GIUSTIZIA E LIBERTA' PER I CINQUE EROI CUBANI.

Questo spazio e 'dedicato alla lotta e al sostegno per la giustizia e la libertà  dei 5 Patrioti antiterroristi cubani,di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labanino ingiustamente incarcerati negli USA da oltre 12 anni, con la sola colpa di essersi penetrati nei gruppi terroristi di Miami col fine di difendere preventivamente il popolo cubano e non solo da attentati e criminali aggressioni progettate della mafia cubana di Miami sempre sostetunute dai suoi complici nel governo USA. 10 ,100, 1000,..blog's a sostegno dei Cinque e della rivoluzione Cubana. Blog di Maurizio (alias Sandino )- gruppo amici di Cuba Piombino/isola d'Elba/alta Maremma Toscana

Ufficio ONU diritti umani segue il caso dei Cinque cubani /Procuratore venezuelana cerca appoggio..

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Ufficio ONU dei diritti umani segue il caso dei Cinque cubani

L'Avana, 20 gen (Prensa Latina) L'Ufficio dell'Alto Delegato delle Nazioni Unite per i diritti umani continuerà osservando da vicino la situazione dei Cinque cubani condannati a lunghe pene negli Stati Uniti, come informa una lettera divulgata dalla Cancelleria. Il Ministero degli Affari Esteri dell'isola pubblicò la risposta di questa entità dell'ONU ad un documento inviato dal rappresentante permanente di Cuba davanti alle Nazioni Unite a Ginevra, sul caso di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.

Nella risposta dell’alta commissaria per i diritti umani, Navanethem Pillay, si riflette inoltre il compromesso di seguire la situazione particolare di Renè, che per obbligo delle autorità statunitensi deve rimanere tre anni in più nella nazione settentrionale sotto il regime di libertà vigilata dopo essere stato scarcerato in ottobre e nonostante il suo desiderio espresso di tornare a Cuba con la sua famiglia.

Continuerò anche insistendo personalmente davanti alle autorità statunitensi ed a beneficio delle mogli di Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez affinché sia permesso loro visitare i rispettivi mariti”, ha aggregato Pillay.

Washington ha negato in maniera reiterata alle mogli di questi antiterroristi il visto affinché possano visitarli, posizione denunciata da attivisti ed organizzazioni nei quattro confini del pianeta.

L’alta commissaria ringrazia nella sua missiva la lettera del 22 novembre su I Cinque e la Dichiarazione finale del VII Colloquio Internazionale per la loro liberazione, forum sviluppato alla fine dell'anno scorso nell'orientale provincia cubana di Holguin con delegati di quasi mezzo centinaio di paesi.

Più di una decina di premi Nobel, diverse organizzazioni ed una quantità crescente di persone nel pianeta reclamano agli Stati Uniti la fine di quello che qualificano un’norme ingiustizia.

Messaggi e cartoline inviate al presidente Barack Obama, l'uso delle reti sociali e la collocazione di cartelli in zone centrali in varie nazioni sono alcuni dei metodi per esprimere l'appoggio alla causa dei Cinque.

Ig/wmr

Procuratore generale venezuelana cerca appoggio per la liberazione dei Cinque cubani

L'Avana, 23 gen (Prensa Latina) La Procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega, annunciò che inviterà altri colleghi dell'America Latina e della Spagna per sommarsi alle richieste per la liberazione dei Cinque cubani condannati negli Stati Uniti. Ortega ha detto che esorterà altri procuratori generali ad inviare lettere al segretario statunitense di Giustizia, Eric Holder, col proposito di fare pressione al mandatario Barack Obama affinché permetta il ritorno a Cuba dei cinque uomini, detenuti dal 1998.

In un incontro a L'Avana con familiari dei Cinque cubani la rappresentante pubblica venezuelana annunciò la remissione di un articolo sul tema al periodico The New York Times.

L'idea è generare una matrice di opinione tenendo in conto la poca diffusione del caso sulla stampa di questo paese, ha detto una notizia del telegiornale informativo.

Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez (questo ultimo in libertà vigilata dall’ottobre scorso) furono condannati a pene di carcere che includono il doppio ergastolo.

Quando furono arrestati nel settembre del 1998 in Miami stavano monitorando alcune azioni di gruppi violenti di esiliati nel sud della Florida.

Ig/ro

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Cancelleria cubana divulga la replica ignorata per le accuse del Washington Post

 

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Cancelleria cubana divulga la replica ignorata per le accuse del Washington Post

L'Avana, 17 gen (Prensa Latina) La Cancelleria di Cuba ha divulgato una lettera-replica ignorata da The Washington Post in risposta ad un editoriale pubblicato da questo giornale statunitense che tergiversa fatti relazionati con i Cinque cubani. Si annette lettera (versione integra) in risposta all’editoriale del 31 dicembre. La lettera, firmata dal Secondo Capo di Missione ed inviata in versione riassunta, non è mai stata pubblicata da questo quotidiano, segnala la nota.

The Washington Post discusse in un editoriale la sanzione imposta al cittadino statunitense Alan Gross, condannato per aver violato le leggi cubane.

Desideriamo mettere in chiaro che l'accusato non è stato giudicato e condannato per un supposto lavoro umanitario consociato ad aiutare la comunità ebrea in Cuba per collegarsi ad internet, perché le sinagoghe avevano accesso alla rete molto prima del suo arrivo”, spiega la Sezione di Interessi de L'Avana a Washington.

Il signore Gross - aggiunge nel testo – ha violato le leggi cubane e si dedicava ad attività segrete, perché il Governo degli Stati Uniti lo contrattò per sviluppare programmi federali che attentavano all'ordine costituzionale del nostro paese.

Inoltre, la lettera divulgata dalla Cancelleria dell'isola critica la parte dell'articolo che cerca di giustificare la reclusione di Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, Cinque cubani condannati per essersi infiltrati nei gruppi violenti che in Miami operano con impunità contro il loro popolo.

La Sezione di Interessi di Cuba mette in chiaro che si stanno ingannando i lettori quando i Cinque cubani imprigionati negli Stati Uniti vengono presentati come spie infiltrate in installazioni militari del Sud Florida invece che antiterrosti infiltrati per tentare di evitare attacchi terroristi contro Cuba.

Nella missiva inviata a questo giornale, si ricorda inoltre che la liberazione dei Cinque è stata chiesta da 11 premi Nobel e varie organizzazioni internazionali dalla loro cattura nel 1998.

Sollecito The Washington Post a tenere in considerazione gli argomenti esposti ogni volta che si pronunci su questi temi”, conclude la Sezione di Interessi di Cuba nella replica ignorata.

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Ig/wmr

Antonio Guerrero, uno dei Cinque, è stato trasferito di prigione /Esposizione di dipinti di Tony

 

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Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani, è stato trasferito di prigione

Washington, 13 gen (Prensa Latina) Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani confermò che uno dei lottatori antiterrorista condannati negli Stati Uniti, Antonio Guerrero, è stato trasferito nella prigione di Marianna, in Florida. Riceviamo un messaggio di Antonio con la sua nuova direzione carceraria. Finalmente è stato trasferito da Florence, in Colorado, alla prigione Federale di Marianna, in Florida, precisa un comunicato del gruppo solidale con Cuba.

Antonio vuole fare sapere a tutti gli amici che è stato sempre accompagnato dalla solidarietà in questi giorni di isolamento. La lotta per la libertà di Antonio ed i suoi quattro fratelli di causa continuerà fino all'unico destino che accetteremo: il ritorno a Cuba, aggrega la nota pubblica.

Ieri si è inaugurata a Seattle un’esposizione di pitture di Antonio, nella Galleria M. Rosetta Hunter, situata nel centro di Seattle nel campus principale del Seattle Community College, 1701 Broadway. La mostra resterà aperta fino al 10 febbraio.

Ken Matsudaira, direttore e curatore della galleria, ha lavorato diligentemente per preparare l’esposizione. Lui dice, “siamo molto entusiasmati di potere essere anfitrioni dell’arte di Antonio per arrivare alla comunità col poderoso messaggio delle sue pitture e raccontare la storia dei Cinque Cubani. Ci sentiamo privilegiati di accogliere la sua arte”. Inoltre, Matsudaira ha risaltato alcuni dei poemi di Antonio nell’esposizione.

John Martinez, organizzatore dell’esposizione e membro del Comitato dei diritti umani e Civili della Federazione Americana dei Maestri, dice, “la nostra speranza è che una volta che i nostri membri della facoltà, personale, studenti e pubblico in generale siano coscienti della storia di Antonio, come quella degli altri, cerchino tutti i modi di aiutare i Cinque Cubani a vincere l’ingiustizia.”

Esposizione di dipinti di Tony Guerrero

Luis René Brizuela Brínguez

La Federazione Americana dei Maestri di Seattle, Stato di Washington, ha auspicato un’esposizione di dipinti di Antonio Guerriero - Tony - uno dei cinque antiterroristi cubani prigionieri politici negli Stati Uniti.

La mostra "Desde mi Altura" è esposta nella galleria M. Rosetta Hunter situata nel campus principale del Seattle Community College, e resterà aperta sino al 10 febbraio.

La notizia è stata accompagnata da un’amplia divulgazione nei quattro campus dell’ università e si effettueranno vari programmi nella galleria, dice un comunicato dell’organizzazione.

La sezione locale del Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque ha distribuito volantini durante l’inaugurazione e il Consiglio Centrale del Lavoro ‘Martin Luther King’ che rappresenta 130 sindacati locali, ha informato i suoi circa 75.000 iscritti sull’esposizione.

Questa mostra è una maniera di rompere la censura che i media della comunicazione mantengono sulla causa dei Cinque Patrioti cubani, e siamo molto contenti d’essere gli anfitrioni dell’arte di Tony, per giungere alla comunità con il forte messaggio dei suoi dipinti e di raccontare la storia dei Cinque cubani”, ha detto Ken Matsudaira, direttore della galleria e curatore della mostra.

Alcuni giorni prima del suo attuale trasferimento in un carcere di transito, in attesa della sua nuova e ancora sconosciuta destinazione, Tony ha ringraziato per l’appoggio dato a Cuba e per l’attenzione e il patrocinio ai suoi dipinti.

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Negli USA denunciate bugie sul caso dei Cinque

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Negli USA denunciate bugie sul caso dei Cinque

Washington, 9 gen (Prensa Latina) Il Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque Cubani, catturati negli Stati Uniti nel 1998, ha denunciato oggi un editoriale del quotidiano The Washington Post, che mente sul lavoro che realizzavano i lottatori antiterroristi in questo paese settentrionale. Nel suo sito web, l'organizzazione  ha criticato un articolo divulgato dal giornale il 31 dicembre scorso, nel quale si cerca di giustificare l'ingiusta punizione applicata contro i Cinque, cioè Renè Gonzalez, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez.

Come hanno spiegato, l’editoriale disistima l'appoggio mondiale verso la causa dei cinque cubani, quattro dei quali affrontano ingiuste condanne, mentre Renè, il primo nel compiere la pena, dovrà rimanere in territorio settentrionale, altri tre anni, sotto libertà vigilata.

Inoltre hanno precisato che The Washington Post invalida l'opinione degli artisti, intellettuali, Premi Nobel e perfino quella dell'ex presidente Jimmy Carter, che patrocinano per la libertà dei Cinque.

Antonio, Renè, Fernando, Ramon e Gerardo furono imprigionati più di 13 anni fa per monitorare i lavori dei gruppi terroristi che pianificavano atti contro i popoli di Miami, cubani e statunitensi.

Eccetto Renè che ha già compiuto la sua punizione, il resto affronta lunghe condanne di perfino due ergastoli più 15 anni, come è il caso di Gerardo Hernandez.

Tra i Premi Nobel che appoggiano la causa ci sono Wole Soyinka, Nadine Gordimer, Desmond Tutú, Rigoberta Menchú, Adolfo Perez Esquivel, Josè Saramago, Harold Pinter, Zhores Alfiorov, e Günter Grass.

Alla domanda di libertà si unirono migliaia di intellettuali, come Noam Chomsky, Oscar Niemeyer, Mario Benedetti, Harry Belafonte, Pablo Gonzalez Casanova, Ernesto Cardenal, Thiago de Mello, Danny Glover, Eduardo Galeano, Alice Walker, Manu Chao, Atilio Boron, Ignacio Ramonet, Gianni Minà, Frei Betto e Miguel Bonasso.

 

Ig/sc

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Paraguay chiede a Obama la libertà per i 5- Epifania Sit in per i 5 a Roma in P.zza Navona

 

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Lettera dal Paraguay chiede ad Obama di liberare gli antiterroristi cubani

Asuncion, 6 gen (Prensa Latina) La titolare del Comitato per la Liberazione dei Cinque in Paraguay inviò una lettera al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in richiesta della libertà dei Cinque antiterroristi cubani condannati e catturati negli Stati Uniti da più di 13 anni. Il documento, firmato da Ligia Prieto, si somma al clamore mondiale in solidarietà con Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez.

Inoltre, Renè Gonzalez uscì da prigione dopo aver compiuto con la sua ingiusta condanna il passato ottobre, ma da allora rimane in libertà vigilata, per decisione di una giudice di Miami.

Il testo menziona il Preambolo della Dichiarazione Universale dei diritti umani ed esorta Obama a concedere quello che è sollecitato nella lettera, con grande spirito umanitario.

Prieto chiede al mandatario statunitense che in uso delle sue attribuzioni, prenda l'umana e fraterna decisione di liberare i Cinque cittadini cubani affinché possano ritornare in seno delle loro famiglie.

La presidentessa del Comitato per la Liberazione dei Cinque invoca i sogni di Abraham Lincoln per il ritorno degli eroi caraibici alla loro patria, dove li aspettano con speranza le loro famiglie, il popolo cubano e dai nostri paesi i popoli del mondo.

Ricorda nella sua lettera l'articolo tre della Dichiarazione Universale dei diritti umani, che segnala che “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della sua persona”.

Dalla vostra eccellenza dipende il compimento di questo supremo mandato, glielo chiediamo dal Paraguay”, si sottolinea nella missiva.

Ig/jcd

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Il 5 per i Cinque

Sit-in con volantinaggio a Piazza Navona, a Roma

Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ha riaperto in Italia la Campagna Internazionale il 5 per i Cinque

Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque riavvia per il 2012 in Italia la Campagna Internazionale “Il 5 per i Cinque”, con un’iniziativa di lotta e d’informazione a Piazza Navona, a Roma, luogo di grande afflusso di cittadini per la tradizionale festa dell’Epifania.

Con la partecipazione di decine di compagni dell’associazione e della rivista Nuestra America, del circolo d’Italia –Cuba di Roma ‘A. Mella, e di Radio Città Aperta, è stato fatto nell’affollatissima piazza un sit-in con un volantinaggio, dando dettagliate notizie ai tanti presenti sul caso dei 5 agenti dell’antiterrorismo cubano detenuti ingiustamente da oltre 13 anni nelle carceri statunitensi, e quella che il governo di Washington,vorrebbe far passare per una " buona azione ", cioè gli arresti domiciliari per tre anni dati a Renè Gonzáles, da scontare nella città di Miami, conoscendo perfettamente i rischi che corre vivendo nella città della mafia cubano- americana.

Tanti cittadini hanno chiesto informazioni su tale annosa e sconcertante vicenda dimostrando interesse partecipato, e calorosa è stata la solidarietà avuta dai compagni dello stand palestinese.

I tanti partecipanti all’iniziativa si sono poi diretti verso la vicina piazza con la famosa statua di Pasquino, dove hanno voluto simbolicamente apporre la poesia di seguito riportata in solidarietà ai 5 fratelli cubani:

Anvedi che viavai

ner giorno de la vecchia co’ la carza,

e ner periodo de li guai…

tutti ne ‘sta piazza!

a Navona oggi ce stanno puro certi

che vonno l’attenzione:

sui Cinque lo striscione c’hanno aperto,

e ner core la cubana Rivoluzione.

Se fanno la foto coi compagni

de la Palestina e de la militanza,

perché co’ quelli che ce magni

ce condividi la sostanza!

e a ‘sto punto, pe annà a chiude,

je lo dico ar più, quello tipo santo:

a Papa, so’ Pasquino, nun me delude!

libertà e giustizia nun se ponno buttà ar vento!”

Il muro di silenzio che era stato tirato su Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, Gerardo Hernández, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero, come tutti i muri sta crollando e in tutte le parti del mondo cresce la solidarietà attorno a loro, chiaro simbolo d’integrità umana ed esempio delle crescenti lotte dei movimenti della sinistra di classe nel mondo. Abbiamo partecipato nel novembre scorso al VII Convegno Internazionale per la liberazione dei Cinque Eroi e contro il terrorismo, congiuntamente a 413 delegati,

provenienti da 50 paesi del mondo, e da tutti si è levato un grido: liberateli!

Sempre in prima fila con iniziative di informazione e di lotta!

Liberateli !

Comitato Italiano Giustizia per i 5, con la partecipazione dell’Associazione e rivista Nuestra America, del circolo di Italia –Cuba di Roma ‘A. Mella’ e di Radio Città Aperta.

Ancora auguri dall’Italia

In questa data, che celebra il 53° anniversario del trionfo della Rivoluzione Cubana, vi giungano i nostri più cari auguri, riaffermando una volta ancora, la nostra volontà di difendere la Rivoluzione Cubana e di batterci per la liberazione dei Cinque cubani detenuti ingiustamente negli Stati Uniti.

Per il Circolo di Roma dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Il segretario

Marco Papacci.

 

Antonio Guerrero sarà trasferito

 

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Antonio Guerrero sarà trasferito

USA, 5 gen (Prensa Latina) Uno dei Cinque cubani, prigionieri politici dell’impero, Antonio Guerrero sarà trasferito di prigione; non si conosce ancora il suo destino finale, oggi stesso volerà verso Oklahoma. Di seguito pubblichiamo la lettera che lui stesso inviò ai militanti della solidarietà, che lottiamo senza paura e senza vacillare per la libertà dei Cinque cubani: “Cari amici:

Oggi ho inviato le mie appartenenze, senza grandi contrattempi.

È possibile che domani cominci il mio viaggio verso il destino finale, che nonostante ignoro.

Irrimediabilmente, avrò un soggiorno nel Centro di Transito dell’Oklahoma. Non so se mi facciano lo stesso ricevimento delle volte anteriori, dove mi hanno ubicato in “un luogo di ritiro”. Magari, almeno, possa vedere la ragazza che distribuisce le medicine.

Comunque, vi porto nel mio cuore e non appena avrò un momento di tempo ritornerò a scrivervi.

So che ci sarà domani in tutto il mondo un 5 per i 5 come un grosso sforzo per la nostra libertà. In ciò starò pensando specialmente se mi tocca “andare sulle nuvole”, cosa che non mi piace, ma saprò vincerla, soprattutto pensando al vostro amore.

Cinque abbracci.

Vinceremo!

Tony

4 gennaio 2012

FCI Florence

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I 5 sulle cime delle Ande-Più vicino che mai il momento in cui Tony Guerrero ballerà con Mirta

 

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Libertà per i Cinque, già!

Il Caso dei Cinque sulle cime delle Ande

Nella Cordigliera Centrale delle Ande, in Perù - a 4.880 metri sul livello del mare – è stata posta una bandiera con un cartellone che chiede giustizia dal presidente Obama per il caso dei Cinque cubani antiterroristi, prigionieri negli Stati Uniti

I 7 camminanti che hanno collocato la bandiera, hanno scalato la montagna per 4 giorni, per giungere in questo punto tra le cime innevate del Perù, con l’obiettivo d’esigere il definitivo ritorno in Patria di René, Fernando, Antonio, Ramón e Gerardo.

Gustavo Espinoza, presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà con i Cinque, ha ringraziato e si è complimentato con i camminanti per la loro prodezza ed ha aggiunto che loro “sono motivo d’orgoglio in Perù, per il loro gesto di solidarietà con una lotta che è diventata una causa per il mondo intero.

Per coronare la loro meta, i camminanti hanno percorso nell’ultima giornata 42 chilometri in cinque ore, dalla città mineraria di La Oroya. (Traduzione Granma Int.).

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Sorella Di Tony Guerrero sempre impegnata sulla causa de cinque al VII coloquio di Holguin

Più vicino che mai il momento in cui Tony Guerrero ballerà con Mirta

L’Avana, 30 dic (Prensa Latina) Mirta sta per celebrare il suo 80° compleanno. Il regalo col quale ha sognato durante gli ultimi anni è che suo figlio Tony stesse in libertà per questa occasione, e l'accompagnasse come compagno di ballo quel giorno. Confessa che Tony è un buon ballerino, benché non abbia potuto esercitarlo durante i 13 anni di ingiusta e dura reclusione nelle carceri nordamericane.

Sono sicura che non mi defrauderebbe se l'invito ad un tango, che lui sa che è il mio forte”, afferma.

Anche lui si è preparato per accompagnare la sua cara madre nei suoi 80 anni, stia o no al suo fianco fisicamente, quel giorno. Benché difficilmente qualcosa possa impedire che le loro anime quel giorno stiano abbracciate, nonostante i cancelli siano molto lati, dure le sbarre e distanti le prigioni sotterranee dove si sono dati gli ultimi baci ed abbracci, vigilati e controllati fino alla sazietà, specialmente Mirta che atterrisce i carcerieri con la sua carica di amore e resistenza, che non ha un'altra paura che non sia quella di non poter avere la forza, o magari la vita, per il momento in cui suo figlio potrà dedicargli in libertà il prossimo ballo.

Se Tony cantò con tutti i cubani il 2 dicembre, più vicino che mai è il momento in cui ballerà con Mirta e con Cuba.

Ig/www.cubadebate.cu

 

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Madre e sorella di Tony  Guerrero a Buaguano nel VII coloquio de Holguin

Antonio Guerrero: dieci anni fa

 

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Antonio Guerrero: dieci anni fa

USA, 28 dic (Prensa Latina) Di seguito pubblichiamo un’emotiva lettera scritta da uno dei Cinque cubani, Antonio Guerrero, che ricorda il giorno in cui gli dettarono l’ingiusta sentenza che lo rendeva colpevole di accuse inventate, trasformandolo in un prigioniero politico dell’impero più assassino che il genero umano abbia conosciuto. “Cari amici:

è passata esattamente una decade da quando in una sala della Corte di Miami la giudice Lenard mi impose una sentenza di vita erronea.

Quante cose erronee sono successe fino ad arrivare a quel giorno in quella sala?, mi domando.

Erroneo fu cercare lì una giuria imparziale dove non avrebbe potuto esserci mai.

Erroneo fu non permetterci di avere accesso alle nostre prove, classificandole come documenti segreti e rinchiudendoli in un secondo buco, dove poche volte abbiamo potuto leggerle coi nostri avvocati.

Erroneo fu decidere che solo una parte di queste prove, quella che determinò il governo, fosse quella che si potesse usare in quella sala.

Erroneo fu ostacolare che usassimo la fondamentata teoria di necessità che dimostrava le ragioni che ci portarono a fare la nostra attività senza registrarci.

Erroneo fu permettere impunemente tutti gli atti di una condotta corrotta dei pubblici ministeri e di molti dei suoi testimoni.

Erronea fu ogni condanna imposta ai miei fratelli, che ebbi l'onore di vedere ergersi nelle loro parole sincere e degne, e ricevere con interezza le maggiori e più enormi condanne.

Erroneo, infine, fu avere fatto il “giudizio” più lungo che si sia visto in quei Parlamenti, dove non potremmo ricevere mai giustizia, dopo averci negato un cambiamento di sede ad una città che si trova a poche ore di lì.

Quell'errore lo corroborò un pannello di tre giudici dell'Undicesimo Circuito di Appello di Atlanta, in forma unanime, dopo tre anni di analisi di tutti gli argomenti del nostro appello diretto, e dare il suo verdetto nel 2005.

Lì, in mezzo al temporale perfetto, in quella Sala della Corte di Miami, è la nostra ultima risorsa legale, l’Habeas Corpus, nelle mani di quella stessa giudice Lenard che ci ha fatto stare, per un suo errore, in uno dei più violenti penitenziari di questo paese per otto anni e mezzo.

Ci sono cose che uno è capace di vincere, ma mai di dimenticare, benché non albergassimo mai nei nostri cuori un apice di rancore.

Con l'amore e l'amicizia, Vinceremo!

Cinque abbracci.

Antonio Guerrero Rodriguez

27 dicembre 2011

FCI FLORENCE

Ig

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In Salvador esigono“Non più Natale senza i Cinque”

 

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In Salvador esigono“Non più Natale senza i Cinque” 

San Salvador, 26 dic (Prensa Latina) Comunità ecclesiali di base, sacerdoti, invalidi di guerra ed organizzazioni solidali salvadoregne hanno reclamato ieri agli Stati Uniti l'immediata libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani condannati in questo paese da più di 13 anni. La richiesta è stata presentata nella messa “Non più Natale senza i Cinque”, celebrata nella monumentale cripta dove riposano i resti dell'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero, contigua alla Cattedrale di San Salvador.

L'eucaristia è stata celebrata dal sacerdote Pedro Decler che ricordò che questi Cinque fratelli, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, stavano tentando solo di evitare il terrorismo.

Il padre Decler ha affermato che la celebrazione era anche dedicata per ringraziare della tanta solidarietà di Cuba, un paese – ha sottolineato - che da più di 50 anni è la speranza dei poveri del continente. È un grazie di Dio.

Alla messa hanno assistito centinaia di persone che hanna riempito il gran salone della cripta, costruita nel 1996 per iniziativa della comunità ecclesiale di base per la canonizzazione di quello che chiamano San Romero dell'America, assassinato dagli squadroni della morte nel 1980.

Il sacerdote ha chiesto ai fedeli di firmare una lettera diretta al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per sollecitarle la libertà degli antiterroristi.

Liberandoli rimarrà nelle sue mani il diritto di essere ricordato nella storia per fare una vera giustizia, esprime nel testo, che ricorda che Obama ha visitato la tomba di Romero, dove ha acceso una candela il 23 marzo di questo anno.

Immediatamente si sono formate file di decine di persone per sottoscrivere la missiva, in vari luoghi improvvisati dai presenti nella messa.

L'ambasciatore di Cuba, Pedro Pablo Prada, ha ringraziato gli organizzatori della messa e le centinaia di partecipanti e per la solidarietà col suo paese ed il loro permanente appoggio alla causa della libertà dei Cinque.

Ha ricordato che contro di loro si è accanito tutto l'odio dell'impero statunitense per tutta l'opera di giustizia della Rivoluzione cubana, in vigilia di compiere il 53° anniversario del suo trionfo.

Ig/rl

I 5:un messaggio di speranza ed una denuncia all'ingiustizia- Portoghesi chiedono ad Obama.....

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I Cinque: un messaggio di speranza ed una denuncia all'ingiustizia

L'Avana, 19 dic (Prensa Latina) I Cinque antiterroristi cubani hanno inviato un messaggio di auguri per il nuovo anno, indirizzato a tutti i solidali nel mondo, nel quale ringraziano per la solidarietà mondiale per la loro definitiva liberazione. Fernando Gonzalez ha riconosciuto il lavoro dei comitati di solidarietà che in più di 200 città del mondo spingono azioni e fanno pressioni al governo nordamericano affinché si faccia giustizia.

Mentre, Ramon Labañino ha detto: Voi siete la nostra maggiore virtù, la nostra forza, ed il motivo principale del nostro ottimismo che qualche giorno permetterà il miracolo grande della libertà e potremo celebrare tutti insieme la fortuna della vittoria.

Antonio Guerrero ha affermato: Nella nostra amata patria, molte sono le sfide che abbiamo davanti per fortificare la Rivoluzione socialista. Il nostro popolo unito, con la dignità e l'eroismo che lo caratterizza, non potrà mai tradire la sua storia, Fidel e Raul.

Nei suoi messaggi di fine anno e nel saluto della ricorrenza del trionfo rivoluzionario, i Cinque segnalano che nel 2012 il desiderio che finalmente si farà riparazione all'ingiustizia del loro caso, sarà nuovamente la speranza maggiore.

Ig/ www.radioreloj.cu

Portoghesi chiedono ad Obama la libertà per i Cinque

Lisbona, 20 dic (Prensa Latina) Più di un centinaio di intellettuali portoghesi hanno chiesto oggi al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che liberi i Cinque antiterroristi cubani prigionieri politici nel suo paese da più di 13 anni. L’appello è compreso in un messaggio natalizio inviato ad Obama dal Comitato Portoghese per la Liberazione dei Cinque (CPLC), come sono conosciuti Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Renè Gonzalez.

I firmatari, riconosciuti artisti, giornalisti, cineasti, musicisti, giuristi e professori universitari di diversa associazione ideologica, sollecitano al governante la sua mediazione affinché si faccia giustizia per questi cittadini dell'isola caraibica, restituendo loro la libertà.

In queste ricorrenze religiose, speriamo da parte della vostra eccellenza un gesto che faciliti a breve il ritorno di Gerardo, Fernando, Ramon, Antonio e Renè in seno alle loro famiglie e al loro popolo di Gerardo.

L'iniziativa del CPLC, alla quale aderirono già circa 135 prestigiosi intellettuali portoghesi, sta circolando in tutto il paese iberico attraverso blogs, siti in Internet ed altre vie, col proposito di sommare altre personalità di buona volontà.

I Cinque sono stati arrestati nel 1998 per aver informato Cuba sui piani violenti preparati da gruppi di estrema destra radicati in territorio statunitense.

Associazioni di amicizia con la nazione antillana hanno responsabilizzato il governo di Obama di ciò che potrebbe succedere a Renè, che il passato 7 ottobre è stato il primo ad uscire dalla sua ingiusta reclusione, e dovrà rimanere tre anni in libertà vigilata a Miami.

Ig/edu