; e comunque forse non c’erano neanche le condizioni attuali, dove lo stato nordamericano è ulteriormente sotto pressione dalla scoperta di questi pagamenti illeciti ai giornalisti resi pubblici.

Un ulteriore passo potrebbe essere la celebrazione di un’udienza per esporre tutte le prove di nuovo, ascoltare nuove testimonianze e poi decidere il da farsi con gli appelli presentati che richiedono l’annullamento del processo. Gerardo infatti non è l’unico a richiedere un appello, lo seguiranno anche gli altri e quello di Antonio Guerrero è già stato consegnato”.

Voglio mettere in chiaro che nel caso peggiore che non accettino l’appello non dobbiamo scoraggiarci, la lotta continuerà in tutte le parti del mondo.

E la lotta della solidarietà resta fondamentale ed indispensabile, non dobbiamo sottovalutare nessun possibile cammino per la libertà dei Cinque, infatti anche la soluzione politica non è assolutamente da scartare. Il lavoro importantissimo da svolgere negli USA è la denuncia dei pagamenti illeciti ai giornalisti, dobbiamo fare di tutto per rompere il muro di silenzio e far comprendere al popolo come i mass media possono pregiudicare il giusto svolgimento dei processi legali”, continua Gloria.

Io mi appassiono molto, troppo quando parlo dei Cinque cubani perché sento come se il mio cuore fosse richiuso in una cella con loro, non riesco ad immaginare quasi 13 anni stando sequestrata in una carcere senza quasi potere vedere la mia famiglia, gli alberi, gli uccelli, la natura, senza potere percepire un alito di vento sulla pelle; immedesimandomi nelle loro condizioni sento come un’esigenza irrinunciabile il fatto di investire tutto il tempo che ho per reclamare la loro liberazione”, conclude Gloria.

Ed io, apportando il mio granello di arena alla lotta, voglio desiderare con tutta me stessa e dedicare tutte le mie forze affinché il regalo per il prossimo compleanno di Gloria e del Comandante in Capo siano finalmente cinque abbracci reali dei miei Cinque fratelli prigionieri politici dell’impero e non più solo il loro grande amore virtuale che sanno trasmetterci periodicamente nei loro messaggi di Resistenza infinita.

Ida Garberi

Libertà  per i Cinque, già ! Scoperta l’operazione di propaganda finanziata da Washington

 
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Libertà per i Cinque, già!

Scoperta l’operazione di propaganda finanziata da Washington

Documenti ottenuti attraverso una petizione della Legge di Libertà d’Informazione (FOIA), dimostrano il vincolo esistente tra i giornalisti pagati dal Governo degli Stati Uniti e l’aggressiva campagna di menzogne contro i Cinque durante il loro processo manipolato, ha informato PL .

Più di 2000 pagine di contratti tra giornalisti di Miami e di Radio e Tv Martí sono state ottenute grazie ad una domanda formulata dal Comitato Nazionale statunitense per la Libertà dei Cinque cubani, dalla Fondazione dell’Associazione per la Giustizia civile (PCJF) e dal quotidiano Liberation.

Fatture dei pagamenti del governo statunitense riportano i nomi di giornalisti di The Miami Herald, El Nuevo Herald, Diario Las Américas, e di emittenti di radio e televisione di Miami, quando le autorità nordamericane giudicavano i cubani.

I documenti dimostrano che durante il processo, il governo degli USA attraverso la sua agenzia ufficiale, il Burò dei Governatori delle Trasmissioni, (BBG), pagava segretamente i migliori giornalisti di Miami che saturavano i media con articoli altamente provocatori e pieni di pregiudizi sui Cinque, aggiunge il sito Cubaminrex.

La nota dell’organizzazione solidale statunitense, dice che sono pendenti nuovi appelli al governo da parte del Comitato Nazionale statunitense per la Libertà dei Cinque cubani e dalla Fondazione PCJF, per ottenere altri documenti e poter esporre la politica illegale di Washington. Un esempio mostrato pubblicamente nel sito digitale ‘reportersforHire.org’ è quello di Enrique Encinosa, che ha difeso gli attacchi con le bombe perpetrati contro gli alberghi di Cuba.

Encinosa era stato assunto dal Governo degli USA mentre lavorava come ‘direttore indipendente’ di notizie in una stazione radio in lingua spagnola ultra reazionaria di Miami. In accordo con la nota, Encinosa ha anche dichiarato in un’intervista radiofonica in Internet d’essere stato coinvolto nei gruppi paramilitari contro la Rivoluzione cubana ed ha ricevuto, ha detto il FOIA, circa 10400 dollari per presentare un programma settimanale in Radio Martí dal 1º ottobre del 2000 sino al 30 settembre del 2001, quando si svolgeva il processo contro i Cinque, che durò dal 27 novembre del 2000 al 8 giugno del 2001.

Le presenza dei giornalisti di Miami -che pretendevano di farsi passare come reporter della stampa indipendente - nelle fatture dei pagamenti da parte del Governo degli Stati Uniti, è una prova ulteriore dell’ingiusta condanna dei Cinque che non solo sono stati vittime d’una accusa per cause politiche, ma anche di un’operazione di propaganda realizzata dallo stesso governo di Washington.

(Traduzione Granma Int.)

 

Venezuela:Comunisti in tribuna antimperialista per i 5-Perù: Sit in per i 5 davanti ambasciata USA.

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Comunisti venezuelani in tribuna antimperialista per i Cinque

Juana Carrasco Martín - inviata speciale di Granma

CARACAS: Per tutto il pomeriggio di sabato 6, centinaia di venezuelani si sono dati appuntamento in Piazza Bolívar, per condannare la politica imperialista che continua a tenere imprigionati combattenti rivoluzionari, come i Cinque patrioti cubani Gerardo, Ramón, René, Antonio y Fernando, segregati nelle carceri statunitensi da più di 12 anni, e come le migliaia di uomini e donne del popolo palestinese imprigionati nelle carceri israeliane.

Nella giornata di lotta e canto, organizzata come Tribuna Antimperialista dal Partito Comunista del Venezuela, all’interno dei lavori del suo XIV Congresso, in associazione con il Movimento di Amicizia e Solidarietà Mutua Venezuela-Cuba, è stato possibile ascoltare la voce dei combattenti storici del popolo venezuelano come il capitano della marina, ora ritiratosi, Víctor Hugo Morales.

Hanno preso la parola anche gli ambasciatori di Vietnam e Siria, e vari delegati internazionali al Congresso dei comunisti venezuelani, in rappresentanza di Spagna, Portogallo, Grecia e Colombia, così come Rosalinda Chanagá, rappresentante del movimento di solidarietà.

Il consigliere dell’Ambasciata cubana in Venezuela, Jorge Ferrera, ha espresso il ringraziamento in nome di Cuba, per le parole di solidarietà con i Cinque e la Rivoluzione, evidenziando l’importanza storica dell’evento per i comunisti venezuelani, in virtù del carattere unitario espresso al momento di proclamare la candidatura di Hugo Chávez Frías como loro candidato alle elezioni presidenziali del 2012 e della decisione di entrare a far parte della coalizione del Polo Patriottico con la volontà di lottare per il consolidamento della Rivoluzione Bolivariana.

I deputati all’Assemblea Nazionale Braulio Álvarez, distaccato dirigente della lotta campesina, Yul Jbour y Ramón Méndez, legislatori dello stato di Guárico, e Jesús Farías, eletto in uno dei più popolosi quartieri del centro di Caracas, erano presenti all’iniziativa popolare, con la quale sono state raccolte numerosissime firme per esigere la liberazione dei Cinque da parte del governo degli Stati Uniti.

Il XIV Congresso del PCV, si è aperto giovedì scorso alla presenza di 526 delegati nazionali e 43 rappresentanti di 31 organizzazioni provenienti da 28 paesi diversi, con l’obiettivo di attualizzare il programma politico e lo statuto, e la prima giornata dei lavori ha visto la partecipazione telefonica del presidente Chávez, che ha salutato la platea ¨Gallo Rosso¨, alleato politico del PSUV nella lotta per il rafforzamento della Rivoluzione Bolivariana.

(Traduzione Granma Int.)

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Libertà dei Cinque cubani reclamata davanti all'ambasciata USA in Perù

Lima, 8 ago (Prensa Latina) Una combattiva e pacifica manifestazione ha reclamato davanti all'Ambasciata degli Stati Uniti in Perù la libertà dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti. La mobilitazione è stata considerata un successo dagli organizzatori, dai membri del Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque, dal loro braccio giovanile e del Nucleo di Intellettuali per i Cinque.

La protesta iha incluso manifestazioni culturali in omaggio ai Cinque cubani incarcerati da quasi 13 anni per raccogliere informazioni sulla preparazione di attentati terroristi contro l'isola.

Ci sono state canzoni e poemi di Antonio Guerrero, uno dei prigionieri, e sono state lanciate al cielo colombe con messaggi solidali, mentre cinque giovani camminavano con maschere dei visi dei carcerati Renè, Fernando, Ramon, Antonio e Gerardo.

Un forte dispositivo di sicurezza ha circondanto l'ambasciata statunitense ed ha osservato permanentemente l'attività, senza che si registrassero incidenti.

Tra i partecipanti va sottolineata la presenza del poeta Hildebrando Perez, Premio Casa de Las Americas, e la presidentessa del Comitato Giovanile di Solidarietà coi Cinque, Cynthia Fernandez

Hanno partecipato poeti, pittori, giornalisti, maestri universitari ed altre personalità che sottoscrivono la causa della libertà dei Cinque cubani.

Il presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque, Gustavo Espinoza, ha detto che l'entusiasmo della marcia ed il suo successo sono il riflesso dello scenario che comincia ad imperare nella nostra patria.

Ig/mrs

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Libertà  per i Cinque,già ! Italia:la Solidarietà  con i 5 antiterroristi cubani non va in vacanza

 
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Libertà per i Cinque, già!

Italia: la Solidarietà con i Cinque antiterroristi cubani non va in vacanza

Nell'ambito della campagna internazionale, il 5 di ogni mese per i Cinque, lanciata dal Comitato Internazionale per la Liberazione dei Cinque cubani ingiustamente detenuti da 13 anni nelle prigioni degli Stati Uniti, nel Pontile di Ostia, località balneare della capitale italiana,militanti dei circoli di Roma dell'Ass.ne Nazionale di Amicizia Italia-Cuba e militanti dell'Ass.ne Rivista Nuestra America e del Comitato Italiano Giustiza per i Cinque, hanno dato luogo ad un volantinaggio chiedendo la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri nei penitenziari degli USA.

Con questa azione in un'altro punto focale della capitale italiana, i militanti del movimento per la liberazione dei Cinque cubani, hanno voluto ricordare alla cittadinanza romana l'importanza di rompere il muro di silenzio che circonda questo caso e che realmente si può fare giustizia, però non quella che impone il governo di Washington

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Dal Belgio e dal Mali chiedono la liberazione dei Cinque cubani

 
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Dal Belgio e dal Mali chiedono la liberazione dei Cinque cubani

L'Avana, 4 ago (Prensa Latina) La Commissione di Relazioni Esterne e di Difesa del Senato del Belgio e l'Assemblea Nazionale del Mali hanno chiesto a Washington la liberazione immediata dei Cinque cubani prigionieri politici negli Stati Uniti. Nelle due risoluzioni, consegnate oggi alla stampa dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba, le parti protestano contro la detenzione arbitraria alla quale sono sottomessi Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero e Ramon Labañino.

I Cinque rimangono imprigionati da quasi tredici anni per mettere in allerta su piani sovversivi forgiati contro il loro paese dal sud della Florida.

Il Senato belga ha spiegato che i lottatori soffrono pene severe, a causa di un processo che è stato aspramente criticato da Amnesty International, il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite e numerose organizzazioni non governative.

L'Assemblea Nazionale del Mali ha inviato al Parlamento cubano il suo appoggio alla causa, in un testo firmato dal presidente di detto organo legislativo, Dioncounda Traoré.

Nella nota si fa un appello al governo del Mali per esprimere il suo appoggio alla lotta di Cuba davanti alla necessità di porre fine alla reclusione dei Cinque.

Esigono al mandatario statunitense, Barack Obama, di fare uso delle sue facoltà costituzionali e disporre la scarcerazione degli antiterroristi cubani.

Ig/ydg

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Giuristi dell'India si pronunciarono a beneficio dei Cinque cubani

 

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Giuristi dell'India si pronunciarono a beneficio dei Cinque cubani

L'Avana, 3 ago (Prensa Latina) L'Unione di Avvocati dell'India si è pronunciato per la scarcerazione dei Cinque Eroi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti da quasi 13 anni. Questa istituzione ha scritto una lettera aperta al Presidente statunitense Barack Obama, nella quale chiedono faccia uso dei suoi poteri per liberare questi patrioti, missiva che è stata consegnata a Rigoberto Zarza, funzionario dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP). Un'importante rappresentazione di questa organizzazione che raggruppa a oltre 40 mila avvocati del vasto paese asiatico, ha assistito ad un atto di solidarietà con la Maggiore delle Antille, recensisce il sito digitale del Ministero degli Affari Esteri dell'Isola, www.cubaminrex.cu.

Nel testo, gli avvocati ricordano ad Obama che la reclusione dei Cinque contraddice l'osservanza dei diritti umani negli Stati Uniti, oltre alla promessa di miglioramento delle relazioni con Cuba, realizzata durante la sua campagna elettorale.

I firmatari hanno chiesto, in forma diretta, l'immediata liberazione dei patrioti “nell'interesse dell'umanità e della giustizia.”

Vari avvocati hanno fatto uso della parola per rinforzare questo messaggio, così come per testimoniare il loro appoggio alla lotta e resistenza del popolo cubano ed evidenziare il loro continuato appoggio e solidarietà con la Patria di Josè Martì.

IG

www.ain.cu

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Accordo dell’Assemblea Nazionale poder popular sui Cinque

 

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Accordo dell’Assemblea Nazionale sui Cinque

Si esige che le autorità nordamericane pongano fine immediatamente al trattamento ingiusto ed illegale contro Gerardo Hernández Nordelo

L’estate per molti è tempo di vacanze, ma senza dubbio dobbiamo intensificare anche adesso un lavoro sistematico e conseguente per mettere in pratica gli accordi del VI Congresso del Partito e le decisioni di questa Assemblea e del Governo, per attualizzare e perfezionare. Ugualmente dobbiamo portare ad un livello superiore la lotta per la liberazione di Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González.

È l’ora di moltiplicare senza riposo le azioni per demolire il muro di silenzio che permette a Washington di perpetuare l’ingiustizia.

Dobbiamo esigere che consegnino le informazioni che nascondono sulla congiura dei detti giornalisti di Miami, che calunniarono i nostri compagni e inoltre provocarono e minacciarono i membri del Tribunale, nonostante le proteste della stessa giudice; dobbiamo esigere che si mostrino le immagini del satellite tenute nascoste da 15 anni, sicuramente perchè celano la menzogna nordamericana sull’ubicazione dell’incidente del 24 febbraio del 1996.

Dobbiamo reclamare un’altra volta che i detti mezzi d’informazione eliminino la censura che hanno imposto al documento in cui Washington ammetteva, dieci anni fa, che le era impossibile sostenere la sua principale accusa contro Gerardo.

Le prossime settimane saranno decisive per la conclusione del processo di Habeas Corpus di Gerardo e com’è avvenuto in occasioni precedenti, lui affronta nuovi e gravi ostacoli che si aggregano alla sua difficilissima situazione carceraria e che costituiscono una chiara violazione dei suoi diritti e delle stesse norme nordamericane.

In questa tappa cruciale gli sono state create difficoltà addizionali per la comunicazione con i suoi avvocati e con i funzionari consolari cubani; hanno ristretto e impediscono l’accesso alla corrispondenza, anche quella di carattere legale relazionata al suo caso.

L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare esige che le autorità nordamericane pongano fine immediatamente al trattamento ingiusto ed illegale contro Gerardo Hernández Nordelo e richiama alla più ampia solidarietà tutti i parlamentari e le persone oneste per conseguire la libertà dei Cinque patrioti cubani ed il loro ritorno, immediato e senza condizioni, in Patria.

Impegniamoci in questa lotta senza perdere un solo giorno!

Hasta la victoria, sempre!

L’Avana, 1º agosto del 2011

Assemblea Nazionale del Potere Popolare.

(Traduzione Granma Int)

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La libertà  vigilata sarà  un pericolo per René

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La libertà vigilata sarà un pericolo per René

www.granma.cu

Irma Sehwerert, madre dell’antiterrorista cubano recluso negli Stati Uniti, René González, ha espresso la sua preoccupazione per la probabile libertà vigilata di suo figlio a Miami, una volta scontata la condanna negli USA.

René correrà un maggior pericolo per le strade di Miami che nel carcere”, ha detto sua madre durante una conversazione con i membri della 22ª Carovana d’ Amicizia Stati Uniti-Cuba, che si trova nell’Isola.

Immagínatevi René per tre anni a Miami. Non staremmo tranquilli neanche un minuto”, ha dichiarato riferendosi alla situazione legale di uno dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici dell’impero dal 1998.

Per questo la sua libertà dopo 15 anni di reclusione, è una preoccupazione per i cubani”, ha detto ancora Irma, che ha segnalato gli sforzi degli avvocati per far sì che suo figlio ritorni in Cuba quando uscirà di prigione.

Se non sarà così v’informeremo, ha detto ai carovanisti, per vedere quali azioni si potranno organizzare per proteggerlo”, ha precisato parlando in compagnia di altri tre familiari dei Cinque, come sono conosciuti nella campagna internazionale per la loro liberazione.

Noi speriamo che torni per unirsi alla battaglia per la liberazione dei suoi quattro fratelli, perchè là a Miami ben poco potrebbe fare per loro!”, ha aggiunto.

I dirigenti della Carovana hanno conversato a lungo, riuniti con Irma e altri tre parenti stretti di Ramón Labañino e Fernando González, che con Gerardo Hernández e Antonio Guerrero scontano condanne assurdamente pesanti che comprendono due ergastoli.

I familiari dei Cinque hanno ringraziato il gruppo dei visitatori per la divulgazione della causa di René, Ramón, Fernando, Gerardo e Antonio tra lo stesso popolo degli Stati Uniti.

Voi siete una speranza, perchè portate poco a poco la verità a questo popolo”, ha segnalato Irma, che ha espresso parole d’elogio per Lucius Walker, il leader delle Carovane che iniziarono nel 1992, per combattere l’illegittimo blocco di Washington contro L’Avana.

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Sindacalisti appoggiano i Cinque cubani incarcerati negli USA

 
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 Sindacalisti appoggiano i Cinque cubani incarcerati negli USA

Washington, 22 lug (Prensa Latina) Rappresentanti del movimento sindacale degli Stati Uniti e del Regno Unito si riuniranno nella città californiana di Los Angeles, in solidarietà con la causa dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri in questo paese. L'evento coinciderà col compleanno di Renè Gonzalez, uno di questi lottatori, il prossimo 13 agosto, secondo un comunicato del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque.

Nell'incontro parteciperanno, tra gli altri, Tony Woodley, ex presidente di “Unite”, il gruppo operaio del Regno Uniti e leader del movimento di appoggio ai Cinque nei sindacati britannici.

Inoltre, Cristina R. Vazquez, di Lavoratori Uniti e membro della Giunta Direttiva degli Stati della Regione Occidentale, ed Alicia Jrapko, coordinatrice del Comitato in territorio statunitense.

Durante l'incontro rimarrà aperta al pubblico una mostra di caricature politiche di Gerardo Hernandez, condannato a due ergastoli più 15 anni. “Umorismo dalla Reclusione”, è il nome dell'esposizione che ha percorso già altre città statunitensi.

Si proietterà anche un video dell'attore Danny Glover sui Cinque, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.

Loro sono figli, mariti, fratelli, poeti, piloti, laureati universitari ed artisti. Per 11 milioni di cubani, loro sono considerati Eroi, afferma la nota del gruppo solidale.

Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè sono stati arrestati il 12 settembre 1998 a Miami.

La loro missione era infiltrare e monitorare le attività di gruppi violenti dentro l'esilio responsabili della morte di circa tre mila 500 cubani dal 1959, ricorda il Comitato.

Ig/dfm

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A New York intensificata la solidarietà  con i Cinque cubani

 
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A New York intensificata la solidarietà con i Cinque cubani

Pinar del Rio, Cuba, 21 lug (Prensa Latina) Il coordinatore a New York di un progetto per la liberazione dei Cinque cubani, Benjamin Ramos, ha assicurato oggi che nel suo paese si intensifica la solidarietà con questa causa, appoggiata in vari continenti. Il popolo di Cuba deve sapere che non è solo nella lotta per il ritorno di Antonio Guerriero, Ramon Labañino, Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez e Fernando Gonzalez, imprigionati da settembre del 1998 negli Stati Uniti, sottolineò in dichiarazioni a Prensa Latina.

Spiegò che a New York si ampliano le campagne per esigere la libertà dei Cinque, che prevennero il popolo cubano di piani violenti forgiati contro di lui da Miami.

Il programma che coordina Ramos, creato circa sei anni fa, si sostenta nell'educazione popolare mediante l'ampliamento delle azioni di divulgazione in comunità, sindacati, chiese e scuole di questo stato, nel quale convergono cittadini di differenti nazionalità. Ogni volta sommammo più persone a questo impegno, le iniziative crescono, sono ottimista ma non soddisfatto, rimane ancora molto da fare, enfatizzò.

Commentò che il bloqueo contro Cuba imposto dagli Stati Uniti durante quasi mezzo secolo, abbraccia anche i mezzi di comunicazione, per questa ragione -aggiunse - molti ignorano ancora quello che succede coi Cinque e gli sforzi per ottenere la loro libertà.

La verità del caso non è entrata in tutte le case degli USA, perché è ignorata od omessa dalla stampa, ha detto deluso.

Il giovane, integrante della brigata di solidarietà Venceremos, manifestò che il progetto pretende di fortificare l’appoggio a Ramon, Renè, Antonio, Fernando e Gerardo dalla propria radice della società.

Ogni visita a Cuba risulta ispiratrice ed essenziale per continuare le azioni di fratellanza ed avvicinamento tra i due paesi, a questa idea si sommano uomini e donne di differenti tendenze politiche amanti della giustizia ed alleati di Cuba, affermò.

I 37 membri del contingente arrivarono questo giovedì a Pinar del Rios, dove dialogheranno con studenti e lavoratori in centri educativi e della salute.

Qui conosceranno gli sviluppi del territorio in entrambi i settori e dettagli del mondo del tabacco in un percorso per la principale industria del sigaro in questa provincia occidentale.

Nella sede del governo provinciale, i brigatisti riceverono una conferenza sulle caratteristiche della regione, colpita frequentemente dagli uragani.

Ig/ap

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5 eroi cubani:”Una nuova visita a Gerardo”/Europa:cresce campagna per la libertà  dei 5........

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Cinque eroi cubani :”Una nuova visita a Gerardo”

6:50 L’aereo parte dall’aeroporto di Oakland, California.

8:05 L’aereo atterra ad Ontario, in California; aspettiamo l’autobus del noleggio e la macchina noleggiata per il viaggio a nordest verso Las Vegas. (Come spiegare in un altro modo tutto il traffico d’una domenica mattina?)

9:30 Scendiamo dall’auto noleggiata con l’aria condizionata, sotto il sole rovente del deserto di Mojave, il paesaggio del complesso correzionale degli USA di Victorville, in California.

La guardia all’entrata ci consegna dei formulari; dobbiamo riempirli e aspettare con varie donne nella sala d’attesa. Manca un cartello nella sala di metallo grigio: “ Senza amicizia.”

10:30. Saul domanda alla guardia dell’entrata quanto dovremo aspettare ancora. Stanno contando i prigionieri, risponde.

11:30 Una guardia dice il nostro numero. Passiamo per il detector dei metalli e il controllo personale Una guardia ci timbra un avambraccio. Ci permettono di portare in tasca solo monete da 25 centesimi e nient’altro, perchè le macchine con i cibi schifosi nella sala delle visite accettano solo queste monete.

 

Una porta senza maniglia si apre. Danny, Saul e cinque donne entrano in un’altra stanza. Una guardia invisibile dentro un ufficio, separato da uno spesso vetro, chiude elettronicamente la pesante porta di metallo. Un’altra guardia passa uno strumento a luce ultravioletta sul timbro invisibile dei nostri avambracci. Aspettiamo. Alcuni momenti dopo la guardia invisibile apre un’altra solida porta di metallo.

I visitatori stanno in piedi in un nudo corridoio all’aria aperta, tra bunkers di cemento grigio e sufficiente filo spinato per chiudere le frontiere nazionali. Il sole del deserto, bollente, ci fa notare l’ambiente e il contrasto tra quello che l’architetto della prigione ha fatto e il paesaggio nel quale sono stati costruiti gli immensi bunkers di cemento armato: inquietanti montagne, deserto, cactus e ossa non viste di morti, pionieri e indios.

Poi attraverso una stanza chiusa elettronicamente, entriamo nella sala d’aspetto.

MEZZOGIORNO

Ci sediamo in sedie di plastica in miniatura che nemmeno Kmart venderebbe. Si apre una porta: Gerardo Hernández emerge. Nel decennio degli anni ’90, l’intelligenza cubana lo inviò a dirigere un gruppo d’infiltrazione nel sud della Florida.

Le bombe negli Hotels non attraggono davvero i turisti e l’economia di Cuba dipendeva dall’espansione del suo settore turistico. Nel 1997, per fermare l’ondata di attentati con bombe negli alberghi e nei ristoranti de L’Avana, il gruppo di Gerardo penetrò nei gruppi violenti dell’esilio.

I predecessori di Gerardo avevano cominciato ad infiltrarsi in quei gruppi prima che lui nascesse. Nel 1959 gli ex ufficiali di Batista ed altri esiliati controrivoluzionari cominciarono i loro attacchi aerei contro Cuba dalla Florida.

Cuba si lamentò a Washington. Il presidente Eisenhower disse burlone:

E perchè i cubani non abbattono gli aerei”? Ma Washington non fermò quei voli.

Tre decenni dopo, José Basulto formò ‘Hermanos al Rescate’ per segnalare i balseros nel mare tra Cuba e la Florida. Poi, gli accordi migratori del 1994-96 eliminarono quella necessità e Basulto cambiò la sua missione: convinse i ricchi esiliati più reazionari a finanziare ‘Los Hermanos’ per entrare nello spazio aereo cubani e lanciare volantini provocatori.

Gli infiltrati cubani avevano scoperto che Basulto aveva alcune armi che pensava di lanciare. Gerardo, l’agente di controllo de L’Avana aiutò un agente a fuggire da Miami. Di ritorno a Cuba, Roque diede una conferenza stampa e rivelò che lui stesso era stato un informatore del FBI, e come testimone offerse dettagli sui piani violenti di Basulto contro Cuba.

 

Questo coraggioso giovane pilota aveva ingannato ‘Hermanos al Rescate’ e il FBI.

Era divenuto anche il prediletto della congressista di estrema destra, Ileana Ros-Lehtinen (una foto la mostra davvero molto interessata a Roque).

Poco dopo la conferenza di Roque, Basulto annunciò la sua intenzione di sorvolare il territorio cubano; un funzionario della Casa Bianca e la FAA (Autorità Federale dell’Aviazione) conoscevano quei piani, ma il governo alla fine accusò Gerardo, come fonte de L’Avana, dei piani di volo di Basulto - tre aerei- che permisero ai MIGs cubani di abbatterne due il 24 febbraio del 2009. L’aereo di Basulto tornò a Miami.

Dopo che Roque rivelò la sua vera identità, i giornalisti della radio di destra di Miami cominciarono ad assicurare che Castro si era impadronito del FBI. Nel 1998, in parte per eliminare quell’immagine, crede Gerardo, il FBI lo arrestò e con lui altri agenti cubani: i Cinque di Cuba.

Anche se loro stessi avevano rivelato al FBI i dettagli degli esplosivi nascosti e dei nascondigli di armi, con altre informazioni rilevanti per l’eliminazione del terrorismo, le accuse degli Stati Uniti si basarono nella supposizione che i MIGs avevano sparato missili nello spazio aereo internazionale, mentre i vettori cubani indicano che l’azione avvenne nello spazio aereo di Cuba. Il governo nordamericano non ha mai mostrato le immagini dei satelliti “per ragioni di sicurezza nazionale” …

L’avvocato di Gerardo non le richiese come prove per la difesa. “Perchè?”, ha chiesto Gerardo, il governo degli Stati Uniti non mostra quelle immagini, se dimostrano la tesi del Pubblico ministero? Se l’abbattimento è avvenuto nello spazio cubano non esisterebbe il delitto, un appello pendente, una mozione per eliminare la condanna”, dirà su questo punto.

 

Durante il processo gli esiliati estremisti hanno fotografato la patente dei membri della giuria: una dichiarazione d’innocenza, temevano i giurati, avrebbe avuto come risultato il rogo del loro case o anche peggio!

 

La giuria prestò poca attenzione a fatti come che Gerardo non conosceva il piano di volo di Hermanos al Rescate, nè aveva accesso alle decisioni di Fidel d’abbattere gli aerei che violavano lo spazio cubano. Un caso Dreyfus nordamericano, ha detto un avvocato nel processo contro i Cinque di Cuba.

14:54 Le altoparlanti annunciano che l’ora di visita è terminata. Un prigioniero si complimenta con Danny per il suo lavoro come attore. Danny ha girato la testa per ringraziarlo. Una guardia è apparsa. Mi spiace signore, ma non è permesso che lei si giri e parli con altri prigionieri.

Gerardo si stringe nelle spalle. Un cartello in una stanza sigillata dice che la prigione di Victorville è un’istituzione umanitaria e correttiva. Almeno il cartello non dice che i maiali volano...

Gerardo vorrebbe vedere il nuovo filmato di Saul “Per favore che il vero terrorista si alzi in piedi”. La voce di Gerardo, registrata durante una conversazione telefonica, si sente nel documentario, come quella di Danny. Ma la prigione non gli permette di ricevere DVD. Lui può vedere quelli della biblioteca della prigione, e non è probabile che lo compri.

Tutti i giorni le guardie vanno a casa loro. Gerardo resta li. Il sole si pone tra le montagne nel deserto e le montagne di cemento armato, acciaio e filo spinato.

Danny e Saul sospirano. Gerardo sorridente alza il suo pugno in un saluto trionfale!

Danny Glover è un attivista e attore. Il film di Saul Landau: “Per favore, che il vero terrorista si alzi in piedi”, verrà presentato per la prima volta nel Monica 4-Plex de Laemmle, Calle 2da. No. 1332., Santa Monica, il 26 di Luglio alle 19.00, e nel Cinema West End (23 y M, NW) a Washington, alle 19:30.

(Traduzione Granma Int.)

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Europa: cresce campagna per la libertà dei Cinque cubani

Madrid, 14 lug (Prensa Latina) La campagna internazionale “Un milione di firme per la libertà dei Cinque” cresce oggi in Spagna, dove si effettuò una nuova concentrazione nella Porta del Sole per esigere la scarcerazione degli antiterroristi cubani. Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez stanno in carcere da quasi 13 anni negli Stati Uniti per mettere in allerta Cuba dagli atti terroristi organizzati dalla mafia di Miami.

Durante la concentrazione a Madrid vari manifestanti trasportarono cartelli e striscioni col viso di questi cubani, condannati a delle pene che vanno da 15 anni di carcere fino a due ergastoli più 15 anni.

Nell'atto, convocato dal Comitato di Madrid per la Liberazione dei Cinque, sono state raccolte firme per esigere al presidente statunitense, Barack Obama, la liberazione dei lottatori antiterroristi.

Questa settimana i riconosciuti artisti Willy Toledo, Alicia Hermida e Juan Diego Botto realizzarono un video intitolate Cinque ragioni per firmare per la libertà dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti.

Sul caso di questi giovani esiste un manto di silenzio ed a due di loro non sono permesse le visite delle loro mogli, denunciarono gli intellettuali.

Ig/car

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Antiterrorista cubano invia messaggio di appoggio agli universitari

L'Avana, 15 lug (Prensa Latina) Più di due mila laureati dell’educazione superiore nell'occidentale provincia di Matanzas hanno ricevuto un messaggio di compromesso da parte dell'antiterrorista cubano Antonio Guerrero. Il lottatore, incarcerato dal 1998 negli Stati Uniti insieme a Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez per mettere in allerta Cuba sui piani sovversivi forgiati dal sud della Florida, esortò i laureati a perfezionare le loro conoscenze. Secondo una nota dell'Agenzia di Informazione Nazionale, Guerrero risaltò il lavoro del blog La Joven Cuba, formato nell'università Camilo Cienfuegos di Matanzas per reclamare la solidarietà tra uomini di buona volontà ed amanti della pace.

La verità difesa in questo sito web è arrivata dove la bugia non può raggiungerla, ha espresso Guerrero nel suo messaggio, e ha sollecitato i giovani a continuare collaborando dai loro nuovi posti per lo sviluppo del paese.

Guerrero ha inviato Cinque abbracci ai nuovi professionisti di pedagogia, medicina, ingegnerie ed altre lauree, addetti di proteggere le conquiste della Rivoluzione e costruire il futuro.

Ig/

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Eurodeputati esigono giustizia per i Cinque

 

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Eurodeputati esigono giustizia per i Cinque

Eurodeputati di differenti paesi, guidati dagli spagnoli Miguel Ángel Martínez y Willy Meyer, hanno chiesto giustizia per i Cinque combattenti antiterroristi cubani che sono prigionieri negli Stati Uniti, con una lettera inviata al presidente statunitense, Barack Obama, che ricorda che non è la prima volta che integranti del Parlamento Europeo (PE) chiedono che si faccia giustizia nel caso dei Cinque, come sono noti internazionalmente

Antonio Guerrero, René González, Ramón Labañino, Gerardo Hernández y Fernando González (i Cinque), che sono stati condannati a lunghissime reclusioni in suolo nordamericano per aver prevenuto sulle attività terroristiche organizzate contro Cuba dalla Florida.

Il documento incita Obama ad usare le sue prerogative presidenziali per porre fine alla ingiustizia e di liberare i Cinque Patrioti cubani che hanno già sofferto 12 anni di reclusione nelle prigioni nordamericane.

Martínez, socialista e presidente del Gruppo d’Amicizia con Cuba nella Eurocamera e Meyer, vice presidente dello stesso gruppo e membro della Sinistra Unitaria Europea/ Sinistra Verde Nordica, hanno fatto riferimento anche al problema delle visite familiari in prigione.

Assieme ad altri 15 parlamentari hanno citato le arbitrarietà commesse da Washingon, che nega i visti per permettere a due delle mogli di questi Cinque reclusi di incontrarli nei penitenziari in cui sono rinchiusi: si tratta di Olga e Adriana, le mogli di Gerardo e di Renè, che non vedono i loro mariti dal giorno dell’arresto, quasi 13 anni fa.

Il testo inoltre mette in risalto la campagna internazionale attorno a questo caso nella quale si sommano importanti organizzazioni, 10 premi Nobel ed anche l’ex presidente degli Stati Uniti James Carter.

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Il Partito Comunista della Catalogna premia i Cinco per la solidarietà 

 
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Il Partito Comunista della Catalogna premia i Cinco per la solidarietà

 

Il Partito Comunista della Catalogna ha assegnato il Premio Alvar Badia alla Solidarietà Internazionalista ai Cinque antiterroristi cubani, ingiustamente reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti dal 1998.

Gerardo Hernández, René González, Antonio Guerrero, Fernando González e Ramón Labañino hanno ricevuto la massima distinzione dell’organizzazione catalana alla solidarietà, durante la Festa Avant 2011, il Festival annuale del giornale comunista.

"Questo premio è un riconoscimento al valore, alla fermezza e ai principi difesi dai nostri Cinque Eroi in rappresentazione di tutto un popolo", ha detto la console di Cuba a Barcellona, Iraida Guerrero.

Ringraziando del gesto e per l’appoggio alla causa per la liberazione dei Cinque, la diplomática lo ha definito ‘ anche un riconoscimento al lavoro solidale che realizzano le organizzazioni amiche dell’Isola in Catalogna’.

Presieduto dal segretario generale del Partito Comunista Catalano, Joan Josep Nueti Pujals, nell’incontro è stata reclamata l’immediata liberazione dei Cinque antiterroristi cubani ed è stato riaffermato il sostegno alla Rivoluzione cubana da parte del Gruppo di Izquierda Unida e Alternativa al Parlamento catalano.

(PL/ Traduzione Granma Int.)

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I Cinque e la libertà  di stampa negli Stati Uniti/in vari paesi dell’Europa lottano per i 5/...

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I Cinque e la libertà di stampa negli Stati Uniti

Dopo varie domande da parte di una giornalista locale della catena di Televisione CNN, fatte agli organizzatori dell ‘esposizone d’arte “Humor desde el Encierro” (Umorismo dal carcere), era stato fissato un appuntamento per un’intervista.

È stata una gradita sorpresa sapere che una giornalista della CNN era interessata a coprire la notizia dell’esposizione.

Il 3 giugno la giornalista, accompagnata dal cameraman è giunta alla Galleria, genuinamente interessata all’esposizione ed ha realizzato una lunga intervista in spagnolo e in inglese ai membri del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque ed inoltre ha intervistato la direttrice esecutiva di SPARC, Debra Padilla.

Noi non sapevamo se la giornalista conosceva il caso dei Cinque cubani, ma 3 ore dopo l’intervista sì che sapevamo che era informata su Gerardo, che è un caricaturista di grande talento e che come i suoi quattro fratelli di causa è recluso da circa 13 anni per aver difeso il suo paese, Cuba, dalle azioni di terrorismo.

Abbiamo chiesto alla giornalista quando ci avrebbe detto se avrebbero trasmesso l’intervista e lei disse che non lo sapeva, ma aggiunse che sicuramente avrebbero cercato qualcuno con un punto di vista differente ‘per bilanciare la notizia’.

Negli Stati Uniti questo concetto è un mito, perchè i media della corporazione mostrano sempre una parte della storia, cioè lo stesso punto di vista, ma come dice sempre uno dei Cinque ‘è meglio una cattiva copertura che nessuna copertura’.

La nostra sorpresa è cresciuta quando abbiamo saputo che il segmento della notizia bilanciata sarebbe andato in onda in un programma della CNN in spagnolo, chiamato “Encuentro”, mercoledì 15 giugno alle 14.00.

Contenti, abbiamo avvisato gli amici perchè si sintonizzassero e potessero vedere con i propri occhi che finalmente la CNN, dopo 13 anni di silenzio, aveva deciso di coprire il caso dei Cinque.

Purtroppo non è successo.

La miglior risposta che abbiamo ottenuto è stato che un esecutivo aveva deciso di non mostrare l’intervista.

Tante volte sentiamo dire che gli Stati Uniti sono un paese libero, con pieno diritto alla libertà d’espressione per tutti i suoi cittadini.

Le persone che occupano posti dirigenti nei grandi media di comunicazione probabilmente sono persone che credono fermamente in questo concetto: perlomeno dovrebbe essere così.

Ci piacerebbe chiedere loro: dove finisce la libertà di stampa quando si tratta di coprire il caso dei 5 cubani?

(Traduzione Granma Int.)

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Libertà per i Cinque, già!

Reclamano la liberazione dei Cinque in vari paesi dell’Europa

Amici di Cuba in vari paesi europei, hanno coinciso nel reclamo di libertà per i Cinque Eroi antiterroristi dell’Isola, prigionieri politici degli Stati Uniti dal 1998.

La Campagna di Solidarietà con la Patria di Martì nel Regno Unito e il Sindacato RMT, dei lavoratori ferroviari marittimi e del trasporto di questa nazione, hanno reclamato che Washington liberi di questi 5 patrioti, ha riferito l’agenzia di stampa Prensa latina

Bob Crow e Len McCluskey, segretari generali dei sindacati RMT e UNITE, rispettivamente; John McDonnell, membro del Parlamento, e Gerry Kelly, dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord per il Partido Sinn Fein, hanno ratificato il loro appoggio alla causa dei Cinque, riferendo che raddoppieranno le azioni per la liberazione di Antonio Guerrero, Gerardo Hernández, Fernando González, Ramón Labañino e René González, condannati ingiustamente nel 2001 a Miami, con pene che vanno dai 15 anni di reclusione ai due ergastoli, per aver controllato i gruppi anticubani e terroristi che operano dalla Florida.

Nella città di Cacak, in Serbia, è stato dedicato ai Cinque il concerto di chiusura per i Giorni di Cuba, realizzato nella pazza centrale della città, di fronte a più di 1500 persone. riferisce ilsito digitale www.cubaminrex.cu

A Madrid è aperta un’esposizione di quadri intitolata ‘Messaggi’, con la quale vari artisti cubani omaggiamo i loro connazionali ingiustamente reclusi nelle prigioni dell’impero.

Auspicata dall’ambasciata di Cuba in Spagna e dall’Associazione Culturale Yemayá, la mostra è formata da 36 opere, 13 delle quali s’ispirano a poesia scritte da Tony e pubblicate nel suo libro ‘Desde mi altura’.

 

I creatori hanno anche interpretato le poesie di questo Eroe, raffigurandole con la tecnica del patchwork.

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino alla fine di giugno nella sede dell’Associazione Culturale Yemayá, considerata un punto d’incontro degli intellettuali dei Cuba che passano da Madrid. (Traduzione Granma I

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Isola della Gioventù inaugura forum per Cinque cubani

L'Avana, 24 giu (Prensa Latina) L’Isola della Gioventù è scenario, a partire da oggi, di un forum interattivo in solidarietà con la causa dei Cinque antiterroristi cubani, prigionieri negli Stati Uniti da quasi 13 anni. L'iniziativa, promossa dall'Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC) in questo municipio speciale, si unisce agli sforzi del crescente movimento di appoggio alla causa di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.

Durante questo venerdì e sabato, nel Forum Interattivo “Non più ingiustizia, liberateli già”, gli internauti del mondo, uniti con lo slogan “Si combatte quando si dice la verità”, penseranno e rischiareranno dubbi sull'ingiusta condanna che compiono i Cinque.

Il portale della Radio Cubana in Internet (www.radiocubana.cu) sarà la piattaforma per effettuare l'udienza che si svilupperà come parte della celebrazione della VII edizione del Fronte Comune delle Idee.

Il Forum denuncerà anche che mentre Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè continuano in prigione, Luis Posada Carriles, terrorista confesso, è libero senza accuse a Miami.

Posada Carriles, latitante della giustizia venezuelana, è il responsabile dell'esplosione di un aeroplano civile cubano nel 1976 sul quale viaggiavano 73 persone; inoltre è il cervello dell'onda di attentati ad installazioni turistiche de L'Avana nel 1997 che causarono una vittima fatale, il giovane italiano Fabio di Celmo.

I Cinque sono stati arrestati durante un operativo dell’FBI all'alba del 12 settembre 1998 a Miami.

In circostanze differenti si incorporarono alla missione per infiltrare le principali organizzazioni criminali di origine cubana collocate in questa città del sud della Florida per mettere in allerta Cuba dei suoi piani.

Ognuno aveva il suo compito specifico, e precisamente hanno seguito le attività di Posada Carriles ed altri terroristi come Orlando Bosch, Rodolfo Frometa, Josè Basulto e Guillermo Novo, di ampio avallo nelle sue azioni criminali contro il popolo cubano.

Tuttavia, le grandi multinazionali dell'informazione continuano censurando il caso dei Cinque che dovrebbe occupare grandi titolari, come ha reiterato Ricardo Alarcon, presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare.

Ig/dfm

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IL MESSAGGIO DEI CINQUE A CHAVEZ

 

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IL MESSAGGIO DEI CINQUE A CHAVEZ

Caro compagno Hugo Chávez:

Le notizie delle sue condizioni mediche sono giunte sino alle nostre celle, nelle viscere dell’impero.

Le auguriamo un rapida guarigione, per ritornare pienamente ai suoi compiti, ai quali si dedica con tanta passione, e sforzo e dedizione e speriamo che con lo stesso entusiasmo ore si dedichi al recupero della sua salute.

Nuestra América e l’umanità la necessitiamo per molti anni, vibrante e pieno d’energia, per sferrare assieme a tutti le nuove battaglie contro un mondo assurdo, in pericolo d’auto immolazione, nelle mani di un pugno di fanatici del capitale.

Non si consumi. È importante la sua energia vitale per impedire che loro ci consumino.

Un abbraccio di Patria o Morte.

Hasta la Victoria Siempre.

Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort, René González Sehwerert. (Traduzione Granma Int.).

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Nuove azioni del Comitato per la Libertà  dei Cinque/Ucraina raccoglie firme per libertà  dei 5

 
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Nuove azioni del Comitato per la Libertà dei Cinque

Il Comitato Nazionale statunitense per la Libertà dei Cinque, ha annunciato la prossima pubblicazione di una pagina completa del Washington Post con questo testo:

Presidente Obama, liberi a i Cinque Cubani SUBITO!”

In un messaggio digitale dell’entità solidale guidato da Gloria la Riva, lei spiega la sua felicità per essere molto vicini alla realizzazione della meta di un annuncio a tutta pagina nell’importante quotidiano The Washington Post, pere esigere l’immediata liberazione dei Cinque Patrioti Cubani.

 

Precisa che l’8 giugno, nel decimo anniversario dell’ingiusta condanna dei Cinque Eroi cubani, hanno stabilito come meta la pubblicazione dell’annuncio nel mese di settembre, con il sostegno di molte persone e di molte organizzazioni.

La nota denuncia che si compie un decennio di oltraggio politico e giudiziario commesso contro i Cinque antiterroristi cubani, da quando una giuria di Miami li condannò dopo accuse per motivi politici fatte dal Governo degli Stati Uniti.

I Cinque sono stati arrestati a Miami il 12 settembre del 1998, poi posti illegalmente in isolamento per 17 mesi prima dell’inizio del processo nel novembre del 2000.

Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González sono stati arrestati e isolati nel mezzo dell’isteria scatenata dai media della stampa di Miami, la città dalla fama peggiore negli USA, che ospita i terroristi nemici di Cuba che operano con l’impunità che il governo di Washington concede loro, sostiene la nota del Comitato.

Dopo i processo si è scoperto che molti giornalisti a Miami ricevevano denaro segretamente, come portavoce del Governo nelle emittenti di propaganda governativa, Radio e TV Martí.

Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani ha lavorato fortemente durante due anni circa in un’importante investigazione, per scoprire il ruolo del Governo statunitense nella manipolazione dei media a danno del caso dei Cinque.

Noi che siamo coinvolti nella lotta per la liberazione di questi Cinque cubani siamo coscienti dell’ardua battaglia che dobbiamo combattere nel sistema legale degli Stati Uniti, perchè non si tratta di un sistema con un tribunale basato nella giustizia, dice la nota del Comitato.

Nel marzo del 2004, il Comitato Nazionale pubblicò un annuncio a pagina completa nel The New York Times per domandare la liberazione di Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René, che rappresentò una forte passo avanti per combattere la censura praticata dai media

Siamo sicuri che questo è il momento per un annuncio a pagina completa, assicura la nota del Comitato, che inoltre sostiene che i gruppi di solidarietà con Cuba, le organizzazioni e le persone che appoggiano i Cinque cubani, hanno generosamente donato i fondi per la campagna. (Traduzione Granma Int.).

 

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Ucraina raccoglie firme per liberazione dei Cinque cubani

Kiev, 9 giu (Prensa Latina) Rappresentanti di diverse organizzazioni politiche e sociali dell’Ucraina consegnarono oggi all'ambasciatore cubano Felix Leon Carballo, 40 mila firme raccolte nella campagna europea “Un milione di firme per la libertà dei Cinque”. In una cerimonia solenne, sotto al busto dell'Eroe Nazionale cubano Josè Martì, situato nei giardini della missione cubana in Ucraina, hanno partecipato anche attivisti della solidarietà con Cuba e del Comitato Nazionale per la libertà dei Cinque.

I presenti esposero le loro ragioni per aver dato la loro firma ed esigere al presidente statunitense, Barack Obama, la liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero.

I Cinque compiono dal 1998 severe sanzioni nelle carceri degli Stati Uniti per mettere in allerta il loro paese da azioni violente forgiate in territorio nordamericano.

Inoltre, l'occasione è stata propizia affinché Manuel Lopez, Coordinatore del Comitato Nazionale per i Cinque, spiegasse la marcia della campagna europea e denunciasse un'altra volta l'ingiusta ed immorale prigione che soffrono i lottatori antiterroristi.

Lopez reiterò l’esigenza di mettere in libertà i Cinque al governo nordamericano, smascherò il cinismo e la politica di doppia facciata di Washington.

Ciò si evidenziò un'altra volta con l'assoluzione del terrorista internazionale Luis Posada Carriles a El Paso, in Texas, il passato 8 aprile, ha denunciato Lopez.

Inoltre, il coordinatore del comitato per i Cinque ha fatto un appello ai presenti a raddoppiare gli sforzi mentre quasi sono già 13 anni di reclusione il prossimo 12 settembre.

Gli attivisti più distaccati in questa prima fase della campagna hanno ricevuto un diploma di riconoscimento a nome del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque.

Ig/to

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In Russia chiedono la liberazione dei Cinque cubani /Ramà³n compie 48 anni

 

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In Russia chiedono la liberazione dei Cinque cubani

Mosca, 8 giu (Prensa Latina) Organizzazioni russe di solidarietà con Cuba chiesero al presidente statunitense, Barack Obama, la liberazione dei Cinque cubani ed il termine del bloqueo nordamericano, informarono oggi fonti diplomatiche. Una missiva consegnata nell'ambasciata degli Stati Uniti in questa capitale reitera la richiesta ad Obama di liberare Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, ingiustamente imprigionati da più di 12 anni in questo paese.

Nella lettera, il movimento Vinceremo, il Comitato Nazionale russo per la liberazione dei Cinque, la filiale moscovita del Partito Comunista della Federazione Russa, il canale digitale KTV, ed altre organizzazioni di sinistra chiedono anche un giudizio serio contro il terrorista Luis Posada Carriles.

Il documento denuncia la doppia facciata applicata da Washington nella sua politica antiterrorista, quando mantiene incarcerati a Cinque eroi cubani che lottarono contro questo flagello, mentre libera Posada Carriles, dopo una farsa giudiziaria a El Paso, in Texas.

Inoltre, denuncia la riapparizione di posizioni di estrema destra nel comitato di Relazioni Internazionali della Camera dei Rappresentanti, dopo l'arrivo alla sua direzione di Ileana Ros-Lehtinen. Gli Stati Uniti si trasformano in sede di riunioni degli elementi più ultraconservatori dell'emisfero occidentale che spingono apertamente al terrore ed all'aggressione contro Cuba ed altre nazioni scomode, denuncia la dichiarazione.

La missiva emerge che le decisioni promosse nel VI Congresso del Partito Comunista di Cuba per aggiornare il suo sistema socialista parlano della mancanza di prospettiva nell’isolare la nazione caraibica e nel tentare di rompere la sua stabilità interna.

Il documento esige, inoltre, il permesso affinché Olga Salanueva ed Adriana Perez visitino i loro coniugi, imprigionati per evitare atti terroristi da parte di gruppi di estrema destra a Miami contro Cuba e gli stessi Stati Uniti.

Inoltre, la lettera inviata ad Obama esige annullare la legge extra territoriale Helms-Burton ed altre legislazioni che contraddicano gli obblighi internazionali assunti dagli Stati Uniti.

Ig/to

 

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Ramón compie 48 anni

Leandro Maceo Leyva

Oggi 9 giugno, Ramón Labañino compie 48 anni d’età e come negli ultimi 12 compleanni trascorrerà la giornata dietro le sbarre dell’ingiustizia.

All’altro lato delle sbarre non mancano donne e uomini che reclamano la sua libertà e quella dei suoi quattro compagni.

I Cinque, anche se sono fisicamente lontani dalla loro Patria, conoscono ogni giorno, ogni azione, ogni idea e ogni successo che si realizza per ottenere finalmente la loro liberazione.

Familiari, amici e il popolo in generale di quest’Isola, mantengono i Cinque sempre presenti e sentono come proprio il loro dolore, e conoscono la grandezza del loro spirito e della loro dedizione.

Ramón oggi non conoscerà un caldo risveglio o il calore familiare, ma non si sveglierà nemmeno solo ed è molto cosciente di questo.

Nel bacio e nell’abbraccio desiderati, che non potrà ricevere da suoi cari, e nella Patria che lo contempla orgogliosa, continua crescere l’Eroe (Traduzione Granma Int.).

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L’irrefrenabile movimento internazionale per la libertà  dei 5 / 5 cubani,uomini di amore infinito

 
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 L’irrefrenabile movimento internazionale per la libertà dei Cinque

Il movimento internazionale d’appoggio alla causa  dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti avanza irrefrenabile, come dimostrano le  attività che si sono svolte in Bielorussia e in vari paesi europei.

I bielorussi si sono uniti alla campagna europea "Un milione di firme per la libertà dei  Cinque", ha informato un dispaccio di Prensa Latina.

In questo paese, hanno firmato il  documento i membri dell’organizzazione d’amicizia con l’Isola, dei sindacati del paese, studenti  e membri dell’Associazione  dei Cubani Residenti.

Più di 80.000 europei hanno già dato il loro sostegno a  questa campana, per rompere il muro di silenzio che vuole censurare l’ingiustizia commessa contro Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González, e René González.

Questi patrioti cubani scontano ingiuste ed inammissibili  condanne negli Stati Uniti per aver investigato in questa nazione le azioni dei gruppi terroristici che attentavano contro la loro Patria.

Lunedì 6 il giornale Trabajadores, di Cuba, ha pubblicato le dichiarazioni di Gloria la Riva, coordinatrice del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque, negli Stati Uniti,  che ha  reiterato la sua denuncia sulla manipolazione mediatica del governo di Washington contro  i Cinque patrioti cubani.
(Traduzione Granma Int.)

 

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Cinque cubani, uomini di amore infinito

L’Avana, 7 giu (Prensa Latina) Non risulta facile descrivere in poche parole la dimensione di interezza, principi e valori che distinguono i Cinque cubani prigionieri politici nelle carceri statunitensi, per combattere il terrorismo che si organizza contro Cuba da quel paese. In esclusiva per Tribuna de L'Avana, Adriana Perez, moglie di Gerardo Hernandez, uno dei Cinque cubani, ha avuto la gentilezza di accedere ad una breve intervista, nella sede dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, ICAP.

Adriana, precisamente questo 4 giugno è la data del compleanno di Gerardo, e conosciamo che come parte della violazione dei suoi diritti umani da parte del governo degli Stati Uniti, non le è permesso di visitarlo alla penitenziaria dove l'hanno recluso.

Come sta Gerardo dal punto di vista emozionale e psichico?”

Il suo stato emozionale ed il suo spirito di resistenza seguono fortificandosi, mantiene molta fiducia e piena convinzione che la sua causa sia giusta, e la solidarietà internazionale ogni giorno gli dà più forza. Benché siano difficili le condizioni per accedere alla sua corrispondenza, sempre tratta di mantenersi informato su quello che accade a Cuba ed il movimento internazionale che si sviluppa in favore della sua liberazione e quella dei restanti quattro compagni di lotta, Renè, Antonio, Ramon e Fernando.

Gerardo ha molte qualità che lo fortificano, è un uomo pieno di dettagli, ha sempre presente qualunque evento e fatto che lo meriti, e questo l'aiuta a resistere le dure condizioni del carcere”.

Neanche per ragioni umanitarie lei può telefonarle in un'occasione tanto speciale come l'anniversario del suo compleanno?”

No, esistono regolazioni negli Stati Uniti che l'ostacolano, dipende da quando l'autorizzino a realizzare la chiamata telefonica, altrimenti, non possiamo comunicarci”.

Adriana coglie l'occasione, ed a nome di Gerardo e dei suoi fratelli prigionieri, ringrazia il popolo cubano e gli amici ed i movimenti di solidarietà che si pronunciano oggi nel mondo, per la liberazione dei Cinque.

Ig

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Vari atti per la libertà  dei Cinque cubani in Salvador

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Vari atti per la libertà dei Cinque cubani in Salvador

San Salvador, 6 giu (Prensa Latina) Atti in richiesta della libertà dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti ebbero oggi luogo in tre città del Salvador come parte della giornata mondiale “Il 5 per i Cinque”. Le manifestazioni sono state celebrate nel popoloso municipio di San Marcos, nel sudest di San Salvador, Chalchaupa, nell'ovest del paese, e nell'orientale San Vicente, constatò Prensa Latina. A San Marcos, nella messa domenicale, il sacerdote William Iraheta pregò per l'immediata liberazione dei Cinque fratelli che sono prigionieri politici negli Stati Uniti.

All'uscita del tempio, attivisti del comitato della Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà per Cuba, distribuirono volantini di denuncia dell'ingiustizia commessa contro questi lottatori, imprigionati più di 12 anni fa.

Nel testo ricordano che mentre gli Stati Uniti condannano Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, protegge terroristi come Luis Posada Carriles.

In un atto posteriore, il segretario generale del Fronte Farabundo Martì per la Liberazione Nazionale (FMLN), Jaime Alvarado, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l'immediata libertà degli antiterroristi.

L'ambasciatore di Cuba, Pedro Pablo Prada, spiegò gli arbitri commessi contro questi lottatori durante il giudizio che qualificò come una vergogna per il sistema di giustizia statunitense.

A Chalchuapa, a circa 80 chilometri all'ovest di San Salvador, attivisti del comitato di solidarietà distribuirono volantini con informazione sul caso dei Cinque.

I testi furono distribuiti a centinaia di persone all'uscita della messa, nel parco centrale, il mercato popolare e nel centro turistico di Tozumal, dove esistono alcune rovine delle culture aborigene.

A San Vicente, circa 60 chilometri all'oriente della capitale, vari comitati del dipartimento omonimo realizzarono un atto per la libertà degli antiterroristi nella centrica Piazza El Pilar. Il coordinatore del comitato a San Vicente, Edgardo Chavaria, condannò la politica di aggressione degli Stati Uniti contro Cuba e riaffermò che le azioni a beneficio dei Cinque continueranno senza riposo.

L'ambasciatore Prada ringraziò per l’appoggio dei salvadoregni al popolo cubano e la sua rivoluzione, come la calda accoglienza ad una brigata medica che lavorò a San Vicente dal novembre del 2009 a settembre del 2010 per aiutare la popolazione dopo il passaggio del ciclone Ida.

Ig/rl

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III Incontro Giovanile Internazionale di Solidarietà  con i 5 Libertà  adesso,fine dell’ingiustizi

 

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III Incontro Giovanile Internazionale di

Solidarietà con i Cinque

Libertà adesso, fine dell’ingiustizia. Liberiamoli già!

 

Gioia Minuti

 

Il III Incontro Giovanile Internazionale di Solidarietà con i Cinque Eroi antiterroristi prigionieri politici degli Stati Uniti si svolgerà dal l’11 al 13 giugno ed hanno confermato al loro partecipazione giovani di 35 paesi esteri

Saranno almeno 180 i partecipanti al foro presenti a L’Avana e tra questi il portoghese Tiago Vieira, presidente della Federazione Mondiale delle Gioventù Democraticheas, e Alejo Ramírez, argentino, segretario generale dell’ Organizzazione Ispanoamericana della Gioventù.

Leira Sánchez Valdivia, del Burò Nazionale dell’Unione dei Giovani Comunisti di Cuba ha detto che la loro presenza dimostra il sempre maggior interesse dalla gioventù di tutti i paesi del mondo alla causa di Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino René González, durante una conferenza stampa per presentare il programma dell’incontro che si svolgerà in seminari di dibattito, con al centro la volontà comune di reclamare al presidente Barack Obama che ponga fine a questa enorme ingiustizia che dura da quasi 13 anni.

La sede principale dell’incontro internazionale sarà la Scuola Nazionale della UJC Julio Antonio Mella, ma altre attività si svolgeranno nella capitale, nel Pabellón Cuba, la sede centrale della Hermanos Sais, il cui presidente Luis Morlote ha partecipato alla conferenza stampa.

È stata sottolineata l’importanza che hanno le nuove tecnologie dell’ informazione e delle comunicazioni e non solo per rompere il miro di silenzio voluto dai grandi media multi nazionali, ma per la diffusione generale di una protesta che reclama giustizia.

Il seminario ‘Umorismo Ribelle’ di fatto già iniziato vede René de la Nuez, Arístides Esteban Hernández (Ares) e altri disegnatori, utilizzare come fa Gerardo, questa arma in modo efficace a favore delle cause giuste dei popoli. La gallería ‘DeDeTe con Gerardo’, che si visita nella versione digitale di Juventud Rebelde, mostra disegni, vignette e caricature inviate come omaggio a Gerardo nel suo 46º compleanno.

Il gruppo teatrale La Colmenita, ambasciatore di pace della Unesco diretto da Carlos cremata, nella sala Covarrubias del Teatro Nacional, domenica 12 presenterà Abracadabra, come momento culturale dell’incontro.

Inoltre è organizzata una visita a Jaimanitas, sulla costa ovest della capitale dove il noto artista pittore e scultore José Antonio Rodríguez Fúster realizza un progetto comunitario con l’Olimpo dei Cinque.

Il 13 de junio, alle 9.00, dal sito http://www.foros.cubava.cu , inizierà il foro interattivo "Libertà adesso, fine dell’ingiustizia. Liberiamoli già!", mentre molti blogs e altri spazi delle reti sociali copriranno l’incontro ininterrottamente e assicureranno la presenza on line nella rete delle reti, è stato aggiunto.

- In nome di tutta Cuba Omaggi per Gerardo che compie 46 anni

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I Cinque saranno liberati :Lo afferma l’ex Procuratore Generale degli USA

 

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I Cinque saranno liberati

Lo afferma l’ex Procuratore Generale degli USA

Lino Luben Pérez

Ramsey Clark, ex Procuratore Generale degli Stati Uniti ha reiterato la sua fiducia nella liberazione dei Cinque antiterroristi cubani reclusi per ingiuste condanne da più di 12 anni in questo paese.

Clark ha partecipato, mercoledì 1º giugno, alla trasmissione televisiva e radiofonico d’informazione quotidiana Tavola Rotonda Informativa ‘Il mondo a metà della settimana’, ed ha ripetuto che Antonio Guerrero, Fernando González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González, non hanno commesso delitti di sorta contro la sicurezza e l’interesse degli Stati Uniti.

Sono smpre stato optimista e spero che qustsi cinque valorsi uomini sinao liberatai e ritornino a cuba ha affermato lex procuratore generale nosrdamericnao durante il goevrno del presidente Lyndon Baines Johnson.

Inoltre ha assicurato che i Cinque, come sono noti internazionalmente, ritorneranno a casa e potranno trascorrere la loro vita come Eroi della storia di lotta per i diritti dell’umanità.

Ha riferito la situazione imbrogliata del sistema giudiziario statunitense nel caso dei Cinque ed ha ricordato la farsa montata a El Paso, in Texas, dov’è stato assolto il terrorista Luis Posada Carriles, responsabile nel 1976 del sabotaggio ad un aereo costato la vita a 73 persone.

Clark ha sempre lottato a favore della giustizia e contro i crimini imperialisti in tutto il mondo, e in questo senso ha sottolineato che se non fosse per il blocco degli Stati Uniti, la collaborazione internazionale sarebbe maggiore con Cuba.

Ha detto d’aver visitato gli ospedali cubani, nei quali è evidente l’impegno del popolo e del suo governo nel dotarli di risorse materiali per il loro funzionamento, nonostante il blocco, che dura già da mezzo secolo.

La sua prima visita a L’Avana fu nel 1946, ma non aveva mai visto i passi avanti sperimentati da Cuba dopo il trionfo della Rivoluzione nel 1959, ha ricordato, riferendosi ai programmi socio-economici a beneficio popolare. (Traduzione Granma Int.)

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Tomas Borge Leader FSLN ambasciatore nicaraguense in Perù chiede maggiore solidarietà  con i 5

 

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Ambasciatore nicaraguense chiede maggiore solidarietà con i Cinque cubani 

Lima, 31 mag (Prensa Latina) Il dirigente storico sandinista Tomas Borge salutò qui i pronunciamenti internazionali solidali con i Cinque lottatori antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti e chiese azioni più contundenti per ottenere la loro libertà. Borge, ambasciatore del Nicaragua in Perù, ha fatto l’appello basandosi su un messaggio del Foro di Sao Paulo e della Conferenza dei Partiti Politici dell'America Latina ed i Caraibi (COPPAL) i cui appelli di libertà per Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez salutò come il compimento di “un sacro compromesso”.

Il testo segnala che “è necessario fare una colossale denuncia di questa tragedia, assumere una condotta solidale, pratica, nella ricerca di risultati esatti”.

Non bastano le dichiarazioni formali. È necessario trasformare la nostra volontà solidale in un'immensa giuria dei nostri popoli per rompere i timpani all'impero ed a Barak Obama, il sospettoso premio Nobel della Pace, obbligandoli a mettere fine ad un simile oltraggio”, segnala Borge.

I prigionieri cubani, chiamati eroi con piena giustizia, sono isolati tra loro, in celle solitarie, oscure, deprimenti, con aspetto di sepolcri. Solo Satana è capace di una crudeltà simile”, ha aggiunto.

Dice inoltre che i Cinque prigionieri sono condannati a larghissime pene, uno di loro a due ergastoli, più 15 anni, e sono da 13 anni isolati ed alloggiati in torturanti prigioni.

La crudeltà è stata insolita e bestiale. Le condanne sono palesemente ingiuste, sproporzionate, una profanazione dei diritti umani” ed è comprovata l'innocenza dei cubani, catturati mentre raccoglievano informazioni su progetti di attentati di gruppi terroristici contro il loro paese.

Borge risalta la dignità e fermezza dei Cinque prigionieri e considera che “può essere solo spiegata per l'eredità dell'eroismo martiano e per l'esempio di Fidel Castro”.

Se otteniamo la libertà di questi uomini, il popolo di Cuba e Fidel saranno felici, e è il nostro obbligo conceder loro questa fortuna, per elementare reciprocità alla solidarietà illimitata di Cuba e di Fidel con tutti i popoli del mondo”, ha concluso.

Ig/mrs

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In Europa e America Latina reclamano la liberazione dei Cinque

 

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In Europa e America Latina reclamano la liberazione dei Cinque

Francesi, peruviani e cileni hanno esortato gli Stati Uniti a far terminare l’ingiusta detenzione di Cinque antiterroristi cubani.

Autorità di Longueau, una regione distante 150 Km. da Parigi, hanno espresso il loro appoggio a Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González.

La dichiarazione è stata realizzata durante un incontro con Orlando Requeijo Gual ed Ernesto Rey Pino, ambasciatore e primo segretario della missione statale dell’Isola in Francia, rispettivamente, come informa il sito digitale cubaminrex.cu.

Il Congresso della Repubblica del Perù, ha approvato una mozione che chiede la revisione del caso dei Cinque combattenti, per far terminare le enormi condanne sentenziate quasi 13 anni fa a Miami, incompatibili con l’amministrazione di giustizia e reclama che ricevano un trattamento degno compatibile coni diritti umanai e ricevano visite periodiche dei loro familiari, così come prescrivono le norme del Diritto Penale Umanitario.

Un incontro culturale di solidarietà con i Cinque Eroi si è svolto a Coyhaique, ed ha riunito musicisti, attori e rappresentanti dei media d’informazione di questo municipio cileno.

Tutti i presenti hanno ricevuto un disco con materiali attualizzati sul caso degli anti terroristi cubani.

Tutte queste attività fanno parte della campagna internazionale per la libertà di questi uomini che furono arrestati negli Stati Uniti nel settembre del 1998, giudicati e condannati nel 2001 a pene enormi, che vanno dai 15 anni a due ergastoli, per aver controllato le attività dei gruppi di terroristi che agiscono dallo Stato della Florida contro Cuba ( Traduzione Granma Int.).

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Più forte la campagna internazionale per i Cinque /Giornalisti bielorussi in sostegno dei 5 cubani

 
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Più forte la campagna internazionale per i Cinque

La campagna di solidarietà e per la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri ingiustamente negli Stati Uniti sta crescendo con impeto e lo dimostrano le attività incessanti e internazionali.

In Messico, a Merida, il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcón, ha consegnato al direttore del giornale POR ESTO!, Mario Renato Menéndez Rodríguez, una lettera firmata dai Cinque patrioti, nella quale ringraziano per il lavoro di questa pubblicazione in appoggio alla loro causa.

Alarcón inoltre ha offerto una scultura in legno che identifica la causa dei Cinque, intagliata da Gerardo Hernández, che come Ramón Labañino, Antonio Guerrerro, Fernando González y René González, è recluso da 13 anni per essersi infiltrato nei gruppi dei terroristi che attentano contro Cuba dalla Florida.

Un’esposizione di caricature realizzate da Gerardo è stata aperta in Maryland, negli USA, in una casa che alloggiava e proteggeva i centro americani perseguitati nei loro paesi, dove, all’inaugurazione hanno partecipato, tra i tanti, molti giovani latini che non conoscevano il caso dei Cinque, le terribili e ingiuste condanne che hanno ricevuto e la mancanza di giustizia che vige con la loro causa negli Stati Uniti.

Nella città di Nizhni Novgorod, gli integranti della Società Russa d’Amicizia con Cuba, hanno analizzato nuove vie per esprimere il loro sostegno ai Cinque Cubani, ha segnalato il sito digitale cubaminrex.

Prensa Latina ha riferito che i partecipanti al Iº Congresso Latinoamericano della Salute, con sede a Montevideo, in Uruguay, hanno firmato una lettera che esige dal presidente statunitense Barack Obama, la liberazione immediata di Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René.

Lontano da lì, in Ghana -Africa- si è conclusa l’ultima giornata della Campagna Nazionale di raccolta del firme a favore della liberazione di questi Cinque rivoluzionari.

In Iran, i media della stampa hanno pubblicato un’intervista all’ambasciatore cubano, William Carbó, che si è riferito al caso dei Cinque.

 

(Traduzione Granma Int.)

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Giornalisti bielorussi appoggiano la causa dei Cinque cubani

Minsk, 17 mag (Prensa Latina) Il presidente dell'Unione dei Giornalisti della Bielorussia (UPB), Anatolij Lemeshenok, si interessò oggi sul caso dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati nelle carceri statunitensi. Lemeshenok ha espresso l'appoggio dei mezzi e comunicatori bielorussi alla lotta per la totale liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino.

Il presidente dell'UPB ha ricevuto l'ambasciatore cubano in Bielorussia, Alfredo Nieves Portuondo, che informò sul lavoro giornaliero per spiegare la verità sui Cinque antiterroristi.

Lemeshenok ha affermato che è necessario raddoppiare le forze solidali affinché il governo degli Stati Uniti metta fine a questa ingiustizia ed i Cinque prigionieri siano liberati.

Il diplomatico cubano risaltò nell'incontro che i Cinque evitarono azioni terroristiche pianificate da esiliati cubani a Miami contro l’isola caraibica.

Nieves Portuondo sottolineò che davanti alla fermezza e lealtà dei Cinque cubani, Washington scarica su di loro tutto il suo odio e vendetta.

 

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“Desde mi altura”: L'Arte e la Poesia di Antonio Guerrero

 
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Desde mi altura”: L'Arte e la Poesia di Antonio Guerrero

San Diego, USA, 16 mag (Prensa Latina) Più di 150 persone riempirono lo storico Centro Culturale della Razza a San Diego, in California, la notte del venerdì 6 maggio, per assistere all'accogliente inaugurazione dell'esposizione di uno dei Cinque Cubani, “Desde mi altura”: L'Arte e la Poesia di Antonio Guerrero. L'evento fu patrocinato dal Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani e gli Amici di Cuba di San Diego. Inoltre, molte organizzazioni promossero ed appoggiarono l'inaugurazione.

La notte è stata piena di cultura, solidarietà ed, fatto più importante, del movimento per la libertà dei Cinque Cubani.

La prima oratrice sul tema centrale dell'evento è stata Marjorie Cohn, l'ultima ex - presidentessa dell'Associazione Nazionale degli Avvocati (National Lawyers Guild). La Cohn fece un gran lavoro spiegando la difesa legale che appoggia il caso e la ragione per cui i Cinque devono essere liberati dalla prigione.

L'artista locale Tema Quiñones partecipò interpretando con la sua meravigliosa voce la canzone “Sol Redondo”, dedicata alla gente povera e lavoratrice. Più avanti cantò, in un abbagliante assolo, “Omaggio al Comandante”. Di seguito si presentò un'altra oratrice sul tema centrale, Gloria La Riva, coordinatrice del Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani. La Riva è ritornata recentemente da Cuba, dove partecipò alla celebrazione del 1° Maggio ed ha ricevuto la Medaglia dell'Amicizia di Cuba che è concessa a persone straniere che hanno lavorato senza riposo per appoggiare la Rivoluzione cubana.

Dopo le dichiarazioni di solidarietà di varie organizzazioni locali, includendo il Partito per il Socialismo e la Liberazione, Unione del Quartiere, Amici di Cuba ed il Centro di Azione Internazionale, il programma si è concluso con una foto solidale che si invierà ai Cinque Cubani, col fine di mantenere alto il loro spirito, e che sappiano che la comunità di San Diego sta lottando duramente per la loro liberazione ed in difesa di Cuba.

L'esposizione continuerà aperta fino al 28 maggio, quando si trasferirà a Houston, in Texas, nel suo percorso per gli Stati Uniti, con l'obiettivo di aumentare la conoscenza sulla lotta per liberare i Cinque. Il giorno 27 maggio è programmata una festa di chiusura, nella quale avrà luogo un'asta di opere d'arte per riscuotere fondi.

Il prossimo luogo per l'esposizione: Houston, in Texas, sabato, 4 giugno

Ig/ Abel Macias

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¡LIBERTAD AHORA! :VII colloquio internazionale per la liberazione dei 5 eroi antiterroristi

 
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¡LIBERTAD AHORA!

VII COLOQUIO INTERNACIONAL POR LA LIBERACIÓN DE LOS CINCO HÉROES & CONTRA EL TERRORISMO

Holguín, del 16 al 20 de noviembre del 2011

El Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos (ICAP) convoca a todos los amigos y amigas de Cuba a participar en el VII Coloquio Internacional por la liberación de nuestros Cinco Héroes prisioneros del imperio, y contra el terrorismo.

Esta VII edición tendrá lugar del 16 al 20 de noviembre, en la provincia de Holguín, y será una nueva oportunidad para que todas las personas amantes de la justicia unan voluntades y esfuerzos, en la lucha por la liberación de nuestros hermanos presos injustamente por más de 12 años.

Programa de Actividades:

 

Día 15-11-2011

06:00 am Salida de los Delegados que arriban por La Habana hacia la provincia de Holguìn.

Lugar: Sede del ICAP Nacional.

 

Día 16-11-2011

09:00 am Bicicletada por los Cinco.

Lugar: Sede del ICAP Holguín - Monumento al Che.

 

10:00 am Inicio de la Copa Ciclística 51 aniversarios del ICAP.

Lugar: Monumento al Che.

 

03:00 pm Reunion de Información y explicación del programa.

Lugar: EXPOHOLGUIN

06:30 pm Inauguración de la carpas por la Paz.

Lugar: Áreas exteriores de EXPOHOLGUIN

 

Dia 17-11-2011

09:00 am Apertura del VII Coloquio, información de la composición de las delegaciones.

Lugar: Salón plenario EXPOHOLGUIN

 

09:15 am Intercambio de las delegaciones extranjeras con los familiares de los Cinco, información del cumplimiento de los acuerdos del VI Coloquio.

Lugar: Salón plenario EXPOHOLGUIN

 

02:00 pm Intercambio de experiencias por Áreas Geográficas.

Lugar: Salas especializadas de EXPOHOLGUIN

 

04:30 pm Reunion del Comité Internacional y de la Comisión Nacional del Trabajo por los Cinco del ICAP con los representantes de las organizaciones de Solidaridad.

Lugar: Teatro de EXPOHOLGUIN (Sala A)

 

Dia 18-11-2011

 

09:00 am Encuentro en los municipios de la provincia.

Lugar: Municipios designados.

 

09:15 am Audiencia contra el Terrorismo en Boca de Samá.

Lugar: Boca de Samá.

 

03:00 pm Proyección de materiales audiovisuales sobre la causa de los Cinco Héroes.

Lugar: Sala A EXPOHOLGUIN

 

08:30 pm Audiencia pública en los CDR, Los pueblos del mundo acusan a Posada Carriles.

Lugar: CDR Designados.

 

Dia 19-11-2011

 

08:00 am Tribuna abierta y de Solidaridad con los Cinco.

Lugar: Monumento al CHE

 

10:00 am Sección Plenaria de clausura y aprobación de la Declaración Final.

Lugar: Salón plenario EXPOHOLGUIN

 

08:30 pm Gala Cultural

Lugar: Teatro “Eddy Suñol”.

 

 

Día 20-11-2011.

 

06:00 am Regreso de las Delegaciones.

 

 

 

ELEMENTOS ORGANIZATIVOS DEL EVENTO:

Nombre del Evento: VII Coloquio Internacional por la Liberación de los Cinco Héroes & contra el Terrorismo.

Temática: Solidaridad

Fechas: Del 16 al 20 de noviembre del 2011

Sede: EXPOHOLGUIN

Inscripción: $ 15.00 CUC

 

Comité Organizador: Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos (ICAP)

Delegado del ICAP: Amaury Torno González

Dirección: Calle San Carlos Nº 27, Reparto Peralta, Holguín CP80100. Cuba.

Teléfono: (53-24) 461 914; (53-24) 424 376

E-Mail: icaphlg@icap.cu, icaphlg.politico@icap.cu

 

Agencia Receptiva Oficial: AMISTUR CUBA S.A

Gerente Comercial: Lic. Argelio F. Martínez Domínguez.

Dirección: Paseo Nº 406 e/17 y 19, Vedado, Ciudad de La Habana. Cuba.

Teléfono: (53-7) 830 1220; (53-7) 833 2374; (53-7) 834 4544

E-Mail: comercial@amistur.cu

PRECIOS

 

PRECIOS POR PAX POR NOCHE (CUC)

DURANTE EL EVENTO

ENTRE EL 16 Y EL 20 DE NOVIEMBRE DE 2011

Hoteles en Ciudad Holguín

Categoría

SGL en CUC

DBL en CUC

Hotel Pernik

(Modalidad CP)

3*

22,00

17,00

 

SUPLEMENTO DE CENA CON LÍQUIDO $10.00 CUC POR PAX


SERVICIOS QUE INCLUYE EL PRECIO DE PAQUETE

Alojamiento con desayuno por persona por noche

Traslado aeropuerto / hotel / aeropuerto

Traslado a las sesiones del evento

Asistencia personalizada

Reconfirmación de vuelo


PRECIOS POR PAX POR NOCHE (CUC)

PRE Y POST EVENTO

Hoteles en Ciudad Holguín

Categoría

SGL en CUC

DBL en CUC

Hotel Pernik (CP)

3*

20,00

15,00

NOTAS ACLARATORIAS:

  • Estos son precios netos.

  • No comisionables para Agencias de Viaje.

  • El precio de inscripción ($ 15.00 CUC) incluye acreditación y documentación.

  • No se incluyen los almuerzos los que se autofinanciaran por los participantes.

  • En los lugares donde se desarrolle el evento existirán ofertas gastronómicas.

  • Los participantes que arriben por La Habana podrán acceder a trasladarse en ómnibus hacia Holguín el día 15. La salida tendrán lugar a las 06:00 AM desde la sede del ICAP Nacional (Calle 17 Nº 301 entre H e I, Vedado, Ciudad de La Habana). El precio del transfer es de $ 20.00 CUC e incluye desayuno y almuerzo. Previa información.

  • El retorno a Ciudad de La Habana, con igual precio con desayuno y almuerzo incluido, tendrá lugar el día 20 desde el Hotel Pernik a las 06:00 am. Previa información.

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LIBERTà€ PER I CINQUE,GIA' !:Il movimento spagnolo esige da Obama la liberazione dei Cinque

 

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LIBERTÀ PER I CINQUE, GIÀ!

Il movimento solidale spagnolo esige da Obama la liberazione dei Cinque

Il movimento spagnolo di solidarietà con Cuba ha reclamato a Madrid, che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ordini l’immediata scarcerazione dei Cinque anti terroristi dell’Isola, reclusi dal 1998 per aver prevenuto il loro popolo sulle azioni violente organizzate dai nemici della Rivoluzione.

La Porta del Sol è stata lo scenario di una forte concentrazione, durante la quale diverse organizzazioni hanno chiesto a Obama di liberare Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González, Ramón Labañino e René González.

Nella manifestazione organizzata dal Comitato di Madrid per la liberazione dei Cinque prigionieri politici, sventolavano molte bandire cubane ed i partecpanti hanno portato cartelloni con le foto dei patrioti dell’Isola.

Inoltre sono state distribuite migliaia di volantini con una breve spiegazione del processo manipolato che 13 anni fa si è svolto a Miami, e con il quale i Cinque sono stati sentenziati a condanne smisurate come due ergastoli più 15 anni.

Cinque membri del Comitato si sono vestiti con le tute arancio dei reclusi per rappresentare i Cinque antiterroristi e interessare al caso i passanti, ai quali è stato consegnato uno scritto che spiega la situazione attuale dei Cinque cubani.

Il movimento d’amicizia con Cuba ha anche denunciato la doppia e falsa morale del governo di Washington, che mantiene reclusi cinque antiterroristi e protegge un criminale terrorista confesso come Luis Posada Carriles.

Nell’occasione sono state raccolte firme per arrivare ad un totale di un milione, che il movimento solidale dell’Europa ha previsto di raccogliere nei proissimi mesi in una campagna iniziata il 12 marzo e che terminerà il 1 settembre. Durante un incontro che si è svolto nell’ Ateneo di Madrid, l’ambasciatore cubano in Spagna, Alejandro González, ha affermato di recente che, lontano dall’essere un’azione minore, la crociata ha una straordinaria importanza in questa lotta che dura da circa 13 anni.

(Traduzione Granma Int.)

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Obama esortato a liberare mediante indulto i Cinque cubani

 

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Obama esortato a liberare mediante indulto i Cinque cubani

USA, 12 mag (Prensa Latina) Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque, attraverso una lettera, esortò il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a liberare i Cinque eroi cubani imprigionati in questo paese. Nel testo, si legge che il mandatario statunitense ha nelle sue mani la potestà di dare compimento all'Articolo 2, Sezione 2 della Costituzione degli Stati Uniti, e scarcerare, mediante un indulto, i Cinque eroi cubani che prevennero atti terroristici contro Cuba dei gruppi con sede a Miami.

Così l'informò l'attivista statunitense, Gloria La Riva, che ha sottolineato che l'indulto per i Cinque eroi cubani è una richiesta giusta.

Recentemente il comitato ha pubblicato delle informazioni sui giornalisti di Miami che coprivano il caso dei Cinque, e stavano ricevendo pagamenti segreti del governo per mezzo di Radio e TV Martì col fine di avere influenza sull'opinione pubblica.

Questo viola il diritto di questi uomini di avere un giudizio giusto. Il presidente Obama deve prendere immediatamente in considerazione questa situazione, segnalò La Riva.

Ugualmente, si dispiacque che criminali come Luis Posada Carriles stiano vivendo sempre di più come eroi.

Questo dimostra che la politica di Washington appoggia il terrorismo ed i tentativi di destabilizzazione contro paesi sovrani, ha concluso.

Ig/Radio Nacional de Venezuela

LIBERTÀ PER I CINQUE, GIÀ!

Obama deve liberare gli antiterroristi cubani

Deisy Francis Mexidor

Esorto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a liberare i Cinque antiterroristi cubani prigionieri in questo paese, per il bene della giustizia”.

Così si legge in una lettera inviata a Obama dall’ex giurista tedesco Günter Belchaus, integrante del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, come sono identificati Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González.

Nel suo reclamo il Consigliere Ministeriale in pensione, afferma che il presidente degli USA ha nelle sue mani la facoltà per - a tenore con l’Articolo 2º della Costituzione degli Stati Uniti - scarcerare mediante un indulto i Cinque che, con le loro azioni hanno ostacolato l’esecuzione di azioni terroristiche.

Ancora una volta la esorto a usare questo potere per il bene della giustizia, per il bene dell’umanità e per rispettare i diritti umani con il fine di giustificare le speranze di tante persone in tutto il mondo”, sottolinea.

Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René sono "cinque cubani coraggiosi, sono innocenti e dopo quasi 13 anni di prigionia sono sempre detenuti ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti”, ha aggiunto.

Membro del comitato tedesco ‘Basta Ya’, Belchaus ratifica al Presidente, nella sua lettera mandata in copia a Prensa Latina, che si faccia giustizia nel caso del terrorista Luis Posada Carriles, che è sempre vivo e si gode la vita libero a Miami, dove ha un rifugio sicuro.

Inoltre ricorda che Posada Carriles fu uno degli autori del criminale attentato ad un aereo civile in volo nel cielo di Barbados, nel quale morirono 73 persone innocenti, nel 1976, e denuncia che il governo degli USA ha commesso un’esecuzione extragiudiziaria con Osama bin Laden, morto all’alba di lunedì 2 maggio, dopo un’operazione ordinata da Obama e realizzata da commandos scelti del Pentagono in Paquistan.

Il presidente ha proclamato che è stata fatta giustizia, ma io preferisco dire che è stata eseguita un’esecuzione extragiudiziaria”, ha puntualizzato Belchaus.

L’iniziativa di Belchaus fa parte delle azioni del Comitato Internazionale a favore di una causa che nonostante l’appoggio che riceve in numerosissimi paesi, è fatta tacere dai grandi media della stampa internazionale e soprattutto negli Stati Uniti.

(Traduzione Granma Int.)

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In Bolivia, Venezuela, Salvador,....manifestazioni per la libertà  dei Cinque

 

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Bolivia: una marcia per chiedere la libertà dei Cinque antiterroristi cubani

I rappresentanti dell’Associazione dei Cubani Residenti a La Paz hanno marciato nella capitale della Bolivia per esigere la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti.

La presidentessa di questa organizzazione, Yana Fernández, ha detto l’iniziativa risponde ad un accordo adottato a L’Avana nell’ambito dell’Incontro Internazionale dei Residenti Cubani all’ Estero, effettuato nel 2010.

Yana Fernández ha precisato che in quell’occasione si è determinato di realizzare queste manifestazioni ogni 5 maggio alle 5 e 55.

Il presidente del Movimento Boliviano di Solidarietà con Cuba, Mario Salinas, segnalò che è ora che il presidente statunitense, Barack Obama, prenda coscienza e faccia uso della sua prerogative come presidente per liberare i Cinque.

La segretaria alle relazioni di questa organizzazione, Magalis Zambrana, ha parlato delle attività che si organizzano per far conoscere il caso al popolo della Bolivia: 200 incontri con i compagni delle brigate mediche cubane, con i quali si svolgono dibattiti, Inoltre si distribuiscono volantini per far conoscer la verità sul caso.

Magalis Zambrana ha aggiunto che inoltre si raccolgono firme e di riempiono cartoline da inviare a Obama per reclamare la libertà dei 5 patrioti cubani.

La marcia è partita dalla Piazza Isabella la Cattolica ed ha raggiunto l’ambasciata degli Stati Uniti. Vi hanno partecipato i membri dell’Associazione dei Cubani Residenti a La Paz e dei movimenti di solidarietà con Cuba.

Antonio Guerrero, René González, Gerardo Hernández, Fernando González e Ramón Labañino furono arrestati nel 1998, e processati a Miami nel 2001 per aver ostacolato le azioni criminali delle organizzazioni terroristiche nemiche di Cuba, che operano impunemente dalla Florida.

Nel mondo si critica molto il silenzio mediatico imposto ai grandi media della comunicazione da Washington, che non vuole che si diffonda la verità su questi antiterroristi.

( Traduzione Granma Int.)

 

Libertà per i Cinque, già!

I venezuelani reclamano la liberazione dei 5

Più di settemila cartoline postali firmate da venezuelani sono state inviate a Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, per reclamare la libertà dei Cinque Eroi antiterroristi cubani, prigionieri politici in questo paese dal 1998.

Rosalinda Chanagá, coordinatrice del Movimento di Solidarietà Mutua Cuba-Venezuela, ha detto che le cartoline sono state spedite il 5, Giorno Mondiale per i Cinque, dalla sede principale dell’Istituto Postale Telegrafico, a Caracas, come ha informato l’agenzia di notizie Prensa Latina.

I coordinamenti regionali di solidarietà, a loro volta, hanno svolto altre azioni, come la collocazione di un enorme pannello sulla strada più centrale di Maracaibo, La Limpia, nello stato di Zulia.

Un comunicato del Comitato, diffuso martedì 3, domanda a Obama che ponga fine alla colossale ingiustizia, facendo uso delle sue facoltà, conferitegli dalla Costituzione degli Stati Uniti.

La Giornata è stata segnata dagli ultimi elementi del caso, poichè nell’aprile scorso il governo di Washington ha chiesto alla Corte Federale di Miami di respingere le richieste di habeas corpus di Gerardo Hernández, condannato a due ergastoli e 15 anni, e di Antonio Guerrero, che ugualmente ha presentato habeas corpus e che nell’agosto del 2009 è stato risentenziato con una condanna - ridotta - a 21 anni e 10 mesi di prigione.

Gerardo e Antonio, con Fernando González, Ramón Labañino René González furono arrestati nel settembre del 1998 e processati a Miami, nel 2001, per essersi infiltrati per ostacolare le azioni criminali delle organizzazioni terroristiche anticubane radicate in Florida, che godono del consenso di Washington.

Esiste una campagna mondiale convocata dal Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, per - nel quinto giorno di ogni mese- alzare la voce di migliaia di persone nel pianeta per reclamare la libertà di questi Cinque patrioti cubani.

(Traduzione Granma Int.)

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In Salvador chiedono ad Obamala libertà degli antiterroristi cubani

San Salvador, 6 mag (Prensa Latina) Organizzazioni solidali e politiche del Salvador hanno chiesto oggi al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l'immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati nella nazione settentrionale. L'esigenza è stata reiterata in un atto popolare nel parco centrale del municipio di Apopa, nella periferia nord della capitale, organizzato dal comitato locale della Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà per Cuba.

Nidia Diaz, della Commissione Politica del Fronte Farabundo Martì per la Liberazione Nazionale (FMLN), denunciò la doppio morale degli Stati Uniti in relazione col terrorismo, proteggendo criminali ed imprigionare lottatori contro questo flagello.

Ha aggiunto che l'ingiusto incarceramento di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, contrasta con la protezione negli Stati Uniti del terrorista Luis Posada Carriles.

L'ambasciatore di Cuba, Pedro Pablo Prada, ringraziando per la solidarietà col suo paese, ha affermato che l'atto è una pietra miliare che si va trasformando in tradizione di ogni giorno 5, quando i salvadoregni si pronunciano per la libertà dei Cinque.

Ricordò che atti simili si sono realizzati in altri municipi di questa nazione, da quando cominciò l'anno.

Il giorno 5, del mese 5, per i Cinque, espressero gli organizzatori dell'atto che distribuirono nella zona centinaia di volantini con dettagli dell'ingiustizia commessa contro questi lottatori.

Il coordinatore generale dell'organizzazione solidale, Raul Martinez, ha risaltato in questo senso l'unità dei salvadoregni nella lotta per la libertà degli antiterroristi e nell’appoggio a Cuba.

La Diaz, deputata al Parlamento Centroamericano, qualificò come una vergogna morale che gli Stati Uniti imprigionino questi lottatori contro il terrorismo e liberi un autore confesso di questi crimini come Posada Carriles.

È una vergogna che (Posada Carriles) abbia utilizzato il nostro territorio per aggredire il popolo cubano che ha dato solo bontà al nostro popolo, ha affermato.

Durante l'atto si presentarono anche canzoni sociali e del cantautore cubano Silvio Rodriguez il trovatore Fernando Araniva ed il gruppo musicale Mahucutá, della Casa della Gioventù del Comune di Apopa.

Ig/rl

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In Cuba condannata l’ipocrisia militarista statunitense

Guantanamo, Cuba, 6 mag (Prensa Latina) Attivisti per la pace mondiale condannarono la grande ipocrisia militarista degli Stati Uniti, responsabile della morte di migliaia di persone e di abbondanti danni materiali nella guerra dell'Iraq e dell’Afghanistan. Con i suoi chiamati interventi umanitari, promuovono aggressioni che colpiscono principalmente la popolazione civile, precisa il progetto della dichiarazione finale del II Seminario di Pace per l'abolizione delle basi militari straniere.

I firmatari criticarono la doppia morale del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che non compie il compromesso elettorale di chiudere il centro di internazionale di tortura stabilito nell'illegittima base navale di Guantanamo, nell’estremo orientale cubano.

Condannarono la presenza delle basi militari straniere disseminate nella geografia mondiale, e le ingerenze nei temi interni delle nazioni.

In questo senso, la presidentessa del Consiglio Mondiale per la Pace, la brasiliana María Soccorro Gomez ripudiò durante l'appuntamento la presenza di queste installazioni nordamericane nel Salvador, Honduras, Panama, Costa Rica e Colombia.

Gomez sottolineò che questa politica fa parte della riconquista dell'America Latina, spinta dall'amministrazione del presidente, Barack Obama.

I delegati esigerono a Washington l'immediata liberazione dei Cinque antiterroristi incarcerati nelle prigioni del paese settentrionale dal 1998.

Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, compiono severe condanne per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi con base nel territorio nordamericano.

Ripudiarono anche l'aggressione militare contro la Libia, che viola i principi del diritto internazionale.

Ig/joe

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Nuova giornata mondiale, questo giovedì 5 maggio, per i Cinque /Radio Habana Cuba ha...

 

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Nuova giornata mondiale, questo giovedì 5 maggio, per i Cinque

04.05.11 - www.granma.cu

Il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti, ha convocato a realizzare, giovedì 5 maggio, una nuova giornata mondiale a favore della scarcerazione di questi patrioti.Il giorno 5 di ogni mese, una quantità sempre maggiore di persone invia messaggi di posta elettronica , fax e telegrammi al presidente nordamericano Barack Obama, per esigere che li liberi, segnala un comunicato del gruppo.Domandiamo a Obama che, facendo uso delle facoltà che gli conferisce la Costituzione degli Stati Uniti, ponga fine a questa colossale ingiustizia, dice il testo.

In questa nuova giornata ci saranno due nuovi elementi, dato che il 25 aprile ultimo il Governo di Washington ha sollecitato alla corte Federale di Miami di respingere la richiesta di hábeas corpus de Gerardo Hernández

http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/gerardo/index.html

condannato a due ergastoli più 15 anni.

Inoltre ha fatto la stessa petizione, tre giorni dopo, per il caso di Antonio Guerrero Rodríguez

http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/gerardo/index.html

che ha presentato a sua volta hábeas corpus. Nel processo di risentenza, nell’agosto del 2009, ha ricevuto una condanna di 21 anni e 10 mesi di prigione.

Gerardo y Antonio, con Ramón Labañino

http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/ramon/index.html

Fernando González

http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/fernando/index.html

e René González

http://www.granma.cubaweb.cu/miami5/los_heroes/rene/index.html

furono arrestati il 12 settembre del 1998 e processati a Miami, nel 2001, per aver ostacolato le azioni delle organizzazioni terroristiche anticubane che operano dalla Florida e contano sul consenso di Washington.

Radio Habana Cuba ha ricevuto gli auguri dei Cinque

Antonio Guerriero, a nome dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, ha inviato ai lavoratori di Radio Habana Cuba un messaggio d’auguri per i cinquant'anni di vita di questa emittente. Nel suo messaggio Tony ricorda quel 16 aprile, quando Fidel dichiarò il carattere socialista della Rivoluzione e la nuova emittente trasmetteva al mondo la notizia, allora come onda sperimentale, e poi il 1º maggio di quell’anno, quando fu fondata la stazione.

Questa emittente, scrive Tony, da cinquant'anni diffonde la verità sull’opera rivoluzionaria in tutto il pianeta e la sua voce non sarà mai spenta, come sarà indistruttibile per sempre il socialismo nel nostro paese.

Il messaggio d’auguri dei Cinque Eroi per i cinque decenni di trasmissioni, si conclude sostenendo che nelle cinque prigioni dove scontano le loro ingiuste condanne è presente anche Radio Habana Cuba.

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Antonio Guerrero: un messaggio rivoluzionario del 1°maggio sotto la neve

 

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Antonio Guerrero: un messaggio rivoluzionario del 1°maggio sotto la neve

Florence, USA, 1°mag (Prensa Latina) Di seguito pubblichiamo il messaggio di Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’impero, scritto proprio per salutare il suo popolo nella giornata di festa dedicata al lavoratori: “Cari amici:

Al momento di redigere queste righe per le strade della nostra patria il popolo unito torna a dimostrare al mondo la sua fedeltà alla Rivoluzione, a Fidel ed a Raul.

E’ il Primo Maggio!, e mi congratulo pensando alla fratellanza che c'unisce ed in quello che valgono, per il mondo migliore che sappiamo possibile.

Florence ha albeggiato tutta bianca, la poca primavera che era nata è rimasta seppellita sotto la neve, ma un'altra volta rinascerà.

Cinque abbracci.

Vinceremo!

Tony

FCI FLORENCE

1° maggio 2011

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5 eroi cubani :Ricardo Alarcon nella Riunione del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale per a P

 
 
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 5 eroi cubani :Parole di Ricardo Alarcon De Quesada nella Riunione del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale per a Pace

Compagne/i:

Ci onora che qua si riunisca il Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale per la Pace, istituzione che si adopera per la convivenza armoniosa tra le nazioni ed il rispetto dei diritti dei popoli, e lo ha sempre fatto, senza vacillare, fin dalla sua fondazione quando si iniziava la cosiddetta Guerra Fredda.

Furono continue le sue lotte per evitare lo scontro militare tra i due blocchi in cui allora era diviso il mondo. Quella guerra mai scoppiò anche se sì ripeterono le aggressione imperiali contro popoli che cercavano di liberarsi dominazione coloniale. In quei giorni si prometteva che al superarsi la guerra fredda si sarebbe raggiunto il disarmo generale e completo e le abbondanti risorse, così liberate, sarebbero servite per finanziare lo sviluppo dei paesi del terzo Mondo. Non si è raggiunto né l'uno né l'altro.

Terminò la guerra fredda, ma si intensifica la corsa agli armamenti, ora non esiste il Patto di Varsavia, ma la NATO aumenta i suoi membri ed estende la sua azione militare fuori del suo ambito originale, prima invadendo l'Afghanistan e ora bombardando e massacrando, in Libia, la popolazione che dice cinicamente di proteggere. Si fa più profondo il divario tra ricchi e poveri e già quasi nessuno ricorda le vecchie promesse di cooperazione internazionale per lo sviluppo. Sono ogni volta più evidenti i segni di crisi ambientale che minaccia di annientare la specie umana e la fame colpisce centinaia di milioni in tutto il pianeta.

Giungete a L'Avana poco dopo la conclusione del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba che ha mobilitato tutta la società per esaminare i nostri problemi principali e approvare i cambi indispensabili al nostro progetto economico e sociale. E'stato un Congresso in cui è uscita rafforzata l'unità patriottica della nazione. Tutte e tutti noi ci impegneremo a costruire una società migliore in cui fiorisca il nostro socialismo, il socialismo possibile a Cuba, oggi.

Sono grandi le sfide di fronte al nostro popolo. Resistiamo ad una guerra economica che dura ormai da oltre mezzo secolo, il genocidio più lungo della storia. Affrontiamo altre forme di aggressione compreso il terrorismo che ha ucciso o ha gravemente colpito migliaia di nostri connazionali.

Sono sei anni che Luis Posada Carriles, assassino confesso, sfrutta una protezione ufficiale e dal territorio USA annuncia futuri crimini in totale impunità. Per cercare di impedire tali attacchi sono stati ingiustamente condannati e soffrono crudele prigionia i Cinque compatrioti a cui voi avete fatto un riconoscimento molto speciale.

Apprezziamo profondamente la vostra solidarietà.

I Cinque sono la prova inconfutabile che Washington pratica il terrorismo contro il popolo cubano. Non è storia del passato. Continua a farlo tuttora.

Perciò il lunedì 25 aprile di quest'anno, appena cinque giorni fa, la Procura ha chiesto che sia respinta sommariamente, senza udienza né considerazione alcuna, la petizione di Habeas Corpus a favore di Gerardo Hernandez Nordelo.

Stessa reazione è stata successivamente rispetto alla mozione simile di Antonio Guerrero e di René González.

Washington vuole che il tribunale di Miami respinga i ricorsi senza discuterli, senza riesaminare le prove, senza ascoltare nemmeno un accusato su cui pesa una non comune condanna a due ergastoli più quindici anni.

Essi vogliono, in segreto, perpetuare una brutale ingiustizia. È lo stile di coloro che hanno creato carceri clandestine ed hanno legalizzato le torture.

Pensano di poterlo fare impunemente perché contano sulla complicità dei cosiddetti media che occultano la verità ed impediscono al popolo nordamericano di conoscerla. E'urgente convocare la solidarietà di tutte le persone oneste.

Bisogna moltiplicare ovunque azioni come quella che voi realizzate e che meritano la nostra gratitudine.

Solo così possiamo sconfiggere la dittatura dei media che è il principale strumento dell'Impero ed colpevole anche per le sue infamie.

Che si erga in tutto il mondo l’appello al Presidente Obama perché liberi i Cinque, tutti e ciascuno di loro, senza eccezione né condizione alcuna. 

http://www.cubadebate.cu/

 

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COMITATO ITALIANO GIUSTIZIA PER I CINQUE :-IL CINQUE PER I CINQUE-

 

COMITATO ITALIANO GIUSTIZIA PER I CINQUE

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Parrocchia della Chiesa Cattolica di S. Luca Evangelista, Varcaturo – Giugliano (Napoli): incontro di sensibilizzazione per i cinque agenti dell’antiterrorismo cubani detenuti da oltre 12 anni nelle carceri degli Stati Uniti.

La Rivista e Associazione Nuestra América ha l’autorizzazione e il piacere di pubblicare una nota del Parroco Don Carlo Villano della Parrocchia di San Luca Evangelista.

 

Sentirsi impegnati nei confronti dell’ingiustizia, sentirsi chiamati a comprenderla, ad affrontarla e – se possibile – a porvi rimedio, nello spirito dell’autentica fratellanza, è un appello cui un cristiano non può non rispondere. A meno che egli non abbia dimenticato le parole e i gesti del Vangelo, quelle che ci ricordano la vicinanza ai fratelli, soprattutto nelle circostanze della difficoltà più estrema, nella miseria e nella cattiva sorte.

Ero prigioniero e siete venuti a visitarmi”, ha detto Gesù ai suoi discepoli, per sintetizzare in un azione lo spirito della carità cristiana E così, nello spirito della sequela delle parole del Vangelo, mercoledì 27 febbraio 2011 abbiamo idealmente fatto visita ai cinque cittadini cubani detenuti da circa dodici anni nelle carceri degli Stati Uniti, lontani dalla famiglia, privati sostanzialmente del conforto dell’amicizia e delle sue sollecitudini, privati della difesa dovuta ad ogni cittadino di qualsiasi paese e finanche dell’orizzonte della speranza in un futuro possibile.

Presso la parrocchia di San Luca Evangelista, in località Varcaturo di Giugliano in Campania,la sera del 27 Aprile2011 si sono riuniti i fedeli che partecipano agli incontri dell’Azione Cattolica adulti. Un gruppo motivato e compatto, teso nella ricerca del senso autentico della vita cristiana, disponibile all’incontro anche con realtà apparentemente lontane dalla loro esperienza quotidiana di fede. Alla serata era presente il professor Luciano Vasapollo, docente dell’Università “La Sapienza” di Roma,direttore della rivista Nuestra América e Vicepresidente del “Comitato Italiano Giustizia per i 5”, e il dottor Vladimir Pérez, Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia. Ad accompagnarli nell’introdurre l’incontro, oltre al sottoscritto, c’era Paolo Graziano per l’Osservatorio Meridionale di Cestes-Proteo.

Essi hanno raccontato ai presenti la storia di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, i cinque agenti dell’antiterrorismo cubano che, a causa di una controversia internazionale, trascorrono da oltre dodici anni la loro esistenza in carcere, con una terribile ipoteca sulle spalle, che spaventa anche il più coraggioso, probo e motivato degli uomini: la vicenda ha catturato l’attenzione dei presenti, che hanno desiderato approfondire le cause e i criteri con cui un’ingiustizia così macroscopica, che ha potuto travestirsi da legalità adoperando le motivazioni della sicurezza nazionale, della difesa dal terrorismo: in fin dei conti, della “ragion di Stato”.

Ma se la “ragion di Stato” può apparire criterio sufficiente a tollerare la soppressione del diritto e la disumanità del trattamento riservato a poche persone, in nome di un presunto vantaggio superiore, essa non può essere accettata da un cristiano come motivo per tacere di fronte a ciò che ci appare come una soppressione del diritto individuale, della dignità umana, dello spirito che abita in ogni uomo e che viene offeso dall’esercizio della prevaricazione, della prigionia, della privazione dei beni essenziali.

Per questo, l’auspicio di tutti i presenti è stato quello che si giunga presto ad una soluzione positiva del caso dei cinque, a una considerazione dell’umanità di questi fratelli sofferenti che possa riportarli quanto prima tra le loro famiglie. Le vite degli uomini non sono un mezzo per la risoluzione o la perpetuazione dei contenziosi tra Stati.

Nel corso dell’incontro due sono state le domande fondamentali degli intervenuti: la prima è l’interrogativo relativo al sacrificio: come è possibile pensare di sacrificare la vita di un uomo a una presunta ragione più alta? Nel messaggio cristiano, e ancor prima in quello derivante dal mondo giudaico, la vita di ciascuno vale quanto l’esistenza dell’universo intero e nessuna offesa arrecata alla dignità dell’uomo può essere giustificata. È un principio recepito anche nella tradizione filosofica, a dimostrazione del fatto che si tratta di un valore riconosciuto come universale.

Il secondo interrogativo riguarda la presenza dello spirito nella vicenda di sofferenza e sacrificio che caratterizza la lunga e penosa detenzione dei cinque. Al di là degli orizzonti ideologici, dovunque viene patita un’ingiustizia e dovunque si lavora insieme per superarla, soffia lo spirito cristiano. E, cristianamente, l’ingiustizia si combatte non con le armi della rivalsa o, peggio, della vendetta, ma con la comunione che si esprime nella preghiera, nella condivisione, nell’esercizio concreto della fratellanza, nella passione che ci lega a questi 5 fratelli sofferenti e che ci spinge, come cristiani, a non rinunciare più alla giustizia, finché non la vedremo realizzata ai nostri occhi, con le nostre mani.

Il Parroco Don Carlo Villano

e i componenti dell’Azione Cattolica adulti

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 da archiviocubano

Familiari dei Cinque cubani incontrano la Brigata Primo di Maggio

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Familiari dei Cinque cubani incontrano la Brigata Primo di Maggio

L'Avana, 28 apr (Prensa Latina) Familiari dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti sostennero un incontro coi più di 200 membri di 27 paesi che conformano la VI Brigata Internazionale Primo di Maggio nell'Accampamento Julio Antonio Mella di Caimito. Durante lo scambio, i brigatisti conobbero molto di più circa l'ingiustizia a cui stanno sottomessi Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez e si impegnarono a continuare lottando per la libertà dei Cinque cubani ed a diffondere la verità sul caso di questi degni difensori della pace.

Per lo statunitense Benjamin Smith di 23 anni, che appena culminò i suoi studi universitari come analista di sistemi informatici, è molto importante che si conosca sui Cinque nel suo paese. “Là nessuno parla di loro, nessuno conosce il caso”, ha affermato.

Dobbiamo fare delle campagne, per esempio, attraverso l'Internet. Possiamo usare Facebook ed altre reti sociali. Posso parlare anche personalmente ai miei amici di quello che sta succedendo con questi Cinque cubani nel nostro paese e cercare altre iniziative”, concluse.

Inoltre, è stata inaugurata l'esposizione “Martì nei Cinque Eroi” del foto reporter Roberto Busto, che riflette attraverso circa 60 immagini come ha influenza il pensiero del Maestro su questi valorosi uomini, al tempo che evidenzia l'arbitrio nel processo giudiziario e le condanne che gli sono state imposte.

La VI Brigata Internazionale Primo di Maggio prevede nel suo programma di questo venerdì alcuni lavori agricoli in aree vicine all'Accampamento e la visita al Museo della Rivoluzione.

Ugualmente, potranno godere dell'opera “Abracadabra” dal gruppo La Colmenita nel teatro del Convento di San Francisco di Assisi a L'Avana.

Come il nome della Brigata ci dimostra, il piatto forte sarà il Primo di Maggio, data in cui condivideranno i festeggiamenti per il Giorno Internazionale dei Lavoratori insieme al popolo cubano nella storica Piazza della Rivoluzione Josè Martì.

Dopo la sfilata, il 2 maggio, un gruppo partirà per Guantanamo con l'obiettivo di partecipare al Secondo Seminario contro le Basi Militari che si svolgerà i giorni 4 e 5 del mese prossimo, mentre il resto rimarrà a L'Avana per assistere all'Incontro di Solidarietà con Cuba nel Palazzo delle Convenzioni.

Ig/Radio Rebelde

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GRAVISSIMO​- governo USA respinge Habeas Corpus di Gerardo

 
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GRAVISSIMO - governo USA respinge Habeas Corpus di Gerardo

il Governo USA chiede che sia respinta la richiesta di Habeas Corpus presentata da Gerardo Hernández Nordelo e che non gli si conceda un'udienza per analizzare le sue argomentazioni e le supposte prove presentate contro di lui.

Questa posizione ufficiale è contenuta in un documento di 123 pagine e tre allegati, consegnato oggi al tribunale federale di Miami dal procuratore Caroline Heck Miller, che è il principale accusatore di Gerardo, nonchè colei che si rifiutò, nel 2005, di incriminare il terrorista Luis Posada Carriles.

A breve la difesa di Gerardo dará la sua risposta e la giudice Joan Lenard prenderà la sua decisione.

 

Ricordiamo le parole di Leonard Weinglass:

il peggio che può capitare a chi si trova nel sistema di giustizia nordamericano è essere solo. La solidarietà è necessaria per indicare che il mondo è vigile e che la legge deve essere rispettata.

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Libertà  per i cinque e gia'!:L'ipocrisia degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo

 

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LIBERTÀ PER I CINQUE, GIÀ!

L’ipocrisia degli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo

Deisy Francis Mexidor

L’intellettuale statunitense Saul Landau ha reiterato il suo duro biasimo per l’ipocrisia del suo paese nella lotta contro il terrorismo, dato che negli USA è stato assolto un criminale come Luis Posada Carriles.

"I terroristi sono liberi mentre gli antiterroristi sono reclusi", ha affermato Landau, rispondendo alle domande degli spettatori di una presentazione nel cinema Brava di San Francisco, del suo documentario “Per favore che il vero terrorista si alzi in piedi”.

Posada Carriles, autore dell’attentato contro un aereo civile cubano, nel quale morirono 73 persone nel 1976, è stato assolto l’8 aprile in un tribunale di El Paso, in Texas, da 11 accuse relazionate solo con frode migratoria.

Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González invece scontano durissime e arbitrarie sanzioni nelle prigioni dell’impero.

I Cinque, come li si conosce a livello internazionale, allarmavano sui piani estremisti organizzati e finanziati nel sud della Florida.

Il film di Landau permette di scoprire le profonde ragioni che avevano i Cinque cubani per proteggere il loro paese contro il terrorismo, segnala una nata del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, diffuso mercoledì 20.

Dopo 1 ora e 20 minuti di proiezione, si sono accese le luci e l’attore e attivista Danny Glover, è andato sul palcoscenico.

Glover ha detto che con Saul Landau, ha visitato Gerardo Hernández in tre occasioni, ed ha sottolineati le qualità del cubano che ha definito ‘un esempio di quello che significa l’essere umano nel più alto senso della parola’.

Alicia Jrapko, del Comitato Internazionale, ha detto che il documentario di Landau è un importante strumento per spiegare le motivazioni dei Cinque, e perchè stavano negli Stati Uniti.

Hanno assistito alla proiezione del filmato anche Gayle McLaughlin, sindachessa di Richmond; il presidente del Partito Democratico della California, John Burton, e Tony González, direttore del Movimento Indio Americano dell’Ovest.

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(Traduzione Granma Int.)

UCRAINA : LIBERTA' PER I CINQUE

 
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UCRAINA : LIBERTA' PER I CINQUE

Ucraina, 21 apr (Prensa Latina) Il lunedì, 18 aprile, quando Cuba e tutta l'umanità progressista celebravano il 50° anniversario della vittoria del popolo cubano a Playa Giron, ed a L'Avana trascorrevano le sessioni del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, Andres Samarskiy e Manuel Lopez, coordinatori del Comitato Nazionale Ucraino “Per la Libertà dei Cinque Eroi Cubani”, visitarono la città di Dnipropetrovsk. Qui, nella cornice della Campagna europea “Un milione di firme per la libertà dei Cinque”, si portarono a termine vari incontri con le organizzazioni politiche e sociali ed istituzioni di educazione della città.

Il lavoro dei coordinatori del comitato non fu semplicemente il raccogliere firme, bensì fondamentalmente creare una solida rete locale di organizzazioni amiche ed attivisti che lavorano energicamente nella raccolta di firme, e contemporaneamente attrarre nuovi militanti alla nostra lotta.

Dopo una visita di mattina alla scuola numero 9 dove i bambini studiano con profondità le lingue straniere, compreso lo spagnolo, alle 10:00 am i coordinatori del Comitato per la libertà dei Cinque si riunirono con l'attivo Partito Socialista Progressista di Ucraina in Dnipropetrovsk, dove parlò anche la deputata Vera Kuprichenko, la quale chiese ai partecipanti di lavorare senza tregua nella campagna di raccolta di firme per la libertà dei Cinque.

Alle 11:30 della mattina cominciò l'incontro con gli studenti e professori di spagnoli della facoltà di linguistica dell'Università di Economia e Diritto, intestati per i professori Oleg Nesterenko e Demian Nepilko che negli anni 70 anni aiutarono il popolo cubano a costruire fabbriche per la produzione di nichel in Moa e Niquero. Lì si mostrò il documentario cubano “Missione contro il terrore” che narra sull'ingiustizia dei processi legali contro Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè.

Alle 02:00 del pomeriggio ha dato inizio la riunione coi rappresentanti dell'Associazione di Amicizia Ucraina-Cuba e l'Associazione di combattenti internazionalisti (cubani) in Ucraina, dove si parlò del caso dei Cinque, e la situazione attuale di Cuba. Inoltre, si mostrò il documentario Sfida, che parla di come il popolo cubano, diretto dal suo governo, superò le difficoltà del “periodo speciale”, quando dopo il collasso del suo principale alleato, l'URSS, il governo degli USA ha reso più duro il bloqueo ed i suoi attacchi contro l'Isola della Libertà.

Alle 04:00 pm i coordinatori del Comitato erano già riuniti con l'attivo del Comitato Regionale del Partito Comunista. Serguey Jrapov, deputato e primo segretario del comitato regionale di Dnipropetrovsk, assicurò che i comunisti porteranno a termine una profonda campagna di raccolta di firme in appoggio ai Cinque.

Il giorno culminò con un emotivo incontro coi cubani residenti in Dnepropetrovsk ed i loro amici che ha avuto luogo nel Centro Culturale Cubano che esattamente un anno fa è stato organizzato dal cantante cubano Miguel Angel Vega.

Dnirpopetrovsk è solo un esempio. In realtà, in Ucraina, ci sono centinaia di città, dove vivono molti amici di Cuba che sono disposti a formare file nella lotta per la libertà dei Cinque Eroi cubani.

Ig/Comitato Ucraino per la Liberazione dei Cinque cubani

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monumento per i cinque di Varadero (foto sandino)

 

VI Congreso del PCC :-Messaggio dei  Cinque-

 

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VI Congreso del PCC
Messaggio dei  Cinque 

I Cinque Eroi hanno inviato i loro messaggi al VI Congresso del Partito, che  simbolizziamo con la pubblicazione di questo disegno inviato da Gerardo.

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Presentato un libro di Antonio Guerrero a Playa Girà³n/Monumento ai 5 Eroi ad Artemisa

 
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Presentato un libro di Antonio Guerrero a Playa Girón

15.04.11 - Barbara Vasallo Vasallo www.granma.cu

La presentazione del libro "Un lugar de retiro", di Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani antiterroristi ingiustamente reclusi negli Stati Uniti è divenuta un reclamo di libertà immediata e una mostra di solidarietà con questi Eroi.

Il museo di Playa Girón, in questo luogo storico, è divenuto uno scenario per denunciare ancora una volta l’ingiustizia e la manipolazione nella causa di Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González.

Con la presenza di Mirtha Rodríguez e María Eugenia Guerrero, madre e sorella di Antonio; di Rosa Aurora Freijanes, moglie di Fernando, il testo è stato presentato da Luis Octavio Hernández, presidente a Matanzas dell’Associazione Cubana degli Artigiani Artisti (ACCA).

"Un lugar de retiro", pubblicato dalla Editrice Matanzas, include 18 poesie, come un diario che descrivono i giorni passati dall’autore nel Centro di Transito Federale dell’Oklahoma, in totale isolamento nel chiamato "buco".

Nella breve prefazione, Antonio narra come con poca carta e alcuni pezzettini di matita ha potuto descrivere le sue giornate in assoluta solitudine. Editore del testo è Alfredo Zaldívar, con il disegno originale di Johann Trujillo.

Mirtha Rodríguez, ha detto di sentirsi onorata di stare nel museo di Playa Girón, che raccoglie la storia dell’epopea dell’aprile di 50 anni fa, e la soddisfazione di appartenere ad un popolo che ha inflitto la prima sconfitta all’imperialismo in America Latina.

Ha raccontato la sua recente visita al figlio, nella prigione del Colorado, l’ottimismo e la fermezza di Tony, ed ha segnalato che i Cinque, vittime dell’ingiustizia di un processo politico, vivono orgogliosi di fare parte della storia, del momento che tocca loro vivere e dell’onore che sentono.

Gerardo, René, Ramón, Antonio e Fernando sono prigionieri da più di 12 anni nelle carceri degli Stati Uniti, dopo un processo giudiziario illegale e manipolato dalla destra cubano-americana e dai grandi mezzi di comunicazione del paese.

Rosa Aurora Freijanes, ha chiamato ad unire sempre più voci per reclamare la libertà immediata per i Cinque, perché a quest’altezza, dopo l’incredibile assoluzione del noto terrorista confesso Luis Posada Carilles in un tribunale di El Paso, in Texas, non si sa di che giustizia si sta parlando, ha sottolineato riferendosi al sistema giudiziario nordamericano.

Monumento ai Cinque Eroi ad Artemisa

14.04 - Nel municipio di Guanajay, una delle 11 località della nuova provincia di Artemisa, è stato inaugurato il primo monumento creato nel paese come reclamo della libertà per i Cinque Eroi ingiustamente reclusi nelle prigioni nordamericane, per aver difeso il popolo di Cuba dalle azioni criminali perpetrate dagli Stati Uniti.

L’opera è stata costruita nella rotonda centrale del luogo dove vive una popolazione di circa 29.000 abitanti ed è stato disegnato dall’ artista Bruno Roberto Vega, che ha utilizzato una tecnica d’assemblaggio.

Da una stella fusa in cemento si alza maestosa un’asta di tredici metri sulla quale ondeggia la bandiera cubana in tempesta, simbolo della resistenza di René, Ramón, Fernando, Gerardo e Antonio.

Dalle cinque punte si elevano piedestalli fusi in cemento armato, che rompono le sbarre della prigione, come mostra della forza ideologica dei coraggiosi cubani, mentre una bussola indica la rotta del nord brutale e turbolento, come lo definirebbe l’Apostolo dell’indipendenza di Cuba, José Martí.

Valutata circa ventimila pesos in moneta nazionale, l’opera è stata donata dall’autore alla popolazione di Guanajay, località nota come l’Atene di Cuba, terra nativa dalla cantautrice Maria Teresa Vera.

Questo luogo fa sentire l’eco dei figli di questa città fondata nel 1650, che alzano le voci per esigere giustizia per i Cinque coraggiosi patrioti

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monumento per i cinque di Varadero

Artisti degli USA appoggiano la proposta di James (Jimmy)Carter per liberare i Cinque

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Artisti degli USA appoggiano la proposta di James Carter per liberare i Cinque

www.granma.cu

Importanti personalità statunitensi della cultura hanno espresso la loro soddisfazione per il richiamo fatto dall’ex presidente James Carter per la libertà dei Cinque antiterroristi prigionieri negli Stati Uniti.

Un comunicato emesso a Los Angeles e diffuso in Internet dal “Comitato Internazionale per la Libertà dei 5 Cubani” cita Danny Glover, Susan Sarandon, Jackson Browne, Martin Sheen, Bonnie Rait, Pete Seeger, Elliot Gould e Oliver Stone tra i firmatari della dichiarazione d’appoggio al richiamo dell’ex presidente nordamericano.

Gli Attori e Artisti degli Stati Uniti per la libertà dei Cinque, come si sono denominati, hanno anche ringraziato per il desiderio espresso da Carter per un miglioramento delle relazioni con Cuba.

In un messaggio che hanno inviato all’ex presidente nordamericano, sabato 9, i 20 firmatari hanno sottolineato quello che ha dichiarato, dicendo: “Credo che la reclusione dei Cinque cubani non abbia senso. Ci sono stati dubbi nei tribunali statunitensi e anche tra le organizzazioni dei diritti umani nel mondo. Adesso loro sono gia stati in prigione 12 anni ed io spero che in un vicino futuro siano liberati, perchè tornino alle loro case”.

Gli Attori e Artisti hanno espresso i loro ringraziamenti per la visita di Carter ed hanno appoggiato future riunioni tra lui, il presidente Obama e la segretaria di Stato Hillary Clinton, perchè si possa porre rimedio a questa ingiusta situazione.

Danny Glover ha detto: La sua saggezza e il suo coraggio nel fare un richiamo per la libertà dei Cinque cubani, offre un aiuto al presidente Obama per correggere questa ingiustizia e applicare una Clemenza Esecutiva per far sì che possano ritornare a vivere con le loro famiglie.

 

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I messaggi di Tony e Ramà³n dopo il processo di El Paso:“Questo verdetto è una vergogna”

 
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I messaggi di Tony e Ramón dopo il processo di El Paso:

Questo verdetto è una vergogna”

Il messaggio di Antonio Guerriero:

Cari amici, di sicuro siate già a conoscenza che in una Corte a El Paso, in Texas, una giuria ha dichiarato Luis Posada Carriles assolto da tutte le accuse di cui era imputato in un processo teatrale, per aver mentito alle autorità dell’immigrazione.

I Cinque sappiamo bene quello che è un processo davanti ad una Giuria di 12 persone in questo paese. Il nostro durò più di 7 mesi e non posso negare che in quella sala sentimmo con grande forza che non era possibile che quella giuria ci giudicasse colpevoli di delitti che non avevamo mai commesso.

Eravamo molto innocenti in tutto il senso della parola. Abbiamo visto sfilare testimoni della difesa e dell’accusa, e tutti, in un modo o in altro, terminarono con dare forza ai nostri solidi argomenti, che nessuno di noi aveva mai commesso attività di spionaggio contro questo paese e che Gerardo non aveva nulla che vedere con l’incidente dell’ abbattimento degli aerei.

Ma quella giuria era là non per ascoltare nè per deliberare: quella giuria aveva un pregiudizio formato da anni, vivendo in una città nella quale parlare bene di Cuba è quasi un delitto o una condanna, che fa perdere il lavoro o soffrire un attacco fisico. Quella giuria, nonostante le istruzioni date, tornava a casa dove i familiari avevano letto e visto le notizie che giornalisti pagati dal governo elaboravano per creare uno stato d’opinione contro di noi.

Quella giuria non poteva essere lontana da quella “tormenta perfetta” che in 93 pagine, tre giudici descrissero, dopo aver analizzato il nostro primo appello diretto, di anni, e che chiesero di annullare il nostro processo.

Appellerà il Governo degli USA la decisione della giuria che non è contro un bugiardo ma contro un terrorista? Farà funzionare la sua forza per rovesciare questo verdetto, come lo ha fatto nel nostro caso per rovesciare quella decisione unanime della Corte di Atlanta?

Dove andrà tutto quello che è stato dimostrato, anche se molto limitatamente, sulla complicità di Posada Carriles nelle operazioni terroristiche contro Cuba, in cui Fabio ha perso la vita?

Le conclusioni di Pertierra vanno lette, come tutto quello che è stato scritto nei giorni di questo vergognoso processo.

Le domande possono essere molte. Commentando brevemente, ieri, con mia madre, questo insolito verdetto, quando abbiamo parlato qualche minuto per telefono, lei mi ha detto con l’intelligenza che la caratterizza: “Quest’uomo sa molte cose”...

Il 9 giugno del 2001, data annunciata, dopo che fummo dichiarati colpevoli di tutte le accuse, tornando nella mia cella, scrissi questi versi che seguono.

La ragione è come un braccio colossale, che alza la giustizia dove non possono raggiungerla le grettezze degli uomini.”

José Martí.

NELLA MIA VERITÀ

Dove sta la ragione? Se lo sono chiesto.

Ma tra timori e altre cose indegne

si perse la chiave

e la ragione restò dietro la porta,

e io resta chiuso dall’altro lato,

in questo mondo, che non è quello che amo.

E anche se rapido il cielo si coprì di ombre,

sappiano i tanto felici della loro ultima ingiustizia

che nella mia audacia il terrore non funziona,

che nel mio onore l’ignominia non lavora,

che la mia virtù, la grettezza non l’impressiona,

che nella mia verità, la dignità coabita,

che nel mio amore giunge sempre l’allegria.

L’allegria di sapere che la solidarietà di migliaia e migliaia di amici di tutto il mondo ci accompagnerà sino al ritorno. L’allegria di vedere il nostro popolo difendere le sue conquiste, di sapere che i nostri pionieri hanno svolto un Congresso molto positivo, dove hanno ratificato la loro decisione di non tradire mai la nostra Storia, Fidel e Raúl.

L’allegria con cui ho terminato di dipingdre la prima farfalla endemica della nostra bella Isola.

Cinque abbracci.

 

Vinceremo!

 

Tony - FCI Florence

 

9 aprile del 2011

 

Il MESSAGGIO DI RAMÓN

Fratello mio,:

Ho appena letto l’ultimo di Pertierra su El Paso. Grazie!

Questo verdetto è semplicemente una vergogna e una nuova macchia sul sistema giudiziario di questo paese.

Sono questi errori storici quelli che creano i mostri come Posada e tutti i suoi accoliti, demoralizzano il governo di questo paese e fanno cadere come una spada di Damocle un peso enorme sulle persone decorose e onorate che vi vivono.

Confidiamo sempre nel meglio e non nel peggio dell’essere umano e siamo convinti che questo episodio passerà ad ingrossare le fila dell’infamia, come con Sacco e Vanzetti, i Rosenberg e tanti altri casi similari al nostro.

Ma alla fine la luce della verità vincerà sempre al disopra dell’odio e dell’ignoranza di alcuni. A Pertierra, il nostro abbraccio fraterno e fermo, che questo fatto ci da più forza per continuare ad esigere giustizia e castigo per i terroristi e per tutti quelli che disprezzano e ammazzano i popoli.

Ogni volta mi sento più onorato di stare esattamente nel lato opposto di questa Storia; ogni volta mi sento più onorato di stare precisamente dal lato opposto di questa storia assieme ai mie quattro fratelli, a lato di tutto il nostro popolo e di tutta la dignità dell’ universo.

Cinque abbracci

Ramón

(Traduzione Gioia Minuti)

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Il Presidente dell’Ecuador Rafael Correa,ha criticato il silenzio sui 5/Libertà  per i Cinque,già 

 
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Il Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha criticato il silenzio sui cinque

e la doppia morale che cerca di occultare l’ingiusta detenzione dei Cinque antiterroristi prigionieri politici degli Stati Uniti.

Lì tengono Cinque cubani prigionieri contro ogni logica, senza comunicazione con le famiglie, reclusi non per aver spiato per Cuba ma per aver eviatato attentati contro Cuba da parte dei terroristi della comunità cubana di Miami”, ha commentato Correa durante un’intervista ad una radio.

Il mondo tace e questa morale fa vergogna! Si deve guardare bene dove si attenta ai diritti umani!”, ha detto ancora il presidente ecuadoriano.

(Notimex/ Traduzione Granma Int.)


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Libertà per i Cinque, già

La chiedono i professionisti del diritto di molti paesi

Olga Mesa, presidentessa della Società Cubana di Diritto Civile e della Famiglia, ha affermato a L’Avana che il caso di Cinque Eroi prigionieri politici degli Stati Uniti, dimostra innumerevoli violazioni della legislazione internazionale.

In esclusiva per la AIN, la dottoressa in Scienze Giuridiche ha fatto riferimento alle illegalità commesse nel processo giudiziario contro Antonio Guerrero, Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino e Fernando González, reclusi per aver avvisato il loro paese delle azioni criminali organizzate dai gruppi anticubani radicati nella Florida.

Olga Mesa ha spiegato che le autorità nordamericane hanno impedito o ostacolato le visite dei familiari ai Cinque, senza giustificazione legale alcuna, e questo è una violazione ai principi della Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino e a quelli del Codice di Famiglia.

L’esperta ha fatto queste dichiarazioni al termine della prima metà delle sessioni della VI Conferenza Internazionale del Diritto di Famiglia, che termina oggi nell’Hotel Nazionale e nella sede dell’Unione Nazionale dei Giuristi di Cuba, UNJC.

L’argentina Marisa Herrera ha offerto la conferenza ‘Autonomia della volontà e ordine pubblico nel diritto della famiglia contemporanea: Nuovi dilemmi o vecchie tensioni da una prospettiva rinnovata’.

Successivamente le è stato conferito il titolo di Membro d’Onore della Società cubana del Diritto Civile e di Famiglia, della UNJC.

Partecipano all’incontro professionisti del paese anfitrione e di Brasile, Costa Rica, Colombia, Spagna, Messico e Argentina. (Traduzione Granma Int.). •

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Richard Klugh: il caso dei Cinque richiede un finale favorevole

 

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Richard Klugh: il caso dei Cinque richiede un finale favorevole

 

6.04.11 - www.granma.cu (ain)

L’avvocato statunitense Richard Klugh, integrante dello staff della difesa dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, ha detto che questa ingiustizia richiede una soluzione favorevole.

In una dichiarazione pubblicata dal settimanale Trabajadores, Klugh ha detto che all’inizio di quest’anno ha lavorato a L’Avana con l’avvocato Leonard Weinglass - recentemente scomparso - al miglioramento di una presentazione per il processo giudiziario di questi Patrioti, riferendosi ai riassunti legali negli habeas corpus degli appelli presentati da Antonio Guerrero e Gerardo Hernández che, con Ramón Labañino, Fernando González e René González, sono reclusi ingiustamente da più di dodici anni.

Gli argomenti, ha commentato, si basano su aspetti tali come la manipolazione delle prove del Pubblico Ministero, sullo sforzo di pregiudicare i Cinque con false accuse attraverso la stampa, con pagamenti segreti ai giornalisti; l’assenza di una base legale per le condanne e gli errori legali in tutto il processo. Queste considerazioni sono state presentate in un riassunto di 40.000 parole in maniera dettagliata e indiscutibile, che stabilisce la necessità di revocare le condanne”.

Questa è l’unica opportunità legale che abbiamo di andare davanti alla Corte Federale di Miami e dimostrare le violazioni fondamentali dei Diritti dei Cinque da parte del Pubblico Ministero ed anche la loro innocenza per le accuse più gravi, compresa l’ingiusta accusa contro Gerardo, per l’abbattimento di due aerei, nel 1996.

Questo è l’ultimo passo del processo federale negli Stati Uniti e dobbiamo utilizzalo per rivelare i fatti che assolvono Gerardo e mostrano l’ingiustizia che è avvenuta a Miami”.

Poi Klugh ha precisato che la combinazione d’innocenza dei Cinque, con tante violazioni dei loro diritti di base, è un fatto che il mondo non può ignorare.

Utilizzeremo tutti i mezzi legali con la speranza di finalmente convincere gli interessi politici sull’ingiustizia delle condanne e delle sentenze inflitte ai Cinque.

Non abbandoneremo mai questa battaglia e se la Corte non valuta adeguatamente le necessità della legge, ci appelleremo anche alla Corte Suprema”, ha sottolineato.

Le missioni che i cinque realizzavano in territorio nordamericano hanno permesso di conoscere in anticipo e d’ostacolare i propositi dei gruppi dei terroristi nemici di Cuba, e di neutralizzarli, evitando nuovi lutti nella famiglie cubane - ed anche in quelle nordamericane - dopo le migliaia di vittime provocate dai criminali piani orditi.

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Il 5 per i Cinque

 
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Il 5 per i Cinque


•  Nella Parrocchia della Chiesa Cattolica S. Luca Evangelista si è svolto un incontro di sensibilizzazione per i Cinque agenti dell’antiterrorismo cubani detenuti da oltre 12 anni nelle carceri degli Stati Uniti
• Di seguito abbiamo l’autorizzazione e il piacere di pubblicare una nota di un amico, Antonino Serra, un cattolico praticante, parrocchiano partecipante all’iniziativa di Roma, pomeriggio del 4 Aprile 2011:

Continuando nell’impegno di sensibilizzare cittadini impegnati in realtà ecclesiali e/o in difesa dei diritti sociali e della tutela della dignità della persona alla drammatica vicenda di cinque agenti cubani
dell’antiterrorismo, accusati di spionaggio arrestati e detenuti ingiustamente negli Stati Uniti, Luciano Vasapollo – Docente dell’Università “La Sapienza” di Roma e Vice Presidente del “Comitato Italiano Giustizia per i 5” – ha indetto un incontro sul tema presso la Parrocchia S. Luca Evangelista di Roma al quale, fra gli altri, erano presenti anche. Vladimir Perez Consigliere politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia e Don Remo, Parroco della Chiesa S. Luca Evangelista.
Nell’occasione, con l’ausilio del documentario (del 2008) intitolato “10
anni di ingiustizia” del regista Bruno Di Marcello,curato dalla rivista Nuestra America sono stati proposti i drammatici risconti della vicenda, le condizioni disumane e vessatorie alle quali sono sottoposti cinque agenti cubani “infiltrati” in ambienti della mafia di Miami, che hanno operato d’intesa con colleghi americani per contrastare attività terroristiche a Cuba che hanno causato vittime fra la popolazione civile (compreso un cittadino italiano, Fabio Di Celmo, morto in un attentato mentre era nell’Isola come semplice turista), oltre alle iniziative promosse dalla rivista Nuestra America per far conoscere questo evento all’opinione pubblica nazionale ed internazionale.
Questo impegno avviato in ambienti della società civile e nelle Parrocchie della Chiesa Cattolica prescinde da contenuti ideologici ed intende evidenziare la violazione dei diritti civili, umani e politici garantiti dall’articolo 14 della Convenzione internazionale dei diritti dell’uomo, peraltro già denunciata dalle Nazioni Unite. A tre dei Cinque detenuti è addirittura impedito di avere contatti con le proprie famiglie e il costante stato di isolamento nel quale sono relegati non consente loro di conoscere il sostegno che, pur con molta fatica e nella costante indifferenza dei media, si cerca di ottenere per fare giustizia nei loro confronti.
Il Prof Vasapollo con l’associazione Nuestra America si propone di ripetere incontri analoghi anche in altre Parrocchie (il prossimo 5 maggio si recherà in un quartiere di Napoli fra i più esposti all’infiltrazione camorristica) e in ambienti collegati in analogia con quanto avviene anche in altri Paesi con l’egida del Comitato Internazionale per i cinque, ritenendo fondamentale far conoscere, anche con il semplice passaparola, il caso descritto.
In tal modo si tenta di sollecitare l’attenzione del Presidente degli Stati Uniti verso i militanti dell’associazionismo solidale e i settori ampi di cittadini e delle Comunità Cattoliche uniti nel richiedere una iniziativa in favore della scarcerazione dei cinque prevista dalla legislazione fra i poteri conferiti al Presidente USA.
Particolarmente importante a questo riguardo è la recente posizione assunta dall’ex Presidente Jimmy Carter che, in una intervista rilasciata dopo una visita a Cuba, invitato ad esprimersi sul caso dei cinque agenti cubani detenuti negli Stati Uniti, ha dichiarato che la vicenda dovrebbe essere definitivamente risolta con la loro liberazione.
Nel suo intervento a conclusione della manifestazione Don Remo, Parroco di S. Luca Evangelista, ha posto l’accento sul rispetto e sulla difesa di ogni persona umana quali valori “non negoziabili” da tutelare e sostenere oltre qualsiasi forma di ideologia o di credo politico. Tale impegno, pertanto, non può essere dimenticato o, peggio, negato a persone detenute (e alle rispettive famiglie) che, come ampiamente documentato, appaiono immuni dalle accuse loro addebitate in totale dispregio dei più elementari diritti umani.

Ig/rob

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Antonino Serra

cinque eroi cubani:Intervista di Annalisa Melandri a Olga Salanueva e Adriana Pérez

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 Olga(izquierda) y Adriana (derecha) con sus esposos en una fotografía de hace 12 años
 

Olga Salanueva e Adriana Pérez: chiediamo a tutto il mondo di intensificare la campagna per la liberazione dei 5 cubani.


Si può vivere dodici anni per la libertà della persona amata detenuta ingiustamente? Si può vivere dodici anni lottando con la stessa forza fin dal primo giorno? Adriana Pérez e Olga Salanueva, mogli rispettivamente di Gerardo Hernández e di René Gonzáles, due dei cinque cubani detenuti negli Stati Uniti dal 1998, ci raccontano in questa intervista (realizzata durante un loro viaggio in Italia nella primavera scorsa) le loro vite, le difficoltà, i desideri, le lotte. Una chiacchierata tra donne più che un’intervista, esplorando delicati sentimenti di affetto e amore ma sempre accompagnati da una forza e una determinazione ammirevoli. Non ci sono dubbi che i cinque cubani , Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Fernando González y Antonio Guerrero, i quali, ricordiamo, furono arrestati a Miami (dove stavano svolgendo indagini sui gruppi anticastristi che progettavano attentati terroristi a Cuba) e i loro familiari, siano veri uomini e donne di pace, per star sacrificando le loro vite e la loro libertà per la sicurezza del popolo cubano.

Adriana e Olga non vedono i propri mariti da dodici anni. Le autorità statunitensi hanno negato loro il visto e quindi la possibilità di visitarli, circa una decina di volte con argomenti diversi, come il fatto che si tratti di possibili immigranti o che rappresentano una “minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Olga ha potuto visitare René in carcere soltanto i primi due anni di detenzione, poi è stata deportata dagli Stati Uniti come forma di ricatto perché lui non voleva ammettere l’infame accusa secondo la quale stava spiando il governo statunitense.

Olga e Adriana sono due donne tenere e innamorate, ma soprattutto determinate, che da dodici anni percorrono il mondo denunciando la prigionia ingiusta dei loro mariti da parte di un governo arrogante e prepotente. Un governo che lascia passeggiare tranquillamente per le strade di Miami il terrorista cubano Luis Posada Carriles reo confesso di vari attentati contro Cuba (tra i quali quello che costò la vita al nostro Fabio Di Celmo). Lo stesso Posada Carriles sul quale stavano indagando a Miami i 5 cubani e che per questo furono arrestati.


A.M.: Olga e Adriana, che condanne stanno scontando Rene e Gerardo?

OLGA: René è stato condannato a 15 anni di carcere e Gerardo, che ha la condanna più dura, deve scontare due ergastoli più 15 anni. Sono detenuti entrambi dal 12 settembre 1998.

AM. : Che tipo di contatti avete con loro?

OLGA : Abbiamo dei contatti tramite le telefonate che possono essere fatte esclusivamente dal carcere verso l’esterno. Hanno a disposizione una certa quantità di minuti che devono utilizzare per parlare con gli avvocati, con i funzionari del governo cubano che sono quelli che trasmettono tramite il consolato le notizie dei familiari e con le proprie famiglie. Alla fine rimane veramente poco tempo per parlare con noi.

L’altro modo è tramite la posta ma questa forma di comunicazione è compromessa dalla censura del carcere così come accade anche per le telefonate. Queste sono registrate tutto il tempo e anche la posta è controllata. Tuttavia non è importante, la cosa importante è il tempo che impiega una lettera ad uscire o a entrare in carcere, specialmente nel caso di Gerardo che sconta la pena più dura e al quale ostacolano anche maggiormente la corrispondenza: una lettera indirizzata a lui può impiegare anche più di due mesi per arrivare; nel suo caso inoltre è anche violata la legge sulla corrispondenza. Questo molte volte ha interferito in alcuni momenti importanti del processo rispetto ai dibattimenti. Non ha potuto avere e controllare tutta la documentazione che si doveva presentare alla Corte Suprema, nonostante fosse il più coinvolto nel caso. Quindi la comunicazione con loro è minima, cerchiamo di approfittare al massimo; il maggior tesoro che abbiamo sono quei due o tre minuti di telefonate, a volte perfino 15, ma a volte quei pochi minuti devono essere condivisi.

Per noi sono molto più importanti le telefonate perché attraverso la posta, sebbene puoi esprimere tutti i tuoi sentimenti, questa impiega troppo tempo per arrivare. Inoltre ultimamente nelle carceri federali è stata approvata la posta elettronica, ma in due casi, quello di Fernando e di Gerardo loro hanno la proibizione assoluta di usare la posta elettronica e anche per gli altri tre ai quali è stata autorizzata, può essere che una mail gli arrivi dopo due, tre giorni, o quattro giorni.

AM.: Avete figli?

ADRIANA: No, Gerardo ed io non ne abbiamo.

OLGA: René ed io abbiamo due bambine che non sono più tanto bambine, la maggiore compie 26 anni e la più piccola 12. Noi siamo sposati da 27 anni, siamo i più grandi del gruppo.

A.M.: Avevate nutrito in qualche momento delle speranze con l’elezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti?

ADRIANA: Sappiamo che ogni amministrazione ha una posizione ben definita rispetto a Cuba, ma l’ingiustizia verso i 5 è evidente, loro hanno trascorso già troppi anni in prigione. Quello che è certo è che abbiamo fiducia nella pressione che da ogni parte del mondo si può esercitare verso l’amministrazione di Obama, tenendo presente che si tratta di una amministrazione un po’ più ricettiva ai reclami internazionali delle precedenti. Ciò nonostante è passato già un anno e mezzo dalla sua elezione e non abbiamo avuto nemmeno il gesto di buona volontà della concessione del visto. Ovviamente abbiamo molta più fiducia nelle iniziative che la gente può intraprendere per spingere Obama e la sua amministrazione a prendere una decisione. In questo modo si potrebbe dimostrare che la decisione che lui prende non è solo una sua decisione personale ma è frutto di una richiesta internazionale, che si sappia cioè che a livello internazionale c’è attenzione rispetto a questo governo e alla giustizia. E’ proprio per questo che facciamo una richiesta a tutto il mondo, e cioè che si intensifichi la campagna di liberazione per i 5. E’ il momento di dimostrare agli Stati Uniti che il loro operato è osservato da tutto il mondo. Sappiamo anche che Obama non agirà mai volontariamente e spontaneamente, per questo bisogna fare pressioni e non con azioni isolate, ma cercando di fare in modo che ogni giorno gli arrivino i messaggi, che arrivino le informazioni, che arrivino le richieste, per ottenere che si metta fine a questa ingiustizia e che non si ottenga per vie legali ma tramite pressione internazionale.

A.M.: Avete provato ad ottenere un incontro con Obama?

OLGA: Magari potessimo avere l’opportunità di incontrarci personalmente con lui! Abbiamo cercato di arrivare a lui in modi diversi, attraverso personalità, attraverso persone solidali in Parlamento… Non possiamo vedere Obama perché lui non va a Cuba e noi non possiamo andare negli Stati Uniti. I familiari, ai quali sono consentite le visite, ottengono i visti con condizioni molto specifiche. Rispetto al luogo di accesso, cioè per dove devono entrare, rispetto alla città dove devono stare, che deve essere quella dove si trovano i detenuti, inoltre hanno proibizione assoluta di accesso a qualsiasi incontro, a qualsiasi intervista, non possono avvicinare nessuna personalità nel momento in cui hanno il visto in territorio statunitense. Questo gli viene concesso solo ed esclusivamente per recarsi in carcere ed effettuare la visita di quel mese e fare ritorno, quindi se non possono vedere un giornalista, molto meno nessuno di noi potrà avere accesso alla Presidenza.

Come diceva Adriana la cosa più importante adesso è il lavoro delle persone solidali che ci permettono in forma indiretta di arrivare all’amministrazione Obama. Evidentemente le voci dei 5 non sono ascoltate, non sono ascoltate le voci dei familiari e nemmeno del popolo di Cuba e del governo cubano che si è espresso apertamente a favore della liberazione dei 5.

A.M. : Uno sguardo femminile e rivoluzionario alle vostre vite…

OLGA: Noi, le mogli e le madri, la parte femminile della famiglia, viviamo la maggior parte del tempo in attesa. Rimangono solamente tre madri, le altre sono morte, quella di Gerardo recentemente. Quelle che sono ancora in vita vivono con gli altri figli, soffrendo giorno dopo giorno in attesa della liberazione di quelli in prigione. Rispetto alle mogli, due coppie non hanno figli, Adriana e Gerardo e Rosa Aurora e Fernando. Loro vivono sole nelle loro case aspettando i loro mariti.

Economicamente siamo tutte indipendenti, siamo professioniste, in diversi settori. L’aspetto economico non è quello più importate, godiamo come tutti i cubani della sicurezza sociale, della tranquillità cittadina, ma ci manca la cosa fondamentale. Io e Gerardo e Ramón e sua moglie abbiamo figli. Ramón ha una figlia maggiore da un altro matrimonio che vive con la madre e con Elizabeth ha due figlie, una bambina di 13 anni e una ragazza di 17 ed io ho le due di cui ti ho parlato.

E’ molto difficile… non ti nego che è molto difficile, giorno dopo giorno, perché non si tratta né di due mesi e nemmeno di due anni, sono 12 anni trascorsi con la tristezza di non avere nostro marito in casa. I nostri matrimoni sono stati matrimoni d’amore e ogni coppia quando si forma fa dei progetti per vivere insieme, per trascorrere la vita insieme, per avere figli, per fare piani futuri. Tutto questo un giorno si è paralizzato, ma dobbiamo andare avanti, dobbiamo passare sopra a tutto questo perché dobbiamo vivere per avere la forza di continuare a lottare, affinché loro possano tornare a casa prima di quando il governo degli Stati Uniti abbia programmato, che nel caso di Gerardo è mai più.

Quindi è molto difficile stare sole, tornare a casa la sera e chiudersi la porta alle spalle. Nel caso per esempio di quelle che non hanno figli lo è ancora di più, senza nemmeno la confusione dei figli in casa, perché quella confusione ti aiuta a riprendere le forze non solo per te stessa, ma anche per loro e il tempo passa più velocemente. Nel caso di quelle che sono sole è difficile restarlo un giorno in più e poi un altro e poi un altro ancora, le speranze a volte si affievoliscono, come quando vediamo che da un punto di vista giuridico non ci sono sviluppi. Per questo la famiglia è così importante, le persone invecchiamo, perdi i tuoi affetti, questo aspetto è veramente difficile.

Noi pensiamo sempre prima a loro, se noi siamo sole, se tutto questo è molto difficile da un punto di vista affettivo, che cosa staranno passando loro chiusi in celle d’isolamento per tanti mesi? Cosa staranno passando con tanto tempo senza comunicare, mentre cercano di impedirgli anche di ricevere una lettera, vedendo che non ci sono speranze di uscire presto. Questo ci dà la forza perché noi dobbiamo essere le loro voci, la loro possibilità di muoversi, di avere amici, di cercare voci… questo siamo noi, perché loro non possono.

Quindi la lotta per la loro libertà diventa il cardine dei nostri giorni, tutti i giorni lottiamo per questo, ma quando torniamo nelle nostre case dopo il lavoro, quando cuciniamo, puliamo la casa, andiamo dormire, in quel momento la nostra mente ritorna lì, non riposa, non riposiamo mai. Ricordiamo anche che loro si trovano in quel luogo per difendere la vita e che questo ha colpito il popolo cubano da vicino: sono molte le famiglie che vanno a dormire la sera pensando alle persone care che hanno perso negli attentati terroristi. Allora ci diciamo che loro si trovano lì per avvertire il nostro popolo del pericolo e dobbiamo fare di tutto perché escano per continuare a difendere la vita.

di Annalisa Melandri

www.annalisamelandri.it

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L'Ex Presidente USA Jimmy Carter chiede la fine del bloqueo e la liberazione dei Cinque cubani

 
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L'Ex Presidente USA Jimmy Carter chiede la fine del bloqueo e la liberazione dei Cinque cubani

L'Avana (Prensa Latina) L'ex presidente USA Jimmy Carter si è pronunciato per il fine del bloqueo degli Stati Uniti contro Cuba e per la liberazione dei Cinque cubani incarcerati da più di 12 anni nelle carceri nordamericane. In una conferenza stampa nel Palazzo delle Convenzioni di questa capitale, prima di finire la sua visita sull'Isola, Carter patrocinò per l'eliminazione della legge Helms-Burton, testo che codifica il bloqueo economico, commerciale e finanziario di Washington.

Secondo la sua opinione, il giudizio a Miami ai lottatori antiterrorista, (più tardi si è riunito con i familiari), è stato criticato per il suo carattere confuso, perfino dagli stessi giudici e per questo ha fatto un appello affinché fossero liberati.

Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez compiono pene che vanno da 15 anni fino a doppio ergastolo più 15 anni, per penetrare organizzazioni terroristiche che agiscono contro Cuba dagli Stati Uniti.

Nelle sue dichiarazioni, Carter ha ricordato la riunione sostenuta durante questa visita col presidente Raul Castro, come con vecchi amici, e lo stesso con il leader della Rivoluzione, Fidel Castro.

L'ex mandatario nordamericano ricordò come durante il suo governo si è trattato di mantenere delle buone relazioni, con la creazione degli uffici di interessi di entrambi i paesi per facilitare i vincoli ed il sollevamento di restrizioni ai viaggi.

Allo stesso tempo, si pronunciò per l'eliminazione di Cuba della lista statunitense di nazioni che promuovono il terrorismo, all'essere riconosciuta la cooperazione tra i servizi di intelligenza dei due paesi contro attività terroristiche nella regione.

Carter ammise che in incontri con ambasciatori di nazioni latinoamericane qui accreditati l'espressero le difficoltà per il trasferimento di fondi di cooperazione verso Cuba per le restrizioni bancarie che Washington mantiene, accresciute nei due anni di governo di Barack Obama.

Pronunciandosi a beneficio di un miglioramento nelle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba, l'ex presidente patrocinò per eliminare tutte le restrizioni per i viaggi dei nordamericani verso l'Isola.

Carter ha manifestato che ha ricevuto delle informazioni sui preparativi del Congresso del Partito Comunista di Cuba e di migliaia di suggerimenti fatti dalla popolazione per essere incorporate ai documenti ed agli accordi di questo evento.

La vigilia, l'ex mandatario è stato ricevuto dal presidente Raul Castro con chi scambiò sull'attualità internazionale e le relazioni tra entrambe le nazioni.

Carter e la delegazione che l'accompagna percorsero questo lunedì il Patronato della Comunità Ebraica, dove dialogarono con Adela Dworin, presidentessa di questa Comunità a Cuba, e Hella Eskenazi, la sua segretaria esecutiva.

Posteriormente, si riunì per poco più di un’ora a porte chiuse col Cardinale Jaime Ortega, arcivescovo de L'Avana.

Ig/jrr/et

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Cinque eroi cubani :Sono andato a Miami per porre fine alla violenza contro il mio paese

 
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Sono andato a Miami per porre fine alla violenza contro il mio paese

Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti

Distretto sud della Florida

Caso n. 10-21957-Civ-Lenard

Criminal Caso n. 98-721-Cr-Lenard

Gerardo Hernández, Richiedente

Gli Stati Uniti, Sollecitato


Io, Gerardo Hernandez, dichiaro, sotto la pena di commettere spergiuro, che:

1. Io sono il richiedente sopra riportato e rilascio questa dichiarazione giurata a sostegno della mozione per interrompere, annullare o correggere il processo e la condanna del 28 USC 2255, depositata il 14 giugno 2010.

2. Al processo sono stato rappresentato da Paul A. McKenna, un avvocato nominato dal Tribunale, che esercita a Miami, in Florida. Non l'avevo conosciuto prima. Non ricordo se il signor McKenna ed io avessimo avuto una conversazione prima del processo relativamente al tema della separazione dei processi.

3. Quello che però ricordo è che non mi ha mai spiegato che era possibile avere un processo separato per il III capo di imputazione , nel quale io avrei avuto il diritto di testimoniare a mio nome in relazione all'accusa di cospirazione a commettere omicidio, senza pregiudizi per altre accuse , ed altri imputati. Se avessi saputo questo, avrei insistito per esercitare il mio diritto di testimoniare in mia difesa nel processo per di cospirazione a commettere assassinio, per mostrare che sono state erronee le interpretazioni delle prove fatte dal pubblico ministero, e per dare alla giuria la conoscenza della verità.

4. Il signor McKenna non mi ha mai spiegato che in un processo separato io avrei potuto garantire la deposizione di uno o più degli altri testimoni senza che loro dovessero scegliere tra l’auto incriminazione o il rifiuto a fornire rilevanti prove pertinenti al mio processo per cospirazione a commettere assassinio .

5. Ciò che non ho mai capito, perché non mi era stato mai spiegato finora, è che, secondo la legge degli Stati Uniti, io avrei potuto chiedere un processo separato in relazione all'accusa di cospirazione a commettere omicidio, per avere la possibilità di testimoniare e presentare prove rilevanti in mia difesa. Io non ho mai avuto alcuna esperienza precedente del sistema giudiziario degli Stati Uniti, e non ero consapevole del fatto che uno stralcio avrebbe consentito una simile possibilità. Se lo avessi saputo, avrei insistito affinchè il mio avvocato facesse di tutto per garantire il processo separato per tale capo di imputazione. Se il III capo di imputazione fosse stato giudicato separatamente, avrei testimoniato a difesa della mia innocenza.

6. Se avessi saputo di poter avere un processo separato per il III capo di imputazione, al mio processo avrei testimoniato, in sostanza, quanto segue:

A. Prima degli eventi del 24 febbraio 1996, e fino ad oggi, io non sapevo nulla di un presunto complotto per abbattere un aereo degli Hermanos al Rescate ( Fratelli al Riscatto ndt ).

B. Nessuna delle missioni a cui ho partecipato prima del 24 febbraio 1996 erano destinate a far parte di un presunto piano, nè ero consapevole del fatto che alcune delle mie azioni potessero contribuire alla realizzazione di qualche presunto piano, semprechè esistesse.

C. Dal momento che non sapevo nulla di qualsiasi presunto complotto per abbattere qualsiasi aereo, men che meno ho tentato di contribuire, né avevo alcuna conoscenza di nessun presunto piano, che si proponesse di abbattere un velivolo nello spazio aereo internazionale o nella giurisdizione marittima e territoriale degli Stati Uniti, come si presume nel III capo di imputazione.

D. Durante il periodo passato in vacanza a Cuba, dall'inizio del novembre 1995 fino al mio ritorno a Miami il 26 gennaio 1996, non ho ricevuto alcuna informazione da nessuna fonte riguardo il presunto complotto per abbattere aerei, o di alcun tentativo di minacciare , avvertire o di combatterli militarmente, ma mi resi conto dalle dichiarazioni pubbliche rilasciate dal governo cubano, che non sarebbero state più tollerate ulteriori violazioni della sovranità cubana da parte degli aerei degli Hermanos al Rescate, come quelle avvenute dal 9 al 13 gennaio 1996.

E. Avrei testimoniato che in nessun riferimento o appunto, che io ho potuto fare nella relazione di bilancio, può essere letto di aver mai ricevuto fondi dal "Quartier Generale" o dal "MX", come ha suggerito il governo o che io sia mai stato presente ad alcun incontro nel centro di comando.

F. Io avrei spiegato alla giuria che, dal momento che ero un agente sotto copertura, mi era stato severamente vietato di entrare in qualsiasi struttura collegata ai servizi segreti, perché tale comportamento avrebbe potuto rivelare la mia vera attività e mettere a repentaglio la mia missione. Questo era così anche a Cuba, dove sapevamo che gli Stati Uniti avevano agenti del controspionaggio.

G. Avrei anche testimoniato che mi è stato illustrato un piano chiamato "Operazione Venezia", ​​che fu progettato con l’obiettivo di "neutralizzare le azioni controrivoluzionarie degli Hermanos al Rescate”, concepito dalla Direzione di Intelligence all’inizio del dicembre 1995. Vedere l'Appendice B allegata Memorandum 2255. Il suo scopo era quello di "richiamare l'attenzione nazionale e dell'opinione pubblica internazionale" mediante il ritorno a Cuba di Germain ( Roque ) ed una successiva denuncia pubblica nei confronti delle attività degli Hermanos al Rescate che continuavano a violare la sovranità di Cuba e le leggi del diritto internazionale.

H. Io sono stato incaricato di lavorare per garantire il suo ritorno "a fine febbraio o agli inizi del marzo 1996."

I. Avrei spiegato che in nessun momento, né durante il mio soggiorno a Cuba, nè prima e nè dopo, ci sia mai stata alcuna menzione di nessun piano per abbattere aerei degli Hermanos al Rescate in nessun luogo, nè qualsiasi altra forma di comunicazione che mi consentisse credere o sospettare l'esistenza di un tale piano.

Nessuno mi espresse in nessun momento alcuna preoccupazione in relazione alle attività degli Hermanos al Rescate, , laddove volassero nello spazio aereo internazionale. Tuttavia, si produssero alcune inquietudini per le dichiarazioni pubbliche rilasciate degli Hermanos al Rescate secondo le quali avrebbero tentato di continuare a condurre operazioni nello spazio aereo cubano, in violazione della sovranità cubana.


J. Se avessi avuto la possibilità di testimoniare, avrei spiegato alla giuria che, durante i mesi trascorsi fuori da Miami, il mio lavoro fu portato avanti da un altro agente, il A-4 (a me noto solo come A-4 o Miguel. Io non conosco il suo vero nome.). Si trasferì nel mio appartamento a North Miami e gli consegnai il mio dischetto di decodifica, il quale conteneva un programma che permetteva all'utente di decodificare i messaggi da e verso Cuba.


Ognuno aveva il proprio computer portatile. Io portai con me il mio quando andai a Cuba. Anche se questi portatili non potevano inviare o ricevere messaggi, avevano la capacità di elaborare una serie di numeri ricevuti da segnali radio ad alta frequenza, e potevano trasformarli in un messaggio coerente, ma solo con l'ausilio di un dischetto contenente il programma di decriptazione . C’era soltanto un dischetto nell’appartamento ed io glielo lasciai ad A-4 quando andai in vacanza a Cuba.


K. Quando ritornai nel mia dimora a North Miami, alla fine del gennaio 1996, A-4 rimase e continuò ad utilizzare il floppy per la decodifica. Lui era il comandante, dal momento che io ero solo un tenente e mi superava in grado. Per diversi mesi, fino alla sua partenza, il dischetto rimase nelle sue mani utilizzandolo per inviare e ricevere messaggi. I messaggi furono inviati con un codice che era comune ad entrambi, ma in quel periodo solo A-4 ha avuto la capacità di decifrare i messaggi utilizzando il dischetto. Anche se avevo accesso al floppy, principalmente rimase in suo possesso. Ai primi di marzo 1996 A-4 ricevette l’ordine di restituirmi il software per la decodifica.

L. Io non ricordo di avere mai ricevuto un messaggio relativo all'operazione Scorpion. Data l'occasione, avrei dichiarato che non scrissi né inviai il messaggio del 12 febbraio 1996, classificato nel corso del processo come DG104, che fu indirizzato a "Iselin", con l’avvertenza che nessun agente sarebbe dovuto volare sugli aerei degli Hermanos al Rescate per il fine settimana dal 24 al 27 febbraio 1996. Io non ho mai parlato di quell’ agente con quel nome, dal momento che preferivo utilizzare l’altro suo nome in codice, "Castor", come viene evidenziato da molte altre prove. (Durante il processo il governo ha sostenuto che "Castor", era René González). Non so perché il mio nome è stato inserito come firmatario di quel documento. Tra le centinaia di rapporti che facevano parte dei documenti sequestrati, questo, per quanto ne sappia, era l'unico teoricamente firmato da due agenti.


M. Avrei voluto dire alla giuria che, dal momento che conoscevo il lungo elenco delle provocazioni degli Hermanos al Rescate, e di che tipo di risposta avevano ricevuto fino a quella data, qualsiasi conflitto pensato al di fuori dello spazio aereo territoriale cubano, era qualcosa di cui io non avrei mai potuto immaginare, anche perché conoscevo lo sforzo che le autorità cubane stavano facendo per evitare qualsiasi azione che potesse provocare una risposta militare degli Stati Uniti e le sue terribili conseguenze. La teoria che Cuba avrebbe sviluppato un piano per affrontare gli aerei in acque internazionali è stata per me – ed è ancora - assurda ed irrazionale.

N. Io avrei spiegato che non vi era alcuna base razionale per credere che né Roque nè Castor avevano la possibilità di volare con gli Hermanos al Rescate quel fine settimana. Roque non avrebbe potuto volare con gli Hermanos al Rescate quel fine settimana perché lui a quel tempo era già sulla via del ritorno a Cuba, mentre Castor era da più di un anno che non più volava con gli Hermanos al Rescate, e non faceva più parte dei loro piloti.

O. In ogni caso avrei informato la giuria di vicende che avrebbero contraddetto la tesi della pubblica accusa secondo cui in qualche modo io avrei avvisato L'Avana che nessuno avrebbe partecipato ai voli e che questa informazione avrebbe quindi consentito l’abbattimento dell’aereo. In un processo separato per il III capo di imputazione, avrei testimoniato che non avevo mai scritto o comunicato in nessun modo che Roque e Castor non avrebbero volato quel fine settimana, o che erano stati avvertiti di non farlo.

P. L’ Operazione Venezia fu un grande sforzo della direzione di Intelligence per denunciare l’ organizzazione Hermanos al Rescate, sia a livello locale sia internazionale, per le loro illecite violazioni della sovranità di Cuba, con l'intenzione di fermare le loro continue violazioni dello spazio aereo cubano. Se avessi avuto l'opportunità di testimoniare, avrei spiegato che questo progetto ha coinvolto molto di più del semplice ritorno di un agente (Roque) a Cuba, come emerso dal processo.

L’incarico di occuparmi di tirarlo fuori da Miami, fu particolarmente complicato. Roque era un pilota di MIG cubani che disertò Cuba per andare negli Stati Uniti.

A Miami è stato subito salutato come un eroe. Fu scritto un libro sulle sue imprese pubblicato e ampiamente diffuso dalla Fondazione Nazionale Cubano Americana. Fu stato assediato da gruppi e organizzazioni della comunità di Miami per tenere delle conferenze.

Era pertanto una figura pubblica. Ma era anche un uomo sposato, e la sua scomparsa sarebbe stata subito notata. E la cosa più importante è che noi sospettavamo che lui potesse essere controllato dalla contro intelligenza.

Lavorare con lui, incontrarci e prendere accordi per il suo ritorno a Cuba, ho esposto me e gli altri ad essere identificati. Farlo uscire da Miami e farlo tornare a Cuba ha richiesto uno grande sforzo, e fu necessario concentrare la mia attenzione e le mie risorse per garantire la riuscita della sua partenza e del viaggio attraverso un paese terzo.

Ho anche ricevuto pericolosi ordini dell'ultimo minuto, come quello di registrare alcuni video mentre usciva dagli uffici della FNCA di Miami.

Q. Il ritorno di Roque a Cuba e la conferenza stampa produssero importanti risultati. Lui rese pubblici i nomi ed i numeri di telefono degli agenti dell'FBI con i quali si era incontrato, così come fotografie e altro materiale che dimostrano che egli era profondamente vincolato alle organizzazioni della società civile e della comunità di Miami. Ma le cose più importanti sono state le sue rivelazioni sulla natura criminale degli Hermanos al Rescate e la loro intenzione di condurre le attività terroristiche contro il popolo cubano. Queste rivelazioni sono state, naturalmente, oscurate dai tragici eventi del 24 febbraio.

AA. I messaggi ad alta frequenza intercettati e presentati al processo, hanno rivelato che il mio ruolo fu riconosciuto e ricevetti una menzione speciale dal quartiere generale per il successo dell’Operazione Venezia, e che Roque aveva ricevuto un'attenzione speciale da parte del Comandante in Capo con il quale si incontrò due volte. In nessun momento mi fu dato un simile riconoscimento per l’Operazione Scorpion.

BB. Durante il processo, il governo ha impugnato la mia risposta al riconoscimento che ho ricevuto, quando riferendomi al nostro lavoro dissi di “averlo terminato con successo”, il che è stato interpretato come se io stessi relazionando in merito all’abbattimento degli aerei e non dell’Operazione Venezia. Niente è più distante dalla verità. Come ho già menzionato, è molto chiaro a partire dalle relazioni e dallo specifico contesto, che il riconoscimento mi era stato dato per il mio ruolo svolto nell’Operazione Venezia.

CC. Avrei voluto anche testimoniare per correggere l'errata interpretazione del linguaggio utilizzato per motivare questo riconoscimento che descrive che nel mio lavoro affrontavo "le provocazioni messe in atto dal governo degli Stati Uniti lo scorso 24 febbraio" come se si trattasse di un riferimento al presunto complotto per abbattere gli aerei degli Hermanos al Rescate. In realtà si riferiva al mio sforzo sostenuto in seguito all'abbattimento dei velivoli al fine di determinare se per quel giorno, e per alcuni giorni successivi, l'indignazione pubblica di Miami che reclamava un possibile attacco contro Cuba e le provocatorie dichiarazioni pubbliche di alcuni membri del governo degli Stati Uniti, potessero essere considerati segnali di reale pericolo per il mio paese.

DD. Immediatamente dopo gli eventi del 24 febbraio, lavorai per diversi giorni, praticamente senza dormire, raccogliendo informazioni, monitorando la TV, ascoltando la radio e leggendo molti giornali. Fortunatamente, gli Stati Uniti non risposero militarmente, però mi fu riconosciuto il merito di aver contribuito a determinare se si stava sviluppando una situazione potenzialmente pericolosa.

EE. Ed infine, il governo ha distorto le ragioni della mia promozione a capitano, il 6 giugno 1996, sostenendo che era frutto del mio presunto lavoro che permise l’abbattimento degli aerei. Se fossi stato in grado di testimoniare, avrei potuto spiegare che in realtà, a quei tempi, ero stato un tenente per quattro anni, e fui promosso in occasione dell'anniversario della fondazione del Ministero degli Interni, insieme ad altri tenenti che avevano servito impeccabilmente per quattro anni, tra cui Nilo Hernandez, un altro imputato che non ha avuto nulla a che fare con l’Operazione Scorpion, ma aveva anche lui servito per quattro anni. A Cuba, questo è il periodo di servizio, che permette di essere promosso ed io ho ottenuto la mia promozione solo su queste basi.

Sono consapevole che testimoniare al processo comporterebbe il fatto di essere sottoposto ad un controinterrogatorio. Data la mia innocenza per le accuse relative al III capo di imputazione, sarei stato disposto a sottopormi durante un processo separato per queste accuse.

Sono venuto in Florida per prestare un servizio al mio paese, disarmato, per contribuire a porre fine alla violenza contro il mio popolo e, quindi, per salvare vite umane. Il fatto di essere stato accusato di cospirazione a commettere omicidi è la cosa più estranea al mio pensiero ed alla mia realtà. Ho la speranza che questo documento possa aiutare la Corte nello sforzo per trovare la verità e ristabilire la giustizia.

Gerardo Hernández

Ha giurato e firmato di fronte a me

16 marzo 2011

(Traduzione Resistenze)

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Cinque eroi Cubani :messaggio di Tony Guerrero in memoria di Leonard Weinglass

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Messaggio di Tony Guerrero in memoria di Leonard Weinglass

 

Usa, 25 mar (Prensa Latina) Di seguito Prensa Latina pubblica il testo completo del messaggio inviato da Tony Guerrero, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’impero, nell’occasione della triste scomparsa del suo avvocato, Leonard Weinglass: “Cari amici:

Ieri nella notte è scomparso il nostro avvocato e caro amico Leonard Weinglass. La notizia mi arrivò questa mattina attraverso vari messaggi di amici e dei miei parenti.

Questa è una di quelle occasioni nelle quali non ci sono parole per esprimere il profondo dolore che si sente per la perdita di un compagno di lotta tanto indispensabile.

Nulla potrebbe prepararci per questo momento. Come il proprio Len mi insegnò molte volte, sempre nel mio pensiero ho mantenuto una speranza, la speranza che avrebbe vinto una malattia tanto rapida.

Oggi ho evocato molti momenti condivisi con lui.

Uno di questi, è stato il giorno della mia nuova sentenza nella Corte di Miami, dove Weinglass sperava che tutto fosse una questione di tramite e che io riuscissi ad ottenere la minore sentenza possibile, per la quale aveva lavorato senza riposo. Tutti conosciamo alla fine quello che è accaduto. Ma ci fu un momento molto critico, quando la giudice richiamò la pubblico ministero sulle cose che lei aveva argomentato per chiedermi 8 anni come sentenza in cotrapposizione all’ergastolo che mi fu imposto nel 2001. Io che stava di fianco a Len, potei vedere la sua reazione di disturbo e stupore, e mi guardò esclamando: “Che cosa è questo? “E io gli dissi: “Non si preoccupi, gli dica tutto quello che voglia, io mi fido pienamente di lei. E Len trovò le parole precise, perché nel suo cuore solo si albergava la forza della giustizia e la purezza della verità.

Stiamo nel bel mezzo di quello che si considera la nostra ultima risorsa legale, il habeas corpus. Con una volontà di acciaio Len scrisse in questi duri giorni a letto un memorandum che fortifica i nostri irrefutabili argomenti. È difficile pensare che non starà più fisicamente con noi, ma Len starà accompagnandoci per sempre.

Il suo lavoro ed il suo esempio serviranno sempre come guida e stimolo per tutti gli avvocati che ci seguiranno a difendere degnamente e per tutti gli amici che conformano l'indetenibile solidarietà che ci porterà di ritorno a casa.

Pensare a Weinglass mi conduce a Martí:

La morte non è verità quando si ha realizzato bene l'opera della vita...”

Perfino da morti, certi uomini ci regalano una luce dell’aurora”.

 

Cinque abbracci.

 

Vinceremo!

 

Tony

 

FCI FLORENCE

 

24 marzo 2011

Ig

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In memoria di Leonard Weinglass /Antiterroristi cubani incarcerati in USA con documenti chiave

 
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In memoria di Leonard Weinglass

 

L’Avana, 24 mar (Prensa Latina) Pubblichiamo il testo completo che ha scritto Gerardo Hernandez, uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’impero, come ultimo saluto all’amico ed avvocato Leonard Weinglass, che ci ha purtroppo abbandonato ieri, il giorno che avrebbe compiuto 78 anni. Da un’altra trincera, sono sicura che continua a seguirci nella dura lotta per la liberazione dei miei Cinque fratelli, infondendoci idee, animo, forza, come un angelo protettore contro l’ingiustizia.

Leonard, grazie….Hasta la victoria sempre!

Non molto tempo fa è venuto a visitarmi. Abbiamo lavorato per varie ore preparando i prossimi passi dell'appello. Mi è sembrato un poco stanco. Mi preoccupò che con la sua avanzata età stesse guidando solo, dopo un lungo viaggio da New York e col brutto tempo di quei giorni, per le strade pericolose montagnose che rinchiudono Victorville. Gli ho fatto l'osservazione, ma non ha prestato importanza. Così era lui, niente lo fermava.

Ogni volta che ci trovavamo pensavo la stessa cosa: in alcun momento della conversazione, ascoltandolo, la mia mente si allontanava dalle sue parole per mettersi a fuoco sulla persona, nel grande uomo, nel tremendo avvocato, nella leggenda che avevo di fronte. Qualche volta gli commentai che avevo visto le sue immagini in documentari della televisione dedicati ad importanti casi legali nei quali ha partecipato fin da giovane, e che con orgoglio ho detto ad alcuni carcerati qui: questo è l'avvocato dei Cinque. Ma non importa quanto abbia letto o ascoltato, so che, per la sua umiltà e la sua modestia, mi rimane molto da scoprire su questa vita dedicata totalmente alla parte più nobile della sua professione.

Sempre ha insistito sul fatto che il nostro caso, come altri dei quali si occupó, è essenzialmente politico, e ci ha messo in allerta che la lotta sarebbe stata lunga ed ardua. Così le sue esperienze col sistema lo indicavano. Da parte nostra, oltre alla relazione professionale, lo abbiamo sempre visto come un compagno nella battaglia per la giustizia.

E’ scomparso in un momento molto importante, ma ci ha lasciato tracciata la strada. In più di un'opportunità mi ha espresso la sua ammirazione e rispetto per gli altri avvocati della nostra squadra legale, e penso che è andato via fiducioso che il lavoro sia rimasto in buone mani.

Come altre persone che c'accompagnarono nella lotta per fare prevalere la verità e la ragione da anni, non potrà vedere il giorno nel quale trionfi la giustizia. Ma questo giorno arriverà, ed a lui, come agli altri, bisognerà fargli un immenso tributo nella nostra patria.

A nome dei Cinque, dei nostri parenti, ed a nome di milioni di cubani e fratelli del mondo che si fidarono di lui e l'ammirarono, arrivino le più sentite condoglianze ai suoi parenti ed amici.

Leonard Weinglass, Presente!

 

Gerardo Hernandez Nordelo

 

Prigione Federale di Victorville. California.

 

23 Marzo, 2011

Ida Garberi

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Antiterroristi cubani incarcerati negli USA presentano documenti chiave

Washington, 22 mar (Prensa Latina) I recenti documenti presentati da due dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti dimostrano la manipolazione del giudizio e la loro innocenza, ha affermato oggi l'attivista Gloria La Riva. In un’intervista telefonica con Prensa Latina, la membro del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque ha sottolineato che la dichiarazione giurata pubblicata da Gerardo Hernandez alla corte federale di Miami dimostra la verità irrefutabile della sua innocenza per una delle accuse contro di lui.

La Riva ha dettagliato che nel testo, Hernandez spiega per la prima volta con le sue stesse parole la sua innocenza totale relativa alle accuse false ed alla condanna ingiusta per cospirazione per commettere assassinio.

In questo documento dettaglia e chiarisce fatti e dati sull'accusa per l’abbattimento degli aerei da turismo dell'organizzazione terrorista Hermanos al Rescate, nel 1996, ha sottolineato.

Da parte sua, ha precisato La Riva, il riassunto legale presentato da Antonio Guerrero è un memorandum a sostegno della revoca della condanna che colpisce i Cinque cubani.

L'attivista commentò che il testo, di circa 25 pagine, si concentra principalmente sulla recente scoperta di una campagna mediatica contro di loro, orchestrata dal governo statunitense e dai giornalisti di Miami.

Vari influenti comunicatori di quella città della Florida hanno ricevuto decine di migliaia di dollari dall'amministrazione federale per attaccare gli antiterroristi in Radio e TV Martì, canali di propaganda contro Cuba, ed altre stazioni radio e quotidiani, ha sottolineato.

I mezzi di comunicazione ed il governo avevano una relazione molto stretta per condannarli, ha enfatizzato.

Davanti a questa situazione, La Riva segnalò che nella conferenza stampa di questo martedì gli avvocati dei cubani antiterroristi dimostrano che è stato un processo politico contro l'Isola e che queste persone difendevano il loro paese.

Ci mobilitiamo per diffondere questi documenti tra politici, comunicatori, sindacalisti ed altri settori nel mondo affinché conoscano la verità di come la Casa Bianca continua la sua ostilità contro Cuba, ha ricordato.

Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e René Gonzalez sono stati arrestati nel 1998 per informare sulle azioni di organizzazioni terroristiche anticubane radicate a Miami.

Ig/rob

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Aerei da turismo esigono libertà  per i Cinque cubani su Carnevale di Miami /

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Quotidiano francese sottolinea un battesimo dedicato ai Cinque cubani

Parigi, 16 mar (Prensa Latina) Il quotidiano francese La Marsigliese ha sottolineato in un ampio spazio il battesimo di un bambino, nel comune di Carnoules, dedicato ai Cinque cubani che sono prigionieri politici negli Stati Uniti da più di 12 anni. Nella rassegna del quotidiano della seconda città di questo paese europeo, sottolinea il singolare battesimo di Leandro Epitalon, figlio di Eric Epitalon, presidente dell'associazione di Amicizia Francia-Cuba di Var, e di sua moglie Maria.

Indica che il sindaco comunista di Carnoules, nel dipartimento di Var e la regione conosciuta come PACA (Provence-Alpi-Costa Azzurra), Henri Ceze, ha presidiato la cerimonia di battesimo repubblicano consacrato questa volta ai Cinque cubani.

Il giornale ha risaltato che si tratta di Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, condannati ingiustamente negli Stati Uniti per prevenire attività terroristiche contro Cuba.

Leandro ha altri padrini, ha precisato Ceze sottolineando l'assenza dei Cinque, incarcerati per avere dato prova di gran coraggio e valore, che ha permesso loro di guadagnare il riconoscimento ed il rispetto di milioni di progressisti nel mondo. Inoltre, La Marsigliese ha riferito le parole e la partecipazione del presidente di Francia-Cuba nel paese, Andrè Minier, il titolare della stessa organizzazione nei Paesi Baschi francesi, e della console di Cuba in Francia, Ana Maria Chongo.

Ig/ft

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Aerei da turismo esigono libertà per i Cinque cubani su Carnevale di Miami

L’Avana, 15 mar (Prensa Latina) Testimoni che partecipavano domenica nel carnevale di Miami confermarono avere visto a vari aerei da turismo, dai quali pendeva uno striscione che esigeva la libertà per i Cinque Eroi cubani incarcerati negli Stati Uniti, sorvolare l'evento che riunisce oltre ad un milione di cittadini della Florida nella centrica Calle 8. Mentre alcuni blogs hanno dato già la notizia, i grandi mezzi di questa città - leggasi il giornale della mafia anticubana Il Nuovo Herald, magari per il “weekend” - rimangono in silenzio.

Allo stesso modo, fino ad ora nessuna organizzazione di quelle che difendono Cuba in quella comunità si è accreditata l'organizzazione del volo degli aerei da turismo che, a bassa quota, sollecitavano la libertà dei patrioti cubani sulla Calle 8, dove tradizionalmente la destra organizza il Carnevale.

Ig/preso da M. H. Lagarde “Cambios en Cuba"

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Questo blog non è un giornale ,viene aggiornato con documenti e articolo tratti da altri blog's , considerazioni dell'autori, siti web.Pertanto, non puo' essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
Le immagini sono quasi tutte tratte da internet: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'indirizzo dell'associazione che provvedera' alla rimozione.
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Lo “strano” caso dei cinque cubani

 
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 Lo “strano” caso dei cinque cubani

- F.Marcelli www.ilfattoquotidiano.it

 

Nel corso degli anni gli attentati terroristici contro Cuba hanno prodotto oltre duemila morti, un numero impreciso di mutilati a vita e danni materiali ingenti. Responsabili confessi di questi attentati, personaggi come Bosch e Posada Carriles, che operano dal territorio degli Stati Uniti, con base a Miami, capitale storica dell’emigrazione anticastrista. Vittime cittadini cubani, come l’intera squadra di scherma femminile, perita nell’attentato a un aereo della Cubana de Aviacción nel 1976, insieme all’equipaggio e agli altri passeggeri, ma anche stranieri, come l’italiano Fabio Di Celmo, ucciso da una bomba esplosa nel bar dell’albergo nel quale si trovava, nel 1996.

Per prevenire queste operazioni terroristiche, il governo cubano ha infiltrato le organizzazioni che le mettevano in atto, ottenendo importanti informazioni che hanno consentito, fra l’altro, di prevenire ulteriori stragi. Nel 1998, con la mediazione dello scrittore colombiano García Márquez, il presidente Clinton acconsentì allo svolgimento di una riunione all’Avana cui parteciparono esponenti del Dipartimento di Stato e dell’FBI. In tale occasione, il governo cubano presentò le prove delle attività terroristiche condotte a partire dal territorio statunitense.

Ma, pochi mesi dopo, anziché porre fine alle attività terroristiche, l’FBI arrestò cinque degli agenti cubani a Miami. Era il settembre del 1998. Nel dicembre 2001 furono condannati a pesantissime pene detentive. Oggi sono ancora in carcere, dopo più di dodici anni. Per quale crimine? Spionaggio aggravato, per aver raccolto notizie intorno alle attività di questi gruppi anticastristi, attentando in tal modo alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Omicidio, per uno dei Cinque, per aver, secondo l’accusa, contribuito all’abbattimento di un aereo di una di queste organizzazioni che sorvolava Cuba senza permesso, nonostante ripetuti avvertimenti delle autorità cubane.

Si tratta con tutta evidenza di un processo e di condanne di natura esclusivamente politica. I cinque patrioti o eroi, noti in tal modo a Cuba e nel mondo, hanno agito per impedire il terrorismo, e sono in carcere da oltre dodici anni nel Paese che ha dichiarato la guerra al terrorismo. Paradossi del diritto e della politica internazionale. Il premio Nobel per la pace Obama, purtroppo, non si è finora discostato dalla linea dei suoi predecessori, rimanendo ostaggio di una dottrina politica che vede l’esistenza di Cuba come una minaccia alla “sicurezza nazionale” degli Stati Uniti. Sarebbe invece necessario un approccio ben diverso. E la grazia ai cinque agenti potrebbe costituirne un segnale significativo.

Ne parleremo martedì 5 aprile alle 9.30, alla Sala Mercede della Camera dei Deputati, con Gianni Minà, Leoluca Orlando, Luciano Vasapollo, il professore di procedura penale Vittorio Fanchiotti e il giovane regista Alberto Dandolo, autore di un film sulle mogli dei Cinque.

 

http://www.cubainforma.it/2011/5eroi/strano.htm

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Ginevra:Cuba reclama libertà  per i 5 al CDH ONU/ I 5 hanno inviato auguri alle donne nel mondo

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 Cuba reclama una volta di più l’ingiusta detenzione dei Cinque cubani

Ginevra, 8 mar (Prensa Latina) Cuba ha sottolineato davanti al Consiglio dei diritti umani (CDH) delle Nazioni Unite, la detenzione arbitraria dei Cinque lottatori antiterroristi incarcerati nelle prigioni statunitensi da più di 12 anni. In un intervento nel dibattito interattivo del Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria e l'addetto delle Sparizioni Forzate, il delegato cubano Juan Antonio Quintanilla ha nuovamente toccato il tema.

Il diplomatico ha sottolineato il seguito offerto dal Gruppo alla sua opinione 19/2005, riferita al caso dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti, la cui detenzione è stata qualificata arbitraria.

Quintanilla ha segnalato che lontano da rispettare la considerazione, Washington ha mantenuto le sue azioni di manipolazione politica.

Ora allegano che il tribunale di appello era giunto alla conclusione che gli accusati potevano essere stati sottomessi ad un giudizio imparziale a Miami ed, in realtà, è esattamente quello che è accaduto”, ha affermato.

E’ stato un processo piagato di irregolarità ed arbitri”, ha sentenziato.

Al rispetto, sottolineò che questi argomenti non si reggono.

Questo è stato un giudizio politicamente animato in una sede completamente ostile agli accusati a chi è stato negato l'accesso all’80% della documentazione utilizzata per incolparli, ed i contatti regolari con gli avvocati della difesa, ha aggiunto.

Il delegato cubano ricordò che tre prestigiosi giudici della Corte di Atlanta, addetti di esaminare il caso, sollecitarono il 9 agosto 2005 l'annullamento del giudizio e la revoca delle condanne.

Esattamente un anno più tardi, il plenum di quella stessa Corte, in votazione divisa, revocò questa decisione ratificando le condanne, negò la realizzazione di un nuovo giudizio ed ordinò inviare nuovamente il caso al pannello per considerare i restanti aspetti, spiegò.

Questa insolita decisione, conferma che il processo giudiziario contro i Cinque non è stato assunto da una prospettiva di diritto. Loro (...) sono prigionieri politici fermati arbitrariamente e soggetti a crudeli ed ingiuste condizioni di prigione, annotò.

Quintanilla argomentò che i processi di re-sentenza a tre dei Cinque, esposti per il Governo degli Stati Uniti nelle sue risposte al Gruppo di Lavoro, rappresentano una soluzione truccata ad una realtà non occultabile.

L'unica re-sentenza corretta sarebbe l'immediata libertà dei Cinque che sono innocenti, precisò.

Ha fatto notare inoltre che il Governo degli Stati Uniti chiede ora che il Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria disistimi il tema e l'elimini dalla sua lista.

Cuba respinge tale possibilità. Le autorità statunitensi non hanno adottato le misure necessarie per mettere fine alla situazione che determinò la conclusione 19/2005 del Gruppo, ha concluso.

Ig/ft

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Antiterroristi incarcerati negli USA Hanno fatto gli auguri alle donne del mondo

L'Avana, 8 mar (Prensa Latina) I Cinque antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti dal 1998 hanno fatto gli auguri oggi alle donne dell'isola caraibica e del mondo con motivo del Giorno Internazionale della Donna. Antonio Guerrero, a nome dei suoi compagni Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, ha ringraziato per le dimostrazioni di affetto, appoggio, amore ed aiuto che loro brindano in maniera permanente.

Innanzitutto voi siete nei nostri cuori tutti i giorni, e con voi resistiamo, siamo forti e sempre ottimisti” ha affermato Guerrero in una lettera divulgata nell'emissione vespertina del Telegiornale.

Riconosco –ha aggiunto - che siete voi quelle di maggiore partecipazione nella battaglia per la nostra liberazione, ed ogni giorno pensate nuove azioni ed iniziative”.

Voi siete quelle che più ci scrivono per tutte le vie da qualunque angolo del pianeta, ed esprimono un infinito amore ed un'indistruttibile fratellanza”, ha puntualizzato il lottatore antiterrorista.

Guerrero ha assicurato che le donne “ci fanno vedere con più chiarezza che un mondo migliore sì è possibile”, e citò l'Eroe Nazionale di Cuba, José Martí, che ha affermato che “quando la donna trema ed aiuta, quando la donna colta e virtuosa unge l'opera col miele del suo affetto, l'opera è invincibile

Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez compiono severe condanne per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristici con sede in territorio nordamericano

Ig/joe

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Convocato il colloquio per la libertà  dei Cinque cubani

 
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 Convocato il colloquio per la libertà dei Cinque cubani

Holguin, 7 mar (Prensa Latina) Gli organizzatori del VII Colloquio internazionale per la libertà dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti hanno convocato oggi alla realizzazione di questo evento nel novembre prossimo. Il programma di questo incontro, con sede dal 2005 nell'orientale provincia di Holguin, si presentò in uno dei suoi municipi: Calixto Garcia, precisò un ufficio dell'Agenzia di Informazione Nazionale.

Inoltre, si conobbe il poster del nuovo colloquio ed il videoclip che l'identificherà, con la canzone “Volveran”, della paternità del giornalista Giraldo Leyva, di Radio Juvenil.

Nella giornata è stato divulgato il contenuto di una lettera inviata dall'antiterrorista Gerardo Hernandez alla studentessa di giornalista Yanelis Martinez, nella quale espone la gratitudine dei Cinque per la solidarietà ricevuta in Holguin, a Cuba ed il mondo.

Gerardo, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez sono stati arrestati il 12 settembre 1998 quando monitoravano le azioni dei gruppi anticubani in Florida, nel sud statunitense.

Mirtha Rodriguez, madre di Antonio, Ha ringraziato in comunicazione telefonica l'appoggio degli abitanti di Holguin e risaltò l'importanza dell'evento a beneficio dello sforzo mondiale per la liberazione degli antiterroristi.

Ig/dsa

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Frei Betto esige la liberazione dei Cinque cubani

 

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Frei Betto esige la liberazione dei Cinque cubani

 

Santa Clara, 4 mar (Prensa Latina) Il teologo brasiliano Frei Betto patrocinò in questa città, per fortificare il movimento solidale in favore dell'immediata liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti. “Deve continuare questo compromesso di amore con questi eroi che hanno dedicato la loro esistenza per salvare vite, affinché la forte pressione obblighi al governo nordamericano a scarcerarli”, ha affermato uno dei maggiori propulsori della Teologia della Liberazione in America Latina.

Invitato alla Fiera Internazionale del Libro, Frei Betto realizzò la sua prima visita a Santa Clara, dove rese omaggio al Comandante Ernesto Guevara nel mausoleo che conserva i suoi resti e quelli dei suoi compagni nella guerriglia di Bolivia.

In un incontro celebrato nella Sala Caturla della Biblioteca Provinciale Martì, lo scrittore presentò la sua trascendentale opera “Fidel e la Religione”, volume che è stato pubblicato in una trentina di paesi e tradotto in oltre 20 lingue.

Ha ricordato passaggi della storica intervista col leader della Rivoluzione Cubana e del gran impatto che ebbe nell'Isola la prima pubblicazione del testo.

Betto mise a disposizione dei lettori altre delle sue creazioni, come L'opera dell'artista, Un uomo chiamato Gesù, e La Mosca azzurra.

Questo frate domenicano, nato in Belo Horizonte, autore di 51 libri, pubblicati in Brasile ed altri paesi, studiò giornalismo, antropologia, filosofia e teologia.

Ig/AIN

Ig

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Nella rivista mensile di CUBAPON diffondono il caso dei Cinque in Giappone

 
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Nella rivista mensile di CUBAPON diffondono il caso dei Cinque in Giappone

Giappone, 1°mar (Prensa Latina) Il numero corrispondente a febbraio della rivista CUBAPON, pubblicato dal gruppo di amicizia con Cuba, include un articolo che sottolinea le principali attività realizzate nella provincia di Holguin, in Cuba, con motivo della celebrazione del VI Colloquio di Solidarietà coi Cinque. La signora Murakami, partecipante giapponese che ha integrato un pannello insieme alla sorella di Antonio Guerrero, ha sottolineato in questo articolo il lavoro di tutte le forze ed i gruppi che internazionalmente lottano a beneficio di questa causa. Il lavoro ha incluso poemi dell'eroe cubano.

Ricevendo formalmente il numero della rivista, il Consigliere Politico dell'Ambasciata di Cuba in Giappone, Andres Gonzalez Ballester, ringraziò il direttivo di CUBAPON per l'importante lavoro che realizza questa organizzazione, emergendo inoltre che la pubblicazione contribuisce al necessario lavoro di diffondere la verità sull'ingiustizia che si commette contro Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè. Il Consigliere ha sottolineato la necessità di continuare a denunciare la manipolazione mediatica orchestrata a Miami nel momento del giudizio contro i Cinque, utilizzando perfino fondi provenienti del presupposto federale degli Stati Uniti.

Il diplomatico cubano ha ricordato che la battaglia decisiva bisogna liberarla negli Stati Uniti dove molto poco si sa del caso, esortando i dirigenti a compromettersi con questo compito.

La rivista di CUBAPON informa i lettori giapponesi e li sensibilizza rispetto a questa causa affinché per differenti vie e mezzi trasmettano alle autorità statunitensi ed alle loro amicizie una visione giusta di questo caso.

Ig/Cubaminrex-Embacuba Japon

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Francia: libertà  per i Cinque cubani e Playa Giron in settimana anticoloniale

 
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 Francia: libertà per i Cinque cubani e Playa Giron in settimana anticoloniale

Parigi, 28 feb (Prensa Latina) La lotta per la scarcerazione dei Cinque cubani prigionieri politici nordamericani e la vittoria cubana nell'invasione organizzata dal governo statunitense a Playa Giron sono stati evocati durante la settimana anticoloniale in Francia. In un veglione effettuato nel municipio del distretto XIV di questa capitale, si ricordò la battaglia che si sta dando per la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.

Il sindaco della circoscrizione Pascal Cherki sottolineò l'importanza del libro Cinque cubani di Miami del giornalista e scrittore francese Maurice Lemoine e reiterò il suo appoggio a questa offensiva del paese ed i parenti dei lottatori antiterroristi.

Da parte sua, l'ambasciatore dell'isola in Francia, Orlando Requeijo, ha aggiornato sulla situazione di Gerardo, Antonio, Ramon, Fernando e Renè, e reiterò la necessità di non cessare nella lotta per la loro libertà immediata.

Questo evento, organizzato dall'associazione di amicizia con l'America Latina, “El otro correo”, ha incluso la raccolta di firme di appoggio alla campagna per la loro scarcerazione e la presentazione del film El Benny, tra le altre attività.

La settimana anticoloniale in Francia contò su un momento speciale con la presentazione del documentario cubano “66 horas”, dove si narrano tutti gli eventi che segnarono la prima sconfitta dell'imperialismo in America Latina.

Patrick Farbiaz, membro del consiglio nazionale del Partito francese dei Verdi emerse il fatto storico come un esempio della capacità dei popoli di resistere e vincere le aggressioni statunitensi.

Ricordò che la vittoria accadde quando si sviluppava un'offensiva contro i processi rivoluzionari in Africa per l'assassinio di Patrizio Lumumba, e si effettuavano interventi militari contro movimenti di liberazione nazionale ed anticoloniali in Asia.

Farbiaz condannò inoltre il bloqueo economico e commerciale contro Cuba e la presenza della base militare di Guantanamo ed ha esatto la liberazione dei Cinque cubani.

Ig/mbz

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Arte per i Cinque :‘La più importante donazione ricevuta da Cuba nell’ultimo decennio"

 
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Arte per i Cinque

La più importante donazione ricevuta da Cuba nell’ultimo decennio’

Due importantissime esposizioni di opere donate dalla Fondazione Brownstone, sono state inaugurate, una nel Museo Nazionale delle Belle Arti e la seconda nel Centro d’Arte Contemporanea Wifredo Lam , tutte e due dedicate ai Cinque antiterroristi cubaniPrigionieri politici degli Stati Uniti.

Gilbert Brownstone, presidente della Fondazione, ha sottolineato che questo nobile gesto è stato dedicato a Gerardo Hernández, René González, Antonio Guerrero, Fernando González e Ramón Labañino, reclusi per aver ostacolato le azioni violente organizzate dai gruppi terroristici anticubani, che sono stabiliti nella Florida, per aver allarmato sugli attentati contro l’Isola.

Intitolate Il mio amore per l’arte, il mio amore per Cuba, compongono la collezione 108 opere grafiche dei più noti artisti contemporanei del XX secolo, come Pablo Ruiz Picasso, Miró, Duchamp, Pizarro, Brucke, Keinholz, Lichtenstein, André Masson, Andy Warhol, Roberto Matta e Antoni Tapies, tra i tanti.

Gilbert Brownstone, presidente dell’istituzione francese, ha segnalato che crede sinceramente che il popolo di Cuba ha fatto, fa e continuerà a fare molto per la sua felicità e che spera che le opere donate contribuiscano modestamente d’aprire maggiori spazi di conoscenza e cultura Inoltre ha ricordato che, essendo lui direttore del Museo Picasso d’Antibes, Jacqueline, la vedova dell’artista, gli ha regalato tutte le opere di questo maestro che oggi fanno parte della collezione, e che anche molte altre sono giunte in suo potere grazie alla sua amicizia con gli artisti.

Brownstone si dichiara umanista e confessa d’aver vissuto e viaggiato a sufficienza per poter dire, senza timore di sbagliarsi, che il popolo cubano è uno dei più preparati del mondo per apprezzare qualsiasi forma d’arte.

Moraima Clavijo, direttrice del Museo Nazionale delle Belle Arti, ha detto che questa è la più importante donazione ricevuta da Cuba nell’ultimo decennio, ed ha elogiato la generosità ed il disinteresse della Fondazione Brownstone.( Traduzione Granma Int.).

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Alla fiera del libro di Villa Clara presentato un multimedia sui Cinque

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 Presentano in Fiera del Libro di Villa Clara una multimedia sui Cinque cubani

Villa Clara, 23 feb (Prensa Latina) L'iniziativa del gruppo provinciale in solidarietà con la causa di Gerardo, Fernando, Renè, Antonio e Ramon è stato catalogato da Iris Menendez, delegata dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP) nel territorio, come uno strumento di lavoro per la lotta, perché contribuirà a continuare a divulgare la verità su questo tema, taciuto nei grandi mezzi di stampa del mondo. Gloria Martinez Garcia, insegnante della Scuola del Partito Carlos Baliño nel territorio, insieme a Linnet Aquino Martinez ed Adrian Rodriguez Perez, giovani appena laureati in Informatica, sono gli autori del prodotto comunicativo che si potrà aggiornare costantemente, a partire dalle notizie intorno al caso.

Come parte del programma interattivo di questa festa della cultura, la sala di navigazione della Biblioteca Provinciale ha dedicato la prima giornata all’appello per la libertà dei Cinque Eroi cubani, con un dibattito on line e la partecipazione nella rete delle reti, oltre ad accedere alla Multimedia presentata.

Nel progetto si aggiunsero i dettagli del processo dal punto di vista giuridico, le azioni di solidarietà, articoli del Presidente del Parlamento cubano Ricardo Alarcon, come la storia del terrorismo contro l'Isola. Inoltre, rassegne di alcuni dei libri scritti sul tema, lettere familiari, audio, video, fotografie, e parole del leader della Rivoluzione Cubana Fidel Castro.

Ig/cmhw.cu

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I Cinque cubani: La Historia que me ha tocado vivir

 
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I Cinque cubani: La Historia que me ha tocado vivir

 

L’Avana, feb (Prensa Latina) Come un esempio di giornalismo rivoluzionario e di opera che si allontana dalla schematicità e dalla superficialità, è stato catalogato da Ricardo Alarcon, presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, il libro “La Historia que me ha tocado vivir”. Alarcon ha affermato che il libro colloca i Cinque cubani dove devono stare, cioè dentro il loro popolo.

Il testo, dei giornalisti Ana Margarita Gonzalez e Rafael Hojas, presentato giovedì nel Memorial José Martí, tratta sulla profonda ferita che l'ingiusto incarceramento dei Cinque lottatori cubani, ha lasciato nelle loro famiglie.

Alarcon ha sottolineato che il libro, inoltre, ci permette di apprezzare la vera condizione umana di Gerardo, René, Antonio, Fernando, Ramon ed i loro parenti.

Ana Margarita ha detto che questa era un'opera imperfetta perché in lei mancano le attestazioni dei suoi protagonisti, ai quali non è potuta arrivare per gli ostacoli posti dall'amministrazione statunitense, ma è profondamente umana perché si sono sforzati per riflettere i sentimenti e le passioni degli intervistati.

Rafael Hojas si è riferito alle interviste coi parenti, definendole molto dolorose, ed a volte infinite lacrime hanno abbondato sui visi dei famigliari; ha inoltre elogiato la fermezza ed l’umanità imperante tra coloro che difendono la causa di questi Cinque paradigmi della vita e dell'amore.

Ig

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Campagna europea: un milione di firme per la libertà  dei Cinque cubani

 
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Campagna europea: un milione di firme per la libertà dei Cinque cubani

 

Europa, 16 feb (Prensa Latina) È in funzione una campagna europea per raccogliere delle firme che chiedono la liberazione dei Cinque Cubani prigionieri politici negli USA da più di 12 anni. Secondo l'organizzazione dell'iniziativa, il presidente degli Stati Uniti può e deve ordinare la liberazione dei detenuti.

La lettera per il presidente Obama, cita in un passaggio:

Dopo 12 anni di una difesa indistruttibile delle loro convinzioni, i Cinque cubani hanno guadagnato un riconoscimento globale come lottatori contro il terrorismo che si sta dirigendo contro Cuba. Il suo unico crimine è aver informato su azioni terroriste che alcune persone stavano pianificando in suolo statunitense contro il popolo cubano, e che denunciarono situazioni nelle quali gli stessi terroristi contro Cuba e le loro organizzazioni mettevano lo stesso popolo statunitense in pericolo”.

Ig/Adital

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Peruviani chiedono a Ban Ki-moon che interceda per i Cinque cubani

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Peruviani chiedono a Ban Ki-moon che interceda per i Cinque cubani

 

Lima, 15 feb (Prensa Latina) Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, chi visita il Perù, ha ricevuto oggi due richieste affinché interceda per la libertà dei Cinque lottatori cubani imprigionati negli Stati Uniti. La petizione è stata fatta con delle lettere fatte arrivare dall'alto funzionario internazionale per il Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque e la Lega Parlamentare di Amicizia Perù-Cuba che integrano legislatori di diverse tendenze politiche.

Il comitato segnala che i Cinque eroi cubani stanno in carcere da più di 12 anni e sono stati condannati a pene infamanti per dei delitti che non hanno mai commesso.

Aggiunge che i prigionieri, Renè Gonzales, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Fernando Gonzales, sono “valorosi combattenti antiterroristi che hanno dedicato le loro vite a lottare contro questo flagello che sfinisce la società del nostro tempo”.

Espone inoltre che l'indignazione del mondo ha fatto in modo che la causa dei Cinque fossero riviste, ma questo procedimento non ha ottenuto la loro libertà.

I Cinque cubani, prosegue, “sono vittime dell'odio dei grandi poteri che governano gli Stati Uniti, che hanno imposto il brutale bloqueo contro Cuba che ha compiuto cinquanta anni, e che è stato sistematicamente condannato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite”.

Il pronunciamento, firmato dal presidente del Comitato, Gustavo Espinoza, considera che l'incarceramento dei lottatori cubani è una rappresaglia per il ripudio mondiale al bloqueo ed una forma di punire Cuba.

Per tutto ciò, chiede a Ban Ki-moon che, nella sua condizione di massimo conduttore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, interceda per la libertà dei Cinque cubani.

La lettera della Lega Parlamentare di Amicizia Perù-Cuba sollecita anche che il segretario generale dell'ONU interceda per la libertà dei Cinque “valorosi lottatori condannati a pene inique”, libertà che è stata chiesta anche dal parlamento peruviano.

La Lega esorta inoltre a Ban Ki-moon a che “contribuisca in maniera decisiva al compito di concludere il brutale bloqueo nordamericano contro Cuba che dura da più di 50 anni, come non è mai successo nella storia umana”.

Deve farlo, aggiunge, “in onore della pace mondiale, l'intendimento tra i popoli e le nazioni e la coesistenza pacifica intesi come la necessità di avvicinare i cittadini indipendentemente dalle loro opinioni ed idee”.

Ig/mrs

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Giorno di San Valentino: messaggio di Antonio Guerrero

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Giorno di San Valentino: messaggio di Antonio Guerrero

USA, 14 feb (Prensa Latina) Uno dei Cinque cubani prigionieri politici dell’imperio, Antonio Guerrero, manda il suo messaggio di amore e amicizia dall’oscura prigione dove è ingiustamente detenuto, come sempre pieno di amore e di luce:

Cari amici:

In Cuba chiamiamo il Giorno di San Valentino, Giorno degli Innamorati. Qui ed in altri paesi dicono che è il Giorno dell'Amore e dell'Amicizia.

È, senza dubbio, un giorno speciale, di riunione familiare e di piccoli dettagli per la persona amata.

Io stavo pensando di condividere con voi qualche poema. Diventa molto difficile selezionare un poema d’amore. Chi è il poeta che non ha scritto all'amore? Sarebbe giusto dire che la poesia è impossibile scriverla senza un'alta dose di amore all'amore.

Qui vi invio un mio poema, che ho trovato tra alcuni fogli vecchi con più di dieci anni.

 

AMARE

 

Come calmare la mia sete. Tutto è inutile.

C'è voglia di ritornare, di reclamare un bacio

dove alcune dolci labbra si inchiodarono in me.

 

C'è voglia di sentire, di contemplare un corpo

come un viaggio infinito tra inverni e stelle.

C'è voglia di un combattimento di fuoco, di ardere,

di riversare il miele ardente del desiderio.

 

Io ti ho amato,

e rimane nascosta in me la luce della tua pelle

infiammando le mie mani ed i miei occhi.

 

Ed ora comprendo meglio

che ho potuto amarti solo di una forma,

in un modo in cui si mischiano tutte le cose eterne e pure:

tanto eterne che ascolto la tua voce in ogni stella,

tanto pure che scrivo con la tua anima i miei versi.

 

6 giugno 1999

 

Auguro a tutti l'amore dei Cinque.

Cinque abbracci.

 

Venceremos!

Tony

13 febbraio 2011

FCI FLORENCE

Ig

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Libertà  per i Cinque, già  ! : " La Casa dei Cinque"

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Libertà per i Cinque, già!

La Casa d ei Cinque

Olga Lidia Ruiz

 

Battezzato come La Casa dei Cinque, il portale della Rete delle Università di Cuba, organizzato con la partecipazione di centri stranieri d’alti studi e mezzi di stampa, tra le altre istituzioni, è servito come strumento per reclamare nuovamente la liberazione di Antonio, Fernando, Ramón, René e Gerardo, Cinque Eroi ingiustamente reclusi negli Stati Uniti.

Il portale, diretto dall’Istituto Superiore Politecnico José Antonio Echeverría (ISPJAE), è stato presentato nella quarta giornata di dibattito teorico, che si è svolta nella cornice della XIV Convenzione Internazionale Informatica 2011.

La Rete, composta da molti attivisti di tutto il mondo, collabora con la diffusione internazionale della verità sul caso dei combattenti antiterroristi cubani, e domanda la loro immediata liberazione e un rapido ritorno in Patria.

Inoltre i loro integranti hanno avvisato che questi obiettivi non si realizzeranno solo attraverso i meccanismi legali del sistema giudiziario, ma anche attraverso la solidarietà mondiale.

Un progetto per una maggior integrazione L’Impresa di Telecomunicazioni dell’ALBA (ALBATEL S.A.) ha fatto conoscere una serie di progetti attualmente in sviluppo che promuovono una maggior integrazione e complementarità tra i paesi dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América, nel 2º Foro Imprenditoriale delle tecnologie dell’informazione e la comunicazione (TIC), che si è svolta come parte della XIV Convenzione e Fiera Internazionale Informatica 2011.

Tra i progetti esposti dal presidente di ALBATEL S.A., l’ingegnere Jesús Mago, ha segnalato l’installazione di una Stazione Terrena Satellitare in Bolivia, che permetterà la posta in operazione della banda Ku-Sur del satellite Simón Bolívar e offrirà servizi alla Bolivia, al Paraguay e al nord dell’Argentina.

Questo progetto permettirà a questa nazione delle Ande di evitare l’uso dei satelliti privati passando al Simón Bolívar, lanciato nel 2009 e che copre tre bande (C, Ku y Ka).

Il satellite, di proprietà del Venezuela, sviluppato nelle sue componenti spaziali dalla Cina, con la partecipazione attiva della nazione sudamericana, ha l’obiettivo d’appoggiare programmi sociali implementati dai paesi dell’ALBA, oltre a dare servizi satellitari tra e per enti governativi di queste nazioni.

Il presidente di ALBATEL S.A. ha puntualizzato che questa impresa è incaricata di controllare il satellite e dare priorità all’uso internazionale e fondamentalmente per i paesi dell’ALBA.

Un altro progetto in sviluppo, fatto conoscere, è stato la Rete dedicata ai paesi dell’ ALBA, il cui obiettivo è coadiuvare le comunicazioni tra i governi dei paesi che integrano questo blocco.

Hanno partecipato alla presentazione Daniel Peña, gerente delle Operazioni Commerciali e dei Temi Governativi e Daniel Cejas, gerente d’Ingegneria e Specializzazione.

 

(Lilliam Riera / Traduzione Granma Int.)

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 12 febbraio)

 

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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

 

Cruzando el corazón del azul

insondable, confuso de rutas,

mas, acompañado de esperanzas

insignificantes pero ciertas,

miro la callada geografía

sumergida en un fulgor de nieve,

territorio de lo indefinido,

espejismos de la libertad.

Hay cansancio, pero no me rindo.

Hay cortaduras, pero no sangro.

Tanta fatiga, tantos dolores

calmo con el amor de mis sueños

hecho de una materia invencible

que no reconocen los guardianes.

 

Viernes, 12 de febrero de 2010

 

Nell'attraversare il cuore dell'azzurro

insondabile, in un groviglio di rotte,

ma accompagnato da speranze

insignificanti però certe,

osservo la geografia silente

sommersa in un fulgore di neve,

territorio dell'indefinito,

miraggio della libertà.

Stanco, non mi arrendo.

Ferito, non sanguino.

Tanta fatica, tanti dolori:

li calmo con l'amore dei miei sogni,

materia invincibile

che i guardiani non sanno riconoscere.

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 11 febbraio)

 
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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

Desde mi niñez de hogar y escuela,

en mi juventud de sitio en sitio,

toda mi vida, y hasta en mis sueños,

tú has habitado en mi corazón.

Isla de soles que a todos brindas

palmas y playas, aves y frutos,

aquel verano abrasador que amo,

aquel árbol libre en la campiña,

dispuesta a diario a cuidar la flor

indispensable de la esperanza

en mí tu alientas siempre la paz.

Tu amor me impulsa, tu amor me colma

de luz, ¡oh, patria!, vendrá el regreso

y el beso tuyo que nos espera.

 

Jueves, 11 de febrero de 2010

 

Sin dalla mia infanzia tra casa e scuola,

nella mia gioventù da un posto all'altro,

per tutta la mia vita, e persino nei sogni,

hai abitato nel mio cuore.

Isola di sole che offri a tutti

palme e spiagge, uccelli e frutti,

quell'estate rovente che amo,

quell'albero campagnolo e libero,

disposta ogni giorno a prendersi cura del fiore

indispensabile della speranza

mi alimenti sempre un anelito di pace.

Il tuo amore mi sprona, il tuo amore mi colma

di luce, patria !, arriverà il ritorno

e il tuo bacio che ci aspetta.

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 10 febbraio)

 
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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

 

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

 

Seguro, en medio del temporal,

me imagino andando por el mundo

como si caminaran conmigo

hombro a hombro brazos invencibles.

Pasaran con sus alas oscuras

otras tantas gélidas noches

sin poder aniquilar la aurora

del día final de la injusticia.

Hermanos y hermanas de la lucha

solidaria que se multiplica

cual las hojas en la primavera:

¡Ustedes nos darán la victoria,

ustedes estarán con nosotros

en la gran jornada del regreso!

 

Miércoles, 10 de febrero de 2010

 

Sicuro, nella tempesta,

mi immagino in giro per il mondo

come se con me camminassero

spalla a spalla braccia invincibili.

Passeranno con le loro ali scure

tante altre gelide notti

senza riuscire ad annullare l'aurora

dell'ultimo giorno dell'ingiustizia.

Sorelle e fratelli della lotta

solidale che si moltiplica

come foglie in primavera:

ci darete la vittoria,

sarete con noi

nella grandiosa giornata del ritorno!

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Intense giornate per i Cinque in Francia/ Solidarietà  coi Cinque su un vulcano di Panama/...

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Intense giornate per i Cinque in Francia

Parigi, 8 feb (Prensa Latina) Rappresentanti di organizzazioni politiche della Francia ed associazioni di solidarietà hanno spinto negli ultimi giorni diverse azioni in appello per la liberazione dei Cinque lottatori cubani. Il Gruppo Comunista del comune di Parigi ed il gruppo di solidarietà Cuba Sì France ha realizzato una manifestazione convocata attraverso il periodico “L’Humanitè” per esigere la messa in libertà dei Cinque cubani.

Numerose persone si sono date appuntamento nella Piazza Denfert-Rochereau di Parigi per denunciare il caso di Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e René Gonzalez, che sono da più di 12 anni prigionieri politici nelle carceri statunitensi.

Nel comunicato pubblicato da “L’Humanitè”, organo del Partito Comunista Francese, si sottolineò che l'unica colpa dei Cinque è stata d’essere infiltrati a Miami in gruppi di origine cubana per ostacolare atti terroristi contro la nazione caraibica.

Ha aggiunto che queste organizzazioni dell'esilio hanno commesso azioni che sono costate la vita a oltre tre mila 478 persone, lasciando a oltre due mila 99 inabili.

Durante l'atto in Denfert-Rocheareau hanno usato la parola Aline Arroze, per gli eletti del Fronte di Sinistra di Parigi, Leon Landini, del Polo di Rinascimento Comunista, ed Eduardo Meneses, del Partito di Sinistra.

Inoltre, l'associazione Francia-Cuba Herault, nel sud del paese, ed il circolo Joseph Lazare, si mobilitarono per analizzare la situazione dei Cinque cubani, accompagnati dalla partecipazione di Annie Arroyo, responsabile nazionale della campagna per la liberazione dei Cinque cubani.

In Arras, nel nord francese, l'Unione Locale della Confederazione Generale dei Lavoratori (CGT), Cuba Sì France, Cuba-cooperazione e Francia-Cuba, ugualmente effettuarono una marcia per i Cinque.

Ig/ft

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Omaggio ad Ana Betancourt de Mora

Le Federate esigono la liberazione dei Cinque Eroi

Miguel Febles Hernández

Le donne di questa storica terra, Guáimaro, in provincia di Camagüey culla della Costituzione, hanno reclamato a nome di tutte le cubane, la liberazione dei Cinque Eroi ingiustamente reclusi nelle carceri degli Stati Uniti, convinte che solo la più ferme solidarietà internazionale renderà possibile il loro ritorno in Patria.

La decisione di non tralasciare la battaglia per la giustizia e la ragione ha assunto un forte simbolismo, nella commemorazione del 101º anniversario della morte di Ana Betancourt de Mora (1832-1901), insigne patriota che oltre a combattere contro il giogo coloniale, spagnolo, anticipò l’emancipazione sociale della donna.

Proprio nel luogo in cui riposano i suoi resti e nello steso scenario in cui fu protagonista della trascendentale azione rivendicatrice dei diritti della donna, si è svolto l’omaggio del popolo guaimaregno, rappresentando tutta Cuba, alla cubana esemplare che precorse il suo tempo.

Yolanda Ferrer Gómez, membro del Consiglio di Stato e segretaria generale della FMC, e Julio César García Rodríguez, primo segretario del Partito a Camagüey, hanno collocato una corna di fiori davanti al monumento eretti alla sua memoria, che si è riempito di fiori offerti dalle donne più dedite della località, tra le quali María Antonia Giraldo Femenías, Yolexis Guerra Gómez, Tamara Castillo Martín, María de los Ángeles Rodríguez y Ofelia González Cepeda, che hanno ricevuto un riconoscimento speciale della Federazione delle Donne Cubane, per il loro eccellente disimpegno in diversi settori della vita economica e sociale del territorio.

(Traduzione Granma Int.)

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Solidarietà coi Cinque cubani su un vulcano del Panama

Panama, 7 feb (Prensa Latina) La solidarietà trova oggi spazio sul vulcano Barù, il punto più elevato del Panama, dove un gruppo di giovani porta l’appello di liberazione per gli antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni nordamericane. Il deputato Hugo Moreno, presidente del Gruppo di Amicizia con Cuba nel parlamento panamense, ha manifestato a Prensa Latina l'importanza di questa iniziativa a carico della gioventù.

Con lei, ha detto il legislatore, ratifichiamo l’appoggio del popolo panamense alla causa per la liberazione dei Cinque antiterroristi prigionieri politici negli USA.

Il vulcano Barù, ha aggiunto, è la cima più rappresentativa del paese -con tre mila 475 metri sul livello del mare - ed è ora un elemento in più nella solidarietà del nostro paese con la maggiore delle Antille.

Da parte sua, Julio Moreno, coordinatore di questo Capitolo Chiriqui del Movimento di Solidarietà con Cuba, ha indicato che questa azione fa parte degli sforzi a beneficio della libertà dei patrioti dell'isola.

Dal punto di vista logistico, aggiunse, si prevede la collocazione di un cartello allusivo alla causa di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e René Gonzalez.

Con ciò, ha detto, apportiamo il nostro granello di sabbia al movimento che reclama a Washington la sospensione dell'ingiustizia rispetto ad i Cinque.

Ugualmente si aggiungono le petizioni al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, affinché utilizzi le prerogative alla sua portata come mandatario e proceda alla liberazione dei cubani.

Ig/mem

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 9 febbraio)

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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

En mi soledad digo tu nombre

y sus letras son un sol naciente

entre las nubes de la alborada

donde con lumbre se abren las flores.

Al andar lo digo en las esquinas

que forja y deshace el pensamiento

y en mi soliloquio con tu nombre

ni luces ni sombras distingo.

Lo digo sin que nadie me escuche

en una voz de intima emoción

que apenas hiere el aire y el silencio.

A las preguntas del firmamento

respondo, levantando la vista

hasta la eternidad de tu nombre.

Martes, 9 de febrero de 2010

Nella mia solitudine dico il tuo nome

e le sue lettere sono un sole nascente

tra le nuvole dell'alba

dove alla luce s'aprono fiori.

Nell'andare lo dico negli angoli

che il pensiero forgia e disfa

e col tuo nome nel mio soliloquio

non luci né ombre distinguo.

Lo pronunzio senza che nessuno possa ascoltarmi

in una voce intima di emozione

che ferisce appena l'aria ed il silenzio.

Alle domande del firmamento

rispondo, alzando lo sguardo

fino all'eternità del tuo nome.

 

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 8 febbraio)

 
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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

 

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

 

 

Anoche, cuando un hosco silencio

como el manto de la oscuridad

me cubría, y la incertidumbre

de crudas nevascas me embriagaba,

el amor provoco un ramalazo

en las fibras de mi corazón,

punzadas de perpetuas ausencias.

Por un buen tiempo estuve despierto.

Anoche, frente a la soledad

resonante de ayeres me dije:

Todos los desvelos de mi vida

han desbrozado esta larga senda

por donde los peligros de muerte

no han podido malograr la luz.

 

Lunes, 8 de febrero de 2010

 

Stanotte, quando un fosco silenzio

come il manto dell'oscurità

mi copriva, e l'incertezza

di crudi nevaschi mi ubriacava,

l'amore ha provocato uno strappo

nelle fibre del mio cuore,

spillate di assenze perpetue.

Sono stato sveglio un bel po'.

Stanotte, di fronte alla solitudine

risuonante di giorni passati mi sono detto:

tutte le veglie della mia vita

hanno sfrondato questo lungo sentiero

dove i pericoli di morte

non hanno potuto distruggere la luce.

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 7 febbraio)

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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

Oggi ho scritto a varie amicizie,

a nessuna racconto il rosario

delle vicissitudini passate

(più di quelle che si possano immaginare).

Nelle mie frasi faccio sapere

che questa cella, senza niente e nessuno,

per me è luogo di ritiro

dove libero le mie catene.

Come altri della mia vita, questo buco,

senza fretta, lo riempio di luce

affinché dalla sua vacuità affiori

splendore che converta il mio cuore

in zampillare d'amore,

di questo amore con cui scrivo a tutti.

 

Domingo, 7 de febrero de 2010

 

Hoy he escrito a varias amistades,

a ninguna le narro el rosario

de vicisitudes que he pasado

(más que las que todos imaginan).

En mis líneas les hago saber

que esta celda, sin nada y sin nadie,

para mí es un lugar de retiro

donde me libro de mis cadenas.

Como otros de mi vida, este hueco,

sin prisa lo relleno de luz

para que de su oquedad aflore

el resplandor que a mi corazón

convierte en surtidor del amor,

de este amor con que a todos escribo.

 

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 6 febbraio)

 
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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

 

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

 

Ti infrangi nel mio pensare

come sulle spiagge il mareggiare;

penetri all'improvviso le mie sabbie,

e ancora torni al mare.

Così sei tu, mareggiata indocile,

vai e vieni incessante delle acque

dove il mio cuore affoga

raccontando il tuo corpo ad ogni onda.

Sai già che tornerò,

ma non il tuo nome

e nemmeno che ricordo i tuoi baci.

Forse, un giorno, quando la tua pelle

avrà distrutto questo castello di assenze

ti aprirò la trama dei miei versi.

 

Sábado, 6 de febrero de 2010

 

Mujer, rompes en mi pensamiento

como los oleajes en las playas;

entras de repente en mis arenas,

luego al mar regresas otra vez.

Así eres tu, marejada indócil,

vaivén incesante de las aguas

donde se ahoga mi corazón

contando tu cuerpo ola a ola.

Ya conoces que regresare,

sin embargo, no sabes tu nombre

ni sabes que recuerdo tus besos.

Tal vez, un dístia cuando tu piel

destruya este callo de ausencias

te abriré la trama de mis versos.

 

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 5 febbraio)

 
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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

 

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

 

Il silenzio si fa verde, all'improvviso,

il mio cuore fertile, lentamente

abituato a cose naturali,

veste di foglie verdi il desiderio.

Ricordi del bosco e della pioggia

emergono con il loro effluvio nascosto

e sento di nuovo in gola

un ardore di sangue e gelsomini.

Senza sosta, il mio cuore evoca

sguardi fedeli all'amor puro,

baci nell'abbraccio della notte,

carezze che hanno dato pace all'anima.

Però, dove saranno i suoi occhi,

dove le sue labbra, soavi sue le mani così pure?

 

Viernes, 5 de febrero de 2010

 

El silencio es verde, de improviso,

mi corazón fértil, lentamente

habituado a cosas naturales,

viste de hojas verdes del deseo.

Recuerdos del bosque y de la lluvia

emergen con su aliento escondido

y siento otra vez en mi garganta

un ardor de jazmines y sangre.

Sin parar, mi corazón evoca

miradas fieles al amor puro,

besos al abrazo de la noche,

caricias que dieron paz al alma.

Pero, por dónde andarán sus ojos,

sus labios, sus suaves manos puras?

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Ricardo Alarcon sui Cinque:"La totale innocenza dei nostri compagni"

 
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Proponiamo di nuovo un intervento sui Cinque dell'inizio di gennaio di Ricardo Alarcon

 

La totale innocenza dei nostri compagni

RICARDO ALARCÓN DE QUESADA

Saluto l’iniziativa di dedicare ai nostri Cinque Eroi una sessione della Terza Conferenza Ispanoamericana degli Storiografi e di Storia delle Università che si sta svolgendo in questa Università, la Hermanos Saíz Montes de Oca.

Nulla di più pertinente, perchè tra le altre cose, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, sono stati cinque universitari che hanno forgiato il loro eroismo nelle nostre aule e che, con il loro esemplare sacrificio, hanno innalzato a cime insuperabili la storia rivoluzionaria degli studenti cubani.

Loro sono Cinque fratelli che amano, come Luis e Sergio Saíz Montes de Oca, amarono la giustizia e la libertà e furono capaci di creare e coltivare l’arte, la poesia e il pensiero, di fonte alla tirannia e al terrore, illuminando le ombre della clandestinità e della reclusione.

Gli uni e gli altri, i martiri di San Juan y Martínez mezzo secolo fa e i Cinque combattenti antiterroristi del Terzo Millennio, integrano una tradizione d’eroismo giovanile che ha accompagnato la Patria dal primo giorno. Le loro vite devono servire alle nuove e future generazioni di studenti cubani, per garantire lo sviluppo di una Rivoluzione che ha sempre avuto e avrà sempre nella gioventù la sua protagonista principale.

Studiare il caso dei Cinque, divulgarlo e promuovere una solidarietà efficace sino ad ottenere la loro immediata liberazione è inoltre un compito d’urgenza immediata. È anche d’importanza decisiva per decifrare chiavi indispensabili e scoprire il mondo di oggi.

Nei paesi sviluppati dell’ Occidente e soprattutto negli Stati Uniti sono pochissime le persone che conoscono la verità sull’ingiusto processo contro i nostri Cinque compagni. In realtà la stragrande maggioranza lo ignora in assoluto.

Si tratta di un caso che, per un’infinità di ragioni, doveva essere una notizia di copertina: il processo più lungo della storia nordamericana, il primo in cui principalmente si trattavano le azioni di terrorismo apertamente realizzate negli USA, davanti a un tribunale che ha sentito le testimonianze di generali, ammiragli e assessori della Casa Bianca, ed anche terroristi confessi, tutto in un processo che terminò poco dopo il crollo delle Torri Gemelle,

quando, per i grandi mezzi di comunicazione il terrorismo era il tema che sembrava avere la massima priorità. Indubbiamente il processo ai Cinque fu completamente censurato al di fuori di Miami e continua ancora oggi la stessa ferrea censura.

Questa apparente contraddizione rivela l’assenza della detta “libertà d’espressione” e della “libertà di stampa” che presumibilmente dovrebbero esistere nella società nordamericana. Le grandi corporazioni che monopolizzano l’informazione hanno taciuto il processo contro i Cinque, perchè lo ha stabilito così il governo degli Stati Uniti, e lo ha fatto perchè questo processo prova in maniera indiscutibile due cose che Washington vuole nascondere disperatamente: l’assoluta innocenza dei nostri compagni ed il carattere terrorista della politica nordamericana.

 

Facciamo una necessaria riflessione. Questi media hanno dedicato e dedicano uno straordinario interesse per tutto quello che è vincolato con Cuba e la sua Rivoluzione.

Da cinquant’anni siamo oggetto di un’attenzione smisurata, non paragonabile a quella che prestano agli altri paesi dell’America Latina.

Milioni di ore di radio e televisione e tonnellate di commenti e “informazioni”, nelle quali abbondano la distorsione e la menzogna, ci hanno perseguitato sempre come un tornado mediatico. Dei Cinque, al contrario, nemmeno un secondo, una parola. Perchè?

Se i nostri compagni avessero commesso delle mancanze, se avessero fatto qualcosa a danno degli Stati Uniti o del loro popolo, qualcuno può pensare che l’enorme macchina propagandistica dell’impero non lo avrebbe sfruttato scandalosamente?

Questo silenzio duro e impenetrabile, è una prova addizionale della totale innocenza dei nostri compagni e della piena giustificazione dell’ eroica missione antiterrorista che hanno compiuto(…)

Il ruolo dei media nel caso dei Cinque, il loro utilizzo come strumento di pressione e terrore per assicurare l’irrimediabile condanna degli innocenti e nello stesso tempo, come barriera insuperabile per garantire l’impunità dei criminali e dei loro patrocinatori, dovrebbe essere oggetto d’analisi e riflessione per gli universitari. È difficile incontrare un altro esempio che offra più prove per delucidare un aspetto della realtà che è essenziale per comprendere il mondo in cui viviamo(…) Come riconobbe Brzezinski nel 1969, la funzione principale dei media è preservare l’ordine imperiale.

Come promuovere la solidarietà in queste condizioni?

Dobbiamo valerci di tutti i medie e le vie alternative e usare le possibilità che offrono le nuove tecnologie della comunicazione. Questo è un compito dell’avanguardia più giovane, degli studenti, degli intellettuali. Affrontiamolo con spirito creativo e rinnovatore e senza lasciare spazi alla stanchezza o alla routine.

Il Presidente Obama può e deve ordinare che i Cinque siano posti in libertà immediatamente, senza condizioni di nessun tipo. Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René, tutti loro senza eccezione alcuna. Questa esigenza lo deve perseguitare giorno e notte come una maledizione gitana. Facciamo rispettando il legato del testamento di Luis e Sergio Saíz, con la tenace fede di coloro che si dedicano senza esitazioni alla fiducia di un’opera giusta del dovere irrinunciabile. (Università Hermanos Saíz Montes de Oca, Pinar del Río - (Traduzione Granma Int.)

 

 

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi ( 4 febbraio)

 
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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

 

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

 

Vissuti e vocaboli che cercano

risposte al nulla o all'accaduto,

arrivano al recinto del presente

come api all'alveare.

Il loro battere d'ali inonda

l'aria con fiamme trepidanti

ed un miele cristallino avvolge

l'eco della parola amore.

Con appassionata sete di luce,

di aromi, di voci e di forme,

l'anima va oltre l'invisibile

e vede solamente il volto di giorni andati

che volteggia fino a scomparire

in lente spirali di fumo.

 

Jueves, 4 de febrero de 2010

 

Vivencias y vocablos buscando

respuestas a la nada y al suceso,

vienen al recinto del presente

como las abejas al panal.

El batir de sus alas inunda

el aire de trepidantes llamas

y una cristalina miel envuelve

el eco de la palabra amor.

Con apasionada sed de luz,

de aromas, de voces y de formas,

tras lo invisible se me va el alma

y sólo ve la faz de un ayer

girando hasta que desaparece

en lentas espirales de humo.

 

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi (3° febbraio)

 
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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

 

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

La ragazza che dà le pastiglie

ai tossicodipendenti i calmanti

ha un faccino d'angelo, mi ricorda

una mia fidanzata del tempo passato.

Ogni sera fa il suo giro di ronda,

la sua voce va rompendo il silenzio

ed io lascio lì quel che sto facendo

per vederla passare, un istante.

Lei non mi guarda mai negli occhi

dove molto nascosti conservo

tanti volti di epoche e mondi,

tante notti di stelle senza nome,

tanti effluvi di andate e ritorni … ,

la ragazza che dà le pastiglie.

 

Miércoles, 3 de febrero de 2010

 

La muchacha que da las pastillas

a los adictos a los calmantes

tiene cara de ángel, me recuerda

a una novia de tiempos pasados.

Ella cada noche hace una ronda,

con su voz va rompiendo el silencio

y yo abandono lo que hago entonces

para verla pasar, un instante.

Ella nunca me mira a los ojos

en los que muy escondidos guardo

tantos rostros de edades y mundos,

tantas noches de estrellas sin nombre,

tantas rachas de idas y venidas...,

la muchacha que da las pastillas.

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi (2° febbraio)

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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

 

 

Notte seduttrice che mi chiami

dagli abissi del silenzio.

Notte magnanima e magnetica,

sposa dell'ozio e non ancora violata!

Notte errante, incantatrice e occhi

color d'arcobaleno.

Notte pazza, piena del biancore

che aggiunge insonnia all'affanno.

Notte nuda sulla terra,

prima di andare verso l'altra riva senza nome

abbracciami, guardami e lasciami

toccare il tuo corpo per sentire

il mareggiare sulle amate spiagge

così nascoste nell'oscurità.

 

Martes, 2 de febrero de 2010

 

Noche seductora que me llamas

desde los abismos del silencio.

!Ah, noche magnánima y magnética,

novia del ocio aun inviolada!.

Noche errante, hechicera de ojos

que tienen el color del alcoiris.

Noche loca, llena de blancura

para al afán añadir insomnio.

Noche desnuda sobre la tierra,

antes de ir a otra orilla sin nombre

abrázame, mírame y permíteme

tocar tu cuerpo para sentir

el oleaje de queridas playas

tan ocultas en la oscuridad.

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Libertà  per i Cinque, già ! :Il messaggio di Tony Guerrero al Foro di Pedagogia

 
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Libertà per i Cinque, già!

Il messaggio di Tony Guerrero al Foro di Pedagogia

José Armando Fernández Salaz

Un messaggio d’omaggio a José Martí, scritto da Antonio Guerrero, uno dei Cinque Eroi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, è circolato tra i delegati, l’ultimo giorno del Congresso Internazionale Pedagogia 2011.

Tony spiega che al conoscere i preparativi dell’omaggio della gioventù cubana all’Eroe Nazionale, gli sono tornati in mente momenti di felicità vissuti con i figli, che mantiene sempre presenti grazie a poesie come Sobre mi hombro, dal libro che, nel 1882, l’Apostolo dedicò a suo figlio.

Nella sua nota, Tony descrive l’allegria che ha provato contattando suo figlio maggiore dopo vari giorni d’isolamento per una punizione imposta nella prigione dov’è recluso, a Florence, in Colorado.

Dalle poesie di Martí, vengono le mie, confessa il combattente cubano che - con Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González e René González- è ingiustamente recluso dal 1998, per aver ostacolato le azioni delle reti dei terroristi che operano contro l’Isola dalla Florida.

Nel suo messaggio, Tony dice che le idee di Martí sono sempre presenti nell’opera rivoluzionaria del popolo cubano, che in tutti questi anni ha sempre trovato in loro una fonte di luce e la forza per vincere i maggiori ostacoli.

Il testo del messaggio è stato presentato da Graciela Ramírez, presidentessa del Comitato Internazionale di Solidarietà con i Cinque, organizzazione che ha sviluppato molte azioni di divulgazione su questo caso, anche durante le sessioni di lavoro di questo Congresso Internazionale di Pedagogia.

In una dichiarazione alla AIN, Graciela Ramírez ha detto che questo incontro appena terminato, ha permesso d’incrementare il contatto con persone di varie parti del mondo, che hanno dimostrato molto interesse nella cooperazione e alla lotta per la liberazione di René, Ramón, Fernando, Gerardo y Antonio. (Traduzione Granma Int.).

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi (1° febbraio)

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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

 

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

Chi vuole diffonda il poema di Antonio

 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

 

 

Ho detto no alla muffa della quiete.

Mi bloccai sul suolo nudo

ma poi il primo passo, poi il secondo,

poco a poco diventavo pioggia.

All'inizio, lo scetticismo

e poi la dipendenza.

Più avanti l'antitesi

e con essa il liberarsi.

Ho cominciato a girare nelle ore

con ritmo e spirito impellenti

e nell'etere guizzanti.

Accerchiato da un tedio senza tregua,

nella piazza del mio cuore

mi sono visto felice, cantando e ballando.

 

Lunes, 1 de febrero de 2010

 

Dije no a la quietud mohosa.

Me paré sobre el suelo desnudo,

di el primer paso, luego el segundo,

poco a poco me volvía lluvia.

Al inicio, fue el escepticismo

y después vino la dependencia.

Más adelante apareció la antítesis

y con ella el desenvolvimiento.

Comencé a girar por las horas

con espíritu y ritmo que impelen

y a través del éter se deslizan.

Cercado por un tedio sin tregua,

en la plaza de mi corazón

me vi feliz, cantando y bailando.

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CINQUE EROI CUBANI ,Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi 

Ogni giorno dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio verrà pubblicata una poesia di Antonio Guerrero uno dei cinque eroi cubani ingiustamente detenuto nelle carceri dell'impero.

Antonio scrisse questo poema “Luogo di ritiro/lugar de ritiro”quando nel centro di transito in Oklaoma per 18 giorni fu isolato nel “Buco”

Gli amici di Cuba, gli Internazionalisti dell'Alta Maremma Toscana pensano che questa iniziativa Possa essere un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE. 

"luogo di ritiro/un lugar de retiro"

Che non mi lascino guardare la luna

e nemmeno l'albero rinsecchito del lento inverno,

che mi proibiscano di accendere il fuoco

e di giocare a sognare con la cenere

non significa che è perduto

quell'amore puro che con i miei occhi

e con le mie mani forgio ed ho forgiato

per altri occhi, per altre mani.

L'amore che spira non è amore.

Il vero amore appartiene

a tutto il tempo, a tutta la terra,

senza timore affronta tempeste,

resiste perfino al filo della morte

ed è, come la natura, eterno
 

Domingo, 31 de enero de 2010

 

Que no me dejen mirar la luna

ni el árbol seco del lento invierno,

que me prohíban prender el fuego,

jugar al sueño con la ceniza,

no significa que esta perdido

ese amor puro que con mis ojos

y con mis manos forjo y forje

para otros ojos, para otras manos.

El amor que expira no es amor.

El verdadero amor pertenece

a todo el tiempo, a la tierra toda,

sin temor enfrenta tempestades,

resiste hasta el filo de la muerte

y, como la natura, es eterno.

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Pubblico Ministero che ha condannato i Cinque cubani ha difeso Posada Carriles

 
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Pubblico Ministero che ha condannato i Cinque cubani ha difeso Posada Carriles 

L'Avana, 21 gen (Prensa Latina) Il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, ha qualificato oggi come una rivelazione importante che la pubblico ministero statunitense Carolina Heck Millar, si sia rifiutata di processare Luis Posada Carriles mentre condannava ingiustamente Cinque cubani. Nel processo che si svolge a El Paso contro Posada Carriles per falsa testimonianza una funzionaria del Dipartimento di Sicurezza ha confessato il suo sollecito alla pubblico ministero Caroline Heck Millar che lo processasse per le sue attività criminali e lei si è rifiutata di farlo.

Questo è accaduto nell’agosto del 2005 mentre, contemporaneamente, la Corte di Appello di Atlanta aveva deciso di annullare precisamente il giudizio che ha condannato a Miami i Cinque cubani, accusati dalla signora Heck Millar, ha sottolineato Alarcon.

Alarcon ha ricordato che, nella sua storica sentenza, la Corte ha riportato la lunga lista di crimini di Posada ed altri terroristi, che i Cinque tentarono di evitare ed ha descritto il giudizio di Miami come “una tempesta perfetta di pregiudizi ed ostilità contro gli accusati”.

Si è chiesto come sarà l'opinione dei giudici di Atlanta conoscendo che il pubblico ministero reclamante le peggiori punizioni per Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez ha impedito che Posada fosse giudicato per i suoi crimini.

Alarcon ha osservato che lo stesso 18 gennaio 2011 la signora Heck Miller riapparve a Miami e casualmente, questo giorno la pubblico ministero chiese una nuova proroga per rispondere al habeas corpus presentato in favore di Gerardo Hernandez Nordelo.

La sua preoccupazione è comprensibile. L'accusa contro i Cinque, arbitraria ed ingiusta, ebbe come unico proposito di difendere il terrorismo anticubano, che, come compito favorito dei pubblici ministeri di Miami, si è confermato, un'altra volta, a El Paso, ha ripetuto Alarcon.

Infine, il presidente dell’Assemblea del Potere Popolare di Cuba ha esposto che là stavano, sicuramente, i rappresentanti dei chiamati mezzi di informazione che, come sempre, hanno conservato disciplinato silenzio.

Ig/jrr

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Cinque eroi cubani, Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

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Antonio Guerrero: Poesie per rompere silenzi

L’Avana, 21 gen (Prensa Latina) “La mia permanenza nel Centro di Transito Federale in Oklahoma è stata lunga. Diciotto giorni, isolato, in una cella del cosiddetto “buco”, giorni che mi sono sembrati un'eternità”.

Con pochissima carta e piccolissime matitine, mi misi a scrivere il diario di quelle giornate, così come un gruppo di lettere personali e molto speciali, nate in quella solitudine, dove, parafrasando i versi di Juan Ramon Jimenez, direi: ‘Sei dio del tuo petto, sei solo Universo, sei uno al tuo centro’”.

Solamente una parte di quel diario e una delle nove lettere scritte arrivarono a destinazione. Per me fu un gran dolore quello che era potuto succedere, e feci ricorso alla poesia per rivivere i momenti di quell'isolamento e, in qualche modo, rimediare all'irreparabile perdita. Dal 3 al 16 marzo, ormai di nuovo a Florence, sono nate queste poesie, in forma di diario, che suggerisco di leggere come un solo poema (come si dice si debbano leggere i famosi sonetti di Shakespeare, facendo salva la gran differenza tra quell'opera classica e questa modesta creazione). Per questo “poemario” decisi di scrivere versi decasillabi con rima libera, nella quantità di versi tipica del sonetto. Il mio obiettivo non è la ricerca della bellezza ritmica o della perfezione della strofa, e nemmeno di creare qualcosa di nuovo. La mia pretesa è di portare il lettore fino agli angoli più segreti della mia anima in quei giorni di ingiusto e totale isolamento, anche se, come direbbe Dario: ‘la mia protesta resta scritta’ contro il trattamento e la inusuale perdita”.

Così ci parla Antonio Guerrero Rodriguez, il nostro Tony, uno dei Cinque, i prigionieri cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti, di uno dei suoi “poemari” più dolorosamente concepito: parliamo di “Un lugar de retiro”, che è stato pubblicato l’anno scorso, grazie ad un'iniziativa della Casa Editrice Vigia della città di Matanzas a Cuba. Commosso dalla grandezza umana che emanano questi versi, Silvano, un amico di Cuba e dei Cinque, ha avuto la felice idea di dare vita all'iniziativa di pubblicare in Internet – nel maggior numero di siti e tradotti nel maggior numero di lingue possibili – le poesie che Tony ha scritto riferendosi ad un periodo di diciotto giorni trascorsi in una cella di isolamento e che in seguito avrebbero prodotto il libro “Un lugar de retiro”.

La proposta è di pubblicare ogni giorno per diciotto giorni, a partire dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio 2011, su blogs, facebook, siti internet o di inoltrare tramite liste di distribuzione e altro, il poema corrispondente a quel giorno, scritto da Tony un anno prima, cioè fra il 26 gennaio e il 12 febbraio 2010. In italiano, inglese, francese, portoghese e persino in russo e bulgaro, le poesie di Tony solcheranno il cyberspazio, demolendo muri di silenzio.

Possa essere questo un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

Vi diciamo con le parole di Tony:

Stanco, non mi arrendo.

Ferito, non sanguino.

Tanta fatica, tanti dolori:

li calmo con l'amore dei miei sogni,

materia invincibile

che i guardiani non sanno riconoscere”.

Vi invitiamo a partecipare a questa nuova azione poetica. “Poesie per rompere silenzi”' in solidarietà con i Cinque e, in maniera particolare, in omaggio a Tony Guerrero, un uomo che nelle più terribili circostanze non ha mai perso il suo coraggio ed il suo sorriso. Se volete richiedere e ricevere le traduzioni in una o più lingue tramite posta elettronica per aderire alla campagna, potete scrivere a

POEMAS TONY tonyunlugarderetiro@gmail.com

, ricordando che a partire dal 26 gennaio si dovrà cominciare a pubblicare le poesie.

Ig/La Pollilla Cubana

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A Miami carovana per chiedere la libertà  dei 5 cubani ed il carcere per i veri terroristi

 
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 A Miami carovana per chiedere la libertà dei Cinque cubani ed il carcere per i veri terroristi

Usa, 19 gen (Prensa Latina) Le organizzazioni che integrano l'Alleanza Martiana: la Brigada Antonio Maceo, l'Alleanza Martiana (come organizzazione individuale), l'ATC, l'Associazione Josè Martì, il Circolo Bolivariano di Miami e l'Associazione delle Donne Cristiane in Difesa della Famiglia, convocano tutte le persone di buona volontà delle nostre comunità ad una prossima carovana questo sabato, 22 gennaio. Questa mobilitazzione contro il terrorismo sarà per esigere che i terroristi dell'estrema destra cubano-americana, come la legge stabilisce, siano processati per i loro mostruosi crimini e per reclamare l'immediata libertà dei Cinque cubani.

Questo prossimo sabato i partecipanti cominceranno a riunirsi a partire dalle 10:30 della mattina nel parcheggio dello Youth Fair, all'entrata che si trova al semaforo del Avenida 112 e Coral Way. Più tardi nella mattina la carovana percorrerà importanti strade del Westchester.

Bisogna continuare la lotta dopo l’installazione del cartellone che reclamava la libertà dei Cinque cubani, che per l'intolleranza ed il soggiogamento da parte dell'estrema destra della nostra comunità è stato permesso per solo 24 ore.

Non mancare, diffondi questa notizia, ora più che mai, bisogna denunciare i terroristi ed i suoi odiosi crimini e reclamare che si faccia giustizia esigendo l'immediata libertà dei Cinque cubani, che infiltrarono le organizzazioni fasciste di Miami per sapere i loro mostruosi piani.

Ig/ Alleanza Martiana

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Il caso dei Cinque
Il Pubblico Ministero rifiuta di presentare accuse penali contro Posada Carriles

Il pubblico Ministero che ha processato i Cinque patrioti cubani a Miami, Caroline Heck-Miller, si rifiuta di presentare accuse penali  contro Luis Posada Carriles, nonostante  una petizione del Dipartimento di Sicurezza, come ha ammesso nella Corte un’altra Pubblico Ministero, Gina Garrett-Jackson.  

Rispondendo alle domande  dell’avvocato di Posada Carriles, l’avvocatessa  che ha diretto il caso d’asilo di Posada nel 2005, ha detto d’averlo chiesto a Caroline Heck-Miller prima di procedere con la richiesta d’asilo.

Ho chiesto alla Heck-Miller di considerare di processare penalmente Posada.  Senza dubbio lei non è interessata a questo e quindi io ho smesso di chiederglielo”.

I Cinque sono stati condannati a Miami  a smisurate sentenze per cospirazione per commettere spionaggio, nonostante un’assoluta mancanza di prove. 

Uno di loro, Gerardo Hernández Nordelo, è stato condannato anche per cospirazione per commettere omicidio, in relazione con l’abbattimento di due piccoli aerei di Hermanos al Rescate, anche se manca  qualsiasi  prova sul fatto che lui avesse informazioni sul presunto piano d’abbattere i due velivoli, che avevano violato decine di volte lo spazio aereo cubano, quando furono abbattuti. 

Heck-Miller è la Pubblico Ministero che insistette per portare il caso dei Cinque a giudizio, che ha negato il trasferimento da Miami e che ha giocato un ruolo chiave per farli ingiustamente sentenziare con esorbitanti condanne.

È incredibile, ma è vero, che è proprio lei che prese la decisione di non presentare accuse penali nel 2005 contro  Posada Carriles,  l’uomo che ha diretto la campagna terroristica contro Cuba,  la stessa campagna che i Cinque cercavano di ostacolare per salvare vite umane  nell’Isola.

Queste sono alcune delle verità occulte in questo processo legale contro Posada Carriles e vanno rivelate e diffuse. (Traduzione Granma Int.).

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In Spagna chiedono la scarcerazione di antiterroristi cubani

 
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 In Spagna chiedono la scarcerazione di antiterroristi cubani
 

Madrid, 13 gen (Prensa Latina) Raggruppamenti spagnoli solidali con Cuba hanno chiesto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l'immediata scarcerazione dei cinque antiterroristi dell’isola carcerati dal 1998 per prevenire al suo paese di azioni violente. In una nutrita concentrazione celebrata ieri sera, diverse organizzazioni hanno chiesto al governante nordamericano che liberi Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González, Ramón Labañino e René González.

Durante il veglione, organizzato per il Comitato di Madrid per la Liberazione di quei prigionieri politici, si sono impennate bandiere cubane e si hanno esibito striscioni con le foto dei Cinque, come sono conosciuti quei giovani nelle campagne mondiali al suo favore.

Si hanno spartito anche ai transitori centinaia di volantini con una breve spiegazione dell'imbrogliato processo che in questi più di 12 anni hano dovuto sopportare quei lottatori contro il terrorismo, su chi pesano smesurate condanne, perfino varie ergastoli.

Davanti a centinaia di persone che transitavano per un centrico posto della capitale spagnola, cinque membri del citato comitato hanno vestito gli abiti di colore arancia che normalmente portano i prigionieri per personificare agli antiterrorista Della nazione caraibica ingiustamente carcerati.

Il movimento di amicizia con Cuba ha denunciato il doppio morale del Governo statunitense per mantenere tra grate ai Cinque e, contemporaneamente, proteggere terroristi confessi come Luis Posada Carriles ed Orlando Bosch.

I raggruppamenti solidali con l'isola e con questa causa si sono impegnati a moltiplicare le azioni e continuare a diffondere il caso di Gerardo, Antonio, René, Ramón e Fernando fino a riuscire la sua scarcerazione e ritorno a casa.


is/ edu

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Le belve di Miami,la città  dell'odio,fanno togliere il cartellone che chiedeva la libertà  per i 5

 
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Ritirato il cartellone dedicato ai Cinque

Miami, la città dell’odio e l’intolleranza.

Max Lesnick 

Miami: aria di tolleranza e libertà d’espressione. Ma non per molto tempo. L’Alleanza  Martiana, un’organizzazione integrata  da cubani e latinoamericani che propugnano  relazioni  d’amicizia  e rispetto mutuo tra gli Stati Uniti e i popoli liberi d’America, esercitando il diritto alla libertà d’opinione, ha preteso ieri di portare un messaggio di solidarietà ed un  reclamo di libertà per i Cinque cubani antiterroristi, ingiustamente reclusi nelle prigioni  nordamericane.

Un cartellone  pubblicitario  con  le  fotografie dei Cinque Patrioti  anti-terroristi,  avvolti in una bella bandiera cubana e reclamando  la loro libertà,  era stato installato nella centrale Avenida  37,  a  sudovest della  città di Miami, senz’altra  intenzione che quella di chiedere quella giustizia che è stata negata loro in una Corte Federale del sud della  Florida.

Il  testo diceva solo in inglese : “Free the cuban five”. “libertà  per  i Cinque, detto in spagnolo.

La  responsabilità  legale  del messaggio in appoggio  alla  scarcerazione  dei Cinque   cubani  antiterroristi-  indicata nello stesso cartellone, era  della Alianza Martiana che aveva pagato 1500   dollari per un mese, in accordo con il contratto firmato con la compagnia   “Clear Chanel”, una nota impresa che si occupa di sistemare i cartelloni pubblicitari nei luoghi centrali della città di Miami.

Appena  installato il cartellone  della Alianza  Martiana, che reclama la scarcerazione dei Cinque, sono arrivati i militanti dell’odio di sempre, esigendo di ritirare  quel reclamo di libertà, in un linguaggio brutale,  gridando minacce in un modo più adatto a belve feroci che ad esseri umani.

Il cartellone è stato ritirato e sostituito da un annuncio commerciale, violando il contratto legale firmato dalla Alianza  Martiana con  la compagnia  ”Clear Chanel”.

Di  nuovo sono stati imposti l’odio e l’intolleranza.

L’ingiusto processo nel quale sono stati condannati i Cinque cubani antiterroristi, si ripete di nuovo a Miami.

Giustizia  e libertà: dove sono che non le vedo?

Con l’odio e con la rabbia nelle sue viscere, Miami non cambia e tutto continua uguale ( Traduzione Granma Int.).

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UN ENORME STRISCIONE SUI CINQUE NEL CUORE DI MIAMI

 
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UN ENORME STRISCIONE SUI CINQUE NEL CUORE DI MIAMI

In 37ª avenida e Calle Cuatro,del North West, nello stesso cuore della Piccola “Habana di Miami”, esattamente davanti all’ entrata del Casino de los Perros, è apparso uno striscione con i volti dei 5 cubani antiterroristi ingiustamente reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti: Gerardo, Antonio , Fernando, Ramón e René , prigionieri politici da più di dodici anni, per aver ostacolato le azioni terroristiche contro il loro paese.

 

Il messaggio in inglese dice: "Free the cuban Five" (Libertà per i Cinque),

ed è firmato dalla Alianza Martiana, riporta Radio Miami.

( Traduzione Granma Int.)

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Evidenziata l'importanza della solidarietà  con i 5 nella provincia Cubana/solidarietà  da Sto Domin

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Sottolineata l’importanza della solidarietà con i Cinque cubani nella provincia

Pinar del Rio, Cuba, 6 gen (Prensa Latina) La presidentessa dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, Kenya Serrano, ha sottolineato oggi qui l’importanza dell’appoggio internazionale per la liberazione dei Cinque cubani, prigionieri politici negli Stati Uniti. In dichiarazioni a Prensa Latina ha sottolineato che come parte della battaglia per la scarcerazione di Ramon Labañino, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Fernando Gonzalez si organizzerà questo anno un forum che avrà come sede Washington.

La funzionaria ha assicurato che in distinte regioni del mondo si fortificheranno le azioni di solidarietà con I Cinque cubani durante il decorso del 2011, anno che ha considerato cruciale per ottenere il loro ritorno alla nazione antillana.

Siamo in un momento decisivo dopo la presentazione della petizione di habeas corpus come ultima risorsa legale a beneficio di Gerardo, condannato a due ergastoli”, ha detto.

La Serrano ha affermato che numerosi paesi pianificano iniziative di appoggio alla causa degli antiterroristi, che hanno difeso l'isola da azioni violente cospirate da territorio nordamericano.

Oggi, ha aggiunto, uomini e donne di distinte nazionalità si sommano alla campagna per esigere la libertà dei Cinque, con l'impiego dei mezzi di comunicazione di massa ed altre alternative come l'invio di lettere al presidente statunitense, Barack Obama.

Ig/ap

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Solidarietà con i Cinque dal Pico Duarte, in Dominicana

Ecologisti dominicani esigeranno dal Pico Duarte, la montagna più alta delle Antille, l’immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti.

In un comunicato stampa, gli ecologisti hanno informato che durante la camminata, che si dovrebbe concludere oggi, giovedì 6, stanno realizzando attività sportivo-ricreative come pallavolo, domino e softbol, e partecipano anche ad un corso di soccorso nella montagna, come informa il sito digitale cubaminrex.cu.

Dalle più alte cime, già molti giovani hanno reiterato l’innocenza dei Cinque ed hanno reclamato la libertà ed il ritorno in Patria di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, reclusi da più di 12 anni per aver ostacolato le azioni criminali che i gruppi di terroristi controrivoluzionari radicati in Florida ordiscono contro Cuba.

L’anno scorso tre argentini hanno espresso questi reclami dall’Aconcagua, il tetto dell’America; gli ecuadoriani hanno scalato il Chimborazo ed il Cayambe, nella cordigliera delle Ande; i libanesi da el Qornet el-Sawda, la cima più alta del Medio Oriente hanno reclamato l’immediata liberazione dei Cinque Eroi cubani.

Messaggi solidali per questi Cinque Patrioti sono stati inviati anche da Milesovka, una montagnola della Repubblica Ceca, da vari residenti di questa nazione europea, così come dal Pico Turquino, da integranti di molte organizzazioni e gruppi, cubani e stranieri ( Traduzione Granma Int.).

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Antiterroristi cubani incarcerati negli USA fanno gli auguri al loro popolo

 
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 Antiterroristi cubani incarcerati negli USA fanno gli auguri al loro popolo  

(Prensa Latina) I Cinque antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti dal 1998 hanno fatto gli auguri al popolo dell'isola caraibica per il nuovo anniversario del Trionfo della Rivoluzione. Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e René Gonzalez compiono severe condanne per informare sui piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio statunitense.

Riceviamo un nuovo anno accompagnando le vostre lotte ed aspirazioni da cinque lontane prigioni, in tempi di straordinaria risonanza per il futuro della patria nel cui costruzione, oggi più che mai, vorremmo stare fisicamente tra di voi”, ha sottolineato Renè Gonzalez in un messaggio divulgato oggi dal quotidiano Granma.

Per un mondo che chiede alternative, la sorte di tutta l'umanità è legata oggi più che mai a quella della nostra piccola isola”, ha indicato Gonzalez.

La ricerca del socialismo cubano di questo secolo rimbalza oltre la nostra geografia, alimentando le speranze di molti e mettendo in allerta gli istinti predatori dei pochi privilegiati”, ha puntualizzato.

La sfida che affrontiamo è enorme, perché l'imperialismo -in riferimento agli Stati Uniti - rinunzierà a strangolarci solo se claudichiamo o se una volta per tutte costruiamo con i nostri propri sforzi la società invulnerabile alle sue aggressioni”, ha detto.

Antonio Guerriero, che ha inviato un poema molto sentito, ha desiderato successi al popolo negli inevitabili e vitali compiti che devono compiersi nel paese in difesa dell'opera socialista costruita con tanto amore, eroismo e sacrificio.

Da parte sua, Fernando Gonzalez, nella sua missiva di auguri, ha affermato che il 2011 saranno un anno di rinvigorimento, dopo essere discussi recentemente le linee guida della politica del nuovo ordinamento socioeconomico nel Parlamento, per poi proseguire la sua analisi nel VI Congresso del Partito Comunista di Cuba (PCC).

Nella sua lettera, Ramon Labañino ha espresso che nell'unità esiste la forza, come via per continuare vincendo le battaglie, al tempo che ha anticipato che il VI Congresso del PCC sarà un altro importante trionfo del socialismo.

Da parte nostra, in questo anno che è terminato abbiamo ottenuto una piccola ed ingiusta riduzione delle condanne per alcuni di noi, mentre ci mantengono in un’infame prigionia e, specialmente, a nostro fratello Gerardo, con cui la malvagità è diventata feroce”.

Noi continueremo a lottare fino a vincere ed essere liberi, con l'appoggio determinante del nostro amato popolo e di tutti i popoli dell'orbe”, ha condannato Labañino.

Ig/joe

La cosa migliore per gli USA è liberare i Cinque

Deisy Francis Mexidor

Nuove prove continuano a venire alla luce sulle aggressioni criminali perpetrate contro Cuba da mercenari d’origine centroamericana nel decennio dei ’90 del secolo scorso, finanziate e organizzate da terroristi e gruppi anticubani, che ancora oggi ricevono protezione negli Stati Uniti.

L’arresto nel luglio scorso del salvadoregno Francisco Chavez Abarca, nell’aeroporto venezuelano di Maiquetia e il suo successivo trasferimento a L’Avana, trasferito in all’allarme rosso dall’INTERPOL, ha messo in evidenza i fili di una rete che cercò di creare il caos e provocò la morte del giovane italiano Fabio Di Celmo nel 1997.

Questo nuovo fatto dovrebbe far ricordare all’amministrazione statunitense che uno dei criminali che protegge, Posada Carriles, è evaso dalla giustizia del Venezuela, ed è uno dei principali responsabili di quelle azioni delittuose.

Se Francisco Chavez Abarca sta dicendo la verità, sarà la fine di Posada Carriles, ha indicato in una dichiarazione esclusiva a Prensa Latina, Lawrence Wilkerson, colonnello in pensione dell’Esercito nordamericano, ex capo del gabinetto del segretario di Stato Colin Powell tra il 2002 e il 2005.

Wilkerson è nato nel giugno del 1945 nella Carolina del Sud. Si autodefinisce “un soldato ed un cittadino, ma prima di tutto un cittadino”.

Veterano della guerra del Vietnam e d’estradizione repubblicana, l’ex colonnello ha detto che esistono ragioni sufficienti perché Posada Carriles possa “essere estradato o processato negli Stati Uniti per tutti i crimini commessi”.

Tra pochi giorni Posada sarà giudicato da un tribunale nordamericano per cause minori del suo stato migratorio e la sua vita trascorre nella città di Miami, dove non ha mai smesso di fomentare azioni terroristiche contro Cuba.

La richiesta della sua estradizione è un giusto reclamo del governo della Repubblica Bolivariana di Venezuela, presentato da cinque anni, un diritto che, nello stesso modo corrisponderebbe anche a L’Avana.

Forse molti ignorano che tra gli Stati Uniti e Cuba esistono due accordi di estradizione, uno firmato nel 1904 e l’altro nel 1926, anche se l’Isola, in questo caso, ha dichiarato pubblicamente che cede questo diritto a favore del Venezuela.

Il 7 gennaio del 1959, a pochi giorni dal trionfo della Rivoluzione, le autorità cubane chiesero a quelle statunitensi l’estradizione di noti assassini e torturatori della sconfitta dittatura di Fulgencio Batista, che erano fuggiti a Miami.

Il sud della Florida divenne da allora e sino ad oggi il rifugio preferito di criminali ricercati in vari paesi perché si garantisce loro impunità. La Casa Bianca non ha mai rispettato gli accordi firmati.

È a Miami dove i Posada Carriles e gli Orlando Bosch, responsabili intellettuali dell’esplosione di un aereo civile cubano, nel 1976, continuano a trovare ospitalità.

Secondo me questi uomini sono veri terroristi, come tanti altri che vengono chiamati così nel resto del mondo. Loro terrorizzarono e ammazzarono civili innocenti per uno scopo politico”, ha affermato Wilkerson.

Ma gli Stati Uniti, il paese che più aggredisce, quest’anno ha nuovamente inserito Cuba, il paese più aggredito, in una lista di presunti patrocinatori del terrorismo internazionale.

L’ex capo del gabinetto di Powell, riferendosi a questo tema ha detto che è si tratta di un altro elemento di una politica estera poco responsabile dei successivi governi statunitensi

Nel periodo in cui ho esercitato il mio incarico nel governo ho potuto vedere diversi dossier sui diritti umani, sulla corruzione o sugli stati patrocinatori del terrorismo, che si compilavano e venivano pubblicati per ragioni politiche o per le ragioni spiegate nell’introduzione dei testi”.


Spesso non erano realmente motivi politici, ma forme adatte a soddisfare i gruppi di speciale interesse dei politici.


Penso che l’inserimento di Cuba nella lista del terrorismo sia un esempio evidente di questo tipo di documento” ha detto, ed ha aggiunto: “ In diverse occasioni mi sono vergognato per certi documenti del mio paese, nei quali non includeva sé stesso come aggressore. Questo atteggiamento mi è sempre sembrato ipocrita e arrogante”.

I dati offerti dal ricercatore Josè Luis Mendez indicano che durante 40 anni, tra il 1960 e il 2000, sono stati sequestrati a Cuba e trasferiti negli Stati Uniti, 49 aerei, 37 dei quali erano civili, ossia sono stati registrati 54 atti di pirateria, e su 49 aerei rubati solo 16 sono stati restituiti all’Isola, cioè il 34%.

Interrogato sulla situazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez, prigionieri politici nelle carceri federali statunitensi, Lawrence Wilkerson ha dichiarato il suo appoggio alla battaglia per la loro liberazione.

Ha spiegato d’aver sentito parlare per la prima volta dell’indole dei loro delitti, del loro processo, delle sentenze rigorosissime imposte e delle azioni del tribunale d’Atlanta, in una conferenza nella Howard University di Washington, DC.

Da allora ha continuato a seguire il caso, come credo che dovrebbe fare ogni nordamericano che s’interessa alla giustizia. “Chiunque tra noi potrebbe essere vittima di un’ingiustizia del genere”, ha sottolineato.

La causa dei Cinque, come sono conosciuti internazionalmente i combattenti cubani antiterroristi, ha creato precedenti inquietanti”, ha dichiarato l’ex ufficiale del Pentagono.

La storia della giustizia degli Stati Uniti è segnata da diversi fatti dolorosi nei quali ha primeggiato qualsiasi cosa, tranne la giustizia, come per esempio la decisione del Tribunale Supremo nel caso di Dred Scott, nei confronti della schiavitù”.

Il caso Dred Scott fuuna denuncia, che incise la storia degli Stati Uniti, risolta ingiustamente dalla Corte Suprema nel 1857. Dred Scott (1795-1858) avevo un causa aperta difendendo il suo diritto di uomo libero. La Corte Suprema sentenziò contro di lui, cercando d’approfittare del caso per imporre la schiavitù in tutto il territorio dell’Unione e creando un serio problema tra gli abolizionisti, con conseguenze molto gravi. In nome del tribunale, Scott fu arrestato con la motivazione che, essendo di razza negra non era considerato cittadino degli Stati Uniti e quindi non aveva nessun diritto federale.

Nel caso dei Cinque Cubani il semplice fatto di non concedere lo spostamento della sede per il processo giudiziale costituisce una flagrante violazione”, ha aggiunto Wilkerson.

Riferendo che il pagamento segreto a giornalisti e ad altri agenti per garantire opinioni di colpevolezza contro i Cinque, ha dimostrato un atteggiamento disonesto da parte di diversi funzionari del governo degli Stati Uniti”.

Wilkerson è certo che la cosa migliore che si possa fare è conquistare la libertà di Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e René, perché in qualsiasi luogo dove si commette un’ingiustizia flagrante, la lotta per contrastarla sarà sempre giusta. (Traduzione Granma Int.)

 

 

 

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Cresce solidarietà  verso gli antiterroristi cubani incarcerati negli USA

 
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Cresce solidarietà verso gli antiterroristi cubani incarcerati negli USA

 

L'Avana, 31 dic (Prensa Latina) I membri della 53° Brigata Nordica di Solidarietà con Cuba e della 18° della Croce del Sud (Nuova Zelanda ed Australia) hanno chiesto la liberazione dei Cinque antiterroristi dell’isola incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti dal 1998. Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, compiono severe condanne per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio statunitense.

In un incontro con una rappresentazione dei parenti dei Cinque, i brigatisti ratificarono la sua disposizione di intensificare le azioni a beneficio della scarcerazione dei patrioti cubani.

Entrambe i contingenti sono alloggiati nell'Accampamento Internazionale Julio Antonio Mella, al sudovest di questa capitale, dove lavorano in compiti agricoli e sostengono incontri con organizzazioni politiche, sociali e di massa.

La Brigata Nordica e Croce del Sud partecipano ai festeggiamenti per il 50° Anniversario dell’ Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP).

Ig/joe

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Antiterroristi prigionieri negli USA sottolineano la solidarietà  di Cuba

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Antiterroristi prigionieri negli USA sottolineano la solidarietà di Cuba

L'Avana, 29 dic (Prensa Latina) I cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti dal 1998 hanno sottolineato oggi la vocazione universale, solidale ed internazionalista del processo rivoluzionario iniziato nell'isola caraibica nel 1959. Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez compiono severe condanne per informare su piani di azioni violente contro Cuba forgiati da gruppi terroristi radicati in territorio nordamericano.

In un messaggio di augurio inviato per il 50° Anniversario dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP), Renè Gonzalez -a nome dei suoi compagni – ha sottolineato che per cinque decadi l'ente ha lavorato per la pace globale e la fraternità di tutti gli esseri umani, premessa principale per costruire l'unico mondo possibile.

Attraverso la vostra opera si è rotta la maledizione che hanno significato le politiche di seminare ignoranza nell'umanità, applicate per l'impero mediante tutti i suoi mezzi, ed è arrivato ad ogni angolo dal pianeta l'alito di un paese in rivoluzione, sempre fresco, rinnovato ed affettuoso”, sottolinea la lettera. “Oggi l’ICAP, creato per dare fraternità, si trasforma in recettore della solidarietà mondiale verso di noi, i Cinque cubani”, ha risaltato.

Da parte sua, Antonio Guerrero ha definito straordinaria la battaglia che libera l'istituzione per ottenere la liberazione dei Cinque attraverso la divulgazione della verità sul caso davanti al mondo ed unendo forze per il loro rapido ritorno, al tempo che ha ringraziato per l'appoggio ai loro famigliari.

In un atto con motivo del 50° Anniversario dell'ICAP, il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, ha segnalato che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, può e deve liberare i Cinque in maniera immediata e senza condizioni.

Ora, quando si avvicina il giorno in cui gli Stati Uniti dovranno rispondere alla petizione di habeas corpus a beneficio di Gerardo Hernandez, la nostra ultima risorsa legale, alcuni mezzi di Miami lo calunniano e tentano di deviare l'attenzione per confondere il movimento solidale, ha detto.

Indipendentemente del diritto irrinunciabile di Cuba a difendere la sua sovranità, nel giudizio seguito contro Gerardo ed i suoi compagni a Miami non è stata presentata nessuna evidenza che lo vincolasse col deplorevole incidente del 24 febbraio 1996, ha ricordato Alarcon.

In questa ora decisiva vogliono farci dimenticare che nel maggio del 2001, in una drammatica ed urgente domanda davanti alla Corte di Appello, la stessa Procura ha riconosciuto che non aveva prove ed ha sollecitato di modificare l'accusa originalmente presentata contro il nostro compagno, ha puntualizzato.

A dispetto di ciò –ha sottolineato Alarcon – è stato condannato con brutale dismisura per un supposto crimine che non è esistito e col quale, in qualsiasi caso, Gerardo non aveva assolutamente niente a che vedere. È impossibile trovare un esempio simile di ingiustizia.

Washington sa che lui è innocente e che ci non sono mai state prove per accusarlo. Bisogna esigere che lo metta in libertà, come i suoi compagni, ha enfatizzato.

Ig/joe

Ig/joe

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Trinidad,Tobago, esigono la libertà  dei Cinque/Danimarca pubblicata lettera di Antonio guerrero

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Rompiamo il silenzio sui Cinque!

A Trinidad e Tobago esigono la libertà dei Cinque cubani

L'Avana, 28 dic (Prensa Latina) L'organizzazione Cuba Solidarity di Trinidad e Tobago ha denunciato gli Stati Uniti per l'ingiusto incarceramento dei Cinque antiterroristi della nazione caraibica, distribuendo materiali che spiegano l'assurdo confino al quale sono stati sottomessi. Per la seconda occasione nel mese di dicembre questo gruppo di solidarietà realizza a Porto Spagna attività in favore della liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.

Ig/Radio Habana Cuba

Una rivista danese ha pubblicato una lettera di Antonio Guerrero

La rivista Cubabladet, della Danimarca, ha pubblicato una lettera di Antonio Guerrero, uno dei Cinque Eroi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti, inviata all’Associazione di Amicizia di questo paese con Cuba.

Nella  lettera, pubblicata nell’edizione del mese di dicembre, Antonio Guerrero esprime i ringraziamenti suoi e dei suoi compagni per il sostegno ricevuto dal movimento di solidarietà in questa nazione europea, informa il sito digitale www.cubaminrex.cu.

Molti danesi si sono sommati alla campagna internazionale per l’immediata liberazione di Antonio, Gerardo Hernández, Fernando González, Ramón Labañino e René González, ed hanno inviato messaggi al presidente statunitense Barack Obama perchè usi le sue facoltà e li liberi. Inoltre sono stati distribuiti volantini ed altri documenti che denunciano l’arbitrario processo giudiziario svolto a Miami, che ha condannato ingiustamente questi cinque patrioti.

Le missioni che i Cinque realizzavano in territorio nordamericano hanno permesso di conoscere anticipatamente i propositi dei gruppi terroristi  che operano dalla Florida e neutralizzarli, evitando ulteriori lutti in Cuba ed anche tra i nordamericani, per l’esecuzione di sordidi piani perpetrati dai nemici dell’Isola.

(Traduzione Granma Int.)

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Parlamentari peruviani esigono la libertà  dei Cinque cubani

 
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Parlamentari peruviani esigono la libertà dei Cinque Cubani 

Lima, 22 dic (Prensa Latina) La Lega Parlamentare di Amicizia Perù-Cuba ha chiesto oggi al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, la libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani prigionieri politici dell’impero. La richiesta è stata fatta in un comunicato pubblico della Lega che raggruppa legislatori di diverse tendenze, ed esorta ad Obama affinché, facendo onore al Premio Nobel che ostenta, disponga ciò che è pertinente affinché i Cinque patrioti cubani ritornino alla loro Patria.

Segnala che urge incrementare la solidarietà con la causa dei Cinque, simbolo della lotta per la dignità e la giustizia, ed annota che ci sono fatti nuovi che impongono una revisione giudiziale del caso.

I parlamentari peruviani annotano al riguardo che la stessa stampa statunitense ha riconosciuto che i testimoni che hanno dichiarato contro i cubani davanti ad una corte della Florida hanno ricevuto pagamenti illegali da funzionari dell'amministrazione nordamericana.

Questi elementi nuovi, aggiungono, dovrebbero interessare al governo degli Stati Uniti ed indurlo a rivedere la causa e lasciare senza seguito il procedimento giudiziale contro i Cinque cubani.

Ig/mrs

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Salvadoregni negli USA chiedono la libertà  dei Cinque cubani

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Salvadoregni negli USA chiedono la libertà dei Cinque cubani

San Salvador, 21 dic (Prensa Latina) L'Associazione Nazionale dei Salvadoregni Americani (SANA), con sede negli Stati Uniti, ha reclamato in questa capitale l'immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati in questo paese dal 1998. Appoggiamo qualunque azione che porti alla libertà dei Cinque compagni cubani, ha detto a Prensa Latina Sofia Cortes, uno dei leader del SANA.

Cortes ha aggiunto che se il presidente statunitense, Barack Obama, volesse essere meritevole del premio Nobel della Pace che ha ricevuto l’anno scorso, un passo importante sarebbe mettere fine all'ingiustizia contro questi lottatori.

Ha osservato che inoltre Obama dovrebbe intraprendere delle misure che mettano termine al bloqueo imposto a Cuba da circa mezzo secolo.

Cortes ed altri attivisti dell'Associazione hanno partecipato il 17 scorso in una marcia e veglia in San Salvador per la libertà di Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Ramon Labañino.

Le manifestazioni sono state convocate dalla Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà con Cuba, le comunità ecclesiastiche di base, associazioni dei veterani di guerra e degli studenti universitari.

Cortes ha informato che SANA difende anche i diritti dei salvadoregni emigrati negli Stati Uniti, dove costituiscono già la quarta comunità latinoamericana.

Ha indicato che durante quest’anno hanno presentato davanti al congresso statunitense delle iniziative che propizino non solo la legalizzazione degli status migratori di coloro che procedono dal Salvador ma bensì anche di altre nazioni.

Ig/rl

Un Antiterrorista cubano ha inviato un messaggio ai giovani del mondo/ 25 ambasciatori.....

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Ramon Labanino

Un Antiterrorista cubano ha inviato un messaggio ai giovani del mondo

Diony Sanabia Abadia

L’antiterrorista cubano Ramón Labañino, ingiustamente recluso negli Stati Uniti da più di 12 anni, ha inviato un messaggio al Tribunale Antimperialista che svolge le sue sessioni come parte del XVII Festival Mondiale della Gioventù e gli Studenti.

L’umanità affronta una delle più importanti battaglie per la sua sopravvivenza e nelle nostre mani ci sono le generazioni presenti e future che possono salvare il mondo dal disastro”, ha segnalato nella comunicazione, letta dalla sua figlia maggiore, Ailí Labaniño.

Questo ordine sociale internazionale si basa sulla disuguaglianza, le guerre, la disoccupazione, il danno al clima, il furto delle nostre risorse, la fame, le malattie e distruzioni di ogni tipo”, segnala il testo.

Tutti sappiamo che il problema è l’imperialismo”, sottolinea il messaggio, nel quale Ramón esprime il suo ottimismo nei cambi che si devono realizzare per cambiare il mondo.

Possiamo costruire una società nuova in cui l’essere umano e non il capitale o il denaro siano al centro di tutto. Siamo sicuri che tutti noi uniti possiamo marcare la differenza”, dichiara l’Eroe antiterrorista cubano.

Quando tornerete al vostro paese, ha suggerito ai delegati al Festival, ricordate che noi siamo la speranza del futuro e necessitiamo fare del pianeta Terra un luogo pacifico, affascinante e bello per tutti”.

Dopo la lettura del messaggio Ailí ha consegnato al presidente della Federazione Mondiale delle Gioventù Democratiche, Tiago Vieira, una targa eseguita per il Festival da Gerardo Hernández, un’altro dei Cinque antiterroristi.

I due menzionati con René González, Antonio Guerrero e Fernando González furono detenuti il 12 settembre del 1998 quando, infiltrati, cercavano di controllate le azioni criminali organizzate dai gruppi nemici di Cuba, radicati nel sud della Florida.

Numerose prove giudiziarie e la testimonianza di alti capi militari nordamericani indicano che i Cinque, come sono uniti internazionalmente, non hanno mai agito contro la sicurezza degli USA.

Il Festival che si conclude martedì 21, riunisce 15.000 delegati di 140 nazioni ed ha la parola d’ordine: Per un mondo di pace, solidarietà e trasformazioni sociali, sconfiggiamo l’imperialismo!”.

(Traduzione Granma Int.)

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Libertà per i Cinque già!

Gli ambasciatori di 25 paesi hanno chiesto agli USA i visti per le mogli di due dei Cinque

Gli ambasciatori di 25 nazioni accreditate a Cuba hanno chiesto nella sede diplomatica nordamericana a L’Avana, i visti per le mogli di due dei Cinque cubani prigionieri negli Stati Uniti dal 1998, condannati con enormi ed ingiustificate sentenze a Miami.

Una lettera, consegnata dai diplomatici alla Sezione d’Interesse statunitense nella capitale cubana, sollecita l’intercessione del presidente Barack Obama, a favore di Olga Salanueva e Adriana Pérez, per far sì che possano visitare i loro rispettivi mariti, René González y Gerardo Hernández, che non vedono da più di dodici anni.

Nella lettera si specifica che privare questi prigionieri delle visite delle mogli è un castigo estremo e non abituale, ha segnalato CubaDebate, con un’informazione ANSA.

Hernández sconta due ergastoli e González una pena de 15 anni. Sono detenuti in prigioni lontane, da più di dodici anni.

La lettera è stata consegnata dagli ambasciatori di Nicaragua, Venezuela, Ecuador, San Vicente y las Granadinas e dall’incaricato al commercio della Bolivia, tutti paesi membri dell’ALBA, Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América (ALBA), organo regionale fondato nel 2004.

Inoltre hanno approvato il documento Congo, Libia, Ucrania, Sudafrica, Paraguay, Cipro, Iran, con El Salvador.

Gli altri tre antiterroristi cubani reclusi dal 12 settembre del 1998 sono Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González.

(Traduzione Granma Int.)

Collocano bandiera per la Libertà dei Cinque in cima al vulcano Cayambe

Quito, 20 dic (Prensa Latina) Giovani ecuadoriani hanno collocato una bandiera sulla cima del vulcano Cayambe, in richiamo della Libertà dei Cinque patrioti cubani prigionieri ingiustamente da 12 anni negli Stati Uniti per difendere il loro popolo dal terrorismo. La richiesta a beneficio di Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, è stata di nuovo il motivo per ascendere questa cima, esigendo il più alto stato fisico e tecnico specifico per l’alta montagna.

Si tratta della seconda occasione nella quale integranti del Movimento Cultura Ribelle (MCR) sono saliti in cima a questa montagna delle Ande ecuadoriane, a cinque mila 790 metri sul livello del mare nella cordigliera orientale della provincia di Pichincha, che prende il suo nome da questo vulcano.

Il MCR è stata l'organizzazione che a nome del paese e della gioventù bolivariana ed ecuadoriana hanno promosso in aprile e maggio di questo anno la salita sui vulcani Chimborazo e Cayambe, per ondeggiare la bandiera per la libertà dei cinque patrioti cubani.

La spedizione che ha portato sul Cayambe questa fine settimana è stata composta da cinque persone, includendo quelli che l'avevano scalato anteriormente, Fabian Paredes, suo fratello Manuel ed altri attivisti sociali e sportivi di alta montagna

Ig/prl

 

Manifestazioni do solidarietà  per i cinque antiterroristi cubani in Portogallo e Salvador

 
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Solidarietà con i Cinque antiterroristi

L'Associazione d’Amicizia Portogallo-Cuba ha confermato la sua solidarietà con la causa dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti da più di 12 anni per aver protetto il loro paese da vari attentati, durante un incontro che si è svolto a Moita, alla periferia di Lisbona.

Il movimento portoghese ha rinnovato il suo impegno con la Rivoluzione cubana e con la causa della libertà dei Cinque in questa manifestazione che faceva parte della campagna “Cinque giorni per i Cinque”, annunciata in coincidenza con il Giorno Internazionale dei Diritti Umani (DD.HH.).

Promossa dal Comitato Internazionale per la Libertà di questi prigionieri politici, la crociata ha l’obiettivo di denunciare all’opinione internazionale l'illegale detenzione - che dura dal 1998 - di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.

Le violazioni dei Diritti Umani sofferte dai Cinque sono state ricordate da Angelo Alves, del Partito Comunista Portoghese, Antonio Figueiredo, dell'Associazione d’Amicizia, Rui Garcia, vicepresidente del governo locale e Ivette Garcia, prima segretaria dell'ambasciata de L'Avana a Lisbona.

Figueiredo, dirigente del movimento solidale con Cuba a Moita, ha sottolineato la condizione di Eroi di questi combattenti e gli storici vincoli che uniscono migliaia di portoghesi con la Rivoluzione cubana.

Alves ha parlato dell'esperienza della costruzione del socialismo nell’isola ed il impegno dei comunisti portoghesi con il processo rivoluzionario, stabilito nel gennaio del 1959.

Il dirigente ha esaltato le capacità del popolo cubano per ottenere risultati positivi in molte aree socio-economiche, nonostante il ferreo e prolungato blocco imposto dagli Stati Uniti.

In occasione del 62° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il Comitato Portoghese per la Liberazione dei Cinque (CPLC) ha chiesto al presidente nordamericano, Barack Obama, che liberi Gerardo, Antonio, Ramon, Renè e Fernando.

In una lettera consegnata al governante, il CPLC domanda che Obama faccia uso delle prerogative che gli conferisce la Costituzione statunitense e che ordini la scarcerazione dei Cinque.

Tutto il mondo sa, e il Presidente degli Stati Uniti ha accesso ad abbondanti prove che lo confermano, che questi cittadini sono innocenti e che liberarli costituisce il più elementare atto di giustizia, afferma il messaggio.

(Traduzione Granma Int.)

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Marcia in Salvador per la libertà degli antiterroristi cubani

San Salvador, 17 dic (Prensa Latina) Una marcia ed una veglia realizzeranno oggi nella capitale del Salvador varie organizzazioni per esigere l'immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti. Gli organizzatori delle manifestazioni hanno spiegato a Prensa Latina che raccoglieranno anche firme per una lettera al presidente di questo paese, Barack Obama, per sollecitare che metta fine all'ingiustizia.

L'immediata libertà dei Cinque cubani è esatta da tutti i paesi del mondo, accompagnati dai loro governi, e dalle personalità delle arti, delle scienze, del diritto, politici e religiosi, sottolinea il testo.

Nella marcia prenderanno parte i membri delle comunità ecclesiali di base, associazioni di veterani di guerra e della Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà con Cuba.

Il presidente di questa ultima organizzazione, l'avvocato Raul Martinez, ha informato che i manifestanti si concentreranno sul parco Cuscatlan a partire dalle 18:00, ora locale.

All'interno di questa installazione si trova il Museo della Memoria Storica, dove in mattonelle di marmo sono iscritti i nomi di 30 mila vittime della repressione durante il conflitto armato (1980-1992).

Posteriormente andranno verso il monumento al Divino Salvatore del Mondo, una piazza centrica dominata da una statua monumentale di Gesù Cristo, che è il principale simbolo della capitale.

In uno degli estremi del luogo, ai piedi di una statua dedicata all'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero, assassinato dagli squadroni della morte il 24 marzo 1980, sarà realizzata una cerimonia religiosa.

Nello stesso posto rimarranno in veglia per la libertà dei Cinque fino a domani sabato.

Martinez ha spiegato che i manifestanti trasporteranno foto degli antiterroristi Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Ramon Labañino, come di monsignore Romero.

Ha aggiunto che durante la marcia e la veglia saranno ripartiti volantini col testo della lettera al presidente statunitense ed altri di solidarietà con Cuba e per la liberazione di questi lottatori.

Ig/rl

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Azioni per la libertà  dei 5 eroi/Organizzazione femminile chiede ad Obama la libertà  dei cinque

 
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Ancora più azioni per la libertà dei Cinque antiterroristi cubani

 

L’Avana, 16 dic (Prensa Latina) La VII Conferenza Lavorativa dei Sindacalisti degli Stati Uniti, Cuba, Venezuela, America Latina effettuata a Tijuana, in Messico, si è pronunciata per intensificare ingiustamente la promozione nel paese nordamericano sulla verità dei Cinque cubani incarcerati nella nazione settentrionale. Alicia Jrapko, coordinatrice del Comitato Internazionale per la liberazione dei Cinque cubani negli Stati Uniti, ha affermato che la battaglia definitiva per questa causa si vincerà definitivamente con l'appoggio della società statunitense.

Nella VII Conferenza Lavorativa Stati Uniti-America Latina che ha contato sulla presenza dei familiari dei Cinque, sindacalisti del Nicaragua, Honduras e Costa Rica hanno deciso di avere influenza sulle organizzazioni omologhe degli Stati Uniti a beneficio degli antiterroristi cubani.

Tra le attività dell'incontro c’erano l'esposizione delle caricature politiche di Gerardo Hernandez nella prigione di massima sicurezza e la dimostrazione di un breve video sui Cinque di Dolores Huerta co-fondatrice, insieme a Cesar Rodriguez del Sindacato dei Lavoratori di Proprietà Unite in Messico.

Ig/Radio Guantanamo


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Organizzazione femminile chiede ad Obama la libertà dei Cinque cubani

Quito, (Prensa Latina) La Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM) ha inviato una lettera pubblica al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per sommarsi alla domanda di indulto per i Cinque cubani antiterroristi prigionieri politici da più di 12 anni. La FDIM chiede l'immediata libertà di Gerardo Hernandez Nordelo, Ramon Labañino Salazar, Renè Gonzalez Sehwerert, Fernando Gonzalez Llort, Antonio Guerrero Rodriguez, prigionieri per difendere il loro popolo dal terrorismo.

Funzionarie di nove paesi, riunite in questa capitale per celebrare i 65 anni dell'organizzazione che articola centinaia di organizzazioni ed esprime la voce e la volontà di migliaia di donne del mondo, hanno emesso questa lettera pubblica ad Obama.

Con questa missiva ricorrono alla sensibilità del mondo affinché permetta il congiungimento di queste cinque famiglie, massimo obiettivo del Diritto Umanitario che previene il benessere di genitori-madri, figli, mogli e fratelli gravemente colpiti da questa situazione.

L'incarceramento dei Cinque cubani, aggrega la lettera, ha colpito la sensibilità dell'umanità intera.

Ricorrono ad Obama, sicure della sua favorevole accoglienza a questa petizione che invoca un atto di giustizia, legittima lo stato di diritto e distingue i sistemi democratici moderni.

Sottoscrivono la lettera a nome della FDIM, la sua Presidentessa, la brasiliana Marcia Campos; Maria Ines Brassesco, dell'Argentina, come Vicepresidente; Ligia Prieto e Carlota Villagra, del Paraguay; Nora Castañeda ed Isabel Tortosa, del Venezuela.

Inoltre, le dirigenti Lorena Peña Mendoza e Maria Delia Cornejo, del Salvador; Leticia Montes, del Messico; Teresa Quiroga, della Bolivia; Susana Maranhao, del Brasile; Walda Barrios, della Guatemala; Helia Valencia, del Cile; ed Emma Ortega, dell'Ecuador.

Ig/prl

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URUGUAY:"Presentato un libro di Alarcà³n sugli antiterroristi cubani"

 
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URUGUAY
Presentato un libro di Alarcón sugli antiterroristi cubani

Wilfredo Alayon Perez

Il libro "Gli Eroi proibiti. La storia non raccontata dei Cinque", di Ricardo Alarcón, Presidente del Parlamento cubano, è stato presentato dall’Ambasciatrice di Cuba in Uruguay, Carmen Zilia Pérez Mazón.

Nella  località La Paloma, del dipartimento di Rocha, si è svolta la presentazione dell’opera, una raccolta di  articoli scritti dal dirigente cubano, sulla causa dei Cinque  combattenti antiterroristi dell’Isola,  reclusi da più di 12 anni negli Stati Uniti.

Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González furono detenuti il 12 settembre del 1998, quando controllavano le azioni dei gruppi dei terroristi anticubani ch operano dalla Florida, nel sud degli Stati Uniti. I Cinque come sono noti nel mondo, stanno scontando ingiuste condanne anche se con le loro azioni non hanno mai attentato la sicurezza degli USA.

Carmen Zilia Pérez Mazón ha detto che il Giorno  Internazionale dei Diritti Umani ha avuto un significato speciale per il loro paese, perchè è stato dedicato al reclamo di liberazione dei Cinque.

L’incontro ha fatto parte di una visita di scambio della rappresentante diplomatica nella regione rochense, a 210 chilometri a est di Montevideo, dov’è stata ricevuta dall’ Intendente municipale, Antigas Barrios.

Durante l’incontro con Barrios e i dirigenti del Dipartimento di questa istituzione, la Pérez Mazón ha segnalato i vincoli di amicizia tra i popoli di Cuba e dell’Uruguay ed ha segnalato l’importanza d’approfondire gli scambi culturali per una conoscenza mutua migliore.

Dopo aver ringraziato le mostre d’amicizia ricevuta dagli anfitrioni, ha commentato i risultati della votazione dello scorso 26 ottobre, nell’Assemblea Generale della ONU, quando 187 paesi hanno votato contro la criminale politica degli Stati Uniti, e la campagna mediatica nordamericana contro Cuba.

Barrios ha sottolineato la solidarietà del popolo cubano dagli inizi della Rivoluzione e lo svolgimento del programma dell’Operazione Miracolo, in Uruguay,  che ha permesso di operare in forma gratuita più di 20.000 pazienti di cataratta.

Inoltre ha ringraziato Cuba, che permette ai giovani uruguayani di formarsi come medici,    e che molti di loro lavorano già nel dipartimento di Rocha. (Traduzione Granma Int.).


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Foro della Società  Civile Cubana per la Liberazione dei 5 /telefonate,scrivete ...a Obama

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 Foro della Società Civile Cubana per la Liberazione dei  Cinque  

Dichiarazione finale  

Riuniti a L’Avana, Cuba, il 10 dicembre del 2010, Giorno dei  Diritti  Umani,115  delegati di 74 organizzazioni della società civile cubana,  e 5 organizzazioni regionali ed internazionali con sede in Cuba, partecipanti al Foro della Società Civile Cubana per la Liberazione dei  Cinque, accordano d’esporre quanto segue:

1. Gli integranti del gruppo incaricato hanno offerto al Foro  un’amplia e attuale informazione sulla situazione dei Cinque antiterroristi cubani, privati della libertà da  12 anni, reclusi  nelle carceri degli Stati Uniti: Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, René González, Ramón Labañino e Fernando González, che rivela obiettivamente le violazioni della legalità realizzate durante il processo penale eseguito contro di loro  da parte delle autorità dei tribunali attuanti nel caso.

2. Condanniamo le violazioni dei diritti umani fatte a questi  prigionieri, perpetrate dal momento della loro detenzione, in tutto il processo giudiziario e durante il tempo della reclusione, nel trascorrere delle  ingiuste condanne imposte, evidentemente illegali.

3. Il caso dei  Cinque è assolutamente politico.  È stato il processo più lungo negli  Stati Uniti, taciuto dalla grande stampa complice, nonostante le evidenti violazioni delle leggi e l’ingiustizia del processo giudiziario  eseguito contro di loro. Mentre i Cinque scontano  l’ingiusta prigionia,  terroristi internazionali come Orlando Bosh Avila e Luis Posada Carriles passeggiano liberamente per le strade di Miami e ricevono omaggi in un’Università di questa città.

4. È necessario diffondere la verità sul  caso dei Cinque. Questi cubani riuscirono ad infiltrarsi nelle reti terroristiche anticubane a Miami. Il loro operato era solamente  prevenire sulle azioni terroristiche contro Cuba, dato che tutti sanno bene che a Miami radicano e attuano impunemente gruppi di terroristi che hanno seminato la morte di persone innocenti nel nostro paese ed in altri paesi, che  hanno pianificato centinaia di progetti ed eseguito assassinii e sabotaggi  per distruggere la nostra economia, trasmettere malattie tra la popolazione e attentare in altri modi contro la pace, la stabilità e lo sviluppo di Cuba.

5. Sono stati accusati, tra gli altri delitti, di realizzare spionaggio. Lo svolgimento di un processo manipolato nello stesso della Florida dove radicano quei gruppi, nonostante la mancanza di prove che dimostrino che hanno commesso azioni o cercato informazioni su questioni della sicurezza nazionale degli Stati Uniti,  sono stati condannati ad ingiuste reclusioni. Anche se tre dei Cinque sono stati nuovamente sentenziati, e si è riusciti a far cancellare gli ergastoli imposti a Ramón e ad Antonio,   ugualmente le nuove sentenze risultano ingiuste. Gerardo è stato condannato a due ergastoli e 15 anni di reclusione ed è rinchiuso in prigioni di massima sicurezza. Cuba ritiene responsabile  il governo nordamericano per la mancanza di assistenza sanitaria, di fronte alla grave situazione di salute che ha sofferto.

6. Gli abusi a cui sono stati sottoposti i Cinque Eroi  cubani  durante la prigionia, costituiscono ugualmente una violazione flagrante dei  diritti umani e dei Patti,  Accordi e  Convenzioni internazionali che stabiliscono il Diritto Umanitario. Durante il lungo periodo di reclusione, questi Cinque cubani hanno affrontato i più grandi ostacoli per esercitare i loro diritti e sono stati sottoposti a crudeli castighi, includendo lunghi periodi  d’isolamento e la proibizione de ricevere le visite delle mogli, nei casi di  Gerardo e René.  Inviando  Gerardo nel “buco”, il governo nordamericano ha ostacolato la preparazione del processo d’appello, impedendogli ogni comunicazione con i suoi avvocati.

7. È illustrativo che dal 27 maggio del 2005 il Gruppo di Lavoro  sulle  Detenzioni Arbitrarie della  allora Commissione dei Diritti Umani delle  Nazioni Unite,  ha dichiarato  ARBITRARIE le detenzioni di questi Cinque cubani ed ha incitato il Governo degli Stati Uniti ad adottare  immediatamente le misure necessarie per dare una soluzione alla  situazione. Questa decisione costituisce la prima accusa di questo gruppo mai effettuata prima  su  un processo svolto negli Stati Uniti.

8. La lotta per la libertà dei Cinque costituisce già un reclamo della comunità internazionale. Si sono sommate a questa domanda organizzazioni sociali, politiche, di professionisti, governi, parlamenti, personalità della cultura, della scienza, Premi Nobel, giuristi, istituzioni della società civile ed altre, in un gesto solidale  e nella difesa di questa causa giusta. Le organizzazioni della società civile cubana presenti in questo Foro, alziamo le nostre voci per esigere giustizia a favore della liberazione dei Cinque Eroi cubani. Facciamo un appello a tutte le persone e organizzazioni amanti della giustizia e dei più alti  sentimenti umani ad unirsi a questo nostro reclamo. È necessario che tutti i presenti  informiamo sul caso dei Cinque attraverso la posta elettronica  o con altre vie gli integranti delle nostre reti, gli amici e le famiglie,  sollecitando le loro azioni solidali consistenti nell’invio di messaggi o la realizzazione di telefonate all’ufficio del presidente degli Stati Uniti, sollecitando che i Cinque siano liberati mediante l’uso delle sue facoltà legali e costituzionali per decretare la loro libertà.

9. Facciamo un appello alla solidarietà internazionale  e specialmente al popolo degli Stati Uniti,  perchè sostengano la domanda del popolo  cubano che sia rettificata questa ingiustizia da parte del Presidente di questo paese, Barack Obama. Solo la solidarietà internazionale potrà ottenere il loro ritorno nella Patria e nelle famiglie!

In questo Giorno  dei Diritti Umani onoriamo l’atteggiamento eroico di Gerardo, Fernando, Ramón, René e Antonio che sono simboli della decisione del nostro popolo di difendere la Patria e i valori di giustizia, libertà e solidarietà  che loro  eroicamente rappresentano. Inoltre, appoggiamo  la condotta degna e coraggiosa dei loro familiari che ammiriamo ed ai quali  ratifichiamo che continueremo al loro fianco questa  battaglia per la verità,  denunciando  l’ingiustizia  e la crudeltà di cui sono vittime i loro cari..

 cincoheroescubanosfidelernestovasquez_800 

IMPORTANTE !!!!!!!!!!

FINO 14 DICEMBRE INTASATE LE LINEE TELEFONICHE DELLA CASA BIANCA, INVIATE E MAIL, SPEDITE TELEGRAMMI, FAX...CHIEDETE LA LIBERTA' DEI CINQUE DA 12 ANNI INGIUSTAMENTE RECLUSI NELLE CARCERI DELL'IMPERO.
CASA BIANCA telefono :202-456-1111 E MAIL: HTTP://WWW.WHITEHOUSE.GOV/CONTACT...FAX :fax: 202 456-2461TELEGRAMMA:Presidente Barack Obama
The White House 1600 Pennsylvania Ave, NWWashington, DC 20500 EE.UU

Comité Internacional por la Libertad de los 5 Cubanos

 
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Il comitato internazionale per la libertà dei cinque e contro il terrorismo riunito nel VI colloquio internazionale a Holguin, per il 10 dicembre P.V. ,  in occasione de :

IL GIORNO INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI “

Ci chiede di far sentire la nostra voce per la libertà de 5. Dalle 9 del mattino del 10 alle 5 del pomeriggio e per 5 giorni consecutivi,chiamate per telefono,inviate fax ,e mail o telegrammi per chiedere al Presidente Obama di liberare i cinque, prigionieri negli Stati Uniti per difendere la vita...

Comité Internacional por la Libertad de los 5 Cubanos

El 10 de diciembre Dia Internacional de los Derechos Humanos

Levantemos Nuestras Voces por Ellos

5 DIAS POR LOS 5

A propuesta de los delegados de América Latina y Europa reunidos en el VI Coloquio Internacional por la Libertad de los 5 Héroes y contra el Terrorismo en Holguín, se propuso realizar una acción inmediata el 10 de Diciembre, Día Internacional de los Derechos Humanos.

Ese día, desde las 9 de la mañana a las 5 de la tarde, y por 5 días consecutivos, llame por teléfono, o envíe un fax o escriba un correo electrónico o envíe un telegrama para demandar al Presidente Obama que libere a los 5 Patriotas Cubanos presos en EEUU por defender la vida.

El significado de esta fecha es que el 10 de Diciembre de 1948, la Asamblea General de las Naciones Unidas aprobó la Declaración Universal de los Derechos Humanos decretando ese día como el Día Internacional de los Derechos Humanos.

En un informe emitido el 13 de Octubre, 2010, Amnistía Internacional demanda al Gobierno de los EEUU que revise el caso y mitigue cualquier injusticia a través del proceso de indulto o cualquier otro medio apropiado, en caso de que nuevas apelaciones legales resulten ineficaces.

El Presidente Obama tiene pruebas más que suficientes de que los 5 Cubanos son inocentes, que jamás significaron una amenaza para la seguridad nacional de los Estados Unidos, que no tenían armas y que su único objetivo era monitorear organizaciones terroristas con sede en Miami para evitar más muertes de personas inocentes.

En el Día Internacional de los Derechos Humanos, haciendo uso de las facultades que le confiere la Constitución de los EEUU, como abogado, como padre, como hijo, como esposo, como persona decente, amante de la justicia, como Premio Nobel de la Paz, exigimos al Presidente Obama que ponga FIN A ESTA COLOSAL INJUSTICIA Y QUE LIBERE A LOS 5 AHORA!!!

DIFERENTES FORMAS DE COMUNICARSE CON LA CASA BLANCA

Por teléfono: 202-456-1111

Si llama desde fuera de los EEUU, marque el Código Internacional del respectivo país + 1 (Codigo de EEUU) 202.456.1111

Por fax: 202 456-2461

Si envía un fax desde fuera de los EEUU, marque el Código Internacional del respectivo país + 1 (Codigo de EEUU) 202-456.2461

Por correo electrónico: HTTP://WWW.WHITEHOUSE.GOV/CONTACT

Para enviar un telegrama

Presidente Barack Obama

The White House

1600 Pennsylvania Ave, NW

Washington, DC 20500

EE.UU.

ESTA ACCIÓN COLECTIVA SOLO PODRÁ SER EFECTIVA SI PERSONAS DE LOS EEUU Y DE TODAS PARTES DEL MUNDO, LLAMAN POR TELEFONO, O ENVIAN FAXES, CORREOS ELECTRONICOS O TELEGRAMAS, DESDE EL 10 AL 14 DE DICIEMBRE. SI NADIE RESPONDE EL TELÉFONO DEJE UN MENSAJE.

¡JUNTOS PODEMOS LOGRARLO!

Comite Internacional para la Libertad de los 5 Cubanos

Para enterarse de las ultimas novedades sobre el caso

www.thecuban5.org

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Per contrastare il terrorismo mediatico e non solo ..finanziato dagli USA, realizziamo 10 ,100,1000, … blog's a sostegno dei cinque eroi e la rivoluzione cubana... 

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Presentato in Uruguay un libro sui Cinque

 
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 Presentato in Uruguay un libro sui Cinque  

Il Comitato dell’Uruguay per la Liberazione dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici degli Stati Uniti, ha presentato un’edizione ampliata del libro Gli Eroi Proibiti. La storia non raccontata dei Cinque, di Ricardo Alarcón, Presidente del Parlamento di Cuba.

La presentazione è stata eseguita dal giornalista Gonzalo Perera e dallo storiografo Gonzalo Abella, mentre Roberto Servillo, coordinatore di questo comitato, ha letto la Dichiarazione Finale dell’incontro del Cono Sud, effettuato nel mese di settembre a favore dei Cinque Patrioti, ha riferito PL.

Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González furono detenuti il 12 settembre del 1998 quando controllavano le azioni dei gruppi terroristi nemici di Cuba, che operano dalla Florida, nel sud degli Stati Uniti.

I Cinque, come sono conosciuti internazionalmente, stanno scontando condanne assurdamente pesanti, dato che non hanno mai commesso azioni che hanno attentato la sicurezza degli USA.

Perera ha considerato l’opera come uno strumento di lavoro per aiutare a conoscere dettagliatamente questo caso e per reclamare la liberazione di queste persone che stavano combattendo le organizzazioni terroristiche e che sono state vittime di un irrazionale e manipolato processo giuridico.

Inoltre ha ricordato che gli Stati Uniti proteggono nel loro territorio noti e confessi terroristi come Luis Posada Carriles ed ha dichiarato che il volume è indirizzato a tutte le persone di buona volontà nel mondo.

Abella ha insistito sulla necessità di un incremento della solidarietà, perchè “Questi detenuti , ha detto, incarnano la dignità del loro paese, ingiustamente assediato con una politica criminale di blocco da parte degli Stati Uniti. I Cinque sono portabandiera della pace, che è il più nobile dei loro principi”, ha assicurato.

Hanno partecipato all’incontro gli ambasciatori di Cuba, Bolivia e Venezuela nel paese, Carmen Zilia Pérez, Salvador Ric e Julio Chirinos, rispettivamente, uruguaiani solidali e residenti cubani. (Traduzione Granma Int.).

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Washington deve liberare i Cinque  antiterroristi cubani!

 
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Washington deve liberare i Cinque  antiterroristi!

Yudith Diaz Gazán

Il X Incontro Internazionale di Scienze Penali 2010 ha esortato il governo degli Stati Uniti   a rispettare la giustizia e liberare i Cinque cubani antiterroristi prigionieri politici negli Stati Uniti.

La dichiarazione finale dell’Incontro,  che si è appena concluso del Palazzo delle Convenzioni de L’Avana, denuncia che i Cinque continuano ad essere reclusi e la sola risposta a questa incredibile ingiustizia è che Washington continua a proteggere e ad ospitare i terroristi dell’estrema destra  cubano- americana, con i quali mantiene una stretta collaborazione da più di 45 anni.

I delegati al X Incontro Internazionale di Scienze  Penali 2010 hanno condannato le brutali violazioni di diritti umani alle quali sono sottoposti i Cinque ed hanno reclamato l’immediata liberazione di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, reclusi dal 1998 per aver avvisato Cuba dei piani terroristici perpetrati nella Florida dai gruppi dell’estrema destra nemica dell’Isola.

Invitiamo le persone per il bene, progressiste, coloro che hanno fiducia nel miglioramento umano e nella giustizia, nell’utilità della virtù, i colleghi che sono venuti da altre latitudini  e ci accompagnano, a sommarsi a questa causa che è internazionale, puntualizza la Dichiarazione Finale.

Il documento definisce scandaloso che il governo nordamericano non risponda alla domanda d’estradizione del noto terrorista internazionale Luis Posada Carriles, presentata dal governo del Venezuela con prove della sua responsabilità nella pianificazione, da Caracas, del sabotaggio ad una aereo cubano che costò a vita a 73 persone, nell’ottobre del 1976.

L’accusa è inoltre avallata da documenti della CIA degli Stati Uniti e dal FBI,  documenti resi pubblici quest’anno, segnala il testo.

Circa 300 professionisti di  Argentina, Brasile, Colombia, Cile e Venezuela, Europa, Asia ed Africa hanno firmato la Dicharazione Finale dell’Incontro, considerato il più integrale in America latina, dal primo avvenuto nel 1992.

Avvocati, giudici, pubblici ministeri, procuratori, assessori giuridici, sociologi, lavoratori sociali e studenti universitari, hanno  analizzato tra i tanti temi la giustizia penale e il diritto, le società, il terrorismo e il diritto penale, il traffico internazionale delle persone ed il debito processo. (Traduzione Granma Int.)

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Scienze Penali dibatterà  sul caso degli antiterroristi cubani

 
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Scienze Penali dibatterà sul caso degli antiterroristi cubani

L'Avana, 24 nov (Prensa Latina) La relazione “Il dovuto processo, una fallacia nel caso di Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti”, centrerà oggi i dibattiti della seconda sessione del X Incontro Internazionale di Scienze Penali 2010.  Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez sono stati fermati il 12 settembre 1998 quando monitoravano azioni dei gruppi terroristici anticubani situati in Florida, nel sud degli Stati Uniti.  
I Cinque, come sono conosciuti nella campagna internazionale per la loro liberazione, compiono estese condanne nonostante la dichiarata innocenza ed attestazioni di alti capi militari nordamericani che convalidano come i lottatori non hanno mai attentato alla sicurezza di questa nazione.  
La vigilia il Pubblico Ministero Generale di Cuba, Dario Magro, ha affermato che Cuba non sarà mai indifferente alle ingiustizie ed oltraggi che colpiscano l'umanità.  Il nostro paese, ha puntualizzato, non claudicherà nella difesa della sua indipendenza, convinto che con la sua resistenza contribuisce alla lotta di molti paesi del mondo per una vita degna ed il diritto a svilupparsi in condizioni giuste e sostenibili.  
Non possiamo continuare a parlare di dovuti processi nel mondo quando ancora esistono esecuzioni extragiudiziali, tribunali penali per bambini che commettono delitti, ed in occasioni la giustizia sta dietro le grate ed i suoi colpevoli camminano per le strade, ha indicato.  
Ha dettagliato che gli innumerabili problemi politici, economici, ecologici e sociali hanno generato effetti negativi col conseguente incremento del delitto, in questione in quello che riguarda la corruzione, la droga, il traffico illegale di emigranti ed il terrorismo.  
Ha respinto le pretese di sovradimensionare questi fenomeni sotto l'argomento che colpiscono la stabilità e la pace regionale o internazionale, col quale si pretende di imporre il concetto di sovranità limitata.  
Lo Storiografo della Città de L’Avana, Eusebio Leal, ha riflettuto che la visione del mondo non permette di ignorare la problematica dell'universo contemporaneo; non c'è niente di nuovo, e la differenza è la conoscenza e la contesa verbale, politica o militare tra le nazioni.  
Leal ha segnalato che la lotta per la pace e la volontà di raggiungerla, come bene supremo per tutta l'umanità, è la maggiore angoscia, il desiderio e la promessa del mondo per mettere in allerta, spiegare o persuadere che questa è l'unica strada.  
Ig/ydg

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VI Colloquio Internazionale per la Libertà  dei Cinque:"marcia per la liberazione dei cinque"

 
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 Holgüin: marcia per la liberazione dei Cinque Eroi 

Héctor Carballo Hechavarría

20 novembre 2010

Migliaia di lavoratori, studenti e pionieri di Holgüin hanno alzato le loro voci a nome del popolo di Cuba esigendo dal presidente Obama che liberi i Cinque Eroi.

Lo hanno fatto anche a nome dei circa 300 attivisti e rappresentanti dei partiti politici, leaders sindacali, giovani, gruppi di professionisti e membri di comitati di solidarietà e amicizia con Cuba e con la giusta causa, che sono riuniti in questa città perchè si dica la verità e si faccia giustizia, rompendo la censura dei grandi media internazionali.

La concentrazione si è svolta davanti al monumento a Che Guevara nell’Avenida de los Libertadores, dove non sono mancate le idee e le ragioni, perchè questo incontro solidale è stato anche una grande tribuna aperta contro il terrorismo di Stato.

Oggi il colloquio è stato dedicato alla riunione generale, nella quale sono state approvate la dichiarazione finale ed il piano d’azione per i prossimi mesi di lotta.

I delegati stranieri hanno incontrato nei giorni scorsi i familiari dei Cinque tra i quali Adriana Pérez ed Elizabeth Palmeiro, mogli di Gerardo e Ramón, rispettivamente, María Eugenia Guerrero, sorella d’Antonio ed assieme a loro hanno piantato alberi.

IN NOME DELLA PACE

In più di 150 paesi esistono associazioni di solidarietà con i Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, ma nonostante questo esiste sempre molta disinformazione sul caso, soprattutto proprio negli Stati Uniti, per cui si dovrà intensificare la lotta, perchè la verità si apra il cammino.

Questa è stata una del conclusioni della spazio di riflessione In nome della Pace, che si è svolto nella città monumento, Bayamo, al quale ha partecipato Kenia Serrano, presidentessa dell’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli, dedicato fondamentalmente a meditare sull’origine, le forme e le conseguenze del terrorismo contro l’Isola, flagello contro cui lottavano Ramón, Fernando, René, Gerardo e Antonio.

L’epilogo della giornata è stata la lettura di una lettera al popolo statunitense, nella quale si fa un appello ed inoltre si ricorda la sua nota nobiltà a si spiegano alcune delle ragioni dell’ingiustizia commessa contro i Cinque (Osviel Castro Medel / Traduzione Granma Int

Video

Jornada por la liberación de Los Cinco 2010 di “SIEMPRECONCUBA”

http://www.youtube.com/watch?v=tvzqGe-3rIA&feature=player_embedded

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Obama può e deve riparare l’ingiustizia/Obama puede y debe reparar la injusticia contra Los Cinco

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Obama può e deve riparare l’ingiustizia

Germán Veloz Placencia

 Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, deve ordinare l’ immediata ed incondizionata scarcerazione dei Cinque combattenti  antiterroristi cubani che  sono sempre ingiustamente reclusi nelle prigioni di  questa nazione, ha affermato Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular, in un messaggio inviato ai più di 300 partecipanti al VI Colloquio Internazionale per la liberazione dei Cinque e contro il terrorismo.

Questo reclamo lo deve perseguitare giorno e notte, senza riposo, senza stanchezza,  ha ricalcato Alarcón nella comunicazione, in cui riconosce che la crescita dell’ondata di solidarietà può influire sulla  coscienza del presidente statunitense sino a forzarlo a correggere l’ingiustizia.

Che i criminali confessi Posada Carriles e Orlando Bosch passeggino per le strade di Miami o ricevano omaggi dalle autorità  locali, prova che negli USA esiste patrocinio al terrorismo e che  Cuba continua ad essere oggetto di minacce terroristiche, ha  denunciato.

Nel primo giorno dell’incontro che durerà sino a domenica 21, i delegati hanno passato  in rivista le azioni realizzate a favore dei Cinque,  ratificando la volontà d’incrementare la diffusione della verità, per sommare sempre più persone a questa giusta causa.

Tra gli oratori,  Gloria la Riva, presidentessa del Comitato Nazionale degli Stati Uniti per i Cinque, che ha parlato delle investigazioni ancora in corso,  per dimostrare con abbondanti argomenti al mondo che i giornalisti che hanno maggiormente influito negativamente nel caso, erano agenti pagati dalle istituzioni federali.

Familiari dei Cinque Eroi, tra i quali  Mirtha Rodríguez e Irma Sehwerert, madri di Antonio Guerrero e René González, rispettivamente,  con  Elizabet Palmeiro, moglie di Ramón Labañino, hanno  ringraziato per il sostegno offerto. (Traduzione Granma Int. ).

Obama puede y debe reparar la injusticia contra Los Cinco

Germán Veloz Placencia 

HOLGUÍN.— El presidente de Estados Unidos, Barack Obama, debe ordenar la inmediata e incondicional excarcelación de los luchadores antiterroristas cubanos que permanecen injustamente en cárceles de aquella nación, afirmó Ricardo Alarcón de Quesada, presidente de la Asamblea Nacional del Poder Popular, en un mensaje enviado a los más de 300 participantes en el VI Coloquio Internacional por la liberación de los Cinco y contra el terrorismo.

Este reclamo debe perseguirlo día y noche, sin descanso, sin fatiga, recalcó Alarcón en la comunicación en la que reconoce que el crecimiento de la ola de solidaridad puede influir en la conciencia del mandatario estadounidense hasta forzarlo a corregir la injusticia.

Que los confesos criminales Posada Carriles y Orlando Bosch deambulen por las calles de Miami o reciban homenajes de las autoridades locales, prueba que existe patrocinio al terrorismo allí, que Cuba sigue siendo objeto de amenazas terroristas, denunció.

En la primera jornada del evento, que se extenderá hasta el domingo, los delegados pasaron revista a las acciones realizadas a favor de los Cinco y ratificaron la voluntad de incrementar la divulgación de la verdad para sumar más personas a la causa.

Entre los oradores estuvieron Gloria la Riva, presidenta del Comité Nacional de Estados Unidos por los Cinco, quien abordó la investigación aún en curso para demostrar con abundantes argumentos al mundo que los periodistas que más influyeron negativamente en el caso fueron agentes pagados por instituciones federales.

Familiares de los compatriotas presos, entre ellos Mirtha Rodríguez e Irma Sehwerert, madres de Antonio Guerrero y René González, respectivamente, así como Elizabet Palmeiro, esposa de Ramón Labañino, transmitieron su agradecimiento por el apoyo brindado.

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Alarcon: la Casa Bianca appoggia i gruppi anti-cubani di Miami

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 Alarcon: la Casa Bianca appoggia i gruppi anti-cubani di Miami  

Holguin, 18 nov (Prensa Latina) Ricardo Alarcon, presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ha espresso oggi che il caso dei Cinque Eroi evidenzia l'appoggio dei governi nordamericani ai gruppi mafiosi di Miami.  In un messaggio pubblicato questo giovedì nell'orientale città di Holguin, il membro dell'Ufficio Politico del Partito ha ricordato che l'incarceramento dei Cinque mostra il livello di compromesso delle successive amministrazioni della Casa Bianca coi gruppi anticubani del sud della Florida.  
Cuba è l’obiettivo preferito di Washington e questa è stata un'opportunità che non hanno sprecato per scagliarsi contro l'Isola e tentare di occultare la verità intorno all'ingiustizia commessa con Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero.  
Questi antiterroristi, ha segnalato, soffrono una doppia reclusione perchè sono prigionieri ed in carceri di massima sicurezza senza avere commesso delitto alcuno, come è stato provato costantemente.    
Ha aggiunto che il silenzio sul caso da parte dei grandi mezzi statunitensi è una prova dell'innocenza dei Cinque cubani, perché se avessero attentato alla sicurezza di quella nazione veramente, sarebbero stati oggetto di una grande pubblicità contro di loro.  
Il silenzio non è casuale, ha affermato Alarcon, e fa parte della campagna mediatica organizzata dall'estrema destra dell’esilio cubano che vive a Miami .  
I grandi mezzi di diffusione non hanno mai seguito incredibilmente il processo giudiziale, evidentemente ingiusto, malgrado si trattasse del più esteso nella storia degli Stati Uniti, ha affermato.  
La corte di appello di Atlanta ha pronunciato che il giudizio è stato illegittimo per essere sviluppato a Miami, ma, in franca violazione delle stesse leggi nordamericane, il Pubblico Ministero Generale dell'Amministrazione di George W. Bush ha obbligato a questa istanza a non applicare questa decisione.  
Per questo è essenziale che giorno per giorno gli amici di Cuba in tutto il mondo raddoppino i loro sforzi affinché si conosca ancora di più la verità su questo caso, ha affermato Ricardo Alarcon nel suo messaggio ai delegati del VI Colloquio Internazionale per la Libertà dei Cinque, con sede in Holguin.    
Ig/AIN

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Per contrastare un nazifascismo USA sempre più evidente,realizziamo 10 ,100,1000, … blog's a sostegno dei cinque eroi e la rivoluzione cubana...

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Inizia il Colloquio Internazionale per libertà  degli antiterroristi cubani

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Inizia il Colloquio Internazionale per libertà degli antiterroristi cubani

Holguin, Cuba, 18 nov (Prensa Latina) Il VI Colloquio Internazionale per la Liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti dal 1998 riunisce a partire da oggi in questa città orientale a oltre 300 partecipanti di 56 paesi. L'appuntamento, alla cui prima edizione hanno assistito 14 delegati, si prolungherà fino al prossimo 21 novembre e permetterà lo scambio sullo stato del caso di Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez e Fernando Gonzalez.

D’accordo con organizzatori dell'evento, leader e lottatori sociali di nazioni dell'America, Europa, Asia, Africa, ed Australia alzeranno le loro voci per la scarcerazione dei Cinque cubani.

Numerose prove, la dichiarata innocenza ed attestazioni di alti capi militari nordamericani precisano che i Cinque non attentarono mai alla sicurezza degli Stati Uniti.

Il programma di questo colloquio include la realizzazione di un forum interattivo in Internet per analizzare la situazione degli antiterroristi, ed una marcia di solidarietà per la pace, tra le altre iniziative.

Parteciperà all’incontro anche la prima brigata internazionale che organizza l'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli contro il terrorismo mediatico, ha sottolineato recentemente il vicepresidente di questa entità, Basilio Gutierrez.

A suo giudizio, i mezzi alternativi e quelli a disposizione dei cittadini devono continuare a svolgere sempre di più un ruolo crescente nella battaglia per la liberazione dei Cinque cubani, specialmente dentro la società statunitense.

Ig/dsa

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In Salvador, USA e Canada iniziative a sostegno dei Cinque cubani

 
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In Salvador, USA e Canada iniziative a sostegno dei Cinque cubani

San Salvador, 17 nov (Prensa Latina) Un’attività per la libertà dei lottatori antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti sarà realizzata in questo paese, Canada e Salvador, hanno annunciato oggi i suoi organizzatori. Il presidente della Coordinatrice Salvadoregna di Solidarietà per Cuba, Raul Martínez, ha informato Prensa Latina che la manifestazione avrà simultaneamente luogo nei tre paesi il 17 dicembre prossimo.

L’attività si chiamerà “Salvadoregni nel mondo per i Cinque”, e fa parte delle manifestazioni mondiali di denuncia sull'ingiustizia commessa contro questi lottatori, ha spiegato Martinez, un giovane avvocato.

Ha segnalato che nell’atto parteciperanno oltre ai membri della Coordinatrice, le comunità ecclesiali di base ed integranti dell'Associazione di Veterani di Guerra del Frente Farabundo Marì per la Liberazione Nazionale.

Nella capitale, l'atto avrà luogo nella piazza che ospita il monumento al Salvador del Mondo, una statua di Gesù Cristo posizionata su una sfera della Terra, che è il principale simbolo della città.

Martinez ha osservato, che in questa tappa, i preparativi salvadoregni in Canada si stanno svolgendo nelle città di Ottawa, Montreal e Toronto.

Negli Stati Uniti sarà effettuata a Houston, Dallas, Los Angeles e Washington.

Ha sottolineato che la lotta per la libertà dei Cinque unisce le volontà di tutti gli uomini onesti e progressisti del mondo, indignati per l'ingiustizia commessa contro di loro. Ha informato che i partecipanti nell’attività firmeranno una lettera per esigere al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che metta fine a questa ingiustizia e liberi immediatamente i lottatori antiterroristi.

Ha aggiunto che sottoscriveranno inoltre una missiva al leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, di augurio per il 52° anniversario del trionfo popolare del 1°gennaio 1959.

 

Ig/rl

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In Perù esigono la libertà  dei Cinque antiterroristi cubani

 
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Lima, 16 nov (Prensa Latina) “La libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti sarà ottenuta dalla solidarietà dei popoli”, ha affermato oggi il dirigente solidale peruviano Gustavo Espinoza. Il presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque, ha fatto la dichiarazione prima di partire per Cuba per partecipare al VI Colloquio Internazionale per la liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, incarcerati dal 1998.

Ha segnalato che nessuno può scartare pienamente che la forza dei popoli non possa perforare la corazza degli oppressori e potrebbe succedere che, alla fine, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, prenda una decisione al riguardo.

Per questo, gli basterebbe essere coraggioso ed avere un'idea chiara del vero senso della lotta del popolo di Cuba, ha aggiunto Espinoza.

Ha aggiunto che spera di vedere i Cinque liberi nella loro patria. “Finché non succederà, la nostra bandiera rimarrà alta e la solidarietà ondeggerà alla maggiore altezza”.

Ha manifestato inoltre la convinzione che la libertà dei valorosi lottatori in nessun caso sarà il risultato della generosità dei governanti nordamericani, né la conseguenza di un accordo segreto tra gli Stati Uniti e Cuba.

Quando succederà, sarà il risultato, in primo luogo, della nobile causa che incarnano Ramon, Renè, Fernando, Antonio e Gerardo; in secondo luogo, della titanica lotta liberata dal popolo di Cuba ed il suo Governo per ottenere il ritorno alla patria dei loro eroi, ha detto Espinoza.

Ha aggiunto che a questi fattori si deve aggiungere la solidarietà internazionale che ha permesso che in tutti i punti del pianeta si siano sollevate le voci di milioni, in domanda di giustizia per questo caso che incarna la dignità del mondo.

Ig/mrs

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Cuba organizzerà  un simposio per la liberazione dei Cinque antiterroristi

 
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Cuba organizzerà un simposio per la liberazione dei Cinque antiterroristi 

L'Avana, 12 nov (Prensa Latina) Il VI Simposio Internazionale per la Liberazione dei Cinque cubani, incarcerati negli Stati Uniti dal 1998, si terrà nella provincia orientale di Holguin, dal 18 al 21 novembre prossimo, hanno riferito oggi qui. Nella sede capitalina dell'Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP), Basilio Gutierrez, vice presidente di questa organizzazione, ha sottolineato che l'evento è uno spazio che è stato costruito per promuovere la lotta per la liberazione di questi uomini.

Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez scontano pene che vanno fino a doppio ergastolo più 15 anni di carcere, per aver monitorato piani criminali di gruppi anticubani stabiliti nello stato americano della Florida.

Nel corso degli anni -ha detto- il simposio è cresciuto sempre di più in importanza, dimostrando il reale contributo che può dare, perché se nel 2009 abbiamo avuto circa 170 partecipanti provenienti da 40 paesi, nel 2010 ne abbiamo più di 300 di 56 nazioni”.

Ha indicato che la delegazione più numerosa sarà quella statunitense, il che riveste grande importanza, perché è lì dove lo sforzo principale deve essere fatto per rompere il silenzio in questo caso.

L'evento avrà luogo presso il recinto espositivo Expo Holguin, in questa provincia orientale di Cuba, e le delegazioni partecipanti saranno composte da militanti ed attivisti sociali, membri delle associazioni di amicizia con l'Isola, tra gli altri.

La prima brigata internazionale organizzata dall'ICAP contro il terrorismo mediatico parteciperà anche all'appuntamento, che mette un nuovo sigillo su questi eventi”, ha detto.

Ha aggiunto che i media alternativi e quelli disponibili per i cittadini devono continuare a svolgere un ruolo sempre maggiore nella battaglia per la liberazione dei Cinque.

Il VI Simposio Internazionale per la liberazione dei Cinque e contro il Terrorismo costituisce il principale evento internazionale dell'ICAP in occasione dei suoi 50 anni di creazione”, ha concluso.

Ig/crg/las

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Parlamento spagnolo si informa su caso degli antiterroristi cubani

 

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Madrid, 11 nov (Prensa Latina) Rappresentanti dei Parlamenti Generali (Parlamento bicamerale) della Spagna si sono impegnati oggi a rendere più visibile il caso dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti dal 1998 per mettere in allerta il loro paese da azioni terroriste. Questa offerta è stata presentata da vari membri del Senato e del Congresso dei Deputati, conseguenza degli incontri mantenuti qui con Olga Salanueva ed Adriana Perez, mogli di Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, due di questi prigionieri politici.

Come conclusione di un viaggio per vari paesi europei, la Salanueva e la Perez si sono riunite questo giovedì coi portavoci di quasi tutti i partiti politici che integrano la commissione degli Affari Esteri del Senato spagnolo.

Quindi hanno conversato nella sede del Congresso dei Deputati (Camera bassa) con un gruppo di legislatori che erano già a conoscenza dell'ingiusta reclusione che da più di 12 anni sopportano Gerardo, Renè, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez.

Alla prima di queste riunioni hanno assistito, tra gli altri, Adoración Quesada e Rafaela Fuentes, presidentessa e prima vicepresidente, rispettivamente, della commissione degli Affari Esteri della camera alta.

Nella camera bassa hanno dialogato con Gaspar Llamazares (Sinistra Unita), Joan Tardà (Esquerra Repubblicana della Catalogna), Maria Olaia Fernandez (Blocco Nazionalista Galiziano) e con deputati del governante Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) e di Iniziativa per la Catalogna Verde.

Per la parte cubana erano presenti la assessore del presidente del Parlamento cubano, Ana Mayra Gonzalez, che accompagna Olga ed Adriana in questo viaggio, l'ambasciatore de L'Avana in Madrid, Alejandro Gonzalez, ed altri membri della missione caraibica.

Durante i loro scambi coi membri dei Parlamenti Generali, le mogli di Gerardo e Renè hanno denunciato che la prolungata reclusione dei Cinque, è una vendetta contro il popolo cubano.

Hanno ricordato, inoltre, che gli antiterroristi non hanno avuto un giudizio imparziale e non sono stati assistiti dalla legalità costituzionale; si è fatto notare che si sono esaurite già tutte le risorse per ottenere giustizia.

Secondo le due donne, l'unica speranza in questi momenti è che il presidente statunitense, Barack Obama, faccia uso delle sue facoltà costituzionali e metta in libertà i Cinque.

Questi stessi argomenti ed un aggiornamento del processo sono stati esposti da Olga ed Adriana durante un'intervista che hanno sostenuto questa stessa giornata con la segretaria di Cooperazione Internazionale del PSOE, Elena Valenciano.

In un bilancio della visita in Spagna, che ha incluso un’incursione nei Paesi Baschi e nelle isole Canarie, la Salanueva e la Perez hanno confessato la loro soddisfazione constatando che, a dispetto del muro di silenzio imposto dalla grande stampa intorno al caso dei Cinque, la verità si va facendo largo.

Ig/edu

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Da tutto il mondo sempre più forte la richiestà  di giustizia e libertà  per cinque eroi cubani.

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DICHIARAZIONE CONGIUNTA BOLIVIA-CUBA

Condanna al blocco e all’incarcerazione dei Cinque 
Laura Bécquer Paseiro 

Parlamentari boliviani e cubani hanno sottoscritto una Dichiarazione Congiunta, che condanna energicamente il blocco imposto dagli Stati Uniti al nostro paese, l’ingiusta incarcerazione dei Cinque antiterroristi cubani, e le manovre di destabilizzazione che cercano di ostacolare i piani integrazionisti in America Latina.

Con la firma di questo documento si sono concluse le sessioni della IV Riunione Interparlamentare Cuba-Bolivia, che si è tenuta all’Avana.

I deputati delle due nazioni hanno discusso di temi di interesse comune e sulla complessa situazione internazionale.

Il Presidente del Senato boliviano, René Martínez, ha ringraziato per la solidarietà cubana verso il suo paese.

Nel frattempo, Ricardo Alarcón de Quesada, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular, ha assicurato che si continuerà “a rafforzare una solidarietà genuina tra questi due popoli fratelli”.

L’incontro ha permesso di constatare l’eccellente stato delle relazioni di collaborazione e scambio tra le istituzioni legislative dell’Isola caraibica e della nazione andina. (Traduzione Granma Int.)

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Le mogli dei Cinque Eroi Ringraziano artista spagnolo per la solidarietà  

Madrid, 10 nov (Prensa Latina) Olga Salanueva ed Adriana Perez, mogli di Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, due dei cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti dal 1998, hanno ringraziato oggi qui per la solidarietà dell'artista spagnolo Paco Bernal. La Salanueva e la Perez si sono complimentate con il pittore di Alicante, con sindrome di Down, perché è ritornato a mettere le sue pitture al servizio della lotta per la liberazione di Renè, Gerardo, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero.

Entrambe hanno trasmesso la loro gratitudine al creatore in un emotivo atto celebrato nella sede dell'ambasciata di Cuba a Madrid, come termine della loro visita in Spagna per reclamare appoggio alla causa di questi lottatori che conservano prigione ingiusta per difendere il loro paese dalle azioni terroriste dei gruppi di Miami.

Durante il veglione, lo stesso artista ha consegnato ad Olga ed Adriana alcuni esemplari del suo nuovo calendario per il 2011 che include quattro bozzetti dedicati ai Cinque.

Si tratta della seconda volta che Bernal (1963), attraverso la magia e la dolcezza che irradiano le sue pitture, espressa la sua adesione incondizionata con gli antiterroristi, che hanno compiuto 12 anni di reclusione nel settembre scorso.

Nel 2004, il pittore, membro dell'Associazione di Amicizia con Cuba Camilo Cienfuegos Marina Alta, di Alicante, ha ceduto la sua opera per illustrare un primo calendario-2005 dedicato ai Cinque, che identifica come i suoi amici.

Sua sorella, Rosa Bernal, ha colto l'occasione per leggere una lettera inviata da Renè, nella quale definisce Paco come un fratello e lo ringrazia per venire al riscatto di questa triste storia.

Questo calendario è un'opera di puro amore, nel quale si dimostra che la bellezza non è neutra, e brilla di più quando viene dalla mano della sensibilità”, afferma il messaggio.

In un bilancio del loro viaggio in Spagna, nella quale hanno visitato i Paesi Baschi e le isole Canarie, Olga ed Adriana hanno confessato la loro soddisfazione constatando che, a dispetto del muro di silenzio imposto dalla grande stampa intorno al caso dei Cinque, la verità si sta facendo largo.

A giudizio delle mogli di Gerardo e René, solo la solidarietà internazionale farà possibile che gli antiterroristi ritornino a casa.

Non saremmo arrivati fino a qui senza l’appoggio del nostro popolo e la preziosa contribuzione vostra”, ha affermato Adriana davanti ai rappresentanti del movimento spagnolo di solidarietà e della comunità cubana residente in questa nazione.

Ig/edu
 
 Colonnello dell’Esercito USA a favore della libertà per i Cinque
AIN.— Il colonnello in pensione dell’Esercito statunitense Lawrence Wikerson ha espresso il suo appoggio alla battaglia per lo scarceramento dei Cinque Eroi cubani, prigionieri politici negli Stati Uniti da 12 anni.  

In conferenza stampa, l’ex capo del Gabinetto del Segretario statunitense di Stato Colin Powell dal 2002 al 2005, ha raccontato come è venuto a conoscenza della situazione dei Cinque. Ha conosciuto l’indole dei delitti imputati, il loro giudizio, le sentenze draconiane e le azioni del Tribunale d’Appello di Atlanta sugli antiterroristi, in una conferenza nella Howard University, di Washington DC. Da allora – ha affermato – continua a sentirsi motivato dal caso di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, e crede che dovrebbero esserlo tutti gli statunitensi interessati nella giustizia.

Ha aggiunto che, dopo tutto, qualsiasi statunitense potrebbe essere vittima di una ingiustizia del genere, perché la causa dei Cinque – ha spiegato – ha creato precedenti inquietanti.

Ha ricordato che la storia della giurisprudenza degli USA è marcata da vari fatti riprovevoli, nei quali è stato elogiato tutto fuorché la giustizia.

Al rispetto, ha fatto l’esempio della decisione del Tribunale Supremo nel caso di Dred Scott che, nel 1795 iniziò una causa per il suo diritto ad essere uomo libero, ma la sentenza preservò la sua schiavitù.

Nel caso dei Cinque cubani, la non concessione del cambio di sede per il giudizio, costituisce una flagrante violazione, ha sottolineato.

Ha qualificato come criminale il comportamento di alcuni funzionari del Governo degli Stati Uniti, il pagamento segreto a giornalisti e ad altri agenti per garantire un’opinione pubblica contraria agli imputati. Sul Presidente Barack Obama, ha detto che – se fosse impegnato nel fare la cosa giusta – potrebbe  certamente liberare i Cinque. (Traduzione Granma Int.)

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Esposti i dipinti di un antiterrorista cubano incarcerato negli USA/indirizzi dei cinque.

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Espongono i dipinti di un antiterrorista cubano incarcerato negli USA

Washington,  nov (Prensa Latina) La collezione di dipinti, “Dalla Mia Altezza”, di Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti per lottare contro il terrorismo, è esposta a partire dal 5 novembre nella città di Minneapolis. Organizzata dal Comitato di Amicizia con Cuba del Minnesota, i quadri realizzati in prigione da Guerrero saranno esibiti nello Studio Homewood, proprietà di George Roberts.  

Nella cerimonia di apertura, il proprio Roberts ha presentato lo scrittore e poeta Louis Alemayehu ed alla ballerina ed attivista comunitaria Hannah Garcia, che hanno letto dei poemi di Guerrero in spagnolo ed inglese.  

L'esposizione che è stata esibita in altre città degli Stati Uniti, starà aperta nello Studio Homewood fino al prossimo 30 novembre. In precedenza, è stata esposta a New York e Detroit.  

Guerrero, con Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez compiono severe pene dal 1998, incarceramento che un organo dell'ONU ed Amnesty Internacional hanno classificato come arbitrario ed ingiusto.  

I Cinque si dedicavano a monitorare le azioni che portavano a termine gruppi terroristici dal territorio nordamericano contro Cuba.  

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Indirizzi per contattare i Cinque

ANTONIO GUERRERO RODRÍGUEZ
No. 58741-004
U.S.P. Florence
P.O. BOX 7000
FLORENCE
CO 81226

FERNANDO GONZALEZ LLORT
(RUBEN CAMPA)

No.
58733-004
FCI Terre Haute
P.O. Box 33
Terre Haute,
IN 47808

 

GERARDO HERNANDEZ NORDELO
No. 58739-004
U.S.P. Victorville
P.O. BOX 5300
ADELANTO,
CA 92301

 

RAMON LABAÑINO SALAZAR
(LUIS MEDINA)

No. 58734-004
FCI Jesup
2680  301
South Jesup,
Ga 31599

 

RENE GONZALEZ SECHWERET
No. 58738-004
FCI Marianna
P.O. Box 7007
Marianna, 
FL 32447-7007

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Davanti al Parlamento Basco esposto il caso degli antiterroristi cuban/il parlamento europeo....i

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Davanti al Parlamento Basco esposto il caso degli antiterroristi cubani

Madrid, 3 nov (Prensa Latina) Il parlamento dei Paesi Baschi ha conosciuto oggi il caso dei Cinque antiterroristi cubani che da più di 12 anni compiono condanne ingiuste negli Stati Uniti per prevenire il loro paese da azioni violente.   Olga Salanueva ed Adriana Perez, mogli di Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, due di questi prigionieri politici, hanno avuto il compito di svelare i particolari della lunga reclusione che sopportano questi lottatori, condannati con pene troppo severe.  Per la prima volta, tutti i partiti politici con rappresentazione nell'organo legislativo di questa comunità autonoma spagnola hanno ricevuto delle informazioni di questo processo, taciuto fin dall’inizio dalla gran stampa statunitense.  

I membri della commissione dei diritti umani del Parlamento Basco si sono solidarizzati con la causa dei Cinque, René, Gerardo, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero nelle campagne mondiali per la loro scarcerazione.  

Dopo aver offerto ai loro interlocutori un aggiornamento del caso, la Salanueva e la Perez hanno spiegato che il presidente Barack Obama ha piene facoltà per mettere in libertà i Cinque, davanti alle evidenze che non hanno mai messo a rischio la sicurezza statunitense.  

A dispetto del blocco mediatico che pesa sul caso, Olga ed Adriana hanno sottolineato il cruciale appoggio che ha ricevuto la campagna a beneficio di questi lottatori, quando nel settembre scorso un gruppo di famosi attori statunitensi ha chiesto ad Obama la loro liberazione.  

Hanno risaltato, perfino, che Amnesty International (AI), organizzazione che non si caratterizza per professare simpatia verso la Rivoluzione cubana, ha denunciato i maltrattamenti contro gli antiterroristi e gli ostacoli interposti ai loro famigliari per visitarli.  

In una lettera consegnata recentemente al segretario statunitense di Giustizia, Eric Holder, AI ha espresso la sua preoccupazione per i continui rifiuti di Washington a consegnare un visto temporaneo ad Olga ed a Adriana affinché possano vedere i loro mariti.  

Ci preoccupa che una proibizione permanente di queste visite costituisca una punizione addizionale, ha manifestato il gruppo, dopo qualificare questa posizione contraria alle norme internazionali per un trattamento decente dei carcerati.  

Di fronte a tali argomenti, i legislatori dei Paesi Baschi si sono sensibilizzati con la situazione dei Cinque ed hanno anticipato che cercheranno di promuovere una mozione a beneficio della loro liberazione, simile a quella che hanno adottato numerose istituzioni del mondo.  

Dopo aver ricevuto la solidarietà e la comprensione della maggioranza delle forze basche con rappresentazione parlamentare, le mogli di René e Gerardo hanno fatto una conferenza nella città di Bilbao, davanti ad un centinaio di persone.  

I presenti a questo atto hanno deciso di lavorare in Spagna nella promozione, dentro il mondo della cultura del paese iberico, di un'iniziativa simile a quella degli artisti degli Stati Uniti.  

Ig/edu

Parlamentari europei esigono la libertà per i Cinque

5 novembre 2010 - Dai Liem Lafá Armeneros  www.granma.cu  (ain)

Willy Meyer, deputato spagnolo nel Parlamento Europeo e leader di una delegazione di sinistra unitaria, si è pronunciato recentemente all’Avana per la liberazione immediata dei cinque antiterroristi prigionieri dal 1998 negli Stati Uniti.

Durante un incontro con i familiari di René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e Gerardo Hernández, il membro del Partito Comunista di Spagna ha manifestato l’impegno di appoggiare i cubani nel Parlamento Europeo ed in ognuno dei 27 Stati dell’Unione Europea.

Meyer ha rifiutato a nome della delegazione – composta da deputati della Francia, Portogallo, Germania, Grecia, tra le altre nazioni – gli ostacoli imposti dagli Stati Uniti alle visite dei familiari dei Cinque alle prigioni nelle quali gli Eroi si trovano confinati, in violazione dei diritti umani internazionalmente riconosciuti.

In questi momenti, ha sottolineato il parlamentare spagnolo, stiamo concentrando gli sforzi per chiedere al Presidente statunitense, Barack Obama, la concessione dell’indulto presidenziale ai patrioti cubani.

Giorgios Toussas, eurodeputato e membro del Comitato Centrale del Partito Comunista della Grecia, ha espresso la volontà di continuare le campagne di appoggio alla liberazione dei Cinque, con il lavoro costante del movimento internazionalista come principale arma, fino al ritorno definitivo alla Patria.

Elizabeth Palmeiro, moglie di Ramón Labañino, ha ringraziato l’appoggio della delegazione, e ha ricordato che questo è un momento cruciale nella causa degli Eroi.

La donna ha poi sottolineato che l’unico modo di cambiare la situazione dei Cinque è la pressione della solidarietà mondiale.

 

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Alarcà³n lancia un appello per fomentare la solidarietà  con i Cinque

 
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 Alarcón lancia un appello per fomentare la solidarietà con i Cinque 

Maritza Padilla Valdés

 

Ricardo Alarcón de Quesada, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular, ha dichiarato l’aumento della solidarietà a favore dei cinque cubani prigionieri dell’imperio è urgente.

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Durante la giornata finale della III Conferenza Iberoamericana di Storici, celebrata nell’università Hermanos Saíz, di Pinar del Río, ha affermato che il silenzio di Washington sul caso, rivela la falsità della presunta libertà d’espressione e di stampa della quale si vanta la nazione.

Nei paesi sviluppati dell’Occidente e negli USA – ha indicato – l’immensa maggioranza delle persone non conoscono la verità del processo, e tale mutismo costituisce una prova inconfutabile dell’assoluta innocenza di tali patrioti.

Ha segnalato che gli antiterroristi incarcerati sono Cinque laureati che hanno forgiato la loro audacia nelle aule cubane e che hanno portato l’eroismo a livelli insuperabili nella storia della Rivoluzione e dell’ambiente universitario dell’Isola.

Sono stati capaci – ha aggiunto – di coltivare l’arte, la poesia, la cultura e il pensiero di fronte al terrore delle carceri statunitensi, e ha aggiunto che le vita dei Fratelli Saíz e quella dei Cinque, devono essere d’esempio e guida per le attuali e future generazioni.

Ha esortato ad affrontare con un rinnovato spirito e senza spazio per la fatica la battaglia per la loro scarcerazione, impiegando tutti i mezzi alternativi, e soprattutto le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

In questo compito i giovani, gli studenti, l’intellettualità, dovranno collocarsi all’avanguardia e l’esigenza per la libertà dovrà convertirsi per Barack Obama in una maledizione che lo perseguita giorno e notte.

Gerardo Hernández, Ramón Labañino, René Gonzalez, Antonio Guerrero e Fernando González furono detenuti oltre 12 mesi fa per l’unico delitto di aver prevenuto azioni criminali contro Cuba e condannati a severe sanzioni in seguito a un giudizio manipolato nella città di Miami.

La Conferenza Iberoamericana di Storici si è riunita per tre giorni a Pinar del Río e vi hanno partecipato parte studenti, professori e ricercatori di università e centri di studio di otto paesi. (Traduzione Granma Int.)

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Presentato sito digitale sul colloquio per i Cinque cubani

 

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Presentato sito digitale sul colloquio per i Cinque cubani

L'Avana, 27 ott (Prensa Latina) Il sito digitale del VI Colloquio Internazionale per la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti e contro il terrorismo si è presentato nella città di Holguin, ha informato oggi una notizia televisiva. Ubicata a circa 735 chilometri all'est della capitale, questa città orientale sarà dal 17 al 21 novembre prossimo la sede dell'evento, al quale hanno confermato fino ad ora la loro presenza più di 300 delegati di 50 paesi.  
Allo spazio on line, opera di specialisti del Centro di Sviluppo delle Soluzioni Informatiche di Holguin, si accede attraverso la direzione elettronica

www.radioangulo.cu/VIColoquio.

È un modo che abbiamo per rompere il silenzio, dentro la società statunitense, e di arrivare a nuovi scenari, ha segnalato il vicepresidente dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, Basilio Gutierrez.  
Per questo motivo, ha aggiunto, è molto importante la partecipazione di attivisti della solidarietà che hanno un vincolo diretto con le reti sociali ed i mezzi alternativi di comunicazione di massa.  
I delegati a questo appuntamento si confronteranno sulle sue azioni a beneficio di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, e riceveranno informazioni aggiornate sul caso degli antiterroristi.  
Loro, conosciuti come i Cinque a livello internazionale, sono stati arrestati quando monitoravano le azioni vandaliche di gruppi anticubani collocati in Florida, nel sud degli Stati Uniti.  
Inoltre, durante il colloquio, i leader sociali assisteranno ad un'udienza pubblica contro il terrorismo nel villaggio di Bocca di Samà e parteciperanno ad una marcia per la solidarietà insieme al popolo cubano.  
Ig/dsa 

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Abbonatevi e sostenete il “ granma internacional” che con 15 euro l'anno vi arriverà a casa per 12 mesi via aerea direttamente da Cuba, noi lo facciamo da anni perchè la LUCHA per difendere la rivoluzione CONTINUA....

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Intervista a Haidi Giuliani,Presidente del Comitato Italiano di Solidarietà  con i Cinque eroi

 
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Intervista a Haidi Giuliani, Presidente del Comitato Italiano di Solidarietà con i Cinque Eroi 

Indira Pineda, Sociologa Cubana

Come parte della lotta che il movimento di solidarietà italiano realizza per il ritorno dei Cinque Eroi a Cuba, il Centro Sociale Occupato “Camilo Cienfuegos” di Campi Bisenzio, Firenze ed il Circolo dell’Associazione di Amicizia Italia Cuba, organizzano una giornata informativa. In tale contesto conosco personalmente Haidi Giuliani, sapevo che era una delle persone invitate in qualità di Presidente del Comitato Italiano di Solidarietà con i Cinque Eroi. Conoscevo la sua storia per la mia esperienza di lavoro nell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP), all’Avana, e per il tempo che oggi dedica ai giovani italiani.

Dopo i fatti di Genova 2001, nei quali durante la manifestazione del movimento “No Global” nel Summit del G-8, i partecipanti ad un corteo vennero picchiati, molti feriti, e un giovane morì, Haidi iniziò una dura battaglia. Il giovane che perse la vita in quella manifestazione era suo figlio, Carlo Giuliani, da allora, entrambi i nomi vengono automaticamente associati.

Manca ancora molto tempo all’inizio dell’incontro, così le dico che sono cubana e le chiedo di parlare con lei e di “prendere appunti”.  Mi regala in risposta un profondo sguardo con i suoi piccoli occhi e un dolce sorriso, mi prende la mano e mi porta con lei. Saliamo su una pericolosa scala di legno, che sinceramente credevo che lei non sarebbe stata in grado di salire, ma mi sbagliavo, ha davvero molta forza.

Rispetto alla questione dei Cinque Eroi e del lavoro con il Comitato in Italia mi spiega: “Dalla morte di mio figlio ho abbracciato molte cause giuste. Da quel momento ho dedicato la mia vita a chiedere giustizia per la sua morte e allo stesso tempo a portare avanti i valori per i quali Carlos è morto.

Anche appoggiare Cuba in questa battaglia è una causa giusta e necessaria, per questo ho accettato di presiedere il Comitato Italiano. La mia convinzione più importante è che è necessario lavorare soprattutto con unità per dare a Cuba tutto l’aiuto di cui ha bisogno, però per questo dobbiamo essere organizzati ed incisivi.

Ho avuto l’opportunità di conoscere Roberto, avvocato e fratello di René, mi ha spiegato molti dettagli. Come madre, come non capire la sua famiglia? Soffro per la grande ingiustizia del Governo Italiano, che mi ha impedito di avere un processo giusto per mio figlio, per questo comprendo. Comprendo anche la crudeltà e il livello di ingiustizia al quale si può arrivare in un sistema nel quale domina solo il denaro.

Oggi in Italia abbiamo una grossa difficoltà, ed è la situazione della cosiddetta “sinistra” e la sua rappresentazione negli spazi istituzionali. Il fatto che non abbiamo un gruppo parlamentare con una volontà di pronunciarsi a favore della causa dei Cinque in tale spazio è limitante, così come la falsa propaganda che realizzano i mass media rispetto a Cuba. Il nostro maggior limite è la forza per replicare in questo contesto, per questo bisogna lavorare continuamente”.

Nella provincia cubana di Camaguey, si è creato il primo museo che unisce la vita di due importanti giovani lottatori: Jesús Suárez Gayol e Carlos Giuliani. Rispetto a tale importante iniziativa commenta: “Erano molti anni che non mi emozionavo, che non piangevo, a Cuba mi succede in continuazione, ma per la felicità. Grazie all’Associazione di Amicizia AsiCuba Umbria, abbiamo potuto portare Carlos  a Cuba. Assieme all’ICAP, al Poder Popular e a Celso Mosquera, il Direttore del Museo, abbiamo aperto una sala in sua memoria. È importante che a Cuba si parli di Carlo, perché il potere della repressione è forte ed è giusto che queste informazioni arrivino anche a voi. È utile per quelli che pensano che l’Italia è il paese della ricchezza, dovete sapere che esiste, ma solo per pochi, che migliaia di giovani non possono studiare, che non possono lavorare, che non possono avere figli. Oggi in Italia la gente non fa figli. È un paese che sta invecchiando perché non offre nessuna prospettiva, né sicurezza”.

Ci dicono che stanno per cominciare, e mentre scendiamo le scale, io davanti e lei dietro, provo a chiederle un consiglio per i giovani cubani, lei si ferma e mi dice: “Cuba per noi è un esempio. È il mondo a cui aspiriamo. Voi avete la missione di mantenerlo”.

Indira Pineda

Red Por Ti America

(Traduzione Granma Int.)


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HAIDI GIULIANI

I Cinque e il Giorno della cultura cubana/ Anche a Praga solidarietà  ai Cinque

 
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 I Cinque e il Giorno della
Cultura cubana
 

Nel giorno di celebrazione della Cultura cubana, dalle nostre celle vadano ai dominicani i nostri sentimenti di lieta gratitudine”, si legge nella lettera dei Cinque Eroi cubani Antiterroristi, prigionieri politici degli Stati Uniti da più di 12 anni.

In un incontro realizzato nell'Aula Magna della Facoltà di Scienze Economiche dell'Università Autonoma di Santo Domingo, con il teatro pieno zeppo, il pubblico si è alzato in piedi  applaudendo dopo la lettura della lettera di René Gonzalez, scritta a nome dei Cinque cubani.

Il messaggio è stato letto dall'ambasciatore di Cuba in questo paese, Juan Astiasaran, accompagnato del viceministro della Repubblica Dominicana Ivan Giuliani, ed i senatori Felix Nova e Dario Cruz.

Era presente anche Ana Maraa Navarro, rappresentante di ONUSIDA per la Repubblica Dominicana e Cuba, ed Inocencio Garcia, direttore delle relazioni bilaterali del Ministero dominicano di Economia.

Nel loro messaggio, i Cinque hanno ringraziato per il sostegno dato loro dal popolo dominicano, sintetizzato nella Risoluzione promossa dal Senato di questa nazione, che reclamando che si faccia giustizia.

Non avremo mai momenti di debolezza per meritare sempre il vostro nobile appoggio”, si legge ancora nella lettera.

Diversi artisti dominicani e cubani si sono uniti per presentare la loro arte in questa festa che ha anche reso omaggio ad Alicia Alonso nei suoi 90 anni di vita. (Traduzione Granma int)

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Emotive dimostrazioni di solidarietà coi Cinque cubani a Praga

12 anni sono troppi, la separazione fa male, però ci nutre l'orgoglio di sapere che condividiamo le nostre vite con uomini eccezionali”, ha detto la Freijanes.  
“Con loro si punisce la volontà di tutto un popolo, la decisione di costruire una società giusta per tutti ed ognuno dei suoi figli, non si sanziona nessun delitto, bensì la dignità del mio paese”, ha denunciato.  
La Freijanes ha ringraziato per le dimostrazioni di appoggio dei partecipanti ed ha espresso la sua fiducia in cui la solidarietà ed il richiamo di giustizia dei popoli del mondo forzino Obama ad esercitare il suo diritto costituzionale e liberare i patrioti cubani.  
L'addetta commerciale dell’ambasciata di Cuba nella Repubblica Ceca, Barbara Elena Montalvo, ha sottolineato l'importanza di rompere il silenzio dentro il proprio territorio statunitense, perché il popolo stesso faccia pressione sulle autorità.  
Il presidente dell'Associazione di Amicizia Cuba-Repubblica Ceca, Ludvik Sudla, ha letto una lettera per Obama, firmata da tutti i partecipanti, nella quale si enumerano le illegalità commesse durante e dopo il giudizio ai degni lottatori antiterroristi.  
Denunciano inoltre la persistente ed arbitraria decisione del Dipartimento di Stato di negare i visti ad Olga Salanueva ed Adriana Perez, ostacolate per questo motivo di visitare in prigione i loro mariti, René e Gerardo, rispettivamente.
Ig/mbz

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I Cinque hanno inviato un messaggio al Congresso di Biotecnologia/news

 
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I Cinque hanno inviato un messaggio al Congresso di Biotecnologia

I Cinque antiterroristi cubani, prigionieri politici negli Stati Uniti, hanno inviato un saluto ai partecipanti nel Congresso Internazionale Biotecnología 2010 che si svolge nella  capitale cubana.

Nel messaggio indirizzato a scienziati, specialisti e personale della salute, letto ai circa  300 delegati di 30 paesi, Antonio Guerrero, Gerardo Hernández,Ramón Labañino, Fernando González e René González sottolineano l’importanza di questo  ramo per il bene dell’umanità.

Questi Eroi hanno segnalato  che se si potesse portare la sanità a tutti, se nel mondo si ripartissero le ricchezze e regnasse uno spirito di fraternità e di pace, tutto sarebbe differente.

In questo modo si potrebbero fabbricare molti prodotti come il Heberprot-P, per trattare e curare molte malattie, aggiunge il saluto, fatto conoscere nel Forum dedicato al maneggio integrale del paziente con ulcera del piede diabetico, con l’uso di questo farmaco cubano, unico del suo tipo nel mondo.

Esistono medicinali efficaci, ma i loro prezzi e altri ingiusti impedimenti non ne permettono l’uso ai necessitati, riferisce il messaggio dei Cinque antiterroristi ingiustamente reclusi dal 1998, per aver ostacolato le azioni terroristiche perpetrate dalle bande d’estrema destra, nemiche di Cuba, dalla Florida.

Il Heberprot-P  è stato usato con 18.000 pazienti di vari paesi ed è registrato in Cuba, Venezuela, Argentina, Uruguay, Algeria, Repubblica Dominicana ed Ecuador, ha detto il dottor Luis Herrera, direttore del Centro d’Ingegneria Genetica e Biotecnologia.

L’istituzione ha organizzato l’incontro,  che durerà sino a venerdì 22 nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana.

Il comitato organizzatore ha  riconosciuto le dottoresse Delia Charles, investigatrice  titolare e presidentessa della Società Cubana d’ Angiologia, e  Loida Gafado, del Venezuela, coordinatrice nazionale del Programma d’Attenzione Integrale del Paziente con Ulcera del Piede Diabetico, in questa nazione  sudamericana. (Traduzione Granma Int.)

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I Cinque salutano e ringraziano per l’appoggio dominicano

Santo Domingo, 21 ott (Prensa Latina) “Il giorno della festa della cultura cubana, dalle nostre celle arrivino ai dominicani i nostri sentimenti di gioiosa gratitudine”, afferma la lettera dei Cinque cubani antiterroristi prigionieri politici negli Stati Uniti da 12 anni.   In un atto realizzato nell'aula magna della Facoltà di Scienze Economiche dell'Università Autonoma di Santo Domingo, a teatro pieno, il pubblico si alzò per applaudire la lettera di René Gonzalez, scritta a nome dei Cinque cubani.  La missiva è stata letta dall'ambasciatore di Cuba in questo paese, Juan Astiasaran, in presenza del vicecancelliere dominicano Ivan Guiliani ed i senatori Felix Nova e Dario Cruz, oltre aAna Maraa Navarro, rappresentante di ONUSIDA per la Repubblica Dominicana e Cuba, ed Inocencio Garcia, direttore delle relazioni bilaterali del Ministero dominicano di Economia.  
Nel loro messaggio, i Cinque ringraziano per la posizione del popolo dominicano, sintetizzata nella risoluzione promossa dal Senato di questa nazione, reclamando che sia fatta loro giustizia.  
“Non verrà mai da noi un atto di claudicazione che sia immeritevole del vostro nobile appoggio”, dice la lettera.  
Artisti dominicani e cubani si sono uniti per offrire la loro arte in questa festa che ha anche reso omaggio ad Alicia Alonso nei suoi 90 anni di vita.  

Ig/ef

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Roma:  dibattito sul caso dei Cinque Eroi

Il noto scrittore e giornalista italiano Gianni Minà ha presentato a Roma “Una storia di profonda ingiustizia umana”, sul caso dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici nelle prigioni del nordamerica.

Nella sala Detrassi dell'Auditorium, uno dei principali scenari della cultura in questa Capitale, con circa seicento persone presenti, Minà ha offerto un'ampia panoramica del caso, in un ulteriore  sforzo per rompere il silenzio che isola nella grande stampa i Cinque cubani patrioti.

L'incontro, promosso dal Circolo di Roma dell'Associazione di Amicizia Italia-Cuba, con il patrocinio  del Comune dellacittà, della Regione Lazio e dell'Ambasciata di Cuba in Italia,è servito per  aggiornare sulle verità di questo caso.

Era presente Rosa Aurora Freijanes, moglie di Fernando Gonzalez, uno dei Cinque, ed è stato diffuso un messaggio in video inviato per l'occasione dal presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, Ricardo Alarcon.

Ugualmente è stato presentato  un altro video di Gloria La Riva , a nome del Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani negli Stati Uniti.

Nell'occasione sono stati dettagliati i maltrattamenti subiti, l'ingiusto processo e le pesantissime sentenze che stanno scontando Fernando González, Gerardo Hernández, Renè González, Ramon Labañino e Antonio Guerrero.

Rosa Aurora Freijanes ha riferito dettagli sul caso ed ha fatto un appello all'unità di tutti per rompere il muro di silenzio.

L'intellettuale brasiliano Frei Betto e l'ex diplomatico Wayne Smith, hanno denunciato la politica ostile degli Stati Uniti nei confronti di Cuba.

Frei Betto, frate domenicano, teologo della liberazione  ed autore di circa 50 libri, ha detto d’aver fiducia che i Cinque torneranno, com’è successo con il piccolo Elian, perché sono rappresentati da uno dei migliori avvocati del mondo, laureato presso l'Università de L'Avana, il Dottor Fidel Castro, mentre  Smith ha sottolineato che Cuba è un'ossessione nella politica estera degli Stati Uniti e che il governo Obama non ha fatto nulla per cambiare le cose.

All'incontro hanno partecipato anche l'attrice, cantante e compositrice Renata Mezenov e l'attore Jonis Bascir, che ha recitato una poesia di Tony Guerrero. ( PL / Granma Int. ).

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Amnesty International chiede la revisione del caso dei Cinque/Le vie legali di Gerardo

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Amnesty International chiede la revisione del caso dei Cinque

18 ottobre 2010 - www.granma.cu (jr)

In uno studio pubblicato recentemente, Amnesty International espone i suoi motivi di preoccupazione rispetto all’imparzialità del giudizio di cinque uomini trovati colpevoli nel 2001, di agire come agenti dell’intelligence per Cuba, tra le altre imputazioni. I cinque uomini stanno compiendo pene che vanno dai 15 anni all’ergastolo nelle prigioni federali negli USA.

In una lettera inviata al Segretario di Giustizia degli Stati Uniti, Eric Holder, il 4 ottobre, Amnesty International ha espresso i suoi dubbi sull’imparzialità del giudizio che non sono stati sciolti negli appelli. L’organizzazione dei diritti umani non ha adottato una posizione sulla colpa o l’innocenza degli uomini rispetto alle imputazioni contro di loro.

I cinque – i cittadini cubani Fernando González, Gerardo Hernández e Ramón Labañino, e quelli statunitensi Antonio Guerrero e René González – sono stati giudicati a Miami e condannati per varie imputazioni, incluso l’agire e la cospirazione per agire come agenti in incognito della Repubblica di Cuba, frode ed uso indebito di documenti di identità, e nel caso di tre degli accusati, cospirazione per trasmettere informazioni di difesa nazionale.

Gerardo Hernández è stato condannato anche per cospirazione per omicidio, data la sua presunta partecipazione all’abbattimento da parte di Cuba di due aerei dell’organizzazione degli USA Fratelli al Riscatto nella quale morirono quattro persone.

Lo studio di Amnesty International ha sottolineato che la celebrazione del giudizio a Miami, data l’ostilità verso il Governo cubano in tale settore, assieme al comportamento dei media e di altri eventi avvenuti durante il processo, furono fattori che impedirono la garanzia di una giuria totalmente imparziale.Altre preoccupazioni riguardano i dubbi sulla forza delle prove per sostenere la sentenzia di cospirazione per omicidio che pesa su Gerardo Hernández, e sul fatto che le circostanze che portarono alla detenzione preventiva dei cinque uomini, durante la quale ebbero accesso limitato ai propri avvocati e documenti, può aver limitato il loro diritto alla difesa.Amnesty International ha detto di aver chiesto al governo degli Stati Uniti di rivedere il caso e mitigare qualsiasi ingiustizia attraverso un processo di clemenza o altri mezzi appropriati, se ulteriori appelli legali risultassero inefficaci.Amnesty International ha anche ribadito la sua preoccupazione per le ripetute negative del Governo degli USA di un visto temporale che permetta alle mogli dei due cubani prigionieri, René González e Gerardo Hernández, di visitare i mariti. All’organizzazione preoccupa che una proibizione permanente di tali visti costituisca un castigo ulteriore, contrario alle norme internazionali per il trattamento umano dei prigionieri e all’obbligo degli Stati di proteggere la vita familiare. Amnesty International continua a invitare il Governo a concedere i visti temporali alle mogli per ragioni umanitarie.Amnesty International è un’organizzazione che ha vinto il Premio Nobel alla Pace con oltre 2,8 milioni di sostenitori, attivisti e volontari in oltre 150 paesi a favore dei diritti umani nel mondo. L’organizzazione ricerca ed espone gli abusi, educa e mobilita la popolazione e lavora per proteggere le persone alle quali vengono negate la giustizia, la libertà, la verità e la dignità.

http://www.cubainforma.it/2010/5eroi/ai.htm

Le vie legali nel caso di Gerardo

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18 ottobre 2010 - www.granma.cu 

Bernie Dwyer, di Radio Habana Cuba, ha intervistato telefonicamente Leonard Weinglass nel suo ufficio a New York - che è uno degli avvocati che rappresentano i Cinque Cubani - sulla situazione legale di Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino, Fernando González e René González.

Leonard Weinglass è l’avvocato di Antonio e attualmente è anche avvocato difensore assistente per Gerardo nell’appello del Habeas Corpus.I Cinque cubani, come sono conosciuti internazionalmente, sono detenuti negli Stati Uniti dal momento del loro arbitrario arresto, avvenuto dodici anni fa con l’accusa di cospirazione per realizzare spionaggio e nel caso di Gerardo per cospirazione per commettere assassinio in primo grado. Il suo presunto delitto è stato infiltrarsi nei gruppi dei terroristi di Miami, che pianificavano la continuazione della guerra non dichiarata contro il popolo di Cuba e la Rivoluzione cubana.

Bernie Dwyer (RHC): “È difficile credere che dodici anni dopo, noi stiamo ancora discutendo il caso dei Cinque cubani, che sono sempre reclusi in cinque carceri disperse per tutti gli Stati Uniti, e che ancora cerchiamo forme legali ed altre forme per far sì che le campagne per la loro liberazione riescano ad attrarre l’attenzione del presidente degli USA, Barack Obama sul caso, e perchè questi prenda una decisione al rispetto. Ci potrebbe offrire un breve riassunto su quanto è accaduto da quando furono arrestati dodici anni fa, nel settembre del 1998?”

Leonard Weinglass: “È una cronologia che riflette l’ingiustizia di questo caso. I Cinque li avrebbero dovuti rimandare a Cuba poco dopo il loro arresto, com’è abituale quando si tratta di stranieri detenuti negli Stati Uniti realizzando missioni per il loro paese d’origine e quando le loro attività non hanno provocato danno alcuno nel territorio statunitense. Esistono vari esempi: poco tempo fa abbiamo avuto il caso degli agenti russi che sono stati rimandati nel loro paese dopo una reclusione di meno di 30 giorni. In questo caso specifico, i Cinque non hanno provocato danno alcuno, ma sono stati negli Stati Uniti per frustrare attività terroristiche indirizzate contro Cuba e quindi, chiaramente, avrebbero dovuto essere rimandati nel loro paese. Invece sono stati sottoposti a crudeli condizioni d’isolamento, processati senza giustizia in una città che non poteva permettere un giusto processo, vittime dalla cattiva condotta dei Pubblici Ministeri e condannati ad eccessive ed illegali pene con vari ergastoli. Ci vollero sette anni perchè un gruppo di giudici d’appello stabilisse che il processo svolto fu una violazione elementare dei loro diritti, ma questa sentenza non è stata più considerata dopo una revisione espressa dall’esecutivo, per motivi politici. Dopo 10 anni, un gruppo di giudici ha stabilito che gli ergastoli imposti dal giudice erano una violazione delle norme tradizionali di dettare sentenze negli USA ed anno dopo la stessa vergognosa giudice, in un processo di ri-sentenza, ha diminuito le condanne di Antonio a 21 anni, di Ramón a 30 e di Fernando a 19, mentre a Gerardo rimangono i due ergastoli.E sono passati dieci anni prima che un giudice in un atto formale di dissenso riconoscesse la verità, finalmente, cioè che Cuba ha il diritto di difendere il suo spazio aereo al apri che se riesaminava il caso di Gerardo nel quale un’analisi ragionevole delle prove dimostrava la sua innocenza.  Dopo che la Corte Suprema ha respinto il suo appello nel 2009, nonostante il grande appoggio senza precedenti, includendo dieci Premi Nobel, le associazioni giuridiche di molti paesi, tutto il senato del Messico e due ex presidenti dell’Unione Euoropea, ci troviamo ancora nel 2010 a presentare per Gerardo quello che si chiama un attacco collaterale o un revisione del Hábeas Corpus in questo caso. Noi formalizziamo la domanda di revisione del 14 giugno del 2010 e presenteremo un Memorandum di Legge l’11 ottobre. Il governo avrà 60 giorni per rispondere e poi si suppone che alla fine di quest’anno o al principio del 2010 avremo un udienza sulle domande di Gerardo, a Miami. Se perdiamo lì, andiamo ad appellarci alla Corte dell’Undicesimo Circuito d’Appello e se perdiamo anche lì, allora chiederemo di nuovo alla Corte Suprema che riveda il caso. Comunque abbiamo ancora delle vie legali per le quali proseguire.”

BD: “Ci può offrire ulteriori dettagli su qual è la base del processo legale che si svolge attualmente a favore di Gerardo Hernández?”

LW: “Sono tre le principali domande che facciamo. La prima è che il governo degli Stati Uniti è coinvolto in una deplorevole azione, perchè ha pagato noti giornalisti, perchè scrivessero articoli di natura propagandistica contro il governo di Cuba, per Radio e TV Martí e nello stesso tempo questi giornalisti, durante il giorno, scrivevano anche articoli e parlavano dei Cinque nei media locali. I detti articoli e commentari crearono molti pregiudizi ed esacerbarono l’ostilità di questa comunità. Il Governo, che ha l’obbligo legale di assicurare a tutti gli accusati un processo giusto in una sede imparziale, stava pagando i giornalisti perchè pubblicassero materiali diffamatori, che distorcessero il caso e questo, notoriamente, non era mai accaduto prima. Noi abbiamo sostenuto che si trattava di una violazione del debito processo e stiamo sollecitando alla Corte che revochi la condanna ed ancora una volta che liberino Gerardo o inviino il suo caso in un’altra sede, dove possa avere un processo giusto. Esiste un argomento ancora più forte, che dimostra quello che è accaduto. Gerardo non può essere giudicato nuovamente ma dev’essere liberato nell’atto, perchè è stato erroneamente posto in una situazione di vulnerabilità per la condotta indebita del governo, la prima volta. La seconda domanda è più tecnica. Il Governo aveva lo stretto obbligo di consegnare qualsiasi elemento dei suoi archivi che avesse potuto aiutare Gerardo nella difesa del suo caso E questo non è avvenuto. In cambio hanno nascosto prove che avrebbero dimostrato la sua innocenza. Noi sosteniamo che hanno anche nascosto le immagini del satellite che avrebbero dimostrato che l’abbattimento del 24 febbraio del 1996 avvenne nello spazio aereo cubano e non nello spazio aereo internazionale. Sino al momento la principale agenzia del governo degli Stati Uniti che raccoglie dati satellitari, rifiuta d’ammettere o negare che possiede queste informazioni.

Infine abbiamo denunciato che c’è stata una percezione sbagliata da parte dell’avvocato di Gerardo sui principi delle leggi internazionali su cui si doveva reggere questo caso e che non prese le misure necessarie per assicurare a Gerardo un giusto processo. Questo è stato il primo caso della storia nel quale un individuo che risiedeva negli Stati Uniti nel momento dei fatti, fosse accusato di cospirare con piloti della Forza Aerea di un’altra nazione che compivano il loro dovere di difendere lo spazio aereo del loro paese.

Questa accusa va al più al di là di qualsiasi cosa che qualsiasi avvocato degli USA abbia mai affrontato. Si doveva effettuare un revisione completa ed esaustiva dei principi delle leggi internazionali contro l’accusa di cospirare per commettere assassinio. In questi giorni stiamo consegnando alla Corte una dichiarazione di 15 cartelle elaborate da un noto professore di diritto internazionale, che spiega in dettagli come dovevano procedere la Corte e la difesa in questo caso senza precedenti. Ed al di là di tutto questo, come concluderebbe il giudice Kravitch, il Governo si è sbagliato nel dimostrare che Gerardo aveva qualcosa a che vedere con quel che accadde in quel giorno e che comunque lo dovevano dichiarare innocente”.

BD: “Passiamo ai casi degli altri quattro. In che tappa legale si trovano ora? Possiamo cominciare con Antonio, che stava scontando un ergastolo, più 15 anni...”

LW: “Antonio sta scontando una condanna di 21 anni e questo significa che in circa 7 anni e forse meno potrà tornare in libertà e ritornare nel suo paese. Senza dubbio Antonio, così come Gerardo, è stato vittima della condotta indebita del governo, che ha pagato i giornalisti per scrivere articoli che pregiudicassero i Cinque. Per questo Antonio reclama lo stesso che reclama Gerardo, come Ramón e Fernando. Antonio presenterà il suo Hábeas Corpus nella prima settimana di novembre e farà le stesse richieste riferite a proposito delle informazioni occultate. Credo che anche Ramón e Fernando faranno lo stesso René è molto vicino alla liberazione, nel 2011, ma resta da vedere se anche lui dovrà iniziare qualche processo”.

BD: “Quale sarebbe il risultato del processo se avesse successo? Potranno essere liberati”?

LW: “Sfortunatamente sarà una giudice di Miami. Sarà davanti alla stessa giudice del primo processo, nonostante questo l’interessante potrà essere che se si stabilisce che il governo degli USA ha operato male, pagando quei giornalisti, i Cinque non potranno essere giudicati nuovamente, perchè sotto il principio del doppio pericolo, il Governo erroneamente ha violato i loro diritti e dato che questo li ha posti in pericolo, non li può processare di nuovo. Questo è un tema che dibatteremo e personalmente credo che avremo successo se dimostreremo che il Governo è stato colpevole di condotta indebita”.

BD: “Tutti questi casi si sommeranno nella Corte di Miami prima della fine di quest’anno”?

LW: “Sí, lo faranno per la fine dell’anno o al principio del prossimo, nel 2011. Inizialmente si svolgerà a Miami e se perderemo lì, ritorneremo ad Atlanta, di fronte all’Undicesimo Circuito della Corte d’Appello, dove abbiamo il diritto d’appellare”.

BD: “Lei crede che le campagne che si sviluppano in tutto il mondo per la liberazione dei Cinque stanno avendo effetto”?

LW: “Certamente sì! E dobbiamo continuare con queste campagne, ed in ogni caso incrementarle. Non ci sono dubbi che hanno effetto. Di recente agenti russi e della Cina sono stati arrestati negli Stati Uniti per spionaggio e nei due casi sono stati inviati rapidamente nei loro paesi o sono state ridotte le loro condanne. Il risultato non è stato influenzato da ragioni di politica nè da principi di legge di giustizia. Inoltre se si accetteranno i reclami del governo sui Cinque che erano coinvolti nello spionaggio e non che, nel senso pluralista tentavano d’eliminare il terrorismo, le loro condanne vanno molto al di là di quello che si vorrebbe in qualsiasi paese civile. Questo caso mobilita la coscienza delle persone di tutto il mondo nell’arena internazionale come pochi altri”.

BD: “Quindi lei ci stimola a lavorare molto, in Cuba ed internazionalmente, per liberare i Cinque, incrementando il nostro lavoro e cercando differenti vie per attrarre l’attenzione su questo caso”?

L.W.: Sì, definitivamente! Nessuno di noi può essere sicuro di come il governo di Obama reagirà di fronte ai reclami di libertà per i Cinque. La storia però ha dimostrato che come nel caso dei patrioti di Puerto Rico si può ottenere la liberazione di prigionieri politici negli Stati Uniti per mezzo degli sforzi continuati di coloro che credono nella giustizia”.

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Libertà  per i Cinque Eroi cubani/Antonio Guerrero ha compiuto in carcere 52 anni

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Libertà per i Cinque Eroi cubani

 La solidarietà con Cuba nella sua lotta per il ritorno dei  Cinque Eroi cubani, è stata sottolineata  il  9 e 10 ottobre nella città di Campi Bisenzio (Firenze).

Il Centro Sociale Occupato “Camilo Cienfuegos” e il Circolo dell’Associazione d’Amicizia  Italia-Cuba, hano organizzato una giornata che ha offerto un concerto di Solidarietà con importanti gruppi del territorio e un dibattito politico, con l’obiettivo d’offrire le ultime  informazioni  sulla  situazione  attuale di Gerardo, René, Antonio, Ramòn e Fernando e sulla battaglia costante dei loro  familiari.

L’iniziativa è stata organizzata da Andrea Paolieri ed erano invitati Heidi Gaggio Giuliani, Presidentessa del Comitato Italiano por la Liberazione dei Cinque Eroi Cubani, Indira Pineda, sociologa cubana, membro della Rete di controinformazione “RedPortiAmerica”, Dario D’Ari, membro dell’Associazione Italia-Cuba di Napoli e Maria Vittoria Tirinato, Direttrice della Rivista “ALBA Informacion”.

L’analisi sulla situazione dei  Cinque, il terrorismo contro Cuba ed il sostegno alla Rivoluzione cubana è stata vincolata  strettamente alla situazione della crisi attuale che sta vivendo l’Italia. In un contesto nel quale i lavoratori vengono licenziati in massa, senza appoggio concreto da parte dei loro sindacati o dei partiti politici dell’estinta “sinistra”,  dove i giovani non hanno un futuro o una minima prospettiva di vita,  si è riflettuto sull’importanza di mantenere movimenti come quelli presenti in America Latina e il ruolo di Cuba in queste processo.

Di notevole importanza  l’intervento del professore cubano della facoltà di Filosofia dell’Università de L’Avana, Antonio Pitaluga, che ha spiegato  dettagliatamente l’importanza della Rivoluzione Cubana per il continente e come viene manipolata la realtà dell’Isola nei media di comunicazione  italiani.

Rispondendo alla necessità informativa, Maria Vittoria ha spiegato l’importanza di un giovane progetto come la creazione della Rivista ALBA, indirizzata alla realtà italiana, e della diffusione di temi come quello dei Cinque, che non hanno spazi nei media ufficiali del governo.

L’obiettivo è stato dimostrare come la lotta internazionale per il ritorno e la  giustizia  verso questi patrioti  è una causa strettamente vincolata ai gravi problemi che oggi soffre la  società capitalista, con i suoi  lavoratori  precari, i suoi giovani e le violazioni dei diritti elementari.

Il messaggio è lavorare uniti e in modo coordinato, sommandosi alla campagna per ottenere l’azione diretta da parte del  Presidente Obama sul caso, continuando a rafforzare il fronte dell’informazione.

Indira Pineda- Red Por Ti America (cap. Cuba/ Traduzione Granma Int.)

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Antonio Guerrero ha compiuto in carcere 52 anni

  Antonio Guerrero, uno dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti, è apparso  animato e  ottimista  sabato 16, nel giorno del suo 52º compleanno  - il tredicesimo che passa in carcere- ha  dichiarato sua madre, Mirta Rodríguez, parlando al Telegiornale Nazionale della Televisione.

Mirta Rodríguez ha raccontato d’aver parlato con suo figlio, mentre lei si trovava a  Matanzas per la presentazione del libro Un lugar de retiro, un libro di poesie di Antonio pubblicato dalla Casa Editrice di questa provincia, in coordinamento  con l’Associazione Cubana degli Artigiani e gli Artisti.

Queste poesie sono state scritte da Tony quando si trovava nel carcere di Oklahoma, in condizioni estreme e di transito per la prigione  di Florence, in Colorado.In particolare, la mia permanenza  nel Centro di Transito Federale di Oklahoma è stata lunga e  tortuosa. Diciotto giorni isolato, in una cella del detto  «buco», giorni che sono sembrati un’eternità”, ha rivelato l’antiterrorista in un testo diffuso  recentemente nel sito cubadebate.cu.

Nella  Plaza Vieja del Centro Storico de L’Avana  Vecchia  sono  collocati  grandes cartelli e gigantografie in cui si racconta  la vita familiare di Antonio e dei suoi fratelli di causa: Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González e René González.

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All’inaugurazione di queste gigantografie hanno partecipato Antonio Guerrero, figlio maggiore del combattente antiterrorista, e Graciela Ramírez, coordinatrice del Comitato Internazionale per la liberazione dei Cinque.

Graciela Ramírez ha detto che anche in altri paesi si stanno realizzando azioni, reclamando giustizia per questi  combattenti antiterroristi, in coincidenza con il 52º compleanno di Antonio.

(JR/ Traduzione Granma Int.)

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Amnistia Internazionale chiede la revisione del caso dei Cinque cubani .

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Amnistia Internazionale chiede la revisione del caso dei Cinque cubani

 Washington, 15 ott (Prensa Latina) Amnistia Internazionale (AI) ha esortato il governo di Barack Obama a rivedere il caso dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti, a causa dell'esistenza di irregolarità nel processo giudiziario. In una lettera al procuratore generale, Eric Holder, AI, che tradizionalmente ha aderito alle campagne contro Cuba, ha espresso dubbi circa la presunta imparzialità del processo, che non sono stati chiarite durante gli appelli.

Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Renè González scontano pene che vanno da 15 anni fino a doppio ergastolo, per aver  monitorato attività di gruppi terroristici che operano dagli Stati Uniti contro l'Isola.

L'ONG ha risaltato che lo svolgimento del processo a Miami, città marcata da una permanente ostilità verso il governo cubano , oltre al ruolo giocato dai media e gli eventi che sono successi prima e durante il processo, sono stati fattori che hanno reso impossibile la garanzia di una
giuria imparziale.

Inoltre dubita della forza dell'evidenza per sostenere la condanna per cospirazione a commettere assassinio imputata a Gerardo Hernandez, e se le circostanze dell'arresto preventivo dei Cinque, che avevano
accesso limitato ai loro avvocati ed ai loro documenti, potessero avere minato il loro diritto alla difesa.

Ha ribadito inoltre la sua preoccupazione per i ripetuti rifiuti di Washington di dare visti temporanei alle mogli di due dei detenuti.

“Siamo preoccupati che un divieto permanente di tali visite costituisca una punizione aggiuntiva, contraria alle norme internazionali per il trattamento umano dei prigionieri ed all'obbligo degli Stati Uniti di proteggere la vita familiare”.

crg/rob

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Campagna per la solidarietà  per la liberazione dei cinque eroi cubani

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E' iniziata campagna CDR per la liberazione dei cinque antiterroristi cubani che dal 12 settembre del 1998 sono tenuti prigionieri negli Stati Uniti. L’oligopolio mediatico evita accuratamente di raccontare le loro storie anche perchè farlo equivarebbe ad ammettere che gli alfieri della democrazia usano da sempre due pesi e due misure nei confronti del cosiddetto terrorismo internazionale. Questi 5 cubani, questi 5 compagni, sono innocenti e vanno liberati, ma perché questo avvenga occorre costruire un movimento internazionale che ne pretenda la scarcerazione, uscendo dal recinto degli “addetti ai lavori”. Per ottenere l'obiettivo, è però essenziale rompere il muro di gomma dell’informazione mainstream. Per questo motivo abbiamo pensato di contribuire agli sforzi – che anche altri compagni stanno facendo - tirando su un apposito blog (www.tunonsaichisonoio.org), pubblicizzandolo affingendo le gigantografie dei 5 in giro per la città. Ieri sera è stata solo la prima uscita, altre ne seguiranno. Antonio, Renè, Gerardo, Fernando, Ramon… LIBERTAD PARA LOS CINCO! VOLVERAN!

ADELANTE COMPANEROS LA LUCHA CONTINUA 

E' stato assegnato il Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, condannato ad 11 anni di carcere lo scorso dicembre per “incitamento alla sovversione dello stato”. Subito dopo che si era diffusa la notizia le agenzie di stampa di mezzo mondo hanno battuto le reazioni pressochè unanimemente entusiaste di tutte le cancellerie occidentali che ne hanno richiesto l’immediata liberazione. Sappiamo bene che nel mondo dominato dall’egemonia imperiale vige la doppia morale, i due pesi e le due misure, però, a costo di apparire ingenui, una domanda la formuliamo ugualmente. Da dodici anni ci sono 5 cittadini cubani sepolti da condanne ingiuste ed abnormi in altrettanti carceri statunitensi. Sono stati vittime di torture fisiche e psicologiche, sono stati oggetto di un processo pregiudizievole e indiziario e, nonostante non siano neanche stati imputati per fatti di sangue, sono stati condannati all’ergastolo per il reato di “cospirazione” (leggi la loro storia). Come mai di loro nessuno parla? Coma mai non viene assegnata loro nessuna onorificenza internazionale? Domande retoriche di cui conosciamo le risposte, così come sappiamo che i diritti umani col Nobel a Xiaobo non c’entrano nulla. C’entrano eccome, invece, le pressioni affinchè Pechino rivaluti la sua moneta nei confronti del dollaro e dell’euro. Uno Yuan “debole” favorisce l’export cinese, già primo al mondo per volumi di vendite, e sottrae quote di mercato sempre più importanti alle multinazionali occidentali. Valgano su tutte le parole di Tim Geithner, segretario al tesoro degli USA: I successi iniziali nel contrastare la crisi rischiano di essere azzerati dagli sforzi minimi di certi Paesi. C’è chi fa ostruzione alla rivalutazione della propria moneta. Poi, chi vuol capir capisca…

LIBERTA’ PER I 5 / SI

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 da http://www.cdr-roma.org/

 

Ettore Scola :"I Cinque cubani devono essere liberati, subito!"/Successo a Roma del SIT IN ....

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I Cinque cubani devono essere liberati, subito!
Ettore Scola, prestigioso cineasta italiano, esige la liberazione dei combattenti antiterroristi

Ettore Scola, uno dei  cineasti italiani più stimati internazionalmente, ha reclamato l’immediata scarcerazione dei Cinque combattenti antiterroristi cubani, ingiustamente condannati negli Stati Uniti.

Sommandosi alla mozione dei suoi colleghi nordamericani per chiedere al presidente Barack Obama che conceda la libertà a Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González, Ramón Labañino e René González il regista di tanti films famosi come  Il ballo  (1982), La famiglia  (1986) o Gente di Roma (2005), ha dichiarato d’essere convinto che  il capo della Cassa Bianca dovrebbe onorare senza esitazioni il suo impegno nella lotta contro il terrorismo.

In Italia, il movimento a favore della liberazione dei Cinque ha unito, negli ultimi giorni, le voci di note personalità, tra le quali il regista di cinema  Paolo Virzi, il cui film La prima cosa bella, rappresenterà l’Italia nella candidatura all’Oscar per il miglior film straniero non parlato in inglese inglesa; dell’attore Leo Gullotta, tre volte vincitore del premio annuale David di Donatello per la miglior recitazione maschile  e del noto giornalista Gianni Minà.

(Traduzione Granma Int.

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Roma: Successo del sit-in di fronte all’ambasciata USA

Campagna Internazionale di solidarietà per la Liberazione dei Cinque antiterroristi cubani

Lo scorso 14 settembre si è svolta a Roma una importante iniziativa unitaria di sensibilizzazione e informazione di massa promossa dal Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, con un corteo di auto che ha attraversato il centro storico esponendo bandiere cubane e manifesti dei 5 Eroi.

Per dare continuità alla mobilitazione nel mese di solidarietà con i Cinque che si è svolto a livello internazionale, il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ha promosso e organizzato nel giorno della chiusura internazionale della campagna per la liberazione dei Cinque, oggi 8 ottobre 2010 un sit in  di fronte all'Ambasciata degli Stati Uniti in Via Veneto a Roma,  che ha visto la partecipazione di moltissimi militanti delle varie organizzazioni e associazioni che si occupano attivamente da lunghi anni della solidarietà politica  con Cuba.

Negli interventi degli oratori è stato  anche condannato il criminale blocco imposto dal governo degli Stati Uniti da ormai cinquanta anni ed è stato condannato il tentativo di golpe in Ecuador e l'ingerenza e il ruolo aggressivo dell'imperialismo USA in tutta l'America Latina che minaccia con l'uso del terrorismo , delle basi militari, dei golpe, i processi di autodeterminazione delle democrazie partecipative e popolari, in primis di tutti i paesi dell'ALBA .

I  tanti compagni partecipanti ancora presenti  alla fine del comizio  hanno dispiegato una enorme bandiera cubana che ha bloccato  per molti minuti il traffico della centrale Via Veneto e hanno  lanciato volantini e gridato slogan per chiedere la fine della prigionia dei Cinque cubani.

Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque continuerà le sue attività aderendo e collaborando il 17 ottobre 2010 all'iniziativa organizzata dal circolo di Roma dell'Associazione Italia-Cuba all'Auditorium Parco della Musica all'incontro intitolato

" I CINQUE UNA INGIUSTIZIA IGNORATA" , e nel mese di novembre ad un convegno organizzato dalla rivista Nuestra America e dalla casa editrice Natura Avventura  sulla cultura dei popoli e i processi di autodeterminazione a partire dai paesi dell'ALBA e che si terrà all'Università La Sapienza di Roma , in cui ci sarà una sessione dedicata ai diritti dei popoli con al centro il tema dei Cinque cubani.

Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque invita partiti, organizzazioni, associazioni e movimenti solidali con Cuba a partecipare a questi importanti appuntamenti per chiedere la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani.

Comitato Italiano Giustizia per i Cinque

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Alicia Ha chiesto a Obama giustizia per i cinque/Gli artisti cubani ringraziano i colleghi degli USA

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LIBERTÀ PER I CINQUE EROI

Alicia ha chiesto a Obama di fare giustizia nel caso dei Cinque

22 settembre 2010 - Pedro de la Hoz www.granma.cu 

La diva mondiale della danza, Alicia Alonso, ha reclamato la libertà dei Cinque combattenti antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti, domandando al Presidente di questo paese di fare giustizia.

Ai piedi del monumento alle vittime della corazzata Maine, immolate per servire da pretesto all’intervento nordamericano che frustrò nel 1898 la vera indipendenza dell’Isola, Alicia ha esaltato il diritto alla vita, alla convivenza umana ed ha invitato Barack Obama e la sua famiglia a condividere questi ideali durante la celebrazione del XXII Festival Internazionale del Balletto de L’ Avana, il prossimo 28 ottobre ed a portare con loro, liberi per sempre, i Cinque compatrioti.

Le dichiarazioni della fondatrice del Balletto Nazionale di Cuba sono state pronunciate durante un incontro convocato da scrittori ed artisti per ringraziare noti attori, intellettuali, musicisti e figure dell’industria dello spettacolo per la lettera inviata ad Obama perchè, in virtù delle sue facoltà, ponga in libertà Gerardo, Antonio, René, Ramón e Fernando.

Miguel Barnet, presidente della UNEAC, ha affermato che il movimento generato negli USA da tanti colleghi ha contribuito a rompere l’oltraggiante silenzio che pretende di nascondere la verità sul caso dei combattenti antiterroristi ed ha sostenuto che gli scrittori e gli artisti cubani sperano "che il presidente Obama abbia l’onestà e il coraggio d’esercitare la sua autorità per far sì che i nostri Cinque fratelli possano ritornare ne loro paese, alle loro case e dalle famiglie.

Al reclamo solidale si sono uniti durante la serata la poetessa Nancy Morejón, con i sui versi, e l’artista Alexis Leyva Machado (Kcho), che ha liberato cinque colombe come simbolo della libertà desiderata per i fratelli che soffrono l’ingiusta reclusione.

Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular, ha ricordato che fino a quando i Cinque non ritorneranno in libertà non smetterà la lotta e che inoltre dobbiamo lottare contro il castigo addizionale a cui sono sottoposti Gerardo e René, privati delle visite delle loro compagne, per la crudeltà delle autorità nordamericane.

 

Erano presenti le mogli e vari familiari dei Cinque, accompagnati dal ministro di Cultura, Abel Prieto, da noti intellettuali ed artisti oltre che dagli studenti delle scuole d’arte.

 

Gli artisti cubani ringraziano i colleghi degli USA

 

Messaggio ai nostri colleghi statunitensi:

Noi, gli scrittori e gli artisti cubani, che come voi amiamo la giustizia e la pace, esprimiamo attraverso questo messaggio il nostro più profondo ringraziamento per la vostra solidarietà con la causa dei Cinque cubani reclusi illegalmente nelle prigioni degli Stati Uniti.
Siamo convinti che la lettera che avete inviato al Presidente Barack Obama ha contribuito a rompere l’oltraggioso silenzio che pretende di nascondere la verità su questa nobile causa.

I nostri compatrioti hanno contato in questi giorni dodici lunghi e dolorosi anni di prigione solo per aver protetto il loro paese dalle azioni di terrorismo. Come
avete espresso così bene nella vostra lettera, i Cinque non hanno commesso nessun crimine contro il governo degli Stati Uniti, nè le loro azioni sono mi state una minaccia
alcuna per la loro stabilità.

L’Unione degli Scrittori ed Artisti di Cuba (UNEAC) e l’Organizzazione dei Giovani Scrittori ed Artisti cubani (AHS), ringraziamo per questo gesto Danny Glover, Ed Asner, Susan Sarandon, Oliver Stone, Sean Penn, Benicio del Toro, Pete Seeger, Noam Chomsky e Michael Moore, citando solo alcuni tra i tanti che hanno firmato questa lettera.

Speriamo che il Presidente Obama abbi l’onestà ed il coraggio d’esercitare la sua autorità presidenziale per far sì che i nostri Cinque fratelli possano ritornare nel loro paese, alle loro case ed alle loro famiglie.

Sappiamo che voi rappresentate i più puri sentimenti del popolo degli
Stati Uniti a favore della giustizia e della pace. ( Traduzione Granma Int.).

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Honduras: proibito manifestare a favore dei Cinque cubani

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Anche se in ritardo pubblichiamo questo documento dell'amica e compagna Ida Garberi giornalista di Prensa Latina attualmente in Honduras .

Honduras: proibito manifestare a favore dei Cinque cubani

Ida Garberi* 

Ci ha guidato un forte sentimento di solidarietà umana, amore per la nostra patria e disprezzo per tutto quello che non rispetta la dignita’ dell’uomo”
I Cinque Cubani (2001)

Sabato 12 settembre 2010, l’associazione di amicizia Honduras-Cuba ha indetto una manifestazione pacifica davanti all’ambasciata nordamericana per chiedere la liberazione dei miei Cinque fratelli cubani, che purtroppo sono prigionieri politici negli USA, da ormai 12 anni.
Il 12 settembre e’ incominciata la Giornata Internazionale, che simbolicamente si estende fino all’8 ottobre, data della caduta in combattimento del comandante Ernesto Che Guevara, come parte della battaglia permanente per la verità, la giustizia e la libertà dei Cinque cubani.
Come si stava ripetendo da 10 anni, i militanti della solidarietà con Cuba arrivarono all’appuntamento e con grande meraviglia si incontrarono con circa 150 effettivi delle truppe speciali COBRAS, alcuni camion dell’esercito, un veicolo blindato che spara liquido tossico…..insomma la militarizzazione della zona attorno all’ambasciata nordamericana, come se si aspettassero un  assalto armato all’edificio diplomatico!
Io stessa sono rimasta a bocca aperta davanti ad uno spiegamento di forze cosi’ incredibile: come sempre i golpisti vogliono farsi notare davanti agli occhi del loro padrone, gli yankee, cosi’ sono stati più duri che gli stessi nordamericani, infatti negli USA sono programmate molte attività di protesta a favore dei miei Cinque fratelli e non ci si aspetta che la polizia arrivi a picchiare i manifestanti!
Mi domando se la minaccia di repressione (che ha ottenuto l’effetto desiderato, infatti si riprogrammerà la manifestazione in un’altra data perche’ i partecipanti si sono allontanati per evitare la violenza) e’ parte della politica xenofobica di questo governo spurio, continuazione del golpe civico-militare del 28 giugno 2009.
Che cosa spaventa i gorilla? L’esempio eroico e pacifista di Cinque prigionieri politici? Come afferma il comunicato dell’associazione Honduras-Cuba, “Cuba avuto il coraggio di portare avanti un messaggio di uguaglianza e solidarietà nel mondo dove l'egoismo è propagandato come bersaglio inevitabile e perpetuo, nonostante le gravi difficoltà pratiche che significa un bloqueo genocida economico, è stata in grado di andare avanti per far rispettare i principi dell'umanesimo di Marti.
I numerosi tentativi di contrastare l'esempio cubano comprendono la guerra aperta, il sabotaggio, le calunnie e gli atti di terrorismo di ogni genere. Gli anni '90 furono un periodo di continui attacchi contro un intero popolo che difendeva il suo sistema sociale. Gli esecutori, la estrema destra internazionale, e, soprattutto, la mafia cubano-americana, avevano scommesso che avrebbero inginocchiato la dignità di uomini e donne che stavano costruendo una società giusta.
Questo momento tanto anelato della sconfitta della rivoluzione cubana non si è verificato, e invece il processo di Cuba è stato rafforzato ed è diventato la prova principale che un altro mondo è possibile quando si collocano le persone e non la ricchezza come principali scopi delle istituzioni sociali.
E 'in questo spettacolo storico di sovranità, e non in violazione delle leggi degli Stati Uniti, dove hanno trovato le ragioni che hanno portato alla carcerazione dei nostri fratelli, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e René González, che 12 anni fa sono stati sequestrati senza alcuna prova contundente, mentre difendevano il loro popolo dai ripetuti atti di terrorismo, compreso bombardamenti, l'invasione dello spazio aereo cubano ed attacchi costanti”.
E’ assolutamente insultante che si criminalizzi Cuba e chi la ama e la difende, con che morale l’ambasciata nordamericana chiede protezione armata quando sono loro, gli yankee, che qui in Honduras, sanno importare solo armi e costruire basi militari?
Con che coraggio si colpevolizza Cuba, che qui in Honduras ha sempre aiutato nella salute e nell’alfabetizzazione, offrendo da sempre ai suoi fratelli honduregni meno fortunati (affamati ed abbandonati ad un capitalismo selvaggio) un abbraccio di solidarietà?
I medici cubani, nella zona della Mosquitia lottano tutti i giorni fianco a fianco con la popolazione locale per ottenere una vita più tollerante in una zona inospitale: brindano gratuitamente le cure sanitarie in una zona considerata l’Amazzonia di Honduras, vicino al confine con Nicaragua.
Invece, gli yankee, nella zona, hanno solo portato armi ed istallato una base navale per minacciare con la forza uno dei paesi membri dell’ ALBA.  
Ancora una volta, il gigante nordamericano dimostra la sua totale mancanza dei valori piu’ umanitari, mentre Cuba applica il concetto del Che Guevara che “tutti i giorni bisogna lottare perche’ questo amore all ’umanità vivente si trasformi in fatti concreti, in atti che servano come esempio e mobilizzazione”. 

*giornalista di defensoresenlinea.com

http://blog.libero.it/idagarberi/

 

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Il reclamo di una figlia:“Che Obama,liberi i Cinque!”/Chà¡vez sfida la CNN ad intervistare i 5

 

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Il reclamo di una figlia: “Che Obama, liberi i Cinque!”

Deisy Francis Mexidor

Chiedo al presidente Barack Obama, nella sua condizione di padre, che mi restituisca il mio”, ha reclamato una delle figlie di  Ramón Labañino, antiterrorista cubano prigioniero negli Stati Uniti. Laura Labañino ha detto che se accadesse, sarebbe un’enorme felicità per le nostre famiglie, per il nostro popolo e per gli amici del mondo, se Obama libererà i Cinque.

E al di là della felicità, sarebbe un’elementare atto di giustizia”,  ha sottolineato ancora  la figlia di Labañino, uno dei Cique combattenti contro il terrorismo, reclusi negli USA dal 12 settembre del 1998.

"So che uno dei valori più rispettati dai cittadini nordamericani è la famiglia”, ha commentato  Laura, de 18 anni, e per questo penso che se Obama valutasse come sono state separate ingiustamente cinque famiglie cubane, potrbbe fare una rettifica.

Quando mio papà è stato arrestato a Miami, io aveve sei anai e da allora la mia vita è stata marcata dall’assenza fisica di mio papà, dal dolore della nostra separazione, dall’ incertezza di quando lo potrò rivedere di nuovo... Oggi comprendo tutto meglio, ma a sei anni non potevo capire.  Poi, quando ho cominciato a visitarlo nel carcere, mi chiedevo perchè un uomo come lui stava là se è sempre stato una persona buona”. 

Di recente Laura è ritornata da una visita, fatta con sua sorella Lizbeth  e sua mamma Elizabeth, a Ramón, che sconta una condanna di 30 anni in un penitenziario di media sicurezza, a  Jesup,  in Georgia.

"In questa opportunità abbiamo parlato ricordando il temoo che ci hanno tolto, ma abbiamo anche pensato a quello che abbiamo di fronte.  Papà si è interessato ai cambi in Cuba, alla gioventù,  alle nuove generazioni, e mi ha raccomandato d’avere forza e di studiare moltissimo. 

Devi dedicare tutto il tempo necessario agli studi”, è una delle cose che mi ha raccomandato di più in questo viagggio.

Mio padre mantiene il suo ottimismo tremendo e sostiene che saranno liberati più presto che tardi,  e scherzando mi ha detto che ha già la valigetta pronta per quando arriverà quel giorno.

Forse per la situazione anormale e lo stress  subito sin da piccola, Laura mostra una notevole  maturità per la sua età; presto inizierà il Servizio Militare Volontario Femminile, dopo aver ottenuto per i suoi risultati accademici la matricola nella scuola di Relazioni  Internazionali. 

Farò il servizio per un anno ed ho grandi aspettative”, ha confessato.

Sono una lettrice vorace, ha detto, e sto leggendo  il libro La vittoria strategica, di Fidel. Leggere per me è un gran piacere r apprezzo ugualmente un libro storico come questo, come un buon giallo o un romanzo”. (Traduzione Granma Int.).

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 Foto Iniziativa asicuba umbria per i cinque eroi cubani

Il presidente Chávez sfida la CNN
ad intervistare i Cinque

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chávez, ha sfidato il canale di televisione CNN, a dare una dimostrazione di equanimità, intervistando coloro che definiscono  come "terroristi", e lasciando a parte la manipolazione  imperiale.

Io vorrei  vedere la CNN intervistare i Cinque Eroi cubani che loro chiamano  "terroristi" e che l’impero yankee tiene prigionieri”, ha detto il capo  di Stato durante un incontro nel quale ha ricevuto il giuramento di un gruppo di donne che difenderanno il voto nelle prossime elezioni parlamentari del 26 settembre, ha riferito l’ufficio  stampa presidenziale.

Chávez, che il giorno prima aveva criticato un’intervista fatta dalla giornalista  Patricia Janiot una delle principali presentatrici della Tv nordamericana, al terrorista Raúl Díaz Peña, evaso dalla giustizia venezuelana, ha indicato che la Janot gli ha chiesto attraverso la rete sociale Twitter, il dirito alla replica in diretta, riporta PL .

Io la sfido a intervistare uno dei cubani prigionieri negli Stati Uniti. Non è con me la questione, signora Patricia, è con la dignità di un popolo”, ha affermato Chávez.

Anche se la giustizia del Venezuela ha condannato Díaz a nove anni di reclusione per aver collocato delle bombe nelle ambasciate di Spagna e Colombia nel 2003, la Janot lo ha presentato come uno studente che cercava rifugio negli Stati Uniti.

(Traduzione Granma internacional)

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5 EROI:Dichiarazione dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular/12 anni di vergogna USA

 

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DALL'ALBA DEL 12 SETTEMBRE 1998 GLI STATI UNITI MANTENGONO RECLUSI CINQUE AGENTI DELL'INTELLIGENCE CUBANA, CHE SENZA VIOLARE ALCUNA LEGGE,PER PATRIOTTISMO, S'INFILTRARONO NEI GRUPPI DI TERRORISTI ANTICUBANI DI MIAMI, CON L'OBBIETTIVO DI OSTACOLARE LE LORO AZIONI CRIMINALI CONTRO IL POPOLO DI CUBA.

I CINQUE NEI 12 ANNI DI RECLUSIONE HANNO SUBITO SOPRUSI, DI VIOLAZIONI DI DIRITTI UMANI.... LO STESSO TRATTATTAMENTO DISUMANO LO HANNO SUBITO ANCHE I LORO FAMILIARI, MA A QUANTO SEMBRA NONOSTANTE LE DENUNCE, GLI APPELLI, IL MOSTRO STELLE A STRISCE SI' PERMETTE DI FARE E VIOLARE QUELLO CHE VUOLE.

 
 Dichiarazione dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular
 

Ai Parlamenti ed ai popoli del mondo:

Questo 12 settembre del 2010, si compiono 12 anni d’ingiusta reclusione, nelle prigioni nordamericane, di Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort e René González Sehwerert.

Dal loro arresto e durante tutto il lungo e manipolato processo giudiziario, nel quale si stabilirono smisurate condanne, includendo l’ergastolo  per due di loro e due ergastoli per un terzo, questi Cinque cubani hanno affrontato i maggiori ostacoli per ottenere i propri diritti e sono stati sottoposti a crudeli castighi, includendo lunghi periodi in isolamento e la proibizione di ricevere le visite delle mogli, nei casi di Gerardo e di René.

Durante questi anni il nostro popolo, assieme ai loro familiari, abbiamo denunciato questa ingiustizia e lottato per la loro liberazione, convinti della loro innocenza, perchè la loro sola, ma importante missione in questo paese, era controllare i gruppi terroristici che per più di cinquantanni hanno agito impunemente contro Cuba. Niente di quello che hanno fatto ha mai posto a rischio la sicurezza degli Stati Uniti. Questo lo sanno molto bene le autorità nordamericane ed è anche stato riconosciuto durante il processo dallo stesso Pubblico Ministero e da alti capi militari del paese.

Se ci volesse una sola ragione per dimostrare tutta l’ingiustizia ed il revanscismo contenuti in questo caso, al di là della loro provata innocenza, basterebbe ricordare che negli ultimi decenni nessun’altra persona in questo paese, accusata con prove, della pratica di spionaggio, ed anche vincolata ad azioni armate violente contro gli Stati Uniti, ha ricevuto così forti condanne, ed in nessun caso l’ergastolo, e molti dei conddanati sono già stati liberati.

Dopo 12 anni, quando dopo il rifiuto della Corte Suprema di rivedere i casi, sono finite tutte le possibilità nell’ordine legale, la situazione di questi Cinque nostri fratelli rimane estremamente difficile, e mentre a tre di loro sono state leggermente modificate le condanne, Gerardo Hernández continua ad essere recluso in condizioni di massima sicurezza con due ergastoli e quindici anni di condanna.

Riferendosi alla necessità della solidarietà per ottetenere giustizia, il noto avvocato nordamericano Leonard Weinglass, uno degli avvocati difensori dei Cinque, ha affermato: “Il peggio che può passare ad uno dentro il sistema di giustizia nordamericano è l’essere solo. La solidarietà è necessaria non per intimidire la Corte, ma per indicare che il mondo sta vigilando e che si devono rispettare le leggi”.

Siamo sicuri che la lotta per la loro liberazione, alla quale si sono sommati popoli, origanizzazioni sociali, politiche, di professionisti, governi e parlamenti di tutto il mondo, è un gesto singolare di solidarietà con questa giusta causa e continuerà a crescere. Oggi è più che mai necessario esisigere all’amministrazione degli Stati Uniti che ponga fine a questa ingiustizia e liberi già questi Cinque Cubani.

Assemblea Nazionale del Poder Popular.

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Una vergogna per la giustizia statunitense compie 12 anni

La reclusione dei Cinque cubani, rinchiusi nelle prigioni statunitensi da 12 anni costituisce oggi una vergogna per la giustizia degli Stati Uniti, paese che pretende di insegnare al mondo il tema dei diritti umani.

Così dice un comunicato del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque che si unisce alle azioni mondiali per la scarcerazione di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, che si sono svolte dal 12 settembre.

La Giornata Internazionale si estenderà fino all’8 ottobre, data della morte in combattimento del Che, come parte della battaglia permanente per la verità e la giustizia.

Durante tali azioni si ricorderà al mondo che il 21 settembre del 1976 furono assassinati a Washington DC l’ex Ministro degli Esteri cileno Olrando Letelier, e la sua segretaria, la giovane statunitense Ronnie Moffitt.

Inoltre si denuncerà ancora una volta che il 6 ottobre di 34 anni fa, scoppiò in volo nel cielo delle Barbados un aereo civile della Cubana de Aviación.

Il sabotaggio che provocò la morte delle 73 persone a bordo.

Il Comitato ribadisce la denuncia del fatto che gli autori, rei confessi, Orlando Bosch e Luis Posada Carruiles, godono dei privilegi concessi loro dalle successive amministrazioni statunitensi.

L’organizzazione ha emesso il suo reclamo per la libertà dei Cinque in occasione del 13 assassinio del giovane italiano Fabio di Celmo che fu vittima di una delle bomba che Luis Posada Carriles ordinò di collocare, negli attentati agli hotels de L’Avana, nel 1997, ricorda il testo.

Il Comitato Internazionale fa un appello alla coscienza umana perché sono trascorsi 12 anni di dolore per cinque famiglie cubane, nei quali i Cinque sono stati obbligati a rimanere per più di 635 giorni in celle di massimo isolamento.

Il documento reitera anche che in questo periodo René e Gerardo non hanno potuto vedere le proprie mogli a causa del costante rifiuto del visto umanitario per Olga Salanueva e Adriana Pérez da parte del Governo statunitense.

Chiediamo al Presidente Obama di mettere fine all’ingiustizia e che ordini la libertà per i Cinque Patrioti Cubani, sottolinea il comunicato.

Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René furono arrestati a Miami il 12 settembre del 1998.

Con le loro missioni riuscirono ad evitare l’esecuzione di azioni criminali contro il popolo cubano, pianificate da gruppi di terroristi che vivono e agiscono impunemente nello Stato statunitense della Florida.

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Alziamo le voci per la libertà  dei Cinque Eroi

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 SIAMO AL 12° ANNIVERSARIO DI INGIUSTA RECLUSIONE NELLE CARCERI USA DEI CINQUE EROI CUBANI REI DI AVER SVENTATO ATTACCHI TERRRORISTICI CONTRO CUBA :
Alziamo le voci per la libertà dei Cinque Eroi

In più di mezzo secolo di Rivoluzione cubana, uomini come Gerardo, Ramón, René, Antonio e Fernando hanno lasciato  un’impronta  profonda nella lotta per prevenire l’Isola sulla organizzazione di azioni terroristiche pianificate negli USA.

Con il proposito di riconoscere questo grande lavoro, un gruppo di storiografi e di investigatori ha dibattuto nell’Istituto  di Storia di Cuba (IHC) sulle molteplici azioni criminali organizzate dal governo degli Stati Uniti contro la nazione cubana, segnalando la lotta dei Cinque Eroi, ingiustamente reclusi nelle prigioni dellimpero, per averle combattute.

Durante  l’incontro, al quale hanno partecipato familiari dei Cinque, gli investigatori hanno sottolineato l’impunità con cui hanno agito dal 1º gennaio del 1959  sino ad oggi  gli elementi controrivoluzionari,  appoggiati dalle successive amministrazioni statunitensi.

Una giornata di riflessioni per la liberazione dei Cinque  si è svolta nell’Istituto Cubano d Amicizia con i Popoli  (ICAP),  come parte delle attività che si realizzano dentro e fuori del paese  per i 12 anni della loro ingiusta reclusione.

Nell’occasione è stata inaugurata una mostra grafica per mostrare la realtà del caso e il  reverendo Raúl Suárez ha parlato del lavoro di solidarietà con Cuba sviluppato da Lucios Walker, recentemente scomparso,  che era leader del Movimento Pastori per la Pace ed uno  dei  principali difensori della causa dei  Cinque a livello mondiale.

Da Las Tunas i professionisti dell’informazione hanno reiterato il loro richiamo alla stampa degna del mondo, per moltiplicare la verità attorno alla causa dei Cinque Eroi,   che Antonio Guerrero ha ringraziato in un breve messaggio:

Sappiamo che scaleranno il monte Cañada Honda e che il 10 settembre  trasformeranno queste alture in una Sierra Maestra, un Turquino, da  dove una luce illuminerà la Patria amata ed il mondo, con raggi di fraternità, giustizia e dignità, in reclamo della nostra libertà. Questo gesto solidale ci rafforza, ci unisce e raddoppia la nostra fiducia nella vittoria”, ha scritto Tony a nome di suoi fratelli di lotta.

Ad Holguín si è svolto un incontro per la pace contro il blocco ed il terrorismo, nella sede dell’ICAP dove è stata condannata l’ingiusta prigionia che soffrono i Cinque, come la campagna mediatica che trasforma l’Isola in un bersaglio di diffamazione.

Anche a Cienfuegos studenti di differenti paesi hanno espresso la loro solidarietà con la causa, ed hanno denunciato coloro che vogliono portare l’umanità all’olocausto di una guerra mondiale.

Sono state reiterate le distinte violazioni commesse nel manipolato processo giudiziario di Miami contro i Cinque ed il rifiuto costante delle autorità che impediscono ad Olga e ad Adriana di visitare i loro mariti (Olga Díaz, Maylin Guerrero,  Pastor Batista, Germán Veloz e Armando Sáez/ Traduzione Granma Int.).

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CINQUE EROI CUBANI : UNA VERGOGNA DEGLI STATI UNITI CHE DURA DA 12 ANNI

 
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 CINQUE EROI CUBANI: "UNA VERGOGNA DEGLI STATI UNITI CHE DURA DA 12 ANNI"

 

COMUNICATO STAMPA DA ASICUBA

  

Cinque detenuti politici cubani sono reclusi in carceri di massima sicurezza negli Stati Uniti. Da dodici anni.

Sono stati accusati di spionaggio ed hanno subito un processo tanto farsesco da motivare la Commissione ONU per le Detenzioni Arbitrarie a dichiararlo nullo.

Sono cinque antiterroristi, che con altruismo e coraggio si sono infiltrati nei gruppi anticubani di Miami per monitorarne i piani e le azioni criminali contro Cuba.

Cuba ha sempre denunciato in tutte le sedi internazionali il terrorismo che subisce da cinquant’anni e che ha prodotto più di 3500 morti. Non ha mai ottenuto attenzione e risposta.

Cuba ha consegnato alla FBI, dopo un contatto con l’allora Presidente Clinton, un’ampia documentazione sulle organizzazioni terroristiche che operano dalla Florida, i piani che hanno, i finanziamenti che ricevono –anche da agenzie governative statunitensi-. Ed una risposta l’ha avuta: l’arresto dei cinque cubani, evidentemente responsabili della raccolta di queste informazioni.

Non solo hanno subito un processo farsesco, manovrato dagli stessi gruppi anticubani di Miami, anche a suon di minacce fisiche a testi e giurati, ma hanno anche subito condanne assurdamente spropositate, peraltro in violazione del Patto Internazionale su Diritti Civili e Politici, firmato e ratificato dagli USA.

Parlamentari europei (Belgio, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna...), intellettuali, artisti, 10 Premi Nobel, hanno chiesto la liberazione dei CINQUE DETENUTI POLITICI CUBANI, che ormai dipende solo da Obama.

L’attuale Amministrazione USA sta purtroppo attuando la stessa politica di vendicativa ostilità contro Cuba e di protezione del “terrorismo buono”: si veda lo scandaloso caso del cubano Posada Carriles, terrorista continentale, orgogliosamente reo confesso d’esser stato agente CIA, e fra l’altro d’aver organizzato l’ondata di bombe a L’Avana che uccise l’italiano Fabio Di Celmo... Questo signore è attualmente sotto l’amorevole protezione degli stessi gruppi criminali della Florida e sotto l’oggettiva copertura del Governo.

Il prossimo 12 settembre i cinque detenuti politici cubani compiono il dodicesimo anniversario di carcere duro. A due di loro si nega il diritto di ricevere la visita della moglie.

Anche in Umbria, come in migliaia di regioni e città in lungo e in largo nel mondo, si organizzano azioni perché questa grande ingiustizia veda una fine.

Ai media chiediamo attenzione. Ai nostri Governi locali, che già in passato hanno dimostrato sensibilità al riguardo, chiediamo di aiutarci a fare più potente la nostra rivendicazione di giustizia.

Vogliamo finalmente a casa

GERARDO, ANTONIO, FERNANDO, RAMON e RENE’

Ass.Amicizia Italia-Cuba –Circolo Fabio di Celmo Terni AsiCubaUmbria

Perugia, 5 settembre 2010

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Decorati i Cinque Eroi in Brasile con la Medaglia Abreu y Lima

 
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Decorati i Cinque Eroi in Brasile con la Medaglia Abreu y Lima

La Casa de América Latina del Brasile ha decorato, con la medaglia Abreu y Lima, i Cinque Eroi cubani combattenti  antiterroristi, ingiustamente reclusi negli Stati  Uniti  da  quasi 12 anni, ha informato PL.

In una cerimonia effettuata nell’auditorio Gastao Henrique Sengés, della Società d’Ingegneria e Architetti dello Stato di Río de Janeiro, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González hanno meritato il riconoscimento dell’entità solidale  brasiliana, per aver difeso non solo la loro Patria, ma tutto il pianeta dalle azioni terroristiche.

Anche se il delitto di spionaggio non è mai stato provato, i Cinque cubani sono stati condannati a lunghissime reclusioni, perchè informavano il loro paese sulle azioni violente e criminali che la destra antirivoluzionaria di Miami organizzava da Miami, indica il testo della decorazione concessa a  Gerardo, Antonio, Fernando, Ramón e René, che inoltre denuncia come la grande stanpa mondiale, che accusa ingiustamente Cuba di violare i diritti umani, non ha mai  dedicato spazi alla gigantesca arbitrarietà che gli USA commettono con i Cinque combattenti cubani contro il terrorismo.

Consegnando la medaglia al consigliere e secondo capo della missione diplomatica cubana in Brasile, Alexis Bandrich, il medico brasiliano e membro della Casa de América Latina Murilo Alves ha segnalato che: “Le medaglie sono molto importanti, ma insufficienti per la grandezza di questi Eroi  a cui rendiamo omaggio. Dobbiamo uscire di qui commossi da tanta ingiustizia commessa ed organizzarci per liberare Gerardo, Ramón, Fernando, René e Antonio”, ha detto Alves.

Ringraziando per la decorazione assegnata ai Cinque, come sono noti internazionalmente, il diplomatico cubano ha fatto i suoi complimenti alla Casa de América Latina per il suo terzo anno di vita ed ha riconosciuto l’importante lavoro che realizza  per promuovere la conoscenza e l’integrazione di Nuestra América.

Il prossimo 12  settembre si compiono 12 anni di una delle ingiustizie più grandi della storia, quando Cinque uomini furono arrestati e poi condannati per aver combattutto il terrorismo che si organizza impunente contro Cuba dal sud della Florida” ha detto Bandrich.

Dopo aver sottolineato che i Cinque hanno trasformato la loro vita in un magistero di dignità, umanesimo, coraggio e  battaglia, Bandrich ha aggiunto che sono molte le cose che realmente non hanno una base razionale in questo caso.

"C’è solo  un modo per spiegare tante arbitrarietà e violazioni:  sui Cinque si scaricano tutto l’odio e la rabbia destínati ai cubani per i loro più di 50 anni di  volontà di costruire un destino proprio a 90 miglia dall’impero più poderoso del mondo", ha segnalato il diplomatico.

Quello che si colpisce è il diritto di Cuba a difendersi, la sua resistenza di fronte alla politica nordamericana”, ha indicato ed ha aggiunto che il prossimo 11 settembre inizia la Quinta Giornata Mondiale di Solidarietà con i Cinque, una nuova opportunità per esigere dal governo delgi USA il termine di questa enorme ingiustizia.

Il miglior omaggio ai  Cinque Eroi è continuare a lottare per la loro liberazione. Dobbiamo continuare, come disse Bolívar, a lottare con perseveranza, costanza, saggezza, volontà, per la loro liberazione che è la piena liberazione dei nostri popoli”.

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Azioni di solidarietà  con i Cinque eroi negli USA.

 
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Azioni di solidarietà con i Cinque eroi negli USA

 Nuove azioni di solidarietà con i Cinque antiterroristi cubani ingiustamente prigionieri negli Stati Uniti si stanno preparando in questo paese per il compimento di 12 anni della loro illegittima reclusione.

Il Comitato Nazionale per la Libertà di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González  ha sottolineato in  un comunicato che il successo  di questa lotta dipenderà dalla mobilitazione non solo del popolo di Cuba, ma da quella che si otterrà  grazie a tutti coloro che appoggiano  la causa i ogni angolo degli Stati Uniti e internazionalmente, ha diffuso Prensa Latina.

Tra le iniziative che  propone il Comitato c’è la realizzazione di manifestazioni di protesta, con la consegna di volantini  al pubblico; poi conferenze stampa con oratori locali, forum e visite ai rappresentanti nel Governo per sollecitare il loro appoggio, precisa il testo.

Per il 3 settembre è prevista, a New York, l’inaugurazione dell’esposizione “Desde mi altura”, che rimarrà  aperta per un mese, mentre a Washington D.C. il prossimo lunedì 6 sarà presente un  picchetto di fronte al Burò Governativo  della Televisione,  dove i manifestanti domanderanno che il Burò renda pubblici i documenti sui pagamenti  segreti dell’Amministrazione statunitense a giornalisti  di Miami, di Radio e TV Martí, mentre coprivano il processo.

A Miami, San Francisco, Los Angeles, Long Beach, Chicago, Albuquerque, Milwaukee, Minneapolis, Boston, Philadelphia, Austin e Seattle si celebreranno diversi eventi tra il 10 e il 14 settembre.

Inoltre sono pianificate  azioni importanti in Canadá, Italia, Argentina, Regno Unito e Perù.

Se ogni comitato di solidarietà si mobilita, tutti insieme  potremo – decine di migliaia di persone -  uno a uno, far crescere questo movimento in maniera molto significativa, conclude la nota.

I Cinque Eroi  cubani penetrarono nei gruppi terroristici  radicati nella Florida, da dove si pianificavano azioni criminali contro Cuba.

Il 12 settembre del 1998 i Cinque furono arrestati a Miami in un operativo del Burò Federale d’Investigazioni e da allora è iniziato il lungo  cammino di questa  enorme ingiustizia.

(Traduzione Granma Int.)

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In Argentina incontro regionale per la libertà  dei Cinque

 
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  In Argentina incontro regionale per la libertà dei Cinque

Kaloian Santos Cabrera

Rappresentanti delle organizzazioni sociali e di solidarietà della Bolivia, Brasile, Cile, Uruguay e Paraguay, si riuniranno a Buenos Aires  l’11 e 12 settembre, per il Primo Incontro Internazionale Regionale per la libertà dei Cinque Eroi.

Uno degli obiettivi principali di questa riunione è tracciare un piano d’azione territoriale, con iniziative concrete, da portare poi in distinti paesi ed unire le forze per far sì che organismi come UNASUR, la OEA, MERCOSUR e le autorità nazionali di ogni paese della regione,  sostengano l’esigenza con l’amministrazione di Barack Obama della liberazione immediata di Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e René González.

Un giorno prima dell’inaugurazione dell’incontro  sarà presentato il libro “Los héroes prohibidos: la historia no contada de los Cinco”,  che è la raccolta  degli articoli di Ricardo Alarcón de Quesada, attraverso i quali  il presidente del Parlamento cubano espone e critica come i media della stampa statunitense hanno taciuto  per convenienza politica e per le pressioni, il tema dei Cinque  antiterroristi cubani.

Questa edizione conta con un prologo della nota giornalista e scrittrice  argentina Stella Calloni.

Precisamente per protestare per l’ingiusta reclusione dei  Cinque  è Stata convocata anche una marcia per il giorno  11 che partirà da Plaza Italia, nel centro della capitale , e passerà davanti all’Ambasciata nordamericana.

Domenica 12, quando si compiono 12 anni da quella mattina del 12  settembre del 1998, quando il FBI di Miami arrestò i Cinque  cubani, nell’ anfiteatro dell’Associazione dei Lavoratori  dello Stato (ATE), a Buenos Aires, si svolgeranno i dibattiti dell’Incontro Regionale. (Traduzione Granma Int.).

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Cinque eroi cubani :"Una visita a Gerardo in prigione"

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Una visita a Gerardo in prigione

Danny Glover e Saul Landaú* 

Dall’aeroporto di Ontario, California, a 100 km a est dal centro di Los Angeles, siamo andati in auto verso il nord per l’autostrada 15, in cammino verso Las Vegas. Le auto ed i grandi camion carichi scendono e salgono per le montagne, dove Los Angeles si incontra con i Boschi Nazionali di San Bernardino.

Ad est c’è il grande deserto, a 1.200 metri sul livello del mare. Tra i ginepri e gli alberi di Joshua abbandoniamo l’autostrada costruita dall’uomo e ci dirigiamo verso un centro commerciale costruito da un burlone, dove passiamo a prendere Chavela, la sorella maggiore di Gerardo.

Passiamo per fast-food, parrucchieri, negozi di tatoos, distributori di benzina e minicentri commerciali (una passeggiata per la cultura statunitense), diretti ad ovest, e poi a nord per la 395, fino al Complesso Penitenziario Federale, una prigione di massima sicurezza di 192.000 metri quadrati, costruita sei anni fa (costata 101,4 milioni di dollari) e destinata a rinchiudere 960 detenuti.

Nel vestibolo dei visitanti, di un grigio istituzionale, una guardia ci consegna un formulario numerato, indica con la testa un libro e guarda verso un mucchietto di biro. Scriviamo, gli restituiamo il formulario e ci sediamo nella stanza grigia con gli altri visitanti, tutti afroamericani o latini.

Aspettiamo 20 minuti. Una guardia chiama il nostro numero. Svuotiamo le tasche, eccetto il denaro. Passiamo per una sensibile macchina di detenzione tipo dell’aeroporto, raccogliamo le nostre cinture e gli occhiali controllati a raggi x e estendiamo gli avambracci per farci segnare. Due donne afro-americane ed una coppia latina di età avanzata ricevono lo stesso trattamento. Intercambiamo sorrisi nervosi; visitanti in terre straniera.

Lui mette le nostre identificazioni all’interno di un contenitore che comunica anche con l’altra stanza sigillato all’altro lato da una finestra di plastica grossa. Lì una guardia controlla i documenti e spinge bottoni che aprono una porta pesante di metallo. Il gruppo passa a un corridoio esterno. Il sole di mezza mattinata e il caldo del deserto colpiscono i nostri corpi appena usciti dalle stanze con l’aria condizionata. Aspettiamo. Una guardia parla attraverso un piccolo spazio dell’edificio nel quale si trovano i reclusi, su ogni lato torri con armi da fuoco; una massa di fil di ferro copre la parte superiore dei muri. Aspettiamo, passiamo al salone per le visite.

Una guardia ci assegna una piccola tavola di plastica circondata da tre sedie economiche di plastica ad un lato (per noi), e dall’altro una per Gerardo.

I bambini afro-americani e latini si scambiano i posti tra le braccia dei loro padri, mentre padri in uniformi ocra della prigione conversano con le mogli.

Chavela lo vede da lontano 20 minuti dopo, mentre lui, sorridente, avanza a passo svelto attraverso la stanza. Quasi piangendo Chavela dice “Sei dimagrito”. Sembra avere lo stesso peso di quando (Saul Landau) lo ha visto in primavera. Gerardo abbraccia e bacia sua sorella, abbraccia Saul e poi Danny. Lo ringrazia per tutto quello che ha fatto per cercare di tirarlo fuori dal buco, nel quale è stato per 13 giorni alla fine di luglio e a principi di agosto.

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Gerardo ci fa sapere che due agenti dell’FBI, che investigano su un incidente non relazionato a questo caso, lo avevano interrogato in prigione. Immediatamente dopo, le autorità della penitenziaria avevano sbattuto Gerardo nel buco, pur senza prove che potessero implicarlo nel presunto incidente non vincolato. La temperatura nel buco quasi arrivava ai 40 gradi. “Dovevo bagnarmi la testa con l’acqua che mi davano da bere”, ci ha detto Gerardo. “Non mi ha aiutato molto con il problema della pressione alta. Non potevo neppure prendere le medicine. Ma credo che mi abbiano rilasciato grazie alle migliaia di chiamate telefoniche e lettere di persone da tutto il mondo”.

Chavela continua ad accumulare cibo sul tavolo, l’unico disponibile nelle macchinette automatiche. Mangiamo compulsivamente mentre Gerardo ci racconta la sua vita in una sauna per quasi due settimane. “Non c’era aria”, ride come per dire “Non era così grave”.

Parliamo di Cuba, è aggiornato sulle notizie per mezzo della lettura, la TV e dei visitanti che lo informano. Si sente felice per le misure prese dal Presidente Raúl Castro per affrontare la crisi. In televisione aveva visto parte del discorso di Fidel e le domande e le risposte nella riunione dell’Assemblea Nazionale. “Ho visto Adriana (sua moglie)” presente tra il pubblico. Il suo sorriso sfuma. “È doloroso, lei ha 40 anni e io 45. Non ci resta molto tempo per formare una famiglia. Gli stati Uniti neppure le concedono un visto per venire a trovarmi. Si è comportata con molto coraggio e dignità durante questa terribile esperienza”.

Gerardo Hernández, uno dei Cinque di Cuba, compie l’ingiusta e crudele condanna di due catene perpetue più 15 anni per cospirazione per spionaggio e complicità in omicidio. I pubblici ministeri non hanno presentato nessuna prova di spionaggio nel giudizio a Miami, e l’accusa di complicità supponeva una prova, non dimostrata. I cinque uomini monitoravano e informavano dell’attività di terroristi cubani in esilio a Miami, che avevano pianificato di sabotare e assassinare a Cuba.

Cuba condivise le informazioni con l’FBI. Larry Wilkerson (colonnello in pensione dell’esercito ed ex capo del personale dell’ex Segretario di Stato Colin Powell) comparò la possibilità che ai Cinque fosse dato un giusto processo a Miami con le “probabilità che a un israeliano accusato venga garantita giustizia a Teherán”.

Beviamo the gelato in bottiglia, troppo dolce. Chavela porta altre patatine fritte. Gerardo rianima l’ambiente raccontando un incidente di quando, negli anni 80, era tenente a Cabina, Angola, e aveva fatto da scorta ad alti ufficiali cubani in una cena con importanti sovietici in visita:

Dissi al mio colonnello che avevo memorizzato un corto poema di Maiakovski in russo (dei suoi giorni da studente) e che avrei potuto recitarlo per gli ufficiali sovietici”. Recitò il poema in russo. Tutti applaudirono. Lui sorride. “Stavano cucinando carne di maiale e stavano bevendo, una festa”. “Recitai il poema. Il colonnello sovietico mi abbracciò, mi baciò sulle guance emozionato. Dovetti ripeterlo un’altra volta. Alla fine il colonnello mi disse che lo avevo tirato fuori da una brutta situazione e me ne andai”.

Due ore passano velocemente. Aspettiamo che le guardie ci facciano uscire. Gerardo sta in piedi in attenti contro un muro, assieme ad altri prigionieri, vicino ad una porta che fa muro con le celle. Lo salutiamo con il pugno in alto. Lui risponde allo stesso modo. Sua sorella gli manda un bacio. Lui sorride ampiamente in modo tranquillizzante come per ricordarci: “Mantenetevi fermi”. (Traduzione Granma Int.)

* Danny Glover è un attore ("Arma letale) attivista. Saul Landau è membro dell’Istituto per Studi di Politica.

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Foto festa di “Liberazione “Piombino 20/29 agosto 2010 

Lottatore antiterrorista cubano ringrazia per la solidarietà  internazionale

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Lottatore antiterrorista cubano ringrazia per la solidarietà internazionale

Fernando González, uno dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti, che ha compiuto ieri 47 anni, ha ribadito la sua fiducia nel fatto che torneranno in Patria.

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I Cinque – questo è il nome con il quale sono internazionalmente conosciuti – ringraziano anche le crescenti dimostrazioni di solidarietà mondiale.

Loro sono coscienti delle innumerevoli azioni che si realizzano in distinti paesi a favore della loro libertà, e ne sono commossi, ha espresso a Prensa Latina Magali Llort dopo essere tornata dalla visita al figlio che si trova in carcere in Indiana.

L’ho trovato dimagrito, ma in buono stato di salute, animato ed ottimista”, ha commentato. Soprattutto “dopo aver saputo degli interventi del nostro Comandante in Capo”.

Magali racconta che Fernando le ha detto che non si può abbassare la guardia nella battaglia politica, perché è cruciale, e che le ha chiesto di trasmettere a tutti “gli amici, al nostro popolo, di continuare fermi ed ha sottolineato che Fidel ha sempre parlato con la verità e la ragione”.

Ha ribadito che è doveroso “mantenere l’opinione pubblica informata” per rompere il silenzio imposto dalla stampa statunitense attorno a questa causa.

Su Gerardo, “mi ha spiegato che sono stati giorni difficili quelli in cui suo fratello si trovava nel buco, di grande preoccupazione per i Cinque perché si trattava di una misura arbitraria e diretta contro di lui”, ha spiegato Magali.

Dopo di che abbiamo saputo con allegria che ne era uscito grazie alla mobilizzazione di tanta gente, e che lo aveva colpito molto la visita che gli aveva reso in prigione a Victorville l’attore Danny Glover, soprattutto in quel momento”.

(Traduzione Granma Int)

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àˆ ingiusto che i Cinque siano ancora in carcere/Messaggio di René Gonzà¡lez ../Foro per liberare..

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È ingiusto che i Cinque siano ancora in carcere

 

Qualche ora prima dei festeggiamenti per i suoi 80 anni, hanno chiesto a Dolores Huerta, nota attivista per i diritti civili, quali sono le possibilità di liberazione dei Cinque Eroi cubani lottatori anti-terroristi ingiustamente detenuti negli Stati Uniti.

La donna ha spiegato chi sono i Cinque, e che stavano raccogliendo informazioni a Miami su gruppi terroristi che operano contro Cuba, ma l’FBI, invece di arrestare i terroristi, ha arrestato loro. “L’unica via che hanno per essere liberati è quella della pressione, lavorare, informare le persone dal basso all’alto ed arrivare fino ai politici. È molto ingiusto che siano ancora in carcere”.

Alla festa, celebrata nel Teatro Greco di Los Angeles, c’erano tavoli con informazioni sulle cause alle quali sta lavorando nel movimento progressista negli USA, tra le quali spicca quella del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque Cubani.

I Cinque hanno mandato una targhetta a Dolores Huerta per il suo compleanno, attraverso Danny Glover che, durante l’intervista che gli ha fatto KPFK, si è mostrato commosso descrivendo l’ultima visita a Gerardo nella prigione di massima sicurezza di Victorville.

Durante il concerto offerto all’attivista, Glover è stato invitato a dire alcune parole in onore di Dolores. Ha descritto le differenti lotte che lei ha abbracciato negli anni. Un entusiasta applauso è risuonato quando ha menzionato l’appoggio di Dolores ai Cinque Cubani.

I noti musicisti Carlos Santana, Pete Escovedo, Lila Dows e Culture Clash si sono esibiti nel concerto che ha raggruppato numerose personalità, come il congressista dell’Arizona Raúl Grijalva e il sindaco di Los Angeles Antonio Villaraigosa, la Segretaria di Lavoro Hilda Solís e gli attori Edgar Olmos e Martin Sheen.

Tutti, assieme ad un pubblico entusiasta di quasi 5000 persone, si sono date appuntamento per celebrare Dolores Huerta, co-fondatrice delSindacato dei Lavoratori Agrcoli e presidentesa della Fondazione Dolores Huerta, “Tessendo Movimenti Assieme” è stato il tema della serata.

(Traduzione Granma Int)

Il Foro Sociale per la liberazione dei Cinque Eroi antiterroristi

Il IV Foro Sociale delle Americhe (FSA) ha richiamato la comunità internazionale a mobilitarsi per ottenere la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani, ingiustamente reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti.

La coordinatrice  nazionale per la libertà dei  Cinque in Paraguay, Ligia Prieto, ha convocato i partecipanti all’evento, che ha  riunito migliaia di persone del continente e dell’Europa, a continuare  ad unire  forze e voci, per far sì che il presidente Barack Obama li liberi, in uso delle sue facoltà costituzionali.

Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González stanno scontando pesantissime  condanne, imposte da un tribunale di Miami, nel sud della Florida, in un processo definito dagli avvocati della difesa come “manipolato ed in chiara  violazione della Costituzione degli stessi Stati Uniti.

I  patrioti cubani erano penetrati nelle organizzazioni di terroristi della città di Miami che, con totale impunità, attuavano contro Cuba, per avvisare le autorità dell’Isola su queste azioni criminali.

Stiamo toccando un tema che colpisce la sensibilità di tutti gli esseri umani: la lotta dei prigionieri cubani ha marcato un segno nella storia dei diritti per la libertà ha sottolineato la Prieto in una teatro pieno zeppo d’amici e delegati del FSA.

Il giurista cubano Osvaldo Álvarez ha dichiarato che la sola via per far ritornare i Cinque in Patria, nel seno delle loro famiglie,  è convincere l’opinione pubblica internazionale a mettersi al  lato della giustizia.

In 12 anni di reclusione, Gerardo, René, Ramón, Antonio e Fernando sono stati sottoposti alle più brutali torture psicologiche e proibizioni che comprendono la negazione dei visti ai familiari più stretti.

La più recente ingiustizia contro Gerardo è stato l’isolamento a cui l’hanno costretto, in una cella di castigo con scarsa ventilazione e temperature superiori a 35 gradi (senza motivazioni e pur sapendo che  stava male NdT).

La solidarietà internazionale ha permesso di far uscire Gerardo dal buco”, ha affermato l’avvocato, “e solo il potere delle famiglie sarà capace di forzare Obama a liberarli”.

Yarisleidis Medina, dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli, ha reiterato la necessità della pressione internazionale per realizzare  questo proposito,  ed ha segnalato che in tutto il mondo ci sono 2200 organizzazioni di solidarietà con i Cinque e più di 300 Comitati per la loro Liberazione.

(Traduzione Granma Int.)

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René González invia il
suo messaggio di ottimismo

RR.— René González Sehwerert, uno dei Cinque Eroi cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti, ha inviato alla sua famiglia un messaggio di ottimismo per il suo 54º compleanno.

Lui ha chiamato e ha parlato con mia mamma. È molto ottimista e così è stato il messaggio che ci ha trasmesso”, ha assicurato la figlia maggiore Irma González Slanueva ad AIN.

Da quando mio padre è in carcere, i suoi compleanni non sono felici, e neppure li festeggiamo. L’unica allegria che ci rimane è che coincide con quello del nostro amato Comandante in Capo Fidel Castro, e questo ci dà conforto, ha aggiunto la ragazza.

René, assieme a Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González, sta compiendo un’ingiusta condanna di 15 anni nella prigione statunitense dal 12 settembre del 1998, per aver monitorato gruppi terroristi anti-cubani che operano dal sud della Florida.

Adesso che si avvicina il momento di vederlo libero – ha sottolineato Irma – ci resta un po’ di dolore, sapendo che è in carcere, e che non può mangiare il flan che tanto gli piace senza l’affetto e l’amore della sua famiglia.

Nato a Chicago il 13 agosto del 1956 in una famiglia cubana, René è cresciuto e si è formato all’interno dei più autentici valori della Rivoluzione.

Dal 1990, già nella città di Miami e nella sua sacra missione di difesa del popolo, riuscì a penetrare organizzazioni contro-rivoluzionarie che, grazie al Governo degli Stati Uniti, organizzano e realizzano azioni terroriste contro Cuba.

Dopo essere stato arbitrariamente detenuto nel 1998, l’Eroe cubano e i suoi famigliari hanno sofferto innumerevoli pressioni e minacce, e anche la crudele decisione del Governo statunitense di impedire a Olga Salanueva, sua moglie, di visitarlo in prigione.

 (Traduzione Granma Int.)

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Nota informativa :"Gerardo sta più nel" BUCO"/"Libertà  per i cinque"

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LIBERTÀ PER I CINQUE!

Nota informativa

Nella  mattina  di ieri, 3  agosto, l’Eroe della Repubblica di Cuba, Gerardo Hernández Nordelo, ha parlato telefonicamente con sua moglie, Adriana Pérez O?Connor  e l’ha informata che nel pomeriggio del 2 agosto lo avevano  trasferito dalla cella di castigo dove lo avevano rinchiuso dallo scorso  21  luglio all’area abituale in cui sconta la sua ingiusta condanna.

Il Dipartimento di Stato, nel pomeriggio di  lunedì, aveva informato le autorità cubane del trasferimento.

Adriana, nella conversazione, lo ha incontrato con un buono stato d’animo  e un morale molto forte.

A nome del popolo cubano ringraziamo per tutte le espressioni d’appoggio e per la solidarietà mostrate da differenti organizzazioni e da persone di buona volontà che hanno reclamato la fine di questo crudele ed inumano trattamento. Continueremo nella lotta sino a che si farà giustizia e i Cinque  Eroi ritorneranno nella loro Patria.

(Traduzione Granma Int.)

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Libertà per i Cinque Eroi

Questo era il messaggio urgente che ha raggiunto tutte le associazioni di solidarietà  con Cuba e tutti i Comitati per la libertà dei Cinque Eroi. Gerardo è stao trasferito dall’orribile buco dove lo avevano rinchiuso crudelmente e ingiustamente ed è ritornato nell’area comune della prigione dove sconta una condanna per accuse mai provate, che è  una chiara vendetta contro Cuba e la Rivoluzione. La protesta internazionale  ha ottenuto , con il lavoro dei suoi difensori e delle autorità cubane, di toglierlo da una situazione di sofferenza ulteriore. Il messaggio di Kenia Serrano è vigente sino a quando i Cinque torneranno a casa, nella loro Patria.

Agli amici del Movimento di Solidarietà con Cuba

La Habana, 1° agosto 2010  “Anno 52 della Rivoluzione” Cari amici e amiche, mi rivolgo a voi per richiedere la vostra attenzione e il vostro sostegno di fronte a una grave situazione che si presenta con uno dei nostri Cinque compatrioti, ingiustamente detenuti negli Stati Uniti da dodici anni per aver combattuto il terrorismo. Abbiamo appena approvato oggi all'Assemblea Nazionale del Poder Popular una Dichiarazione di protesta, che potrete trovare in tutti i siti-web della stampa cubana, e nel nostro blog “Sempre con Cuba”, nella quale si spiega la situazione di Gerardo Hernández Nordelo. E’ vitale che tutti quanti moltiplichiamo gli sforzi affinché questo messaggio arrivi negli Stati Uniti, al loro Presidente, al Congresso, all'Ufficio Federale delle Prigioni e a tutte quelle persone che possano richiamare l'attenzione su quello che sta accadendo. Il Comandante in Capo ha denunciato in ripetute occasioni la situazione dei Cinque, in particolare quella di Gerardo; ha spiegato che siamo in presenza di un atto di tortura e quello che dobbiamo fare è che si sappia; bisogna intensificare le azioni affinché Obama debba liberarli. Vi chiedo di intraprendere attività alla vostra portata per ottenere che Gerardo sia fatto ritornare insieme agli altri detenuti; che gli venga prestata attenzione medica con urgenza; che possa continuare a prepararsi per il processo d’appello e che possa ricevere la visita di sua moglie Adriana Pérez O’Connor.  Ringrazio tutti per la vostra immediata reazione da quando il compagno Alarcón ha denunciato questa situazione e vi chiedo di aggiungervi agli spazi aperti nelle reti sociali, specialmente in Facebook e in Twitter, affinché il mondo sappia di questa ingiustizia. Non dobbiamo riposare fino a quando i Cinque saranno liberi, tutti, in una volta sola.

Un abbraccio solidale.  Kenia Serrano Puig  Presidentessa Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli

continuano oggi le proprie riunioni.

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Gerardo di nuovo nel "BUCO" e Alarcon definisce gli USA un paese terrorista

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GERARDO NEL HUECO

di Alessandra Riccio

 

Non riesco a farmi entrare in testa la logica che regge il criterio di informazione per quel che riguarda Cuba, una piccola isola del Caribe che non minaccia nessuno e che non ha fatto male a nessuno. Mentre leggo e sento moltissima informazione sui detenuti rilasciati dal Governo cubano con la mediazione della Chiesa cubana e del Governo spagnolo e posso conoscere le dichiarazioni dei venti dissidenti arrivati a Madrid con cento familiari al seguito (uno di loro si è portato dietro, oltre alla legittima consorte, anche la prima moglie dalla quale è divorziato!) o sentire le descrizioni orripilanti delle carceri cubane e delle condizioni di detenzione, non mi è altrettanto facile trovare qualche notizia sul caso famoso dei cinque cubani prigionieri negli Stati Uniti con l’accusa di aver spiato segreti di stato. Intanto vorrei sapere per quale ragione qualche settimana fa le spie russe che operavano in territorio nordamericano sono state prontamente rimpatriate mentre per i cinque cubani non c’è pietà nè indulgenza, ammesso e non concesso che abbiano messo in pericolo la sicurezza degli USA. In realtà, sulla scorrettezza dei processi che li hanno condannati a pene pesantissime si sono pronunciati fior di giureconsulti e perfino le Nazioni Unite; tuttavia, dopo 12 anni e vari presidenti, il loro destino è ancora quello di marcire in carcere.

Adesso si apprende che Gerardo Hernández Nordelo, 47 anni, costituzione robusta e tempra di ferro, dal 21 luglio è stato scaraventato ancora una volta nel famigerato hueco, una cella di due metri per uno che prende aria da un piccolo lucernaio e che condivide con un altro prigioniero. Ciò è avvenuto il giorno dopo che una visita medica aveva accertato l’infezione di un batterio che circola nel carcere dove è recluso; curioso che, invece di prestargli la dovuta attenzione medica, la direzione del carcere abbia pensato di infliggergli il castigo del hueco. Il Governo cubano ha cercato di sapere le ragioni di tutto ciò rivolgendosi sia alla direzione della prigione che al Dipartimento di stato, senza ricevere una risposta plausibile; anche perché la sorella Isabella, che ha potuto incontrarlo recentemente, lo ha trovato incatenato mani e piedi e ha potuto parlargli solamente per telefono, dietro uno vetro spesso, così come si usa con i carcerati in punizione; a questo punto sorge addirittura il sospetto che la cosa non nasca dalla direzione del carcere.

E’ la terza volta che Gerardo è sbattuto nella cella di castigo alla vigilia di un processo di appello rendendogli così impossibile lavorare con i suoi avvocati per preparare l’habeas corpus e sembra davvero preoccupante che intanto vari funzionari della FBI abbiano chiesto e ottenuto di parlare con lui nel suo confinamento nel hueco.

D’altra parte, il carcere di Guantánamo con tutte le sue illegalità è ancora aperto, nonostante le promesse di Obama; e gli Stati Uniti continuano a plasmare una loro duttile interpretazione della giustizia e a farne persuaso il mondo grazie ai loro potentissimi mezzi di informazione

http://www.giannimina-latinoamerica.it/taccuino/593-gerardo-nel-hueco

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Alarcón qualifica come terrorista la politica degli Stati Uniti verso Cuba

Juan Diego Nusa Peálver

Ricardo Alarcón de Quesada, Presidente dell’Assemblea del Potere Popolare, nel suo intervento di giovedì 29 luglio nella sessione della Commissione delle Relazioni Internazionali del Legislativo cubano, ha qualificato come terrorista la politica seguita dall’Amministrazione USA contro Cuba in questi anni e ha di nuovo chiesto la liberazione dei nostri Cinque Eroi ingiustamente detenuti nelle carceri statunitensi.

Bisogna dare battaglia, intensificare la campagna mondiale, utilizzare i mezzi alternativi, le nuove tecnologie e tutto lo spazio possibile per reclamare la liberazione immediata di Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González, ha detto Alarcón che ha esortato la Commissione a raddoppiare il lavoro in tale sforzo.

Ha ribadito la denuncia della situazione di Gerardo che, pur avendo problemi di salute, è stato di nuovo portato in cella di isolamento, conosciuta come “il buco”, senza spiegazioni e proprio quando stavo lavorando all’appello.

Adriana Pérez, moglie di Gerardo, ha espresso il suo riconoscimento alla Commissione per il lavoro e l’interesse nel caso dei Cinque, si è riferita alla complessità della situazione di questi valorosi uomini e ha detto che si trionferà solo quando i Cinque torneranno alle loro famiglie e alla loro Patria.

(Traduzione Granma Int)

Cinque eroi cubani: Gerardo ritorna nella cella di isolamento .

 
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PERCHE' l'assessore della regione Toscana Nencini ,paladino dei diritti umani non spende una parola per i cinque cubani ingiustamente detenuti nelle carceri USA senza aver commesso reati se non quello di aver impedito attentati terroristici e la morte di tanti civili del loro paese . Gerardo,Ramon,Antonio,Renè,Fernando, nelle carceri hanno subito e subiscono violazioni dei più elementari diritti umani , la stessa sorte succede ai loro familiari più stretti cui le autorità USA i negano i visti per le visite e creano mille problemi. Caro Nencini è proprio vero per voi esistono solo i soliti “DUE PESI E DUE MISURE”, avete perso la memoria storica, l'identità e dignità,siete de viscidi rinnegati e con le parola che spesso usava il compagno Partigiano Angiolo Gracci:siete servi dei servi degli USA “e non certo migliori della destra.

VERGOGNA!!!!!!!!!

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Gerardo ritorna nella cella di isolamento

È stato di nuovo incarcerato nel buco, nonostante i suoi problemi fisici manifestati. Oltre tre mesi senza assistenza medica

Lino Lubén Pérez

Ricardo Alarcón, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha denunciato l’ennesimo isolamento al quale è stato sottoposto Gerardo Hernández Nordelo, uno dei cinque antiterroristi cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti.

Hernández Nordelo è di nuovo nel buco dal 21 luglio e sono stati inutili i tentativi di Cuba di contattare le autorità della prigione ed il Dipartimento di Stato cercando di chiarire la situazione, ha avvertito Alarcón nelle dichiarazioni rese alla stampa nel Palazzo delle Convenzioni dell’Avana.

Alarcón ha considerato il fatto in termini molto gravi, dato che Gerardo si trova in una cella piccola, di due metri per uno, che condivide con un altro prigioniero, e dove non c’è ventilazione, perché si deve respirare in un piccolo orifizio al di sopra della parete.

Il Governo statunitense sa che Gerardo ha problemi fisici per i quali ha richiesto di essere visitato fin da aprile da un medico, cosa che gli è stata concessa solo il 20 luglio, quando gli sono stati diagnosticati problemi che richiedono cure mediche.

Apparentemente è un problema con un batterio che, stando al dottore, starebbe circolando tra la popolazione del carcere, e che ha anche presentato casi gravi. Non sappiamo, tuttavia, se questa sia la condizione di Gerardo, poiché non gli sono state fatte le analisi appropriate, e lui è stato condotto nel buco il giorno dopo della visita, ha spiegato il medico.

Ha anche aggiunto che Gerardo presenta alterazioni della pressione arteriosa, cosa comprensibile poiché – pur essendo un uomo giovane, che ha appena compiuto 45 anni – è confinato in condizioni difficili da quasi 12, anche se si è sempre dimostrato fermo.

Ci preoccupa la sua mancanza di salute – e soprattutto di visite specialistiche – aggravata nel buco perché la temperatura nella prigione supera i 35 gradi Celsius, ha informato.

La situazione che stiamo denunciando è grave. Stiamo seguendo i fatti sperando che cessino oggi stesso o domani. Stiamo cercando di trovare ogni via possibile di soluzione, e siamo in contatto con i suoi avvocati, ma se non la troveremo, l’Assemblea Nazionale dovrà pronunciarsi.

Da quando ce ne siamo resi conto, in via extra-ufficiale, abbiamo cominciato a inviare reclami alle autorità statunitensi ma non abbiamo ricevuto risposte che ci abbiano chiarito la vicenda, ed il perché della misura, ha spiegato.

Recentemente Isabel, la sorella di Gerardo, lo aveva visto e aveva potuto comprovare le condizioni nelle quali si trovava: era arrivato alla visita con le mani ed i piedi incatenati e avevano parlato per telefono attraverso un muro di vetro.

Non abbiamo nessuna informazione e ci chiama all’attenzione che Gerardo sia stato citato da vari ufficiali del Buró Federale di Indagini, che sono andati alla prigione e che hanno avuto un ruolo nella vicenda del suo isolamento. Evidentemente non è un’azione che viene dalla prigione, ha ribadito.

È curioso che sia la terza volta in questa ingiusta detenzione dei nostri Cinque Eroi, che portano Gerardo nel buco, sempre quando si fanno le procedure per l’appello.

Lui dovrebbe stare lavorando con i suoi avvocati sul suo habeas corpus, e questo il Governo degli USA lo sa, ha precisato Alarcón.

In questo momento, Gerardo non può comunicare con i suoi avvocati, ne per corrispondenza ne per telefono, è totalmente isolato e – per colmo – con condizioni di salute che mettono in pericolo la sua integrità fisica, della quale il Governo statunitense è interamente responsabile.

Alarcón ha reso l’intervista a rappresentanti della stampa accreditata añ V periodo ordinario di sessioni dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, le cui 12 Commissioni di lavoro continuano oggi le proprie riunioni.

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Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ":Le verità  di Cuba"

 
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Comitato Italiano Giustizia per i Cinque

Le verità di Cuba

Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ha rinnovato i suoi organi dirigenti e  ha deciso di rilanciare la sua attività in solidarietà con i Cinque cubani prigionieri negli USA, con un primo importante incontro-dibattito nazionale  invitando in Italia la nota giornalista cubana Arleen Rodriguez, Olga Salanueva moglie di Renè Gonzalez e Adriana Perez moglie di Gerardo Hernandez , due dei Cinque antiterroristi cubani, i quali sono ormai da 12 anni prigionieri nelle carceri statunitensi colpevoli solo di aver difeso il loro paese dalle azioni criminali delle organizzazioni terroristiche radicate negli USA.

Nella bellissima cornice della Casa della Pace nel popolare quartiere di Testaccio cittadini e militanti di varie organizzazioni della solidarietà si sono riuniti per ascoltare "Le verità di Cuba " su un caso che i mass-media volutamente continuano a ignorare.

Il dibattito è stato introdotto dal Vice presidente del Comitato Luciano Vasapollo che oltre a portare i saluti delle tante associazioni di solidarietà e l'appoggio ai processi del socialismo del ventunesimo secolo che stanno realizzando i popoli e i governi di Cuba, Venezuela , Bolivia e di altri paesi dell'America Latina, ha presentato le nuove iniziative  di lotta e i compiti unitari che il rinnovato Comitato si prefigge,  ricordando l'importanza e la  forte valenza politico-culturale della  campagna    per la libertà dei Cinque che nel contesto attuale assume il carattere centrale di battaglia generale di libertà e di solidarietà con l' autodeterminazione dei popoli e perciò va ancor più apprezzato il grande spirito unitario espresso da tutto il  nuovo gruppo dirigente del Comitato stesso. In sala erano presenti vari rappresentanti del Corpo diplomatico cubano, tra cuil'importante presenza dell'Ambasciatore di Cuba presso il Quirinale Rodney Lopez Clemente e dell'Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela Luis Josè Berroteràn Acosta. Giornalisti e dirigenti  di partiti,organizzazioni e associazioni della sinistra hanno presenziato all'incontro. La giornalista Arleen Rodriguez e di seguito Olga Salanueva e Adriana Perez  hanno  evidenziato le continue e gravi ingiustizie a cui sono state sottomesse dai vari governi degli Stati Uniti da circa 12 anni a questa parte e le battaglie che si svolgono in tutto il mondo per far conoscere il caso dei Cinque e le lotte per la loro liberazione, infine con  un appello di forte rilevanza politica, umanitaria e con un sentito coinvolgimento emotivo di tutti i presenti hanno invitato il Comitato a  continuare le lotte e l'iniziativa politica e culturale per rispondere alle falsità e rompere quel muro di silenzio che gli USA  con la complicità di quasi tutti i mass media dei paesi capitalisti hanno innalzato su questo caso.

Haidi Gaggio Giuliani, neo presidente del Comitato italiano giustizia per i Cinque, ha tirato le conclusioni di questo partecipato, interessante ed emozionante incontro affermando di sentirsi onorata di presiedere il Comitato stesso e di dare il massimo contributo unitario a questa battaglia .Si è soffermata sulle menzogne che circondano non solo il caso dei Cinque, ma anche quello che è successo al G8 di Genova nel 2001 e non ultimo le menzogne che hanno scritto i vari giornali sull'assalto da parte delle forze israeliane contro una nave di pacifisti che ha visto la morte di otto di questi. Nella parte finale del suo intervento Haidi  si è detta pessimista sui percorsi della Sinistra italiana ma determinata e ottimista per la battaglia unitaria che si saprà rilanciare per  liberazione dei Cinque.

Luciano Vasapollo infine  ha voluto ricordare la nuova composizione  degli organi direttivi del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, i compiti di coordinamento e le prossime iniziative che il Comitato sta organizzando in sintonia con le campagne internazionali di valenza ormai tutta politica per giungere alla liberazione dei nostri cinque fratelli cubani.

L'incontro si è concluso con alcune domande da parte del pubblico presente e con un rinfresco finale offerto dagli organizzatori

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I Cinque presenti nel Foro Sociale Europeo/NOBEL per la pace 2010 ai 5 eroi dell'umanità 

 
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I Cinque presenti nel Foro
Sociale Europeo

PL.— È tutto pronto per il prossimo Forum Sociale Europeo (FSE) nel quale si denuncerà la situazione dei cinque anti-terroristi cubani detenuti negli Stati Uniti.

Con lo slogan “Un’altra Europa è necessaria, che paghino loro la loro crisi!” circa 80 organizzazioni turche stano ultimando i dettagli di questa nuova edizione dell’FSE, che in questa occasione si concentrerà sulle alternative alla crisi economica globale da una prospettiva anti-capitalista.

Ma l’incontro darà anche spazio alle lotte globali che, oltre il continente, convocano la solidarietà di quanti lottano per un mondo più giusto. È previsto, per esempio, un seminario sulla campagna mondiale per la libertà dei cinque anti-terroristi cubani detenuti nelle carceri degli Stati Uniti.

Tale evento avrà luogo durante la giornata inaugurale, nell’Università Tecnica di Istanbul, e sarà presentato dal responsabile dell’Associazione di Amicizia con Cuba José Martí della Turchia e rappresentanti dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli e del Comitato per la libertà dei 5 in Turchia.

Per quattro giorni, fino a domenica, migliaia di persone parteciperanno agli oltre 200 seminari, laboratori, conferenze e tavole rotonde, preparate da organizzazioni sociali arrivate da tutti gli angoli del pianeta.

L’FSE è uno spazio aperto e partecipativo nei quali i gruppi e i movimenti opposti al neoliberalismo e a qualsiasi altra forma di imperialismo condividono esperienze e dibattono proposte che vedono nell’essere umano come il fattore principale.

Gli incontri si celebrano ogni due anni e l’ultima edizione fu organizzata nel 208 nella città svedese di Malmoe. (Traduzione Granma Int.)

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NOBEL PER LA PACE 2010 AI 5 EROI DELL'UMANITÀ

 

Andate su http://www.nobelparaloscinco.com/ per la firma!

Es infinita la deuda de la humanidad con los Cinco Héroes Cubanos luchadores contra el terrorismo, que permanecen secuestrados en las ergástulas del imperio. Pero es además una señal que profetiza la condena de la humanidad a un futuro tenebroso: una civilización capaz de aceptar tanta injusticia sin mover un dedo es, sin duda, una civilización condenada a la extinción.
No es viable un mundo que toca tales niveles de descomposición, de podredumbre.
Eran cinco muchachos que fueron a las entrañas del monstruo a luchar por una humanidad mejor, por menos terrorismo, por menos sufrimientos.
En el país de los gringos sólo hicieron el bien, impidiendo crímenes, evitando sabotajes. Fueron capaces de todos los sacrificios, dejaron atrás su vida, se entregaron a la causa superior, la de los semejantes.
La bestia capitalista, que persigue y olfatea como nadie la dignidad y el amor, los detectó: el aroma fresco de los corazones libertarios, el perfume suave que exhalan los que aman en grande los evidenció.
Y la bestia enfurecida volcó todo su odio, el odio mayor que ha conocido la humanidad, contra lo que ella más teme y más rechaza: el amor.
Contra los cinco, lo que ellos representan, contra la sociedad que los hizo posible, descargaron toda su ira.
Trataron de quebrarlos, no era posible que existiera tanta dignidad, tanta entrega, y mientras más resistieron y resisten a castigos y halagos, más los odian. Esa es la causa de su sufrimiento, por eso los condenan: por ser ejemplo de lo digno, amoroso, que puede ser el humano, ser muestra de que el hombre nuevo es posible, que no es una quimera, están allí, dignos en las cárceles del imperio, son faro para la humanidad, indican que es posible otro hombre y otra relación entre los hombres, que vale la pena luchar por el Socialismo.
La humanidad, lo más sano de la humanidad debe redimirse en ellos, un minuto de sosiego nuestro, sabiendo que ellos son sometidos a ese castigo terrible cuando debían estar en las cumbres destinadas a los hombres justos, es un crimen.
No podemos pasar un día sin hacer algo por el regreso de los cinco, pintar una pared, gritar en un cine, en una esquina, tirar una piedra, exigir más de los gobiernos, de los pueblos.
Igual que el cristianismo convirtió a la Cruz, al pez en signos de hermandad, los revolucionarios debemos transformar el cinco en símbolo universal de lucha y de amor.
Nosotros en Venezuela debemos seguir dando pasos en la lucha por la libertad de los cinco, convertirnos en abanderados internacionales de esa lucha.
Ahora debemos pedir el Premio Nobel para estos héroes y ejemplos de la humanidad, ellos lo merecen, de eso no hay dudas: sólo se consigue la paz luchado contra la guerra, y el terrorismo es la forma de guerra más deleznable.
La campaña por este premio debe ser el inició de una fuerte movilización mundial por su libertad.

¡Chávez es Socialismo!

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D’Escoto: “Libertà  per i 5 e ritiro degli USA dalle basi militari”

 
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D’Escoto: “Libertà per i 5 e ritiro degli USA dalle basi militari”

 

L’ex ministro degli Esteri nicaraguense, Miguel D’Escoto, ha dichiarato che, dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, reclamerà la liberazione dei Cinque cubani prigionieri negli Stati Uniti ed il ritiro dalle basi militari nordamericane in America Latina.

D’Escoto, che è appena stato eletto membro del Comitato Assessore del Consiglio dei Diritti Umani della ONU, ha detto alla stampa che promuoverà anche l’appoggio dell’organismo internazionale alla lotta dei palestinesi nei territori occupati da Israele.

Nella mia agenda sarà molto presente il tema di Cuba, ha detto, e soprattutto quello dei prigionieri cubani, Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero, René González e Ramón Labañino, detenuti a Miami e condannati dopo un processo manipolato da pregiudizi in questa città della Florida”. 

I Cinque reclusi cubani sono stati condannati a pene incredibilmente esagerate per aver combattuto in modo pacifico – per detenerlo - il terrorismo che invece è promosso e accolto dagli Stati Uniti”, ha affermato ancora il sacerdote D’Escoto.

Tra le mie priorità c’è la denuncia dell’utilizzo delle basi militari straniere che, come le basi nordamericane in Colombia, sono  una violazione dei diritti umani delle popolazioni locali.

Le basi militari sono una costante e perenne minaccia per altri paesi”, ha insistito D’Escoto, che fu ministro degli Esteri in Nicaragua negli anni ’80, quando gli Stati Uniti appoggiarono la guerra sporca dei Contras, nemici del sandinismo, piazzati nelle basi militari dell’Honduras. 

Sappiamo perchè gli USA utilizzano le basi militari e conosciamo il mostro da dentro. Abbiamo visto il loro modo d’operare” ha sottolineato, segnalando che proporrà la sua agenda agli altri 17 membri del Comitato Assesore del Consiglio dei Diritti Umani della ONU. Un altro tema da inserire nell’agenda sono le azioni militari d’Israele contro i palestinesi, con l’obiettivo di sanzionare gli attacchi come quello di alcuni gironi fa contro la flottiglia di aiuti umanitari, che si dirigeva verso la striscia di Gaza.

Secondo D’Escoto, “Washington  serve da scudo per evitare che la ONU sanzioni Israele, ma questa  situazione cambierà – ha detto ancora - quando i paesi approveranno una nuova Carta delle Nazioni Unite, che non saranno più controllate dagli Stati Uniti”.

(info DPA/Traduzione Granma Int.)

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Uruguaiani effettueranno un atto solidale per i Cinque cubani

 
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Uruguaiani effettueranno un atto solidale per i Cinque cubani

 

Montevideo, 18 giu (Prensa Latina) Il Comitato Uruguaiano pro liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti effettuerà oggi a Montevideo un'attività di solidarietà a beneficio della causa per la loro scarcerazione.  Nella cerimonia interverranno il Senatore del Fronte Ampio Oscar Lopez Goldaracena, riconosciuto avvocato specialista in diritti umani, ed integranti di questo raggruppamento solidale.  
D’accordo con la convocazione dell'organizzazione, si proietteranno video ed agiranno conosciuti trovatori da questa nazione sud-americana.  
Durante l'atto si esigerà anche l'estradizione del terrorista Luis Posada Carriles in Venezuela, la sospensione della campagna mediatica contro Cuba e la fine del bloqueo statunitense all'Isola.  
Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez, compieranno il prossimo settembre 12 anni di ingiusta prigione per vigilare su azioni terroriste di gruppi radicati nella città statunitense di Miami.  
La causa dei Cinque ha generato un ampio movimento in tutto l'orbe in appoggio alla loro liberazione.  
Le autorità nordamericane sono state denunciate per reiterati rifiuti a concedere visti alle mogli di Gerardo e Renè.  
Ig/is/wa

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LIBERTA'PER I CINQUE:"Presentato l’appello collaterale per Gerardo"

 
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LIBERTÀ PER I CINQUE

Presentato l’appello collaterale per Gerardo

L’appello collaterale - o hábeas corpus - a nome di Gerardo Hernández Nordelo, uno dei Cinque Eroi, ingiustamente reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti per aver combattuto il terrorismo, è stato presentato presso la Corte Federale di Miami come ultimo ricorso legale per il suo caso, nel sistema degli Stati Uniti, ha annunciato la pagina web: antiterroristas.cu.

In questo procedimento, portato avanti dopo il rifiuto del Tribunale Supremo di rivedere il suo caso – rifiuto del 14 giugno del 2009 - saranno presentate nuove ed indiscutibili prove dell’ingiustizia che ha caratterizzato il processo contro gli antiterroristi cubani, e soprattutto  contro Gerardo.

Tra queste, la recente denuncia presentata contro l’amministrazione degli Stati Uniti per il pagamento di giornalisti durante i processi che dovevano promuovere sentimenti di odio e di colpevolezza verso i Cinque.

Al margine dei risultati finali che si potranno ottenere in ordine legale, questo processo permetterà di dimostrare con maggior solidità l’innocenza di Gerardo e di spiegare ancora una volta le violazioni processuali, e la prevaricazione del governo durante tutto il processo, e come la sua realizzazione a Miami fu una negazione della giustizia, segnala il sito in internet.

Gerardo Hernández Nordelo, detenuto da quasi 12 anni e sottoposto con i suoi quattro compagni ad un manipolato e politico processo giudiziario, è stato condannato nel dicembre del 2001 a due ergastoli più d 15 anni di prigione.

Da allora è detenuto in prigioni di massima sicurezza con un regime molto severo, con l’illegittima proibizione di ricevere le visite di sua moglie, Adriana Pérez, che non lo ha più incontrato dal momento dell’arresto.(Traduzione Granma Int.)

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Festa di compleanno per Ramon e Gerardo, due dei 5 Eroi /Incontro con le mogli dei 5 a Roma

 
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Festa di compleanno per Ramon e Gerardo, due dei Cinque cubani

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L'Avana, 4 giu (Prensa Latina) L'Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP) ha fatto una festa in questa capitale per il compleanno 45 di Gerardo Hernandez e 47 di Ramon Labañino, incarcerati negli Stati Uniti dal 1998. Insieme con Hernandez e Labañino, sono confinati nelle prigioni nel nord del paese Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e René Gonzalez.
Nella festa, in cui ha partecipato il Presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba, Ricardo Alarcon, i partecipanti hanno goduto di una bella mostra di pittura ed un concerto di poesia resa musica denominato “Libertà che viene”.
Alarcon portava un messaggio di Gerardo Hernandez, che sosteneva di avere buon umore e ha ringraziato la solidarietà di tutti coloro che gli hanno mandato gli auguri di compleanno.
Recentemente, il capo del parlamento cubano ha accusato gli USA di proteggere i terroristi come Luis Posada Carriles, mentre nasconde il caso dei Cinque anti-terroristi della nazione caraibica.
Il processo contro i Cinque è stato il più prolungato nella storia degli USA, ma nessun medio di stampa ha mai pubblicato nulla negli USA e ancora oggi, i media silenziano il caso.
Ida Garberi

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Incontro sui Cinque (saranno presenti le mogli)

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La Villetta per Cuba vi invita a partecipare all'incontro organizzato dal Comitato "Giustizia per i Cinque", di cui la nostra Associazione fa parte. Il Comitato come sua prima uscita pubblica ha organizzato questo dibattito dal titolo "La verità di Cuba", sul caso dei Cinque cubani prigionieri da 11 anni negli Stati Uniti.

 

L'incontro si terrà martedì 8 giugno alle 17:30 presso la Casa della Pace di via Monte Testaccio 22 a Roma.

 

Introdurrà Luciano Vasapollo, vice presidente del Comitato,

seguiranno Arleen Rodriguez, giornalista cubana,

Adriana Perez, moglie di Gerardo Hernandez,

Olga Salanueva, moglie di René Gonzales,

Haidi Gaggio Giuliani, Presidente del Comitato.

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5 EROI:"Un altro sguardo ad un vecchio caso?/Silvio Rodriguez chiede la libertà  dei 5 negli USA

 
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Un altro sguardo ad un vecchio caso?

3 giugno 2010 - Lawrence Wilkerson L'Havana Note (Cubadebate)

Lawrence Wilkerson è Colonnello a riposo dell’Esercito USA. E 'stato capo del gabinetto dell’ex Segretario di Stato Colin Powell

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Sono stato appena messo al corrente sui nuovi sviluppi nel caso dei Cinque. Ecco l'essenza:

Secondo una denuncia sporta al tribunale del Distretto di Columbia il governo degli Stati Uniti ha violato la legge Smith-Mundt (Smith-Mundt Act), al finanziare attività con il fine d’ influenzare l'opinione pubblica rispetto al caso dei Cinque cubani, in modo tale che influenzò la giuria che era stata chiamata ad analizzare la loro colpevolezza.

Da molto tempo é noto che la Giunta di Diffusione del Governo USA (BBG) presumibilmente pagò giornalisti indipendenti perché scrivessero articoli sul caso Cinque nei media di Miami durante il periodo in cui il governo deteneva e processava i Cinque cubani.

Se il governo USA stava finanziando, in segreto, giornalisti, suppostamente, indipendenti perché creassero articoli a sostegno degli atti del governo rispetto al caso dei Cinque, é allora perfettamente plausibile che abbiano pregiudicato il gruppo di giurati presente durante il giudizio del caso dei Cinque.

Questo è terribilmente allarmante.

Sono a conoscenza di informazioni secondo cui il Segretario alla Difesa Rumsfeld impiegò vari contrattisti per fabbricare storie nei media iracheni durante i primi giorni della seconda guerra in Iraq. Allo stesso modo so che durante il  preambolo di questa guerra, le storie rispetto alle armi di distruzione di massa in Iraq furono poste nei mezzi stampa stranieri e poi - raramente – riuscirono a ritornare, via Internet, al pubblico nord americano.

Anche questa è una violazione del Mundt Smith Act che costruisce un muro legale tra tali attività, in modo che il governo USA può ufficialmente riempire di propaganda il pubblico straniero, ma non il pubblico nord americano. La mia conoscenza di questi fatti delle attività del governo mi porta a credere che ciò che presumibilmente ha fatto il BBG possa essere vero.

Il Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque è attualmente la parte querelante contro la Giunta di Diffusione del Governo USA, nel caso di azione civile  Civil Action n. 09-01713 dinanzi alla Corte del Distretto di Columbia degli Stati Uniti. La richiesta principale è che il pubblico statunitense ha il diritto di conoscere i fatti che coinvolgono l’emissione di propaganda interna inappropriata, come anche se il governo ha compromesso i diritti fondamentali che hanno impedito un equo processo per i Cinque.

Una richiesta di habeas corpus, a nome di uno dei Cinque - Gerardo Hernández condannato a due ergastoli più 15 anni - è prevista per il 14 giugno 2010, quindi la necessità di una giustizia rapida se queste accuse sono corrette.

Il giornale The New York Times, tra altri, ha riferito in merito a giornalisti che accettavano denaro dal governo nel 2006, ma il Comitato si propone di determinare l'identità di altri giornalisti che hanno partecipato al programma attraverso richieste supportate nell’Atto di Libertà d’Informazione  (FOIA .) La BBG, appoggiata dal governo degli Stati Uniti sta cercando di eliminare qualsiasi intento di divulgare questi fatti.

Uno dei giornalisti, Enrique Encinosa, è l'uomo nella cui intervista, al Miami Beach nel 2005, rispetto all’assassinio di un cittadino italiano nel corso di una serie di esplosioni in hotel a L'Avana, probabilmente orchestrati da Luis Posada Carriles, ha avuto  questo da dire in proposito: "Personalmente ritengo sia un metodo accettabile. E 'un modo per danneggiare l'economia turistica. Il messaggio che si tenta di trasmettere è che Cuba non è un posto sicuro per i turisti. Pertanto, se Cuba non è un posto sicuro per i turisti è perché alcune finestre stanno esplodendo negli alberghi, allora va bene"

http://www.cubainforma.it/2010/5eroi/sguardo.htm

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Silvio Rodriguez chiede la libertà dei Cinque negli USA

 

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New York, 2 giu (Prensa Latina) Il cantante cubano Silvio Rodriguez ha chiesto la liberazione dei Cinque cubani detenuti nelle carceri degli Stati Uniti da più di 10 anni, “che noi chiamiamo eroi e devono essere liberi”, ha detto. “Soffrono condanne completamente assurde, con molte irregolarità nel processo, perché è stato un giudizio con un forte carattere politico nel momento in cui si è sviluppato, è stato in un momento in cui c'era molta tensione”, ha detto.
“Non posso confrontare i Cinque con persone che cospiravano per fare dei danni gravi e violenti a Cuba”, ha aggiunto. “Sono venuti a spiare i terroristi che mettevano bombe nella mia patria. Questi sono i fatti veri, per me, quelli che fanno la differenzia”.

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Conferenza sui 5 eroi/Il governo USA ha pagato una campagna contro i 5/Discorso di Alarcon

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Confermata la Conferenza
sui Cinque Eroi

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Jorge V. Jaime

PL.— Il Comitato Centrale Nazionale per la Liberazione dei Cinque Cubani antiterroristi detenuti arbitrariamente negli Stati Uniti hanno organizzato una conferenza stampa per denunciare le manovre di Washington.

Il contatto con giornalisti ha divulgato informazioni che rivelano la copertura propagandistica del governo statunitense ed i pagamenti segreti ai giornalisti di Miami che hanno trattato la detenzione ed il giudizio dei Cinque Cubani.

Nella conferenza sono state rivelate nuove prove del fato che Washington abbia pagato segretamente decine di migliaia di dollari questi giornalisti, i quali lavorano per grandi mezzi di stampa e che, durante il processo politico, hanno pubblicato articoli provocatori su Cuba ed i Cinque.

La portavoce e dirigente del gruppo di solidarietà Gloria La Riva ha precisato in un comunicato che la conferenza era stata programmata nel pomeriggio nella sede del Club Nazionale di Stampa a Washington.

Alcuni degli oratori saranno, la stessa La Riva, Coordintarice del Comitato Nazionale, Mara Verheyden-Hilliard, avvocato e co-fondatore dell’Associazione per la Giustizia Civile, e Heidi Boghosian, della Corporazione Nazionale di Avvocati.

Inoltre – indica la comunicazione – sarà presente Brian Becker, direttore della Coalizione A.N.S-W.E.R. (Agisca subito per fermare la guerra ed il razzismo).

Nella conferenza sono stati rivelati i nomi dei giornalisti, la quantità di denaro pagato loro, e la propaganda diffusa.

Noti a livello internazionale come I Cinque, Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González y René González furono condannati nel 1998 per proteggere Cuba da azioni terroristiche organizzate negli Stati Uniti. (Traduzione Granma Int.)

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Il Governo degli Stati Uniti ha pagato una campagna contro i Cinque cubani

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Washington, 2 giu (Prensa Latina) Il governo americano ha pagato circa 74 400 dollari i giornalisti provenienti da Miami per la campagna di propaganda contro i Cinque cubani arrestati in questa città nel 1998. Le rivelazioni sono state presentate oggi durante una conferenza stampa in questa capitale dal Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque cubani negli Stati Uniti.
Tra i giornalisti c’è Pablo Alfonso, che ha ricevuto 58 000 600 dollari per 16 articoli sul giornale El Nuevo Herald.
Pagando i giornalisti affinché si appartassero dai principi di equità e correttezza, il governo è diventato complice nella manipolazione della giuria, ha detto Heidi Boghosian, del Sindacato Nazionale degli Avvocati Nordamericani.
Il Sindacato ha anche detto che le garanzie fondamentali previste dalla Costituzione di questo paese sono venute meno rispetto al processo contro i Cinque cubani.
In dichiarazioni a Prensa Latina, Gloria La Riva, coordinatrice del Comitato, ha ribadito che le prove dimostrano che ha rivelato che Miami non è mai stato il luogo adatto per il processo di Gerardo, Ramon, Antonio, Fernando e Renè.
Ig/dfm

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La preghiera di Francoforte

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Al giorno d’oggi sono grandi le sfide per coloro che amano la Giustizia e il Diritto. Il nostro pianeta non è mai stato minacciato, come adesso, di distruzione. Ogni giorno ci aggrediscono notizie allarmanti che provano che l’egoismo insensato di pochi produce danni irreversibili all’ambiente, provoca lo sterminio di molte forme di vita e fa dell’umanità una specie in pericolo di estinzione. Molti esseri umani si estinguono ogni giorno per fame e per malattie prevenibili in un mondo disuguale e carente di solidarietà.

L’illusione di un ordine internazionale basato sui nobili principi e sui propositi della Carta di San Francisco scompare di fronte all’egemonia e all’arbitrarietà di coloro che si ricordano dell’ONU solo quando possono utilizzarla come strumento di guerra e di violenza riducendo in polvere gli ideali fondatori.

Urge il dialogo e la concertazione per salvare la vita e passarla alle generazioni future. Noi che ci ostiniamo a credere che un mondo migliore è possibile, lo sappiamo.

Ma lo sanno anche coloro che non solo cercano di chiudere il passaggio alla speranza ma, ancor peggio, spinti dall’avidità cieca, cercano di perpetuare un sistema internazionale che condurrà tutti verso l’abisso.

I potenti vogliono imporre l’incomunicabilità, l’isolamento, l’ignoranza. E’ questa l’essenza dell’uso che fanno della straordinaria espansione delle nuove tecnologie quelli che, cinicamente, si fanno chiamare “mezzi di informazione” o di “comunicazione”.

Nel 1969 alcuni giovani ricercatori muovevano i primi passi che avrebbero condotto, con l’andar del tempo, allo sviluppo di ciò che oggi conosciamo come Internet. Ma allora quello che si imponeva come moda era appena la televisione internazionale. Riconoscendo l’importanza di questo nuovo strumento e anticipando quello che sarebbe venuto dopo, Zbigniew Brezinzski aveva scritto allora che quei mezzi, agendo sull’individuo isolato, sprovvisto di un sindacato o di un giornale intorno al quale operare in modo organizzato, sarebbero stati capaci di “manipolare le emozioni e controllare la ragione”.

La manipolazione e il controllo delle emozioni e del pensiero si effettua in tre dimensioni integrate in un processo unico: nascondere la verità, falsificarla e disseminare la menzogna.

Cuba è stata ed è il migliore e il più prolungato esempio della manipolazione e del controllo così cari a chi era stato così franco quando era professore all’Università di Columbia –ma anche collaboratore dell’apparato “culturale” della CIA- prima di convertirsi in Assessore alla Sicurezza Nazionale dell’ultimo governo che a Washington non ha avuto paura del liberalismo.

Non sono pochi gli aspetti rilevanti della realtà cubana che restano occulti per molti milioni di persone specialmente nei paesi sviluppati, quelli in cui si fa credere alla gente di essere meglio informati di tutti. La lista delle realtà cubane che i “media” nascondono è troppo vasta e non cercherò di esplorarla adesso.

Parlerò solo di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González. Cinque cubani che stanno per compiere ormai dodici anni di prigionia in carceri nordamericane, in condizioni particolarmente dure, pur non avendo commesso nessun crimine. In questo modo hanno trascorso il meglio della loro gioventù pur non avendo causato danni a nessuno. C’è di più. Nelle loro prigioni, a quanto hanno certificato le autorità carcerarie, hanno insegnato ad altri prigionieri a leggere e scrivere, hanno aperto loro le strade dell’arte, della scienza e della letteratura, li hanno aiutati a sopportare la prigionia e a concepire una vita migliore.

A differenza dei loro compagni di carcere, ricevono a stento le visite dei loro familiari. Gerardo e René non hanno ancora incontrato le loro mogli in questo lungo periodo.

Perché i Cinque sono agli arresti?

Non è facile trovare la spiegazione sulla grande stampa. A rigore è impossibile per l’immensa maggioranza che dipende dai “media” per essere informata.

Torna alla memoria Félix Frankfurter e il suo nobile impegno perché si facesse giustizia per Sacco e Vanzetti, condannati a morte in un’altra fase di giudizio agli inizi del secolo scorso. Ancora risuonano le sue parole: “Please, read the transcripta” (Per favore, leggete i documenti).

Perché allora come ora, era tutto scritto, ma tenuto sotto silenzio dalle corporazioni che decidono quello che la gente deve sapere.

I Cinque sono stati condannati e patiscono una ingiusta e crudele prigione semplicemente perché hanno combattuto contro il terrorismo. Perché hanno sacrificato le loro vite cercando di impedire atti di terrorismo che contro Cuba e il suo popolo vengono portati avanti impunemente dal territorio degli Stati Uniti con la complicità delle autorità.

Non ci credete? Vi sembra esagerato?

Per favore, leggete i documenti. Il grande pubblico non lo fa perché lo hanno abituato a dipendere dai “media” che presumibilmente devono fare il lavoro di disseminare l’informazione. Ma i “media” non lo fanno, anzi fanno esattamente il contrario. Nascondono gelosamente l’informazione che posseggono.

Eppure, tutto è scritto a chiare lettere. Nel sito ufficiale del Governo degli Stati Uniti contro Gerardo Hernández Nordelo e altri.

Ci sono i documenti e gli altri allegati del caso dei nostri Cinque compagni. C’è l’accusa iniziale, le delibere del tribunale, le testimonianze dei testimoni, le prove presentate, le considerazioni finali di pubblici ministeri e di avvocati difensori, le assurde sentenze imposte agli accusati e l’interminabile e frustrante successione di appelli.

Lungo tutto questo processo, il Governo ha riconosciuto di aver agito contro i Cinque per proteggere i gruppi terroristi le cui azioni loro cercavano di evitare. Per favore, leggete i documenti. E’ stato il processo più lungo nella storia degli Stati Uniti ma non se ne occupa nessuna pubblicazione nazionale di quel paese. Sono sfilati davanti al tribunale noti terroristi che si sono vantati delle loro malefatte, si sono presentati a testimoniare Generali e Ammiragli e alti funzionari della Casa Bianca, ma le catene nazionali di televisione non gli hanno concesso un secondo delle loro trasmissioni. Oltre il sud della Florida si è imposto un impenetrabile silenzio.

Ma a Miami è stato esattamente al contrario. Giorno e notte la radio, la televisione e la stampa scritta non hanno rallentato una campagna di calunnie contro i Cinque e di minacce ai loro difensori e ai giurati. I “giornalisti” locali, con videocamere e microfoni, li hanno assediati e inseguiti nei corridoi del palazzo di Giustizia e fuori. I membri della Giuria hanno dichiarato di sentirsi intimoriti tanto che la giudice ha pregato il Governo di evitare quegli eccessi. Lo ha richiesto varie volte dall’inizio del processo fino alla sua conclusione sette mesi dopo. Ovviamente, le sue preghiere non sono state ascoltate.

Quello che allora non sapeva nessuno era che quei “giornalisti” di Miami erano pagati dal Governo con succose voci del bilancio federale. Si è saputo, nel 2006 quando è stata pubblicata una lista di “professionisti” e le date in cui avevano ricevuto la paga. Tutti i provocatori che, portando le credenziali della Stampa assediavano i membri della Giuria, tutti quelli che avevano inondato Miami con l’odio e la menzogna, erano e sono, in realtà, salariati ufficiali.

Questa scoperta è un’ulteriore prova della grave prevaricazione commessa dalle autorità nordamericane nel caso dei nostri Cinque compatrioti. Una prevaricazione che continua anche oggi. Il governo nordamericano continua a rifiutare di rendere pubblici i contratti sottoscritti con i citati “giornalisti” e altri dati importanti che getterebbero una nuova luce sulla terribile ingiustizia di cui sono vittime i nostri compatrioti.

La Pubblica Accusa li ha presentati come dei terribili nemici il cui proposito era niente di meno che quello di “distruggere gli Stati Uniti”. Lo hanno affermato i Pubblici Ministeri più di una volta fino alla conclusione del giudizio. Lo hanno ripetuto giorno e notte, per sette mesi, i “giornalisti” pagati e diretti dagli accusatori.

Dopo dieci anni di ardenti battaglie, la Corte d’Appello di Atlanta, unanimemente, ha deciso due anni fa che in quel caso nulla aveva messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

La Pubblica Accusa li ha accusati di essere delle pericolose “spie” e il suo coro mediatico si è fatto eco di questa menzogna con tanta disciplina che ancora lo vanno ripetendo. La Corte d’Appello, tuttavia, ha determinato che nessuno dei Cinque aveva avuto relazione con informazioni segrete, che non c’era stato nessuno spionaggio in questo caso e per questa ragione ha annullato le pene imposte per questo delitto inventato e ha ordinato che tre degli accusati fossero risentenziati.

La Corte d’Appello, pur riconoscendo che era ammissibile annullare la sentenza imposta a Gerardo per la stessa falsa accusa di spionaggio, ha deciso di escluderlo dal processo di revisione della sentenza adducendo che contro di lui esiste un’altra condanna all’ergastolo con l’accusa infame di “cospirazione per commettere omicidio di primo grado”. Hanno dimenticato i giudici che a maggio 2001 la Pubblica Accusa, con un passo che ammetteva essere senza precedenti, aveva riconosciuto davanti a quella stessa Corte il suo fallimento nel cercare di provare l’accusa e aveva sollecitato all’ultimo momento di ritirarla. In quella circostanza, solo alcuni giurati, vittime del terrore, hanno potuto dichiarare Gerardo colpevole di un crimine che non esiste e per il quale un sistema profondamente ingiusto impone l’esagerata pena di due ergastoli più 15 anni.

Riassumendo, i nostri Cinque compatrioti stanno ormai per compiere dodici anni di prigione per due presunti delitti che non sussistevano per la Corte d’Appello e per lo stesso governo federale. Per questi “crimini” prefabbricati, i Cinque sono restati in prigione per un tempo che ha ecceduto quello toccato a individui che sono stati riconosciuti colpevoli, nello stesso periodo, di trasgressioni incomparabilmente più gravi come quella di spionaggio reale e in grande scala.

Frattanto, i noti terroristi contro i quali lottavano i Cinque, godono di libertà con la protezione delle autorità nordamericane. Questo è il caso di Luis Posada Carriles, ricercato dalla giustizia venezuelana per aver distrutto in pieno volo un aereo civile e assassinato a sangue freddo 73 persone che erano a bordo dell’apparecchio. Gli Stati Uniti fanno parte del Patto di Montreal per la Protezione dell’Aviazione Civile che stabilisce chiaramente che lo stato in cui si trova un accusato di questo tipo di delitto hanno solo due possibilità. Concedere l’estradizione verso il paese che ne faccia richiesta o processarlo per quel delitto come se fosse accaduto nel luogo in cui si trova “senza nessuna eccezione”. IL Venezuela ha richiesto formalmente l’estradizione di Posada da più di cinque anni. Washington non ha risposto alla richiesta e non ha fatto assolutamente nulla per processarlo per questo crimine o per qualcuno degli altri delitti che lo stesso Posada si è preso la briga di descrivere nel suo libro di memorie e nell’intervista in prima pagina del New York Times. Lo si vede sorridente davanti alle telecamere alla testa di marce anticubane a Miami e mentre proferisce minacce bellicose.

Neanche il Presidente Obama ha risposto alla lettera che a dicembre del 2008 gli ha scritto l’allora Governatore di Portorico, nella quale rispettosamente gli chiedeva di dare istruzioni alla FBI per consegnare ai tribunali le prove nascoste per tre decenni degli omicidi di Santiago Mari Pesquera e Carlos Muñiz Varela. Le persone implicate in quel crimine camminano liberamente con Posada per le strade di Miami.

I nostri Cinque compatrioti sono innocenti, prima di tutto perché l’unica cosa che hanno fatto è stata cercare di scoprire, per evitarle, le azioni criminali che contro Cuba e il suo popolo vengono portate avanti dagli Stati Uniti con scandalosa impunità. Nessuno può negare che quelle azioni sono state compiute durante molti anni. Nessuno può ignorare neanche il diritto, la necessità di difesa di noi cubani

L’ingiustizia contro i nostri Cinque compatrioti continuerà finché sarà impedito al popolo nordamericano di sapere la verità. Se la conoscesse, quel popolo obbligherebbe il Presidente Obama a fare quello che deve fare: ritirare le accuse e liberare immediatamente i Cinque, tutti e ciascuno di loro. Senza nessuna eccezione.

Ma i presunti mezzi di comunicazione impongono il silenzio.

Perché quei mezzi poco hanno a che vedere con l’informazione. In realtà sono strumenti di controllo ideologico al servizio dell’Impero.

Noi cubani abbiamo vissuto per mezzo secolo avendone la prova. E anche questo consta per iscritto in documenti ufficiali nordamericani parzialmente declassificati da non molto tempo. Già nel 1959 l’Amministrazione Eisenhower oltre a dare inizio alla guerra economica e alle azioni terroriste contro Cuba, si è dedicata a”fabbricare opposizioni” nel paese e a promuoverle con “una poderosa offensiva di propaganda”. E’ stato così per più di cinquanta anni. Per favore, leggete i documenti.

Recentemente abbiamo assistito a un’intensificazione della campagna mediatica contro Cuba. L’hanno scatenata manipolando volgarmente la disgraziata morte di un prigioniero comune che aveva deciso di intraprendere uno sciopero della fame. Quella persona è stata trasferita in ospedale dove è stato fatto il possibile per cercare di salvargli la vita. Lo ha fatto l’unico popolo del pianeta che sopporta un blocco economico genocida che gli impedisce di acquistare molti farmaci e attrezzature sanitarie e che deve pagare cifre pesanti. Lo ha fatto un paese che, nonostante ciò, garantisce a tutti e a tutte, senza eccezione, l’assistenza medica gratuita. Niente di simile a quello che esiste nella maggior parte dei paesi da dove si profferiscono critiche contro Cuba, critiche che, mi dispiace dirlo, sono grossolane e ciniche.

Dove stavano coloro che ci censurano quando è cominciato lo sciopero studentesco a Portorico più di cinque settimane fa? Cosa hanno detto quando le autorità hanno assediato il recinto universitario e hanno soppresso i servizi di elettricità e di acqua? Hanno forse protestato quando la polizia ha maltrattato con violenza coloro che hanno cercato di portare cibo, acqua e medicine?

Quei ragazzi non hanno deciso un digiuno volontario in cerca di pubblicità. A loro viene imposto a forza. E i media tacciono vergognosamente.

Questa mattina è stata seppellita Natalia Sánchez López, un nome completamente ignorato fuori da Portorico. Lo ripeto con la speranza che mi stiano ascoltando dei rappresentanti dei media: Natalia Sánchez López. Magari prenderanno il coraggio di informare su questa donna di 21 anni che, dopo tutto ormai non può più protestare.

Natalia partecipava allo sciopero dell’Università di Mayagüez. Quel 24 maggio gli studenti erano stipati in un edificio caldo, con una sola porta, assediati dalla polizia che impediva l’accesso di acqua e cibo. La ragazza è svenuta, è stata portata in ospedale dove è morta il giorno dopo.

Ieri i suoi compagni hanno sfilato per le strade di San Juan in una impressionante manifestazione che ha ricevuto l’appoggio incondizionato del popolo. Gridavano con forza: “Siamo studenti, non siamo criminali”.

Lo stavano proclamando da 36 giorni in tutti e undici i recinti dell’Università di Portorico. Ma né il Parlamento Europeo, né i facili demagoghi, né i media a servizio dell’Impero hanno battuto ciglio.

Quante volte dovrà morire Natalia? Chi altri pensano di uccidere?

Voglio ripetere, a nome dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular la nostra più decisa e completa solidarietà con la gioventù e con il popolo di Portorico che conducono questa bella battaglia per la libertà e la cultura. Loro ci fanno essere ottimisti rispetto al futuro. Verrà un giorno in cui Giustizia e Diritto non saranno solo nobili parole.

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Mirta Rodriguez,donne spagnole, danny Glover,... a fianco dei cinque eroi cubani

 
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LIBERTÀ PER I CINQUE EROI

Mirta Rodríguez: Io non lotto per uno, lotto per Cinque figli 

Roberto Pérez Betancourt

 AIN - Instancabile ai suoi 77 anni d’età, Mirta Rodríguez afferma che lei non lotta solo per la libertà di suo figlio, Antonio Guerrero, ma per quella dei Cinque antiterroristi ingiustamente prigionieri negli Stati Uniti.

Durante una breve tappa nella città di Matanzas, Mirta ha motrato la sua proverbiale capacità d’assimilare le emozioni ed ha dichiarato: “Cosa sarebbe di me se la mia vita fosse di pianto e tristezza”?

Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González, i Cinque, come sono noti internazionalmente, sono reclusi da più di undici anni, per delitti che non hanno mai commesso.

Questa coraggiosa madre lamenta ch presto compirà 78 anni.

“E se termina il mio tempo?”,chiede.

“Per questo non si possono usare i minuti in lacrime, ma si deve continuare  a combattere perchè si sappia tutta la verità e continui a crescere la solidarietà mondiale con loro”, ha affermato ed ha aggiunto: “Io devo pensare che i miei figli mi necessitano. La nostra causa è unita come una famiglia ed in ogni cosa, e questo ci rinnova le forze per farli ritornare in Patria, a casa, a lato dei loro figli. Nessuna madre si arrenderebbe in questa situazione”.

“Dobbiamo essere forti, afferarci all’equilibrio, partecipare e dimostrare che questo è il momento di lottare e non di piangere”, come mi diceva un’amica argentina.

Poi racconta che quando parla dei Cinque, dopo piange sempre, ma non dice mai di no quando la invitano a commentare il loro caso.

La sua speranza è che questa lotta si moltiplichi, apra i cuori, e che la battaglia continui sino al loro ritorno 

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LA SOLIDARIETÀ DI DANNY GLOVER

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In un recente messaggio collocato in You tube, Danny Glover legge una letrera di Gerardo Hernández, condannato ad un doppio ergastolo più 15 anni, inidrizzata a sua moglie Adriana Pérez.

Un altro video, mostra l’attore e attivista statunitense che legge una letrera di Adriana Pérez a Gerardo e  in un terzo, racconta la storia di Cardenal, l’uccellino che ha condiviso volontariamente la cella del prigioniero.

I video sono una cortesia del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque.

(AIN / Deisy Francis Mexidor/ Traduzione Granma Int.)

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Spagnole chiedono la libertà per i Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti

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Madrid, 27 mag (Prensa Latina) Più di un centinaio di donne spagnole hanno fatto ricorso alla prima dama degli Stati Uniti, Michelle Obama, affinché interceda a benefizio dei Cinque cubani incarcerati dal 1998 nel suo paese per lottare contro il terrorismo.  In una lettera diffusa a Madrid, 115 donne, molte delle quali ostentano cariche pubbliche e politiche, hanno sollecitato l’intercessione di Michelle Obama affinché Washington permetta a due delle mogli di questi imputati di visitare i loro coniugi.  

Si tratta di Adriana Perez e di Olga Salanueva, che durante più di una decada non hanno potuto entrare in territorio USA, per la negazione del visto in reiterate occasioni e con argomenti dissimili; la visita rappresentava il modo di vedere i loro rispettivi mariti, Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez.  

Hernandez e Gonzalez sono stati arrestati insieme ad Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez per redigere informazione su azioni violente contro Cuba, forgiate da gruppi terroristi radicati a Miami, in Florida.  

Dopo un giudizio imbrogliato e politicizzato, i Cinque hanno ricevuto nel 2001 ingiuste e prolungate condanne da un tribunale di Miami, bastione dell'ultradestra cubano-americana.  

“Con questa iniziativa pretendiamo denunciare una situazione di tortura psicologica che viene a sommarsi alle dure condizioni di reclusione che soffrono questi cubani”, afferma la lettera delle donne del paese iberico, alla quale ha avuto accesso Prensa Latina.  

“Pensiamo che lei, Micelle, possa capire la sofferenza di Adriana ed Olga, che non hanno potuto visitare i loro compagni di vita, e per questo che le chiediamo un intervento diretto con suo marito, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama”, segnala il testo.  

“I Cinque non hanno portato a termine nessun atto terroristico contro il popolo statunitense, al contrario, cercavano informazioni sui futuri piani di attacco contro Cuba da parte di organizzazioni radicate a Miami”, sottolineano le firmatarie.  

Mostrano la loro indignazione per la doppia facciata della stampa occidentale contro la nazione antillana, tacendo la situazione dei Cinque e gonfiando qualunque incidente che succede in Cuba benché sia attuato da terroristi confessi come Luis Posada Carriles.  

Con questa proposta, le donne spagnole aderiscono alla campagna iniziata in Svezia dall'euro-parlamentare Eva-Britt Svensson per chiedere alla Casa Bianca che conceda il visto ad Adriana ed Olga.  

Ig/is/edu

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Scrivete a Gerardo,Ramon e gli altri,in carcere da 11 anni per aver difeso Cuba da atti terroristici

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SCRIVETE A GERARDO,RAMON E AL RESTO DEI DEI

CINQUE IN CARCERE NEGLI USA DA 11 ANNI PER AVER

DIFESO CUBA DA ATTI DI TERRORISMO

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Appello per scrivere a Gerardo e Ramòn in carcere e al resto dei Cinque.Il prossimo mese di giugno, sarà il compleanno di Gerardo e Ramón.Potete scrivergli in carcere, agli indirizzi sotto indicati e, se lo desiderate, potete anche trasmettere un messaggio di auguri all'indirizzo di posta elettronica segnalato alla fine di questo messaggio.Per Gerardo, questo è un compleanno molto speciale in quanto il 14 giugno i suoi avvocati presenteranno alla Corte una richiesta di habeas corpus. È importante che Gerardo, ed anche il resto dei Cinque, sappia che tutti noi li sosteniamo in questa battaglia così importante.

Grazie a tutti.

Ufficio Politico

Ambasciata di Cuba in Italia

Gerardo Hernández nació el 4 de junio del 1965.

Su dirección es:

Gerardo Hernández, #58739-004
U.S.P. Victorville
P.O. Box 5300
Adelanto, CA 92301

Ramón Labañino nació el 9 de junio del 1963.

Se conoce a Ramón oficialmente en la prisión como Luis Medina, entonces hay que dirigir la carta o tarjeta (en el sobre) a:

Luis Medina, #58734-004
U.S.P. McCreary
P.O. Box 3000
Pine Knot, KY 42635

Per scrivere un E.mail:

correo: info@freethefive.org
tel: 415-821-6545
web:
http://www.freethefive.org

 

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GIANNI MINA' sul FATTO QUOTIDIANO del 16/5/10:

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 GIANNI MINA' sul FATTO QUOTIDIANO del 16-05-10 dal titolo "I cubani che scoprirono il terrorismo Usa"
 
 Caro Direttore,

questa volta ti chiedo spazio per raccontare una storia emblematica che spiega quanto sia crudele l'embargo Usa nella vita di Cuba.

Alla metà degli anni ’90 le attività terroristiche dei gruppi che dalla Florida e dal New Jersey organizzavano attentati e provocazioni lungo le coste di Cuba, con la complicità della famigerata Fondazione cubano-americana di Miami, erano diventate così numerose e pericolose che il governo de l’Avana fu costretto a prendere due decisioni fondamentali.

La prima fu quella di infiltrare, nelle maglie della società nordamericana, cinque agenti dell’intelligence che, rinunciando per un lungo lasso di tempo alla loro vita personale e rompendo ufficialmente con le loro famiglie e il loro paese, cercassero di scoprire dove nasceva l’eversione per poterla neutralizzare.

La seconda decisione impegnò invece in prima persona Fidel Castro che chiese al premio Nobel della letteratura Gabriel García Márquez se poteva essere latore di un messaggio informale a Bill Clinton.

L’allora presidente degli Stati Uniti aveva, infatti, più volte dichiarato di essere un lettore fedele delle opere del grande scrittore colombiano, tanto da tenere i suoi romanzi sul comodino e di non addormentarsi senza leggerne una pagina.

A queste dichiarazioni erano seguiti diversi inviti a Márquez, che aveva trascorso perfino un week end ospite dei Clinton, con il collega messicano Carlos Fuentes, all’isola Martha’s Vineyard.

Márquez in quegli incontri aveva spiegato Cuba al Presidente e aveva espresso le aspettative che i popoli a sud del Texas nutrivano, dopo gli anni crudeli dell’Operación Cóndor, l’annientamento delle opposizioni latinoamericane benedetto da Nixon e Kissinger, e dopo la stagione del “reaganismo”.

Ma Clinton, che (come il premier spagnolo Aznar) aveva avuto un consistente contributo elettorale proprio dalla Fondazione cubana-americana, non aveva potuto mantenere le sue promesse di un cambio di rapporto con l’isola della Revolución e nemmeno di una reale apertura nelle politiche con l’America latina.

Così non per caso, quella volta, nella primavera del ‘98, il Gabo, alla fine dei suoi seminari all’Università di Princeton, non riuscì' a incontrare, come al solito, il suo amico Presidente e dovette accontentarsi di consegnare il delicato messaggio di Fidel Castro allo staff della Casa Bianca.

Nel frattempo, Gerardo Hernandez, René Gonzales, Fernando Gonzales, Antonio Guerrero e Ramon Labañino, i cinque agenti dell’intelligence cubana, avevano portato a termine la loro pericolosa missione. Le risultanze della loro ricerca erano apparse subito così delicate anche per la plateale connivenza di alcuni organi federali Usa, che il governo cubano si era visto costretto, attraverso la diplomazia sotterranea che non ha mai cessato di funzionare fra i due Paesi, a chiedere un incontro fra le parti. Una delegazione dell’Fbi volò all’Avana per ricevere una copia dei dossier raccolti. Ma dopo che questa documentazione fu esaminata, il governo di Washington, invece di catturare Luis Posada Carriles, Orlando Bosch, Santiago Alvares, Rodolfo Frometa o i Fratelli del Riscatto (Brothers to the Rescue) di José Basulto, veri Bin Laden latinoamericani, decise l’arresto dei cinque cubani che avevano individuato le centrali terroristiche attive in Florida.

La loro odissea era appena cominciata. Dovettero aspettare 33 mesi, 17 dei quali in isolamento e 4 settimane nell’hueco (il buco, una cella di 2 metri x 2 dove la luce è sempre accesa) prima di essere rinviati a giudizio per spionaggio. Il loro ritorno in una cella normale fu possibile solo grazie a una campagna internazionale alla quale parteciparono un centinaio di deputati laburisti inglesi e Nadine Gordimer, scrittrice sudafricana, anch’essa Nobel per la Letteratura.

Non mosse un dito invece Freedom House, uno degli organismi sovvenzionati dal NED, l'agenzia di propaganda della Cia, che ha la presunzione, ogni anno, di dare le pagelle sulla democrazia e la libertà di informazione nei vari paesi. Tacquero anche i Reporters sans frontières, sempre latitanti nelle battaglie per le violazioni dei diritti umani commessi dagli Usa.

Il processo fu una vera farsa con esplicite minacce e aggressioni ad alcuni giurati e condanne inaudite a vari ergastoli per i Cinque.

L’avvocato Leonard Weinglass, difensore di Antonio Guerrero e vecchio combattente per i diritti civili (è stato il difensore di Mumia, di Angela Davis, dei cinque di Chicago) affermò che erano stati violati il 5° e il 6° emendamento della Costituzione del Paese.

Non era una esagerazione. Nell’agosto del 2005, infatti, tre giudici della Corte d’Appello federale di Atlanta che ha giurisdizione sulla Florida (e che potevano intervenire solo se avessero accertato, come è avvenuto, errori legali e di diritto commessi nel primo giudizio) revocarono la sentenza espressa dal Tribunale di Miami nella primavera del 2003, chiedendo un nuovo dibattimento in una città diversa e meno condizionata dall’odio. Sottolinearono, infatti, che non c’era stata diffusione di informazioni militari segrete e che non era stata messa in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti.

I cinque cubani, in attesa di un nuovo giudizio, non furono però liberati. Un anno dopo, ancora la Corte d’Appello di Atlanta, allargata a nove membri per le pressioni del ministro della Giustizia Alberto Gonzales, grande propugnatore del “diritto a praticare la tortura” delle forze armate Usa, revocò a sua volta la decisione presa dai giudici Stanley Birch, Phyllis Kravitch e James Oakes che, dodici mesi prima, “nell’interesse dell’etica e della giustizia” avevano dichiarato nulla la condanna per spionaggio emessa contro i Cinque a Miami.

Di fatto, il caso fu congelato e spedito alla Corte Suprema con un’istanza per la revisione del processo accompagnata da interventi di “amici della Corte” (amicus curiae brief), firmati da dieci premi Nobel e dalla ex commissaria per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Ma tutto questo non è servito a nulla. Il 5 giugno 2009 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti annunciato, senza motivazioni, la sua decisione di non riesaminare il caso dei Cinque.

L’avvocato Weinglass ha denunciato ancora una volta la latitanza, fin dall’inizio, dei mezzi di informazione in un caso che pure toccava importanti questioni di politica estera e di terrorismo internazionale.

Non a caso, il 3 marzo 2004, il più prestigioso intellettuale degli Stati Uniti Noam Chomsky, l’ex ministro della Giustizia Ramsey Clark, il vescovo protestante di Detroit Thomas Gumbleton, il Nobel della Pace Rigoberta Menchú ed altre personalità, avevano dovuto comprare, per sessanta mila dollari, una pagina pubblicitaria del New York Times, per far conoscere finalmente questa storia nascosta fin dall'inizio all'opinione pubblica.

Nella pagina ci si chiedeva: “E’ possibile essere imprigionati negli Stati Uniti per aver lottato contro il terrorismo?”. E la risposta sotto era: “Si, se combatti il terrorismo di Miami”.

Negli ultimi sei anni non è cambiato nulla. Ma Obama ha vinto in Florida, e persino a Miami, senza l’aiuto, come fu per Bush jr., della Corte Suprema e senza l’appoggio dei gruppi della destra eversiva della Florida.

Sarebbe semplice per lui dimostrare che la politica estera del suo governo non è condizionata dai terroristi legati alla Fondazione cubano–americana di Miami, autori, in questi anni, di 681 attentati , che hanno assassinato 3478 persone, e ferito altre 2000.

Per ora, Obama, ha incontrato solo i “duri” di Miami. Sarebbe utopistico sperare in un cambio di politica?

http://www.giannimina-latinoamerica.it/editoriali/567-lodissea-dei-cinque-cubani-che-smascherarono-il-terrorismo-usa

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5 eroi cubani:lettera a Michelle Obama per chiedere la concessione del visto negli USA a Adriana

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LETTERA INDIRIZZATA A MICHELLE OBAMA PER IL CHIEDERE LA CONCESSIONE DEL VISTO NEGLI USA PER ADRIANA

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Stimata Signora Michelle Obama Noi, donne  della Svezia, le chiediamo che si impegni per la causa di due donne alle quali  per più di 10 anni è stata negata la visita ai loro consorti incarcerati negli Stati Uniti. Si tratta di due donne cubane, Adriana Pérez ed Olga Salanueva, alle quali in ripetute occasioni e con differenti argomenti è stato negato la visto d’ingresso negli USA. Per visitare i loro mariti, Gerardo Hernández e René González, ingiustamente condannati a due ergastoli e 15 anni, relativamente, per aver cercato informazioni negli USA sulle attività terroriste in Florida che sono indirizzate contro la loro patria. Fanno parte del gruppo che è noto mondialmente come I Cinque Cubani, prigionieri politici negli USA. Hanno contribuito con la loro azione a salvare molte vite sia a Cuba che negli Stati Uniti.

Le autorità degli USA hanno giustificato il loro rifiuto alle reiterate richieste di queste due donne adducendo che rappresenterebbero una minaccia alla sicurezza nazionale degli USA. Ma nessuna delle due è stata processata per tali imputazioni, e non sono state nemmeno presentate prove della loro supposta colpevolezza. Che le ragioni per il rifiuto manchino di contenuto, si riflette dal fatto che cambiano in un'occasione o in un’altra.

A dicembre del 2009 il Dipartimento di Sicurezza Interna ha rifiutato la richiesta di Olga Salanueva per l’ottava volta. Senza giustificazione, le è stato negato di visitare suo marito, René González. Quando è stato arrestato a settembre del 1998, lei viveva legalmente insieme a lui e alle loro due figlie a Miami, dove è nata la figlia minore, cittadina statunitense, così come suo padre. Quando il marito è stato arrestato, è stata arrestata anche Olga, con l'intenzione di fargli pressione affinché si dichiarasse colpevole dei reati che non ha mai commesso. Dopo tre mesi è stata deportata a Cuba, senza sua figlia di due anni. Ha ricevuto un visto a marzo del 2002, che è stato revocato prima che potesse utilizzarlo. Dopo 10 anni, le autorità degli USA, continuano a castigarla crudelmente malgrado non abbia commesso alcun reato.

Anche ad Adriana Pérez è stato concesso un visto a luglio del 2002, e ha viaggiato negli USA per fare visita a suo marito, Gerardo Hernández. Ma quando è giunta ad Houston è stata fermata all'aeroporto, fotografata, le sono state prese le sue impronte digitali, è stata interrogata per 11 ore, senza permetterle un avvocato e personale diplomatico del suo paese, e poi è stata restituita a Cuba. Con una crudeltà studiata, le è stata data speranza per poi umiliarla e negarle il desiderato incontro con suo marito. L'ultima volta che è stata negata la richiesta di visto ad Adriana è stato a luglio del 2009, in occasione del 21º Anniversario del suo matrimonio.

Il negare ai familiari di visitare i detenuti, implica un castigo non necessario ed aggiuntivo per ambedue le parti e viola le norme internazionali delle relazioni umane. Queste includono il diritto di tutti i detenuti al contatto con le loro famiglie e le visite dei familiari. Ci domandiamo perché tanta crudeltà contro due donne oneste che non hanno commesso nessun reato ed il cui unico desiderio è quello di poter visitare i loro mariti.

Le richieste di visto umanitario di Olga Salanueva ed Adriana Pérez è avallato da un importante numero di istituzioni ed organizzazioni religiose, legali e dei diritti umani, che coinvolgono il Consiglio Mondiale delle Chiese, il Consiglio delle Chiese di Cristo degli USA, il Consiglio delle Chiese di Cuba, l'Associazione Americana dei Giuristi, Amnesty International, fino ad una lunga lista di Premi Nobel, - per la Letteratura e la Pace, - parlamentari, vescovi, sacerdoti, giuristi, scrittori, attivisti di diritto umano ed intellettuali di tutto il mondo. Inoltre, Olga ed Adriana sono state anche ricevute da parlamenti e da governi di molti paesi che appoggiano la loro lotta, ed a febbraio di quest’anno dal parlamento europeo.

Stimata Signora Michelle Obama. Le chiediamo che interceda affinché Olga ed Adriana ottengano i visti e possano visitare i loro mariti, affinché così diminuisca anche l'ombra che ricade sugli Stati Uniti per il trattamento crudele nei confronti dei Cinque e delle loro famiglie.

Stoccolma 17 aprile 2010• Membro del Parlamento Europeo Eva -Britt Svensson (Partito di Sinistra)

• Ex Commisionaria dell'UE Anita Gradin

• Membri del parlamento di Svezia Anne Ludvigssen (Partido Socialdemocratico),

Bodil Ceballos, (Partito Verde), Siv Holma (Partito Sinistra), Helena Bargholtz

(Partito Liberale) , Liselotte, Olsson (P. Sinistra), Amineh Kakabaveh (P. Sinistra),

Marianne Berg (P. Sinistra)

• Vescovo Eva Brunne, Diocesi di Stoccolma

• Dirigente d’opposizione Ann -Margarethe Livh, Municipio di Stoccolma

• Donne per la Pace, Bibbi Steinertz,

• La Lega di Sinistra delle Donne Svedesi, Stoccolma, Majlis Fridén

Per aderire alla nostra lettera invia il tuo nome, professione/incarico, città o luogo

di residenza, paese al Comitato per la Libertà dei Cinque, Svezia, c/o Vania

Ramírez, Lidköpingsvägen 30, 2 tr, 121 39 Johanneshov,o alla posta elettronica

libertadalos5.estocolmo@gmail.com

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Canadà :Libertà  immediata per i 5 Eroi/Studenti stranieri a Cuba esigono la libertà  dei 5

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L'Avana. 12 Maggio 2010

 
 

Canadà: Libertà immediata per
i Cinque Eroi! 
 

Il Gruppo di coordinamento della Solidarietà Québec-Cuba ed il suo Comitato Fabio di Celmo per i Cinque del Canada, hanno domandato l’immediata libertà per questi antiterroristi e reclamato il diritto dei loro familiari di visitarli nelle prigioni degli Stati Uniti dove sono ingiustamente reclusi.

L’attivista di questo movimento, Arnold August  ha reso noto in una dichiarazione, durante un incontro a L’Avana con alcuni sindacalisti cubani, che i Cinque Eroi cubani non sono soli, perché hanno molti amici in questo stato canadese.

August ha informato che quest’anno il Gruppo di Coordinamento della Solidarietà Québec-Cuba ed il suo Comitato Fabio di Celmo per i Cinque stanno svolgendo in questo mese di maggo il III anniversario di manifestazioni a favore della libertà di Renè.

Queste proteste per l’ingiusta reclusione dei patrioti cubani sono coordinate in città come Vancouver, nella Colombia Britannica, dove gli attivisti hanno sfidato la neve, il freddo, la pioggia e  le tormente, ha detto ancora

August, portatore del messaggio per la Centrale dei Lavoratori di Cuba, (CTC), nel quale si segnala l’incondizionato appoggio dei movimenti sociali canadesi al popolo di Cuba e si esprime la più forte condanna alla guerra mediatica che l’Unione Europea e gli Stati Uniti stanno sferrando contro la Rivoluzione cubana.

August ha segnalato che molti membri del Gruppo di Coordinamento della Solidarietà  Québec - Cuba ed del suo Comitato Fabio di Celmo per i Cinque, hanno scritto articoli e messaggi contro le manipolazioni che appaiono in questo stato del Canada, e nel resto del mondo, sulla realtà cubana.

La Patria di José Martí non è sola, dice il messaggio dell’istituzione canadese, che sottolinea che Cuba ha molti amici in tutto il Quebec e molte importanti organizzazioni amiche in tutti i continenti del mondo (Traduzione Granma Int. ).

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Borsisti stranieri in Cuba esigono libertà per antiterroristi

L'Avana, 11 maggio (Prensa Latina) Studenti nordamericani che studiano a Cuba si sono aggiunti oggi al richiamo di alunni stranieri nell'orientale provincia di Camagüey, per esigere la libertà dei cinque cubani antiterroristi carcerati negli Stati Uniti. Cassandra Cusack, di Miami (Florida), Jessie Lucey, di Los Angeles (California), e Nathaniel Kratz, dello stato di Wyoming, hanno espresso la loro solidarietà alla lotta per ottenere la scarcerazione di René González, Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González.  

“  Quando nel mio paese a qualcuno  racconto  dell'ingiustizia non ci credono ed allora si sentono interessati per investigare sul caso dei Cinque,” ha dichiarato Cassandra, secondo un ufficio dell'Agenzia di Informazione Nazionale.  

  I giovani nordamericani hanno partecipato ad una camminata di 13 chilometri che annualmente viene realizzata con  studenti stranieri in Camagüey fino al potrero di Jimaguayú, posto dove è caduto in combattimento il Maggiore Generale Ignacio Agramonte il 11 maggio del 1873.  

 Studenti  di più di 70 paesi hanno firmato una lettera diretta al governo statunitense per sollecitare un atteggiamento conseguente in favore della scarcerazione dei   Cinque, come sono conosciuti internazionalmente gli antiterroristi.  

  Circa 125 giovani statunitensi studiano a Cuba nella Scuola Latinoamericana di Medicina, centro che ha già iscritto 15 professionisti della settentrionale nazione.  

  I Cinque sono imprigionati  negli Stati Uniti dal 1998 per difendere l'isola dai  piani terroristici dell'estrema destra radicata a Miami. 

 
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Cinque eroi cubani:Antonio Guerrero trasferito in una prigione di sicurezza media.

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Antonio Guerrero trasferito in una prigione

di sicurezza media

Maggio 2010

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Lo scorso ottobre, la sentenza di Antonio Guerrero è stata ridotta a 21 anni e 10 mesi. Come risultato della riduzione della sentenza, e della sua condotta  esemplare durante 11 lunghi anni di reclusione, includendo non solo il suo record di buona condotta, ma anche l’isegnamento volontario ai compagni di prigione, Antonio è stato trasferito dalla massima sicurezza ad una prigione di media sicurezza, la FCI Florence (in Colorado).

Qusta è la stessa città in cui è stato recluso precedentemente, ma ora l’indirizzo è differente:

Antonio Guerrero #58741-004/ FCI Florence /P.O. Box 6000/ Florence, CO 81226.

Questo è l’indirizzo valido per scrivergli d’ora in poi.

Anche se questa è una buona notizia per Antonio, la lotta per una vera giustizia per i Cinque continua.

Lo scorso dicembre, dopo le nuove sentenze per Ramon e Fernando, come per Antonio, i tre hanno scritto un documento per sottolineare questo punto: "Abbiamo già scontato più di 11 anni di prigione senza che sia stata fatta giustizia in nessuna delle istanze del sistema giudiziario statunitense.

Siamo stati condannati per accuse che non sono mai state provate. Anche se tre sentenze sono state ridotte, l’ingiustizia si mantiene con tutti e Cinque.

E i terroristi cubano-americani continuano a godersi la loro totale impunità.

Reiteriamo: I Cinque sono innocenti!

Siamo profondamente commossi e ringraziamo per la permanente solidarietà che ci manifestate, così decisiva in questa lunga battaglia per la giustizia.

Insieme a voi continueremo sino alla vittoria finale, che sarà conquistata solo con il ritorno dei Cinque in Patria (Documento scritto da Antonio, Fernando e Ramon).

Para contactarnos :   info@freethefive.org

O llame al:
          415-821-6545

Web:
           
http://www.freethefive.org

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Vincere la Menzogna ed il Silenzio/Obama deve liberare i Cinque

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 Vincere la Menzogna ed il Silenzio 

maggio 2010 - R. Alarcon de Quesada www.cubadebate.cu

Cerimonia di premiazione con la Distinzione “Felix Elmuza” ai giornalisti José Manzaneda, di Spagna e Pablo Fernández e Santiago Vega, Argentina. Avana, 30 Aprile 2010

I giornalisti cubani  rendono omaggio a coloro che lo meritano. José Manzane e Cubainformación fanno qualcosa che è essenziale e a volte molto difficile. Diffondere la verità su Cuba equivale a sfidare la poderosa offensiva di propaganda che Washington esercita contro la nostra Rivoluzione a cui ha dedicato innumerevoli risorse, da più di mezzo secolo. Questa guerra, che ci fa, ha due versanti: in primo luogo, inonda il mondo di menzogne e di calunnie contro la Rivoluzione e dall'altro occulta, con un pugno di ferro, i principali aspetti della realtà cubana. Il miglior esempio è come nasconde il caso dei nostri cinque eroi anti-terroristi. Pablo Fernández y Santiago Vega e altri amici argentini hanno realizzato una iniziativa solidaria che felicemente sarà replicata in altri luoghi. Dura è la lotta contro il proposito di addomesticare il pensiero e sottometterlo a menzogne e silenzi dei mercanti che sono i padroni di quello, che una volta, si chiamava giornalismo.

Ora che onoriamo veri giornalisti, combattenti per la verità, quando rendiamo omaggio a Felix Elmuza, che per la verità, la giustizia e la libertà ha dato la sua vita, perdonatemi  l’allusione alla porcheria. Perche c’é chi avvilisce e prostituisce la nobile professione.

Durante il denominato processo contro i nostri Cinque compagni, a Miami, ogni giorno coloro che vi hanno partecipato erano assediati e provocati da delinquenti con credenziali di giornalismo.  Perfino la giudice protestò, più volte e chiese al governo che fermasse questo spettacolo pietoso. Ciò che non si sapeva allora, ma che ora si conosce, è che questi cosiddetti giornalisti, tutti quelli che occasionarono la sporca campagna contro i nostri Cinque fratelli, erano impiegati e pagati dal governo degli Stati Uniti per promuovere l'isteria anti-cubana e spaventare i membri della giuria.

Bisogna scalare montagne per gridare ai quattro venti la verità dei Cinque. Bisognerà che si superino, cordigliere, fisiche e morali, superare erti pendii, dove colpiscono vento e neve, perché altri scoprano una storia taciuta, proibita. Ci sarà che intraprendere, un’altra volta, l'impresa di Libertador, tornare, ancora una volta, dalla valle di Caracas sino all’Altopiano con la domanda di libertà e giustizia.

Il prossimo 14 giugno il sistema giudiziario USA riceverà la sua ultima possibilità di correggere, anche se tardivamente, l'arbitrarietà che commette già da quasi dodici anni. Quel giorno scade il termine finale perché i suoi difensori chiedano al tribunale di Miami la riconsiderazione del caso di Gerardo Hernandez Nordelo.

Contro di lui si formulò un’infame accusa che la stessa Procura riconobbe, alla fine del processo, non essere riuscita a dimostrare  per la totale mancanza di prove. Tuttavia, Gerardo è stato dichiarato colpevole  per un crimine che non esisteva, per un evento in cui egli non ebbe  partecipazione alcuna. La barbara condanna che gli fu imposta - due ergastoli e più quindici anni di carcere - è crudelmente aggravata dal divieto di ricevere la visita di sua moglie, da quel lontano 1998.

La sua situazione dovrebbe causare universale indignazione e scandalo. Raramente si è stati così ingiusti e crudeli con un giovane di provata innocenza e d’impareggiabile altruismo.

Gerardo Hernandez è nato il 4 giugno. In questa data, due anni fa, la Corte d'Appello di Atlanta ha emesso una sentenza che confermava la sua sproporzionata condanna così come quella, a 15 anni, che sconta René González e allo stesso tempo, annullava le sentenze di Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez ordinando che i tre fossero nuovamente giudicati.

Quella notte ebbi il raro privilegio di parlare al telefono con Gerardo. Aveva appena appreso del singolare regalo di compleanno che aveva ricevuto. Di cui non parlò. Mi ricordo le sue parole, che da allora mi opprimono, riferendosi ai compagni che avrebbero dovuto rigiudicati: "Profe, non confonderti, libera loro. Io sopporto quello che ho da sopportare. Abbiate fiducia di me, Profe, ma fate quello che dovete fare per farli uscire".

Abbiamo cercato di adempiere al suo mandato. Ma prima abbiamo provato che la Corte rettificasse e poi abbiamo chiesto alla Corte Suprema USA che accedesse a riesaminare l’ingiusta sentenza. La nostra richiesta ha generato una solidarietà senza precedenti. Dieci premi Nobel, vari parlamenti e centinaia di parlamentari, giuristi, personalità ed organizzazioni e istituzioni e associazioni legali e umanitarie, di tutto il mondo, ci hanno sostenuto. Senza spiegazione alcuna gli alti giudici, su istanza della Casa Bianca, hanno  rifiutato di esaminare la questione. Lo hanno annunciato il giorno che Gerardo ed Adriana celebravano, a distanza, il loro anniversario di matrimonio.

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http://www.cubainforma.it/2010/5eroi/facciamolo.htm

 

Obama deve liberare i Cinque

3 maggio 2010 - Roberto Hernández  www.granma.cu

La coordinatrice del Movimento per la Liberazione dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti, Gloria La Riva, ha assicurato che il presidente nordamericano, Barack Obama, continua la politica anticubana dei suoi predecessori,
“Obama segue con la stessa politica di George W. Bush e William Clinton contro l’Isola”, ha detto La Riva nella riunione generale dell’Incontro di Solidarietà con Cuba che si è svolto nel Palazzo delle Convenzioni, domenica 2 maggio.
Parlando della lotta per la scarcerazione di Ramón Labañino, Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, l’attivista militante ha annunciato che sono già state raccolte 150000 firme per reclamare la loro liberazione.
Alicia Jracko, anche lei attivista per la causa dei Cinque, ha incitato ad inviare agli uffici della Casa Bianca cartoline postali che chiedano di liberare Ramón, Gerardo, Antonio, Fernando e René.
Tra le iniziative, la Jracko ha parlato dell’invio di 70.000 cartoline, nelle quali si chiede ad Obama di firmare la liberazione dei Cinque.
“Che li liberi e si guadagni il Premio Nobel!” ha esclamato la combattente. Sociale.
Mirta Rodríguez, la madre di Antonio, ha segnalato che i Cinque, reclusi dal 1998, torneranno a casa solo quando l’ampio movimento di solidarietà riuscirà a rompere il muro di silenzio che esiste sul caso per la popolazione nordamericana.
“Ringraziamo per l’appoggio dato alla causa”, ha aggiunto, sottolineando che per le madri si accorcia il tempo per vedere i loro figli in Cuba.
In un intervento speciale, il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcón, ha affermato che è difficile avere fiducia nei cambi annunciati da Obama, se non libera i Cinque reclusi da più di dieci anni.
“Come ci può convincere di cambi, se non ha il coraggio di liberare Cinque innocenti e continua ad impedire che si giudichino i veri terroristi” ha chiesto Alarcón al migliaio circa di partecipanti all’incontro.
"Con il debito rispetto che merita, questa domanda deve perseguitare Obama come una maledizione gitana”
ha sottolineato.

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1º MAGGIO:Messaggio dei Cinque, scritto da Antonio Guerrero

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1º Maggio

Messaggio dei Cinque,  scritto
da Antonio Guerrero

Cari amici solidali di ogni parte del mondo.

Voglio condividere con voi questo sonetto dedicato al Giorno dei Lavoratori, che, lo so, non si festeggia ugualmente in tutto il mondo, ma voi che difendete le cause giuste, lo starete celebrando con il reclamo di un mondo migliore.

Ricevete da questi Cinque prigionieri la nostra ammirazione e i ringraziamenti per la vostra solidarietà con i Cinque e con il popolo di Cuba.

AL NOSTRO POPOLO AMATO IN UN TRASCENDENTALE 1º  MAGGIO.

Onde di mani, barriera di bandiere

Canto di viva luce, scala ardente.

Aurora emancipata del ponente.

Lampo sparso tra palme.

Ramo di sogni, albero senza frontiere.

Colomba siderale e combattente.

Stella edificada nel pendio.

Polline delle urgenti primavere.

Bastione invitto, roccia di grandezza.

Largo solco tra raffiche tracciato.

Indipendenza sul disordine.

Cavallo della pace innamorato.

Rivoluzione di geografia pura.

Patria e umanità, mio popolo amato.

Un abbraccio fraterno dai Cinque,

Gerardo Hernández.

Fernando González.

Ramón Labañino.

René González.

Antonio Guerrero.

Penitenziario di Florence, Colorado.

                               

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Antonio Guerrero

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Spezziamo il blocco informativo sui cinque/Reporter Argentini difensori di antiterroristi cubani.

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Spezziamo il blocco informativo sul Caso dei Cinque 

Alina M. Lotti

Il Presidente del Parlamento Cubano, Ricardo Alarcón de Quesada, ha insistito sulla necessità di spezzare il blocco informativo stabilito  fondamentalmente dai grandi giornali statunitensi, per far conoscere la verità sul Caso dei Cinque antiterroristi cubani reclusi nelle carceri statunitensi.

Nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana, Alarcón ha sostenuto un colloquio intitolato “La verità di fronte al terrorismo”, con i delegati della IV Conferenza Internazionale “L’Opera di Karl Marx e le sfide del XXI secolo”.

Alarcón ha affrontato alcuni aspetti della storia della detenzione di  Gerardo, Antonio, Fernando, René e Ramón, che sono detenuti dal 12 settembre del 1998, quando, per 17 mesi, restarono isolati e senza poter comunicare con le proprie famiglie  e nemmeno con gli avvocati. “Solo questo era sufficiente per annullare il processo” ha assicurato il Presidente del Parlamento.

Alarcón ha evidenziato l’illegalità del giudizio, dicendo che, indipendentemente da quello che avverrà, Cuba continua a volere la loro liberazione immediata ed incondizionata.

Ha continuato ricordando l’ambiente ostile e d’odio che i gruppi anticubani hanno creato nella città di Miami, tanto che la Procura Generale ha addirittura affermato che i Cinque Eroi erano andati negli Stati Uniti per distruggere la nazione.

“Se così fosse – ha chiesto Alarcón – perché allora i media non ne avrebbero parlato?”

L’essenza della strategia statunitense è occultare la verità su questo caso, per la semplice ragione che se la gente la conoscesse, capirebbe che il governo degli Stati Uniti è terrorista, anche se ha scatenato guerre assurde per “combattere il terrorismo”.

Di fronte ad un pubblico di ricercatori, studiosi dell’opera di Marx, rappresentanti di partiti politici e di movimenti rivoluzionari, il Presidente del Parlamento Cubano ha sottolinato – in contrapposizione alla situazione dei Cinque – la notizia dell’omaggio pubblico reso a Miami, venerdì 2 aprile, al noto terrorista Posada Carriles, autore principale dell’attentato contro un aereo della Cubana de Aviación nell’ottobre del 1976, nel quale morirono le 73 persone che erano a bordo. “Il Venezuela, da allora, sta chiedendo la sua estradizione per giudicarlo, molto prima che lo Stato diventasse la Repubblica Bolivariana”.

Alarcón ha ricordato che in questa occasione Posada Carriles ha affermato che avrebbe continuato la sua guerra contro Cuba. “Affilare l’ascia della guerra è ciò che dobbiamo fare adesso”, ha detto testualmente.

Alarcón ha ribadito che la verità deve farsi strada, che è d’obbligo essere creativi, ed è importante moltiplicare i messaggi affinché la gente sappia che questo caso esiste, e che il 27 maggio del 2005 anche il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha dichiarato arbitrarie le detenzioni dei Cinque compagni ed ha invitato il governo degli Stati Uniti ad adottare immediatamente le misure necessarie per risolvere tale situazione.

Tre avvocati della Corte d’Appello sono arrivati alla stessa conclusione, perciò i Cinque dovrebbero essere liberati immediatamente.

Eppure, nessuno sa nulla, esisteva ed esiste un totale silenzio al rispetto nei grandi media, che manipolano le menti della gente.

Ricardo Alárcon ha citato l’avvocato della difesa dei Cinque, Leonard Weinglas, che ha ripetuto molte volte che mai, negli Satati Uniti, è stato vinto un giudizio di carattere politico nei tribunali, se non grazie alla mobilitazione pubblica: “Ed è qui che dobbiamo entrare in gioco noi”, ha concluso.

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(Traduzione Granma Int.)

Reporter Argentini difensori di antiterroristi cubani

L'Avana, 27 apr (Prensa Latina) Due reporter argentini divulgatori del caso di cinque antiterroristi di Cuba carcerati negli Stati Uniti quasi 12 anni fa riceveranno un riconoscimento che conferisce l'Unione di Giornalisti dell'isola caraibica. D’accordo con l'annuncio, divulgato oggi per l'Agenzia di Informazione Nazionale (AIN), Pablo Fernández e Santiago Vega saranno insigniti il prossimo 30 aprile in questa capitale con la Distinzione Félix Elmuza.  

  Quel premio si concede a giornalisti nazionali e stranieri con un'opera rilevante sulla realtà di Cuba.  

  Fernández e Vega integrano il Progetto Aconcagua che in gennaio passato  èha portato la domanda di libertà per gli antiterroristi cubani fino al punto culminante dell'America, a quasi sette mille metri di altezza sul livello del mare.  

  Provenienti dalla provincia di Neuquén, gli argentini, chi pretendono scalare prossimamente la cima di Il Turquino, la maggiore elevazione cubana, realizzano anche un lavoro distaccato nella divulgazione della verità sulla maggiore delle Antille.  

  Cuba ci dà tanto, ed inoltre che ti premi, ti chiami, ti saluti; credo che sia troppo e non immagino come ringraziare a quel paese, ha segnalato Fernández via telefonica all'AIN.  

  René González, Ramón Labañino, Gerardo Hernández, Fernando González ed Antonio Guerrero sono stati fermati il 12 settembre del 1998 quando monitorabano le azioni criminali di gruppi anticubani radicati in Florida, nel sud degli Stati Uniti.  

  Numerose prove giudiziali e l'attestazione di alti capi militari nordamericani sostengono che i Cinque, come sono conosciuti nell'orbe, non hanno attentato mai alla sicurezza di quella poderosa nazione.  

  A dispetto della sua dichiarata innocenza ed il richiamo della comunità internazionale per la scarcerazione, loro compiono condanne da 15 anni di privazione di libertà fino a doppio ergastolo più 15 anni.  

 

is/dsa

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Scalatori argentini diretti a Cuba
per i Cinque

AIN – I giovani argentini che avevano scalato la cima dell’Aconcagua per esigere la liberazione dei Cinque Eroi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti hanno annunciato il loro prossimo viaggio a Cuba.

In una conferenza stampa nell’Associazione di Lavoratori dell’Educazione di Neuquén, provincia nel sud della Patagonia, Alcides Bonavitta e Santiago Vega hanno espresso la loro emozione nel lanciare l’appello di giustizia dal Pico Turquino, il punto più alto dell’Isola – 1974 metri sul livello del mare.

Gli interventi degli scalatori – pubblicati nel sito web www.principioesperanza.com – hanno anche informato che parteciperanno a L’Avana alla sfilata per il Primo di Maggio, Giorno Internazionale dei Lavoratori, in risposta all’invito dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli.

Bonavitta e Vega hanno manifestato l’orgoglio di appoggiare una causa tanto umanitaria come quella dei Cinque, condannati ingiustamente per aver prevenuto azioni terroriste contro Cuba.

I protagonisti, nel passato gennaio, della scalata alla montagna più alta d’America, verranno a Cuba e sosteranno incontri con i membri della Brigata dell’Aconcagua (quasi sette mila metri sul livello del mare) e del Turquino e con i famigliari dei Cinque (Traduzione Granma Int)

 

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Libertà /giustizia per i 5:"Sarà  realizzato un forum per la libertà  dei cinque"/"Sempre con i cinq

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"Sarà realizzato un forum per la libertà degli antiterroristi cubani."

L'Avana, 23 apr (Prensa Latina) La Centrale di Lavoratori di Cuba (CTC) realizzerà oggi un forum dibatte interattivo per la liberazione di cinque antiterroristi i suoi compatrioti carcerati negli Stati Uniti quasi 12 anni fa. D’accordo con gli organizzatori, allo scambio si accederà per la direzione elettronica  http://foro.jovenclub.cu / tra le 10:00 e 12:00 ora locale.  
  Esortiamo a condividere alle organizzazioni sindacali, i suoi dirigenti e lavoratori il mondo, ed a tutte le persone oneste che lottano per la giustizia e l'uguaglianza, ha espresso il membro del segretariato di detta organizzazione Raymundo Navarro.  
  Nel menzionato evento saranno presenti familiari di René González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino, Fernando González e Gerardo Hernández, e dirigenti e funzionari della CTC.  
  I Cinque, come sono conosciuti a livello internazionale, sono stati fermati il 12 settembre del 1998 quando allertavano delle azioni terroristiche di gruppi anticubani radicati in Florida, nel sud degli Stati Uniti.  
  Numerose prove giudiziali e l'attestazione di alti capi militari nordamericani sostengono che loro non hanno attentato mai alla sicurezza di quel poderoso paese.  
  A dispetto della sua dichiarata innocenza ed il richiamo dell'orbe per la scarcerazione, compiono condanne da 15 anni di privazione di libertà fino a doppio ergastolo più 15 anni.  
 
is/dsa

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Per sempre con i Cinque

aprile 2010 - Andres Gomez www.cubadebate.cu

In tutto la baraonda che è parte organica della campagna politica e mediatica contro Cuba da parte degli Stati Uniti e degli altri nemici della Rivoluzione cubana   - per meglio dire: di tutte le rivoluzioni  - sono taciute e nascoste molte verità che sono parti fondamentali della politiche dell'imperialismo contro le cause dei popoli; delle cause della immensa maggioranza dell'umanità.

Precisamente uno dei principali obiettivi di queste campagne mediatiche  e politiche controrivoluzionarie è soppiantare o falsare i temi oggetto di discussione da parte dell'opinione pubblica mondiale che le imperiose necessità dell'umanità determinano come materie principali da  discutere e analizzare ed, in modo responsabile,  dare  le loro tanto necessarie soluzioni.

Nulla di tutto questo è nuovo per l'imperialismo. Per esempio, Rodolfo Sarracino, nel suo libro,  Inghilterra: le due facce nella lotta cubana per l'abolizione, riferendosi all’uso delle campagne anti-abolizionisti da parte dei governi britannici della metà del diciannovesimo secolo (quando l’Inghilterra era la più grande potenza imperialista del mondo) per ottenere il controllo economico di determinati mercati, in questo caso quello dello zucchero di canna, spiega che gli interessi saccariferi inglesi acquistavano lo zucchero prodotto dagli schiavi, lo raffinavano in Inghilterra, poi lo ri-esportavanoo verso la Germania e l'Italia per poi, attraverso campagne mediaticahe, accusare tedeschi ed italiani di consumare  prodotti lavorati  da schiavi ...

 

Non vi ricordi l'odore di questa campagna un odore familiare?

Tra le verità su determinate politiche dell'imperialismo che sono rimaste taciute e nascoste dalla più recente campagna contro Cuba è quella dell'uso del terrorismo, come politica di Stato, da parte dei governi degli Stati Uniti ed una delle sue più sinistre conseguenze: la crudele ed indefinita detenzione dei Cinque Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René.

In termini di ricorsi legali a disposizione del team di avvocati della difesa stiamo arrivando alla data limite, a metà del prossimo giugno, per  presentare l’ultimo a disposizione dei loro  avvocati: quello di habeas corpus.

L'habeas corpus, in questo caso, si riferisce alla presentazione, da parte dei loro avvocati, di un ricorso di appello del caso dei  Cinque dinanzi al tribunale in base a nuove informazioni che non erano a disposizione della difesa durante il processo e il primo processo di appello. Appello che si è concluso, nel maggio scorso, quando la corte Suprema federale ha rifiutato di prenderlo in considerazione.

Gli avvocati dei Cinque lo faranno il prossimo giugno, come richiesto dalla legge: innanzi alla giudice del Tribunale Federale del Distretto del Sud della Florida che li ha originariamente giudicati, condannati e, qualche mese fa, risentenziato tre di loro. Negli USA la la chiamano giustizia ....!

 

Quindi, per ottenere davvero giustizia, per vedere subito liberati i nostri Cinque fratelli, si richiede  un'estensione di tutti i nostri sforzi per incrementare la campagna politica che é quella in grado di ottenere la loro libertà.

Da parte nostra, qui a Miami la prossimo domenica 25 aprile, le organizzazioni membri dell'Alleanza Martiana, faremo un altro evento pubblico richiedendo la loro immediata liberazione.

Né ci confondono, né ci intimidiscono. Ci manteniamo fermi - come Maldición Gitana - per sempre, fino ad ottenere la liberazione dei Cinque.

 

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L'ALBA esige la libertà  per i cinque antiterroristi cubani .

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L'ALBA esige la libertà per i cinque antiterroristi cubani

 

Caracas, 20 apr (Prensa Latina) L'Alleanza Bolivariana per i Paesi della Nostra America (ALBA) ha richiesto oggi in Venezuela al governo degli Stati Uniti la liberazione immediata dei cinque antiterroristi cubani carcerati in carceri di quel paese.       Nella dichiarazione finale del IX Vertice del blocco regionale, i mandatari dell'Antigua e Barbuta, Bolivia, Cuba, Dominica, Ecuador, Nicaragua, San Vicente e le Granatine e Venezuela hanno chieso inoltre a Washington un trattamento giusto per i Cinque ed i suoi parenti.  

  Esigiamo che si offra a loro e i suoi parenti un trattamento umano e decoroso, includendo il conferimento di visti ed agevolazioni per le visite di mogli e figli, hanno aggiunto nel “Manifesto Bicentenario di Caracas Consolidando la Nuova Indipendenza”.  

  Gerardo Hernández, Fernando González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e René González sono rinchiusi in prigioni nordamericane da 1998, dopo di penetrare organizzazioni terroristie che a Miami, Stati Uniti, promuovono, organizzano e finanziano azioni violente contro Cuba.  

  Per mezzo dell'accordo unito, l'ALBA ha chiesto anche a Washington il fine immediato ed incondizionato del blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba, misura unilaterale imposta nel 1962.  

  I leader dell'Alleanza hanno ricordato che il sollevamento della sanzione è un richiamo della comunità internazionale, evidenziato nella sistematica condanna maggioritaria al blocco davanti a Nazioni Unite (185 paesi l’hanno respinto in ottobre del 2009).  

  In un altro ordine, il documento finale del IX Vetice, celebrato nel capitalino teatro Teresa Carreño, ha rifletto l'allerta dei membri del raggruppamento per le campagne mediatiche sfrenate per la sovversione e la manipolazione.  

  “I paesi dell'ALBA allertano sul perverso ruolo svolto per importanti mezzi di diffusione massiccia al servizio degli interessi dell'imperialismo e contro gli interessi ed aspirazioni dei movimenti sociali ed i paesi del terzo mondo”, hanno risaltato.  
 
is/wmr

http://www.granma.cu/

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Scalatori ecuadoriani chiederanno ad Obama la libertà  dei Cinque /I prigionieri politici negli USA

 
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Gli scalatori ecuadoriani chiederanno ad Obama la libertà dei Cinque cubani

 CD.— Gli scalatori ecuadoriani hanno annunciato mercoledì che saliranno su due delle vette più alte per chiedere al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, la liberazione dei cinque cubani detenuti nelle carceri di quella nazione.

Il gruppo, composto da Fabián Paredes, Manolo Paredes e Hugo Rafael scalErà il Chimborazo di 6 mila 310 metri di altezza ed il Cayambe, di 5 mila 800 metri, per depositare sulle loro vette bandierine con le domande al presidente Obama.

Le scalate formano parte delle azioni che sviluppano le organizzazioni di solidarietà con Cuba per chiedere ad Obama di commutare le pene dei cubani Antonio Guerrero, Fernando González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González.

I cinque, detenuti nel 1998 negli Stati Uniti mentre realizzavano operazioni di intelligence nella comunità di esiliati cubani opposti al governo dell’Isola, stanno compiendo altissime condanne nelle carceri statunitensi.

Il proposito dell’arrampicata è di “mandare ad Obama il massaggio di ordinare la liberazione dei cinque in nome della libertà e della vita”, ha detto Fabián Paredes nella conferenza stampa che ha annunciato l’impresa.

La prima scalata sarà quella del Cayambe, a nord-est di Quito, e si realizzerà il 10 febbraio, mentre la seconda, qualche giorno dopo, sarà quella del Chimborazo, nel centro andino dell’Ecuador.

Le bandierine che saranno collocate sulla vette diranno: “Libertà per i cinque patrioti cubani prigionieri dell’imperialismo. Movimento Cultura Ribelle”.

L’iniziativa degli scalatori ecuadoriani è la terza del suo genere in America Latina, dopo la scalata dell’Aconcagua in gennaio dei loro colleghi argentini, e di quella del Turquino, in marzo, ad opera di un gruppo di cubani. (Traduzione Granma Int.)

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I prigionieri politici

degli Stati Uniti

9 aprile 2010 - amicuba di Javier Rodriguez Roque - Prensa Latina 

Gli Stati Uniti, molto preoccupati di trasformare in patrioti i detenuti comuni cubani mediante una campagna mediatica mondiale, risultano evidentemente all'oscuro dei diritti umani dei prigionieri politici che stanno nei loro carceri.

Milioni di parole sono state scritte o pronunciate in un breve lasso di tempo nei mezzi di diffusione  controllati da Washington per appoggiare questo attacco contro Cuba al quale partecipano i settori più conservatori latinoamericani ed europei.

È risultato molto difficile agli organizzatori di tale campagna convincere del carattere patriottico di elementi che si allontanano da una società basata sulla giustizia sociale per allinearsi per interesse economico con chi vuole distruggerla.

Ma, per di più, è troppo conosciuto il trattamento ricevuto da veri condannati politici negli Stati Uniti incarcerati per cause che hanno relazione con la lotta contro la disuguaglianza, lo sfruttamento, il terrorismo o l'oppressione.

Casi emblematici sono, per esempio, quelli degli statunitensi Mumia Abu-Jamal e Leonard Peltier, il primo con una pena di morte ancora non eseguita, ma che è rimasta pendente sulla sua testa per 27 anni in una cella di isolamento, e il secondo condannato a due ergastoli per la falsa accusa di aver ucciso due agenti del FBI.

Abu-Jamal, giornalista ed ex-militante del movimento Pantere Nere, denuncia continuamente quasi “ai piedi della forca” le inumane condizioni carcerarie in cui vive e anche Peltier, con gravi e dolorosi problemi di salute, le subisce e non conosce la clemenza.

E che dire delle notizie diffuse sull'arrivo in Georgia e in Svizzera di un gruppo di cinque uomini, che sono stati sequestrati e che per otto anni hanno subito torture e prigionia nel carcere di Guantanamo, liberati ora senza accuse né processi in quanto innocenti. In quella disumana installazione rimangono ancora altre 183 persone, per le quali non si è potuto provare nessun reato e che hanno trascorso un decennio delle loro vite isolati dal resto del mondo e senza nessun diritto legale per una decisione espressa dal governo nordamericano.

Anche un gruppo di una decina di indipendentisti portoricani condannati fino a 105 anni di prigione si trovano con denunce di visite ridotte delle loro famiglie, impossibilità di comunicare tra loro e rifiuti  persino di farli assistere alla funzione funebre di un  familiare.

Prigionieri politici sono, senza nessun dubbio, i cinque antiterroristi cubani che hanno ricevuto sproporzionate pene di carcere per essersi infiltrati in gruppi violenti di origine cubana che vivono in Florida, proprio per evitare azioni terroristiche contro il loro paese.

Antonio Guerrero, René González, Fernando González, Ramón Labañino y Gerardo Hernández sopportano non solo quelle ingiuste sanzioni, ma anche la crudeltà di impedire per 11 anni a un uomo la visita di sua moglie e a un altro per vari anni almeno di vedere sua figlia. La storia di questi uomini nelle carceri statunitensi passa attraverso isolamenti per lunghi periodi di tempo, collocazione in lontani centri penitenziari di diversi stati e processi pieni di illegalità con limitazioni alla loro difesa.

A niente sono valse le petizioni di 10 Premi Nobel e delle centinaia di personalità politiche e della cultura, di organizzazioni di diritti umani, congressi e governi di diversi paesi e persino sentenze di agenzie dell'ONU che hanno dichiarato arbitrarie la loro detenzione e il loro processo.

In questo caso nelle amministrazioni statunitensi hanno pesato di più i sentimenti di rancore verso una Cuba indipendente che gli appelli provenienti da tutto il mondo per la liberazione dei cinque.

Questa breve serie di esempi mette in crisi ogni tentativo di un accusatore senza morale di presentare la nazione caraibica come violatrice di diritti umani che rispetta scrupolosamente.

http://www.cubainforma.it/2010/sommario/sommario.htm

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Intervista a Frei Betto sui Cinque /migliaia di cartoline a Obama per la lbertà  dei cinque

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Intervista a Frei Betto sui Cinque eroi cubani

In occasione dell’incontro dibattito su “Il Brasile, dalla dittatura a Lula”, con il giornalista Gianni Minà ed il domenicano brasiliano, teologo e scrittore Frei Betto, svoltosi il 27 marzo presso l’ambasciata del Brasile, abbiamo avuto l’opportunità di fare un paio di domande al teologo Frei Betto.

SR: sig. Betto, secondo Lei, riguardo al caso dei cinque cittadini cubani che dal 1998 sono detenuti nelle prigioni degli Stati Uniti e condannati con capi d’accusa ad oggi ancora mai dimostrati, vi è stato un cambiamento tra la politica dell’attuale presidente democratico degli Stati Uniti d’America Barak Obama, e quella dell’ex presidente repubblicano conservatore George W. Bush?

FB: bisogna dire che con l’attuale amministrazione Obama non vi è ancora stata nessuna novità significativa, ma c’è ancora la speranza che il nuovo Presidente comprenda che quella dei Cinque eroi cubani, è una detenzione ingiusta, illegale, ingiustificata a cui bisogna mettere fine, anche perché Obama ha l’autorità per farlo. C’è una grande speranza sia a Cuba che in tutta l’America latina che l’attuale presidente degli USA riesca a risolvere questa tremenda ingiustizia, dal momento che questi cinque uomini si trovavano negli Stati Uniti per evitare atti di terrorismo, come effettivamente sono riusciti a fare per anni, mentre altri individui, dei veri terroristi, circolano liberamente negli Stati Uniti. Occorre invertire questa situazione e Obama deve dimostrare di meritare il premio Nobel per la Pace.

SR: a questo proposito, Lei crede che l’appello per la liberazione dei Cinque da parte di 10 Premi Nobel, come Rigoberta Menchú, Dario Fo, Adolfo Pérez Esquivel, José Saramago, ed altri, possa in qualche modo influire positivamente su Obama, dal momento che anche lui è appunto Premio Nobel per la Pace 2009?

FB: io credo di sì, Obama non può non ascoltare i suoi “pari”, persone che come lui sono state premiate, persone responsabili, meritevoli, giuste, con autorità morale. Obama deve unirsi a loro e riconoscere che è una profonda ingiustizia continuare a mantenere in prigione i Cinque eroi cubani.

SR: dunque Lei è ottimista, è fiducioso

FB: Sì, sono fiducioso

SR: Sig. Frei Betto, se Lei fosse un cittadino italiano o europeo, sostenitore del sistema cubano, cosa farebbe per in qualche modo contrastare la campagna mediatica contro Cuba che in questi giorni si è scatenata dopo il decesso del detenuto Orlando Zapata?

FB: credo che la cosa migliore sia parlare dell’ingiustizia che si compie su Cuba. Che un detenuto che fa lo sciopero della fame sia a rischio, tutti noi lo sappiamo, anch’io ho fatto lo sciopero della fame per 36 giorni durante la mia detenzione sotto al dittatura militare in Brasile. Sappiamo che rischiamo la vita perché non ci si alimenta più. I medici cubani hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita di quell’uomo, purtroppo non ce l’hanno fatta. Ma quando era primo ministro la Margaret Thatcher, 10 militanti dell’I.R.A. sono morti a causa dello sciopero della fame e nessuno ha detto nulla. Questo è puro cinismo, la stampa vuol far diventare Zapata un martire della controrivoluzione cubana. Cuba è l’unico Paese dell’America latina che garantisce la vita ai suoi 11 milioni di abitanti. A Cuba non ci sono esecuzioni extragiudiziarie, non ci sono desaparecidos, non ci sono bambini, o famiglie che vivono in strada, non c’è mafia. Pertanto dobbiamo rispettare la sovranità e l’autodeterminazione di quel Paese.

Intervista a cura di Stefania Russo – Associazione Italia Cuba, circolo di Roma

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Inviate ad Obama migliaia di cartoline per la libertà dei Cinque

Deisy Francis Mexidor

Migliaia di cartoline spedite da più di 20 paesi sono state inviate al presidente statunitense, Barack Obama, come reclamo della libertà dei Cinque antiterroristi cubani, ha confermato un comitato di solidarietà.

La campagna, iniziata nel gennaio di quest’anno, è avallata da 10 premi Nobel che domandano la scarcerazione di Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, prigionieri politici degli Stati Uniti da quasi 12 anni.

Questi noti perosnaggi si sono rivolti al presidente Obama anche nella sua condizione di Nobel della Pace 2009, e nel messaggio stampato sulle cartoline è sottolineato che “stanno aspettando la sua firma”.

L’anno scorso la Corte Suprema di Giustizia  non ha riconosciuto il numero senza precedenti di Amici della Corte, in appoggio ai Cinque, così come sono identificati a livello internazionale questi patrioti.

Al di là del silenzio dei grandi mezzi di comunicazione e dell’attuale amministrazione, Obama non potrà ignorare le migliaia di cartoline che stanno inondando il suo Ufficio Ovale nella Casa Bianca, indica un messaggio del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, promotore dell’iniziativa.

Le 20.000 cartoline stampate in gennaio in inglese e spagnolo, sono già terminate e si realizzerà una nuova edizione d’uguale quantità, aggiunge la nota.

I Cinque erano penetrati nelle organizzazioni d’estrema destra d’origine cubana, residenti nello Stato della Florida, con l’obiettivo d’ostacolare le loro azioni di terrorismo contro Cuba, amplía la nota.

In un processo manipolato ed irregolare, svolto nel 2001 a Miami, sono stati condannati a lunghe e smisurate pene carcerarie. 

Poi tra ottobre e dicembre del 2009, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González sono stati risentenziati, nella stessa città, a 30 anni, 21 anni e 10 mesi, e 17 anni e 9 mesi rispettivamente.

Gerardo Hernández e René González sono stati esclusi arbitrariamente da queste rettifiche di condanne che comunque non hanno fatto giustizia.

(Traduzione Granma Int.)

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Cinque eroi Cubani : in Oklahoma 18 giorni in isolamento

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LIBERTÀ PER I CINQUE EROI


Oklahoma: 18 giorni in isolamento

Tony Guerrero

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Potrei descrivere qui numerosi dettagli del trasferimento da Miami sino alle nostre prigioni. Il trattamento che ci hanno riservato, scatola nera, celle di castigo, etc., non ci hanno sorpreso. È sempre così e le riduzioni delle nostre pene non hanno significato nulla per le autorità carcerarie.

Soprattutto la mia permanenza nel Centro di Transito Federale dell’Oklahoma è stata lunga: diciotto giorni in isolamento, in una cella del detto “buco”, giorni che sono sembrati un’eternità.

Con pezzetti di carta e brandelli di matita ho scritto il diario di quelle giornate,  un serie di lettere personali e molto speciali venute in questa solitudine. Parafrasando i versi di Juan Ramón Jimenez, direi: “Tu sei dio nel tuo petto, tu sei solo universo, tu sei uno nel tuo centro”.

Solo una parte del diario e una delle nove lettere sono giunte a destinazione. Mi è spiaciuto molto  che sia avvenuto questo e sono ricorso alla poesia per rivivere quei giorni d’isolamento ed in qualche modo  recuperare l’irreparabile perdita. Dal 3 al 16 marzo, già a Florence, sono nate queste poesie come un diario, che suggerisco di leggere come una sola poesia, come, si dice,  vanno letti i famosi sonetti di Shakespeare, chiaro, salvando la grande differenza tra quell’opera classica e questa modesta creazione. 

Per queste poesie ho deciso di scrivere in decasillabi con rima libera, nella quantità di versi del sonetto. Non è mio obiettivo la ricerca della bellezza ritmica o della perfezione della strofa e tanto meno creare qualcosa di nuovo.

Vorrei solo portare il lettore sino agli angoli della mia anima, in quei giorni d’ingiusto e totale isolamento, anche se, come direbbe Rubén Darío: “La mia protesta resta scritta, contro il trattamento e l’inusuale perdita (Speciale per Cubadebate/Traduzione Granma Int.)
 

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Dal Nobel Obama esigono liberazione di antiterroristi cubani

 
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Esigono al Nobel Obama liberazione di antiterroristi cubani

Vientiane 22 mar (Prensa Latina) Il presidente Barack Obama è stato citato oggi nella sua qualità di Premio Nobel a liberare i cinque cubani il cui unico crimine è stato salvare vite e prevenire azioni terroristiche. I rappresentanti di 22 paesi dell'Asia ed il Pacifico hanno richiesto ad Obama che usi le sue prerogative presidenziali per scarcerare i cinque antiterroristi che gli Stati Uniti mantengono carcerati dal 1998.  

  Di nuovo la discussa distinzione dell'Accademia Svedese inquieta al mandatario settentrionale chi ogni volta riceve più pressioni internazionali, perfino di altri vincitori del Nobel.  

  La responsabilità storica di essere un Nobel –e soprattutto, della Pace - pende come una spada di Damocle su Obama, come dimostra il richiamo crescente a che utilizzi il potere che ha.  

  Perfino dal cuore accademico degli Stati Uniti si alzano tanto le voci di rifiuto all'incarceramento dei chiamati Cinque Eroi, come al blocco imposto quasi mezzo secolo fa contro il paese cubano.  

  Le eco di una battaglia che liberano i cubani da quasi 12 anni girano il mondo ed arrivano fino all'emisfero opposto del suo epicentro, con uguale intensità ed attivo appoggio.  

  In realtà, la Dichiarazione Finale del V Incontro Asia-Pacifico è stata chiara ricorrendo al polemico Nobel per questo nuovo richiamo ad Obama, notandolo di passaggio che la mobilitazione non si tratterrebbe.  

  “I Cinque sono modelli di dignità, fedele esempio dell'Uomo Nuovo sognato per il Che Guevara”, precisa il testo che inoltre reclama a Washington e l'Unione Europea rispetto alla sovranità cubana.  

  Leader comunisti e sindacali, ministri e parlamentari, hanno discusso in questa capitale il paradossale accanimento contro i cinque lottatori in un paese che si dice capitano della lotta contro il terrorismo.  

  Amèn del richiamo pubblico ad Obama, le organizzazioni di solidarietà con Cuba in Asia ed il Pacifico si hanno proposto sfruttare nuovi meccanismi per rompere il silenzio sul polemico caso
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Con Alarcà³n, veterani e giovani esigono di liberare i Cinque

 
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Con Alarcón, veterani e giovani esigono di liberare i Cinque

 

Maria Elena Alvarez Ponce

 

AIN.— Ricardo Alarcón de Quesada, presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, sabato ha ribadito in nome dei giovani di tutte le generazioni di cubani, la richiesta di libertà immediata dei Cinque.

Alarcón, che è anche membro dell’Ufficio Politico del Partito Comunista di Cuba ha riassunto l’atto centrale commemorativo dei fatti del 13 marzo del 1957, omaggio specialmente dedicato dai “nuovi pini” della Rivoluzione ai cinque compatrioti incarcerati dal 1998 negli Stati Uniti per aver combattuto il terrorismo.

Proprio sabato, dalla cima del Picco Reale del Turquino, e d’accordo con l’Ufficio Nazionale dell’Unione di Giovani Comunisti, Gerardo Hernández, René González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González sono stati proclamati Delegati di Onore al IX Congresso della gioventù cubana.

In loro vive e prospera l’indomabile volontà e l’esempio di José Antonio Echevarría e dei suoi compagni, ha assicurato Alarcón nell’incontro che di fronte alla fiamma eterna agli eroi della Patria Nuova, nel Museo della Rivoluzione, ha chiuso sabato un’intensa giornata di omaggio in tutta Cuba.

Alarcón ha valutato giusta l’onorificenza consegnata ai Cinque per un Congresso i cui dibattiti hanno come asse centrale che e come devo fare i giovani per garantire la continuità di un processo, soprattutto nei giorni in cui, come lo stesso 13 marzo, si ricorda che la Rivoluzione è stata e sempre sarà un’opera della gioventù.

Se Antonio, René, Gerardo, Ramón e Fernando resistono, senza vacillare ne cedere, nella più totale solitudine, e nelle dure e crudeli condizioni carcerarie, cosa saremo capaci di fare noi, che siamo liberi e che possiamo unirci e agire insieme, si è chiesto Alarcón.

Nella sua eroica storia, questo popolo ha ed avrà l’energia e la forza per andare avanti, ha sentenziato il leader cubano analizzando la trascendenza dei fatti del 13 marzo ed il valoroso contributo dei protagonisti dell’attacco al Palazzo Presidenziale e la presa di Radio Reloj.

Per José Antonio, Fructuoso Rodríguez e chi, assieme a loro combatterono fino alla fine, Cuba, e l’Università cambiò per sempre e non tornerà mai al passato vergognoso che con il loro sangue riuscirono a sconfiggere, ha ricordato.

Gladys Gutiérrez, presidente della Federazione Studentesca Universitaria, ha assicurato che quelle vicende non furono un’azione isolata, ma il frutto dell’unità e del compromesso che con la Carta del Messico, firmata da José Antonio e Fidel, segnò il destino del movimento studentesco giovanile cubano assieme alla Rivoluzione Socialista.

Miguel-Díaz-Canel, membro dell’Ufficio Politico e Ministro dell’Educazione Superiore, ed Olga Lidia Tapia, membra del Segretariato del Comitato Centrale del Partito, hanno presieduto l’atto nel quale l’edificio dell’antico Palazzo Presidenziale, oggi Museo della Rivoluzione, è stato dichiarato Monumento Nazionale.

I Combattenti del Direttivo Rivoluzionario, guidato da Faure Chomón, hanno accompagnato i giovani negli eventi in questo ed in altri scenari, come il panteon dei martiri del 13 marzo, nel cimitero di Colón, l’emittente Radio Reloj e Cárdenas, città natale di José Antonio Echeverría. (Traduzione Granma Int.)

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Olga e Adriana denunciano a Ginevra le violazioni dei diritti umani dei Cinque

 
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Olga e Adriana denunciano a Ginevra le violazioni dei diritti umani dei Cinque  

13 marzo 2010 - www.ganma.cu (cubadebate)

Olga Salanueva e Adriana Pérez, mogli di due degli antiterroristi cubani reclusi ingiustamente negli Stati Uniti dal 1998, hanno incontrato alti funzionari del Consiglio dei Diritti Umani - CDU - delle Nazioni Unite.

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Le mogli di René González e Gerardo Hernández, rispettivamente, si trovano in questa città svizzera per dare continuità alle gestioni di denuncia dell’ingiusta reclusione che soffrono questi due patrioti, come Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González, loro compagni di causa.

In occasione della 13ª Sessione del Consiglio, hanno parlato con la direttrice dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani,  María Clara Martín, e con El Hadji Malick, presidente-relatore del Gruppo  di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie, ha informato il sito digitale antiterroristas.cu.

Ugualmente, hanno parlato con Manfred Nowak, relatore speciale sulla tortura e i trattamenti crudeli, inumani e degradanti, e con Dragana Korlgan, assistente del Relatore sul diritto di ogni persona al godimento al più alto livello possibile della salute fisica e mentale.

Le due cubane hanno incontrato anche Pasipau Chirwa, assistente della Relatrice Speciale sull’indpendenza dei giudici e gli avvocati nel seno del CDU.

In tutte le conversazioni hanno riferito il reiterato e prolungato rifiuto del governo degli Stati Uniti di rilasciare visti umanitari, situazione che impedisce loro di visitare i mariti da undici anni, come ha denunciato Cuba di fronte al Consiglio (CubaDebate/PL/ Traduzione Granma Int.)


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Caso cinque Eroi Cubani:"Un’ingiustizia che dura da 12 anni"

 
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Si convoca il Forum dibattito parlamentare

"Un’ingiustizia che dura da 12 anni"

La Commissione delle Relazioni Internazionali dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare della Repubblica di Cuba convoca le Commissioni dei Diritti Umani e delle Relazioni Internazionali, i Gruppi Parlamentari di Amicizia con Cuba e tutti i parlamentari del mondo a partecipare al Forum Dibattito Parlamentare: Un’Ingiustizia che dura 12 anni che si realizzerà il prossimo 18 marzo tra le 09:00 e le 12:00 sul sito http://foro.jovenclub.cu/.

Da 12 anni i cinque cubani – Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González – compiono lunghe ed ingiuste condanne nelle carceri statunitensi per aver compiuto l’unico delitto di aver difeso Cuba dalle azioni dei gruppi terroristici radicati negli Stati Uniti.

Il loro processo legale dura da 10 anni senza che sia ancora stata fatta giustizia, a dispetto del fatto che tanto la Corte d’Appello di Atlanta quanto la stessa Corte di Miami che li giudicò abbia riconosciuto che nessuno di loro causò danni alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Molte sono state le violazioni legali e dei diritti umani che hanno dovuto soffrire i Cinque in questi anni: l’immotivato isolamento in varie occasioni, la dilazione dei tempi nella consegna dei visti ai familiari che di conseguenza, in media, sono potuti andare a trovarli solo una volta all’anno, e la reiterata e sistematica negazione da parte del Governo degli Stati Uniti dei visti alle mogli di Gerardo Hernández e René González, Olga Salanueva e Adriana Pérez.

Nel corso di questi anni sono stati molteplici le pronunce a favore della liberazione dei Cinque. Parlamenti, parlamentari, prestigiose organizzazioni giuridiche, religiose e dei diritti umani, così come capi di governi e rilevanti personalità di tutto il mondo, includendo 10 Premi Nobel, hanno chiesto la loro libertà.

Fino ad ora queste domande sono state ignorate. Nel giugno 2009 la Corte Suprema degli Stati Uniti annunciò, senza nessuna spiegazione, la sua decisione di non rivedere il caso dei Cinque, che significa che non ci sono più ricorsi legali esperibili.

Dopo 12 anni di prigionia, è ora che l’Amministrazione Obama senta il peso del reclamo internazionale e metta fine all’ingiustizia e alla sofferenza di questi cinque uomini e alle loro famiglie.

La Commissione delle Relazioni Internazionali del parlamento cubano fa un appello a tutti i parlamentari del mondo per costruire, attraverso questo forum, uno spazio di proposte e di azioni concrete dirette al Governo ed al Congresso degli Stati Uniti per esigere che il Presidente liberi i cinque cubani antiterroristi e consegni i visti a Olga Salanueva e Adriana Pérez, per mettere fine a ciò che l’Amnesty International qualifica come un "castigo non necessario, che va contro alle norme per il trattamento umano dei prigionieri, e all’obbligazione dei paesi di tutelare la vita familiare".

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Ginevra: Cuba chiede di riaprire il caso dei Cinque

 
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Ginevra: Cuba chiede 

di riaprire il caso dei Cinque

Fausto Triana

Cuba  ha chiesto nel Consiglio dei Diritti Umani - CDU - della ONU, che si riapra il caso dei Cinque  antiterroristi, la cui detenzione negli Stati Uniti è stata considerata  arbitraria in questo organismo.

Il nostro paese considera necessario ricordare che resta pendente il caso dei Cinque combattenti antiterroristi cubani prigionieri politici nelle carceri degli USA, la cui reclusione è stata definita arbitraria”, ha detto la diplomatica dell’Isola, Anayansi Rodríguez, direttrice dei Temi  Multilaterali (DAM) del Ministero degli  Esteri di Cuba, che ha segnalato che il Gruppo di lavoro  sulle Detenzioni Arbitrarie in sua Opinione 19/2005, aveva indicato l’illegalità della misura.

Parlando nel dibattito interattivo con i relatori sulle detenzioni arbitrarie e le scomparse forzate, nella 13ª Sessione del CDU, la Rodríguez ha ricordato il pronunciamento sul caso dei Cinque, come sono noti internazionalmente.

Questo pronunciamento compirà cinque anni il prossimo mese di maggio, senza che le autorità degli Stati Uniti abbiano mai adottato le misure necessarie per porre fine alla situazione che ha determinato la conclusione del gruppo”, ha detto.

Inoltre ha sottolineato che gli esperti della ONU  fecero notare allora che la reclusione di  Antonio Guerrero, Fernando González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González "è arbitraria" e contravviene alle leggi internazionali, con riferimento concreto all’articolo 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti civili e politici.

La funzionaria cubana ha denunciato che il governo di Washington continua le sue azioni di manipolazione politica, facendo pressioni a istanze giudiziarie che hanno dimostrato l’incapacità di attuare con obiettività ed indipendenza nei temi di Cuba.

Alle mogli dei due dei Cinque  prigionieri politici negli USA, Olga Salanueva e Adriana Pérez - presenti nella Sala del Consiglio – si continua a negare il diritto di visitare i mariti.

La titolare della DAM ha chiesto al presidente-relatore, incaricato del tema delle detenzioni arbitrarie, di condividere con il CDU le sue opinioni sul caso e trasferire le azioni, per dare un seguito.

"In concreto, Cuba le raccomanda di porre un seguito al tema  della detenzione arbitraria dei Cinque, nel contesto della visita che il gruppo di lavoro prevede di realizzare negli Stati Uniti”, ha puntualizzato e nello stesso tempo ha invitato la comunità internazionale ad offrire il più ampio appoggio al reclamo di una pronta liberazione di coloro che sono degni paradigmi della lotta contro il terrorismo.

A proposito delle scomparse forzate o involontarie,  la Rodríguez ha commentato l’esperienza vissuta nei decenni passati nella regione latinoamericana durante le dittature militari imposte e sostenute da Washington. (Traduzione Granma Int.)

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Cuba a Ginevra chiede che si riattivi caso di antiterrroristi/Nel mondo solidarietà  per i cinque

 
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Cuba a Ginevra chiede che si riattivi caso di antiterrroristi

Ginevra, 10 mar (Prensa Latina) Cuba ha chiesto oggi davanti al Consiglio di Diritti Umani (CDH) delle Nazioni Unite che si riattivi il caso di cinque antiterroristi la cui detenzione negli Stati Uniti è stata considerata arbitraria qui. Il nostro paese considera necessario ricordare che rimane pendente il caso dei cinque lottatori antiterroristi cubani carcerati politici in carceri statunitensi la cui reclusione è stata qualificata di arbitraria, ha detto una diplomatica dell'isola.  

  Anayansi Rodríguez, direttrice di Temi Multilaterali (DAM) del Ministero di Esterni di Cuba, ha segnalato che il Gruppo di Lavoro su Detenzioni Arbitrarie nella sua Opinione 19/2005 ha indicato l'illegalità della misura.  

  Parlando nel dibattito interattivo coi Relatori di Detenzioni Arbitrarie e Sparizioni Forzate nella 13 sessione del CDH, Rodríguez a parlato del giudizio intorno all'espediente di I Cinque, come sono conosciuti internazionalmente.  

  “Questo pronunciamento compierà cinque anni il prossimo mese di maggio, senza che le autorità statunitensi abbiano adottato le misure necessarie per mettere fine alla situazione che ha determinato la conclusione del Gruppo”, argomentò.  

  Al rispetto ha annotato che gli esperti dell'ONU hanno sottolineato allora che la privazione di libertà di Antonio Guerrero, Fernando González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González “è arbitraria” e contravviene alle leggi internazionali.  

  Si hanno riferito concretamente all'articolo 14 della Convenzione Internazionale di Diritti Civili e Politici.  

  La funzionaria cubana ha denunciato che il governo di Washington continua le sue azioni di manipolazione politica, “pressando perfino ad istanze giudiziali” che hanno dimostrato incapacità di agire con obiettività ed indipendenza in temi su Cuba.  

  Alle mogli di due dei cinque prigionieri politici in carceri nordamericani, Olga Salanueva ed Adriana Pérez, presenti in questa Sala del Consiglio, gli continuano ad impedire di esercitare il suo diritto di visitare i suoi mariti, ha aggiunto.  

  Il titolare della DAM ha sollecitato al presidente-relatore incaricato del tema delle Detenzioni Arbitrarie che condividesse col CDH le sue opinioni sul caso e trasporti le azioni per dare inseguimento al caso.  

  “In concreto, Cuba gli raccomanda che offra inseguimento alla detenzione arbitraria di I Cinque, nel contesto della visita che il Gruppo di Lavoro ha previsto realizzare agli Stati Uniti”, puntualizzò.  

  Allo stesso tempo, ha sollecitato alla comunità internazionale ad offrire il più ampio appoggio al risultato della pronta liberazione di chi sono oggi degni paradigmi della lotta contro il terrorismo.  

  Intorno alle sparizioni forzate o involontarie, ha commentato “l'esperienza vissuta in decadi passate per la regione latinoamericana durante le dittature militari imposte e sostenute per Washington”.  

is/ ft

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Forte solidarietà con
i Cinque Eroi nel mondo

La solidarietà con i Cinque Eroi e loro familiari si è intensificata negli ultimi giorni ed il sito Cubaminrex informa di  attività in Argentina, Costa Rica, Zimbabwe, Kiribati e Sri Lanka, riporta la AIN.

Il Comitato Argentino per la Libertà dei Cinque ha inviato una lettera all’ambasciatrice statunitense in questa nazione, Vilma Martínez, nella quale si chiedono i visti umanitari per Olga Salanueva e Adriana Pérez perchè possano visitare i loro mariti negli Stati Uniti.

Olga e Adriana sono le mogli di  René González e Gerardo Hernández rispettivamente, che, come  Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González sono ingiustamente reclusi negli Stati Uniti da più di 11 anni.

I Cinque, come sono noti internazionalmente, sono stati assurdamente accusati di terrorismo e condannati a severissime reclusioni, anche se il loro solo delitto è stato infiltrarsi nei gruppi terroristi della Florida, per ostacolare le loro azioni violente contro Cuba, che sono costate migliaia di vite ed hanno provocato danni incalcolabili.

Il Console Generale di Cuba in Costa Rica, Antonio Pardo, ha esposto il caso dei Cinque  antiterroristi, in un incontro realizzato nel teatro del Sindacato dei Lavoratori della Sanità, in questo paese centro americano.

Durante l’incontro sono stati siglati nuovi impegni per una maggior diffusione  a livello nazionale della situazione di questi Patrioti che sono prigioneri politici dell’impero.

In Zimbabwe si è svolta una riunione con la partecipazione dei collaboratori dell’Isola e membri dei gruppi solidali, nel quale è stata letta una dichiarazione a favore della libertà dei Cinque.

Incontri simili sono stati realizzati a Kiribati, nell’oceano Pacífico, e in Sri Lanka, nell’oceano Indiano, quest’ultimo organizzato dalle donne affiliate ai partiti di sinistra.

Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René, hanno inviato un messaggio alle donne per il Giorno Internazionale della Donna, nel quale dicono che le donne sono la loro forza e ispirazione (Traduzione Granma Int.)

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Personalità  degli USA chiedono i visti per le mogli dei Cinque

 
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L'Avana 9 marzo 2010 

Personalità degli USA chiedono
i visti per le mogli dei Cinque

AIN -  La consegna dei visti alle mogli di due dei Cinque cubani reclusi negli Stati Uniti dal 1998 è stata sollecitata al governo del  presidente Barack Obama da 14 personalità di questo paese.

Nel testo inviato ad  Hillary Clinton, segretaria di Stato ed a Janet Napolitano, segretaria del Dipartimento di Sicurezza Interna, i sollecitanti hanno domandato la consegna dei visti per Olga Salanueva e Adriana Pérez, mogli di René González e Gerardo Hernández, rispettivamente.

Tra i firmatari del  documento figurano Noam Chomsky, noto linguista, filosofo, attivista ed analista politico; Michael Parenti, storiografo ed intellettuale marxista; Gayle McLaughlin, sindachessa di Richmond; Esteban Torres, ex congressista, e l’attore Danny Glover, con Alice Walker, scrittrice e poetessa; Angela Davis,  professoressa di storia dell’ Università di Santa Cruz, in California; Wayne  Smith, ex capo della Sezione d’ Interesse degli Stati Uniti in Cuba;  Yury Kochiyama, attivista per i diritti  civili tra gli altri.

Da dieci anni l’amministrazione nordamericana nega ad Olga e Adriana il permesso d’entrata negli USA, quando l’unico obiettivo è visitare nelle prigioni i loro mariti che stanno scontando 15 anni di reclusione (René) e doppio ergastolo più 15 anni (Gerardo), informa l’agenzia Prensa Latina.

René, Gerardo, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González sono stati condannati a smisurate pene per essersi infiltrati nelle organizzazioni della destra d’origine cubana in Florida, per avvisare l’Isola delle azioni terroristiche che organizzavano.

Il 15 luglio del 2009, il Dipartimento di Stato ha negato ad Adriana, per la decima volta il visto e ad Olga lo hanno negato il 18 dicembre. 

Alla fine del 2009, sono stati risentenziati con condanne minori  Ramón (a 30 Anni), Tony (21 anni e 10 mesi) e Fernando (17 anni e 9  mesi); mentre  Gerardo e René sono stati esclusi arbitrariamente dal processo.

Nel giugno del 2009, la Corte Suprema degli USA aveva annunciato senza dare spiegazioni la decisione di non rivedere il caso dei Cinque combattenti antiterroristi cubani.

I firmatari del messaggio sono membri della Commissione Internazionale di Diritto alle visite familiari, integrato da 70 note figure di 27 paesi, ha informato un comunicato del Comitato Internazionale per la libertà dei Cinque. (Traduzione Granma Int.).

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Comitato Italiano per la Liberazione dei Cinque

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Comitato Italiano per la

Liberazione dei Cinque

 

Gioia Minuti

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Nella sede dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP), è stato presentato un Calendario del 2010, che presenta sinteticamente, ma con molta efficacia e qualità, gli aspetti essenziali del caso dei Cinque antiterroristi:  Antonio, Fernando, Gerardo, Ramón e René.

Roberto Rodríguez, funzionario della Direzione d’Europa dell’ICAP, ha ricordato ai numerosi presenti - cubani ed italiani – le origini del Comitato per la Liberazione dei Cinque Eroi, in Italia e le attività svolte in appoggio a questi Patrioti dalla sua creazione, sottolineando le inziative future ed il coordinamento di una campagna con l’obiettivo di unire tutte le organizzazioni di solidarietà con Cuba che operano in Italia. 

La creazione di un canale televisivo, ha detto Franco Forconi, coordinatore del Comitato, contribuisce a rompere il silenzio su questo caso, silenzio imposto dai grandi media internazionali.

Franco Forconi ha presentato il nuovo calendario a colori, ringraziando la tipografia ed i tecnici che ne hanno permesso l’edizione, ed ha sostenuto  che questo: “È uno sforzo fatto per permettere la diffusione della storia di Cinque Uomini degni che sono reclusi da più di undici anni per aver ostacolato l’attuazione di azioni criminali di terrorismo – organizzate dalla Florida – contro la loro Patria ed i loro compatrioti”.  

In Italia – dove si vive un periodo molto difficile per la mancanza  di presenza delle sinistre nei Parlamenti, con tutte le conseguenze, anche economiche del caso – sono state distribuite circa 10.000 copie del calendario  ed ugualmente si diffonderà la raccolta degli articoli di Ricardo Alarcón de Quesada  - scritti per Counter Punch – riuniti  in un volume con il titolo originale “La storia mai raccontata”.  

Il Comitato Italiano per la Liberazione dei Cinque, inoltre, sta lavorando tra la Comunità degli italiani residenti negli Stati Uniti  per fomentare l’influenza sull’opinione pubblica nel caso della liberazione dei Cinque.

Hanno partecipato all’incontro diversi familiari dei Cinque, Aleida Guevara, figlia di Ernesto Che Guavara, Giustino di Celmo, Vando Martinelli, amici e membri della solidarietà italiana. 

 

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Cinque eroi cubani:"Trasferiti in un altro carcere gli antiterroristi cubani ri-sentenziati"

                                                       
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Trasferiscono in un altro carcere gli antiterroristi cubani ri-sentenziati

AIN.— Si è concluso il processo di trasferimento di tre dei cinque antiterroristi cubani che hanno ricevuto nuove sentenze in una corte federale di Miami, Stati Uniti, e che si trovano già nelle nuove prigioni.

Il tragitto di ritorno si è realizzato a partire dal 26 gennaio scorso per Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González, ri-sentenziati dall’ottobre al dicembre scorsi nella città della Florida, come rende noto l’agenzia di notizie Prensa Latina.

Fernando, Ramón, Antonio, René González e Gerardo Hernández furono arrestati il 12 settembre del 1998 e sottoposti ad un giudizio farsa, nel quale furono loro imposte lunghe ed ingiustificate sentenze per essere penetrati in gruppi violenti che organizzano atti terroristici contro Cuba dalla Florida.

Mirtha Rodríguez, madre di Tony, ha informato che suo figlio, assieme a Ramón e a Fernando, sono stati condotti da Miami all’Okloma e da lì, rispettivamente, in Colorado, Kentucky ed Indiana.

Ha anche commentato che il morale dei tre è alto, che hanno comunicato con i propri famigliari e ribadito il proprio messaggio di ringraziamento al movimento di solidarietà dentro e fuori Cuba, per le infinite dimostrazioni di appoggio.

La Rodríguez ha spiegato che, tenendo in considerazione il buon comportamento di Antonio, il tempo e l’attuale sentenza, si sta valutando un cambio da una prigione di massima sicurezza, ad una di media, all’interno dello stesso complesso penitenziario di Florence, ma che ciò dipende dal rigoroso regime di revisione.

Sempre in Kentucky potrebbe essere valutato il caso di Labañino. Durante la seduta dello scorso dicembre il suo avvocato ha chiesto che si valutasse la possibilità del suo reinserimento in un luogo con maggiore accesso alle visite familiari.

Nell’agosto del 2009 i giovani erano stati portati nella città di Miami, nella quale il 13 ottobre si era tenuta l’udienza di revisione della sentenza di Tony (21 anni e 10 mesi), e l’8 dicembre quelle di Ramón (30 anni) e di Fernando (17 anni e nove mesi).

Gerardo Hernández (doppia catena perpetua più 15 anni) e René González (15 anni) sono stati esclusi in maniera arbitraria da questo processo di revisione.

Nel Centro di Reclusione Federale i tre erano stati tenuti in piani differenti, e solo l’11 settembre si sono potuti rincontrare, quando gli avvocati hanno chiesto di vedere i propri clienti, ha raccontato Mirtha.

È stato molto emozionante, perché l’ultima volta in cui si erano visti era stata ben otto anni fa, durante le sentenze delle 2001. (Traduzione Granma Int.)

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La causa dei 5 antiterroristi fa eco negli USA:Le dichiarazioni della sindachessa di Richmond

 
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LA CAUSA DEI CINQUE ANTITERRORISTI FA ECO NEGLI USA  

Le dichiarazioni della sindachessa di Richmond

"Gli statunitensi devono conoscere la grave ingiustizia circonda il caso dei Cinque antiterroristi cubani e questa conoscenza è la chiave per far sì che sia fatta giustizia e vengano liberati”, ha detto a PL, Gayle Mclaughlin, sindachessa della città di Richmond, in California, che ha aggiunto: “Importanti cause politiche nel mio paese sono state risolte solo con un appoggio di massa dell’opinione pubblica, com’è avvenuto con l’attivista combattente per i diritti civili, Angela Davis".

Per questo è molto importante il lavoro tra i settori più ampli del pubblico nordamericano, è estremamente importante, nel momento in cui si domanda un incremento della solidarietà con Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González. È davvero ipocrita che i governanti degli USA mantengano reclusi i Cinque cubani, quando permettono che veri terroristi come Luis Posada Carriles passeggino liberamente nel paese. Questo prova che la guerra contro il terrorismo non si effettua  in realtà per proteggere il popolo contro azioni che lo potrebbero colpire, ma per mantenere il controllo ed il potere egemonico degli Stati Uniti”,  ha dichiarato ancora la sindachessa di Richmond. (Traduzione Granma Int.)

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Cinque eroi Cubani: "Per favore, leggete gli atti!"

 
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Per favore, leggete gli atti!

24 febbraio 2010 - www.granma.cu la Jornada, Messico

Questa esclamazione che intitola questo articolo la utilizzò un prestigioso giurista quando cercò di fare giustizia per Sacco e Vanzetti ed ha totale vigenza adesso per i Cinque cubani reclusi negli Stati Uniti per aver combattuto il terrorismo.

Perchè Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René, che scontano dolorosamente già più di 11 anni di prigione, sono in una sola parola, innocenti, e lo sanno coloro che hanno cercato la verità nel sito ufficiale del governo degli Stati Uniti. (US Goverment Department of Justice, US District Court of Southern Florida, United States versus Gerardo Hernandez et al).

Quando loro erano sequestrati ed in isolamento, costretti in celle di castigo per 17 mesi, avvenne il sequestro di Elián González, conosciuto in tutto il mondo perchè i media della stampa lo riportarono giorno e notte, senza stancarsi... ma pochi sapevano degli altri Cinque sequestrati.

E fu così facile quindi per il governo negare ai detenuti un processo imparziale in un altro luogo ed imporre il suo svolgimento precisamente in Miami, in un ambiente illegale e violento, quello che ha dato notorietà a questa città.

La causa per la quale i Cinque furono detenuti era il loro sforzo nello scoprire i piani contro Cuba di quei gruppi di terroristi  abituati ad uccidere e minacciare anche nella stessa Miami.

Compiere quella delicata e pericolosa missione obbligava i Cinque cubani a trasgredire o ignorare alcune norme e disposizioni legali. Non potevano informare le autorità degli USA di quello che stavano facendo, per la semplice ragione che le autorità sono sempre state complici dei terroristi.

Il processo di Miami ne è la miglior prova.

Dalla sua tappa preparatoria il pubblico ministero lo ha riconosciuto a tutte lettere la lotta contro il terrorismo è la motivazione degli accusati e le motivazioni non si debbono ventilare davanti alla giuria (Documenti ufficiali, Mozione in Limite della Procura, 2000).

All’inizio del processo gli accusatori tornarono alla carica: si esorta la Corte ad esercitare per i testimoni il diritto d’ appoggiarsi al quinto emendamento, perchè non si ventilino le attività di terrorismo contro Cuba (Documenti ufficiali, Mozione della Procura, 20 marzo 2001).

La giudice da parte sua ha assentito: gli atti terroristici d’altra parte non possono scusare la condotta sbagliata ed illegale di questo accusato o di qualsiasi altro (Joan Lenard, Atto del 14 dicembre del 2001).

Il governo ha reclamato le sentenze più esagerate – quattro ergastoli e 77 anni di prigione per i Cinque – ma ha insistito che questo castigo non era sufficiente; era necessario, secondo il Pubblico Ministero, assicurasi che nessuno dei Cinque potesse, in futuro, tentare nuovamente qualsiasi azione  contro i gruppi dei terroristi.

La giudice ha aggregato questa insolita condanna: come una condizione speciale e addizionale alla libertà condizionale, si proibisce all’accusato di avvicinarsi o visitare luoghi specifici che si sa che sono frequentati da individui o gruppo di terroristi. (Lenard ibidem).

Chi dà uno sguardo alla pagine dell’infame processo eseguito contro di loro,  scopre immediatamente che i Cinque cubani sono combattenti contro il terrorismo, veri Eroi che hanno sacrificato le loro vite per salvare quelle del loro popolo. Chi lo farà, saprà anche che il governo degli Stati Uniti è colpevole perchè promuove il terrorismo contro Cuba, difende e protegge i terroristi.

Questa è la grande verità che il governo degli Stati Uniti si è impegnato ad occultare ed indubbiamente lo ha fatto con successo.

Il suo enorme apparato mediatico - i media disciplinati, come scrive Chomsky - si sono incaricati d’imporre il silenzio e la disinformazione.

S’impedisce agli statunitensi ed a molti altri di conoscere la verità! 

Che succederebbe se potessero leggere quello che è avvenuto a Miami ?

Fonte: http://www.cubainforma.it/2010/5eroi/sommario.htm

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XIX Fiera del libro,Nadine Gordimer afferma:“Farò tutto il possibile per la libertà  dei Cinque.

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Nadine Gordimer afferma :"Farò tutto il possibile per la libertà dei Cinque"

 

La scrittrice sudafricana Nadine Gordimer ha affermato all'Avana Che fara "tutto il possibile per Ottenere la chiusura di Guantanamo e la Liberazione dei Cinque".

Il Premio Nobel alla Letteratura 1991, Che si trova sull'isola come ospite per la XIX Fiera Internazionale del Libro dell'Avana, ha affermato di Sentirsi vicina al tema dei Cinque Cubani antiterroristi prigionieri Nelle Carceri Statunitensi.

"È molto difficile Seguire tutte le manipolazioni Che il Governo statunitense ha orchestrato per mantenere in prigione i Cinque e tutto lo spettacolo-farsa per portarli in tribunale, con nulla e ha uno Che vedere con gli standard internazionali di giustizia, e parlo come cittadina di un Che paese Per molti anni ha sofferto l'apartheid el'assenza di giustizia, ma siamo riusciti uno vincerla.

Per me è molto difficile, venendo da dove vengo, capire come gli Stati Uniti abbiano potuto ignorare totalmente la democrazia in questo modo ", ha aggiunto.

"Non so se (Obama) annullerà il blocco, ma se non lo fara, io mi sentirò molto delusa "ha ammesso Dopo Aver RICORDATO Che la sua Relazione con Cuba Cominciò molto tempo fa, ma che si è fatta più" intensa "Dopo i" fatti "della base navale di Guantánamo.

La scrittrice sudafricana ha insistito nel denunciare la carcere di Guantanamo e ha detto Che uno non riesce capire come un paese Possa Avere un'estensione di terra in un altro ", riferendosi alla base militare Stabilita Dagli Stati Uniti in territorio cubano nel 1903.

"Il mio grande interesse e la mia più grande preoccupazione per questo paese e tutto Quanto vi succeda si manterrà immutato ", ha assicurato la Gordimer ai Cubani, spiegando che" Fara "e" protesterà "il più possibile Rispetto alla Situazione del blocco e di Guantanamo .

L'incontro di questo sabato con la Gordimer e bis Presentazione di un'edizione cubana del Suo romanzo "della Natura Capriccio" Stato è uno dei momenti più attesi della Fiera, Che si è inaugurata giovedì scorso E che è dedicata alla Russia.

La Premio Nobel, di 86 anni ha confessato Che Alcuni narratori come Leon Tolstoi e Fiodor M. Dostoievski sono sulla sua lista attuale di lettura, Assieme al francese Marcel Proust e al tedesco Bertolt Brecht.

La letteratura è la mia vita, ha detto, spiegando Che lo scrittore è "compromesso" con "l'esplorazione della vita", Perché SI TRATTA di "un mistero".

Nella sua opinione, "non SI PUÒ insegnare ad Essere scrittore", a cura di Il suo consiglio ad i Giovani e, se Hanno talento, di leggere molto, per Poter essere "autocritici" e determinare cosa "apportare" al mondo con la Loro letteratura.

Sul Suo mondo "ideale" per il futuro ha affermato Che vorrebbe vedere "La Giustizia umana estesa a tutti".

"Bisogna cominciare prima uno produrla in un paese, e da lì, fare le dovute connessioni ", ha aggiunto.

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foto nadine da:http://www.zam.it/home.php?id_autore=212

(Traduzione Granma int.)

Fonte :

www.granma.cu  

N.GORDIMER:simili crudeltà  sono inaccettabili/E.KUSTORICA reclama la libertà  per i 5

 
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Nadine Gordimer Reclama LA LIBERTÀ PER I CINQUE EROI
Simili crudeltà sono inaccettabili

Amelia Duarte de la Rosa

Una lettera Che reclama la liberazione dei Cinque Eroi, indirizzata al presidente Obama, è Stata resa nota nel Centro Internazionale della Stampa Dalla sudafricana Nadine Gordimer, Premio Nobel di Letteratura nel 1991, Che si trova incuba venire invitata d'onore alla XIX Fiera Internazionale del libro.

Nella sua Dichiarazione, Nadine Gordimer, Che Aveva già Incontrato i familiari dei Cinque, ha denunciato la tortura ed i maltrattamenti psicologici A CUI Stato sono sottoposte le madri e le mogli, da Quando undici anni fa, il 12 settembre del 1998, Furono ingiustamente imprigionati Gerardo, René, Ramón, Antonio e Fernando. "Simili crudeltà sono inaccettabili", ha detto la scrittrice, Che ha rivelato di conoscere da vicino il dramma Che attraversano queste famiglie piene di Dignità ed'onore.

"Chiedo al Governo del presidente Obama l'immediata liberazione e lancio un appello ai Cittadini del mondo intero, perchè è già ora di porre fine al tormento Che Stanno vivendo i Cinque Cubani ", ha Sottolineato, Dopo Aver spiegato Nella sua lettera le arbitrarietà delle condanne , le infamie Commesse nel processo e nei processi d'appello.

A questo appello A favore dei Cinque Eroi si è unito anche Rask Morakabe, prigioniero politico Durante l'apartheid sudafricano, Che ha confessato di sentire in maniera speciale il caso dei Cinque, ed ha Dichiarato che: "In Sudafrica Diamo molta Importanza A questo caso , perchè abbiamo sofferto per Decenni la reclusione di Mandela e Nello stesso modo in CUI SI Sviluppo la campagna per liberarlo, Che credo otterremo anche la libertà per i Cinque ". (Traduzione Granma int.)


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Emir Kusturica reclama la libertà

per i Cinque

17 febbraio 2010 - Moisés Pérez Mok www.granma.cu

 

Il cineasta e musicista serbo Emir Kusturica ha unito la sua voce a Neuquén, in Argentina, un Quella di migliaia di persone nel mondo Che reclamano la libertà per i Cinque Cubani antiterroristi, ingiustamente reclusi negli Stati Uniti.

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Distinto venire Visitatore d'Onore della città, Kusturica ha Incontrato gli attivisti sociali di Neuquén ed ha firmato una cartolina Che domanda al presidente Barack Obama la scarcerazione dei Cinque.

La Cartolina segnala Che Dieci Premi Nobel Hanno già fatto questo reclamo al presidente statunitense, esigendo Che si faccia giustizia in questo caso.

Il direttore di Gato negro, blanco Gato Fatto si è fotografare con Alcides Bonavitti e Pablo i giovani, Fernández partecipanti alla Spedizione Sulle Ande, Aconcagua la Liberazione di che nel mese di gennaio Hanno reclamato Dalla cima dell 'Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González. In una lettera indirizzata agli scalatori, Dalla Prigione Federale di Marianna, René González ha segnalato Che dal tetto dell'America avevano eretto un monumento alla persistenza umana.

Kusturica ha suonato uno Neuquén con la sua banda The No Smoking Orchestra come parte di un giro per l'Argentina, il Che lo ha già portato al Cosquín Rock, In provincia di Cordoba e di Rosario e terminerà domani 18 febbraio, nel Luna Park di Buenos Aires.

Il noto cineasta ha detto di provare un affetto speciale per l'Argentina: "Un paese DI CUI CHE E sono fan, ho scoperto, ha Molte similitudini con la mia terra nativa, solista Che qui giocano meglio al calcio".

http://www.cubainforma.it/2010/5eroi/kustu.htm

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XIX Fiera internazionale del libro: Ricardo Alarcà³n ha presentato nuovi libri sui Cinque

                                                        

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XIX FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO CUBA 2010

 

Ricardo Alarcón ha presentato
nuovi libri sui Cinque
 

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AIN -  Il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcón de Quesada, ha presentato due nuovi testi nella Fiera Internazionale del Libro, sui Cinque  antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti dal 1998.

I familiari dei Cinque ed un numeroso pubblico hanno affollato la sala Nicolás Guillén, de La Cabaña, dov’è stata presentata la nuova edizione di Stati Uniti contro i Cinque eroi , del dottor Rodolfo Dávalos, e Li devo vedere liberi, di Celia María Hart Santamaría.

Il libro di Dávalos raccoglie una serie de 80 articoli pubblicati nel giornale  Juventud Rebelde, raccolti in un’edizione precedente, ora ampliata dalla casa editrice Capitán San Luis.

Li devo vedere liberi di Celia María Hart, morta di recente, presenta lettere ed articoli relazionati con i Cinque, edito da Edizioni Speciali della Società Culturale José Martí.

Alarcón ha definito il lavoro di Dávalos uno strumento per il combattimento e  di quello di Celia Maria ha detto che: “Libri come questo se ne possono fare a migliaia, perchè sono migliaia le persone che in tutto il pianeta mantengono corrispondenze con i nostri Cinque compagni”.

Alarcón ha spiegato che questo è un anno decisivo nel proposito d’ottenere la libertà di  Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González.

"L’unica forma per ottenere che si ponga fine a questa infame ingiustizia  contro i Cinque Eroi, ha spiegato, è usare la lotta politica, la denuncia e la mobilizzazione. In questa battaglia per la liberazione dei Cinque antiterroristi sono necessarie persone capaci di spiegare, di chiarire e convincere sulle loro attività di monitoraggio contro le azioni di terrorismo perpetrate da gruppi d’estrema destra d’origine cubana a Miami, e soprattutto molto amore e passione. Non dimentichiamo, ha sottolineato Alarcón, che loro sono prigionieri per noi, che hanno perduto la libertà per la loro lotta abnegata contro il terrorismo ed il meno che questo popolo può fare, è rendere loro un poco di questo amore (Traduzione Granma Int.)

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Laboratorio culturale di dibattito genera azioni a favore dei Cinque Cubani

 
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Laboratorio culturale di dibattito genera azioni a favore dei Cinque Cubani

 

 

L’Avana, 12 feb (Prensa Latina) Con l'intenzione di rendere ancora più conosciuta la storia dei Cinque cubani imprigionati negli Stati Uniti, si è realizzato nel Palazzo delle Convenzioni, nella città de L'Avana, il laboratorio culturale di dibattito “Strategia di lavoro per lo sviluppo della solidarietà coi Cinque Eroi Prigionieri dell'Impero: La Rete delle Università La Casa dei Cinque”.  I dibattiti si sono realizzati durante il Congresso Università 2010. Nell'occasione, i partecipanti hanno assicurato l'appoggio alla causa e si sono impegnati a lottare affinché si faccia giustizia. Alla fine del laboratorio, è stata scritta congiuntamente una dichiarazione con considerazioni e compromessi. Il documento sarà uno dei principali strumenti affinché sempre più persone, soprattutto studenti universitari di Cuba e degli Stati Uniti, abbiano delle conoscenze sul caso.  
Nella dichiarazione promossa l'ultimo mercoledì 10, i partecipanti promisero anche di impegnarsi nel sollecito al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, affinché il capo di Stato utilizzi il potere che ha nelle sue mani per liberare i cittadini cubani e restituire la dignità a loro ed alle loro famiglie.  
Un'altra azione sarà la denuncia circa il posizionamento del governo statunitense di imprigionare antiterroristi e mantenere liberi terroristi confessi come Luis Posada Carriles, Orlando Bosch, i fratelli Novo Sampoll, Pedro Crispin Remon, oltre ad altri che rappresentano un pericolo reale.  
Il rispetto al diritto di ricevere visite è un altro punto che consta nel documento. Attualmente, le famiglie dei Cinque soffrono le azioni della burocrazia per ottenere i visti per poter visitare i prigionieri politici nella prigione. Adriana Perez, moglie di Gerardo Hernandez, ed Olga Salanueva, moglie di Renè Gonzalez non hanno mai ottenuto il visto per realizzare le visite. La giustificazione è che i loro stesse sono un pericolo per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. I dichiaranti pretendono di lottare affinché si conceda alle mogli un visto umanitario.  
Ig/Adital  

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In Perù chiedono la libertà  per i Cinque cubani ad Obama/il caso dei cinque invade l'università .

                                              
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In Perù chiedono la libertà per i Cinque cubani ad Obama

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Lima, (Prensa Latina) Centinaia di intellettuali, attivisti della solidarietà con Cuba ed altre personalità hanno chiesto oggi al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, la libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani imprigionati da 11 anni in questo paese.  Il progetto è contenuto in una lettera scritta all'Ambasciata degli Stati Uniti e diretta al mandatario statunitense, con motivo di essersi compiuto recentemente il suo primo anno come presidente   
Il mondo ha aspettato con pazienza questi 12 mesi con l'idea che lei disporrebbe la fine della farsa montata contro Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, dice la missiva, dispiacendosi che ciò non sia successo.  
Afferma che i Cinque prigionieri cubani sono veri eroi nella lotta contro il terrorismo, e che continuano in obbrobriosa cattività e hanno compiuto già 11 anni di prigione.  
Noi, cittadini peruviani che già le abbiamo chiesto in diverse forme la libertà dei Cinque, reiteriamo oggi la nostra richiesta. La giustizia deve essere fatta ed i Cinque devono essere messi in libertà!, ha aggiunto.  
Firmano la lettera i poeti Hildebrando Perez, Marcos Martos, Rossina Valcarcel e Winston Orrillo, la cantautrice Marcela Perez Silva, gli artisti plastici Fanny Palacios e Bruno Portugues, oltre al presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà con i Cinque, Gustavo Espinoza, tra le altre personalità.  
Ig/mrs

 

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Il caso dei Cinque invade gli spazi universitari

L'Avana 11 febbraio 

(Prensa Latina) La Rete di Università in solidarietà coi Cinque cubani antiterroristi prigionieri politici negli Stati Uniti dal 1998, si aggiunge tra le proposte nazionali presentate nel Congresso Internazionale di Educazione Superiore Università 2010.  Questo progetto della Città Universitaria Josè Antonio Echeverria (Cujae), ha visto la luce nel 2007 e si è trasformato in un puntello di solidarietà con Ramon Labañino, Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerriero.  
Gilda Vega Cruz, dottoressa in Scienze Pedagogiche e coordinatrice della Rete, ha manifestato all'AIN la necessità di invadere lo spazio universitario attraverso diversi metodi, col lavoro nelle aule, le attività culturali e sportive.  
Il nostro proposito –ha aggiunto - è rompere il silenzio che esiste sul tema in molti paesi e penetrare nelle università degli USA affinché la gioventù nordamericana conosca l'ingiustizia che commette il Governo di Washington.  
La Rete di Università in solidarietà con i Cinque si appoggia sull'utilizzo di attrezzi informatici e da priorità alla formazione dei valori negli studenti e nei lavoratori, con l'esempio degli antiterroristi prigionieri negli Stati Uniti, ha risaltato.  
Fernando, Renè, Gerardo, Ramon ed Antonio si trovano nelle carceri statunitensi per mettere in allerta Cuba dagli attacchi controrivoluzionari organizzati e perpetrati, con il beneplacito di Washington, da gruppi radicati nella Florida.  
La Rete ha tra i suoi nuovi membri i partecipanti ad Università 2010 che si iscrivono col compromesso di essere ambasciatori nelle loro rispettive istituzioni docenti della battaglia per la liberazione degli Eroi cubani.  
Olga Ochoa, membro della comitiva del Ministero del Potere Popolare per l'Educazione Superiore del Venezuela, ha denunciato l'ingiustizia che commette con i Cinque il Governo nordamericano che si auto-proclama lottatore contro terrorismo.  
Università 2010 si svolgerà fino a venerdì nel Palazzo delle Convenzioni de L'Avana, con la partecipazione di circa due mila 500 delegati di più di 60 paesi.
Ig/ www.ain.cu

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CELIA MARIA HART SANTAMARIA :UN SOGNO FATTO REALTA' di Ida Garberi

 

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Documento dal blog dell'amica e compagna Ida Garberi della redazione Prensa Latina in calle 23 Vedado L'Avana

 

CELIA MARIA HART SANTAMARIA :UN SOGNO FATTO REALTA' 

Ida Garberi* 

Siamo realisti e facciamo l’impossibile”
Ernesto Che Guevara


E’ passato un anno dall’ultima Feria del Libro de L’Avana del 2009, quella che era dedicata al Cile, la prima senza la Farfalla della Cultura Cubana: la sua assenza immensa mi aveva fatto scrivere “per me, quest’anno, camminare per le strade della Fortezza de la Cabaña e lavorare volontariamente allo stand del Comitato Internazionale per la libertà dei Cinque cubani è un po’ triste, un’altra volta si riapre quella ferita che non potrà chiudersi mai: Celia Hart non è più al mio fianco per esigere la libertà di Ramon, Antonio, Gerardo, Renè e Fernando”.
Ed invece quest’anno la mia felicità è grande al pensiero che Celia tornerà più decisa che mai ad esigere giustizia al mostruoso impero per i nostri Cinque fratelli prigionieri, e sarà una forma dolce, decisa ed intima.
Infatti, il Centro di Studi Martiani e la Società Culturale Josè Martì presenteranno il 14 febbraio 2010, nella sala Nicolas Guillen, della Fortezza de la Cabaña, nella cornice della Feria del Libro, il manoscritto postumo “Les debo verlos libres”, che racchiude la corrispondenza di Celia con i Cinque antiterroristi ed alcuni suoi articoli che reclamano la libertà di Ramon, Antonio, Gerardo, Renè e Fernando.
E non sono solo felice perché ancora una volta potremo sentirla al nostro fianco, come tanti 1°maggio, quando gridava accalorandosi “basta già di ingiustizia con i Cinque cubani”, ma perché sarà un momento per ricordare questa grande rivoluzionaria che ci ha lasciato troppo presto, proprio quando la sua opera si incominciava a conoscere anche a Cuba ed era più che necessaria per continuare a lottare al fianco del nostro Presidente della Repubblica Cubana e del nostro Comandante in Capo.    
Sappiamo che sono momenti difficili, forse i più difficili per America Latina dopo gli anni 70 ed il golpe di Pinochet, mentre nel suo cuore più profondo un altro golpe di stato sanguinario sta uccidendo e privando della libertà il glorioso e valoroso popolo di Francisco Morazan.
Honduras reclama l’appoggio di tutti gli uomini di buona volontà per continuare a resistere ed a camminare, anche lui privato delle analisi così esatte che avrebbe fatto Celia sull’ennesima attuazione subdola degli yankee.
L’impero vuole dividere e distruggere, tentare di costruire muri di violenza tra popoli fratelli, mentre sono sicura che Celia avrebbe fatto un appello all’unione ed alla costruzione di ponti di amore, quell’amore tanto necessario ad un rivoluzionario che voglia chiamarsi tale, come ci ricorda Ernesto Che Guevara.
Allora dobbiamo costruire dei ponti, come fanno solo i veri uomini, come ci suggerisce Celia, nel suo articolo “Ponti contro i muri”:“Il ponte è il vincolo ideale tra quelli che siamo differenti per circostanze esterne. Invece di frontiere discriminanti, dovremmo tessere la Terra con ponti lunghi e piccoli. A parte che io non so perché siamo “differenti” si abbiamo in comune quella polvere di stelle che ci ha collocati tutti vicini. E veramente tutti viviamo con gli stessi litri di sangue, con lo stesso spettro visuale, con la stessa vocazione alla bontà. E inoltre perché i nostri sogni sono uguali, perché in quasi tutte le lingue la parola amore non ha sinonimi, perché in qualsiasi luogo del pianeta il Sole regala il suo calore e la primavera muove i fiori al vento”.  
E adesso invito tutti quelli che possono alla presentazione del libro, stuzzicando il vostro cuore con le belle parole del prologo scritto da Mirta Rodriguez, la madre di Antonio Guerrero, uno dei Cinque lottatori cubani:
“PROLOGO 
Ringrazio coloro che mi hanno chiesto di scrivere alcune righe per questo libro dedicato alla memoria di Celia Hart Santamaria, è un onore ed un privilegio per me. 
Tra Celia, mio figlio Tony, ed io è esistita una bella relazione di amicizia che a poco a poco ci aveva unito di più, prodotto della lotta per la giustizia e la liberazione di Tony, Ramon, Gerardo, Renè e Fernando, i nostri Cinque figli imprigionati ingiustamente negli Stati Uniti dal settembre del 1998. 
Immediatamente all’inizio della battaglia ed al reclamo contro questa ingiustizia, Celia si è sommata alla lotta mostrando le sue qualità umane, il suo amore per la Patria e per la Rivoluzione, ha scritto importanti articoli di denuncia sul caso dei Cinque, ha pronunciato alcuni discorsi in diverse tribune internazionali convocando alla solidarietà mondiale. La sua casa a L'Avana è stata lo scenario per riunioni del Comitato di Solidarietà Giustizia e Libertà diretto dall'amica Graciela Ramirez. 
Lei ha cominciato a scrivere a Tony con un pseudonimo: Ofelia. Non voleva essere scoperta da un inizio, ma subito Tony ha scoperto chi era la vera Ofelia, e si è aperta un’amicizia con un profondo sentimento di affetto rivoluzionario e di ammirazione mutua, e da lì sorge il fatto che lei lo chiamava “Tony dell'anima” ed lui la chiamasse “Celia dell'anima.” 
Alcune di queste lettere sono pubblicate in questo libro. 
Questa amicizia e questo scambio di corrispondenza tra mio figlio e Celia –di cui io sono partecipe—, mi ha riempito di curiosità per conoscerla personalmente. 
Mi piaceva molto la forma in cui si comunicavano, offrendosi consigli, rimproveri, critiche ed autocritiche, lusinghe ed affetto con totale franchezza e disinteresse, uniti magari da uno stesso amore: “la difesa della Patria”. 
E così un giorno mi è stata data questa opportunità, quando Celia mi ha annunciato la sua visita a casa mia. 
Qui ci siamo trovate ed ho compreso allora la sensibilità di questa giovane rivoluzionaria, di carattere gioviale, temperamento forte e nervoso, che quello che più voleva era offrire il suo amore e la sua solidarietà per questa causa giusta. 
Quando Celia non rispondeva rapidamente a Tony io le telefonavo e, tra scuse e risate, sostenevamo sempre una conversazione gradevole ed incoraggiante, per me. Quando ci trovavamo nelle attività si emozionava ed arrossiva vedendoci. Lei era così sensibile. Le sue lettere si erano trasformate in qualcosa di necessario per Tony ed anche per me. Per tutto questo sono arrivata a nutrire per lei un profondo affetto. 
Il giorno fatale della sua sparizione fisica non ho avuto le forze per accompagnarla, lei e la sua famiglia in quell'ultimo addio. 
Mi sembrava difficile da credere, questa dura verità. Pensavo: come dare la notizia a Tony? 
E’ stato tanto inaspettato e brutale, io non potevo comprendere. 
Tony ha saputo la notizia dalla radio e dalla stampa. 
In quei giorni la prigione era in lock dowrn (reclusione), per questo che non avevamo una comunicazione diretta. 
Quando sono riuscita a parlare con lui dopo alcuni giorni, mi ha spiegato che ha chiesto al compagno di cella che gli leggesse la notizia. 
Gli è stato difficile da credere, quello che informava la stampa. Noi due sapevamo che avevamo perso una grande amica, la nostra “Celia dell'anima”.

Mirta Rodriguez”.

*l’autrice è la responsabile del sito web in italiano di Prensa Latina

http://blog.libero.it/idagarberi/

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Celia Hart

 

 

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La causa dei Cinque cubani trova eco negli USA

                      
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La causa dei Cinque cubani trova eco negli USA 

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Washington, 8 feb (Prensa Latina) L'appoggio alla causa dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti da più di 11 anni, trova eco in questo paese. Così l'ha assicurato oggi a Prensa Latina Alicia Jrapko, coordinatrice del Comitato Internazionale per la libertà dei Cinque in territorio statunitense, spiegando i risultati dell'appena terminato IV Congresso Nazionale Latino, celebrato a El Paso, in Texas.  

“Noi che viviamo qui –ha segnalato- sappiamo quanto è difficile arrivare all'opinione pubblica, ancora di più se si tratta di un tema come questo, che è stato taciuto fin dall'inizio per il governo, ma a poco a poco abbiamo aperto alcuni spazi”.  

Ha detto che è un compito “difficile, perché il tema è quasi sconosciuto per la maggioranza degli statunitensi dovuto, specialmente, al bavaglio che è stato imposto ai mass media”.

La Jarpko ha commentato che un esempio di questi “spazi guadagnati” lo costituisce il Congresso Latino, “al quale il nostro Comitato ha assistito nelle sue ultime tre riunioni annuali”.  

In questa occasione, ha argomentato, rappresentanti di più di un centinaio di organizzazioni ispane hanno “osservato con ricettività l'informazione offerta ed alcuni hanno manifestato il desiderio di lavorare con noi nelle loro comunità”.  

I delegati hanno approvato un gruppo di risoluzioni, come emendamenti ad altri già approvati negli anni anteriori, comprese una sui Cinque ed una riferita a Luis Posada Carriles, entrambe appoggiate all'unanimità.  

La prima stabilisce inviare una lettera al presidente Barack Obama, vincitore del Premio Nobel della Pace 2009, nella quale chiedono la scarcerazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.  

Ha spiegato che la missiva puntualizza inoltre che “finché questo non succeda, l'attuale amministrazione statunitense almeno conceda i visti ad Adriana Perez ed Olga Salanueva per visitare i loro mariti”.  

La Jrapko ha aggiunto che quella di Posada Carriles esige il compimento delle norme del diritto internazionale e che il terrorista, che gode di totale impunità negli Stati Uniti, sia estradato nella Repubblica Bolivariana del Venezuela.  

Carriles è latitante dalla giustizia venezuelana da quando è fuggito da un carcere nella nazione sud-americana nel 1985, dove stava scontando una pena per l'esplosione di un aereo civile cubano nel 1976, fatto in cui sono state uccise 73 persone.  


“Lo stesso emendamento, ha argomentato, chiede alla Casa Bianca che Cuba sia esclusa dalla lista dei paesi che patrocinano il terrorismo” e ha detto “questo è un altro degli assurdi di Washington”. Nel dicembre scorso, il governo degli Stati Uniti ha negato il visto umanitario alla Salanueva, perciò hanno ostacolato un'altra volta il diritto a ritrovarsi con suo marito.  Renè Gonzalez compie 15 anni di privazione di libertà in un carcere di Marianna, in Florida e l'ultima occasione in cui si sono visti è stata nel 2000, prima che Olga fosse deportata verso Cuba.  

Mentre, Adriana Perez e Gerardo Hernandez non hanno avuto contatto da più di 12 anni.  

I Cinque, come sono conosciuti mondialmente, hanno allertato sui piani assassini forgiati contro l'isola caraibica dalle organizzazioni terroristiche di origine cubana del sud della Florida.  

Durante il giudizio che è stato celebrato nel 2001, nella città di Miami, alti ufficiali del Pentagono hanno riconosciuto che nessuno di loro ha acceduto ad informazioni che mettessero in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.  

Due delle organizzazioni che hanno convocato il Congresso Latino, l'Istituto William C. Velasquez e l'Associazione Politica Messico Americana, hanno presentato, tra gli altri, documenti di Amici della Corte in appoggio al sollecito della difesa dei Cinque alla Corte Suprema, per riesaminare il caso.

Tuttavia la massima istanza giudiziaria statunitense ha ignorato il clamore interno ed internazionale e ha disistimato tale petizione nel giugno del 2009, senza dare spiegazioni.  

Ig/is/dfm

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In Risalto l' appoggio mondiale alla causa dei Cinque cubani

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In Risalto l' appoggio mondiale alla causa dei Cinque cubani

L'Avana, 5 feb (Prensa Latina) La lotta per la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti dal 1998 si guadagna con l'appoggio internazionale, ha confermato la madre di uno di loro, ha sottolineato oggi il quotidiano Granma. In un incontro con i membri della XVII Brigata Sud-americana di Lavoro Volontario e Solidarietà con Cuba, la progenitrice di Antonio Guerrero, Mirtha Rodriguez, ha indicato che i cubani non cesseranno di reclamare la scarcerazione dei prigionieri e, per il momento, la riduzione delle loro condanne.  
E neanche desisteremo da esigere i visti per Olga Salanueva ed Adriana Perez, impossibilitate a viaggiare negli Stati Uniti per visitare i loro mariti, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, rispettivamente, perché Washington allega che rappresentano un pericolo per la sicurezza nazionale, ha spiegato.    
Magalys Llort, madre di un altro dei Cinque, Fernando Gonzalez, ha ringraziato i partecipanti ed i paesi che hanno capito l'essenza politica e non giuridica del caso, ed ha indicato verso dove devono dirigersi i nuovi sforzi.  
I Cinque, sono stati fermati nel settembre del 1998 per riunire informazioni sulle bande terroriste del sud della Florida con un ampio espediente di atti violenti contro Cuba, e nel 2001 sono stati condannati a pene tra un doppio ergastolo e 15 anni di prigione.  
Rappresentanti dell'Argentina hanno conseganto alle due donne un video con le immagini degli andinisti di questo paese che sono saliti fino alla cima dell'Aconcagua, chiamata il soffitto dell'America, per esigere la liberazione dei Cinque Eroi della Repubblica di Cuba.  
Oltre ad argentini, integrano la brigata solidale, di 268 componenti, brasiliani, cileni ed uruguaiani, che hanno la loro sede nell'Accampamento Internazionale Julio Antonio Mella, al sud di questa capitale.  
Ig/dsa 

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Appoggio ai Cinque nel IV Congresso Latino a El Paso/i caricaturisti cubani espongono sui 5

                                                       
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L'Avana. 4 Febbraio 2010

 

TEXAS


Appoggio ai Cinque nel IV Congresso Latino a El Paso

Due emendamenti alla Risoluzione sui Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi nelle prigioni degli Stati Uniti e sul terrorista Luis Posada Carriles, sono stati approvati all’unanimità dai delegati del IV Congresso Nazionale Latino, che si è svolto dal 29 al 31 gennaio nella città  nordamericana di El Paso, in Texas, precisa un  rapporto del Comitato Internazionale per la Libertà dei  Cinque.

La Risoluzione sui Cinque stabilisce che i delegati del Congresso Latino inviino una lettera al Presidente Barack Obama domandando la libertà immediata di  Fernando González, Ramón Labañino, Gerardo Hernández, Antonio Guerrero e René González, ed inoltre, sino a quando non avranno riacquistato la libertà, che gli USA rispettino i loro obblighi con le leggi internazionali e permettano le visite familiari, includendo la consegna dei visti umanitari per Adriana Pérez e Olga Salanueva.

Due delle organizzazioni che hanno convocato il Congresso, sono l’Istituto William C. Velásquez e l’Associazione Politica Messico Americana che hanno presentato, assieme ad altre organizzazioni statunitensi, i documenti degli Amici della Corte, in appoggio alla petizione presentata dalla difesa dei Cinque per far sì che il Tribunale Supremo riesaminasse il caso.

In quanto al terrorista d’origine cubana, la Risoluzione  domanda al governo degli Stati Uniti l’immediata estradizione nella Repubblica Bolivariana del Venezuela  di Luis Posada Carriles, perchè sia giudicato come terrorista,  dato che costui, nonostante abbia riconosciuto la sua responsabilità in numerosi attentati criminali, gode della più assoluta impunità.

Nella stessa risoluzione si esige che il Presidente Barack Obama tolga Cuba dalla lista dei paesi detti “patrocinatori di terrorismo”.

Oltre alla presentazione di questi emendamenti,  il Comitato Internazionale per la libertà dei Cinque cubani ha organizzato una tavola d’informazione dove sono state distribuite centinaia di cartoline per la nuova campagna, da indirizzare al Presidente Barack Obama.

Molte persone che non conoscevano il caso hanno chiesto una sua attualizzazione regolare ed altri si sono impegnati a sommarsi alla battaglia per la libertà dei Cinque eroi al ritorno nelle proprie comunità.  (Rafael Hojas Martínez/ Traduzione Granma Int.)

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Esibiscono i caricaturisti cubani alcune opere sui Cinque Eroi cubani

 

Santiago di Cuba, 3 feb (Prensa Latina) L'arte e l'umorismo grafico, due forme belle e contestatrici per riflettere sulla realtà, sono utilizzate da creatori cubani per mettere in allerta sulla prepotenza che mantiene imprigionati i Cinque Eroi cubani negli Stati Uniti. Il trattamento arbitrario della giustizia nordamericana a Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez, è descritto in maniera ironica nei pezzi che conformano l'esposizione Cinque più Uno, nata dall’iniziativa di caricaturisti di Las Tunas, ed accolta dai colleghi di tutta Cuba.  
La sede dell'Unione di Scrittori ed Artisti di Cuba in questa città accoglie più di 30 opere in una mostra itinerante che ha percorso già le province di Las Tunas, Holguin e Guantanamo, e che includerà tutta l'Isola.  
In ogni territorio si sono sommati autori che interpretano la situazione dei Cinque ed il rifiuto alle loro sentenze indegne, attraverso la grafica.  
La dimostrazione include anche le caricature di Gerardo Hernandez e disegni di Antonio Guerriero, la cui arte non può essere rinchiusa dietro le sbarre delle carceri statunitensi.
Roman Perez (Chicho), organizzatore dell'esibizione a Santiago di Cuba, ha spiegato che il titolo dell'esposizione è un'allegoria che cerca di includere ad ognuna delle persone che partecipa, sia come artista o spettatore, e l'avvicina ai Cinque eroi cubani.  
La caricatura è un arma molto poderosa per esporre al pubblico la situazione politica dei cubani incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti, ha espresso Chicho, è una maniera gioviale di mostrare il dissenso del popolo di Cuba col processo arbitrario contro i nostri compatrioti.  
A Santiago, l’esposizione rimarrà aperta fino al giorno 15 di questo mese.  
Secondo il sito digitale dell'emittente Radio Victoria di Las Tunas, dopo il suo percorso per tutto il paese, la collezione sarà digitalizzata per formare un libro, come iniziativa degli artisti della plastica cubana per appoggiare la campagna per la liberazione degli antiterroristi cubani.
Ig/ www.ain.cu

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I Tedeschi decidono di incrementare solidarietà  con i Cinque cubani

                                                       

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I Tedeschi decidono di incrementare solidarietà con i Cinque cubani

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L'Avana, 1 feb (Prensa Latina) La Rete Tedesca di Solidarietà con Cuba ha deciso domenica 31 gennaio di raddoppiare gli sforzi per moltiplicare la campagna internazionale per la liberazione dei Cinque cubani incarcerati negli USA, per mettere in allerta il loro paese da azioni terroriste.  Incrementare l'appoggio a Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez e Fernando Gonzalez è stato uno dei pronunciamenti della XVI Assemblea Annuale di questo ente coordinatore che si è conclusa questo sabato nella città teutonica di Essen.  
Le 42 organizzazioni membro si sono proposte esigere con più forza ai governi dell'Unione Europea la deroga della chiamata Posizione Comune di questo gruppo di paesi verso Cuba.  
Inoltre, hanno deciso di aumentare l’appello al governo di Barack Obama affinché metta fine a quasi mezzo secolo di politica di bloqueo economico, finanziario e commerciale, e di ostilità verso l'Isola.  
Nell'aula magna della sede del Partito Comunista Tedesco in questa città, hanno realizzato un appello alle istituzioni e governi del mondo a collaborare con Cuba nell'operazione di salvare vite in Haiti, devastata da un terremoto di grandi proporzioni il 12 scorso.  
Hanno reclamato anche l'appoggio internazionale per aiutare la ricostruzione di questo paese salvaguardando la sua identità nazionale e la sua sovranità.  
Cuba mantiene da più di una decade la collaborazione medica in Haiti, i professionisti della salute si trovavano già lì quando è accaduto il disastro.  
L'assemblea ha contato sulla presenza di una delegazione dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, diretta dal suo vicepresidente Elio Gamez, e dell'ambasciatore di Cuba in Germania, Raul Becerra.  
Ig/ Radio Habana Cuba.

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Emigrati cubani riuniti a L'Avana esigono la scarcerazione dei 5 cubani/Carriles mento perche'...

 
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Emigrati cubani riuniti a L'Avana esigono la scarcerazione dei Cinque cubani

L’Avana, 29 gen (Prensa Latina) Emigrati cubani riuniti a L'Avana hanno esatto questo venerdì l'immediata scarcerazione dei nostri Cinque Eroi, e si sono impegnati a continuare a moltiplicare la verità sull'ingiusto ed arbitrario incarceramento che soffrono negli Stati Uniti da undici anni. In una Risoluzione Speciale, i più di 300 cubani residenti in 46 paesi che hanno avuto un incontro con le autorità cubane nel Palazzo delle Convenzioni, hanno deciso di usare tutti i mezzi possibili per abbattere il muro di silenzio eretto negli Stati Uniti intorno al caso di Ramon, Renè, Gerardo, Antonio e Fernando, il cui unico delitto è stato quello di preservare vite umane delle azioni terroristiche organizzate contro la loro patria da organizzazioni mafiose radicate nel Sud della Florida.  
Il documento raccoglie la posizione dei rappresentanti delle 106 Organizzazioni di Cubani residenti all'Estero, create in 61 paesi, e sarà inviato al presidente Barack Obama, per esigergli l'immediata scarcerazione dei Cinque.  
Poco prima che rimanesse chiuso questo pomeriggio l'Incontro dei Cubani Residenti all'Estero contro il Bloqueo, in Difesa della Sovranità Nazionale, i delegati hanno anche deciso di accorrere al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per denunciare l'arbitraria privazione di libertà e le violazioni dei diritti umani ai quali sono sottomessi i Cinque ed i loro parenti.  
In questo senso, hanno approvato di chiedere al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti il conferimento dei visti ad Olga Salanueva ed Adriana Perez, mogli di Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, rispettivamente, affinché possano visitare il loro coniuge in prigione.  
Il Piano di Azione, è un altro dei documenti risultanti dall'appuntamento, evidenzia il compromesso degli emigrati cubani di sommarsi ai diversi Comitati di Solidarietà coi Cinque esistenti in tutte le latitudini del mondo, oltre a crearli in quei paesi dove non esistano.  
Ugualmente, in ognuno dei loro luoghi di residenza, moltiplicheranno l'informazione sul caso, con l'obiettivo di fare di questa “una battaglia quotidiana nelle nostre vite”.
Ig/ www.juventudrebelde.cu

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Mento perchè me lo ha insegnato la CIA

Le dichiarazioni di Posada Carriles al Tribunale di El Paso  

José Pertierra

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José Pertierra n una mozione presentata giovedì 28 presso il tribunale federale di El Paso, dove lo devono processare per spergiuro e non per assassinio, Luis Posada Carriles ha offerto una curiosa difesa  sostenendo che per via dei tanti anni di lavoro per la  CIA era "confuso, si sbagliava e soffriva di vuoti di memoria”, quando fu interrogato dagli ufficiali dell’Immigrazione, poco dopo il suo ingresso illegale negli Stati Uniti, nel marzo del 2005.

Posada ha aggiunto che durante  suoi anni di lavoro per la CIA, usò varie carte d’identità e passaporti, per facilitare il suo lavoro clandestino contro Cuba, il Venezuela ed altri paesi dell’America Latina.

Tante menzogne adesso lo confondono, sostiene il suo gruppo legale nel documento di 14 pagine presentato alla giudice Kathleen Cardone.

La procura vuole escludere dal processo tutte le prove della relazione di Posada Carriles, sostenendo che non sono rilevanti e che Washington sa che Posada ha molto da raccontare, e si sta trattando di limitare al massimo la testimonianza e le prove perchè non si parli dei crimini commessi da Posada Carriles nei decenni di lavoro per la CIA.

Ci sono, per esempio, dispacci già resi pubblici dalla CIA e confessioni degli autori materiali del delitto, che stabilisce che Posada è l’autore intellettuale  dell’esplosione in volo di un aereo civile della  Cubana de Aviación, avvenuta il 6 ottobre del 1976, e in cui morirono 73 innocenti.

Il Venezuela ha presentato una richiesta d’estradizione nel giugno del 2005, che segue pendente, senza che la Casa Bianca la consideri.

Posada confessò al The New York Times nel 1998, d’aver organizzato una campagna terroristica contro gli alberghi ed i ristoranti de L’Avana, e fu lo scoppio di una bomba che provocò la morte del giovane italiano Fabio di Celmo nell’Hotel Copacabana, oltre  a molti feriti.

In documenti precedenti, Posada aveva dichiarato che tutto quello che ha fatto in America Latina  lo ha fatto a nome di Washington.

Vuole che la giuria che ascolterà le prove il1º marzo e che ha il compito di stabilire se è colpevole di spergiuro, conosca la sua stretta relazione con l’Agenzia d’intelligenza degli Stati Uniti.

Inoltre Posada sa bene che mentre più minaccia di raccontare le sue relazioni con la CIA, più sono coloro che tremano, perchè hanno nascosto gli scheletri a Washington. Per convincere la Giudice Cardone della sua relazione con la CIA, la difesa di Posada sostiene che è la CIA che gli insegnò a mentire e questo  sarà rilevante nel processo in cui lo accusano d’essere un bugiardo (CubaDebate/Traduzione Granma Int.)

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La giustizia sconosciuta ai Cinque: 20 mesi di carcere per spionaggio

                                                       
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L'Avana. 21 Dicembre2009

La giustizia sconosciuta ai Cinque: 20 mesi di carcere per spionaggio

Jean-Guy Allard

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Mentre i 5 cubani falsamente accusati di “spionaggio”  sono stati sentenziati e risentenziati a pene record di carcere per crimini mai commessi, un funzionario del FBI, dello Stato del Maryland che ha consegnato documenti segreti sulle attività dell’intelligenza dell’Agenzia Federale, riceverà una condanna di 20 mesi di prigione, secondo un accordo concluso dai suoi avvocati con la procura.

Shamai Kedem Leibowitz, alias Samuel Shamai Leibowitz, di Silver Spring, Maryland,di 39 anni, ha consegnato illegalmente le informazioni segrete ad un navigatore che le ha pubblicate in Internet, dando una diffusione illimitata.

Leibowitz era stato assunto dal FBI al principio del 2009, come linguista Giudiziario in uno degli uffici di Calverton (in Maryland), rivela un comunicato ufficiale in cui si indica  come ha ottenuto l’accesso al livello “top secret” dei documenti segreti relazionati alle attività d’intelligenza degli Stati Uniti, in materia di comunicazioni.

Nell’aprile di quest’anno, Leibowitz attuò “volontariamente” e "intenzionalmente" in modo di comunicare  cinque documenti segreti di “massimo livello” che contenevano informazioni su varie attività, ad una persona non autorizzata a ricevere queste informazioni.

Il materiale segreto poi è stato diffuso in Internet, ampliamente.

20 MESI, UNA “SENTENZA APPROPRIATA”

Il Dipartimento di Giustizia segnala che i Pubblici Ministeri del caso e gli avvocati dell’accusato, hanno convenuto una sentenza di 20 mesi di prigione che costituisce “una sentenza appropriata”.

La decisione finale sarà annunciata dalla Corte.

Secondo David Kris, Procuratore Generale Aggiunto in materia di sicurezza nazionale, questa causa deve servire d’avviso per coloro nel governo che “considerano d’effettuare consegne di segreti della nostra nazione”.

L’ufficiale Richard McFeely, principale investigatore nel caso, ha aggiunto che, da parte sua, come persona fidata nelle fila del FBI, Leibowitz ha abusato della fiducia del FBI e del pubblico nordamericano, usando l’accesso alle informazioni classificate “per propositi personali”.

La sentenza negoziata è stata annunciata assieme, dal Procuratore Aggiunto  Kris, da quello del Distretto  Rod J. Rosenstein, e dall’Agente Speciale Richard A. McFeely, dell’ Ufficio  del FBI di Baltimora, alla Corte Federale di Greenbelt, Md.

Al contrario, i 5 cubani sono costantemente definiti spie, con il proposito di diffamare, dalla stampa di Miami, il FBI e la Procura, anche se è stato provato che non hanno mai visto nemmeno l’ombra di un documento segreto, e nemmeno una sola volta appare la parola spionaggio  nel comunicato ufficiale emesso per questo caso dall’autorità giudiziaria.

Il caso Leibowitz non è il solo in un sistema giudiziario dove Miami si differenzia per un’apparente giurisprudenza propria.

Nel giugno scorso annunciarono a Washington che due agenti israeliani si erano appropriati d’una biblioteca di documenti del Pentagono, secondo le investigazioni del FBI, ma che non dovranno affrontare un tribunale per l’accusa di spionaggio.

Steve Rosen y Keith Weissman, due ex dirigenti del Comitato dei Temi Pubblici Statunitense Israeliani (noto come AIPAC), sono stati accusati di cospirazione per aver passato informazioni segrete della difesa ad un diplomatico dell’ambasciata d’Israele, tra aprile del 1999 e agosto del 2004.

L’ufficiale del Dipartimento della Difesa che aveva regalato migliaia di documenti segreti, Lawrence Franklin, accusato nel 2005 per azioni di spionaggio dopo un’investigazione del FBI, è già in libertà  condizionale, dopo una sentenza molto compiacente.

Nel 2005, l’agente dell’Agenzia Centrale d’Intelligenza Donald W. Keyser, che, violando tutte le regole e le leggi esistenti, pose a disposizione di una spia di Taiwan la quantità record di 3.659 documenti segreti, non è stato mai accusato di spionaggio e nemmeno di cospirazione per spionaggio.

E terminò con una semplice condanna di un anno di carcere, e una multa.

Il 12 dicembre del 2005, Keyser confessò al giudice  T.S. Ellis, III, a Washington, d’aver rubato 28 documenti Top Secret, 1976 con categoria di Segreto e 1655 come Confidenziali, per metterli a disposizione dell’agente dei servizi d’intelligenza di Taiwán, Isabelle Cheng, con la quale manteneva una relazione.

Un altro caso scandaloso è quello di Leandro Aragoncillo, un nordamericano di origine filippina, condannato a soli 10 anni per spionaggio Questo marine dell’Esercito nordamericano, realizzava le sue attività di spionaggio nella stessa Casa Bianca, mentre lavorava successivamente per i vicepresidenti Al Gore e Dick Cheney. Passato poi al servizio del FBI nello Stato di New Jersey come analista specializzato in intelligenza, continuò con le sue attività di spia e rubò documenti classificati come “molto segreti” sulle minacce di terroristi contro gli interessi degli USA nelle Filippine.

Per via di queste incoerenze in un sistema giudiziario altamente politico, i Cinque cubani, René González, Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González continuano ad essere reclusi da più di undici anni in cinque prigioni distinte dell’immenso territorio nordamericano, con contatti severamente ristretti anche con i familiari.

Questo nel paese che attacca tanto chi lo molesta, invocando il tema dei diritti umani! (Traduzione Granma Int)

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Alarcon: Obama non ha scuse per non volere liberare i Cinque cubani

                                                        
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Alarcon: Obama non ha scuse per non volere liberare i Cinque cubani

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L'Avana, 17 dic (Prensa Latina) Il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, ha affermato oggi che il governante statunitense, Barack Obama, non ha scuse per negarsi a liberare i Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli USA.  Alarcon è intervenuto nella sessione della Commissione di Relazioni Internazionali dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare ed ha segnalato che, anche se demagogicamente negli Stati Uniti si chiede al presidente di aspettare la fine di un processo nei tribunali, questo non è più valido in questo caso.  
“Obama non ha ormai più niente da aspettare, perché con le nuove sentenze dettate contro Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, tutto quanto relazionato ai passi legali è già finito”, ha spiegato.  
“Nel frattempo, quanto a Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, gli altri due prigionieri, il tema è chiuso sin dall'estate dell'anno scorso”, ha aggiunto.   
Alarcon ha puntualizzato che, d'ora in poi, si tratta di una battaglia politica per la mancanza di pretesti per scusare Obama di non compiere con il suo obbligo di liberare i Cinque cubani imprigionati ingiustamente.   
“La cosa più interessante del recente processo per le nuove sentenze è stato che il governo statunitense, tramite la pubblico ministero, ha rimarcato e ripetuto in varie occasioni, pubblicamente, perché fosse scritto negli atti, che stava sentendo la pressione della solidarietà internazionale e perciò riteneva necessario di imporli condanni più basse”, ha esposto.   
“Questo sta indicando qual è il cammino da seguire, intensificare la solidarietà, perché si è dimostrato e gli Stati Uniti lo hanno riconosciuto che hanno dovuto accedere o adattarsi alla pressione internazionale”, ha affermato Alarcon.  
“Se siamo in grado di moltiplicarla e di far conoscere a più persone negli Stati Uniti che la solidarietà ha costretto il governo a dimostrare flessibilità, arriveremo alla vittoria”, ha concluso.   
Ig/crg/jrr

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Avvocato dei Cinque afferma che continueranno la lotta/il popolo tedesco esige la libertà .....

                                                       
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Avvocato dei Cinque afferma che continueranno la lotta

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L'Avana, 11 dic (Prensa Latina) William Norris, avvocato di Ramon Labañino, uno dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti, ha espresso che continueranno a lavorare fino a che questi patrioti saranno liberati.  In alcune dichiarazioni pubblicate sul giornale Granma, ha detto di essere soddisfatto con la riduzione della sentenza a Ramon, “benché non sia quello che desideriamo”, ha precisato.  
Uscendo dalla Corte, dove si è realizzato il processo per la nuova sentenza, Norris ha segnalato che è un risultato parziale, “perché ci permette ora di stabilire, almeno, una data fissa nella quale già Ramón potrà ottenere la sua libertà e ritornare nel seno della sua famiglia in Cuba”.  
“Ma  anche faciliterà che possa terminare di compiere la sua condanna in una categoria di prigione che non sia di massima sicurezza”, ha spiegato.  
In particolare, ha enfatizzato che i 30 anni (la condanna applicata a Labañino in sostituzione dell'ergastolo più 18 anni), “continua ad essere una pena eccessiva”.    
“Ho detto alla giudice, dall'inizio del processo che Ramon Labañino è delle persone migliori e più intelligenti che ha prodotto Cuba”, ha segnalato ed ha aggiunto: “Mi fa male che sia trattato come un criminale, quando è un uomo eccezionale”.  
Inoltre il giurista ha manifestato la sua sicurezza sul fatto la squadra della Difesa dirigerà i suoi prossimi sforzi con Gerardo Hernandez Nordelo (la cui sentenza sono due catene perpetue più 15 anni) “perché è la maggiore ingiustizia di tutto questo caso”.  
Intanto, dimostrazioni di appoggio ai Cinque hanno avuto luogo in Messico, Costa Rica e Timor Leste; in questo ultimo paese si è celebrata un'attività nel Giorno dei Diritti Umani, dove si ha chiesto liberare Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez.    
In questa attività, Jacob Xavier, deputato e presidente del Partito del Popolo di Timor, ha espresso che ricevendo il Premio Nobel, Obama non deve dimenticare questi lottatori contro il terrorismo.  
D'altra parte in Messico, intellettuali di questa nazione integranti del capitolo nazionale della Rete in Difesa dell'Umanità, hanno fatto conoscere in un messaggio la loro condanna all'incarceramento dei Cinque Eroi.  
Lo stesso pronunciamento è stato fatto dall'Associazione Culturale Antonio Maceo da Cubani Residenti in Costa Rica, che ha dichiarato che i Tribunali di Miami dovrebbero imprigionare Luis Posada Carriles ed altri terroristi cubano-americani.  
Ig/is/www.ain.cu

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l popolo tedesco esige la liberazione dei Cinque cubani

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Sancti Spirítus, Cuba, 11 dic (Prensa Latina) “Il popolo tedesco esige la liberazione incondizionata dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti”, ha affermato oggi Harri Grünberg, coordinatore del gruppo di solidarietà Cuba sí.  Ha spiegato che i suoi membri hanno inviato delle lettere al presidente nordamericano, Barack Obama, affinché si unisca al reclamo internazionale e liberi Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez, imprigionati da più di 11 anni.  
“La nostra organizzazione -ha spiegato a Prensa Latina- è nata dentro il Partito di Sinistra in Germania e raggruppa i movimenti più progressisti che siamo accanto al popolo cubano e lottiamo per salvare il socialismo come alternativa sociale per un mondo più giusto”.  
“Condanniamo inoltre l'ingiusto ed inumano bloqueo imposto da quasi cinque decenni dall'imperialismo nordamericano contro Cuba”.  
“Cuba sí –ha spiegato– conta su gruppi regionali in tutta la Germania ed include dei membri del direttivo del Partito di Sinistra ed il membro del Parlamento Wolfgy Gebrche”.
“Attualmente –ha aggiunto– divulghiamo la vera realtà dell'Isola con l'obiettivo di migliorare le relazioni tra l'Unione Europea e Cuba sulla base del rispetto mutuo e la libera determinazione dei popoli di scegliere il sistema politico che desiderino”.   “Per il popolo tedesco Cuba è un simbolo di resistenza, fermo nel suo progetto sociale, culturale e politico senza abbandonare il sentiero del socialismo”, ha sottolineato Grünberg.   
“Stiamo accanto agli stati amici dentro l'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), per far fronte alla politica imperialista ed egemonica degli Stati Uniti e dell'Unione Europea”.  
“Nel nostro paese –ha fatto notare– la sinistra rinasce e già negli antichi territori della Repubblica Democratica Tedesca (RDA) il Partito di Sinistra ha una rappresentazione di un 30%, mentre nella parte occidentale arriva quasi ad un 6%.  
Ig/crg/rgc

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I Cinque non hanno mai messo in pericolo la sicurezza nazionale degli USA/ news sui cinque

                                                        

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I Cinque non hanno mai messo in pericolo la sicurezza nazionale degli USA

 

Deisy Francis Medidor – speciale per Granma

 

 L’avana 9 dicembre

Il processo per le nuove sentenze contro tre dei Cinque antiterroristi cubani si è concluso con l’udienza  svolta nella Corte Federale di Miami, dove sono stati condannati  Ramón Labañino Salazar, a 30 anni e Fernando González Llort a 17 anni e nove mesi di prigione.

Le nuove sentenze, pur sempre ingiuste, modificano le precedenti, contro Ramón un ergastolo più 18 anni e contro Fernando, 19 anni, e nel risultato si  è evidenziato il ruolo svolto dalla solidarietà internazionale a favore di questa causa, oltre al lavoro svolto dal gruppo della difesa.

Nonostante il rigore e la disciplina della Corte e le loro catene, è stato impossibile impedire che tutti e due apparissero con le fronti e i pugni in alto ed un sorriso di speranza per gli amici, che non solo dagli Stati Uniti, sono andati a sostenerli.

Dopo i risultati, di fronte a vari media di stampa, è stata presentata una dichiarazione  a nome di Antonio, Ramón e Fernando nella quale ratificano il carattere politico di questo processo.

È stato sottolineato il reclamo a favore di Gerardo Hernández Nordelo, condannato a due ergastoli più15 anni, che è stato arbitrariamente escluso da questo processo di nuove sentenze.

Il documento specifica che, com’era avvenuto nel momento dell’arresto, il 12 settembre del 1998, ed in altre occasioni durante il tempo trascorso,  “Anche adesso abbiamo ricevuto proposte di collaborazione per ottenere in cambio sentenze benevole, ma le le respingiamo e non le accetteremo mai, in nessuna circostanza”,  hanno puntualizzato, segnalando che per la prima volta in 11 anni l’amministrazione nordamericana è stata obbligata a riconoscere che “Non abbiamo mai causato danni di sorta alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

Antonio, Ramón e Fernando sono stati trasferiti a Miami per ricevere la nuova condanna, come aveva ordinato l’Undicesimo Circuito della Corte d’Appello di Atlanta, in Georgia, che ha determinato che le pene sentenziate precedentemente erano state imposte in maniera erronea.

Lo scorso 13 ottobre, nella stessa sala Antonio Guerrero Rodríguez è statoi condannato a 21 anni e 10 mesi, in sostituzione dell’ergastolo ingiustamente imposto nel 2001.

René González Sehwerert sta scontando la sua condanna in un penitenziario della Florida.

Dopo l’udienza, la Alianza Martiana ha realizzato un atto politico di riaffermazione, nel quale è stato chiesto al  presidente Barack Obama di liberare immediatamente i Cinque (Traduzione Granma Int.)

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Cuba considera ingiuste le nuove sentenze contro i Cinque cubani

 

L'Avana, 8 dic (Prensa Latina) Il presidente del Parlamento di Cuba, Ricardo Alarcon, ha considerato ingiuste le nuove sentenze contro due dei Cinque antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti più di 11 anni fa. Hanno compiuto più dello necessario, sempre dentro una condanna ingiusta perché non dovevano stare incarcerati né un secondo, ha segnalato Alarcan durante il programma radiotelevisivo Tavola Rotonda Informativa, commentando le nuove condanne contro due degli imputati.  
Ramon Labañino ha visto ridotta la sua condanna di un ergastolo più 18 anni fino a 30, mentre quella Fernando González è stata diminuita da 19 a 17 anni e nove mesi.  
È stato un giorno importante, ma non è motivo di allegria, sottolineò il leader parlamentare dopo richiamare a raddoppiare le azioni per la liberazione dei Cinque.  
È ingiusta qualunque sentenza che le impongano, ma naturalmente che qualunque riduzione è vantaggiosa per i condannati perché cambiano loro le condizioni carcerarie, ha spiegato.  
Ma è stato anche riconosciuto da questo governo (quello del presidente Barack Obama) che le condanne del 2001 state sono ingiuste, ha aggiunto il parlamentare, cosa che ha dimostrato che la Casa Bianca può muoversi con un'ampia mobilitazione mondiale.  
Antonio Guerrero, un altro dei condannati, ha visto ridotto nell’ottobre passato la sua punizione da un ergastolo più 10 anni fino a 22 grazie alla solidarietà mondiale che esige la sua liberazione insieme a quella di Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, che completano il gruppo dei Cinque lottatori.  
Gli Stati Uniti devono avvertire che c'è ampia resistenza mondiale, non ci accontentiamo con queste sentenze, ha segnalato Alarcon affermando che il governo nordamericano sa che i Cinque non hanno colpito la sicurezza nazionale di questo paese.  
Ig/ro

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Antiterroristi cubani negli USA ringraziano per la solidarietà con la loro causa

 

L'Avana, 8 dic (Prensa Latina) Tre dei Cinque antiterroristi cubani carcerati negli Stati Uniti più di 11 anni fa hanno ringraziato oggi per la solidarietà mondiale con la loro causa, perché ha obbligato la giustizia settentrionale a ridurre loro le condanne. Nei risultati di queste udienze di queste nuove sentenze è presente il lavoro della squadra legale e l'indistruttibile solidarietà di tutti voi, hanno detto Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino in un comunicato.  
Ci puniscono a noi Cinque per accuse che non sono mai state provate, hanno espresso Antonio, Ramon e Fernando che hanno visto ridotte le loro condanne a 22, 30 e 17 anni e nove mesi, rispettivamente.  
Benché tre sentenze sono state ridotte parzialmente, l'ingiustizia si mantiene con tutti, hanno aggiunto dopo spiegare che si conferma un'altra volta il carattere assolutamente politico di questo processo.  
Il documento reso pubblico nella città di Miami dopo conoscersi le nuove sentenze di Ramon e Fernando che hanno seguito quella di Antonio nell’ottobre passato, è stato letto questa notte qui dal presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon.  
La procura ha riconosciuto per la prima volta pubblicamente l'esistenza di un forte movimento in appoggio alla nostra immediata liberazione, che colpisce l'immagine del sistema giudiziario degli Stati Uniti davanti alla comunità internazionale, hanno espresso i lottatori antiterroristi.  
Come fatto significativo, hanno continuato, il governo degli Stati Uniti, per la prima volta dopo 11 anni, si è visto obbligato a riconoscere che non causiamo danno alcuno alla loro sicurezza nazionale.  
I firmatari hanno espresso la loro solidarietà con Gerardo Hernandez che con Renè Gonzalez completa il gruppo dei lottatori antiterroristi, considerando che è stato arbitrariamente escluso dal processo che gli avrebbe ridotto la sua condanna di due ergastoli più 15 anni.  
La sua situazione continua essendo la principale ingiustizia nel nostro caso. Il Governo degli Stati Uniti conosce la falsità delle accuse contro di lui e l’ingiustizia della sua condanna, hanno sottolineato.  
Nel testo, gli imputati hanno denunciato che nuovamente sono invitati a collaborare con Washington in cambio di ottenere sentenze più benevolenti, ma hanno segnalato che hanno respinto la proposta che non accetteranno mai sotto nessuna circostanza.  
Ig/ro

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CASO CINQUE:Presentato durante una protesta contro la Scuola de las Américas/Forum a Panama sui 5.

                                                       
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IL CASO DEI CINQUE 

Presentato durante una protesta
contro la Scuola de las Américas

Nancy Kohn

Migliaia di religiosi, leaders sindicali, e attivisti per i diritti umani hanno partecipato ad una commovente manifestazione e ad un rally all’entrata della Scuola delle Americhe (SOA in inglese) a Forte Benning, in Georgia, il 22 Novembre, per domandare la chiusura della stessa.

Questa “scuola” alla quale nel 2001 è stato cambiato il nome, ed ore è  “Istituto dell’Emisfero Occidentale per la Cooperazione nella Sicurezza”, ha addestrato circa 64.000 militari dell’America Latina contro gli insorgenti,  nell’intelligenza militare e nelle tecniche degli interrogatori.

Luis Posada Carriles, il noto  terrorista e autore della distruzione in volo di un aereo della  Cubana de Aviación nel 1976, è stato addestrato nella Scuola degli Assassini (come viene chiamata comunemente), nel 1961.

I diplomati della SOA, che dipendono dal  Dipartimento della Difesa degli USA  sono sempre stati vincolati alle violazioni dei diritti umani ed alla soppressione dei movimenti popolari delle Americhe. Di recente in Honduras, dove hanno guidato il colpo di Stato contro il presidente Zelaya.

Quest’anno è il 20 anniversario del massacro di sei gesuiti, della loro domestica e della figlia adolescente di lei, avvenuto in El Salvador nel 1989.

I responsabili degli omicidi erano stati addestrati nella Scuola, dice un gruppo di esperti del Congresso degli USA.

Il  gruppo di base contro la violenza, chiamato SOA Watch (in inglese), da allora organizza proteste annuali all’entrata di Forte Benning, organizzando frequentemente azioni di disobbedienza civile.

Per 10 anni, il movimento SOA Watch ha espresso la sua solidarietà con i popoli dell’America Latina e per far cambiare la politica estera d’oppressione degli Stati Uniti.

Quest’anno per la prima volta il caso dei Cinque Eroi Cubani è stato presentato a migliaia di partecipanti. Una tavola con le informazioni nel cammino verso l’entrata  del Forte ha attirato gli attivisti di tutto il mondo, grazie a due grandi manifesti. Molte persone hanno fatto la fila per firmare petizioni, domandando l’annullamento della proibizione di viaggiare a Cuba ed hanno aggiunto i loro nomi sulle petizioni, chiedendo al Presidente Obama l’immediata libertà dei Cinque Eroi.

Inoltre sono state firmate altre richieste per Hillary Clinton, chiedendole che consegni i visti alle mogli dei Cinque e molte cartoline sono state scritte, da inviare a diversi mezzi di comunicazione, perchè pubblichino queste notizie su questo caso. Molti hanno raccolto i materiali ed hanno preso i DVD sul caso.

Molti si sono sorpresi di non conoscere il caso nella la sua colossale ingiustizia, ed hanno chiesto: “Cosa posso fare?” Il 20 novembre era stato organizzato un seminario intitolato: “Terroristi contro Cuba e i cubani contro il terrorismo: la connessione Luis Posada Carriles, SOA, e i Cinque Cubani”, a cui hanno assistito 70 persone.

Il seminario è stato organizzato da  Stan Smith del Comitato di Chicago per la Libertà dei Cinque e da me, e si è svolto nel Centro delle Convenzioni di Columbus, GA.

I partecipanti hanno dimostrato un forte indignazione conoscendo il caso, ed hanno sviluppato idee per contribuire all’ottenimento della libertà di Gerardo, Antonio, Rene, Fernando e Ramón.

Migliaia di persone sono rimaste sotto la pioggia per ore, mostrando piccole croci con i nomi delle vittime e dei desaparecidos  da parte dei diplomati della SOA. I nomi sono stati letti uno per uno, con la risposta “Presente”, gridata in coro da tutti.

Quest’anno, grazie a Marilyn McKenna, ex coordinatrice della Rete  Nazionale di Solidarietà con Cuba (NNOC), sono state incluse le croci con i nomi degli integranti della squadra giovanile di schema, che morirono nell’attentato terrorista del 1976.

Io portavo la croce con il nome de Julio Herrera Aldama, di 25 anni ed  un uomo al mio fianco un’altra, con il nome di Jesús Méndez Silva, di 30 anni della squadra di scherma.  Mi ha colpito profondamente il significato della solidarietà tra il movimento nordamericano e il popolo cubano e mentre marciavamo verso l’entrata di Forte Benning per depositare le croci, ho inteso che le generose azioni dei Cinque cubani per proteggere Cuba dagli attacchi dei terroristi, presto saranno portate alla luce da persone di coscienza che alzeranno le loro voci per la loro libertà (Traduzione Granma Int.)

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 Panama accoglie il forum accademico per il caso dei Cinque cubani

Prensa Latina) Il Collegio Nazionale degli Avvocati del Panama accoglierà il forum accademico “Il caso dei Cinque: Legalità e Giustizia”, dedicato ai lottatori antiterroristi cubani, incarcerati negli Stati Uniti.  Previsto per il 5 dicembre, l'appuntamento conta sull'auspicio di istituzioni come la Fondazione Universitaria per l'Investigazione e lo Sviluppo (UPID), l'Università del Panama e la Società di Studi Internazionali.    
Completano la relazione la Scuola Nazionale dei Diplomatici di Professione ed il Capitolo Panama dell'Associazione Americana dei Giuristi.   
In rappresentazione dell'UPID, Gary Reyes, ha dichiarato al programma “Prohibido Prohibir” (Proibito Proibire), del Canale 33, che il Forum sarà un'esperienza della società panamense per esporre al mondo le sue opinioni, e si unisca così al clamore che queste cose non devono succedere.   
D'altra parte, residenti di Capo Verde e collaboratori cubani hanno ribadito l'impegno ad intensificare la solidarietà con nostri Cinque eroi.     
I partecipanti hanno segnalato che si uniscono alla dichiarazione del Quinto Colloquio Internazionale per la Liberazione di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez, tenutosi recentemente nella provincia di Holguin.  
Ig/crg/ www.ain.cu

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LA STORIA NON RACCONTATA:Il Reclamo Ignorato/Leader sudafricano reclama la libertà  per i Cinque

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L'Avana. 26 Novembre2009

LA STORIA NON RACCONTATA

Il Reclamo Ignorato

Ricardo Alarcón de Quesada

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Avendo esaurito tutte le possibilità d’appello, i Cinque sollecitarono la Corte Suprema perché rivedesse il loro caso. Non stavano chiedendo troppo. Si trattava di un caso che meritava l’attenzione dei magistrati della Corte Suprema per svariate ragioni, alcune di natura realmente eccezionale.

Durante tutto il processo - il più prolungato, fino a quel momento, nella storia degli Stati Uniti – si manifestarono una serie di violazioni dei diritti costituzionali, così come contraddizioni con altri circuiti (considerate come i temi principali trattati dalla Corte Suprema) in importanti assunti, come per esempio la sede, la discriminazione razziale perpetrata durante la selezione della giuria, le sentenze ed i diritti degli accusati e dei loro avvocati.

Si trattava, inoltre, di un caso direttamente vincolato ad un gruppo di terroristi ed alle loro implicazioni dal punto di vista delle relazioni internazionali; un caso nel quale Generali e capi militari, inclusi un consigliere principale del Presidente, avevano testimoniato. Ebbe il merito di essere unico in molti aspetti.

Dopo aver esaminato tutti gli aspetti del caso nei vari anni, la decisione unanime del panel originale della Corte d’Appello di annullare tutte le sentenze ed ordinare un nuovo giudizio, fu unica nel suo genere, come pure lo fu il documento di 93 pagine che la conteneva. La decisione del Governo, presa al più alto livello, di sollecitare la Corte en banc affinché la revocasse fu davvero eccezionale, e fu molto strano che si ottenesse che la Corte accedesse ad una petizione così inusuale.

D’altra parte, non è affatto abituale per un giudice d’appello, sollecitare la Corte Suprema per la revisione di un caso, e molto meno farlo due volte come lo fece il giudice Birch, che successivamente ritirò la domanda, unendosi paradossalmente a Pryor nel suo vergognoso comportamento.

Questo caso fu unico anche relativamente alla preoccupazione ed all’interesse sollevati in  tutto il mondo.

Nel 2005, di fronte alla decisione del panel della Corte d’Appello, una decisione molto importante e di nuovo unica, fu adottata in maniera unanime dal Gruppo delle Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite. Si tratta di un’entità completamente indipendente, e non di un organismo intergovernativo, composta da cinque giudici – uno per continente – che non rappresentano nessuno Stato, e che agiscono esclusivamente nella propria capacità personale. Questi giudici studiarono la situazione dei Cinque dietro richiesta delle loro madri e spose. Il Gruppo passò vari anni indagando il caso nella sua totalità ed interagendo con gli Stati Uniti mediante una corrispondenza ufficiale. Il Governo cubano non fu mai consultato, e non doveva esserlo, visto che Cuba non era parte del procedimento.

Fu una decisione che fece storia. Il Gruppo arrivò alla conclusione che la privazione della libertà dei Cinque fu arbitraria ed in violazione delle Convenzioni sui Diritti Umani delle Nazioni Unite pertinenti e chiamò il Governo degli Stati Uniti ad adottare le misure necessarie per rimediare alla situazione.

Il Gruppo segnalò che: “Il giudizio non ebbe luogo nel clima di obiettività ed imparzialità richiesto” ed “Il Governo (degli Stati Uniti) non ha negato che l’ambiente di predisposizione e pregiudizio contro gli accusati a Miami abbia persistito ed abbia contribuito a presentare gli accusati come colpevoli dal principio. Non fu impugnato dal Governo il fatto che un anno più tardi lo stesso ammise che Miami non era il luogo adeguato per celebrare un giudizio, dove era dimostrato che era quasi impossibile selezionare una giuria imparziale in un caso vincolato con Cuba.”

“ Il Governo non ha negato il fatto che gli avvocati della difesa godessero di un accesso molto limitato alle prove, a causa della classificazione di sicurezza nazionale attribuita al caso da parte del Governo”, cosa che “ha alterato l’equilibrio equitativo tra la accusa e la difesa ed ha influito negativamente sulla capacità (della difesa) di presentare prove contrarie”.

Gli esperti delle Nazioni Unite segnalarono che gli accusati “Furono mantenuti in confinamento solitario per 17 mesi”, e, come conseguenza, “La comunicazione con i loro avvocati, l’accesso alle prove, e, con loro, le possibilità di una difesa adeguata risultarono debilitate”.

Per concludere determinarono che i “Tre elementi sopra enunciati, combinati tra loro, sono di una tale gravità che conferiscono alla privazione della libertà di queste cinque persone un carattere arbitrario”. (Rapporto del Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria E/CN.4/2006/7/ add.1 pag. 66, Opinione No. 19/2005 – Stati Uniti d’America).

Questa fu la prima ed unica volta nella storia degli Stati Uniti e nella storia delle Nazioni Unite in cui un organismo dell’ONU dichiarò che un processo statunitense fu ingiusto e contrario alle norme universalmente stabilite a tutela dei Diritti Umani ed al Diritto Internazionale.

Però di queste conclusioni di cinque giudici indipendenti, nessuno dei quali di sinistra o radicali, difficilmente si trovarono notizie nei media statunitensi, e la maggior parte dei cittadini non ne hanno probabilmente mai sentito parlare.

Molti statunitensi non conoscono nulla dei Cinque perché a loro non è permesso sapere.

Non solo il lungo giudizio è stato mantenuto segreto, ma ai Nordamericani non è stato neppure permesso di sapere che questo caso è stato molto presente nella mente di molti milioni di persone in tutto il pianeta. I grandi media corporativi che non hanno informato della battaglia legale, avvolsero in un silenzio simile l’ampio e crescente movimento di solidarietà che i Cinque hanno ricevuto da praticamente ogni parte, dall’Irlanda alla Tasmania, dal Canada alla Namibia. Chiese, parlamenti, organizzazioni dei diritti umani, sindacati, scrittori, avvocati e persone di tutte le posizioni e condizioni sociali hanno espresso la loro preoccupazione ed interesse in ogni lingua, incluso l’inglese.

Però la Corte Suprema non si è presa il disturbo di ascoltare. ( Counter Punch/ Traduzione Granma Int.)

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Leader del Parlamento sudafricano reclama la libertà per i Cinque

Miguel Maury Guerriero

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AIN - Max Sisulu, presidente dell’Assemblea Nazionale del Sudafrica, ha assicurato che la lotta per la liberazione dei Cinque Eroi cubani, ingiustamente  reclusi negli Stati Uniti, trionferà.

“La battaglia per la giustizia può essere lunga, ma si realizzeranno i suoi obiettivi”,  ha detto il leader del Parlamento sudafricano ai familiari dei Cinque, in un incontro sostenuto nella sede dell’ICAP, Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli.

Irma Sehwerert e Mirtha Rodríguez, madri di René González e di Antonio Guerrero, rispettivamente, con Adriana Pérez e Elizabeth Palmeiro, mogli Gerardo Hernández e Ramón Labañino, hanno conversato con il distinto visitatore.

Sisulu ha detto che ¡l Parlamento del Sudafrica firmerà una petizione indirizzata al governo di Washington per far sì che si smetta di maltrattare i familiari dei Cinque.

Dopo aver sottolineato il valore del sangue sparso dai cubani per conquistare la libertà del Sudafrica e di altre nazioni africane, l’alto politico ha ricordato che l’Isola è sempre stata un esempio per il mondo.

Il politico africano ha consegnato alle parenti dei Cinque una foto di Nelson Mandela, leader rivoluzionario sudafricano, ed ha reiterato il suo personale impegno e quello del Parlamento del suo paese con la causa dei Cinque patrioti cubani.

Irma Sehwerert ha ringraziato il visitatore per la sua solidarietà e  Mirtha Rodríguez, dopo aver ricordato che la crudeltà della giustizia nordamericana non ha toccato la fermezza e la dignità degli antiterroristi cubani, ha ratificato l’importanza per la loro causa della solidarietà internazionale.

Max Sisulo è giunto a Cuba  alla guida d’una delegazione dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento del suo paese,  sta compiendo un programma  di contatti con le autorità cubane, e  visite a centri d’interesse economico e storico (Traduzione Granma Int.)

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Gli studenti e la  Patria il 27 novembre

Come i Cinque erano innocenti 

María Elena Álvarez

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Venerdì 27 giungeranno alla spianata de La Punta gli studenti cubani, come ogni 27 novembre, riaffermando il loro impegno con il popolo, con la storia ed il presente della Patria e con un futuro sempre in Rivoluzione.

Gli studenti marceranno da calle San Labaro, dalla scalinata dell’Università, sino al luogo in cui  138 anni fa furono fucilati otto studenti di medicina, vittime dell’odio, l’arbitrarietà, l’impotenza e la paura del colonialismo spagnolo che reggeva allora il destino dell’Isola.

Maydel Gómez, membro della Segreteria Nazionale della Federazione Studentesca  Universitaria, ha confermato che la manifestazione di massa partirà alle quattro del pomeriggio, al termie di un breve discorso di Gladys Gutiérrez, presidentessa della veterana organizzazione.

“Questa marcia patriottica sarà un grido di lotta contro quel crimine atroce e contro tutte le ingiustizie di questo mondo”, ha detto, ed ha ricordato che un 27 novembre del 2000  iniziò a Miami la farsa giudiziaria  contro i Cinque cubani, ugualmente innocenti e vittime di una vendetta politica simile a quella del 1871.

“Marceremo per la libertà di Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González”, ha sottolineato la dirigente del movimento studentesco ed ha segnalato che la sfilata ricorderà quella avvenuta mezzo secolo fa, organizzata dalle milizie universitarie e  come sempre gli studenti  di medicina apriranno  la marcia.

Tra le molte motivazioni per partecipare ha ricordato la preparazione del IX Congresso dell’Unione dei Giovani Comunisti e la celebrazione del  87º Anniversario della FEU, oltre ad un nuovo gennaio in Rivoluzione.

Guardie d’onore aspetteranno la marcia nel Mausoleo de La Punta; poi la processione raggiungerà il cimitero di Colon, per rendere omaggio ai resti di Carlos de la Torre, Alonso Álvarez, Pascual Rodríguez, Eladio González, Ángel Laborde, José de Marcos Medina, Anacleto Bermúdez y Carlos Verdugo.

Sono previste marce di studenti ed altre azioni, come parte dell’omaggio della gioventù studiosa ai suoi martiri, simbolo eterno di secoli di ribellione, di lotte e di sogni in tutte le province dell’Isola (Traduzione Granma Int.)

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Il mondo reclama la libertà  ai Cinque /Alarcà³n:importante la solidarietà  internazionale con i 5

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Reclamo mondiale di libertà per i Cinque

Froilán Parra Suárez

Il movimento mondiale per la libertà dei Cinque  antiterroristi cubani, reclusi nelle prigioni dell’impero, poco e poco fa crollare il muro di silenzio con il quale cercano di nascondere l’ingiustizia perpetrata. Il V Colloquio Internazionale per la Libertà dei Cinque Eroi e contro il Terrorismo che si svolge ad Holguin sino a domenica 22, è scenario dell’unione di volontà nel giusto reclamo di libertà per  Gerardo, René, Fernando, Antonio e Ramón.

Durante la giornata iniziale, i familiari dei Cinque hanno incontrato i più di 200 amici di 45 nazioni che partecipano all’incontro.

Una telefonata di Antonio Guerrero ha sorpreso molto piacevolmente tutti i presenti nella sala.

Tony ha inviato saluti ed abbracci a tutti partecipanti ed ha riaffermato che i Cinque si mantengono molto fermi.

Olga Salanueva, moglie di  René González,  ha segnalato che grazie alla pressione internazionale sono stati fatti dei passi avanti in questa battaglia  che non smetterà sino alla liberazione di tutti i Cinque con il loro ritorno a casa. Il Foro interattivo che si sta sviluppando, estende lo scambio con migliaia di navigatori in Internet del mondo.

L’inaugurazione del Colloquio è stata propizia per aprire al pubblico l’esposizione Difendendo la Pace, con circa 200 opere, espressione della domanda mondiale a favore del ritorno dei Cinque.

Rappresentanti dei centri di alti studi del territorio, della UPEC, della UNEAC e della Associazione  Hermanos Saíz, hanno esposto le esperienze accumulale nello sforzo d’integrare sempre più le giovani generazioni nel giusto reclamo di libertà per i Cinque. ( Traduzione Granma Int.)

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Alarcón segnala l’importanza della solidarietà internazionale con i Cinque

Aida Calviac Mora

Se veramente Barack Obama vuole convincerci che desidera instaurare  nuove relazioni con Cuba e l’America Latina, la prima cosa che mi viene in mente è chiedergli di usare le sue facoltà a liberare i Cinque”,  ha affermato Ricardo Alarcón de Quesada, presidente della Assemblea Nazionale del Poder Popular, che ha parlato del caso degli antiterroristi cubani reclusi  ingiustamente negli Stati Uniti ai partecipanti alla 8ª Conferenza Internazionale degli Studi Americani.

“È una responsabilità che non può tralasciare, perchè ha la capacità legale e l’obbligo morale, avendo chiuso il resto delle possibilità giudiziarie”, ha detto ancora, ed ha segnalato che il processo per la nuova sentenza di Antonio -  quelli di Fernando e Ramón sono pendenti - ha dimostrato l’importanza del movimento di solidarietà internazionale ed è stata l’unico argomento per cui  il governo nordamericano ha deciso di cercare d’entrare in accordo con la difesa, e proporre  una condanna meno severa per il presunto delitto che Tony avrebbe commesso”.

Alarcón ha assicurato che la battaglia legale continuerà anche se si sono ristrette le possibilità sul caso, soprattutto per Gerardo e per René, che non riceveranno nuove sentenze.

“Particolare è il caso di Gerardo, che non si può risolvere senza l’annullamento completo della sentenza, ma solo ricorrendo al detto habeas corpus per il quale abbiamo tempo sino al 4 giugno del 2010. Secondo gli esperti le possibilità sono remote, ma le andiamo ad esplorare”, ha detto ancora. (Traduzione Granma Int.)

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Si terrà  a Cuba il colloquio internazionale per i Cinque cubani

 

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Si terrà a Cuba il colloquio internazionale per i Cinque cubani

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(Prensa Latina) Più di 200 rappresentanti di tutti i continenti hanno confermato fino ad ora la loro presenza al V Colloquio Internazionale per i Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti da più di 11 anni. Con sede nella provincia orientale di Holguin, dal 19 al 23 di questo mese, l'incontro conterà sulla presenza di avvocati, giornalisti, parlamentari e leader religiosi.  
“I partecipanti, interessati nel divulgare la verità su Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, provengono da 46 paesi”, ha puntualizzato il delegato dell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli in quel territorio, Amauri Torno.
I Cinque sono stati arrestati il 12 settembre 1998 mentre monitoravano le azioni violente di gruppi anticubani radicati in Florida, e numerose prove giudiziali sostengono che non hanno attentato mai alla sicurezza degli Stati Uniti.
A dispetto della dichiarata innocenza ed il reclamo della comunità internazionale per la loro scarcerazione, gli antiterroristi cubani scontano delle condanne da 15 anni di carcerazione fino ad un doppio ergastolo più 15 anni.
A detta dell'Agenzia dell'Informazione Nazionale, il greco Dimitri Agiomavritis ha manifestato di essere impegnato con questa causa fino a che sia fatta una vera giustizia.
Il partecipante per la quarta volta al summenzionato incontro, ha sottolineato che respinge il capitalismo selvaggio che offre riparo a terroristi come Luis Posada Carriles ed imprigiona dei difensori della pace.
Tale criminale è il responsabile confesso dell'esplosione di un aereo cubano a Barbados il 6 ottobre 1976, che ha causato la morte di 73 persone, tra loro donne e bambini.
Ig/crg/dsa

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Partecipare alla campagna per la sua liberazione
Attraverso le loro azioni che possono contribuire alla giustizia


Discutere e spiegare a tutti l'ingiustizia che circondano il caso

Organizzare e partecipare a forum di discussione

Organizzare e partecipare a comitati di sostegno

Inviare messaggi di solidarietà a Gerardo, Antonio, Ramón, René, Fernando e la sua famiglia

Inviare lettera ai media e gli enti di governo

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CINQUE EROI :"Cuba esige dagli USA la liberazione dei 5"/ “Obama può e deve liberare i 5”/....

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Cuba esige agli USA la liberazione dei Cinque cubani

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Prensa Latina) Cuba ha esatto questo venerdì al governo degli Stati Uniti di agire contro gli organizzazioni terroriste che operano da quel paese contro l'isola ed ha richiesto la liberazione dei Cinque lottatori antiterroristi cubani incarcerati negli USA. Le richieste sono estate esposte dal rappresentante permanente di Cuba davanti all'ONU, Pedro Nuñez Mosquera, nel intervenire in una sessione del Consiglio della Sicurezza sul tema del confronto al terrorismo.
Il diplomatico ha detto che la nuova amministrazione della Casa Bianca può dimostrare il suo impegno con la lotta in questa materia ed agire con fermezza e senza due pesi e due misure contro i gruppi terroristi che attaccano Cuba dal territorio statunitense.
“E’ ha anche l'opportunità di fare giustizia e liberare senza più ritardo i Cinque cubani che mantiene come prigionieri politici da più di 10 anni in carceri di massima sicurezza”, ha puntualizzato.
“Il presidente degli Stati Uniti ha le prerogative costituzionali per metterli in libertà, come atto di giustizia e di impegno del suo governo contro il terrorismo”, ha aggiunto l'Ambasciatore.
Nuñez Mosquera ha denunciato che il 21 ottobre scorso le autorità nordamericane hanno liberato il terrorista Santiago Alvarez Fernandez-Magriña, condannato per possedere un arsenale illegale di armi per intraprendere delle azioni contro Cuba.
Ha ricordato che questo criminale si è incaricato di far entrare illegalmente negli Stati Uniti nel 2005 il sempre notorio terrorista Luis Posada Carriles, autore confesso di numerosi attentati ed attacchi contro l'Isola.
Ha spiegato che Posada Carriles si trova in libertà negli Stati Uniti e senza essere processato per i suoi atti terroristici, anche se il governo statunitense possiede tutte le prove contro di lui.
Al rispetto, il rappresentante cubano ha reiterato l'esigenza che le autorità nordamericane compiano il loro obbligo internazionale di processare Posada Carriles come terrorista o l'estradano in Venezuela.
D'altra parte, ha ribadito il rifiuto di Cuba alle liste che confezionano gli Stati Uniti per accusare gli altri paesi di supposto sostegno al terrorismo in modo unilaterale ed ha esatto a Washington di smettere di utilizzare il tema del terrorismo con obiettivi politici.
Ha segnalato che si tratta di liste spurie ed unilaterali, con una motivazione politica e viziati di origine, incompatibili col diritto internazionale e con le risoluzioni dell'ONU.
“La politica irreprensibile della Rivoluzione cubana riguardo il terrorismo non ammette messa in discussione né dubbi”, ha sottolineato.
“Cuba condanna tutti gli atti, metodi e pratiche di terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni, dovunque, chiunque li commetta, contro chiunque si commettano e qualunque siano le sue motivazioni”, ha precisato.
Ha ricordato che durante gli ultimi 50 anni i governi degli Stati Uniti sono stati coinvolti in azioni terroriste contro Cuba, con un saldo di tre mila 478 morti, due mila 99 disabili e perdite materiali, valutate in miliardi di dollari.
Núñez Mosquera ha ribadito la disposizione del suo paese a beneficio della cooperazione bilaterale e multilaterale per affrontare il terrorismo internazionale, sulla base del rispetto mutuo, la non ingerenza negli affari interni e l'uguaglianza sovrana degli Stati.
Al rispetto, ha spiegato che il 29 novembre 2001 Cuba ha proposto agli Stati Uniti, senza nessuna condizione, la sottoscrizione di un programma bilaterale di lotta contro il terrorismo.
Questa iniziativa reiterata posteriormente in varie occasioni, però, è stata respinta dall'amministrazione dell'ex presidente George W. Bush, con vuoti ed irrazionali argomenti, ha concluso.
Ig/crg/vc

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“Obama può e deve liberare i Cinque”

• Ha affermato Alarcón

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Il presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular di Cuba, Ricardo Alarcón, ha chiesto agli Stati Uniti dei segnali di cambio verso l’America Latina con la liberazione dei Cinque  antiterroristi reclusi e la detenzione di due noti  terroristi.

In un discorso tenuto nell’Assemblea Nazionale del Venezuela, Alarcón ha affermato che  il presidente Barack Obama può, deve ed ha l’obbligo morale, politico e giuridico d’esercitare l’autorità costituzionale e liberare Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero, Gerardo Hernández e René González.

“Obama, che ha parlato un nuovo inizio delle relazioni con Cuba, deve solamente cominciare da lì e che non si confonda, perchè altrimenti confermerà la stessa politica di terrorismo”, ha segnalato Alarcón.

Il presidente del Parlamento cubano ha chiesto ad Obama, invece di promuovere le guerre e costruire basi militari, d’inviare quel segnale che i popoli dell’America Latina si aspettano: liberare i Cinque ed incarcerare Luis Posada Carriles e Orlando Bosch.

Alarcón ha ricordato che Posada e Bosch parteciparono ad azioni come la distruzione in volo di un aereo civile cubano nel 1976, a diversi crimini in Venezuela e in America centrale e che  inoltre Posada Carriles ordinò di porre varie bombe a L’Avana, alcuni anni fa.

L’Assemblea Nazionale del Venezuela ha espresso la sua solidarietà con i Cinque ricevendo Alarcón ed i familiari degli antiterroristi cubani.

La presidentessa del Parlamento venezuelano, Cilia Flores, ha richiamato l’attenzione sull’incongruenza del fatto che i Cinque sono reclusi da undici anni in un paese che si presenta come leader della lotta mondiale al terrorismo e che mette in prigione coloro che combattono questo tragico fenomeno  (PL /Traduzione Granma Int.)

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I Cinque Eroi decorati da un’Università del Venezuela

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L’Università Nazionale Sperimentale politecnica della Forza Armata del Venezuela (UNEFA) ha consegnato l’Ordine Humberto Fernández ai Cinque  antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti  da 11 anni.

René González, Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino Fernando González sono ancora reclusi, dal 12  settembre del 1998, per aver combattuto il terrorismo organizzato dalla Florida.

Le decorazioni sono state ricevute da  Irma Sehweret (la madre) e Olga Salanueva (la moglie) di René; da Magalys Llort (la madre) e Rosaura Freijanes (la moglie) di Fernando; da Mirta Rodríguez, madre di Antonio; Elizabeth Palmeiro, moglie di Ramón, e Isabel Hernández, sorella di Gerardo.

Ricardo Alarcón, presidente del Parlamento cubano, ha definito  "Eroi proibiti" i Cinque - come li si conosce a livello  internazionale, riflettendo su come i grandi media della comunicazione hanno imposto il silenzio sul caso.

“Questo è un caso quaasi inesistente per i media principali, commerciali e corporativi che dominano negli Stati Uniti, come i quattro canali nazionali di televisione e i grandi quotidiani”, ha risposto Alarcón ad una domanda  posta da Prensa Latina in una conferenza stampa, nella sede del Parlamento venezuelano, a Caracas, martedì scorso.

Il generale di divisione Wilmer Barrientos, Magnifico Rettore della UNEFA, ha dichiarato che: “La nostra università si riempie d’orgoglio ricevendo i familiari di questi Cinque Eroi!”

Hanno partecipato alla cerimonia l’ambasciatore di Cuba in Venezuela, Rogelio Polanco, ed una rappresentazione di studenti e lavoratori della UNEFA. (Traduzione Granma Int.)

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V Colloquio Internazionale per la Liberazione dei  Cinque Eroi ad Holguin

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(Prensa Latina) Tra le attività previste nel V Colloquio Internazionale per la Liberazione dei Cinque Eroi e contro il terrorismo in Holguin dal 19 al 23 novembre 2009, si trova un Forum Interattivo, il 20 Novembre alle 10:00 am, ora di Cuba. I temi da dibattere sono i seguenti:

1. Conosci sul caso dei Cinque cubani?

2. Può il presidente Obama risolvere questo caso?

3. I Cinque cubani: non sono “spie”, sono antiterroristi.

4. Silenzio giornalistico in questo caso. Cosa temono?

5. Violare i diritti umani e giuridici. Perché?

6. Solidarietà mondiale per la liberazione dei Cinque cubani. Esperienze e suggerimenti.

7. Due pesi e due misure della politica USA riguardo il terrorismo.

8. “Stato di Necessità”, causa che giustifica i Cinque cubani.

9. La negativa della Corte Suprema di esaminare il caso.

10.  Giustizia o vendetta politica.

Si potrà partecipare attraverso il sito web del V colloquio

www.radioangulo.cu/Vcoloquio


http://www.radioangulo.cu/foro/posting.php? mode=reply&f=2&t=9



oppure le poste elettroniche icaphlg@icap.cu This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it o icap@cristal.hlg.sld.cu This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it

 

Ci auguriamo la vostra partecipazione
Volveran…….
 

ICAP HOLGUIN
Ig

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CINQUE eroi "LA STORIA MAI RACCONTATA"/Leoluca Orlando(Idv)chiede la liberazione dei 5 cubani......

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LA STORIA MAI RACCONTATA

Carte

Ricardo Alarcón de Quesada  (da Counter Punch)

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Più di sette mesi dopo che i Cinque venissero arrestati ed accusati, il Governo degli Stati Uniti presentò un nuovo capo d’accusa. Anche questo fu di “cospirazione”, ma, stavolta era per omicidio di primo grado e fu presentato specificatamente contro uno solo dei Cinque: Gerardo Hernández Nordelo.

La nuova accusa apparve successivamente ad una campagna pubblica attivamente proposta a Miami da parte di “giornalisti” al soldo del Governo nordamericano, che includeva reportage circa riunioni in luoghi pubblici con la partecipazione di leader ben noti nell’esilio cubano, procuratori degli Stati Uniti e funzionari dell’FBI, nelle quali si discutevano apertamente le accuse contro Gerardo.

Ciò si convertì in una chiara pretesa dei gruppi più violenti della città e divenne il fulcro dell’attenzione dei media locali.

Il Governo cedette a tale pretesa ed introdusse il Secondo Atto Accusatorio Sostitutivo la cui differenza essenziale con il primo consisteva nell’aggiunta del “crimine” alla lista delle imputazioni contro Gerardo. Si trattò di una concessione politica ai terroristi anti-cubani, in cerca di vendetta per l’abbattimento, il 24 febbraio del 1996, ad opera delle Forze Aeree Cubane, dei due aerei (Modello 02 utilizzati dalle Forze Aeree degli Stati Uniti, prima durante la guerra in Vietnam, e poi in El Salvador) pilotati da membri di un feroce gruppo anti-cubano, fatto che aveva avuto luogo due anni prima che i Cinque fossero detenuti, quando questi aerei si trovavano all’interno dello spazio aereo cubano.

Di fatto, il momento individuato fu molto sospetto. D’accordo con l’informazione somministrata dal Governo nel giudizio, l’FBI aveva scoperto la natura reale della missione rivoluzionaria di Gerardo a Miami, e controllava le sue comunicazioni con La Avana almeno da un paio di anni prima dell’abbattimento dei due aerei. Perchè questo incidente fosse stato il risultato di una “cospirazione”, della quale Gerardo fu l’attore chiave, perché non fu arrestato nel 1996? Perché questo tema non fu neppure menzionato nel settembre del 1998, quando venne detenuto ed accusato per la prima volta?

Gli aerei appartenevano ad un gruppo diretto da José Basulto, un veterano della CIA coinvolto in molte azioni paramilitari dal 1959 ad oggi, inclusa l’invasione della Baia dei Porci ed una serie di attentati alla vita di Fidel Castro.

Nei 20 mesi che precedettero l’incidente, questo gruppo aveva violato lo spazio aereo cubano in ben 25 occasioni, ognuna delle quali denunciata dal Governo cubano.

Dopo molti tentativi diplomatici il Governo degli Stati Uniti si dimostrò recettivo. Iniziò una ricerca introno a questi voli, sollecitando l’aiuto di Cuba nella consegna di particolari di precedenti provocazioni, notificando il ricevimento degli stessi, e ringraziandola per questo. Il 24 febbraio del 1996, tali procedimenti amministrativi non erano ancora stati completati, ma al Sr. Basulto venne ritirata la licenza di pilota da parte dell’Amministrazione Federale dell’Aviazione (FAA) e così non poteva più volare (almeno legalmente).

I provocatori avevano, però, indolentemente annunciato che avrebbero continuato ad effettuare voli illegali all’interno dello spazio aereo cubano, ed assicurarono addirittura, che l’Isola, che stava in quel momento affrontando la sua peggior crisi – peggiore in termini economici, della Grande Depressione, secondo un rapporto delle Nazioni Unite – non sarebbe stata capace di rispondere alle loro incursioni illegali. In gennaio, il Sr. Basulto portò con sé un équipe della trasmittente NBC da Miami, che filmò e trasmise il modo in cui stavano volando al di sopra del centro di Città dell’Avana, lanciando propaganda ed altri materiali.

Cuba, allora, rese nota la sua decisione di non tollerare oltre tali provocazioni, inviò le relative notifiche a chi di competenza, incluso il Governo degli Stati Uniti, il Dipartimento di Stato e la FAA, che, a sua volta, avvisò Basulto ed il suo gruppo di astenersi da tali voli.

La presunta “cospirazione” fu una vera e propria monumentale stupidità, incomprensibile per qualsiasi mente razionale. L’ipotesi era che il Governo cubano aveva deciso di provocare una guerra totale contro gli Stati Uniti, una battaglia militare che, ovviamente, avrebbe portato ad un terribile colpo non solo per il Governo stesso, ma per tutta la Nazione ed il suo popolo. In ogni reato la motivazione è sempre un fattore decisivo. Quale avrebbe potuto essere la motivazione di Cuba per provocare un evento di queste dimensioni esattamente nel momento, 1996, di maggior rischio per la sopravvivenza del nostro Paese, senza alleati, né tantomeno amici, in un mondo ed in un emisfero totalmente governato dagli Stati Uniti?

Cuba fece esattamente il contrario. Denunciò più e più volte ogni provocazione alla FAA ed all’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (OACI, l’istituzione vincolata alle Nazioni Unite che si incarica di queste tematiche) ed inviò una decina di note diplomatiche al Dipartimento di Stato. Ma Cuba fece ancora di più: realizzò il suo maggior sforzo per arrivare al più alto livello dell’amministrazione nordamericana, la Casa Bianca – cercando di prevenire altri incidenti.

Il numero di gennaio del 1998 della rivista The New Yorker dedicato a Cuba in occasione della visita del Papa, includeva un serio articolo nel quale si può trovare un ricordo piuttosto obiettivo di questi sforzi. (Carl Naguin, Annals of Diplomacy Backfire, The New Yorker, January 26, 1998, http://www.newyorker.com/archive/1998).

Sì, ci fu una cospirazione che provocò la tragedia del 24 febbraio del 1996. Ma fu unicamente un lavoro degli stessi gruppi di Miami, che hanno scatenato una campagna terrorista durata mezzo secolo contro Cuba, la stessa squadriglia che, più tardi, avrebbe sequestrato Elián González, un bambino di 6 anni. Fatti dei quali tutti loro sono usciti impunemente. (Traduzione Granma Int.)

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PUR DISSOCIANDOCI  DALLE CONSIDEREAZIONI  POSITIVE DI LEOLUCA ORLANDO

SU OBAMA,PUBBLICHIAMO L’ARTICOLO CHE SEGUE :

 

Leoluca Orlando (Idv) chiede la liberazione dei 5 agenti cubani e denuncia: ‘La CIA mi spiava’

 

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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06-11-2009/17:40 --- "Il Nobel a Obama é un motivo di grande merito, ma allo stesso tempo impone grande responsabilità, perché é difficile avere quel riconoscimento e al tempo stesso spiegare come mai in alcune circostanze i diritti dei cittadini non sono garantiti. Sarebbe bello che Obama annunciasse un provvedimento di grazia nei confronti dei cinque prigionieri cubani che ancora sono incarcerati senza motivo". Lo ha detto Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell'Italia dei valori (Idv), intervenendo ad un convegno organizzato ieri mattina dall'Associazione giuristi democratici e dall'Italia dei valori con la partecipazione di Luciano Vasapollo (docente all'Università La Sapienza ed esponente del Comitato Internazionale per la liberazione dei 5) e del giurista Fabio Marcelli, per presentare una petizione al presidente degli Stati Uniti Obama perché risolva il dramma dei cinque agenti cubani arrestati dal FBI nel 1998, ingiustamente condannati e detenuti in condizioni durissime ormai da 11 anni.

"Il senso di questa iniziativa, sulla quale predisporrò un atto parlamentare per sollecitare l'intervento del governo italiano - ha detto Orlando - é certo quello di raccogliere firme per la petizione, che sottoscrivo, ed esprimere solidarietà alle famiglie dei detenuti e all'ambasciatore di Cuba qui presente. Ma é anche, al tempo stesso, quello di ricordare che violazioni dei diritti umani simili a questa possono accadere ovunque, e che i processi politici fatti non per evitare che i cittadini facciano la guerra, ma per provocarla, sono purtroppo all'ordine del giorno. Anche in un mondo ormai globale dove però i vari G8, G9, G20 non consentono il riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini del mondo".
Nel suo intervento, Leoluca Orlando ha anche ricordato di aver scoperto, leggendo atti dissecretati dal presidente Clinton alla fine del suo mandato, che la Cia aveva preso informazioni su di lui, inviando a Palermo insospettabili professori universitari ed operatori culturali. "Ricordo - ha detto Orlando -, che a leggere gli atti eravamo io e Bossi. Io come leader della Rete, per le mie battaglie in nome della legalità, della lotta alla mafia e contro il sistema politico della prima repubblica e Bossi per le sue Battaglie per il Nord e contro l'assetto istituzionale della prima repubblica. Tuttavia - ha concluso Orlando -, io non mi sono sognato di denunciare nessuno, visto che mi sono sempre limitato a dare le mio opinioni. Nel caso dei cinque agenti cubani, però, si é costruita un'ipotesi di reato inesistente, sulla quale sono stati condannati a pene durissime persone innocenti , alle quali é proibito da anni di vedere persino genitori, mogli e figli".

All'iniziativa hanno partecipato e sono intervenuti anche Giovanni Russo Spena del PRC, Marco Rizzo di Sinistra Popolare e un parlamentare della Lega Nord: Matteo Brigandì ha annunciato ai giornalisti e ai giuristi che 30 suoi colleghi hanno apposto la loro firma ad una mozione parlamentare per la liberazione dei cinque. Leoluca Orlando si è detto disponibile a presentare la mozione sia all'interno dela Parlamento Italiano che di quello europeo.
La vicenda dei 5 cubani continua a rappresentare 'il ventre molle della democrazia USA' ha affermato durante l'iniziativa Gianni Minà, ricordando che per questo rappresenta un argomento scomodo sul quale l'informazione anche 'progressista' preferisce sorvolare.

 

http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2525&Itemid=9

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Il Presidente Raàºl al funerale di Carmen Nordelo ,Gerardo Hernandez ringrazia/ news sui Cinque.

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Il presidente  Raúl al funerale
 di Carmen Nordelo

• Madre di uno dei Cinque Eroi

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Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, presidente della Repubblica di Cuba, ha assistito, nel Cimitero di Colón, alla cerimonia d’inumazione di Carmen Nordelo Tejeda, madre de Gerardo Hernández Nordelo, uno dei Cinque  antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati Uniti.

Carmen Nordelo è morta verso mezzogiorno di lunedì 2 novembre.

Accanto al suo feretro, le corone di fiori di Raúl, Fidel, Gerardo, sua moglie Adriana e del popolo di Cuba.

Nonostante la sua malattia, Carmen, di 76 anni, ha partecipato in forma attiva alla campagna per diffondere la verità sul caso dei Cinque e per promuovere il reclamo di un processo giusto per coloro che hanno evitato la realizzazione di azioni terroristiche contro l’Isola (Traduzione Granma Int.)

 Messaggio di ringraziamento di Gerardo Hernandez

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Prensa Latina) Alicia Jrapko ci invia questo messaggio di Gerardo, dalla prigione di Victorville, dove l’impero lo tiene sequestrato e da dove ringrazia tutti i solidari del mondo che gli sono vicini in questo triste momento. “A nome della nostra famiglia, ringrazio tutti gli amici che ci hanno espresso il loro appoggio in questi momenti difficili. Il migliore omaggio a mia madre sarà mantenerci fermi nella lotta per la giustizia affinché un giorno, come lei ha tanto desiderato, i Cinque cubani, ritorneremo alla Patria.  
Gerardo Hernandez Nordelo

Prigione Federale di Victorville

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Nuove sentenze di due antiterroristi cubani saranno l’8 dicembre

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(Prensa Latina) Due dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli Stati Uniti da più di undici anni, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, saranno sentenziati nuovamente il prossimo 8 dicembre. D’accordo con l'annuncio della Corte Federale di Miami, nel sud della Florida, divulgato dalla stampa di questa isola caraibica, le udienze saranno nella mattina (10:00 ora locale) ed il pomeriggio (13:30), rispettivamente.  
Nel 2008, l'Undicesimo Circuito di Appello di Atlanta ha determinato che le sanzioni (ergastolo più 18 anni per Ramon, ergastolo più 10 anni per Antonio Guerrero e 19 anni per Fernando) sono imposte non correttamente ed in conseguenza sono state annullate.  
L'udienza di Antonio si è celebrata lo scorso 13 ottobre, e qui l'antiterrorista ha ricevuto una condanna di 21 anni e 10 mesi di prigione.  
A dispetto della sua dichiarata innocenza e l’appello internazionale per la scarcerazione definitiva, i tre menzionati più Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez compiono pene da 15 anni fino ad una doppia catena, più 15 anni.  
Tutti loro sono stati fermati il 12 settembre 1998 mentre monitoravano le azioni vandaliche di gruppi anticubani radicati in Florida, e non hanno mai attentato alla sicurezza degli Stati Uniti.  
Ig/dsa 

 

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Gli egiziani reclamano ad Obama di liberare i Cinque cubani

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(Prensa Latina) Attivisti sociali, ex diplomatici e pacifisti hanno chiesto al presidente statunitense, Barack Obama, ad Il Cairo, di rovesciare la politica di due pesi e due misure del suo paese nella lotta contro il terrorismo e di liberare così i Cinque cubani incarcerati ingiustamente. In una lettera diretta al governante degli Stati Uniti, il segretariato permanente dell'Organizzazione di Solidarietà coi Paesi Afro-Asiatici (AAPSO, per la sua sigla in inglese) ha detto di essere “profondamente preoccupato” per l'incarceramento dei Cinque cubani.
I Cinque cubani, che sono Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Rene Gonzalez, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, svolgevano un’attività che è stata definita dalla missiva “come una violazione delle leggi nordamericane e con un'elevata motivazione politica”.
La lettera ad Obama sostiene che dopo più di 11 anni di prigionia, i patrioti cubani scontano delle ingiuste sentenze nelle carceri nordamericane, precisamente per i loro atti antiterroristici, per il loro impegno con la giustizia e per il rispetto ai diritti umani.
Ugualmente, ha ricordato che il Gruppo di Lavoro dell'ONU sulle Detenzioni Arbitrarie ha dichiarato nel maggio 2005 che l'arresto dei Cinque è stato “arbitrario ed illegale, e la Corte d’Appello di Atlanta ha revocato le loro sentenze quello stesso anno”.
“Il loro arresto ed incarceramento sono una flagrante violazione dell'articolo 14 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, della quale gli Stati Uniti sono firmatari”, ha rimarcato il gruppo solidale integrato anche da stranieri residenti ad Il Cairo.
Il presidente dell'AAPSO, Ahmed Hamrouch, ed il suo segretario generale, Nouri Abdel Razzak Hussain, hanno sottolineato che “la politica di due pesi e due misure  nordamericana nella guerra contro il terrorismo è stata svelata chiaramente quando i Cinque cubani sono stati arrestati ed imprigionati”.
Hanno contrasto quell'azione giudiziale col fatto che un notorio terrorista internazionale (Luis Posada Carriles), che ha fatto esplodere un aeroplano cubano di passeggeri causando la morte di 73 persone a bordo, ha ricevuto una totale protezione sul territorio statunitense.
Oltre ad encomiare la “determinazione inamovibile” dei Cinque di lottare contro la situazione riprovevole ed inumana, l'AAPSO ha richiesto a Barack Obama di liberarli ed ha espresso la sua fiducia che gli antiterroristi beneficeranno “del suo impegno per i cambiamenti dichiarato in campagna elettorale”.
Ig/crg/ucl

 

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http://pl-it.prensa-latina.cu/ 

 

Cominciano a Cuba i preparativi per il Quinto Colloquio per i Cinque/notizie sui cinque eroi

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I cinque cubani sono incarcerati negli Stati Uniti dal 12 settembre 1998. La loro colpa è di aver smascherato, e denunciato alle autorità statunitensi, gli atti terroristici contro Cuba che in questo paese hanno provocato 3478 morti e 2099 invalidi permanenti.

A undici anni esatti dall’arresto dei cinque agenti dell’antiterrorismo cubano, il mondo dei diritti denuncia il processo farsa svoltosi contro di loro a Miami scende in piazza ovunque nel pianeta per chiederne la liberazione.

Vari appelli sono stati già firmati da premi Nobel e da migliaia di persone in tutto il mondo per denunciare il loro arresto e le numerose violazioni dei loro diritti avvenute durante la detenzione. Anche l’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU ha denunciato la mancata concessione di permessi per le visite ai loro familiari.

A dodici anni dalla morte del nostro connazionale Fabio di Celmo, vittima di una guerra non dichiarata portata avanti con esplosioni, sequestri, attentati ad aerei e navi da turismo, serve ancora la mobilitazione per raggiungere  LA LORO LIBEREAZIONE, LA FINE DEL BLOQUEO, L'ESTRADIZIONE E IL CARCERE PER POSADA CARRILES MANDANTE DELL’ATTACCO TERRORISTICO DOVE RIMASE UCCISO IL NOSTRO FABIO DI CELMO.

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Cominciano a Cuba i preparativi per il Quinto Colloquio per i Cinque

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• Avrà luogo nella provincia di Holguín nel Prossimo novembre e l’Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC), come parte del Comitato Organizzatore, lavora ad un Foro Interattivo in Internet

Roberto Ortiz del Toro

Cento cinquanta sei amici di 27 paesi hanno, fino ad ora, confermato la loro presenza al Quinto Colloquio Internazionale previsto ad Holguín dal 19 al 23 novembre, per la Libertà dei Cinque antiterroristi cubani arrestati negli Stati Uniti, e contro il Terrorismo.

Amaury Torno González, rappresentante dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP) nella provincia, ha confermato che tra le personalità che assisteranno all’evento figurano il cineasta Saul Landau, la scrittrice statunitense Alice Walker, la pacifista Cindy Sheehan e l’avvocato della difesa dei Cinque Rafael Anglada.

All’evento, unico nel suo genere nel Paese, presenzieranno anche 30 giovani stranieri che si stanno formando in diverse specialità nelle Università Cubane.

L’Unione dei Giornalisti di Cuba, come parte del Comitato Organizzatore, lavora ai preparativi di un Foro Interattivo in Internet, con la partecipazione dei mezzi di comunicazionz di massa del territorio, ed intensifica la divulgazione del Colloquio nell’ambito nazionale ed internazionale.

Tra le attività previste si svolgeranno anche incontri di intellettuali con i famigliari dei Cinque, atti di solidarietà ed un laboratorio contro il Terrorismo in Boca de Samá, paesino di pescatori situato nel municipio di Banes, vittima di un attacco terrorista che causò 2 morti e quattro feriti nell’ottobre del 1971.

Cuba periodistas (Traduwione Granma Int.) 

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Sentenza di 22 anni
per Antonio Guerriero

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La Corte del Distretto Sud della Florida dettato martedì 13 una nuova sentenza contro Antonio Guerrero,  ingiustamente recluso da più di 11 anni 11 a Florence, in Colorado, considerata dal Guinness World Records come la prigione più sicura del mondo, dove i condannati passano la maggior parte del giorno in isolamento. Inoltre è definita da alcuni come “l’Alcatraz delle Rocciose” ed il suo regime carcerario come “La tomba in vita”.

Antonio era stato condannato inizialmente da questo stesso tribunale all’ergastolo più dieci anni di prigione e la sentenza è stata considerata eccessiva, contraria alle norme legali vigenti e dichiarata nulla dalla Corte d’Appello dell’11º Circuito che ha stabilito che l’accusato non aveva avuto nè trasmesso informazioni relazionate con la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

La nuova sentenza di quasi 22 anni di prigione è il risultato della solidarietà internazionale e del tenace sforzo del suo avvocato difensore, Leonard Weinglass, e non è assurdamente esagerata come la precedente, ma è comunque ingiusta.

È l’ora d’intensificare la lotta per la libertà immediata e incondizionata dei Cinque Eroi cubani.

Questo episodio è una prova delle tante che confermano l’assoluta arbitrarietà del processo  contro coloro che sono reclusi negli Stati Uniti unicamente ed esclusivamente per aver combattuto il terrorismo anticubano, promosso dalle autorità nordamericane.

L’irrazionale dismisura delle condanne imposte era uno degli aspetti reclamati dalla difesa, rispetto al quale è stato possibile ottenere un successo parziale, limitato e contraddittorio.

Nel 2008, la Corte d’Appello di Atlanta, che aveva ratificato gli ingiusti verdetti di colpevolezza dei Cinque, ha poi annullato le sentenze di Antonio, Ramón e Fernando e disposto che fossero nuovamente sentenziati.

Come espressione della strana maniera di fare giustizia in questo paese, la Corte d’Appello ha riconosciuto che ugualmente si doveva attuare con Gerardo Hernández Nordelo, ma invece di ordinarlo, ha deciso poi di ratificare la barbara condanna che pesa su di lui, con due ergastoli e 15 anni di reclusione.

Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René sono innocenti e non avrebbero mai dovuto essere detenuti e ogni giorno che rimangono in prigione è una vergognosa affermazione della complicità dell’amministrazione nordamericana con il terrorismo. (www.antiterroristas.cu / Traduzione Granma Int.).

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Miami vista dal “buco”

Max Lesnik

 

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Antonio Guerrero, uno dei  Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti condannato ingiustamente come i suoi compagni da un tribunale federale di Miami, ci ha inviato di recente un’affettuosa lettera indirizzata alla Alleanza Martiana, che ci testimonia il suo sensibile ringraziamento per la solidarietà

dimostrata  da tutti gli integranti di questa organizzazione patriottica che, da quando è stata dichiarata l’ingiusta sanzione contro di loro, è stata una palestra pubblica per reclamare la libertà per i Cinque.

Assieme alla lettera di Antonio Guerrero che il 16 ottobre ha trascorso in cella il suo compleanno, ci è giunta anche una poesia che ha scritto nel carcere federale di Miami, dov’è stato trasferito poche settimane fa, per apparire di fronte alla stessa giudice che lo aveva condannato all’ergastolo, in una udienza per ricevere la nuova sentenza che ha ridotto la condanna a 21 anni e dieci mesi di carcere.

Antonio Guerrero intitola la sua poesia “Dal buco”, riferendosi a una sua immaginaria visione di Miami vista da questa crudele cella del carcere federale di questa città

“Dal Buco”

Miami davanti ai miei occhi. Mi spoglio.

Un ostinato endecasillabo rimbalza

Tra la  lucidità di un grattacielo

E la tragedia della doccia rotta

Dalla finestra guardo il sole che nasce

e accende i  vetri refrattari.

In tutte le direzioni va la gente

Con cui creo un mondo immaginario.

Le navi da crociera della Royal Caribbean,

il McDonald’s, il collegio, le banche,

il senza tetto che fruga tra la spazzatura,

la venditrice sotto l’ombrellone,

son sempre lì ed io torno a guardarli

dal buco, come a dire “dalla mia statura”.

(...) ( Frammento/ Traduzione Granma Int.).

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Consigliere belga riceve mogli di antiterroristi cubani

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(Prensa Latina) Il consigliere generale di Diritti e Libertà del ministero di Giustizia del Belgio, Marc Tysebaert, ha ricevuto questo mercoledì alle mogli di due lottatori antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti. Tysebaert conversò con Olga Salanueva ed Adriana Pérez, mogli di René González e Gerardo Hernández chi compiono ingiuste condanne in carceri statunitensi di fianco a Ramón Labañino, Fernando González ed Antonio Guerrero.  

  Salanueva e Pérez hanno fatto un aggiornamento del caso dei Cinque, come si conoscono, specialmente intorno al processo in corso di risentenze a tre di loro, uno dei quali (Guerrero) ha ricevuto una condanna minore.  

  La pagina digitale Cubadebate sottolineò martedì che la nuova sentenza di quasi 22 anni di prigione a Guerrero (invece di ergastolo più 10 anni), è risultato della solidarietà internazionale e del tenace sforzo della difesa.  

  “Benché non sia tanto assurdamente esagerata come l'anteriore, è anche ingiusta”, rimarcò.  

  Nei prossimi giorni si rivedranno ugualmente le condanne di Labañino e Fernando González.  

  Tuttavia, le mogli di René e Gerardo hanno denunciato un'altra volta l'ingiustizia che si commette al negarglieli i visti da parte delle autorità nordamericane, per potere visitare i suoi mariti nei carceri dove compiono ingiuste pene di prigione.  

  L'incontro col funzionario belga ha servito ugualmente per denunciare il carattere politico del processo contro i Cinque, i vizi legali e ripetute violazioni della legislazione nordamericana nei suoi espedienti.  

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In Vietnam esigono la liberta' per i 5/anche i Pastori per la Pace esigono la liberazione dei 5

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In Vietnam esigono la libertà per i Cinque in omaggio al Moncada

 

(Prensa Latina) L’appello dell'immediata libertà dei lottatori cubani antiterroristi incarcerati negli Stati Uniti ha segnato in Hanoi un ambiente solidario per l'atto del 56° anniversario dell'Assalto alla caserma Moncada.  La celebrazione, auspicata dall'Unione di Organizzazioni di Amicizia (UOAV) e l'industria nazionale Rang Dong, fabbricante di lampadine ed altre produzioni simili, è diventata l’entusiasta dimostrazione dei fraterni lacci esistenti tra i popoli del Vietnam e Cuba.  
Il direttore generale di questa industria, Nguyen Doan Thang, ha sottolineato la trascendenza delle gesta del Moncada per la nazione antillana ed il suo impatto in America Latina ed ha livello mondiale, aprendo la strada all'indipendenza ed alla costruzione socialista.  
Ha esatto la libertà dei Cinque che rimangono confinati da quasi 11 anni in prigioni nordamericane.  
Da parte sua, l'addetto di commercio di Cuba in questa nazione indocinese, Pablo Fernandez Alberto, ha ricordato le battaglie sostenute dal suo popolo ed ha denunciato il recente rifiuto della Corte Suprema statunitense a rivedere la causa dei Cinque.  
Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerriero hanno ricevuto lunghe condanne nel 2001, dopo essere stati fermati nel 1998 quando monitoravano le attività dei gruppi terroristi degli esiliati nella Florida contro Cuba.  
L'ambasciatore del Venezuela ad Hanoi, Jorge Rondon, ha partecipato alla commemorazione insieme ai diplomatici della missione statale di Cuba.  
Funzionari del Partito Comunista, il governo e l'Esercito Popolare del Vietnam, dirigenti dell'UOAV e dell'Associazione di Amicizia Vietnam-Cuba hanno evidenziato con la loro presenza i nessi di amicizia tra i due paesi.  
Ig/sus

 

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Pastori per la Pace esigono la liberazione dei Cinque cubani

 

Prensa Latina) Ottenere la liberazione dei Cinque cubani è un obiettivo fondamentale dei Pastori per la Pace, ha assicurato Manolo dos Santos, coordinatore nazionale della Carovana.  In dichiarazioni a Prensa Latina ha precisato che Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero, lottatori antiterroristi, sono innocenti e devono ritornare al più presto possibile insieme al loro popolo.  
Ha puntualizzato che tutti i membri della carovana ed una gran parte del popolo nordamericano chiedono la rapida assoluzione dei Cinque, come sono conosciuti a livello mondiale, incarcerati ingiustamente nelle prigioni nordamericane.  
La vigilia circa 40 membri della XX Carovana degli Amicizia Stati Uniti-Cuba sono  stati ricevuti nella sede del Governo di Sancti Spiritus, dove rimarranno fino al prossimo 29 luglio.  
Miguel Acebo Cortiña, primo segretario del Partito Comunista di Cuba nel territorio, ricordando i successi socioeconomici, ha sottolineato che la provincia mantiene il tasso di mortalità infantile più bassa del paese con 2,3 per mille nati vivi.  
Secondo il programma, percorreranno sei degli otto municipi di questa provincia centrale, come Trinidad e la Valle degli Ingegni, centri dichiarati dall'UNESCO Patrimonio Culturale dell'Umanità.  
La XX Carovana dell'Amicizia integrata da 130 membri degli Stati Uniti, Messico, Canada ed Europa, è arrivata venerdì scorso sull'isola, dopo avere percorso 140 città nordamericane.  
Una rappresentazione presieduta dal reverendo Lucius Walker, leader della fondazione umanitari Pastori per la Pace, ha partecipato all'atto centrale per il Giorno della Disubbidienza Nazionale nella città di Holguín, dove ha parlato il presidente cubano Raul Castro.  
Ig/rga 

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Deputati delle Seychelles e Organizzazione tricontinentale esigono giustizia per i Cinque cubani.

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Deputati delle Seychelles esigono giustizia per i Cinque cubani

 

 

 

(Prensa Latina) Il Comitato di Amicizia con Cuba dell'Assemblea Nazionale delle Seychelles ha esatto giustizia per i Cinque antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti da quasi 11 anni. In un comunicato, i deputati sottolineano che uniscono le loro voci alla campagna internazionale che chiede un giudizio giusto per Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez.  
Integrano il comitato sette legislatori, cinque del governante Partito del Paese (PP), maggioritario nel Parlamento con 35 seggi, e due dell'oppositore Partito Nazionale della Seychelles (PNS).  
Come difensori dei diritti umani nel mondo, gli Stati Uniti devono stare attenti per assicurare che prevalga la giustizia in questo caso, che si è prolungato quasi per 11 anni, segnalano i parlamentari.  
Un processo giusto rivelerà al mondo che la democrazia trionfa quando le sue istituzioni aderiscono totalmente ai valori che rappresentano, sottolineano nell’appello.  
Il gruppo legislativo delle Seychelles di amicizia con Cuba considera che una soluzione giusta al caso di questi Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti migliorerà le relazioni tra i due paesi, cosa che sicuramente la comunità internazionale accoglierà con beneplacito.  
Ig/mh

 

Organizzazione tricontinentale esige la libertà dei Cinque cubani

 

(Prensa Latina) L'Organizzazione di Solidarietà dei Paesi dell'Africa, Asia ed America Latina (OSPAAAL) ha esatto al governo degli Stati Uniti la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati negli USA da quasi 11 anni.  In una dichiarazione divulgata questo mercoledì, il gruppo reclama al presidente statunitense, Barack Obama, di fare valere le facoltà di cui è investito e di mettere fine a tanta macabra ingiustizia.  
Conferma il compromesso di moltiplicare le azioni ed iniziative fino a che Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero godano del diritto alla libertà del quale sono stati privati.  
I Cinque sono stati fermati il 12 settembre 1998 mentre monitoravano le azioni violente di gruppi anticubani radicati nella Florida, nel sud statunitense.  
Il riferito testo denuncia inoltre il recente rifiuto della Corte Suprema di Giustizia degli Stati Uniti di rivedere il caso dei Cinque, ed il suo atteggiamento che ha ignorato l’appello universale di numerose personalità dell'orbe, tra queste 10 premi Nobel.  
I solidi argomenti esposti dalla difesa circa l'innocenza degli antiterroristi cubani, e del cumulo di arbitri commessi durante tutto il processo sono stati calpestati nuovamente, puntualizza il documento.  
Il prolungato ed arbitrario incarceramento di Ramon, Renè, Gerardo, Antonio e Fernando costituisce una grottesca evidenza della politica di una doppia morale applicata da un paese che alberga e difende dei terroristi internazionali confessi, afferma la dichiarazione.

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CINQUE EROI CUBANI :Crudeltà  USA impareggiabile /Crueldad E.U. insuperable

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Crudeltà impareggiabile
Il Dipartimento di Stato ha nuovamente negato il visto alla moglie di Gerardo Hernández Nordelo, uno dei Cinque antiterroristi cubani

Con crudeltà insuperabile, un’altra volta, mercoledì 15, il Dipartimento di Stato ha negato il visto ad Adriana Pérez O' Conor, impedendole d’andare  a visitare il marito, uno dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi nelle prigioni d’alta sicurezza degli Stati Uniti da più di dieci anni, per aver ostacolato le azioni dei gruppi di terroristi anticubani, che hanno sempre contato sull’auspicio e la protezione dei successivi governi nordamericani, includendo l’attuale amministrazione.

Per il suo eroismo, Gerardo è  stato condannato a due ergastoli più 15 anni e come se fosse poco questa brutale ed illegale sentenza, da 11 anni si proibisce a sua moglie d’andare a visitarlo. Questa decisione conferma che per ciò che riguarda il patrocinio del terrorismo contro Cuba, non è cambiato niente a Washington.

Al colmo del cinismo, la Segretaria di Stato ha considerato che Adriana costituisce una minaccia alla stabilità e alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Di fronte  a tanta indecenza non ci sono parole sufficienti.

“Sino a quando?”, chiede la nota di stampa della presidenza dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular.

Il 15 luglio è stato il 21 anniversario di matrimonio per Adriana e Gerardo e nulla accade per caso in questa causa. Mandiamo loro, comunque, i nostri migliori auguri(Traduzione Granma Int.)

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Crueldad insuperable
Departamento de Estado negó otra vez la visa a la esposa de Gerardo Hernández Nordelo, uno de los Cinco antiterroristas cubanos

Con crueldad insuperable, otra vez este miércoles el Departamento de Estado negó la visa a Adriana Pérez O' Conor, con lo cual le impide visitar a su esposo, Gerardo Hernández Nordelo, quien sufre injusta prisión en Estados Unidos por haber luchado, pacíficamente y sin armas, contra las acciones de los grupos terroristas anticubanos que han contado siempre con el auspicio y la protección de sucesivos gobiernos norteamericanos, incluyendo la actual administración.

Por su heroísmo Gerardo fue condenado a dos cadenas perpetuas más 15 años y, como si fuera poco el brutal e ilegal castigo, se le prohíbe durante 11 años la visita de su esposa. Esta decisión confirma que, en cuanto a patrocinar el terrorismo contra Cuba, nada ha cambiado en Washington.

En el colmo del cinismo, la Secretaria de Estado considera que Adriana "constituye una amenaza a la estabilidad y seguridad nacional de los Estados Unidos".

Ante tanta indecencia sobran las palabras.

¿Hasta cuándo?, concluye la nota de prensa emitida por la presidencia de la Asamblea Nacional del Poder Popular.

   (NR: Justo este 15 de julio Adriana y Gerardo cumplieron 21 años de           casados. Nada ocurre por azar en este caso.)                

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LIBERTA' PER I CINQUE EROI CUBANI

L'Avana. 13 Febbraio2009

 

 

Più di 500 famosi intellettuali e personalità del mondo intero hanno firmato una lettera indirizzata al presidente statunitense, Barack Obama, per sollecitare l'immediata libertà dei Cinque antiterroristi cubani reclusi ingiustamente negli Stati Uniti.

La lettera è stata redatta da intellettuali, membri del Capitolo Peruviano della Rete delle Reti In Difesa dell'Umanità ed è stata firmata attraverso Internet dal Premio Nobel di Letteratura, Wole Soyinka, da Noam Chomsky, prestigioso intellettuale nordamericano, da Frai Betto, teologo brasiliano,  da Fatima Cleide, senatrice brasiliana, Cesar Brito, presidente dell'Ordine degli Avvocati del Brasile, Danny Rivera, famoso artista portoricano e Jean Marie Binoche, famosa attrice del teatro francese, tra gli altri.

La lettera reitera che i Cinque cubani reclusi da 10 anni nell’impero sono  innocenti e che cercavano solo di ottenere informazioni destinate a prevenire ed ostacolare azioni terroristiche contro la loro Patria, preservando anche la vita di cittadini degli Stati Uniti.

Renè Gonzalez, Gerardo Hernsndez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González sono vittime di sentenze molto crudeli che sommano anche due ergastoli, per delitti che non hanno commesso, segnala il testo.

“I firmatari di questa lettera, signor Presidente, rinnovano il loro reclamo, coscienti dello scenario internazionale acuito oggigiorno da profonde crisi economiche e sociali,  perchè  si metta fine al blocco ingiustificato contro Cuba e s’impartiscano gli ordini  per mettere in immediata libertà i Cinque patrioti cubani, afferma il documento (Traduzione Granma. Int.).

 

Un abbraccio virtuale dei Cinque cubani a Pinar del Rio.

 

Un abbraccio virtuale dei Cinque cubani a Pinar del Rio

Ida Garberi *

Questo sabato 11 ottobre 2008 è stato per me un’esperienza davvero unica, dal momento che ho avuto l’onore di accompagnare un gruppo dei famigliari dei Cinque cubani prigionieri politici degli USA da più di dieci anni, che portavano un grande abbraccio virtuale agli abitanti della provincia di Pinar del Rio.

Rosa Aurora Freijanes, sposa di Fernando Gonzalez, Mirta Rodriguez, madre di Antonio Guerrero e Tonito, figlio di Antonio Guerrero si sono recati a San Cristobal, un municipio della provincia di Pinar del Rio per consegnare un piccolo contributo materiale di appoggio alle persone colpite dai due tremendi uragani che hanno attraversato Cuba il mese scorso, lasciando specialmente in questa provincia, distruzione e grandi necessità.
Ad accompagnarli in questo gesto d’amore, c’eravamo anche noi, un gruppo del Comitato Internazionale per la libertà dei Cinque cubani a L’Avana.
Siamo un gruppo eterogeneo, che proveniamo da diversi paesi del mondo e vivendo nella capitale cubana mettiamo il nostro piccolo granello di sabbia facendo da ponte con i gruppi di solidarietà con i Cinque nei nostri rispettivi paesi.
Proveniamo dall’Italia, Perù, Argentina, Palestina, Stati Uniti, Bolivia, Santo Domingo, Cile, Colombia ed anche dalla stessa Cuba.

Devo dire che il piccolo contributo materiale che abbiamo potuto regalare rappresenta solo qualcosa di simbolico, lo sappiamo, ma quello che invece ha scaldato i cuori ed ha fatto sorridere gli abitanti della provincia di Pinar del Rio è stato il messaggio di amore dei loro Cinque fratelli prigionieri dell’impero, che anche se sono chiusi dietro le sbarre, il loro pensiero viaggia libero e preoccupato per il loro popolo.
Sono stati proprio loro a chiederci questo favore, che fossimo i loro messaggeri di solidarietà, per infondere coraggio ed ottimismo nel domani a coloro che, in certi casi, hanno perso tutto.

Effettivamente il paesaggio che abbiamo visto è desolante, però grazie alla Rivoluzione Cubana oggi già si possono notare alcune ricostruzioni delle case o delle scuole, dei capannoni per l’allevamento avicolo o delle strutture di uno zuccherificio.
I rappresentanti del governo si sono dimostrati molto soddisfatti di questo gesto umanitario e ci hanno ringraziato a nome della popolazione, che abbiamo incontrato poi ricostruendo una scuola elementare del municipio di San Cristobal.
Questo momento è stato davvero caloroso, al lato dei cubani lavorano un gruppo di venezuelani di una brigata volontaria, la Missione Ribas, che nel loro paese sta aiutando a migliorare il livello di scrittura e lettura dei meno fortunati.

Un giovane venezuelano molto gioviale a cui domando come ha fatto a sapere di questo appello di aiuto ai colpiti del ciclone, mi risponde sorridendo che il suo Comandante, Hugo Chavez, ha fatto un comunicato alla televisione e lui subito ha cercato il modulo da compilare per venire a Cuba.
“Come posso abbandonare i miei fratelli cubani nel momento del bisogno? Con che coscienza posso voltare loro le spalle quando si sono occupati da sempre della nostra salute e della nostra educazione inviandoci medici e professori?”.
Non so cosa rispondere, mi ha scaldato il cuore con il suo sorriso e senza parole le regalo la mia spilla del Comitato dei Cinque, sono sicura che Gerardo, Antonio, Renè, Fernando e Ramon sarebbero orgogliosi che la loro effige risplendesse su questo petto giovane tanto generoso.

I venezuelani abbandonano il lavoro per un momento e ci regalano slogan e canzoni rivoluzionarie come saluto e benvenuto, per alcuni minuti risuonano nell’aria i nomi di Fidel, Raul, Chavez, il Che Guevara, Morales, Correa…..tutti quegli uomini che hanno reso possibile questa stupenda America Latina, che oggi si sta unendo e marciando nel socialismo del secolo XXI.
E’ un momento magico, il sorriso è nato su tutti i visi, anche su quelli delle maestre che sono rimaste senza scuola, che però sanno che ben presto questo socialismo internazionalista gliela potrà restituire, integra, nelle loro mani, ancora più forte e solida perché le fondamenta sono impregnate dalla solidarietà latinoamericana.

Un’altra fermata del nostro autobus è stata la località di Taco Taco, dove per un momento sento la desolazione gelarmi l’anima: quasi tutte le case sono rimaste distrutte o senza tetto, alcuni vicini hanno dovuto farsi carico di quelli meno fortunati e le ultime piogge inclementi hanno lasciato delle pozzanghere fangose un po’ dappertutto.
La mia attenzione improvvisamente è catturata da un grande uomo negro, che abbandona per un momento la costruzione della sua casa per correrci incontro, è Reynaldo Fuente, un compagno della guerra d’Angola di Renè Gonzalez, uno di Cinque cubani.
La vita è così, a volte emozionante ed imprevedibile, questo uomo forte e serio si commuove osservando la madre di Antonio e ci mostra l’articolo di un giornale locale dove è stata pubblicata un’intervista che gli hanno fatto per sapere di più di un René Gonzalez soldato in Africa.
Mentre Reynaldo ci insegna il ritaglio di giornale ci confessa che ha perso praticamente tutto con l’uragano, ma questo pezzo di carta, che adesso vuole regalare a Mirta, la madre di un suo fratello prigioniero politico negli Usa, lo ha preservato senza nessun dubbio, come una delle poche cose che la pioggia e il vento non poteva assolutamente portagli via, insieme ai suoi cari ricordi al lato di René.

Un’altra volta il cuore si stringe forte forte e mi fa riflettere su quello che è importante nella vita, su come tutto è relativo…..per gli uomini del primo mondo da dove io provengo sicuramente il ritaglio di giornale non era una priorità……però per fortuna per Reynaldo sì, grazie a persone come lui possiamo continuare a sognare che il pianeta ha qualche speranza di sopravvivere alla crisi mondiale ed alle pazzie guerrafondaie degli Stati Uniti.

E come non commuoversi davanti ai carcerati che partecipano alla ricostruzione, a persone che si sono offerte per aiutare i propri connazionali a rifondare delle case che non abiteranno mai?

La giornata è davvero intensa ed emozionante e termina con il gesto d’amore più tenero di tutti: quando l’autobus arriva alla sede del Comitato, squilla il telefono di Rosa e dall’altra parte un Fernando preoccupato la sta rimproverando perché aveva incontrato il telefono senza linea, mentre stavamo nelle campagne di Pinar del Rio.
La osservo mentre si allontana per cercare un po’ di privacy e spiegarle con dolcezza quello che era successo e che stavamo proprio compiendo la missione che loro, i Cinque ci avevano chiesto.
Dopo dieci anni sembra che il tempo non li abbia divisi, neanche un istante, Rosa e Fernando continuano uniti, a lottare perché queste ingiustizie orribili che sono le sentenze dei Cinque cubani vengano cancellate.

Di una cosa possono essere più che certi, adesso non sono più soli, la solidarietà mondiale sta lottando accanto a loro.


*l’autrice è responsabile della pagina in italiano di Prensa Latina , che anche se sono chiusi dietro le sbarre, il loro pensiero viaggia libero e preoccupato per il loro popolo.

www.resistenze.org -

 

LA CAMPAGNA PER LA LIBERTA' DEI CINQUE IRROMPE IN OGNI AMBITO DELLA SOCIETA'

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     Roma manifestazione 11/10/08 “Cuba in alto nel cielo sfida la storia” foto Maurizio- Sandino Piombino

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Mercoledi 8 ottobre nella giornata che ricorda la cattura e l'assassinio di Ernesto Che Guevara,una piazza centrale della capitale piena di gente e soprattutto di giovani ha visto alternarsi per molte ore attivisti della solidarietà politica con Cuba e cantanti e gruppi musicali con lo stesso obiettivo: far sapere e far capire il significato della campagna internazionale per la liberazione dei cinque agenti cubani dell'antiterrorismo prigionieri innocentemente nelle carceri USA ormai da dieci anni.

La scelta di portare in piazza e con una manifestazione-spettacolo la battaglia per la libertà dei cinque è la conferma che la mobilitazione al fianco di Cuba, del suo popolo, del suo governo, della sua rivoluzione, è un messaggio che deve essere rafforzato senza timidezza tra la gente nei diversi ambiti della società. La manifestazione-spettacolo di piazza dell'8 ottobre, che ha visto la partecipazione di almeno duemila persone, conclude questo mese di mobilitazione politica italiana nell'ambito della campagna internazionale per la libertà dei cinque prigionieri cubani, realizzata a partire da un riuscito sit-in di lotta sotto l' Ambasciata USA il 12 settembre,seguito da tanti incontri-dibattito in varie città italiane, e da una importante conferenza con docenti e giuristi nell'Università Sapienza di Roma che ha visto lo scorso 2 Ottobre la partecipazione di moltissimi giovani.

Adesso diventa decisivo consolidare la capacità unitaria che ha realizzato questo grande risultato politico e raggiungere strati sempre piu ampi di società con il coinvolgimento attivo di settori più vasti di lavoratori e studenti,a partire da una battaglia politica che sappia imporre la fine del blocco economico USA contro Cuba, e piu in generale sappia misurarsi con gli obiettivi imposti dalla sfida tra le aspirazioni e le conquiste sociali e politiche di Cuba, dei governi rivoluzionari e progressisti e dei movimenti sociali dell'America Latina contro un sistema imperialista sempre piu avvitato dentro la sua stessa crisi.

             UN'ALTERNATIVA E' POSSIBILE, ADESSO!

                LIBERTA' IMMEDIATA PER I CINQUE,

                PER ESSERE TUTTI NOI PIU' LIBERI!

Associazione “La Villetta”, Nuestra Amèrica, CDR/Roma, Comitato “Fabio di Celmo”

Partito della Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, le Villette di tutta Italia, ANPI, Tele Ambiente, Radio Città Aperta, Comitato “Palestina nel Cuore”, Centro di Iniziativa Popolare, AGTI Agenzia Giornalistica, Zona Rossa, Angolo Cubano, Centro studi Cestes, Centro Ricerca Cric Internazionale, PromoCaraibi, Società Sportiva Tor di Quinto,, AIASP, Comitato “Roma–Provincia Habana”, SiporCuba, Rivista Proteo, Artiglio calcio, Comunità Montana dell’Aniene, Casa dei popoli “Antonio Capuano”, Punto Cubano, Associazione Itaca, Associazione “Vecchio Mattatoio”, Comitè internazionalista Camilo Cienfuegos, Polisportiva Roma 6 Villa Gordiani, CSOA La Strada, U.S.I./RdB Ricerca/ Wolf-soluzioni digitali/Ass, Culturale Narramondo, Lega Missionaria Studenti Cattolici, Mezza Luna Rossa Palestinese

Roma Mercoledi 8 ottobre p.zza immacolata manifestazione internazionalista per i cinque eroi cubani.

 

Proseguono in tutta Italia le iniziativa di solidarietà per Cuba,  la giustizia e la libertà dei cinque eroi cubani.

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3/10 Iniziativa ANAIC- Rivista Nuestra America" a Pisa per Cuba e la liberazione dei cinque.

 

IL POPOLO CUBANO NON DIMENTICA E LOTTA PER LA LIBERAZIONE DEI CINQUE

SOLIDARIETA' INTERNAZIONALISTA AL POPOLO CUBANO E LIBERTA' PER I CINQUE

Cuba e' stata vittima, per quasi mezzo secolo, di atti terroristici organizzati da gruppi di origine cubana radicati in Miami, appoggiati e foraggiati dai diversi governi U.S.A.

Questi atti hanno provocato 3.478 morti, 2.099 feriti e milioni di dollari in perdite economiche che hanno danneggiato e danneggiano anche i cubani non coinvolti nell'atto.

Tra gli uccisi anche un giovane italiano di 32 anni, Fabio di Celmo, assassinato il 4 settembre '97, con una bomba fatta esplodere in un Hotel dell'Avana. Fabio aveva deciso d'investire il proprio denaro nella Cuba del periodo speciale. I governi italiani non hanno mai insistito per  l'estradizione del terrorista responsabile, Posada Carriles, cittadino libero negli Stati Uniti grazie alla tutela dei governi di quel paese.

Contro questo terrorismo hanno lottato e per questo sono detenuti dal 12 settembre '98 i Cinque: Antonio Guerrero Rodríguez e' stato condannato all'ergastolo piu' 10 anni, Fernando Gonzalez Llort a 19 anni di prigione, Rene' Gonzalez Sechewerert a 15 anni, Gerardo Hernandez Nordelo a due ergastoli piu' 15 anni, Ramon Labanino Salazar all'ergastolo piu' 18 anni.

Da allora continua la lotta per la loro liberazione.

Il 27 maggio '05, il Gruppo di lavoro sulle detenzioni arbitrarie della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni unite ha dichiarato arbitraria la loro detenzione. Piu' di 6 mila intellettuali, inclusi diversi premi Nobel, hanno firmato una petizione internazionale, 187 membri del Parlamento Europeo hanno sottoscritto una dichiarazione chiedendo il rispetto dei diritti umani e Amnesty Internacional ha denunciato alle autorita' U.S.A. le irregolarita' del processo.

VENERDÌ 3 OTTOBRE ORE 21.15

 presso saletta Leopolda

piazza Guerrazzi, Pisa

PARTECIPA ALL'INCONTRO    

 INSERITO NELLA CAMPAGNA

 PER LA LIBERAZIONE DEI 5 EROI CUBANI

Proiezione del video " 10 ANNI DI INGIUSTIZIA"  La storia dei 5 Agenti Cubani

Saranno presenti:

TECLA FARANDA - Avvocato dell'Associazione Nazionale Giuristi Democratici

ENZO DI BRANGO - Direttore di redazione Rivista Nuestra America

Iniziativa promossa da:

Associazione Italia-Cuba, Circolo Camilo Cienfuegos di Pisa – Rivista Nuestra America

 

In Brasile i turisti nordamericani ricevono informazioni sui Cinque Cubani in carcere in USA

 

 

L'Avana. 25 Settembre 2008

FIDEL RENDON

La consegna di opuscoli in inglese sul caso dei Cinque, è uno dei sistemi che utilizza il Movimento di Solidarietà con Cuba nelle città brasiliane, per far conoscere all’opinione pubblica nordamericana la verità sulla causa di questi Eroi.

Con il titolo "Puoi essere arrestato per lottare contro il terrorismo? Si, basta opporsi al terrorismo a Miami", particolarmente a Rio de Janeiro, circolano questi opuscoli nelle spiagge e gli hotel di Copacabana e nelle zone turistiche vicine, con l’obiettivo di raggiungere gli statunitensi che visitano il luogo.

Durante la Giornata Mondiale a favore di questa causa, in modo speciale, a Salvador de Bahia, gli amici di Cuba hanno distribuito gli opuscoli all’entrata del locale aeroporto, ai turisti nordamericani di ritorno al loro paese, sottolinea un messaggio inviato dalla Casa Brasile-Cuba.

"Cinque cubani sono ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti dal 1998, sono stati vittime di un processo penale illegale e pieno di irregolarità", spiega il documento.

Spiega che Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero, René González e Gerardo Hernández sono stati arrestati e condannati senza avere prove nei loro confronti.

La giuria ha agito in modo parziale, nonostante "i testimoni della difesa come i nordamericani Eugene Carrol, Contrammiraglio della Marina Militare, ed Edward Breed Atkeson, Generale di Divisione dell’Esercito, abbiano affermato che i Cinque non avevano praticato spionaggio né avevano attentato contro la sicurezza degli Stati Uniti", sottolinea.

"Nonostante sia uno dei maggiori e più lunghi processi di tutta la storia giudiziaria statunitense, fino ad oggi il caso non è in sostanza conosciuto dallo stesso popolo degli Stati Uniti", segnala l’opuscolo distribuito in Brasile.

Precisa che, nel frattempo, il terrorista Luis Posada Carriles, un criminale reo confesso, evaso da una prigione venezuelana, continua a circolare liberamente per le strade di Miami.

"Facciamo appello alla generosità del popolo nordamericano nel senso di solidarizzarsi con tutti quelli che lottano per la liberazione dei Cinque prigionieri cubani, affinché si faccia giustizia e possano ritornare liberamente al loro popolo, alle loro famiglie ed al loro paese", conclude il documento.

Granma Internacional Digital: http://www.granma.cu/
http://granmai.cubaweb.com/
http://www.granmai.cubasi.cu/

 

Contro l'imperialismo, con i popoli resistenti dell'America Latina

 

 

Le notizie che ci giungono in questi ultimi mesi dall'America Latina ci parlano di una situazione di scontro frontale tra l'imperialismo USA e i popoli di questo continente.

In Colombia l'intervento nordamericano è sempre più palese anche se mascherato con il paravento della lotta al narcotraffico, lo stato fascista guidato dal presidente Uribe sta portando un attacco senza precedenti alle forze popolari, uccisioni sommarie di sindacalisti e dirigenti popolari, attacchi militari e bombardamenti aerei contro la guerriglia, provocazioni militari contro l'Ecuador ed il Venezuela.

In Bolivia e Venezuela l'imperialismo sta tramando per rovesciare con la forza i governi di Morales e di Chavez, è di questi giorni la notizia della rottura delle relazioni diplomatiche tra questi due paesi e gli USA.

La Rivoluzione Cubana è sempre vittima del criminale embargo economico imposto dagli USA che non si sono fermati neanche davanti all'emergenza umanitaria per gli uragani che hanno colpito l'isola in quet'ultimo mese, Guantanamo continua ad essere una ferita aperta che grida vendetta,  negli USA dopo un processo farsa.

Noi  proponiamo a tutte quelle realtà impegnate nella lotta antimperialista, nella solidarietà ai popoli, di costruire insieme giovedi 9 ottobre dalle ore 17:00 alle ore 19:00, in occasione dell'anniversario della morte del Comandante Ernesto Che Guevara, un presidio sotto il consolato statunitense di firenze per ribadire con forza alcuni concetti:

 

-Contro l'imperialismo nordamericano

-Solidarietà alla Rivoluzione Cubana, ai popoli di Bolivia, Venezuela, Ecuador, Nicaragua, Haiti.

-Per l'immediata la giustizia e la libertà dei 5 cubani detenuti nelle carceri USA

 

PCL FIRENZE

 

12 settembre Sit In davanti ambasciata USA per la giustizia e la lbertà dei CINQUE/Lettera Aperta

 

 

Alle 17.30 del 12 settembre 2008  davanti l’ambasciata degli Stati Uniti a Roma si è svolto un SIT IN di protesta per la giustizia e la libertà dei cinque eroi cubani  da 10 anni detenuti senza ragione  nelle carceri dell’impero yankee, decine e decine di persone  sono arrivate con bandiere cubane e striscioni per dire basta alla vergogna  e all’ingiustizia USA.

Microfono alla mano via via hanno preso la parola  esponenti del variegato mondo della sinistra comunista italiana : Luciano Iacovino (Villetta), Luciano Vasapollo (Nuestra America), Sergio Cararo  (Contropiano), Amato (PRC), Jacopo Venier (PDCI),……. Mordenti, Carbonelli, Marcelli,….., tutti oltre a parlare della questione dei cinque eroi, hanno speso  dure parole

contro il criminale embargo USA che dura ormai da 50 anni e per  difendere l’autodeterminazione dei popoli latino americani come Bolivia, Venezuela,e non solo.. che ricevono ingerenze dagli USA che finanziano organismi per destabilizzare  nazioni che si sono liberate appunto dal  giogo imperialista.

La manifestazione ha avuto solo un momento di “ tensione” verso le 18.30, quando sono arrivati i compagni dell’ala più dura del movimento antagonista comunista CDR - CSOA che in un attimo hanno realizzato e esposto uno striscione anti USA, in un attimo si è notato subito il cambio di atteggiamento di Polizia e carabinieri,  la cosa più comica e sconcertante però è stata quella di vedere subito un cordone di poliziotti a ridosso dello striscione  (quasi dentro), sicuramente per non permettere la lettura dello slogan scritto (Vedi foto), sia dalle finestre dell’ambasciata USA, sia dai mezzi in transito e passanti .

                                                             La villetta Per Cuba C.lo Piombino

 

                                                      girostar_1_60 

                                

CAMPAGNA INTERNAZIONALE DI LOTTA E MOBILITAZIONI PER LA LIBERTA’

 DEI 5 PATRIOTI ANTITERRORISTI CUBANI

…UN GIORNO NON CI BASTA!

con Cuba sempre, senza se e senza ma!

Il 12 settembre dalle ore17.00 si è tenuto un

SIT-IN DI LOTTA DI FRONTE ALL’AMBASCIATA USA

Il 12 settembre si è tenuto  a Roma di fronte all’Ambasciata USA un grande sit in di lotta per chiedere la liberazione immediata dei cinque patrioti cubani; a questa importante manifestazione nazionale, che ha aperto in Italia la mobilitazione nell’ambito del mese di campagna internazionale, hanno partecipato oltre 300  compagni in rappresentanza dei  comitati e associazioni organizzatrici, dei movimenti sociali, dei sindacati di base, di collettivi studenteschi, di intellettuali, artisti, ecc.

Tantissimi sono stati gli interventi e tra gli altri hanno preso la parola, oltre ai promotori anche rappresentanti dei movimenti sociali e dei sindacati di base  e del Partito della Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, Partito dei Comunisti Italiani e  tanti altri; tutti hanno sottolineato la necessità di continuare la campagna politica di mobilitazione internazionale per la libertà immediata dei 5 patrioti antiterroristi cubani, esprimendo al contempo il pieno appoggio politico e la solidarietà ai popoli e governi della Bolivia e del Venezuela aggrediti dall’imperialismo USA.

Con questo sit in è iniziato il mese di mobilitazione in favore della liberazione dei 5 patrioti cubani che vedrà, oltre a varie altre iniziative politiche e culturali in varie città italiane, anche altre due manifestazioni nazionali:

·        Una conferenza internazionale con la partecipazione  di giuristi internazionali impegnati nella battaglia per la libertà dei 5 da tenersi all’Università La Sapienza di Roma il 2 ottobre

·        Una grande manifestazione/spettacolo di piazza, nazionale e di massa, l’8 ottobre a Roma per la chiusura della campagna internazionale.

La solidarietà per Cuba non si consuma in un giorno ma si rinnova nella continuità di una partecipazione plurale e unitaria fatta di lavoratori, studenti, associazioni e partiti. Cuba va aiutata con la solidarietà di tutti, con la partecipazione la consapevolezza di una giustizia vera per i 5 cubani ancora prigionieri del governo imperialista USA. Facciamo appello, agli intellettuali, agli artisti, alle associazioni, ai movimenti sociali di base ed ai sindacati di base affinché intraprendano con noi questo percorso per la dignità e la giustizia.

LIBERTA’ IMMEDIATA PER I 5, SOLIDARIETA’ POLITICA CON CUBA, BOLIVIA, VENEZUELA E TUTTI I POPOLI AGGREDITI DALL’IMPERIALISMO USA

Per adesioni e informazioni: info@associazionelavillettapercuba.org - nuestramerica@libero.it

Promuovono: L’Associazione “La Villetta”, Nuestra Amèrica, CDR/Roma, Comitato “Fabio di Celmo”

Organizzano e aderiscono: Partito della Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, le Villette di tutta Italia, ANPI, Tele Amviente, Radio Città Aperta, Comitato “Palestina nel Cuore”, AGTI Agenzia Giornalistica, Zona Rossa, Angolo Cubano, Centro studi Cestes, Centro Ricerca Cric Internazionale, PromoCaraibi, Centro di Iniziativa Popolare, Società Sportiva Tor di Quinto,, AIASP, Comitato “Roma–Provincia Habana”, SiporCuba, Rivista Proteo, Artiglio calcio, Comunità Montana dell’Aniene, Casa dei popoli “Antonio Capuano”, Punto Cubano, Associazione Itaca, Associazione “Vecchio Mattatoio”, Comitè internazionalista Camilo Cienfuegos, Polisportiva Roma 6 Villa Gordiani, CSOA La Strada, U.S.I./RdB Ricerca/ Wolf-soluzioni digitali/Ass, Culturale Narramondo.

 

                                                            

 

   

LETTERA  APERTA  :

Cari compagni, possibile che neanche  una tematica extra Italia come CUBA o il dramma dei CINQUE EROI CUBANI unisca i comunisti ?

Come militante comunista (dal 1970), trovo doloroso e vergognoso vedere associazioni, movimenti,…. singole persone della sinistra comunista, rompersi, dividersi fino ad organizzare iniziative separate su una causa internazionalista come quella della lotta per la giustizia e la libertà dei cinque eroi cubani da 10 anni rinchiusi senza alcuna ragione nelle carceri dell’impero USA, carceri dove hanno dovuto subire soprusi, angherie, violazioni dei diritti umani.

L’associazione e i compagni che hanno voluto dividere il movimento vicino a Cuba  , si rendono conto o no dell’esempio negativo che “abbiamo” dato all’autorità cubane, ai cinque e non solo ?

Chiunque siano i responsabili almeno in questa circostanza internazionalista potevano lasciare da una parte il loro ego, il  loro voler apparire ad ogni costo i migliori… …... no così non va!

A mio modesto parere credo che con tali  atteggiamenti  si vada  poco lontano.

Con questi  presupposti  come si può pensare di risalire la china  e sviluppare un movimento di lotta antagonista a Berlusconi   ? Come si può pensare di contrastare l’escalation neofascista in atto ?

 Compagni ; “ ci siamo  accorti  o no che non ci sono più piedistalli”?

 Compagni  :“ ci siamo accorti  o no che il nostro culo è per terra”  ?

Compagni : “ ci siamo accorti  o no che nessuno è meglio dell’altro, che l’egoismo non paga”?

……………………….

Solo se con umiltà recuperiamo le nostre radici, la nostra memoria storica e per un momento mettiamo da parte i nostri contrasti interni si potrà  ripartire uniti verso :” la RESISTENZA al presente” ,alzare il tiro verso il nemico vero,…… questa è l’unica strada percorribile per tornare a sperare di riconquistare la credibilità delle fasce sociali più deboli,…………. lavoratori, studenti, pensionati, immigrati…..

Utopia?

No, à solo la speranza di un comunista cresciuto sui  valori del “Che” Guevara,

di Camillo Torres, Malcom X , Fidel,....

Hasta la victoria siempre

Maurizio (sandino)

(La Villetta  per Cuba Piombino)

Fotocronaca della manifestazion Già on line in :

http://associazionecubarriva.leonardo.it/blog

 

"UN GIORNO NON CI BASTA":Manifestazioni per la solidarietà e la libertà dei 5 eroi cubani.

 

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LA VILLETTA

Nazionale

 Roma via Degli Armatori 3

INVITA

Tutte Le Villette d’Italia a partecipare

Al Sit-in di fronte all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma il 12 settembre 2008 

alle ore 17,30 

Un giorno non ci basta

La solidarietà per Cuba non si consuma in un giorno si rinnova nella continuità di una partecipazione plurale e unitaria fatta di gente, associazioni, partiti. Cuba non ha bisogno di protagonismo, individualismo, e opportunismo politico o di chi lavora per dividere l’associazionismo. Ricordiamo la vicenda dei 5 eroi cubani ancora ostaggi di una politica imperialista USA e non permettiamo la loro strumentalizzazione. Cuba va aiutata con la solidarietà di tutti, con la partecipazione la consapevolezza di una giustizia vera per i 5 eroi cubani ancora prigionieri del governo imperialista USA.

Con Cuba sempre senza se e senza ma

Ancora siamo quelli del

28 giugno 2003 a piazza Farnese a Roma della bandiera cubana sopra l’ambasciata USA. Le manifestazioni antimperialiste per  il socialismo.

Per la libertà dei 5 e contro il Bloqueo. Siamo quelli della solidarietà politica con Cuba.

Attivo nazionale  il 3 settembre 2008 presso

La Villetta in via degli Armatori 3 Roma

Sono invitate tutte le Villette d’Italia e le associazioni amiche di cuba

 

 

Ex prigioniero libanese appoggia la liberazione dei Cinque

 

Samir Kuntar, uno dei prigionieri libanesi liberati la settimana scorsa nello scambio tra Israele e Hezbollah, ha dichiarato da Beirut il suo appoggio a Cuba, Fidel Castro e ai Cinque cubani incarcerati degli USA per lottare contro il terrorismo.

Kuntar, che scontava una condanna dal 1979 in un carcere israeliano, ha avuto contatti epistolari con Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, prigionieri da 10 anni nelle carceri nordamericane.

Kuntar, nel corso di una visita all’ambasciata cubana a Beirut, ha reso noto il suo desiderio di lavorare a favore della liberazione dei Cinque e di tutti i prigionieri arabi che ancora sono nelle carceri israeliane, riferisce il sito digitale del Ministero degli Esteri di Cuba.

Maria Isabel Velazquez de Urra, addetta commerciale dell’ambasciata di Cuba in Libano, ha ringraziato per il gesto di solidarietà di Kuntar.

Cuba ha appoggiato la campagna per la liberazione di Samir Kuntar, che fino allo scorso 16 luglio era il prigioniero libanese da maggior tempo detenuto nelle carceri d’Israele, dove scontava una condanna a 542 anni.

E’ stato liberato grazie ad un accordo tra Tel Aviv ed il gruppo sciita libanese Hezbollah, per cui Israele ha liberato cinque prigionieri libanesi, tra cui Samir Kuntar. (AIN – Traduzione Granma Int.)

 

SONO INNOCENTI !! BUSH VERGOGNA!!!SEI UN BANDITO/Roma in 15000 contro Bush

 

SONO INNOCENTI !!!! BUSH VERGOGNA!!!!!

Continua la dura risposta unitaria alle presenza di Bush in Italia e alle infamanti condanne verso i 5.

A Roma in una manifestazione di 15.000 persone, indetta dalle Associazioni e dai Sindacati di Base, si è formato uno spezzone Antimperialista di varie migliaia di persone dove è prevalsa, con moltissime bandiere di Cuba, la presenza delle Associazioni di solidarietà con Cuba e per la difesa dei 5 Patrioti Cubani e dalle Associazioni di solidarietà con la Palestina presenti con una grande bandiera Palestinese.

Non sarà l’ultima iniziativa, continuerà la vigilanza e la mobilitazione

Contro Bush e contro le vergognose condanne ai 5,sin da ora diamo appuntamento, per i primi giorni di Settembre, per un grande attivo generale unitario di tutte le associazioni di solidarietà con Cuba a

“La Villetta”.   

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oggi e mercoledi a Roma:iniziative a sostegno dei cinque eroi, contro il governo USA e contro Bush

 

Le sottoscritte Associazioni riunitesi in un attivo generale Domenica 8 Giugno promuovono :

 

--- Sit-in di fronte l’Ambasciata U.S.A. Lunedì 09 Giugno alle ore 17,30

come prima risposta alla vergognosa sentenza del nuovo processo contro i 5 Patrioti Cubani.

 

--- partecipazione alla manifestazione anti-bush a Roma di Mercoledì 11 Giugno

con uno spezzone a  favore della libertà dei 5 e con carattere Antimperialista.

 

Ribadiscono la necessità di una forte mobilitazione, nell’ambito delle iniziative internazionali, che rivendichi GIUSTIZIA e LIBERTA’  per i 5 e appoggi i processi di costruzione del Socialismo del XXI° secolo in atto in America Latina.

 

 

Assoc.”La Villette per Cuba”, Nuestra America,C.D.R. Roma,Radio Città Aperta, Collett. Gruppo di Ricerca e Studio sull'America Latina-Sapienza, Angulo Cubano, Zona Rossa, Forum Palestina, Promocaraibi, Assoc. Provincia Habana ,Assoc. Italia-Cuba circolo Juan Antonio Mella, Assoc. Italia-Cuba circolo Roma ,Coord. Regionale Italia-Cuba, Centro studi CESTES, Coord. Regionale “Le Villette”, Comitato Di Celmo, Comitato con la Palestina nel cuore,AIASP,  S.S. Tor di Quinto, Essere Comunisti, Rete Comunisti, Giovani Comunisti Roma, Sez. PdCI “Antonio Capuano”,,  

 

                                                    5_intesta_222_01

informazione manipolata sui "Cinque" /mostra sui "cinque" in Guatemala

 

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L'Avana. 3 Giugno 2008

SPAGNA

 La manipolazione dell'informazione sui Cinque Eroi

Il silenzio di gran parte della stampa spagnola sul caso dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti e sulle recenti denunce di Cuba contro Washington è stato denunciato nella città di Alicante. 

La scarsa diffusione di notizie su  questi temi ha occupato lo spazio d’una conferenza intitolata “I mezzi di disinformazione contro Cuba”, tenuta dallo scrittore e giornalista spagnolo Manuel Talens per un centinaio di ascoltatori.  Nella sua esposizione, il collaboratore dei siti digitali Rebelion e Cubadebate, autore del libro “Cuba nel cuore” ha condannato i circoli di potere che controllano i mezzi di diffusione e l'opinione pubblica a beneficio dei propri interessi personali. 

Inoltre ha definito perverse, bugiarde e malintenzionate quasi tutte le informazioni che si pubblicano nella stampa spagnola a proposito dell’Isola ed ha affermato che “si tenta d’occultare e manipolare la realtà di Cuba”. 

Talens ha denunciato il silenzio che questi mezzi mantengono sul caso dei Cinque cubani reclusi da quasi 10 anni negli Stati Uniti,  per aver ostacolato le attività terroristiche anticubane della destra reazionaria della Florida. 

L’attivista ha riferito le recenti denunce del governo cubano sulla partecipazione dell'Ufficio di Interessi di Washington a L'Avana nel trasferimento di denaro tra i terroristi radicati negli USA e i controrivoluzionari nell'Isola. 

Nella sua conferenza, organizzata dall' “Associazione di Amicizia con Cuba Miguel Hernandez”, di Alicante, Talens ha incitato a contrastare il monopolio informativo della grande stampa con le informazioni pubblicate dai mezzi alternativi.


 L'Avana. 2 Giugno 2008

GUATEMALA


La mostra cinematografica


dedicata ai Cinque eroi

La giornata cinematografica dedicata ai Cinque Eroi cubani reclusi negli Stati Uniti si è svolta a Città del Guatemala durante l'ultima settimana del mese, com’e già abituale.

In questo mese di maggio è stato presentato un documentario basato in un'intervista della BBC di Londra a Gerardo Hernandez, che sta scontando la condanna di un doppio ergastolo, per aver ostacolato l’esecuzione di azioni terroristiche, organizzate dai gruppi reazionari della Florida contro Cuba.

Il documentario rivela le manipolazioni  e i brogli avvenuti nel processo contro i Cinque e mostra le immagini dell’addestramento che praticano negli Stati Uniti i controrivoluzionari, responsabili di migliaia di aggressioni contro l’Isola.

Inoltre mette in chiaro la doppia morale della politica nordamericana che ha condannato a severe pene questi cubani, mentre lascia in libertà il terrorista Luis Posada Carriles, autore dell'esplosione di un aereo nel cielo di Barbados,  che costò la vita a 73 persone innocenti.

Oltre a questo documentario, è stato presentato il film guatemalteco “VIP l'altra casa”, realizzato da Elias Jimenez e Rafael Rosal, due laureati nella scuola di cinema di San Antonio de los Baños, a Cuba.

Questo film denuncia la dura realtà delle prigioni in Guatemala ed il fenomeno della corruzione, uno dei mali sociali più gravi in questo paese.(Traduzione Granma int.)
 

Direttore Generale: Lázaro Barredo Medina / Direttore Editoriale: Gabriel Molina Franchossi
HOSPEDAJE: Teledatos Cubaweb.  La Habana
Granma Internacional Digital: http://www.granma.cu/
http://granmai.cubaweb.com/
http://www.granmai.cubasi.cu/

 

Una nuova aggressione USA contro Cuba

 

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                                                                               L'Avana. 22 Maggio 2008

La denuncia del Comitato spagnolo per la Liberazione dei Cinque

Il Comitato di Madrid per la liberazione dei Cinque Eroi cubani prigionieri politici degli Stati Uniti ha denunciato che il presidente nordamericano, George W. Bush, ha iniziato  una nuova campagna d’aggressione contro Cuba, con l'obiettivo d’obbligare l'Unione Europea (UE) a mantenere una posizione ostile verso l'Isola. 

Questa campagna è iniziata proprio mentre si nota un avvicinamento favorevole dell'UE a L'Avana.

Washington vede come un pericolo l’eliminazione delle sanzioni applicate contro il popolo cubano, che sono sospese temporaneamente e vuole evitare ad ogni costo che l'Europa assuma a poco a poco un'eventuale politica indipendente, liberandosi, dai suoi orientamenti aggressivi, afferma il comunicato. 

Il Comitato per la libertà dei Cinque, noti a Cuba  come “I Cinque Eroi”, ha chiesto alla UE che si faccia ricattare dal Governo di Washington e che non  applichi più sanzioni ad un paese che non ha colpe ed è solidale con tutti i popoli che hanno necessità del suo aiuto.

Inoltre il documento esige dal Governo Bush che: si eliminino il blocco criminale e gli attacchi contro Cuba; che si liberino immediatamente i Cinque cubani che  in settembre avranno contato ben 10 anni di reclusione in prigioni d’alta sicurezza degli Stati Uniti per aver lottato contro il terrorismo; che si restituisca la base navale di Guantanamo, utilizzata come carcere clandestino, centro di torture e simbolo mondiale della violazione dei diritti umani e civili. (antiterroristas.cu/Traduzione Granma Int.)

 

cinque eroi cubani:Denunciati gli Stati Uniti nella ONU a GINEVRA

L’oltraggio ai diritti umani dei Cinque e dei loro familiari

Olga Salanueva e Adriana Perez a Ginevra hanno incontrato i rappresentanti delle Nazioni Unite. Queste due donne cubane sono mogli di due dei Cinque antiterroristi cubani, prigionieri politici degli Stati Uniti da quasi 10 anni.  Adriana Perez e Olga Salanueva, mogli di Gerardo Hernandez e René Gonzalez, stanno tenendo colloquio con rappresentanti della Santa Sede, del Consiglio Mondiale delle Chiese e con i gruppi di solidarietà.

 

Il loro programma ha incluso anche un incontro col delegato di Amnesty International a Ginevra ed una conferenze stampa coi media accreditati nella sede alterna della ONU, a Ginevra. 

 

Adriana Perez e Olga Salanueva denunciano in ogni sede la costante violazione dei loro diritti umani perpetrata degli Stati Uniti che negano i visti per visitare i loro mariti. Inoltre aggiornano sulla situazione dei Cinque, che scontano ingiuste e lunghe condanne aver ostacolato l’organizzazione di azioni criminali contro Cuba, che i gruppi di terroristi, con sede a Miami, realizzano da cinque decenni contro il popolo dell'Isola. 

 

Le due cubane hanno conversato con Leila Zerruogui, presidentessa del Gruppo di Lavoro della ONU sulle Detenzioni Arbitrarie, e con i membri della direzione dell'America Latina dell'Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, con il Nunzio Apostolico Silvano Tomassi, osservatore permanente della Santa Sede a Ginevra e con Carlos Ham, Referente del Consiglio Mondiale delle Chiese.

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 http://cubainforma.interfree.it/2008/5eroi/ritardi.htm

 

 

 

 

LETTERA DELLA VILLETTA PER CUBA AI CINQUE + INFORMAZIONI

 

     

                                              

                               

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               LETTERA AI CINQUE EROI

 

Cari Compagni,

prigionieri e ostaggi della politica imperialista americana,

sentiamo, in questo nuovo anno,  il bisogno di rinnovare con più forza la solidarietà con Cuba, e la libertà per i cinque. E che il governo italiano intervenga ora e subito.

 A voce più alta chiediamo l'immediata scarcerazione dei Patrioti Cubani ostaggi dell’ingiustizia americana.

La vostra solitudine,  nelle galere americane,  é motivo per noi compagni di Roma per promuovere giornate di lotta con sit-in davanti all'ambasciata USA a Roma.  Il tempo passa e siamo sempre di più a manifestare per la vostra libertà con tutti gli strumenti del dialogo democratico coinvolgendo intellettuali, giornalisti, artisti e politici sensibili ai diritti umani. Una lotta anche di notizie sempre aggiornate e veritiere che fanno storia e ragione della rivoluzione cubana.

L'Ambasciata di Cuba a Roma vicina a noi, nel promuovere e aiutare, tramite i suoi addetti culturali, le giornate di cultura cubana:  a Marzo 2007,  un mese dedicato al cinema cubano, con proiezioni e incontri a La Villetta, hanno offerto un'altra occasione per dire alla città quale dura storia sia la vostra di uomini imprigionati per una passione di amore, verità, e giustizia per la propria terra. Abbiamo promosso una campagna di mobilitazione per esservi più vicini con la stampa di cartoline da inviare e così sensibilizzare gente, amici, compagni con un gesto se pure piccolo pieno di passione e fratellanza. Un gesto che è andato oltre le nostre previsioni circa trentaduemila cartoline sono state richieste e inviate con il grido di Volveran, richieste da giovani, da adulti, da chi non conosceva la vostra storia da chi vuole ancora pensare che si possa cambiare  un mondo ingiusto fatto di un potere politico economico di sopraffazione, che non più deve gestire, le storie dei popoli.

Antonio, Luis, René, Gerardo, Ruben, continuiamo a chiedere giustizia con voi,  contro il terrorismo del governo americano, contro l’americanismo economico guerrafondaio. In questi nuovi giorni ritroviamo i sogni di sempre:  il diritto dell'uomo alla pace, a quella vera, non creata dalle armi o dalla politica ipocrita dei governi. La vostra solitudine é anche quella delle vostre mogli e figli e fratelli che non possono vedervi e incontrare, ostaggi anche loro delle aberrazioni del potere americano. Noi lo abbiamo visto sentito nelle parole di Adriana Perez O'Connor, moglie di Gerardo, intervenuta in un incontro voluto e organizzato dal compagno Luciano Iacovino presidente de La Villetta Associazione Culturale per Cuba.

Ancora un altro incontro con l'Avvocato Roberto Gerardo, che ha illustrato la vicenda giuridica della vostra storia di  uomini innocenti e ancora chiusi e isolati.

Il nostro impegno, più quello delle Villette  di tutta Italia è di tenerci in contatto continuo con l’avvocato Roberto e di  essere presenti a nuovi sviluppi giuridici.  Seguire la vostra causa.  In questi ultimi due mesi i compagni de La Villetta hanno patito momenti di ansia per il proprio presidente, che una brutta malattia, lo ha tenuto lontano dalla sua passione per Cuba, ma Luciano, è tornato al suo posto con forza e tenacia, anche se la brutta malattia lo obbliga a continue cure-terapeutiche. Il compagno presidente, instancabile promotore di Con Cuba per Cuba senza Se senza Ma continua a tenere insieme donne e uomini, associazioni e iniziative politiche per raggiungere le sensibilità di tutti e fare proprie le cause di giustizia per Cuba contro l’ignobile embargo americano.

Un abbraccio a ciascuno di voi vi siamo vicini e vi ringraziamo per la vostra lotta, noi continuiamo a mobilitarci perché sicuri della vittoria e per il vostro ritorno a Cuba.

Tutta la nostra Associazione vi è vicino. Viva Cuba, Viva Fidel, Viva Raul.

Un saluto a pugno chiuso.  Hasta la victoria siempre.  Libertad para los cinco.

 

I Compagni de La Villetta                                            La Presidenza de La Villetta

 

 

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    Documenti e storia sui cinque continua con:

UN SOLE CHE NON SI SPEGNE

Dal sito Web www.siporcuba.it

del Compagno amico Aldo
 

All’alba del giorno 12 settembre del 1998 il FBI (Ufficio Federale di Investigazione) informò Ileana Ross- Lehtinen e Lincoln Díaz Balart, due leader della mafia reazionaria e terrorista di Miami che erano appena stati arrestate cinque supposte “spie” lì residenti.La delegazione del Congresso della Florida è composta da 25 individui, ma nessun altro dei componenti ricevette la notizia anticipata. Il FBI in quel momento non conosceva ancora l’identità di tre dei detenuti e gli altri due avevano cittadinanza statunitense. I legislatori menzionati non occupano posizioni nel Congresso che abbiano relazione con la sicurezza e il controspionaggio: perchè vennero privilegiati? Perchè vennero messi al corrente di un’investigazione ancora segreta? Le accuse formali sarebbero state pronunciate solamente quattro giorni dopo, ma sin dal primo istante era già chiaro che si trattava di un’operazione di carattere politico – repressivo, la cui finalità era solamente favorire il settore più aggressivo e violento formato da coloro che hanno convertito la Florida nella base principale della guerra contro Cuba. I gruppuscoli controrivoluzionari, politici e funzionari strettamente vincolati a tutto questo, scatenarono immediatamente una frenetica e isterica campagna per stigmatizzare i cinque giovani arrestati. Lì dove quasi tutti i mezzi di comunicazione e di stampa vengono controllati dalla mafia e operano sotto minacce costanti, non ci fu un giorno nel quale non venne pubblicato almeno un articolo o una nota informativa, con dichiarazioni di funzionari ufficiali, per calunniare e  denigrare i cinque, presentandoli come pericolosi nemici della società.
Si nascondeva la vera ragione di quegli ingiusti arresti. Non è mai stata pubblicata nemmeno una parola sulla limpida e nobile esistenza di tutti loro, sia a Cuba che negli Stati Uniti, come studenti, lavoratori, padri di famiglia o cittadini; la loro vita esemplare si è svolta sviluppando il generoso e ammirabile sacrificio per salvare la Patria e il popolo di Cuba. Non è mai stata scritta una parola nemmeno su tutto ciò che accadde dopo la mattina di quel 12 settembre, sulle brutali condizioni alle quali vennero sottoposti in uno dei peggiori regimi carcerari che l’uomo ha mai immaginato.
Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González sono vittime di un’abominevole ingiustizia e di un trattamento crudele e degradante che oltraggia brutalmente i diritti umani e che è prova irrefutabile dell’arbitrarietà e dell’illegittimità dei processi ai quali vennero sottoposti.
Dal giorno dell’arresto sino al 3 febbraio del 2000, per 17 mesi, sono rimasti in totale isolamento, senza vedersi tra di loro e senza vedere altri prigionieri. Sono rimasti tutto il tempo isolati, nel “buco”: questa parola cerca di spiegare l’infame trattamento che in questo paese viene riservato a una parte dei detenuti. Il lavoro dei loro avvocati fu tenace per riuscire ad ottenere che perlomeno ottenessero un trattamento carcerario “normale”. Il fatto di aver ottenuto questo non cancella però le ingiustificabili atrocità commesse sui cinque giovani uomini,  violando gli stessi regolamenti  statunitensi che ammettono l’isolamento solo come castigo per infrazioni commesse nelle prigioni. Il limite massimo sono 60 giorni per i casi più gravi, come l’omicidio. Ovviamente prima di entrare in prigione non avevano trasgredito nessuna norma carceraria e non avevano mai ucciso nessuno...
Senza dubbio però per loro l’isolamento - vale la pena ripeterlo - durò nientemeno che 17 mesi. Durante quel lungo periodo non riuscirono a mantenere una relazione costante con i loro avvocati e non poterono preparare la propria difesa con le garanzie necessarie e minime per il processo. Se a Miami esistesse qualcosa di simile alla giustizia, solo per questo fatto il Tribunale avrebbe dovuto metterli in libertà e obbligare il Governo a compiere le pertinenti riparazioni. Ma a Miami - per tutto quello che riguarda Cuba - non esiste nulla che, nemmeno di lontano, rassomigli alla giustizia. Va segnalato l’encomiabile operato realizzato dalla difesa, nonostante tutte le difficoltà. I cinque accusati non avevano avvocati propri e nemmeno le risorse finanziarie sufficienti per assumerli: hanno avuto difensori pubblici, di ufficio, con i quali non avevano relazioni. Questi avvocati, quando li conobbero, seppero apprezzare l’onestà delle loro motivazioni, la nobiltà e l’eroismo della loro condotta e nonostante le profonde differenze ideologiche che li separavano - e che segnarono sicuramente il processo – si convinsero dell’assoluta innocenza dei loro difesi. Questa convinzione si riflesse nell’impegno personale posto, assieme a una grande qualità professionale nella difesa. Mentre i cinque eroi resistevano isolati e nell’ombra i loro vigliacchi nemici occupavano giorno e notte le televisioni, i microfoni, le rotative, per sputare su di loro, per minacciare le loro famiglie e i loro amici e... anche per amministrare la “giustizia nello stile di Miami”. Fu così che si lessero nei libelli stampati in questa città i dettagli sul cosiddetto processo giudiziario, includendo nuove accuse che il Pubblico Ministero  avrebbe formulato solo  parecchi mesi dopo. In questo modo, per esempio, si conobbe la più assurda, aberrante e falsa tra le accuse: la “cospirazione per assassinio” presentata per la prima volta nel maggio del 1999, quando i prigionieri erano isolati in carcere da otto mesi. Dopo una vergognosa operazione di stampa della mafia e una serie di riunioni pubbliche e private tra giudici e mafiosi vennero esposti apertamente i piani per formulare le nuove false accuse. 
Era impensabile realizzare un processo che potesse avare uno svolgimento legale normale. Che era impossibile lo si era constatato pienamente anche prima della selezione della giuria; le reiterate richieste dei difensori per trasferire in un’altra città il processo vennero respinte da Joan Lenard, la Sig. Giudice federale di Miami alla quale venne assegnato il caso.
Parallelamente avvenne qualcosa che ebbe molta notorietà nella stampa internazionale: preoccupati dalle minacce di azioni violente che si annunciavano senza mezzi termini, i giurati del premio Granmi Latino decisero di trasferire la manifestazione a Los Angeles e non più a Miami, dove non è possibile nemmeno selezionate i migliori artisti cubani che si esibiscono nei concerti, senza che costoro corrano gravi rischi. Come si poteva pensare di svolgere un processo limpido e imparziale in questa città, giudicando persone oggetto della più feroce campagna denigratoria, presentati come pericolosi “Agenti della Rivoluzione cubana?”
Joan Lenard non diede motivazioni : il processo si sarebbe svolto a Miami e in nessun altro luogo... però disse alla stampa qualcosa che poteva far intendere la sua cocciutaggine: “Questo processo sarà più interessante di qualsiasi programma televisivo!” annunciò dotta e severa il 16 marzo del 2000. La televisione locale sicuramente era imprescindibile per “capire” il processo. Gli avvocati della difesa non vennero rinchiusi nel “buco” come i loro difesi e a differenza di quelli potevano leggere i giornali o ascoltare la radio, ma va rilevato però che era con questi mezzi che la difesa poteva conoscere le notizie sui passi che avrebbe compiuto l’accusa... così giungevano “le comunicazioni ufficiali” e le prove che dichiarava di possedere, i carichi da imputare e persino le mozioni che dovevano presentare nell’ostinato sforzo di introdurre un’ombra di legalità nel bel mezzo dell’arbitrarietà e la frode. Come se tutto ciò fosse poco nelle sessioni in tribunale vennero dimostrate diverse violazioni nei procedimenti che viziavano un processo illegittimo e nullo sin dalla sua origine. Gli avvocati difensori non ebbero accesso alla totalità delle “evidenze” che portava l’accusa, che vennero amministrate esclusivamente dal Pubblico Ministero, che in diverse occasioni, nonostante le forti proteste, presentò improvvisamente centinaia di pagine di “nuove prove” o impedì l’esame completo delle documentazioni.
La difesa chiese inutilmente che venissero considerate prove i documenti ufficiali che erano fondamentali per il chiarimento delle imputazioni. Alcuni testimoni vennero apertamente minacciati dall’accusa e dalla stessa Sig. Giudice Lenard nell’aula del tribunale. Ella minacciò di accusarli se rivelavano alcune informazioni, il tribunale consegnò ai portavoce della controrivoluzione più di 1400 pagine di documenti selezionati dalle autorità che, manipolate volgarmente dalla stampa locale, alimentarono la loro incessante e vergognosa propaganda per demonizzare gli accusati. I mezzi di comunicazione e i terroristi di Miami organizzarono manifestazioni pubbliche per esercitare pressioni sui giurati e sulla stessa giudice Lenard. La mafia si preoccupò vivamente per il risultato di questo processo.  Cosciente dall’assoluta falsità di tutte le accuse temeva che il verdetto sarebbe stato sfavorevole ai propositi dei controrivoluzionari... la mafia era allarmata soprattutto dall’operato degli avvocati difensori che davano mostra di capacità e di elevata professionalità. I difensori stavano smascherando le sporche manovre dei fiscali e stavano collocando la mafia sul banco degli accusati.
Le prove, gli argomenti presentati dalla difesa furono schiaccianti e dimostrarono che le attività terroristiche contro Cuba si realizzavano da Miami e la tolleranza complice dell’autorità rendeva necessaria e indispensabile  una difesa da parte del popolo cubano che poteva contare sullo sforzo eroico di uomini come quei cinque accusati.  
Venne messo in chiaro che gli accusati non avevano cercato informazioni che potessero danneggiare il contro spionaggio statunitense, che non avevano mai provocato danni di sorta. Ufficiali dello stesso FBI e del Comando Sud testimoniarono in questo senso, come altri capi militari che avevano svolto importanti responsabilità nelle forze armate degli Stati Uniti, come il Generale Charles Wilhelm, ex comandante in capo del Comando Sury; Edward Atkinson, ex vice capo di stato maggiore dell’esercito per il controspionaggio; l’ammiraglio Eugene Carrol, ex vice capo delle operazioni navali; il colonnello George Buckner del comando per il sistema di difesa aerea del nord - America  e persino il Generale James Clapper, ex direttore della DIA, l’agenzia di controspionaggio del Pentagono parlò durante il processo come esperto per l’accusa e riconobbe che gli accusati non avevano compiuto atti di spionaggio contro gli Stati Uniti. Dopo cinque mesi di battaglia verbale in condizioni molto difficili e ostili, nella sala del tribunale l’innocenza di Gerardo, Ramón, René, Fernando e Antonio era molto evidente, com’era evidente la colpevolezza di chi li accusava.
Gli accusati non avevano mai esercitato attività di spionaggio, non avevano mai cercato o ottenuto informazioni relazionate con la sicurezza, la difesa o altro interesse degli Stati Uniti. Non avevano mai causato danni a quel paese o ai suoi cittadini. Non venne presentata alcuna prova contro di loro. Non apparvero testimoni che potessero sostenere le accuse. Il loro lavoro si era concentrato solamente ed esclusivamente nel tentativo di infiltrarsi nei gruppi terroristi, informando le autorità cubane dei piani aggressivi che si organizzavano.  Non lo hanno mai negato. Nel processo venne provato in maniera dettagliata che dalla Florida si organizzano molte azioni terroristiche contro Cuba e che le autorità degli Stati Uniti non fanno nulla per contrastarle. Cuba è obbligata a difendersi di fronte ad attività che, come è stato dimostrato, hanno provocato perdite di vite e gravi danni anche alla popolazione degli Stati Uniti.
L’accusa più grave formulata contro Gerardo Hernández: “cospirazione per assassinare” relativa all’incidente del 24 febbraio del 1996 è un’infamia colossale e una inaudita scemenza. Sono anche troppi i precedenti di violazioni ripetute del territorio aereo cubano da parte di piccoli aerei che partono da Miami e che hanno perpetrato numerosi crimini da quaranta anni, includendo attacchi armati, sabotaggi, lanci di sostanze chimiche e batteriologiche. Tutto ciò venne ampiamente dimostrato durante il processo. Prima di quel 24 febbraio Cuba aveva avvertito che non avrebbe mai più tollerato incursioni illegali sopra il suo territorio. L’azione difensiva cubana davanti a coloro che ancora una volta violarono i confini dello spazio aereo, esattamente davanti alla capitale dell’Isola, erano in completo accordo con i diritti internazionali.  
Indipendentemente da tutti i fatti anteriori Gerardo non aveva nulla a che spartire con la decisione presa dalle forze aere cubane, non partecipò in nessuna forma a quanto accade quel giorno. Accusarlo di omicidio di primo grado e imporre un secondo ergastolo è il colmo dell’infamia e della stupidità! Mai prima era stato condannato qualcuno così, senza testimoni, senza una sola prova, senza nemmeno allegare un’evidenza circostanziale.
La mafia terrorista e disperata riconobbe pubblicamente la sua sconfitta ma intensificò la sua virulenta e stridente campagna per intimidire il tribunale, mentre si avvicinava il termine del processo. In quell’ambiente la giuria pronunciò il verdetto.
Dopo aver annunciato con una rara precisione il giorno e il minuto esatto nel quale sarebbe stato pronunciato il verdetto, con incredibile rapidità, in poche ore, senza una domanda o un chiarimento, senza dubbi di sorta, il verdetto fu unanime i cinque vennero dichiarati colpevoli per tutti e per ognuno dei carichi pendenti.
Si deve aprire una parentesi rispetto alla giuria.
Dal momento del processo di selezione degli integranti la giuria subì le pressioni e le manovre che formano quell’ambiente di degrado presente in una città carente di legalità. Nemmeno i portavoce della controrivoluzione cercano di nasconderlo. Il 2 dicembre del 2000, per esempio, il Nuevo Herald, in un articolo intitolato “La paura di fare il giurato nel processo alle spie”, affermava: “La paura di una reazione violenta da parte del detto esilio cubano se un giurato decide di assolvere i cinque uomini accusati di essere spie per il regime dell’Isola, ha portato molti potenziali giurati a chiedere alla Sig. Lenard di esimerli dal dovere civico.”  Si citava uno di questi cittadini che aveva dichiarato: ”Si! Ho paura per la mia sicurezza se il verdetto non piace alla comunità dei cubani americani...”
La paura non era infondata e i membri della giuria vivevano in una comunità che aveva vissuto poco tempo prima mesi di violenza e di disordini per colpa del gruppo di delinquenti che aveva sequestrato pubblicamente Elian González, un bambino di sei anni, sfidando con le armi le autorità federali, pestando sotto i piedi la bandiera degli Stati Uniti, distruggendo proprietà, portando il caos nelle strade, minacciando di bruciare la città... e nessuno era stato arrestato o  portato in un tribunale. Si sapeva degli attacchi fisici e verbali, dalle minacce alle esplosioni di bombe contro coloro che avevano osato opinare in maniera differente da quelli che controllano il detto esilio. Tutto quello avvenne alla luce del sole, davanti alla telecamere del mondo intero. Quali  cose potevano fare privatamente per ricattare e sottomettere una dozzina di persone terrorizzate?
La festa dopo il verdetto cominciò nella stessa sala del tribunale: baci, abbracci tra giudici e mafiosi, tutti insieme con gli ufficiali del FBI, terroristi, andarono nei bar e nelle cantine, nei locali delle organizzazioni controrivoluzionarie, inondarono le emittenti coi loro comunicati e, sempre tutti insieme, con le loro vergognose dichiarazioni e minacce contro tutti quelli che a Miami si oppongono alle loro ignobile posizione contro Cuba. Lo steso capo locale del FBI ricevette un omaggio pubblico da parte delle emittenti della “radio cubana” che ogni giorno invita apertamente ad atti di guerra e di terrorismo, in un perfetto coro con i più noti criminali. 
Dal 26 giugno sino al 13 di agosto i cinque vennero nuovamente rinchiusi nel buco Non avevano commesso atti riprovevoli di sorta, nulla giustificava quella nuova violazione ai loro diritti e alla norme carcerarie: era solo un atto di stupida vendetta per castigare la loro fermezza, ma era anche una forma di tortura con il deliberato proposito di sfinirli e di impedire loro di prepararsi per affrontare l’ultima fase, quella  finale del processo, la dichiarazione dei verdetti. I 17 mesi di isolamento iniziale dovevano rendere impossibile l’organizzazione della difesa; i 48 giorni di nuovo isolamento volevano impedire che i cinque si preparassero adeguatamente per la sola opportunità che avrebbero avuto di parlare  direttamente in tribunale, davanti alla giuria. Per questo, quando dopo molti e insistenti reclami degli avvocati della difesa, vennero riportati in celle regolamentari le autorità non permisero loro di avere comunicazioni telefoniche, ritirarono quasi tutto ciò che loro apparteneva e i cinque ebbero solamente a disposizione una matita per scrivere. Cercarono di rendere loro impossibile la difesa e non volevano che venissero denunciati i crimini che si stavano commettendo contro quei cinque uomini.Originalmente la Giudice Lenard voleva sentenziare nel mese di settembre, ma avvenne il terribili attacco alle torri gemelle il giorno 11 e forse il suo fiuto la convinse ad allontanare da quella data quell’omaggio che persino lei, giudice residente a Miami avrebbe reso comunque ai veri terroristi. Si sentenziò in dicembre. I cinque uomini vennero condannati alle pene più severe possibili, non vennero considerate le attenuanti possibili suggerite, ma vennero accolte tutte le aggravanti proposte dall’accusa; l’eco dell’odio e i pregiudizi contro Cuba che avevano avvelenato tutto il processo vennero espressi chiaramente nelle parole pronunciate e nelle pene imposte. Gerardo Hernández: due condanne all’ergastolo più 15 anni.Ramon Labañino:unergasto più 18 anni.Fernando González:19 anni René González: 15 anni Antonio Guerrero: un ergastolo più 10 anni.

Le loro voci però non riuscirono a spegnerle. Il lungo, brutale e profondamente ingiusto periodo di isolamento non li indebolì. Nemmeno la tortura, le pressioni psicologiche, l’assenza dei familiari e degli amici: nulla spezzò il loro spirito indomabile. Carenti dei mezzi più elementari per organizzare le idee e per ordinarle, scrivendole, furono capaci di alzarsi al di sopra di tutta quella spazzatura che cercava di schiacciarli e pronunciarono queste formidabili dichiarazioni, racchiuse in questo libro. I cinque giovani, assai lontani da quella filistea tradizione degli USA che offre questa opportunità finale agli accusati affinché possano elemosinare con il pentimento la clemenza dei giudici, denunciarono e smascherarono i loro accusatori, misero in luce tutte le falsità e l’arbitrarietà di un processo manipolato sin dal principio e riaffermarono la loro assoluta fedeltà alla Patria, al popolo cubani, ai loro ideali.  Gerardo è stato inviato nella prigione di Lampoc in California; Ramón a Beaumont, in Texas; Fernando a Oxford  in Wisconsin; René a Loreto, in Pennsylvania e Antonio a Florence, in Colorado. Se si guarda la mappa degli Stati Uniti si comprende che sono stati selezionati cinque punti molto lontani e dispersi nella geografia di quel paese, per evitare ogni possibile comunicazione tra di loro, per rendere molto difficili le comunicazioni con le famiglie che risiedono a Cuba e con i diplomatici cubani che stando alle norme internazionali possono visitarli, ma che devono anche obbedire a limitazioni precise per i loro movimenti. Queste prigioni sono di massima severità e vi si inviano le persone che hanno commesso i peggiori crimini. Conoscendo la brutalità della quale sono capaci le autorità in luoghi come i centri federali di detenzione dove erano stati rinchiusi con altri detenuti in attesa di giudizio, è facile immaginare le crudeltà che devono sopportare nelle più dure prigioni degli USA. È particolarmente indignante e si deve denunciare con la massima energia il fatto che Washington, ignorando principi, norme e pratiche universalmente accettate, non riconosce lo status di prigionieri politici a questi cinque Eroi della Repubblica di Cuba. La scandalosa perfidia delle autorità statunitensi in questo caso pone in luce la loro autentica attitudine davanti a fatti di terrorismo e la totale ipocrisia dimostrata dopo l’l1 di settembre. I cinque eroici giovani cubani sono stati castigati esattamente perchè, al prezzo delle loro vite, avevano lottato contro il terrorismo. Coloro che li hanno privati della libertà li umiliano e li denigrano proprio perché i cinque hanno avuto il coraggio di affrontare noti criminali, creati e ancora protetti dalle stesse autorità. Ogni ora che trascorrono prigionieri in quell’inferno è un insulto alla memoria di coloro che perdettero la vita quell’11 settembre, vittime del terrorismo. È anche un’offesa per tutti coloro che credono nella dignità,  nella decenza umana. Il popolo cubano non smetterà di lottare un solo istante sino a che i cinque verranno liberati e potranno ritornare alle loro case,  nella loro Patria. Per ottenere questo è indispensabile la solidarietà di uomini e donne di buona volontà di tutto il mondo. I cinque discorsi riuniti in questo libro daranno al lettore un’idea dell’abnegazione, della nobiltà d’animo e dell’idealismo di Gerardo, Antonio, Ramón, Fernando e René. Sono discorsi che supereranno la prova del tempo. Milioni e milioni di persone leggeranno tutto ciò con emozione e gratitudine. Al di sopra dei rilevanti meriti di forma e contenuto, indubbiamente presentano (e divengono così più ammirabili) i ricordi delle terribili circostanze nelle quali vennero concepiti. In questi discorsi si trova la parte migliore dell’uomo, di ogni essere umano. Sono come un sole che nemmeno la nebbia più fitta può coprire.

Un sole che mai si spegnerà.

RICARDO ALARCÓN DE QUESADA
Presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular della Repubblica di Cuba
La Habana - 11 febbraio 2002


Per aver agito con dedizione esemplare, con dignità e fermezza il sacro dovere di difendere la Patria, di proteggerla dal terrorismo correndo grandi rischi per la propria vita, sopportando enormi sacrifici, nel luogo più ostile, aggressivo e corrotto, il 29 dicembre del 2001, in sessione straordinaria l’Assemblea Nazionale del Poder Popular ha deciso, su proposta del Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, di consegnare il titolo onorifico di Eroi della Repubblica di Cuba

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Gerardo Hernández Nordelo  - Ramón Labañino Salazar  - Fernando González Llort

René González Sehwerert  - Antonio Guerrero Rodríguez.

“Fate passare coloro che non temono la luce!”

Per  approfondimenti sui 5 visitare www.SiporCuba.it

 

 

Articoli e storia sui 5 eroi cubani ingiustamente detenuti nelle carceri dell'Impero USA

 

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 No. 58733-004 FCI TERRE

 

   

Cinque Eroi: La causa di un popolo

Di Alfredo Boada*

Considerati eroi per coloro che furono salvati dalla morte in attentati e sabotaggi organizzati contro Cuba, i cinque antiterroristi cubani incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti otto anni fa, rappresentano tutto un popolo.

Per i cubani, la causa dei cinque lottatori antiterroristi sostenta il diritto che hanno di difendersi dai multipli attacchi terroristi organizzati dagli Stati Uniti contro il loro paese.

Dal trionfo rivoluzionario del 1959, Washington promosse tutti i tipi di attività per abbattere la Rivoluzione cubana. Invasioni, blocco economico, finanziario e commerciale, sabotaggi, incendi, assassini, guerra chimica e batteriologica ed isolamento diplomatico.

Per organizzare la sua difesa, Cuba ebbe bisogno di conoscere i piani dei suoi nemici ed anticipare i propositi aggressivi contro di lei. I Cinque, come sono conosciuti dalla campagna internazionale che reclama la loro liberazione -Fernando González, René González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Gerardo Hernández-, furono condannati in un giudizio truccato, celebrato nella città di Miami.

Erano stati catturati dalle autorità nordamericane il 12 settembre 1998 perché infiltrarono ed intorpidirono azioni terroristiche dei controrivoluzionari di origine cubana, che vivono a Miami, causanti della morte di più di tre mila persone in 47 anni.

Gli antiterroristi cubani furono sanzionati duramente in un processo illegittimo e carente di obiettività e garanzie, in un luogo dove è impossibile selezionare una giuria imparziale per qualunque caso vincolato col popolo di Cuba.

Hernández ha ricevuto due ergastoli, Guerrero e Labañino un ergastolo ognuno, mentre Fernando e René Gonzalez furono condannati a 19 e 15 anni, rispettivamente. Sui Cinque fu versato tutto l'odio irrazionale della controrivoluzione cubano-americana di Miami e del Governo degli Stati Uniti contro Cuba.

Furono separati e posizionati in carceri di alta sicurezza. A due di loro è negata la visita delle mogli, in detrimento delle leggi nordamericane e delle norme internazionali. Nelle carceri nordamericane, i Cinque hanno sofferto condizioni carcerarie inumane, perfino certi tipi di celle di punizione, che violavano gli accordi internazionali.

Loro rimangono imprigionati negli Stati Uniti, nonostante il 9 agosto 2005 un pannello della Corte di Appello dell'Undicesimo Circuito di Atlanta decise all'unanimità di revocare le condanne. Nella sua decisione, la Corte ammise le prove presentate dalla difesa, rispetto ad azioni terroriste realizzate contro l'Isola.

Questi fatti si sommarono ad una dichiarazione previa del Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dei diritti umani dell'ONU, che fustigò l'illegale incarceramento ed ha esatto la liberazione immediata.

In virtù di tali pronunciamenti, le autorità cubane sostengono che i Cinque antiterroristi rimangono sequestrati da Washington, che prolunga un processo giudiziale assurdo. La Casa Bianca, discorde con la disposizione iniziale della Corte di Appello, sollecitò la riconsiderazione di questa sentenza unanime per il plenum di 12 magistrati di quell'istanza.

Giusto ad un anno della decisione unanime che annullò il giudizio e revocò le condanne imposte ai Cinque, la Corte di Atlanta riconsiderò la sentenza emessa il 9 agosto 2005, in una decisione considerata dagli esperti della giurisprudenza come infame ed insolita.

Il caso dei cinque cubani incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti per combattere il terrorismo contro Cuba ed altri paesi continua come un tema di taglio politico per l'amministrazione nordamericana.

*L’autore è giornalista di Prensa Latina

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53 Parlamentari svizzeri reclamano la libertà dei Cinque cubani al governo degli Stati Uniti

Prensa Latina) 53 parlamentari del Parlamento Svizzero e di tutti i Partiti hanno firmato una lettera diretta all'Ambasciatore degli USA in Svizzera, nella quale si esige che gli dia dettagliate informazioni sui Cinque cubani incarcerati negli USA, perché si realizzi un giusto processo e che si applichino tanto le leggi nordamericane come quelle internazionali.
Di seguito riportiamo il testo completo:

“Sua Eccellenza, Stimato Sig. Ambasciatore Peter R. Conewaz, Gli USA si trovano tra i più importanti soci commerciali della Svizzera. Congiuntamente portiamo a termine un importante scambio nel campo della scienza. Per molti svizzeri, gli USA sono ancora il paese delle possibilità illimitate, perché gli USA si presentano davanti al mondo come la nazione della libertà e della democrazia.

Noi, membri del Parlamento Svizzero abbiamo ricevuto l'informazione che nel vostro paese si trovano Cinque cubani in prigione, e che fino ad ora non hanno avuto un processo che risponda allo standard internazionale.

Si tratta dei seguenti cittadini cubani:

Antonio Guerrero

Gerardo Hernandez

Rene Gonzalez

Fernando Gonzales

Ramón Labañino

Brevemente sulla loro storia:

In giugno del 1998, le Autorità Cubane trasmisero all’FBI l'informazione fornita dai Cinque cubani, con l'obiettivo che gli fosse dato un seguito penale. I Cinque riuscirono ad evitare più di 170 attentati. Invece di procedere contro i terroristi negli USA, le Autorità degli USA procederono contro i Cinque cubani che furono catturati il 12 settembre e processuali davanti ad un Tribunale a Miami.

Dopo essere stati in dure condizioni di isolamento, i Cinque cubani si trovano attualmente in cinque carceri differenti negli USA.

I loro famigliari, specialmente, le loro mogli non hanno ricevuto fino al momento il diritto alle visite. Il procedimento futuro dopo i giudizi di appello non è per niente chiaro.

Per noi è incomprensibile perché gli USA non hanno applicato a questi cinque carcerati né le proprie leggi nordamericane, né le leggi internazionali in materia di diritti umani.

Le nostre domande critiche si basano, tra le altre, sui seguenti dati:

Il Gruppo di Lavoro dell'ONU sulle Detenzioni Arbitrarie della Commissione dei diritti umani a Ginevra pubblicò il 27 maggio 2005 la sua sentenza in relazione coi Cinque cubani. Nella sua relazione No. 19/2005 dice: “La detenzione dei Cinque carcerati cubani è “una violazione dell'articolo 14 della Convenzione Internazionale su Diritti Civili e Politici e risponde secondo l’investigazione del caso al Gruppo di Lavoro Categoria III delle categorie applicate.”

Inoltre, abbiamo saputo l'opinione dell'anteriore collaboratore del Generale Colin Powell, Lawrence Wilkerson che parla di numerose ingiustizie nel caso dei Cinque cubani.

Quindi, chiediamo al Governo degli USA che offra il suo criterio su quanto espresso e ci dica perché non si applica
la legge.

Inoltre chiediamo che il Governo degli USA e la sua giustizia si preoccupi per il destino di questi Cinque carcerati e gli faciliti un processo corretto. Speriamo in una rapida risposta.

Distintamente e saluti cordiali

Rappresentanti del Parlamento Svizzero 

                     966_400

 

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ANTONIO GUERRERO RODRÍGUEZ ANTONIO

 

No 58741-004 Indirizzo  USP FLORENCE PO BOX 7500 5880

State HWY 67 South Florence, CO 81226

Telf.: 719-784-9454 Fax: 719-784-5157

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FERNANDO GONZÁLEZ LLORT (RUBÉN CAMPA)
 

 No. 58733-004 FCI TERRE HAUTE

P.O. BOX 33   TERRE HAUTE, IN  47808  

 

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GERARDO HERNÁNDEZ NORDELO (MANUEL VIRAMONTES)


No 58739-004 Indirizo USP Victorville PO BOX 5400
13777 Air Expressway Road Adelanto, CA 92394
Telf: 760-530-5000

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RAMÓN LABAÑINO SALAZAR (LUIS MEDINA)
 

No 58734-004 Indirizzo usp beaumont PO BOX 26035

Beaumont TX 77720,

Telf.: 409-727- 8188 Fax: 409-626-3700

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 RENÉ GONZÁLEZ SEHWERERT


No 58738-004 Indirizzo FCI Edgefield PO BOX 725,

Edgefield, South Carolina 29824